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Funzione: Vespero

Plagale IV – Venerdì – Vespero

PERIODO DEL TONO PL. 4 Giovedì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono pl. 4. Il tuo angelo, Signore.

Il popolo iniquissimo condannò te, Signore e Creatore di tutto il mondo, ad essere crocifisso in mezzo a iniqui, Gesù mio; vedendo tale ardire, la terra si scuoteva tutta, manifestandoti, o Sovrano, Creatore di tutto.

Tutti veniamo riscattati dalla maledizione della Legge e dalle accuse, perché il Signore della Legge è stato innalzato sulla croce preziosa, facendo sgorgare benedizione perenne e grazia e misericordia, per noi che cantiamo la sua divina passione.

Sanasti, o filantropo, le nostre piaghe quando furono piagate le tue mani; dirigesti tutti sulle vie della salvezza quando furono inchiodati sulla croce i tuoi piedi, riconoscendo i quali un tempo in paradiso, Adamo prima creatura si nascose.

Altri Stichirà della Theotòkos.

O straordinario prodigio!

Salve, Sovrana, Madre di Dio; salve, scettro di Davide; salve, porta celeste; salve, roveto incombusto; salve, monte adombrato; salve, lampada; salve, purissima; salve, urna; salve, palazzo; salve, purissima Madre del nostro Dio; salve, molle per la brace, salve, mensa divina; salve, speranza del mondo.

Le onde dei miei peccati come mare tempestoso, sollevandosi in alto, cercano di sommergere il mio capo, o Sovrana, ma come a Pietro stendimi la mano prima che affondi e guidami salvo al porto della penitenza, ti prego, pura Madre di Dio, celebratissima speranza di tutto il mondo.

Malamente ottenebrato dalle passioni del peccato, me misero, sprofondo nel gorgo della disperazione; abbi pietà di me, benedetta piena di divina grazia, fa’ splendere su me il chiarore della tua compassione e guidami su vie rette, ti prego e ti imploro, o purissima. Non disprezzarmi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La purissima quando ti vide appeso volontariamente al legno, conoscendo la tua potenza, fu colta da dolore e gemendo gridava a te: Figlio, non lasciare me, tua genitrice, dammi una parola, Figlio mio, non oltrepassare tacendo me, tua serva, o Verbo di Dio.

Apòstica stavròsima.

Fosti innalzato sulla croce, o Cristo Dio e salvasti la stirpe umana: glorifichiamo la tua passione.

Fosti confitto in croce, o Cristo Dio e apristi le porte del paradiso: noi ti glorifichiamo, Redentore nostro.

Martyrikòn. Martiri del Signore, ogni luogo santificate e ogni male curate: intercedete ora, vi preghiamo, perché siano strappate le nostre anime ai lacci del nemico.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

I tuoi martiri, Signore.

Vedendoti crocifisso e ucciso, la Madre di Dio gridava: Ahimè, come sopporti questi dolori, Figlio dolcissimo? Colpisce il mio cuore la tua lancia, fa ardere le mie viscere la tua passione; ma io ti canto, perché volontariamente tu soffri questo per salvare l’uomo.

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Plagale IV – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono Pl. 4

Venerdì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà martyrikà. Tono pl. 4.

Martiri del Signore, ogni luogo santificate e ogni male curate: intercedete ora, vi preghiamo, perché siano strappate le nostre anime ai lacci del nemico.

I tuoi martiri, Signore, dimentichi delle cose di questa vita, disprezzati anche i tormenti per amore della vita futura, di essa sono divenuti eredi: perciò esultano con gli angeli. Per le loro suppliche, dona al tuo popolo la grande misericordia.

Ogni virtù e ogni lode si deve ai santi, poiché chinarono il collo alle spade per te che chinasti i cieli e sei disceso, versarono il loro sangue per te, che svuotasti te stesso e prendesti forma di servo, si umiliarono fino alla morte imitando la tua povertà. Per le loro preghiere, secondo la tua grande compassione, o Dio, abbi pietà di noi.

Stichirà catanittici. O straordinario prodigio!

Sono simile a un albero sterile, porto il santo abito come vuoto fogliame e temo, Sovrano, che tu davvero mi recida e mi mandi al fuoco eterno e inestinguibile: concedimi dunque un’opportunità di conversione, affinchè io ti porti il buon frutto di azioni virtuose e sia fatto degno del tuo regno.

Signore, compassionevole Signore, non scacciare dal tuo volto me, tuo servo, che gravemente ogni giorno offendo la tua bontà, o filantropo e non castigarmi nella tua giusta ira; ho peccato, ho peccato contro di te come nessun altro, lo confesso; abbi compassione e salvami per le preghiere di tua Madre.

Quando sederai nella tua gloria come Re di tutti sul trono del giudizio, mentre i tuoi angeli staranno davanti a te con timore e starà davanti a te per il giudizio tutta la natura degli uomini, allora, o Cristo, per le suppliche di tua Madre, libera da tutti i castighi i trapassati con fede, o Signore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il Re dei cieli, nel suo amore per noi, apparve sulla terra e visse con gli uomini: l’unico Figlio, duplice nella natura, ma non nell’ipòstasi, assunse la carne da Vergine pura, da lei procedendo dopo averla assunta; proclamandolo dunque realmente Dio perfetto e uomo perfetto, noi confessiamo Cristo nostro Dio; e tu supplicalo, o Madre senza nozze, di aver misericordia alle nostre anime.

Apòstica. Martyrikòn.

Martiri del Signore, ogni luogo santificate e ogni male curate: intercedete ora, vi preghiamo, perché siano strappate le nostre anime ai lacci del nemico.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, Signore.

Necròsima. Gemo e mi lamento quando penso alla morte e vedo giacere nella tomba, informe, senza gloria, senza splendore, la bellezza a immagine di Dio plasmata per noi. O stupore! Perché questo mistero che ci riguarda? Come dunque siamo stati consegnati alla corruzione? Come siamo stati insieme aggiogati alla morte? Realmente, come sta scritto, per disposizione di Dio, che concede ai defunti il riposo.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

La tua morte, Signore, divenne per noi causa di immortalità: poiché se tu non fossi stato deposto in un sepolcro, il paradiso non si sarebbe aperto; dona dunque riposo ai defunti, nel tuo amore per gli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vergine pura, porta del Verbo, Madre del nostro Dio, supplica per la nostra salvezza.

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Plagale IV – Mercoledì – Vespero

PERIODO DEL TONO PL. 4 Martedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

Verbo di Dio sommamente buono, per noi appeso alla croce come un condannato, strappaci al fuoco futuro, alla tremenda sentenza e a ogni castigo, per le suppliche della Madre di Dio: poiché ad ogni istante tutti noi con i nostri pensieri provochiamo te, Cristo, filantropo sommamente buono.

Fremette il sole, vedendoti, Gesù, di tuo volere steso sulla croce; la terra si scuoteva, le pietre si spezzavano, i sepolcri per il timore si aprivano e sbigottivano tutte le potenze; vedendoti sulla croce, o Sovrano, la Vergine gridava: Ahimè, che cos’è ciò che vedo?

Oh, la bontà infinita di colui che s’incarnò da te, Madre di Dio! Subì infatti volontariamente croce e morte per salvare il mondo che ha plasmato; supplicalo di liberare dall’inferno anche me, misero e indegno e di collocarmi là dove splende la luce senza sera.

Altri Stichirà della Theotòkos, uguali.

Salve, Vergine sposa di Dio; salve, speranza dei credenti; salve, purificazione del mondo; salve, tu che salvi da ogni tribolazione i tuoi servi; salve, distruzione della morte; salve, vivificante paradiso; salve, soccorso di chi ti invoca; salve, divina dimora di Dio e monte santo.

Salve, purissima Theotòkos, fonte di vita, scala celeste, Sovrana Signora di tutto il creato; salve, Vergine purissima e benedetta, casta, gloriosa, illustrissima, divina dimora; salve, Vergine Madre, sposa non sposata.

Salve, Sovrana Madre di Dio, salve, unica speranza dei mortali, salve, loro soccorso e riparo; salve, candelabro della luce, salve, splendido palazzo, puro lustro della verginità e luminare fulgidissimo, fonte da cui scorrono le guarigioni per quanti a te si avvicinano.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Prodigio insolito, mistero strano e nuovo: così diceva la Vergine vedendo sulla croce, sospeso in mezzo a due ladri, colui che aveva partorito senza doglie e gemendo piangeva e diceva: Figlio mio diletto, come un popolo crudele e ingrato ti ha inchiodato alla croce?

Apòstica stavròsima.

Fosti innalzato sulla croce, Cristo Dio e salvasti il genere umano; glorifichiamo la tua passione.

Fosti confitto in croce, Cristo Dio e apristi le porte del paradiso; ti glorifichiamo, o nostro Redentore.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, dimentichi delle cose di questa vita, disprezzati anche i tormenti per amore della vita futura, di essa divennero eredi: perciò esultano con gli angeli. Per le loro suppliche, dona al tuo popolo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Come tua Madre ti vide inchiodato alla croce, o solo longanime, lamentandosi, faceva scorrere lacrime a torrenti e tutta sbigottita per l’eccesso della tua bontà e per la tua compassione per gli uomini, celebrava il tuo potere.

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Plagale IV – Giovedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PL. 4 Mercoledi Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia apostolikà.

Tono pl. 4. Signore, anche comparendo.

Signore, tu illuminasti gli apostoli con lo splendore del Paràclito e li rendesti astri rischiaranti tutta la terra con l’illuminazione spirituale della tua conoscenza, o Sovrano: perciò adoriamo la tua grande bontà.

Con l’intercessione degli apostoli, Signore, conservi indisturbato dall’insolenza dei nemico il tuo gregge, che tu, Salvatore, acquistasti col tuo sangue prezioso, liberandolo dalla schiavitù dello straniero, nella tua amorosa compassione.

Appariste come pietre preziose nel diadema della Chiesa di Cristo irraggiando nell’ecumène con trasparenti fulgori la luce della conoscenza, beati apostoli, che state presso la Trinità e pregate per le nostre anime.

Altri stichirà di san Nicola, uguale.

Signore, per le divine preghiere del gerarca, a te pienamente accette, libera da ogni pericolo, da ogni vessazione e minaccia di male, o filantropo, i tuoi servi, che adorano con fede il tuo incomparabile potere.

Hai mostrato al mondo, Signore, il tuo gerarca come profumo fragrante per profumare i cuori di tutti i fedeli con i prodigi, allontanando con la tua grazia le malattie e le passioni; per le sue preghiere salva, o compassionevole i tuoi cantori.

Hai glorificato, Signore, il tuo venerabile gerarca ai confini, dandogli la grazia dei prodigi e lo hai rivelato protettore di quanti sono in terribili pericoli e danneggiati da afflizioni e chiedono sempre il suo sostegno.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vedi i gemiti del mio cuore contrito, o divina Sposa e accogli l’alzarsi delle mie mani, o Vergine Maria amica del bene e non rigettarmi, o Purissima, affinché io lodi e glorifichi colui che ha magnificato la nostra stirpe.

Apòstica apostolikà, uguale.

Signore, amandoti sinceramente in terra, gli apostoli considerarono tutto spazzatura per guadagnare te solo e per te hanno dato i loro corpi ai tormenti; per questo glorificati, pregano per le nostre anime.

Signore, tu esaltasti sulla terra la memoria dei tuoi apostoli: convenuti infatti tutti insieme, in essa ti glorifichiamo, perché per loro tu concedi a noi le guarigioni e al mondo la pace, per le loro preghiere e la grande misericordia.

Martyrikòn. Se vi è qualche virtù, se vi è qualche lode, conviene ai santi: piegarono infatti il collo alla spada per te che piegasti i cieli e discendesti; versarono il loro sangue per te, che annientasti te stesso e assumesti forma di servo e si umiliarono sino alla morte per imitare la tua povertà. Per le loro preghiere, nella moltitudine delle tue compassioni, o Dio, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come vi chiameremo, santi? Degni di vedere Dio corporalmente, ti proclamarono vergine sposa della dignità del Padre e della sua divinità e Madre del Dio Verbo, o Vergine, dimora del santo Spirito: in te infatti, tutta piena di grazia, dimorò corporalmente tutta la pienezza della divinità.

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Grave – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Venerdì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà martyrikà.

Tonò grave.

Martiri santi, che valorosamente lottaste e foste incoronati, pregate il Signore perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Disprezzando tutte le cose della terra, o santi martiri e predicando con coraggio Cristo nello stadio, da lui avete ricevuto le ricompense dei tormenti: poiché dunque avete ottenuto franchezza, imploratelo come Dio onnipotente, vi supplichiamo, di salvare le nostre anime, poiché ricorriamo a voi.

O lodatissimi martiri, pecore spirituali, olocausti razionali, sacrificio gradito a Dio, voi non siete stati nascosti dalla terra, ma accolti dal cielo, divenendo compagni degli angeli; con loro pregate il Salvatore e nostro Dio, vi supplichiamo, di pacificare il mondo e salvare le nostre anime.

Stichirà despotikà. Non siamo più tenuti lontano.

Non mi svergognare, Salvatore, per aver fatto opere vergognose, quando verrai a giudicare tutto il mondo.

Ho peccato senza misura e aspetto pene senza misura, o mio Dio, abbi misericordia di me e salvami.

Da’ riposo nelle tue tende, o Sovrano, a quanti si sono addormentati nella fede e falli degni del tuo regno.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Fosti riconosciuta madre oltre natura, Theotòkos e sei rimasta vergine oltre ragione e pensiero: il prodigio del tuo parto nessuna lingua può spiegarlo, perché essendo straordinario il tuo concepimento, il modo del tuo partorire è inafferrabile: dove Dio vuole è vinto l’ordine della natura; riconoscendoti dunque tutti Madre di Dio, senza sosta ti preghiamo: Prega per la salvezza delle nostre anime.

Apòsticha. Despotikòn.

Gloria a te, Cristo Dio, vanto degli apostoli, esultanza dei martiri, che hanno annunciato la Trinità consustanziale.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Necròsima. Quando in principio plasmasti l’uomo a tua immagine e somiglianza, lo collocasti nel paradiso, perché dominasse sulle tue creature, ma sedotto per invidia del diavolo, mangiò di quel cibo, divenendo trasgressore dei tuoi comandamenti: perciò tu lo condannasti a ritornare alla terra da cui era stato tratto, Signore e a pregare per il riposo.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Dona il riposo, o Salvatore nostro, datore di vita, ai nostri fratelli che hai tolto dalle realtà temporali e che gridano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Daniele ti vide come divino monte santo e il sapiente Isaia ti proclamò Madre di Dio, o venerabile, perché hai accolto in te nella carne il Dio che ha plasmato Adamo; di fronte a lui i cherubini, vedendolo incarnato, tremarono, cantandolo e glorificandolo con la voce mai silenti del trisagio; e tu pregalo per la salvezza delle nostre anime.

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Plagale IV – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Pl. 4

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono pl. 4.

Come dirti beata, o Madre di Dio? Come cantare, Vergine benedetta, l’impenetrabile mistero del tuo parto? Poiché l’autore dei secoli, il Creatore della stirpe umana, per compassione verso la propria immagine, discese abbassandosi fino all’estremo; colui che è nel seno del Padre immateriale soggiornò nel tuo casto grembo e si fece cane da te, Vergine senza nozze, senza subire mutamento, restando Dio, qual era per natura: per questo lo veneriamo perfetto nella sua divinità e nella sua umanità; egli è lo stesso nell’una e nell’altra condizione: in lui, in verità, c’è a tutti gli effetti ognuna delle due nature e noi proclamiamo tutte le sue proprietà naturali in maniera duplice, poiché due sono le sue essenze; duplici sono anche gli atti e le volontà, poiché pur essendo consustanziale al Padre come Dio, in quanto uomo liberamente decide e agisce. Imploralo, Vergine beata, di salvare le nostre anime.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Per la tua passione, Cristo, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Salve, augusta Madre di Dio, fonte zampillante vita sui fedeli, Signora sovrana di tutto ilo creato; salve, Vergine senza difetto e benedetta, piena di gloria e senza macchia, salve, palazzo e tabernacolo divino, salve, Vergine pura e Madre, Salve, sposa di Dio.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Salve, pura Madre di Dio, speranza dei credenti, purificazione del mondo, salve. Da ogni afflizione liberi i tuoi servi: salve, consolazione della stirpe umana, salve, protettrice e portatrice della vita, baluardo di chi ti invoca, salve, dimora divina e monte santo.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Salve, Sovrana Madre di Dio, salve, tu che dei mortali sei la protettrice e l’unica speranza; salve, tu che ci offri un sicuro rifugio, candelabro di eterno splendore, salve, lampada lucente di puro fulgore; salve, dimora santificata, paradiso, divina dimora, salve, fonte da cui l’acqua viva zampilla su quanti a te accorrono.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Colui che il cielo stesso non contiene, Vergine Madre di Dio, dal tuo grembo fu contenuto senza restringersi; e tu sei rimasta pura in modo ineffabile, senza alcun danno per la tua verginità: tu sola tra le donne sei vergine e madre al tempo stesso; tu sola, Purissima, allattasti il Figlio fonte di vita e l’occhio che non dorme hai portato tra le braccia; dal seno paterno non si allontanò, lui che era prima dei secoli; pienamente Dio tra gli angeli nel cielo e pienamente tuo Figlio quaggiù tra gli uomini, egli è ovunque in modo inesplicabile: Signora santissima, supplicalo di salvare chi in modo ortodosso ti riconosce pura Madre di Dio.

Apolytikìon.

Dall’alto sei disceso, o clemente, * hai accettato la sepoltura di tre giorni * per liberare noi dalle passioni: * vita e resurrezione nostra, * Signore, gloria a te.

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Plagale IV – Lunedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PL. 4 Domenica Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia Despotikà.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

Oh, come vivo noncurante e trascorro il tempo della mia vita nella leggerezza, senza richiamare alla mente i miei molti peccati, la tremenda minaccia della morte e l’esame imparziale! Chi mai mi strapperà al fuoco eterno, se tu, o Dio, il solo più che buono, non hai compassione di me?

Ahimè, anima mia, miserabile, quanto ti lamenterai nell’aldilà, considerando le tue azioni, quando i giusti saranno chiamati al regno eterno e tu, per le tue azioni, sarai condannata al fuoco eterno. Gemi, piangi, accorri ormai al Cristo Redentore e lava i tuoi peccati.

Finché dura il tempo di questa esistenza, o anima, pèntiti e affliggiti qui per il tuo peccato per trovare pace nell’aldilà e sfuggire al castigo eterno. Signore, Signore, buono e compassionevole, fammi degno di diventare partecipe della sorte degli eletti.

Altri stichirà degli incorporei.

Signore, anche comparendo.

Signore, senza sosta ti danno gloria le moltitudini degli incorporei, allietate dalla tua bellezza e dal tuo inesprimibile splendore, copiosamente rischiarate dal trisolare fulgore: per la loro intercessione e protezione, salva, Salvatore, le nostre anime.

Signore, hai stabilito gli armoniosissimi cori degli angeli con il tuo Verbo onnipotente e con il santo tuo Spirito facendo loro grazia degli splendori infallibili dei tuoi raggi, per la loro intercessione e protezione, salva, Salvatore, le nostre anime.

Signore, ti inneggiano i serafini, le potenze, gli angeli, i principati, le dominazioni, i troni, le signorie, gli arcangeli, e i tremendi cherubini a te la lode rivolgono: per la loro intercessione e protezione, salva, Salvatore, le nostre anime.

Gloria. E ora.

Theotokìon. O straordinario prodigio!

Salve, distruzione dei demòni; salve, figlia di Adamo, che realmente hai fatto fiorire il fiore che non appassisce; salve, gloria dei tuoi servi; liberazione dalle sventure, salve, purissima; dono fatto da Dio, salve; salvezza di quanti ti invocano, salve, o venerabile; salve, Sovrana, gloria di chi ti glorifica.

Apòstica catanittici.

Senza sosta gli angeli ti celebrano, Re e Sovrano; e io mi getto ai tuoi piedi, gridando come il pubblicano: O Dio, siimi propizio e salvami.

Essendo immortale, anima mia, non inabissarti nei marosi della vita, torna alla sobrietà, gridando al tuo benefattore: O Dio, siimi propizio e salvami.

Martyrikòn. Martiri del Signore, ogni luogo santificate e ogni male curate: intercedete ora, vi preghiamo, perché siano strappate le nostre anime ai lacci del nemico.

Gloria. E ora.

Theotokìon. O straordinario prodigio!

Salve, reggia vivente, colomba spirituale; salve, città del tuo Creatore; salve, rifugio dei fedeli e prima protettrice, difesa di quanti in te confidano, salvezza e redenzione; salve, ponte che fa passare tutti al cielo; salve, tutta benedetta, santa Sovrana.

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Plagale IV – Martedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PL. 4 Lunedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà Prosòmia Despotikà.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

A chi ti paragonerò, o anima, che passi la vita in tanta noncuranza e gravata dal profondissimo sonno di opprimente prostrazione? Affréttati a correre, gettati ai piedi di colui che tutto sa: piangi e chiedi per te tempo di penitenza, prima che tu divenga preda, o infelice, del fuoco inestinguibile.

O Cristo, tu conosci l’infermità della carne umana e ti è nota l’inconsistenza della nostra natura, o Sovrano, perché tu sei nostro Creatore e Dio; ferma la burrasca del mio cuore, donando la bonaccia alla mia povera anima; concedimi di correggere le mie opere sconvenienti e strappami al fuoco inestinguibile, come unico compassionevole.

Tutta la vita e l’esistenza ho trascorso malamente da dissoluto, o filantropo, senza preoccuparmi affatto dei castighi dell’aldilà, ma tu, Dio mio, accoglimi mentre ora torno a te come il dissoluto, per le sante suppliche del tuo precursore e di tutti i tuoi santi e di colei che ti concepì e salvami, o Cristo.

Stichirà del precursore. Uguali.

Rampollo della sterile, germoglio della purezza, decoro dei mortali, precursore del Sovrano, celebratissimo Giovanni, divino custode della mia povera anima, concedimi la tua intercessione e il tuo aiuto, riscattandomi dalle macchinazioni del serpente, dalla malvagità della sua oppressione e della sua aggressione.

Affinché glorifichi, veneri, onori, inneggi, celebri con fede il tuo divino nome luminoso, tu che hai il nome della grazia, non abbandonare mai il tuo servo, non separarti da me, divino precursore, ma da ogni male e pericolo custodiscimi e proteggimi per sempre con le ali della tua venerabile intercessione.

Sei tutto dolcissimo e pieno di divina dolcezza e allieti tutti coloro che con fede a te accorrono, addolcendo i sensi dell’anima e del corpo, liberandoci sempre da infermità, afflizioni, turbamenti, mali, insulti e rovina spirituale.

Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.

Salve, casta Madre di Dio Sovrana, salve, pura residenza di Dio, salve, carro divino del Verbo, piena di grazia, salve, palazzo dell’incarnazione, salve, divino tesoro, talamo di Dio animato, divina mensa e arca e dimora del divino Spirito.

Apòstica catanittici.

Senza sosta gli angeli ti celebrano, Re e Sovrano: e io mi getto ai tuoi piedi, gridando come il pubblicano: O Dio, siimi propizio e salvami.

Essendo immortale, anima mia, non lasciarti sommergere dalle onde della vita: torna sobria gridando al tuo benefattore: O Dio, siimi propizio e salvami.

Martyrikòn. Martiri del Signore, supplicate il nostro Dio e chiedete per le nostre anime molta compassione e il perdono per le tante colpe: vi preghiamo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

La tua protezione, Vergine Madre di Dio, è spirituale luogo di cura: rifugiandoci in essa, veniamo liberati dalle malattie dell’anima.

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Grave – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Domenica al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono grave. Oggi Giuda veglia.

Leva gli occhi, anima mia e considera l’economia e la compassione di Dio, come egli, piegati i cieli, sia venuto sulla terra per sollevarti dalla miseria delle tue passioni e collocarti sulla roccia della fede:oh, tremendo prodigio! Gloria al tuo annientamento, o filantropo.

Guarda le tue opere inique, anima mia e meravigliati che la terra ti sopporti, che il fulmine non ti consumi, che le belve selvagge non ti divorino e che il sole che non ha tramonto non cessi di illuminarti:sorgi, convertiti, grida al Signore: Ho peccato contro di te, ho peccato, abbi pietà di me.

Avendo in te le speranze, onnipotente Signore, ti imploriamo di liberarci da ogni pericolo, passione e bufera cosicché conduciamo una vita tranquilla e vivendo in purezza ti troviamo benevolo e propizio nel giorno del giudizio, o Sovrano.

Stichirà degli incorporei. Albero di vita.

Hai reso gli angeli fiamme di fuoco, o Cristo, indicandocene cosi l’ardore e descrivendone lo spirito pronto. Onnipotente Signore, gloria a te.

Salvaci per la protezione degli angeli, lava la sozzura delle colpe, cancella le macchie del peccato, affinché gridiamo: Signore, gloria a te.

I serafini, i cherubini, gli angeli e le potenze, i troni, i principati, le dominazioni tutte con gli arcangeli e le splendide potestà a te acclamano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Tutta la natura dei terrestri con l’angelo grida: Salve a te, Madre di Dio, come a colei per il tuo parto hai procurato la salvezza.

Apòsticha catanittici.

Come il figlio dissoluto, anch’io sono venuto a te, misericordioso; accoglimi, prostrato ai tuoi piedi, come uno dei tuoi mercenari, o Dio e abbi pietà di me.

Come colui che si era imbattuto nei ladroni e ne era stato ferito, cosi anch’io vi sono incappato per i miei peccati e la mia anima ne è rimasta ferita; da chi mi rifugerò per essere curato, io, il debitore, se non presso di te, misericordioso e medico delle anime? Riversa su di me, o Dio, la tua grande misericordia.

Gloria a te, Cristo Dio, vanto degli apostoli, esultanza dei martiri, che predicarono la Trinità consustanziale.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Oggi Giuda veglia.

Tu superi le schiere degli angeli, perché hai dato un corpo a Dio, ma io che vinco tutti per i peccati, ahimè, ho paura e tremo e per questo in nessun modo oso invocarti, Madre di Dio e Sovrana: tu dunque non disprezzarmi, ma affrettati a salvarmi, guidandomi sulla retta via.

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Grave – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Lunedì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono grave. Oggi Giuda veglia.

Sovrano e Dio pieno di compassione, secondo i giudizi che sai, dammi di avere in cuore il tuo timore, dammi di amarti con tutta l’anima, dammi di detestare le azioni dello spirito maligno e di compiere la tua volontà salvifica; poiché tu sei il nostro Dio che ha detto: Chiedete e riceverete.

Sono divenuto riso dei demòni, onta degli uomini, lamento dei giusti, lutto degli angeli, contaminazione dell’aria, della terra e delle acque, perché ho contaminato il corpo e macchiato l’anima e l’intelletto, sono divenuto nemico di Dio con le mie azioni contro ragione. Ahimè, ahimè, ho peccato, contro di te ho peccato, Signore, perdonami.

Ti supplico per me, che sono sterile: sii longanime, Sovrano e non tagliarmi come l’albero senza frutti con il taglio della morte, buttandomi nel fuoco, ma rendimi fertile, dammi tempo di penitenza come filantropo, affinché cancelli i miei molti peccati, o Cristo Salvatore.

Stichirà del precursore. Disprezzando tutte le cose.

Ornando santamente con le tue parole la Chiesa di Cristo, tu l’hai introdotta, o sapiente, come sposa senza macchia e l’hai presentata ubbidiente al Sovrano; ma siccome ora ne hai il potere, proteggila e mostrati suo difensore, liberandola, o beatissimo, da ogni malizia del diavolo.

Riflettendo luce intellettuale sulla mia misera anima, o precursore, scaccia da essa tutta la caligine dei piaceri mortali per l’anima e delle passioni del corpo e siccome ora ne hai il potere, anche a me mostrati guardiano e difensore, liberando da ogni necessità e difficile situazione.

O cima dei profeti e sigillo dell’ordinamento della Legge, o più santo di tutti i mortali, o divino araldo e precursore della venuta di Cristo, o maestro di penitenza, o effigie di purezza, salva i tuoi servi, liberandoci da ogni necessità e situazione.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, o pura, venerato gioiello della verginità. Salve, pura dimora divina. Salve, Vergine, salvezza dei fedeli. Salve, Sovrana, sposa non sposata.

Apòsticha catanittici.

Come il figlio dissoluto, anch’io sono venuto a te, o pietoso: accoglimi, prostrato ai tuoi piedi, come uno dei tuoi mercenari, o Dio e abbi pietà di me.

Come colui che si era imbattuto nei ladroni e ne era stato ferito, cosi anch’io vi sono incappato per i miei peccati e la mia anima ne è rimasta ferita; da chi mi rifugerò per essere curato, io, il debitore, se non presso di te, misericordioso e medico delle anime? Riversa su di me, o Dio, la tua grande misericordia.

Martyrikòn. Martiri santi, che avete valorosamente lottato e siete stati incoronati, intercedete presso il Signore perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per le preghiere della Theotòkos, pacifica e nostra vita, perché a te gridiamo: Misericordioso Signore, gloria a te.

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Grave – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Martedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono grave. Non siamo più tenuti lontano.

Al legno ti inchiodarono i giudei, perché col legno tu cacciassi la morte: Signore, gloria a te.

Volontariamente ricevesti lo schiaffo, o pietoso, per liberare dalla schiavitù l’uomo: Signore, gloria a te.

Col legno della croce sanasti l’amarezza del legno e apristi il paradiso agli uomini; Signore, gloria a te.

Altri stichirà della Theotòkos, uguali.

Come l’angelo, offriamo alla Madre di Dio il saluto: Salve e acclamiamo: purissima e benedetta, gloria a te.

Vergine senza nozze, Madre del Signore, libera i tuoi servi da tutti i dardi scagliati dal serpente.

Lenisti il dolore di Eva, o pura avendo concepito la gioia del mondo. Salve, sposa non posata.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Come ti vide volontariamente steso in croce, la purissima gemendo inneggiava il tuo potere.

Apòstica stavròsima

Non siamo più tenuti lontano dall’albero della vita perché la tua croce è la nostra speranza: Signore, gloria a te.

Pendendo dal legno, o immortale, trionfasti delle insidie del diavolo: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Disprezzando tutte le cose della terra, o santi martiri e annunciando con coraggio Cristo nello stadio, da lui riceveste le ricompense dei tormenti; poiché dunque avete ottenuto franchezza, imploratelo come Dio onnipotente, vi preghiamo, di salvare le nostre anime, poiché ricorriamo a voi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Hai subito la morte, inchiodato sulla croce, o Verbo! Così gridava gemendo la Vergine Madre con l’amato e venerabile Teologo: per le loro suppliche, o Cristo, tu che per noi hai patito e ucciso la morte, uccidi le mie passioni, fammi partecipe della vita divina e salvami.

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Grave – Giovedì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Mercoledì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia egli apostoli.

Tono grave. Non siamo più tenuti lontano.

La parola dei santi apostoli è giunta ai confini: Signore gloria a te.

Voi che vi siete mostrati come buon profumo del Dio Verbo, o venerabilissimi, profumatemi con la fragranza dello Spirito.

Possedendo la cittadinanza celeste insegnatemi a pensare cose celesti e a dire le divine volontà di Dio.

Altri stichirà di san Nicola, simili.

Come liberasti, padre, con la tua intercessione, gli stratilàti che dovevano morire, cosi anche ora salva noi.

Quanti con fede e affetto ti invocano e ti onorano, scampa dagli affanni, o veneratissimo gerarca.

Da peste, terremoto e tribolazione e necessità libera i tuoi supplici, sapiente gerarca Nicola.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti riconosciamo Vergine dopo il parto: concepisti infatti senza uomo il Salvatore; imploralo di salvare le nostre anime.

Apòstica apostolikà.

Apostoli gloriosi, colonne delle Chiese, araldi della verità, lampade luminose, voi col fuoco dello Spirito consumaste tutto l’inganno e illuminaste la stirpe umana, supplicate dunque, vi preghiamo, il nostro Salvatore e Dio di dare al mondo pace e di salvare le nostre anime.

Apostoli di Cristo, operai del Salvatore, portando infatti sulle spalle come aratro la croce, purificando dall’inganno degli idoli la terra divenuta incolta e seminando il verbo della fede, giustamente siete onorati, o santi apostoli di Cristo.

Martyrikòn. Martiri illustrissimi, pecore spirituali, olocausti razionali, sacrificio accetto e gradito a Dio, non la terra vi ricoprì, ma il cielo vi accolse; diveniste consorti degli angeli, con loro supplicate, vi preghiamo, il nostro Salvatore e Dio di dare al mondo la pace e di salvare le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Liberaci, Madre di Dio, dai peccati che ci stringono, perché noi fedeli non abbiamo altra speranza all’infuori di te e del Dio da te partorito.

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Grave – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Giovedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono grave. Non siamo più tenuti lontano.

Per rendere l’uomo dio divenisti mortale, o sommamente buono e fosti crocifisso: gloria alla tua gloria.

Quando il popolo degli ebrei ti condannò alla croce, o Verbo, la terra si scosse e la luce del sole si nascose.

Il sole si oscurò, o misericordioso, alla tua crocifissione e il creato si scosse acclamandoti: Gloria a te.

Altre stichirà della Theotòkos. Oggi Giuda.

Piega a me che invoco il tuo orecchio amante del bene, o castissima, non respingermi dal tuo volto e non escludermi dal tuo aiuto, perché l’ingannatore con inganno cerca di perdermi e spinge il mio cuore a passioni irrazionali, ma tu custodiscimi del tutto illeso dal male che viene da lui.

Nessuna utilità, anima mia, nasce dalla materia, per la quale spendi invano la vita e impegni te stessa con preoccupazioni: getta dunque ogni affanno nel Signore che sta per giudicarti e con lacrime grida: Sovrano filantropo, salvami per le preghiere della tua Genitrice.

Ho messo me stesso fuori dal nome della pietà, o Vergine; mi vedo come un trastullo per la fornicazione con cui traffico e scherno per la spavalderia, poiché per negligenza ricevo come avversari queste due belve; perciò ti prego di scamparmi, o Vergine; tu sei infatti esultanza e fiducia della mia anima.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Nel tuo parto un tempo, Figlio mio, udivo parole di gioia, sperando di esser colmata di letizia e che le anime afflitte diventassero gioiose; ma queste cose visibilmente si mutarono in dolore alla tua crocifissione: il dolore infatti m’ha preso e preferisco morire perché il mio cuore è pieno di dolore.

Apòstica stavròsima

Non siamo più tenuti lontano dall’albero della vita perché la tua croce è la nostra speranza: Signore, gloria a te.

Pendendo dal legno, o immortale, trionfasti delle insidie del diavolo: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Gloria a te, Cristo Dio, vanto degli apostoli, esultanza, dei martiri, che predicarono la Trinità consustanziale.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Oggi Giuda veglia.

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Sono trafitta dalla spada del dolore, vedendo in croce te, che fissi la terra sulle acque e stendi il cielo come una tenda: ti vedo infatti pendere nudo e immolato e vorrei ora morire, Figlio mio amabilissimo. Fremi e scuotiti, o terra! Così tra le lacrime la purissima parlava.

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Plagale II – Mercoledì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Martedì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 2. Degna di essere ignorata.

O Dio, che vuoi che tutti si salvino, volgi su me lo sguardo, vedi la mia preghiera e non rifiutare le mie lacrime come vane; chi mai si è accostato a te, gettandosi ai tuoi piedi e non è stato subito salvato? E chi mai ha gridato a te con ardore e non è stato subito esaudito? Tu infatti, Sovrano, nella tua grande misericordia, ti lasci presto trovare a loro salvezza da tutti quelli che ti desiderano, o Signore.

Nella tua filantropia, o misericordioso, risolleva colui che è stato buttato a terra dai peccati e lacerato dai piaceri: non permettere che io diventi zimbello dei demòni, né che io sia indegno dei tremendi misteri, ma, prima del mio esodo, accetta nella tua misericordia i miei gemiti e le mie lacrime e affrancami dalle passioni.

Piangi, o anima, sul tuo esodo, pròstrati al Creatore nella penitenza, offri lacrime con tutto il cuore, grida a Cristo nella compunzione: Ho peccato contro di te, o Verbo, accoglimi nonostante i miei tanti peccati, non scacciarmi, non disprezzarmi, o giusto Giudice e non gettarmi nel fuoco, o longanime, per la tua grande misericordia.

Stichirà della Theotòkos. Riposta nei cieli.

Sono pronte le nozze dello sposo celeste, gridano gli araldi Perché indugi, anima nera per tuo volere? Si, veramente sordidi sono tutti i tuoi vestiti per le tue dissolutezze: e come potrai entrare, o infelice? Su dunque, prima della fine gettati ai piedi della sempre Vergine, gridando: Aspergimi con l’issopo della tua intercessione e purificami, o pura: rendimi degno del talamo, perché io ti magnifichi.

Isaia profeta con intelletto puro vide da lontano che tu avresti generato, o Vergine pura e santissima, il plasmatore del creato: tu infatti sei apparsa l’unica purissima dai secoli, perciò ti supplico: purifica il mio cuore sporcato e fammi partecipe del divino splendore del tuo Figlio, o fanciulla e della sessione alla sua destra quando si assiderà a giudicare tutto il mondo, come sta scritto.

La prostituta svuotando un tempo sui tuoi piedi il myron dal vaso d’alabastro, o Sovrano, fu liberata da tutto ciò che aveva fatto; il ladro che si appellò al tuo ricordo, tu lo hai condotto in paradiso, ma io sciagurato, che farò? Non ho myron, né compunzione, abbi pietà di me, sii compassionevole, o Verbo, te lo chiede la tua casta Madre, che hai donato al mondo come grande rifugio.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

I giudici d’Israele hanno deciso di condannare a morte te, o Figlio, facendoti comparire come un accusato in giudizio, o Salvatore, tu che giudichi vivi e morti; ti sottoposero al giudizio di Pilato gli empi, che però già ti avevano condannato; vedendo ciò sono ferita e con te condannata, o Signore, perciò preferisco morire al vivere in afflizione. Così gridava la Madre di Dio, o unico misericordiosissimo.

Apòsticha stavròsima.

La tua croce, Signore, è vita e soccorso del tuo popolo; confidando in essa, noi cantiamo te, nostro Dio crocifisso nella carne: abbi pietà di noi.

La tua croce, Signore, ha aperto il paradiso al genere umano e noi, redenti dalla corruzione, cantiamo te, nostro Dio crocifisso nella carne: abbi pietà di noi.

Martyrikòn. I martiri vittoriosi e cittadini del cielo hanno sopportato molti tormenti, lottando quaggiù sulla terra: per la loro intercessione, Signore e per le loro preghiere, custodiscici tutti.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendoti crocifisso, o Cristo, colei che ti ha partorito gridava: Quale mistero strano vedo, Figlio mio? Come dunque muori nella carne, pendendo dal legno, tu che dispensi la vita?

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Plagale II – Giovedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Mercoledì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia apostolikà.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Ricevuta la celeste potenza del Paràclito, gli apostoli di Cristo misero in rotta le falangi dei nemici: confutarono re e confusero sapienti, essi, incolti e illetterati, nudi e disarmati si misero in campo secondo il vangelo; con il verbo della grazia operarono prodigi e così, rese le genti obbedienti a Cristo, con sicurezza pregano per le nostre anime.

I martiri gloriosi, desiderando te e rinnegando se stessi, ti seguirono con ardore; prendendo la croce dietro di te, obbedienti al tuo comando, abbandonarono la terra ed ereditarono i cieli, convertendo le genti alla vera conoscenza di te; e ora, dopo essere stati sempre ubbidienti in tutto, pregano con sicurezza per le nostre anime.

Trascorrendo tutta la mia vita nella dissipazione, o Buonissimo, giungo al termine senza frutti, povero me, portando ora solo gli intollerabili pesi di azioni malvagie: disperdile col traboccare della tua misericordia e dammi pentimento e salvifica conversione per la gradite preghiere degli apostoli e di colei che ti concepì, che a te invio per la supplica, o Dio.

Altri di san Nicola. Risorgesti il terzo giorno.

O beato Nicola, abbi compassione, ti prego, di me che mi getto ai tuoi piedi e illumina, o sapiente, gli occhi della mia anima, perché io veda puramente il datore di luce, il compassionevole.

Liberami, o santo dai nemici che cercano di farmi del male, tu che come gerarca hai familiarità presso Dio e salvami dall’onta e scampami dagli uomini di sangue.

Ora abbiamo te, o gerarca, come porto quieto e muro invalicabile, torre sicura e porta di penitenza, guida fedele e difensore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il parto verginale della Vergine è divenuto sapientemente per tutti noi grande dono: Dio infatti rinnova ancora la natura corrotta e riplasma l’uomo.

Apòsticha apostolikà.

Un tempo i tuoi discepoli, o Cristo, sbattuti dalla tempesta sulla barca, gridavano: Maestro, salvaci, periamo! E ora noi gridiamo: Salvatore nostro amico degli uomini, liberaci dalle angustie, ti preghiamo.

I tuoi apostoli, Signore, raggiunsero ora il fondo del mare con le reti ora le altezze del regno con i dogmi; con la loro arte esplorarono l’insondabile abisso e con la fede raggiunsero il tuo seno immenso e predicarono al mondo tuo Figlio oltre il tempo. Per l’intercessione loro e di tutti i santi, abbi pietà di noi.

Martyrikòn. La tua croce, Signore, è divenuta per i tuoi martiri arma invincibile: essi infatti guardavano alla morte che stava loro innanzi, ma prevedendo la vita futura, trovavano forza per la speranza riposta in te. Per le loro suppliche, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con gli apostoli e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

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Plagale II – Venerdì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Giovedì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono pl. 2. Il terzo giorno

O longanime filantropo, mio Dio misericordiosissimo e compassionevole, come hai subìto l’immolazione e la morte in croce per la stirpe umana? Glorifichiamo la tua amorosa compassione.

Subisti schiaffi, crocifissione e oltraggi o longanime, volendo liberare tutti dalla mano del seduttore, o solo datore di vita e tutto sopporti, o più che buono.

Il pastore salì in croce e stese le mani gridando: Venite a me e sarete illuminati, mortali ottenebrati dall’errore, poiché io sono luce. Gloria a te, unica fonte di luce.

Stichirà della Theotòkos.

Degna di essere ignorata.

La mia anima accasciata e incurvata sotto il peso oltremodo importabile delle colpe, raddrizzala tu, o Vergine perché a te è facile, con la tua famigliarità di madre, placare il Salvatore che rialza gli abbattuti e con la tua mediazione, strappa, ti supplico, l’obbligazione scritta del peccato per la tua grande misericordia.

Volgiti a me, umiliato per i peccati e disperato per le colpe, avendo disprezzato i precetti di Dio e non scacciarmi dal tuo volto; tu sei realmente mia speranza e protezione, Madre di Dio, perciò sii attenta alle mie preghiere, purificami da ogni macchia per la tua grande misericordia.

Aprimi la porta della penitenza, dammi una fonte di lacrime, concedimi pentimento e cuore sobrio, o santissima: te sola infatti dichiariamo sicura protezione, ogni mia aspettativa in te ripongo, non allontanarmi svergognato e salva, o Sovrana, per la tua grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Risorgesti il terzo giorno, o Cristo.

Vedendoti appeso al legno, la purissima gridava: O Figlio mio e Dio, che cos’è questo paradosso e strana notizia, che sopporti per grande compassione?

Apòsticha stavròsima.

La tua croce, Signore, è vita e soccorso del tuo popolo; confidando in essa, cantiamo te, nostro Dio crocifisso nella carne: abbi pietà di noi.

La tua croce, Signore, aprì il paradiso alla stirpe umana e noi, redenti dalla corruzione, cantiamo te, nostro Dio crocifisso nella carne: abbi pietà di noi.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, non ti rinnegarono, dai tuoi comandamenti non si allontanarono per la loro intercessione, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Il terzo giorno.

Stava un tempo presso l’albero della croce, al momento della crocifissione, la Vergine con il vergine discepolo e piangendo esclamava: Ahimè, come soffri, o Cristo, tu che sei l’impassibilità di tutti!

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Plagale II – Sabato – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Venerdì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 2. Degna di essere ignorata.

Strappa me, il condannato, alla geenna a me riservata, strappami al fuoco eterno, Giudice giustissimo; non permettere che sia travolto dalla tempesta che mi avversa, o Verbo; tremo, nella mia miseria, considerando la moltitudine delle mie colpe e mi getto davanti a te in lacrime e contrizione di cuore, o amico degli uomini, chiedendo la tua misericordia.

Chi non mi piangerà, trasgressore, per intemperanza, del comandamento del Sovrano? Io, venuto ad abitare l’ade, al posto del paradiso? Il cibo che mi era apparso dolce, si è mutato in fiele e mi sono reso estraneo alla gloria tua e degli angeli, o compassionevole: ma tu, come misericordioso Signore amico degli uomini, accoglimi pentito, per la tua grande misericordia.

Tutti gli addormentati con fede colloca, o datore di vita, nella terra dei viventi, nei luoghi sereni, nelle dimore eterne, dove la luce del tuo volto rifulge liberamente, dov’è delizia, gioia e pace, dimenticando le loro mancanze in opere, parole, pensieri nella tua grande bontà, o Sovrano.

Stichirà martyrikà autòmela.

Quanti per te subirono il martirio, o Cristo, sopportarono molti tormenti e nei cieli hanno ricevuto, integra, la corona, perché intercedano per le nostre anime.

I martiri atleti, opliti celesti, lottando sulla terra, sopportarono molte torture; per le loro preghiere e intercessioni, Signore, proteggici tutti.

La tua croce, Signore, era per i martiri arma invincibile: vedevano infatti la morte davanti e prevedendo la vita futura, sperando in te si rinvigorivano. Per le loro invocazioni abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi non ti dirà beata, Vergine santissima? Chi non inneggerà al tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, senza tempo rifulso dal Padre, egli stesso, ineffabilmente incarnato, uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, d’aver misericordia delle nostre anime.

Apòsticha. Martyrikòn.

I tuoi martiri, Signore, non ti rinnegarono, dai tuoi comandamenti non si allontanarono: per le loro preghiere, abbi pietà di noi.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Necròsima. Principio ed esistenza divenne per me il tuo comando creatore: volendo infatti formarmi essere vivente di natura visibile e invisibile, dalla terra plasmasti il mio corpo e mi desti un’anima col tuo divino soffio vivificante; perciò, o Salvatore, da’ riposo ai tuoi servi nella regione dei viventi, nelle tende dei giusti.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Divenne dolore per Adamo un tempo il frutto gustato dall’albero nell’Eden, quando il serpente vomitò il suo veleno: perché per lui entrò la morte che divora tutta la stirpe umana; ma il Salvatore con la sua venuta abbatté il drago e ci donò la risurrezione. Perciò a lui gridiamo: Sii indulgente, Salvatore, anche con quanti hai preso con te e da’ loro riposo con i giusti.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per l’intercessione di colei che ti partorì, o Cristo, dei tuoi martiri, dei tuoi apostoli, profeti, gerarchi, monaci e giusti e di tutti i tuoi santi, da’ riposo ai tuoi servi defunti.

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Grave – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono grave.

Davvero temibile e ineffabile è il mistero in te compiuto, Vergine senza macchia: il Verbo, causa suprema dell’universo, si incarna dallo Spirito Santo, al di là di ogni causa o ragione; da te prende la carne e tu lo partorisci, ma la sua natura resta immutata; una sola è l’ipostasi in cui si incontrano le due nature distinte che lo compongono; eccolo, completamente uomo e Dio e nell’una e nell’altra delle sue nature mostra tutta la loro potenza: se patì nella carne sulla croce, la sua divinità restò impassibile; subì la morte come mortale, ma essendo Dio tornò in vita il terzo giorno, distruggendo il potere della morte e traendo l’umanità dalla fossa; poiché è il Redentore e Salvatore della stirpe umana, chiedigli, santa Madre di Dio, di concederci la pace e la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Risorgesti dalla Tomba, Salvatore, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono grave. Disprezzate tutte le cose.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

O Vergine, tu sei l’oriente del sole spirituale giunto al tramonto della nostra natura; per la confidenza che hai con lui, imploralo, Madre inneggiatissima, di liberare le nostre anime dalle tante colpe.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Ramo della radice di Iesse, o Vergine celebratissima, tu fai davvero crescere colui che strappa alle radici i germogli della menzogna e dell’errore; per la confidenza che hai con lui, supplicalo senza sosta di sradicare le passioni del mio cuore e di piantare in esso il suo timore, così che possa essere salvato.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Vergine santissima e porta di Dio, strappami dalle porte dell’ade, mostrami la via del pentimento, in modo che trovi la porta che conduce alla vita; guida degli smarriti, sii la custode dell’umanità credente e salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Da te, Vergine Madre, nacque ineffabilmente Cristo nostro Dio, il Dio precedente i secoli, l’uomo dei tempi nuovi: del primo egli possiede l’eternità ed è divenuto l’altro per salvarci; di ciascuna natura ha in se stesso, a tutti gli effetti, le proprietà. La prima la mostra con i suoi miracoli, la seconda l’afferma con la sua passione; è lo stesso che muore in quanto uomo, lo stesso che risorge in quanto Dio: pregalo di salvare le nostre anime, o Vergine senza nozze.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono grave.

Venite, esultiamo per il Signore, che ha infranto il potere della morte e illuminato la stirpe umana e acclamiamo con gli incorporei: Creatore e Salvatore nostro, gloria a te.

Per noi, o Salvatore, ti sei sottoposto alla croce e alla sepoltura: ma con la morte, come Dio, hai ucciso la morte: adoriamo dunque la tua risurrezione il terzo giorno; Signore, gloria a te.

Vedendo gli apostoli la risurrezione del Creatore, stupiti gridavano la lode angelica: Questa è la gloria della Chiesa, questa è la ricchezza del regno! O tu che per noi hai patito, Signore, gloria a te.

Altri stichirà, anatolikà.

Anche catturato da uomini empi, o Cristo, tu sei il mio Dio e io non resto confuso; fosti flagellato alle spalle, non lo nego; fosti inchiodato alla croce, non lo nascondo; mi glorio della tua risurrezione, perché la tua morte è la mia vita; onnipotente Signore amico degli uomini, gloria a te.

Compiendo la profezia di Davide, Cristo rivelò ai discepoli la propria magnificenza in Sion, mostrando se stesso degno di lode e sempre glorificato con il Padre e lo Spirito santo: prima, Verbo senza carne e dopo, incarnato per noi, morto come uomo e risorto secondo la sua potenza come amico degli uomini.

Disceso nell’ade, o Cristo, secondo il tuo consiglio, spogliasti la morte come Dio e Sovrano e risorgesti il terzo giorno, risuscitando con te, dai vincoli dell’ade e dalla corruzione, Adamo che acclamava: Gloria alla tua risurrezione, o solo amico degli uomini.

Nella tomba fosti deposto come un dormiente, o Signore e risorgesti il terzo giorno come potente pieno di forza, risuscitando con te Adamo dalla corruzione della morte, come onnipotente.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Fosti riconosciuta madre oltre la natura, Madre di Dio e rimanesti vergine oltre ogni parola e pensiero: il prodigio del tuo parto nessuna lingua può spiegarlo, perché essendo straordinaria la tua concezione, inafferrabile è il modo del tuo partorire, o pura: dove Dio vuole, è vinto l’ordine della natura; riconoscendoti dunque tutti Madre di Dio, senza sosta ti preghiamo: Prega per la salvezza delle anime nostre.

Apósticha anastàsima.

Risorgesti dalla tomba, Salvatore del mondo e con la tua carne risuscitasti gli uomini: Signore, gloria a te.

Apósticha alfabetici.

Venite, adoriamo il risorto dai morti che illuminò ogni cosa: egli ci liberò dalla tirannide dell’ade con la sua risurrezione il terzo giorno, donandoci la vita e la grande misericordia.

Disceso nel fondo dell’ade, o Cristo, spogliasti la morte e, risorto il terzo giorno, rialzasti con te noi che glorifichiamo la tua onnipotente risurrezione, o Signore amico degli uomini.

Tremendo sei apparso, Signore, quando giacevi nella tomba come un dormiente: e risorto il terzo giorno nella tua potenza, hai risuscitato con te Adamo che acclama: Gloria alla tua risurrezione, solo amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Rifugiandoci sotto la tua protezione, o Sovrana, noi tutti figli della terra a te acclamiamo: Madre di Dio, speranza nostra, liberaci dalle nostre innumerevoli colpe e salva le anime nostre.

Apolytikion.

Distruggesti con la Croce tua la morte, * apristi al ladrone il Paradiso. * Alle mirofore il lamento hai trasformato * ed ai tuoi apostoli, * hai ordinato di proclamare, * che sei risorto Cristo Dio, * concedendo al mondo la grande misericordia.

Theotokìon.

Tu che sei il tesoro da cui viene la nostra risurrezione, o degna di ogni canto, rialza dalla fossa e dall’abisso delle colpe quanti in te confidano: perché hai salvato noi, soggetti al peccato, partorendo la salvezza, tu che sei vergine prima del parto, vergine nel parto e ancora vergine dopo il parto.

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Plagale I – Venerdì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Giovedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Volendo por fine agli affanni e all’infamia dei mortali, Signore più che buono, mio Salvatore, sopporti la crocifissione infamante; hai gustato fiele, o paziente, per eliminare tutta la nostra pessima amarezza; fosti colpito al tuo puro fianco dalla lancia per guarire, come Sovrano, le nostre piaghe: perciò inneggiamo ora la tua gloriosa crocifissione e, prostrandoci, veneriamo la lancia, la spugna e la canna, perché con esse donasti al tuo mondo la pace e la grande misericordia.

Prefigurando la tua passione, o Cristo, il tuo grande servo Mosè innalzò il serpente di bronzo, o misericordioso, per salvare i mortali dal danno del velenoso morso dei serpenti; e ora che sei stato crocifisso sul legno, o longanime, il mondo è stato redento dal danno del serpente ed innalzato dalla terra ai cieli: perciò, esultanti, inneggiamo alla tua forza, veneriamo la tua croce e ad essa ci prostriamo, o filantropo, poiché per essa ogni creatura trovò serena dignità e grande misericordia.

Volendo annullare le decisioni contro il progenitore Adamo, o filantropo, al colmo di ogni vergogna, tu che plasmasti Adamo fosti inchiodato e per noi trafitto al fianco divino da una lancia, o Cristo senza peccato allontani la spada fiammeggiante perché non impedisca l’ingresso a noi tuoi servi, o Verbo; perciò glorificandoti inneggiamo il tuo potere e onoriamo e veneriamo, o filantropo, la tua croce con cui tutto il creato ha trovato dignità senza pena e grande misericordia.

Altri Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Sempre con un giogo pesante sul collo dell’anima per la moltitudine di gravi peccati e sventure, o Sovrana, non oso levare in alto gli occhi; perciò, con il volto chino a terra, grido a te dal profondo del cuore: Abbi pietà di me, tu che dal tuo grembo immacolato hai dato alla luce il Dio pietosissimo; mostrami la sconfinata moltitudine dei tuoi prodigi e tendendo ora le tue divine palme immacolate al Figlio tuo, o pura, con le tue suppliche ottienimi salvezza.

Nel mare di questa vita, la tempesta, la bufera e l’uragano dei peccati mi hanno preso e mi spingono nel gorgo della disperazione; per le tue preghiere, pura Vergine, dirigi il mio cuore al porto sereno della vita, alla perfetta correzione; vedi la mia debolezza e sii attenta al mio giudizio, dammi una mano, aiutami, perché sono caduto, o illustrissima che generasti il Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.

Sono pieno di tutti i peccati più gravi, temo di comparire davanti alla presenza di tuo Figlio, o Buona: come sopporterò allora il giudizio? Infatti un fiume di fuoco esce davanti al tribunale e miriadi di angeli assistono gettando in esso gli iniqui; perciò prima del mio esodo da questa vita, ti imploro, purissima, prega per me il giudice filantropo di aver pietà e di darmi il perdono e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Prendendo tutta la mia forma il plasmatore e Dio indossò, volendo restaurarla, la forma di Adamo un tempo caduta; innalzato volontariamente in croce, con le mani inchiodate ha ora risanato le mani stese verso l’albero del cibo; vedendolo la purissima diceva: Che cos’è, Figlio mio, questa tua magnanimità inaudita? Non sopporto di vedere appeso alla croce te, che nel palmo reggi l’universo, o Cristo.

Apòstica stavròsima.

Signore, al tempo del profeta Mosè, la figura della tua croce, solo mostrandosi, vinceva i tuoi nemici; e ora noi, che teniamo la tua croce stessa, chiediamo aiuto: Rafforza la tua Chiesa e, per l’abbondanza della tua misericordia, dona ai nostri imperatori, come a Costantino, il trofeo, o filantropo.

La tua croce, o Cristo, benché appaia per natura legno, è rivestita di divina potenza e mentre appare sensibilmente al mondo, opera spiritualmente il prodigio della nostra salvezza; e noi, venerandola, ti glorifichiamo, Salvatore: abbi pietà di noi.

Martyrikòn. Disprezzata ogni cosa terrena e affrontati con coraggio i tormenti, non avete mancato le beate speranze, ma diveniste eredi del regno dei cieli, o martiri illustri; poiché dunque avete confidenza col Dio filantropo, chiedete per il mondo la pace e per le nostre anime, la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Salve, tu che sei veramente.

Vedendo il tuo fianco trafitto dalla lancia, o Figlio, sono ferita dalla dura spada del dolore e in nessun modo posso far uscire un gemito dalla mia anima, diceva la tutta pura, assistendo alla tua passione e vedendo la tua ingiusta immolazione, o Signore paziente e più che buono; e gridava tra le lacrime: Dov’è il buon annunzio per me? Dove, colui che mi disse: Salve? Dove, il parto senza corruzione? Dove, Pietro, l’amico? Ma sia gloria alla tua longanimità ineffabile.

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Plagale I – Sabato – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Venerdì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Risparmia il tuo servo, o Cristo, quando la mia ani- ma, al tuo comando, si separerà dal corpo, tu che unisti polvere e spirito con cenno divino; liberami dal malefico assalto dei nemici invisibili, che senza pietà mi tendono agguati per farmi a pezzi e divorarmi e rendimi degno di giungere al luogo del refrigerio, da cui sono fuggiti dolore e lamento, là dove è il torrente di delizia, voce di gente in festa ed esultanza.

Temendo l’ora della fine e il tremendo insorgere dei demòni, nella mia miseria, a te grido dal profondo della mia anima in pena: Spezza col tuo potere i loro lacci e inciampi, o Sovrano Signore e non permettere che di me tuo servo faccia scempio la loro stoltezza; guarda al mio abbattimento, volgiti alla mia tribolazione e libera dai dolori la mia anima infelice, o Dio pietosissimo, tu che doni al mondo la grande misericordia.

Come la cananea, Salvatore, anch’io a te grido: Cura la mia anima e scampami dalla minaccia dei demòni e dall’assalto dei nemici, che oltre natura mi disturbano e sempre rovinano la tua immagine in me, Signore e portano il giudizio del pensiero verso pensieri vani e falsi; cancellali dal mio cuore, ti supplico e radica in esso il tuo purissimo timore e dammi di terminare la mia vita in pace e umiltà d’anima.

Altri martyrikà. Autòmela.

Imbracciando lo scudo della fede ed ergendosi col segno della croce, con coraggio i tuoi santi si consegnarono ai tormenti, Signore e annientarono l’inganno e la sfrontatezza del diavolo. Per le loro suppliche, come Dio onnipotente, manda sul mondo la pace e sulle nostre anime la grande misericordia.

Pregate per noi, santi martiri affinché siamo liberati dalle nostre iniquità; a voi infatti è data grazia di pregare per noi.

Con disposizione d’animo irremovibile, non rinnegando Cristo, santi martiri, sopportando svariati supplizi, vinceste l’arroganza dei tiranni, custodendo retta e intatta la fede, foste trasferiti ai cieli; perciò ottenendo anche confidenza con lui, chiedete che ci sia donata la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nel Mar Rosso fu tracciata un tempo l’immagine della sposa ignara di nozze. Là, Mosè che divide le acque, qui Gabriele, ministro del prodigio: allora Israele attraversò l’abisso a piedi asciutti, ora la Vergine genera Cristo senza seme; il mare, dopo il passaggio d’Israele, rimase senza strada, l’irreprensibile, dopo il concepimento dell’Emmanuele, rimase incorrotta. O Dio che sei, preesistevi e sei apparso come uomo, abbi pietà di noi.

Apòstica martyrikà.

Disprezzando ogni cosa terrena e affrontando con coraggio i tormenti, non mancaste le beate speranze, ma diveniste eredi del regno dei cieli, o martiri illustri; poiché dunque avete confidenza col Dio amico degli uomini, chiedete per il mondo la pace e per le nostre anime la grande misericordia.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Mi sono ricordato del profeta che esclama: Io sono terra e cenere; ho poi considerato ciò che è nei sepolcri, ho visto le ossa nude e ho detto: Chi è dunque? Re o soldato? Ricco o povero? Giusto o peccatore? Ma tu, Signore, da’ riposo ai tuoi servi con i giusti.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Mi hai plasmato, Signore e su me hai posto la tua mano e mi hai comandato: Alla terra tornerai. Guidami sulla tua retta via, rimetti le mie colpe e perdonami, ti prego, come filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

T’imploriamo come Madre di Dio: Prega affinché siamo salvati.

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