Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia
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Santo del giorno
Transito dell’apostolo ed evangelista Giovanni il Teologo. Tikhon di Mosca

NEWS
ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO
Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 26 Settembre- Memoria del Transito di San Giovanni il Teologo
26 Settembre
Transito del santo glorioso illustre apostolo e teologo Giovanni l’evangelista.
Al Piccolo Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia, ripetendo il primo.
Tono 2. Quando scendesti dalla croce.
Venite, fedeli, incoroniamo con inni divini l’abisso della sapienza e lo scrittore dei dogmi ortodossi, il glorioso e amato Giovanni, poiché ha tuonato: in principio era il Verbo; perciò l’illustre si è rivelato voce tonante, scrivendo con molta sapienza il Vangelo per il mondo. (2)
Davvero ti sei realmente mostrato grande conoscente di Cristo Maestro: sei infatti caduto sul petto, perciò hai tratto i dogmi della sapienza, con cui hai arricchito tutta la terra, come divino portavoce di Dio, perciò, tenendole, la Chiesa di Cristo, contenta, si vanta ora esultante.
Salve, vero teologo, figlio amatissimo della Madre del Signore; stando infatti presso la croce di Cristo, hai udito la divina voce del Sovrano, che ti gridava: Ecco ora la tua madre. Degnamente dunque tutti ti diciamo beato, come grande e amato apostolo di Cristo.
Gloria. Tono 2.
O teologo casto, discepolo amato del Salvatore, ti preghiamo, con le tue implorazioni salvaci da ogni danno, perché siamo il tuo gregge.
E ora. Theotokìon.
La Vergine, come ulivo fertile, ha germogliato te, frutto della vita, che porti come frutto nel mondo la grande e ricca misericordia.
Allo stico, stichirà prosòmia. Tono 2. Il terzo giorno.
Inneggiamo degnamente, fedeli, la memoria del nobile discepolo di Cristo nostro Re, poiché ha predicato chiaramente la conoscenza della Trinità a tutte le genti.
Stico. Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.
L’apostolo di Cristo ha mutato in quiete la bufera dell’inganno degli idoli di un tempo, guidando il mondo alla fede ortodossa e ora prega per noi tutti.
Stico. I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
Hai donato agli efesini, o Cristo, un grandissimo protettore, il tuo apostolo sapiente e divino teologo, che anche ora lodiamo come suo abitante e custode.
Gloria. E ora. Uguale.
Trinità potentissima, Mònade trisipostàtica, per le preghiere del nobile teologo e della sempre Vergine e unica Theotòkos, salva noi, tuoi cantori.
Apolytìkion. Tono 2.
Apostolo prediletto di Cristo, affrettati a liberare il popolo senza difesa; ti accoglie prostrato ai suoi piedi Colui che ti ha accolto quando ti appoggiavi al suo petto; supplicalo, o Teologo e disperdi l’insistente nube delle genti, chiedendo per noi la pace e la grande misericordia.
Theotokìon.
Tutti trascendono oltre il pensiero, tutti gloriosissimi i tuoi misteri, Theotòkos; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.
Al Grande Vespro.
Dopo il salmo introduttivo, la prima stasi di Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo i seguenti 3 prosòmia ripetendoli due volte.
Tono 1. Esultanza delle schiere.
Lo spettatore di indicibili manifestazioni e interprete dei superni misteri di Dio, il figlio di Zebedeo, scrivendo per noi il vangelo di Cristo, ci insegnò a teologare il Padre, il Figlio e lo Spirito (2).
La lira dei canti celesti mossa da Dio, lo scrittore di misteri, la bocca da Dio ispirata, canta soavemente il cantico dei cantici, muovendo le labbra come corde e usando la lingua come plettro e intercede per la nostra salvezza (2).
Pronunziando con la tua lingua dalla voce di tuono, o amato da Dio, il verbo celato della sapienza di Dio, aprendo accortamente le labbra, sempre proclami: In principio era il Verbo; e luminosamente guidi ogni uomo alla conoscenza di Dio (2).
Gloria. Tono 2. Di Germano.
Secondo altri di Byzantios.
Celebriamo come dobbiamo, o stirpe dei mortali, il figlio del tuono, il fondamento delle divine parole, il principe della teologia, il predicatore primo fra tutti della vera sapienza dei dogmi di Dio, l’amato e vergine Giovanni: egli infatti, avendo senza sosta in se stesso la Divinità, disse del Verbo che era nel principio, poi, che è inseparabilmente presso il Padre e infine, che è consustanziale al Padre, mostrandoci per mezzo suo l’ortodossia della Trinità santa: creatore col Padre, portatore di vita, luce vera, egli ce lo ha mostrato. O estasiante meraviglia e realtà sapientissima! Colmo di amore, fu ricolmato anche di teologia e con gloria, onore e fede è fondamento della nostra pura fede: per essa ci sia dato di ottenere i beni eterni nel giorno del giudizio.
E ora. Theotokìon. Stesso tono.
Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine hai partorito e vergine sei rimasta; invece della colonna di fuoco è sorto il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle nostre anime.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dalla prima epistola cattolica
di Giovanni (3,21-4,6).
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato. Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta.
Lettura dalla prima epistola cattolica
di Giovanni (4,11-16).
Carissimi, se così Dio ci ha amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come Salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Lettura dalla prima epistola cattolica
di Giovanni (4,20-5,5).
Carissimi, se uno dicesse: Io amo Dio e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti, perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi, perché tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede. Chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?
Alla litì, stichirà idiòmela.
Tono 1. Di Germano.
Fiumi di teologia dalla tua venerabile bocca sono sgorgati, santo apostolo e la Chiesa di Dio, da essi irrigata, venera, secondo la fede ortodossa, la Trinità consustanziale; implorala ora di consolidare e salvare le nostre anime.
Stesso tono. Di Andrea Piros.
La radice della purezza, il myron del profumo, è sorto di nuovo per noi nella presente festa per gridare a lui: Tu che ti chinasti sul petto del Sovrano e piovesti sul mondo il verbo, apostolo Giovanni, che hai custodito la Vergine come pupilla dell’occhio, chiedi a Cristo per noi la grande misericordia.
Discepolo del Salvatore, vergine e teologo, a te, come vergine, Cristo Dio crocifisso affidò la Vergine Theotòkos e tu come pupilla dell’occhio l’hai custodita; prega dunque per la salvezza delle nostre anime.
Come contemplatore dei misteri ineffabili, acclamavi gridando: il Verbo anteriore ai secoli è in principio presso Dio ed egli stesso è veramente Dio. Apostolo Giovanni, che ti chinasti sul petto di Cristo, come amico della Trinità e sostegno incrollabile di Efeso e Patmos e nostro soccorso, beato Teologo, prega perché sia liberato dai nemici visibili e invisibili il popolo che celebra senza sosta con fede la tua memoria.
Tono 2. Di Teofane.
Venite fedeli, diciamo beato l’eminente apostolo, la tromba della teologia, lo stratega spirituale che ha sottomesso l’ecumène a Dio, Giovanni, illustre discepolo: scomparso dalla terra senza lasciarla, vive nel cielo e attende la seconda temibile venuta del Signore; o mistico amico di Cristo, che ti chinasti sul suo petto, imploralo perché troviamo riparo da ogni condanna quando saremo davanti a lui, noi che celebriamo con affetto la tua memoria.
Gloria. Tono 4. Di Byzantios.
Discepolo amato, chinandoti durante la cena sul petto di Cristo Signore, da lì apprendesti gli ineffabili segreti che ti permisero di rivelare con la tua voce tonante questa parola: In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio; egli era la vita, la vera luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo, Cristo nostro Dio, Salvatore delle nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Il Figlio, col Padre e lo Spirito glorificato negli eccelsi dai cherubini, volendo riplasmare la prima creatura, tutto se stesso svuotò indicibilmente nel tuo grembo, Madre di Dio inneggiatissima e sorgendo da te, illuminò con la divinità tutto il mondo, liberandolo dalla follia idolatrica e divinizzando in se stesso l’umanità, la condusse ai cieli, il Cristo Dio e Salvatore delle nostre anime.
Allo stico, stichirà prosòmia.
Tono 4. Tu che sei stato chiamato.
Proclamando la divinità del Figlio dell’Altissimo, coeterno e consustanziale al Padre, immutabile luce da luce, impronta della sostanza del Genitore, da lui intemporalmente e impassibilmente rifulso, Creatore e Signore di tutti i secoli, tu lo hai predicato al mondo, o discepolo amato: Cristo nostro Dio, che trae dalle tenebre la luce. Supplicalo di salvare e illuminare le nostre anime.
Stico. Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.
Accolta la luce del Paràclito e da lui illuminato, lo proclamasti Dio procedente dal Padre e manifestato all’umanità tramite il Figlio; e a tutti lo predicasti uguale nell’onore, nel trono e nell’essenza al Padre senza principio e al Verbo divino, o discepolo amato: perciò con inni ti celebriamo come divino fondamento della fede, che tu custodisci salda con la tua intercessione presso il Signore.
Stico. I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
Asceso alla più eccelsa teologia, fosti iniziato agli ineffabili misteri di Dio, all’unica essenza della Divinità, unica gloria, unico regno e unica signoria, che, indivisibile nell’essenza, si distingue in tre ipòstasi e si unisce in unità divina senza confusione; così glorificandola predicasti, o teologo, la Trinità indivisibile, che ti chiediamo di implorare affinché salvi e illumini le nostre anime.
Gloria. Tono pl. 2.
Di Giovanni monaco.
Apostolo di Cristo, evangelista teologo, iniziato ai misteri ineffabili, per noi tuonasti i dogmi ineffabili della sapienza, chiarendo ai fedeli questo: ‘In principio era’ ed escludendo il ‘Non era’, respingesti i discorsi degli eretici, mostrando di essere l’amico amato, che riposò sul petto di Cristo, come Isaia dalla voce sublime e Mosè il veggente. Avendo famigliarità con Dio, supplica con insistenza per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Il mio Creatore e Redentore, Cristo Signore, procedendo dal tuo grembo, o purissima, rivestendosi di me ha liberato Adamo dalla maledizione antica. Per questo, o purissima, noi gridiamo senza sosta a te, veramente Madre di Dio e Vergine, il saluto dell’angelo: Salve, Sovrana, avvocata, protezione e salvezza delle nostre anime.
Apolytìkion. Tono 2.
Apostolo prediletto di Cristo, affrettati a liberare il popolo senza difesa; ti accoglie prostrato ai suoi piedi Colui che ti accolse quando ti appoggiavi al suo petto; supplicalo, o Teologo e disperdi l’insistente nube delle genti, chiedendo per noi la pace e la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tutti trascendono oltre il pensiero, tutti gloriosissimi i tuoi misteri, Theotòkos; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.
Mattutino del 26 Settembre- Memoria del Transito di San Giovanni il Teologo
26 Settembre
Transito del santo glorioso illustre apostolo e teologo Giovanni l’evangelista.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono 2.
Apostolo prediletto di Cristo, affrettati a liberare il popolo senza difesa; ti accoglie prostrato ai suoi piedi Colui che ti accolse quando ti appoggiavi al suo petto; supplicalo, o Teologo e disperdi l’insistente nube delle genti, chiedendo per noi la pace e la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tutti trascendono oltre il pensiero, tutti gloriosissimi i tuoi misteri, Theotòkos; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Fosti chiamato figlio del tuono divino, perché assordasti le orecchie degli empi e, più dolce di una tromba, sonoramente proclamasti ai cuori retti, o sapientissimo, l’incarnazione del Verbo; come amico sincero, ti appoggiasti al suo petto: attinta di lì la profondità della conoscenza, predicasti a tutti il coeterno al Padre. Apostolo Giovanni, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e reggesti tra le braccia colui che sostiene l’universo e tutti nutre, l’Artefice del creato; perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe per il giorno in cui dovrò presentarmi al mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o inneggiatissima.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma, uguale.
Lasciato l’abisso in cui pescavi, con la canna della croce sapientemente catturasti come pesci tutte le genti, o illustre: come infatti ti aveva detto Cristo, divenisti pescatore di uomini, che catturi per portarli alla pietà. Seminata dunque la conoscenza del Verbo Dio, hai ottenuto in frutto Patmos ed Efeso, con le tue parole. Apostolo teologo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon..
Penso al giudizio e temo, perché, nella mia miseria, ho fatto opere degne di vergogna e così ti prego, Madre di Dio inneggiatissima: Prima che mi colga la notte della morte, convertimi guidandomi sulla via della penitenza, affinché, venerandoti grato, io canti la tua smisurata potenza e il tuo divino soccorso, santissima sposa di Dio, che preghi Cristo Dio, domandando a lui di donarmi il perdono dei peccati e la grande misericordia.
Dopo il polyèleos, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Chinandoti sul petto di Gesù, con confidenza di discepolo chiedesti: Chi è il tuo traditore, Signore? E a te che eri l’amato, o glorioso, questi fu chiaramente mostrato tramite il pane. Perciò come iniziato ai misteri ineffabili, insegnasti ai confini l’incarnazione del Verbo. Apostolo teologo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Santissima Vergine, Madre di Dio, sana le furiose passioni dell’anima mia, ti prego e concedimi il perdono delle colpe che ho stoltamente commesso, contaminando, me misero, anima e corpo. Ahimè, che cosa farò nell’ora in cui gli angeli separeranno la mia anima dal mio povero corpo? Siimi allora aiuto e fervidissima avvocata, perché io, tuo servo, Sovrana, ho te come speranza, o pura.
Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.
Stico. I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
Ogni spirito. Vangelo secondo Giovanni (21, 15-25)
In quel tempo, risorto dai morti, Gesù si manifestò ai suoi discepoli e dice a Simon Pietro: Simone di Giona, mi ami più di costoro? Gli risponde: Sì, Signore, tu lo sai che ti sono amico. Gli dice: Pascola i miei agnelli. Gli dice di nuovo: Simone di Giona, mi ami? Gli risponde: Sì, Signore, tu lo sai che ti sono amico. Gli dice: Pascola le mie pecore. Gli dice per la terza volta: Simone di Giona, mi sei amico? Pietro rimase addolorato che alla terza volta gli dicesse: mi sei amico? e rispose: Signore, tu sai tutto; tu conosci che ti sono amico. Gli dice Gesù: Pascola le mie pecore. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane cingevi te stesso e camminavi dove volevi; quando invecchierai, tenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti porterà dove tu non vuoi. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo gli dice: Seguimi. Pietro, voltatosi, vede che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, che nella cena si era chinato sul suo petto e aveva detto: Signore, chi è che ti consegna? Pietro dunque, vedutolo, dice a Gesù: Signore e lui, allora? Gesù gli risponde: Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi. Si diffuse perciò tra i fratelli questa parola, che quel discepolo non muore. Gesù però non gli disse che non muore, ma: Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Questi è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e che ha scritto queste cose e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Ci sono anche molte altre cose compiute da Gesù, che se fossero scritte una per una, penso che neppure il mondo stesso conterrebbe i libri scritti. Amìn.
Salmo 50. Gloria. Per l’intercessione dell’apostolo. E ora. Per l’intercessione della Theotòkos. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.
Idiòmelon. Tono 2.
Teologo vergine, discepolo amato dal Salvatore, per le tue suppliche salvaci, ti preghiamo, da ogni specie di male perché noi siamo tuo gregge.
Un canone della Theotòkos e due dell’apostolo. Il canone della Theotòkos ha il seguente Acròstico: Alfabeto invertito. Di Teofane.
Ode 1. Tono 2. Irmòs.
L’immane potenza travolse un tempo tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato ha annientato il peccato nefando, lui, il Signore glorioso: perché si è grandemente glorificato.
Come bella, come graziosa, come tutta intatta fra le donne Dio ti elesse e abitò il tuo grembo incontaminato; supplicalo, o purissima, di liberare da ogni colpa i tuoi cantori.
Secondo il salmo, o pura, come Regina stai alla destra del Re, un tempo sorto dal tuo casto grembo: supplicalo di mostrarmi nel giorno del giudizio alla destra, o divina sposa.
Generando la pioggia celeste, rinnovasti tutta la natura dei mortali inaridita in ogni anomalia; ti supplico, dunque, rivela fruttuoso il solco insterilito della mia anima, o divina sposa.
Canone dell’apostolo. Acròstico: Per essere gradito a Cristo, io canto il figlio del tuono. Di Teofane.
Ode 1. Tono 2. L’immane potenza.
Avendo ricevuto il regno dei cieli che predicavi ed essendo divenuto confidente celeste del Verbo, con le tue preghiere proteggi quanti credono alla tua venerabile predicazione e teologia.
Dimostrando mente vigorosa, disprezzasti tutti i beni terreni e i vincoli della natura e stando secondo ragione e intelletto, o sapientissimo, presso il Verbo, liberasti dell’irrazionalità gli irrazionali.
Iniziato alla scienza dei cieli, come perfetto teologo, predicasti, o sapiente in Dio il Verbo Dio da Dio: In principio era presso il suo Genitore, predicato Dio e Verbo.
Theotokìon. Il coro delle divine giovanette, per divina ispirazione, ti canta bella fra le donne, Theotòkos Sovrana, abbellita di splendori divini: concepisti infatti oltre ragione il Dio Verbo, autore del bello.
Un altro canone dell’apostolo. Acròstico: All’iniziato da Dio offro il mio sesto canto. Giuseppe.
Tono pl. 2. Dopo che Israele.
Illuminando il pensiero nelle profondità dello Spirito, ci hai predicato chiaramente la tremenda generazione, o teologo, gridando: In principio era il Verbo di Dio.
Oppressi dalla moltitudine delle tentazioni, passioni e afflizioni e per gli assalti dei mali, con fede in te ci rifugiamo, o teologo: Sii aiuto dei tuoi servi.
Come eccelso medico che sana le crudeli passioni delle nostre anime, liberaci, per la tua mediazione, dalla dannazione e dal fuoco eterni.
Theotokìon. Tu che concepisti Dio divenuto uomo per noi, chiedigli, o pura, d’aver pietà nel giorno del giudizio di noi, che molto contro di lui peccammo.
Katavasìa. Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto le sue meraviglie.
Della Theotòkos. Ode 3. Irmòs.
Fiorì come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti, alla tua venuta, Signore: e per essa si è rafforzato il mio cuore.
Indossando la mia umanità provenne il Creatore dal tuo grembo, donando la veste d’incorruttela ai molti spogliati per le trasgressioni.
Concepisti, Sovrana, l’eccelso Dio Verbo: supplicalo con insistenza d’aver pietà della mia povera anima, addolorata dagli oltraggi dei piaceri.
Sana le ferite del mio cuore, o pura e sulla mia anima avvelenata dal morso venefico del serpente applica il tuo più efficace rimedio.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Con la tua lingua di teologo rivelasti chiaramente, o beato Giovanni, l’ineffabile mistero della Trinità; in essa il mio cuore si è consolidato.
La tua lingua divenne calamo di scriba del santissimo Spirito, redigendo divinamente il santo e divino Vangelo.
Dall’abisso della sapienza attingesti, o sapientissimo, appoggiandoti con divina confidenza alla fonte della sapienza e di essa divenisti divino araldo.
Theotokìon. Veneriamo te, unica Madre Vergine, divenuta per noi causa di salvezza, liberando con le tue preghiere il mondo, o purissima.
Un altro canone. Non c’è santo come te.
Conversasti con intelletto chiaro e puro col Verbo, o beatissimo teologo, sapientemente iniziato da lui ai misteri oltre ragione e illuminasti tutto il creato.
Dalle dure catene del peccato liberami, o beatissimo, legandomi all’amore del Sovrano e Dio, che ardentemente amasti, divenendo suo teologo.
Ci fosti donato come difensore, mediatore, liberatore, intercessore presso il Signore, autore di miracoli e fonte di guarigioni, o teologo, perciò ti celebriamo.
Theotokìon. Quando il Verbo da te incarnato ineffabilmente, o Theotòkos, fu innalzato sul legno della croce, ti affidò al discepolo vergine, come fanciulla vergine.
Katavasìa. Come fonte viva e copiosa, Theotòkos, rafforza i tuoi cantori che allestiscono per te una festa spirituale; e rendili degni di corone di gloria.
Kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Sul petto della sapienza chinandoti e apprendendo la scienza del Verbo, divinamente tuonasti: In principio era il Verbo, descrivendo per primo la generazione atemporale e annunziasti a tutti l’incarnazione del Verbo; perciò pescando con la lingua le genti, insegnavi ai confini la grazia dello Spirito. Apostolo teologo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tu che concepisti il Verbo misericordioso e compassionevole, o Sovrana dell’universo, abbi pietà di tutti quelli che in te si rifugiano e liberali da prove, malattie, afflizioni e dalla fiamma eterna, affinché grati glorifichiamo la ricchezza delle tue molte compassioni e la tua smisurata misericordia e gridiamo sempre: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti degnamente inneggiano al tuo parto, o pura.
Della Theotòkos. Ode 4. Irmòs.
Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo, per questo a te acclamo: Gloria alla tua potenza, Signore.
Piovi su me una goccia di compunzione, Sovrana, che tolga ogni arsura dal mio cuore e respinga le dannose inondazioni della mia disperazione.
Colpito dalla spada del piacere, giaccio ferito: non trascurare la ferita, o pura, ma sanala, ti prego, con la lancia e il sangue di tuo Figlio, nostro Dio crocifisso.
Arricchita dalla sovranità su tutto il creato, rendi degno della divina grazia me, malamente impoverito, affinché ti magnifichi come buona difesa, o inneggiatissima.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Degnamente il Verbo ti mostrò teologo, iniziandoti alla sua divinità, o eccelso e insegnandoti l’ineffabile economia come uomo.
Avendo intelletto divino e il corpo vergine, divenisti tempio vivente e animato, o glorioso e dimora dell’inneggiatissima Trinità, o sacratissimo.
Ricevesti l’onore, discepolo vergine, di essere adottato come figlio dalla Vergine purissima e ti rivelasti fratello di colui che ti elesse discepolo e teologo.
Theotokìon. Correggendo la trasgressione iniziale di Eva, Dio altissimo abitò in te purissima e santissima, riformando tutto me, l’uomo caduto.
Un altro canone. Cristo, mia forza.
Con le gocce del Verbo, o glorioso, irrigasti tutta la terra, inaridendo piamente le acque melmose; perciò ti celebriamo.
Cingi di forza e potere, ti prego, o sapientissimo, la mia anima oppressa da tutti gli assalti di nemici impuri, mentre si rifugia nella tua protezione.
Divenuto tempio del divino Spirito, con la tua mediazione, rendi templi di Dio i fedeli, che frequentano assiduamente il tuo divino tempio.
Theotokìon. Cantiamo il divino tempio di Dio e diciamo tutti chiaramente beata la santa Vergine, noi da lei divinizzati e liberati dai mali.
Katavasìa. L’ineffabile progetto divino della tua incarnazione verginale, Dio altissimo, il profeta Avvacùm lo conobbe e gridò: Gloria alla tua potenza Signore.
Della Theotòkos. Ode 5. Irmòs.
Tu sei mediatore tra Dio e gli uomini, o Cristo Dio: perché per mezzo tuo, o Sovrano, lasciata la notte dell’ignoranza, abbiamo avuto accesso al Padre tuo, fonte della luce.
O pura, che generasti la via della vita, guida sulla retta via me, precipitato stoltamente fuori strada e nei baratri di pericolosi incidenti.
Esiliando me stesso per pensiero stolto, Vergine di Dio, vivo da dissoluto, smarrito nel lontano paese delle passioni, ma tu convertimi e salvami con le tue preghiere.
Irrora con le tue onde vivificanti il tuo servo, che arde e brucia nella fiamma dei peccati per gli assalti dei demòni, o Madre Vergine casta.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Per grazia eri tempio celeste, o teologo, divenendo tutto luce per la vicinanza alla luce prima e, chinandoti intensamente su di lui, fosti divinizzato.
Con intelletto puro e sante lebbra, divinamente ispirato e con bocca purissima, predicavi il tuo Vangelo e offrivi la comune salvezza a tutti i fedeli.
Restando con Cristo da fanciullo, ti sottomettesti a lui come strumento della grazia, esercitandoti nella teologia e iniziandoti alla gloria della Trinità santa.
Theotokìon. Ricordando le tue parole, purissima, ora ti diciamo beata, noi che da te abbiamo ricevuto l’ineffabile beatitudine e davvero siamo stati arricchiti della vita eterna.
Un altro canone. Col tuo divino fulgore.
Come aurora splendevi per i terrestri, predicando, o apostolo, l’Oriente spirituale, che viene al mondo con un corpo e scioglie l’oscurità del politeismo.
Ogni anima fu irrigata dalla tua sacra teologia, o apostolo e divino predicatore; perciò a te grido: irriga tutto il mio cuore, inaridito dal peccato.
Sono ferito dai dardi del nemico: con la tua autorità, o sapiente, guariscimi tutto, ti prego e guida sulla via di Dio me, sempre smarrito fuori strada.
Theotokìon. Quando stavi col discepolo amato, presso la croce di tuo Figlio, purissima, gemevi piangendo e ti meravigliavi della sua grande compassione per l’uomo.
Katavasìa. Stupisce l’universo per la tua divina gloria: tu infatti, Vergine ignara di nozze, portasti in seno Dio che tutto domina e generasti il Figlio senza tempo che concede salvezza a tutti i tuoi cantori.
Della Theotòkos. Ode 6. Irmòs.
Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua amorosa compassione: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.
Non rivelarmi zimbello dei demòni nel giudizio imminente, o Sovrana, ma supplica il giudice, tuo Figlio, di volgersi benignamente verso di me.
Irritandoti con pensieri, Signore e con le mie opere fredde e malvagie, ti mando avanti a propiziazione tua Madre: abbi pietà, salvami.
Scampa, Sovrana, dalla dannazione me, autocondannato per le colpe, poiché concepisti il giudice e Dio di tutti, o inneggiatissima.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Gesù, mio Dio e Signore, gradendo la tua purezza e totale innocenza ti rese fratello, o teologo.
Coronando santamente la tua vita, ti poggiasti fiducioso sul petto della sapienza, o glorioso e di là attingesti la grazia.
I grandi e divini bagliori della tua teologia, illuminarono e rischiararono con la luce trisolare tutta l’ecumène, o glorioso.
Theotokìon. Colui che distese il cielo con un ordine, stese te come un altro cielo terrestre e apparve sorgendo da te, madre di Dio pura.
Un altro canone. Vedendo il mare.
La tua lingua teologa fu veramente come il calamo di un veloce scriba, che in bella grafia trascrive la vera sapienza e la nuovissima legge nelle tavole dei nostri cuori.
Inaridendo alla radice le piante dell’empietà, come eccelso giardiniere, radica nella mia anima il timore di Dio che produce abbondanza di virtù, o glorioso.
Ti chiamò apertamente figlio della Vergine colui che venne da lei, o Giovanni; con lei supplicalo di rendere figli di Dio, o illustrissimo, tutti coloro che fanno ciò gli è gradito.
Theotokìon. Con una carne uguale si fece conoscere ai mortali il Dio nato da te, purissima: supplicalo sempre di uccidere i nostri funesti pensieri carnali, o santissima.
Katavasìa. Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Madre di Dio, o voi che avete senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.
Kontàkion. Tono 2.
Chi potrà descrivere, o vergine, le meraviglie in te compiutesi? Operi infatti molti prodigi e procuri guarigioni e preghi per le nostre anime come teologo e amico di Cristo.
Ikos.
Indagare le altezze del cielo e scrutare le profondità del mare, è cosa temeraria e irraggiungibile; come dunque non si possono assolutamente contare le stelle e la sabbia del mare, così non siamo capaci di dire quanto riguarda il teologo. Di quali corone Cristo ha incoronato colui che ha amato! Sul suo petto egli riposò e con lui alla mistica cena partecipò come teologo e amico di Cristo.
Sinassario.
Il 26 settembre, transito del santo e glorioso apostolo ed evangelista, amico, vergine, amato Giovanni il teologo, che riposò sul petto del Signore.
Stichi. Eccoti nel cielo in presenza del Figlio amato dal Padre, tu maggiormente tra gli apostoli affezionato al Verbo. Giovanni, figlio del tuono, si addormentò il ventisei.
Per le sue sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Della Theotòkos. Ode 7. Irmòs.
L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli Cristo effuse la rugiada dello Spirito, lui che è benedetto e più che glorioso.
Essendo mia forza, inno e salvezza, sicuro riparo e muro invalicabile, Sovrana, sempre combatti i demòni che mi guerreggiano e cercano di uccidermi.
Dando corpo a Dio nel tuo sangue verginale, hai divinizzato l’umanità, o Vergine, perciò con le tue assidue preghiere scampa me, infangato dalle passioni e rovinato dal nemico.
La fornace prefigurò, o purissima, il tuo parto, poiché non bruciò i fanciulli come nemmeno il fuoco il tuo grembo, perciò ti prego, libera dal fuoco eterno il tuo servo.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Illuminato dall’illuminazione divina, chiaramente teologavi il santo Spirito procedente dal Padre senza principio e riposante nel Figlio senza procederne, come consustanziale.
In te, beato, stabilì la dimora il Sole di giustizia, che ti rese cielo sempre in movimento, il Cristo, annunziato dalla tua lingua teologa, o gloriosissimo prediletto.
La potenza e il divino suono delle tue parole, o beato, parlava degnamente e portò il tuo sovramondano Vangelo in tutta la terra con la magnificenza dei dogmi.
Theotokìon. Restando Vergine, tu sola hai mostrato un concepimento purissimo, una generazione incorrotta: hai infatti concepito il Dio divenuto uomo, o pura, per la salvezza e liberazione di tutti i fedeli.
Un altro canone. Tutta rugiadosa.
Inneggiamo al tuono echeggiato in tutti i confini, il teologo per cui davvero ogni udito fu sollevato da terra e viene magnificato Cristo, Creatore di tutto.
L’eminente splendore della tua casa fa risplendere ogni mente; radunati in essa, senza sosta inneggiamo divinamente al Creatore di tutti e con fede celebriamo te, che sei nostro protettore.
Conoscendoti luminoso come astro, o discepolo di Cristo, noi ti supplichiamo di illuminarci con i tuoi splendidi bagliori, liberi dalla tenebra delle passioni e da svariate tentazioni per la tua mediazione.
Theotokìon. Ti benediciamo, Vergine purissima che concepisti il Signore benedetto, che coronò con le sue divine benedizioni la natura maledetta dei mortali e rinnovò noi, invecchiati nella corruzione.
Katavasìa. I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura in luogo del Creatore, ma calpestata coraggiosamente la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: O celebratissimo, Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.
Della Theotòkos. Ode 8. Irmòs.
Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.
Ricerca i beni, anima mia, allontanandoti dai mali con l’armonia di opere divine, avendo protezione invincibile di tutti la Madre di Dio, che prega per te come compassionevole e benevola.
Liberasti il genere umano dall’antica catena della condanna, o Genitrice di Dio: perciò ti prego di liberare anche il mio cuore da ogni laccio che lo lega al male, legandomi all’amore del Creatore.
Generando il riflesso della gloria del Padre, illumina, o Theotòkos, il mio cuore infangato dall’infamia delle colpe e mostrami partecipe dell’eterna gloria, affinché con fede ti glorifichi.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Attraversando l’ecumène come un lampo di luce, o beato amato da Cristo Dio, hai rischiarato il mondo apparendo con lo splendore della purezza, con il fulgore della verginità e i dogmi della pietà.
Purificando corpo, anima e intelletto, predicavi il celeste Vangelo di Cristo e, divenuto compagno degli angeli, ora in cielo canti: Benedite, opere tutte, il Signore.
Divenisti chiara immagine e ornamento del tempio divino nei cieli, trono vivente e dimora della sapienza, strumento della teologia e ora canti: Opere tutte, esaltate il Signore.
Theotokìon. Per cancellare l’antica maledizione e la condanna a morte di colei che allora fu la prima a partorire, nascesti dalla Vergine Madre, Verbo di Dio, per donare a tutti l’immortalità vera.
Un altro canone. Dalla fiamma.
Avevi una lingua da oratore, o beato e vivificasti quanti, uccisi dalla malvagità, accolsero la tua sacra predicazione; perciò ti onoriamo come iniziato ai misteri ineffabili.
Come un altro paradiso la tua divina casa si rivela per i prodigi, che come fiori incantano le anime di tutti, o apostolo e scacciano il fetore delle passioni.
O Dio, Dio mio, volgiti e scampami da tutti quelli che mi assalgono e affliggono la mia povera anima, avendo il tuo divino discepolo che supplica.
Theotokìon. Tu che sei piena di grazia, chiedi a Gesù, Salvatore, al quale le tue caste viscere diedero corpo, d’aver pietà dei tuoi servi, liberandoli dal castigo eterno.
Katavasìa. Il parto della Theotòkos, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli purissimi; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Della Theotòkos. Ode 9. Irmòs.
Il Figlio del Padre senza principio, nostro Signore e Dio, incarnato dalla Vergine, ci apparve illuminando le tenebre e radunando ciò che era disperso: Madre di Dio lodatissima, noi ti magnifichiamo.
Gustando cibo non consentito Adamo mangiò amaramente la morte dall’albero, mentre tuo Figlio, steso sul legno, fece zampillare la dolcezza dell’immortalità, o pura, per questo ti celebriamo.
Apparisti Regina generando oltre ragione il re e Signore, che scioglie il regno dell’ade, o fanciulla: supplicalo con insistenza di render degni del regni superno chi ti onora.
Benefica, Sovrana, il mio povero cuore pervertito da inondazioni di piaceri, poiché generasti il buono ed essendo tutta buona, guida anche me alle buone porte della penitenza.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Fosti degno di vedere, non più in enigma, ma faccia a faccia, il torrente di delizie, il fiume di pace, la fonte d’immortalità; irrigato da quella, gusti la divinizzazione.
Avevi chiesto a Cristo un seggio terrestre, ma egli ti donò il suo petto, per il quale fosti chiamato teologo e divenisti ricco della sicura e stabile sede del bene, o splendore degli apostoli.
Estinguesti l’ateismo della sapienza ellenica pronunziando, o sapiente, quella parola: In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e veramente il Verbo era Dio e per mezzo suo furono fatte tutte le cose, visibili e invisibili.
Theotokìon. Nella notte della vita ti si trova come aurora mattutina, rifulgente dei raggi della verginità, rivelandoci l’oriente del sole spirituale della giustizia, Genitrice di Dio beatissima.
Un altro canone. Impossibile per gli uomini.
Essendo Signore delle ore e dei tempi, il Redentore fu sospeso a metà del giorno sul legno e affidò a te, vergine beato, la sempre Vergine, dando onore inalienabile per magnificarti.
Ora che dimori con le potenze divine superne e con loro acclami la divina melodia, con la tua venerabile mediazione, o apostolo di Cristo, salva quanti nella tua santa casa salmeggiano e inneggiano il sommamente Buono.
Salva da ogni pericolo, o beato teologo, tutti noi fedeli, che ti invochiamo, dirigendo in spirito verso il Signore i nostri passi e guidaci nella via della pace dei precetti dell’Onnipotente.
Theotokìon. Offriamo pubblicamente un inno di gratitudine alla Madre di Dio e gridiamo: Salve, trono elevato di Dio, salve, nube di luce, salve, paradiso per cui siamo degni del paradiso di delizie.
Katavasìa. Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; sia in festa la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Theotòkos pura e sempre Vergine.
Exapostilarion. Udite, donne.
Divenuto figlio del tuono, per i mortali, o apostolo Giovanni, teologasti: In principio era il Verbo; appoggiandoti infatti con fede al petto del tuo Sovrano, di lì attingesti i torrenti della teologia con cui irrighi tutto il creato.
Stavrotheotokìon.
Stando presso la croce del tuo Signore, o purissima, con il vergine discepolo, udisti il Creatore dire: Donna, ecco tuo figlio e al discepolo: Ecco tua Madre. Con lui tutti ti inneggiamo, Vergine Genitrice di Dio.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 stichi e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono pl. 4. O straordinario prodigio!
Beato e sapientissimo Giovanni, per l’ardente eccesso del tuo amore per Cristo, più di tutti i discepoli fosti amato dal Verbo onniveggente, che giudica con giuste bilance tutta l’ecumène, tu che splendevi di purezza e fulgori di innocenza nel corpo e nella mente, beato in Dio.
Le onde della teologia, appoggiandoti sul petto, attingesti dalla sapienza e irrigasti il mondo, o ottimo Giovanni, disseccando con la conoscenza della Trinità il mare dell’ateismo, divenuto colonna e nube animata che ci guida all’eredità celeste.
Il fiore scelto della verginità, la dimora accogliente le sacre virtù, lo strumento della sapienza, il tempio dello Spirito, la luminosa bocca della grazia, il chiarissimo occhio della Chiesa, il venerabilissimo Giovanni inneggiamo ora con canti spirituali, come ministro di Cristo.
Meraviglioso evangelista, la fonte dei beni, il regno incrollabile, la vita eterna, la gioia indicibile, il gaudio della divina contemplazione, la ricca effusione dei carismi di Cristo, trascendenti l’intelletto e la mente dei mortali, o figlio del tuono, evangelizzando facesti splendere nel mondo.
Gloria. Tono pl. 4.
Evangelista Giovanni, vergine simile agli angeli, teologo ammaestrato da Dio: in modo ortodosso predicasti al mondo l’immacolato fianco che fa scaturire il sangue e l’acqua in cui troviamo la vita eterna per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Accogli, Sovrana, le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni angustia e tribolazione.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 dei canoni.
Kinonikòn. Per tutta la terra è uscita la loro voce e fino ai confini del mondo le loro parole. Alliluia.
Vespro del 26 Settembre- Memoria del Transito di San Giovanni il Teologo
26 Settembre
Transito del santo glorioso illustre apostolo e teologo Giovanni l’evangelista.
Al Piccolo Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia, ripetendo il primo.
Tono 2. Quando scendesti dalla croce.
Venite, fedeli, incoroniamo con inni divini l’abisso della sapienza e lo scrittore dei dogmi ortodossi, il glorioso e amato Giovanni, poiché ha tuonato: in principio era il Verbo; perciò l’illustre si è rivelato voce tonante, scrivendo con molta sapienza il Vangelo per il mondo. (2)
Davvero ti sei realmente mostrato grande conoscente di Cristo Maestro: sei infatti caduto sul petto, perciò hai tratto i dogmi della sapienza, con cui hai arricchito tutta la terra, come divino portavoce di Dio, perciò, tenendole, la Chiesa di Cristo, contenta, si vanta ora esultante.
Salve, vero teologo, figlio amatissimo della Madre del Signore; stando infatti presso la croce di Cristo, hai udito la divina voce del Sovrano, che ti gridava: Ecco ora la tua madre. Degnamente dunque tutti ti diciamo beato, come grande e amato apostolo di Cristo.
Gloria. Tono 2.
O teologo casto, discepolo amato del Salvatore, ti preghiamo, con le tue implorazioni salvaci da ogni danno, perché siamo il tuo gregge.
E ora. Theotokìon.
La Vergine, come ulivo fertile, ha germogliato te, frutto della vita, che porti come frutto nel mondo la grande e ricca misericordia.
Allo stico, stichirà prosòmia. Tono 2. Il terzo giorno.
Inneggiamo degnamente, fedeli, la memoria del nobile discepolo di Cristo nostro Re, poiché ha predicato chiaramente la conoscenza della Trinità a tutte le genti.
Stico. Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.
L’apostolo di Cristo ha mutato in quiete la bufera dell’inganno degli idoli di un tempo, guidando il mondo alla fede ortodossa e ora prega per noi tutti.
Stico. I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
Hai donato agli efesini, o Cristo, un grandissimo protettore, il tuo apostolo sapiente e divino teologo, che anche ora lodiamo come suo abitante e custode.
Gloria. E ora. Uguale.
Trinità potentissima, Mònade trisipostàtica, per le preghiere del nobile teologo e della sempre Vergine e unica Theotòkos, salva noi, tuoi cantori.
Apolytìkion. Tono 2.
Apostolo prediletto di Cristo, affrettati a liberare il popolo senza difesa; ti accoglie prostrato ai suoi piedi Colui che ti ha accolto quando ti appoggiavi al suo petto; supplicalo, o Teologo e disperdi l’insistente nube delle genti, chiedendo per noi la pace e la grande misericordia.
Theotokìon.
Tutti trascendono oltre il pensiero, tutti gloriosissimi i tuoi misteri, Theotòkos; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.
Al Grande Vespro.
Dopo il salmo introduttivo, la prima stasi di Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo i seguenti 3 prosòmia ripetendoli due volte.
Tono 1. Esultanza delle schiere.
Lo spettatore di indicibili manifestazioni e interprete dei superni misteri di Dio, il figlio di Zebedeo, scrivendo per noi il vangelo di Cristo, ci insegnò a teologare il Padre, il Figlio e lo Spirito (2).
La lira dei canti celesti mossa da Dio, lo scrittore di misteri, la bocca da Dio ispirata, canta soavemente il cantico dei cantici, muovendo le labbra come corde e usando la lingua come plettro e intercede per la nostra salvezza (2).
Pronunziando con la tua lingua dalla voce di tuono, o amato da Dio, il verbo celato della sapienza di Dio, aprendo accortamente le labbra, sempre proclami: In principio era il Verbo; e luminosamente guidi ogni uomo alla conoscenza di Dio (2).
Gloria. Tono 2. Di Germano.
Secondo altri di Byzantios.
Celebriamo come dobbiamo, o stirpe dei mortali, il figlio del tuono, il fondamento delle divine parole, il principe della teologia, il predicatore primo fra tutti della vera sapienza dei dogmi di Dio, l’amato e vergine Giovanni: egli infatti, avendo senza sosta in se stesso la Divinità, disse del Verbo che era nel principio, poi, che è inseparabilmente presso il Padre e infine, che è consustanziale al Padre, mostrandoci per mezzo suo l’ortodossia della Trinità santa: creatore col Padre, portatore di vita, luce vera, egli ce lo ha mostrato. O estasiante meraviglia e realtà sapientissima! Colmo di amore, fu ricolmato anche di teologia e con gloria, onore e fede è fondamento della nostra pura fede: per essa ci sia dato di ottenere i beni eterni nel giorno del giudizio.
E ora. Theotokìon. Stesso tono.
Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine hai partorito e vergine sei rimasta; invece della colonna di fuoco è sorto il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle nostre anime.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dalla prima epistola cattolica
di Giovanni (3,21-4,6).
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato. Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta.
Lettura dalla prima epistola cattolica
di Giovanni (4,11-16).
Carissimi, se così Dio ci ha amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come Salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Lettura dalla prima epistola cattolica
di Giovanni (4,20-5,5).
Carissimi, se uno dicesse: Io amo Dio e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti, perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi, perché tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede. Chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?
Alla litì, stichirà idiòmela.
Tono 1. Di Germano.
Fiumi di teologia dalla tua venerabile bocca sono sgorgati, santo apostolo e la Chiesa di Dio, da essi irrigata, venera, secondo la fede ortodossa, la Trinità consustanziale; implorala ora di consolidare e salvare le nostre anime.
Stesso tono. Di Andrea Piros.
La radice della purezza, il myron del profumo, è sorto di nuovo per noi nella presente festa per gridare a lui: Tu che ti chinasti sul petto del Sovrano e piovesti sul mondo il verbo, apostolo Giovanni, che hai custodito la Vergine come pupilla dell’occhio, chiedi a Cristo per noi la grande misericordia.
Discepolo del Salvatore, vergine e teologo, a te, come vergine, Cristo Dio crocifisso affidò la Vergine Theotòkos e tu come pupilla dell’occhio l’hai custodita; prega dunque per la salvezza delle nostre anime.
Come contemplatore dei misteri ineffabili, acclamavi gridando: il Verbo anteriore ai secoli è in principio presso Dio ed egli stesso è veramente Dio. Apostolo Giovanni, che ti chinasti sul petto di Cristo, come amico della Trinità e sostegno incrollabile di Efeso e Patmos e nostro soccorso, beato Teologo, prega perché sia liberato dai nemici visibili e invisibili il popolo che celebra senza sosta con fede la tua memoria.
Tono 2. Di Teofane.
Venite fedeli, diciamo beato l’eminente apostolo, la tromba della teologia, lo stratega spirituale che ha sottomesso l’ecumène a Dio, Giovanni, illustre discepolo: scomparso dalla terra senza lasciarla, vive nel cielo e attende la seconda temibile venuta del Signore; o mistico amico di Cristo, che ti chinasti sul suo petto, imploralo perché troviamo riparo da ogni condanna quando saremo davanti a lui, noi che celebriamo con affetto la tua memoria.
Gloria. Tono 4. Di Byzantios.
Discepolo amato, chinandoti durante la cena sul petto di Cristo Signore, da lì apprendesti gli ineffabili segreti che ti permisero di rivelare con la tua voce tonante questa parola: In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio; egli era la vita, la vera luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo, Cristo nostro Dio, Salvatore delle nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Il Figlio, col Padre e lo Spirito glorificato negli eccelsi dai cherubini, volendo riplasmare la prima creatura, tutto se stesso svuotò indicibilmente nel tuo grembo, Madre di Dio inneggiatissima e sorgendo da te, illuminò con la divinità tutto il mondo, liberandolo dalla follia idolatrica e divinizzando in se stesso l’umanità, la condusse ai cieli, il Cristo Dio e Salvatore delle nostre anime.
Allo stico, stichirà prosòmia.
Tono 4. Tu che sei stato chiamato.
Proclamando la divinità del Figlio dell’Altissimo, coeterno e consustanziale al Padre, immutabile luce da luce, impronta della sostanza del Genitore, da lui intemporalmente e impassibilmente rifulso, Creatore e Signore di tutti i secoli, tu lo hai predicato al mondo, o discepolo amato: Cristo nostro Dio, che trae dalle tenebre la luce. Supplicalo di salvare e illuminare le nostre anime.
Stico. Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.
Accolta la luce del Paràclito e da lui illuminato, lo proclamasti Dio procedente dal Padre e manifestato all’umanità tramite il Figlio; e a tutti lo predicasti uguale nell’onore, nel trono e nell’essenza al Padre senza principio e al Verbo divino, o discepolo amato: perciò con inni ti celebriamo come divino fondamento della fede, che tu custodisci salda con la tua intercessione presso il Signore.
Stico. I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
Asceso alla più eccelsa teologia, fosti iniziato agli ineffabili misteri di Dio, all’unica essenza della Divinità, unica gloria, unico regno e unica signoria, che, indivisibile nell’essenza, si distingue in tre ipòstasi e si unisce in unità divina senza confusione; così glorificandola predicasti, o teologo, la Trinità indivisibile, che ti chiediamo di implorare affinché salvi e illumini le nostre anime.
Gloria. Tono pl. 2.
Di Giovanni monaco.
Apostolo di Cristo, evangelista teologo, iniziato ai misteri ineffabili, per noi tuonasti i dogmi ineffabili della sapienza, chiarendo ai fedeli questo: ‘In principio era’ ed escludendo il ‘Non era’, respingesti i discorsi degli eretici, mostrando di essere l’amico amato, che riposò sul petto di Cristo, come Isaia dalla voce sublime e Mosè il veggente. Avendo famigliarità con Dio, supplica con insistenza per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Il mio Creatore e Redentore, Cristo Signore, procedendo dal tuo grembo, o purissima, rivestendosi di me ha liberato Adamo dalla maledizione antica. Per questo, o purissima, noi gridiamo senza sosta a te, veramente Madre di Dio e Vergine, il saluto dell’angelo: Salve, Sovrana, avvocata, protezione e salvezza delle nostre anime.
Apolytìkion. Tono 2.
Apostolo prediletto di Cristo, affrettati a liberare il popolo senza difesa; ti accoglie prostrato ai suoi piedi Colui che ti accolse quando ti appoggiavi al suo petto; supplicalo, o Teologo e disperdi l’insistente nube delle genti, chiedendo per noi la pace e la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tutti trascendono oltre il pensiero, tutti gloriosissimi i tuoi misteri, Theotòkos; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.
Mattutino del 26 Settembre- Memoria del Transito di San Giovanni il Teologo
26 Settembre
Transito del santo glorioso illustre apostolo e teologo Giovanni l’evangelista.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono 2.
Apostolo prediletto di Cristo, affrettati a liberare il popolo senza difesa; ti accoglie prostrato ai suoi piedi Colui che ti accolse quando ti appoggiavi al suo petto; supplicalo, o Teologo e disperdi l’insistente nube delle genti, chiedendo per noi la pace e la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tutti trascendono oltre il pensiero, tutti gloriosissimi i tuoi misteri, Theotòkos; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Fosti chiamato figlio del tuono divino, perché assordasti le orecchie degli empi e, più dolce di una tromba, sonoramente proclamasti ai cuori retti, o sapientissimo, l’incarnazione del Verbo; come amico sincero, ti appoggiasti al suo petto: attinta di lì la profondità della conoscenza, predicasti a tutti il coeterno al Padre. Apostolo Giovanni, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e reggesti tra le braccia colui che sostiene l’universo e tutti nutre, l’Artefice del creato; perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe per il giorno in cui dovrò presentarmi al mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o inneggiatissima.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma, uguale.
Lasciato l’abisso in cui pescavi, con la canna della croce sapientemente catturasti come pesci tutte le genti, o illustre: come infatti ti aveva detto Cristo, divenisti pescatore di uomini, che catturi per portarli alla pietà. Seminata dunque la conoscenza del Verbo Dio, hai ottenuto in frutto Patmos ed Efeso, con le tue parole. Apostolo teologo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon..
Penso al giudizio e temo, perché, nella mia miseria, ho fatto opere degne di vergogna e così ti prego, Madre di Dio inneggiatissima: Prima che mi colga la notte della morte, convertimi guidandomi sulla via della penitenza, affinché, venerandoti grato, io canti la tua smisurata potenza e il tuo divino soccorso, santissima sposa di Dio, che preghi Cristo Dio, domandando a lui di donarmi il perdono dei peccati e la grande misericordia.
Dopo il polyèleos, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Chinandoti sul petto di Gesù, con confidenza di discepolo chiedesti: Chi è il tuo traditore, Signore? E a te che eri l’amato, o glorioso, questi fu chiaramente mostrato tramite il pane. Perciò come iniziato ai misteri ineffabili, insegnasti ai confini l’incarnazione del Verbo. Apostolo teologo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Santissima Vergine, Madre di Dio, sana le furiose passioni dell’anima mia, ti prego e concedimi il perdono delle colpe che ho stoltamente commesso, contaminando, me misero, anima e corpo. Ahimè, che cosa farò nell’ora in cui gli angeli separeranno la mia anima dal mio povero corpo? Siimi allora aiuto e fervidissima avvocata, perché io, tuo servo, Sovrana, ho te come speranza, o pura.
Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.
Stico. I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
Ogni spirito. Vangelo secondo Giovanni (21, 15-25)
In quel tempo, risorto dai morti, Gesù si manifestò ai suoi discepoli e dice a Simon Pietro: Simone di Giona, mi ami più di costoro? Gli risponde: Sì, Signore, tu lo sai che ti sono amico. Gli dice: Pascola i miei agnelli. Gli dice di nuovo: Simone di Giona, mi ami? Gli risponde: Sì, Signore, tu lo sai che ti sono amico. Gli dice: Pascola le mie pecore. Gli dice per la terza volta: Simone di Giona, mi sei amico? Pietro rimase addolorato che alla terza volta gli dicesse: mi sei amico? e rispose: Signore, tu sai tutto; tu conosci che ti sono amico. Gli dice Gesù: Pascola le mie pecore. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane cingevi te stesso e camminavi dove volevi; quando invecchierai, tenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti porterà dove tu non vuoi. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo gli dice: Seguimi. Pietro, voltatosi, vede che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, che nella cena si era chinato sul suo petto e aveva detto: Signore, chi è che ti consegna? Pietro dunque, vedutolo, dice a Gesù: Signore e lui, allora? Gesù gli risponde: Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi. Si diffuse perciò tra i fratelli questa parola, che quel discepolo non muore. Gesù però non gli disse che non muore, ma: Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Questi è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e che ha scritto queste cose e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Ci sono anche molte altre cose compiute da Gesù, che se fossero scritte una per una, penso che neppure il mondo stesso conterrebbe i libri scritti. Amìn.
Salmo 50. Gloria. Per l’intercessione dell’apostolo. E ora. Per l’intercessione della Theotòkos. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.
Idiòmelon. Tono 2.
Teologo vergine, discepolo amato dal Salvatore, per le tue suppliche salvaci, ti preghiamo, da ogni specie di male perché noi siamo tuo gregge.
Un canone della Theotòkos e due dell’apostolo. Il canone della Theotòkos ha il seguente Acròstico: Alfabeto invertito. Di Teofane.
Ode 1. Tono 2. Irmòs.
L’immane potenza travolse un tempo tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato ha annientato il peccato nefando, lui, il Signore glorioso: perché si è grandemente glorificato.
Come bella, come graziosa, come tutta intatta fra le donne Dio ti elesse e abitò il tuo grembo incontaminato; supplicalo, o purissima, di liberare da ogni colpa i tuoi cantori.
Secondo il salmo, o pura, come Regina stai alla destra del Re, un tempo sorto dal tuo casto grembo: supplicalo di mostrarmi nel giorno del giudizio alla destra, o divina sposa.
Generando la pioggia celeste, rinnovasti tutta la natura dei mortali inaridita in ogni anomalia; ti supplico, dunque, rivela fruttuoso il solco insterilito della mia anima, o divina sposa.
Canone dell’apostolo. Acròstico: Per essere gradito a Cristo, io canto il figlio del tuono. Di Teofane.
Ode 1. Tono 2. L’immane potenza.
Avendo ricevuto il regno dei cieli che predicavi ed essendo divenuto confidente celeste del Verbo, con le tue preghiere proteggi quanti credono alla tua venerabile predicazione e teologia.
Dimostrando mente vigorosa, disprezzasti tutti i beni terreni e i vincoli della natura e stando secondo ragione e intelletto, o sapientissimo, presso il Verbo, liberasti dell’irrazionalità gli irrazionali.
Iniziato alla scienza dei cieli, come perfetto teologo, predicasti, o sapiente in Dio il Verbo Dio da Dio: In principio era presso il suo Genitore, predicato Dio e Verbo.
Theotokìon. Il coro delle divine giovanette, per divina ispirazione, ti canta bella fra le donne, Theotòkos Sovrana, abbellita di splendori divini: concepisti infatti oltre ragione il Dio Verbo, autore del bello.
Un altro canone dell’apostolo. Acròstico: All’iniziato da Dio offro il mio sesto canto. Giuseppe.
Tono pl. 2. Dopo che Israele.
Illuminando il pensiero nelle profondità dello Spirito, ci hai predicato chiaramente la tremenda generazione, o teologo, gridando: In principio era il Verbo di Dio.
Oppressi dalla moltitudine delle tentazioni, passioni e afflizioni e per gli assalti dei mali, con fede in te ci rifugiamo, o teologo: Sii aiuto dei tuoi servi.
Come eccelso medico che sana le crudeli passioni delle nostre anime, liberaci, per la tua mediazione, dalla dannazione e dal fuoco eterni.
Theotokìon. Tu che concepisti Dio divenuto uomo per noi, chiedigli, o pura, d’aver pietà nel giorno del giudizio di noi, che molto contro di lui peccammo.
Katavasìa. Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto le sue meraviglie.
Della Theotòkos. Ode 3. Irmòs.
Fiorì come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti, alla tua venuta, Signore: e per essa si è rafforzato il mio cuore.
Indossando la mia umanità provenne il Creatore dal tuo grembo, donando la veste d’incorruttela ai molti spogliati per le trasgressioni.
Concepisti, Sovrana, l’eccelso Dio Verbo: supplicalo con insistenza d’aver pietà della mia povera anima, addolorata dagli oltraggi dei piaceri.
Sana le ferite del mio cuore, o pura e sulla mia anima avvelenata dal morso venefico del serpente applica il tuo più efficace rimedio.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Con la tua lingua di teologo rivelasti chiaramente, o beato Giovanni, l’ineffabile mistero della Trinità; in essa il mio cuore si è consolidato.
La tua lingua divenne calamo di scriba del santissimo Spirito, redigendo divinamente il santo e divino Vangelo.
Dall’abisso della sapienza attingesti, o sapientissimo, appoggiandoti con divina confidenza alla fonte della sapienza e di essa divenisti divino araldo.
Theotokìon. Veneriamo te, unica Madre Vergine, divenuta per noi causa di salvezza, liberando con le tue preghiere il mondo, o purissima.
Un altro canone. Non c’è santo come te.
Conversasti con intelletto chiaro e puro col Verbo, o beatissimo teologo, sapientemente iniziato da lui ai misteri oltre ragione e illuminasti tutto il creato.
Dalle dure catene del peccato liberami, o beatissimo, legandomi all’amore del Sovrano e Dio, che ardentemente amasti, divenendo suo teologo.
Ci fosti donato come difensore, mediatore, liberatore, intercessore presso il Signore, autore di miracoli e fonte di guarigioni, o teologo, perciò ti celebriamo.
Theotokìon. Quando il Verbo da te incarnato ineffabilmente, o Theotòkos, fu innalzato sul legno della croce, ti affidò al discepolo vergine, come fanciulla vergine.
Katavasìa. Come fonte viva e copiosa, Theotòkos, rafforza i tuoi cantori che allestiscono per te una festa spirituale; e rendili degni di corone di gloria.
Kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Sul petto della sapienza chinandoti e apprendendo la scienza del Verbo, divinamente tuonasti: In principio era il Verbo, descrivendo per primo la generazione atemporale e annunziasti a tutti l’incarnazione del Verbo; perciò pescando con la lingua le genti, insegnavi ai confini la grazia dello Spirito. Apostolo teologo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tu che concepisti il Verbo misericordioso e compassionevole, o Sovrana dell’universo, abbi pietà di tutti quelli che in te si rifugiano e liberali da prove, malattie, afflizioni e dalla fiamma eterna, affinché grati glorifichiamo la ricchezza delle tue molte compassioni e la tua smisurata misericordia e gridiamo sempre: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti degnamente inneggiano al tuo parto, o pura.
Della Theotòkos. Ode 4. Irmòs.
Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo, per questo a te acclamo: Gloria alla tua potenza, Signore.
Piovi su me una goccia di compunzione, Sovrana, che tolga ogni arsura dal mio cuore e respinga le dannose inondazioni della mia disperazione.
Colpito dalla spada del piacere, giaccio ferito: non trascurare la ferita, o pura, ma sanala, ti prego, con la lancia e il sangue di tuo Figlio, nostro Dio crocifisso.
Arricchita dalla sovranità su tutto il creato, rendi degno della divina grazia me, malamente impoverito, affinché ti magnifichi come buona difesa, o inneggiatissima.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Degnamente il Verbo ti mostrò teologo, iniziandoti alla sua divinità, o eccelso e insegnandoti l’ineffabile economia come uomo.
Avendo intelletto divino e il corpo vergine, divenisti tempio vivente e animato, o glorioso e dimora dell’inneggiatissima Trinità, o sacratissimo.
Ricevesti l’onore, discepolo vergine, di essere adottato come figlio dalla Vergine purissima e ti rivelasti fratello di colui che ti elesse discepolo e teologo.
Theotokìon. Correggendo la trasgressione iniziale di Eva, Dio altissimo abitò in te purissima e santissima, riformando tutto me, l’uomo caduto.
Un altro canone. Cristo, mia forza.
Con le gocce del Verbo, o glorioso, irrigasti tutta la terra, inaridendo piamente le acque melmose; perciò ti celebriamo.
Cingi di forza e potere, ti prego, o sapientissimo, la mia anima oppressa da tutti gli assalti di nemici impuri, mentre si rifugia nella tua protezione.
Divenuto tempio del divino Spirito, con la tua mediazione, rendi templi di Dio i fedeli, che frequentano assiduamente il tuo divino tempio.
Theotokìon. Cantiamo il divino tempio di Dio e diciamo tutti chiaramente beata la santa Vergine, noi da lei divinizzati e liberati dai mali.
Katavasìa. L’ineffabile progetto divino della tua incarnazione verginale, Dio altissimo, il profeta Avvacùm lo conobbe e gridò: Gloria alla tua potenza Signore.
Della Theotòkos. Ode 5. Irmòs.
Tu sei mediatore tra Dio e gli uomini, o Cristo Dio: perché per mezzo tuo, o Sovrano, lasciata la notte dell’ignoranza, abbiamo avuto accesso al Padre tuo, fonte della luce.
O pura, che generasti la via della vita, guida sulla retta via me, precipitato stoltamente fuori strada e nei baratri di pericolosi incidenti.
Esiliando me stesso per pensiero stolto, Vergine di Dio, vivo da dissoluto, smarrito nel lontano paese delle passioni, ma tu convertimi e salvami con le tue preghiere.
Irrora con le tue onde vivificanti il tuo servo, che arde e brucia nella fiamma dei peccati per gli assalti dei demòni, o Madre Vergine casta.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Per grazia eri tempio celeste, o teologo, divenendo tutto luce per la vicinanza alla luce prima e, chinandoti intensamente su di lui, fosti divinizzato.
Con intelletto puro e sante lebbra, divinamente ispirato e con bocca purissima, predicavi il tuo Vangelo e offrivi la comune salvezza a tutti i fedeli.
Restando con Cristo da fanciullo, ti sottomettesti a lui come strumento della grazia, esercitandoti nella teologia e iniziandoti alla gloria della Trinità santa.
Theotokìon. Ricordando le tue parole, purissima, ora ti diciamo beata, noi che da te abbiamo ricevuto l’ineffabile beatitudine e davvero siamo stati arricchiti della vita eterna.
Un altro canone. Col tuo divino fulgore.
Come aurora splendevi per i terrestri, predicando, o apostolo, l’Oriente spirituale, che viene al mondo con un corpo e scioglie l’oscurità del politeismo.
Ogni anima fu irrigata dalla tua sacra teologia, o apostolo e divino predicatore; perciò a te grido: irriga tutto il mio cuore, inaridito dal peccato.
Sono ferito dai dardi del nemico: con la tua autorità, o sapiente, guariscimi tutto, ti prego e guida sulla via di Dio me, sempre smarrito fuori strada.
Theotokìon. Quando stavi col discepolo amato, presso la croce di tuo Figlio, purissima, gemevi piangendo e ti meravigliavi della sua grande compassione per l’uomo.
Katavasìa. Stupisce l’universo per la tua divina gloria: tu infatti, Vergine ignara di nozze, portasti in seno Dio che tutto domina e generasti il Figlio senza tempo che concede salvezza a tutti i tuoi cantori.
Della Theotòkos. Ode 6. Irmòs.
Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua amorosa compassione: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.
Non rivelarmi zimbello dei demòni nel giudizio imminente, o Sovrana, ma supplica il giudice, tuo Figlio, di volgersi benignamente verso di me.
Irritandoti con pensieri, Signore e con le mie opere fredde e malvagie, ti mando avanti a propiziazione tua Madre: abbi pietà, salvami.
Scampa, Sovrana, dalla dannazione me, autocondannato per le colpe, poiché concepisti il giudice e Dio di tutti, o inneggiatissima.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Gesù, mio Dio e Signore, gradendo la tua purezza e totale innocenza ti rese fratello, o teologo.
Coronando santamente la tua vita, ti poggiasti fiducioso sul petto della sapienza, o glorioso e di là attingesti la grazia.
I grandi e divini bagliori della tua teologia, illuminarono e rischiararono con la luce trisolare tutta l’ecumène, o glorioso.
Theotokìon. Colui che distese il cielo con un ordine, stese te come un altro cielo terrestre e apparve sorgendo da te, madre di Dio pura.
Un altro canone. Vedendo il mare.
La tua lingua teologa fu veramente come il calamo di un veloce scriba, che in bella grafia trascrive la vera sapienza e la nuovissima legge nelle tavole dei nostri cuori.
Inaridendo alla radice le piante dell’empietà, come eccelso giardiniere, radica nella mia anima il timore di Dio che produce abbondanza di virtù, o glorioso.
Ti chiamò apertamente figlio della Vergine colui che venne da lei, o Giovanni; con lei supplicalo di rendere figli di Dio, o illustrissimo, tutti coloro che fanno ciò gli è gradito.
Theotokìon. Con una carne uguale si fece conoscere ai mortali il Dio nato da te, purissima: supplicalo sempre di uccidere i nostri funesti pensieri carnali, o santissima.
Katavasìa. Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Madre di Dio, o voi che avete senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.
Kontàkion. Tono 2.
Chi potrà descrivere, o vergine, le meraviglie in te compiutesi? Operi infatti molti prodigi e procuri guarigioni e preghi per le nostre anime come teologo e amico di Cristo.
Ikos.
Indagare le altezze del cielo e scrutare le profondità del mare, è cosa temeraria e irraggiungibile; come dunque non si possono assolutamente contare le stelle e la sabbia del mare, così non siamo capaci di dire quanto riguarda il teologo. Di quali corone Cristo ha incoronato colui che ha amato! Sul suo petto egli riposò e con lui alla mistica cena partecipò come teologo e amico di Cristo.
Sinassario.
Il 26 settembre, transito del santo e glorioso apostolo ed evangelista, amico, vergine, amato Giovanni il teologo, che riposò sul petto del Signore.
Stichi. Eccoti nel cielo in presenza del Figlio amato dal Padre, tu maggiormente tra gli apostoli affezionato al Verbo. Giovanni, figlio del tuono, si addormentò il ventisei.
Per le sue sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Della Theotòkos. Ode 7. Irmòs.
L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli Cristo effuse la rugiada dello Spirito, lui che è benedetto e più che glorioso.
Essendo mia forza, inno e salvezza, sicuro riparo e muro invalicabile, Sovrana, sempre combatti i demòni che mi guerreggiano e cercano di uccidermi.
Dando corpo a Dio nel tuo sangue verginale, hai divinizzato l’umanità, o Vergine, perciò con le tue assidue preghiere scampa me, infangato dalle passioni e rovinato dal nemico.
La fornace prefigurò, o purissima, il tuo parto, poiché non bruciò i fanciulli come nemmeno il fuoco il tuo grembo, perciò ti prego, libera dal fuoco eterno il tuo servo.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Illuminato dall’illuminazione divina, chiaramente teologavi il santo Spirito procedente dal Padre senza principio e riposante nel Figlio senza procederne, come consustanziale.
In te, beato, stabilì la dimora il Sole di giustizia, che ti rese cielo sempre in movimento, il Cristo, annunziato dalla tua lingua teologa, o gloriosissimo prediletto.
La potenza e il divino suono delle tue parole, o beato, parlava degnamente e portò il tuo sovramondano Vangelo in tutta la terra con la magnificenza dei dogmi.
Theotokìon. Restando Vergine, tu sola hai mostrato un concepimento purissimo, una generazione incorrotta: hai infatti concepito il Dio divenuto uomo, o pura, per la salvezza e liberazione di tutti i fedeli.
Un altro canone. Tutta rugiadosa.
Inneggiamo al tuono echeggiato in tutti i confini, il teologo per cui davvero ogni udito fu sollevato da terra e viene magnificato Cristo, Creatore di tutto.
L’eminente splendore della tua casa fa risplendere ogni mente; radunati in essa, senza sosta inneggiamo divinamente al Creatore di tutti e con fede celebriamo te, che sei nostro protettore.
Conoscendoti luminoso come astro, o discepolo di Cristo, noi ti supplichiamo di illuminarci con i tuoi splendidi bagliori, liberi dalla tenebra delle passioni e da svariate tentazioni per la tua mediazione.
Theotokìon. Ti benediciamo, Vergine purissima che concepisti il Signore benedetto, che coronò con le sue divine benedizioni la natura maledetta dei mortali e rinnovò noi, invecchiati nella corruzione.
Katavasìa. I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura in luogo del Creatore, ma calpestata coraggiosamente la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: O celebratissimo, Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.
Della Theotòkos. Ode 8. Irmòs.
Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.
Ricerca i beni, anima mia, allontanandoti dai mali con l’armonia di opere divine, avendo protezione invincibile di tutti la Madre di Dio, che prega per te come compassionevole e benevola.
Liberasti il genere umano dall’antica catena della condanna, o Genitrice di Dio: perciò ti prego di liberare anche il mio cuore da ogni laccio che lo lega al male, legandomi all’amore del Creatore.
Generando il riflesso della gloria del Padre, illumina, o Theotòkos, il mio cuore infangato dall’infamia delle colpe e mostrami partecipe dell’eterna gloria, affinché con fede ti glorifichi.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Attraversando l’ecumène come un lampo di luce, o beato amato da Cristo Dio, hai rischiarato il mondo apparendo con lo splendore della purezza, con il fulgore della verginità e i dogmi della pietà.
Purificando corpo, anima e intelletto, predicavi il celeste Vangelo di Cristo e, divenuto compagno degli angeli, ora in cielo canti: Benedite, opere tutte, il Signore.
Divenisti chiara immagine e ornamento del tempio divino nei cieli, trono vivente e dimora della sapienza, strumento della teologia e ora canti: Opere tutte, esaltate il Signore.
Theotokìon. Per cancellare l’antica maledizione e la condanna a morte di colei che allora fu la prima a partorire, nascesti dalla Vergine Madre, Verbo di Dio, per donare a tutti l’immortalità vera.
Un altro canone. Dalla fiamma.
Avevi una lingua da oratore, o beato e vivificasti quanti, uccisi dalla malvagità, accolsero la tua sacra predicazione; perciò ti onoriamo come iniziato ai misteri ineffabili.
Come un altro paradiso la tua divina casa si rivela per i prodigi, che come fiori incantano le anime di tutti, o apostolo e scacciano il fetore delle passioni.
O Dio, Dio mio, volgiti e scampami da tutti quelli che mi assalgono e affliggono la mia povera anima, avendo il tuo divino discepolo che supplica.
Theotokìon. Tu che sei piena di grazia, chiedi a Gesù, Salvatore, al quale le tue caste viscere diedero corpo, d’aver pietà dei tuoi servi, liberandoli dal castigo eterno.
Katavasìa. Il parto della Theotòkos, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli purissimi; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Della Theotòkos. Ode 9. Irmòs.
Il Figlio del Padre senza principio, nostro Signore e Dio, incarnato dalla Vergine, ci apparve illuminando le tenebre e radunando ciò che era disperso: Madre di Dio lodatissima, noi ti magnifichiamo.
Gustando cibo non consentito Adamo mangiò amaramente la morte dall’albero, mentre tuo Figlio, steso sul legno, fece zampillare la dolcezza dell’immortalità, o pura, per questo ti celebriamo.
Apparisti Regina generando oltre ragione il re e Signore, che scioglie il regno dell’ade, o fanciulla: supplicalo con insistenza di render degni del regni superno chi ti onora.
Benefica, Sovrana, il mio povero cuore pervertito da inondazioni di piaceri, poiché generasti il buono ed essendo tutta buona, guida anche me alle buone porte della penitenza.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Fosti degno di vedere, non più in enigma, ma faccia a faccia, il torrente di delizie, il fiume di pace, la fonte d’immortalità; irrigato da quella, gusti la divinizzazione.
Avevi chiesto a Cristo un seggio terrestre, ma egli ti donò il suo petto, per il quale fosti chiamato teologo e divenisti ricco della sicura e stabile sede del bene, o splendore degli apostoli.
Estinguesti l’ateismo della sapienza ellenica pronunziando, o sapiente, quella parola: In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e veramente il Verbo era Dio e per mezzo suo furono fatte tutte le cose, visibili e invisibili.
Theotokìon. Nella notte della vita ti si trova come aurora mattutina, rifulgente dei raggi della verginità, rivelandoci l’oriente del sole spirituale della giustizia, Genitrice di Dio beatissima.
Un altro canone. Impossibile per gli uomini.
Essendo Signore delle ore e dei tempi, il Redentore fu sospeso a metà del giorno sul legno e affidò a te, vergine beato, la sempre Vergine, dando onore inalienabile per magnificarti.
Ora che dimori con le potenze divine superne e con loro acclami la divina melodia, con la tua venerabile mediazione, o apostolo di Cristo, salva quanti nella tua santa casa salmeggiano e inneggiano il sommamente Buono.
Salva da ogni pericolo, o beato teologo, tutti noi fedeli, che ti invochiamo, dirigendo in spirito verso il Signore i nostri passi e guidaci nella via della pace dei precetti dell’Onnipotente.
Theotokìon. Offriamo pubblicamente un inno di gratitudine alla Madre di Dio e gridiamo: Salve, trono elevato di Dio, salve, nube di luce, salve, paradiso per cui siamo degni del paradiso di delizie.
Katavasìa. Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; sia in festa la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Theotòkos pura e sempre Vergine.
Exapostilarion. Udite, donne.
Divenuto figlio del tuono, per i mortali, o apostolo Giovanni, teologasti: In principio era il Verbo; appoggiandoti infatti con fede al petto del tuo Sovrano, di lì attingesti i torrenti della teologia con cui irrighi tutto il creato.
Stavrotheotokìon.
Stando presso la croce del tuo Signore, o purissima, con il vergine discepolo, udisti il Creatore dire: Donna, ecco tuo figlio e al discepolo: Ecco tua Madre. Con lui tutti ti inneggiamo, Vergine Genitrice di Dio.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 stichi e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono pl. 4. O straordinario prodigio!
Beato e sapientissimo Giovanni, per l’ardente eccesso del tuo amore per Cristo, più di tutti i discepoli fosti amato dal Verbo onniveggente, che giudica con giuste bilance tutta l’ecumène, tu che splendevi di purezza e fulgori di innocenza nel corpo e nella mente, beato in Dio.
Le onde della teologia, appoggiandoti sul petto, attingesti dalla sapienza e irrigasti il mondo, o ottimo Giovanni, disseccando con la conoscenza della Trinità il mare dell’ateismo, divenuto colonna e nube animata che ci guida all’eredità celeste.
Il fiore scelto della verginità, la dimora accogliente le sacre virtù, lo strumento della sapienza, il tempio dello Spirito, la luminosa bocca della grazia, il chiarissimo occhio della Chiesa, il venerabilissimo Giovanni inneggiamo ora con canti spirituali, come ministro di Cristo.
Meraviglioso evangelista, la fonte dei beni, il regno incrollabile, la vita eterna, la gioia indicibile, il gaudio della divina contemplazione, la ricca effusione dei carismi di Cristo, trascendenti l’intelletto e la mente dei mortali, o figlio del tuono, evangelizzando facesti splendere nel mondo.
Gloria. Tono pl. 4.
Evangelista Giovanni, vergine simile agli angeli, teologo ammaestrato da Dio: in modo ortodosso predicasti al mondo l’immacolato fianco che fa scaturire il sangue e l’acqua in cui troviamo la vita eterna per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Accogli, Sovrana, le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni angustia e tribolazione.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 dei canoni.
Kinonikòn. Per tutta la terra è uscita la loro voce e fino ai confini del mondo le loro parole. Alliluia.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
8X
1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
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cultura e formazione
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La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
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L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

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DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













