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Benvenuti nel sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia

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Santo del giorno

San Filippo apostolo, uno dei sette diaconi

Il santo Apostolo Filippo dei Settanta, uno dei sette diaconi, non va confuso con San Filippo, uno dei Dodici Apostoli (14 novembre). Questo Filippo…

ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO

Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027

CALENDARIO
11 Ottobre 2026
Domenica dei Santi Padri del Settimo Concilio Ecumenico
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
MARCO 8,34

PREGHIERE DEL GIORNO

LA PREGHIERA DEL VESPERO
11 Ottobre 2026

Vespro della Domenica dei Padri del 7 Concilio Ecumenico (la prima Domenica fra l’11 e il 17 ottobre)

Domenica dei Padri del 7 Concilio Ecumenico

(La Prima Domenica Tra 11 e 17 ottobre)

Al Vespro.

Dopo il salmo introduttivo recitiamo Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 10 e cantiamo 3 stichirà anastàsima e uno anatolikòn e 6 prosòmia dei santi padri.

Tono pl. 2. Degna di essere ignorata.

I sette concili, che i padri tennero in epoche diverse, il nuovo patriarca Germano riunì in un unico canone, redatto in modo meraviglioso perché venissero conservati tutti i loro dogmi; egli inoltre presenta costoro come intercessori insonni presso il Signore per la salvezza e pastori del gregge.

La lettera della Legge stabilì il rispetto della settimana ai figli degli ebrei, che confidano nell’ombra e le danno culto: voi padri, riunendovi nel settimo concilio per ordine di Dio, che in sei giorni approntò l’universo e benedisse il settimo giorno, l’avete reso ancor più venerabile, stabilendo un canone di fede.

Con i fatti avete pubblicamente trasmesso a tutti, o felicissimi padri, che la Trinità è causa della creazione del mondo: stabilendo infatti con arcano oracolo tre concili più quattro e mostrandovi vindici della dottrina ortodossa, avete mostrato che vi sono quattro elementi e la Trinità li creò e fece il mondo.

Sarebbe bastato che il sommo profeta Eliseo si chinasse una volta sola sul figlio morto di colei che lo assisteva per infondere in lui la vita: eppure sette volte andò avanti e indietro e si curvò su di lui, quasi preannunziando come veggente le vostre riunioni, con cui assegnaste la vita alla morte del Dio Verbo e uccideste Ario e i suoi malati.

Pubblicamente ricuciste insieme la tunica di Cristo divisa e lacerata da cani latranti, o venerabili padri, in nessun modo sopportando di vedere la sua nudità, come Sem e Iafet un tempo la nudità paterna e svergognaste il parricida Ario, che ha lo stesso nome della follia e quanti la pensano come lui.

Dichiarando i seguaci di Macedonio, di Nestorio, di Eutiche, di Dioscuro, di Apollinare, di Sabellio e di Severo lupi feroci in veste di pecore, voi, come veri pastori, li respingeste lontano dal gregge del Salvatore, spogli del vello, mostrando perfettamente la realtà di quegli uomini tre volte miserabili: perciò vi diciamo beati.

Gloria. Dei padri. Tono pl. 2.

Celebriamo oggi le mistiche trombe dello Spirito, i padri teòfori, che cantarono in mezzo alla Chiesa l’armoniosa melodia della teologia, la Trinità una, essenza e divinità immutabile, i distruttori di Ario e difensori degli ortodossi, che sempre pregano il Signore d’aver pietà delle nostre anime.

E ora. Theotokìon, il primo del tono.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura del libro della Genesi (14,14-20).

Quando Abram seppe che Lot suo nipote era stato fatto prigioniero, fece il conto dei servi che gli erano nati in casa, trecentodiciotto e si diede all’inseguimento sino a Dan. Piombò su di loro di notte, lui e i servi che erano con lui, li batté e li inseguì sino a Coba, che è a sinistra di Damasco. Ricuperò così tutta la cavalleria di Sodoma, ricuperò Lot suo nipote, tutte le sue cose, le donne e il popolo. Quando Abram fu di ritorno, dopo la disfatta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma uscì incontro ad Abram nella Valle di Save, cioè la Valle dei re. E Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino; egli era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram e disse: Benedetto Abram dal Dio altissimo che ha fatto il cielo e la terra. E benedetto il Dio altissimo che ti ha dato in mano i tuoi nemici.

Lettura dal Deuteronomio (1,8-11.15-17).

Disse Mosè ai figli d’Israele: Ecco, vi ho messo davanti la terra: entrate ed ereditate la terra che il Signore ha giurato ai vostri padri, ad Abramo, Isacco e Giacobbe, di dare a loro e alla loro discendenza dopo di loro. In quel tempo io vi ho parlato e ho detto: Non posso portarvi da solo; il Signore nostro Dio vi ha moltiplicati, ed ecco siete oggi numerosi come le stelle del cielo. Il Signore Dio dei nostri padri vi accresca mille volte più di quanto siete e vi benedica come vi ha detto. Allora presi da voi uomini sapienti, capaci e intelligenti e li posi alla vostra testa: capi di migliaia, di centinaia, di cinquantine, di decine e scribi per i vostri giudici. E diedi quest’ordine ai vostri giudici in quel tempo: Ascoltate le cause dei vostri fratelli e giudicate con giustizia tra ciascuno e il proprio fratello o lo straniero che sta presso di lui. Non farai eccezione di persone in giudizio: giudicherai tanto il piccolo quanto il grande. Non ti ritrarrai davanti a nessuno, perché il giudizio è di Dio.

Lettura dal Deuteronomio (10,14-21).

Disse Mosè ai figli d’Israele: Ecco, del Signore tuo Dio è il cielo e il cielo del cielo, la terra e tutto ciò che è in essa. Eppure il Signore ha scelto i vostri padri per amarli e ha eletto la loro discendenza dopo di loro, proprio voi, al di sopra di tutte le nazioni, come è quest’oggi. Circoncidete dunque il vostro cuore duro e non continuate a indurire il vostro collo. Il vostro Dio, infatti, è il Dio degli dèi e Signore dei signori: Dio grande, forte e tremendo che non fa eccezione di persone e non accetta regali, ma fa giustizia al forestiero, all’orfano e alla vedova e ama il forestiero e gli dà pane e vestito. E voi amerete il forestiero, perché siete stati forestieri in terra d’Egitto. Temerai il Signore tuo Dio e a lui solo renderai culto, a lui aderirai e nel suo nome giurerai. Egli è il tuo vanto, egli è il tuo Dio che ha fatto per te queste cose grandi e gloriose che i tuoi occhi hanno visto.

Alla Litì. Gloria. Tono 3.

Diveniste precisi custodi delle tradizioni apostoliche, santi padri: in modo ortodosso dogmatizzaste consustanziale la Trinità; riuniti in concilio, respingeste la bestemmia di Ario, rifiutaste Macedonio, nemico dello Spirito, condannaste Nestorio, Eutichio, Dioscuro, Sabellio e Severo l’acefalo. Vi preghiamo di chiedere che, salvati dai loro errori, custodiamo pura la nostra vita nella fede.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, protettrice di tutti quelli che ti pregano, tu ci doni coraggio e fierezza, in te poniamo la nostra speranza: intercedi presso il tuo Figlio per i tuoi servi inutili.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono 4.

Festeggiamo oggi con pia fede, folle ortodosse, l’annuale memoria dei padri teòfori, riuniti da tutta la terra nell’illustre città di Nicea. Essi infatti con religioso sentire distrussero l’empia dottrina del funesto Ario e sinodalmente lo espulsero dalla Chiesa universale; a tutti chiaramente insegnarono a confessare il Figlio di Dio a lui consustanziale e coeterno, vivente prima dei secoli, stabilendo ciò con pietà e rigore nel simbolo della fede. Anche noi dunque, seguendo i loro dogmi, con salda fede diamo culto al Figlio e al santissimo Spirito con il Padre, Trinità consustanziale nell’unica Divinità.

E ora. Theotokìon.

Acconsenti alle preghiere dei tuoi servi, o purissima e arresta l’insorgere delle avversità, liberaci da ogni tribolazione: sei tu infatti la nostra sola àncora certa e sicura e noi godiamo della tua protezione; non rimandarci confusi, o Sovrana, quando ti invo-chiamo; affréttati a supplicare per quelli che ti gridano con fede: Salve, Sovrana, soccorso di tutti, gioia, protezione e salvezza delle nostre anime.

Apolytìkion anastàsimo.

Gloria. Dei padri. Tono pl. 4.

Gloriosissimo sei tu, Cristo nostro Dio, che hai stabilito come astri sulla terra i nostri padri e per loro ci hai guidati tutti alla vera fede; misericordiosissimo, gloria a te.

E ora. Theotokìon. Tono pl. 4.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, la tua filantropia: accogli, mentre intercede per noi, la Madre di Dio che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
11 Ottobre 2026

Mattutino del 11 Ottobre- Memoria del santo apostolo Filippo, uno dei sette diaconi e del beato nostro padre Teofane il confessore, vescovo di Nicea, poeta e sfregiato

11 Ottobre

Memoria del santo apostolo Filippo, uno dei sette diaconi e del beato nostro padre Teofane il confessore, vescovo di Nicea, poeta e sfregiato.

Al Mattutino.

Apolytìkion dell’apostolo. Tono 3.

Santo apostolo Filippo, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.

Del santo. Tono pl. 4.

Guida d’ortodossia, maestro di pietà e decoro, illuminatore dell’ecumene, ornamento dei sommi sacerdoti divinamente ispirato, sapiente Teofane, con le tue dottrine tutti illuminasti, o lira dello Spirito; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

Dopo la solita sticologìa, si leggono i canoni, uno dall’Oktoichos e questi due dei santi.

Canone dell’apostolo. Acrostico: Canto la fama dell’apostolo Filippo. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.

Illuminato dai chiarissimi raggi di Cristo, per comunione con la divinità, glorioso Filippo, apparisti seconda luce, illuminando santamente i credenti.

Il Verbo tutto trascendente, tutto consustanziale a noi, santamente ti rivelò suo sacro discepolo, che libera dalle tenebre dell’empietà le nazioni.

Con l’imposizione delle mani dei sacri discepoli, fosti scelto come sacro diacono con Stefano e gli altri, sapientissimo Filippo, essendo pieno di Spirito divino.

Theotokìon. Tu, pura Madre di Dio, fosti causa dell’incarnazione di colui che dal nulla creò ogni cosa; perciò, com’è giusto, noi fedeli ti diciamo beata.

Canone del beato. Stesso tono e Irmòs.

Con la tua intercessione, gerarca di Cristo, disperdi le tenebre del mio spirito, perché celebri, glorioso padre Teofane, la tua festa luminosa.

Nella tua anima rifulgente luce divina, Teofane, bruciasti i piaceri delle passioni nel fuoco della temperanza, gridando: Cantiamo un inno a Cristo.

Partito da Sion, sapiente padre, apparisti al mondo brace che consuma i rovi delle eresie con il fuoco acceso nella tua anima dallo Spirito di Dio.

Theotokìon. Con i fulgenti raggi di tuo Figlio, Madre di Dio, illumina la mia anima oscurata e placa, Signora nostra, la corrente delle mie passioni con la tua divina mediazione.

Dell’apostolo. Ode 3. Non c’è santo.

Quanti erano nelle tenebre dell’ignoranza, rendesti figli della luce, o beato, narrando in modo sublime come un cielo, con segni tremendi, la gloria del Verbo.

Annunziando Cristo come stella sorta dalla tribù di Giuda, o beato, con la luce della grazia rivelasti colui che Mosè e i profeti un tempo predissero.

Con le tue parole stillanti miele, apostolo Filippo, persuadesti quanti l’ignoranza aveva respinto lontano da Dio a fuggire il veleno che uccide le anime, per ricevere la grazia e la salvezza.

Theotokìon. Come mistico candelabro, o Fanciulla, recasti il cero che con suprema bontà illuminò quanti la notte dell’ignoranza un tempo tratteneva.

Del beato. Uguale.

Balenando divini lampi fulgenti, o beatissimo, fugasti la tenebra dell’eresia, cantando a Cristo vivificante: Santo sei tu, Signore.

Essendo colmo, o sapiente, di divino Spirito, ti rivelasti riccamente dispensatore della dolcezza della pietà, con verbo vivo, per i cuori degli ascoltatori.

Scalando il monte delle virtù divine, santo gerarca e penetrando nella nube, ti unisti a Dio e sulle tavole del tuo cuore ricevesti la grazia come legge.

Theotokìon. Ecco la scala che un tempo Giacobbe vide innalzata sulla terra e su cui Dio si appoggiò, la pura e luminosa Madre di Dio, apparsa sempre vergine.

Irmòs. Non c’è santo come te, Signore, mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Kontàkion dell’apostolo.

Tono 4. Sei apparso oggi.

Divenuto imitatore del Maestro, per lui, o apostolo, servivi fedelmente alle necessità dei suoi santi; perciò tutti noi fedeli tutti, ti diciamo beato.

Ikos.

Udendo le parole salvifiche e vivificanti di Cristo e vedendone le opere meravigliose, per esse fosti illuminato con la luce della verità e avendo creduto in lui con gioia, o beato, con prontezza portasti anche agli altri l’annuncio, gridando: È apparsa la salvezza dei mortali; è sorto il sole di giustizia. Sei così divenuto per tantissimi, o sapiente, lume e fiaccola per la conoscenza di lui e per la fede divina e luce di quanti sono nelle tenebre: perciò tutti noi fedeli ti diciamo beato.

Kàthisma dell’apostolo.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Rivelandoti flagello dei demòni e apparendo luminare degli ottenebrati, mostrasti il Sole rifulgente dalla Vergine e distruggendo i templi degli idoli, o beato, edificasti Chiese a gloria del nostro Dio; perciò ti onoriamo e celebriamo solennemente la tua divina memoria e a te gridiamo insieme: apostolo Filippo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. Del beato.

Rallegrando le orecchie dei fedeli con il verbo della grazia e le tue dottrine, sconfiggesti, o illustrissimo, il tiranno e terminando bene la corsa della fede, fosti degno infine della gloria dei martiri; perciò giustamente onoriamo la tua santa memoria glorificando il Salvatore, illustre teoforo Teofane; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e reggesti tra le braccia colui che sostiene l’universo e che tutti nutre, l’Artefice del creato; perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe per il giorno in cui dovrò presentarmi al cospetto del mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o inneggiatissima.

Stavrotheotokìon.

La Vergine, la Madre di Gesù, vedendo il Creatore sulla croce, gemette piangendo e amaramente lacerandosi il viso e percuotendosi il petto a lui gridava amaramente: Ahimè, Figlio mio, perché soffri la tua passione, i chiodi, la lancia, l’ingiusta morte? Risuscita presto, affinché ti veda, Figlio divino e cessino la mia pena e i lamenti e ottengano remissione delle colpe quanti inneggiano alla tua passione.

Dell’apostolo. Ode 4. Cristo, mia forza.

Simon Mago vedendoti compiere prodigi e segni stupefacenti per ipocrisia si fece battezzare, ma non avendo rifuggito il male, o Filippo, fu consegnato alla perdizione.

Vedendoti compiere numerosi prodigi, o Filippo, araldo di Cristo, gli abitanti della Samaria ricevettero con gioia la conoscenza luminosa di Dio.

Va’, Filippo, ti disse l’angelo del Signore che guidava il cammino del pio Etiope, affinché egli possa conoscere la via del Verbo che assunse il nostro corpo.

Il sacratissimo Etiope, ascoltando le tue spiegazioni, o Filippo, ricevette il battesimo dalla tua mano e apparendo pieno di Spirito, si fece divino predicatore.

Theotokìon. Tuo Figlio, Vergine pura, rese figli di Dio noi figli dell’uomo, quando dalle tue caste viscere prese un corpo e fu partorito; perciò ti glorifichiamo.

Del beato. Uguale.

Purificato dall’ascesi, sapientissimo padre Teofane, fosti tutto riempito di luce e pienamente reso abitazione di Dio e partecipe del santo Spirito.

Sfinito dalla fame, esiliato in condizioni terribili, con pazienza sopportasti le prove come un martire, beato Teofane, esultando con cuore puro nel Signore.

Illustre padre, rilucente nello splendore delle tue imprese, fosti per il nostro Dio come una spada affilata, che fece a pezzi le eresie con la forza dello Spirito.

Theotokìon. Divenisti il candelabro splendente, la mensa del pane di vita, la dimora del nostro Dio, l’arca santa, la verga che fiorì Cristo nel mondo, o Vergine e Madre.

Dell’apostolo.

Ode 5. Col tuo divino fulgore.

Senza temere il furore degli empi, beato Filippo, davvero procedevi come un agnello in mezzo ai lupi, convertendoli alla pietà col verbo della grazia.

Come predisse il profeta Isaia, come agnello l’Emmanuele fu condotto all’immolazione: ciò che il pio Etiope non poteva capire, l’apprese da te, Filippo.

In te riconosciamo, o Filippo, l’oratore sacro, il discepolo, uno dei sette diaconi eletti, il divino fondamento della Chiesa, la fiaccola di tutti quelli che nelle tenebre attendevano la luce.

Theotokìon. Noi che davvero ti riconosciamo Madre di Dio, o Vergine, siamo liberati dalle prove e dalla sventura per la tua intercessione presso il Signore e Dio di tutti, o piena di grazia.

Del beato. Uguale.

Con i raggi del tuo splendore dissolvi, o padre e gerarca, la tenebrosa oscurità degli eretici, rischiarando i confini del mondo con la luce della divina conoscenza, per mezzo dei tuoi insegnamenti.

Gli aiutanti degli empi ti ferirono con colpi terribili, ammirabile confessore, scortato dagli angeli come gerarca e martire di Cristo nostro Dio.

Eri guida luminosa delle pecore erranti, timone dei naufraghi, o padre Teofane, fermo appoggio dei fedeli vacillanti, loro invincibile baluardo.

Theotokìon. Sei tu, Vergine Madre di Dio, la bellezza di Giacobbe che Dio amò e scelse come dimora, gloria dei mortali e rifugio dei peccatori.

Dell’apostolo. Ode 6. Vedendo il mare.

Colmo dei flutti dello Spirito, scorri come fiume dell’Eden diffondendo le tue onde calme sulla faccia della terra irrigando i cuori, o ammirabile.

Apristi la tua bocca, o discepolo e fosti riempito d’intelligenza dallo Spirito; quindi, aprendo le fauci del malvagio, ne hai fatto uscire un’innumerevole moltitudine salvandola.

La potenza del nemico invisibile fu rovesciata e del tutto annientata, quando con la forza dello Spirito predicasti Cristo crocifisso, chiamando a lui le genti, o Filippo.

Theotokìon. Superando le leggi di natura, o Bontà suprema, la tua santa Madre generò Cristo, autore della natura e oltre natura restò davvero vergine intatta.

Del beato. Uguale.

Essendo come sole dai bagliori divini, beatissimo gerarca di Cristo, irraggiasti cantando le pene dei martiri, le torture che subirono, le loro passioni, le loro lotte prodigiose.

Celebrando semplicemente la purissima Sovrana, la tua bocca, Teofane, fece zampillare cantici radiosi, rallegrando i cuori dei sapienti e gli ordini dei fedeli.

Sulla tua fronte venerabile, sul tuo nobile viso, i tiranni incisero le loro scritte, ma tu cancellasti i loro sacrileghi decreti predicando il culto dovuto all’icona di Cristo.

Theotokìon. Per natura infinito, Dio tutto sostiene e regge con la sua volontà ed è portato tra le tue braccia, Vergine purissima, nei limiti di un corpo.

Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Kontàkion del beato. Tono 4. Sei apparso oggi.

Sei sorto per la Chiesa, o santo, come un secondo sole, perché la illumini con i bagliori delle tue dottrine, o Teofane, come sacerdote di Cristo nostro Dio.

Sinassario.

L’11 di questo mese memoria del santo apostolo Filippo, uno dei sette diaconi.

Stichi. Per tutto ciò che come diacono facesti sulla terra, nei cieli ricevi, Filippo, il tuo salario. Undicesimo fu, non l’ora, ma il giorno del mese, quando in cielo, o ministro, ricevesti il pegno.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Teofane il confessore, fratello di san Teodoro il marchiato.

Stichi. Marchiato quaggiù sulla fronte, morendo, o Teofane, nel cielo vedi scritto il tuo nome.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Zinaìdo e Filonilla, fratelli di sangue.

Stichi. Zinaìdo e Filonilla, amici della pace, si addormentarono nella quiete.

Lo stesso giorno memoria dei santi patriarchi di Costantinopoli Nettario, Arsakio e Sissinio.

Stichi. Nettario, alla mensa eterna beve, o Verbo di Dio, il vero nettare, non quello delle fiabe. Arsakio sulla terra glorificò te, o Cristo e tu in cielo l’associasti alla tua gloria. Il suo spirito incorrotto rese Sissinio, sfuggendo alle trappole dei demòni.

Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Dell’apostolo. Ode 7. Tutta rugiadosa.

Ti lanciò, o Filippo, l’Altissimo come un cavallo per sconvolgere con i tuoi piedi l’oceano dei pagani, spezzare la testa dei nemici e cantare a lui melodiosamente: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.

Svelando il mistero nascosto dai secoli, o sapiente Filippo, interprete delle Scritture misteriose, iniziavi popoli e nazioni, purificandoli dai misteri pagani.

Eri l’astro glorioso, l’ornamento di Tralle, sublime Filippo e là riposa il tuo corpo, operando stupendi prodigi per illuminare quanti piamente ti dicono beato.

Theotokìon. Noi che giorno e notte per te siamo salvati dall’assalto funesto dei nemici, delle tentazioni, che contaminano l’anima, o Maria, sposa divina, invochiamo te, Vergine che portasti il nostro Dio, noi.

Del beato. I fanciulli a Babilonia.

Dispensando fedelmente il verbo di verità, sopportavi, o Teofane, la prova del flagello, l’amarezza dell’esilio e ogni crudeltà, gridando: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.

I rivoli dei tuoi discorsi stillanti miele, Teofane, colmarono di divina letizia le anime dei fedeli, che con inni sacri inneggiano al Dio dei nostri padri.

Terminata bene la tua corsa, Teofane, ascendesti negli eccelsi e là canti con gli angeli a Cristo: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.

Theotokìon. Grande il mistero in te compiuto, Vergine Madre: apparve dimorante nel tuo grembo il Figlio di Dio al quale noi terrestri cantiamo: O Dio dei nostri padri.

Dell’apostolo. Ode 8. Dalla fiamma.

Utilizzando il Verbo divino come sale, o beato, purificasti la putredine dell’errore e sanasti i cuori, perché adorino e glorifichino Cristo nei secoli.

Con il tuo verbo si rinsaldò il passo degli zoppi e dai posseduti uscirono con alte grida spiriti impuri, non sopportando la grazia che Dio ti aveva dato.

Quanti un tempo abitavano la Samaria, vedendoti compiere molti prodigi con la potenza dello Spirito, fonte dei carismi divini, ricevettero da te, Filippo, la grazia illuminante.

Theotokìon. Rinsalda la mia anima sconvolta dalla malvagità, ti prego, pura Vergine, tu che accogliesti senza esserne scossa colui che con il suo sguardo divino fa tremare l’universo.

Del beato. Per obbedire alla legge.

Portando davvero la giustissima legge della verità dei padri, disprezzasti, o beatissimo, l’ordine insensatissimo dell’imperatore che distruggeva, vietando, o padre, di baciare piamente l’immagine del Signore, quella che prese apparendo nel mondo da una Vergine colui che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Intelletto divino, lira armoniosa del santissimo Spirito, cantore dalla bella voce, vertice dei fedeli, colonna e fondamento dell’ortodossia, sostegno della Chiesa, vanto dei monaci, gloria dei padri ti rivelasti, sapiente Teofane cantando Cristo nei secoli.

Fosti veramente miroteca del santo Spirito: con il profumo esalante dai tuoi sapienti insegnamenti, debellasti la cancrena dell’errore e nella santa Chiesa diffondesti le tue parole come profumo, senza sosta con i tuoi inni cantando: Ti esaltiamo, o Cristo, nei secoli.

Theotokìon. Veramente, o Vergine, sei il monte fertile di Dio, che il progenitore Davide un tempo predicendo cantò e da cui fu tagliato come pietra angolare il Cristo, che distrusse tutta la potenza degli idoli e noi senza sosta lo inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Irmòs. Per obbedire alla legge dei loro padri, i nobili fanciulli affrontarono la morte e disprezzarono l’ordine insensato del re di Babilonia; insieme, nel fuoco che non poteva consumarli, cantarono degnamente la lode dell’Onnipotente: Opere tutte del Signore, cantate al Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Dell’apostolo.

Ode 9. Impossibile agli uomini.

Contemplando ora ciò che un tempo speravi e ricevuto l’incrollabile regno di Dio, oggetto del tuo insegnamento, o Filippo, divino predicatore, danza e giubila, gustando presso Dio la luce e la gioia.

Come luce, come astro, come immenso sole, percorresti con i tuoi raggi luminosi tutta la terra, o beato, annunziando il messaggio divino; poi, giunto a Tralle in Asia, ne divenisti pastore e vi trovasti riposo.

Tu, Filippo, cielo stellato splendente di luce divina, ammirabile apostolo di Cristo, annunzi a tutti, vicini e lontani, la croce, la morte e la risurrezione del Redentore.

La terra copre il tuo corpo vittorioso nelle lotte, che diffonde la luce delle guarigioni e il cielo con gioia accoglie il tuo spirito tra gli apostoli; con essi, o Filippo, ricordati di chi celebra la tua santa memoria.

Theotokìon. Ogni spirito ti rivolge con gioia l’inno di ringraziamento dicendo: Salve, Vergine pura, trono ardente dell’Altissimo; salve, spaziosa dimora di Dio; salve, corona magnifica dei divini apostoli.

Del beato. Ogni lingua esita.

Non sopportando di vederti lottare per la Chiesa di Cristo, o Teofane, il nemico accrebbe le tue prove, ma con coraggio rimanesti inflessibile, opponendoti agli imperatori empi che conducesti a venerare l’icona di Cristo.

Hai ricevuto la meritata ricompensa per le tue lotte e ora, incoronato nei cieli, padre Teofane, beato gerarca, esulti con gli angeli, là dove si trovano i cori dei patriarchi, dei profeti, degli apostoli divini, la folla dei martiri e l’assemblea dei confessori.

Pregando Dio, non dimenticare, chi celebra oggi la tua augusta festa; liberaci da ogni minaccia e misfatto perpetrato contro di noi dagli avversari; salvaci dall’afflizione e liberaci dalla sventura, padre Teofane, beato gerarca.

Theotokìon. Protettrice fedele dei cristiani, da’ loro vittoria sul nemico, Vergine Madre di Dio, pura, senza macchia, gloriosa e benedetta; proteggici da ogni male perché celebriamo tuo Figlio e degnamente ti magnifichiamo.

Irmòs. Ogni lingua esita a pronunciare le tue lodi e lo spirito più celeste è preso dalla vertigine nel cantarti; ma tu, Madre di Dio, nella tua bontà accetta l’omaggio della nostra fede e lo slancio del nostro amore che sale a te; poiché tu sei la protettrice del popolo cristiano e noi ti magnifichiamo.

Exapostilàrion. Con i discepoli conveniamo.

Raddrizzando i sentieri, l’eunuco di Candace sul carro, nel leggere il libro di Isaia restava tuttavia perplesso; Filippo lo raggiunse e per opera del divino Spirito lo introdusse alla soluzione dei suoi dubbi e dopo averlo battezzato, lo inviò come predicatore della divinità di Gesù a tutta l’Etiopia.

Un altro exapostilarion, del santo e della Madre di Dio insieme.

Stando ora davanti al trono di Cristo, o gerarca, con la Madre di Dio, la Vergine purissima, non smettere di implorare dal Benefattore vittoria contro i barbari per il principe portatore della croce, pace per il mondo e salvezza dell’anima, o sapientissimo, per chi festeggia la tua memoria, o Teofane.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

LA PREGHIERA DEL VESPERO
11 Ottobre 2026

Vespro della Domenica dei Padri del 7 Concilio Ecumenico (la prima Domenica fra l’11 e il 17 ottobre)

Domenica dei Padri del 7 Concilio Ecumenico

(La Prima Domenica Tra 11 e 17 ottobre)

Al Vespro.

Dopo il salmo introduttivo recitiamo Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 10 e cantiamo 3 stichirà anastàsima e uno anatolikòn e 6 prosòmia dei santi padri.

Tono pl. 2. Degna di essere ignorata.

I sette concili, che i padri tennero in epoche diverse, il nuovo patriarca Germano riunì in un unico canone, redatto in modo meraviglioso perché venissero conservati tutti i loro dogmi; egli inoltre presenta costoro come intercessori insonni presso il Signore per la salvezza e pastori del gregge.

La lettera della Legge stabilì il rispetto della settimana ai figli degli ebrei, che confidano nell’ombra e le danno culto: voi padri, riunendovi nel settimo concilio per ordine di Dio, che in sei giorni approntò l’universo e benedisse il settimo giorno, l’avete reso ancor più venerabile, stabilendo un canone di fede.

Con i fatti avete pubblicamente trasmesso a tutti, o felicissimi padri, che la Trinità è causa della creazione del mondo: stabilendo infatti con arcano oracolo tre concili più quattro e mostrandovi vindici della dottrina ortodossa, avete mostrato che vi sono quattro elementi e la Trinità li creò e fece il mondo.

Sarebbe bastato che il sommo profeta Eliseo si chinasse una volta sola sul figlio morto di colei che lo assisteva per infondere in lui la vita: eppure sette volte andò avanti e indietro e si curvò su di lui, quasi preannunziando come veggente le vostre riunioni, con cui assegnaste la vita alla morte del Dio Verbo e uccideste Ario e i suoi malati.

Pubblicamente ricuciste insieme la tunica di Cristo divisa e lacerata da cani latranti, o venerabili padri, in nessun modo sopportando di vedere la sua nudità, come Sem e Iafet un tempo la nudità paterna e svergognaste il parricida Ario, che ha lo stesso nome della follia e quanti la pensano come lui.

Dichiarando i seguaci di Macedonio, di Nestorio, di Eutiche, di Dioscuro, di Apollinare, di Sabellio e di Severo lupi feroci in veste di pecore, voi, come veri pastori, li respingeste lontano dal gregge del Salvatore, spogli del vello, mostrando perfettamente la realtà di quegli uomini tre volte miserabili: perciò vi diciamo beati.

Gloria. Dei padri. Tono pl. 2.

Celebriamo oggi le mistiche trombe dello Spirito, i padri teòfori, che cantarono in mezzo alla Chiesa l’armoniosa melodia della teologia, la Trinità una, essenza e divinità immutabile, i distruttori di Ario e difensori degli ortodossi, che sempre pregano il Signore d’aver pietà delle nostre anime.

E ora. Theotokìon, il primo del tono.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura del libro della Genesi (14,14-20).

Quando Abram seppe che Lot suo nipote era stato fatto prigioniero, fece il conto dei servi che gli erano nati in casa, trecentodiciotto e si diede all’inseguimento sino a Dan. Piombò su di loro di notte, lui e i servi che erano con lui, li batté e li inseguì sino a Coba, che è a sinistra di Damasco. Ricuperò così tutta la cavalleria di Sodoma, ricuperò Lot suo nipote, tutte le sue cose, le donne e il popolo. Quando Abram fu di ritorno, dopo la disfatta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma uscì incontro ad Abram nella Valle di Save, cioè la Valle dei re. E Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino; egli era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram e disse: Benedetto Abram dal Dio altissimo che ha fatto il cielo e la terra. E benedetto il Dio altissimo che ti ha dato in mano i tuoi nemici.

Lettura dal Deuteronomio (1,8-11.15-17).

Disse Mosè ai figli d’Israele: Ecco, vi ho messo davanti la terra: entrate ed ereditate la terra che il Signore ha giurato ai vostri padri, ad Abramo, Isacco e Giacobbe, di dare a loro e alla loro discendenza dopo di loro. In quel tempo io vi ho parlato e ho detto: Non posso portarvi da solo; il Signore nostro Dio vi ha moltiplicati, ed ecco siete oggi numerosi come le stelle del cielo. Il Signore Dio dei nostri padri vi accresca mille volte più di quanto siete e vi benedica come vi ha detto. Allora presi da voi uomini sapienti, capaci e intelligenti e li posi alla vostra testa: capi di migliaia, di centinaia, di cinquantine, di decine e scribi per i vostri giudici. E diedi quest’ordine ai vostri giudici in quel tempo: Ascoltate le cause dei vostri fratelli e giudicate con giustizia tra ciascuno e il proprio fratello o lo straniero che sta presso di lui. Non farai eccezione di persone in giudizio: giudicherai tanto il piccolo quanto il grande. Non ti ritrarrai davanti a nessuno, perché il giudizio è di Dio.

Lettura dal Deuteronomio (10,14-21).

Disse Mosè ai figli d’Israele: Ecco, del Signore tuo Dio è il cielo e il cielo del cielo, la terra e tutto ciò che è in essa. Eppure il Signore ha scelto i vostri padri per amarli e ha eletto la loro discendenza dopo di loro, proprio voi, al di sopra di tutte le nazioni, come è quest’oggi. Circoncidete dunque il vostro cuore duro e non continuate a indurire il vostro collo. Il vostro Dio, infatti, è il Dio degli dèi e Signore dei signori: Dio grande, forte e tremendo che non fa eccezione di persone e non accetta regali, ma fa giustizia al forestiero, all’orfano e alla vedova e ama il forestiero e gli dà pane e vestito. E voi amerete il forestiero, perché siete stati forestieri in terra d’Egitto. Temerai il Signore tuo Dio e a lui solo renderai culto, a lui aderirai e nel suo nome giurerai. Egli è il tuo vanto, egli è il tuo Dio che ha fatto per te queste cose grandi e gloriose che i tuoi occhi hanno visto.

Alla Litì. Gloria. Tono 3.

Diveniste precisi custodi delle tradizioni apostoliche, santi padri: in modo ortodosso dogmatizzaste consustanziale la Trinità; riuniti in concilio, respingeste la bestemmia di Ario, rifiutaste Macedonio, nemico dello Spirito, condannaste Nestorio, Eutichio, Dioscuro, Sabellio e Severo l’acefalo. Vi preghiamo di chiedere che, salvati dai loro errori, custodiamo pura la nostra vita nella fede.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, protettrice di tutti quelli che ti pregano, tu ci doni coraggio e fierezza, in te poniamo la nostra speranza: intercedi presso il tuo Figlio per i tuoi servi inutili.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono 4.

Festeggiamo oggi con pia fede, folle ortodosse, l’annuale memoria dei padri teòfori, riuniti da tutta la terra nell’illustre città di Nicea. Essi infatti con religioso sentire distrussero l’empia dottrina del funesto Ario e sinodalmente lo espulsero dalla Chiesa universale; a tutti chiaramente insegnarono a confessare il Figlio di Dio a lui consustanziale e coeterno, vivente prima dei secoli, stabilendo ciò con pietà e rigore nel simbolo della fede. Anche noi dunque, seguendo i loro dogmi, con salda fede diamo culto al Figlio e al santissimo Spirito con il Padre, Trinità consustanziale nell’unica Divinità.

E ora. Theotokìon.

Acconsenti alle preghiere dei tuoi servi, o purissima e arresta l’insorgere delle avversità, liberaci da ogni tribolazione: sei tu infatti la nostra sola àncora certa e sicura e noi godiamo della tua protezione; non rimandarci confusi, o Sovrana, quando ti invo-chiamo; affréttati a supplicare per quelli che ti gridano con fede: Salve, Sovrana, soccorso di tutti, gioia, protezione e salvezza delle nostre anime.

Apolytìkion anastàsimo.

Gloria. Dei padri. Tono pl. 4.

Gloriosissimo sei tu, Cristo nostro Dio, che hai stabilito come astri sulla terra i nostri padri e per loro ci hai guidati tutti alla vera fede; misericordiosissimo, gloria a te.

E ora. Theotokìon. Tono pl. 4.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, la tua filantropia: accogli, mentre intercede per noi, la Madre di Dio che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
11 Ottobre 2026

Mattutino del 11 Ottobre- Memoria del santo apostolo Filippo, uno dei sette diaconi e del beato nostro padre Teofane il confessore, vescovo di Nicea, poeta e sfregiato

11 Ottobre

Memoria del santo apostolo Filippo, uno dei sette diaconi e del beato nostro padre Teofane il confessore, vescovo di Nicea, poeta e sfregiato.

Al Mattutino.

Apolytìkion dell’apostolo. Tono 3.

Santo apostolo Filippo, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.

Del santo. Tono pl. 4.

Guida d’ortodossia, maestro di pietà e decoro, illuminatore dell’ecumene, ornamento dei sommi sacerdoti divinamente ispirato, sapiente Teofane, con le tue dottrine tutti illuminasti, o lira dello Spirito; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

Dopo la solita sticologìa, si leggono i canoni, uno dall’Oktoichos e questi due dei santi.

Canone dell’apostolo. Acrostico: Canto la fama dell’apostolo Filippo. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.

Illuminato dai chiarissimi raggi di Cristo, per comunione con la divinità, glorioso Filippo, apparisti seconda luce, illuminando santamente i credenti.

Il Verbo tutto trascendente, tutto consustanziale a noi, santamente ti rivelò suo sacro discepolo, che libera dalle tenebre dell’empietà le nazioni.

Con l’imposizione delle mani dei sacri discepoli, fosti scelto come sacro diacono con Stefano e gli altri, sapientissimo Filippo, essendo pieno di Spirito divino.

Theotokìon. Tu, pura Madre di Dio, fosti causa dell’incarnazione di colui che dal nulla creò ogni cosa; perciò, com’è giusto, noi fedeli ti diciamo beata.

Canone del beato. Stesso tono e Irmòs.

Con la tua intercessione, gerarca di Cristo, disperdi le tenebre del mio spirito, perché celebri, glorioso padre Teofane, la tua festa luminosa.

Nella tua anima rifulgente luce divina, Teofane, bruciasti i piaceri delle passioni nel fuoco della temperanza, gridando: Cantiamo un inno a Cristo.

Partito da Sion, sapiente padre, apparisti al mondo brace che consuma i rovi delle eresie con il fuoco acceso nella tua anima dallo Spirito di Dio.

Theotokìon. Con i fulgenti raggi di tuo Figlio, Madre di Dio, illumina la mia anima oscurata e placa, Signora nostra, la corrente delle mie passioni con la tua divina mediazione.

Dell’apostolo. Ode 3. Non c’è santo.

Quanti erano nelle tenebre dell’ignoranza, rendesti figli della luce, o beato, narrando in modo sublime come un cielo, con segni tremendi, la gloria del Verbo.

Annunziando Cristo come stella sorta dalla tribù di Giuda, o beato, con la luce della grazia rivelasti colui che Mosè e i profeti un tempo predissero.

Con le tue parole stillanti miele, apostolo Filippo, persuadesti quanti l’ignoranza aveva respinto lontano da Dio a fuggire il veleno che uccide le anime, per ricevere la grazia e la salvezza.

Theotokìon. Come mistico candelabro, o Fanciulla, recasti il cero che con suprema bontà illuminò quanti la notte dell’ignoranza un tempo tratteneva.

Del beato. Uguale.

Balenando divini lampi fulgenti, o beatissimo, fugasti la tenebra dell’eresia, cantando a Cristo vivificante: Santo sei tu, Signore.

Essendo colmo, o sapiente, di divino Spirito, ti rivelasti riccamente dispensatore della dolcezza della pietà, con verbo vivo, per i cuori degli ascoltatori.

Scalando il monte delle virtù divine, santo gerarca e penetrando nella nube, ti unisti a Dio e sulle tavole del tuo cuore ricevesti la grazia come legge.

Theotokìon. Ecco la scala che un tempo Giacobbe vide innalzata sulla terra e su cui Dio si appoggiò, la pura e luminosa Madre di Dio, apparsa sempre vergine.

Irmòs. Non c’è santo come te, Signore, mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Kontàkion dell’apostolo.

Tono 4. Sei apparso oggi.

Divenuto imitatore del Maestro, per lui, o apostolo, servivi fedelmente alle necessità dei suoi santi; perciò tutti noi fedeli tutti, ti diciamo beato.

Ikos.

Udendo le parole salvifiche e vivificanti di Cristo e vedendone le opere meravigliose, per esse fosti illuminato con la luce della verità e avendo creduto in lui con gioia, o beato, con prontezza portasti anche agli altri l’annuncio, gridando: È apparsa la salvezza dei mortali; è sorto il sole di giustizia. Sei così divenuto per tantissimi, o sapiente, lume e fiaccola per la conoscenza di lui e per la fede divina e luce di quanti sono nelle tenebre: perciò tutti noi fedeli ti diciamo beato.

Kàthisma dell’apostolo.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Rivelandoti flagello dei demòni e apparendo luminare degli ottenebrati, mostrasti il Sole rifulgente dalla Vergine e distruggendo i templi degli idoli, o beato, edificasti Chiese a gloria del nostro Dio; perciò ti onoriamo e celebriamo solennemente la tua divina memoria e a te gridiamo insieme: apostolo Filippo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. Del beato.

Rallegrando le orecchie dei fedeli con il verbo della grazia e le tue dottrine, sconfiggesti, o illustrissimo, il tiranno e terminando bene la corsa della fede, fosti degno infine della gloria dei martiri; perciò giustamente onoriamo la tua santa memoria glorificando il Salvatore, illustre teoforo Teofane; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e reggesti tra le braccia colui che sostiene l’universo e che tutti nutre, l’Artefice del creato; perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe per il giorno in cui dovrò presentarmi al cospetto del mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o inneggiatissima.

Stavrotheotokìon.

La Vergine, la Madre di Gesù, vedendo il Creatore sulla croce, gemette piangendo e amaramente lacerandosi il viso e percuotendosi il petto a lui gridava amaramente: Ahimè, Figlio mio, perché soffri la tua passione, i chiodi, la lancia, l’ingiusta morte? Risuscita presto, affinché ti veda, Figlio divino e cessino la mia pena e i lamenti e ottengano remissione delle colpe quanti inneggiano alla tua passione.

Dell’apostolo. Ode 4. Cristo, mia forza.

Simon Mago vedendoti compiere prodigi e segni stupefacenti per ipocrisia si fece battezzare, ma non avendo rifuggito il male, o Filippo, fu consegnato alla perdizione.

Vedendoti compiere numerosi prodigi, o Filippo, araldo di Cristo, gli abitanti della Samaria ricevettero con gioia la conoscenza luminosa di Dio.

Va’, Filippo, ti disse l’angelo del Signore che guidava il cammino del pio Etiope, affinché egli possa conoscere la via del Verbo che assunse il nostro corpo.

Il sacratissimo Etiope, ascoltando le tue spiegazioni, o Filippo, ricevette il battesimo dalla tua mano e apparendo pieno di Spirito, si fece divino predicatore.

Theotokìon. Tuo Figlio, Vergine pura, rese figli di Dio noi figli dell’uomo, quando dalle tue caste viscere prese un corpo e fu partorito; perciò ti glorifichiamo.

Del beato. Uguale.

Purificato dall’ascesi, sapientissimo padre Teofane, fosti tutto riempito di luce e pienamente reso abitazione di Dio e partecipe del santo Spirito.

Sfinito dalla fame, esiliato in condizioni terribili, con pazienza sopportasti le prove come un martire, beato Teofane, esultando con cuore puro nel Signore.

Illustre padre, rilucente nello splendore delle tue imprese, fosti per il nostro Dio come una spada affilata, che fece a pezzi le eresie con la forza dello Spirito.

Theotokìon. Divenisti il candelabro splendente, la mensa del pane di vita, la dimora del nostro Dio, l’arca santa, la verga che fiorì Cristo nel mondo, o Vergine e Madre.

Dell’apostolo.

Ode 5. Col tuo divino fulgore.

Senza temere il furore degli empi, beato Filippo, davvero procedevi come un agnello in mezzo ai lupi, convertendoli alla pietà col verbo della grazia.

Come predisse il profeta Isaia, come agnello l’Emmanuele fu condotto all’immolazione: ciò che il pio Etiope non poteva capire, l’apprese da te, Filippo.

In te riconosciamo, o Filippo, l’oratore sacro, il discepolo, uno dei sette diaconi eletti, il divino fondamento della Chiesa, la fiaccola di tutti quelli che nelle tenebre attendevano la luce.

Theotokìon. Noi che davvero ti riconosciamo Madre di Dio, o Vergine, siamo liberati dalle prove e dalla sventura per la tua intercessione presso il Signore e Dio di tutti, o piena di grazia.

Del beato. Uguale.

Con i raggi del tuo splendore dissolvi, o padre e gerarca, la tenebrosa oscurità degli eretici, rischiarando i confini del mondo con la luce della divina conoscenza, per mezzo dei tuoi insegnamenti.

Gli aiutanti degli empi ti ferirono con colpi terribili, ammirabile confessore, scortato dagli angeli come gerarca e martire di Cristo nostro Dio.

Eri guida luminosa delle pecore erranti, timone dei naufraghi, o padre Teofane, fermo appoggio dei fedeli vacillanti, loro invincibile baluardo.

Theotokìon. Sei tu, Vergine Madre di Dio, la bellezza di Giacobbe che Dio amò e scelse come dimora, gloria dei mortali e rifugio dei peccatori.

Dell’apostolo. Ode 6. Vedendo il mare.

Colmo dei flutti dello Spirito, scorri come fiume dell’Eden diffondendo le tue onde calme sulla faccia della terra irrigando i cuori, o ammirabile.

Apristi la tua bocca, o discepolo e fosti riempito d’intelligenza dallo Spirito; quindi, aprendo le fauci del malvagio, ne hai fatto uscire un’innumerevole moltitudine salvandola.

La potenza del nemico invisibile fu rovesciata e del tutto annientata, quando con la forza dello Spirito predicasti Cristo crocifisso, chiamando a lui le genti, o Filippo.

Theotokìon. Superando le leggi di natura, o Bontà suprema, la tua santa Madre generò Cristo, autore della natura e oltre natura restò davvero vergine intatta.

Del beato. Uguale.

Essendo come sole dai bagliori divini, beatissimo gerarca di Cristo, irraggiasti cantando le pene dei martiri, le torture che subirono, le loro passioni, le loro lotte prodigiose.

Celebrando semplicemente la purissima Sovrana, la tua bocca, Teofane, fece zampillare cantici radiosi, rallegrando i cuori dei sapienti e gli ordini dei fedeli.

Sulla tua fronte venerabile, sul tuo nobile viso, i tiranni incisero le loro scritte, ma tu cancellasti i loro sacrileghi decreti predicando il culto dovuto all’icona di Cristo.

Theotokìon. Per natura infinito, Dio tutto sostiene e regge con la sua volontà ed è portato tra le tue braccia, Vergine purissima, nei limiti di un corpo.

Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Kontàkion del beato. Tono 4. Sei apparso oggi.

Sei sorto per la Chiesa, o santo, come un secondo sole, perché la illumini con i bagliori delle tue dottrine, o Teofane, come sacerdote di Cristo nostro Dio.

Sinassario.

L’11 di questo mese memoria del santo apostolo Filippo, uno dei sette diaconi.

Stichi. Per tutto ciò che come diacono facesti sulla terra, nei cieli ricevi, Filippo, il tuo salario. Undicesimo fu, non l’ora, ma il giorno del mese, quando in cielo, o ministro, ricevesti il pegno.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Teofane il confessore, fratello di san Teodoro il marchiato.

Stichi. Marchiato quaggiù sulla fronte, morendo, o Teofane, nel cielo vedi scritto il tuo nome.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Zinaìdo e Filonilla, fratelli di sangue.

Stichi. Zinaìdo e Filonilla, amici della pace, si addormentarono nella quiete.

Lo stesso giorno memoria dei santi patriarchi di Costantinopoli Nettario, Arsakio e Sissinio.

Stichi. Nettario, alla mensa eterna beve, o Verbo di Dio, il vero nettare, non quello delle fiabe. Arsakio sulla terra glorificò te, o Cristo e tu in cielo l’associasti alla tua gloria. Il suo spirito incorrotto rese Sissinio, sfuggendo alle trappole dei demòni.

Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Dell’apostolo. Ode 7. Tutta rugiadosa.

Ti lanciò, o Filippo, l’Altissimo come un cavallo per sconvolgere con i tuoi piedi l’oceano dei pagani, spezzare la testa dei nemici e cantare a lui melodiosamente: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.

Svelando il mistero nascosto dai secoli, o sapiente Filippo, interprete delle Scritture misteriose, iniziavi popoli e nazioni, purificandoli dai misteri pagani.

Eri l’astro glorioso, l’ornamento di Tralle, sublime Filippo e là riposa il tuo corpo, operando stupendi prodigi per illuminare quanti piamente ti dicono beato.

Theotokìon. Noi che giorno e notte per te siamo salvati dall’assalto funesto dei nemici, delle tentazioni, che contaminano l’anima, o Maria, sposa divina, invochiamo te, Vergine che portasti il nostro Dio, noi.

Del beato. I fanciulli a Babilonia.

Dispensando fedelmente il verbo di verità, sopportavi, o Teofane, la prova del flagello, l’amarezza dell’esilio e ogni crudeltà, gridando: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.

I rivoli dei tuoi discorsi stillanti miele, Teofane, colmarono di divina letizia le anime dei fedeli, che con inni sacri inneggiano al Dio dei nostri padri.

Terminata bene la tua corsa, Teofane, ascendesti negli eccelsi e là canti con gli angeli a Cristo: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.

Theotokìon. Grande il mistero in te compiuto, Vergine Madre: apparve dimorante nel tuo grembo il Figlio di Dio al quale noi terrestri cantiamo: O Dio dei nostri padri.

Dell’apostolo. Ode 8. Dalla fiamma.

Utilizzando il Verbo divino come sale, o beato, purificasti la putredine dell’errore e sanasti i cuori, perché adorino e glorifichino Cristo nei secoli.

Con il tuo verbo si rinsaldò il passo degli zoppi e dai posseduti uscirono con alte grida spiriti impuri, non sopportando la grazia che Dio ti aveva dato.

Quanti un tempo abitavano la Samaria, vedendoti compiere molti prodigi con la potenza dello Spirito, fonte dei carismi divini, ricevettero da te, Filippo, la grazia illuminante.

Theotokìon. Rinsalda la mia anima sconvolta dalla malvagità, ti prego, pura Vergine, tu che accogliesti senza esserne scossa colui che con il suo sguardo divino fa tremare l’universo.

Del beato. Per obbedire alla legge.

Portando davvero la giustissima legge della verità dei padri, disprezzasti, o beatissimo, l’ordine insensatissimo dell’imperatore che distruggeva, vietando, o padre, di baciare piamente l’immagine del Signore, quella che prese apparendo nel mondo da una Vergine colui che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Intelletto divino, lira armoniosa del santissimo Spirito, cantore dalla bella voce, vertice dei fedeli, colonna e fondamento dell’ortodossia, sostegno della Chiesa, vanto dei monaci, gloria dei padri ti rivelasti, sapiente Teofane cantando Cristo nei secoli.

Fosti veramente miroteca del santo Spirito: con il profumo esalante dai tuoi sapienti insegnamenti, debellasti la cancrena dell’errore e nella santa Chiesa diffondesti le tue parole come profumo, senza sosta con i tuoi inni cantando: Ti esaltiamo, o Cristo, nei secoli.

Theotokìon. Veramente, o Vergine, sei il monte fertile di Dio, che il progenitore Davide un tempo predicendo cantò e da cui fu tagliato come pietra angolare il Cristo, che distrusse tutta la potenza degli idoli e noi senza sosta lo inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Irmòs. Per obbedire alla legge dei loro padri, i nobili fanciulli affrontarono la morte e disprezzarono l’ordine insensato del re di Babilonia; insieme, nel fuoco che non poteva consumarli, cantarono degnamente la lode dell’Onnipotente: Opere tutte del Signore, cantate al Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Dell’apostolo.

Ode 9. Impossibile agli uomini.

Contemplando ora ciò che un tempo speravi e ricevuto l’incrollabile regno di Dio, oggetto del tuo insegnamento, o Filippo, divino predicatore, danza e giubila, gustando presso Dio la luce e la gioia.

Come luce, come astro, come immenso sole, percorresti con i tuoi raggi luminosi tutta la terra, o beato, annunziando il messaggio divino; poi, giunto a Tralle in Asia, ne divenisti pastore e vi trovasti riposo.

Tu, Filippo, cielo stellato splendente di luce divina, ammirabile apostolo di Cristo, annunzi a tutti, vicini e lontani, la croce, la morte e la risurrezione del Redentore.

La terra copre il tuo corpo vittorioso nelle lotte, che diffonde la luce delle guarigioni e il cielo con gioia accoglie il tuo spirito tra gli apostoli; con essi, o Filippo, ricordati di chi celebra la tua santa memoria.

Theotokìon. Ogni spirito ti rivolge con gioia l’inno di ringraziamento dicendo: Salve, Vergine pura, trono ardente dell’Altissimo; salve, spaziosa dimora di Dio; salve, corona magnifica dei divini apostoli.

Del beato. Ogni lingua esita.

Non sopportando di vederti lottare per la Chiesa di Cristo, o Teofane, il nemico accrebbe le tue prove, ma con coraggio rimanesti inflessibile, opponendoti agli imperatori empi che conducesti a venerare l’icona di Cristo.

Hai ricevuto la meritata ricompensa per le tue lotte e ora, incoronato nei cieli, padre Teofane, beato gerarca, esulti con gli angeli, là dove si trovano i cori dei patriarchi, dei profeti, degli apostoli divini, la folla dei martiri e l’assemblea dei confessori.

Pregando Dio, non dimenticare, chi celebra oggi la tua augusta festa; liberaci da ogni minaccia e misfatto perpetrato contro di noi dagli avversari; salvaci dall’afflizione e liberaci dalla sventura, padre Teofane, beato gerarca.

Theotokìon. Protettrice fedele dei cristiani, da’ loro vittoria sul nemico, Vergine Madre di Dio, pura, senza macchia, gloriosa e benedetta; proteggici da ogni male perché celebriamo tuo Figlio e degnamente ti magnifichiamo.

Irmòs. Ogni lingua esita a pronunciare le tue lodi e lo spirito più celeste è preso dalla vertigine nel cantarti; ma tu, Madre di Dio, nella tua bontà accetta l’omaggio della nostra fede e lo slancio del nostro amore che sale a te; poiché tu sei la protettrice del popolo cristiano e noi ti magnifichiamo.

Exapostilàrion. Con i discepoli conveniamo.

Raddrizzando i sentieri, l’eunuco di Candace sul carro, nel leggere il libro di Isaia restava tuttavia perplesso; Filippo lo raggiunse e per opera del divino Spirito lo introdusse alla soluzione dei suoi dubbi e dopo averlo battezzato, lo inviò come predicatore della divinità di Gesù a tutta l’Etiopia.

Un altro exapostilarion, del santo e della Madre di Dio insieme.

Stando ora davanti al trono di Cristo, o gerarca, con la Madre di Dio, la Vergine purissima, non smettere di implorare dal Benefattore vittoria contro i barbari per il principe portatore della croce, pace per il mondo e salvezza dell’anima, o sapientissimo, per chi festeggia la tua memoria, o Teofane.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

TESTI BIBLICI

APOSTOLO
11 Ottobre 2026

Tt 3,8-15 (Domenica dei Padri del VII° Concilio Ecumenico)

VANGELO
11 Ottobre 2026

Lc 8,5-15 -Domenica IV, di Luca (Padri VII° Conc. Ecumen.)

APOSTOLO
11 Ottobre 2026

Tt 3,8-15 (Domenica dei Padri del VII° Concilio Ecumenico)

VANGELO
11 Ottobre 2026

Lc 8,5-15 -Domenica IV, di Luca (Padri VII° Conc. Ecumen.)

I testi proposti non sono versioni ufficiali della Arcidiocesi, ma sono liberamente tratti da:
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
La firma che unisce cielo e terra:
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cultura e formazione

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La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.

ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO

L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.

La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.

Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.

In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA

La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.

Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.

Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.

Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it