Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia
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Santo del giorno
Postfesta dell’Esaltazione della Santa Croce

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PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 16 Settembre- Memoria della santa megalomartire Eufemia, degna di ogni lode.
16 SETTEMBRE
Memoria della santa megalomartire Eufemia, degna di ogni lode.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa.
Tono 2. Quando dal legno.
Aver malamente gustato dell’albero nell’Eden, produsse un tempo la sventura per i nostri capostipiti, introducendo la morte in tutta la stirpe dei mortali: ma ora siamo richiamati alla vita intatta e all’eredità più insigne grazie alla croce divina: innalzandola, cantiamo il Signore su di essa innalzato, che con sé innalzò il mondo.
Sollevasti sulle spalle, Salvatore, la pecora smarrita, la conducesti al Padre tuo con la tua croce venerabile e vivificante e l’annoverasti tra gli angeli, nello Spirito divino: perché tu hai contrapposto albero ad albero, o Cristo e noi ora innalzandolo con fede glorifichiamo te, che su di esso fosti innalzato e con esso innalzasti noi.
Stiamo nella casa di Dio gloriandoci di opere divine e contempliamo, o fedeli, il luogo del cranio con purissimo intelletto; guardiamo innalzato, mortali e angeli insieme, l’albero santissimo su cui Cristo Dio ha steso volontariamente le mani, ha attratto e preso tutti e al cielo ci ha innalzati.
Della santa. Tono 4. Come generoso.
Nelle bellezze della verginità e nel sangue dei martiri, con l’anima risplendente, martire gloriosa, ti fidanzasti col Creatore che ti serba incorrotta, in eterna danza intorno a lui con le schiere degli arcangeli, degli angeli, degli apostoli, i cori dei profeti e dei martiri, o illustre.
Posta alle ruote e in lotta con le belve, col fuoco e con l’acqua, temprando la tua mente col divino Spirito, nei flutti del tuo sangue con coraggio soffocasti il principe della tenebra e sei accorsa ai talami spirituali, offrendo in dote al tuo sposo, o vergine, la tua lotta.
Morendo, o martire, hai fatto sgorgare, a lode del Signore, la fonte sempre viva del tuo sangue, irrorando i fedeli e illuminandoli con la conoscenza e soffocando in esso i nemici infedeli: ti è perciò affidato il libro divino, tu lo custodisci e in eterno consolidi le dottrine della Chiesa.
Gloria. Della santa. Tono pl. 2. Di Anatolio.
Adorna dei fiori delle virtù e illuminata nel pensiero, effondendo profumi nei cuori dei fedeli, sorgesti dall’oriente come fulgida stella e radunasti i padri divini, per intervento del santo Spirito: non cessare di implorare il Signore per noi, gloriosissima Eufemia, perché siano salvate le nostre anime.
E ora. Della festa. Stesso tono.
Il mondo nei suoi quattro confini è oggi santificato dalla croce quadripartita esaltata, o Cristo nostro Dio ed è innalzato il corno dei nostri imperatori fedeli, che spezzano con essa i corni dei nemici. Grande sei tu, Signore e mirabile nelle tue opere: gloria a te.
Apòstica stichirà.
Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.
Subìsti schiaffi, crocifissione e oltraggi, o longanime, perché volevi redimere tutti dalla mano del seduttore, o solo vivificante, compassionevolissimo e filantropo.
Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Onoro la tua croce, o buono, i chiodi e la lancia, o Salvatore, con cui liberasti tutti dalla corruzione, come solo datore di vita e benefattore di tutti, o solo Salvatore nostro, filantropo.
Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Alla croce per me sei stato inchiodato, o mio Salvatore più che buono, schiaffeggiato e insultato, o Redentore, abbeverato d’aceto e trafitto dalla lancia e tutto sopporti, o senza peccato.
Gloria. Della santa. Tono pl. 4. Di Byzantios.
Ogni lingua si muova all’elogio della gloriosissima Eufemia; ogni stirpe ed età, giovani e vergini, incoroniamo di lodi la vergine martire di Cristo: lottando virilmente, secondo le regole, rigettando ogni mollezza femminile, con le fatiche della lotta ha abbattuto il nemico tiranno; e adorna di divina e celeste corona, prega il suo sposo e Dio di donarci la grande misericordia.
E ora. Della festa. Stesso tono.
Ciò che Mosè prefigurò un tempo nella sua persona, mettendo così in rotta Amalek ed abbattendolo, ciò che Davide cantore ordinò di venerare come sgabello dei tuoi piedi, la tua croce preziosa, Cristo Dio, questa noi peccatori baciamo oggi con labbra indegne, celebrando te, che ti degnasti di esservi confitto e a te gridiamo: Signore, con il ladrone, rendi degni anche noi del tuo regno.
Apolytìkion della santa.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
La tua agnella Gesù t’invoca a gran voce: te mio Sposo io desidero e te cercando soffro passione e son con te crocifissa e sepolta nel tuo battesimo; e soffro per te per regnare con te e muoio per te, per vivere in te; accetta dunque come vittima immacolata colei che per te si sacrifica. Per le sue preghiere, misericordioso, salva le nostre anime.
Della festa. Tono 1.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittorie contro i barbari e proteggi con la tua croce la tua città.
Mattutino del 16 Settembre- Memoria della santa megalomartire Eufemia, degna di ogni lode
16 SETTEMBRE
Memoria della santa megalomartire Eufemia, degna di ogni lode.
Al Mattutino.
Apolytìkion della santa.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
La tua agnella Gesù t’invoca a gran voce: te mio Sposo io desidero e te cercando soffro passione e son con te crocifissa e sepolta nel tuo battesimo; e soffro per te per regnare con te e muoio per te, per vivere in te; accetta dunque come vittima immacolata colei che per te si sacrifica. Per le sue preghiere, misericordioso, salva le nostre anime.
Della festa. Tono 1.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittorie contro i barbari e proteggi con la tua croce la tua città.
Dopo la prima psicologia, kàthisma della santa.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Poiché amavi Cristo tuo sposo, apprestata splendidamente la tua lampada, l’hai fatta rifulgere con le virtù, o illustre; perciò entrasti con lui alle nozze, da lui ricevendo la corona per la tua lotta. Libera dunque dai pericoli noi, che celebriamo con fede la tua memoria.
Gloria. E ora. Della festa. Autòmelo.
Tu che volontariamente sei stato innalzato sulla croce, Cristo Dio, abbi compassione del nuovo popolo chiamato col tuo nome; allieta nella tua potenza i nostri re fedeli, dando loro vittoria contro i nemici. Trovino nella tua alleanza uno scudo di pace, un trofeo invincibile.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma della santa.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Le tue lotte, o venerabile, la tua corona e i tuoi sudori, o pura e i tuoi prodigi, hanno coperto di vergogna i trofei del diavolo: perché amando di tutto cuore Cristo tuo sposo, per lui non hai temuto né flagelli né morte, ma ti sei totalmente consacrata a Dio, portando la corona della pietà.
Gloria. E ora. Della festa, stessa melodia.
Dopo la tremenda caduta nel paradiso per amaro consiglio dell’omicida, sul Calvario mi rialzasti, o Cristo, riparando con l’albero la maledizione dell’albero, uccidendo il serpente che con l’inganno mi aveva ucciso: e mi donasti la vita divina. Gloria alla tua divina crocifissione, Signore.
Nel tempio della santa si canta questo Pentecostarion.
Tono 4. Al posto di Risorto Gesù.
Illustre vergine Eufemia, donami il potere di celebrare la tua lode supplicando Cristo nostro Dio di usarmi misericordia.
Il canone della festa e quello della santa. Acròstico, esclusi i Theotokìa: Dell’illustre Eufemia voglio fare l’elogio. Del monaco Giovanni.
Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.
Invita a inneggiare per i prodigi gli ordini sovramateriali e i cori dei mortali l’illustrissima vergine.
La venerabile Eufemia, disprezzando l’onore e il suo nobile rango, lasciò tutto per possedere solo Cristo.
Il Sovrano della tua anima, avendo gradito la splendida bellezza del tuo cuore, ti permise di accedere ai celesti talami, o illustrissima.
Theotokìon. Pura Theotòkos, che hai incarnato il Verbo eterno e sovradivino, generandolo oltre natura, noi t’inneggiamo.
Ode 3. Tu sei la saldezza.
Ti mostrasti in tribunale dotata di un’anima virile e vincesti il nemico per il valore delle tue lotte.
Nessun difetto colpì la tua bellezza, né macchiò la tua anima e Cristo ti accolse come sposa nella sua immacolata dimora.
Sana le piaghe dell’anima mia, illustrissima martire di Cristo e brucia con le tue preghiere le trame dei nemici.
Theotokìon. Avendo sempre in te, noi cristiani, il nostro rifugio e riparo, ti glorifichiamo senza fine, Madre di Dio.
Irmòs. Tu sei la saldezza di quanti a te accorrono, Signore, tu sei la luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.
Kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Con le onde del tuo sangue, martire di Cristo, sommergesti il mare dell’empietà e con le piogge della grazia irrigasti i terreni razionali coltivandovi il grano buono della fede; perciò dopo la morte ti rivelasti nube prodigiosa, che fa zampillare il martirio della vita, o illustre atleta; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Della festa.
La croce nascosta del Salvatore dalla terra la venerabile Elena estrasse con impegno e riempì di gioia i confini dell’ecumène e per divina ispirazione ordinò che fossero erette chiese e lo scettro della croce trasferito nel palazzo imperiale gridando a suo figlio: Stendi le mani e ricevi, o Sovrano, il segno delle tue vittorie e del tuo potere; apprendano da te, per grazia, le genti, a venerare con fede la croce e la passione di Cristo.
Ode 4. Ho udito, Signore.
Divenuto terso specchio dei divini pensieri, splendevi come grande torcia durante l’agone.
Non hai offerto sacrifico all’oscuro demonio, o invitto martire: hai preferito infatti offrire per la pietà una morte vivificante.
Sopportando come in un corpo insensibile al dolore, con le lotte l’irreprensibile perseverava spinta dal desiderio dell’amore divino.
Il tuo volto pestato rifulgeva irraggiando sotto i flagelli e per la luce del santo Spirito oscurasti i pensieri del nemico.
Theotokìon. Perdono delle colpe donaci come senza peccato e pacifica il tuo mondo, o Dio, per le preghiere della tua genitrice.
Ode 5. Vegliando a te gridiamo.
Sapendo avversario della pace e del giorno il demonio amico della guerra, non lo degnasti di considerazione.
Schernisti il maligno in persona, che pretendeva di spezzare il tuo vigore con le sue trame, o martire.
Concedimi luce e pace e per le tue preghiere dissolvi l’ignoranza che turba il mio spirito, o illustre.
Theotokìon. Santa Madre di Dio, a te noi inneggiamo, Vergine anche dopo il parto: generasti per il mondo il Verbo divino realmente incarnato.
Ode 6. Una tunica luminosa.
Ogloriosa, che in corpo femminile portavi pensiero virile, tu disprezzasti le belve, che apparivano davanti ai tuoi occhi.
Sconfiggesti l’orgoglio del tiranno, o invincibile martire, restando incolume come Giona in mezzo a belve fameliche.
Theotokìon. Tu che sola con un verbo concepisti nella carne il Dio Verbo, salva le nostre anime dai lacci del nemico.
Irmòs. Una tunica luminosa concedimi, tu che ti rivesti di luce come d’un manto, misericordiosissimo Cristo, nostro Dio.
Kontàkion. Tono 4. Tu che volontariamente.
Bene lottasti nel tuo martirio e dopo la morte ci santifichi coi rivi dei tuoi miracoli, o illustre; perciò veneriamo la tua santa dormizione, accostandoci con fede alle tue sacre reliquie per preservare le nostre anime da ogni malanno e attingere da te la grazia dei prodigi.
Ikos.
Il tempio dell’illustrissima si rivelò paradiso avendo al centro, come albero d’immortalità, il suo venerabile corpo. Quanti ne raccolgono i frutti rigogliosi in breve si santificano e vedono con stupore che quel corpo morto, come vivo, fa zampillare sangue colmando tutti di profumo. Perciò venite subito tutti con me, il meschino e purificàti da ogni contaminazione, abbracciamolo e attingeremo la grazia dei prodigi.
Sinassario.
Il 16 di questo mese memoria della santa illustre megalomartire Eufemia.
Stichi. Eufemia, uccisa per Dio dai denti di un’orsa, merita i nostri più vibranti elogi. Il 16 un’orsa uccise Eufemia.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Melitinì.
Stichi. La spada mozzò il capo di Melitinì, facendo scaturire sangue come dolce miele per Cristo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. I fanciulli dalla Giudea.
Superano l’intelletto le imprese dei divini martiri, poiché il Creatore dell’universo sottomette il creato a quanti lottando acclamano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
L’illustrissima vergine chiuse la bocca dei tiranni, confutando divinamente nel santo Spirito le loro empie menzogne, cantando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
I tre beati, un tempo, bruciarono nella fiamma della fornace e ora la santa, inneggiando alla Trinità, ritrae dall’abisso i servi che cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Segretamente lo sposo avvicinandosi nella fornace alla castissima sposa per la rugiada dello Spirito e la benevolenza del Padre, salvò colei che cantava: O Dio dei padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Quando un tempo decidesti di operare la nostra salvezza, Salvatore, dimorasti nel grembo della Vergine, rendendola protettrice dei mortali: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Ode 8. Celebrate e sovresaltate.
Benedetta fra le donne tu, che hai avuto in dote la grazia dell’Altissimo, cantando Cristo nei secoli.
Rafforzata dal pensiero dello Sposo, con l’amore immateriale desti alla morte il corpo e vivi nei secoli.
Protetta dal santo Spirito contro l’errore come una belva, o Eufemia, trovasti ricompensa nei secoli.
Non subisti la morte corruttrice delle anime, ma per il morso delle belve trovasti la vita nei secoli.
Theotokìon. Non disprezzare, o Vergine, i tuoi cantori, che ti chiedono aiuto cantando ed esaltando te, fanciulla, nei secoli.
Irmòs. Celebrate e sovresaltate per tutti i secoli il Re dei cieli, celebrato dalle potenze angeliche.
Ode 9. Madre di Dio senza nozze.
Il vivo sangue sgorgante dal tuo corpo prova che realmente ti fu donata vita dall’alto, o martire illustrissima; poiché ti rivelasti inesausto tesoro delle guarigioni per quanti con fede vi attingono.
La tua morte seguì la legge di natura, in modo impassibile indossasti una morte vivificante; deponendovi il tuo corpo animato, ora vivi senza corruttela e lo testimonia lo scorrere del tuo sangue.
Coronata secondo le regole della lotta, o Eufemia, araldo di Cristo, ti fu affidato il volume dei venerabili dogmi dalle mani sinodali, rivelandoti come una colonna vivente dell’ortodossia.
Theotokìon. Sposa senza nozze, scrigno di profumo, vera e pura immateriale nube di luce, che accogliesti in grembo la pioggia celeste, Vergine Madre, noi ti magnifichiamo.
Irmòs. Madre di Dio senza nozze, che inesplicabilmente concepisti per un verbo colui che realmente è Dio, più eccelsa delle potenze immacolate, con dossologie incessanti ti magnifichiamo.
Exapostilarion della santa.
Sotto gli occhi dei tuoi discepoli.
Riuniti, celebriamo la memoria dell’illustre martire Eufemia: essa ha infatti ricevuto dai padri la regola dell’ortodossia e, custodendola, rischiara gli ortodossi.
Un altro, della croce, uguale.
La croce ha prodotto la salvezza del mondo: croce, bastone di tutti i santi; croce, saldezza dei re; croce, rocca fortificata dei credenti; croce, vigore degli uomini; croce, caduta dei demòni.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà idiòmela della santa.
Tono 3.
Vedendo divinamente celebrata, o fedeli, la festa dell’atleta, cantiamo un inno di ringraziamento al Dio mirabile nei suoi voleri, poiché la natura di una donna ha vinto l’invisibile forza della potenza avversa e nella debolezza della martire egli realizza la sua divina forza. Per le sue preghiere salva le nostre anime (2).
Colmata col proprio sangue la coppa della verità per le sue lotte, l’illustre martire di Cristo la presenta alla Chiesa in modo ineffabile e con voce sapiente convoca i figli della fede e dice loro: Bevete il martirio della risurrezione, che disperde i nemici della fede, purifica le passioni e protegge le anime dei fedeli, gridando al Salvatore: Tu che ci disseti con la pioggia della dolcezza dello spirito, salva le nostre anime.
Quanti abbiamo segnato l’anima con il sangue di Cristo per il giorno della liberazione, con letizia spirituale beviamo profeticamente sangue santo sgorgante per noi dalla fonte del martirio della vivificante passione del Salvatore e della eterna gloria trasformante; perciò gridiamo: Signore, glorificato nel santuario, per le preghiere della tua atleta illustrissima, salva le nostre anime.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Alla destra del Salvatore sta la vergine martire vittoriosa, insuperabilmente avvolta nelle virtù, adorna dell’olio della purezza e del sangue della lotta; a lui essa grida con esultanza tenendo la lampada: Sono accorsa alla fragranza del tuo profumo, Cristo Dio, perché sono ferita dal tuo amore; non allontanarmi da te, celeste sposo. Per le sue suppliche, manda su di noi, Salvatore onnipotente, le tue misericordie.
E ora. Della festa. Stesso tono.
Oggi la pianta della vita, sorgendo dai penetrali della terra, conferma la risurrezione del Cristo in essa confitto; e, innalzata da mani consacrate, annuncia la sua ascensione ai cieli, per cui la nostra argilla, risollevata dalla terra su cui era caduta, ha la cittadinanza nei cieli; perciò gridiamo grati: Signore, che sulla croce fosti innalzato e che per essa con te ci innalzasti, rendi degni i tuoi cantori della gioia del cielo.
Apòstica stichirà prosòmia della festa.
Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.
Veneriamo il luogo dove si sono posati i piedi di Cristo, elevando la croce beatissima, su cui fu versato il sangue del Sovrano, che fa scaturire per il mondo la risurrezione.
Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Mortificando le passioni della carne e dello spirito, o voi di senno divino, affrettiamoci a farci innalzare da terra verso l’eredità celeste, crocifissi con Cristo Sovrano, mentre viene innalzata la croce.
Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
E’ sgorgata dal divino fianco del Salvatore la sorgente fluente vita, irrigando le anime di quanti con fede venerano la sua divina passione, la croce e la risurrezione.
Gloria. Della santa. Tono 1. Di Byzantios.
Oggi i cori dei padri, riunitisi per Cristo, ti presentano, o illustre, il libro della fede ortodossa: ricevendolo nelle tue mani venerabili, tu lo custodisci sino alla fine; convenuti dunque insieme anche noi, cori dei mortali, onoriamo la tua lotta, acclamando piamente: Salve, o illustre, che serbasti inviolata la fede ortodossa tramandata dai padri; salve, tu che intercedi per le nostre anime.
E ora. Della festa.
Tono 1. Di Andrea di Gerusalemme.
Oggi si è veramente compiuta la parola santamente pronunciata da Davide: perché ecco, noi manifestamente adoriamo lo sgabello dei tuoi piedi immacolati e sperando all’ombra delle tue ali, o pieno di compassione, a te gridiamo: Si imprima su di noi la luce del tuo volto e solleva la fronte del tuo popolo ortodosso, con l’esaltazione della tua croce venerabile, o Cristo misericordiosissimo.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
Alla Liturgia typikà
e dai canoni della festa e della santa.
Prokìmenon. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.
Stico. Nelle chiese benedite Dio, il Signore dalle fonti d’Israele.
L’apostolo ai Galati. Fratelli, collaborando.
Vangelo secondo Luca. In quel tempo uno dei farisei interrogò Gesù (Lunedi della II settimana di Luca).
Kinonikòn. Il giusto sarà in memoria eterna. Alliluia.
Vespro del 16 Settembre- Memoria della santa megalomartire Eufemia, degna di ogni lode.
16 SETTEMBRE
Memoria della santa megalomartire Eufemia, degna di ogni lode.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa.
Tono 2. Quando dal legno.
Aver malamente gustato dell’albero nell’Eden, produsse un tempo la sventura per i nostri capostipiti, introducendo la morte in tutta la stirpe dei mortali: ma ora siamo richiamati alla vita intatta e all’eredità più insigne grazie alla croce divina: innalzandola, cantiamo il Signore su di essa innalzato, che con sé innalzò il mondo.
Sollevasti sulle spalle, Salvatore, la pecora smarrita, la conducesti al Padre tuo con la tua croce venerabile e vivificante e l’annoverasti tra gli angeli, nello Spirito divino: perché tu hai contrapposto albero ad albero, o Cristo e noi ora innalzandolo con fede glorifichiamo te, che su di esso fosti innalzato e con esso innalzasti noi.
Stiamo nella casa di Dio gloriandoci di opere divine e contempliamo, o fedeli, il luogo del cranio con purissimo intelletto; guardiamo innalzato, mortali e angeli insieme, l’albero santissimo su cui Cristo Dio ha steso volontariamente le mani, ha attratto e preso tutti e al cielo ci ha innalzati.
Della santa. Tono 4. Come generoso.
Nelle bellezze della verginità e nel sangue dei martiri, con l’anima risplendente, martire gloriosa, ti fidanzasti col Creatore che ti serba incorrotta, in eterna danza intorno a lui con le schiere degli arcangeli, degli angeli, degli apostoli, i cori dei profeti e dei martiri, o illustre.
Posta alle ruote e in lotta con le belve, col fuoco e con l’acqua, temprando la tua mente col divino Spirito, nei flutti del tuo sangue con coraggio soffocasti il principe della tenebra e sei accorsa ai talami spirituali, offrendo in dote al tuo sposo, o vergine, la tua lotta.
Morendo, o martire, hai fatto sgorgare, a lode del Signore, la fonte sempre viva del tuo sangue, irrorando i fedeli e illuminandoli con la conoscenza e soffocando in esso i nemici infedeli: ti è perciò affidato il libro divino, tu lo custodisci e in eterno consolidi le dottrine della Chiesa.
Gloria. Della santa. Tono pl. 2. Di Anatolio.
Adorna dei fiori delle virtù e illuminata nel pensiero, effondendo profumi nei cuori dei fedeli, sorgesti dall’oriente come fulgida stella e radunasti i padri divini, per intervento del santo Spirito: non cessare di implorare il Signore per noi, gloriosissima Eufemia, perché siano salvate le nostre anime.
E ora. Della festa. Stesso tono.
Il mondo nei suoi quattro confini è oggi santificato dalla croce quadripartita esaltata, o Cristo nostro Dio ed è innalzato il corno dei nostri imperatori fedeli, che spezzano con essa i corni dei nemici. Grande sei tu, Signore e mirabile nelle tue opere: gloria a te.
Apòstica stichirà.
Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.
Subìsti schiaffi, crocifissione e oltraggi, o longanime, perché volevi redimere tutti dalla mano del seduttore, o solo vivificante, compassionevolissimo e filantropo.
Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Onoro la tua croce, o buono, i chiodi e la lancia, o Salvatore, con cui liberasti tutti dalla corruzione, come solo datore di vita e benefattore di tutti, o solo Salvatore nostro, filantropo.
Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Alla croce per me sei stato inchiodato, o mio Salvatore più che buono, schiaffeggiato e insultato, o Redentore, abbeverato d’aceto e trafitto dalla lancia e tutto sopporti, o senza peccato.
Gloria. Della santa. Tono pl. 4. Di Byzantios.
Ogni lingua si muova all’elogio della gloriosissima Eufemia; ogni stirpe ed età, giovani e vergini, incoroniamo di lodi la vergine martire di Cristo: lottando virilmente, secondo le regole, rigettando ogni mollezza femminile, con le fatiche della lotta ha abbattuto il nemico tiranno; e adorna di divina e celeste corona, prega il suo sposo e Dio di donarci la grande misericordia.
E ora. Della festa. Stesso tono.
Ciò che Mosè prefigurò un tempo nella sua persona, mettendo così in rotta Amalek ed abbattendolo, ciò che Davide cantore ordinò di venerare come sgabello dei tuoi piedi, la tua croce preziosa, Cristo Dio, questa noi peccatori baciamo oggi con labbra indegne, celebrando te, che ti degnasti di esservi confitto e a te gridiamo: Signore, con il ladrone, rendi degni anche noi del tuo regno.
Apolytìkion della santa.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
La tua agnella Gesù t’invoca a gran voce: te mio Sposo io desidero e te cercando soffro passione e son con te crocifissa e sepolta nel tuo battesimo; e soffro per te per regnare con te e muoio per te, per vivere in te; accetta dunque come vittima immacolata colei che per te si sacrifica. Per le sue preghiere, misericordioso, salva le nostre anime.
Della festa. Tono 1.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittorie contro i barbari e proteggi con la tua croce la tua città.
Mattutino del 16 Settembre- Memoria della santa megalomartire Eufemia, degna di ogni lode
16 SETTEMBRE
Memoria della santa megalomartire Eufemia, degna di ogni lode.
Al Mattutino.
Apolytìkion della santa.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
La tua agnella Gesù t’invoca a gran voce: te mio Sposo io desidero e te cercando soffro passione e son con te crocifissa e sepolta nel tuo battesimo; e soffro per te per regnare con te e muoio per te, per vivere in te; accetta dunque come vittima immacolata colei che per te si sacrifica. Per le sue preghiere, misericordioso, salva le nostre anime.
Della festa. Tono 1.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittorie contro i barbari e proteggi con la tua croce la tua città.
Dopo la prima psicologia, kàthisma della santa.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Poiché amavi Cristo tuo sposo, apprestata splendidamente la tua lampada, l’hai fatta rifulgere con le virtù, o illustre; perciò entrasti con lui alle nozze, da lui ricevendo la corona per la tua lotta. Libera dunque dai pericoli noi, che celebriamo con fede la tua memoria.
Gloria. E ora. Della festa. Autòmelo.
Tu che volontariamente sei stato innalzato sulla croce, Cristo Dio, abbi compassione del nuovo popolo chiamato col tuo nome; allieta nella tua potenza i nostri re fedeli, dando loro vittoria contro i nemici. Trovino nella tua alleanza uno scudo di pace, un trofeo invincibile.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma della santa.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Le tue lotte, o venerabile, la tua corona e i tuoi sudori, o pura e i tuoi prodigi, hanno coperto di vergogna i trofei del diavolo: perché amando di tutto cuore Cristo tuo sposo, per lui non hai temuto né flagelli né morte, ma ti sei totalmente consacrata a Dio, portando la corona della pietà.
Gloria. E ora. Della festa, stessa melodia.
Dopo la tremenda caduta nel paradiso per amaro consiglio dell’omicida, sul Calvario mi rialzasti, o Cristo, riparando con l’albero la maledizione dell’albero, uccidendo il serpente che con l’inganno mi aveva ucciso: e mi donasti la vita divina. Gloria alla tua divina crocifissione, Signore.
Nel tempio della santa si canta questo Pentecostarion.
Tono 4. Al posto di Risorto Gesù.
Illustre vergine Eufemia, donami il potere di celebrare la tua lode supplicando Cristo nostro Dio di usarmi misericordia.
Il canone della festa e quello della santa. Acròstico, esclusi i Theotokìa: Dell’illustre Eufemia voglio fare l’elogio. Del monaco Giovanni.
Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.
Invita a inneggiare per i prodigi gli ordini sovramateriali e i cori dei mortali l’illustrissima vergine.
La venerabile Eufemia, disprezzando l’onore e il suo nobile rango, lasciò tutto per possedere solo Cristo.
Il Sovrano della tua anima, avendo gradito la splendida bellezza del tuo cuore, ti permise di accedere ai celesti talami, o illustrissima.
Theotokìon. Pura Theotòkos, che hai incarnato il Verbo eterno e sovradivino, generandolo oltre natura, noi t’inneggiamo.
Ode 3. Tu sei la saldezza.
Ti mostrasti in tribunale dotata di un’anima virile e vincesti il nemico per il valore delle tue lotte.
Nessun difetto colpì la tua bellezza, né macchiò la tua anima e Cristo ti accolse come sposa nella sua immacolata dimora.
Sana le piaghe dell’anima mia, illustrissima martire di Cristo e brucia con le tue preghiere le trame dei nemici.
Theotokìon. Avendo sempre in te, noi cristiani, il nostro rifugio e riparo, ti glorifichiamo senza fine, Madre di Dio.
Irmòs. Tu sei la saldezza di quanti a te accorrono, Signore, tu sei la luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.
Kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Con le onde del tuo sangue, martire di Cristo, sommergesti il mare dell’empietà e con le piogge della grazia irrigasti i terreni razionali coltivandovi il grano buono della fede; perciò dopo la morte ti rivelasti nube prodigiosa, che fa zampillare il martirio della vita, o illustre atleta; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Della festa.
La croce nascosta del Salvatore dalla terra la venerabile Elena estrasse con impegno e riempì di gioia i confini dell’ecumène e per divina ispirazione ordinò che fossero erette chiese e lo scettro della croce trasferito nel palazzo imperiale gridando a suo figlio: Stendi le mani e ricevi, o Sovrano, il segno delle tue vittorie e del tuo potere; apprendano da te, per grazia, le genti, a venerare con fede la croce e la passione di Cristo.
Ode 4. Ho udito, Signore.
Divenuto terso specchio dei divini pensieri, splendevi come grande torcia durante l’agone.
Non hai offerto sacrifico all’oscuro demonio, o invitto martire: hai preferito infatti offrire per la pietà una morte vivificante.
Sopportando come in un corpo insensibile al dolore, con le lotte l’irreprensibile perseverava spinta dal desiderio dell’amore divino.
Il tuo volto pestato rifulgeva irraggiando sotto i flagelli e per la luce del santo Spirito oscurasti i pensieri del nemico.
Theotokìon. Perdono delle colpe donaci come senza peccato e pacifica il tuo mondo, o Dio, per le preghiere della tua genitrice.
Ode 5. Vegliando a te gridiamo.
Sapendo avversario della pace e del giorno il demonio amico della guerra, non lo degnasti di considerazione.
Schernisti il maligno in persona, che pretendeva di spezzare il tuo vigore con le sue trame, o martire.
Concedimi luce e pace e per le tue preghiere dissolvi l’ignoranza che turba il mio spirito, o illustre.
Theotokìon. Santa Madre di Dio, a te noi inneggiamo, Vergine anche dopo il parto: generasti per il mondo il Verbo divino realmente incarnato.
Ode 6. Una tunica luminosa.
Ogloriosa, che in corpo femminile portavi pensiero virile, tu disprezzasti le belve, che apparivano davanti ai tuoi occhi.
Sconfiggesti l’orgoglio del tiranno, o invincibile martire, restando incolume come Giona in mezzo a belve fameliche.
Theotokìon. Tu che sola con un verbo concepisti nella carne il Dio Verbo, salva le nostre anime dai lacci del nemico.
Irmòs. Una tunica luminosa concedimi, tu che ti rivesti di luce come d’un manto, misericordiosissimo Cristo, nostro Dio.
Kontàkion. Tono 4. Tu che volontariamente.
Bene lottasti nel tuo martirio e dopo la morte ci santifichi coi rivi dei tuoi miracoli, o illustre; perciò veneriamo la tua santa dormizione, accostandoci con fede alle tue sacre reliquie per preservare le nostre anime da ogni malanno e attingere da te la grazia dei prodigi.
Ikos.
Il tempio dell’illustrissima si rivelò paradiso avendo al centro, come albero d’immortalità, il suo venerabile corpo. Quanti ne raccolgono i frutti rigogliosi in breve si santificano e vedono con stupore che quel corpo morto, come vivo, fa zampillare sangue colmando tutti di profumo. Perciò venite subito tutti con me, il meschino e purificàti da ogni contaminazione, abbracciamolo e attingeremo la grazia dei prodigi.
Sinassario.
Il 16 di questo mese memoria della santa illustre megalomartire Eufemia.
Stichi. Eufemia, uccisa per Dio dai denti di un’orsa, merita i nostri più vibranti elogi. Il 16 un’orsa uccise Eufemia.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Melitinì.
Stichi. La spada mozzò il capo di Melitinì, facendo scaturire sangue come dolce miele per Cristo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. I fanciulli dalla Giudea.
Superano l’intelletto le imprese dei divini martiri, poiché il Creatore dell’universo sottomette il creato a quanti lottando acclamano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
L’illustrissima vergine chiuse la bocca dei tiranni, confutando divinamente nel santo Spirito le loro empie menzogne, cantando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
I tre beati, un tempo, bruciarono nella fiamma della fornace e ora la santa, inneggiando alla Trinità, ritrae dall’abisso i servi che cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Segretamente lo sposo avvicinandosi nella fornace alla castissima sposa per la rugiada dello Spirito e la benevolenza del Padre, salvò colei che cantava: O Dio dei padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Quando un tempo decidesti di operare la nostra salvezza, Salvatore, dimorasti nel grembo della Vergine, rendendola protettrice dei mortali: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Ode 8. Celebrate e sovresaltate.
Benedetta fra le donne tu, che hai avuto in dote la grazia dell’Altissimo, cantando Cristo nei secoli.
Rafforzata dal pensiero dello Sposo, con l’amore immateriale desti alla morte il corpo e vivi nei secoli.
Protetta dal santo Spirito contro l’errore come una belva, o Eufemia, trovasti ricompensa nei secoli.
Non subisti la morte corruttrice delle anime, ma per il morso delle belve trovasti la vita nei secoli.
Theotokìon. Non disprezzare, o Vergine, i tuoi cantori, che ti chiedono aiuto cantando ed esaltando te, fanciulla, nei secoli.
Irmòs. Celebrate e sovresaltate per tutti i secoli il Re dei cieli, celebrato dalle potenze angeliche.
Ode 9. Madre di Dio senza nozze.
Il vivo sangue sgorgante dal tuo corpo prova che realmente ti fu donata vita dall’alto, o martire illustrissima; poiché ti rivelasti inesausto tesoro delle guarigioni per quanti con fede vi attingono.
La tua morte seguì la legge di natura, in modo impassibile indossasti una morte vivificante; deponendovi il tuo corpo animato, ora vivi senza corruttela e lo testimonia lo scorrere del tuo sangue.
Coronata secondo le regole della lotta, o Eufemia, araldo di Cristo, ti fu affidato il volume dei venerabili dogmi dalle mani sinodali, rivelandoti come una colonna vivente dell’ortodossia.
Theotokìon. Sposa senza nozze, scrigno di profumo, vera e pura immateriale nube di luce, che accogliesti in grembo la pioggia celeste, Vergine Madre, noi ti magnifichiamo.
Irmòs. Madre di Dio senza nozze, che inesplicabilmente concepisti per un verbo colui che realmente è Dio, più eccelsa delle potenze immacolate, con dossologie incessanti ti magnifichiamo.
Exapostilarion della santa.
Sotto gli occhi dei tuoi discepoli.
Riuniti, celebriamo la memoria dell’illustre martire Eufemia: essa ha infatti ricevuto dai padri la regola dell’ortodossia e, custodendola, rischiara gli ortodossi.
Un altro, della croce, uguale.
La croce ha prodotto la salvezza del mondo: croce, bastone di tutti i santi; croce, saldezza dei re; croce, rocca fortificata dei credenti; croce, vigore degli uomini; croce, caduta dei demòni.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà idiòmela della santa.
Tono 3.
Vedendo divinamente celebrata, o fedeli, la festa dell’atleta, cantiamo un inno di ringraziamento al Dio mirabile nei suoi voleri, poiché la natura di una donna ha vinto l’invisibile forza della potenza avversa e nella debolezza della martire egli realizza la sua divina forza. Per le sue preghiere salva le nostre anime (2).
Colmata col proprio sangue la coppa della verità per le sue lotte, l’illustre martire di Cristo la presenta alla Chiesa in modo ineffabile e con voce sapiente convoca i figli della fede e dice loro: Bevete il martirio della risurrezione, che disperde i nemici della fede, purifica le passioni e protegge le anime dei fedeli, gridando al Salvatore: Tu che ci disseti con la pioggia della dolcezza dello spirito, salva le nostre anime.
Quanti abbiamo segnato l’anima con il sangue di Cristo per il giorno della liberazione, con letizia spirituale beviamo profeticamente sangue santo sgorgante per noi dalla fonte del martirio della vivificante passione del Salvatore e della eterna gloria trasformante; perciò gridiamo: Signore, glorificato nel santuario, per le preghiere della tua atleta illustrissima, salva le nostre anime.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Alla destra del Salvatore sta la vergine martire vittoriosa, insuperabilmente avvolta nelle virtù, adorna dell’olio della purezza e del sangue della lotta; a lui essa grida con esultanza tenendo la lampada: Sono accorsa alla fragranza del tuo profumo, Cristo Dio, perché sono ferita dal tuo amore; non allontanarmi da te, celeste sposo. Per le sue suppliche, manda su di noi, Salvatore onnipotente, le tue misericordie.
E ora. Della festa. Stesso tono.
Oggi la pianta della vita, sorgendo dai penetrali della terra, conferma la risurrezione del Cristo in essa confitto; e, innalzata da mani consacrate, annuncia la sua ascensione ai cieli, per cui la nostra argilla, risollevata dalla terra su cui era caduta, ha la cittadinanza nei cieli; perciò gridiamo grati: Signore, che sulla croce fosti innalzato e che per essa con te ci innalzasti, rendi degni i tuoi cantori della gioia del cielo.
Apòstica stichirà prosòmia della festa.
Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.
Veneriamo il luogo dove si sono posati i piedi di Cristo, elevando la croce beatissima, su cui fu versato il sangue del Sovrano, che fa scaturire per il mondo la risurrezione.
Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Mortificando le passioni della carne e dello spirito, o voi di senno divino, affrettiamoci a farci innalzare da terra verso l’eredità celeste, crocifissi con Cristo Sovrano, mentre viene innalzata la croce.
Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
E’ sgorgata dal divino fianco del Salvatore la sorgente fluente vita, irrigando le anime di quanti con fede venerano la sua divina passione, la croce e la risurrezione.
Gloria. Della santa. Tono 1. Di Byzantios.
Oggi i cori dei padri, riunitisi per Cristo, ti presentano, o illustre, il libro della fede ortodossa: ricevendolo nelle tue mani venerabili, tu lo custodisci sino alla fine; convenuti dunque insieme anche noi, cori dei mortali, onoriamo la tua lotta, acclamando piamente: Salve, o illustre, che serbasti inviolata la fede ortodossa tramandata dai padri; salve, tu che intercedi per le nostre anime.
E ora. Della festa.
Tono 1. Di Andrea di Gerusalemme.
Oggi si è veramente compiuta la parola santamente pronunciata da Davide: perché ecco, noi manifestamente adoriamo lo sgabello dei tuoi piedi immacolati e sperando all’ombra delle tue ali, o pieno di compassione, a te gridiamo: Si imprima su di noi la luce del tuo volto e solleva la fronte del tuo popolo ortodosso, con l’esaltazione della tua croce venerabile, o Cristo misericordiosissimo.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
Alla Liturgia typikà
e dai canoni della festa e della santa.
Prokìmenon. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.
Stico. Nelle chiese benedite Dio, il Signore dalle fonti d’Israele.
L’apostolo ai Galati. Fratelli, collaborando.
Vangelo secondo Luca. In quel tempo uno dei farisei interrogò Gesù (Lunedi della II settimana di Luca).
Kinonikòn. Il giusto sarà in memoria eterna. Alliluia.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
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COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
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RICONCILIAZIONE
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TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
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LE NOSTRE PARROCCHIE
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cultura e formazione
cultura e formazione
La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













