Benvenuti nel sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
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Santo del giorno
Gelazione ed Epistème m.

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ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO
Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 5 Novembre- Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme
5 Novembre
Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia dei santi.
Tono pl. 4. O straordinario prodigio!
Nutrito col latte dell’ascesi, tra molti travagli e tribolazioni, o Galazione, giungesti all’età di Cristo, divenendo sacrificio accetto, vittima perfetta, o felicissimo, per spontaneo slancio. Oh, la tua fede salda e certa! Per essa raggiungesti Dio e sei ora più perfettamente divinizzato.
Con scienza hai cercato la fonte del bene, il vertice dei desideri, illuminata nell’anima e nella mente dai suoi fulgori, o beata in Dio e abbattendo con la tua salda resistenza il drago antico dalle molte astuzie, o divino decoro delle monache, martire insigne per le molte lotte.
Due splendidissimi astri dell’Oriente spirituale sorgono per grazia e piamente rischiarano tutto il creato con gli immensi fulgori delle loro lotte e i divini bagliori delle guarigioni: celebrandone la luminosissima festa, glorifichiamo Cristo, che tramite loro tutti santifica.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Su dunque, anima mia, gemendo e facendo scaturire dal cuore fonti di lacrime, grida alla Vergine, Madre del nostro Dio: Per la moltitudine delle tue compassioni, o pura, strappami al tremendo castigo e dammi di fissar la dimora là dove è il riposo, l’eterna gioia e il gaudio.
Stavrotheotokìon.
O straordinario prodigio! O nuovo mistero! O terribile impresa! Così diceva la Vergine vedendo pendere dalla croce, in mezzo a due ladroni, te che senza doglie aveva con tremendo parto partorito; e piangeva esclamando: Ahimè, Figlio amatissimo, come dunque ti ha inchiodato alla croce il popolo duro e ingrato?
Mattutino del 5 Novembre- Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme
5 Novembre
Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme.
Al Mattutino
Dopo la consueta sticologia si recitano i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi.
Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.
Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.
Onoriamo con fede e odi spirituali gli araldi, gli astri senza tramonto, i cieli spirituali che rifulsero più del sole sulla terra, i divini martiri di Cristo.
Sorgesti da sterile radice ellenica come germoglio fiorito donato da Dio, o Galazione, offrendo al mondo i frutti della fede immutabile.
Cercando con perfetta scienza la fede in Cristo, accorresti a conoscerlo, o Episteme e trovando grazia divina, ti fidanzasti con lui come sposa.
Theotokìon. Sono annegato, me misero, nell’abisso delle mie molte colpe, ma accorro a te, Madre buona di Dio, stendi una mano in aiuto e salvami.
Ode 3. Irmòs.
Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Bramando la vita migliore e la dolcezza ineffabile, disprezzasti le cose caduche e tutte le dolcezze effimere, o Galazione, seguendo piamente Cristo con Episteme.
Liberati dai legami della carne e da ogni sorta di passione attraverso l’ascesi, vi uniste all’amore di Cristo e col martirio vi offriste come sacrificio puro.
Rinnegando il mondo per il divino amore di Cristo, vi siete piuttosto legati allo Spirito, o atleti e attraverso molte pene, diveniste degni del regno divino.
Theotokìon. Non c’è nessuno che abbia sperato nella tua protezione e non abbia ottenuto le tue molte compassioni, Vergine, perciò ti supplico di trovare anch’io il tuo soccorso.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kathisma. Tono 4. Presto intervieni.
Con la vista dell’anima rischiarata dal digiuno, illumini i fedeli con i raggi dell’impassibilità, o beato Galazione, perciò celebrando con fede la tua sacra e luminosa memoria, gridiamo piamente: tu, che hai confidenza con Cristo, supplicalo di salvarci.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Vergine purissima che generasti il Dio ineffabile, supplicalo senza sosta con gli incorporei di dare remissione delle colpe e correzione della vita prima della fine a noi, che con fede e affetto degnamente ti inneggiamo, o lodatissima.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendoti elevato sulla croce, o Verbo di Dio, la tua purissima Madre gemendo diceva: Che prodigio nuovo e straordinario è questo, Figlio mio? Come ti unisci alla morte tu, vita di tutti, volendo risuscitare i morti, o misericordioso?
Ode 4. Irmòs.
Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.
La provvidenza di Dio mostrò germoglio di beni da grembo sterile te, che moltiplicasti i frutti e con esortazioni rendesti fertile la consorte.
Hai amato Cristo, odiato il mondo, disprezzato i beni, spregiato la gloria, la delizia e l’onore, scambiando realmente le cose caduche con le perenni.
Con santa Episteme, o glorioso Galazione, hai seguito senza deviare le orme di Cristo, perciò divenisti degno anche di ricevere gloria e corona da lui.
Theotokìon. Ho macchiato molto la dimora del mio corpo, o santissima Vergine, dimora del puro Dio; purificami da tutta la corruzione delle mie passioni con le tue preghiere.
Ode 5. Irmòs.
Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con affetto vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e che ci richiami dal buio delle colpe.
Illuminato dalla divina luce e splendente dei fulgori dell’incorruttela, o sapiente Galazione, convincesti tua moglie ad essere casta con te, prendendo il giogo leggero di Cristo.
Accesi dal fuoco delle tentazioni, spegneste il fuoco delle passioni e il fuoco dell’ateismo, condividendo entrambi gli interessi nelle multiformi pene dell’anima e del corpo.
Obbedendo alla legge di Dio e sollevando la croce sulle spalle, sceglieste la vita casta e foste adornati con duplici corone, splendenti delle fatiche dell’ascesi secondo la legge.
Theotokìon. Carro luminoso del sole, purifica la corruzione dell’anima del tuo servo, ti supplico, affréttati con la grazia della tua compassione e guarisci me, malato, o Vergine, sposa di Dio.
Ode 6. Irmòs.
Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Disprezzando chiaramente le costrizioni di questa vita, sceglieste la castità, costringendo la natura e rifulgendo con doppie fatiche, foste adornati con doppie corone.
Sopportando la separazione dei corpi con l’unione delle anime nella fede, prima abbatteste i nemici incorporei e poi vinceste quelli visibili con la forza del divino Spirito.
L’illustre Galazione e la consorte divinamente sapiente Episteme lottarono duramente secondo le regole con coraggio e forza; per le loro suppliche, o Verbo, dona a tutti le tue misericordie.
Theotokìon. Rendi buona, o Sovrana la mia anima danneggiata da molte colpe e supplica Dio, datore di tutti i beni di farmi degno del suo regno superno.
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontakion.
Tono 2. Cercando le cose superne.
Foste annoverati tra le folle dei martiri di Cristo per aver splendidamente lottato con dure lotte, o glorioso Galazione, con la venerabile Episteme, tua consorte e compagna di lotta, pregando entrambi l’unico Dio per tutti noi.
Ikos.
Celebriamo con inni canori Galazione, generoso fra i martiri, con la sua gloriosissima consorte, che giustamente si chiama Episteme: essi hanno infatti abbattuto la boria del nemico, confutato l’ateismo degli idoli e predicato la fede di Cristo. Perciò ricevendo con gloria da lui le corone dell’incorruttela, senza sosta pregano per tutti noi.
Sinassario.
Il 5 di questo mese memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme.
Stichi. La spada uccise i coniugi senza coniugio, che amarono la congiunzione. Galazione ed Episteme furono fatti a pezzi il giorno cinque.
Lo stesso giorno memoria dei santi apostoli del numero dei Settanta Erma, Lino, Gaio, Filologo e Pàtroba.
Stichi. Tre apostoli amici della Trinità, Erma, Pàtroba e Gaio morirono insieme. Lanciando la rete della divina conoscenza, Gesù pescò vivo te, Lino e ti prese da questa vita. Amando te, Dio Verbo, Filologo compie le tue parole e morendo sta con te.
Lo stesso giorno san Domnino perì nel fuoco.
Stichi. Pensando al fuoco della geenna, Domnino non fu affatto spaventato affatto dal fuoco.
Lo stesso giorno Timoteo, Teofilo e Teotimo perirono uccisi a pugni.
Stichi. Sono uccisi a pugni Timoteo e due compagni più che buoni e il Verbo di Dio li onora con corone.
Lo stesso giorno san Doroteo il presbitero perì ucciso dalle belve.
Stichi. Dato alle belve, Doroteo si presentò a Dio come dono gradito.
Lo stesso giorno i santi Eupsichio e Carterio perirono per la recisione delle parti intime.
Stichi. A Carterio ed Eupsichio furono tagliati i testicoli e sopportarono con animo paziente.
Lo stesso giorno san Silvano fu ucciso gettato nel metallo fuso.
Stichi. Gettato nel metallo fuso, Silvano lascia i metalli e cambia la vita.
Lo stesso giorno san Panfilo perì raschiato e incarcerato.
Stichi. Affaticato dal carcere e prima del carcere dal raschiamento, col supplizio Panfilo ottiene giustamente doppia corona.
Lo stesso giorno memoria del venerabilissimo nostro padre Gregorio il confessore, arcivescovo di Alessandria.
Stichi. Come lasciare non incoronato l’occhio desto dell’ortodossia, o Verbo?
Lo stesso giorno sant’Agatangelo perì di speda.
Stichi. Un angelo di Cristo porta l’ultima decisione ad Agatangelo, quella della spada.
Memoria del nostro padre tra i santi il Giona il russo, arcivescovo di Novgorod, taumaturgo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
La grazia rugiadosa dello Spirito rinfrescava sapientemente voi, che eravate ustionati dal fuoco delle tentazioni e delle fatiche ascetiche e poi dalla pazienza nella pene, che sopportaste con forza nel martirio.
Per amore della purezza e dell’ascesi bramaste l’allontanamento in unione di anima e legati in forza della fede, vi uniste di nuovo nelle lotte della passione, o venerabili martiri.
Obbedendo agli ordini del Re di tutti, il lodatissimo Galazione considerò gli ordini dei pagani come stupidaggini, perciò ottenne in eredità il regno dei cieli in Cristo.
Theotokìon. Sei divenuta superiore alle potenze intelligibili, o purissima: hai tenuto infatti fra le braccia colui che loro non osano guardare affatto, perciò con voci grate ti glorifichiamo.
Ode 8. Irmòs.
Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Avendo amore più ardente per Cristo che per il desiderio naturale, allontanaste ogni pensiero che ricordava la carne e il sangue e saggiamente vi staccaste dai beni materiali.
Vi allontanaste mirabilmente dall’amore carnale e vi uniste divinamente nell’amore per la castità e vi legaste con l’amore di Cristo, o vanto dei coniugati e grande prodigio dei celibi.
Volendo conseguire il regno superno, o divino martire, lo ottenesti, comprandolo col sangue, o Galazione con Episteme, tua compagna di lotta.
Theotokìon. Come trono igneo, o purissima, porti colui che riposa nel seno paterno; supplicalo, o Madre di Dio, di scamparci dalla condanna eterna.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Accesi dall’amore di Cristo, rompeste la freddezza della vita e dell’amore naturale e i legami della carne per la Trinità, divinità unica, o martiri, entrambi vincendo la materia del corpo.
Danzando nei cieli con i cori dei martiri e delle vergini ed esultando con la tua consorte Episteme, o Galazione, dona a noi scioglimento dai mali, al sovrano vittoria, al mondo pace e grande misericordia.
Il lodatissimo, divino e sapientissimo Galazione e la venerabile Episteme, uniti saldamente nella fede lottarono valorosamente unanimi; per le loro preghiere, abbi compassione di noi, o Dio Verbo, che sei sommamente buono.
Theotokìon. Con voci grate noi, che abbiamo ottenuto realmente la divinizzazione ti inneggiamo e gridiamo: Salve, purissima, salve, benedetta, salve, palazzo del Re di tutti e Dio, salve, Madre di Dio.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Exapostilarion. Tu che il cielo.
Nutrito col latte della fede, o martire Galazione, con la venerabile Episteme lottasti sino alla fine: per la vostra santa intercessione, possiamo noi essere liberati dalla geenna.
Theotokìon.
Glorificandoti, o Vergine, con inni di grazie, con l’angelo gridiamo a te il saluto: Salve, Madre di Dio: salve, Madre senza nozze del Re della gloria.
Quindi il resto del Mattutino e il congedo.
Vespro del 5 Novembre- Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme
5 Novembre
Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia dei santi.
Tono pl. 4. O straordinario prodigio!
Nutrito col latte dell’ascesi, tra molti travagli e tribolazioni, o Galazione, giungesti all’età di Cristo, divenendo sacrificio accetto, vittima perfetta, o felicissimo, per spontaneo slancio. Oh, la tua fede salda e certa! Per essa raggiungesti Dio e sei ora più perfettamente divinizzato.
Con scienza hai cercato la fonte del bene, il vertice dei desideri, illuminata nell’anima e nella mente dai suoi fulgori, o beata in Dio e abbattendo con la tua salda resistenza il drago antico dalle molte astuzie, o divino decoro delle monache, martire insigne per le molte lotte.
Due splendidissimi astri dell’Oriente spirituale sorgono per grazia e piamente rischiarano tutto il creato con gli immensi fulgori delle loro lotte e i divini bagliori delle guarigioni: celebrandone la luminosissima festa, glorifichiamo Cristo, che tramite loro tutti santifica.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Su dunque, anima mia, gemendo e facendo scaturire dal cuore fonti di lacrime, grida alla Vergine, Madre del nostro Dio: Per la moltitudine delle tue compassioni, o pura, strappami al tremendo castigo e dammi di fissar la dimora là dove è il riposo, l’eterna gioia e il gaudio.
Stavrotheotokìon.
O straordinario prodigio! O nuovo mistero! O terribile impresa! Così diceva la Vergine vedendo pendere dalla croce, in mezzo a due ladroni, te che senza doglie aveva con tremendo parto partorito; e piangeva esclamando: Ahimè, Figlio amatissimo, come dunque ti ha inchiodato alla croce il popolo duro e ingrato?
Mattutino del 5 Novembre- Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme
5 Novembre
Memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme.
Al Mattutino
Dopo la consueta sticologia si recitano i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi.
Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.
Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.
Onoriamo con fede e odi spirituali gli araldi, gli astri senza tramonto, i cieli spirituali che rifulsero più del sole sulla terra, i divini martiri di Cristo.
Sorgesti da sterile radice ellenica come germoglio fiorito donato da Dio, o Galazione, offrendo al mondo i frutti della fede immutabile.
Cercando con perfetta scienza la fede in Cristo, accorresti a conoscerlo, o Episteme e trovando grazia divina, ti fidanzasti con lui come sposa.
Theotokìon. Sono annegato, me misero, nell’abisso delle mie molte colpe, ma accorro a te, Madre buona di Dio, stendi una mano in aiuto e salvami.
Ode 3. Irmòs.
Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Bramando la vita migliore e la dolcezza ineffabile, disprezzasti le cose caduche e tutte le dolcezze effimere, o Galazione, seguendo piamente Cristo con Episteme.
Liberati dai legami della carne e da ogni sorta di passione attraverso l’ascesi, vi uniste all’amore di Cristo e col martirio vi offriste come sacrificio puro.
Rinnegando il mondo per il divino amore di Cristo, vi siete piuttosto legati allo Spirito, o atleti e attraverso molte pene, diveniste degni del regno divino.
Theotokìon. Non c’è nessuno che abbia sperato nella tua protezione e non abbia ottenuto le tue molte compassioni, Vergine, perciò ti supplico di trovare anch’io il tuo soccorso.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kathisma. Tono 4. Presto intervieni.
Con la vista dell’anima rischiarata dal digiuno, illumini i fedeli con i raggi dell’impassibilità, o beato Galazione, perciò celebrando con fede la tua sacra e luminosa memoria, gridiamo piamente: tu, che hai confidenza con Cristo, supplicalo di salvarci.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Vergine purissima che generasti il Dio ineffabile, supplicalo senza sosta con gli incorporei di dare remissione delle colpe e correzione della vita prima della fine a noi, che con fede e affetto degnamente ti inneggiamo, o lodatissima.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendoti elevato sulla croce, o Verbo di Dio, la tua purissima Madre gemendo diceva: Che prodigio nuovo e straordinario è questo, Figlio mio? Come ti unisci alla morte tu, vita di tutti, volendo risuscitare i morti, o misericordioso?
Ode 4. Irmòs.
Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.
La provvidenza di Dio mostrò germoglio di beni da grembo sterile te, che moltiplicasti i frutti e con esortazioni rendesti fertile la consorte.
Hai amato Cristo, odiato il mondo, disprezzato i beni, spregiato la gloria, la delizia e l’onore, scambiando realmente le cose caduche con le perenni.
Con santa Episteme, o glorioso Galazione, hai seguito senza deviare le orme di Cristo, perciò divenisti degno anche di ricevere gloria e corona da lui.
Theotokìon. Ho macchiato molto la dimora del mio corpo, o santissima Vergine, dimora del puro Dio; purificami da tutta la corruzione delle mie passioni con le tue preghiere.
Ode 5. Irmòs.
Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con affetto vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e che ci richiami dal buio delle colpe.
Illuminato dalla divina luce e splendente dei fulgori dell’incorruttela, o sapiente Galazione, convincesti tua moglie ad essere casta con te, prendendo il giogo leggero di Cristo.
Accesi dal fuoco delle tentazioni, spegneste il fuoco delle passioni e il fuoco dell’ateismo, condividendo entrambi gli interessi nelle multiformi pene dell’anima e del corpo.
Obbedendo alla legge di Dio e sollevando la croce sulle spalle, sceglieste la vita casta e foste adornati con duplici corone, splendenti delle fatiche dell’ascesi secondo la legge.
Theotokìon. Carro luminoso del sole, purifica la corruzione dell’anima del tuo servo, ti supplico, affréttati con la grazia della tua compassione e guarisci me, malato, o Vergine, sposa di Dio.
Ode 6. Irmòs.
Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Disprezzando chiaramente le costrizioni di questa vita, sceglieste la castità, costringendo la natura e rifulgendo con doppie fatiche, foste adornati con doppie corone.
Sopportando la separazione dei corpi con l’unione delle anime nella fede, prima abbatteste i nemici incorporei e poi vinceste quelli visibili con la forza del divino Spirito.
L’illustre Galazione e la consorte divinamente sapiente Episteme lottarono duramente secondo le regole con coraggio e forza; per le loro suppliche, o Verbo, dona a tutti le tue misericordie.
Theotokìon. Rendi buona, o Sovrana la mia anima danneggiata da molte colpe e supplica Dio, datore di tutti i beni di farmi degno del suo regno superno.
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontakion.
Tono 2. Cercando le cose superne.
Foste annoverati tra le folle dei martiri di Cristo per aver splendidamente lottato con dure lotte, o glorioso Galazione, con la venerabile Episteme, tua consorte e compagna di lotta, pregando entrambi l’unico Dio per tutti noi.
Ikos.
Celebriamo con inni canori Galazione, generoso fra i martiri, con la sua gloriosissima consorte, che giustamente si chiama Episteme: essi hanno infatti abbattuto la boria del nemico, confutato l’ateismo degli idoli e predicato la fede di Cristo. Perciò ricevendo con gloria da lui le corone dell’incorruttela, senza sosta pregano per tutti noi.
Sinassario.
Il 5 di questo mese memoria dei santi martiri Galazione ed Episteme.
Stichi. La spada uccise i coniugi senza coniugio, che amarono la congiunzione. Galazione ed Episteme furono fatti a pezzi il giorno cinque.
Lo stesso giorno memoria dei santi apostoli del numero dei Settanta Erma, Lino, Gaio, Filologo e Pàtroba.
Stichi. Tre apostoli amici della Trinità, Erma, Pàtroba e Gaio morirono insieme. Lanciando la rete della divina conoscenza, Gesù pescò vivo te, Lino e ti prese da questa vita. Amando te, Dio Verbo, Filologo compie le tue parole e morendo sta con te.
Lo stesso giorno san Domnino perì nel fuoco.
Stichi. Pensando al fuoco della geenna, Domnino non fu affatto spaventato affatto dal fuoco.
Lo stesso giorno Timoteo, Teofilo e Teotimo perirono uccisi a pugni.
Stichi. Sono uccisi a pugni Timoteo e due compagni più che buoni e il Verbo di Dio li onora con corone.
Lo stesso giorno san Doroteo il presbitero perì ucciso dalle belve.
Stichi. Dato alle belve, Doroteo si presentò a Dio come dono gradito.
Lo stesso giorno i santi Eupsichio e Carterio perirono per la recisione delle parti intime.
Stichi. A Carterio ed Eupsichio furono tagliati i testicoli e sopportarono con animo paziente.
Lo stesso giorno san Silvano fu ucciso gettato nel metallo fuso.
Stichi. Gettato nel metallo fuso, Silvano lascia i metalli e cambia la vita.
Lo stesso giorno san Panfilo perì raschiato e incarcerato.
Stichi. Affaticato dal carcere e prima del carcere dal raschiamento, col supplizio Panfilo ottiene giustamente doppia corona.
Lo stesso giorno memoria del venerabilissimo nostro padre Gregorio il confessore, arcivescovo di Alessandria.
Stichi. Come lasciare non incoronato l’occhio desto dell’ortodossia, o Verbo?
Lo stesso giorno sant’Agatangelo perì di speda.
Stichi. Un angelo di Cristo porta l’ultima decisione ad Agatangelo, quella della spada.
Memoria del nostro padre tra i santi il Giona il russo, arcivescovo di Novgorod, taumaturgo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
La grazia rugiadosa dello Spirito rinfrescava sapientemente voi, che eravate ustionati dal fuoco delle tentazioni e delle fatiche ascetiche e poi dalla pazienza nella pene, che sopportaste con forza nel martirio.
Per amore della purezza e dell’ascesi bramaste l’allontanamento in unione di anima e legati in forza della fede, vi uniste di nuovo nelle lotte della passione, o venerabili martiri.
Obbedendo agli ordini del Re di tutti, il lodatissimo Galazione considerò gli ordini dei pagani come stupidaggini, perciò ottenne in eredità il regno dei cieli in Cristo.
Theotokìon. Sei divenuta superiore alle potenze intelligibili, o purissima: hai tenuto infatti fra le braccia colui che loro non osano guardare affatto, perciò con voci grate ti glorifichiamo.
Ode 8. Irmòs.
Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Avendo amore più ardente per Cristo che per il desiderio naturale, allontanaste ogni pensiero che ricordava la carne e il sangue e saggiamente vi staccaste dai beni materiali.
Vi allontanaste mirabilmente dall’amore carnale e vi uniste divinamente nell’amore per la castità e vi legaste con l’amore di Cristo, o vanto dei coniugati e grande prodigio dei celibi.
Volendo conseguire il regno superno, o divino martire, lo ottenesti, comprandolo col sangue, o Galazione con Episteme, tua compagna di lotta.
Theotokìon. Come trono igneo, o purissima, porti colui che riposa nel seno paterno; supplicalo, o Madre di Dio, di scamparci dalla condanna eterna.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Accesi dall’amore di Cristo, rompeste la freddezza della vita e dell’amore naturale e i legami della carne per la Trinità, divinità unica, o martiri, entrambi vincendo la materia del corpo.
Danzando nei cieli con i cori dei martiri e delle vergini ed esultando con la tua consorte Episteme, o Galazione, dona a noi scioglimento dai mali, al sovrano vittoria, al mondo pace e grande misericordia.
Il lodatissimo, divino e sapientissimo Galazione e la venerabile Episteme, uniti saldamente nella fede lottarono valorosamente unanimi; per le loro preghiere, abbi compassione di noi, o Dio Verbo, che sei sommamente buono.
Theotokìon. Con voci grate noi, che abbiamo ottenuto realmente la divinizzazione ti inneggiamo e gridiamo: Salve, purissima, salve, benedetta, salve, palazzo del Re di tutti e Dio, salve, Madre di Dio.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Exapostilarion. Tu che il cielo.
Nutrito col latte della fede, o martire Galazione, con la venerabile Episteme lottasti sino alla fine: per la vostra santa intercessione, possiamo noi essere liberati dalla geenna.
Theotokìon.
Glorificandoti, o Vergine, con inni di grazie, con l’angelo gridiamo a te il saluto: Salve, Madre di Dio: salve, Madre senza nozze del Re della gloria.
Quindi il resto del Mattutino e il congedo.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
8X
1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
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E I LUOGHI DI CULTO
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cultura e formazione
cultura e formazione
La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













