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Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia

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Santo del giorno

Dormizione della Madre di Dio. Simpliciano.

La Dormizione della nostra santissima Signora Theotokos e semprevergine Maria: Dopo l’Ascensione del Signore, la Madre di Dio rimase affidata alle cu…
CALENDARIO
15 Agosto 2026
Dormizione della Santissima Madre di Dio
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
MARCO 8,34

PREGHIERE DEL GIORNO

LA PREGHIERA DEL VESPERO
15 Agosto 2026

Vespro del 15 Agosto – Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea

15 Agosto

Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea.

Al Piccolo Vespro.

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia, ripetendo il primo.

Tono 2. Quali corone di lode.

Con quali labbra proclamiamo beata noi, umili, la Theotòkos più venerabile di tutto il creato e più santa dei cherubini e di tutti gli angeli, trono del Re immutabile, dimora in cui ha abitato l’Altissimo, salvezza dell’universo, santificazione divina, che nella sua divina memoria concede copiosamente grande misericordia ai credenti.

Quali canti frementi ti portavano allora, o Vergine? Tutti gli apostoli del Verbo, circondando il tuo letto funebre, stupivano gridando: Parte il palazzo del Re, si alza l’arca della santità; aprìtevi, porte, per far entrare nella grande gioia la porta di Dio, che chiede senza sosta grande misericordia per il mondo.

Quali canti spirituali ti offriamo ora, o Santissima? Con la tua immortale dormizione, infatti, hai santificato tutto il mondo e ti sei trasferita nella realtà sovramondana, per contemplare la bellezza dell’Onnipotente ed esultare con lui come Madre, accompagnata dalle schiere degli angeli e dalle anime dei giusti, o Pura; con loro chiedi per noi pace e grande misericordia.

Gloria. E ora. Tono 2.

La più alta dei cieli e più glorificata dei cherubini e più venerabile di tutto il creato, che per straordinaria purezza è divenuta ricettacolo dell’eterna essenza, offre oggi nelle mani del Figlio la santissima anima e con lei tutto si riempie di letizia e ci dona grande misericordia.

Allo stico, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

L’assemblea dei discepoli, venendo dai confini, per ordine onnipotente, si è riunita per seppellire la Madre Genitrice di Dio.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo.

La Sposa di Dio, la Vergine Regina, la gloria degli eletti, il vanto delle vergini si trasferisce presso suo Figlio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide.

Il coro dei discepoli si è riunito in modo straordinario dai confini del mondo per seppellire il tuo corpo divino e incorrotto.

Gloria. E ora. Uguale.

O Sovrana buona, alza le tue sante mani verso tuo Figlio, plasmatore e amico delle anime, affinché sia compassionevole con i tuoi servi.

Apolytìkion. Tono 1.

Nella natività hai conservato la verginità, * nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; * sei passata alla Vita, pur essendo Madre della Vita * e con la tua intercessione riscatti, * dalla morte le nostre anime.

Piccola ectenia e conclusione.

Al Grande Vespro

La prima stasi di Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia da ripetere due volte.

Tono 1. Autòmelo.

O straordinario prodigio! La fonte della vita è deposta in un sepolcro e la tomba diviene scala per il cielo; rallegrati, Getsemani, santo sacrario della Theotòkos. Con a capo Gabriele, fedeli, gridiamo: Salve, piena di grazia, con te è il Signore che per te dona al mondo la grande misericordia (2).

Oh, i tuoi misteri, o pura! Ti rivelasti trono dell’Altissimo e oggi sei passata dalla terra al cielo, o Sovrana. La tua nobile gloria rifulge di grazie divinamente splendenti. Vergini, levatevi in alto con la Madre del Re. Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te dona al mondo la grande misericordia (2).

Glorificano la tua dormizione potestà, troni, principati, dominazioni, potenze, cherubini e i tremendi serafini; esultano gli abitanti della terra, fregiandosi della tua divina gloria; cadono ai tuoi piedi i re con gli arcangeli e gli angeli e cantano: Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te dona al mondo la grande misericordia (2).

Gloria. E ora. Tono 1.

Gli apostoli teofori, portati su nubi per l’aria da ogni parte del mondo, a un cenno del divino potere, Tono pl. 1. giunti presso il tuo corpo purissimo e origine di vita, gli tributavano le più calde manifestazioni del loro amore. Tono 2. Le supreme potenze dei cieli, presentandosi con il loro Sovrano, Tono pl. 2. scortano piene di timore il corpo purissimo che accolse Dio; lo precedono in ascesa ultramondana e, invisibili, gridano alle schiere che stanno più in alto: Ecco, è giunta la Madre di Dio, regina dell’universo. Tono 3. Sollevate le porte e accogliete con onori degni del regno ultramondano la Madre dell’eterna luce. Tono grave. Grazie a lei, infatti, si è attuata la salvezza di tutti i mortali. In lei non abbiamo la forza di fissare lo sguardo ed è impossibile tributarle degno onore. Tono 4. La sua sovreminenza eccede infatti ogni mente. Tono pl. 4. Tu dunque, o pura Madre di Dio, che sempre vivi con il tuo Re e Figlio apportatore di vita, senza sosta prega perché sia preservato e salvato da ogni attacco avverso il tuo nuovo popolo: noi godiamo infatti della tua protezione, Tono 1. e per i secoli, con ogni splendore, ti proclamiamo beata.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura dalla Genesi (28,10-17).

Giacobbe partì dal pozzo del giuramento e si diresse verso Carran; si imbatté in un luogo e là si mise a dormire perché era tramontato il sole. Prese una delle pietre che erano lì e se la pose sotto il capo, si addormentò in quel luogo e sognò: ed ecco, una scala appoggiava sulla terra e la sua cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa, mentre il Signore vi si appoggiava e gli disse: Io sono il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco, non temere: la terra su cui giaci, la darò a te e alla tua discendenza. E la tua discendenza sarà come la sabbia della terra e si estenderà verso il mare, verso mezzogiorno, verso settentrione e verso oriente e saranno benedette in te e nella tua discendenza tutte le tribù della terra. Ed ecco, io sono con te per custodirti in tutto il cammino che farai; e ti farò tornare in questa terra, perché non ti abbandonerò sinché io non abbia fatto tutto quello di cui ti ho parlato. E Giacobbe si destò dal suo sonno e disse: Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo! Ebbe timore e disse: Quanto è tremendo questo luogo! Altro non è che la casa di Dio e questa è la porta del cielo.

Lettura dalla profezia di Ezechiele (43,27-44,4).

Apartire dal giorno ottavo, i sacerdoti offriranno sull’altare i vostri olocausti e i vostri sacrifici pacifici e voi mi sarete accetti, dice il Signore. E mi fece volgere per la via della porta esterna del santuario che guarda ad oriente ed essa era chiusa. E il Signore mi disse: Questa porta resterà chiusa, non verrà aperta e nessuno passerà per essa, perché per essa entrerà il Signore Dio d’Israele e rimarrà chiusa. Poiché il principe, lui siede in essa per prender cibo. Entrerà per la via del portico della porta e per la sua via uscirà. E mi introdusse per la via della porta che guarda a settentrione, di fronte al tempio: e vidi ed ecco, era piena di gloria la casa del Signore.

Lettura dai Proverbi (9,1-11).

La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e dirigere l’intelligenza con la conoscenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Da’ un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e continuerà ad accogliere istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.

Alla liti, stichirà idiòmela. Tono 1.

Era conveniente che i testimoni oculari e ministri del Verbo vedessero anche la dormizione della Madre sua secondo la carne, l’ultimo dei misteri che la riguarda, perché non risultassero spettatori solo dell’ascensione del Salvatore dalla terra, ma anche testimoni del transito di colei che lo aveva generato. Trasportati dunque per divina potenza da ogni parte del mondo, raggiunsero il monte Sion e scortarono colei che, più elevata dei cherubini, si affrettava verso il cielo. Anche noi con loro la veneriamo come colei che intercede per le nostre anime.

Tono 2. Di Anatolio.

Colei che è più alta dei cieli, più gloriosa dei cherubini e più venerabile di ogni creatura, che per la sua sovreminente purezza divenne ricettacolo dell’eterna essenza, consegna oggi la sua santissima anima nelle mani del Figlio: per lei tutto l’universo è colmato di gioia e a noi è data la grande misericordia.

Stesso tono. Di Giovanni.

La sposa purissima e Madre della benevolenza del Padre, colei che da Dio fu prescelta come luogo della sua unione senza confusione, consegna oggi l’anima pura a Dio Creatore: l’accolgono in modo divinamente degno le schiere degli incorporei e viene trasferita alla vita colei che è davvero Madre della vita, lampada della luce inaccessibile, salvezza dei credenti e speranza delle nostre anime.

Tono 3. Di Germano.

Venite confini tutti della terra, proclamiamo beato l’augusto transito della Madre di Dio: nelle mani del Figlio infatti consegna l’anima pura, perciò il mondo con la sua santa dormizione è richiamato alla vita e con gioia festeggia con gli incorporei e gli apostoli, con salmi, inni e cantici spirituali.

Gloria. Tono pl. 1. Di Teofane.

Vieni, assemblea degli amici della festa; venite e formiamo un coro, venite e coroniamo di canti la Chiesa nel giorno in cui l’arca di Dio giunge al luogo del suo riposo. Oggi infatti il cielo apre il suo grembo per ricevere colei che partorì colui che l’universo non può contenere; e la terra, consegnando la fonte della vita, si abbiglia di benedizione e decoro. Gli angeli danzano con gli apostoli, fissando pieni di timore colei che partorì l’autore della nostra vita mentre passa da vita a vita. Veneriamola tutti pregando: Non dimenticarti, Sovrana, della comunanza di stirpe con quanti festeggiano con fede la tua santissima dormizione.

E ora. Stesso tono.

Cantate, popoli, cantate alla Madre del nostro Dio: oggi infatti essa depone la sua anima tutta di luce nelle mani immacolate di colui che s’incarnò da lei senza seme: presso di lui essa senza sosta intercede perché a tutta la terra siano donate la pace e la grande misericordia.

Allo stico, stichirà idiòmela. Tono 4.

Venite, popoli, celebriamo la santissima Vergine pura, da cui ineffabilmente venne, incarnato, il Verbo del Padre; acclamiamo e diciamo: Benedetta tu fra le donne, benedetto il grembo che ha portato Cristo. Tu che hai deposto l’anima nelle sue sante mani, o pura, intercedi ora per la salvezza delle nostre anime.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Le folle degli angeli in cielo e la stirpe degli uomini in terra proclamano beata la tua augusta dormizione, santissima Vergine pura, poiché divenisti Madre di Cristo Dio, Creatore di tutti. Non smettere, ti preghiamo, di implorarlo per noi che, dopo Dio, in te abbiamo riposto le nostre speranze, Madre di Dio inneggiatissima, ignara di nozze.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà, del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Cantiamo oggi, o popoli, il cantico di Davide a Cristo Dio: Saranno condotte al Re le vergini dietro a lei, le sue compagne saranno condotte con gioia ed esultanza poiché la figlia di Davide, grazie alla quale fummo divinizzati, passa gloriosamente e ineffabilmente nelle mani del proprio Figlio e Sovrano; inneggiandola come Madre di Dio, acclamiamo dicendo: Salva da ogni sventura quanti ti confessano Madre di Dio e libera dai pericoli le nostre anime.

Gloria. E ora. Tono 4.

Quando te ne andasti, o Vergine Theotòkos, presso colui che da te ineffabilmente è nato, erano presenti Giacomo fratello di Dio e primo gerarca, con Pietro, venerabilissimo e sommo corifeo dei teologi e tutto il coro divino degli apostoli: con inni teologici atti a manifestarne la divinità, essi celebravano il divino e straordinario mistero dell’economia di Cristo Dio; e seppellendo il tuo corpo origine di vita e dimora di Dio, gioivano, o inneggiatissima. Dall’alto le santissime e nobilissime schiere degli angeli, guardavano con stupore il prodigio e a testa china le une alle altre dicevano: Sollevate le vostre porte e accogliete colei che partorì il Creatore del cielo e della terra; inneggiamo con dossologie il corpo santo e venerabile che ospitò il Signore per noi invisibile. E noi pure, festeggiando la tua memoria, a te gridiamo, o inneggiatissima: Solleva la fronte dei cristiani e salva le nostre anime.

Apolytìkion. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime (3).

Segue la conclusione.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
15 Agosto 2026

Mattutino del 15 Agosto – Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea

15 Agosto

Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea.

Al Mattutino.

Dopo la prima sticologia, kàthisma. Tono 1. Stupì Giuseppe.

Proclamalo, Davide: Che cos’è questa festa? E’ quella, dice, che cantai nel libro dei Salmi: quando si parla di quella figlia, divina Madre e Vergine, che il Cristo, da lei nato senza seme, trasferisce nelle superne dimore: perciò gioiscono le madri, le figlie e le spose di Cristo, acclamando: Salve, tu che sei passata alla reggia celeste.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 1. I soldati a guardia.

Il venerabilissimo coro dei sapienti apostoli si riunì prodigiosamente per dare gloriosa sepoltura al tuo corpo senza macchia, o lodatissima Theotòkos; con loro anche le folle degli angeli celebravano il tuo transito facendone sacre lodi: e anche noi con fede lo festeggiamo.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Nel tuo parto senza seme il concepimento, nella tua dormizione, senza corruzione la morte: concorse un doppio prodigio nel prodigio, o Theotòkos! Come, infatti, l’ignara d’uomo vergine allatta? Come la Madre di Dio morta profuma? Perciò con l’angelo a te gridiamo: Salve, piena di grazia.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.

Prokìmenon.

Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Ogni spirito e il vangelo secondo Luca (1,39-49.56).

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto all’adempimento delle parole del Signore. Allora Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e santo è il suo nome. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Salmo 50. Gloria. Per l’intercessione della Theotòkos. E ora. Per l’intercessione della Theotòkos. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.

Idiòmelon. Tono pl. 2. Di Byzas.

Quando era ormai vicino il transito della pura dimora del tuo corpo, gli apostoli, circondando il tuo letto, ti guardavano con tremore; mentre gli uni continuavano a fissarti in preda allo stupore, Pietro tra le lacrime ti gridava: O Vergine, io vedo proprio te, la vita di tutti, distesa supina e sbigottisco, perché in te dimorò il gaudio della vita futura. Supplica dunque con ardore, o pura, il tuo Figlio e Dio, perché la tua città sia custodita illesa.

Si cantano due canoni, il primo per otto stichi compresi gli irmì, il secondo per sei sempre con gli irmì. Alla fine di nuovo gli irmì. Acròstico del primo canone: Festeggino gli ispirati da Dio. Poema del signor Cosma.

Ode 1. Tono 1. Irmòs

Adorna di divina gloria, la tua sacra e illustre memoria, o Vergine, ha convocato alla festa tutti i fedeli che, preceduti da Maria con danze e timpani, cantano al tuo Unigenito: Con gloria si è glorificato.

Le schiere degli abitanti del cielo scortavano il tuo corpo divino in Sion; la moltitudine degli apostoli, Madre di Dio, subito riunita dai confini, si trovò presente; con loro glorifichiamo, casta Vergine, la tua veneranda memoria.

Vincesti la natura, generando Dio, o Pura; tuttavia, imitando il tuo Creatore e Figlio, ti sei sottomessa alla natura pur superandola; perciò dopo la morte sorgi per vivere eternamente col tuo Figlio.

Secondo canone, poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e cantero lieto la sua dormizione.

Vergini giovinette, con la profetessa Maria, cantate ora il canto dell’esodo: perché la Vergine, la sola Madre di Dio è trasferita all’eredità celeste.

Degnamente, come cielo vivente, ti hanno accolta, o purissima, le divine tende celesti: e tu, nella tua radiosa bellezza, hai preso posto come purissima sposa presso colui che è Re e Dio.

Ode 3. Irmòs.

Sapienza e potenza di Dio, che crei e reggi tutto, rendi stabile e inconcussa la Chiesa, o Cristo, perché tu solo sei santo e riposi nel santuario.

I famosi apostoli, sapendoti donna mortale, ma anche Madre di Dio oltre natura, ti toccavano con mani tremanti, vedendoti rivestita di gloria come tempio portatore della divinità, o purissima.

La giustizia di Dio colpì la mano empia del presuntuoso, Dio custodì l’onore dovuto all’arca spirituale, gloria della divinità, in cui il Verbo prese carne.

Secondo canone. Irmòs.

Come sorgente viva e copiosa, o Theotòkos, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nel giorno della tua divina gloria di corone di gloria rendili degni.

Generata da lombi mortali, o pura, conforme alla natura hai compiuto il tuo esodo: ma poiché hai partorito la vera vita, sei passata alla vita divina ed enipostàtica.

La folla dei teologi dai confini e la moltitudine degli angeli dall’alto si affrettavano verso il monte Sion al cenno della divina potenza, per officiare ben doverosamente, o Sovrana, la tua sepoltura.

Ypakoí. Tono pl. 1.

Da tutte le generazioni ti diciamo beata, o Madre di Dio Vergine, perché in te si compiacque dimorare Cristo nostro Dio, che nessuna dimora può ospitare. Beati anche noi, che abbiamo te come protezione: giorno e notte, infatti, tu intercedi per noi e per le tue suppliche si consolidano gli scettri del regno. Celebrandoti dunque, a te acclamiamo: Salve, piena di grazia, il Signore e con te.

Ode 4. Irmòs.

I detti e gli enigmi dei profeti hanno mostrato, o Cristo, che la tua incarnazione dalla Vergine sarebbe venuta come tuo sfolgorante splendore, per illuminare le genti e l’abisso nell’esultanza a te grida: Alla tua potenza sia gloria, o filantropo.

Guardate popoli e meravigliatevi: il santo monte di Dio, infatti, a tutti visibile s’innalza sopra le dimore celesti; il cielo terrestre si stabilisce nella dimora celeste e incorruttibile.

 La tua morte divenne passaggio a una vita eterna e migliore, o Pura: davvero ti trasferì dal provvisorio all’infinito divino per contemplare in letizia il tuo Figlio e Signore, o casta.

Si aprirono le porte celesti, gli angeli inneggiavano e Cristo ha accolto il cimelio materno della sua verginità; con letizia ti servivano i cherubini e i serafini con gioia ti glorificavano.

Secondo canone. Irmòs.

Contemplando l’imperscrutabile consiglio divino della tua incarnazione dalla Vergine, o Altissimo, il profeta Avvacùm esclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Motivo di sbigottimento era vedere il cielo vivente del Re dell’universo, discendere nelle cavità della terra. Come sono mirabili le tue opere, gloria alla tua potenza, Signore!

Al tuo transito, Madre di Dio, le schiere degli angeli, con gioia e timore, coprivano con le loro sacratissime ali il tuo corpo dall’immenso spazio capace di Dio.

Se l’ineffabile suo frutto, per cui essa divenne cielo, volontariamente accettò la tomba come mortale, potrà forse ricusarla colei che lo generò senza nozze?

Ode 5. Irmòs.

Narrerò, o Cristo, l’ineffabile divina bellezza delle tue magnificenze: rifulgendo infatti dall’eterna gloria, come coeterna irradiazione enipostatica, come sole sei sorto incarnato da grembo verginale, per quanti sono nel buio e nell’ombra.

Trasportato come su nube, o Vergine, il coro degli apostoli si riunì in Sion, venendo dai confini per servirti, o nube leggera, da cui Dio Altissimo, Sole di giustizia irraggiò, su quanti sono nell’ombra e nelle tenebre.

Le lingue ispirate dei teologi, istruite dallo Spirito, cantavano alla Theotòkos un inno per la partenza, più risonante di una tromba: Salve, fonte inesauribile dell’incarnazione di Dio, vita e salvezza di tutti.

Secondo canone. Irmòs.

Sbigottisce l’universo per la tua divina gloria: perché tu, Vergine ignara di nozze, dalla terra fosti trasferita alle eterne dimore e alla vita senza fine, da dove doni salvezza a tutti i tuoi cantori.

Echeggino oggi le trombe dei teologi e la lingua umana dai tanti suoni esprima ora la lode; risuoni l’etere tutt’intorno, risplendendo di luce infinita; cantino gli angeli la dormizione della Vergine.

Lo scrigno d’elezione eccelleva inneggiandoti, tutto in estasi, o Vergine, fuori del mondo, tutto consacrato a Dio, rivelandosi a tutti ispirato da Dio, come realmente era, o Theotòkos inneggiatissima.

Ode 6. Irmòs.

Il mostro nato dal mare, il fuoco delle viscere oceaniche, era prefigurazione della tua sepoltura di tre giorni, di cui Giona si rivelò interprete: salvo infatti come era stato inghiottito, indenne gridava: Sacrificherò a te con voce di lode, Signore.

Dio, Re universale, ti concede ciò che oltrepassa la natura: come nella maternità ti conservò vergine, così ha conservato nella tomba il tuo corpo incorrotto; e ti ha dato la gloria di una divina ascensione, rendendoti onore, come un Figlio a sua madre.

In verità tuo Figlio, Vergine, ti ha posto nel Santo dei Santi come brillante candeliere acceso di fiamma immateriale, come incensiere d’oro pieno di brace divina, come la coppa della manna, la verga e la tavola scritta da Dio, come arca santa e tavola del pane di vita.

Secondo canone.

Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Theotòkos, o voi di senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.

Da te è sorta la vita, senza sciogliere i vincoli della tua verginità. Come ha dunque potuto la pura dimora del tuo corpo, origine di vita, partecipare all’esperienza della morte?

Tu che sei stata sacrario della vita, hai raggiunto l’eterna vita: attraverso la morte, infatti, sei passata alla vita, tu che hai partorito la vita enipostatica.

Kontàkion autòmelo. Tono 2.

Nella intercessione Madre di Dio sempre desta * e nella protezione immutabile speranza, * tomba e morte non hanno trattenuto. * Quale infatti Madre della vita * l’ha trasferita alla vita, *colui che ha dimorato un grembo sempre vergine.

Ikos.

Cingi la mia mente di un baluardo, o mio Salvatore, perché abbia l’ardire di celebrare il baluardo del mondo, la Madre tua pura. Rafforzami con una torre di parole ed eleva per me roccaforti di pensieri: poiché sempre tu dai compimento alle richieste di chi chiede con fede. Donami dunque tu lingua, espressione, pensiero di cui non debba restar confuso, perché ogni dono di illuminazione proviene da te, o illuminatore, che hai preso dimora in un grembo sempre vergine.

Sinassario.

Il 15 di questo mese, memoria dell’augusto transito della gloriosissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.

Stichi. Non stupisce la morte della Vergine salvezza del mondo, poiché l’artefice del mondo morì nella carne. Vive per sempre la Theotòkos, anche se il 15 muore.

Per le sue sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci come buono e filantropo. Amìn.

Ode 7. Irmòs.

Il divino amore, contrastando il protervo furore e il fuoco, irrorava le fiamme di rugiada e irrideva il furore col razionale suono ispirato della lira a tre voci dei santi, facendo eco agli strumenti musicali in mezzo alla fiamma: O glorioso Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Mosè nella sua ira spezzò le tavole fatte da Dio e scritte dal Santo Spirito; ma il suo Signore, avendo conservata intatta l’integrità di colei che lo generò, l’ha stabilita, ora, nelle dimore celesti; esultando con lei, cantiamo a Cristo: Gloriosissimo Dio dei nostri padri e nostro, tu sei benedetto.

Al suono dei cembali delle nostre labbra pure, dell’arpa armoniosa dei nostri cuori, della tromba squillante dei nostri pensieri elevati, battendo le nostre mani pie, cantiamo in questo giorno solenne e santo della traslazione della pura Vergine: Gloriosissimo Dio dei nostri padri e nostro, tu sei benedetto.

Il popolo divino si è riunito poiché la tenda della gloria di Dio viene traslata alla dimora celeste, dov’è voce di giubilo ineffabile, il puro suono dei festanti, che con letizia gridano a Cristo: Glorioso Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Secondo canone. 

Ifanciulli di senno divino non adorarono la creatura in luogo del Creatore, ma calpestando con coraggio la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: Celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Giovani e fanciulle, anziani e capi, re e giudici, onorando la memoria della Vergine e Madre di Dio, cantate: O Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Suonino i monti celesti la tromba dello Spirito, esultino i colli e balzino di gioia gli apostoli divini: la Regina va verso il Figlio, per regnare con lui.

L’augustissimo transito della tua divina e pura Madre radunò le schiere iperuranie delle potenze superne per festeggiare con quanti sulla terra ti cantano: O Dio, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Il potentissimo angelo di Dio mostrò ai fanciulli come la fiamma irrorasse di rugiada i santi e bruciasse invece gli empi; e così ha reso la Theotòkos fonte vivificante, da cui zampillano insieme la distruzione della morte e la vita per quanti cantano: Noi redenti celebriamo l’unico Creatore e lo sovresaltiamo per tutti i secoli.

Tutta la moltitudine degli apostoli riuniti in Sion accompagnava con queste parole l’arca divina della santità: Dove vai ora, tempio del Dio vivente? Non abbandonarci, ma veglia su quanti cantano con fede: Noi, i redenti, cantiamo l’unico Creatore ed esaltiamolo in tutti i secoli.

La Purissima, levando le mani, mentre se ne andava, quelle mani che avevano abbracciato il Dio incarnato, con franchezza, come Madre, disse a suo Figlio: Conserva nei secoli coloro che mi hai dato e che gridano: Noi, i redenti, cantiamo l’unico Creatore ed esaltiamolo in tutti i secoli.

Secondo canone.

Il parto della Theotòkos, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli puri; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra salmeggiante: Celebrate, opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Glorificano la tua memoria, Vergine pura, i principati e le potestà con le potenze, gli angeli, gli arcangeli, i troni, le dominazioni, i cherubini e i tremendi serafini: e noi della stirpe umana la celebriamo e sovresaltiamo per tutti i secoli.

Colui che, incarnandosi, straordinariamente dimorò nel tuo grembo puro, proprio lui, Theotòkos, accogliendo il tuo sacratissimo spirito, in se stesso gli dona riposo, essendoti debitore come Figlio: perciò ti inneggiamo e sovresaltiamo, o Vergine, per tutti i secoli.

Oh, le meraviglie inconcepibili della sempre Vergine e Madre di Dio! Abitando infatti una tomba rivelò il paradiso e noi, oggi, attorniandola salmeggiamo gioiosi: Celebrate, opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Primo canone. Poema di Cosma.

Ode 9.

Megalynàrion da ripetere ad ogni tropario dell’ode.

Noi, generazioni tutte, ti diciamo beata, o sola Theotòkos.

Tono 1. Irmòs.

Sono vinte in te le leggi della natura, o Vergine pura: il tuo parto infatti è verginale e la tua morte ha attratto la vita. O tu che dopo il parto sei vergine e dopo la morte viva, salva sempre la tua eredità, o Madre di Dio.

Stupirono le schiere angeliche scorgendo in Sion il loro Sovrano che prendeva tra le mani un’anima di donna; egli infatti così si rivolgeva, come Figlio, a colei che incorruttibilmente l’aveva partorito: Vieni, o venerabile, sii glorificata con il tuo Figlio e Dio.

Il coro degli apostoli compose il tuo corpo che aveva accolto Dio, guardandolo con timore e rivolgendoti dolcemente queste parole: Ora che te ne sei andata ai talami celesti, presso tuo Figlio, salva sempre la tua eredità, Madre di Dio.

Megalynàrion del secondo canone.

Gli angeli stupirono, vedendo la dormizione della Vergine, come la Vergine partiva dalla terra per le regioni superne.

Tono 4. Irmòs.

Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; festeggi la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Theotòkos pura, sempre Vergine.

Venite, esultiamo sul Sion, divino e pingue monte del Dio vivente, contemplando la Theotòkos: essendo sua Madre, Cristo la trasferisce alla dimora di gran lunga migliore e più divina, al santo dei santi.

Venite, fedeli, accostiamoci alla tomba della Madre di Dio e abbracciamola, appoggiandovi le labbra del cuore, gli occhi e la fronte, con animo sincero e attingeremo generose grazie di guarigioni zampillanti da fonte perenne.

Accogli da noi il canto per il tuo esodo, o Madre del Dio vivente e adombraci con la tua divina grazia apportatrice di luce, accordando all’imperatore i trofei, al popolo amico di Cristo la pace, ai tuoi cantori il perdono e la salvezza delle anime.

Katavasìa. Noi, generazioni tutte, ti diciamo beata, o sola Theotòkos.

Sono vinte in te (come sopra).

Exapostilarion. Tono 3. Tu che il cielo.

Apostoli, qui radunati dai confini della terra, nel giardino di Getsemani seppellite il mio corpo; e tu, Figlio e Dio mio, accogli il mio spirito (3).

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà prosòmia, ripetendo il primo.

Tono 4. Come generoso.

Per la tua gloriosa dormizione esultano i cieli e gioiscono le schiere degli angeli, mentre tutta la terra si allieta rivolgendo a te, Madre di colui che domina l’universo, il cantico del tuo esodo, o Vergine santissima ignara di nozze, che liberasti la stirpe umana dalla sentenza contro i progenitori (2).

Dai confini, al cenno della divina potenza, accorsero i prescelti tra gli apostoli per seppellirti; contemplandoti mentre ti sollevavi da terra verso l’alto, a te gioiosi gridavano con le parole di Gabriele: Salve, cocchio della divinità nella sua pienezza; Salve, o sola che con il tuo parto hai congiunto le realtà terrestri alle celesti.

Poiché avevi partorito la vita, alla vita immortale sei passata, con la tua augusta dormizione: ti scorta-vano gli angeli, i principati e le potenze, gli apostoli e i profeti, con tutto il creato, mentre tuo Figlio accoglieva nelle sue immacolate mani la tua anima pura, o Vergine Madre, sposa di Dio.

Gloria. E ora. Tono pl. 2.

Al momento della tua immortale dormizione, Madre di Dio, Madre della vita, le nubi rapirono in aria gli apostoli e di quanti erano sparsi per il mondo fecero un unico coro intorno al tuo corpo immacolato; seppellendolo con venerazione, essi acclamavano, cantando le parole di Gabriele: Salve, piena di grazia, Vergine Madre senza nozze, il Signore è con te. Con loro supplicalo come Figlio tuo e nostro Dio per la salvezza delle nostre anime.

Grande dossologia.

Viene dato l’olio santo ai fratelli.

Alla Liturgia i typikà, le beatitudini con i tropari dalle odi 3 e 6 del canone della festa.

Volendo si possono cantare le seguenti antifone.

Prima antifona.

Stico 1. Cantate al Signore, terra tutta, salmeggiate al suo nome, date gloria alla sua lode.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Stico 2. Celebrate il Signore e invocate il suo santo nome, annunziate a tutte le genti le sue opere.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Stico 3. Nella città del Signore delle potenze, nella città del nostro Dio.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Stico 4. Nella pace è stato posto il suo luogo e la sua dimora in Sion.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Gloria. E ora.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Seconda antifona.

Stico 1. Il Signore ama le porte di Sion più di tutte le tende di Giacobbe.

Salva, Figlio di Dio, mirabile nei santi, noi che a te cantiamo: Alliluia.

Stico 2. Cose gloriose si dicono di te, città di Dio.

Salva, Figlio di Dio.

Stico 3. Dio l’ha stabilita in eterno.

Salva, Figlio di Dio.

Stico 4. L’Altissimo ha santificato la sua dimora.

Gloria. E ora.

O unigenito Figlio di Dio.

Terza antifona.

Stico 1. Pronto è il mio cuore, o Dio, pronto è il mio cuore.

Tono 1.

Nel partorire hai conservato la verginità, con la tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio. Sei passata alla vita, tu che sei madre della vita e che con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime.

Stico 2. Che cosa renderò al Signore per tutto ciò che mi ha dato?

Nel partorire hai conservato.

Stico 3. Prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Nel partorire hai conservato.

Issodikòn.

Venite, adoriamo e prostriamoci a Cristo. Salva, Figlio di Dio, mirabile nei santi, noi che a te cantiamo: Alliluia.

Apolytìkion. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime.

Kontàkion autòmelo. Tono pl. 2.

Tomba e morte non trattennero la Madre di Dio sempre desta nell’intercessione e immutabile speranza con la protezione: come madre della vita alla vita la trasferì colui che dimorò nel suo grembo sempre vergine.

Prokìmenon. Tono 3.

L’anima mia magnifica il Signore e ha esultato il mio spirito in Dio mio salvatore.

Stico. Perché ha chinato lo sguardo sulla piccolezza della sua serva.

Apostolo: Filippesi 2, 5-11.

Fratelli, abbiate in voi lo stesso sentire che fu in Cristo Gesù (vai all’8 settembre).

Alliluia (3) Tono pl. 4.

Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Vangelo: secondo Luca (10, 38-42. 11, 27-28).

In quel tempo Gesù entrò in un villaggio e lo accolse una donna, di nome Marta (vai all’8 settembre).

Ad Exerètos…

Noi, generazioni tutte, ti proclamiamo beata, o sola Madre di Dio.

Tono 1. Irmòs.

Sono vinte in te le leggi della natura, o Vergine pura: il tuo parto infatti è verginale e la tua morte ha attratto la vita. O tu che dopo il parto sei vergine e dopo la morte viva, salva sempre, o Madre di Dio, la tua eredita.

Kinonikòn.

Prenderò il calice di salvezza e invocherò il nome del Signore. Alliluia.

LA PREGHIERA DEL VESPERO
15 Agosto 2026

Vespro del 15 Agosto – Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea

15 Agosto

Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea.

Al Piccolo Vespro.

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia, ripetendo il primo.

Tono 2. Quali corone di lode.

Con quali labbra proclamiamo beata noi, umili, la Theotòkos più venerabile di tutto il creato e più santa dei cherubini e di tutti gli angeli, trono del Re immutabile, dimora in cui ha abitato l’Altissimo, salvezza dell’universo, santificazione divina, che nella sua divina memoria concede copiosamente grande misericordia ai credenti.

Quali canti frementi ti portavano allora, o Vergine? Tutti gli apostoli del Verbo, circondando il tuo letto funebre, stupivano gridando: Parte il palazzo del Re, si alza l’arca della santità; aprìtevi, porte, per far entrare nella grande gioia la porta di Dio, che chiede senza sosta grande misericordia per il mondo.

Quali canti spirituali ti offriamo ora, o Santissima? Con la tua immortale dormizione, infatti, hai santificato tutto il mondo e ti sei trasferita nella realtà sovramondana, per contemplare la bellezza dell’Onnipotente ed esultare con lui come Madre, accompagnata dalle schiere degli angeli e dalle anime dei giusti, o Pura; con loro chiedi per noi pace e grande misericordia.

Gloria. E ora. Tono 2.

La più alta dei cieli e più glorificata dei cherubini e più venerabile di tutto il creato, che per straordinaria purezza è divenuta ricettacolo dell’eterna essenza, offre oggi nelle mani del Figlio la santissima anima e con lei tutto si riempie di letizia e ci dona grande misericordia.

Allo stico, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

L’assemblea dei discepoli, venendo dai confini, per ordine onnipotente, si è riunita per seppellire la Madre Genitrice di Dio.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo.

La Sposa di Dio, la Vergine Regina, la gloria degli eletti, il vanto delle vergini si trasferisce presso suo Figlio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide.

Il coro dei discepoli si è riunito in modo straordinario dai confini del mondo per seppellire il tuo corpo divino e incorrotto.

Gloria. E ora. Uguale.

O Sovrana buona, alza le tue sante mani verso tuo Figlio, plasmatore e amico delle anime, affinché sia compassionevole con i tuoi servi.

Apolytìkion. Tono 1.

Nella natività hai conservato la verginità, * nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; * sei passata alla Vita, pur essendo Madre della Vita * e con la tua intercessione riscatti, * dalla morte le nostre anime.

Piccola ectenia e conclusione.

Al Grande Vespro

La prima stasi di Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia da ripetere due volte.

Tono 1. Autòmelo.

O straordinario prodigio! La fonte della vita è deposta in un sepolcro e la tomba diviene scala per il cielo; rallegrati, Getsemani, santo sacrario della Theotòkos. Con a capo Gabriele, fedeli, gridiamo: Salve, piena di grazia, con te è il Signore che per te dona al mondo la grande misericordia (2).

Oh, i tuoi misteri, o pura! Ti rivelasti trono dell’Altissimo e oggi sei passata dalla terra al cielo, o Sovrana. La tua nobile gloria rifulge di grazie divinamente splendenti. Vergini, levatevi in alto con la Madre del Re. Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te dona al mondo la grande misericordia (2).

Glorificano la tua dormizione potestà, troni, principati, dominazioni, potenze, cherubini e i tremendi serafini; esultano gli abitanti della terra, fregiandosi della tua divina gloria; cadono ai tuoi piedi i re con gli arcangeli e gli angeli e cantano: Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te dona al mondo la grande misericordia (2).

Gloria. E ora. Tono 1.

Gli apostoli teofori, portati su nubi per l’aria da ogni parte del mondo, a un cenno del divino potere, Tono pl. 1. giunti presso il tuo corpo purissimo e origine di vita, gli tributavano le più calde manifestazioni del loro amore. Tono 2. Le supreme potenze dei cieli, presentandosi con il loro Sovrano, Tono pl. 2. scortano piene di timore il corpo purissimo che accolse Dio; lo precedono in ascesa ultramondana e, invisibili, gridano alle schiere che stanno più in alto: Ecco, è giunta la Madre di Dio, regina dell’universo. Tono 3. Sollevate le porte e accogliete con onori degni del regno ultramondano la Madre dell’eterna luce. Tono grave. Grazie a lei, infatti, si è attuata la salvezza di tutti i mortali. In lei non abbiamo la forza di fissare lo sguardo ed è impossibile tributarle degno onore. Tono 4. La sua sovreminenza eccede infatti ogni mente. Tono pl. 4. Tu dunque, o pura Madre di Dio, che sempre vivi con il tuo Re e Figlio apportatore di vita, senza sosta prega perché sia preservato e salvato da ogni attacco avverso il tuo nuovo popolo: noi godiamo infatti della tua protezione, Tono 1. e per i secoli, con ogni splendore, ti proclamiamo beata.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura dalla Genesi (28,10-17).

Giacobbe partì dal pozzo del giuramento e si diresse verso Carran; si imbatté in un luogo e là si mise a dormire perché era tramontato il sole. Prese una delle pietre che erano lì e se la pose sotto il capo, si addormentò in quel luogo e sognò: ed ecco, una scala appoggiava sulla terra e la sua cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa, mentre il Signore vi si appoggiava e gli disse: Io sono il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco, non temere: la terra su cui giaci, la darò a te e alla tua discendenza. E la tua discendenza sarà come la sabbia della terra e si estenderà verso il mare, verso mezzogiorno, verso settentrione e verso oriente e saranno benedette in te e nella tua discendenza tutte le tribù della terra. Ed ecco, io sono con te per custodirti in tutto il cammino che farai; e ti farò tornare in questa terra, perché non ti abbandonerò sinché io non abbia fatto tutto quello di cui ti ho parlato. E Giacobbe si destò dal suo sonno e disse: Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo! Ebbe timore e disse: Quanto è tremendo questo luogo! Altro non è che la casa di Dio e questa è la porta del cielo.

Lettura dalla profezia di Ezechiele (43,27-44,4).

Apartire dal giorno ottavo, i sacerdoti offriranno sull’altare i vostri olocausti e i vostri sacrifici pacifici e voi mi sarete accetti, dice il Signore. E mi fece volgere per la via della porta esterna del santuario che guarda ad oriente ed essa era chiusa. E il Signore mi disse: Questa porta resterà chiusa, non verrà aperta e nessuno passerà per essa, perché per essa entrerà il Signore Dio d’Israele e rimarrà chiusa. Poiché il principe, lui siede in essa per prender cibo. Entrerà per la via del portico della porta e per la sua via uscirà. E mi introdusse per la via della porta che guarda a settentrione, di fronte al tempio: e vidi ed ecco, era piena di gloria la casa del Signore.

Lettura dai Proverbi (9,1-11).

La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e dirigere l’intelligenza con la conoscenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Da’ un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e continuerà ad accogliere istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.

Alla liti, stichirà idiòmela. Tono 1.

Era conveniente che i testimoni oculari e ministri del Verbo vedessero anche la dormizione della Madre sua secondo la carne, l’ultimo dei misteri che la riguarda, perché non risultassero spettatori solo dell’ascensione del Salvatore dalla terra, ma anche testimoni del transito di colei che lo aveva generato. Trasportati dunque per divina potenza da ogni parte del mondo, raggiunsero il monte Sion e scortarono colei che, più elevata dei cherubini, si affrettava verso il cielo. Anche noi con loro la veneriamo come colei che intercede per le nostre anime.

Tono 2. Di Anatolio.

Colei che è più alta dei cieli, più gloriosa dei cherubini e più venerabile di ogni creatura, che per la sua sovreminente purezza divenne ricettacolo dell’eterna essenza, consegna oggi la sua santissima anima nelle mani del Figlio: per lei tutto l’universo è colmato di gioia e a noi è data la grande misericordia.

Stesso tono. Di Giovanni.

La sposa purissima e Madre della benevolenza del Padre, colei che da Dio fu prescelta come luogo della sua unione senza confusione, consegna oggi l’anima pura a Dio Creatore: l’accolgono in modo divinamente degno le schiere degli incorporei e viene trasferita alla vita colei che è davvero Madre della vita, lampada della luce inaccessibile, salvezza dei credenti e speranza delle nostre anime.

Tono 3. Di Germano.

Venite confini tutti della terra, proclamiamo beato l’augusto transito della Madre di Dio: nelle mani del Figlio infatti consegna l’anima pura, perciò il mondo con la sua santa dormizione è richiamato alla vita e con gioia festeggia con gli incorporei e gli apostoli, con salmi, inni e cantici spirituali.

Gloria. Tono pl. 1. Di Teofane.

Vieni, assemblea degli amici della festa; venite e formiamo un coro, venite e coroniamo di canti la Chiesa nel giorno in cui l’arca di Dio giunge al luogo del suo riposo. Oggi infatti il cielo apre il suo grembo per ricevere colei che partorì colui che l’universo non può contenere; e la terra, consegnando la fonte della vita, si abbiglia di benedizione e decoro. Gli angeli danzano con gli apostoli, fissando pieni di timore colei che partorì l’autore della nostra vita mentre passa da vita a vita. Veneriamola tutti pregando: Non dimenticarti, Sovrana, della comunanza di stirpe con quanti festeggiano con fede la tua santissima dormizione.

E ora. Stesso tono.

Cantate, popoli, cantate alla Madre del nostro Dio: oggi infatti essa depone la sua anima tutta di luce nelle mani immacolate di colui che s’incarnò da lei senza seme: presso di lui essa senza sosta intercede perché a tutta la terra siano donate la pace e la grande misericordia.

Allo stico, stichirà idiòmela. Tono 4.

Venite, popoli, celebriamo la santissima Vergine pura, da cui ineffabilmente venne, incarnato, il Verbo del Padre; acclamiamo e diciamo: Benedetta tu fra le donne, benedetto il grembo che ha portato Cristo. Tu che hai deposto l’anima nelle sue sante mani, o pura, intercedi ora per la salvezza delle nostre anime.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Le folle degli angeli in cielo e la stirpe degli uomini in terra proclamano beata la tua augusta dormizione, santissima Vergine pura, poiché divenisti Madre di Cristo Dio, Creatore di tutti. Non smettere, ti preghiamo, di implorarlo per noi che, dopo Dio, in te abbiamo riposto le nostre speranze, Madre di Dio inneggiatissima, ignara di nozze.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà, del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Cantiamo oggi, o popoli, il cantico di Davide a Cristo Dio: Saranno condotte al Re le vergini dietro a lei, le sue compagne saranno condotte con gioia ed esultanza poiché la figlia di Davide, grazie alla quale fummo divinizzati, passa gloriosamente e ineffabilmente nelle mani del proprio Figlio e Sovrano; inneggiandola come Madre di Dio, acclamiamo dicendo: Salva da ogni sventura quanti ti confessano Madre di Dio e libera dai pericoli le nostre anime.

Gloria. E ora. Tono 4.

Quando te ne andasti, o Vergine Theotòkos, presso colui che da te ineffabilmente è nato, erano presenti Giacomo fratello di Dio e primo gerarca, con Pietro, venerabilissimo e sommo corifeo dei teologi e tutto il coro divino degli apostoli: con inni teologici atti a manifestarne la divinità, essi celebravano il divino e straordinario mistero dell’economia di Cristo Dio; e seppellendo il tuo corpo origine di vita e dimora di Dio, gioivano, o inneggiatissima. Dall’alto le santissime e nobilissime schiere degli angeli, guardavano con stupore il prodigio e a testa china le une alle altre dicevano: Sollevate le vostre porte e accogliete colei che partorì il Creatore del cielo e della terra; inneggiamo con dossologie il corpo santo e venerabile che ospitò il Signore per noi invisibile. E noi pure, festeggiando la tua memoria, a te gridiamo, o inneggiatissima: Solleva la fronte dei cristiani e salva le nostre anime.

Apolytìkion. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime (3).

Segue la conclusione.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
15 Agosto 2026

Mattutino del 15 Agosto – Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea

15 Agosto

Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea.

Al Mattutino.

Dopo la prima sticologia, kàthisma. Tono 1. Stupì Giuseppe.

Proclamalo, Davide: Che cos’è questa festa? E’ quella, dice, che cantai nel libro dei Salmi: quando si parla di quella figlia, divina Madre e Vergine, che il Cristo, da lei nato senza seme, trasferisce nelle superne dimore: perciò gioiscono le madri, le figlie e le spose di Cristo, acclamando: Salve, tu che sei passata alla reggia celeste.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 1. I soldati a guardia.

Il venerabilissimo coro dei sapienti apostoli si riunì prodigiosamente per dare gloriosa sepoltura al tuo corpo senza macchia, o lodatissima Theotòkos; con loro anche le folle degli angeli celebravano il tuo transito facendone sacre lodi: e anche noi con fede lo festeggiamo.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Nel tuo parto senza seme il concepimento, nella tua dormizione, senza corruzione la morte: concorse un doppio prodigio nel prodigio, o Theotòkos! Come, infatti, l’ignara d’uomo vergine allatta? Come la Madre di Dio morta profuma? Perciò con l’angelo a te gridiamo: Salve, piena di grazia.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.

Prokìmenon.

Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Ogni spirito e il vangelo secondo Luca (1,39-49.56).

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto all’adempimento delle parole del Signore. Allora Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e santo è il suo nome. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Salmo 50. Gloria. Per l’intercessione della Theotòkos. E ora. Per l’intercessione della Theotòkos. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.

Idiòmelon. Tono pl. 2. Di Byzas.

Quando era ormai vicino il transito della pura dimora del tuo corpo, gli apostoli, circondando il tuo letto, ti guardavano con tremore; mentre gli uni continuavano a fissarti in preda allo stupore, Pietro tra le lacrime ti gridava: O Vergine, io vedo proprio te, la vita di tutti, distesa supina e sbigottisco, perché in te dimorò il gaudio della vita futura. Supplica dunque con ardore, o pura, il tuo Figlio e Dio, perché la tua città sia custodita illesa.

Si cantano due canoni, il primo per otto stichi compresi gli irmì, il secondo per sei sempre con gli irmì. Alla fine di nuovo gli irmì. Acròstico del primo canone: Festeggino gli ispirati da Dio. Poema del signor Cosma.

Ode 1. Tono 1. Irmòs

Adorna di divina gloria, la tua sacra e illustre memoria, o Vergine, ha convocato alla festa tutti i fedeli che, preceduti da Maria con danze e timpani, cantano al tuo Unigenito: Con gloria si è glorificato.

Le schiere degli abitanti del cielo scortavano il tuo corpo divino in Sion; la moltitudine degli apostoli, Madre di Dio, subito riunita dai confini, si trovò presente; con loro glorifichiamo, casta Vergine, la tua veneranda memoria.

Vincesti la natura, generando Dio, o Pura; tuttavia, imitando il tuo Creatore e Figlio, ti sei sottomessa alla natura pur superandola; perciò dopo la morte sorgi per vivere eternamente col tuo Figlio.

Secondo canone, poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e cantero lieto la sua dormizione.

Vergini giovinette, con la profetessa Maria, cantate ora il canto dell’esodo: perché la Vergine, la sola Madre di Dio è trasferita all’eredità celeste.

Degnamente, come cielo vivente, ti hanno accolta, o purissima, le divine tende celesti: e tu, nella tua radiosa bellezza, hai preso posto come purissima sposa presso colui che è Re e Dio.

Ode 3. Irmòs.

Sapienza e potenza di Dio, che crei e reggi tutto, rendi stabile e inconcussa la Chiesa, o Cristo, perché tu solo sei santo e riposi nel santuario.

I famosi apostoli, sapendoti donna mortale, ma anche Madre di Dio oltre natura, ti toccavano con mani tremanti, vedendoti rivestita di gloria come tempio portatore della divinità, o purissima.

La giustizia di Dio colpì la mano empia del presuntuoso, Dio custodì l’onore dovuto all’arca spirituale, gloria della divinità, in cui il Verbo prese carne.

Secondo canone. Irmòs.

Come sorgente viva e copiosa, o Theotòkos, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nel giorno della tua divina gloria di corone di gloria rendili degni.

Generata da lombi mortali, o pura, conforme alla natura hai compiuto il tuo esodo: ma poiché hai partorito la vera vita, sei passata alla vita divina ed enipostàtica.

La folla dei teologi dai confini e la moltitudine degli angeli dall’alto si affrettavano verso il monte Sion al cenno della divina potenza, per officiare ben doverosamente, o Sovrana, la tua sepoltura.

Ypakoí. Tono pl. 1.

Da tutte le generazioni ti diciamo beata, o Madre di Dio Vergine, perché in te si compiacque dimorare Cristo nostro Dio, che nessuna dimora può ospitare. Beati anche noi, che abbiamo te come protezione: giorno e notte, infatti, tu intercedi per noi e per le tue suppliche si consolidano gli scettri del regno. Celebrandoti dunque, a te acclamiamo: Salve, piena di grazia, il Signore e con te.

Ode 4. Irmòs.

I detti e gli enigmi dei profeti hanno mostrato, o Cristo, che la tua incarnazione dalla Vergine sarebbe venuta come tuo sfolgorante splendore, per illuminare le genti e l’abisso nell’esultanza a te grida: Alla tua potenza sia gloria, o filantropo.

Guardate popoli e meravigliatevi: il santo monte di Dio, infatti, a tutti visibile s’innalza sopra le dimore celesti; il cielo terrestre si stabilisce nella dimora celeste e incorruttibile.

 La tua morte divenne passaggio a una vita eterna e migliore, o Pura: davvero ti trasferì dal provvisorio all’infinito divino per contemplare in letizia il tuo Figlio e Signore, o casta.

Si aprirono le porte celesti, gli angeli inneggiavano e Cristo ha accolto il cimelio materno della sua verginità; con letizia ti servivano i cherubini e i serafini con gioia ti glorificavano.

Secondo canone. Irmòs.

Contemplando l’imperscrutabile consiglio divino della tua incarnazione dalla Vergine, o Altissimo, il profeta Avvacùm esclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Motivo di sbigottimento era vedere il cielo vivente del Re dell’universo, discendere nelle cavità della terra. Come sono mirabili le tue opere, gloria alla tua potenza, Signore!

Al tuo transito, Madre di Dio, le schiere degli angeli, con gioia e timore, coprivano con le loro sacratissime ali il tuo corpo dall’immenso spazio capace di Dio.

Se l’ineffabile suo frutto, per cui essa divenne cielo, volontariamente accettò la tomba come mortale, potrà forse ricusarla colei che lo generò senza nozze?

Ode 5. Irmòs.

Narrerò, o Cristo, l’ineffabile divina bellezza delle tue magnificenze: rifulgendo infatti dall’eterna gloria, come coeterna irradiazione enipostatica, come sole sei sorto incarnato da grembo verginale, per quanti sono nel buio e nell’ombra.

Trasportato come su nube, o Vergine, il coro degli apostoli si riunì in Sion, venendo dai confini per servirti, o nube leggera, da cui Dio Altissimo, Sole di giustizia irraggiò, su quanti sono nell’ombra e nelle tenebre.

Le lingue ispirate dei teologi, istruite dallo Spirito, cantavano alla Theotòkos un inno per la partenza, più risonante di una tromba: Salve, fonte inesauribile dell’incarnazione di Dio, vita e salvezza di tutti.

Secondo canone. Irmòs.

Sbigottisce l’universo per la tua divina gloria: perché tu, Vergine ignara di nozze, dalla terra fosti trasferita alle eterne dimore e alla vita senza fine, da dove doni salvezza a tutti i tuoi cantori.

Echeggino oggi le trombe dei teologi e la lingua umana dai tanti suoni esprima ora la lode; risuoni l’etere tutt’intorno, risplendendo di luce infinita; cantino gli angeli la dormizione della Vergine.

Lo scrigno d’elezione eccelleva inneggiandoti, tutto in estasi, o Vergine, fuori del mondo, tutto consacrato a Dio, rivelandosi a tutti ispirato da Dio, come realmente era, o Theotòkos inneggiatissima.

Ode 6. Irmòs.

Il mostro nato dal mare, il fuoco delle viscere oceaniche, era prefigurazione della tua sepoltura di tre giorni, di cui Giona si rivelò interprete: salvo infatti come era stato inghiottito, indenne gridava: Sacrificherò a te con voce di lode, Signore.

Dio, Re universale, ti concede ciò che oltrepassa la natura: come nella maternità ti conservò vergine, così ha conservato nella tomba il tuo corpo incorrotto; e ti ha dato la gloria di una divina ascensione, rendendoti onore, come un Figlio a sua madre.

In verità tuo Figlio, Vergine, ti ha posto nel Santo dei Santi come brillante candeliere acceso di fiamma immateriale, come incensiere d’oro pieno di brace divina, come la coppa della manna, la verga e la tavola scritta da Dio, come arca santa e tavola del pane di vita.

Secondo canone.

Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Theotòkos, o voi di senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.

Da te è sorta la vita, senza sciogliere i vincoli della tua verginità. Come ha dunque potuto la pura dimora del tuo corpo, origine di vita, partecipare all’esperienza della morte?

Tu che sei stata sacrario della vita, hai raggiunto l’eterna vita: attraverso la morte, infatti, sei passata alla vita, tu che hai partorito la vita enipostatica.

Kontàkion autòmelo. Tono 2.

Nella intercessione Madre di Dio sempre desta * e nella protezione immutabile speranza, * tomba e morte non hanno trattenuto. * Quale infatti Madre della vita * l’ha trasferita alla vita, *colui che ha dimorato un grembo sempre vergine.

Ikos.

Cingi la mia mente di un baluardo, o mio Salvatore, perché abbia l’ardire di celebrare il baluardo del mondo, la Madre tua pura. Rafforzami con una torre di parole ed eleva per me roccaforti di pensieri: poiché sempre tu dai compimento alle richieste di chi chiede con fede. Donami dunque tu lingua, espressione, pensiero di cui non debba restar confuso, perché ogni dono di illuminazione proviene da te, o illuminatore, che hai preso dimora in un grembo sempre vergine.

Sinassario.

Il 15 di questo mese, memoria dell’augusto transito della gloriosissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.

Stichi. Non stupisce la morte della Vergine salvezza del mondo, poiché l’artefice del mondo morì nella carne. Vive per sempre la Theotòkos, anche se il 15 muore.

Per le sue sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci come buono e filantropo. Amìn.

Ode 7. Irmòs.

Il divino amore, contrastando il protervo furore e il fuoco, irrorava le fiamme di rugiada e irrideva il furore col razionale suono ispirato della lira a tre voci dei santi, facendo eco agli strumenti musicali in mezzo alla fiamma: O glorioso Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Mosè nella sua ira spezzò le tavole fatte da Dio e scritte dal Santo Spirito; ma il suo Signore, avendo conservata intatta l’integrità di colei che lo generò, l’ha stabilita, ora, nelle dimore celesti; esultando con lei, cantiamo a Cristo: Gloriosissimo Dio dei nostri padri e nostro, tu sei benedetto.

Al suono dei cembali delle nostre labbra pure, dell’arpa armoniosa dei nostri cuori, della tromba squillante dei nostri pensieri elevati, battendo le nostre mani pie, cantiamo in questo giorno solenne e santo della traslazione della pura Vergine: Gloriosissimo Dio dei nostri padri e nostro, tu sei benedetto.

Il popolo divino si è riunito poiché la tenda della gloria di Dio viene traslata alla dimora celeste, dov’è voce di giubilo ineffabile, il puro suono dei festanti, che con letizia gridano a Cristo: Glorioso Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Secondo canone. 

Ifanciulli di senno divino non adorarono la creatura in luogo del Creatore, ma calpestando con coraggio la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: Celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Giovani e fanciulle, anziani e capi, re e giudici, onorando la memoria della Vergine e Madre di Dio, cantate: O Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Suonino i monti celesti la tromba dello Spirito, esultino i colli e balzino di gioia gli apostoli divini: la Regina va verso il Figlio, per regnare con lui.

L’augustissimo transito della tua divina e pura Madre radunò le schiere iperuranie delle potenze superne per festeggiare con quanti sulla terra ti cantano: O Dio, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Il potentissimo angelo di Dio mostrò ai fanciulli come la fiamma irrorasse di rugiada i santi e bruciasse invece gli empi; e così ha reso la Theotòkos fonte vivificante, da cui zampillano insieme la distruzione della morte e la vita per quanti cantano: Noi redenti celebriamo l’unico Creatore e lo sovresaltiamo per tutti i secoli.

Tutta la moltitudine degli apostoli riuniti in Sion accompagnava con queste parole l’arca divina della santità: Dove vai ora, tempio del Dio vivente? Non abbandonarci, ma veglia su quanti cantano con fede: Noi, i redenti, cantiamo l’unico Creatore ed esaltiamolo in tutti i secoli.

La Purissima, levando le mani, mentre se ne andava, quelle mani che avevano abbracciato il Dio incarnato, con franchezza, come Madre, disse a suo Figlio: Conserva nei secoli coloro che mi hai dato e che gridano: Noi, i redenti, cantiamo l’unico Creatore ed esaltiamolo in tutti i secoli.

Secondo canone.

Il parto della Theotòkos, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli puri; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra salmeggiante: Celebrate, opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Glorificano la tua memoria, Vergine pura, i principati e le potestà con le potenze, gli angeli, gli arcangeli, i troni, le dominazioni, i cherubini e i tremendi serafini: e noi della stirpe umana la celebriamo e sovresaltiamo per tutti i secoli.

Colui che, incarnandosi, straordinariamente dimorò nel tuo grembo puro, proprio lui, Theotòkos, accogliendo il tuo sacratissimo spirito, in se stesso gli dona riposo, essendoti debitore come Figlio: perciò ti inneggiamo e sovresaltiamo, o Vergine, per tutti i secoli.

Oh, le meraviglie inconcepibili della sempre Vergine e Madre di Dio! Abitando infatti una tomba rivelò il paradiso e noi, oggi, attorniandola salmeggiamo gioiosi: Celebrate, opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Primo canone. Poema di Cosma.

Ode 9.

Megalynàrion da ripetere ad ogni tropario dell’ode.

Noi, generazioni tutte, ti diciamo beata, o sola Theotòkos.

Tono 1. Irmòs.

Sono vinte in te le leggi della natura, o Vergine pura: il tuo parto infatti è verginale e la tua morte ha attratto la vita. O tu che dopo il parto sei vergine e dopo la morte viva, salva sempre la tua eredità, o Madre di Dio.

Stupirono le schiere angeliche scorgendo in Sion il loro Sovrano che prendeva tra le mani un’anima di donna; egli infatti così si rivolgeva, come Figlio, a colei che incorruttibilmente l’aveva partorito: Vieni, o venerabile, sii glorificata con il tuo Figlio e Dio.

Il coro degli apostoli compose il tuo corpo che aveva accolto Dio, guardandolo con timore e rivolgendoti dolcemente queste parole: Ora che te ne sei andata ai talami celesti, presso tuo Figlio, salva sempre la tua eredità, Madre di Dio.

Megalynàrion del secondo canone.

Gli angeli stupirono, vedendo la dormizione della Vergine, come la Vergine partiva dalla terra per le regioni superne.

Tono 4. Irmòs.

Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; festeggi la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Theotòkos pura, sempre Vergine.

Venite, esultiamo sul Sion, divino e pingue monte del Dio vivente, contemplando la Theotòkos: essendo sua Madre, Cristo la trasferisce alla dimora di gran lunga migliore e più divina, al santo dei santi.

Venite, fedeli, accostiamoci alla tomba della Madre di Dio e abbracciamola, appoggiandovi le labbra del cuore, gli occhi e la fronte, con animo sincero e attingeremo generose grazie di guarigioni zampillanti da fonte perenne.

Accogli da noi il canto per il tuo esodo, o Madre del Dio vivente e adombraci con la tua divina grazia apportatrice di luce, accordando all’imperatore i trofei, al popolo amico di Cristo la pace, ai tuoi cantori il perdono e la salvezza delle anime.

Katavasìa. Noi, generazioni tutte, ti diciamo beata, o sola Theotòkos.

Sono vinte in te (come sopra).

Exapostilarion. Tono 3. Tu che il cielo.

Apostoli, qui radunati dai confini della terra, nel giardino di Getsemani seppellite il mio corpo; e tu, Figlio e Dio mio, accogli il mio spirito (3).

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà prosòmia, ripetendo il primo.

Tono 4. Come generoso.

Per la tua gloriosa dormizione esultano i cieli e gioiscono le schiere degli angeli, mentre tutta la terra si allieta rivolgendo a te, Madre di colui che domina l’universo, il cantico del tuo esodo, o Vergine santissima ignara di nozze, che liberasti la stirpe umana dalla sentenza contro i progenitori (2).

Dai confini, al cenno della divina potenza, accorsero i prescelti tra gli apostoli per seppellirti; contemplandoti mentre ti sollevavi da terra verso l’alto, a te gioiosi gridavano con le parole di Gabriele: Salve, cocchio della divinità nella sua pienezza; Salve, o sola che con il tuo parto hai congiunto le realtà terrestri alle celesti.

Poiché avevi partorito la vita, alla vita immortale sei passata, con la tua augusta dormizione: ti scorta-vano gli angeli, i principati e le potenze, gli apostoli e i profeti, con tutto il creato, mentre tuo Figlio accoglieva nelle sue immacolate mani la tua anima pura, o Vergine Madre, sposa di Dio.

Gloria. E ora. Tono pl. 2.

Al momento della tua immortale dormizione, Madre di Dio, Madre della vita, le nubi rapirono in aria gli apostoli e di quanti erano sparsi per il mondo fecero un unico coro intorno al tuo corpo immacolato; seppellendolo con venerazione, essi acclamavano, cantando le parole di Gabriele: Salve, piena di grazia, Vergine Madre senza nozze, il Signore è con te. Con loro supplicalo come Figlio tuo e nostro Dio per la salvezza delle nostre anime.

Grande dossologia.

Viene dato l’olio santo ai fratelli.

Alla Liturgia i typikà, le beatitudini con i tropari dalle odi 3 e 6 del canone della festa.

Volendo si possono cantare le seguenti antifone.

Prima antifona.

Stico 1. Cantate al Signore, terra tutta, salmeggiate al suo nome, date gloria alla sua lode.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Stico 2. Celebrate il Signore e invocate il suo santo nome, annunziate a tutte le genti le sue opere.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Stico 3. Nella città del Signore delle potenze, nella città del nostro Dio.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Stico 4. Nella pace è stato posto il suo luogo e la sua dimora in Sion.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Gloria. E ora.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Seconda antifona.

Stico 1. Il Signore ama le porte di Sion più di tutte le tende di Giacobbe.

Salva, Figlio di Dio, mirabile nei santi, noi che a te cantiamo: Alliluia.

Stico 2. Cose gloriose si dicono di te, città di Dio.

Salva, Figlio di Dio.

Stico 3. Dio l’ha stabilita in eterno.

Salva, Figlio di Dio.

Stico 4. L’Altissimo ha santificato la sua dimora.

Gloria. E ora.

O unigenito Figlio di Dio.

Terza antifona.

Stico 1. Pronto è il mio cuore, o Dio, pronto è il mio cuore.

Tono 1.

Nel partorire hai conservato la verginità, con la tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio. Sei passata alla vita, tu che sei madre della vita e che con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime.

Stico 2. Che cosa renderò al Signore per tutto ciò che mi ha dato?

Nel partorire hai conservato.

Stico 3. Prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Nel partorire hai conservato.

Issodikòn.

Venite, adoriamo e prostriamoci a Cristo. Salva, Figlio di Dio, mirabile nei santi, noi che a te cantiamo: Alliluia.

Apolytìkion. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime.

Kontàkion autòmelo. Tono pl. 2.

Tomba e morte non trattennero la Madre di Dio sempre desta nell’intercessione e immutabile speranza con la protezione: come madre della vita alla vita la trasferì colui che dimorò nel suo grembo sempre vergine.

Prokìmenon. Tono 3.

L’anima mia magnifica il Signore e ha esultato il mio spirito in Dio mio salvatore.

Stico. Perché ha chinato lo sguardo sulla piccolezza della sua serva.

Apostolo: Filippesi 2, 5-11.

Fratelli, abbiate in voi lo stesso sentire che fu in Cristo Gesù (vai all’8 settembre).

Alliluia (3) Tono pl. 4.

Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Vangelo: secondo Luca (10, 38-42. 11, 27-28).

In quel tempo Gesù entrò in un villaggio e lo accolse una donna, di nome Marta (vai all’8 settembre).

Ad Exerètos…

Noi, generazioni tutte, ti proclamiamo beata, o sola Madre di Dio.

Tono 1. Irmòs.

Sono vinte in te le leggi della natura, o Vergine pura: il tuo parto infatti è verginale e la tua morte ha attratto la vita. O tu che dopo il parto sei vergine e dopo la morte viva, salva sempre, o Madre di Dio, la tua eredita.

Kinonikòn.

Prenderò il calice di salvezza e invocherò il nome del Signore. Alliluia.

TESTI BIBLICI

APOSTOLO
15 Agosto 2026

Fil 2,5-11

VANGELO
15 Agosto 2026

Lc 10,38-42, 11,27-28

APOSTOLO
15 Agosto 2026

Fil 2,5-11

VANGELO
15 Agosto 2026

Lc 10,38-42, 11,27-28

I testi proposti non sono versioni ufficiali della Arcidiocesi, ma sono liberamente tratti da:
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
La firma che unisce cielo e terra:
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UNA FIRMA CHE TUTELA IERI, OGGI E DOMANI.
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L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.

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cultura e formazione

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La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.

ISTITUTO
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L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.

La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.

Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.

In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA

La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.

Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.

Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.

Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it