Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia
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Santo del giorno
I sette santi fanciulli di Efeso

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PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 4 Agosto – Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso
4 Agosto
Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.
Tono 4. Come generoso fra i martiri.
Per ubbidire a Dio i beati fanciulli disprezzarono un ordine iniquo; legati, sciolsero i vincoli dell’inganno e rinunciando a una dignità mondana, ricevettero la dignità che li rese gloriosissimi e procurò loro il gaudio superno del regno.
Esercitandovi con costanza in vista dell’arena della lotta, o santi, stavate nascosti nella grotta, supplicando il Signore con incessanti preghiere di concedervi vigore e forza; ma per quei giudizi che il Filantropo sa, egli dispose con signoria divina che voi tutti vi addormentaste in pace.
Ai santi è proposto il mistero dei misteri: come infatti non si accorsero di morire, così anche ora sapientemente stupiscono risvegliandosi: avvenne infatti a conferma della risurrezione dai morti affinché quanti la negano, venendo a sapere questo ammutoliranno, glorificando con fede i martiri.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Riscattami dalla condanna, santissima sposa di Dio e con le tue preghiere libera la mia povera anima dalle funeste cadute e dalla morte: nel giorno in cui sarò esaminato, fa’ che ottenga la giustificazione come l’ottennero le folle dei santi, purificato dalla penitenza e dall’effusione delle lacrime, prima che giunga la fine.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo sulla croce te, agnello e pastore, l’agnella che ti generò faceva lamento e come madre così ti parlava: Figlio amatissimo, come dunque sei appeso al legno della croce, o longanime? Come sei stato inchiodato mani e piedi da empi, o Verbo? E come hai versato il tuo sangue, o Sovrano?
Apolytìkion. Tono 4.
I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio: partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni: per le loro preghiere, Cristo Dio, salva le nostre anime.
Mattutino del 4 Agosto – Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso
4 Agosto
Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso.
Al Mattutino.
Dopo il Salterio e le Kathìsmata del tono, recitiamo due canoni dell’Oktòichos e quello dei santi. Acròstico: Ai sette fanciulli canto la lode dovuta. Clemente.
Ode 1. Tono 2. Venite, popoli.
Venite, fedeli, veneriamo nel loro settuplice bagliore le gemme che illuminano la Chiesa di Cristo, più del candelabro a sette braccia della Legge.
I sette fanciulli viventi in Cristo prima con la morte della carne, ricevettero prodigiosamente come sonno la morte, confermarono il dogma della risurrezione.
Al suono delle sette trombe Gerico cadde e ora per le sette voci, che la fede degli atleti fece risuonare, l’errore orgoglioso è sceso annientato nell’ade e si scioglie.
Avete ricevuto una doppia corona: la prima con la morte, l’altra grazie al vostro risveglio, o santi fanciulli, per aver rovesciato tutti e sette, in verità, l’errore che negava la risurrezione di tutti.
Theotokìon. Prodigiosamente, senza sposo, rinnovi il modo di generare: infatti il Verbo coeterno al Padre, nel divino Spirito ha assunto dal tuo grembo la nostra carne senza confusione o mutamento.
Ode 3. Rinsaldaci in te, Signore.
Come sette astri lampeggianti per la fede vi siete rivelati, o atleti, guidando al porto della salvezza quanti emergevano dai flutti dell’errore.
Come un tempo i fratelli Maccabei, comparsi con coraggio al tribunale del tiranno, scambiaste la gloria deperibile dell’armata terrena con quella di Cristo.
Degnamente, o santi fanciulli, vi siete rivelati sacrificio di preghiera e profumo dal soave odore, gradito a Cristo, confutando con coraggio il miasma dell’errore.
Theotokìon. Il roveto del Sinai prefigura, o Vergine, il prodigio del tuo parto, perché non fosti arsa, accogliendo il fuoco della Divinità nel tuo grembo.
Irmòs. Rinsaldaci in te, Signore, che in croce hai ucciso il peccato e ispira il timore tuo nei cuori di noi, che ti inneggiamo.
Kàthisma.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Costoro che hanno trascurato come corruttibili le cose del mondo e hanno ricevuto i doni incorruttibili, una volta morti sono rimasti liberi da corruzione: sono perciò risorti dopo lunghi anni, seppellendo ogni incredulità degli avversari. Celebrandoli oggi tra le lodi, o fedeli, a Cristo inneggiamo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Io, povero peccatore, imploro te, Vergine pura, che partoristi il Signore senza peccato, il Dio che toglie il peccato del mondo: alla mia anima peccatrice concedi la tua misericordia, cancella i miei peccati così numerosi, perché tu sei la redenzione dei peccatori, soccorso e salvezza dei credenti.
Stavrotheotokìon.
Colei che ti generò alla fine dei tempi, Verbo generato dal Padre intemporalmente, vedendoti appeso alla croce, o Cristo, gemendo diceva: Ahimè, amato Figlio mio, perché ti sei lasciato crocifiggere da uomini empi, tu, il Dio che acclamano gli angeli in cielo? Longanime Signore, gloria a te.
Ode 4. Ho udito, Signore.
Celebriamo i venerabili sette fanciulli, la cui morte fu preziosa davanti a Dio.
Un empio imperatore, che dichiarava sapienti vane menzogne, questi fanciulli efesini dimostrarono folle.
Offerte senza macchia, vittime sante del Signore, veramente appariste nella fede.
Per la vostra morte corporale e il vostro prodigioso risveglio prima della comune risurrezione, eccovi coronati di gloria, o fanciulli.
Theotokìon. Non dimenticare, Vergine pura e benedetta, di intercedere perché siamo liberati da ogni afflizione.
Ode 5. La fonte della luce.
Passando senza accorgervene prima attraverso la morte comune sulla terra, prodigiosamente risorgeste, fanciulli di Efeso, per confermare la risurrezione di tutti i morti.
Come leali atleti del Signore vi consacraste a Dio per la sincera confessione della vostra fede; sfuggiti alle catene e ai flagelli, otteneste la corona nei cieli.
Prevalendo con coraggio sulla menzogna degli idoli e sull’insegnamento dell’eresia, o gloriosi martiri, sempre custodite quanti proclamano la risurrezione dei morti.
Theotokìon. In due nature, unica ipòstasi, senza confusione, uomo e Dio perfetto, sovrasostanziale, apparisti nascendo dalla tua purissima Madre.
Ode 6. Circondato dall’abisso.
Celebriamo i sette santi, pari in numero alle colonne su cui la Sapienza ha costruito la sua casa: come pietre le loro parole infransero l’ordine sacrilego del tiranno.
Avendo custodito le leggi della divina provvidenza, una grotta fu la vostra tomba provvisoria: in essa lunghi anni siete rimasti incorrotti nella morte.
Santi martiri, condividendo la condizione incorruttibile, scacciate le dottrine di morte e corruzione, e intercedete per quanti sperano nella risurrezione.
Theotokìon. Ora si rallegra il genere femminile, il dolore cessa e la gioia è sbocciata, perché Maria partorisce il Dio Salvatore, la nostra gioia.
Irmòs. Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso insondabile della tua compassione: salva dalla fossa la mia vita, Dio mio.
Sinassario
Il 4 di questo mese memoria dei sette Dormienti di Efeso, Massimiliano, Esacustodiano, Giàmblico, Martiniano, Dionigi, Giovanni e Costantino.
Stico. Onoro questi martiri, catechesi vivente, che diedero al mondo la prova nei loro corpi della risurrezione universale dai morti. Il quattro sono scomparsi i sette dormienti di Efeso.
Lo stesso giorno, memoria della traslazione delle reliquie della nostra santa madre, la martire Evdokìa.
Stichi. Che cos’è questo profumo? E’ il corpo di Evdokìa, che ci comunica la grazia dei martiri. Il quattro, in sua memoria la Chiesa celebra.
Lo stesso giorno il santo martire Thanuìl, morto impiccato a un melo.
Stichi. Sospeso al melo, o Thanuìl, maturasti come frutto eterno dell’Eden.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Ia (Violetta) e dei suoi compagni.
Stichi. Un profumo di violetta si diffonde nell’aria: è il sangue effuso dalla martire Ia.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà e salvaci. Amìn.
Ode 7. Del simulacro d’oro.
I fanciulli davvero si mostrarono strumenti purissimi scelti dal nostro Dio: per loro l’insegnamento dell’eresia venne espulso dalla Chiesa e l’ortodossia splende; perciò ogni anima e carne sarà risuscitata.
Davanti alla morte, o fanciulli, mostraste coraggio nella lotta, così dopo la morte siete rimasti vivi, fortificati dalla gloria divina e piamente confermando in voi stessi la verità della risurrezione universale.
Ogni corpo dotato di percezione spirituale sarà risuscitato, così come ogni anima è veramente venuta al mondo con un corpo, non senza un corpo: è testimoniato dai nostri martiri, l’anima sarà glorificata o giudicata.
Theotokìon. Partorendo Dio, Salvatore di tutti, sei divenuta, o Maria, sollievo dei disperati, conforto dei reietti, speranza degli sfiduciati e soccorso di chi ti canta, o Maria: benedetto il frutto del tuo grembo.
Ode 8. Nella fornace di fuoco.
Tagliarono alla radice l’amara pianta dell’eresia e il flagello dell’errore degli empi, i fanciulli che adesso gioiscono del frutto della fede per la loro vita, la loro sepoltura e la loro resurrezione.
I sette Dormienti, protettori degli efesini, si sono rivelati per la loro fede divina atleti vittoriosi della Chiesa di Cristo e sostegno di tutto l’impero cristiano; noi li esaltiamo per tutti i secoli.
Apparsi come atleti coraggiosi e in numero pari ai pianeti del cielo, i fanciulli tracciarono insieme la retta via della fede, senza alcun errore, acclamando: O Cristo, noi ti esaltiamo per tutti i secoli.
La luce, la risurrezione della vita fu prodigiosamente donata da Dio nella grotta ai fanciulli; risuscitando coloro che la morte aveva toccato in quanto viventi gridarono: Salva Signore chi a te canta con fede.
Theotokìon. Vergine pura, nessuno è sviato tra chi possiede in te le speranze della fede secondo la dottrina ortodossa, Madre di Dio, se non chi per invidia rifiuta di venerare l’icona riproducente il tuo aspetto.
Irmòs. Nella fornace di fuoco Dio discese in aiuto dei fanciulli ebrei, trasformando la fiamma in rugiada: Inneggiatelo, opere, quale Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. L’astro divino.
Tesoro di misteri e rivelazione di meraviglie divine si rivelò la risurrezione dei santi, poiché quanti erano morti un tempo di morte fisica nella carne, come uscendo dal sonno, sono ora risorti rivestiti incorruttibilmente.
Scrigno di forza e sigillo di fede certa si è rivelata la grotta dei santi, svelando la gloria della futura risurrezione: non quella di Lazzaro, morto da quattro giorni, ma la risurrezione dei morti da secoli.
Per il loro numero e la loro fede in Cristo, i sette fanciulli si mostrarono realmente occhi della Chiesa più brillanti della pietra d’angolo di Zorobabele; perciò spiritualmente celebriamo questi spiriti divini.
La corona del martirio riceveste, o sette fanciulli, colonne della sapienza di Dio, lottando secondo le regole e vi rivelaste risurrezione dell’ortodossia, come difensori della Chiesa e protettori di quanti vi festeggiano.
Theotokìon. Avendo conservato per Dio senza macchia corpo e anima, Cristo Sovrano si innamorò della tua bellezza e ti rivelò Madre della sua incarnazione, o gloriosissima Maria, che sempre provvedi alla mia salvezza.
Irmòs. L’astro divino precedente il sole, il Dio sorto corporalmente per noi, ospitasti in grembo vergine, inconcepibilmente incarnato; per questo, Madre di Dio purissima e benedetta, ti magnifichiamo.
Exapostilarion.
Con i discepoli conveniamo.
O sette fanciulli martiri, davanti al tribunale del tiranno con franchezza annunziaste Cristo Dio, Salvatore e Creatore di tutti: per una divina provvidenza infatti avevate passato lunghi anni in una grotta, morti conforme alla natura, ma poi, come da un sonno, siete soprannaturalmente risorti, chiudendo la bocca a tutti gli eretici.
Theotokìon.
Con Giàmblico, cantiamo con inni Giovanni, Martiniano e Costantino, Massimiliano e Dionigi con l’illustre Esacustodiano, festeggiando con gioia la loro luminosa memoria, affinché per le loro preghiere e l’intercessione della Theotòkos, otteniamo la remissione delle colpe da Cristo Salvatore.
Il resto dell’ufficiatura come di solito e la conclusione.
Vespro del 4 Agosto – Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso
4 Agosto
Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.
Tono 4. Come generoso fra i martiri.
Per ubbidire a Dio i beati fanciulli disprezzarono un ordine iniquo; legati, sciolsero i vincoli dell’inganno e rinunciando a una dignità mondana, ricevettero la dignità che li rese gloriosissimi e procurò loro il gaudio superno del regno.
Esercitandovi con costanza in vista dell’arena della lotta, o santi, stavate nascosti nella grotta, supplicando il Signore con incessanti preghiere di concedervi vigore e forza; ma per quei giudizi che il Filantropo sa, egli dispose con signoria divina che voi tutti vi addormentaste in pace.
Ai santi è proposto il mistero dei misteri: come infatti non si accorsero di morire, così anche ora sapientemente stupiscono risvegliandosi: avvenne infatti a conferma della risurrezione dai morti affinché quanti la negano, venendo a sapere questo ammutoliranno, glorificando con fede i martiri.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Riscattami dalla condanna, santissima sposa di Dio e con le tue preghiere libera la mia povera anima dalle funeste cadute e dalla morte: nel giorno in cui sarò esaminato, fa’ che ottenga la giustificazione come l’ottennero le folle dei santi, purificato dalla penitenza e dall’effusione delle lacrime, prima che giunga la fine.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo sulla croce te, agnello e pastore, l’agnella che ti generò faceva lamento e come madre così ti parlava: Figlio amatissimo, come dunque sei appeso al legno della croce, o longanime? Come sei stato inchiodato mani e piedi da empi, o Verbo? E come hai versato il tuo sangue, o Sovrano?
Apolytìkion. Tono 4.
I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio: partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni: per le loro preghiere, Cristo Dio, salva le nostre anime.
Mattutino del 4 Agosto – Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso
4 Agosto
Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso.
Al Mattutino.
Dopo il Salterio e le Kathìsmata del tono, recitiamo due canoni dell’Oktòichos e quello dei santi. Acròstico: Ai sette fanciulli canto la lode dovuta. Clemente.
Ode 1. Tono 2. Venite, popoli.
Venite, fedeli, veneriamo nel loro settuplice bagliore le gemme che illuminano la Chiesa di Cristo, più del candelabro a sette braccia della Legge.
I sette fanciulli viventi in Cristo prima con la morte della carne, ricevettero prodigiosamente come sonno la morte, confermarono il dogma della risurrezione.
Al suono delle sette trombe Gerico cadde e ora per le sette voci, che la fede degli atleti fece risuonare, l’errore orgoglioso è sceso annientato nell’ade e si scioglie.
Avete ricevuto una doppia corona: la prima con la morte, l’altra grazie al vostro risveglio, o santi fanciulli, per aver rovesciato tutti e sette, in verità, l’errore che negava la risurrezione di tutti.
Theotokìon. Prodigiosamente, senza sposo, rinnovi il modo di generare: infatti il Verbo coeterno al Padre, nel divino Spirito ha assunto dal tuo grembo la nostra carne senza confusione o mutamento.
Ode 3. Rinsaldaci in te, Signore.
Come sette astri lampeggianti per la fede vi siete rivelati, o atleti, guidando al porto della salvezza quanti emergevano dai flutti dell’errore.
Come un tempo i fratelli Maccabei, comparsi con coraggio al tribunale del tiranno, scambiaste la gloria deperibile dell’armata terrena con quella di Cristo.
Degnamente, o santi fanciulli, vi siete rivelati sacrificio di preghiera e profumo dal soave odore, gradito a Cristo, confutando con coraggio il miasma dell’errore.
Theotokìon. Il roveto del Sinai prefigura, o Vergine, il prodigio del tuo parto, perché non fosti arsa, accogliendo il fuoco della Divinità nel tuo grembo.
Irmòs. Rinsaldaci in te, Signore, che in croce hai ucciso il peccato e ispira il timore tuo nei cuori di noi, che ti inneggiamo.
Kàthisma.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Costoro che hanno trascurato come corruttibili le cose del mondo e hanno ricevuto i doni incorruttibili, una volta morti sono rimasti liberi da corruzione: sono perciò risorti dopo lunghi anni, seppellendo ogni incredulità degli avversari. Celebrandoli oggi tra le lodi, o fedeli, a Cristo inneggiamo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Io, povero peccatore, imploro te, Vergine pura, che partoristi il Signore senza peccato, il Dio che toglie il peccato del mondo: alla mia anima peccatrice concedi la tua misericordia, cancella i miei peccati così numerosi, perché tu sei la redenzione dei peccatori, soccorso e salvezza dei credenti.
Stavrotheotokìon.
Colei che ti generò alla fine dei tempi, Verbo generato dal Padre intemporalmente, vedendoti appeso alla croce, o Cristo, gemendo diceva: Ahimè, amato Figlio mio, perché ti sei lasciato crocifiggere da uomini empi, tu, il Dio che acclamano gli angeli in cielo? Longanime Signore, gloria a te.
Ode 4. Ho udito, Signore.
Celebriamo i venerabili sette fanciulli, la cui morte fu preziosa davanti a Dio.
Un empio imperatore, che dichiarava sapienti vane menzogne, questi fanciulli efesini dimostrarono folle.
Offerte senza macchia, vittime sante del Signore, veramente appariste nella fede.
Per la vostra morte corporale e il vostro prodigioso risveglio prima della comune risurrezione, eccovi coronati di gloria, o fanciulli.
Theotokìon. Non dimenticare, Vergine pura e benedetta, di intercedere perché siamo liberati da ogni afflizione.
Ode 5. La fonte della luce.
Passando senza accorgervene prima attraverso la morte comune sulla terra, prodigiosamente risorgeste, fanciulli di Efeso, per confermare la risurrezione di tutti i morti.
Come leali atleti del Signore vi consacraste a Dio per la sincera confessione della vostra fede; sfuggiti alle catene e ai flagelli, otteneste la corona nei cieli.
Prevalendo con coraggio sulla menzogna degli idoli e sull’insegnamento dell’eresia, o gloriosi martiri, sempre custodite quanti proclamano la risurrezione dei morti.
Theotokìon. In due nature, unica ipòstasi, senza confusione, uomo e Dio perfetto, sovrasostanziale, apparisti nascendo dalla tua purissima Madre.
Ode 6. Circondato dall’abisso.
Celebriamo i sette santi, pari in numero alle colonne su cui la Sapienza ha costruito la sua casa: come pietre le loro parole infransero l’ordine sacrilego del tiranno.
Avendo custodito le leggi della divina provvidenza, una grotta fu la vostra tomba provvisoria: in essa lunghi anni siete rimasti incorrotti nella morte.
Santi martiri, condividendo la condizione incorruttibile, scacciate le dottrine di morte e corruzione, e intercedete per quanti sperano nella risurrezione.
Theotokìon. Ora si rallegra il genere femminile, il dolore cessa e la gioia è sbocciata, perché Maria partorisce il Dio Salvatore, la nostra gioia.
Irmòs. Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso insondabile della tua compassione: salva dalla fossa la mia vita, Dio mio.
Sinassario
Il 4 di questo mese memoria dei sette Dormienti di Efeso, Massimiliano, Esacustodiano, Giàmblico, Martiniano, Dionigi, Giovanni e Costantino.
Stico. Onoro questi martiri, catechesi vivente, che diedero al mondo la prova nei loro corpi della risurrezione universale dai morti. Il quattro sono scomparsi i sette dormienti di Efeso.
Lo stesso giorno, memoria della traslazione delle reliquie della nostra santa madre, la martire Evdokìa.
Stichi. Che cos’è questo profumo? E’ il corpo di Evdokìa, che ci comunica la grazia dei martiri. Il quattro, in sua memoria la Chiesa celebra.
Lo stesso giorno il santo martire Thanuìl, morto impiccato a un melo.
Stichi. Sospeso al melo, o Thanuìl, maturasti come frutto eterno dell’Eden.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Ia (Violetta) e dei suoi compagni.
Stichi. Un profumo di violetta si diffonde nell’aria: è il sangue effuso dalla martire Ia.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà e salvaci. Amìn.
Ode 7. Del simulacro d’oro.
I fanciulli davvero si mostrarono strumenti purissimi scelti dal nostro Dio: per loro l’insegnamento dell’eresia venne espulso dalla Chiesa e l’ortodossia splende; perciò ogni anima e carne sarà risuscitata.
Davanti alla morte, o fanciulli, mostraste coraggio nella lotta, così dopo la morte siete rimasti vivi, fortificati dalla gloria divina e piamente confermando in voi stessi la verità della risurrezione universale.
Ogni corpo dotato di percezione spirituale sarà risuscitato, così come ogni anima è veramente venuta al mondo con un corpo, non senza un corpo: è testimoniato dai nostri martiri, l’anima sarà glorificata o giudicata.
Theotokìon. Partorendo Dio, Salvatore di tutti, sei divenuta, o Maria, sollievo dei disperati, conforto dei reietti, speranza degli sfiduciati e soccorso di chi ti canta, o Maria: benedetto il frutto del tuo grembo.
Ode 8. Nella fornace di fuoco.
Tagliarono alla radice l’amara pianta dell’eresia e il flagello dell’errore degli empi, i fanciulli che adesso gioiscono del frutto della fede per la loro vita, la loro sepoltura e la loro resurrezione.
I sette Dormienti, protettori degli efesini, si sono rivelati per la loro fede divina atleti vittoriosi della Chiesa di Cristo e sostegno di tutto l’impero cristiano; noi li esaltiamo per tutti i secoli.
Apparsi come atleti coraggiosi e in numero pari ai pianeti del cielo, i fanciulli tracciarono insieme la retta via della fede, senza alcun errore, acclamando: O Cristo, noi ti esaltiamo per tutti i secoli.
La luce, la risurrezione della vita fu prodigiosamente donata da Dio nella grotta ai fanciulli; risuscitando coloro che la morte aveva toccato in quanto viventi gridarono: Salva Signore chi a te canta con fede.
Theotokìon. Vergine pura, nessuno è sviato tra chi possiede in te le speranze della fede secondo la dottrina ortodossa, Madre di Dio, se non chi per invidia rifiuta di venerare l’icona riproducente il tuo aspetto.
Irmòs. Nella fornace di fuoco Dio discese in aiuto dei fanciulli ebrei, trasformando la fiamma in rugiada: Inneggiatelo, opere, quale Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. L’astro divino.
Tesoro di misteri e rivelazione di meraviglie divine si rivelò la risurrezione dei santi, poiché quanti erano morti un tempo di morte fisica nella carne, come uscendo dal sonno, sono ora risorti rivestiti incorruttibilmente.
Scrigno di forza e sigillo di fede certa si è rivelata la grotta dei santi, svelando la gloria della futura risurrezione: non quella di Lazzaro, morto da quattro giorni, ma la risurrezione dei morti da secoli.
Per il loro numero e la loro fede in Cristo, i sette fanciulli si mostrarono realmente occhi della Chiesa più brillanti della pietra d’angolo di Zorobabele; perciò spiritualmente celebriamo questi spiriti divini.
La corona del martirio riceveste, o sette fanciulli, colonne della sapienza di Dio, lottando secondo le regole e vi rivelaste risurrezione dell’ortodossia, come difensori della Chiesa e protettori di quanti vi festeggiano.
Theotokìon. Avendo conservato per Dio senza macchia corpo e anima, Cristo Sovrano si innamorò della tua bellezza e ti rivelò Madre della sua incarnazione, o gloriosissima Maria, che sempre provvedi alla mia salvezza.
Irmòs. L’astro divino precedente il sole, il Dio sorto corporalmente per noi, ospitasti in grembo vergine, inconcepibilmente incarnato; per questo, Madre di Dio purissima e benedetta, ti magnifichiamo.
Exapostilarion.
Con i discepoli conveniamo.
O sette fanciulli martiri, davanti al tribunale del tiranno con franchezza annunziaste Cristo Dio, Salvatore e Creatore di tutti: per una divina provvidenza infatti avevate passato lunghi anni in una grotta, morti conforme alla natura, ma poi, come da un sonno, siete soprannaturalmente risorti, chiudendo la bocca a tutti gli eretici.
Theotokìon.
Con Giàmblico, cantiamo con inni Giovanni, Martiniano e Costantino, Massimiliano e Dionigi con l’illustre Esacustodiano, festeggiando con gioia la loro luminosa memoria, affinché per le loro preghiere e l’intercessione della Theotòkos, otteniamo la remissione delle colpe da Cristo Salvatore.
Il resto dell’ufficiatura come di solito e la conclusione.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
8X
1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
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cultura e formazione
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La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.

ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it



