Benvenuti nel sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
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Santo del giorno
Santa Charitina, martire

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ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO
Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 5 Ottobre- Memoria di santa Caritina martire
5 Ottobre
Memoria di santa Caritina martire.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 4. Come generoso fra i martiri.
Poiché trai il nome dalla gioia, o venerabilissima, nella gioia te ne andasti al celeste talamo, dove avevi desiderato avere la tua cittadinanza, dopo aver sopportato con fortezza il penosissimo tormento dei denti e l’estirpazione di tutte le unghie, o Caritina vittoriosa, vergine martire dalle grandi lotte.
Spezzasti le mascelle dei leoni, o grande lottatrice, subendo la frattura delle tue mascelle; sopportasti con coraggio che ti venissero strappate le unghie, sradicando così la funesta arroganza dell’inganno; fosti gettata negli abissi marini, sommergendo la malizia del malvagio avversario.
Dopo la fine beata, gettata nel mare, il tuo genitore ti raccolse, o gloriosa, gridando sbigottito: Come sei ora ricolma di grazia, o mia sacratissima e amata figlia, per le pene del sacro martirio e come hai dimostrato vero il nome che per grazia ti fu imposto!
Gloria. E ora. Theotokìon, stessa melodia.
Abbiamo in te, o pura, un porto di salvezza al riparo da tutti i venti e una placidissima bonaccia, noi, terribilmente sbattuti, o sposa di Dio, dal mare in tempesta delle difficili e angosciose vicende della vita; per questo a te tutti accorriamo, gridando: Non cessare in eterno di porti a difesa dei tuoi servi.
Oppure stavrotheotokìon, stessa melodia.
Agnella che partoristi l’agnello immacolato venuto a sanare, o purissima, il peccato di tutto il mondo intero con il suo proprio sangue, l’agnello che, immolato per noi, vivifica l’universo: rivesti me, spoglio della divina incorruttela, del manto della grazia divina fatto con la lana del tuo agnello.
Allo stico, stichirà dall’oktoichos.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
La tua agnella Gesù t’invoca a gran voce: Te mio Sposo io desidero e te cercando soffro passione e son con te crocifissa e sepolta nel tuo battesimo; e soffro per te per regnare con te e muoio per te, per vivere in te; accetta dunque come vittima immacolata colei che per te si sacrifica. Per le sue preghiere, misericordioso, salva le nostre anime.
Mattutino del 5 Ottobre- Memoria di santa Caritina martire
5 Ottobre
Memoria di santa Caritina martire.
Al Mattutino.
La sticologìa solita e i canoni dall’oktoichos e della santa. Acrostico: Io canto con amore, Caritina, la tua grazia. Giuseppe.
Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele.
Delle tue grazie colma il mio spirito, Caritina, tu che fosti colmata di tante bellezze nelle tue sacre lotte, perché possa cantarti santamente, vittoriosa martire raggiante di verginità.
La grazia del santissimo Spirito, colmandoti di grazie ti fece rifulgere con i suoi gioiosi raggi e ti diede la forza di lottare virilmente per ricevere in eredità l’eterna letizia.
Considerando la tua crocifissione, la tua illustre martire, o Cristo, sopportò la pena dei tormenti, sostenuta dalla tua potenza, Signore, dalla quale la nostra natura è fortificata.
Theotokìon. Pura Genitrice di Dio, fosti il luogo capace di contenere la natura della divinità infinita; così Caritina amandoti come vergine al tuo seguito, venne condotta a tuo Figlio.
Ode 3. In te si rallegra.
L’amore divino di cui bruciava la tua anima, spense i desideri della carne e le crudeli ustioni dei tormenti.
Vedendo il nostro nemico caduto ai piedi della martire per grazia di Cristo, rivolgiamo la nostra lode al Signore.
Santa martire, con la forza del Creatore schiacciasti la testa del nemico, sopportando sulla tua testa i carboni ardenti.
Theotokìon. Caritina, la martire che ti ha amato, o Vergine unica benedetta tra le donne, per le tue grazie è glorificata.
Irmòs. In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa, gridando: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.
Kàthisma. Tono 4. Tu che volontariamente.
Preferendo l’amore per i beni invisibili e disdegnando la precarietà di ciò che si vede, fortificasti il tuo spirito con la speranza divina; perciò, o martire, correndo nello stadio delle lotte, sconfiggesti il serpente; intrecciasti così per te stessa la corona dei vincitori, illustre vergine e splendore dei martiri.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Chi potrà dire la moltitudine dei miei pensieri impuri, le trasgressioni di cui abbonda il mio spirito e l’assalto dei nemici incorporei contro di me, i loro malefici, chi potrà enumerarli? Ma tu, pura Vergine, concedimi, con la tua intercessione la liberazione da ogni male, o buona.
Stavrotheotokìon.
Colei che ti partorì alla fine dei tempi, Verbo nato dal Padre senza tempo, vedendoti sospeso sulla croce, o Cristo, gemeva dicendo: Ahimè, Figlio mio amato, perché ti lasci crocifiggere da uomini empi, tu il Dio che cantano gli angeli nel cielo? Signore longanime, gloria a te.
Ode 4. Vedendo te, Sole di giustizia.
Dalle braccia di tuo padre ti strapparono i carnefici per l’immolazione come vittima senza difetto, vittoriosa martire, che amasti sopra ogni cosa il Padre nostro dei cieli.
Con il tuo sangue alimentasti copiosamente la lampada della tua anima come le vergini sagge e, quale sposa, dimorasti presso Dio, o martire che hai avuto la grazia per nome.
Il tuo cuore, coraggiosa martire, infiammato d’amore per il tuo Sposo, estinse i carboni ardenti dell’errore con l’aspersione del tuo sangue e seccò l’oceano del politeismo.
Theotokìon. Concepisti, o casta Genitrice di Dio, il Dio Verbo incarnato, che Caritina amò con fervore, affrontando il fuoco e ogni sorta di tormenti.
Ode 5. Tu, Signore, mia luce.
Rasandoti il capo per deporvi carboni ardenti, i tuoi oppressori non spezzarono il vigore della tua fede.
Raffigurando i tuoi chiodi e l’immolazione, Signore, sopporto il dolore bruciante delle punte, gridava la martire.
Coronasti il tuo capo di vittoria, Caritina, sconfiggendo con le tue imprese il serpente, che prevalse un tempo su Eva.
Theotokìon. L’intelletto mortale non può concepire il tuo concepimento superante l’intendimento, Vergine Madre. Infatti concepisti Dio.
Ode 6. A te sacrificherò.
Di grazie e prodigi, martire vittoriosa, venne coronato il tuo sacro capo da Cristo, avendo volontariamente scelto di soffrire per lui, tu, omonima della gioia divina.
Il Dio santo che liberò dall’abisso il profeta Giona, ti salvò dai marosi in cui eri stata gettata e nei flutti del tuo sangue sommerse i nemici.
Con la spada della tua fermezza uccidesti i nemici e, sopportando l’estrazione di tutti i denti, gloriosa martire, spezzasti le mascelle dei leoni incorporei.
Theotokìon. Trovando in te, Vergine, forza e sostegno, Caritina soffre con coraggio i tormenti e, seguendoti con letizia, è presentata al Signore di tutti.
Irmòs. A te sacrificherò con voci di lode, Signore: così a te grida la Chiesa, purificata dalla sozzura dei demòni per il sangue misericordiosamente fluito dal tuo fianco.
Sinassario.
Il 5 di questo mese memoria della santa martire Caritina.
Stichi. Per la preghiera già liberata dalla carne, con la morte Caritina se ne separa. Dopo aver subito barbari supplizi raggiunse, il cinque, il Dio che amò.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Mamelcta.
Stichi. Accoglimi, o Cristo, disse Mamelcta, lavata e preparata dalle pietre.
Lo stesso giorno memoria della tremenda e salvifica apparizione del monaco Cosma.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace persiana.
Colui che liberò dalla fornace i tre fanciulli, salvò te, Caritina, dalla ruota infiammata, mentre cantavi: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Con le vergini, portando la tua lampada, camminavi verso i cieli e sopportavi con coraggio le torce infuocate, cantando: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Confuso dalla tua pazienza, l’iniquo tiranno ti fece gettare in acqua con piedi e mani legati, mentre cantavi: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Con la tua divina parola stigmatizzando l’assurdità, colmasti ciò che mancava alla passione, o martire, gridando: Benedetto sei tu, mio Signore e mio Dio.
Theotokìon. Il puro Verbo amò te, unica Vergine pura e incontaminata e da te incarnato, restaurò l’umanità, o fanciulla, glorificando Caritina con i prodigi.
Ode 8. Stese le mani Daniele.
Splendente di bellezza nella porpora delle tue sacre ferite e rimasta vergine senza corruzione, sposasti la bellezza di Cristo, il Verbo per noi incarnato dalla Vergine, al quale cantiamo: opere tutte, benedite il Signore.
Contro di te si accanirono i carnefici, ma tu sopportasti valorosamente la ruota ardente, le punte infuocate, la caduta nel fondo del mare, l’estirpazione di unghie e denti, o venerabile, magnificando Cristo.
Illustre vergine martire, i tormenti fecero splendere di bellezza i tuoi piedi che, toccando l’acqua, non furono bagnati, poiché con te stavano gli angeli divini, coi quali cantavi: opere tutte, benedite il Signore.
Prodigio che stupisce ogni spirito: l’abisso che ti aveva presa nel suo seno rese il tuo corpo, dopo la tua fine, a tuo padre che lo seppellì, Caritina, ricevendo da te la grazia, il regno dei cieli.
Theotokìon. Ti rivelasti più alta dei cieli, Vergine purissima, partorendo il Dio celeste che permette alla terra di raggiungere il cielo e che di Caritina rende illustre la memoria; cantiamo a lui: opere tutte, benedite il Signore.
Irmòs. Stese le mani Daniele nella fossa arrestò le fauci dei leoni: i fanciulli ebrei pieni di zelo per la loro fede, cinti di virtù arrestarono la forza del fuoco, gridando: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.
Ode 9. Cristo, pietra angolare.
Per ottenere come vergine illibata, o Caritina, le corone di gloria, soffristi ogni sorta di castigo, con pensiero elevato e spirito lieto.
Come vergine risplendente di bellezza, o martire invincibile, come sposa senza macchia del Signore, sulle tue ali dai riflessi aurei, volasti ai cieli per trovarvi riposo.
Rifulgesti, o Caritina, di luci abbaglianti, respingendo senza sosta l’oscurità del male e delle passioni con i prodigi che operasti come dono di Dio.
Il felice giorno della tua memoria riunisce nella letizia i popoli per celebrare le tue lotte, i tuoi sacri agoni, le tue imprese, la tua generosa passione, o megalomàrtire, che hai la grazia per nome.
Theotokìon. Dalle tue viscere senza nozze si levò per noi la luce, che con il suo divino irraggiamento rese Caritina astro luminoso, Vergine Madre e Genitrice di Dio.
Irmòs. Cristo, pietra angolare non tagliata da mano umana fu tagliato da te, la Vergine, monte inviolato; è lui che riunisce le nature separate; per questo, gioiosi ed esultanti, Madre di Dio, noi ti magnifichiamo.
Exapostilàrion. Tu che il cielo con le stelle.
Tu che come martire con gloria stai nei cieli presso Dio, Caritina, con le tue ardenti preghiere salva tutti noi fedeli, che celebriamo la tua memoria.
Theotokìon.
Non smettere di implorare tuo Figlio, o Vergine, per noi tuoi servi, affinché tutti veniamo strappati al tremendo inferno e al fuoco inestinguibile.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
Vespro del 5 Ottobre- Memoria di santa Caritina martire
5 Ottobre
Memoria di santa Caritina martire.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 4. Come generoso fra i martiri.
Poiché trai il nome dalla gioia, o venerabilissima, nella gioia te ne andasti al celeste talamo, dove avevi desiderato avere la tua cittadinanza, dopo aver sopportato con fortezza il penosissimo tormento dei denti e l’estirpazione di tutte le unghie, o Caritina vittoriosa, vergine martire dalle grandi lotte.
Spezzasti le mascelle dei leoni, o grande lottatrice, subendo la frattura delle tue mascelle; sopportasti con coraggio che ti venissero strappate le unghie, sradicando così la funesta arroganza dell’inganno; fosti gettata negli abissi marini, sommergendo la malizia del malvagio avversario.
Dopo la fine beata, gettata nel mare, il tuo genitore ti raccolse, o gloriosa, gridando sbigottito: Come sei ora ricolma di grazia, o mia sacratissima e amata figlia, per le pene del sacro martirio e come hai dimostrato vero il nome che per grazia ti fu imposto!
Gloria. E ora. Theotokìon, stessa melodia.
Abbiamo in te, o pura, un porto di salvezza al riparo da tutti i venti e una placidissima bonaccia, noi, terribilmente sbattuti, o sposa di Dio, dal mare in tempesta delle difficili e angosciose vicende della vita; per questo a te tutti accorriamo, gridando: Non cessare in eterno di porti a difesa dei tuoi servi.
Oppure stavrotheotokìon, stessa melodia.
Agnella che partoristi l’agnello immacolato venuto a sanare, o purissima, il peccato di tutto il mondo intero con il suo proprio sangue, l’agnello che, immolato per noi, vivifica l’universo: rivesti me, spoglio della divina incorruttela, del manto della grazia divina fatto con la lana del tuo agnello.
Allo stico, stichirà dall’oktoichos.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
La tua agnella Gesù t’invoca a gran voce: Te mio Sposo io desidero e te cercando soffro passione e son con te crocifissa e sepolta nel tuo battesimo; e soffro per te per regnare con te e muoio per te, per vivere in te; accetta dunque come vittima immacolata colei che per te si sacrifica. Per le sue preghiere, misericordioso, salva le nostre anime.
Mattutino del 5 Ottobre- Memoria di santa Caritina martire
5 Ottobre
Memoria di santa Caritina martire.
Al Mattutino.
La sticologìa solita e i canoni dall’oktoichos e della santa. Acrostico: Io canto con amore, Caritina, la tua grazia. Giuseppe.
Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele.
Delle tue grazie colma il mio spirito, Caritina, tu che fosti colmata di tante bellezze nelle tue sacre lotte, perché possa cantarti santamente, vittoriosa martire raggiante di verginità.
La grazia del santissimo Spirito, colmandoti di grazie ti fece rifulgere con i suoi gioiosi raggi e ti diede la forza di lottare virilmente per ricevere in eredità l’eterna letizia.
Considerando la tua crocifissione, la tua illustre martire, o Cristo, sopportò la pena dei tormenti, sostenuta dalla tua potenza, Signore, dalla quale la nostra natura è fortificata.
Theotokìon. Pura Genitrice di Dio, fosti il luogo capace di contenere la natura della divinità infinita; così Caritina amandoti come vergine al tuo seguito, venne condotta a tuo Figlio.
Ode 3. In te si rallegra.
L’amore divino di cui bruciava la tua anima, spense i desideri della carne e le crudeli ustioni dei tormenti.
Vedendo il nostro nemico caduto ai piedi della martire per grazia di Cristo, rivolgiamo la nostra lode al Signore.
Santa martire, con la forza del Creatore schiacciasti la testa del nemico, sopportando sulla tua testa i carboni ardenti.
Theotokìon. Caritina, la martire che ti ha amato, o Vergine unica benedetta tra le donne, per le tue grazie è glorificata.
Irmòs. In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa, gridando: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.
Kàthisma. Tono 4. Tu che volontariamente.
Preferendo l’amore per i beni invisibili e disdegnando la precarietà di ciò che si vede, fortificasti il tuo spirito con la speranza divina; perciò, o martire, correndo nello stadio delle lotte, sconfiggesti il serpente; intrecciasti così per te stessa la corona dei vincitori, illustre vergine e splendore dei martiri.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Chi potrà dire la moltitudine dei miei pensieri impuri, le trasgressioni di cui abbonda il mio spirito e l’assalto dei nemici incorporei contro di me, i loro malefici, chi potrà enumerarli? Ma tu, pura Vergine, concedimi, con la tua intercessione la liberazione da ogni male, o buona.
Stavrotheotokìon.
Colei che ti partorì alla fine dei tempi, Verbo nato dal Padre senza tempo, vedendoti sospeso sulla croce, o Cristo, gemeva dicendo: Ahimè, Figlio mio amato, perché ti lasci crocifiggere da uomini empi, tu il Dio che cantano gli angeli nel cielo? Signore longanime, gloria a te.
Ode 4. Vedendo te, Sole di giustizia.
Dalle braccia di tuo padre ti strapparono i carnefici per l’immolazione come vittima senza difetto, vittoriosa martire, che amasti sopra ogni cosa il Padre nostro dei cieli.
Con il tuo sangue alimentasti copiosamente la lampada della tua anima come le vergini sagge e, quale sposa, dimorasti presso Dio, o martire che hai avuto la grazia per nome.
Il tuo cuore, coraggiosa martire, infiammato d’amore per il tuo Sposo, estinse i carboni ardenti dell’errore con l’aspersione del tuo sangue e seccò l’oceano del politeismo.
Theotokìon. Concepisti, o casta Genitrice di Dio, il Dio Verbo incarnato, che Caritina amò con fervore, affrontando il fuoco e ogni sorta di tormenti.
Ode 5. Tu, Signore, mia luce.
Rasandoti il capo per deporvi carboni ardenti, i tuoi oppressori non spezzarono il vigore della tua fede.
Raffigurando i tuoi chiodi e l’immolazione, Signore, sopporto il dolore bruciante delle punte, gridava la martire.
Coronasti il tuo capo di vittoria, Caritina, sconfiggendo con le tue imprese il serpente, che prevalse un tempo su Eva.
Theotokìon. L’intelletto mortale non può concepire il tuo concepimento superante l’intendimento, Vergine Madre. Infatti concepisti Dio.
Ode 6. A te sacrificherò.
Di grazie e prodigi, martire vittoriosa, venne coronato il tuo sacro capo da Cristo, avendo volontariamente scelto di soffrire per lui, tu, omonima della gioia divina.
Il Dio santo che liberò dall’abisso il profeta Giona, ti salvò dai marosi in cui eri stata gettata e nei flutti del tuo sangue sommerse i nemici.
Con la spada della tua fermezza uccidesti i nemici e, sopportando l’estrazione di tutti i denti, gloriosa martire, spezzasti le mascelle dei leoni incorporei.
Theotokìon. Trovando in te, Vergine, forza e sostegno, Caritina soffre con coraggio i tormenti e, seguendoti con letizia, è presentata al Signore di tutti.
Irmòs. A te sacrificherò con voci di lode, Signore: così a te grida la Chiesa, purificata dalla sozzura dei demòni per il sangue misericordiosamente fluito dal tuo fianco.
Sinassario.
Il 5 di questo mese memoria della santa martire Caritina.
Stichi. Per la preghiera già liberata dalla carne, con la morte Caritina se ne separa. Dopo aver subito barbari supplizi raggiunse, il cinque, il Dio che amò.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Mamelcta.
Stichi. Accoglimi, o Cristo, disse Mamelcta, lavata e preparata dalle pietre.
Lo stesso giorno memoria della tremenda e salvifica apparizione del monaco Cosma.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace persiana.
Colui che liberò dalla fornace i tre fanciulli, salvò te, Caritina, dalla ruota infiammata, mentre cantavi: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Con le vergini, portando la tua lampada, camminavi verso i cieli e sopportavi con coraggio le torce infuocate, cantando: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Confuso dalla tua pazienza, l’iniquo tiranno ti fece gettare in acqua con piedi e mani legati, mentre cantavi: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Con la tua divina parola stigmatizzando l’assurdità, colmasti ciò che mancava alla passione, o martire, gridando: Benedetto sei tu, mio Signore e mio Dio.
Theotokìon. Il puro Verbo amò te, unica Vergine pura e incontaminata e da te incarnato, restaurò l’umanità, o fanciulla, glorificando Caritina con i prodigi.
Ode 8. Stese le mani Daniele.
Splendente di bellezza nella porpora delle tue sacre ferite e rimasta vergine senza corruzione, sposasti la bellezza di Cristo, il Verbo per noi incarnato dalla Vergine, al quale cantiamo: opere tutte, benedite il Signore.
Contro di te si accanirono i carnefici, ma tu sopportasti valorosamente la ruota ardente, le punte infuocate, la caduta nel fondo del mare, l’estirpazione di unghie e denti, o venerabile, magnificando Cristo.
Illustre vergine martire, i tormenti fecero splendere di bellezza i tuoi piedi che, toccando l’acqua, non furono bagnati, poiché con te stavano gli angeli divini, coi quali cantavi: opere tutte, benedite il Signore.
Prodigio che stupisce ogni spirito: l’abisso che ti aveva presa nel suo seno rese il tuo corpo, dopo la tua fine, a tuo padre che lo seppellì, Caritina, ricevendo da te la grazia, il regno dei cieli.
Theotokìon. Ti rivelasti più alta dei cieli, Vergine purissima, partorendo il Dio celeste che permette alla terra di raggiungere il cielo e che di Caritina rende illustre la memoria; cantiamo a lui: opere tutte, benedite il Signore.
Irmòs. Stese le mani Daniele nella fossa arrestò le fauci dei leoni: i fanciulli ebrei pieni di zelo per la loro fede, cinti di virtù arrestarono la forza del fuoco, gridando: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.
Ode 9. Cristo, pietra angolare.
Per ottenere come vergine illibata, o Caritina, le corone di gloria, soffristi ogni sorta di castigo, con pensiero elevato e spirito lieto.
Come vergine risplendente di bellezza, o martire invincibile, come sposa senza macchia del Signore, sulle tue ali dai riflessi aurei, volasti ai cieli per trovarvi riposo.
Rifulgesti, o Caritina, di luci abbaglianti, respingendo senza sosta l’oscurità del male e delle passioni con i prodigi che operasti come dono di Dio.
Il felice giorno della tua memoria riunisce nella letizia i popoli per celebrare le tue lotte, i tuoi sacri agoni, le tue imprese, la tua generosa passione, o megalomàrtire, che hai la grazia per nome.
Theotokìon. Dalle tue viscere senza nozze si levò per noi la luce, che con il suo divino irraggiamento rese Caritina astro luminoso, Vergine Madre e Genitrice di Dio.
Irmòs. Cristo, pietra angolare non tagliata da mano umana fu tagliato da te, la Vergine, monte inviolato; è lui che riunisce le nature separate; per questo, gioiosi ed esultanti, Madre di Dio, noi ti magnifichiamo.
Exapostilàrion. Tu che il cielo con le stelle.
Tu che come martire con gloria stai nei cieli presso Dio, Caritina, con le tue ardenti preghiere salva tutti noi fedeli, che celebriamo la tua memoria.
Theotokìon.
Non smettere di implorare tuo Figlio, o Vergine, per noi tuoi servi, affinché tutti veniamo strappati al tremendo inferno e al fuoco inestinguibile.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
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1000 ANNI
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IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
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LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
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LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
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LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
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cultura e formazione
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La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













