Benvenuti nel sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
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Santo del giorno
Santi Cipriano e Giustina, martiri

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ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO
Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 2 Ottobre- Memoria del santo ieromartire Cipriano e della santa martire Giustina
2 Ottobre
Memoria del santo ieromartire Cipriano e della santa martire Giustina.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Nell’unzione sacerdotale, nel sangue del martirio, ti sei accostato a Dio in tutta perfezione, o Cipriano celebratissimo, fiore della natura, bellezza dei discorsi, acropoli della sapienza, norma della rettitudine e delle dottrine, armoniosissima esattezza dei canoni, decoro della Chiesa.
Descrivendo la gloria dei lottatori e la corona dei martiri, persuadesti chi sentiva conforme a Dio ad affrontare audacemente con grande generosità pene molteplici, catene e prigione, denudamento del corpo, torture, gelo pungentissimo, flagelli e infine morte, o Cipriano venerabilissimo.
Opponendo agli incantesimi del demonio i canti dello Spirito e il trofeo della croce, preservasti la verginità: e, martire invitta, ti offristi a Cristo come sacratissima vittima; ottenesti così le corone della vittoria, o Giustina, adorna degli splendori delle vergini e delle martiri.
Gloria. Tono 2.
Davvero ti spogliasti della dottrina dell’inganno e della scienza degli idoli e indossasti a tua salvezza l’arma della croce, Cipriano beatissimo; gettasti i libri di magia, deponesti l’uomo vecchio e in te dimorò, con la conoscenza di Dio, la Trinità consustanziale: con gli angeli implorala, o gerarca, per la nostra salvezza.
E ora. Theotokìon. Quando dal legno.
Tu sei la gioia di tutti gli oppressi, avvocata di chi subisce ingiustizia, cibo degli affamati, conforto degli stranieri, porto di chi è sbattuto dalla burrasca, visitatrice degli ammalati, rifugio e soccorso degli affaticati e bastone dei ciechi, Madre di Dio altissimo; o pura affrettati, ti preghiamo, a salvare i tuoi servi.
Stavrotheotokìon, stessa melodia.
Vedendo appeso al legno della croce te, o Gesù, l’ignara di nozze piangeva e diceva: Figlio dolcissimo, perché hai lasciato sola me tua madre, o luce inaccessibile del Padre che precede l’eternità? Affréttati a glorificarti, perché ottengano la gloria divina quelli che glorificano la tua divina passione.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono 2.
Celebriamo Cipriano, l’astro di divino splendore, compagno di Paolo e partecipe delle sue opere: con gli angeli esulta, dopo aver ricevuto la corona dell’incorruttela dall’unico Dio e prega per la salvezza delle nostre anime.
E ora. Theotokìon. Quando dal legno.
Altro sicuro rifugio, torre di fortezza e rocca inespugnabile noi non possediamo, all’infuori di te, purissima e in te ci rifugiamo e a te gridiamo: Sovrana, aiutaci, perché non periamo; mostraci la tua grazia, la gloria del tuo potere e la grandezza della tua amorosa compassione.
Stavrotheotokìon, stessa melodia.
L’agnella incontaminata, vedendo il proprio agnello tratto come un mortale al macello, per suo volere, diceva tra i lamenti: Ti affretti dunque a privare di figli colei che ti ha partorito, o Cristo: perché hai fatto questo, Redentore dell’universo? Tuttavia io canto e glorifico la tua somma condiscendenza che trascende ragione ed intelletto, o amico degli uomini.
Apolytìkion. Tono 4.
Divenuto imitatore della vita ed erede del trono degli apostoli, divinamente ispirato, hai posto l’ascesi a fondamento della contemplazione; perciò, insegnando il verbo della verità lottasti fino al sangue per la fede, ieromartire Cipriano; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Segue la conclusione.
Mattutino del 2 Ottobre- Memoria del santo ieromartire Cipriano e della santa martire Giustina
2 Ottobre
Memoria del santo ieromartire Cipriano e della santa martire Giustina.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono 4.
Divenuto imitatore della vita ed erede del trono degli apostoli, divinamente ispirato, hai posto l’ascesi a fondamento della contemplazione; perciò, insegnando il verbo della verità lottasti fino al sangue per la fede, ieromartire Cipriano; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos e quello dei santi, con l’acrostico: Io canto, o Cipriano, la tua grazia tanto luminosa.
Ode 1. Tono. 4. Quando l’antico Israele.
Tu che sempre dimori con i cori superni, volgi su di noi il tuo sguardo e proteggi con la tua intercessioni i tuoi cantori.
Un tempo crudelmente imprigionato dalle tenebre dell’ignoranza, bruciando di lussuria per le funeste passioni carnali, improvvisamente fosti meravigliosamente convertito, o beatissimo.
Sedevi un tempo sul primo trono della perdizione, ma ora, sedendo tra i sacerdoti glorifichi Cristo, chiaramente trasformato dalla grazia divina dell’Altissimo.
Theotokìon. Dopo il parto rimani Vergine, avendo generato Dio stesso, Creatore dell’universo, apparso in modo portentoso in un corpo, o Vergine Madre, Genitrice di Dio.
Ode 3. In te si rallegra.
Convertendo come Paolo il desiderio della tua anima a Cristo, divenisti suo discepolo, o sapientissimo Cipriano.
Invece della tunica passionale Cristo ti donò la sua veste nuziale, l’ornamento glorioso, la veste della seconda nascita.
Dopo aver primeggiato nell’ascesi, illustre Cipriano divenisti poi paziente martire della verità.
Theotokìon. Veramente noi fedeli, soprattutto veneriamo te, Madre di Dio, perché generasti Dio incarnato, Vergine purissima.
Irmòs. In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.
Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Educato accuratamente nell’errore, come Paolo fosti chiamato dal cielo e guidato dalla croce alla luce della conoscenza; acceso dal desiderio di una venerabile vergine, grazie a lei ti unisti all’Autore del creato; perciò, sconfitto l’impotente nemico, fosti giudicato degno con lei del coro dei martiri, sacratissimo Cipriano; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Caduto nei pensieri maliziosi, sprofondando nel baratro dei peccati, gemendo a te grido dal cuore, o Purissima: magnifica in me la tua ricca misericordia, l’infinito mare della tua compassione e la vastità incommensurabile della tua clemenza e dammi penitenza e correzione della vita per gridare a te con affetto: prega tuo Figlio e Dio di donarmi la remissione delle colpe; in te, infatti, io, tuo indegno servo, spero.
Oppure Stavrotheotokìon.
Contemplando sul legno della croce il Redentore, la Madre purissima gemeva piangendo e amaramente esclamava e con cuore angosciato, strappandosi i capelli gridava: Figlio e Signore, come ha potuto l’illegalissimo popolo degli ebrei ingiustamente appender alla croce te, senza peccato? Come puoi volontariamente accettare il fiele, i chiodi e, ahimè, la ferita al costato? Comunque io glorifico te per le tue divine sofferenze.
Ode 4. Vedendo te, sole di giustizia.
Rinsavito dall’antica aberrazione, sconfiggesti la schiera dei demòni, sconfiggendo ogni funesto errore; perciò esultante ora inneggi: Gloria alla tua potenza, Signore.
Dominando con vigore te stessa e pregando con ardore la pura Vergine piena di grazia, sfuggisti, o Giustina, alle trappole e alle reti dei nemici.
Consolidata dalla fede nel tuo Sposo, rivestita della potenza della croce, rimanesti inaccessibile ai demòni, cantando: Gloria alla tua potenza, Signore.
Theotokìon. Colui che per natura è libero, presa forma di schiavo, apparve per la sua ricca bontà, ricevendo in se stesso da te, Madre sempre Vergine, l’umanità intera.
Ode 5. Tu, mio Signore.
Arricchita sapientemente dalla protezione della pura Madre di Dio, serbasti senza macchia la tua venerabile verginità, o Giustina.
Veneriamo Giustina, deliziosissima icona vivente di Dio, bellezza segreta, immolazione verginale.
La pura e autentica sposa di Cristo, aggiungendo alle lotte ascetiche il martirio, degnamente ottenne doppia corona.
Theotokìon. Né spirito umano, né angelico possono spiegare il prodigio ineffabile e senza precedenti del tuo parto, o Purissima.
Ode 6. A te sacrificherò.
Disceso nell’abisso più profondo del male, risalisti poi al vertice della virtù, prodigiosamente trasformato per il divino battesimo.
Un tempo servo dei demòni, divenisti poi discepolo di Cristo, seguendo con affetto il desiderio supremo, o Cipriano.
Guidasti a Dio una folla di martiri, indicando loro come miglior guadagno la possibilità di ottenere il regno dei cieli in cambio di un po’ di sangue.
Theotokìon. Spezza le catene delle colpe, donando libertà dalla legge del peccato con la legge della vita, tu che concepisti l’autore della legge.
Irmòs. A te sacrificherò con voci di lode, Signore: così a te grida la Chiesa, purificata dalla sozzura dei demòni per il sangue misericordiosamente fluito dal tuo fianco.
Kontàkion Tono pl. 4. Quali primizie.
Come venerabile gerarca e atleta fortissimo, la terra degnamente ti onora, Cipriano celebratissimo e con inni glorifica la tua santa memoria, sempre chiedendo che per te sia donata la remissione delle colpe a quanti cantano: Alliluia.
Ikos.
Onoriamo il sapiente gerarca come pastore sapiente e maestro: perché dalle spine dell’inganno fiorì come soavissima rosa e profumò noi credenti con la fragranza delle guarigioni e con l’effusione dei prodigi; perciò come Davide cantiamo: Alliluia.
Sinassario.
Il 2 di questo mese memoria del santo ieromartire Cipriano e della vergine Giustina.
Stichi. Si infuriò, Satana perché il suo vecchio amico conobbe con Giustina la lama della spada. Il giorno due san Cipriano esultando con lei sale al cielo.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Teofilo il confessore.
Stichi. Davanti a me la tua fine preziosa, dice Dio al suo amico Teofilo.
Il santo martire Giorgio di Karazzàssos, muore ucciso di spada nell’anno 1794.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Dalla fornace hai salvato.
Innalzato all’episcopato, ti rivelasti modello sacratissimo e icona esemplare dei gerarchi, gridando: Signore celebratissimo, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Realmente la vivificante destra divina operò la tua conversione, padre Cipriano, rendendoti sapiente predicatore, mentre canti: Signore celebratissimo, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Svergognasti le trappole del nemico, o beato, rivelandoti arma invincibile contro di lui per quanti cantano: Signore celebratissimo, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. I cori celesti e tutta l’assemblea del cielo, Madre di Dio, glorifica tuo Figlio cantando a lui: Signore celebratissimo, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Ode 8. Rallegrati, Gerusalemme.
Sapientissimamente, o glorioso, disprezzasti la sapienza ellenica, acclamando invece la divina voce degli apostoli, echeggiante di Spirito in tonanti lingue di fuoco, gridando: Benedite, opere, il Signore.
Salisti gioiosamente alle dimore celesti, avvicinandoti a Cristo per il tuo sangue, come vittima senza difetti, sacrificio vivente a Dio gradito e accetto, gridando: Benedite, opere, il Signore.
Per la grazia in te dimorante sono vinte le falangi dei demòni e allontanate le malattie, o Cipriano; perciò noi fedeli, divinamente illuminati cantiamo: Benedite, opere, il Signore.
Theotokìon. Danzano insieme le potenze angeliche per il tuo parto, o fanciulla, Madre di Dio, Deìpara, con fede scambiandosi l’annunzio; generasti infatti il Sovrano Redentore al quale gridiamo: Benedite, opere, il Signore.
Irmòs. Rallegrati, Gerusalemme, festeggiate, voi che amate Sion: il Re dei secoli, il Signore delle potenze è venuto; s’inchini a lui l’universo e la terra canti a lui: Benedite, opere, il Signore.
Ode 9. Per la sua colpa.
Volgendoti dall’alto con la grazia divina su noi, tuoi cantori, circondaci con le tue preghiere di uno scudo di benevolenza, garantendoci pace e salvezza come divino gerarca.
Un abbondante fiume di guarigione fai scorrere sui tuoi amici, poiché donne teofore raccolsero le tue reliquie come tesoro divino nascosto, affinchè rivelandole, tutti possiamo giovarcene.
Guidaci a Cristo, o beatissimo, con la pratica delle virtù, una condotta a Dio gradita, perfetta purificazione, ottenendoci quiete realmente divina, come compassionevolissimo gerarca.
Theotokìon. Fortifica la nostra anima inferma con la tua forza, Madre di Dio, sciogli il potere di chi assale i tuoi servi, o santissima, che hai fatto sorgere per il mondo il sole senza tramonto.
Irmòs. Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione; ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Udite, donne.
Concordi magnifichiamo colui che un tempo era iniziato al male e che, grazie a una venerabile vergine, divenne poi gerarca, il sommo Cipriano; a lui gridiamo: Con le tue suppliche rendici propizio il Sovrano dell’universo.
Theotokìon, stessa melodia.
Tu che generasti, o purissima, la gioia inesprimibile, rendici tutti partecipi dell’eterna gioia, Vergine sposa di Dio, rifugio e fortezza di quanti a te piamente gridano: Non dimenticare i tuoi servi, Madre di Dio Maria.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono pl. 4.
Colui che prima era puntiglioso fautore del male, divenne maestro verace della Chiesa; il ministro dell’inganno degli idoli, divenne gran sacerdote della fede; e colui che era dissoluto diventò temperante grazie a una vergine venerabile. Per le preghiere di entrambi, salvaci, Signore.
E ora. Theotokìon. O straordinario prodigio!
Come cantare la tua grazia e la grande provvidenza che ogni giorno chiaramente dimostri a me, indegno tuo servo? Come esprimere la tua bontà e i tanti modi con cui mi governi? Tu dunque continua sempre ad assistermi, liberandomi da ogni male, in vita e in morte, o venerabile.
Stavrotheotokìon, stessa melodia.
Vedendoti inchiodato alla croce, Gesù, mentre volontariamente accettavi la passione, o Sovrano, la Vergine e Madre tua gridava: Figlio, Figlio dolcissimo, come dunque tu, il medico, sopporti ingiustamente le ferite? Tu che sani l’infermità dei mortali e strappi tutti alla corruzione, nella tua amorosa compassione!
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
Vespro del 2 Ottobre- Memoria del santo ieromartire Cipriano e della santa martire Giustina
2 Ottobre
Memoria del santo ieromartire Cipriano e della santa martire Giustina.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Nell’unzione sacerdotale, nel sangue del martirio, ti sei accostato a Dio in tutta perfezione, o Cipriano celebratissimo, fiore della natura, bellezza dei discorsi, acropoli della sapienza, norma della rettitudine e delle dottrine, armoniosissima esattezza dei canoni, decoro della Chiesa.
Descrivendo la gloria dei lottatori e la corona dei martiri, persuadesti chi sentiva conforme a Dio ad affrontare audacemente con grande generosità pene molteplici, catene e prigione, denudamento del corpo, torture, gelo pungentissimo, flagelli e infine morte, o Cipriano venerabilissimo.
Opponendo agli incantesimi del demonio i canti dello Spirito e il trofeo della croce, preservasti la verginità: e, martire invitta, ti offristi a Cristo come sacratissima vittima; ottenesti così le corone della vittoria, o Giustina, adorna degli splendori delle vergini e delle martiri.
Gloria. Tono 2.
Davvero ti spogliasti della dottrina dell’inganno e della scienza degli idoli e indossasti a tua salvezza l’arma della croce, Cipriano beatissimo; gettasti i libri di magia, deponesti l’uomo vecchio e in te dimorò, con la conoscenza di Dio, la Trinità consustanziale: con gli angeli implorala, o gerarca, per la nostra salvezza.
E ora. Theotokìon. Quando dal legno.
Tu sei la gioia di tutti gli oppressi, avvocata di chi subisce ingiustizia, cibo degli affamati, conforto degli stranieri, porto di chi è sbattuto dalla burrasca, visitatrice degli ammalati, rifugio e soccorso degli affaticati e bastone dei ciechi, Madre di Dio altissimo; o pura affrettati, ti preghiamo, a salvare i tuoi servi.
Stavrotheotokìon, stessa melodia.
Vedendo appeso al legno della croce te, o Gesù, l’ignara di nozze piangeva e diceva: Figlio dolcissimo, perché hai lasciato sola me tua madre, o luce inaccessibile del Padre che precede l’eternità? Affréttati a glorificarti, perché ottengano la gloria divina quelli che glorificano la tua divina passione.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono 2.
Celebriamo Cipriano, l’astro di divino splendore, compagno di Paolo e partecipe delle sue opere: con gli angeli esulta, dopo aver ricevuto la corona dell’incorruttela dall’unico Dio e prega per la salvezza delle nostre anime.
E ora. Theotokìon. Quando dal legno.
Altro sicuro rifugio, torre di fortezza e rocca inespugnabile noi non possediamo, all’infuori di te, purissima e in te ci rifugiamo e a te gridiamo: Sovrana, aiutaci, perché non periamo; mostraci la tua grazia, la gloria del tuo potere e la grandezza della tua amorosa compassione.
Stavrotheotokìon, stessa melodia.
L’agnella incontaminata, vedendo il proprio agnello tratto come un mortale al macello, per suo volere, diceva tra i lamenti: Ti affretti dunque a privare di figli colei che ti ha partorito, o Cristo: perché hai fatto questo, Redentore dell’universo? Tuttavia io canto e glorifico la tua somma condiscendenza che trascende ragione ed intelletto, o amico degli uomini.
Apolytìkion. Tono 4.
Divenuto imitatore della vita ed erede del trono degli apostoli, divinamente ispirato, hai posto l’ascesi a fondamento della contemplazione; perciò, insegnando il verbo della verità lottasti fino al sangue per la fede, ieromartire Cipriano; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Segue la conclusione.
Mattutino del 2 Ottobre- Memoria del santo ieromartire Cipriano e della santa martire Giustina
2 Ottobre
Memoria del santo ieromartire Cipriano e della santa martire Giustina.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono 4.
Divenuto imitatore della vita ed erede del trono degli apostoli, divinamente ispirato, hai posto l’ascesi a fondamento della contemplazione; perciò, insegnando il verbo della verità lottasti fino al sangue per la fede, ieromartire Cipriano; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos e quello dei santi, con l’acrostico: Io canto, o Cipriano, la tua grazia tanto luminosa.
Ode 1. Tono. 4. Quando l’antico Israele.
Tu che sempre dimori con i cori superni, volgi su di noi il tuo sguardo e proteggi con la tua intercessioni i tuoi cantori.
Un tempo crudelmente imprigionato dalle tenebre dell’ignoranza, bruciando di lussuria per le funeste passioni carnali, improvvisamente fosti meravigliosamente convertito, o beatissimo.
Sedevi un tempo sul primo trono della perdizione, ma ora, sedendo tra i sacerdoti glorifichi Cristo, chiaramente trasformato dalla grazia divina dell’Altissimo.
Theotokìon. Dopo il parto rimani Vergine, avendo generato Dio stesso, Creatore dell’universo, apparso in modo portentoso in un corpo, o Vergine Madre, Genitrice di Dio.
Ode 3. In te si rallegra.
Convertendo come Paolo il desiderio della tua anima a Cristo, divenisti suo discepolo, o sapientissimo Cipriano.
Invece della tunica passionale Cristo ti donò la sua veste nuziale, l’ornamento glorioso, la veste della seconda nascita.
Dopo aver primeggiato nell’ascesi, illustre Cipriano divenisti poi paziente martire della verità.
Theotokìon. Veramente noi fedeli, soprattutto veneriamo te, Madre di Dio, perché generasti Dio incarnato, Vergine purissima.
Irmòs. In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.
Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Educato accuratamente nell’errore, come Paolo fosti chiamato dal cielo e guidato dalla croce alla luce della conoscenza; acceso dal desiderio di una venerabile vergine, grazie a lei ti unisti all’Autore del creato; perciò, sconfitto l’impotente nemico, fosti giudicato degno con lei del coro dei martiri, sacratissimo Cipriano; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Caduto nei pensieri maliziosi, sprofondando nel baratro dei peccati, gemendo a te grido dal cuore, o Purissima: magnifica in me la tua ricca misericordia, l’infinito mare della tua compassione e la vastità incommensurabile della tua clemenza e dammi penitenza e correzione della vita per gridare a te con affetto: prega tuo Figlio e Dio di donarmi la remissione delle colpe; in te, infatti, io, tuo indegno servo, spero.
Oppure Stavrotheotokìon.
Contemplando sul legno della croce il Redentore, la Madre purissima gemeva piangendo e amaramente esclamava e con cuore angosciato, strappandosi i capelli gridava: Figlio e Signore, come ha potuto l’illegalissimo popolo degli ebrei ingiustamente appender alla croce te, senza peccato? Come puoi volontariamente accettare il fiele, i chiodi e, ahimè, la ferita al costato? Comunque io glorifico te per le tue divine sofferenze.
Ode 4. Vedendo te, sole di giustizia.
Rinsavito dall’antica aberrazione, sconfiggesti la schiera dei demòni, sconfiggendo ogni funesto errore; perciò esultante ora inneggi: Gloria alla tua potenza, Signore.
Dominando con vigore te stessa e pregando con ardore la pura Vergine piena di grazia, sfuggisti, o Giustina, alle trappole e alle reti dei nemici.
Consolidata dalla fede nel tuo Sposo, rivestita della potenza della croce, rimanesti inaccessibile ai demòni, cantando: Gloria alla tua potenza, Signore.
Theotokìon. Colui che per natura è libero, presa forma di schiavo, apparve per la sua ricca bontà, ricevendo in se stesso da te, Madre sempre Vergine, l’umanità intera.
Ode 5. Tu, mio Signore.
Arricchita sapientemente dalla protezione della pura Madre di Dio, serbasti senza macchia la tua venerabile verginità, o Giustina.
Veneriamo Giustina, deliziosissima icona vivente di Dio, bellezza segreta, immolazione verginale.
La pura e autentica sposa di Cristo, aggiungendo alle lotte ascetiche il martirio, degnamente ottenne doppia corona.
Theotokìon. Né spirito umano, né angelico possono spiegare il prodigio ineffabile e senza precedenti del tuo parto, o Purissima.
Ode 6. A te sacrificherò.
Disceso nell’abisso più profondo del male, risalisti poi al vertice della virtù, prodigiosamente trasformato per il divino battesimo.
Un tempo servo dei demòni, divenisti poi discepolo di Cristo, seguendo con affetto il desiderio supremo, o Cipriano.
Guidasti a Dio una folla di martiri, indicando loro come miglior guadagno la possibilità di ottenere il regno dei cieli in cambio di un po’ di sangue.
Theotokìon. Spezza le catene delle colpe, donando libertà dalla legge del peccato con la legge della vita, tu che concepisti l’autore della legge.
Irmòs. A te sacrificherò con voci di lode, Signore: così a te grida la Chiesa, purificata dalla sozzura dei demòni per il sangue misericordiosamente fluito dal tuo fianco.
Kontàkion Tono pl. 4. Quali primizie.
Come venerabile gerarca e atleta fortissimo, la terra degnamente ti onora, Cipriano celebratissimo e con inni glorifica la tua santa memoria, sempre chiedendo che per te sia donata la remissione delle colpe a quanti cantano: Alliluia.
Ikos.
Onoriamo il sapiente gerarca come pastore sapiente e maestro: perché dalle spine dell’inganno fiorì come soavissima rosa e profumò noi credenti con la fragranza delle guarigioni e con l’effusione dei prodigi; perciò come Davide cantiamo: Alliluia.
Sinassario.
Il 2 di questo mese memoria del santo ieromartire Cipriano e della vergine Giustina.
Stichi. Si infuriò, Satana perché il suo vecchio amico conobbe con Giustina la lama della spada. Il giorno due san Cipriano esultando con lei sale al cielo.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Teofilo il confessore.
Stichi. Davanti a me la tua fine preziosa, dice Dio al suo amico Teofilo.
Il santo martire Giorgio di Karazzàssos, muore ucciso di spada nell’anno 1794.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Dalla fornace hai salvato.
Innalzato all’episcopato, ti rivelasti modello sacratissimo e icona esemplare dei gerarchi, gridando: Signore celebratissimo, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Realmente la vivificante destra divina operò la tua conversione, padre Cipriano, rendendoti sapiente predicatore, mentre canti: Signore celebratissimo, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Svergognasti le trappole del nemico, o beato, rivelandoti arma invincibile contro di lui per quanti cantano: Signore celebratissimo, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. I cori celesti e tutta l’assemblea del cielo, Madre di Dio, glorifica tuo Figlio cantando a lui: Signore celebratissimo, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Ode 8. Rallegrati, Gerusalemme.
Sapientissimamente, o glorioso, disprezzasti la sapienza ellenica, acclamando invece la divina voce degli apostoli, echeggiante di Spirito in tonanti lingue di fuoco, gridando: Benedite, opere, il Signore.
Salisti gioiosamente alle dimore celesti, avvicinandoti a Cristo per il tuo sangue, come vittima senza difetti, sacrificio vivente a Dio gradito e accetto, gridando: Benedite, opere, il Signore.
Per la grazia in te dimorante sono vinte le falangi dei demòni e allontanate le malattie, o Cipriano; perciò noi fedeli, divinamente illuminati cantiamo: Benedite, opere, il Signore.
Theotokìon. Danzano insieme le potenze angeliche per il tuo parto, o fanciulla, Madre di Dio, Deìpara, con fede scambiandosi l’annunzio; generasti infatti il Sovrano Redentore al quale gridiamo: Benedite, opere, il Signore.
Irmòs. Rallegrati, Gerusalemme, festeggiate, voi che amate Sion: il Re dei secoli, il Signore delle potenze è venuto; s’inchini a lui l’universo e la terra canti a lui: Benedite, opere, il Signore.
Ode 9. Per la sua colpa.
Volgendoti dall’alto con la grazia divina su noi, tuoi cantori, circondaci con le tue preghiere di uno scudo di benevolenza, garantendoci pace e salvezza come divino gerarca.
Un abbondante fiume di guarigione fai scorrere sui tuoi amici, poiché donne teofore raccolsero le tue reliquie come tesoro divino nascosto, affinchè rivelandole, tutti possiamo giovarcene.
Guidaci a Cristo, o beatissimo, con la pratica delle virtù, una condotta a Dio gradita, perfetta purificazione, ottenendoci quiete realmente divina, come compassionevolissimo gerarca.
Theotokìon. Fortifica la nostra anima inferma con la tua forza, Madre di Dio, sciogli il potere di chi assale i tuoi servi, o santissima, che hai fatto sorgere per il mondo il sole senza tramonto.
Irmòs. Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione; ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Udite, donne.
Concordi magnifichiamo colui che un tempo era iniziato al male e che, grazie a una venerabile vergine, divenne poi gerarca, il sommo Cipriano; a lui gridiamo: Con le tue suppliche rendici propizio il Sovrano dell’universo.
Theotokìon, stessa melodia.
Tu che generasti, o purissima, la gioia inesprimibile, rendici tutti partecipi dell’eterna gioia, Vergine sposa di Dio, rifugio e fortezza di quanti a te piamente gridano: Non dimenticare i tuoi servi, Madre di Dio Maria.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono pl. 4.
Colui che prima era puntiglioso fautore del male, divenne maestro verace della Chiesa; il ministro dell’inganno degli idoli, divenne gran sacerdote della fede; e colui che era dissoluto diventò temperante grazie a una vergine venerabile. Per le preghiere di entrambi, salvaci, Signore.
E ora. Theotokìon. O straordinario prodigio!
Come cantare la tua grazia e la grande provvidenza che ogni giorno chiaramente dimostri a me, indegno tuo servo? Come esprimere la tua bontà e i tanti modi con cui mi governi? Tu dunque continua sempre ad assistermi, liberandomi da ogni male, in vita e in morte, o venerabile.
Stavrotheotokìon, stessa melodia.
Vedendoti inchiodato alla croce, Gesù, mentre volontariamente accettavi la passione, o Sovrano, la Vergine e Madre tua gridava: Figlio, Figlio dolcissimo, come dunque tu, il medico, sopporti ingiustamente le ferite? Tu che sani l’infermità dei mortali e strappi tutti alla corruzione, nella tua amorosa compassione!
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
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1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
LE NOSTRE PARROCCHIE
E I LUOGHI DI CULTO
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cultura e formazione
cultura e formazione
La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













