Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia
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Santo del giorno
San Pimen

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PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 27 Agosto – Memoria del nostro santo padre Pimìn
27 AGOSTO
Memoria del nostro santo padre Pimìn.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.
Tono pl. 4. Come vi chiameremo, santi?
Come ti chiameremo, ora, o Pimìn? Modello dei monaci e operatore di guarigioni, fustigatore delle passioni dell’anima con i colpi della continenza, concittadino e compagno degli angeli, abitante della metropoli celeste, casa delle virtù, ordinatore del deserto; supplica per la salvezza delle nostre anime.
Come ti acclameremo, ora, o Pimìn? Colonizzatore del deserto e amante dell’esichia, moderatore delle passioni e guida di monaci, marea di insegnamenti del divino Spirito, astro insonne del discernimento, autentico taumaturgo che guarisce mali svariati; supplica per la salvezza delle nostre anime.
Sei divenuta lampada di discernimento che rischiara le anime di quanti si accostano a te con fede e mostra loro il sentiero della vita, o sapiente: perciò tra le lodi ti diciamo beato, celebrando la tua solennità santa. O Pimìn, vanto dei padri, ornamento degli asceti, supplica per la salvezza delle nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
A chi puoi essere paragonata, anima miserabile, che in nessun modo ti volgi alla conversione e non temi il fuoco, persistendo nei vizi? Riàlzati, invoca colei che sola è pronta a soccorrere e grida: O Vergine Madre, implora tuo Figlio, nostro Dio, perché io sia strappato ai lacci dello spirito maligno.
Oppure stavrotheotokìon.
L’agnella vedendo l’agnello volontariamente disteso sul legno della croce, gridava lamentandosi nel pianto come madre: Figlio mio, che è mai questo spettacolo strano? Tu che quale Signore elargisci la vita a tutti, come dunque sei messo a morte, o longanime, per donare ai mortali la risurrezione? Io glorifico, Dio mio, la tua grande condiscendenza.
Apolytìkion. Tono pl. 4.
Col flusso delle tue lacrime hai fatto fiorire il deserto arido; coi tuoi gemiti profondi hai fatto rendere al centuplo i frutti delle tue sofferenze; coi tuoi miracoli divenisti luminosa fiaccola per l’ecumene. Pimìn beato padre nostro, prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Mattutino del 27 agosto – Memoria del nostro santo padre Pimìn
27 AGOSTO
Memoria del nostro santo padre Pimìn.
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia si dicono i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi.
Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.
Con il cuore scaldato dal Paràclito, o padre, dileguasti il gelo dei demòni e l’inverno delle passioni.
Bruciando la materia delle passioni con il carbone del timore divino divenisti fiamma di discernimento e fuoco di impassibilità, o beato Pimìn.
Portando la tua croce sulle spalle, o padre, seguisti con affetto colui che ti chiamò e divenisti astro degli anacoreti.
Theotokìon. Volendo incarnarsi per bontà dal tuo grembo, o purissima Madre Vergine, il Verbo Dio mi ha del tutto salvato.
Ode 3. Tu sei la saldezza.
La tua preghiera di tutta la notte stupiva gli angeli: e infatti loro cooperavano con le tue suppliche a Dio.
Purificasti gli occhi del tuo animo dalla malattia delle passioni, perciò ora contempli con purezza l’Invisibile.
Nutrito di ascesi come latte, o venerabile Pimìn, ti elevasti alla vetta delle virtù in perfetta impassibilità.
Theotokìon. Avendo te come soccorso, non temo gli assalti dei nemici, o Purissima, poiché avendo te come benefattrice, sconfiggo le loro falangi.
Irmòs. Tu sei la saldezza di quanti a te accorrono, Signore, tu sei luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.
Kàthisma. Tono 3. La confessione della fede.
Pascolato dal Signore, ti rivelasti sua mite pecora sconfiggendo i lupi ostili, o beato e conducendo la tua divina lotta, dimoravi nel recinto celeste, o padre venerabile; supplica Cristo Dio di donarci la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Il Signore stesso non si separò dalla natura divina incarnandosi dal tuo grembo, ma divenendo uomo rimase Dio colui che custodì te, sua Madre, vergine dopo il parto come prima del parto, o purissima; supplicalo con fervore di donarci la grande misericordia.
Oppure stavrotheotokìon.
L’agnella purissima, Vergine Madre del Verbo, incorrotta, vedendo appeso sulla croce colui che è sorto da lei senza dolore, facendo lamenti gridava: Ahimè, mio Figlio! Come patisci volendo liberare l’uomo dalla vergogna delle passioni?
Ode 4. Ho udito, Signore.
Ricevendo i raggi del Paràclito, ti rivelasti specchio cristallino e ricettacolo di divine ascensioni, o Pimìn teoforo.
Irrigato dalle lacrime, ti mostrasti albero dagli alti rami, adorno di continenza e arricchito con frutti divini, o padre Pimìn.
Arando il campo del tuo intelletto con le fatiche dell’ascesi, moltiplicasti la spiga delle virtù e il carisma dei prodigi con abbondante frutto.
Theotokìon. Sposa divina, tesoro della verginità e dimora della natura incircoscrivibile, illumina la mia anima ottenebrata.
Ode 5. All’alba diciamo.
Sopportando la calura del giorno, o insigne, divenisti degno della gioia del tuo Signore, o venerabile Pimìn.
Sorgesti come rosa dal dolce profumo nel prato dell’ascesi, effondendo ai confini la fragranza della conoscenza divina.
Dotato di umiltà, o padre, umiliasti a terra il serpente che prima si era boriato.
Theotokìon. Ti inneggiamo come vergine dopo il parto, o Theotòkos, poiché concepisti nel mondo Dio Verbo nella carne.
Ode 6. Una tunica luminosa.
Mortificando gli assalti della carne con molte lotte, camminavi verso la vita immortale, o mirabile Pimìn.
Avevi continenza e preghiera incessanti, amore incontaminato, o venerabile e ti rivelasti specchio cristallino di Dio.
Percorrendo terre aride non battute, ti spogliasti dell’inaridimento delle passioni e divenisti cittadino dei cieli.
Theotokìon. Tu che col verbo partoristi nella carne il Verbo, ti supplichiamo, salva le nostre anime dalle insidie del nemico.
Irmòs. Una tunica luminosa concedimi, tu che ti vesti di luce come un manto, misericordiosissimo Cristo, mio Dio.
Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.
Ecco oggi, o padre venerando, la santa memoria delle tue splendide lotte che allieta le anime dei fedeli, o Pimìn di senno divino, nostro santo padre.
Sinassario.
Il 27 di questo mese memoria del nostro santo padre Pimìn.
Stichi. Come da un lupo con la bocca spalancata fu rapito dalla vita Pimìn, allevato dal Pastore gloriosissimo.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Liberio, papa di Roma, confessore.
Stichi. Liberio può raccogliere ora la ricchezza che tesaurizzò con sapienza.
Lo stesso giorno memoria del nostro santo padre Ossios, vescovo di Cordova.
Stichi. Solo dicendo il tuo nome, Ossios, ti porto dovuta lode dopo la morte.
Lo stesso giorno memoria dell’eunuco etiope, battezzato dal santo apostolo Filippo.
Stichi. L’uomo eunuco ammonì la figura degli eunuchi, poiché anche se nero per natura, realmente si fece bianco.
Lo stesso giorno la nuova santa Anthùssa, rivestita di un pezzo di crine, muore gettata in un pozzo.
Stichi. Col sacco al posto della cuffia e la pietra al posto del decoro femminile, o Anthùssa, entrasti nel baratro del pozzo.
Memoria del santo martire Fanurio, apparso nel 1500.
Per le loro sante preghiere, Cristo Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace i fanciulli.
Dedicandoti alle divine contemplazioni e folgorato da divini raggi immateriali, divenisti realmente figlio del giorno e luce per gli ottenebrati, o teoforo Pimìn.
Giungesti all’altezza dell’impassibilità imitando nel corpo gli angeli, o beato e divenisti erede della delizia del paradiso, dicendo: o Dio, tu sei benedetto.
Rifulgendo di raggi di impassibilità, oscurasti le tentazioni dei demòni, o venerabile e liberasti molti dal loro danno, dicendo: o Dio, tu sei benedetto.
Theotokìon. Ecco, colei che Isaia nello Spirito chiamò Vergine, concepì in grembo il Signore e lo partorì; a lui cantando diciamo: o Dio, tu sei benedetto.
Ode 8. Il Re della gloria.
Custodendo desta la lampada della tua anima con l’olio delle tue lotte, entrasti con esultanza nel talamo incorrotto dello Sposo e vivi nei secoli.
La torre della tua anima non venne sconvolta dai venti degli spiriti maligni, perché era rafforzata sulla pietra della fede, o beatissimo teoforo.
Ti sei spogliato della cattiva tunica delle passioni, o padre e hai indossato il decoro bellissimo della divina impassibilità, regnando con Cristo.
Theotokìon. Lodiamo, o popoli, la santissima Vergine, trono venerato e altissimo, sovresaltandola per tutti i secoli.
Irmòs. Il Re della gloria senza principio che sbigottisce le potenze celesti e le schiere degli angeli temono, lodatelo, o sacerdoti, sovresaltatelo, o popoli, per tutti i secoli.
Ode 9. Stupì ogni udito.
Come stella tramontasti al mondo e sorgesti per Cristo, vero Sole spirituale della giustizia, o beatissimo e lasciasti realmente ai fedeli come raggi i beni luminosi che allontanano la tenebra delle anime.
Preziosa fu per Dio la tua morte, o insigne, poiché sei vissuto piamente sulla terra custodendo intatti i suoi decreti, o Pimìn, perciò, in quanto giusto, è sorta per te la luce senza tramonto.
Deliziandoti delle bellezze divine, o padre e divinizzato per grazia, ora che stai splendidamente presso la grande Luce e ti avvicini più chiaramente al compimento del desiderio, ricordati, o Pimìn, di quanti di onorano e celebrano la tua santa memoria.
Theotokìon. Tu sola fra le donne, o divina Sposa, hai interrotto la maledizione dei primi plasmati generando l’Incircoscrivibile circoscritto dalla carne; rinnovasti le leggi di natura, o Purissima, riunendo ciò che prima era diviso con la tua prodigiosa mediazione.
Irmòs. Stupì ogni udito per l’ineffabile condiscendenza di Dio, poiché l’Eccelso discese volontariamente nella carne, diventando uomo da grembo vergine. Perciò, o fedeli, magnifichiamo la purissima Genitrice di Dio.
Exapostilarion. Con i discepoli.
Tu che manifestamente ricevesti la luce trisolare della tearchia nella sua pienezza, o sapientissimo, sei ora divenuto dio per la partecipazione alla natura di Dio: supplicalo di liberare da pericoli e tribolazioni quanti ti onorano, o padre e celebrano la tua augusta memoria luminosa, o venerando Pimìn di mente divina, splendore degli asceti.
ùTheotokìon.
Ti ha scelta il Padre come desideratissimo giglio, Madre di Dio purissima, per essere dimora del Figlio, in virtù del divino Spirito: ti ha trovata come giglio tra le spine, o purissima, raggiante di bellezza verginale. Perciò, o sposa di Dio, noi grazie a te salvati ti cantiamo e con affetto ti diciamo beata.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
Vespro del 27 Agosto – Memoria del nostro santo padre Pimìn
27 AGOSTO
Memoria del nostro santo padre Pimìn.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.
Tono pl. 4. Come vi chiameremo, santi?
Come ti chiameremo, ora, o Pimìn? Modello dei monaci e operatore di guarigioni, fustigatore delle passioni dell’anima con i colpi della continenza, concittadino e compagno degli angeli, abitante della metropoli celeste, casa delle virtù, ordinatore del deserto; supplica per la salvezza delle nostre anime.
Come ti acclameremo, ora, o Pimìn? Colonizzatore del deserto e amante dell’esichia, moderatore delle passioni e guida di monaci, marea di insegnamenti del divino Spirito, astro insonne del discernimento, autentico taumaturgo che guarisce mali svariati; supplica per la salvezza delle nostre anime.
Sei divenuta lampada di discernimento che rischiara le anime di quanti si accostano a te con fede e mostra loro il sentiero della vita, o sapiente: perciò tra le lodi ti diciamo beato, celebrando la tua solennità santa. O Pimìn, vanto dei padri, ornamento degli asceti, supplica per la salvezza delle nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
A chi puoi essere paragonata, anima miserabile, che in nessun modo ti volgi alla conversione e non temi il fuoco, persistendo nei vizi? Riàlzati, invoca colei che sola è pronta a soccorrere e grida: O Vergine Madre, implora tuo Figlio, nostro Dio, perché io sia strappato ai lacci dello spirito maligno.
Oppure stavrotheotokìon.
L’agnella vedendo l’agnello volontariamente disteso sul legno della croce, gridava lamentandosi nel pianto come madre: Figlio mio, che è mai questo spettacolo strano? Tu che quale Signore elargisci la vita a tutti, come dunque sei messo a morte, o longanime, per donare ai mortali la risurrezione? Io glorifico, Dio mio, la tua grande condiscendenza.
Apolytìkion. Tono pl. 4.
Col flusso delle tue lacrime hai fatto fiorire il deserto arido; coi tuoi gemiti profondi hai fatto rendere al centuplo i frutti delle tue sofferenze; coi tuoi miracoli divenisti luminosa fiaccola per l’ecumene. Pimìn beato padre nostro, prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Mattutino del 27 agosto – Memoria del nostro santo padre Pimìn
27 AGOSTO
Memoria del nostro santo padre Pimìn.
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia si dicono i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi.
Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.
Con il cuore scaldato dal Paràclito, o padre, dileguasti il gelo dei demòni e l’inverno delle passioni.
Bruciando la materia delle passioni con il carbone del timore divino divenisti fiamma di discernimento e fuoco di impassibilità, o beato Pimìn.
Portando la tua croce sulle spalle, o padre, seguisti con affetto colui che ti chiamò e divenisti astro degli anacoreti.
Theotokìon. Volendo incarnarsi per bontà dal tuo grembo, o purissima Madre Vergine, il Verbo Dio mi ha del tutto salvato.
Ode 3. Tu sei la saldezza.
La tua preghiera di tutta la notte stupiva gli angeli: e infatti loro cooperavano con le tue suppliche a Dio.
Purificasti gli occhi del tuo animo dalla malattia delle passioni, perciò ora contempli con purezza l’Invisibile.
Nutrito di ascesi come latte, o venerabile Pimìn, ti elevasti alla vetta delle virtù in perfetta impassibilità.
Theotokìon. Avendo te come soccorso, non temo gli assalti dei nemici, o Purissima, poiché avendo te come benefattrice, sconfiggo le loro falangi.
Irmòs. Tu sei la saldezza di quanti a te accorrono, Signore, tu sei luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.
Kàthisma. Tono 3. La confessione della fede.
Pascolato dal Signore, ti rivelasti sua mite pecora sconfiggendo i lupi ostili, o beato e conducendo la tua divina lotta, dimoravi nel recinto celeste, o padre venerabile; supplica Cristo Dio di donarci la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Il Signore stesso non si separò dalla natura divina incarnandosi dal tuo grembo, ma divenendo uomo rimase Dio colui che custodì te, sua Madre, vergine dopo il parto come prima del parto, o purissima; supplicalo con fervore di donarci la grande misericordia.
Oppure stavrotheotokìon.
L’agnella purissima, Vergine Madre del Verbo, incorrotta, vedendo appeso sulla croce colui che è sorto da lei senza dolore, facendo lamenti gridava: Ahimè, mio Figlio! Come patisci volendo liberare l’uomo dalla vergogna delle passioni?
Ode 4. Ho udito, Signore.
Ricevendo i raggi del Paràclito, ti rivelasti specchio cristallino e ricettacolo di divine ascensioni, o Pimìn teoforo.
Irrigato dalle lacrime, ti mostrasti albero dagli alti rami, adorno di continenza e arricchito con frutti divini, o padre Pimìn.
Arando il campo del tuo intelletto con le fatiche dell’ascesi, moltiplicasti la spiga delle virtù e il carisma dei prodigi con abbondante frutto.
Theotokìon. Sposa divina, tesoro della verginità e dimora della natura incircoscrivibile, illumina la mia anima ottenebrata.
Ode 5. All’alba diciamo.
Sopportando la calura del giorno, o insigne, divenisti degno della gioia del tuo Signore, o venerabile Pimìn.
Sorgesti come rosa dal dolce profumo nel prato dell’ascesi, effondendo ai confini la fragranza della conoscenza divina.
Dotato di umiltà, o padre, umiliasti a terra il serpente che prima si era boriato.
Theotokìon. Ti inneggiamo come vergine dopo il parto, o Theotòkos, poiché concepisti nel mondo Dio Verbo nella carne.
Ode 6. Una tunica luminosa.
Mortificando gli assalti della carne con molte lotte, camminavi verso la vita immortale, o mirabile Pimìn.
Avevi continenza e preghiera incessanti, amore incontaminato, o venerabile e ti rivelasti specchio cristallino di Dio.
Percorrendo terre aride non battute, ti spogliasti dell’inaridimento delle passioni e divenisti cittadino dei cieli.
Theotokìon. Tu che col verbo partoristi nella carne il Verbo, ti supplichiamo, salva le nostre anime dalle insidie del nemico.
Irmòs. Una tunica luminosa concedimi, tu che ti vesti di luce come un manto, misericordiosissimo Cristo, mio Dio.
Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.
Ecco oggi, o padre venerando, la santa memoria delle tue splendide lotte che allieta le anime dei fedeli, o Pimìn di senno divino, nostro santo padre.
Sinassario.
Il 27 di questo mese memoria del nostro santo padre Pimìn.
Stichi. Come da un lupo con la bocca spalancata fu rapito dalla vita Pimìn, allevato dal Pastore gloriosissimo.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Liberio, papa di Roma, confessore.
Stichi. Liberio può raccogliere ora la ricchezza che tesaurizzò con sapienza.
Lo stesso giorno memoria del nostro santo padre Ossios, vescovo di Cordova.
Stichi. Solo dicendo il tuo nome, Ossios, ti porto dovuta lode dopo la morte.
Lo stesso giorno memoria dell’eunuco etiope, battezzato dal santo apostolo Filippo.
Stichi. L’uomo eunuco ammonì la figura degli eunuchi, poiché anche se nero per natura, realmente si fece bianco.
Lo stesso giorno la nuova santa Anthùssa, rivestita di un pezzo di crine, muore gettata in un pozzo.
Stichi. Col sacco al posto della cuffia e la pietra al posto del decoro femminile, o Anthùssa, entrasti nel baratro del pozzo.
Memoria del santo martire Fanurio, apparso nel 1500.
Per le loro sante preghiere, Cristo Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace i fanciulli.
Dedicandoti alle divine contemplazioni e folgorato da divini raggi immateriali, divenisti realmente figlio del giorno e luce per gli ottenebrati, o teoforo Pimìn.
Giungesti all’altezza dell’impassibilità imitando nel corpo gli angeli, o beato e divenisti erede della delizia del paradiso, dicendo: o Dio, tu sei benedetto.
Rifulgendo di raggi di impassibilità, oscurasti le tentazioni dei demòni, o venerabile e liberasti molti dal loro danno, dicendo: o Dio, tu sei benedetto.
Theotokìon. Ecco, colei che Isaia nello Spirito chiamò Vergine, concepì in grembo il Signore e lo partorì; a lui cantando diciamo: o Dio, tu sei benedetto.
Ode 8. Il Re della gloria.
Custodendo desta la lampada della tua anima con l’olio delle tue lotte, entrasti con esultanza nel talamo incorrotto dello Sposo e vivi nei secoli.
La torre della tua anima non venne sconvolta dai venti degli spiriti maligni, perché era rafforzata sulla pietra della fede, o beatissimo teoforo.
Ti sei spogliato della cattiva tunica delle passioni, o padre e hai indossato il decoro bellissimo della divina impassibilità, regnando con Cristo.
Theotokìon. Lodiamo, o popoli, la santissima Vergine, trono venerato e altissimo, sovresaltandola per tutti i secoli.
Irmòs. Il Re della gloria senza principio che sbigottisce le potenze celesti e le schiere degli angeli temono, lodatelo, o sacerdoti, sovresaltatelo, o popoli, per tutti i secoli.
Ode 9. Stupì ogni udito.
Come stella tramontasti al mondo e sorgesti per Cristo, vero Sole spirituale della giustizia, o beatissimo e lasciasti realmente ai fedeli come raggi i beni luminosi che allontanano la tenebra delle anime.
Preziosa fu per Dio la tua morte, o insigne, poiché sei vissuto piamente sulla terra custodendo intatti i suoi decreti, o Pimìn, perciò, in quanto giusto, è sorta per te la luce senza tramonto.
Deliziandoti delle bellezze divine, o padre e divinizzato per grazia, ora che stai splendidamente presso la grande Luce e ti avvicini più chiaramente al compimento del desiderio, ricordati, o Pimìn, di quanti di onorano e celebrano la tua santa memoria.
Theotokìon. Tu sola fra le donne, o divina Sposa, hai interrotto la maledizione dei primi plasmati generando l’Incircoscrivibile circoscritto dalla carne; rinnovasti le leggi di natura, o Purissima, riunendo ciò che prima era diviso con la tua prodigiosa mediazione.
Irmòs. Stupì ogni udito per l’ineffabile condiscendenza di Dio, poiché l’Eccelso discese volontariamente nella carne, diventando uomo da grembo vergine. Perciò, o fedeli, magnifichiamo la purissima Genitrice di Dio.
Exapostilarion. Con i discepoli.
Tu che manifestamente ricevesti la luce trisolare della tearchia nella sua pienezza, o sapientissimo, sei ora divenuto dio per la partecipazione alla natura di Dio: supplicalo di liberare da pericoli e tribolazioni quanti ti onorano, o padre e celebrano la tua augusta memoria luminosa, o venerando Pimìn di mente divina, splendore degli asceti.
ùTheotokìon.
Ti ha scelta il Padre come desideratissimo giglio, Madre di Dio purissima, per essere dimora del Figlio, in virtù del divino Spirito: ti ha trovata come giglio tra le spine, o purissima, raggiante di bellezza verginale. Perciò, o sposa di Dio, noi grazie a te salvati ti cantiamo e con affetto ti diciamo beata.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
8X
1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
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LE NOSTRE PARROCCHIE
E I LUOGHI DI CULTO
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cultura e formazione
cultura e formazione
La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.

ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













