PERIODO DEL TONO PLAGALE I Giovedì Sera Al Vespro
Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.
Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.
Volendo por fine agli affanni e all’infamia dei mortali, Signore più che buono, mio Salvatore, sopporti la crocifissione infamante; hai gustato fiele, o paziente, per eliminare tutta la nostra pessima amarezza; fosti colpito al tuo puro fianco dalla lancia per guarire, come Sovrano, le nostre piaghe: perciò inneggiamo ora la tua gloriosa crocifissione e, prostrandoci, veneriamo la lancia, la spugna e la canna, perché con esse donasti al tuo mondo la pace e la grande misericordia.
Prefigurando la tua passione, o Cristo, il tuo grande servo Mosè innalzò il serpente di bronzo, o misericordioso, per salvare i mortali dal danno del velenoso morso dei serpenti; e ora che sei stato crocifisso sul legno, o longanime, il mondo è stato redento dal danno del serpente ed innalzato dalla terra ai cieli: perciò, esultanti, inneggiamo alla tua forza, veneriamo la tua croce e ad essa ci prostriamo, o filantropo, poiché per essa ogni creatura trovò serena dignità e grande misericordia.
Volendo annullare le decisioni contro il progenitore Adamo, o filantropo, al colmo di ogni vergogna, tu che plasmasti Adamo fosti inchiodato e per noi trafitto al fianco divino da una lancia, o Cristo senza peccato allontani la spada fiammeggiante perché non impedisca l’ingresso a noi tuoi servi, o Verbo; perciò glorificandoti inneggiamo il tuo potere e onoriamo e veneriamo, o filantropo, la tua croce con cui tutto il creato ha trovato dignità senza pena e grande misericordia.
Altri Stichirà, della Theotòkos, uguali.
Sempre con un giogo pesante sul collo dell’anima per la moltitudine di gravi peccati e sventure, o Sovrana, non oso levare in alto gli occhi; perciò, con il volto chino a terra, grido a te dal profondo del cuore: Abbi pietà di me, tu che dal tuo grembo immacolato hai dato alla luce il Dio pietosissimo; mostrami la sconfinata moltitudine dei tuoi prodigi e tendendo ora le tue divine palme immacolate al Figlio tuo, o pura, con le tue suppliche ottienimi salvezza.
Nel mare di questa vita, la tempesta, la bufera e l’uragano dei peccati mi hanno preso e mi spingono nel gorgo della disperazione; per le tue preghiere, pura Vergine, dirigi il mio cuore al porto sereno della vita, alla perfetta correzione; vedi la mia debolezza e sii attenta al mio giudizio, dammi una mano, aiutami, perché sono caduto, o illustrissima che generasti il Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.
Sono pieno di tutti i peccati più gravi, temo di comparire davanti alla presenza di tuo Figlio, o Buona: come sopporterò allora il giudizio? Infatti un fiume di fuoco esce davanti al tribunale e miriadi di angeli assistono gettando in esso gli iniqui; perciò prima del mio esodo da questa vita, ti imploro, purissima, prega per me il giudice filantropo di aver pietà e di darmi il perdono e la grande misericordia.
Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.
Prendendo tutta la mia forma il plasmatore e Dio indossò, volendo restaurarla, la forma di Adamo un tempo caduta; innalzato volontariamente in croce, con le mani inchiodate ha ora risanato le mani stese verso l’albero del cibo; vedendolo la purissima diceva: Che cos’è, Figlio mio, questa tua magnanimità inaudita? Non sopporto di vedere appeso alla croce te, che nel palmo reggi l’universo, o Cristo.
Apòstica stavròsima.
Signore, al tempo del profeta Mosè, la figura della tua croce, solo mostrandosi, vinceva i tuoi nemici; e ora noi, che teniamo la tua croce stessa, chiediamo aiuto: Rafforza la tua Chiesa e, per l’abbondanza della tua misericordia, dona ai nostri imperatori, come a Costantino, il trofeo, o filantropo.
La tua croce, o Cristo, benché appaia per natura legno, è rivestita di divina potenza e mentre appare sensibilmente al mondo, opera spiritualmente il prodigio della nostra salvezza; e noi, venerandola, ti glorifichiamo, Salvatore: abbi pietà di noi.
Martyrikòn. Disprezzata ogni cosa terrena e affrontati con coraggio i tormenti, non avete mancato le beate speranze, ma diveniste eredi del regno dei cieli, o martiri illustri; poiché dunque avete confidenza col Dio filantropo, chiedete per il mondo la pace e per le nostre anime, la grande misericordia.
Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.
Salve, tu che sei veramente.
Vedendo il tuo fianco trafitto dalla lancia, o Figlio, sono ferita dalla dura spada del dolore e in nessun modo posso far uscire un gemito dalla mia anima, diceva la tutta pura, assistendo alla tua passione e vedendo la tua ingiusta immolazione, o Signore paziente e più che buono; e gridava tra le lacrime: Dov’è il buon annunzio per me? Dove, colui che mi disse: Salve? Dove, il parto senza corruzione? Dove, Pietro, l’amico? Ma sia gloria alla tua longanimità ineffabile.

