Le Assemblee Episcopali nella Chiesa Ortodossa nascono per risolvere l’anomalia canonica della “diaspora” e coordinare la presenza di diverse giurisdizioni autocefale nello stesso territorio d’immigrazione. Secondo il diritto canonico ortodosso, in una singola città o territorio può esistere un solo vescovo e una sola giurisdizione ecclesiale (principio di territorialità). Tuttavia, a causa delle grandi ondate migratorie del XX secolo verso l’Europa occidentale, le Americhe e l’Oceania, i fedeli ortodossi di diverse nazionalità hanno mantenuto il legame con le proprie Chiese madri d’origine (Russi, Rumeni, Greci, Serbi, ecc.). Questo ha creato una sovrapposizione territoriale di più vescovi nella stessa città. Le Assemblee nascono per gestire questa situazione transitoria senza violare l’ecclesiologia tradizionale. Le Assemblee episcopali non hanno una giurisdizione amministrativa sui singoli vescovi, ma servono a coordinare attività concrete nell’area di appartenenza e a dimostrare l’unità della fede di fronte al mondo esterno.