PERIODO DEL TONO PLAGALE I Venerdì Sera Al Vespro
Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.
Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.
Risparmia il tuo servo, o Cristo, quando la mia ani- ma, al tuo comando, si separerà dal corpo, tu che unisti polvere e spirito con cenno divino; liberami dal malefico assalto dei nemici invisibili, che senza pietà mi tendono agguati per farmi a pezzi e divorarmi e rendimi degno di giungere al luogo del refrigerio, da cui sono fuggiti dolore e lamento, là dove è il torrente di delizia, voce di gente in festa ed esultanza.
Temendo l’ora della fine e il tremendo insorgere dei demòni, nella mia miseria, a te grido dal profondo della mia anima in pena: Spezza col tuo potere i loro lacci e inciampi, o Sovrano Signore e non permettere che di me tuo servo faccia scempio la loro stoltezza; guarda al mio abbattimento, volgiti alla mia tribolazione e libera dai dolori la mia anima infelice, o Dio pietosissimo, tu che doni al mondo la grande misericordia.
Come la cananea, Salvatore, anch’io a te grido: Cura la mia anima e scampami dalla minaccia dei demòni e dall’assalto dei nemici, che oltre natura mi disturbano e sempre rovinano la tua immagine in me, Signore e portano il giudizio del pensiero verso pensieri vani e falsi; cancellali dal mio cuore, ti supplico e radica in esso il tuo purissimo timore e dammi di terminare la mia vita in pace e umiltà d’anima.
Altri martyrikà. Autòmela.
Imbracciando lo scudo della fede ed ergendosi col segno della croce, con coraggio i tuoi santi si consegnarono ai tormenti, Signore e annientarono l’inganno e la sfrontatezza del diavolo. Per le loro suppliche, come Dio onnipotente, manda sul mondo la pace e sulle nostre anime la grande misericordia.
Pregate per noi, santi martiri affinché siamo liberati dalle nostre iniquità; a voi infatti è data grazia di pregare per noi.
Con disposizione d’animo irremovibile, non rinnegando Cristo, santi martiri, sopportando svariati supplizi, vinceste l’arroganza dei tiranni, custodendo retta e intatta la fede, foste trasferiti ai cieli; perciò ottenendo anche confidenza con lui, chiedete che ci sia donata la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Nel Mar Rosso fu tracciata un tempo l’immagine della sposa ignara di nozze. Là, Mosè che divide le acque, qui Gabriele, ministro del prodigio: allora Israele attraversò l’abisso a piedi asciutti, ora la Vergine genera Cristo senza seme; il mare, dopo il passaggio d’Israele, rimase senza strada, l’irreprensibile, dopo il concepimento dell’Emmanuele, rimase incorrotta. O Dio che sei, preesistevi e sei apparso come uomo, abbi pietà di noi.
Apòstica martyrikà.
Disprezzando ogni cosa terrena e affrontando con coraggio i tormenti, non mancaste le beate speranze, ma diveniste eredi del regno dei cieli, o martiri illustri; poiché dunque avete confidenza col Dio amico degli uomini, chiedete per il mondo la pace e per le nostre anime la grande misericordia.
Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.
Mi sono ricordato del profeta che esclama: Io sono terra e cenere; ho poi considerato ciò che è nei sepolcri, ho visto le ossa nude e ho detto: Chi è dunque? Re o soldato? Ricco o povero? Giusto o peccatore? Ma tu, Signore, da’ riposo ai tuoi servi con i giusti.
Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.
Mi hai plasmato, Signore e su me hai posto la tua mano e mi hai comandato: Alla terra tornerai. Guidami sulla tua retta via, rimetti le mie colpe e perdonami, ti prego, come filantropo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
T’imploriamo come Madre di Dio: Prega affinché siamo salvati.

