PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Venerdì al Vespro
Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.
Tono pl. 2. Degna di essere ignorata.
Strappa me, il condannato, alla geenna a me riservata, strappami al fuoco eterno, Giudice giustissimo; non permettere che sia travolto dalla tempesta che mi avversa, o Verbo; tremo, nella mia miseria, considerando la moltitudine delle mie colpe e mi getto davanti a te in lacrime e contrizione di cuore, o amico degli uomini, chiedendo la tua misericordia.
Chi non mi piangerà, trasgressore, per intemperanza, del comandamento del Sovrano? Io, venuto ad abitare l’ade, al posto del paradiso? Il cibo che mi era apparso dolce, si è mutato in fiele e mi sono reso estraneo alla gloria tua e degli angeli, o compassionevole: ma tu, come misericordioso Signore amico degli uomini, accoglimi pentito, per la tua grande misericordia.
Tutti gli addormentati con fede colloca, o datore di vita, nella terra dei viventi, nei luoghi sereni, nelle dimore eterne, dove la luce del tuo volto rifulge liberamente, dov’è delizia, gioia e pace, dimenticando le loro mancanze in opere, parole, pensieri nella tua grande bontà, o Sovrano.
Stichirà martyrikà autòmela.
Quanti per te subirono il martirio, o Cristo, sopportarono molti tormenti e nei cieli hanno ricevuto, integra, la corona, perché intercedano per le nostre anime.
I martiri atleti, opliti celesti, lottando sulla terra, sopportarono molte torture; per le loro preghiere e intercessioni, Signore, proteggici tutti.
La tua croce, Signore, era per i martiri arma invincibile: vedevano infatti la morte davanti e prevedendo la vita futura, sperando in te si rinvigorivano. Per le loro invocazioni abbi pietà di noi.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Chi non ti dirà beata, Vergine santissima? Chi non inneggerà al tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, senza tempo rifulso dal Padre, egli stesso, ineffabilmente incarnato, uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, d’aver misericordia delle nostre anime.
Apòsticha. Martyrikòn.
I tuoi martiri, Signore, non ti rinnegarono, dai tuoi comandamenti non si allontanarono: per le loro preghiere, abbi pietà di noi.
Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.
Necròsima. Principio ed esistenza divenne per me il tuo comando creatore: volendo infatti formarmi essere vivente di natura visibile e invisibile, dalla terra plasmasti il mio corpo e mi desti un’anima col tuo divino soffio vivificante; perciò, o Salvatore, da’ riposo ai tuoi servi nella regione dei viventi, nelle tende dei giusti.
Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.
Divenne dolore per Adamo un tempo il frutto gustato dall’albero nell’Eden, quando il serpente vomitò il suo veleno: perché per lui entrò la morte che divora tutta la stirpe umana; ma il Salvatore con la sua venuta abbatté il drago e ci donò la risurrezione. Perciò a lui gridiamo: Sii indulgente, Salvatore, anche con quanti hai preso con te e da’ loro riposo con i giusti.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Per l’intercessione di colei che ti partorì, o Cristo, dei tuoi martiri, dei tuoi apostoli, profeti, gerarchi, monaci e giusti e di tutti i tuoi santi, da’ riposo ai tuoi servi defunti.

