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Funzione: Vespero

Modo II – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono 2

MARTEDI SERA AL VESPRO

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 2. Quando dal legno.

Alla croce fosti inchiodato, o Salvatore e il sole si oscurò a quella vista preso da timore. Si lacerò il velo del tempio, mentre la terra si scuoteva e anche le pietre tremando si squarciavano non potendo sopportare di vedere il loro Creatore e Dio per suo volere patire ingiustamente sul legno oltraggiato dagli empi.

È stato gettato a terra, del tutto rovesciato e giace cadavere sinistro il perfidissimo serpente, ora che tu sei innalzato sul legno, o filantropo. È liberato Adamo dalla maledizione e salvato colui che prima era condannato. Perciò anche noi imploriamo: Salvaci, abbi pietà di tutti e rendici degni del tuo regno.

Accettasti d’essere giudicato, o unico Re che stai per giudicare l’universo, indossasti una corona di spine, Salvatore filantropo, tu che stai per tagliare le spine dell’inganno con il tuo potere, radicando in tutti i fedeli che venerano la tua crocifissione la conoscenza della tua compassione.

Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Ricchezza e delizia dei poveri, rifugio dei bisognosi e speranza degli orfani tu sei, Sovrana; ti glorifichiamo, gridando tribolati: Santa dei santi, affrettati anche ora a liberare i tuoi servi da ogni insolenza dei demòni, dal tremendo castigo e dalla condanna eterna.

Davvero, o pura, la moltitudine delle mie iniquità ha realmente superato il mio capo e le mie iniquità si sono moltiplicate e sopporto pesi smisurati ed esagerati, o fanciulla; povero me, incorreggibile! Ma tu con la tua fervida intercessione avvicinati e salvami, o unica correzione dei peccatori.

Accorrendo come a un porto sotto la tua protezione, pura Vergine Madre, ti supplico, abbi commuoviti, non abbandonarmi, ma scampa il tuo servo dalla tribolazione che ora sopraggiunge, poiché tu sei compassionevole per natura, Madre di Dio altissimo; sempre intercedendo salva da ogni pericolo i tuoi servi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

Vedendo sospeso alla croce il grappolo che avevi prodotto senza doglie, gemendo e piangendo, o Vergine, gridavi: Figlio mio, fa’ scorrere il tuo dolce nettare che scaccia l’ebbrezza delle passioni perché come Madre ti si prego come madre, o Dio compassionevole e divino benefattore.

Apòsticha stavròsima.

Salvami, Cristo Salvatore, per la potenza della croce, tu che salvasti Pietro sul mare e abbi pietà di me, o Dio.

L’albero della tua croce, Cristo Dio, hai reso albero di vita per noi che in te crediamo; con esso annientasti colui che ha il potere della morte e vivificasti noi, uccisi dal peccato A te dunque acclamiamo: Benefattore di tutti, Signore, gloria a te.

Martyrikòn. I cori dei martiri resistettero ai tiranni dicendo: Noi militiamo per il Re delle schiere: potete darci al fuoco e ai tormenti, ma la potenza della Trinità non rinnegheremo.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Quando dal legno.

Hai sostenuto molte pene, o pura, alla crocifissione di tuo Figlio e Dio e tra le lacrime gemevi alzando grida amare: Ahimè, Figlio dolcissimo, tu ingiustamente patisci perché vuoi riscattare i figli della terra nati da Adamo. Noi dunque, Vergine santissima, ti supplichiamo con fede: rendici propizio tuo Figlio.

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Modo II – Giovedì – Vespero

Periodo Del Tono 2

MERCOLEDI SERA AL VESPRO

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia degli apostoli.

Tono 2. Quando dal legno.

O apostoli divini, mostrandovi come trombe del Verbo apparso sulla terra, a tutti rivelaste la sua salvezza e riuniste i popoli nella fede divina, abbattendo le fortezze dell’errore; perciò davvero degnamente otteneste i premi e vittoriosamente le corone, o beati.

Le folle degli angeli veramente gioendo applaudivano lassù vedendo i discepoli sacri annunziare con grande franchezza l’incarnazione del Signore, a tutti proclamando: Questo è il nostro Dio che è prima dei secoli, prende carne volontariamente, benché segga in trono col Padre e sia onorato con lo Spirito divino.

O pescatori di tutta l’ecumène, degnatevi di liberare subito la mia anima presa all’amo dalle trame del nemico e salvatemi dal pericolo che incombe su me disperato, donandomi la forza di portare frutti di penitenza, o apostoli divini, così da evitare la geenna di fuoco ed esser degno del regno dei cieli.

Altre stichirà, di san Nicola, uguale.

Accerchiato da una folla di tentazioni, assediato dai marosi della vita, sommerso dalla burrasca degli eventi, sbattuto dagli affanni, in te ripongo tutta la speranza, padre Nicola: concedimi di essere liberato da tutte le sventure per la tua intercessione, o beato e per le tue preghiere al Sovrano.

Dalla nube oscura dello scoramento e dalla nebbia del dispiacere sono coperto, mi assalgono varie forme di afflizione mi possiede il timore di pericoli; ti supplico, salvami, o beato in Dio; poiché ti chiamo protettore e il tuo soccorso, padre, manda a me supplice.

Ricevendo grazia da Dio, procuri le guarigioni, o san Nicola, a tutti quelli che ricorrono alla tua protezione; tu infatti allontani le incurabili passioni dei demòni, con la tua protezione guarisci tutti: perciò anche noi ti imploriamo di pregare il Signore di liberare da ogni danno i tuoi cantori.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu sei forza di tutta la nostra vita, pura Madre e rifugio di tutti quelli che a te inneggiano; tu sei sostegno che sottovalutino invano la tua protezione quanti insuperbiscono contro i tuoi servi, poiché tu sei avvocata presso Dio; non dimenticare dunque, Sovrana, di salvare i tuoi servi.

Apòsticha apostolikà.

Magnificasti su tutta la terra, Salvatore, i nomi dei corifei tra gli apostoli: dai cieli appresero le realtà ineffabili, sulla terra operarono guarigioni: le loro ombre bastavano per guarire malattie; l’uno, pescatore, operava prodigi; l’altro, giudeo, teologava sui dogmi della grazia. Donaci grazie a loro, o compassionevole, la tua grande misericordia.

Combattuti da ogni parte da inique trame, ci rifugiamo in te, che veramente sei Dio e ti presentiamo il grido dei tuoi discepoli: Salvaci, Maestro, periamo! Mostra anche ora ai nostri nemici, ti preghiamo, che tu proteggi il tuo popolo e per intercessione degli apostoli lo salvi dai pericoli, senza far conto dei peccati per la tua grande bontà: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Grande è la gloria che con la fede, o santi, vi siete conquistata! Non solo avete vinto il nemico col vostro patire, ma anche dopo la morte scacciate gli spiriti maligni e curate i malati, o medici delle anime e dei corpi. Intercedete presso il Signore, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon. Quando dal legno.

Tutti tu proteggi, o Buona, quanti cercano rifugio con fede nella tua mano possente; non abbiamo, noi peccatori, altra perpetua mediatrice presso Dio tra i pericoli e le tribolazioni, noi che siamo piegati per le tante colpe, Madre di Dio Altissimo; ci gettiamo dunque ai tuoi piedi, libera i tuoi servi da ogni sventura.

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Modo II – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono 2

GIOVEDI SERA AL VESPRO

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 2. Quando dal legno.

Alla croce fosti inchiodato, o Salvatore e il sole si oscurò a quella vista preso da timore. Si lacerò il velo del tempio, mentre la terra si scuoteva e anche le pietre tremando si squarciavano, non potendo sopportare di vedere il loro Creatore e Dio, per suo volere, patire ingiustamente sul legno oltraggiato dagli empi.

È stato gettato a terra, del tutto rovesciato e giace cadavere sinistro il perfidissimo serpente, ora che tu sei innalzato sul legno o amico degli uomini. È liberato Adamo dalla maledizione e salvato colui che prima era condannato. Anche noi dunque imploriamo: Salvaci, di tutti abbi pietà e rendici degni del tuo regno.

Quando un popolo fuorilegge ti inchiodò alla croce, o Salvatore, tu, vita dell’universo, tutto il creato tremava di spavento, i regni dell’ade e l’impero della morte furono annientati dalla tua divina potenza; Adamo prima creatura allora gridava con gioia: Gloria alla tua condiscendenza, Signore filantropo.

Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Acconsenti, o pura, alle richieste dei tuoi servi e concedici fonti di lacrime per lavare le macchie delle nostre colpe, o purissima e spegnere le fiamme dell’eterno e acerbissimo fuoco: poiché tu esaudisci le preghiere di chi con tutto il cuore ti invoca, Madre del Sovrano.

Scosso davanti all’onda dei pensieri e alle tempeste della vita, trascinato dagli spiriti disordinati del malvagio principe di questo mondo, grido a te, o Vergine: Affréttati a liberarmi dai mali che mi assalgono, affinché ringrazi di cuore predicando le tue magnificenze a tutti i fedeli, o piena di divina grazia.

Vedi la mia infermità e la fatica della mia povera anima, o pura e il male del mio cuore, o Sovrana e spezza gli assalti di nemici invisibili che mi aggrediscono e ferocemente mi osteggiano, poiché tu concepisti il Dio che può concedere liberazione a quanti sono in pericolo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

O bontà e inconcepibile compassione, o infinita pazienza e longanimità, Verbo preeterno! Così gridava la Vergine tutta piangente. Come tu che sei immortale hai amato la morte? Vedo un gran mistero, tuttavia venero la tua passione, che volontariamente hai sopportato!

Apòsticha stavròsima.

Salvami, Cristo Salvatore, per la potenza della croce, tu che salvasti Pietro sul mare e abbi pietà di me, o Dio.

L’albero della tua croce, Cristo Dio, hai reso albero di vita per noi che in te crediamo; con esso annientasti colui che ha il potere della morte e vivificasti noi, uccisi dal peccato. Perciò ti gridiamo: Benefattore di tutti, Signore, gloria a te.

Martyrikòn. I martiri vittoriosi, che non ambirono godimento terreno, si resero degni dei beni celesti e divennero concittadini degli angeli. Per la loro intercessione, Signore, abbi pietà di noi e salvaci.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Quando dal legno.

Vedendo pendere dal legno, o pura, il grappolo ben maturo che senza coltivazione umana avevi portato in grembo, con lamenti gridavi ed esclamavi: O Figlio, stilla il vino nuovo per il quale sia tolta, o benefattore, tutta l’ebbrezza delle passioni, mostrando, mediante me, che ti ho partorito, la tua amorosa compassione.

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Modo II – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono 2

Venerdi Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 2. Quando dal legno.

Quando verrai nella tua gloria, o Cristo, con gli angeli santi, per giudicare l’universo, quando tutti si presenteranno a te nudi per render conto di ciò che avranno fatto, collocami allora con le tue pecore o Verbo, concedendomi così il perdono per tutte le colpe di cui mi sarò reso colpevole nella vita.

Strappa le catene delle mie passioni, dissecca la cancrena dell’anima, o unico filantropo; donami le lacrime della compunzione, illumina il mio cuore oscurato, liberami, ti prego, da difficoltà, calamità e avversità e dalle multiformi tentazioni del tremendo nemico, dominatore di questo mondo.

Considera spiritualmente, o anima, quell’ora temibilissima del giudizio, quando il tremore prenderà tutto il creato e l’Altissimo siederà sul trono elevato, chiedendo ragione delle nostre azioni: affréttati a riconciliarti col giudice di tutti, a lui gridando: Ho peccato contro te, Signore, ma tu salvami.

Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Dalla giovinezza tutto schiavo di passioni vergognose e di tanta dissolutezza, totalmente oscurai l’immagine di Dio in me e temo il futuro giudizio, o degna di ogni canto, quando mi presenterò al tuo Figlio e Dio: ora dunque, prima della fine, o pura, donami purificazione dalle passioni e redenzione dalle colpe.

Pavento il giudizio, o pura e il castigo del fuoco e la decisione realmente inesorabile, lo stridore di denti e anche il verme che non dorme, o castissima e la dannazione nella vergogna del cuore: ti imploro, o Vergine, liberami dal tremendo giudizio.

Quando la mia anima con forza starà per esser separata dal corpo, siimi allora vicina e sventa i piani dei nemici invisibili e spezza le macine di coloro che mi cercano per divorarmi spietatamente, affinché senza ostacoli oltrepassi i principi della tenebra che stanno nell’aria, o divina sposa.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine partoristi e vergine rimanesti; invece della colonna di fuoco sorse il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle nostre anime.

Apòsticha martyrikà.

Quando i santi martiri intercedono per noi e inneggiano a Cristo, ogni errore scompare e la stirpe umana viene custodita nella fede.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

I cori dei martiri resistettero ai tiranni dicendo: Militiamo per il Re delle schiere; potete darci al fuoco e ai tormenti, ma la potenza della Trinità non rinnegheremo.

Stico. Per i santi che sono sulla terra il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.

Grande è la gloria che con la fede, o santi, conquistaste: non solo vinceste il nemico col vostro patire, ma anche dopo la morte scacciate gli spiriti maligni e curate i malati, o medici delle anime e dei corpi; pregate il Signore di aver misericordia delle nostre anime.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Necrosimo. Come appassisce il fiore e passa il sogno, così si dissolve ogni uomo, ma di nuovo, quando echeggerà la tromba, i morti tutti, come in quel grande terremoto, risorgeranno incontro a te, Cristo Dio; allora, o Sovrano, quanti di noi avrai trasferiti, gli spiriti dei tuoi servi, o Cristo, collocali nelle tende dei tuoi santi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutta la mia speranza in te ripongo, Madre della luce: custodiscimi sotto la tua protezione.

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Modo III – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 3

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Tre stichirà anastàsima ripetendo il primo.

Gloria. E ora. Theotokìon dogmatico. Tono 3.

O meraviglia: una vergine partorì concependo il Dio precedente tutti i secoli! Un parto rivelato in anticipo, ma che per compiersi ha oltrepassato la natura; o mistero tremendo: per chi lo percepisce in ispirito resta ineffabile e, seppure contemplato, non può essere compreso; beata sei tu, Vergine pura, figlia dell’Adamo terrestre; davvero tu sei la Madre del Dio altissimo: imploralo di salvare le nostre anime.

Agli apòsticha il primo anastàsimo, poi i seguenti prosòmia della Theotòkos.

Tono 3. La tua croce venero, Cristo.

Stico. Ricorderò il tuo nome.

Riconosciamo in te, Vergine, l’arca spirituale che contenne non le tavole scritte da Dio, ma l’Autore stesso della legge, il Creatore del cielo e della terra che promulgò i decreti della grazia: pregalo di salvare le nostre anime.

Stico. Ascolta, figlia, guarda.

Tu sei il cielo sulla terra: tale ti rivelò il Verbo nostro Dio dimorando nel tuo grembo e assumendo la carne, lui, l’invisibile per natura; e su tutti fai piovere la rugiada immortale, Vergine e Madre senza nozze.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Per le tue preghiere abbiamo la salvezza; per esse, o Vergine, evitiamo sempre la marea dei pericoli e la tempesta delle tentazioni; perciò ti preghiamo di non interrompere la tua preghiera per tutti noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per te, Vergine Maria, conosciamo il rinnovamento della natura umana, la seconda vita: l’Autore del creato, plasmato nel tuo grembo ci rialzò dall’ade e dalla morte per donarci la vita eterna e permetterci, sempre Vergine, di gridare a te: Salve, tu che riunisci gli esseri di quaggiù alle potenze celesti di lassù; salve, speranza della terra e dei suoi confini, baluardo e protezione di tutti gli esseri umani; salve, tu che fai risplendere l’universo con la risurrezione di tuo Figlio, concedendo la grande misericordia.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato stichirà anastàsima.

Tono 3.

Per la tua croce, Cristo Salvatore, è abolito il potere della morte, annientata la seduzione del diavolo e la stirpe umana, salvata per la fede a te ogni giorno offre l’inno.

Fu illuminato l’universo dalla tua risurrezione, Signore e il paradiso riaperto: e tutto il creato, acclamandoti, a te ogni giorno offre l’inno.

Glorifico la potenza del Padre e del Figlio e canto il potere dello Spirito santo, Divinità indivisibile, increata, Trinità consustanziale che regna in eterno.

Altri stichirà, anatolikà.

Veneriamo la tua croce preziosa, o Cristo, cantiamo e glorifichiamo la tua risurrezione, perché per le tue piaghe noi tutti fummo sanati.

Cantiamo il Salvatore, incarnato dalla Vergine: per noi fu crocifisso e risorse il terzo giorno per donarci la grande misericordia.

Disceso a chi dimorava nell’ade, Cristo evangelizzò: Coraggio, ora ho vinto, io sono la risurrezione, io vi faccio risalire, perché ho infranto le porte della morte.

Noi che stiamo indegnamente nella tua casa incontaminata intoniamo l’inno vespertino, gridando dal profondo: O Cristo Dio, che con la tua risurrezione il terzo giorno illuminasti il mondo, libera il tuo popolo dalla mano dei tuoi nemici, o filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come non stupiremo, o venerabilissima, per il tuo parto teandrico? Senza esperienza d’uomo, o purissima partoristi senza padre, nella carne, il Figlio prima dei secoli dal Padre generato senza madre: ed egli in nulla subì mutamento, confusione o divisione, ma di entrambe le essenze serbò integre le proprietà; imploralo dunque, Vergine Madre, Sovrana, per la salvezza delle anime di quanti in modo ortodosso ti proclamano Madre di Dio.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 3.

Tu che con la tua passione, o Cristo, hai oscurato il sole e con la luce della tua risurrezione hai rischiarato l’universo, accetta il nostro inno vespertino, o filantropo.

Gli alfabetici.

Il tuo vivificante risveglio, Signore, ha illuminato tutta l’ecumène e richiamato la tua creatura corrotta. Perciò, affrancàti dalla maledizione di Adamo, gridiamo: Onnipotente Signore, gloria a te.

Tu che sei Dio immutabile, hai subito mutamento, patendo nella carne: il creato non sopportava vederti crocifisso, per il timore si scuoteva con violenza e gemendo cantava la tua pazienza; ma, discendendo nell’ade, il terzo giorno risorgesti, donando al mondo la vita e la grande misericordia.

Per redimere la nostra stirpe dalla morte, o Cristo, ti sottoponesti alla morte e risorgendo dai morti il terzo giorno rialzasti con te quanti ti avevano riconosciuto come Dio e illuminasti il mondo: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Senza seme, dal divino Spirito, per volere del Padre, concepisti il Figlio di Dio, che è dal Padre prima dei secoli, senza madre e che per noi da te è nato, senza padre: lo generasti nella carne e come bambino lo allattasti; non cessare dunque di intercedere, perché siano liberate dai pericoli le nostre anime.

Tono 3. Apolytìkion.

Si rallegrino i cieli, * esulti la terra *, poiché ha operato potenza, * col suo proprio braccio, * il Signore, ha calpestato * con la morte la morte; * è divenuto primogenito dei morti, * dal ventre dell’ade, ci ha liberati * e ha concesso al mondo * la grande misericordia.

Theotokìon.

Celebriamo te, mediatrice per la salvezza della nostra stirpe, Vergine Theotòkos: poiché con la carne da te assunta, tuo Figlio, nostro Dio, accettando di patire sulla croce, ci ha liberato dalla corruzione, come filantropo.

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Modo III – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono 3

Domenica Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 3. Salvami, Signore mio Dio.

Ho peccato, Signore mio Dio, contro te ho peccato: siimi propizio, non respingermi, non avere orrore di me, o Verbo: o solo compassionevole e misericordioso, accoglimi pentito e dammi la forza di compiere i tuoi decreti, o Salvatore, tu che solo sei pietoso.

Affrettati a liberarmi dalla mano dell’avversario, Signore: perché anche se volontariamente mi sono reso schiavo dell’inganno e dai tuoi comandamenti mi sono allontanato, o compassionevole, dammi tempo per la conversione e introducimi nella luce della compunzione, perché io faccia lutto sulle mie cadute.

Libera, Signore Dio mio, dall’indurimento la mia anima e concedi piogge di lacrime perché lavi le vergogne delle mie iniquità; rischiara me ottenebrato, dona la luce della tua conoscenza, Salvatore, perché cammini nei tuoi venerabili precetti.

Altri stichirà degli incorporei. Grande è la potenza.

Hai stabilito i cori degli incorporei, Signore, per manifestare a tutti la ricchezza della tua bontà e li hai tratti dal non essere all’essere perché partecipassero alla tua gloria e ti glorifichino ora con voci mai silenti.

Grande la potenza dei tuoi angeli: essendo infatti incorporei attraversano il mondo vegliando sulle Chiese con la forza proveniente da te, Sovrano e pregano per l’ecumène.

Potenze, virtù, angeli, arcangeli e serafini, troni, principati e dominazioni, cherubini, rivestiti di ineffabile gloria e realmente partecipi di sapienza, implorate ora per l’ecumène.

Gloria. E ora.

Ottenendo grande benevolenza grazie a te, o pura, con gli angeli celebriamo il nato da te, che si degnò d’esser generato dal tuo grembo per immensa compassione e riplasmò la stirpe umana.

Apòstica catanittici.

Ti offriamo, o Cristo, l’inno vespertino con incenso e canti spirituali. Pietà delle nostre anime, Salvatore.

Salvami, Signore mio Dio, perché sei tu la salvezza di tutti. Mi sconvolgono i flutti delle passioni e il peso delle iniquità mi sommerge: porgimi la mano soccorrevole e conducimi alla luce della compunzione, perché tu solo sei misericordioso e amico degli uomini.

Martyrikòn. Grande è la potenza della tua croce, Signore: piantata in un unico luogo, agisce nel mondo; da pescatori ha tratto apostoli e da pagani, martiri, affinchè intercedano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O venerabile, prima tra i santi, tu che sei la lode delle schiere celesti, l’inno degli apostoli, l’argomento dei profeti, accogli anche le nostre preghiere, o Sovrana.

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Modo I – Giovedì – Vespero

Periodo Del Tono 1

Mercoledi Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia degli apostoli.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

Apostoli gloriosi di Cristo, discepoli eletti, maestri dell’ecumène, trovando il Signore mediatore tra Dio e l’uomo, a lui divinamente aderiste e come Dio e come uomo perfetto lo predicaste sapientemente nel mondo.

Apostoli sapientissimi di Cristo, pregate perché sia scossa via l’ignoranza della mia anima essendo divenuti davvero iniziati e rivelatori della sapienza; accendendo la luce del Paràclito e bruciando le scorie della mia ignoranza, fatemi degno di dirvi beati.

O divini veggenti, o apostoli, illuminate la mia anima oscurata dalle passioni, voi che rischiaraste tutto il mondo terrestre con i vostri insegnamenti e dileguaste la tenebra degli idoli; e ora pregate affinché alle nostre anime siano donate la pace e la grande misericordia.

Per san Nicola. Esultanza delle schiere.

Volando intorno ai fiori della Chiesa come ape del celeste alveare degli angeli, beatissimo Nicola, tu gridi sempre a Dio per tutti noi, che siamo tra le angustie, i pericoli e le prove e ci riscatti con le tue preghiere.

Avvicinandoti alla bellezza delle cose invisibili, intuisti la tremenda gloria dei santi, perciò ci riveli le parole celesti di quelle sempre vive contemplazioni, o sacratissimo.

Per lo splendore delle virtù che praticasti, padre teoforo, facevi risplendere la bellezza dei tuoi sacri ornamenti, perciò celebri per noi le magnificenze di quelle illustri contemplazioni, liberandoci dai mali.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vergine che concepisti Dio, tu che negli ultimi tempi, ignara di nozze, generasti Dio, di nuovo dopo il parto ti rivelasti realmente pura Vergine, trono, porta, mensa mistica e lucerna luminosa.

Tono pl. 1.

O Dio, nel tuo nome salvami e nella tua potenza giudicami.

Stico. O Dio, ascolta la mia preghiera, intendi le parole della mia bocca.

Apòstica apostolikà. Tono 1.

L’armoniosissima lira degli apostoli, toccata dallo Spirito Santo, ha posto fine ai riti misterici dei demoni esecrabili, annunziando l’unico Signore e riscattato le genti dall’inganno degli idoli, insegnando ad adorare la Trinità consustanziale.

Esultanza delle schiere.

Pietro e Paolo concordemente celebriamo, Luca, Matteo e Marco, Giovanni, Andrea e Tommaso, Bartolomeo e Simone il cananeo, Giacomo e Filippo e tutta l’assemblea dei discepoli degnamente inneggiamo.

Martirikòn. Illustrissimi martiri, non vi ricoprì la terra, ma il cielo vi accolse: a voi si aprirono le porte del paradiso e là giunti gustate l’albero della vita, mentre pregate Cristo Dio di donare alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vergine lodatissima, con occhi profetici Mosé vide il tuo mistero nel roveto ardente che non si consumava: il fuoco della divinità, infatti, non consumò il tuo grembo, o pura; ti chiediamo, dunque, quale Madre del nostro Dio, di donare al mondo la pace.

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Modo I – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono 1

Giovedi Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà stavròsima del Signore

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Per un albero un tempo il progenitore gustò la morte, ma ora per un albero prezioso ogni fedele è liberato dalla condanna a morte; ogni spirito, tutti, glorifichiamo inneggiando colui che per noi volontariamente venne crocifisso e illuminò i confini.

Col cuore indurito e tutto disperato per i miei cattivi pensieri, già condannato, a te grido: O Verbo di Dio, metti fine alle mie opere segrete e ai moti disordinati dei pensieri, nella tua amorosa compassione.

Cristo compassionevole, della tua croce noi ci vantiamo: per essa venne sventato il piano del nemico e noi non cessiamo di celebrarti, perché, innalzato su di essa, operasti la nostra salvezza in mezzo alla terra.

Della Theotòkos. Uguale.

Ti proclamo sempre mia salvezza, in te ho fiducia di esser salvato, Vergine santissima: strappami da ogni danno, rovina, passione, da mali inattesi e soprattutto dallo spietato pensiero dell’avarizia.

Ancora una volta t’invoco, Vergine Sovrana, contro la passione dell’avidità: realmente temo i suoi attacchi più di quelli di una belva; per l’amore del denaro, infatti, anche nelle piccole cose, si viene giudicati.

Dammi forza ogni di vedere ogni giorno con disposizione serenissima e buona disposizione i poveri e gli stranieri e le folle degli indigenti e di abbracciare la povertà e di vivere con Dio, Madre di Dio.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

Quando la Vergine pura vide l’Agnello sospeso su una croce, gridò gemendo: Dolcissimo Figlio mio, che cos’è questo spettacolo nuovo e paradossale? Come può esser inchiodato nella carne sul legno, colui che tutto tiene nel cavo della mano?

Prokìmenon. Tono pl. 2.

Il mio aiuto dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra.

Stico. Ho alzato i miei occhi ai monti, donde mi verrà l’aiuto.

Apòstica della croce.

La croce fu piantata sul Calvario e fiorì per noi l’immortalità dalla fonte perenne del fianco del Salvatore.

E’ per noi inespugnabile baluardo la croce preziosa del Salvatore: confidando in essa tutti veniamo salvati.

Martirikòn. Per le preghiere, Signore, di tutti i santi e della Madre di Dio donaci la tua pace e abbi pietà di noi, tu che solo sei compassionevole.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Martiri degni d’ogni lode.

L’amarezza gustata un tempo da Adamo tu l’hai addolcita gustando aceto e fiele, dolcissimo Figlio, innalzato sul legno come un condannato, tu che sei il giusto; addolcisci anche me, amareggia dalla tua passione, o Sovrano, addolciscimi risorgendo, tu che sei onnipotente. Così la Vergine tra le lacrime diceva.

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Modo I – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono 1 Venerdi Sera ai Vespri

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

Sono morto tempo fa per il cibo di un albero, consigliato dal serpente, esiliato ormai dalla tua gloria, me infelice; perciò sono ora morto per il peccato, me miserabile; ma tu, filantropo, tu, unico che subito perdona, rendimi cittadino del paradiso.

Abbandonata ogni cosa, pensa, anima mia, alla tua ultima ora e bada a te stessa, preparandoti all’esodo, perché giungendo improvvisa la morte non ti colga impreparata; vegliando dunque sempre davanti al Signore, prega e piangi.

Uccidi il pensiero passionale che mi disturba e i miei moti disordinati, o Dio preeterno, con la tua divina potenza rasserena come compassionevole, concedendomi la remissione delle colpe, tu che facilmente ti riconcili, pietoso e amico degli uomini, per la ricchezza della tua benevolenza.

Della Theotòkos. Uguale.

Santa sposa di Dio, rendimi puro, dignitoso e temperante, mite, silenzioso e decoroso, retto, pio, sincero e forte, saggio e paziente, benevolo, sereno e misurato, senza difetto, senza macchia e irreprensibile e, oltre a ciò, partecipe del paradiso.

Per la mia spudorata dissolutezza sono divenuto esca per il fuoco, progettatore di trasgressioni, maestro di passioni, guida alla lussuria, intrattenitore di licenziosità, fautore d’intemperanza e anche solo pensandoci mi compiaccio, Vergine purissima; ma tu liberami da ogni rovina.

Terribilmente mi avvolgono tremendi torrenti di peccato, pene d’inferno mi circondano, il laccio spirituale della morte mi aspetta; a te, Sovrana misericordiosa, grido il dolore nel mio cuore: affrettati a strapparmi ora dalla disperazione della morte e dalla perdizione dell’ade.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Cantiamo la Vergine Maria, gloria di tutto il mondo, nata dagli uomini e Madre del Sovrano, porta del cielo, canto degli incorporei, decoro dei fedeli; essa divenne cielo e tempio della divinità. Abbattuta la barriera dell’inimicizia introdusse in suo luogo la pace e aprì il regno. Possedendo quest’àncora della fede abbiamo come difensore il Signore nato da lei. Coraggio dunque, coraggio, popolo di Dio: egli combatterà i nemici, egli, l’onnipotente.

Prokìmenon. Tono Grave.

Dio è mio liberatore; la tua misericordia mi accompagna.

Stico. Strappami dai miei nemici, o Dio e liberami dai miei avversari.

Apòstica martyrikà.

La vostra confessione nello stadio, o santi, sbalordì l’esercito dei demoni e liberò dall’inganno gli uomini; perciò, pur col capo reciso, gridavate: sia accetto davanti a te, Signore, il sacrificio delle nostre vite perché, amando te, filantropo, disprezzammo questa vita fugace.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

Oh, le vostre belle fatiche, o santi! Avete dato sangue ed ereditaste i cieli; per breve tempo provati, eternamente esultate: realmente bello il vostro commercio, poiché, lasciando le cose corruttibili riceveste le incorruttibili e nel coro degli angeli cantate senza fine la Trinità consustanziale.

Stico. Per i santi che sono sulla terra il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.

Autòmelo. Martiri degni d’ogni lode, non vi ricoprì la terra, ma vi accolse il cielo; a voi si sono aperte le porte del paradiso e là giunti gustate l’albero della vita pregando Cristo perché sia donata alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Necròsimo. Quale piacere della vita rimane privo di tristezza? Quale gloria è immutabile sulla terra? Tutto è più fragile dell’ombra, tutto più ingannevole dei sogni, un istante e a tutto ciò sottentra la morte; ma a coloro che chiamasti, Cristo, dà riposo nella luce del tuo volto e nella dolcezza del tuo splendore, amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Noi ti salutiamo: Salve, santa Vergine Theotòkos, sacro tesoro di tutta l’ecumène, inestinguibile lampada, contenitore dell’incontenibile, indistruttibile tempio, salve: da te è nato l’Agnello che toglie i peccati del mondo.

I martyrikà quando c’è Alliluia, si cantano al Signore a te ho gridato. Agli apòsticha poi diciamo il primo martyrikòn e due necròsima.

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Modo II – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 2

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono 2.

O grande mistero! Vedendo i prodigi, proclamo la divinità, non nego l’umanità; l’Emmanuele infatti, come amico degli uomini, aprì le porte della natura; essendo Dio non spezzò i sigilli della verginità: ma uscì dal grembo materno così come, per l’annuncio, vi era entrato e come fu concepito, si incarnò: senza dolori entrò, ineffabilmente ne uscì, secondo l’oracolo del profeta che dice: Questa porta sarà chiusa, nessuno vi passerà, se non il Signore Dio d’Israele che possiede la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: La tua risurrezione, Cristo Salvatore, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono 2. Quando dal legno.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Tu sei la gioia di tutti gli oppressi, avvocata di chi subisce ingiustizia, cibo degli affamati, conforto degli stranieri, porto di chi è sbattuto dalla burrasca, visitatrice degli ammalati, rifugio e soccorso degli affaticati, bastone dei ciechi e aiuto degli orfani, Madre di Dio altissimo; affrettati, ti preghiamo, o pura, a salvare i tuoi servi.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Ho commesso ogni iniquità senza misura, ogni peccato senza limite, ormai degno di ogni condanna: o Vergine, concedimi l’occasione del pentimento, affinché nel mondo di là non sia condannato; come ambasciatrice ti conto, sei tu la mia avvocata, che non sia svergognato, divina sposa.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Altro rifugio presso il Creatore e Signore non abbiamo se non te, divina Sposa pura; non rifiutarci la tua fervente protezione, non disprezzare quanti con affetto accorrono sotto la tua protezione. O Madre del nostro Dio, affrettati a mostrare la ricchezza della tua misericordia e salvaci dall’ra su n oi incombente.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi sarà capace di lodarti degnamente e dirti beata, Vergine sposa di Dio, per il riscatto del mondo che si è compiuto grazie a te? Ringraziando dunque a te gridiamo dicendo: Salve, tu che divinizzi Adamo riunendo ciò che era separato. Salve, tu che illumini la stirpe umana con la luminosa risurrezione di tuo Figlio, nostro Dio; noi tutti cristiani senza sosta ti magnifichiamo.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono 2.

Il generato dal Padre prima dei secoli, il Dio Verbo, incarnato dalla Vergine Maria, venite, adoriamo. Si sottopose infatti alla croce e fu deposto nella tomba perché così volle e, risorto dai morti, salvò me, l’uomo smarrito.

Cristo nostro Salvatore annullò il chirografo contro di noi, inchiodandolo alla croce e annientò il potere della morte e noi adoriamo la sua risurrezione il terzo giorno.

Con gli arcangeli cantiamo la risurrezione di Cristo: egli infatti è Redentore e Salvatore delle anime nostre e con gloria tremenda e forte potere verrà di nuovo, per giudicare il mondo che ha creato.

Altri Stichirà, anatolikà.

Crocifisso e sepolto, un angelo ti proclamò sovrano e diceva alle donne: Venite, vedete dove giaceva il Signore; è risorto come disse, perché è onnipotente; perciò noi ti adoriamo, o solo immortale: Cristo, datore di vita, abbi pietà di noi.

Con la tua croce abolisti la maledizione dell’albero, con la tua sepoltura annientasti il potere della morte e con la tua risurrezione illuminasti la stirpe umana; per questo a te acclamiamo: Cristo benefattore, Dio nostro, gloria a te.

Con timore si aprirono per te, Signore, le porte della morte e i custodi dell’ade, vedendoti, sbigottirono perché infrangesti le porte di bronzo e spezzate le sbarre di ferro ci traesti dalle tenebre e dall’ombra di morte e spezzasti le nostre catene.

Elevando l’inno della salvezza, con la nostra bocca così cantiamo: Venite tutti, prostriamoci nella casa del Signore e diciamo: Tu, che fosti crocifisso sul legno e risorgesti dai morti e dimori nel seno del Padre, perdona i nostri peccati.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine partoristi e vergine rimanesti; invece della colonna di fuoco sorse il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle anime nostre.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 2.

La tua risurrezione, Cristo Salvatore, illuminò tutta la terra; tu richiamasti a te la creatura da te plasmata. Signore onnipotente, gloria a te.

Gli alfabetici.

Con un albero, Signore, abolisti la maledizione dell’albero, con la tua sepoltura annientasti il potere della morte; con la tua risurrezione illuminasti la nostra stirpe; per questo a te acclamiamo: Cristo datore di vita, Dio nostro, gloria a te.

Apparendo inchiodato alla croce, o Cristo, alterasti la bellezza delle creature e i soldati, rivelando il loro cuore disumano, ti trafissero il costato con la lancia, mentre gli ebrei chiedevano di sigillare la tomba, ignorando il tuo potere. Signore, che per la tua compassione accettasti la sepoltura e il terzo giorno risorgesti, gloria a te.

Cristo, datore di vita, subita volontariamente per i mortali la passione, discendendo nell’ade, liberasti con la tua potenza, come dalla mano del forte, quanti laggiù attendevano la tua venuta e in luogo dell’ade desti loro di abitare il paradiso. Anche a noi che glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno, concedi il perdono dei peccati e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O meraviglia nuova che supera tutte le meraviglie antiche: chi mai seppe di una madre che partorì senza conoscer uomo e che tiene tra le braccia colui che abbraccia tutto il creato? Volere di Dio è questo parto; non cessare di scongiurare per quanti ti onorano colui che, come bimbo con le tue braccia, portasti e che tratti con famigliarità di madre, o purissima, perchè abbia pietà delle anime nostre e le salvi.

Tono 2. Apolytìkion.

Quando discendesti verso la morte, * o vita immortale, * allora l’Ade mettesti a morte * con la folgore della Divinità. * e quando anche i defunti * da sottoterra resuscitasti, * tutte le schiere * delle regioni celesti gridavano: * Cristo Datore di vita, * Dio nostro, gloria a te.

Theotokìon.

Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, Madre di Dio; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle anime nostre.

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Modo II – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono 2

DOMENICA SERA AL VESPRO

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 2. Quando dal legno.

Dammi un pensiero di penitenza e da’anche desiderio di compunzione alla mia misera anima; alzami dal sonno di tanto indurimento, scaccia la tenebra della noncuranza e dilegua il buio della disperazione, perché nella mia miseria io sollevi il capo, a te aderisca, o Verbo e cammini nei tuoi voleri.

O Cristo, che solo subito ti plachi, o Verbo, unico più che buono e tollerante, io mi getto ai tuoi piedi, o compassionevole; con fervore ti supplico, nella preghiera a te grido: Ho peccato, salvami; salva, nella tua amorosa compassione, il figlio dissoluto, perché con riconoscenza io gridi: Donami il perdono e io verrò alla tua bontà, Signore.

Ogni peccato contro te commesso, in parole, opere e pensieri, Dio mio, tutto ora ti dico, il giorno è passato, infatti e tutto il tempo e sono giunto alla notte pieno di mali: perciò a te mi prostro gridando: O mio Sovrano, Sovrano salvatore, ho peccato, perdonami e salvami.

Degli Incorporei. Uguali.

Venite, acclamiamo ai capi supremi degli angeli con cantici spirituali: principi di tutti i cori degli incorporei, entrambi hanno ricevuto il nome di strateghi e arcangeli; principe della grazia riconosciamo Gabriele mentre della Legge e di quanti vissero prima di Mosè, è riconosciuto capo il principe degli arcangeli Michele.

Affréttati, luce degli incorporei, affréttati, archistratega dei cori immateriali, primo degli angeli e iniziatore ai segreti di Dio, Michele beatissimo, contemplatore delle altezze. Ti supplichiamo di liberare da difficoltà e pericoli tutti quelli che a te accorrono, poiché tutti mandiamo te come benevolo protettore presso il Signore.

Salve, archistratega degli angeli e iniziato ai segreti, liturgo di Dio, principe e capo dei cori incorporei, gloriosissimo Gabriele; ti rivelasti infatti ministro dei tremendi misteri della volontà nascosta; giungesti tu infatti a preannunziarci la discesa di Dio verso gli uomini per la salvezza.

Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.

Vedendo l’ora dell’esame tremo conoscendo la moltitudine delle mie colpe: che cosa risponderò? Come sfuggirò l’imminente vergogna essendo vissuto da dissoluto? Perciò con calde lacrime a te grido, o Fanciulla: lava la macchia della mia anima, tu che concepisti Cristo, la perla pura e salvami.

Apòstica catanittici.

Contro di te, Salvatore, come il figlio dissoluto ho peccato. Accoglimi nel mio pentimento, o Padre e abbi pietà di me, o Dio.

A te grido, Cristo Salvatore, con le parole del pubblicano: Sii propizio anche a me, come a lui e abbi pietà di me, o Dio.

Martyrikòn. I martiri vittoriosi, che non ambirono godimento terreno, si resero degni dei beni celesti e divennero concittadini degli angeli. Per la loro intercessione, Signore, abbi pietà di noi e salvaci.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Porta invalicabile misticamente sigillata, benedetta Vergine Madre di Dio, ricevi le nostre suppliche e presentale al tuo Figlio e Dio, perché per te egli salvi le nostre anime.

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Modo II – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 2

LUNEDI SERA AL VESPRO

Al Signore, a te ho gridato stichirà Prosòmia Despotikà.

Tono 2. Quando dal legno.

Cristo, unico senza peccato, unico paziente, unica fonte di bontà, vedi la mia angustia, vedi la mia tribolazione e cancella tutte le cicatrici delle mie ferite; salva nella tua misericordia il tuo servo, affinchè, scacciate lontano le nubi dello scoraggiamento, io glorifichi te, il mio Salvatore più che buono.

Guarda, misera anima mia, guarda quanto sono scellerate le tue azioni; guarda la tua nudità e, ahimè, la tua derelizione: poiché stai per essere separata da Dio e dagli angeli e gettata nel tormento senza fine. Torna alla sobrietà, destati, affréttati, grida: Ho peccato, Salvatore, dammi il perdono e salvami.

Profanando il corpo gravemente, ho macchiato anima e cuore e con pensieri sporchi tutti i miei sensi ho ferito; ho insozzato gli occhi e le orecchie ho infettato la lingua con discorsi vani e ora sono tutto impuro, perciò a te grido prostrandomi: Cristo Sovrano, contro di te ho peccato, perdonami e salvami.

Altri stichirà del precursore, uguali.

Affréttati, strappami alle tentazioni, te ne imploro, o glorioso profeta del Signore; senza motivo si sono mossi contro di me quanti mi combattono, gli amari demòni che cercano di rapire l’anima del tuo servo come miserevole passero: non mi abbandonare fino alla fine, sappiano piuttosto costoro, o beatissimo, che tu sei il mio rifugio.

O santissimo frutto della sterile, dolce fiore del deserto, dolce rondine primaverile, usignolo dalla bella voce, colomba dorata, la mia povera anima sempre insterilita rendi fruttuosa di buone azioni, affinché germogliando al centuplo la spiga, divina, offra a te, beato, la lode divina.

Scampami dal fuoco eterno e dal buio profondo e dalla necessità e da ogni tribolazione e male, da ogni affanno, ti supplico, beato precursore e, anche se per le colpe condanno me stesso, per le tue preghiere rendimi partecipe dei salvati, là dove sono i cori dei santi e la gioia indicibile.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Pena e malessere mi hanno colto e ogni sorta di passioni, mettendo in pericolo la mia povera anima; o vergine senza nozze, Madre di Cristo nostro Dio, mostrati mio nocchiero nel mare della vita e calma la tempesta agitata e guida al porto sereno della penitenza e della pace colui che accorre alla tua divina protezione.

Apòstica catanittici, prosòmia.

Contro di te, Salvatore, come il figlio dissoluto ho peccato: accoglimi nel mio pentimento, o Padre e abbi pietà di me, o Dio.

A te grido, Cristo Salvatore, con le parole del pubblicano: Sii propizio anche a me, come a lui e abbi pietà di me, o Dio.

Martyrikòn. Quando i santi martiri pregano per noi e inneggiano a Cristo, ogni errore scompare e la stirpe umana viene custodita nella fede.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutta la mia speranza in te ripongo, Madre della vita: custodiscimi sotto la tua protezione.

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Modo I – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono 1 Domenica Sera Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà catanittici despotikà.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

Tutto per bontà creasti, Signore, con il tuo Verbo e con lo Spirito e hai fatto anche me vivente razionale perché glorifichi, o Onnipotente, il tuo santo nome, che io invece sempre disonoro con le mie turpi azioni; ma tu perdona, ti supplico.

Riconosci, anima infelice, la tua divina nobiltà e la tua patria incorruttibile e ad essa sempre protendi con le opere buone. Nulla di corruttibile t’inchiodi, la tua parte è lassù, mentre il corpo è terra e si corrompe: l’inferiore non vinca l’anima, che gli è superiore.

Ritorna, dunque, povera anima mia, con le lacrime al Dio infinitamente buono, confessando tutte le tue azioni prima del giudizio; renditi propizio il Creatore e chiedi perdono prima che il Signore ti chiuda la porta.

Degli Incorporei. Uguale.

Angeli incorporei, che circondate il trono di Dio, sfolgoranti per i bagliori che di là ricevete ed eternamente rifulgenti di luminosa effusione e che siete detti luci seconde: pregate Cristo di donare alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Angeli immortali, che veramente avete ricevuto da Dio la vita incorruttibile, siete i sublimi contemplatori, ricchi di gloria imperitura, della sapienza infinita e, luminosissimi, giustamente vi siete rivelati come lampade splendenti.

Angeli, arcangeli, principati, troni, dominazioni, serafini dalle sei ali, cherubini dagli innumerevoli occhi, strumenti della sapienza di Dio, potenze e virtù, intercedete presso Cristo perché sia donata alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Maria, incontaminato cocchio della purezza trascendente ogni intelletto, da molti peccati sono trattenuto nell’angustia: dirigimi tu verso gli spazi della penitenza con la tua fortissima protezione; lo puoi come Madre di colui che può tutto.

Prokìmenon. Tono pl. 4.

Ecco, dunque, benedite il Signore, voi tutti servi del Signore.

Stico. Voi che state nella casa del Signore.

Quindi Degnati, Signore e il resto.

Apòstica. Tono 1.

Vasto è l’oceano delle mie colpe, Salvatore e sono paurosamente immerso nei miei peccati: dammi la mano come a Pietro e salvami, o Dio e abbi misericordia di me.

Stico. A te ho levato i miei occhi.

I cattivi pensieri e le opere mi condannano, Salvatore; concedimi dunque un pensiero di conversione, o Dio, sicché ti gridi: Salvatore, benefattore buono, anche di me abbi misericordia.

Stico. Misericordia di noi, Signore.

Martirikòn. Per le preghiere, Signore, di tutti i santi e della Madre di Dio donaci la tua pace e abbi pietà di noi, come solo compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Esultanza delle schiere celesti, protezione potente degli uomini sulla terra, Vergine senza macchia, salva noi che in te ci rifugiamo, poiché dopo Dio in te, Madre di Dio, riponiamo le speranze.

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Modo I – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 1

Lunedi Sera Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà catanittici.

Tono 1. Esultanza delle schiere.

Sommerso dall’oceano dei peccati, tutto chiuso nell’abisso delle colpe, a te grido, Sovrano: tu che sei buono, liberami dalle tremende e multiformi prove della vita e dal fuoco inestinguibile.

Caduto nell’abisso della disperazione e pieno di avversi pensieri malvagi, in te, Verbo di Dio, ho riposto le mie speranze, io, l’infelice: liberami dall’assalto dei nemici visibili e invisibili.

Hai avuto pietà dell’opera delle tue mani, Dio creatore, ti sei fatto povero in modo incomprensibile per amor nostro, Verbo di Dio, unico buono; tu che hai preso su di te i peccati del mondo, solleva anche il mio fardello alleviando il giogo che mi affligge.

Stichirà prosòmia del Precursore. Tono 1.

Mirabile profeta, Battista e Precursore di Cristo, fa’ che il mio cuore inaridito dalle cattive azioni, versi in perpetuo fiumi di lacrime; imploro la tua intercessione affinché da te salvato, io, oppresso dai dolori, magnifichi colui che ti ha magnificato.

Beato profeta, a te innalzo l’anima mia e ogni mia attesa: supplica, ti prego, colui che battezzasti, Gesù Cristo, che si addossò i peccati del mondo, di purificare il mio cuore e salvarmi.

Benedetto dalla grazia di Cristo, predicasti a tutti la penitenza: fa’ che la mia povera anima perseveri nella penitenza, o divino Precursore e compia sempre la volontà del Signore, sì che con fede e affetto ti glorifichi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sola Vergine senza macchia divenisti la dimora dello splendore, che riflette l’eterno Padre, perciò a te grido: sulla mia anima oscurata dalle passioni, fa’ splendere la luce delle virtù affinché, nel giorno del giudizio, ottenga un posto nel tuo paradiso di luce.

Prokìmenon. Tono 4.

Il Signore mi ascolta quando grido a lui.

Stico. Quando t’invoco ascoltami, Dio della mia giustizia, nell’angustia mi hai fatto largo.

Apòstica. Tono 1.

Vasto è l’oceano delle mie colpe, Salvatore e sono paurosamente immerso nei miei peccati: dammi la mano come a Pietro e salvami, o Dio e abbi pietà di me.

Stico. A te ho levato i miei occhi.

Poiché per cattivi pensieri e opere sono condannato, Salvatore, donami un pensiero di conversione, o Dio, sicché gridi: Salvami, benefattore buono, anche di me abbi pietà.

Stico. Misericordia di noi, Signore.

Martirikòn. La vostra confessione nello stadio, o santi, confuse la forza dei demòni e liberò dall’errore gli uomini; perciò anche decapitati gridavate: gradisci, Signore, il sacrificio delle nostre vite, perché amando te, amico degli uomini, disprezzammo questa vita fugace.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che accogli le preghiere dei peccatori e non disprezzi il gemito degli afflitti, prega per la nostra salvezza colui che uscì dal tuo grembo puro, Vergine santissima.

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Modo I – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono 1

Martedi Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

O Cristo, hai steso le tue mani sul legno e hai insanguinato le tue dita volendo liberare l’opera delle tue mani divine, prigioniera, o filantropo, del regno della morte per la trasgressione di Adamo e che con la tua forza onnipotente hai risuscitato.

Inchiodato sulla croce, Cristo Dio, come uomo divinizzasti la natura umana distruggendo il serpente, principio d’ogni male; come misericordioso divenisti maledizione per liberarci dalla maledizione dell’albero e sei venuto per dare al mondo la grande misericordia.

Il Sovrano più eccelso d’ogni onore accettò di essere disonorato sopportando sul legno una morte infamante, con la quale il genere umano ha potuto conseguire l’immortalità e ricevere la vita d’un tempo, grazie a te, morto nella carne, o Onnipotente.

Stichirà della Theotòkos. Uguali.

Liberami, o santissima, dal cocente dolore dei miei piedi, dalla paralisi delle ginocchia, da frattura di arti, da infiacchimento di spalle, mani e piedi e dai disturbi di reumatismi vari, custodendomi in tutto ciò senza macchia, nell’amore di Dio, mio Creatore.

Disgraziato che sono, sono oppresso da terribili passioni e ho commesso vergognose dissolutezze, le cui immagini impure ancora adesso mi colpiscono, mi confondono e mi accendono i sensi impuri nel cuore; ma tu, che sei Pura, salvami.

La mia vita è diventata piena di molte tentazioni, o Purissima, per i tanti mali commessi; ma tu riscattami da entrambi e dammi ora una mente e una vita senza peccato e un pensiero sobrio, affinchè con fede ti proclami beata e glorifichi il tuo nome divino.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

La Vergine, vedendo la tua ingiusta immolazione, o Cristo, ti diceva piangendo: Figlio dolcissimo, come soffri ingiustamente, come pendi dalla croce tu, che hai sospeso la terra sulle acque? Misericordioso benefattore, ti prego, non lasciar sola, me, tua madre e ancella.

Prokìmenon. Tono 1.

La tua misericordia, Signore, mi accompagni tutti i giorni della mia vita.

Stico. Il Signore mi pascola e niente mi mancherà: in un luogo verdeggiante mi ha fatto riposare.

Apòstica stavròsima. Tono 1.

La croce fu piantata sul Calvario e fiorì per noi l’immortalità dalla fonte perenne del fianco del Salvatore.

E’ per noi inespugnabile baluardo la croce preziosa del Salvatore: confidando in essa tutti veniamo salvati.

Martirikòn. Oh, le vostre belle fatiche o Santi! Avete dato sangue ed ereditate i cieli; per breve tempo provati, eternamente esultate. Sì, è bello il vostro commercio: abbandonando le cose corruttibili, avete ricevuto le incorruttibili e nel coro degli angeli cantate senza sosta la Trinità consustanziale.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La spada ha trapassato il mio cuore, o Figlio, diceva la Vergine, vedendo pendere dal legno te, o Cristo; sono dilaniata, Sovrano, come profetizzò un tempo Simeone. Ti prego dunque, ti prego, risorgi e con te glorifica, o immortale, la tua madre ancella.

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Modo I – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 1

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo il primo. Gloria. E ora. Theotokìon dogmatico.

Tono 1.

Festa della Vergine, fratelli, oggi: esulti il creato e danzi l’umanità; ci ha convocati infatti la santa Madre di Dio, puro gioiello della verginità, paradiso spirituale del nuovo Adamo, dimora in cui l’unione delle due nature fu forgiata, sala festiva dell’alleanza salvatrice, camera nuziale in cui il Verbo sposò la carne, nube leggera in cui davvero colui che siede sui cherubini è portato corporalmente; per le sue preghiere, Cristo nostro Dio, salva le nostre anime.

Quindi Luce gioiosa e il prokìmenon: Il Signore ha instaurato il suo regno con i suoi stichi. Dopo Degnati, Signore cantiamo il primo apòstichon degli apòsticha e questi prosòmia della Theotòkos.

Esultanza delle schiere celesti. Tono 1.

Stico. Ricorderò il tuo nome.

Di generazione in generazione sei glorificata, Madre di Dio e Vergine Maria, protettrice dell’universo, che generasti nella carne il Figlio del Padre senza principio, coeterno allo Spirito: pregalo di salvarci.

Stico. Ascolta, figlia.

Oppressi da inaspettate tribolazioni, rassicurati solo dalla tua protezione, Vergine pura, rendendoti grazie gridiamo: Salvaci, santissima Sposa di Dio, tu sei rifugio di tutti e soccorso della stirpe umana.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Il mondo si rinnova nel tuo parto, Vergine Madre di Dio, salvezza dei credenti e vigile protezione di chi piamente ti invoca: prega senza sosta, o Vergine senza macchia, per tutti i tuoi cantori.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nube della luce senza tramonto è il nome che il profeta ti diede: in te il Verbo del Padre discese come rugiada sul vello; da te, o Vergine, sorse, luce per il mondo che salva dall’errore, Cristo nostro Dio, presso il quale ti preghiamo di intercedere senza sosta, o santissima, per quanti ti riconoscono Madre di Dio.

Ora lascia, trisagio, Apolytìkion anastàsimo e quindi la conclusione.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo introduttivo e il primo kàthisma del salterio al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 10 e cantiamo 7, 6 o 4 stichirà anastàsima e 3, 4 o 6 stichirà della festa o del santo del giorno, come indicato nel Typikòn.

Accogli, o santo Signore, le nostre preghiere vespertine e concedici la remissione dei peccati: perché sei il solo che ha manifestato la risurrezione al mondo.

Circondate, popoli Sion ed abbracciatela: glorificate in essa il risorto dai morti: egli è il nostro Dio, colui che ci ha liberati dalle nostre colpe.

Venite, popoli, celebriamo e adoriamo Cristo, glorificando la sua resurrezione dai morti: egli è il nostro Dio e ha liberato il mondo dalla frode del nemico.

Altri stichirà, anatolikà.

Rallegratevi, cieli, risonate, fondamenta della terra, gridate di gioia, monti, perché, ecco, l’Emanuele ha inchiodato alla croce i nostri peccati; il vivificante ha ucciso la morte risuscitando Adamo, come filantropo.

Colui che volontariamente patì per noi e fu sepolto e dai morti è risorto inneggiamo dicendo: conferma nell’ortodossia la tua Chiesa, o Cristo e dona pace alla nostra vita perché tu sei buono e filantropo.

Stando presso la tua tomba, ricettacolo di vita, noi indegni offriamo l’inno di lode alla tua ineffabile compassione, Cristo nostro Dio: accettasti croce e morte, o senza peccato, per donare al mondo la risurrezione come filantropo.

Il Verbo coeterno al Padre e con lui senza principio, che uscì ineffabilmente da grembo verginale e per noi volontariamente accettò croce e morte ed è risorto in gloria è risorto inneggiamo dicendo: Vivificante Signore, Salvatore delle nostre anime, gloria a te.

Gloria della festa o del santo festeggiato.

Altrimenti: Gloria. E ora. Theotokìon.

Cantiamo la Vergine Maria, gloria di tutto il mondo, nata dagli uomini e Madre del Sovrano, porta del cielo, canto degli incorporei, decoro dei fedeli; essa è divenuta cielo e tempio della divinità. Abbattendo la barriera dell’inimicizia ha introdotto in suo luogo la pace ed ha aperto il regno. Possedendo quest’àncora della fede abbiamo come difensore il Signore nato da lei; coraggio dunque, coraggio, popolo di Dio; egli combatterà i nemici, egli, l’onnipotente.

Dopo l’ingresso e Luce gioiosa il monaco incaricato fa una metania a colui che presiede e canta il prokìmenon del giorno sul tono pl. 2.

Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore.

Stico. Si è rivestito il Signore di potenza e se n’è cinto.

Stico. E infatti ha reso saldo il mondo perché non sia scosso.

La solita ectenia, Degnati, Signore e dopo l’esclamazione cantiamo lo stichiron del santo del monastero e andiamo in processione nel nartece. Dopo le solite preghiere entriamo nel tempio e cantiamo le stichirà anastàsima degli apòsticha.

Tono 1.

Per la tua passione, o Cristo, dalle passioni fummo liberati e per la tua risurrezione dalla corruzione riscattati: Signore, gloria a te.

Altri stichirà secondo l’alfabeto.

Esulti il creato, i cieli si rallegrino, le genti battano le mani con letizia: Cristo nostro Salvatore inchiodò alla croce i nostri peccati e, uccisa la morte, ci ha donato vita rialzando il progenitore Adamo caduto, come filantropo.

Essendo Re del cielo e della terra, o inafferrabile, per filantropia volontariamente fosti crocifisso; l’ade, incontrandoti laggiù, fu amareggiato, ma le anime dei giusti, accogliendoti esultarono; Adamo risorse vedendo te, il Creatore, negli inferi: O meraviglia: come gustò la morte colui che di tutti è la vita? Ma questo è stato il suo beneplacito per illuminare il mondo che grida: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Donne mirofòre recando unguenti raggiunsero sollecite e in pianto la tua tomba, ma non trovando il tuo corpo immacolato e appreso dall’angelo il prodigio nuovo e inaspettato dicevano agli apostoli: E’ risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.

Gloria. Doxastikòn del santo festeggiato.

Se non c’è: Gloria. E ora. Theotokìon.

Ecco compiuta la predizione di Isaia: vergine infatti generasti e dopo il parto sei rimasta come prima, perché era Dio il generato e perciò rinnovò le nature; non disprezzare, dunque, Madre di Dio, le suppliche dei tuoi servi, offerte a te nel tuo santuario; poiché porti tra le tue braccia il misericordioso, abbi misericordia dei tuoi servi: prega per la salvezza delle nostre anime.

Tono 1. Apolytìkion.

La pietra sigillata, * dai Giudei, * e i soldati a custodia * del tuo Corpo immacolato *, sei risorto il terzo giorno o Salvatore, * donando al mondo la vita. * Per questo le schiere dei cieli * esclamavano a te, Datore di Vita: * Gloria alla tua resurrezione o Cristo, * gloria al tuo regno, * gloria alla tua economia, * o solo Amico degli uomini.

Theotokìon.

Gabriele ti recò il saluto: Salve, Vergine e a quella voce il Re dell’universo si incarnò in te, arca santa, come ti chiamò il giusto Davide. Divenisti più ampia dei cieli, portando il tuo Creatore. Gloria a colui che in te ha dimorato, gloria a colui che da te è uscito, gloria a colui che ci liberati per il tuo parto.

Il resto dell’ufficiatura dell’agrypnìa.

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