Plagale II – Domenica – Vespero
Periodo Del Tono Pl. 2
Sabato Sera Al Piccolo Vespro
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.
Gloria. E ora.
Theotokìon dogmatico. Tono pl. 2.
È veramente degno benedirti, Madre di Dio, poiché nel grembo tuo purissimo scese colui che creò tutto; senza cambiare la propria natura, si fece carne, non simulando la sua opera di salvezza, ma alla carne dotata di anima e ragione, presa da te, e da lui sussistente, si unì ipostaticamente e noi fedeli distinguiamo le due nature manifestate; imploralo, o santissima venerabile, di inviarci la pace e la grande misericordia.
Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Gli angeli nei cieli, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.
Tono pl. 2. Riposta nei cieli.
Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.
Ciò che un tempo con giuramento aveva promesso al tuo antenato, il Dio al di là di tutti i tempi ultimamente l’ha adempiuto uscendo dal tuo grembo incontaminato; davvero da te è sorto il Signore che tiene nella mano i confini dell’universo: fa’ che anche a me mostri il suo favore e che nell’ora del giudizio ottenga per mezzo dell’esaltazione delle virtù e della morte delle passioni il regno dei cieli, o Vergine Maria.
Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.
Isaia profeta vide da lontano, nella purezza del suo spirito, che tu dovevi partorire l’autore di tutto il creato, poiché tu sola, Vergine purissima, ti rivelasti impeccabile nei secoli; per questo ti prego di purificare il mio cuore da ogni sporcizia, di farmi partecipare allo splendore divino del tuo Figlio e di farmi stare alla sua destra quando siederà, com’è scritto, per giudicare tutto il mondo.
Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.
Col tuo parto, o Vergine, apparve la distruzione della morte, poiché divenisti dimora della vita immortale: per questo, ti prego, traimi dagli antri dell’ade, in cui mi hanno fatto scendere le passioni e con la tua mano guidami alla gioia della vita, verso la ricompensa dei beati e rendimi degno della felicità divina e imperitura, là dove sono le delizie eterne e la luce senza tramonto.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Venite, popoli tutti, con canti di gioia celebriamo la Vergine santissima, la Madre di Dio, crogiuolo della natura umana e dimora dove furono forgiate inaudite meraviglie, poiché in lei si realizzano cose nuove: l’atemporale inizia nel tempo, il Verbo divino prende lo spessore della carne, Dio stesso si fa uomo affinché l’uomo diventi Dio, senza modificare le nature, ma unendole nella sua ipostasi; poiché da due contrari deriva l’uno, facendosi conoscere in due nature perfette senza divisione, secondo ciascuna natura: nella sua volontà e nei suoi atti, noi lo crediamo, egli è in tutta verità, per l’economia divina della redenzione, il medesimo Cristo nostro Dio, che concede al mondo la pace, il perdono e la grande misericordia.
Al Grande Vespro.
Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.
Tono pl. 2.
Possedendo, o Cristo, la vittoria sull’ade, salisti sulla croce per risuscitare con te quanti siedono nella tenebra della morte, o libero tra i morti, che dalla tua propria luce fai zampillare vita. Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.
Oggi Cristo, calpestata la morte, è risorto come ha detto e al mondo ha donato l’esultanza, affinché tutti acclamando così inneggiamo: Fonte della vita, luce inaccessibile, onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.
Dove, noi peccatori, fuggiremo da te, Signore, che sei in tutto il creato? In cielo? Là tu dimori. Nell’ade? Tu hai calpestato la morte. Nelle profondità del mare? Là è la tua mano, Sovrano; in te ci rifugiamo, ai tuoi piedi ci gettiamo, te supplichiamo: O risorto dai morti, abbi pietà di noi.
Altri Stichirà, anatolikà.
Nella tua croce, o Cristo, ci gloriamo e la tua risurrezione celebriamo e glorifichiamo: perché tu sei il nostro Dio, fuori di te altro dio non conosciamo.
Benedicendo in ogni tempo il Signore, celebriamo la sua risurrezione: perché egli si è sottoposto alla croce e con la morte ha distrutto la morte.
Gloria alla tua potenza, Signore, perché hai distrutto colui che ha il potere della morte e ci hai rinnovati con la tua croce, donandoci immortalità e vita.
La tua sepoltura, Signore, infranse, spezzandole, le catene dell’ade e la risurrezione dai morti illuminò il mondo. Signore, gloria a te.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Chi non ti dirà beata, Vergine santissima? Chi non inneggerà al tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, senza tempo rifulso dal Padre, egli stesso, ineffabilmente incarnato, uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, d’aver misericordia delle nostre anime.
Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono pl. 2.
Gli angeli nei cieli cantano la tua risurrezione, Cristo Salvatore: rendi degni anche noi sulla terra di darti gloria in purezza di cuore.
Gli alfabetici.
Infrante le porte di bronzo e spezzate le sbarre dell’ade come Dio onnipotente, risollevasti la stirpe umana dalla caduta; per questo anche noi inneggiando acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.
Volendo Cristo risollevarci dalla corruzione antica, fu confitto alla croce e deposto in una tomba; le mirofore lo cercavano in lacrime e lamentandosi dicevano: Oh, Salvatore di tutti, come dunque accettasti di dimorare in una tomba? E come dalla tua volontaria dimora fosti rapito? Come fosti rimosso? Quale luogo ha nascosto il tuo corpo vivificante? Secondo la tua promessa, Sovrano, manifestati dunque a noi e fa’ cessare il gemito e le lacrime. Ma mentre si lamentavano, un angelo gridò loro: Cessate il lamento e dite agli apostoli che è risorto il Signore per donare al mondo il perdono e la grande misericordia.
Crocifisso perché lo hai voluto, o Cristo e depredata la morte con la tua sepoltura, sei risorto il terzo giorno come Dio, nella gloria donando al mondo la vita senza fine e la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Il mio Creatore e Redentore, Cristo Signore, procedendo dal tuo grembo, o purissima, rivestendosi di me, liberò Adamo dalla maledizione antica, per questo senza sosta a te, veramente Madre di Dio purissima e Vergine, gridiamo il saluto dell’angelo: Salve, Sovrana, avvocata, protezione e salvezza delle nostre anime.
Tono pl. 2. Apolytìkion.
Le angeliche potenze * erano vicino al tuo sepolcro * ed i custodi * divennero come morti * e stava Maria alla tomba * cercando il tuo corpo immacolato: * Hai spogliato l’ade, * senza esserne tentato, * sei andato incontro alla Vergine, * donando la vita. * O risorto dai morti, * Signore, gloria a te.
Theotokìon.
Tu che chiamasti benedetta la Madre tua, sei venuto alla passione di tuo libero volere facendo luce sulla croce, perché volevi cercare Adamo e dicevi agli angeli: Rallegratevi con me, perché è stata ritrovata la dracma perduta; tu che tutto disponi con sapienza o Dio, gloria a te.

