Passa al contenuto principale

Funzione: Vespero

Plagale II – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Pl. 2

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono pl. 2.

È veramente degno benedirti, Madre di Dio, poiché nel grembo tuo purissimo scese colui che creò tutto; senza cambiare la propria natura, si fece carne, non simulando la sua opera di salvezza, ma alla carne dotata di anima e ragione, presa da te, e da lui sussistente, si unì ipostaticamente e noi fedeli distinguiamo le due nature manifestate; imploralo, o santissima venerabile, di inviarci la pace e la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Gli angeli nei cieli, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Ciò che un tempo con giuramento aveva promesso al tuo antenato, il Dio al di là di tutti i tempi ultimamente l’ha adempiuto uscendo dal tuo grembo incontaminato; davvero da te è sorto il Signore che tiene nella mano i confini dell’universo: fa’ che anche a me mostri il suo favore e che nell’ora del giudizio ottenga per mezzo dell’esaltazione delle virtù e della morte delle passioni il regno dei cieli, o Vergine Maria.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Isaia profeta vide da lontano, nella purezza del suo spirito, che tu dovevi partorire l’autore di tutto il creato, poiché tu sola, Vergine purissima, ti rivelasti impeccabile nei secoli; per questo ti prego di purificare il mio cuore da ogni sporcizia, di farmi partecipare allo splendore divino del tuo Figlio e di farmi stare alla sua destra quando siederà, com’è scritto, per giudicare tutto il mondo.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Col tuo parto, o Vergine, apparve la distruzione della morte, poiché divenisti dimora della vita immortale: per questo, ti prego, traimi dagli antri dell’ade, in cui mi hanno fatto scendere le passioni e con la tua mano guidami alla gioia della vita, verso la ricompensa dei beati e rendimi degno della felicità divina e imperitura, là dove sono le delizie eterne e la luce senza tramonto.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Venite, popoli tutti, con canti di gioia celebriamo la Vergine santissima, la Madre di Dio, crogiuolo della natura umana e dimora dove furono forgiate inaudite meraviglie, poiché in lei si realizzano cose nuove: l’atemporale inizia nel tempo, il Verbo divino prende lo spessore della carne, Dio stesso si fa uomo affinché l’uomo diventi Dio, senza modificare le nature, ma unendole nella sua ipostasi; poiché da due contrari deriva l’uno, facendosi conoscere in due nature perfette senza divisione, secondo ciascuna natura: nella sua volontà e nei suoi atti, noi lo crediamo, egli è in tutta verità, per l’economia divina della redenzione, il medesimo Cristo nostro Dio, che concede al mondo la pace, il perdono e la grande misericordia.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono pl. 2.

Possedendo, o Cristo, la vittoria sull’ade, salisti sulla croce per risuscitare con te quanti siedono nella tenebra della morte, o libero tra i morti, che dalla tua propria luce fai zampillare vita. Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Oggi Cristo, calpestata la morte, è risorto come ha detto e al mondo ha donato l’esultanza, affinché tutti acclamando così inneggiamo: Fonte della vita, luce inaccessibile, onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Dove, noi peccatori, fuggiremo da te, Signore, che sei in tutto il creato? In cielo? Là tu dimori. Nell’ade? Tu hai calpestato la morte. Nelle profondità del mare? Là è la tua mano, Sovrano; in te ci rifugiamo, ai tuoi piedi ci gettiamo, te supplichiamo: O risorto dai morti, abbi pietà di noi.

Altri Stichirà, anatolikà.

Nella tua croce, o Cristo, ci gloriamo e la tua risurrezione celebriamo e glorifichiamo: perché tu sei il nostro Dio, fuori di te altro dio non conosciamo.

Benedicendo in ogni tempo il Signore, celebriamo la sua risurrezione: perché egli si è sottoposto alla croce e con la morte ha distrutto la morte.

Gloria alla tua potenza, Signore, perché hai distrutto colui che ha il potere della morte e ci hai rinnovati con la tua croce, donandoci immortalità e vita.

La tua sepoltura, Signore, infranse, spezzandole, le catene dell’ade e la risurrezione dai morti illuminò il mondo. Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi non ti dirà beata, Vergine santissima? Chi non inneggerà al tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, senza tempo rifulso dal Padre, egli stesso, ineffabilmente incarnato, uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, d’aver misericordia delle nostre anime.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono pl. 2.

Gli angeli nei cieli cantano la tua risurrezione, Cristo Salvatore: rendi degni anche noi sulla terra di darti gloria in purezza di cuore.

Gli alfabetici.

Infrante le porte di bronzo e spezzate le sbarre dell’ade come Dio onnipotente, risollevasti la stirpe umana dalla caduta; per questo anche noi inneggiando acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Volendo Cristo risollevarci dalla corruzione antica, fu confitto alla croce e deposto in una tomba; le mirofore lo cercavano in lacrime e lamentandosi dicevano: Oh, Salvatore di tutti, come dunque accettasti di dimorare in una tomba? E come dalla tua volontaria dimora fosti rapito? Come fosti rimosso? Quale luogo ha nascosto il tuo corpo vivificante? Secondo la tua promessa, Sovrano, manifestati dunque a noi e fa’ cessare il gemito e le lacrime. Ma mentre si lamentavano, un angelo gridò loro: Cessate il lamento e dite agli apostoli che è risorto il Signore per donare al mondo il perdono e la grande misericordia.

Crocifisso perché lo hai voluto, o Cristo e depredata la morte con la tua sepoltura, sei risorto il terzo giorno come Dio, nella gloria donando al mondo la vita senza fine e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il mio Creatore e Redentore, Cristo Signore, procedendo dal tuo grembo, o purissima, rivestendosi di me, liberò Adamo dalla maledizione antica, per questo senza sosta a te, veramente Madre di Dio purissima e Vergine, gridiamo il saluto dell’angelo: Salve, Sovrana, avvocata, protezione e salvezza delle nostre anime.

Tono pl. 2. Apolytìkion.

Le angeliche potenze * erano vicino al tuo sepolcro * ed i custodi * divennero come morti * e stava Maria alla tomba * cercando il tuo corpo immacolato: * Hai spogliato l’ade, * senza esserne tentato, * sei andato incontro alla Vergine, * donando la vita. * O risorto dai morti, * Signore, gloria a te.

Theotokìon.

Tu che chiamasti benedetta la Madre tua, sei venuto alla passione di tuo libero volere facendo luce sulla croce, perché volevi cercare Adamo e dicevi agli angeli: Rallegratevi con me, perché è stata ritrovata la dracma perduta; tu che tutto disponi con sapienza o Dio, gloria a te.

Continua a leggere

Plagale II – Lunedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Domenica al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Tu che vuoi, o Verbo, non la morte ma la conversione di tutti coloro che hanno peccato contro di te, o pietosissimo Cristo e Signore, tu che sempre usi misericordia con me tuo servo, abbi compassione di me che, convertendomi, oso chiedere perdono delle male azioni con cui ti ho provocato: tu mostrerai infatti in me l’abisso delle tue divine compassioni se, mentre ne sono indegno, mi salverai nella tua filantropia.

O unico filantropo, tu che vuoi che tutti siano salvati e che nella tua tenera compassione chiami a conversione quelli che ti hanno contristato, non ricordarti in alcun modo, ti supplico, Sovrano, della vergogna delle male azioni che ho commesso, ahimè, davanti ai tuoi occhi, senza tremare, me misero, al pensiero che inevitabilmente cadrò nelle tue mani. Perciò mi prostro a te nel gemito e nel lutto, afferrandomi spiritualmente ai tuoi piedi, per ottenere perdono.

Accogli la mia preghiera tu, che vuoi che tutti siano salvati e non abbandonare me, indegno, che ho peccato, più di tutta la natura umana; piegando dunque i miei ginocchi, mi prostro a te piangendo: sii compassionevole, abbi pietà, mostra in me le tue misericordie, o Signore della gloria, Padre della misericordia e delle compassioni, non allontanare me, miserabile che ti invoco.

Stichirà, degli incorporei, uguali.

I cori angelici, con bocche che mai tacciono, cantano in eterno per te con suoni di festa, o più che buono, vedendo chiaramente la tua splendente bellezza e saziandosi della tua luce; con lo sguardo sempre più fisso verso l’alto, a ciò che è loro innanzi, ricevendo con ardore quei felicissimi fulgori, con franchezza intercedono per le nostre anime.

Cingi il tuo gregge con le protezioni degli angeli tu, che con il verbo e la tua volontà hai posto le loro schiere, allontanando ogni tentazione e audacia dei barbari e delle eresie, poiché col tuo sangue lo hai realmente redento e hai cancellato la condanna della legge e del peccato, affinché liberato dalle tentazioni rattristanti che lo tormentano ora, con senno ortodosso glorifichi te, Salvatore.

I principati, le dominazioni e i serafini con i troni, i purissimi cherubini, gli angeli e gli arcangeli circondano con timore il tuo trono venerabile e santo e la tua divina gloria. Tutte le potenze e le potestà lodano la tua grande economia e l’ineffabile provvidenza, o Cristo e stupiscono per la tua sapienza riconoscibile nelle creature e con franchezza pregano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Caduto per la mia inclinazione e fatto schiavo del seduttore con l’inganno, o sposa di Dio, mi rifugio, io, l’infelice, nella tua mirabilissima compassione e nella tua fervida preghiera, o Vergine santissima: liberami dalla catena delle prove e delle tribolazioni e salvami, o purissima, dagli assalti del demonio, affinché ti dia gloria e con affetto ti veneri, ti canti e ti magnifichi, o Sovrana per sempre beata.

Apòsticha catanittici.

Non ho né pentimento né lacrime e per questo supplico te, o Salvatore, di convertirmi prima della fine e di darmi compunzione, perché io sia strappato al castigo.

Alla tua tremenda parusia, o Cristo, non ci accada di udire: Non vi conosco perché noi abbiamo riposto in te, Salvatore, la speranza: anche se per la nostra negligenza non eseguiamo i tuoi comandi, tu dunque risparmia, ti preghiamo, le nostre anime.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, non ti hanno rinnegato, dai tuoi comandamenti non si sono allontanati: per la loro intercessione, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come gli arcangeli, celebriamo, fedeli, il talamo celeste e la vera porta sigillata: Salve, tu da cui è germogliato per noi il Salvatore di tutti, Cristo, datore di vita e Dio; abbatti con la tua mano, o Sovrana, i tiranni atei, nostri nemici, o pura, speranza dei cristiani.

Continua a leggere

Plagale II – Martedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Lunedì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Fin dalla giovinezza mi sono reso del tutto schiavo dei piaceri, sono divenuto ricettacolo di passioni carnali e subisco la loro tirannia; senza far alcun conto della mia anima.

O Salvatore, ho disprezzato i tuoi comandamenti; ma tu che mi hai plasmato e conosci la nostra debolezza, tu, solo senza peccato, donami il perdono, o pietoso, per tutti i peccati commessi dalla giovinezza inconsciamente o consapevolmente, con i sensi o col pensiero, o tu che solo sai compatire.

Chi mi libererà dalla morte della mia misera carne e serberà incolume e libera da tentazioni la mia anima? Perché quando la mia carne sta bene, mi tiranneggia con violenza e si ribella all’anima e quando poi è debole, ahimè, mi tribola, me misero! Non so dunque affrontare la sua infermità, o Salvatore: ma tu, mio Creatore, non permettere che sia vinto dalla polvere lo spirito che tu hai infuso in me, come tu stesso ti sei compiaciuto.

Altri stichirà, del precursore.

Degna di essere ignorata.

Condannato per la mia dissolutezza, mi prostro a te, glorificato oltre ogni dire e prego dal profondo del cuore: Vedi la tribolazione della mia anima, tu che in anticipo hai fatto brillare la gioia; vedi le ferite del mio cuore, o araldo della conversione e donami la salvezza grazie alla tua divina intercessione, o precursore, per le tue suppliche al Signore.

Colpevole del tutto di malvagità, sprofondato completamente nella disperazione, sono troppo cattivo e ottenebrato, tutto ferito, tutto corrotto dai piaceri empi e tutto misero; mi prostro ai tuoi piedi, o beato: non rigettarmi, ma salvami, o Giovanni, amico e Precursore del Signore.

Scampa la mia anima dalla morte amara del peccato e delle colpe, o lodatissimo Precursore e risvegliami alle divine azioni dei comandamenti di Cristo col potere delle tue preghiere; ferma gli assalti invisibilmente scatenati contro di me, guidami alle vie rette del riposo eterno e salvifico con le tue preghiere a Dio.

Gloria. E ora.

Theotokìon, Riposta nei cieli.

Il segno della collera è il ricordo del male e l’ira è la manifestazione della collera con cui gli empi rimproveri escono senza vergogna dalla miserabile bocca, rendendo condannabile al fuoco della geenna colui che commette questo. Veglia dunque, o anima, fuggi dall’amara ira, da collera, invidia, ingiurie e da ogni impulso abietto e grida alla Theotòkos: Sovrana mia, salvami.

Apòsticha catanittici.

Non ho né pentimento, né lacrime e per questo supplico te, Salvatore, di convertirmi prima della fine e di darmi compunzione, per essere strappato al castigo.

Alla tua tremenda parusia, o Cristo, non ci accada di udire: Non vi conosco, perché noi abbiamo riposto in te, Salvatore, la speranza: anche se per la nostra negligenza non eseguiamo i tuo comandi, tu dunque risparmia, ti preghiamo, le nostre anime.

Martyrikòn. Quanti per te hanno subito il martirio, o Cristo, hanno sopportato molti tormenti e nei cieli hanno ricevuto, integra, la corona, perché intercedano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei sollievo dei tribolati, liberazione degli infermi, o Madre di Dio Vergine, salva città e popolo, tu, pace di chi è combattuto, bonaccia di chi è sbattuto dai marosi, sola protezione dei fedeli.

Continua a leggere

Plagale I – Martedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Lunedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà Prosòmia Despotikà.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Libera il mio cuore, o Salvatore, dall’indurimento causato dai demòni e dammi piogge di lacrime di pentimento, così che faccia lamento sulle mie molte colpe e sia lavato da tutto ciò che contamina il mio pensiero, liberato dall’oscuramento dell’oblio e sollevato all’intelligenza del bene: volgiti a me ed esaudiscimi, sii propizio, Signore e libera la mia misera anima dalle passioni tiranne, affinchè trovi in te riposo e compia i tuoi voleri.

Labbra contaminate e mani sordide levo a te, o più che buono e un cuore ostruito dai cattivi pensieri; ho occhi di cieco, nella mia miseria, mi porto un’anima oscurata dalle passioni, sono avvolto dalle indegne voluttà, nella mia abiezione e non posso rialzarmi; stendi le tue palme immacolate, o filantropo; salvami, Salvatore, a te grido e purificami dalla contaminazione di molte colpe e maligni assalti, nel tuo grande e tenero amore.

Prosciuga, Gesù, le correnti impure e manda correnti e concedi piogge di abbondanti lacrime con anima compunta al mio cuore, o buono; ecco, mi sono allontanato da te come il dissoluto e sono stato spogliato di ogni volere della tua bontà, misericordiosissimo Signore; ho peccato, non disprezzarmi, non mi prenda tutto, essendo colpevole, il malignissimo nemico, ma affréttati a liberarmi dalla sua tirannia, o Sovrano.

Stichirà del precursore, uguale.

Le violente e funestissime correnti dell’uragano delle passioni si sono riversate sul mio cuore, lo sommergono e lo spingono nel cupo abisso della stolta disperazione: ma tu mostrati con la tua invisibile protezione e con la forza della tua sacra compassione prosciuga i flutti e falli del tutto scomparire, procurandomi tu, o insigne, i torrenti straripanti che irrorano i sensi, l’intelletto e la mente tutta e concedimi che per essi fioriscano il perdono e la salvezza, o precursore.

Tutto il mio cuore, o sapiente e la mente in te ho riposto, sii mio fervido protettore e speranza di salvezza, aiuto e custode e sostegno, sentinella sicurissima, nocchiero validissimo, porto e muro scampandomi da pericoli, strappandomi da malvagi nemici, o precursore; hai infatti forza e intercessione incontrastabile, possiedi, o beatissimo, compassione e pietà smisurata, con cui proteggi, custodisci, difendi e mi dai la grande misericordia.

Dammi di deliziarmi della tua splendidissima e luminosa bellezza, purificando sempre la sozzura della vita passionale con la penitenza e le mie lacrime; poiché tu sorvegli l’amore della mia anima, il divino affetto e il fascino immenso che ho ottenuto magnificandoti, precursore, compi il mio desiderio, anche se la richiesta è grande, anche se supera le proporzioni della mia misera dignità, supplicando Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Arresta i fiumi delle passioni, prosciuga il mare del mio peccato con la corrente della tua intercessione e fammi ormeggiare al porto dei divini voleri, sprofonda nei baratri della perdizione i nemici che ogni giorno tribolano e turbano la mia anima con piaceri disordinati, riempi di letizia e gioia il mio cuore; a te grido: o purissima, sciogli la nube della mia indolenza supplicando Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.

Apòstica catanittici.

Signore, non cesso di peccare e onorato del tuo amore, non lo riconosco: vinci il mio indurimento, o solo buono e abbi pietà di me.

Signore, temo la tua collera, ma non cesso di fare il male; chi in tribunale non teme il giudice? O chi, quando voglia essere guarito, provoca a sdegno il medico, come faccio io? O longanime Signore, intenerisciti davanti alla mia debolezza e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Imbracciando lo scudo della fede ed ergendosi col segno della croce, coraggiosamente i tuoi santi si consegnarono ai tormenti, Signore e annientarono l’inganno e la sfrontatezza del diavolo; per le loro suppliche, come Dio onnipotente, manda sul mondo la pace e sulle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Noi fedeli ti proclamiamo beata, Vergine Madre di Dio e com’è nostro dovere ti glorifichiamo, città inconcussa, muro inespugnabile, indistruttibile protezione e rifugio delle nostre anime.

Continua a leggere

Plagale I – Mercoledì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Martedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Ferma, o filantropo, gli assalti contro di me dei demòni, che cercano di uccidere la mia povera anima e di condurla in perdizione; sventa i loro disegni e le loro insidie quotidiane, notte e giorno e liberami da loro, Sovrano; ferma i flutti tumultuosi della vita, strappami alla geenna e alle tenebre eterne, ti supplico, o Cristo, quando verrai nella gloria per giudicare il mondo, tu che sei più che buono.

Quando si apriranno i libri, o Cristo, nel giorno della tua tremenda parusia e tutti staranno davanti al tuo tribunale aspettando la sentenza, mentre il fuoco scorrerà davanti alla tribuna e la tromba suonerà con fragore, che farò io infelice, accusato dalla coscienza e condannato al fuoco inestinguibile? Chiedo dunque, prima della fine, di trovare remissione per le mie colpe, o Cristo, mio Dio, tu che doni al mondo la grande misericordia.

Prendesti sulle spalle la tua croce, o Cristo venendo alla passione e a noi, che vogliamo vivere in te, mostrasti come vivere in te e con te esser glorificati; tu stesso rendi degni anche noi di partecipare alla tua passione e alla tua gloria, portando in noi stessi la tua morte; uccidi gli assalti della mia carne, o filantropo, inchioda le sue membra con il tuo divino timore, rendimi morto per il mondo, ma vivo solo per i tuoi precetti.

Altri Stichirà della Theotòkos, uguali.

Piango e mi rattristo amaramente, considerando il tremendo rendiconto, non avendo, me misero, la minima difesa dalle opere; perciò supplico: prima che mi raggiunga l’incerta fine della vita, prima della falce, prima della morte, prima del giudizio, prima del rendiconto là dove è il fuoco inestinguibile e la tenebra esteriore, dov’è quel verme che divora i colpevoli, donami, o pura, scioglimento dalle colpe e grande misericordia.

Divenisti trono davvero cherubico, superiore a tutte le creature, poiché in te dimorò il divino Verbo volendo riplasmare la nostra forma e venne incarnato da te accettando croce e passione per noi come compassionevole e donò come Dio la risurrezione, perciò, siccome riconciliasti col Creatore la nostra natura condannata, grati a te acclamiamo: Concedici per le tue preghiere il perdono dei peccati e la misericordia.

Le onde delle mie lacrime dai miei occhi, dilettissimo Figlio il tempo non potrà mai inaridire del tutto: così gridava gemendo la pura; tu sei infatti luce inaccessibile che illumina con l’illuminazione da cui i grandi luminari effondono, i cieli e l’universo trova consistenza; che m’importa vedere il sole, quando tramonta il mio sole? Mia dolce luce, come ti spegni, o illuminazione del mio volto? Spegnerò dunque con rivi di lacrime le pupille dei miei occhi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

L’Agnella, vedendo un tempo il suo Agnello affrettarsi all’uccisione, lo seguiva gridando a lui queste cose: Dove vai, Figlio mio dolcissimo? Cristo longanime, in grazia di chi corri questa strada, o Gesù dilettissimo, senza peccato, misericordiosissimo Signore? Dimmi una parola, a me tua serva, Figlio mio carissimo, non ignorare me, la tua genitrice, o compassionevole tacendo tremendamente, o Dio vivificante, che doni al mondo la grande misericordia.

Apòstica stavròsima.

La tua croce, o Cristo, benché appaia per natura legno, è rivestita di divina potenza e mentre appare sensibilmente al mondo, opera spiritualmente il prodigio della nostra salvezza; e noi, venerandola, ti glorifichiamo, Salvatore: abbi pietà di noi.

Appena l’albero della tua croce fu piantato, o Cristo, fu messo in fuga l’errore e fiorì la grazia: esso infatti non rappresenta più la pena di una condanna, ma ci è mostrato quale trofeo di salvezza. O croce, nostro sostegno; croce, nostro vanto; croce, nostra esultanza.

Martyrikòn. Intercedete per noi, martiri santi, perché siamo liberati dalle nostre iniquità: a voi infatti è stata data la grazia di intercedere per noi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Salve, tu che sei veramente.

Stando presso la croce, o Gesù, la tua genitrice faceva lamento e gemeva, esclamando: Non sopporto, o Figlio, di vedere inchiodato al legno colui che ho generato; ho infatti sfuggito le doglie perché ignara d’uomo e come dunque sono ora presa dai dolori e ho il cuore straziato, io, l’irreprensibile? Infatti ora si è compiuto ciò che aveva detto Simeone, che una spada sarebbe amaramente penetrata nel mio cuore. Ma tu, Figlio mio, risorgi e salva i tuoi cantori.

Continua a leggere

Plagale I – Giovedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Mercoledì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia degli apostoli.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Voi, frecce acute del potente, inviate, o apostoli, per tutta la terra, con repentina prontezza avete smussato, o veramente beati, le tremende frecce infuocate dei demòni, estromettendo il politeismo e insegnando a tutti la pietà, voi che siete pecore di Cristo nostro Dio, vero pastore supremo, che vi ha inviati in mezzo ai lupi per placare con la fede la loro ferocia.

Ammaestrati dal Verbo enipostàtico di Dio, che nel la sua estrema filantropia conversò con i mortali e realmente assunse e divinizzò la loro natura, o sapientissimi, seguendo le sue orme divine, imitaste anche la sua povertà, tutto considerando spazzatura, o gloriosi; per questo gettaste la seconda tunica, senza portare né bastone, né borsa per la via e ora siete stati fatti degni di ereditare i celesti tesori.

Per le vostre suppliche al Signore liberateci tutti dalla follia delle tentazioni, dalle chiacchiere degli empi eretici, dai malvagi piani e dalla ferocia disumana dei demòni, dalla tempesta e dall’uragano, dal digrignare dei denti e da ogni altro castigo e pregatelo di concederci mediante ascesi e fatica, la ricompensa della virtù, di ereditare il regno dei cieli e la grande misericordia.

Stichirà di san Nicola, uguali.

Salve, sacro capo, puro ricettacolo delle virtù, divino canone del divinissimo sacerdozio, grande pastore, fulgidissima fiaccola, che porti il nome della vittoria e ti chini compassionevole su chi prega, piegandoti alle suppliche dei deboli, liberatore sempre pronto, presidio di salvezza per tutti quelli che onorano con fede la tua augustissima memoria: implora Cristo, perché sia donata alle nostre anime la grande misericordia.

Salve, sacratissimo intelletto, pura dimora della Trinità, colonna della Chiesa, sostegno dei fedeli, aiuto degli afflitti, stella che coi raggi delle preghiere accette disperdi sempre la tenebra di tentazioni e afflizioni; o gerarca Nicola, porto serenissimo in cui fuggendo si salvano i tribolati dai guai della vita, supplica Cristo di donare alle nostre anime la grande misericordia.

Salve, tu che pieno di divino zelo salvi da mala fine quanti ingiustamente stanno per morire per il tuo tremendo potere e le tue apparizioni in sogno; fonte che sgorga copiosamente mirra in Myra, o Nicola, irrigando anche le anime e scacciando i mali delle passioni; coltello che recide le zizzanie dell’errore, setaccio che sputa gli insegnamenti di paglia di Ario, supplica Cristo di donare alla nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Avendo una moltitudine di peccati l’intelletto oscurato e accecato, a te compunto grido con parole di contrizione: Rischiara gli occhi della mia anima e infatti tu, purissima, concepisti la luce senza sera che illumina i confini dell’ecumene con i fulgori della sua conoscenza; illumina, o purissima, il mio intelletto con gli splendori della tua preghiera, facendomi degno di diventare figlio della luce, supplicando Cristo che concede al mondo la grande misericordia.

Apòstica apostolikà.

Discepoli del Salvatore, divenuti testimoni oculari dei misteri, predicaste l’invisibile senza principio, dicendo: In principio era il Verbo, non fu creato prima degli angeli, né imparò dagli uomini, ma dalla sapienza dall’alto; poiché dunque gli siete famigliari, pregate per le nostre anime.

Celebriamo melodiosamente con inni gli apostoli del Signore: rivestita l’armatura della croce, annientarono l’inganno degli idoli e si mostrarono vincitori incoronati; per la loro intercessione, o Dio, abbi pietà di noi.

Martyrikòn. Con un’intima disposizione mai smentita, o martiri santi, lungi dal rinnegare Cristo, sopportando gli orrendi e svariati tormenti, abbatteste l’arroganza dei tiranni e custodendo stabile e immutabile la fede, transitaste ai cieli: poiché dunque avete ottenuto confidenza col Signore, chiedete che sia donata pace al mondo e alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, piena di grazia, Madre di Cristo Dio, perché a te si è rivelato il Re della gloria e il santissimo Spirito ti ha adombrata: nella tua famigliarità col Signore, dunque, prega per la salvezza delle nostre anime.

Continua a leggere

Modo IV – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono 4 Venerdì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 4. Vorrei cancellare con le lacrime.

Spezza, Signore, le mortifere passioni del mio cuore: poiché se tu distruggi la casa della carne e costruisci la casa dello spirito, invano sta a vegliare colui che fa guerra all’anima mia: prima che mi perda del tutto, salvami, Signore.

Mi hai dato il nemico come un dono e come un flagello che mi corregge per il mio bene, o compassionevole: perché il male che mi viene da lui coopera con me per il bene, pur non venendo da intenzione buona; eppure io non mi rifugio in te con una preghiera grata: prima che mi perda del tutto, salvami, Signore.

Subisti per me, Signore, le pene e la morte per liberarmi dalle passioni e dalla corruzione mortifera e riportarmi all’impassibilità, o fonte della vita: rialzami dalla tomba in cui il peccato mi ha seppellito e salvami, Salvatore, prima che mi perda del tutto.

Stichirà della Theotòkos.

Sovrana, Sovrana, liberami da desideri turpi e impure, poiché sporcano tutti i sensi della mia anima e del corpo; perciò ti supplico, o pure, gridando nella penitenza: O Sovrana, prima che mi perda del tutto, salvami.

Ahimè, che ne sarà di me, che farò, schiavo come sono delle passioni dalla giovinezza? Dunque dovrò riuscire a mostrare anche nella vecchiaia frutti di penitenza a Cristo? La sola abitudine infatti prima ancora dell’ingannatore mi inganna. O Sovrana, prima che mi perda del tutto, salvami.

Dammi lacrime, Madre di Dio e rendi contrito il mio cuore e concedi confessione delle mie colpe in vita affinché con il tuo aiuto trascorra in penitenza il tempo della mia vita e trovi indulgenza.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Davide profeta, per te progenitore di Dio, di te già melodiosamente cantò a colui che fece in te cose grandi: Sta la Regina alla tua destra; poiché ti rese Madre che dà la vita Cristo Dio, cui appartiene la grande e copiosa misericordiosa, che da te, senza padre, si compiacque incarnarsi per riplasmare la propria immagine corrotta dalle passioni e condurre al Padre, prendendola sulle spalle, la pecora smarrita ritrovata tra i monti, per unirla di suo volere alle schiere celesti e salvare il mondo, o Theotòkos.

Apòsticha martyrikà.

Tu che accettasti la pazienza dei santi martiri, accetta anche da noi il canto degli inni, o filantropo, donandoci per le loro preghiere la grande misericordia.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

Poiché avete famigliarità col Salvatore, o santi, pregate senza sosta per noi peccatori, chiedendo la remissione delle colpe e per le nostre anime la grande misericordia.

Stico. Per i santi che sono sulla sua terra, il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.

Sacrifici viventi, olocausti razionali, martiri del Signore, perfette vittime di Dio, pecore che conoscono Dio e sono da Dio conosciute, il cui ovile è inaccessibile ai lupi, pregate per noi, affinché siamo condotti con voi al pascolo presso l’acqua del riposo.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, Signore, dimoreranno nei tuoi atri.

Necròsimo. Con gli spiriti dei giusti resi perfetti, dà riposo, o Salvatore, alle anime dei tuoi servi, introducendoli nella vita beata che viene da te, o filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Avendo te, Madre di Dio, come speranza e protezione, non ci lasciamo atterrire dalle insidie dei nemici, perché tu salvi le nostre anime.

Continua a leggere

Plagale I – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Pl. 1

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono pl. 1.

Veneriamo l’augusta Vergine degna del Signore e più venerabile dei cherubini, poiché il Creatore di tutti, volendo farsi uomo come noi, ineffabilmente dimorò in lei. Azione singolare, mistero inaudito! Chi non stupirebbe, apprendendo che Dio si è fatto uomo senza subire mutamento e che varcò le porte della verginità senza corromperle in nulla? Secondo le parole del profeta, nessuno passerà per esse, se non il Signore Dio d’Israele che possiede la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Con voci di canto ti magnifichiamo, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono pl. 1. Salve, vanto degli asceti.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

A te levo le mani, apro nella preghiera le mie labbra impure, piego le ginocchia del mio cuore; spiritualmente, o purissima, bacio i tuoi piedi immacolati e ti venero: sana i mali da cui sono oppresso e, per quanto essi siano tenaci, numerosi e senza rimedio, cura nella tua bontà le mie ferite; liberami, o Vergine, dai nemici invisibili e invisibili, alleggerisci il fardello delle mie passioni affinché canti e glorifichi te, per la quale il mondo trova salvezza.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Salve, santissima Vergine, che in modo inesplicabile concepisti il Figlio di Dio e dalle tue viscere lo generasti nella carne, trasmettendogli la natura umana e un’anima dotata di ragione e libertà; e lui, rivestito completamente il vecchio Adamo, restaurò l’uomo e lo guidò alla salvezza; poiché in due nature ci è rivelato il Cristo, di entrambe manifestando le energie; pregalo di concedere alle nostre anime la grande misericordia.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Salve, ornamento di Giacobbe che Dio scelse e amò, porta dei riscattati e pinza che tiene la brace ardente, liberatrice dalla maledizione, o beatissima, grembo che portò il nostro Dio, risollevando l’umanità decaduta, più santa dei cherubini e culmine del creato, visione insostenibile, notizia inaudita e nuovo linguaggio, carne del Verbo e nube da cui spuntò il sole che ci illuminò nelle tenebre, concedendoci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Si sono compiute, Vergine pura, le profezie su di te: uno dei profeti ti prefigurò come la porta dell’Eden che guarda a oriente, per la quale nessuno passò fuorché il Creatore tuo e di tutto il mondo; un altro ti vide come roveto ardente, poiché in te dimorò il fuoco della divinità senza consumarti; un altro come il monte santo da cui fu tagliata, senza che mano d’uomo la toccasse, la pietra angolare che colpì la statua del tiranno spirituale; davvero grande e sublime il mistero che in te si cela, Madre di Dio; per questo ti glorifichiamo: per te le nostre anime vengono salvate.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono pl. 1.

Con la tua croce preziosa, o Cristo, svergognasti il diavolo e con la tua risurrezione spuntasti il pungiglione del peccato e ci salvasti dalle porte della morte. Unigenito, noi ti glorifichiamo.

Tu che dai la risurrezione al genere umano, come pecora fosti condotto al macello: di fronte a questo inorridirono i principi dell’ade e furono sollevate le porte del dolore, perché è entrato Cristo, Re della gloria, per dire ai prigionieri: Uscite; e a quanti erano nella tenebra: Mostratevi.

Grande prodigio! Il Creatore degli esseri invisibili, dopo aver patito nella carne per amore dell’uomo, risorse immortale! Venite, adoriamolo, famiglie delle genti, perché, strappati all’errore dalla sua compassione, abbiamo imparato a cantare il Dio uno in tre ipòstasi.

Altri Stichirà, anatolikà.

Offriamo l’adorazione vespertina a te, luce senza tramonto, che alla fine dei secoli, mediante la carne, come in uno specchio, rifulgesti al mondo, discendesti all’ade, ne dileguasti la tenebra e mostrasti alle genti la luce della risurrezione. Signore datore di luce, gloria a te.

Glorifichiamo l’autore della nostra salvezza, Cristo: con la sua risurrezione dai morti il mondo è salvato dall’inganno, gioisce il coro degli angeli, fugge la seduzione dei demòni, Adamo caduto è risollevato, il diavolo annientato.

Le guardie ricevettero le istruzioni dagli iniqui: Nascondete la risurrezione del Cristo, prendete il denaro e dite: Mentre dormivamo, il morto fu rapito dal sepolcro. Chi mai vide, chi mai udì che un morto venga rubato? E un morto unto di mirra e nudo, che lascia nella tomba le sue bende funerarie? Non ingannatevi, giudei, imparate le parole dei profeti e sappiate che egli è veramente il Redentore del mondo e l’onnipotente.

Signore, che spogliasti l’ade e calpestasti la morte, Salvatore nostro, che illuminasti il mondo con la tua croce preziosa, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nel Mar Rosso fu tracciata un tempo l’immagine della sposa ignara di nozze. Là, Mosè che divide le acque, qui Gabriele, ministro del prodigio: allora Israele attraversò l’abisso a piedi asciutti, ora la Vergine genera Cristo senza seme; il mare, dopo il passaggio d’Israele, rimase senza strada, l’irreprensibile, dopo il concepimento dell’Emmanuele, rimase incorrotta. O Dio che sei, che preesistevi e che sei apparso come uomo, abbi pietà di noi.

Allo stico, apòstica stichirà.

Anastàsimo. Tono pl. 1.

Con voci di canto ti magnifichiamo, Cristo Salvatore, incarnato senza lasciare i cieli: perché per la nostra stirpe accettasti croce e morte, quale Signore amico degli uomini; spogliate le porte dell’ade risorgesti il terzo giorno, per salvare le anime nostre.

Gli alfabetici.

Dal tuo fianco trafitto, o datore di vita, hai fatto scaturire per tutti torrenti di perdono, vita e salvezza; nella carne accettasti la morte, donandoci l’immortalità; abitando in una tomba, ci liberasti risuscitandoci con te gloriosamente, in quanto Dio. Noi, dunque, acclamiamo: Signore amico degli uomini, gloria a te.

Straordinaria è la tua crocifissione e la tua discesa all’ade, amico degli uomini! Spogliato l’ade e gloriosamente risuscitati con te i prigionieri di un tempo, in quanto Dio, apristi il paradiso e li rendesti degni di ottenerlo; anche a noi, che glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno, dona dunque il perdono dei peccati e rendici cittadini del paradiso, o solo misericordioso.

Tu che per noi accettasti nella carne la passione e il terzo giorno dai morti risorgesti, guarisci le passioni della nostra carne, facci risorgere dalle nostre gravi colpe, o amico degli uomini e salvaci.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sei tempio e porta, reggia e trono del Re, Vergine venerabilissima: per te Cristo Signore, Redentore, sole di giustizia, apparve a quanti dormivano nella tenebra, volendo illuminare quelli che di propria mano aveva plasmato a sua immagine. Tu, dunque, o degna di ogni canto, che hai con lui famigliarità di madre, senza sosta prega per la salvezza delle anime nostre.

Tono pl. 1. Apolytìkion.

Il coeterno Verbo * al Padre e allo Spirito, * partorito dalla Vergine * a nostra salvezza, * cantiamo o fedeli – * e adoriamo; * poiché ha voluto nella carne * salire sulla croce * e sottoporsi alla morte * e risuscitare i defunti * nella gloriosa sua resurrezione.

Theotokíon.

Salve, invalicabile porta del Signore, salve, muro e protezione di quanti a te accorrono, salve, porto senza tempeste e ignara di nozze: tu che partoristi nella carne il tuo Creatore e Dio, non cessare di pregare per quanti celebrano e adorano tuo Figlio.

Continua a leggere

Plagale I – Lunedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Domenica Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà Prosòmia Despotikà.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Guai a me che ho mosso ad ira te, Dio mio e Signore misericordioso! Quante volte ho promesso di far penitenza e sono stato trovato menzognero, nella mia stoltezza o Cristo. Dapprima ho imbrattato la veste del mio battesimo e non mi sono curato delle promesse fatte a te, poi ho violato questa professione fatta a te davanti agli angeli, rivestendo anche l’abito di lutto degli uomini; ma tu, Salvatore, non permettere che mi perda del tutto.

Quale giustificazione avrai, anima infelice, nel giorno del giudizio? Chi ti sottrarrà alla condanna del fuoco eterno e di tutti i tormenti? Nessuno, se non ti rendi propizio il compassionevole, abbandonando le tue azioni empie e acquisendo una condotta di vita gradita a Dio, piangendo ogni giorno i falli senza fine che a ogni istante commetti in opere, parole e pensieri e chiedendo a Cristo di concederti di essi il perfetto perdono.

Non condannare, Salvatore, la mia lunga abitudine al peccato, non mi domini il demonio che sempre mi osteggia e non faccia di me ciò che vuole, ma tu strappami al suo dominio e tirannia e al castigo tenebroso; regnando su di me, o filantropo, fammi degno di diventare tutto tuo e di vivere secondo la tua volontà, o Verbo e di avere riposo in te e di trovare in te propiziazione e salvezza e grande misericordia.

Stichirà degli incorporei, uguali.

La rovina delle passioni mi domina, ha accecato le pupille del mio cuore e non riesco in alcun modo a vedere le vie della salvezza: procedo errando e paurosamente precipito nei baratri dell’ade, o arcangeli; ma se ricordo i vostri prodigi, trovo la cura per tutto il mio male; che io veda ora al più presto la vostra benevolenza, affrettatevi a spegnere la fiamma delle mie passioni, o venerabilissimi, guidandomi alla luce della salvezza e procurandomi la liberazione dai miei mali.

Aveva lo stesso grado di dignità vostro, o archistratèghi, il maligno che in principio era vostro pari come Lucifero, ma come avversario fu precipitato sulla terra e rigettato nelle tenebre e ora mi spinge a rompere con lui l’immagine del Creatore di cui fui insignito; tuttavia ogni volta che cado Cristo mi rialza; mostratevi dunque miei protettori, custodi e difensori, o sapienti, chiedendo per me misero salvezza e grande misericordia.

Siccome sono fatto a immagine di Dio e vostro compagno, non dovevo assolutamente essere preso dal malvagio nemico, ma per consiglio dell’avversario non vi ho imitato: trasgredendo il precetto sono decaduto dalla dignità del Creatore e caduto in schiavitù, o archistratèghi; tuttavia vedendomi accerchiato dalle passioni, datemi una mano e portatemi sul sentiero superiore, chiedendo per me i beni della salvezza e l’antico splendore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per me che sono nella tenebra delle sventure, fa’ risplendere la tua luce, il fulgore della verità: tu che hai concepito Dio e lo partoristi nella carne, o Vergine Madre; affrettati a farmi uscire dall’abisso della disperazione e conferma i passi dell’anima mia sulla roccia di un vivere saldo: giudica i demoni che incessantemente mi fan guerra; fa’ presto cessare l’affanno del mio misero cuore, o speranza dei confini della terra, tu che doni al mondo la grande misericordia.

Apòstica catanittici.

Signore, non smetto di peccare e, onorato del tuo amore, non lo riconosco: vinci il mio indurimento e abbi pietà di me, o buono.

Signore, temo la tua collera, ma non cesso di fare il male; chi in tribunale non teme il giudice? O chi, quando voglia essere guarito, provoca a sdegno il medico, come faccio io? O longanime Signore, intenerisciti davanti alla mia debolezza e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Disprezzando ogni cosa terrena e affrontando con coraggio i tormenti, non falliste le beate speranze, ma ereditaste il regno dei cieli, martiri illustri; poiché dunque avete confidenza col Dio filantropo, chiedete per il mondo la pace e per le nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tremendo, straordinario grande mistero! In un grembo fu contenuto l’Incontenuto e la Madre restò vergine dopo il parto, generando Dio, da lei incarnato; a lui gridiamo, a lui diciamo l’inno, cantando con gli angeli: Santo sei tu, Cristo Dio, per noi fatto uomo, gloria a te.

Continua a leggere

Modo IV – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 4

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono 4.

Senza seme concepisti, ineffabilmente partoristi colui che rovescia dai troni i potenti per esaltare gli umili e ridare coraggio ai credenti che glorificano la croce di Cristo, la sua deposizione nella tomba e la sua gloriosa risurrezione; per questo, Madre di Dio che ci procuri dei beni così grandi, ti diciamo beata e senza sosta ti cantiamo come colei che intercede per la salvezza delle nostre anime.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Signore, innalzato in croce, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono 4. Tu che sei stato chiamato.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Il Figlio atemporale, nato dal Padre eterno, per condiscendenza e salvezza dei mortali, da Dio che era si fece uomo per aprire di nuovo il paradiso al progenitore, liberando dall’inganno del serpente tutta la stirpe umana e salvando per compassione la sua immagine decaduta; per questo rese una vergine senza macchia la Madre che generò lo Sposo, ancora di salvezza per le nostre anime.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Corporalmente in te, beata, dimorò nel tuo grembo il Creatore dell’universo riplasmando l’uomo decaduto e fuorviato dal serpente; nella carne generasti ineffabilmente Dio per noi, liberando dalla tomba e rinnovando con il tuo parto la stirpe umana; per questo cantiamo e glorifichiamo la tua divina grazia, Vergine senza nozze e ti supplichiamo di salvarci con la tua mediazione da ogni castigo.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Per rivelare a tutti noi la ricchezza del tuo amore e l’oceano senza limiti della tua bontà, cancella tutti i peccati dei tuoi servi; tu che sei Madre di Dio, hai potere su ogni creatura, Vergine senza macchia e nella tua potenza governi ogni cosa come vuoi; poiché la grazia dello Spirito Santo che ti abita pienamente agisce con te in tutto eternamente, o beata.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il Figlio che i serafini glorificano nei cieli con il Padre e lo Spirito, desiderando riplasmare il primo uomo, si annientò ineffabilmente nel tuo seno, Madre di Dio inneggiatissima e da te sorgendo, come un sole illuminò con la sua divinità tutto il mondo, liberandolo dagli idoli; divinizzando in se stesso la stirpe umana, la guida ai cieli, Cristo Dio, nostro Salvatore.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono 4.

Adorando senza sosta la tua vivifica croce, Cristo Dio, glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno: per essa rinnovasti la natura umana corrotta, onnipotente e ci indicasti la via che conduce ai cieli, perché solo tu sei buono e amico degli uomini.

La pena venuta dall’albero della disubbidienza, annullasti, Salvatore, volontariamente inchiodato all’albero della croce; e disceso nell’ade, o potente, spezzasti come Dio i legami della morte; adoriamo dunque la tua risurrezione dai morti, gridando con esultanza: onnipotente Signore, gloria a te.

Infrangesti le porte dell’ade, Signore e con la tua morte distruggesti il regno della morte e liberasti la stirpe umana dalla corruzione, donando al mondo incorruttela e vita e la grande misericordia.

Altri Stichirà, anatolikà.

Venite, popoli, celebriamo la risurrezione del Salvatore il terzo giorno: per essa fummo liberati dai lacci indissolubili dell’ade e ricevemmo tutti incorruttela e vita noi che acclamiamo: O solo amico degli uomini, crocifisso, sepolto e risorto, salvaci per la tua risurrezione.

Angeli e uomini, o Salvatore, cantano la tua risurrezione il terzo giorno; per essa furono illuminati i confini della terra e fummo redenti dalla schiavitù del nemico tutti noi che acclamiamo: Onnipotente Salvatore, creatore della vita, salvaci per la tua risurrezione, o solo amico degli uomini.

Infrangesti le porte di bronzo, spezzasti le sbarre di ferro, o Cristo Dio e rialzasti la stirpe umana dalla sua caduta; perciò concordi acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Signore, intemporale ed eterna è la tua generazione dal Padre; indicibile e inesplicabile per gli uomini la tua incarnazione dalla Vergine; tremenda per il diavolo e i suoi angeli la tua discesa all’ade, perché, calpestata la morte, risorgesti il terzo giorno, concedendo agli uomini incorruttela e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Davide profeta, per te progenitore di Dio, di te già melodiosamente cantò a colui che fece in te cose grandi: Sta la regina alla tua destra; poiché ti rese Madre che da la vita il Cristo Dio cui appartiene la grande e copiosa misericordia, che da te, senza padre, si compiacque incarnarsi per riplasmare la propria immagine corrotta dalle passioni e per condurre al Padre, prendendola sulle spalle, la pecora smarrita ritrovata tra i monti, per unirla di suo volere alle schiere celesti e salvare il mondo, o Madre di Dio.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 4.

Signore, innalzato in croce, cancellasti la maledizione che veniva dai progenitori e sceso nell’ade, liberasti i prigionieri da secoli, donando l’incorruttela alla stirpe umana; per questo glorifichiamo con inni la tua risurrezione vivificante e salvifica.

Gli alfabetici.

Pendendo dal legno, o solo potente, hai scosso tutto il creato; deposto nella tomba, rialzasti gli abitanti delle tombe, donando alla stirpe umana incorruttela e vita; per questo glorifichiamo con inni la tua risurrezione il terzo giorno.

Un popolo iniquo, o Cristo, ti consegnò a Pilato e ti condannò alla croce, dimentico della riconoscenza per il suo benefattore; ma tu per tuo volere subisti la sepoltura e per tuo potere risorgesti il terzo giorno, donandoci, come Dio, la vita eterna e la grande misericordia.

Giunte con lacrime alla tomba, le donne ti cercavano; ma non trovandoti, nel pianto e tra i lamenti gridavano: Ahimé, Salvatore nostro, Re di tutti, come sei stato rapito? Quale luogo rinchiude il tuo corpo vivificante? E un angelo rispose loro: Non piangete, andate piuttosto ad annunziare che è risorto il Signore, concedendo a noi esultanza, quale solo compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Acconsenti alle invocazioni dei tuoi servi, o purissima, interrompendo l’insorgere delle nostre avversità, liberandoci da ogni tribolazione: perché tu sei la nostra sola àncora certa e sicura e noi godiamo della tua protezione. Non rimandarci confusi, o Sovrana, quando ti invochiamo; affrettati a supplicare per chi a te grida con fede: Salve, Sovrana, soccorso di tutti, gioia, protezione e salvezza delle anime nostre.

Tono 4. Apolytìkion.

Il radioso annuncio della resurrezione * hanno appreso dall’angelo * le discepole del Signore * e libere dalla sentenza dei progenitori, * agli apostoli fiere dicevano: * È stata spogliata la morte – * è risorto il Cristo Dio, * donando al mondo * la grande misericordia.

Theotokìon.

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi volontariamente accettò la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, salvò dalla morte le nostre anime.

Continua a leggere

Modo IV – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono 4 Domenica Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Vieni, infelice, gettati davanti a Dio, gridando con lacrime ardenti: Ho peccato. Anima tutta abbietta, renditi propizio il giudice prima della fine e grida a lui di cuore: Non respingere, mio Dio, i miei gemiti, non disprezzare la contrizione del mio cuore, Signore misericordiosissimo.

Facendomi guerra notte e giorno, il perfidissimo nemico non cessa di adescarmi e mi attira a mia perdizione verso i precipizi del male; ma tu, che solo sei buono, liberami dalla sua tirannide e da ogni specie di necessità, o mio Gesù più che buono e salvami da multiformi castighi.

Sono divenuto abitazione di pensieri che mi affliggono e mi allontanano da te, Sovrano, ho trasgredito i tuoi precetti non facendo la tua volontà, ma tu, Signore, compiàciti di abitare in me per la tua grande compassione e insegnami a fare la tua volontà come buono e filantropo.

Stichirà degli incorporei, uguale.

Hai disposto le schiere degli angeli e gli ordini divini come ricettacoli della tua luce divina, come suoi augustissimi vasi, come contemplatori della tua gloria, assistenti del tuo trono, esecutori forti e potenti della tua parola e ardenti operatori dei tuoi comandamenti, o filantropo.

Volendo manifestare il mare della tua bontà, essendo buono e senza principio, con cenno onnipotente creasti dapprima con divino comando i cori degli angeli e le loro schiere delle potenze affinché realmente diffondano abbondantemente il bene e i tuoi doni sovrabbondino, o Sovrano.

I serafini dalle sei alati, i cherubini dagli innumerevoli occhi, i troni elevati stanno presso di te comunicando direttamente al tuo splendore luminoso; dominazioni, principati, virtù, arcangeli e angeli con le divine potenze celebrano, o Onnipotente, la tua gloria supplicandoti per noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come intercessione insonne e costante supplica presso il Signore, purissima, smorza le tentazioni, calma le onde della mia povera anima e consola il mio cuore afflitto, ti supplico, Vergine e riempi di grazia il mio intelletto affinché degnamente ti glorifichi.

Apòsticha catanittici.

Vorrei cancellare con le lacrime l’attestazione scritta delle mie colpe, Signore e piacerti con la conversione per il resto della mia vita; ma il nemico mi seduce e fa guerra alla mia anima: salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Chi accorrendo nella tempesta a questo porto non si salva? O chi, nel dolore, se trova questo luogo di cura non riceve assistenza? Creatore di tutti e medico dei malati, salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Martyrikòn. Tu che sei glorificato nelle memorie dei tuoi santi, o Cristo Dio, supplicato da loro, fa’ scendere su di noi la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, nube della luce; salve, candelabro luminoso; salve, urna della manna; salve, verga di Aronne; salve, roveto incombusto; salve, lampada; salve, trono; salve, monte santo; salve, paradiso; salve, mensa divina; salve, mistica porta; salve, speranza di tutti.

Continua a leggere

Modo IV – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 4 LUNEDÌ Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà catanittici.

Tono 4. Tu che sei stato chiamato.

Imitando la cananea, anima mia, aggrappati a Cristo e grida tante volte: Abbi pietà di me, o Sovrano; non ho una figlioletta indemoniata, ma una carne indisciplinata: scacciane, ti supplico, la febbre, placa i suoi sussulti sregolati e rendila morta con il tuo timore, per le suppliche di colei che in modo incontaminato ti concepì e partorì, o Cristo e per le suppliche di tutti i santi, o benefattore misericordiosissimo.

Ai niniviti d’un tempo che avevano peccato, mandasti Giona, o Cristo, a predicare; ed essi con il loro pentimento, mutarono lo sdegno in compassione, liberandosi dall’ira distruttrice. Anche a me indegno, filantropo, manda il tuo aiuto potente, perché mi converta dalle mie innumerevoli trasgressioni e sia condotto ai sentieri della penitenza e pianga, gemendo amaramente, per essere redento, per la tua misericordia, dalle mie molte colpe.

Tu che sei venuto nel mondo a salvare i peccatori, invitando al pentimento i mortali, Signore compassionevole, nella tua misericordia fammi grazia, nonostante più di tutti io ti abbia offeso; mostrami la via della penitenza e salvami per la tua bontà; dammi pensieri di compunzione, cuore umile, semplice, senza malizia e mite, o mio Salvatore per la tua grazia, come compassionevole.

Altri stichirà, del precursore. Hai dato come segno.

Illumina con la tua intercessione, beato Giovanni, la mia anima oscurata dalla malizia del serpente e conducila a camminare per i retti sentieri che conducono alla vita beata, ti scongiuro, perché, ottenuto ciò che chiedo, io, inutile tuo servo, ti glorifichi sempre con ardore, o mirabilissimo.

Tu che sei come il germoglio della sterile, venerato Precursore, con le tue preghiere rendi la mia anima, sterile di buone opere, fruttuosa davanti a Dio per la penitenza, affinché il tuo inutile servo, salvato, possa magnificarti per i tuoi prodigi e la tua fervida intercessione.

Giustissimo giudice filantropo, che scruti i cuori, Signore, che non ti ricordi dei nostri peccati, nell’ora del giudizio non svergognarmi, nonostante la mia iniquità, ma per le sante preghiere del Precursore, o Verbo di Dio, volgiti ora a me e salva me indegno, ti prego e supplico, o Gesù sommamente buono, Salvatore delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Sono divenuto un secondo Esaù, o purissima: più di tutti mi sono mostrato miserabile e passionale, io solo mi sono spogliato della virtù divina; chi non deplorerà la mia rovina, chi non piangerà la mia miseria? Perciò a te senza sosta grido: Ho peccato, Sovrana, ma tu salvami come un tempo tuo figlio salvò il dissoluto.

Apòsticha catanittici.

Vorrei cancellare con le lacrime il chirografo delle mie colpe, Signore e piacerti per il resto della mia vita con la penitenza; ma il nemico mi seduce e fa guerra alla mia anima: salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Chi accorrendo nella tempesta a questo porto non si salva? O chi, nel dolore, se trova questo luogo di cura non riceve assistenza? Creatore di tutti e medico dei malati, salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Martyrikòn. Tu che accettasti la pazienza dei santi martiri, accetta anche da noi il canto degli inni, o filantropo, donandoci per le loro preghiere la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.

Ti scongiuro, Vergine lodatissima, purissimo palazzo del Re: purifica il mio intelletto macchiato da tutte le colpe e rendilo gradita dimora della Trinità divinissima, affinchè io, tuo inutile servo, ottenendo salvezza, magnifichi il tuo potere e la tua immensa misericordia.

Continua a leggere

Modo IV – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono 4 Martedì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 4. Hai dato come segno.

Quando un primo tempo mi creasti dalla terra, o filantropo, mi onorasti della tua immagine, gratificandomi del gaudio del paradiso. Quando poi, allettato dall’albero della conoscenza, sono caduto nella corruzione, di nuovo mi sollevasti, divenendo tu stesso mortale e subendo la crocifissione, o immortale, per infinita misericordia e grande condiscendenza.

Per infinita compassione, il mio Creatore e Signore, senza lasciare il Padre, è venuto come straniero sulla terra, annichilendo se stesso e assumendo dalla Vergine la forma dei servi, nella sua bontà, secondo il suo compiacimento; l’immortale patendo nella carne ha subito la crocifissione, dissolto la morte e salvato l’uomo.

Crocifisso, o Sovrano, come compassionevole con te crocifiggesti il peccato, annullando la maledizione con la trafittura dei chiodi e col fianco trafitto dalla lancia strappasti il chirografo del progenitore; celebro la tua passione, glorifico la tua risurrezione per cui vivificasti tutti i moribondi per le passioni.

Stichirà della Theotòkos, uguali.

Lava la sozzura del mio miserabile cuore, Madre di Dio lodatissima, purificalo da tutte le ferite e piaghe del peccato, o pura e frena l’instabilità del mio intelletto: affinchè io, misero e inutile servo tuo, salvandomi magnifichi il tuo potere e il grande soccorso ricevuto.

Muta in vigore e forza l’inconsistenza e fiacchezza della mia anima, purissima Madre Vergine, per eseguire e compiere con affetto e timore i decreti di Cristo affinché, sempre lieto, grazie a te fugga il fuoco divoratore e ottenga l’eredità celeste e la vita eterna.

La tremendissima tenebra della morte assale la mia anima, o divina sposa, il vociare dei demòni sempre mi atterrisce: con il tuo potere liberami dai loro preparativi, Vergine senza sposo e guidami al porto salvifico, nella luce senza sera dei santi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La Sovrana purissima, vedendo Cristo morto uccidere il maligno, diceva piangendo amaramente a colui che dalle sue viscere era uscito, meravigliandosi stupita per la sua magnanimità: Figlio mio dolcissimo, non dimenticare la tua serva, non far aspettare, filantropo, il mio desiderio.

Apòsticha stavròsima. Prosòmia.

Ci hai dato la tua croce come arma invincibile, o Cristo e con essa vinciamo le suggestioni dello straniero.

Poiché abbiamo sempre la tua croce che ci aiuta, o Cristo, calpestiamo agevolmente i lacci del nemico.

Martyrikòn. Poiché avete famigliarità col Salvatore, o santi, pregate senza sosta per noi peccatori, chiedendo la remissione delle colpe e per le nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Come generoso.

Vedendoti sulla croce, o agnello e pastore, l’agnella che ti partorì si lamentava e maternamente così ti parlava: Figlio amatissimo, questo ti rende il popolo ribelle, che ha goduto dei tuoi grandissimi prodigi. Sia dunque gloria alla tua ineffabile condiscendenza divina, o filantropo.

Continua a leggere

Modo IV – Giovedì – Vespero

PERIODO DEL TONO 4 Mercoledì sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia degli apostoli.

Tono 4. Come generoso tra i martiri.

Vi schieraste in campo con animo fermissimo, o gloriosi e così affrontaste lo spirito malvagio con l’armatura dello Spirito, facendo siepe valorosamente e, distrutto tutto il potere dei demoni, liberaste come prede le anime degli uomini: perciò, o apostoli, vi onoriamo nei secoli.

Stesa a forma di croce la rete della fede, i tuoi divini dodici apostoli, o Cristo, pescarono tutte le genti per portarle alla conoscenza e inaridirono i mari salmastri delle passioni; perciò t’imploro: richiamami dall’abisso delle colpe, per le loro preghiere sempre accette.

I dodici veneratissimi apostoli scelti da Dio siano oggi celebrati con canti divini: Pietro e Paolo, Giacomo, Luca, Giovanni, Matteo e Tommaso, Marco, Simone, Filippo e il glorioso Andrea siano onorati col divino e sapiente Bartolomeo e gli altri settanta.

Stichirà di san Nicola, uguale.

Di profumata mirra ti unse la divina grazia dello Spirito, o sacratissimo, tu che presiedevi a Mira e profumasti con le tue virtù i confini del mondo e sempre dilegui le maleodoranti passioni con le tue preghiere dolcemente olezzanti. Perciò con fede ti onoriamo, o Nicola e celebriamo la tua santissima memoria.

Come lucerna senza declino, come luminare universale che appare nel firmamento della Chiesa e illumina il mondo e dilegua la tenebra di difficoltà pericolose e toglie il gelo dell’indifferenza e produce serenità profonda, giustamente diciamo beato Nicola.

Tanto presente quanto apparendo in sogno salvasti quanti stavano ingiustamente per morire, Nicola come amico del bene e fervidissimo liberatore, come vero difensore di quanti con fede ti supplicano, sacratissimo padre, concittadino degli angeli e compagno dei santi profeti.

Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.

Dio incontenibile, che per amore del genere umano si fece uomo e da te prese la nostra condizione, contenesti nel tuo grembo: non disprezzarmi purissima ora che sono afflitto, ma abbi pietà e liberami subito da ogni danno e perfidia del maligno.

Apòsticha apostolikà.

Illuminasti con il santo Spirito, o Cristo, il coro degli apostoli: lava grazie a loro anche la sozzura del nostro peccato e abbi pietà di noi, o Dio.

Lo Spirito santo rese maestri i discepoli illetterati, o Cristo Dio e con la polifonica armonia delle lingue annientò l’inganno, perché è onnipotente.

Martyrikòn. Sacrifici viventi, olocausti razionali, martiri del Signore, perfette vittime di Dio, pecore che conoscono Dio e sono da Dio conosciute, il cui ovile è inaccessibile ai lupi, pregate per noi, affinchè siamo condotti con voi al pascolo presso l’acqua del riposo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Strappaci alle nostre angustie, o Madre del Cristo Dio, tu che hai partorito il Creatore dell’universo, affinchè tutti ti gridiamo: Salve, o unica avvocata delle nostre anime.

Continua a leggere

Modo IV – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono 4 GIOVEDÌ Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 4. Hai dato come segno.

Quando tutto il creato ti vide crocifisso, si alterò e tremò, la terra si scosse, squassandosi tutta, o Verbo longanime, il velo del tempio per il timore si lacerò, perché tu venivi insultato, le pietre per il timore si spezzarono e il sole ritirò i suoi raggi, tutti riconoscendo in te il Creatore.

È stato lacerato l’antico chirografo del progenitore Adamo, quando venne trafitto il tuo fianco, o misericordiosissimo e la stirpe umana, che era stato esiliato viene santificata dalle stille del tuo sangue e grida: Gloria alla tua potenza, gloria alla tua divina crocifissione, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Come ha osato l’iniquissimo popolo condannare te, Giudice immortale, che un tempo tracciasti la legge al divino veggente Mosè nel deserto? Come non temevano affatto vedendo morto sul legno te, vita di tutti e non ritenevano che tu fossi l’unico Dio e Sovrano del creato?

Altri stichirà, della Theotòkos. Uguali.

Abbi compassione di me, squassato dagli assalti dei demòni e sospinto nel baratro della perdizione, o Sovrana; rinsaldami sulla roccia delle virtù e, sventati i disegni dei nemici, fammi degno di compiere i precetti di tuo Figlio, nostro Dio, affinché ottenga la remissione nel giorno del giudizio.

Sono capitato fra ladri assassini e con i loro assalti sono stato spogliato della tunica incorruttibile dello splendore superno e ferito senza pietà, sono stato gettato quasi morto nel luogo della sventura, o Purissima; ti supplico, avvicinati, stendi la tua mano e rialzami.

Giaccio nel letto della negligenza, o purissima, trascorro noncurante la vita e temo il momento della morte, o Madre di Dio: non sbrani come leone, senza pietà, la mia povera anima il malignissimo serpente; previenimi dunque con la tua bontà prima della fine e destami alla penitenza.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

Vedendoti appeso alla croce, o filantropo, il sole e la luna nascosero i loro raggi, o Cristo mio, sole della giustizia e le fondamenta della terra furono sconvolte dal timore della tua potenza e tua Madre, con cuore addolorato gridava a te: o Gesù più che buono, gloria alla tua magnanimità.

Apòstica stavròsima.

Ci hai dato la tua croce come arma invincibile, o Cristo e con essa vinciamo le suggestioni dello straniero.

Poiché abbiamo sempre la tua croce che ci aiuta, o Cristo, calpestiamo agevolmente i lacci del nemico.

Martyrikòn. Tu che sei glorificato nelle memorie dei tuoi santi, o Cristo Dio, supplicato da loro, fa’ scendere su di noi la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Tu che sei stato chiamato.

Non piangere per me, Madre, vedendo appeso al legno il tuo Figlio e Dio, che ha appeso senza appoggio la terra sulle acque ed è l’autore di tutto il creato: perché io risorgerò e sarò glorificato; frantumerò con forza il regno dell’ade, ne annienterò la potenza e riscatterò dalla sua malvagità i prigionieri, perché sono misericordioso e li condurrò al Padre, perché filantropo.

Continua a leggere

Modo III – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 3 Lunedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato, stichirà prosòmia despotikà.

Tono 3. Grande è la potenza.

Le passioni dell’anima e del corpo, violentemente insorte, mi sommergono insieme, o mio Salvatore e mi trascinano nell’abisso della disperazione; come dunque facesti col mare, così placa anche queste e fai per me bonaccia.

Io, il condannato, non oso certo levare gli occhi e guardare all’alto dei cieli, trascinato in basso dalla moltitudine delle mie colpe; grido tuttavia come il pubblicano: Sii propizio, o Salvatore, a me infelice.

Grande e terribile la tua venuta, Sovrano: in essa sederai in giudizio per compiere giustizia; non giudicarmi allora colpevole, ma come Dio risparmiami e liberami dall’imminente bisogno.

Altre stichirà del precursore, uguale.

Sei sorto come l’aurora su tutti i confini, illuminando, o glorioso, i cuori dei tuoi cantori: illumina dunque, o profeta, le menti e le nostre anime, affinché ti onoriamo, o battista del Salvatore.

Non smettere di supplicare, beato precursore, per tutto il mondo; tutti ti supplichiamo, affinché riceviamo divina grazia dall’alto per schiacciare il capo del malizioso, quanti siamo arricchiti dal tuo patrocinio.

Quando il Signore verrà per separarmi da questo tempio di carne, possa trovare te come rifugio e riparo, Giovanni profeta e precursore per guidarmi alla luce senza tramonto.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Non smettere di supplicare per il tuo gregge, ma con le tue preghiere liberaci da ogni male imminente e incombente e dall’ira del Signore strappa tutti i tuoi servi, Madre di Dio.

Apòstica catanittici.

Ti offriamo, o Cristo, l’inno vespertino con incenso e canti spirituali. Pietà delle nostre anime, Salvatore.

Salvami, Signore mio Dio, perché sei tu la salvezza di tutti. Mi sconvolgono i flutti delle passioni e il peso delle iniquità mi inabissa: porgimi la mano soccorrevole e conducimi alla luce della compunzione, perché tu solo sei misericordioso e amico degli uomini.

Martyrikòn. Grande, o Cristo, la potenza dei tuoi martiri: giacciono nel sepolcro, eppure scacciano gli spiriti malvagi e lottando per la pietà con la fede della Trinità, annientarono il potere del nemico.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, avvocata di tutti i supplici, in te confidiamo, in te ci gloriamo, in te è tutta la nostra speranza: Prega il nato da te per i tuoi inutili servi.

Continua a leggere

Modo III – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono 3 Martedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 3. Grande è la potenza.

Il creato si alterò alla tua crocifissione, o Verbo: il sole per il timore trattenne i suoi raggi, il velo del tempio si squarciò e ogni credente trovò salvezza: per questo glorifichiamo la tua smisurata ricchezza.

Colui che essendo Dio e Sovrano, assunse misericordioso la nostra carne, fu crocifisso al legno e innalzò noi caduti, quando nel corpo fu innalzato, come a lui piacque, nella sua amorosa compassione.

Le gocce di sangue e acqua, divinamente scorrenti dal tuo fianco, rinnovarono il mondo, Signore: con l’acqua come compassionevole lavi i peccati di tutti, col sangue invece scrivi il perdono.

Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Sdraiato sul letto della mia negligenza, ho trascorso nella noncuranza il tempo della vita e guardo atterrito all’ora del mio esodo; ma tu sollevami, o Vergine, con la tua intercessione e portandomi al pentimento, salvami.

La pena del mio cuore guarisci, correggi l’errore del mio spirito affinché canti con cuore puro, trovando grazia e misericordia, Vergine santa, nel giorno del giudizio.

Povera anima, rigetta il fardello del male troppo gravoso; fatti avanti piangendo e gridando: Vergine santa, rendimi degno di portare il giogo soave di tuo Figlio, nostro Dio.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Una spada trafisse il tuo cuore, o Santissima, quando vedesti tuo Figlio sulla croce e gridasti: Non mi lasciare senza figlio, o mio Figlio e Dio, che mi lasciasti Vergine dopo il parto.

Apòstica stavròsima.

Adoro, o Cristo, la tua croce preziosa, custode del mondo, salvezza di noi peccatori, grande propiziatorio, vittoria dell’imperatore, vanto di tutta la terra.

L’albero della disubbidienza produsse, al mondo la morte; l’albero della croce la vita e l’incorruttela; per questo adoriamo te, Signore crocifisso: sia impressa su di noi la luce del tuo volto

Martyrikòn. Profeti, apostoli di Cristo e martiri ci insegnarono a inneggiare alla Trinità consustanziale, illuminarono le genti erranti smarrite e resero i figli degli uomini consorti degli angeli.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Grande è la potenza.

Vedendoti appeso alla croce, o Cristo mio, l’agnella pura che ti partorì, la Madre tua, piangendo faceva lamento ed esclamava: Non rendermi priva di prole, tu che anche dopo il parto mi hai conservata pura.

Continua a leggere

Modo III – Giovedì – Vespero

Periodo Del Tono 3 MERCOLEDI Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia degli apostoli.

Tono 3. Grande è la potenza.

Per le preghiere dei tuoi venerabili e divini apostoli, o compassionevole filantropo e solo misericordioso, concedi la tua pace al tuo popolo e libera dalle sventure quanti inneggiano e con fede ti adorano.

Come divini veggenti, liberatemi dai dardi del cattivo spirito, sventandone i raggiri; e irroratemi con la rugiada dello Spirito, perché mi consumo alla vampa dei miei peccati, o miei divini benefattori.

Davvero in tutta l’ecumène parlò la vostra divina voce, apostoli del Signore e illuminò quanti giacevano nelle tenebre e offrì a Dio come incenso quanti lo riconobbero.

Altre stichirà di san Nicola, uguali.

Ti rivelasti per tutti noi somma salvezza, Nicola beatissimo: poiché liberi i tuoi servi da ogni pericolo, angustia e tentazione, malattie e difficoltà e invisibili nemici.

Morso dal serpente velenoso, giaccio miserabile e reietto: per la tua insonne supplica, o gerarca, rialzami in ordine affinché glorifichi la rapidissima grazia.

Nell’ora tremenda in cui si prepara il terribile tribunale e la condanna viene emessa, possa trovare te come aiuto per liberarmi dalla tenebra, o sacro iniziatore ai misteri, ti scongiuro per la familiarità che hai.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che regni su tutte le creature, o Sovrana, sottometti al tuo Figlio e Dio la mia anima malamente dominata dalle passioni, o sposa divina, liberala in ordine con il farmaco della tua preghiera.

Apòstica apostolikà.

Per tutta la terra uscì la vostra voce, apostoli santi; sventaste l’inganno degli idoli predicando la conoscenza di Dio: è bella questa vostra lotta, o beati, perciò celebriamo e glorifichiamo le vostre memorie.

Custodendo irreprensibilmente i comandi di Cristo, o santi apostoli, gratuitamente riceveste, gratuitamente date, sanando le passioni delle anime e dei corpi; perciò nella franchezza che vi è data, supplicatelo di aver pietà delle nostre anime.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, sostenuti dalla fede, rafforzati dalla speranza, uniti con tutta l’anima dall’amore per la tua croce, annientarono la tirannide del nemico; ottenute così le corone, pregano con gli incorporei per le nostre anime.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Grande è la potenza.

Sei gaudio degli angeli divini, o Vergine, gloria degli apostoli, sigillo dei profeti, avvocata dei fedeli e guida di salvezza: perciò ti veneriamo, o Vergine.

Continua a leggere

Modo III – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono 3 GIOVEDÌ SERA AL VESPRO

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 3. Grande è la potenza.

Il creato fu santificato dal tuo sangue prezioso e dall’acqua santa, o solo longanime: per la tua crocifissione, o Verbo, si prosciugarono i fiumi del politeismo e fu salvato Adamo dalla sua rovina.

Tu che trascendi ogni onore, o amico degli uomini, fosti per noi insultato e abbeverato di aceto e volontariamente subisti la croce per liberare tutti dalla corruzione, o benefattore, con la tua morte.

Inchiodato volontariamente al legno o piè che Buono, ti offristi in sacrificio al Padre per noi e abolisti i sacrifici degli idoli e sciogliesti il dominio del maligno, o Re dei secoli.

Stichirà della Theotòkos. Sul monte Mosè.

Nube della luce che non ha tramonto, Vergine gradita a Dio, aria benedetta, fa’ risplendere la luce del pentimento per me stoltamente prigioniero della tenebra del peccato; liberami con le tue preghiere dal fuoco della geenna, dalla tenebra cupa e dammi parte al giorno senza sera: perché sotto la tua protezione io mi rifugio, o Vergine castissima.

Generando il perfezionatore della misericordia, misericordiosa Vergine, sempre imploralo d’aver misericordia della mia umile anima, scivolata realmente nel baratro della perdizione per inganno del nemico; non disprezzare dunque la mia supplica, né allontanare dal tuo servo la tua infinita compassione, o Fanciulla, per la tua misericordia.

Colui che ingannò nell’Eden Adamo perché disobbedisse a Dio, tentando anche me e deviandomi dalla via retta mi gettò nel baratro senza strade di molti peccati e si vanta il maligno, vedendomi caduto del tutto; con la spada delle tue preghiere colpiscilo, dunque e liberami dalle sue trappole, Vergine misericordiosa.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Grande la potenza della tua croce.

Vedendo il nato da te, o purissima, appeso al legno, dicevi gridando: Dolcissimo Figlio mio, dov’è la tua luminosa bellezza che abbellì la stirpe umana?

Apòstica stavròsima.

Adoro, o Cristo, la tua croce preziosa, custode del mondo, salvezza di noi peccatori, grande propiziatorio, vittoria dell’imperatore, vanto di tutta la terra.

L’albero della disubbidienza produsse al mondo la morte; l’albero della croce, la vita e l’incorruttela; per questo adoriamo te, Signore crocifisso: sia impressa su di noi la luce del tuo volto.

Martyrikòn Autòmelo. Grande è la potenza della tua croce, Signore: piantata in un unico luogo, agisce nel mondo; da pescatori ha tratto apostoli e da pagani, martiri, affinchè intercedano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Così gridava la purissima: Per la tua crocifissione, o Verbo, ottenne misericordia il mondo, venne illuminato il creato e le genti trovarono salvezza, o Sovrano; ma io sono ora trafitta, vedendo la tua volontaria passione.

Continua a leggere

Modo III – Sabato – Vespero

PERIODO DEL TERZO TONO Venerdi Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 3. Grande la potenza.

Rendimi tempio del tuo santo Spirito purificandomi dalle macchie delle colpe, o mio Cristo, mentre sono ora albergo di demòni: ma tu scacciali da me, come un tempo scacciasti chi contaminava il tuo tempio.

Tu che nella tua compassione, Signore, vuoi che tutti si salvino, peccatori e giusti e nessuno perisca, fai tu anche di me uno dei salvati, benché sia vissuto nella negligenza, trascurando i tuoi precetti, o Verbo.

Addormentato nella tomba, o Cristo, come uomo, con invitta potenza risorgesti rialzando quanti da secoli giacevano nei sepolcri; dà dunque riposo ai dormienti nelle dimore eterne.

Stichirà della Theotòkos, uguali.

Come una canna sono senza sosta sbattuto dai venti del nemico, o Vergine: abbi dunque pietà del tuo servo, non permettere che sino alla fine sia incalzato dai suoi turbini, ma rafforzami nella fede del Signore.

L’onda delle passioni di continuo mi percuote, stringendo e soffocando la mia povera anima e mi spinge nel baratro dell’ignoranza, ma tu, Vergine, muta questa tempesta in serenità profonda.

Supplica, o Vergine, il nato da te, di custodire incolume il tuo gregge da ogni danno del diavolo ostile e rafforza tutti perché compiano la volontà di Dio, o Fanciulla.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come non stupiremo, o venerabilissima, per il tuo parto teandrico? Senza esperienza d’uomo, o purissima partoristi senza padre, nella carne, il Figlio che prima dei secoli dal Padre fu generato senza madre: ed egli in nulla subì mutamento, confusione o divisione, ma di entrambe le essenze serbò integre le proprietà. Imploralo dunque, Vergine Madre, Sovrana, per la salvezza delle anime di quanti in modo ortodosso ti proclamano Madre di Dio.

Apòstica martyrikà.

Grande della tua croce.

Grande, o Cristo, la potenza dei tuoi martiri: giacciono nel sepolcro, eppure scacciano gli spiriti malvagi e hanno annientato il potere del nemico, lottando per la pietà, grazie alla fede della Triade.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

Profeti, apostoli di Cristo e martiri ci insegnarono a inneggiare alla Trinità consustanziale, illuminarono le genti che erravano smarrite e resero i figli degli uomini consorti degli angeli.

Stico. Per i suoi santi ha reso mirabili sulla terra tutti i suoi voleri.

I tuoi martiri, Signore, sostenuti dalla fede, rafforzati dalla speranza, uniti con tutta l’anima dall’amore per la tua croce, annientarono la tirannide del nemico; ottenute così le corone, pregano con gli incorporei per le nostre anime.

Stico. Beati quanti hai scelto e preso con te, Signore.

Necròsimo. Vanità, tutte le cose umane quanto dopo la morte più non sussiste; non resta la ricchezza, non ci accompagna la gloria: la morte sopraggiunge e tutto ciò svanisce. Gridiamo dunque a Cristo, Re immortale: a quanti ci hanno lasciati, dona il riposo là dove in te dimorano tutti quelli che sono nella gioia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, santa tra le donne, Madre senza nozze, prega il Re e Dio da te partorito, di salvarci come amico degli uomini.

Continua a leggere