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Archivi: Preghiere giornaliere

Vespro del 26 Agosto – Memoria dei santi martiri Adriano e Natalia

26 Agosto

Memoria dei santi martiri Adriano e Natalia.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia di san Bartolomeo.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Vedendo la lotta nobilissima, le generose battaglie dei martiri, o glorioso, spontaneamente ti sei presentato allo stadio con animo forte, trascurando la carne per il divino amore. Hai così portato a termine lotte generose, umiliando la boria dell’avversario, o valorosissimo Adriano.

Rinchiuso in prigione, battuto a nerbate, sotto il peso delle catene, o celebratissimo, tormentato dalle sbarre con molti martiri, con loro hai raggiunto i beni celesti, avendo come allenatrice, o nobilissimo Adriano, la tua consorte Natalia, a Dio diletta.

La consorte di Adamo, lo fece esiliare dal paradiso, a causa del consiglio del serpente: Natalia, invece, con tutta sapienza ha introdotto Adriano in paradiso, ammonendolo con sacri discorsi, insegnandogli a sopportare le fatiche della lotta che dovevano procurargli le celesti ricompense e l’eterna gloria.

Gloria. Tono 1. Di Efrem Karia.

Lo zelo per un uomo pio, spinse una donna amante di Dio a una luminosa esortazione; l’ottimo Adriano, infatti, tratto dalle parole di Natalia, portò a termine la corsa della lotta. O donna cara a Dio! Non fu come Eva che portò ad Adamo la corruzione, essa che invece procurò al consorte la vita eterna. Dandole lode con il marito, gridiamo a Cristo: Dacci aiuto, per intercessione dei tuoi santi.

E ora. Theotokìon. Esultanza delle schiere.

Dalla tua santa icona, o purissima, vengono liberalmente effuse guarigioni di malattie a quanti si accostano con fede. Visita dunque anche me, nelle mie infermità: abbi pietà della mia anima, o buona e cura il mio corpo.

Oppure stavrotheotokìon.

Quando colei che puramente ti partorì, vide te, l’agnello e il pastore, sulla croce, o Salvatore, gemendo, o Dio mio, esclamava: Figlio mio, dolcissima luce del mondo, ti vedo dunque appeso al legno della croce come un malfattore?

Allo stico, stichirà prosòmia.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Tinta la tua veste, o martire, con la porpora del tuo sangue, con essa regni ora con il tuo Sovrano, secondo la sua promessa, reso magnifico dagli splendori e dalle divine bellezze delle lotte. Implora Cristo di donare alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Stico. Mirabile e Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.

Martire Adriano, hai lasciato la via delle passioni, lasciandoti guidare alla corsa salvifica, o illustre e hai preso dimora nelle sedi incorruttibili con tutti coloro che hanno ubbidito a Cristo: con loro supplica perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Stico. Per i santi che sono nella sua terra, il Signore ha reso mirabili, in loro, tutte i suoi voleri.

O prodigio nuovo, davvero grande e straordinario! Come può la sapientissima Natalia indurre il proprio consorte a subire la spada tagliente? Chi mai ha visto o udito una cosa simile? Colui che era stato per la sua vita come pupilla dell’occhio, essa bramava consegnarlo alla morte salvifica.

Gloria. Tono pl. 2.

O coppia pura ed eletta dal Signore! O ottimi coniugi beati in Dio! O due compagni amati e desiderati da Cristo! Chi non stupirebbe udendo delle loro azioni che superano le possibilità umane? Come dunque la donna è divenuta così forte contro l’aspro tiranno e ha rinvigorito il proprio coniuge perché non soccombesse alle pene, ma per la fede preferisse la morte alla vita? Oh, i discorsi della sapiente Natalia, divinamente composti! O esortazioni divine, che avrebbero aperto i cieli e avrebbero collocato il suo glorioso congiunto, Adriano, presso il trono stesso del grande Re! O santi coniugi, pregate dunque per noi, che con affetto celebriamo la vostra memoria, affinché siamo liberati dalle tentazioni e da ogni tribolazione.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con i martiri e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Stavrotheotokìon. Il terzo giorno.

Vedendoti crocifisso, o Cristo, colei che ti ha partorito gridava: Quale mistero strano vedo, Figlio mio? Come dunque muori nella carne, pendendo dal legno, tu che dispensi la vita?

Apolytìkion.

Tono 3. La confessione della fede.

Hai considerato ricchezza inalienabile la fede salvifica, o beatissimo; abbandonata l’empietà paterna e seguendo le orme del Sovrano, sei stato arricchito di carismi divini; o glorioso Adriano, supplica Cristo Dio di salvare le nostre anime.

Conclusione.

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Mattutino del 26 Agosto – Memoria dei santi martiri Adriano e Natalia

26 Agosto

Memoria dei santi martiri Adriano e Natalia.

Al Mattutino.

Dopo la solita sticologia si dicono i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi. Poema Di Teofane.

Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.

Per le preghiere dei tuoi martiri, Cristo, solleva me, trattenuto nel sonno della vita da un agire cattivo affinché ti glorifichi.

Deliziato dalla dolcezza stillante da labbra di divina conoscenza, realmente odiasti il precedente veleno dell’ignoranza, o Adriano in Dio beato.

Avendo un’anima più splendente del sorgere del sole, accompagnasti il tuo coniuge verso la luce del martirio, o Natalia, vanto delle donne.

Theotokìon. Accogliendo in te stessa, come egli volle, il Demiurgo, incarnato oltre intelletto senza seme nel tuo grembo, o pura, davvero ti rivelasti Sovrana delle creature.

Ode 3. Irmòs.

Fuggendo i lacci della vanità idolatrica, o martire, ti legasti con affetto all’amore di Cristo e per i suoi lacci partecipasti gioioso alle sue lotte.

Quando le vostre gambe venivano spezzate dal ferro, o atleti del Signore, frantumaste realmente le ossa dell’empietà con la spranga della pazienza.

Con l’anima ardente di amore divino, accendesti nel tuo coniuge l’ardente amore per Cristo, rigettando, o Natalia, ogni affetto carnale.

Theotokìon. Il prodigio del tuo parto, o pura, supera ogni ordine naturale: oltre natura, infatti, concepisti in grembo Dio e partorendo resti sempre Vergine.

Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Kàthisma.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Abbracciando le pene dei martiri e armandoti virilmente di fede, spontaneamente offristi te stesso al tuo Signore e abbattesti l’arroganza del nemico con la grazia, beatissimo Adriano, glorioso martire di Cristo; perciò Natalia, vedendoti lottare, ti rivolese parole di salvezza, o illustre. Per questo ti gridiamo: Prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Santissima Vergine, Madre di Dio, sana le pessime passioni della mia anima, ti prego e concedimi il perdono delle colpe che stoltamente ho commesso, insozzando come un folle l’anima e il corpo. Ahimè, che cosa farò in quell’ora in cui gli angeli separeranno la mia anima dal mio povero corpo? Tu dunque, o Sovrana, sii allora mio aiuto e fervida protezione, perché io, tuo servo, in te spero, o pura.

Oppure stavrotheotokìon.

Contemplando sulla croce l’agnello, il pastore, il Redentore, l’agnella piangendo alzava grida e amaramente esclamava: Esulta il mondo, perché riceve la redenzione, ma ardono le mie viscere vedendo la crocifissione che tu subisci per le tue viscere di misericordia, o Dio più che buono, Signore paziente. E noi a lei gridiamo con fede: Muoviti a compassione di noi o Vergine e dona la remissione delle colpe a coloro che venerano con fede la sua passione.

Ode 4. Cristo mia forza.

Sostenuti dalla forza di Cristo, i martiri realmente calpestarono l’impotente arroganza dei persecutori e ottennero dal cielo i premi della vittoria.

Col tuo sangue ti tingesti una tunica di incorruttela e deponesti la veste della corruzione e ora nella gloria ti presenti a Dio, o Adriano.

Il sangue dei santi, che scorreva a rigagnoli ovunque, come gradito profumo venne offerto al Signore, che con forza purifica la corruzione dell’errore.

Con parole maligne Adamo fu ingannato dalla consorte, mentre per le tue, Natalia, Adriano si libera dall’errore e viene a dimorare con gioia in paradiso.

Theotokìon. Sono davvero ineffabili e imperscrutabili per terrestri e celesti, Madre di Dio sempre Vergine, i misteri del tuo divino concepimento.

Ode 5. Col tuo divino fulgore.

La doppia decina più un trio di valorosissimi atleti riuniti ora in Cristo, ha realmente sciolto, con la forza della Trinità, la debole catena dell’empietà.

Come un sole che sta in mezzo ad astri luminosi, irraggiavi con i tuoi compagni di lotta, o Adriano, lo splendore della pietà, scacciando la tenebra dell’empietà e illuminando i confini del cosmo.

La rugiada delle tue parole sante fu davvero guarigione delle pene del tuo coniuge, per la brama dei beni superni, o divina Natalia, compagna dei martiri.

Theotokìon. Salva, o Sovrana buona del mondo, quanti con tutta l’anima ti inneggiano come Madre di Dio, perché realmente tu sei nostra protezione invincibile, o Genitrice di Dio.

Ode 6. Vedendo il mare.

Guidati senza errore dalla mano di Cristo, avete attraversato il mare dell’empietà e avete attraccato all’ormeggio sereno del chiarore superno, o atleti del Signore.

Profumano come fiori le imprese oltre natura delle tue lotte, o sapiente: e infatti ti rivelasti incenso profumato di Dio, arso dal fuoco delle torture, o Adriano.

Abbellendo con il gioiello della fede la tua santa anima, o veneratissima e cercando il gioiello di Cristo come non contraffatto, non tradisti il tuo amore, o Natalia.

Theotokìon. O purissima Sovrana, che generasti per i mortali il Signore nocchiero, pacifica la tremenda e instabile agitazione delle mie passioni e concedi serenità al mio cuore.

Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.

Ponendoti in cuore le divine parole di una donna sapiente in Dio, o Adriano martire di Cristo, sei corso avanti nei tormenti, ricevendo la corona assieme alla tua consorte.

Ikos.

E’ giunto come occasione buona per i fedeli il lieto giorno del divino Adriano. Rallegriamoci divinamente gridandogli: O martire del Signore, che davvero hai combattuto la buona battaglia e dal cielo hai ricevuto la corona di giustizia, liberaci tutti da ogni vessazione dello straniero, facci avere la guarigione delle anime e dei corpi e dal cielo purifica ogni macchia dell’intelletto, ora che con la tua consorte hai ricevuto la corona.

Sinassario.

Il 26 di questo mese memoria dei santi martiri Adriano e Natalia con i loro compagni.

Stichi. Mani di malvagi e piedi di assassini amputano le mani e i piedi di Adriano. Unita in terra ad Adriano con lui in cielo si congiunge Natalia. Il 26 Adriano subì l’amputazione di mani e piedi.

Lo stesso giorno i compagni di martirio di Adriano vennero uccisi a fil di spada.

Stichi. Le estremità di ventitré uomini furono amputate: ognuno di loro subì quattro amputazioni.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Attico e Sissinnio e del beato nostro padre Ivistione.

Stichi. Correvano sulla stessa strada due atleti con passo veloce verso la spada. Ivistione, lavato dall’issopo delle lacrime, muori per il paese senza lacrime.

Lo stesso giorno memoria di un altro Adriano martire.

Stichi. Una corona adorna Adriano decapitato nel grandissimo giorno delle corone.

Lo stesso giorno memoria del beato Ioassàf, figlio del re Avenìr.

Stichi. Al figlio di re terrestre oggi sono aperti i palazzi del Re dell’universo.

Lo stesso giorno il beato Tithòis si addormentò in pace.

Stichi. Io credo che Tithòis non aveva carne, anche se aveva un corpo: non lasciò cibo alla tomba.

Per le preghiere dei tuoi santi, Cristo Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Tutta rugiadosa.

Come imprendibili torri della superna Sion vi rivelaste, o martiri, facendo crollare tutti i macchinari del nemico con la spranga della vostra lotta, perciò sempre piamente onoriamo la vostra memoria.

Come aiuto e unanime, Dio donò ad Adriano Natalia per tirarlo fuori dall’abisso dell’errore e convincerlo a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Conservando la mano del martire come preziosissimo tesoro, non consegnasti il tesoro della tua saggezza a quanti tentavano di sottrartelo, o venerata, guidata dalla mano del Dio di tutti.

Theotokìon. La fornace non bruciò i tre giovani, prefigurando il tuo parto: il fuoco infatti abitò in te senza bruciarti, illuminando tutti affinché gridino: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Ode 8.

Offrendovi in olocausto nel fuoco dei tormenti, spegneste ogni fiamma d’empietà col vostro sangue, o atleti, acclamando: Ti esaltiamo, o Cristo, nei secoli.

I rivi di sangue dei tuoi atleti divennero nel mondo fiumi di guarigioni, inaridendo il mare delle terribili passioni e noi celebrandoli, o Cristo, ti benediciamo.

Chi non potrebbe ammirare le meraviglie di questa donna, che amava a tal punto il Signore da odiare l’amore carnale e da convincere il coniuge a rispettare e glorificare Cristo nei secoli?

Theotokìon. Concepisti il Verbo datore di luce da luce e generandolo indicibilmente fosti glorificata, o fanciulla, perché dimorò in te lo Spirito divino, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Impossibile agli uomini.

La tortura delle membra, la violenza dei tormenti, il fuoco, la spada e la morte temporanea dei vostri corpi, non riuscirono per niente a separarvi dall’amore di Cristo, o gloriosi atleti, perciò con lui nei secoli sempre vi allietate.

Appariste a tutti i nemici esercito invincibile, città di Dio, regno fortificato, inviolabile paradiso chiuso, falange carica di trofei, popolo eletto di Dio, intatte colonne della Chiesa, o martiri.

Lampade di luce divina, stelle splendide, lucerna che accende per noi il fuoco della pietà, raggi del sole di gloria, figli della beatitudine senza sera vi rivelaste, o veneratissimi martiri di Cristo.

Appariste fonte di onde colme di Spirito e fiume pieno di carismi divini e coppa che mesce onde di lotte, mare di salvezza, o martiri, liberandoci dalla tempesta di ogni genere di tentazioni.

Tu che stai con i cori dei martiri di Cristo presso il trono di colui che tutto domina, salva quanti celebrano la tua memoria con fede e zelo, liberandoli con le tue suppliche da tutte le tentazioni che li disturbano.

Theotokìon. Ai morti viene ora donata risurrezione per il tuo ineffabile e indicibile concepimento, o Madre di Dio veneratissima, perché la vita da te rivestita di carne è rifulsa a tutti e ha sciolto con sapienza la tristezza della morte.

Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Exapostilarion. Con i discepoli.

Come sostegno dei lottatori sia da noi glorificato Adriano, sapientissimo martire invitto, con la venerabile Natalia; con loro risplende la santa folla dei martiri, falange carica di trofei; ad essi inneggiamo, celebrandone la luminosa memoria: presso il Cristo infatti intercedono per tutti.

Theotokìon.

Il mondo intero ha te, o santissima, come invincibile difesa, presidio, rifugio, fortezza, muro inespugnabile, salvezza che niente può incrinare e divina cittadella fra ogni sorta di angustie; tu dunque, Madre e serva del Re dell’universo, salva anche me, tuo servo, da ogni specie di pericolo.

Alle lodi 4 stichi e 3 stichirà prosòmia, ripetendo il primo. Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

O nobilissimo Adriano, divenisti esecutore della voce del Sovrano rinunciando a ogni mondana dolcezza e, presa sulle spalle la croce, divenisti partecipe della sua passione: sotto entrambi gli aspetti ti sei mostrato provato, perciò noi fedeli onoriamo oggi la tua divina memoria (2).

Valentissimo Adriano, continuamente sbattuto dalla tempesta nell’oceano delle torture, avevi la tua consorte che reggeva il timone dirigendoti al porto tranquillo, facendoti entrare nella città superna: ora che dimori in essa, o martire illustre, intercedi, ti preghiamo, per noi che ti esaltiamo.

Resistendo valorosamente fino alle catene, alla tortura e alla recisione delle membra, dopo aver consegnato la vostra anima al Creatore, avete ricevuto il vero riposo eterno e la beatitudine imperitura. Quale divina ricompensa avete ricevuto da Cristo, o gloriosissimi e venerabilissimi martiri!

Gloria. Tono 2.

Il Signore che tutto sa nella sua prescienza, con ineffabile provvidenza ti ha accolto, o martire, come tralcio fruttifero tagliato in molti modi dalla spada del martirio, carico dei frutti di una generosa costanza di cui si nutrono i cuori dei fedeli, che con affetto ti celebrano, o glorioso Adriano.

E ora. Theotokìon.

In te ripongo ogni mia speranza, Madre della vita: custodiscimi sotto la tua protezione.

Allo stico delle lodi, stichirà dall’oktòichos.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

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Vespro del 25 Agosto – Traslazione delle reliquie del santo apostolo Bartolomeo e memoria del santo apostolo Tito

25 Agosto

Traslazione delle reliquie del santo apostolo Bartolomeo e memoria del santo apostolo Tito.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia di san Bartolomeo.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Proclamiamo realmente beato il glorioso Bartolomeo, sole luminosissimo, astro senza tramonto, cielo vivente narrante la gloria salvifica di Dio, divino araldo, luminare delle genti, fiume che riversa flutti di conoscenza e irriga i cuori di tutti.

Apparvero in mare i tuoi sentieri, o apostolo, mostrando di trascendere ogni umana comprensione: gettato infatti in mare in una cassa, dall’oriente ti dirigesti verso occidente accompagnato da incliti martiri di entrambe le parti, che ti onoravano per ordine del Sovrano di tutti, o apostolo Bartolomeo.

Santificasti l’umido elemento passandolo prodigiosamente e giungesti all’isola di Lipari, sgorgando unguenti profumati, o illustre e curando passioni incurabili e divenendo per la gente del posto salvatore, rifugio, protettore e liberatore per condurli al Re Salvatore di tutti, o apostolo Bartolomeo.

Altri 3 di san Tito. Hai dato come segno.

Predicando la Divinità una e trisipostatica, sconvolgesti il mare politeista delle genti e facesti approdare, o beato, a tranquillissimi porti quanti nuotavano nell’abisso dell’ateismo: perciò ottenesti la celeste ricompensa e supplichi il filantropo per i tuoi cantori.

Con la mente rischiarata da divini bagliori, come raggio hai accompagnato il divino Paolo, sole che illumina luoghi tenebrosi, o Tito e con lui liberasti tutta la terra dalla profondissima notte; perciò ti diciamo beato come gerarca ispirato, come apostolo divino, come fervidissimo intercessore.

Partito da Creta e ad essa tornato come indistruttibile fondamento, con quella rettissima fede in cui si era rafforzato, edificò i fedeli sull’edificio della divina potenza celeste, il beato Tito, primo trono della patria, compagno di Paolo, conforto dei fedeli.

Gloria. Di san Bartolomeo. Tono pl. 2.

Sul mare ti lanciasti, morto ormai da tempi lontani e il tuo sentiero era sulle grandi acque, o Bartolomeo illustrissimo, quando partivi dall’oriente; i giusti infatti vivono in eterno, per provvidenza di Cristo nostro Dio, tuo Maestro: supplicalo, o apostolo, di donarci la grande misericordia.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con gli apostoli e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono pl. 2. Di san Tito.

Divenuto seguace di Paolo, strumento d’elezione, divino predicatore e iniziato da lui alle dottrine divine, fosti inviato alle genti per convertirle alla fede e illuminarle con lo splendore delle tue parole; perciò corresti ai confini, apostolo Tito, predicando a tutti Dio incarnato: supplicalo di salvare quanti celebrano con fede la tua memoria sempre venerabile.

E ora. Theotokìon. Il terzo giorno sei risorto.

Vergine purissima, supplica colui che partoristi d’aver pietà della mia anima infelice e di collocarla dalla parte degli eletti nell’ora del giudizio, per sua bontà somma.

Apolytìkion. Tono 3.

Santi apostoli, pregate Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Celebriamo in te colei che fu mediatrice per la salvezza della nostra stirpe, Vergine Madre di Dio: poiché con la carne da te assunta, il Figlio tuo e Dio nostro, accettando di patire sulla croce, ci ha redenti dalla corruzione, lui che è filantropo.

Conclusione.

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Mattutino del 25 Agosto – Traslazione delle reliquie del santo apostolo Bartolomeo e memoria del santo apostolo Tito

25 Agosto

Traslazione delle reliquie del santo apostolo Bartolomeo e memoria del santo apostolo Tito.

Al Mattutino.

Dopo il salterio, canoni dell’Oktòichos e poi dei santi, opera di Teofane entrambi. Canone in onore di san Bartolomeo. Acròstico: Con inni lodo il mio ardente protettore.

Ode 1. Tono 4. Aprirò la mia bocca.

La roccia della nostra vita ti rese pietra eletta su cui edificò la sua Chiesa, o apostolo Bartolomeo, perciò ti onoriamo e diciamo beato.

Iniziato in modo sublime dalla sapienza enipostatica a ciò che supera lo spirito, dimostrasti folle la sapienza dei pagani, rendendo sapienti i confini con i tuoi divini insegnamenti.

In una bara il tuo corpo cammina sul mare obbedendo all’ordine di Dio e, come sole, dall’oriente raggiungi l’occidente, o apostolo, illuminandolo.

Theotokìon. Il gloriosissimo si umilia, colui che precede i secoli sorge nel tempo, colui che la fanciulla serva di Dio genera in due nature, o beato in Dio, predicasti in un’unica ipòstasi.

Canone in onore di san Tito. Acròstico: Canto con tutto il cuore il discepolo di Paolo.

Stesso Tono e stesso Irmòs.

Colmandoti di tutti i carismi, la grazia dello Spirito inviò te, divino apostolo, a predicare ai confini l’incarnazione del Verbo, o illustre Tito.

Ricevuto il bagliore della divina grazia, risplendesti come sole sulle anime oscurate, illuminandole, o sapientissimo, togliendo i peccati e liberando dalla schiavitù dell’errore, o beato.

Per i carismi dello Spirito di cui eri ricolmo, il sapientissimo Paolo ti rese interprete e predicatore della fede, Tito, ispirato da Dio.

Theotokìon. Come sole è sorto dal tuo grembo il Signore che libera dall’errore i confini del mondo, o Sposa divina; pregando senza sosta, supplicalo di salvare quanti con fede t’inneggiano.

Di san Bartolomeo.

Ode 3. Come sorgente viva.

Mediatore potente, luce e allontanamento delle disgrazie in te, Bartolomeo, trovarono i prigionieri dell’errore, che giace malamente nella tenebra dell’ateismo.

Come bocca del Verbo divino, beato Bartolomeo, salvasti dalla bocca del lupo spirituale i popoli che hai condotto al Creatore col bagno del battesimo.

Con la tua lingua ignea bruciasti l’amara materia dell’errore, o sapientissimo e rinnovasti con la tua aratura i cuori incolti, preparandoli a coltivare pensieri celesti.

Theotokìon. Il Dio Verbo che si degnò d’incarnarsi da te, Vergine Madre, si scelse come discepolo e servo fedele il glorioso Bartolomeo.

Di san Tito. Non è la scienza.

Non con la sapienza, che rende folli chi la possiede, ma con la vera conoscenza, hai scacciato, o felice, l’ignoranza di quanti a te si avvicinavano.

Il campo coperto di rovi per l’empietà nell’eredità delle nazioni tu bonificasti con la falce divina per seminarvi il buon grano della sapienza.

Predicando l’unica Divinità in tre ipòstasi, scacciasti le tenebre del politeismo, guidando i confini del mondo, o beato, alla conoscenza di Dio.

Theotokìon. Più santa degli angeli e di ogni creatura, t’innalzò il nato da te nella carne: perciò come Sovrana di tutti ti celebriamo.

Irmòs. Non è la scienza, né la potenza o la ricchezza il nostro vanto, ma sei tu, Sapienza enipostatica del Padre, poiché altro Dio all’infuori di te, o Cristo, noi non conosciamo.

Kàthisma di san Bartolomeo.

Tono 1. I soldati di guardia.

Il trasporto delle tue reliquie santissime è divenuta l’occasione per una splendidissima festa, o illustre apostolo del Signore; celebrandola con fede ti onoriamo, o Bartolomeo, magnificando Cristo, luce inaccessibile.

Gloria. Del Santo.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Come astro che accompagna il sole, insigne Tito, sapientemente camminasti con Paolo; splendendo avete illuminato la terra e cacciato l’oscurità; nell’isola di Creta, o beato, coricandoti nella morte, a tutti lasciasti come raggi divini le tue pene e parole senza tramonto; illuminati da esse, piamente ti celebriamo e gridiamo a una voce: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Salve, trono igneo del nostro Dio, seggio imperiale, salve, Vergine, talamo nuziale coperto di aurea porpora, clamide scarlatta, tempio variamente ornato, carro scintillante, candelabro di splendore; salve, Madre del nostro Dio, città dai dodici lati e porta dorata, stanza illuminata, sposa gloriosa raggiante di sole, salve, unico splendore della mia anima.

Di san Bartolomeo.

Ode 4. L’ineffabile.

La parola profetica si è compiuta: è uscito il divino araldo, luce per la salvezza delle genti, rischiarando tutta l’ecumène.

Illuminato dallo splendore sgorgante da Dio, per divina partecipazione apparisti luce seconda, servendo colui che per noi apparve nello spessore della carne, o apostolo.

Santificando il mare con i tuoi viaggi, o Bartolomeo, l’attraversasti in un sepolcro di pietra da oriente a occidente con prodigioso spostamento.

Salva il tuo gregge, illustre apostolo, dalla tempesta del peccato, dal pericolo e dai tormenti che suscita il nemico, conducendoci con le tue preghiere al porto della salvezza.

Theotokìon. Tu che partoristi inesplicabilmente l’inesplicabile divinità nell’estrema ricchezza del suo amore, per noi, impoveriti dal peccato, apri i tesori divini, o purissima.

Di san Tito. Colui che siede.

Attingendo agli inesauribili tesori, o sapientissimo, con la verità colmasti le anime assetate di ricchezze; hai fatto rivivere i cuori morti, scacciando l’oscurità dell’ignoranza, o illustrissimo apostolo.

La lenza di Paolo ti ha pescato con la grazia, o Tito, poiché era previsto che in seguito, con la tua parola, avresti tratto con zelo, come all’amo, tante nazioni dalle onde dell’errore per condurle alla fede.

Avendo seguito come un agnello l’illustre Paolo, da mezzo al tuo gregge scacciasti i temibili lupi, rovesciasti i templi degli idoli, rendendo i mortali templi perfetti di Dio.

Theotokìon. La santa Theotòkos, dimora purissima, porta del divino splendore, mensa e ciborio dorati, montagna adombrata non tagliata, che offre asilo al Creatore, viene proclamata beata.

Di san Bartolomeo.

Ode 5. Sbigottisce l’universo.

Possedendo i piedi belli per la predicazione, evangelizzasti a tutti cose buone, a tutti predicasti pace, o beato, allontanando l’antica inimicizia con i tuoi divini insegnamenti, o apostolo del Salvatore.

La tua parola, Bartolomeo, fu rimedio per quanti avevano ricevuto il veleno mortale del serpente; e secondo la profezia, la terra degli empi fu rovesciata con la leva dei tuoi sapientissimi dogmi.

Benché morto da lungo tempo, fai sgorgare vita inesauribile, o Bartolomeo, superando in compagnia di santi martiri l’immensità delle onde dell’oceano per approdare all’isola di Lipari.

Theotokìon. Ti glorifico grandemente, purissima Madre di Dio, gridando con l’angelo: Salve, benedetta piena di grazia, annunzio e discorso tremendo, dimora insolita del Sovrano del creato.

Di san Tito. Gli empi non vedranno.

La piaga malsana che divorava le anime dei pagani, l’hai sanata con il sapido sale delle tue sante parole, o beato, come ministro della grazia e medico eccellente.

Docile agli ordini di Paolo, percorresti tutta la terra con lui, evangelizzando la sapienza divina, venerabile predicatore divino.

Insegnasti sapientemente il Verbo uguale al Padre in maestà e potenza, o divino predicatore, impegnando gli uomini dai pensieri vani a rigettare tutto l’errore degli idoli.

Theotokìon. Con spirito purificato celebriamo la Vergine pura; glorifichiamo con le nostre opere sante la gloria di Giacobbe; salmeggiamo a lei piamente come Madre del nostro Dio.

Di san Bartolomeo.

Ode 6. Celebrando questa divina.

Divenisti un raggio del sole rifulso sul mondo incarnandosi, o apostolo, scacciando la notte del politeismo con i tuoi luminosi insegnamenti.

Ai popoli rivelasti la salvezza di Dio che per grande bontà, si fece a noi simile incarnandosi, o apostolo delle genti, Bartolomeo.

Come strada prendesti il mare, le grandi acque per sentiero e le tue tracce, beato apostolo, nessuno le conobbe, come predisse Davide ispirato.

Theotokìon. Sei divenuta il tempio della gloria, la porta dello splendore e il monte ombroso, il portento cantato dai profeti, o Vergine Madre piena di divina grazia.

Di san Tito. A te sacrificherò.

Paolo, sole senza tramonto del mondo, inviò te, felice, come raggio luminoso che illumina i cuore oscurati dall’ignoranza.

Ricolmo delle acque vivificanti, o beato, sommergesti i torrenti dell’ignoranza con i flutti dei tuoi divini dogmi, irrigando l’insieme delle genti.

Theotokìon. Ogni generazione ti celebra, o Vergine, poiché ineffabilmente partoristi il Verbo di Dio trascendente la lode dei nostri canti e che angeli e mortali insieme glorificano.

Irmòs. A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, grazie al sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Kontàkion di Bartolomeo.

Tono pl. 4. Sei apparso oggi.

Come sole sei apparso nel mondo, illuminando con i tuoi splendenti insegnamenti e i tuoi miracoli straordinari quanti ti onorano, o Bartolomeo, santo apostolo del Signore.

Di Tito.

Tono 2. Cercando le cose superne.

Di Paolo eri compagno di viaggio, o apostolo e con lui ci annunziasti il Verbo della divina grazia, o beato iniziato Tito; perciò ti gridiamo: Non smettere d’intercedere per tutti noi.

Ikos.

Hai annunziato al mondo il Salvatore apparso sulla terra e sei divenuto l’amico intimo, l’erede della sua vera divinità; prostrandomi con fede, ti supplico di accordarmi con le tue preghiere il perdono, allontanando dalla mia anima la tenebrosa oscurità, perché possa degnamente inneggiarti e senza sosta gridarti: non smettere di intercedere per tutti noi.

Sinassario

Il 25 di questo mese memoria della traslazione delle sante reliquie del santo e glorioso apostolo Bartolomeo.

Stichi. Per tutti noi il tuo venerabile sepolcro è risultato irrigatore di inesauribile grazia, o apostolo: la terra il venticinque, dopo averlo nascosto, rende ai fedeli il tuo corpo, o Bartolomeo.

Lo stesso giorno memoria del santo apostolo Tito, vescovo di Gòrtina in Creta, discepolo di san Paolo apostolo.

Stichi. Accetta il cesto dei miei umilissimi fiori e gradisci anche le lodi grandi e piccole: celebro te, santo Tito, morto in pace, giungendo il venticinque al celeste banchetto.

Lo stesso giorno memoria dei santi padri Minà, Epifanio, Gennadio e Giovanni, arcivescovi di Costantinopoli.

Stichi. Il mondo ha perso la gioia della Chiesa: Minà infatti è sparito da quaggiù, Epifanio ha reso l’ultimo respiro, addormentandosi in un giusto riposo; Epifanio, Gennadio e Giovanni, pastori riuniti in Cristo inneggio.

Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Di san Bartolomeo.

Ode 7. I fanciulli di senno divino.

L’umanità colpita da follia per il peccato sanasti col sale sapido delle tue parole, esortandola a cantare, o illustre apostolo: Inneggiatissimo Signore, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Divenuto altissimo cielo, come divino apostolo, proclamasti ad alta voce, o beato, la gloria del Dio al quale cantiamo: Signore, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Rivestendo della veste tessuta dalla grazia di Dio quanti erano stati spogliati dall’antica perversione del serpente, o beato, li esortavi a cantare: Inneggiatissimo Signore, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Ricchi della tua protezione come soccorso e rifugio, pura Genitrice di Dio, sempre noi tuoi servi con fede a te cantiamo: Salve, ponte benedetto, che dalla terra ci conduci verso Dio.

Di san Tito. Colui che nel fuoco.

Insegnando ai mortali a proclamare l’unica divinità, venerando l’unica signoria, distogliesti dal politeismo, o Tito, i fedeli che proclamano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Le anime morte che veneravano la materia inanimata, riconobbero il Dio della vita morto per noi, avendo ascoltato il tuo insegnamento, o discepolo iniziato agli ineffabili misteri.

Come servo della verità apparisti distruttore della menzogna, come discepolo di Paolo sopportasti pericoli e persecuzioni, ma con lui salmeggiasti: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Adorna di virtù stai alla destra del gran Re incarnato dalle tue viscere, Vergine senza nozze, che non cessi di pregare perché siamo salvati da ogni angoscia.

Di san Bartolomeo.

Ode 8. Il parto della Theotòkos.

Gonfio di divine onde, come fiume dell’Eden sei sorto irrigando il mondo con i tuoi insegnamenti, prosciugando per grazia le acque dell’errore e acclamando: Inneggiate il Salvatore, esaltatelo per tutti i secoli.

Il Verbo che ti formò agli ineffabili misteri come divino teologo, ti scagliò come freccia salvifica, ferendo, o glorioso, le schiere dei nemici e salvando quanti con fede a lui cantano e inneggiano nei secoli.

Come monte stillante dolcezza, o ammirabile, solcasti il mare camminando dopo la morte grazie alla potenza di Dio e attraversando senza naufragio i suoi flutti in compagnia di martiri vittoriosi.

Theotokìon. Ignorando le leggi di natura, partorisci e resti sempre vergine: hai concepito infatti il Verbo fattosi uomo per bontà estrema, al quale acclamiamo: Opere tutte, inneggiate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Di san Tito. Stesso irmòs.

Dai flutti delle tue parole fu estinto il fuoco assurdo dell’errore; demòni e malattie furono scacciati con la tua intercessione presso Dio, santo apostolo Tito: perciò ti celebriamo come servo divino di Cristo, Re dell’universo.

Tutto consacrato a Dio e munito di tutti i doni divini, hai fatto conoscere a tutti il Verbo Salvatore, liberando dalla stoltezza noi, che con fede lo benediciamo e lo esaltiamo per tutti i secoli.

Fosti puro strumento della luce, rischiarando l’universo col tuo splendore divino, Tito ammirabile; e facendo impallidire l’opposizione degli empi, gridasti: Inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. La spada rivolta contro di me ora è distolta, o Vergine, poiché partoristi il Verbo incarnato, che riconosciamo in due nature: davanti a lui tremano gli angeli in cielo e i mortali lo glorificano per tutti i secoli.

Irmòs. Il parto della Theotòkos, un tempo prefigurato, ha salvato nella fornace i fanciulli intemerati; ma ora che si è attuato, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Di san Bartolomeo.

Ode 9. Ogni abitante.

Oggi il coro degli apostoli festeggia la tua memoria; i martiri esultano di gioia e tutti i giusti si rallegrano nello spirito; noi fedeli ti veneriamo con i nostri inni, inneggiando: o discepolo di Cristo, liberaci da ogni disgrazia.

Avendo trovato la tua beata fine sulla croce, glorioso apostolo, ti conformasti alla passione del tuo Maestro; tu partecipi davanti a lui per sempre con gli angeli alla sua divina e luminosa gloria, godendo giustamente dello splendore ineffabile.

La tua luminosa e insigne memoria ha diffuso su noi tutti la sua luce, o Bartolomeo, testimone oculare di Cristo; ricordati di tutti noi, ti preghiamo, liberandoci con le tue preghiere da ogni sorta di pericolo.

Theotokìon. Divina Genitrice pura, mortifica i nostri pensieri carnali, seda la tempesta delle nostre passioni, calma il loro tumulto e, come rifugio, circonda di pensieri divini i nostri cuori che ti onorano, o intrepida protettrice dei credenti.

Di san Tito. Per la disubbidienza Eva.

Volgendo al Redentore tutta la tua fiducia e l’affetto, Paolo ti fece partecipare ai suoi viaggi, o apostolo, predicando alle nazioni; perciò con lui ti celebriamo.

Per grazia divina allontani dai fedeli malattie e demoni; in te Creta ha il suo potente protettore, suo primo gerarca divino, fiaccola celeste e luminosa, o Tito, apostolo ammirabile.

Come sole splende su noi la tua memoria, fulgidamente allestita con i bagliori del santo Spirito, dissolvendo le nebbie delle passioni; salva noi, che con fede la celebriamo, beatissimo Tito.

Theotokìon. Vergine pura, con la tua mediazione spezza i legami dei miei peccati, scaccia dalla mia anima la notte oscura, calma i moti delle mie passioni; abbatti quanti invano mi osteggiano, o Madre sempre vergine e salvami.

Irmòs. Eva con la disubbidienza ha instaurato la maledizione; ma tu, Vergine Madre di Dio con il frutto del tuo grembo hai germogliato per il mondo la benedizione: per questo tutti ti magnifichiamo.

Exapostilarion di san Bartolomeo.

Con i discepoli conveniamo.

Festeggiando con affetto, sapientissimo Bartolomeo, la sacra deposizione delle tue venerabili reliquie, ti celebriamo con fede: dall’oriente, infatti, o beato, prodigiosamente navigasti fino all’isola di Lipari, illuminando tutto l’occidente con i tuoi viaggi meravigliosi, o apostolo di Cristo, divino predicatore.

Altro exapostilarion, di san Tito, uguale.

O apostolo Tito, iniziato della divina grazia, con Paolo di mente divina, intercedi presso la Trinità per la pace del mondo; e per noi che celebriamo la tua santissima memoria e con affetto ti onoriamo, ottieni liberazione dalle difficoltà e dalle colpe, salvezza, gloria e splendore nel regno dei cieli.

Theotokìon, uguale.

Con le schiere incorporee, i cori dei martiri, le legioni degli apostoli, i profeti e tutti i giusti, Madre di Dio Vergine t’inneggiamo: generasti infatti il Dio che con indicibile sapienza abbatté con la croce la tirannide dell’ade e salvò, o inneggiatissima, tutta la stirpe dei mortali.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 4 stichirà prosòmia.

Tono 4. Hai dato come segno.

Ti ha emesso come fiume divino, o beatissimo, la fonte della nostra vita, prosciugando le acque del politeismo, irrigando il mondo con i flutti delle divine dottrine, o Bartolomeo, sommergendo la zizzania dell’errore e liberando dalle sventure quanti con fede confidano in te, apostolo del Signore.

Riconoscendoti come sole che parte dall’oriente e tramonta all’occidente per il tuo viaggio sulle acque, o celebratissimo, noi fedeli festeggiamo la memoria annuale del tuo straordinario arrivo, esaltando i tuoi molti prodigi, apostolo del Signore.

Morto e sepolto, affrontasti un viaggio per mare, partendo dall’oriente con i martiri, o sapientissimo, per giungere in occidente, o luminare senza tramonto della Chiesa di Cristo, Bartolomeo in Dio beato: qui trovando riposo, per tutti prodigiosamente divenisti riposo dalle fatiche e liberazione dalle sventure.

Con la mente rischiarata da divini bagliori, come raggio accompagnasti il divino Paolo, sole che illumina i luoghi tenebrosi, o Tito e con lui liberasti tutta la terra dalla profondissima notte; perciò ti diciamo beato come gerarca ispirato, come apostolo divino, come fervidissimo intercessore.

Gloria. Tono pl. 1.

Come aveva predetto nei vangeli la sapienza di Dio, il Verbo coeterno al Padre, voi siete i tralci ben formati, o apostoli illustrissimi, che portate tra i rami il grappolo maturo e dolce: mangiandolo, noi fedeli ne assaporiamo il gusto per averne letizia. O Bartolomeo ispirato da Dio e tu Tito, vanto di Creta, pregate con ardore per le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Noi fedeli ti proclamiamo beata, Vergine Madre di Dio e com’è nostro dovere ti glorifichiamo, città inconcussa, muro inespugnabile, indistruttibile protezione e rifugio delle nostre anime.

Grande dossologia, apolytìkion e congedo.

Alla Liturgia.

L’apostolo: I Cor. Fratelli, Dio ha messo noi apostoli (vai alla Domenica X).

Vangelo secondo Matteo: Disse il Signore: Voi siete la luce del mondo.

Kinonikòn.

Per tutta la terra è uscita la loro voce e fino ai confini della terra le loro parole. Alliluia.

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Vespro del 24 Agosto – Memoria del santo ieromartire Eutichio, discepolo di san Giovanni il teologo

24 Agosto

Memoria del santo ieromartire Eutichio, discepolo di san Giovanni il teologo.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

Beato martire Eutichio, santamente divenisti discepolo del venerabile discepolo del Verbo, dell’araldo teologo e da lui subito ricevesti ogni più sacra iniziazione e apparisti luce che illumina per grazia ogni mente con la tua teologia, perciò celebriamo la tua santa memoria.

Abbattesti la cittadella dell’errore con la leva di una ferma resistenza, o felicissimo e sopportasti catene e morte illustre: perciò ottenesti immortalità e dimori tra i cori dei martiri e le schiere degli angeli, divinamente, meravigliosamente e perfettamente divinizzato dalla superna partecipazione.

Chiuso in prigione, ricevevi dal cielo il pane di vita, o celebratissimo; gettato nel fuoco, restavi illeso e subisti battiture che ti raschiarono tremendamente; con la preghiera respingesti gli assalti delle belve; la tua testa fu recisa dalla spada e dal tuo sangue fosti sollevato al cielo come da un carro divino.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Su dunque, anima mia, gemendo e facendo scaturire dal cuore fonti di lacrime, grida alla Vergine, Madre del nostro Dio: Per la moltitudine delle tue compassioni, o pura, strappami al tremendo castigo e dammi di fissar la dimora là dov’è il riposo, l’eterna gioia e il gaudio.

Oppure stavrotheotokìon.

Il sole si oscurò, Figlio, e, cupa, la luna mutò la sua luce in manto di tenebra; la terra si scuote, si squarcia il velo del tuo tempio: e come non ne avrò cuore e occhi trafitti? Come non mi graffierò le guance, o dolcissimo, vedendoti ingiustamente morire, mio Salvatore?

Apolytìkion. Tono 4.

Divenuto imitatore della vita ed erede del trono degli apostoli, divinamente ispirato, hai posto l’ascesi a fondamento della contemplazione; perciò, insegnando il verbo della verità, lottasti fino al sangue per la fede, ieromartire Eutichio; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

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Mattutino del 24 Agosto – Memoria del santo ieromartire Eutichio, discepolo di san Giovanni il teologo

24 Agosto

Memoria del santo ieromartire Eutichio, discepolo di san Giovanni il teologo.

Al Mattutino

Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos, poi il canone del santo, con l’Acròstico: Canteremo la divina grazia di Eutichio. Giuseppe

Ode 1. Tono pl. 4. La verga di Mosè.

Compagno degli apostoli e dei martiri, in ogni tempo ricolmato del bagliore del divino splendore, rendi partecipi della tua luce i fedeli che oggi celebrano la tua santa festa, ammirabile martire Eutichio.

Istruito piamente dal discepolo amato e imitandone puntualmente i costumi, amasti il Signore, compiendo i suoi divini comandamenti, o beato e imitasti la sua passione.

Obbedendo piamente alla legge divina, con pene ascetiche mortificavi la carne, allontanandoti dal mondo e vivendo nelle montagne, o illustre martire beato e purificando la tua anima, fosti riconosciuto somigliante a Dio.

Theotokìon. In te, santa Vergine, pongo la speranza della mia salvezza: cancella del tutto la sozzura dei miei peccati, lavami e sarò puro, affinché sia gradito a tuo Figlio e compia la sua volontà santissima.

Ode 3. Tu che in principio.

Avendo trovato in Paolo il sole raggiante della luce della sapientissima predicazione, o beato, viaggiasti con lui illuminando come un astro nello Spirito i cuori.

Il fondamento dei teologi, la cima dei discepoli, Giovanni, amico fedele del Salvatore, transitando dalla terra a Dio, ti inviò a pascere il gregge del Signore, o beato.

Splendido e luminoso, ricolmo di Spirito santo, apparisti davanti all’iniquo giudice, respingendo la sua empietà e confessando l’incarnazione divina di Cristo.

Theotokìon. Salve, tu che sola inesplicabilmente generasti la nostra gioia; salve, Vergine non sposata, nube del Verbo, carro e trono di Dio, gloria dei giusti e corona dei martiri.

Irmòs. Tu che in principio rafforzasti i cieli con sapienza e disponesti la terra sulle acque, rafforzami, o Cristo, sulla roccia dei tuoi precetti, poiché non c’è santo all’infuori di te, unico filantropo. 

Kàthisma. Tono 3. La confessione della fede.

Sfolgorando lo splendore della conoscenza di Dio, dileguasti la tenebra del politeismo, compiendo come martire la tua corsa e facendo sgorgare i carismi delle guarigioni, purifichi le malattie di quanti si avvicinano; glorioso martire, implora Cristo nostro Dio di donarci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Del verbo divenisti divina tenda, Vergine Madre purissima, più santa degli angeli; più di chiunque sono coperto di fango, insozzato dalle passioni carnali: purificami coi flutti divini, tu che ci procuri con la tua intercessione la grande misericordia.

Stavrotheotokìon.

L’agnella Madre pura, la Vergine Genitrice del Verbo divino, quando vide sospendere sulla croce il frutto che coltivò senza pena, tra le lacrime materne gridò: Ahimè, Figlio mio, come subisci passione tu che vuoi salvare dalle sue infami passioni la condizione umana?

Ode 4. Tu sei mia forza.

Con tutto l’intelletto ti elevasti al Signore, colpito e straziato in tutte le membra non sentivi, ma come incenso di soave odore, per la potenza dello Spirito, avvolgevi di divino profumo i presenti, o beato.

Custodito da Dio, divino martire, quando eri incatenato in prigione, ricevesti il pane del cielo, visibilmente gioendo, perché Dio, unico arbitro delle lotte, ti diede coraggio, o vittorioso testimone e tu imitasti la sua divina passione.

Apristi la tua santa bocca nello Spirito, o sapientissimo, quando comparisti in tribunale per il giudizio, esponendo chiaramente la fede della Trinità e confutasti l’errore degli idoli e l’empietà degli atei tiranni.

Dopo molti tormenti corporali, infiammato di divino amore, lietamente entrasti nella fiamma ardente del fuoco per ordine del giudice, o beato; ma non fosti bruciato, ricevendo dal cielo la divina rugiada.

Theotokìon. Sola tra le donne sei rimasti vergine prima come dopo il parto, perché il Dio generato dall’alto prima dei secoli, prendendo ineffabilmente carne dal tuo seno, Vergine purissima, ha rinnovato le nature nascendo sulla terra negli ultimi tempi.

Ode 5. Perché mi hai respinto.

Arricchisti del verbo divino quanti lo volevano; come sacerdote, o beato, nutristi il gregge di Cristo, consigliandolo, istruendolo, guidandolo verso la salvezza, vittorioso atleta dalle molte lotte.

Avendo scosso il funesto errore con la forza del santo Spirito, ti presentasti a Cristo e guidasti a lui la folla dei fedeli, salvati dai tuoi divini insegnamenti, o Eutichio, ornamento dei martiri.

Com’erano belli i tuoi piedi che percorrevano, o beatissimo, il sentiero del divino martirio e camminando in esso giunsero all’ampio spazio del regno celeste, o insigne martire.

Theotokìon. Vergine Madre, genitrice del Verbo che nulla può circoscrivere, gloria degli angeli, tu che ferisci i demòni, divina Sposa, sul mio cuore, ferito dal peccato applica il rimedio divino.

Ode 6. Siimi propizio.

Ispirato dal desiderio di raggiungere la perfezione in Cristo, in catene, o sapiente, lasciasti Efeso per finire a Sebaste, tua patria, ornato del diadema delle tue splendide imprese.

Essendo tempio di Dio magnifico e purissimo, con la grazia hai distrutto gli orribili templi degli idoli e sei salito verso il tempio sovracceleste per presentarti a Dio, o Eutichio.

Sulla strada che seguivi un angelo divino ti fortificò, predicendo chiaramente l’avvenire a te, beatissimo Eutichio, che eri pari agli angeli ed estraneo alla carne nello Spirito.

Theotokìon. Raddrizza le storture del mio intelletto e i cattivi moti passionali della mia anima, Vergine purissima; salvami, custodiscimi dai nemici che senza pietà mi assalgono ogni giorno.

Irmòs. Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie colpe e fammi risalire, ti prego, dall’abisso dei mali, perché a te ho gridato e tu ascoltami, Dio della mia salvezza.

Sinassario

Il 24 di questo mese memoria del santo martire Eutichio, discepolo di san Giovanni il teologo e del santo apostolo Paolo.

Stichi. Quale gaudio fu il tuo, beato Eutichio, essendo iscritto alla divina cerchia! Dovendo lottare come martire nello stadio, la terra lo ricevette nella pace il ventiquattro

Lo stesso giorno memoria di san Tatione martire.

Stichi. Trascinato misuravi molte plestre di terra, ma prendesti le infinite plestre dell’Eden, o Tatione.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Giorgio di Limniote, confessore.

Stichi. Pur terminando con una morte comune, Giorgio porta il segno del martirio.

Lo stesso giorno commemoriamo il ritrovamento delle venerabili reliquie del nostro padre tra i santi Dionigi, arcivescovo di Egina e del loro ritorno da Strofade di Zacinto.

Stichi. Avendo ora in sorte la reliquia incorrotta di tuo figlio, o Zacinto, rallegrati, giubila celebrando. Il 24 giunse l’urna.

Il nuovo santo ieromartire e isapostolo Cosma, martirizzato in Albania nel 1779, morì impiccato.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Il fuoco ebbe paura.

Per ordine di Dio il fuoco che doveva ucciderti si spense per te, beato: il tuono infatti si fece udire dal cielo e la grandine fu inviata per ricoprire quanti lo ignoravano.

Violentemente straziato, trasudavi mirra dal dolce profumo, poiché tu stesso correvi sulle tracce del profumo sparso dalla passione del Verbo Creatore nella sua discesa e a lui cantavi: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Irreprensibile era la tua vita, ammirevole il tuo martirio e il santo scrigno che conserva le tue reliquie offre a chi si avvicina la salvezza, facendo sgorgare le guarigioni e scomparire in molti la sozzura delle passioni.

Theotokìon. Preconoscendo l’ineffabile profondità del tuo mistero, i santi profeti rivelarono a tutti gli uomini il tuo parto, o Vergine, gridando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Follemente il tiranno.

Levando le mani a Cristo nostro Dio, o glorioso, in mezzo allo stadio affrontasti i leoni restando illeso come un tempo il profeta Daniele, poiché un angelo ti proteggeva e tu senza sosta cantavi: Sacerdoti benedite, popolo, esalta Cristo per i secoli.

Vedendoti irragionevolmente giudicato da uomini empi, la belva che doveva ucciderti prese una chiara decisione per ordine dell’Onnipotente e proclamò le meraviglie del Salvatore, lasciando sbalorditi coloro che cantano: Sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo per i secoli.

Avendo ingaggiato la grande lotta con la forza e la grazia di Dio, con gioia hai ottenuto la corona del vincitore e trovato posto nei cori degli apostoli e dei martiri; con loro canti senza sosta: Sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo per i secoli.

Seguendo le tracce della sua passione, lottasti secondo le regole come servo di Cristo e col sangue del martirio imporporasti il manto regale, che ora indossi nel regno dei cieli, dove sei transitato cantando con gioia: Popolo, esalta Cristo per i secoli.

Theotokìon. Vivifica la mia anima uccisa dal morso del serpente, o Vergine purissima, tu che sola generasti la vita e concedile di fare la volontà di colui che per noi è nato da te, affinché canti: Sacerdoti, benedite, popolo esalta Cristo per i secoli.

Irmòs. Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza gridava: benedite, fanciulli il Creatore e Redentore, sacerdoti, innaggiate, popolo esalta Cristo per i secoli.

Ode 9. Per questo sbigottisce.

Effondi ogni sorta di guarigioni e fai cessare le più gravi malattie, avendo ricevuto la vera grazia da Cristo per aver ben lottato affrontando i nemici, o concittadino degli angeli e cima dei martiri.

Reso splendido dalle tue lotte, sei giunto a dimorare nello splendore eterno e il tuo capo troncato dalla spada, Gesù lo coronò col santo diadema della vittoria, o luminare della Chiesa, gloria e forza dei fedeli che ti dicono beato.

Spezzasti la potenza del male e riportasti valorosamente vittoria su di lui; come vittorioso martire risplendi nei cieli, o illustre Eutichio, godendo di grande credito davanti al trono della Trinità santa.

La tua memoria divina e luminosa rifulge su tutti più del sole, illuminando di chiari raggi i fedeli che ogni anno la celebrano piamente; e poiché hai confidenza, ti preghiamo di chiedere per noi la salvezza.

Theotokìon. Ti rivolgiamo il saluto di Gabriele: Salve, santa Madre di Dio, terra scelta, mensa d’oro, rifugio degli uomini, letizia degli angeli e fierezza dei martiri, sostegno dei fedeli che ti dicono beata.

Irmòs. Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più ampio dei cieli: te dunque magnificano, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini. 

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

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Mattutino del 23 Agosto – Conclusione della festa della Dormizione e memoria del santo martire Lupo

23 Agosto

Conclusione della festa della Dormizione e memoria del santo martire Lupo.

AVVERTENZA. Oggi si conclude la festa della Madre di Dio e se ne celebra l’intera ufficiatura, a vespro, al mattutino e alla liturgia, eccetto le letture e la litì. L’ufficio di san Lupo e stato anticipato al 22.

Sinassario.

Il 23 di questo mese memoria del santo martire Lupo.

Stichi. Lupo era un servo e divenne grazie alla spada libero e amico di Cristo

Lo stesso giorno memoria del santo ieromartire Ireneo, vescovo di Sirmio.

Stico. Fiumi di sangue del vescovo di Sirmio decapitato rimpiazzano il bagno in cui si lavano i morti.

Lo stesso giorno memoria del santo ieromartire Ireneo, vescovo di Lugduno.

Stichi. Grazia alla spada Ireneo scambiò la terra col cielo nel quale voleva abitare.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Callinico, patriarca di Costantinopoli.

Stichi. Callinico attendo il piacere che rimane per sempre, non si dispiacque finire i suoi giorni.

Lo stesso giorno i santi 38 martiri della Tracia, uccisi di spada.

Stichi. Subirono la spada quei trenta a cui si aggiunsero altri otto.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

AVVERTENZA. Fino al 21 settembre si cantano come katavasìe gli irmì dell’Esaltazione della Croce: Tracciando una croce.

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Vespro del 22 Agosto- Memoria del santo martire Agatonico (e di San Lupo)

22 Agosto

Memoria del santo martire Agatonico.

AVVERTENZA. Oggi si celebra anche l’ufficio del santo martire Lupo, perché il 23 è la conclusione della festa.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia.

3 di sant’Agatonico.

Tono 2. Hai dato come segno.

Ricercando la bontà prima e la bellezza trascendente l’intelletto, o Agatonico, lieto ti sei accostato alle nobili lotte che ti stavano innanzi; scontrandoti con tutto il tuo vigore con l’avversario, lo abbattesti e cingesti il fulgidissimo diadema di vittoria, supplicando il filantropo per i tuoi cantori.

Adorno di sapienza, hai fatto zampillare il verbo da cui scorre la vita, convertendo gli stolti, confutando il tiranno, sedando la tempesta del politeismo, rafforzando i fedeli perché continuassero ad aderire alla divina grazia: sopportando perciò le più terribili prove, te ne andasti incoronato al regno superno.

Grondando sangue per la tua forte lotta, ti presentasti al Sovrano come sacrificio di soave odore, vittima pura, dono accetto, offerta sacratissima, sacrificio perfetto e immacolato: con le tue suppliche, custodisci dunque il corpo della Chiesa nella pace, o atleta Agatonico.

Altri 3 di san Lupo, stessa melodia.

Col calore del divino Spirito il beato Lupo ha sciolto il gelo rigidissimo dell’ateismo; fatto a pezzi dalla spada, fa sgorgare flutti di guarigioni e irrora con la grazia le anime consunte. Celebriamolo dunque piamente come nostro ottimo intercessore e fervido soccorritore, o amici dei martiri.

Hai dato all’abisso delle acque gli idoli adorati dagli ellèni e sbalordisti gli atei, che vedevano i prodigi compiuti dalla tua fede, o beatissimo; stando in mezzo a loro hai ottenuto il divino lavacro dal cielo, mentre Dio ti glorificava come martire veracissimo, nobile diamante e consorte degli angeli.

Mentre i nemici tentavano di tagliarti, si fecero a pezzi l’un l’altro; scagliando frecce si ferirono a vicenda, o Lupo vittorioso e credendo di segarti, inflissero il colpo a un albero, perché erano accecati, o beato: ti custodiva infatti il Signore, per cui avevi eletto come compagna la sofferenza, o intercessore per le nostre anime, compagno degli angeli.

Gloria. Tono 1. Di Anatolio.

A buon diritto ti fu dato il nome della ‘buona vittoria’, o Agatonico dalle grandi lotte: ferito infatti dal divino eros, hai rinnegato la seduzione idolatrica e l’errore del tiranno e sei straordinariamente passato a vita migliore. Nella tua gloriosa memoria, prega dunque per la salvezza delle nostre anime, tu che hai famigliarità con Dio.

E ora. Lo stesso tono. Della festa.

Era conveniente che i testimoni oculari e ministri del Verbo vedessero anche la dormizione della Madre sua secondo la carne, l’ultimo dei misteri che la riguarda, perché non risultassero spettatori solo dell’ascensione del Salvatore dalla terra, ma anche testimoni del transito di colei che lo aveva generato. Trasportati dunque per divina potenza da ogni parte del mondo, raggiunsero il monte Sion e scortarono colei che, più elevata dei cherubini, si affrettava verso il cielo. Anche noi con loro la veneriamo come colei che intercede per le nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Si raduna la folla dei discepoli per la sepoltura della Madre che generò Dio, giungendo dai confini della terra a un cenno onnipotente.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

La sposa di Dio, la Vergine Regina, la gloria degli eletti, il vanto delle vergini, se ne va presso il Figlio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e puro.

Gloria. Tono pl. 4.

Avendo a buon diritto ricevuto il nome dei buoni tesori, al Re di tutti consacrasti te stesso come tempio, o martire Agatonico; e lottando secondo le regole tra i tormenti, abbattesti la potenza del terribile Beliar; ricevuto così il trofeo della vittoria, ti presentasti incoronato a Dio negli eccelsi: non smettere di intercedere presso di lui per quanti ti onorano, o decoro dei martiri.

E ora. Lo stesso tono. Della festa.

Cori verginali attorniano oggi misticamente il giaciglio della Vergine e Madre delle vergini; le anime dei giusti volano intorno alla Regina celebrandola; le prime portano in dote la verginità in luogo di unguento profumato; le altre offrono l’immateriale innodia con la virtù: conviene infatti che la Madre di Dio sia scortata come Regina dai fulgidi abbigliamenti regali delle virtù; portando con noi una vita pura, usciamo anche noi con loro per la sepoltura di colei che è vera Madre del nostro Dio e proclamiamola a una voce beata con inni e odi spirituali.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime.

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Mattutino del 22 Agosto – Memoria del santo martire Agatonico

22 Agosto

Memoria del santo martire Agatonico.

AVVERTENZA. Oggi si celebra anche l’ufficio del santo martire Lupo, perché il 23 è la conclusione della festa.

Al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kàthisma della festa.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Tu che partoristi nella carne l’Artefice di tutto, dopo esserti rivelata più ampia dei cieli sulla terra, passi ora dalla terra ai cieli stessi. Le anime dei giusti ti guardano, i cori degli angeli ti osservano e degnamente, come a Regina, ti presentano una lode continua. Non smettere dunque di pregare per i tuoi cantori.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, Kàthisma uguale.

Il coro degli apostoli, sparso per la terra, fu radunato in Sion per accompagnare la Madre di Dio dalla terra incontro all’Altissimo, da lei partorito. Insieme la precedevano gli eserciti ultramondani dei cieli e danzavano, acclamando spiritualmente: Rallegratevi, cieli, nell’accogliere la Madre del Dio per il quale essa domina realtà visibili e invisibili.

Gloria. E ora. Lo stesso.

Il primo canone della festa e questi due dei santi. Acròstico del canone di sant’Agatonico: Voglio cantare le pene di Agatonico. Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Cantiamo tutti.

Colma di beni la mia anima danneggiata dalle passioni, o santo, tu che divenisti eccellente imitatore del buon Sovrano e dammi di parlare rettamente per glorificare la tua memoria.

Conosciuto da Dio che conosce tutto, o martire, ricevesti divina ispirazione e predicasti ai popoli la sua incarnazione senza temere la morte della carne.

La tua parola rialzò i caduti, comunicando loro la risurrezione e l’eterno splendore, o martire dalle molte lotte.

Theotokìon. Superando ogni meraviglia apparve, o Vergine, la meraviglia del tuo parto: senza confusione, né mutamento generasti il Cristo, che si assimilò a noi nella carne.

Canone di san Lupo. Acròstico: A te inneggio, Lupo, fulgido martire. Giuseppe.

Tono 4. Come i cavalieri di Faraone.

Poiché celebro la tua luminosa e splendida memoria, nobile atleta, soldato di Cristo, illumina la mia anima con i tuoi raggi senza tramonto, tu che sempre rifulgi e stai presso la divina luce.

Con coraggio avanzasti per ingaggiare la lotta dei martiri, confessando il Dio apparso in terra divinizzando l’umanità, o sapientissimo e annientasti gli dèi degli ellèni con la potenza dello Spirito.

Onde vivificanti hanno riempito il tuo cuore: come fiume divino hai prosciugato i torrenti dell’errore e irrighi di fede le anime dei mortali, perché germogli il sovracceleste frutto.

Theotokìon. Come aurora, o Vergine non sposata, hai fatto sorgere dal tuo seno Gesù, illuminazione di tutti, il Dio che diminuisce la notte del politeismo e illumina il mondo con raggi senza tramonto.

Di sant’Agatonico.

Ode 3. Consolida il mio cuore.

Perfidamente l’insensato con l’adulazione sperava di spogliarti, ma il suo folle pensiero, o martire, si mostrò vano perché eri saldo sulla pietra della vera fede.

Guadando il mare delle pene del corpo, con la guida di Cristo, o atleta Agatonico, attraccasti lieto ai porti spirituali.

Affondino oggi su di me i tagli, le slogature del corpo: non temo spada, né fuoco, né l’acqua bollente di caldaie, né fiere, né morte, gridavi, o atleta Agatonico.

Theotokìon. L’illimitato per natura, o Vergine, assumendo grazie a te la nostra limitatezza, si limitò nella carne e da noi si fece conoscere in due volontà e nature.

Di san Lupo. Poiché la sterile.

Rafforzato dall’invitta potenza dello Spirito, ti equipaggiasti virilmente avviandoti agli agoni, beatissimo Lupo e abbattesti l’arroganza dell’errore.

Riconoscendoti come martire della passione di Cristo, il crudele persecutore con l’adulazione sperava di sedurre il tuo spirito, ma s’ingannò il malignissimo.

Come lira vibrante sotto il plettro dello Spirito, alla presenza del tiranno intonasti con gioia l’inno della conoscenza di Dio, seducendo quanti l’udirono con fede.

Theotokìon. Il Dio disceso dimorando in te come sapeva, pura Vergine, non rimosse i chiavistelli della tua verginità e ci stabilì tutti sull’indistruttibile pietra della fede.

Irmòs. Poiché la sterile Chiesa delle genti ha generato e la prolifica sinagoga si è indebolita, al nostro Dio prodigioso gridiamo: Santo sei tu, Signore.

Kàthisma di sant’Agatonico.

Tono 1. I soldati a guardia.

Rifulgendo nella lotta come oro nel crogiuolo, hai irraggiato raggi di guarigioni e attenuato la tenebra dei demòni con la grazia, perciò tutti festeggiamo la tua santissima memoria, beatissimo martire di Dio, atleta Agatonico.

Gloria. Di san Lupo.

Tono 4. Tu che volontariamente.

Purificando la vista della tua anima, ricevesti la luce della Trinità santa e col raggio delle tue divine parole illuminasti le anime oscurate, martire del Signore Lupo; passato allo splendore senza tramonto, preghi per noi, che con fede ti onoriamo e inneggiamo.

E ora. Della festa.

Stesso tono. Stupì Giuseppe.

Proclamalo, Davide: Che cos’è questa festa? E’ quella, dice, che ho cantato nel libro dei Salmi: quando si parla di quella figlia, divina Madre e Vergine, che il Cristo, da lei nato senza seme, trasferisce nelle superne dimore: per questo gioiscono le madri, le figlie e le spose di Cristo, acclamando: Salve, tu che sei passata alla reggia celeste.

Ode 4. Prevedendo nello Spirito.

Entrasti nello stadio dei martiri indossando l’armatura della santa fede, o sapiente e provocato dal nemico, lo vincesti calpestandolo sotto i tuoi piedi con la tua forza, o martire e atleta Agatonico.

Con la sapienza dei tuoi discorsi e l’esempio delle tue sacre opere, o martire di Cristo Agatonico, sconvolgesti i nemici che pensavano di vincere la fermezza del tuo spirito attirandolo all’errore.

Consumando interamente il tuo cuore nel fuoco dell’amore divino, o sacro martire Agatonico, non hai temuto le fiamme degli empi, ma come carbone ardente incendiasti la materia dell’ateismo.

Theotokìon. Colui che è portato sulle spalle dei cherubini, incarnandosi divinamente come uomo da te, siede tra le tue braccia come un infante e si fa bambino per salvare la prima creatura, divenuta un tempo bambino.

Di san Lupo. Colui che siede.

Superando l’infermità umana, sopportavi, o beato, le bastonate, recando come scettro di potenza la croce salvifica del nostro Dio, o insigne Lupo.

Confidando nel Signore come nel monte Sion, o atleta Lupo, rimanevi incrollabile avendo Dio come alleato, sopportando lo strazio delle membra, poiché l’amore di Dio ti innalzava al cielo.

Essendo pieno di fede, sapienza e grazia, confessavi in mezzo agli empi il Verbo di Dio, senza curarti delle frecce lanciate contro di te, deviate dalla potenza di Cristo.

Theotokìon. Trovando pura solo te, Vergine Genitrice di Dio, come pioggia su di te scese Gesù, abisso di sapienza e con la grazia divina inabissò i torrenti dell’empietà.

Di sant’Agatonico.

Ode 5. Lo splendido giorno.

Come martire della legge opponesti alle leggi del malvagio la legge salvifica del legislatore e Sovrano dell’universo, Cristo nostro Dio.

Agatonico, che fu illustre e glorioso martire, è proclamato beato: con le potenze dei cieli esulta sempre di gioia.

Preferisti alla vita la morte per guadagnare la vita futura dei secoli eterni e offristi la nuca al taglio della spada.

Theotokìon. Prevedendo i tuoi prodigi, Isaia nello Spirito acclamò, o Vergine purissima: Ecco, tu porti in grembo l’Infinito incarnato.

Di san Lupo. Tono 4. Gli empi non vedranno.

I nemici minacciarono di tagliarti a pezzi, ma essi stessi furono straziati, constatando che eri rimasto intatto e illeso per ordine di Dio.

Sollevando, o glorioso, la vista dell’anima alla pietra incrollabile, non fosti affatto scosso dalle onde degli amari supplizi, rafforzato dalla potenza di Dio.

Con l’effusione del tuo sangue spegnesti la pira idolatrica, o atleta e arso dal santo Spirito, col fuoco dei tuoi agoni bruciasti tutto l’errore.

Theotokìon. Con intelletto purificato, onoriamo la Vergine pura e adorni di opere divine piamente celebriamo l’ornamento di Giacobbe come Madre del nostro Dio.

Di sant’Agatonico. Ode 6. Imitando Giona.

La moltitudine innumerevole degli etiopi spirituali affrontasti nella debolezza della carne, o sapiente, per unirti alle miriadi dei liturghi spirituali.

Ti avviasti virilmente al martirio e serrasti le vie del male, o atleta e raggiungesti le vaste dimore degli intelletti celesti.

Brillando come oro nel crogiuolo dei peggiori tormenti, sapiente Agatonico, ti rivelasti sigillo di Cristo sui tesori divini.

Theotokìon. Sei vergine come prima e generando Cristo allatti tutti col cibo che concede a tutti il prodigio paradossale e inconcepibile, o santa Vergine.

Di san Lupo. Prefigurando la sepoltura.

Nella tua carne soffristi i più crudeli tormenti, dando il supplizio allo spirito degli empi e colpendo la moltitudine dei demòni con piaghe crudeli, o martire ammirabile.

Facesti vacillare gli dèi degli atei, polverizzandoli e tu stesso, ispirato da Dio, sei sorto come colonna animata della pietà e icona di coraggio.

Si allietava deliziandosi dei tormenti il glorioso atleta, prevedendo in ispirito le corone e la futura gloria dei martiri.

Theotokìon. Generasti colui che il Padre generò prima dei secoli e con le tue mammelle allattasti il nutritore: mistero oltre intelletto e ragione, o pura.

Irmòs. Prefigurando la sepoltura di tre giorni, il profeta Giona supplicando nel ventre del pesce gridava: Scampami dalla corruzione, o Gesù, Re delle potenze.

Kontakion. Tono 1. Stupisca il coro.

Tu che hai in dote un buon nome, o uomo di mente divina, hai tolto agli uomini cattivi ciò che essi veneravano, senza temere punizioni di sorta, o Agatonico. Sei così divenuto erede di ciò che è buono e hai degnamente ricevuto, con gli altri lottatori, la corona incorruttibile.

Ikos.

Implora, sapientissimo Agatonico, colui che è buono e filantropo, perché muti in bene il cattivo stato del mio cuore e mi doni una parola per celebrare degnamente le lotte che hai sostenuto per la fede del Cristo nostro Dio; perché io sappia parlare di te che, guardandoti bene intorno come un pastore, o martire, scacciando i lupi guidavi il tuo gregge alla terra della verità, gridando con franchezza: Siamo stati considerati come pecore da macello; moriamo dunque per ricevere la corona incorruttibile.

Sinassario.

Il 22 di questo mese memoria del santo martire Agatonico e dei suoi compagni Zotico, Zenone, Teoprepio, Akìndinos e Severiano.

Stichi. Il nome di Agatonico è verissimo: con la spada riportò splendida vittoria. Nel coro dei martiri, ornati del santo diadema, con la decapitazione prende posto Severiano. Ecco, dunque, un nuovo Simone Cireneo, che porta la croce non forzato, ma offrendosi egli stesso. Immolato dalla spada per il Nazareno, Agatonico muore il ventidue.

Lo stesso giorno memoria della santa martire Anthussa e Atanasio, il vescovo, che la battezzò e Carissimo e Neòfito suoi famigliari.

Stichi. La rosa fiorita nella terra di Seleucia è stata colta dalle mani degli angeli. Immortale mi chiamo, anche se muoio di spada e vivente tra gli amici viventi di Cristo vengo collocato. Due servi decapitati trovarono entrambi la nobile condizione un tempo perduta.

Lo stesso giorno muoiono di spada i santi martiri Ireneo, Or e Oropsis.

Stichi. Decapitati in tre andarono in cielo sprofondando nell’abisso con il loro sangue i capitani dell’errore.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Di sant’Agatonico.

Ode 7. Nella fornace i fanciulli.

Divenisti partecipe alla gloria sovracceleste, trascurando tutto ciò che è sulla terra e amando di cuore il Sovrano del cielo e della terra, o glorioso; perciò veneriamo la tua santa memoria.

Imitando la Passione di Cristo, che fece scaturire per tutti i fedeli l’impassibilità, sopportavi con gioia gli oltraggi, l’afflizione e l’iniqua decapitazione.

Agli idoli morti non offristi alcuna venerazione, poiché veneravi il Dio immortale, che per noi apparve morto e uccise la forza dell’errore; perciò ottenesti la vita vera, o sapiente martire.

Theotokìon. Dio si fece uomo nel tuo seno divinizzando il genere umano e rese partecipe della sua natura divina quanti ti dicono veramente beata fra le donne, Vergine benedetta.

Di san Lupo. Tu che salvasti.

Risplendente degli ornamenti della passione, ora stai presso colui che subì passione sulla croce per noi, esultando illuminato dai divini bagliori.

L’acqua che ti fu visibilmente e paradossalmente versata dal cielo, illumina la tua anima e la rafforza per gridare: Inneggiatissimo Signore, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Come una torre stavi incurante in mezzo ai nemici, senza che il tuo intelletto vacillasse per i molteplici supplizi, o insigne atleta, spezzando fieramente l’errore.

Theotokìon. Te sola, bellezza di Giacobbe, ha eletto colui che solo abita i cieli e, dimorando in te, non scardinò affatto la tua verginità.

Di sant’Agatonico. Ode 8. Il Signore e Creatore.

Trascinato di luogo in luogo, coi tuoi passi, o atleta, santificavi la terra; poi, chinando la cervice alla spada tagliente, ti separasti dalla carne e fosti unito al Signore.

Ricevesti frustate e pene corporali di ogni genere infiammato d’amore per Dio e, terminando la tua buona lotta, con gioia ti unisti alle miriadi superne.

La forza del nemico incorporeo fu gettata a terra: i martiri di Cristo, infatti, lo respinsero corroborati dalla forza dell’onnipotente Sovrano.

Theotokìon. Tenda e mensa, arca divina e tavola che contenne la manna della vita e monte santo ti chiamiamo, Vergine Maria, sempre benedetta.

Di san Lupo. Redentore dell’universo.

Dopo tanti tormenti, o beato, chinando la testa a Dio fosti decapitato dalla spada, ma la tua fede fece perdere la testa agli uomini empi per lo sbalordimento.

Come agnello innocente ti offristi all’immolazione, senza discutere e senza gridare, imitando così l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.

Rimedio di tutti mali e cura gratuita delle anime è divenuta la tua urna, o illustre Lupo, che sei stato arricchito da Dio della grazia delle guarigioni.

Theotokìon. Tutto il creato benedice il tuo parto, che ci incorona di benedizioni e toglie la maledizione, Vergine benedetta e glorificata, che hai fatto grazia al genere umano.

Irmòs. Redentore onnipotente dell’universo, scendendo nella fornace refrigerasti i fanciulli e insegnasti a cantare: Opere tutte, lodate, benedite il Signore

Di sant’Agatonico. Ode 9. La nube luminosa.

Annoverato fra i sacratissimi cori dei sacri apostoli, in compagnia degli atleti e gioendo nell’abbraccio dei santi e dei profeti, sapiente Agatonico, ora stai splendidamente incoronato con loro presso la Trinità.

Ammirabile il tuo zelo e stabile la tua fede, o martire, buona la tua confidenza in Dio, luminosa la tua vita, piena di grazia la morte che ti rese partecipe della gloria immortale, o atleta.

In te, sapiente Agatonico, celebriamo l’agnello di Cristo, la sacratissima vittima, l’ornamento degli atleti, la fonte dei prodigi, la delizia della Chiesa, il raggio divino, il sostegno dei fedeli.

La tua santissima memoria è giunta ora santificando il cosmo, o illustrissimo martire: in essa supplichiamo di ottenere la tua protezione, onorandoti con affetto, o Agatonico, come buon terapeuta del Verbo.

Theotokìon. Avendo un pensiero amico del vizio, una vita incorreggibile, un’anima colpevole, un cuore insozzato, io, il dissoluto mi prostro a te, Sovrana: Aiutami e dammi correzione prima che giunga al taglio della morte.

Di san Lupo. Per sua colpa

Sei apparso, o martire, come stella luminosissima, annunziando il sole a quanti giacevano nella tenebra della perdizione; da esso illuminati per fede si sono rivelati partecipi del giorno senza sera, o illustrissimo.

E’ rifulsa per noi oggi la tua memoria più splendente del sole, illuminando tutta la terra e scacciando le nubi dalle anime e togliendo il buio delle passioni: ogni anno la celebriamo.

La superna Sion, la metropoli degli eletti, prende il tuo spirito con gioia, l’assemblea dei primogeniti si rallegra e noi fedeli ti onoriamo chiedendo di essere salvati per le tue preghiere, o beatissimo Lupo di senno divino.

Theotokìon. Con le perle di luce che sono in te, divina sposa, illumina la mia anima, che giace nella fossa della perdizione, sorgi sbaragliando i nemici che sempre affliggono il mio cuore e mi spingono verso le passioni.

Irmòs. Per sua colpa e trasgressione Eva instaurò la maledizione; ma tu, Vergine Madre di Dio, col germoglio delle tue viscere fioristi la benedizione per il mondo, perciò tutti ti diciamo beata. 

Exapostilarion. Con i discepoli.

Celebriamo splendidamente la luminosissima memoria del martire Agatonico, che la grazia unì alla Dormizione della Santissima: quest’uomo generoso, lottando con tutte le forze, confuse i tiranni ed ora sta gioioso e incoronato presso Cristo e prega per noi che lo onoriamo.

Della festa. Tu che il cielo.

Apostoli, qui radunati dai confini della terra, nel giardino di Getsemani seppellite il mio corpo; e tu, Figlio e Dio mio, accogli il mio spirito

Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

La terra per la tua sepoltura è stata benedetta, o Vergine e l’aria santificata dalla straordinaria ascesa di una creatura morta per legge di natura.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Scortando tra gli inni il tuo venerabile corpo che aveva accolto Dio, i divini seguaci gridavano: Dove dunque te ne vai, o Sovrana?

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Inaccessibile alla corruzione era il tuo corpo: per legge di natura venne dato alla sepoltura, ma permane incorrotto.

Gloria. E ora. Uguale.

Figli tutti della terra, ferventi riuniamoci con gli incorporei per seppellire colei che partorì l’Autore del creato.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

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Vespro del 21 Agosto – Memoria del santo apostolo Taddeo e della santa martire Bassa

21 Agosto

Memoria del santo apostolo Taddeo e della santa martire Bassa.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà dell’apostolo.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

Beato apostolo Taddeo, avendo comunicato con la luce suprema, sei realmente diventato per divina partecipazione luce seconda e, dileguata la notte del politeismo, portasti le anime all’Onnipotente. Noi dunque onorando gioiosi la tua memoria fulgida, propizia e luminosa, glorifichiamo Cristo.

Beato apostolo Taddeo, dopo la divina risurrezione di Cristo portatrice di luce e la santissima ascensione ai cieli, ti fu affidato il divino annunzio nella città di Edessa: colà giunto, con parole e prodigi confermasti nella verità il topàrca Abgar e quanti erano con lui.

Beato apostolo Taddeo, al tuo divino contatto è ridonata la vista ai ciechi, agli storpi l’integrità, ai malati la salute, ai paralitici è dato di drizzarsi, ai non iniziati è concessa la scienza salvifica: tu eri infatti pieno dei carismi dello Spirito onnipotente, o felicissimo e noi perciò ti celebriamo.

E 3 della martire. Tono 4. Hai dato come segno.

Amando la lotta, hai sostenuto con fermezza molti tormenti, o degna di ogni lode e sei stata perciò trasferita all’eredità esente da ogni pena, allo splendore senza tramonto, alla radiosa letizia e al divino, eterno gaudio. Noi dunque ti diciamo beata e celebriamo oggi la tua santa solennità, o vittoriosa da Dio ispirata.

Gettata in mare dopo penosissimi e svariatissimi tormenti, ti salvò Dio, Salvatore di tutti, per calpestare con la divina potenza la forza dello straniero, o Bassa, grande lottatrice. Per questo illuminasti i cuori dei fedeli, compiendo portenti trascendenti intelletto e mente.

Come uccello dal canto melodioso che chiama al sacro recinto della bella lotta, hai fatto venire a te i tuoi bei piccoli per sfuggire con loro al cacciatore fraudolento, o Bassa di mente divina, degna di ammirazione: e con loro hai anche preso dimora nei celesti nidi, o beatissima, dove sempre preghi per tutti.

Gloria. E ora. Della festa. Tono pl. 2.

Venite, festeggiamo la dormizione della purissima Madre di Dio, la festa comune a tutto il mondo. Oggi infatti gli angeli festeggiano l’augusto transito della Madre di Dio e invitano noi figli della terra al banchetto, per acclamare con voce che mai tace: Salve, tu che te ne andasti dalla terra e sei passata alle celesti dimore; Salve, tu che radunasti il coro degli apostoli per mezzo di una nube leggera; Salve, nostra speranza e difesa. Senza sosta ti proclamiamo beata, noi del popolo cristiano.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

L’assemblea dei discepoli si radunò dai confini della terra nel giardino del Getsemani, o Madre di Dio, per la sepoltura del tuo corpo che ospitò Dio.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Venite, figli della terra, componiamo oggi con gli angeli uno splendido coro, per la dormizione della sola Madre di Dio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Inaccessibile alla corruzione era il tuo corpo: per legge di natura venne dato alla sepoltura, ma permane incorrotto.

Gloria. E ora. Tono 2.

La sposa purissima e Madre del beneplacito del Padre, colei che da Dio fu prescelta come luogo della sua unione senza confusione, consegna oggi l’anima pura a Dio Creatore: l’accolgono in modo divinamente degno le schiere degli incorporei e viene trasferita alla vita colei che è veramente Madre della vita, lampada della luce inaccessibile, salvezza dei credenti e speranza delle nostre anime.

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Mattutino del 21 Agosto – Memoria del santo apostolo Taddeo e della santa martire Bassa

21 Agosto

Memoria del santo apostolo Taddeo e della santa martire Bassa.

Al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kàthisma della festa.

Tono 4. Presto intervieni.

Festeggiamo, o pura, la tua dormizione a cui fu presente Cristo nostro Dio, da te incarnato, per accogliere il tuo spirito con ineffabile gloria: e nella gloria te ne andasti senza lasciare il mondo, proteggendo con la tua intercessione, o Madre di Dio, i tuoi cantori.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, Kàthisma.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Le moltitudini degli angeli ti glorificano, la stirpe umana con fede t’inneggia, perché sei passata dalla terra ai cieli e senza sosta intercedi presso Dio, tuo Figlio, per strappare ai pericoli, o Vergine, quanti festeggiano con fede il tuo transito.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Il primo canone della festa, quello dell’apostolo e quello dalla martire. Acròstico del canone dell’apostolo: Taddeo sapiente e divino inneggio. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.

Stando presso il trono del Signore concedimi illuminazione per cantare la tua festa luminosa.

La sovraessenziale luce atemporale, apparsa tra noi, ti inviò come raggio illuminante tutto il mondo.

Cinto di potenza, Taddeo, l’Invincibile con forza ti rafforzò per annientare tutta la forza del maligno.

Theotokìon. Apparisti Sovrana di tutte le creature generando ineffabilmente il dominatore, Theotòkos Vergine inneggiatissima.

Canone della martire. Acròstico: Le tue lotte, Bassa, venero a gran voce. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Attraverso l’umido.

Per chi celebra con gioia la tua memoria, o gloriosissima, supplica affinché siano donate illuminazione dall’alto e perdono delle colpe rovinose per l’anima, o beata.

Non temesti il decreto degli empi, perché la tua anima possedeva il timore del Signore, perciò affrontasti valorosamente svariati flagelli e pericoli.

Con i tuoi tre figli sopportasti con pazienza, o atleta, ogni sorta di tormenti, con cui intrecciasti le corone di immortalità, glorificando la Trinità.

Theotokìon. Concepisti il Verbo del Padre, Santissima, senza doglie materne e indicibilmente sopra ragione lo generasti la nostra salvezza.

Dell’apostolo. Ode 3. Tu sei saldezza.

Illuminando i popoli col raggi della divina grazia, o glorioso, apparisti luce pura per quanti erano nelle tenebre delle disgrazie.

Liberazione e guarigione, per ordine di Dio, portasti al re Abgar andando da lui.

Come dimora dello Spirito onnipotente trasformasti, sapiente Apostolo, i mortali dopo aver distrutto i ricetti dell’errore.

Theotokìon. Gli oracoli dei profeti, i propositi della Legge, Sovrana nostra, indicarono chiaramente, Madre di Dio, il tuo parto tremendo.

Della martire. Creatore della volta.

Illustre martire, infiammata dalla fede e dal fervido desiderio dell’infinto amore di Gesù Cristo, con l’aiuto di un angelo estinguesti il fuoco e abbracciasti il popolo senza giudizio.

Benedetta fu la stirpe dei cuori retti, che dal tuo grembo rifulsero e poi con te lottarono, illustre Bassa, spezzando la cupa opposizione degli empi con l’inflessibile fermezza della fede.

O madre, che superasti le leggi di una natura che passa, con una unione oltre natura, come sopportasti di vedere l’ingiusta e multiforme morte di coloro che avevi nutrito di fede come di latte?

Theotokìon. Dalla morte che mi valse il cibo proibito mi salvasti, fanciulla purissima, che sola generasti la Vita enipostatica; perciò giustamente ora ti diciamo beata in ogni tempo.

Irmòs. Creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, Signore, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo filantropo.

Kàthisma dell’apostolo.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

A contatto del Sole spirituale ne ricevesti i raggi mistici e divenisti come astro illuminando col tuo bagliore l’insieme della terra e dileguando il cupo errore; perciò, o beato, celebriamo con fede la tua memoria santa e luminosa e a una voce a te gridiamo: Taddeo apostolo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. Della santa. Uguale.

Volando per la fede divina, come colomba con i tuoi figli trovasti riposo nei nidi immateriali, dopo aver santamente lottato, o atleta Bassa, compagna degli angeli e fai sgorgare sui malati flutti di guarigioni; perciò doverosamente celebrando la tua memoria ti onoriamo, glorificando il Salvatore e a una voce a te gridiamo: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Della festa. Uguale.

Tu che senza seme concepisti Dio e, senza subir corruzione, lo partoristi incarnato, ti rivesti ora della nuova incorruttela dello Spirito: come Madre della vita, infatti, come Regina di tutti, te ne vai, o Vergine, alla vita immateriale. Giustamente sei perciò diventata davvero nube che per noi zampilla le acque della vita, o Madre di Dio purissima. Prega tuo Figlio e Dio di donare remissione delle colpe a quanti con fede venerano la tua divina dormizione.

Dell’apostolo. Ode 4. Ho udito, Signore.

Avendo mente eccelsa, accogliesti divini pensieri e carismi dello Spirito, o Taddeo, discepolo dell’Onnipotente.

Iniziato ai divini misteri, o beatissimo, illuminasti i non iniziati per venerare la Trinità consustanziale.

Hai inscritto nei cuori, o beato, la legge divina, cancellando prima i caratteri della stoltezza e le forme della malizia.

Theotokìon. Concependo il Creatore di tutte le creature apparisti Sovrana, perciò, Theotòkos sempre vergine, ti glorifichiamo.

Della martire. Stesso Irmòs.

Senza venir meno al tuo proposito, affrontasti il perfido nemico e l’annegasti nei flutti del tuo sangue.

L’abisso che ti accolse nel suo seno condannata a questa ingiusta morte ti rispettò e ti salvò per ordine di Dio, o atleta Bassa.

Con i tuoi figli illustri, o gloriosa, ereditasti l’incrollabile regno di Dio, le nozze celesti e la luce senza tramonto.

Theotokìon. Un tempo nello Spirito Avvacùm vide in te il monte non tagliato da cui apparve il Signore Dio, o Vergine, per salvarci tutti.

Dell’apostolo. Ode 5. Tu che dalla notte.

Portando, o beato, la divina somiglianza col Sovrano, sei andato come divino medico presso il re Abgar.

Dopo la divina ascensione del Verbo il santo apostolo Tommaso, sapiente Taddeo, ti invia come predicatore ai bisognosi.

Vedendo scomparire le malattie e ricevere i cuori la guarigione, per la tua santa intercessione, Abgar fu colmato di illuminazione divina.

Theotokìon. Generasti il Verbo incarnato in due nature e due energie, Vergine non sposata, conservando senza difetto la tua verginità perfetta.

Della martire. Perché mi hai respinto.

Avendo sete dell’amore di Cristo, glorioso Agapio divinamente beato, odiavi fino in fondo il male e sopportasti strenuamente le sofferenze delle torture e lo spellamento della carne.

Torturato da uncini di ferro sul petto, beato Teognio, fosti riconosciuto secondo il tuo desiderio ancora più puro, o sapiente, dal Dio di tutti, presso il quale giungesti con gloria nei raggi delle tue sfavillanti lotte.

Sopportando con fede sicura il martirio, sapientissimo Pistòs, sbalordisti gli increduli e i loro cuori insensati quando le ossa ti furono spezzate e le giunture del corpo schiantate.

Theotokìon. Richiamasti dopo la caduta la progenitrice dei viventi, divina Madre, concependo il Redentore, Salvatore, Signore e Creatore di tutti; perciò, benedetta tra le donne, ti glorifichiamo con fede.

Dell’apostolo.

Ode 6. Come salvasti il Giona.

La luce del santo Spirito, dimorando nel tuo cuore, apostolo Taddeo, ti rese per il mondo vera fiaccola, che dissolve le tenebre dell’errore.

Portando sulla tua carne come pregiati ornamenti le ferite salvifiche di Cristo, salvasti i popoli da ogni sozzura e ascendesti alla letizia dei cieli.

Apparisti come aurora mostrandoci il Sole di giustizia, o Taddeo; illuminati da lui, noi terrestri, siamo diventati per lui figli della luce.

Theotokìon. Per noi, concepisti un nuovo bimbo, il consustanziale al Padre che riconduce di nuovo la natura corrotta dei mortali alla bellezza primitiva, o pura.

Della martire. Perdonami, Salvatore.

Fino in fondo distruggesti i templi degli dèi impuri, fondando la tua anima sull’ineffabile amore di Dio e divenisti consorte degli angeli, o atleta Bassa.

Grandi lotte affrontasti per Cristo, o martire, grandi anche le ricompense ricevute da lui: gloria immortale, dimora divina e delizia sempre fluente.

Il Dio in te magnificato e glorificato ogni giorno dall’assemblea dei santi, con onnipotenza salvò te, illustrissima come un tempo Giona dall’abisso marino.

Theotokìon. Abbi compassione, Sovrana, del mio intelletto, che affonda nel mare dei peccati e nelle onde dell’ignoranza e dammi una mano e salvami, tu che hai concepito il Salvatore.

Irmòs. Perdonami, Salvatore, poiché sono molte le mie iniquità e dal baratro dei mali riconducimi, ti supplico; a te infatti ho gridato e tu ascoltami, Dio della mia salvezza.

Kontakion dell’apostolo.

Tono 3. La Vergine oggi.

E’ giunta la lieta festa dell’apostolo: celebriamola oggi con letizia, perché, a quanti sempre lo onorano con fede, l’apostolo procura remissione dei peccati e divino vigore: egli agisce infatti con franchezza, come divino iniziato della grazia di Cristo.

Ikos.

Celebriamo tutti il discepolo di Cristo, onoriamo oggi il testimone oculare del Verbo; egli infatti predicò al mondo il sacratissimo vangelo e prese nella rete le genti, traendole dall’abisso dell’errore; mostrando la via della verità, per essa conduce i fedeli alla celeste patria. Stando tutto pieno di splendore presso il trono divino, concede illuminazione copiosa a quanti con affetto lo onorano, poiché egli agisce con franchezza come divino iniziato della grazia di Cristo.

Sinassario.

Il 21 di questo mese memoria del santo apostolo Taddeo.

Stichi. Taddeo, quale altra corona intreccerò per te, che con i tuoi occhi, come discepolo, hai visto il Verbo? Ai divini cori celesti Taddeo fu aggregato il giorno venti lasciando questa vita.

Lo stesso giorno, memoria della santa martire Bassa e dei suoi figli Teognio, Agapio e Pistòs.

Stichi. I tre eccelsi figli di una sola madre, con la madre Bassa andarono a un’unica esecuzione. Una spada in 21 trafisse Bassa con tre figli.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. A Babilonia i fanciulli.

Compiendo miracoli con l’invocazione del Signore apparso nella materia di un corpo, conducesti popoli e città, o illustrissimo, a fede sicura per acclamare: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto

Col sale divino delle tue gustose parole hai arrestato la cancrena dell’empietà e sanato i cuori feriti dalle frecce del serpente, gridando, o beato apostolo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Pieno di Spirito santo sei stato innalzato alla sublime contemplazione, possedendo divinamente come tesoro il verbo salvifico e insegnasti ai popoli a gridare: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Caduto per la mia stessa opinione e avvinto da azioni scellerate, in te mi rifugio: aiutami, Sovrana, concedendo alla mia umile anima modo di far penitenza perché ti glorifichi.

Della martire. Un tempo a Babilonia.

Attraversata sana e salva la fornace di fuoco con la forza divina, col fervore della tua anima bruciasti i rovi dell’errore gridando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Tu che trattenesti l’impeto dei leoni per salvare nella fossa il tuo profeta Daniele, hai custodito dalle belve la tua martire Bassa, che a te, Sovrano, cantava: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Illuminata dai chiari raggi della croce, impassibile, la gloriosa Bassa attraversò le tenebre dell’errore, andando verso la luce gridando: Cristo Dio, tu sei benedetto.

Theotokìon. Spezza le aggrovigliate catene dei miei delitti, o pura, benedetta e sempre glorificata Divina Sposa, che concepisti inconcepibilmente il Dio che toglie il peccato del mondo.

Dell’apostolo. Ode 8. Divenuti vincitori.

Come cielo narrante la gloria di Dio apparisti, Taddeo e alla fede divina conducesti i popoli che gridavano con fervore: Benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.

Per la potenza dello Spirito che dona salute ai malati, ai paralitici il passo, ai ciechi la vista, divenisti per la città di Edessa luminare, che sempre celebriamo con fede, o Taddeo.

Giustamente viene glorificato Taddeo, che con l’abbondanza dei suoi miracoli condusse tutto un popolo infedele alla fede, salvando così dall’errore dei falsi idoli quanti a lui accorrevano.

Theotokìon. Scomparvero le ombre della legge, o Vergine, quando generasti l’Autore della legge, la cui grazia rischiara tutto; supplicalo sempre d’aver pietà di me, che ho seguito la legge del peccato.

Della martire. Sette volte di più.

Colui che ha assunto la nostra debole natura diede ali alla tua debolezza, o martire e ti rese più forte di fuoco, acqua, belve e seghe, poiché con fede gridasti: Fanciulli, benedite il Signore e voi, sacerdoti, lodatelo, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Con ardore giovanile lottarono e valorosamente sbaragliarono l’ostilità dei nemici con opere e parole i tre fanciulli Teognio, Agapio e Pistòs; ricevuta da Dio la corona di vincitori, lo esaltano in tutti i secoli.

Come olivo fruttifero, come vigna ubertosa allattasti rettamente i tre tralci con cui coltivasti grappoli di confessione, sgorganti vino di martirio, che allieta i cuori di quanti piamente gridano: Popolo, esalta Cristo nei secoli.

Con le schiere incorporee, con l’armata dei martiri che sta presso il trono di Dio, o illustri, pieni di grazia, luce e gloria, dileguate le tenebre delle nostre colpe nel giorno in cui festeggiamo con fede la vostra augusta e luminosa memoria, ricca di carismi divini.

Theotokìon. Il Verbo di Dio, l’unico compassionevole, che creò per suo ordine i cieli e per suo volere la terra, formando l’umanità, assunse nel tuo grembo la nostra carne per ricostruire in se stesso la nostra natura schiacciata dall’astuzia del serpente, o Vergine.

Irmòs. Sette volte di più del solito, nel suo furore il tiranno dei Caldei rinfocolò la fornace per i fedeli del Signore; ma quando li vide salvati da una forza più potente, gridò: Fanciulli, benedite il vostro Creatore e Redentore e voi sacerdoti, lodatelo, popolo, esaltalo in tutti i secoli.

Dell’apostolo. Ode 9. Realmente Theotòkos.

Vedendo le divine ricompense nei secoli e stando presso il vertice dei desideri, Taddeo, esulta e danza.

Come cedro, come cipresso, o glorioso Taddeo, ti sei innalzasti con le virtù, addolcendo il cuore dei tuoi cantori.

Hai raggiunto, o beato, i cori degli apostoli, dei martiri e degli incorporei; con loro supplica per la salvezza di chi ti celebra.

La tua memoria, riccamente illuminando con lo splendore dei carismi le menti dei fedeli, induce tutti a celebrarti, Taddeo.

Theotokìon. Vergine amica del bene, benefica la mia anima ammalata per i peccati, tu che concepisti il Verbo sommamente buono.

Della martire. Sbalordì per questo.

Volendo realmente vedere ciò occhio di mortale non hanno visto, hai sopportato virilmente le pene della carne, la frattura delle membra, l’assalto di belve, la bruciatura del fuoco e la forza delle onde, illuminata di luce immateriale, o beatissima.

Come chiara e splendente luna sorgesti, conducendo per grazia il coro divino degli astri luminosi sorti da te; e ora tu, teofora e voi tutti, beati, irraggiate sul mondo la vostra luce immateriale.

Consolidando sulla roccia della pazienza l’edificio delle vostre anime, o beati, non avete ceduto a innumerevoli prove; ma, riportando vittoria con Cristo, con lui siete divenuti degni di regnare per sempre.

Bassa, pura tortora, colomba amica di Dio, la rondine che accompagnata dai suoi piccoli volò al cielo per restare presso il divino potere, fuggendo all’inverno e agli inganni del demonio, con affetto diciamo beata.

Theotokìon. Tu che generasti il Redentore filantropo, o prodigiosa Sovrana amica del bene, con le tue preghiere dammi redenzione dai peccati e benefica e libera, o castissima, la mia anima guastata da pensieri di passioni mortifere, o purissima.

Irmòs. Sbalordì per questo il cielo e stupirono i confini della terra poiché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più vasto dei cieli, perciò, Madre di Dio, schiere di angeli e uomini ti magnificano.

Exapostilarion. Udite, donne.

Divenisti l’astro di Edessa, Taddeo sapientissimo: avendo predicato in essa la divina economia del Verbo e illuminato il topàrca Abgar e quanti erano con lui, li hai resi cultori della Trinità più che luminosa, o apostolo divino predicatore.

Della festa. Tu che il cielo con le stelle.

La folla degli apostoli, radunata nelle nubi, dovutamente seppellisce la Madre del Signore, alla presenza del Salvatore con miriadi di angeli.

Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

Ricordati assiduamente, o Vergine Theotòkos, di quanti ti invocano e con affetto festeggiano la tua sacra dormizione.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

O schiera dei discepoli, venite da me e ciascuno porti alla Vergine un inno di esequie adatto alla festa.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

O discepoli, la vostra schiera prontamente si raduni a mezzo di nubi per seppellire il corpo della sola Madre di Dio, che accolse la Divinità.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

Porte dei cieli levatevi, vedendo la porta dell’Altissimo venire con gloria al suo Figlio e Signore.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

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Vespro del 20 Agosto – Memoria del santo profeta Samuele

20 Agosto

Memoria del santo profeta Samuele.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa e 3 del profeta.

Della festa. Tono pl. 1. Salve, tu che veramente.

Quando colui che per noi si fece come noi dal tuo purissimo sangue, si compiacque di toglierti dal mondo e portarti straordinariamente presso di sé per la tua purezza, egli radunò i suoi per la tua sepoltura mediante una nube che li accompagnava, facendoli giungere presso di te a un suo cenno, per dare onore al tuo esodo. Ed essi contemplandoti, colmati di grazia, o Vergine, ti venerarono santamente, acclamando con fede: Salve, tu che partoristi nel mondo la grande misericordia.

Come avete saputo del mio esodo dal corpo? chiese la purissima Madre di Dio ai sacri discepoli; che cos’è mai, o figli, questo spettacolo strano? Ed essi a lei: All’improvviso fummo rapiti dalle nubi e come vedi, ci siamo trovati di fronte al tuo corpo per venerarti come trono igneo, per vedere il tuo glorioso e divino transito e con le nostre mani rendere gli estremi onori alla dimora del tuo corpo che accolse Dio, o santissima tenda, grazie alla quale il mondo ha trovato la grande misericordia.

I discepoli del Redentore, stando intorno al tuo giaciglio e accompagnandoti alla sepoltura, secondo la legge della natura, o pura santissima, ti cantavano inni funebri, dicendo: Salve, venerabile reggia di Dio; Salve, sollecito aiuto degli uomini; Salve puro cocchio della Divinità. Parti e passa ai monti eterni; o dimora di gloria, prendi ormai dimora nelle divine dimore e chiedi per i fedeli la pace indefettibile e la grande misericordia.

Del profeta. Tono 4. Hai dato come segno.

Colei che ti aveva concepito ti consegnò come dono gradito con le sue stesse braccia di madre: ti aveva ereditato, o Samuele, come fertilissimo frutto di preghiera e ti rendeva al Dio benefattore, secondo il voto fatto; perciò su di te riposò, o glorioso, la grazia dello Spirito, mentre crescevi nell’innocenza, brillando per prudenza.

Avendo su di te, come sacerdote, il sacratissimo crisma e mostrandoti profeta, tu vedi in anticipo ciò che accade e per divino comando consacri dei re e manifesti ciò che avverrà, giudicando giustamente il popolo d’Israele, che di continuo peccava e si allontanava da Dio, o Samuele felicissimo, teoforo e ammirabile.

Non in enigmi e ombre come prima, ma faccia a faccia contempli ciò che hai amato, ora che sei uscito dal buio e dalla pesantezza della carne ed esultando ti aggiri per i cieli, profeta venerabilissimo, pari in dignità ai profeti, compagno dei giusti e consorte degli angeli.

Gloria. E ora. Tono pl. 2. Della festa.

Al momento della tua immortale dormizione, o Madre di Dio, Madre della vita, le nubi rapirono in aria gli apostoli e di coloro che erano sparsi per il mondo fecero un unico coro intorno al tuo corpo immacolato; seppellendolo con venerazione, essi acclamavano, cantando le parole di Gabriele: Salve, piena di grazia, Vergine Madre senza nozze, il Signore è con te. Con loro supplicalo come Figlio tuo e nostro Dio per la salvezza delle nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Scortando tra gli inni il tuo venerabile corpo che aveva accolto Dio, i divini seguaci gridavano: Dove dunque te ne vai, o Sovrana?

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Venite, figli della terra, componiamo un coro e cantiamo oggi gli inni funebri per il transito della Theotòkos.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Porte dei cieli levatevi, vedendo la porta dell’Altissimo venire con gloria al suo Figlio e Signore.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

La terra per la tua sepoltura è stata benedetta, o Vergine e l’aria santificata dalla straordinaria ascesa di una creatura morta per legge di natura.

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Mattutino del 20 Agosto – Memoria del santo profeta Samuele

20 Agosto

Memoria del santo profeta Samuele.

Al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kàthisma della festa.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Esultano, o santissima, la tua anima spirituale passata ai cieli, il tuo corpo puro passato nel paradiso, lungi dalla corruzione; per questo il Signore punì gli empi che agirono con inganno nei confronti della tua salma preziosa; perciò con gli apostoli gridiamo: Salve, piena di grazia.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, Kàthisma della festa.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Deponendo la tua anima tra le mani di colui che, tuo Creatore e Dio, si incarnò da te per noi, te ne andasti alla vita intatta; perciò con fede ti diciamo beata come sola pura e incontaminata e dichiarandoti in senso proprio Madre di Dio, tutti gridiamo: Implora Cristo, al quale te ne andasti, di salvare le nostre anime.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Quindi il primo canone della festa e il canone del santo. Acròstico: La gloria del veggente Samuele io canto. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Come i cavalieri di Faraone.

Con le tue suppliche rendi degna la mia anima sterile di germogliare il buon frutto dei beni, affinché lodi con sacri canti la tua luminosa festa, o sapiente Samuele, germoglio della sterile.

Colui che un tempo aprì il grembo di Sara esaudì realmente la supplica di Anna e riempiendo la sterile di grazia, volle che tu, Samuele, sorgessi come stella da lei.

Coltivando santamente la tua anima, o beatissimo, risplendevi nella divina veste con i raggi mistici dello Spirito apprendendo ogni mistero, o ispirato da Dio e come un angelo servivi il Dio onnipotente.

Theotokìon. Colui che come Figlio con il Padre è anteriore ai secoli, si incarnò poi realmente e si fece tuo Figlio, o Santissima e rese figli di Dio per fede i servi del terribile nemico.

Ode 3. Non è la sapienza.

Attaccandoti sapientemente a Dio, o glorioso, da lui fosti amato, adornato di divina intelligenza e abbellito con la bontà.

Gli angeli parlavano manifestamente con te, o beato Samuele e misticamente ti insegnavano le cose sovraintellettuali poiché vivevi come un angelo sulla terra.

Conseguendo santamente intelletto splendente, o beato, contemplavi realmente le cose lontane come vicine, rivelandoti profeta dell’Onnipotente.

Theotokìon. Da te è sorto Gesù Cristo incarnato e ci divinizzò assumendo la carne, perciò, o purissima, come Madre sua ti celebriamo.

Irmòs. Non è la sapienza, né la forza, né la ricchezza il nostro vanto, ma sei tu, Cristo, sapienza enipostatica del Padre, non c’è infatti santo all’infuori di te, filantropo.

Kàthisma.

Tono 3. La confessione della fede.

Crescendo nei decreti della legge, ricevendo prezioso crisma, rifulgesti nel sacerdozio come Aronne e col cuore illuminato dallo Spirito contemplavi le cose distanti come vicine, o sacratissimo; supplica Cristo Dio di donarci grande misericordia.

Gloria. E ora. Della festa. Attonito di fronte.

Nel tuo parto senza seme il concepimento, nella tua dormizione, senza corruzione la morte: concorse un doppio prodigio nel prodigio, Madre di Dio! Come, infatti, la Vergine ignara d’uomo allatta? Come la Madre di Dio morta profuma? Perciò con l’angelo ti gridiamo: Salve, piena di grazia.

Ode 4. Colui che siede.

Sacramente decorato da santità e vita luminosa, ti furono affidate da Dio cose salvifiche da annunziare a Israele, che trascurava la legge e irritava sempre il Misericordioso.

Per l’empietà dei suoi figli, Eli fu condannato e giustamente allontanato dal divino ministero e il santo Samuele, obbediente a colui che lo chiamava, con anima immutabile fu introdotto nel ministero.

Preziosissimo difensore dell’alleanza della legge come un tempo Aronne servivi il Re di tutti e offrivi i sacrifici della legge, che prefiguravano il sacrificio salvifico di Cristo,

Al tuo popolo folle, che non rimaneva nei divini precetti del Re di tutti, o Samuele, per la volontà che divinamente opera, ungesti un re come aveva chiesto, irridendo l’inconcepibile consiglio divino.

Theotokìon. Colui che non lasciò il seno del Padre si compiacque di dimorare nel tuo seno come piccolo bimbo per richiamare le nostre anime, o Vergine; a lui cantiamo: gloria alla tua potenza, Cristo.

Ode 5. Gli empi non vedranno.

Reso sapiente dall’infanzia dal divino Spirito, divenisti ministro di Dio per grazia, ungendo re per ispirazione divina con l’olio dell’unzione, o glorioso.

A Saul, che restava protervo nei cambiamenti iniqui, profetizzasti chiaramente la volontà divina e il suo abbandono dal divino Spirito, o beato Samuele.

Vivendo manifestamente nella bontà, ammonivi il cattivo cambiamento di Israele, correggendolo come sacerdote divino e vero profeta.

Theotokìon. Unendosi a noi per misericordia, il Salvatore filantropo si fa conoscere come Dio e uomo.

Ode 6. Prefigurando la tua sepoltura.

Divinizzato dalla grazia del Verbo, il tuo verbo predisse come imminenti le cose lontane, o profeta Samuele, divina dimora dello Spirito.

Innalzato per eccelse contemplazioni e opere come profeta e sacerdote di Dio onnipotente, con il servizio della legge purificasti il popolo, o ammirabile.

Trasgredendo la legge, Saul diventò miserabile e Dio ti ordinò, o Samuele sapiente in Dio, di ungere con unzione il mite Davide al suo posto.

Theotokìon. Eva fu liberata dalle doglie, o Purissima, poiché tu partoristi senza doglie il Cristo nostro Dio, che ha guarito manifestamente le pene di tutti.

Irmòs. Prefigurando la tua sepoltura di tre giorni, il profeta Giona gridava supplicando dal ventre del pesce: dalla corruzione strappami, Gesù, Re delle potenze.

Dopo la sesta ode: Sinassario.

Il 20 di questo mese memoria del santo glorioso profeta Samuele.

Stichi. Samuele che tramontando contemplava la luce sempre viva, la contempla anche dopo il trapasso. Il 20 il profeta Samuele lasciò questa vita.

Lo stesso giorno memoria dei santi 37 martiri martirizzati a Byza in Tracia.

Stichi. Mancano tre per compiere quattro volte i dieci bruciati dal fuoco per te, Trinità.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Severo e Mèmnone il centurione.

Stichi. Sottomesso alla spada, Severo trovò ricompense splendenti, degne della passione della spada. Il fuoco ti tiene poco tempo, o Mèmnone, ti aspetta però una corona perenne.

Lo stesso giorno memoria della santa martire Fotinì, fuori la porta delle Vlacherne e del santo martire Lucio il senatore.

Stichi. Lucio disprezzò tutti i consigli di Achitofel e per un unico consiglio patì la spada.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Eliodoro e Dossè (oppure Dossà o Sodà).

Stichi. Eliodoro e Sodà, con animo valoroso, lottano entrambi con coraggio per Cristo.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. I tre fanciulli a Babilonia.

Tua madre ti offrì come grandissimo dono al Re di tutti, compiendo la sacra supplica e cantando dolcemente: Signore, Dio dei padri, tu sei benedetto.

Servendo il Sovrano sovracceleste all’interno del tempio secondo il canone di Aronne, la grazia divina rifulgeva, o glorioso Samuele.

Giudicasti il popolo di Israele con verbo divino, o beato, annunziando sempre a lui la correzione di Dio e respingendo ogni danno dei nemici con la preghiera incessante.

Allontanando ogni materia dal tuo intelletto, o glorioso, ti rivelasti specchio dello Spirito, cantando senza sosta: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri, nei secoli.

Theotokìon. Generando realmente il fuoco della divinità non ti bruciasti, purissima: brucia perciò le mie passioni materiali, o Genitrice di Dio, come compassionevole e amica del bene.

Ode 8. Redentore onnipotente.

Insignito della veste di Aronne, entravi nel santuario purificando Israele con sacrifici prefiguranti il salvifico sacrificio dell’Agnello o beatissimo.

Accogliendo nell’intimo con animo puro i raggi dello Spirito, o Samuele, preannunziavi come profeta divino le cose distanti come vicine; perciò con fede ti lodiamo.

Tra i figli di Iesse fu scelto Davide come rivelasti tu, Samuele, ungendolo con la sacra unzione e cantando: benedite, opere del Signore, il Signore.

Noi che celebriamo la tua festa, o Samuele, compagno dei giusti, otteniamo con le tue suppliche il regno superno cantando: benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Theotokìon. Rendimi degno della tua misericordia, o Sovrana misericordiosa e amica del bene e strappami dalla geenna e dalla tenebra esteriore, affinché ti celebri con fede e affetto.

Irmòs. Redentore onnipotente dell’universo, scendendo nel mezzo della fornace, con la rugiada refrigerasti i fanciulli e insegnasti loro a cantare: opere tutte, benedite e lodate il Signore.

Ode 9. Per sua colpa.

Stando come liturgo davanti al Sovrano e nostro Dio lo servivi con una vita incorrotta, ricevendo le rivelazioni divine e pubblicamente profetando, o beato.

Apparisti dal grembo di tua madre come vaso del santo Spirito, o illustrissimo e crescendo con la veste sacra, servivi Dio con mitezza di cuore e bellezza d’intelletto, o beatissimo.

La tua memoria, o teoforo, è sorta oggi per noi come sole illuminando con copiosissimo splendore di doni le anime dei quanti ti onorano e allontanando la tenebra dei malvagi, perciò tutti ti magnifichiamo.

Sei giunto alle dimore luminose e splendi più del sole e contempli ciò che vedono i profeti, gli apostoli e tutti i giusti, divinizzato per partecipazione, o ispirato da Dio, perciò tutti ti diciamo beato.

Theotokìon. Ignorando corruzione da maschio, sola purissima incorrotta Vergine, accogliesti in grembo l’incorrotto Verbo, che con la passione della sua incorrotta carne ha salvato noi, corrotti da molte cadute.

Irmòs. Per sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione, ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; perciò tutti ti magnifichiamo.

Exapostilarion. Tu che il cielo.

Si celebri Samuele, che come sacerdote e profeta unse re, donato al Dio altissimo da una nobilissima madre prima del concepimento.

Della festa, stessa melodia.

Apostoli, qui radunati dai confini, nel giardino di Getsemani seppellite il mio corpo; e tu, Figlio e Dio mio, accogli il mio spirito

Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

Quando te ne andasti al nato da te, si radunarono gli apostoli, venendo su nubi, o Vergine, per seppellire il tuo corpo.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Oh, i tuoi soprannaturali misteri, o pura! Come Madre di Dio, infatti, splendidamente a lui te ne vai, o beata in Dio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Radunatevi, voi della schiera dei discepoli e degli apostoli divini, per rendere gli onori funebri al corpo della sola Madre di Dio che in sé ospitò la Divinità.

Gloria. E ora.

Quando te ne andasti al nato da te, si radunarono gli apostoli, venendo su nubi, o Vergine, per seppellire il tuo corpo.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

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Vespro del 19 Agosto – Appendice Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni. Il nostro beato padre Bartolomeo di Sìmeri

19 Agosto

Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni. Il nostro beato padre Bartolomeo di Sìmeri.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.

Tono 4. Hai dato come segno.

Dominasti il tuo corpo, rinunciasti ai piaceri, soggiogasti i sensi con l’esercizio della castità e del sacrificio, accettasti le prove e sopportasti le tribolazioni, o sapiente in Dio; in premio ora assapori godimento interminabile, felicità inesauribile, gioia inesprimibile.

Col dominio di te e la continua preghiera inaridisti le passioni del corpo; con la pioggia delle tue lacrime annegasti il serpente ingannatore; divenisti a Dio gradito in modo perfetto, o beato, sapiente in Dio; per questo ti colmò di celesti grazie Gesù filantropo, Salvatore delle nostre anime.

Percorresti deciso il cammino dell’ascesi, conservasti intatto il dono della fede, meritasti di portare la corona di giustizia che Cristo ha preparato, come arbitro che assegna il giusto premio in ogni gara e in cambio di fatiche sopportate dona consolazione e ricompensa eterne. Supplicalo anche ora, o teòforo, perché ne diventiamo degni.

Gloria. E ora. Della festa.

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Vespro del 19 Agosto – Memoria del santo martire Andrea lo Stratilata e dei suoi 2593 compagni

19 Agosto

Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa e 3 del santo.

Della festa. Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.

Memori delle parole del venerabile Gabriele, a te, pura, gridiamo: Salve! Tu dunque pura e venerabile, tu, Madre del Signore, ora che a lui te ne sei andata, ricordagli i tuoi cantori.

La sconfinata sapienza di Dio, da te, Madre di Dio, si costruì nel santo Spirito la propria dimora, trascendendo ogni pensiero: e ora, o inneggiatissima, ti ha trasferita alle tende immateriali.

Supplice mi accosto a te, Madre del Dio di tutti, per essere liberato da tentazioni d’ogni sorta: tu dunque, Genitrice di Dio, unita al Figlio tuo, proteggi il popolo cristiano.

Del santo. Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Dimostrandoti modello di fortezza, incoraggiasti la schiera a scendere nello stadio della lotta, precedendola come suo condottiero, o felicissimo Andrea vittorioso. E per tutti i fedeli di continuo fai scaturire fiumi di guarigioni, avendone ricevuto dal cielo la grazia.

Dimostrandoti eponimo del valore, con valore primeggiasti nell’attaccare l’avversario e lo distruggesti sommergendolo nei flutti del tuo sangue, come un secondo faraone con tutto il suo esercito, o ammirabile. Implora dunque perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Indossando l’insuperabile armatura della croce, o beato, come scudo e corazza hai preso la fede e ti sei mostrato quanto mai tremendo per gli avversari, sbaragliando i loro schieramenti: supplica dunque perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Quando te ne andasti, Vergine Theotòkos, presso colui che da te ineffabilmente nacque, erano presenti Giacomo fratello di Dio e primo gerarca con Pietro, venerabilissimo e sommo corifeo dei teologi e tutto il coro divino degli apostoli: con inni teologici atti a manifestarne la divinità, essi celebravano il divino e straordinario mistero dell’economia di Cristo Dio; e seppellendo il tuo corpo origine di vita e dimora di Dio, gioivano, o inneggiatissima. Dall’alto le santissime e nobilissime schiere degli angeli guardavano con stupore il prodigio e a testa china le une alle altre dicevano: Sollevate le vostre porte e accogliete colei che partorì il Creatore del cielo e della terra; celebriamo con inni di gloria il corpo santo e venerabile che ospitò il Signore che a noi non è dato contemplare. E noi pure, festeggiando la tua memoria, a te gridiamo, o inneggiatissima: Solleva la fronte dei cristiani e salva le nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Apritevi, porte dei cieli: ecco giungere, dopo morte, la Vergine purissima, Madre dell’Altissimo.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e senza macchia.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Salve, nuova città di Sion: il tuo Re è venuto nella gloria della sua forma di Dio-uomo, che immaterialmente ha foggiato.

Gloria. E ora. Tono pl. 1.

Vieni, assemblea degli amici della festa; venite e formiamo un coro, venite e coroniamo di canti la Chiesa nel giorno in cui l’arca di Dio giunge al luogo del suo riposo. Oggi infatti il cielo apre il suo grembo per ricevere colei che partorì colui che l’universo non può contenere e la terra, consegnando la fonte della vita, si abbiglia di benedizione e decoro. Gli angeli fanno coro con gli apostoli, fissando pieni di timore colei che partorì l’autore della nostra vita mentre passa da vita a vita. Veneriamola tutti pregando: Non dimenticarti, Sovrana, della comunanza di stirpe con quanti festeggiano con fede la tua santissima dormizione.

Conclusione.

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Mattutino del 19 Agosto – Appendice Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni. Il nostro beato padre Bartolomeo di Sìmeri

19 Agosto

Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni. Il nostro beato padre Bartolomeo di Sìmeri.

Al Mattutino

Canone del beato. Ode 1. Tono 4.

L’infelice, oscurata la mente per i tradimenti delle passioni, ottenebrò gli occhi dell’anima con i piaceri, ma tu, o padre, illuminami con le tue preghiere per inneggiare la tua vita divina e angelica.

O beato, fin dalla giovinezza ti sei dedicato tutto a Dio, come terra fertile hai ricevuto nei solchi del cuore il divino seme che, innaffiato con le fatiche, ha fruttificato il centuplo.

Con impeto da giovane ti sei slanciato nelle lotte dell’ascesi e hai fatto come fondamento di questa strada la vita, o beato fuggito dalla patria e hai conquistato l’umiltà, o Bartolomeo.

Theotokìon. Il Puro, trovandoti pura, ha posto in te la sua tenda e ha purificato l’antica vergogna della natura: perciò Bartolomeo con pura coscienza ti ha molto amato, celebrandoti, o Signora.

Ode 3.

Desiderando abitare nella volta dei cieli hai sollevato la tua mente dai beni terreni; come bene divino hai acquistato l’indigenza camminando verso la creazione immateriale.

O santo, fosti riempito dei pensieri delle sacre scritture, dalla insistente meditazione e con mente pronta hai ricevuto la grazia di chiarire con evidenza le cose nascoste a molti con la profondità dello Spirito.

Theotokìon. Un tempo il profeta previde con occhi previdenti te, volume scritto, o Madre casta, intuendo il tuo parto inenarrabile, divenuto libro scritto con il Verbo di Dio.

Ode 4.

O beato, cercando i prudenti e gli amici della virtù, solo con loro vivevi, esaminando la vita di ciascuno, raccogliendo il meglio dal prato, andando molte volte presso città e villaggi come straniero, povero e sconosciuto a tutti.

Vestendo un solo abito stracciato, tagliati i capelli, senza protezione, emaciato dal digiuno e imitando in questo Giacomo, fratello del Signore, portava nella sua mano il bastone a forma di croce come Andrea il grande, primo chiamato.

Attraversando la terra, o indimenticabile e raccogliendo l’utile da tutto, ti sei trasferito alla vita eremitica e divenuto abitante della montagna, vivevi con le bestie selvagge, rimanendo incolume: infatti anche le bestie rispettano la virtù.

Theotokìon. O Pura, hai partorito agli uomini il verbo uguale al Padre, che essendo uguale agli uomini e prendendo le nostre sembianze, non ha subìto cambiamento o mescolanza delle nature; supplicalo di essere misericordioso con il tuo gregge, o Santissima vergine, sposa di Dio.

Ode 5.

Hai sopportato con fortezza il freddo e il rigore dell’inverno, ma colui che tutto vede ti ha rivelato quanto è nascosto a tutti, non lasciando nascosta sotto il moggio la luce, ma rendendo manifesta la luce coperta.

Come le acque sorgive dai tuoi occhi scorrevano le lacrime e i tuoi insegnamenti erano al di sopra del canto delle sirene; la tua giusta vita e la sua bellezza ti hanno reso maestro di prudenza.

Theotokìon. Bartolomeo ti costruì con fede ardente il tuo divino tempio, o Signora, avendo prima preparato se stesso come casa spirituale a Dio, che lo ha deificato e al quale tu hai preparato, o Vergine, il tempio dal tuo sangue.

Ode 6.

La Calabria ti ha conosciuto come una stella luminosa, risplendente dei raggi delle virtù che illuminano intorno e tutta l’Italia e la terra di Sicilia ha goduto della tua grazia.

Un tempo il corvo portò il pane ad Elia; ora con la tua preghiera viene portato il nuovo pane con il quale hanno celebrato il sacrificio incruento rendendo grazie al Creatore.

Molti monaci e superiori accorrono a te da tutte le parti e molti superiori, lasciate le loro occupazioni e pregandoti, hanno preferito essere guidati da te, o padre.

Theotokìon. O Vergine che hai generato Dio, con le tue preghiere risolleva me, che sottomesso alle passioni, sto perdendo la testa e dirigimi nei divini sentieri.

Kontàkion.

Tutti inneggiamo Bartolomeo, lampada che risplende nell’ascesi, canone molto preciso della vita angelica, perché è apparso veramente venerabile abitazione delle virtù: infatti prega Cristo per tutti noi.

Ikos.

Oscurò lo splendore degli astri e la stessa luna la luce del sole sorto da occidente: Bartolomeo si è innalzato molto nelle virtù dei nostri divini padri, divenuto imitatore dei precedenti asceti e avendo ornato la pratica con la conoscenza, in entrambe non è stato secondo a nessuno; per questo abita insieme con il coro dei santi, dei quali è divenuto imitatore, pregando senza sosta per tutti noi.

Sinassario.

Il 19 agosto memoria del santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni.

Stichi. Una moltitudine di uomini radunati da tutta la terra forma un lago enorme col flusso di sangue per colui che un tempo formò l’oceano. Il 19 sant’Andrea viene decapitato.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Timoteo, Agapio e Tecla.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Eutichio il militare e Stratighio, morti per la fede.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Bartolomeo di Sìmeri.

Per le loro sante preghiere, Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.

Ode 7.

O padre Bartolomeo, perfino il papa di Roma ha ammirato la tua venerabile condotta e il senno delle tue parole e ti ha ricevuto con onore come discepolo di Cristo.

Edificato dalle tue parole, l’imperatore autocrate con tutto il senato si è attaccato a te come al padre, colpito dal tuo zelo, dalla potenza delle parole e dalla tua fuga dagli onori.

Ha temuto il tiranno i tuoi rimproveri, o padre e concede a te la grazia della vita di uomini incriminati di delitto, che stavano per essere impiccati.

Theotokìon. Conoscendoti come arca di santità e come pietra incisa da Dio e come portatrice di misericordia, o Madre di Dio, gridiamo al tuo bambino, o Vergine: benedetto Dio dei padri nostri.

Ode 8.

Illuminato dalla conoscenza pratica, la tua fama si è rivelata ovunque: ecco, da tutte le parti accorre a te la moltitudine del popolo per confessarsi con lo spirito compunto gridando al Salvatore: sacerdoti, benedite, popolo, inneggiate per tutti i secoli.

Ti è giunta dalla casa una grande tentazione, o beato: l’invidiosa macchinazione del principe del male ha reso calunniatori molti a te vicini, dei quali hai distrutto gli scherni come una ragnatela gridando a Dio con gratitudine: Popolo, lodatelo nei secoli.

La Signora purissima che ti ha sempre custodito dall’inganno dei nemici, o beato, ti ha preservato da quanti con vanità ti invidiavano, prevedendo quanti si sarebbero salvati con i tuoi insegnamenti, o beato Bartolomeo.

Theotokìon. Mosè, divino veggente, ti ha visto come roveto ardente e incombusto perché hai portato nel tuo venerabile grembo il fuoco divino, o Sovrana Theotòkos; brucia dunque le spine delle mie passioni e purifica la mia mente affinché piamente inneggi: popolo, inneggiate per tutti i secoli.

Ode 9.

O insigne Bartolomeo, ecco, Cristo ti ha donato la ricompensa e i premi delle fatiche, aggregandoti nei cieli alle schiere degli angeli con i quali ti rallegri, vedendo a faccia a faccia la divina bellezza e la gloria inesprimibile di Cristo.

O indimenticabile, hai lasciato come tuo successore il discepolo divenuto tuo vero imitatore e seguace fervente della tua ascesi risplendente nelle virtù; conservalo incolume da ogni male con tutto il gregge che hai fatto crescere con le tue fatiche e i tuoi insegnamenti.

Le tue reliquie sono divenute fonte divina di fiumi vivificanti che, adesso piamente circondiamo con molto affetto e abbracciamo con fede, con gli occhi, con le labbra, con la mente perché è un’urna di divine grazie, prendendo un frutto doppiamente utile per l’anima e per il corpo.

Theotokìon. Purissima Theotòkos Vergine, nel tuo generato sono superate le leggi della natura: il concepimento, infatti, è avvenuto senza seme e la nascita senza doglie, entrambe al di là della natura e dell’intelletto; perciò ti inneggiamo senza sosta come causa del mistero.

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Mattutino del 19 Agosto – Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni

19 Agosto

Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni.

Al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kàthisma.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Le milizie angeliche, apertamente contemplando il tuo transito, pura Madre di Dio, benedetta, inneggiatissima e santissima, radunata la schiera dei discepoli, per volere di colui che da te nacque lietamente, portavano in paradiso il tuo corpo prezioso, cantando a Cristo vivificante, che è nei secoli.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, Kàthisma, uguale.

Deponendo la tua anima tra le mani di colui che, tuo Creatore e Dio, si incarnò da te per noi, te ne andasti alla vita intatta; perciò con fede ti diciamo beata come sola pura e incontaminata e dichiarandoti in senso proprio Madre di Dio, tutti gridiamo: Implora Cristo, al quale te ne andasti, di salvare le nostre anime.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Il primo canone della festa e quello del santo. Acròstico: Con inni ti celebro, Andrea stratilata. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele.

Poiché voglio celebrare la tua sacra festa, illumina la mia anima con i raggi splendenti dello Spirito e allontana la tenebra dell’ignoranza, o glorioso martire.

Calpestando il maligno con potere divino e trionfando chiaramente con intelletto valoroso, o martire, fosti arricchito dallo splendore dei martiri, o beato Andrea dal grande nome.

Uccidendo i pensieri terreni, o martire dalle molte lotte, seguisti con coraggio il Verbo per te ucciso e con la morte ti sei trasferito alla vita senza corruzione.

Theotokìon. Colui che per bontà si incarnò da te per la salvezza di tutti i fedeli, o Purissima, è conosciuto Dio e uomo in duplice natura.

Ode 3. In te si rallegra.

Percorrendo la superficie delle tentazioni con la vela della croce, affogasti i nemici nei fiumi del tuo sangue.

Innalzandoti sopra gli scandali del maligno e delle sue insidie, fosti glorificato come preziosissimo vincitore, o martire.

Insignito giustamente della corona, o martire, stai sempre presso Cristo esultando con i preziosissimi martiri davanti a Cristo.

Theotokìon. Generasti, o Sovrana Vergine, sposa divina, il Signore di tutti, che salva gli uomini dalla tirannia del nemico.

Irmòs. In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.

Rafforzando la tua anima con coraggio, o martire, annientasti l’arroganza impotente del nemico e patendo con esultanza, fosti gradito a Dio, perciò tutti celebriamo la tua sacratissima memoria con letizia di cuore, o beatissimo Andrea.

Gloria. E ora.

Il venerabilissimo coro dei sapienti apostoli si riunì prodigiosamente per dare gloriosa sepoltura al tuo corpo senza macchia, Madre di Dio inneggiatissima; con loro anche le folle degli angeli celebravano il tuo transito facendone sacre lodi: e anche noi con fede lo festeggiamo.

Ode 4. Vedendo te, Sole.

Avendoti, o sapientissimo, come fortissimo muro, la Chiesa è custodita invitta dagli assalti ostili dei nemici, cantando: gloria alla tua potenza, Signore.

Rafforzando come stratega la falange dei martiri con esempi divini, o beato, la convincesti a non proteggere affatto la carne che sta per disfarsi, come corruttibile.

Brandendo il coraggio come una spada e la croce preziosa croce come una sciabola, o beatissimo Andrea, come stratega valorosissimo annientasti i nemici.

Come atleta invitto e partecipe dello splendore celeste e fonte che per i bisognosi fa scaturire le acque dell’immortalità, lodiamo te, difensore della fede.

Theotokìon. Tutte le lingue degli umani ti lodano, vanto dei martiri e salvezza dei fedeli, poiché generasti Dio restando vergine incorrotta.

Ode 5. Sei venuto, Signore.

Chiamato col nome della vera virilità, o beato Andrea, allontanasti i tuoi nemici e infine li annientasti.

Insignito del salvifico carisma dello Spirito, fai scaturire sempre per i fedeli le acque delle guarigioni, o lodatissimo Andrea.

Per grazia divina in tutta la terra si è diffusa la gloria dei tuoi prodigi e la luce del venerabile martirio, o ispirato da Dio.

Theotokìon. Generando colui che fu ferito dalla lancia, le spade dei nemici sono venute meno da ora fino alla fine, o Madre di Dio e il mondo è stato ricreato.

Ode 6. A te sacrificherò.

Con le tue pene, o martire, spezzasti i pungiglioni del maligno e ti trasferisti esultando alla gloria senza pena, o Andrea, principe del venerabile coro di martiri.

Con poco sangue ricevesti chiaramente in cambio lo splendore eterno e la gioia senza fine con le corone celesti e la gloria senza tramonto.

Un numerosissimo esercito ha lottato con te, martire e tu sei stato annoverato fra i cori degli angeli e ora degnamente stai presso il Sovrano di tutti, esultando con gli angeli.

Theotokìon. Partoristi indicibilmente il coeterno al Padre, che ineffabilmente e incomprensibilmente si fece simile agli uomini, o Madre di Dio; supplicalo di salvare dai pericoli i tuoi servi.

Irmòs. A te sacrificherò con voci di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Sinassario.

Il 19 di questo mese memoria del santo megalomartire Andrea Stratilata e dei 2593 martirizzati con lui.

Stichi. O Andrea, come vero stratilata sopportasti con coraggio la decapitazione. La folla dei martiri trafitti versò una pozza di sangue per te, che fondasti le fonti delle acque. Il 19 Andrea morì decapitato.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Timoteo, Agapio e Tecla.

Stichi. La fornace infiammata ha in mezzo come incensiere e aromi Timoteo dal profumo buono e forte. Agapio sopportò il morso della belva e la belva che morde l’anima fu morsa nel cuore. Bizya è la mia patria, Tecla il mio nome, Gaza il mio palco e il morso delle belve l’impresa atletica.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Eutichiano il militare e Strateghio, arsi vivi.

Stichi. Arso nel fuoco, Eutichiano considera il fuoco come grande fortuna e la passione piccola cosa. Avendo Cristo come arma, Strateghio lottava come soldato anche contro la fornace con fuoco ardente.

San Teofane il nuovo, il taumaturgo che fu asceta sul monte di Naussa in Macedonia, la cui reliquia si trova proprio in Naussa, si addormentò in pace.

Stichi. Splendendo prima per virtù, Teofane splende ora in Naussa con le reliquie.

Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Nella fornace persiana.

Con lo scorrere del sangue hai fatto realmente scaturire per tutti una fonte che sana i mali e i dolori di quanti vengono piamente a te, o martire ispirato da Dio.

Ereditando col sangue la vita senza tramonto, portasti tutta la santa assemblea al santissimo Verbo, o sapiente martire; supplica con loro Cristo nostro Dio per noi.

Con il divino fiume del tuo sangue, o martire, ti tingesti la porpora e adornandotene, regni ora con il Re di tutti, abbellito con la corona di vittoria.

Theotokìon. O Vergine, che col tuo divino parto oltre natura divinizzasti manifestamente gli uomini, incarnando ineffabilmente Dio, benedetta sei tu fra le donne, o purissima Sovrana.

Ode 8. Stese le mani Daniele.

Con le tue intense lotte, o glorioso, fermasti gli assalti dei leoni selvaggi e con divino potere umiliasti la boria atea dei tiranni e come vincitore sei corso su nei cieli, cantando: benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Lottando magnificamente e terminando la tua lotta con il taglio della spada, diventasti degno di vedere i fulgori dei santi e dimorare nella gioia e ora canti con gioia: benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Accorrendo al divino tempio del divino martire, prendiamo sempre luce toccando la divina urna delle sue reliquie ricevendo grazia santificante e cantando: benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Theotokìon. Santissima Vergine, che partoristi ineffabilmente il santissimo Dio, che i santi martiri confessarono pubblicamente, santifica e illumina i popoli che cantano: opere tutte, benedite il Signore.

Irmòs. Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Ode 9. Da te, o Vergine.

Ecco, rifulge la memoria luminosa dello splendido atleta, dileguando la tenebra dei demòni e illuminando i fedeli; celebriamola con splendore, degnamente magnificandolo.

Apparisti come un grande sole, o martire Andrea, in mezzo ai compagni di martirio, guidandoli col tuo verbo alla luce senza tramonto dello splendore celeste; con loro piamente ti diciamo beato.

A te, che irraggi la luce dei prodigi a tutto il creato, a te irremovibile colonna incoronata della Chiesa e saldezza dei fedeli, a te diciamo beato, o martire Andrea.

Fioristi in mezzo al prato degli atleti come rosa con mistico e buon profumo per il perfezionamento dei fedeli e con la divina grazia allontani l’empio inganno, o sapientissimo.

Theotokìon. Portando fra le braccia Cristo che tutto regge con la volontà, supplicalo, o Sovrana, di salvare dalla mano dell’alieno me, che sempre piamente ti magnifico.

Irmòs. Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Exapostilarion. Con i discepoli.

Andrea, illustre stratega e martire, con la divina grazia della croce abbatté la dispotica arroganza e riportò una corona di gloria. Con lui splende la divina folla dei martiri, la falange carica di trofei, l’invitta schiera compatta in cui nulla può far breccia: celebrando con gioia la loro memoria, inneggiamo a Cristo.

Della festa. Tu che il cielo.

Col tuono, sulle nuvole, il Salvatore manda gli apostoli da sua Madre perché con affetto la seppelliscano ed egli stesso discende, scortato dagli angeli.

Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

Oh, i tuoi soprannaturali misteri, o pura! Come Genitrice di Dio, infatti, splendidamente a lui ora te ne sei andata, o Theotòkos.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Scala per il cielo, la tomba della purissima Theotòkos, guida i cantori della sua divina dormizione.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Quando te ne andasti al nato da te, si radunarono gli apostoli, venendo su nubi, o Vergine, per seppellire il tuo corpo.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

Figli tutti della terra, ferventi riuniamoci con gli incorporei per seppellire colei che partorì l’Autore del creato.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

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Vespro del 18 Agosto – Memoria dei santi martiri Floro e Lauro

18 Agosto

Memoria dei santi martiri Floro e Lauro.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della festa e 3 dei santi.

Della festa. Tono 4. Hai dato come segno.

Non ti porta via dalla terra un carro di fuoco, come il giusto Elia, ma lo stesso sole di giustizia, prendendo tra le proprie mani la tua santissima anima, poiché essa è purissima, in se stesso l’ha fatta riposare; e portandoti via prodigiosamente, o casta, con gioia ti ha onorata oltre ogni pensiero.

Venite, amici della festa, festeggiamo oggi splendidamente il santo transito della Madre di Dio: essa infatti consegnò gioiosa la sua anima divina e purissima nelle mani di colui che, già rifulso dall’intatto Padre, negli ultimi tempi dal suo grembo rifulse, Gesù, nostro Dio, presso il quale essa intercede per la nostra salvezza.

O meraviglia quanto mai tremenda! Colei che portò in grembo il Re da nulla contenuto, è deposta in una tomba. Folle di angeli, con gli apostoli, con timore seppelliscono il suo corpo prezioso che accolse Dio: questo corpo che Gesù, Figlio suo e Salvatore delle nostre anime, sollevò in alto facendolo salire ai cieli.

Stichirà dei santi, stessa melodia.

Pietre perfettissime tagliate col martirio e lavorate con le pene si rivelarono i santi, che furono usati per costruire il tempio del Signore e scaraventarono al suolo gli altari e i santuari degli idoli. Proclamiamoli dunque beati come abitanti del paradiso, come doni votivi del tempio celeste.

Attingete grazia e raccogliete illuminazione, letizia e misericordia, toccando le reliquie dei sacri martiri Floro e Lauro, dalle quali zampilla copiosa l’energia divina delle guarigioni; e dichiarandoli beati, perché servi del Signore, con ardore gridiamo: O nostro Dio, gloria a te.

Rinchiusi in una fossa e coperti dalla terra per la crudeltà del giudice, grazie a divine ispirazioni e alla rivelazione del santo Spirito vi siete manifestati a noi come astri raggianti di segni e prodigi e grazie di guarigione, o fratelli vittoriosi, consorti degli angeli.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Venite, popoli, celebriamo la santissima Vergine pura, da cui ineffabilmente venne, incarnato, il Verbo del Padre; acclamiamo e diciamo: Benedetta tu fra le donne, benedetto il grembo che portò Cristo. Tu che hai deposto l’anima nelle sue sante mani, o pura, prega ora per la salvezza delle nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Apritevi, porte dei cieli: ecco giungere, dopo la morte, la Madre dell’Altissimo, la Vergine purissima.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e puro.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Con gli iniziati del Verbo, venuti dai confini, intonate un inno, eserciti dei cieli, per la sola Madre di Dio.

Gloria. E ora. Tono 4.

Cantiamo oggi, o popoli, il cantico di Davide a Cristo Dio: Saranno condotte al Re le vergini dietro a lei, le sue compagne saranno condotte con gioia ed esultanza. La figlia di Davide, infatti, per cui fummo divinizzati, passa gloriosamente e ineffabilmente nelle mani del proprio Figlio e Sovrano. Celebrandola come Madre di Dio, acclamiamo dicendo: Salva da ogni sventura quanti ti confessano Theotòkos e libera dai pericoli le nostre anime.

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Mattutino del 18 Agosto – Memoria dei santi martiri Floro e Lauro

18 Agosto

Memoria dei santi martiri Floro e Lauro.

Al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kàthisma della festa.

Tono 4. Sei apparso oggi.

Nella tua gloriosa memoria tutta la terra, spiritualmente adorna dello Spirito immateriale, lietamente a te acclama: Salve, Vergine, vanto dei cristiani.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, Kàthisma.

Tono 4. Presto intervieni.

Per ordine del tuo Creatore, nato da te, radunasti gli apostoli con una nube, affinché vedessero il tuo transito: perciò essi con gloria e letizia grande ti seppellirono inneggiando al corpo castissimo della tua beatitudine, Madre di Cristo Dio.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Il primo canone della festa poi questo dei santi, con l’acròstico. Celebro la gloria dei due santi. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. La verga di Mosè.

Voi, che lo splendore raggiante dello Spirito avvolge, dissolvete l’oscurità tenebrosa della mia anima, affinché celebri con gioia, generosi martiri di Cristo, la vostra sacra memoria, il vostro luminoso ricordo.

Edificati sulla pietra della fede grazie alle divine virtù, vi rivelaste splendida e magnifica dimora, o beati, in cui il Padre si stabilì con il Figlio e il santo Spirito.

Tagliando alla radice i rovi dell’errore, i gloriosi martiri, utilizzando il verbo della fede divina come vomere, hanno arato i cuori lasciati incolti dall’errore e hanno fatto loro infallibilmente portare frutto nella fede che avevano piantato.

Theotokìon. Dal tuo grembo vergine, radice che nessuno irrigò, Purissima, hai fatto sorgere il giardiniere dell’universo, che si fece uomo e subì la sua passione: per lui i divini martiri con affetto e fede lottarono, o Vergine inneggiatissima.

Ode 3. Signore, tu che hai disteso.

Portando a compimento il precetto divino, illustri martiri, avete dato pane in abbondanza ai poveri e li avete guidati alla fede, procurando loro in tal modo la salvezza.

La doppia fonte di luce sfolgorante dei martiri ha scacciato con il bagliore dei prodigi l’oscuro errore del politeismo e guida gli sviati alla luce della fede.

Con i vostri divini consigli e la vostra fede avete guidato un popolo gemente sulla strada della sapienza divina e rovesciato gli altari dei demoni con le vostre preghiere, o martiri beati.

Theotokìon. O Vergine non sposata, da cui è sorto per noi il Verbo onnipotente, dégnati di salvare da tutti i dolori, o Piena di Grazia, ogni città e paese.

Irmòs. Signore, tu che hai disteso il firmamento celeste ed edificasti in tre giorni la Chiesa, rinsaldami nel tuo amore, o unico filantropo, vertice dei nostri desideri e fortezza dei fedeli.

Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Fedeli tutti, con inni celebriamo Floro e Lauro, martiri sapientissimi, atleti eccellenti; predicarono Cristo Dio precedente i secoli e con il loro martirio hanno abbattuto le menzogne degli idoli; con la loro fede svergognarono i tiranni e per grazia ottennero la gloria senza fine; perciò diciamo loro: Pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

Gloria. E ora. Stesso Tono. Della Festa.

Tu che senza seme concepisti Dio e senza corruzione lo partoristi incarnato, per rivestire la nuova incorruttela dello Spirito, come Madre della vita e Regina dell’universo, o Vergine, sei passata alla vita immateriale; perciò ti sei mostrata realmente, Madre di Dio purissima, come la nuvola da cui sgorgano per noi le onde della vita. Prega tuo Figlio, nostro Dio, di donare remissione delle colpe ai fedeli che venerano la tua santa dormizione.

Ode 4. Tu sei mia forza.

Affrontando il nemico con ardore, i nobili martiri lo abbatterono con l’arma potente della tua croce e torturati piamente cantavano: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Fortificati da Cristo, pietra tagliata, come è scritto, dalla montagna, la serva di Dio, gloriosamente spezzaste, o santi, le statue degli idoli ed elevati sapientemente al vertice della salvezza, somigliavate ad angeli.

Floro e Lauro, coppia santa di atleti, con gioia predicarono l’unico splendore della divinità trisolare e sollecitamente bevvero il calice del martirio cantando a Gesù: Gloria alla tua potenza, filantropo.

I divini martiri, i due luminari che rischiarano i confini del mondo, sottomettendosi alla legge di Dio, sottomisero gli empi al culto dell’unico Dio, illuminando con l’apertura degli occhi la vista delle loro menti.

Theotokìon. Il plasmatore di tutto e Dio scelse te, sempre vergine, come pura fra le generazioni, o Madre di Dio e l’unico Re dei secoli rese il tuo grembo palazzo incontaminato e da te apparve agli uomini.

Ode 5. Perché mi hai respinto.

La coppia fraterna dei martiri non subì separazione: avendo la stessa speranza e la stessa fede nella Trinità indivisibile, nella carità riunirono tutti coloro che il funesto errore avrebbe potuto dividere.

Prendendo la verità per cordone e per cesoia la divina conoscenza, piamente, o atleti, intagliaste con divino vigore le menti di pietra, rendendole templi della Trinità con l’illuminazione dello Spirito.

Recisa ogni malizia, gloriosi martiri, vi rivelaste coltivatori di ogni pietà con parole e azioni, piantando in cuori incolti il virgulto germogliato dalla radice di Iesse.

Theotokìon. Il grande mistero nascosto e anteriore a tutti i secoli, sconosciuto alle epoche precedenti, il Verbo del Padre incarnato e fatto uomo per noi, per te fu rivelato, fanciulla purissima.

Ode 6. Perdonami, Salvatore.

Con inflessibile pazienza, respingendo gli empi, i famosi atleti di Cristo trovarono onorevole fine, senza venir sepolti nella vanità dell’empietà.

Dimostrandovi spade dello Spirito potente, uccideste i malvagi incorporei, o beati e piamente raffiguraste la beata passione di colui che fu colpito al fianco.

Appariste, o illustri, come due mammelle splendide della Chiesa di Cristo, per cui versaste non latte, ma grazia inesauribile e salvezza, zampillando guarigioni.

Theotokìon. Sana, o Purissima, la mia anima indebolita dal peccato, poiché generasti il medico delle nostre anime, che i martiri confessarono, diventando a loro volta guaritori delle nostre passioni.

Irmòs. Perdonami, Salvatore, malgrado la moltitudine delle mie colpe; strappami dall’abisso del male, ti supplico; per questo a te grido: Signore della mia salvezza, esaudiscimi.

Kontàkion autòmelo. Tono 2.

Tomba e morte non trattennero la Madre di Dio sempre desta nell’intercessione e immutabile speranza con la protezione: come madre della vita alla vita la trasferì colui che dimorò nel suo grembo sempre vergine.

Sinassario.

Il 18 di questo mese memoria dei santi martiri Floro e Lauro.

Stichi. Per il Verbo di Dio che ebbe sete morendo, al pozzo Floro e Lauro vanno correndo; in questo pozzo profondo la terra vede chiudersi, il diciottesimo giorno, la vita di Floro e Lauro.

Lo stesso giorno la santa folla di poveri che avendo infranto gli idoli, perì nel fuoco.

Stichi. Uomini poveri trovarono pura ricchezza lasciando nel fuoco la questua elemosinata.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Ermete, Serapione e Polieno.

Stichi. Ad Ermete, violentemente lapidato, il cielo fu come roccia di salvezza per la lepre. Anche Serapione sopporta la lapidazione senza paura, né timore. Polieno si fece levigare dalle pietre per Cristo, che fece scaturire una fonte dalla rupe.

Lo stesso giorno memoria della santa martire Giuliana, dalle parti di Strobilo e del santo martire Leone, che subì il martirio nel mare dalle parti di Myra di Lycia.

Lo stesso giorno memoria di quattro asceti che morirono in pace nel deserto.

Stichi. Quattro uomini affratellati morirono lasciando gli scheletri nello stesso deserto.

Lo stesso giorno memoria dei nostri padri tra i santi Giovanni e Giorgio patriarchi di Costantinopoli.

Stichi. Disse Giorgio morendo: Come ordini, o Cristo, vengo chiamato dall’alto. Le personalità della Chiesa piangono non sopportando la perdita di Giovanni.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. La discesa divina.

I gloriosissimi martiri Floro e Lauro, distrutti gli dèi di legno e di pietra dei pagani, elevarono se stessi come stele della divina scienza per quanti cantano: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Pieni del fuoco del santo Spirito, avete custodito incolumi, o gloriosi martiri, con la rugiada della vostra divina intercessione, gli uomini venerabili, condannati crudelmente ad essere gettati nella fornace.

Floro e Lauro, santi martiri, senza sosta concedete la salvezza a quanti il pericolo circonda, la guarigione ai malati, agli oppressi la liberazione, gridando: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Come rosa nella valle di questa vita, o Vergine pura, Dio ti scelse: in te dimorò e nella carne venne a cospargere del profumo della conoscenza di Dio quanti ti proclamano Theotòkos.

Ode 8. Sette volte più del solito.

Nutrendo con parola di vita le anime affamate del cibo salvifico, o insigni, vi rivelaste provvidenza dei poveri e degli orfani, sovvenendo ai bisogni di chi canta: Benedite, fanciulli il Signore, celebratelo, sacerdoti, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Santamente siete vissuti e santamente moriste, dopo essere rimasti a lungo nascosti in terra, siete rifulsi a noi più del sole con bagliori di miracoli straordinari per i fedeli che cantano: Sacerdoti benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Come due astri brillanti siete apparsi santamente nel firmamento spirituale della Chiesa e con i vostri miracoli, o atleti, non cessate di illuminare sempre il creato, gridando: Benedite fanciulli il Signore, celebratelo, sacerdoti, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Theotokìon. Più santa degli angeli, fanciulla santissima, generasti il Santo dei santi, divenuto per compassione senza mescolanza mortale come noi per salvare quanti a lui senza sosta gridano: Benedite, fanciulli, il Signore, celebratelo, sacerdoti, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Irmòs. Sette volte più del solito nel suo furore il tiranno dei caldei fece infiammare la fornace per i fedeli del Signore; ma vedendoli salvati da una forza onnipotente, gridava: Fanciulli benedite, sacerdoti celebrate, popolo esalta Cristo nei secoli.

Ode 9. Sbigottì il cielo.

Ecco, dunque, com’è buono, soave e salvifico, disse Davide un tempo, che due fratelli abitino insieme nello Spirito, lottino contro il diavolo e lo vincano: degnamente li diciamo beati.

Appariste per grazia splendidi occhi della venerabile Chiesa e un tempo foste privati degli occhi dalla tenebra malvagia, ma prima della morte e dopo la sacra fine li apriste alla gloria del benefattore di tutti, o illustri santi Floro e Lauro.

Come predetto, Cristo rivelò con segni e prodigi straordinari, o santi, la vostra sepoltura e la cassa in cui giacevano santamente i corpi, effondendo profumo di soave aroma e raggi di guarigioni.

O coppia divina e realmente luminosa, Floro e Lauro, martiri vittoriosi, stando sempre in cielo presso la Trinità santa, chiedete liberazione dai peccati e mali per noi, che sulla terra celebriamo la vostra sacra memoria.

Theotokìon. Tremendo il tuo concepimento, Madre pura, poiché concepisti oltre natura, restando vergine come prima, colui che le schiere temono, il Dio Verbo, divenuto uomo sulla terra; perciò, confessandoti con lingua e cuore, Theotòkos, ti magnifichiamo.

Irmòs. Per questo sbigottisce ogni orecchio e sono colti da stupore i confini della terra; perché Dio è apparso corporalmente agli uomini e il tuo grembo è divenuto più ampio dei cieli: te dunque, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini magnificano.

Exapostilarion. Udite, donne.

Toccando con fede i vostri sacri resti, come voi siamo fortificati, o felicissimi Lauro e Floro. Voi dunque, o megalomartiri, ricordate al Signore presso il quale state, noi che celebriamo la vostra splendida e luminosissima memoria.

Della festa. Tu che il cielo con le stelle.

La folla degli apostoli, radunata nelle nubi, dovutamente seppellisce la Madre del Signore, alla presenza del Salvatore con miriadi di angeli.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Salve, Getsemani, divino sacrario della sola Madre di Dio, in cui fu deposta la Regina di tutti.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

La Madre di Dio, la sola Theotòkos più che benedetta è gloriosamente portata dalla terra ai cieli.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Inneggiate, voi tutti, cori dei cieli: perche la Vergine Madre è prodigiosamente portata dalla terra ai cieli.

Gloria. E ora. Tono 4.

Le folle degli angeli in cielo e la stirpe degli uomini in terra proclamano beata la tua augustissima dormizione, santissima Vergine pura, poiché divenisti Madre di Cristo Dio, Creatore di tutti; non smettere, ti preghiamo, di implorarlo per noi che, dopo Dio, in te abbiamo riposto le nostre speranze, o Madre di Dio inneggiatissima e ignara di nozze.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

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