22 SETTEMBRE
Memoria del santo ieromartire Focà.
Al Mattutino.
Apolytìkion dell’apostolo. Tono 3.
Santo apostolo Quadrato, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.
Apolytìkion dello ieromartire. Tono 4.
Divenuto imitatore della vita ed erede del trono degli apostoli, divinamente ispirato, hai posto l’ascesi a fondamento della contemplazione; perciò, insegnando il verbo della verità lottasti fino al sangue per la fede, ieromartire Focà; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Dopo la consueta sticologia, un canone dell’Oktòichos, quindi i canoni dei due santi, anteponendo quello dell’apostolo, con l’Acròstico: In tuo onore, Quadrato, compongo questo canto. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.
Venite, popoli, cantiamo un canto a Cristo, nostro Dio, che divise il mare e guidò il popolo suo possesso dalla schiavitù degli Egiziani, poiché si è glorificato.
Portando la corona presso il Re dei cieli, implora, o beato apostolo, affinché siano illuminati quanti celebrano con gioia la tua sacra memoria.
Edificando sulla base della fede l’assemblea dei credenti con i tuoi solidi insegnamenti, o teoforo, annientasti ogni inganno degli idoli.
Celebrando il sacro Vangelo con le tue sacre parole, consacrasti con fede le anime al tuo Creatore, illustre Quadrato, con la forza dello Spirito.
Theotokìon. Partorito nella carne da fanciulla illibata, l’Autore di tutto il creato, dopo il concepimento, serba la Vergine come prima, come si compiacque.
Canone di san Focà. Acròstico: Per cantarti, Focà, Dio mi conceda la sua grazia. Giuseppe.
Ode 1. Tono 4. Quando ebbe passato.
Per inneggiare oggi di cuore la tua divina memoria, illumina la mia anima con i chiarori dello Spirito, o glorioso pastore e martire del nostro Dio onnipotente.
Manifestamente arricchisti la divina fama dei martiri, prima splendendo di bellezza pastorale, poi tingendo di porpora i tuoi paramenti, o divinamente beato, nel sangue del tuo martirio.
Rafforzando il tuo pensiero con la speranza dei beni superiori, indebolisti del tutto, o Focà, il potente principe del male e come un vincitore eccellente sei salito ai cieli.
Theotokìon. E’ venuta meno, o pura, la punizione dei progenitori, poiché tu partorisci come neonato il Dio anteriore ai secoli, rinnovando tutta la sostanza umana.
Dell’apostolo. Ode 3. Irmòs.
Rinsalda, Signore, i nostri cuori nel tuo amore, tu che sulla croce uccidesti il peccato e fa attecchire il timore del tuo nome nei cuori di chi t’inneggia.
Compiendo prodigi tremendi, guidasti gli increduli alla fede divina, come apostolo divinamente ispirato, o gerarca Quadrato.
Illuminasti le moltitudini con i tuoi divini insegnamenti, gerarca Quadrato, poiché eri il servo della luce che illumina con divini bagliori i confini.
Procurasti i più grandi beni al tuo gregge, liberandolo dalle tenebre dell’ignoranza e diffondendo su di esso lo splendore dei tuoi prodigi inauditi.
Theotokìon. In te dimorò il fuoco irresistibile non bruciando il tuo grembo, Theotòkos, ma consumò le nostre passioni e incenerì la materia dell’errore.
Dello ieromartire. In te gioisce.
Operando guarigioni con l’invocazione di Cristo, o beato, salvasti dall’errore del nemico popoli e città, per grazia di Dio.
Essendo tempio divino, o martire, demolisti i templi degli idoli, avendo collaboratore o coadiutore la forza onnipotente.
Apparve l’esercito degli angeli e la luce infinita di Dio, quando il Signore ti glorificava davanti ai troni del giudizio.
Theotokìon. Il Dio in te incarnato per compassione si unì ai mortali e sciolse la maledizione, o unica Sovrana tutta benedetta.
Irmòs. In te gioisce la tua Chiesa, Cristo, gridando: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e saldezza.
Kontàkion di san Focà.
Tono 2. Gli araldi sicuri.
Come luminoso sole spirituale dai raggi divini ti ha posto il Sovrano nella Chiesa, per risplendere sulle folle dei fedeli, martire glorioso: poiché la tua vita, la tua fede e le tue lotte, le ha accolte come profumo di soave odore l’unico misericordiosissimo.
Ikos.
Illuminami con la luce senza tramonto della tua scienza, Salvatore, dissolvendo l’oscurità e la cupa notte delle mie passioni: o Verbo, dammi un verbo di sapienza e intelligenza divina, con compunzione, così che incoroni con inni e canti il tuo celebratissimo martire Focà; tu sei infatti soccorso di chi è privo d’aiuto, ricchezza di tutti i poveri e fonte di ogni dono buono, o unico misericordiosissimo.
Kàthisma dell’apostolo. Tono 4. Presto intervieni.
Il grande apostolo e gerarca di Cristo, il glorioso Quadrato con inni ispirati da Dio, fedeli celebriamo, poiché sgorga come da una fonte per chi con fede chiede remissione dei delitti e terapia per le passioni, prendendo da Cristo grazia inesauribile.
Gloria. Dello ieromartire. Uguale.
La grazia dello Spirito che in te abitava, scorrendo riccamente, ti ha rivelato fonte di molte grazie, o Focà, perciò soccorri tutti i naviganti che chiedono con fede il tuo aiuto, o padre; con loro anche a noi procuri remissione dei peccati, o sapiente in Dio.
E ora. Theotokìon.
Vergine purissima, che concepisti Dio sovrasostanziale, con gli angeli imploralo senza sosta affinché prima della fine conceda perdono dei peccati e correzione della vita a quanti con fede e affetto dovutamente ti inneggiano, unica lodatissima.
Stavrotheotokìon.
Vergine purissima, Madre di Cristo Dio, una spada trafisse la tua anima quando vedesti sulla croce il tuo Figlio e tuo Dio: non smettere di pregarlo di donarci remissione dei peccati.
Dell’apostolo. Ode 4. Ho udito Signore.
Coltivando i campi incolti dei cuori, falciasti con la falce delle tue parole gli sterpi del male.
La tua tomba fa scaturire su noi, che ti preghiamo, grazie di guarigioni, o sacro Quadrato.
Abbi compassione e libera, sacro Quadrato, dai pericoli e dalle disgrazie quanti ti pregano.
Accendendo lo splendore delle tue parole nei cuori ottenebrati, bruciasti i rovi dell’errore.
Theotokìon. Nelle tue caste viscere s’incarnò il Creatore, Madre di Dio, rinnovando ogni essere corrotto.
Dello ieromartire. Vedendoti sospeso.
Come fulgido astro nel firmamento della Chiesa il Sovrano pose te, Focà sacratissimo, che illumini i cuori di tutti con splendori di prodigi e lotte.
Al tribunale del tiranno confessasti l’incarnazione del Sovrano, martire vittorioso e brillantemente svergognasti l’ateo culto politeista degli ellèni.
Col timone divino superasti, o glorioso, il mare dell’errore sollevato dall’uragano del politeismo, divenendo per tutti i naviganti porto serenissimo.
Theotokìon. Senza nozze, o Vergine, hai concepito e dopo il parto appari vergine; perciò con voci incessanti gridiamo con fede incrollabile a te, Sovrana: Salve.
Dell’apostolo. Ode 5.
Tu che sei fonte di luce e creatore dei secoli, Signore, dirigici alla luce dei tuoi precetti, poiché altro Dio all’infuori di te noi non conosciamo.
Avendo trovato la tua anima pura come dimora per la sua gloria, il purissimo Dio grazie a te purifica le anime macchiate dalla sozzura del peccato.
Vinti dalla sapienza dei tuoi insegnamenti, o beato, i più sapienti tra gli ellèni cominciarono a riconoscere Cristo creatore, sapienza e potenza del Padre che precede ogni inizio.
Proclamando la venuta per i mortali della luce uscita dal Padre delle luci, o Quadrato, tu illumini i popoli perché possano venerare e glorificare la Trinità invisibile.
Theotokìon. Per noi, Vergine pura, partoristi in due nature colui che si incarnò, il Figlio nato dal Padre prima di tutti i secoli senza seme e fuori dal tempo, nel modo che lui solo conosce.
Dello ieromartire. Tu Signore, mia luce.
Hai fatto inciampare chiaramente i passi del nemico dirigendo i tuoi passi sulle vie della divina volontà, o sacratissimo.
Il tuo corpo dalle molte lotte, fiaccato per i colpi, spezzò le catene degli atei con potenza divina, o Focà divinamente beato.
Ti offristi, illustre martire, in olocausto al Dio che immolò sé stesso e terminò i sacrifici cruenti agli idoli.
Theotokìon. Sovrana Madre di Dio, la divina Sapienza si è costruita nelle tue caste viscere la casa conforme al suo beneplacito.
Dell’apostolo. Ode 6. Avvolto dall’abisso.
Cielo elevato annunziante la gloria che ci porta la salvezza di Dio, sei tu, divino gerarca, quale illustre apostolo, o Quadrato.
Proclamando, sapiente Quadrato, l’unica signoria ed eterna natura della divinità, facesti cessare la tenebrosa stravaganza del politeismo.
Il tuo corpo, che ora riposa, secondo la legge di natura nella tomba, fa prodigi sorpassando la natura e la comprensione, o beato Quadrato.
Theotokìon. Colui che stese i cieli con un ordine, sovrana Genitrice di Dio, ti rivelò sulla terra un altro cielo e, uscendo da te, è sorto sui cuori ottenebrati.
Dello ieromartire. A te sacrificherò.
Prosciugasti l’oceano dell’empietà, padre sapiente, facendo sgorgare la fonte viva dei tuoi puri insegnamenti e, con una pioggia di prodigi, ora bonifichi le paludi delle passioni.
Messo al patibolo per essere ferito atrocemente e smembrato, o beato, dall’alto del cielo udisti la voce che ti fortificava, o gerarca e martire dalle molte lotte.
Imitando la passione dell’impassibile Signore in due nature, che guarisce la moltitudine delle nostre passioni, libera, o Focà, per mezzo delle tue intercessioni presso Dio, i naviganti dalla tempesta.
Theotokìon. Come pioggia il Verbo salvifico si è svuotato nel tuo grembo incorrotto, o santissima fanciulla e ha inaridito con divina potenza i torrenti della cattiveria.
Irmòs. A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, grazie al sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.
Kontàkion dell’apostolo.
Tono pl. 4. Come primizie della natura.
Come venerabile gerarca e atleta fortissimo, la terra ti offre, Signore, il divino Quadrato apostolo e onora con inni la sua augusta memoria, sempre chiedendo che sia donata la remissione delle colpe a quanti cantano: Alliluia.
Ikos.
Onoriamo il sapiente gerarca come pastore fedele e maestro: nel prato della lotta fece fiorire una sacratissima rosa e profumò noi fedeli con l’effusione dei prodigi e delle azioni virtuose, colmando tutta la terra di luce con gli splendori delle guarigioni. Poiché il Signore ha reso mirabili quanti gridano a lui: Alliluia.
Sinassario.
Il 22 di questo mese memoria del santo ieromartire Focà il taumaturgo che raggiunse la perfezione col martirio in un bagno portato ad altissimo calore.
Stichi. Avendo già ricevuto il bagno che rigenera, nel bagno del martirio Focà viene immerso. Per la vita con cui il Cristo in cielo lo remunera, dalla vita, il ventidue, questo martire prende congedo.
Lo stesso giorno memoria di san Focà il giardiniere.
Stichi. La spada invia a te, Cristo il santo martire Focà, grato e inneggiante.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Isacco e di san Martino.
Stichi. Respirando il coraggio di Cristo, Martino si affretta verso la spada e rende la sua anima.
Memoria dei santi ventisei beati martiri di Zogràfou perseguitati dai latinòfroni, l’imperatore Michele VIII Paleòlogo e il patriarca Giovanni Vecco: Furono arsi vivi dopo essersi rifugiati sulla cima della torre del monastero.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Dell’apostolo. Ode 7. Del simulacro d’oro.
Innalzato al bene supremo il tuo spirito, divenisti tempio veramente divino della Trinità e coloro che l’abisso del male tratteneva, tu li elevasti con i tuoi sublimi insegnamenti, al punto che essi gridavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
I templi degli idoli abbattesti con le leve delle tue intercessioni; erigesti poi templi per il tuo Dio grazie allo Spirito divino, gerarca santo, conducendovi la moltitudine dei salvati, perché là cantassero: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Infiammato per il fuoco del divino Spirito che nel tuo cuore sempre portavi, apparisti come torcia consumante tutti gli sterpi dell’errore, per illuminare quanti cantano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Liberati per te dall’ancestrale maledizione, o piena di grazia, ti riconosciamo causa d’ogni bene per aver ineffabilmente generato il Verbo, causa dell’universo: perciò, Vergine pura, ti cantiamo: Benedetta tu, che nella carne partoristi Dio.
Dello ieromartire. Nella fornace persiana.
Tu non temevi l’ira dei tiranni, ma alla testa del mistico gregge come un agnello fosti offerto al supremo Pastore, o Focà, martire glorioso.
Come oro nel crogiuolo fosti provato, quando fosti gettato nella calce viva e non bruciasti, ma cantavi: Benedetto sei tu, Signore, mio Dio.
L’amore divino, avvolgendo il tuo cuore con la rugiada divina, ti custodì così da non aver danno dal fuoco, bruciando piuttosto le scorie dell’empietà.
Theotokìon. La corrotta casa della mia anima, Vergine purissima, rinnova per mezzo del pentimento, tu che rinnovasti col tuo parto l’umanità tutta.
Dell’apostolo. Ode 8. Il Dio che discese.
Avendo posto le fondamenta della tua anima, beato Quadrato, sulla pietra della fede, rovesciasti i nemici del Signore e rendesti solidamente fermi coloro che lo esaltano nei secoli.
Avendo acquistato l’ornamento delle virtù per la tua anima e il tuo cuore, grazie alle parole del tuo insegnamento ornasti le anime, togliendo loro la bruttezza della mania per gli idoli per tutti i secoli.
Come discepolo di Gesù, come apostolo risplendente, come lampo dello splendore del Sole di giustizia, illumina e santifica quanti celebrano la tua santa memoria, o Quadrato.
Theotokìon. Vergine pura, con le loro voci sacre i santi profeti di Dio predicarono chiaramente che saresti stata la Madre pura del Signore dell’universo e anche noi ti cantiamo in tutti i secoli.
Dello ieromartire. Stese le mani, Daniele.
Sulle tue labbra, sapiente Focà, fu diffusa la grazia, per questo riconducesti il popolo sedotto dal consiglio del serpente e, come vero pastore, lo hai guidato a Cristo, gridando: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.
L’assemblea dei fedeli ha te come intercessore vigilante che calma le onde del mare delle passioni, placa le tentazioni e libera da ogni dolore noi che proclamiamo: Opere tutte, benedite il Signore.
Rivi di guarigioni fa sgorgare senza sosta il tuo tempio, rifugio non battuto dai flutti, che libera, o martire, dalle passioni i tuoi fedeli, a Cristo acclamanti: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.
Per venerare la tua illustre memoria, celebrando la suprema bontà del Signore, affréttati, Focà, a implorarlo affinché liberi dalla sventura quanti gridiamo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.
Theotokìon. Fosti prefigurata dall’arca della Legge, dall’urna contenente la manna, dalla tavola santa, Vergine pura e dal candelabro aureo, poiché generando la luce che illumina i confini del mondo con la conoscenza divina, dissolvesti la tenebra delle genti.
Irmòs. Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa. I fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, estinsero il potere del fuoco gridando: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.
Dell’apostolo. Ode 9. Il Dio e Verbo.
Nella bellezza della tua anima, sempre stai davanti al Sovrano risplendente, nel tuo splendore di apostolo divino e di gerarca divinamente ispirato, realmente chiedendo con tutti gli apostoli la pace per il mondo.
Come divina arca, Magnesia possiede, o Quadrato, lo scrigno delle tue reliquie per attingerne con affetto tutto ciò che le è vantaggioso, mentre la tua anima nelle dimore celesti esulta di gioia con tutti i santi.
Il tuo luminoso giorno, la tua splendida memoria, la tua festa illustre come sole sull’universo rifulge; celebrandoli, noi fedeli, domandiamo di ottenere per le tue preghiere, o Quadrato, il perdono delle colpe e la grande misericordia.
Theotokìon. Risparmiami, Signore, risparmiami, quando verrai a pronunciare il mio giudizio, non condannarmi al fuoco, non punirmi nella tua ira; lasciati piegare, o Cristo, dalla Vergine che ti generò, dal coro degli apostoli, dei profeti e dei martiri.
Dello ieromartire. Da te, o Vergine, montagna.
Venite tutti, con cantici divini celebriamo santamente la sacra memoria del santo pastore che intercede per noi presso il Benefattore e Signore.
Apparisti ardente di zelo per il Signore quando entrasti, o martire beato, nel bagno bruciante dove consegnasti con gioia il tuo spirito nelle mani di Dio.
I cori dei gerarchi, la folla dei martiri, l’insieme dei divini apostoli e gli spiriti dei giusti, accogliendo tra di loro la tua anima, o martire Focà, esultano.
La tua memoria, illuminando i fedeli che celebrano le tue lotte, il tuo generoso martirio e le tue imprese, o gerarca e martire, si è diffusa per tutto il mondo, suscitando ammirazione.
Theotokìon. Illumina, pura Vergine, la mia anima ottenebrata dal peccato e dal fuoco eterno e con la tua mediazione liberami dalla tenebra, affinché con gioia celebri la tua magnificenza.
Irmòs. Da te, Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo, che ha congiunto le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti, noi ti magnifichiamo.
Exapostilarion dell’apostolo. Udite, donne.
Come martire, apostolo e divino gerarca, o Quadrato, iniziato del Verbo, col sapientissimo annuncio del divino vangelo di Cristo rischiarasti tutta la terra, riscattando dall’inganno i suoi abitanti e insegnando loro ad adorare la Trinità.
Dello ieromartire. Tu che il cielo con le stelle.
Sommo tra i gerarchi e vanto dei martiri vittoriosi, o Focà, grande protettore di chi è nel mare, salva dai pericoli i tuoi cantori, o beato.
Theotokìon.
Tu che hai partorito il Creatore dei secoli e Sovrano degli angeli, supplicalo, o Vergine, di collocare i tuoi servi dalla parte destra.
Allo stico delle lodi, stichirà dall’oktòichos.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

