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18 SETTEMBRE

Memoria del santo padre nostro Eumenio il taumaturgo, vescovo di Gortina.

Al Mattutino.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittorie contro i barbari e proteggi con la tua croce la tua città.

Dopo la prima sticologia, kàthisma della festa.

Tono 1. I soldati a guardia.

Tu che lassù, come Dio, hai il cielo per trono e la terra per sgabello, Cristo Salvatore, ci hai indicato la croce come sgabello dei tuoi piedi; ad essa, come dice Davide, noi tutti ci prostriamo; essa, come custode e soccorso richiediamo e con fede glorifichiamo.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 4. Tu che volontariamente.

Dopo la tremenda caduta nel paradiso per il consiglio amaro dell’omicida, sul Calvario mi rialzasti, o Cristo, riparando con l’albero la maledizione dell’albero, uccidendo il serpente che con l’inganno mi aveva ucciso e mi donasti la vita divina. Gloria alla tua divina crocifissione, Signore.

Il canone della festa e quello del santo. Acròstico: Per le tue preghiere ottienimi la benevolenza di Cristo, o beato. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2.

Venite, popoli.

Poiché Cristo ascolta le tue preghiere, divino padre Eumenio, attira la sua benevolenza sui fedeli che con affetto a te inneggiano, o beato.

Dall’infanzia prediligesti l’umiltà, l’unica che può innalzare: umiliasti l’orgoglioso serpente e ricevesti il potere delle guarigioni.

Divenisti strumento dello Spirito Santo, avendo sottomesso con l’ascesi gli affanni carnali, asservendo il peggio al meglio.

Theotokìon. Sono compiute le profezie che ti riguardano, Sovrana Genitrice del nostro Dio: colui che annunziavano in due nature perfette viene ospitato nel tuo grembo.

Ode 3. Confermaci in te, Signore.

Come ape percorresti diligentemente, o gerarca santo, i prati razionali impollinando i dolci fiori e depositando il loro miele nell’alveare del tuo cuore.

La tua vita pura e il tuo discorso elevato per il sale divino, rivelarono, o Eumenio, la grazia e lo splendore effuso in abbondanza nel tuo cuore.

Per lo splendore delle tue virtù ti sei elevato fino al trono eccelso per unzione del divino Spirito, effondendo il profumo di Cristo.

Theotokìon. Maria, incensiere d’oro della Divinità, allontana da me il fetore delle passioni, rafforza il mio cuore contro la paura, perché non vacilli per i colpi del nemico bellicoso.

Irmòs. Confermaci in te, Signore, che uccidesti sul legno il peccato e infondi il tuo timore nei cuori di noi, tuoi cantori.

Kàthisma del santo.

Tono pl. 1. Cantiamo il Verbo.

Brillando per l’ortodossia dei tuoi insegnamenti, padre Eumenio, disperdesti le tenebre delle eresie e operando prodigi, sei divenuto molto famoso presso tutti per divina provvidenza; perciò con fede ti onoriamo come gerarca simile agli angeli.

Gloria. E ora. Della festa. Stesso tono.

Il legno santissimo di Cristo Re, solleviamo con fede sulle nostre spalle e abbandoniamo gli agi della vita: gli imperatori che lo sollevarono un tempo, sconfissero i nemici e per la sua potenza sbaragliarono le schiere dei barbari.

Ode 4. Ho udito, Signore, il tuo annunzio.

Divenisti tempio dello Spirito frequentando i templi divini, o gerarca, risplendendo di venerabili meditazioni.

Divenuto divino gerarca, pastore di Gortina, sapiente padre, rifulgesti per lo splendore dei miracoli.

Nel fuoco delle tue fatiche, o gerarca, bruciasti le fauci spalancate del dragone contro di te insorto.

Col vigore dei tuoi pensieri sbaragliasti valorosamente il nemico e fermasti lo slancio delle belve.

Theotokìon. Sacre profezie un tempo preannunziarono il profondo mistero del tuo concepimento, pura Vergine e ora noi le vediamo realizzate.

Ode 5. O fonte della luce.

Calmando le passioni dell’anima e del cuore, venerabile padre, hai acquisito il giudizio e messo fine alla lite degli imperatori, che guardavano a te per il loro bene.

Ascoltando i tuoi discorsi l’imperatore fedele fece cessare la lunga e funesta inimicizia, o sapiente Eumenio, prediligendo la concordia fraterna.

Giunto come una torcia, illumini Roma operandovi prodigi, richiamando al porto sereno delle guarigioni quanti navigavano nel gorgo delle passioni.

Theotokìon. Generasti come nuovo fanciullo il Figlio anteriore ai tempi, colui che possiede come uomo e Dio due volontà e due energie, o purissima.

Ode 6. Circondato dall’abisso.

Avendo in cuore Cristo, l’autentico tesoro inesauribile, considerasti come fango l’oro che l’imperatore ti concedeva, o Eumenio.

Sedevi sul trono elevato, rivolgendo dall’alto il saluto di pace alla Chiesa, che sempre si gloria del tuo nome.

Senza lasciarti infangare dal peccato, attraversavi la tempesta dolorosa della vita e giungesti ai porti sereni in cui gioiscono le folle dei santi.

Theotokìon. La pioggia celeste scesa su di te, Madre sempre Vergine, rese fecondo un suolo incolto irrigandolo con i flutti della conoscenza di Dio.

Irmòs. Circondato dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso insondabile della tua compassione: strappami dalla fossa, o Dio.

Kontàkion.

Tono 2. Cercando le cose di lassù.

Risplendente di luce divina, o beatissimo, illumini noi, che con affetto celebriamo la tua venerabile, gloriosa e santa dipartita, o padre e gerarca Eumenio: tu infatti preghi senza sosta per tutti noi.

Ikos.

Abbi compassione, Signore, del tuo servo, condonami ora tutti i debiti e donami la misericordia della tua amorosa compassione, perché con inni, senza sosta, io glorifichi te e coroni oggi di cantici il tuo fedele ministro, il vescovo di Gortina, il luminare Eumenio, il grande tesoro di tutta la terra, il sostegno della Chiesa e il divino fregio di Creta: egli infatti senza sosta prega per tutti noi.

Sinassario.

Il 18 di questo mese memoria del nostro santo padre Eumenio, vescovo di Gortina.

Stichi. Eumenio, pupilla degli occhi di Gortina, contempla lo sguardo benevolo del Salvatore. Il 18 Eumenio il magnanimo accede alla divina visione.

Lo stesso giorno memoria delle sante donne martiri Sofia e Irene.

Stichi. Irene e Sofia, col capo mozzato, conobbero te, Verbo, pace al di sopra dell’intelletto.

Lo stesso giorno memoria di santa Ariadnì, martire.

Stichi. La pietra spezzata salva Ariadnì, poiché Cristo, pietra della vita la proteggeva.

Lo stesso giorno memoria di san Castore, martire.

Stichi. Non una fiera, ma un uomo nobile è Castore, anzi, valoroso davanti alla tortura.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. I fanciulli ebrei.

Disprezzando i pensieri morti con animo saldo, sei partito in viaggio, pur essendo molto anziano, o venerabile Eumenio, per il bene dei fedeli che accolsero il seme dei tuoi santi insegnamenti.

Roma gioiva per le tue eccellenti virtù e t’inviò, contro il tuo volere, alla Tebaide come gradito dono: là tu ponesti fine alla desolazione della siccità con la pioggia delle tue preghiere, o padre Eumenio.

Nutrito al seno della temperanza, ne bevesti il latte venerabile e giunto all’età matura, salisti alla vetta delle virtù, rischiarando più del sole, con i tuoi prodigi, quanti erano avvolti dalla notte delle passioni.

Theotokìon. Dimorò nel tuo grembo la luce immateriale dissolvendo l’empietà al bagliore della scienza divina; Vergine pura, sposa divina, noi celebriamo tuo Figlio a lui acclamando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Ode 8. Il Dio sceso nella fornace.

Sconfitto nella lotta il nemico e terminata a buon fine la corsa nella tua età avanzata, sei passato ai tuoi padri come frumento maturo, dopo aver atteso in terra straniera la fine della tua vita.

I figli della Tebaide non dimenticarono affatto, venerabile padre, i tuoi benefici, ritenendo giusto inviare alla tua patria e al tuo gregge la santa urna, che effuse la grazia dei miracoli al suo ritorno.

Raxos, che già possedeva il venerabile corpo dalle molte lotte di Cirillo, anche il tuo ora accanto custodisce insieme, o sapiente, riunendo quanti vissero in terra con gli stessi sentimenti e ora dimorano nella patria celeste per i secoli.

Theotokìon. Il sacratissimo venerabile coro dei profeti realmente in anticipo scrisse di te, monte non tagliato, verga fiorita, porta che attraversa, come egli sa, il Dio eccelso, lasciandoti chiusa come prima, o Vergine.

Irmòs. Il Dio sceso nella fornace per soccorrere i fanciulli ebrei e mutare la fiamma in fresca rugiada, opere tutte, inneggiatelo come Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Il Verbo, Dio da Dio.

In modo ammirabile, o padre, gerarca di Cristo sei passato di altezza in altezza là dove i cori più sacri servono con timore la Trinità divina, beatissimo Eumenio con tutte le potenze dei cieli.

Calma la tempesta scatenata sulla tua patria e per le tue preghiere, o beato, muovi a benevolenza Dio, respingendo l’invasione dei barbari, che ci tiranneggiano e non permettere che per l’assalto dei mali cadiamo nel gorgo della perdizione, o Eumenio, gerarca illustre.

Illustre Eumenio, la tua memoria sacra invita i venerabili pastori e il popolo dei fedeli a procurarsi la santificazione: e a noi che la festeggiamo concedi copiosamente le grazie luminose che tu porti.

Theotokìon. Tu porti colui che porta l’universo nella sua divina potenza e con il tuo seno allatti colui che nutre ogni vita: Vergine pura, i tuoi prodigi superano ogni intelletto, sbalordendo angeli e mortali, che con affetto sempre ti inneggiano e ti dicono beata.

Irmòs. Il Verbo, Dio da Dio, colui che possiede l’incomparabile sapienza, venne dal cielo a rinnovare Adamo caduto per aver mangiato il frutto della perdizione; da una Vergine santa s’incarnò per noi e noi fedeli insieme con inni lo magnifichiamo.

Exapostilarion del santo. Udite, donne.

Eumenio, gerarca ispirato da Dio, che dimori con gli arcangeli, divenuto ricco di franchezza davanti a Cristo, presso il cui trono ora gloriosamente stai, ricòrdati di quanti festeggiano la tua luminosa memoria e con affetto ti onorano, o santo.

Della festa. Tono 2.

Croce, custode di tutta l’ecumène! Croce, splendore della Chiesa; croce, fortezza dei re; croce, saldezza dei fedeli; croce, gloria degli angeli e disfatta dei demòni.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Vedendo innalzare l’albero della croce, magnifichiamo Dio, che nella sua bontà fu crocifisso nella carne.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Con l’acqua divinizzante e il tuo sangue, o Verbo, la tua Chiesa si riveste splendidamente come sposa, cantando la gloria della croce.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Noi veneriamo con inni la lancia con la croce, i chiodi e gli altri strumenti con cui fu confitto il vivificante corpo di Cristo.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

Venite, con gioia salutiamo tutti l’albero salvifico, su cui venne steso Cristo, la redenzione.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.