19 Settembre
Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte.
Al Mattutino.
Apolytìkion della festa. Tono 1.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità, dando ai re vittoria contro i barbari e custodendo con la tua croce la tua città.
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono 1. Sigillata la pietra.
Veneriamo il legno della tua croce, o filantropo, perché in esso fosti inchiodato, vita di tutti; hai aperto il paradiso, Salvatore, al ladrone che con fede a te si rivolgeva; egli fu degno della beatitudine così confessandoti: Ricordati di me, Signore. Come lui accogli anche noi, che acclamiamo: Tutti abbiamo peccato, per la tua amorosa compassione non disprezzarci.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma.
Tono 1. I soldati a guardia.
Distese le braccia sulla croce, misericordioso, radunasti le genti da te lontane per glorificare la tua grande bontà. Guarda dunque alla tua eredità e abbatti con la tua croce preziosa chi ci fa guerra.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Canone della festa e dei santi. Acròstico: Canto lo splendore trifulgido dei martiri. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 4. Il faraone alla testa.
Illuminati dai bagliori luminosissimi dello Spirito, sciogliete le nubi oscure della mia anima, rischiarate il mio intelletto e aprite le mie labbra per cantarvi un inno, o martiri di Cristo dal grande nome.
Con la forza della vostra mente avete resistito all’insensato che vi costringeva a dare un culto abominevole agli dèi e voi attraverso molteplici tormenti, offriste sacrificio perfetto al Re dell’universo.
L’Onnipotente vi concesse il potere di abbattere del tutto la forza del dragone, venerabili martiri eccelsi, opliti della Trinità santa, augusto Sabbazio, divino Dorimedonte e Trofimo.
Theotokìon. Splendidamente illuminati dalle chiare grazie da te sgorganti, i nobili martiri, o Vergine piena di grazia, unica porta della luce, superarono l’oscurità profonda di insopportabili torture a te inneggiando.
Ode 3. Tu che in principio stabilisti.
Con pensiero splendido e mente stabile, marciavate incontro alla prova dei tormenti, colpiti e dilaniati dai colpi, restando irremovibili e invincibili per la vostra fede.
Imporporati dai rivi sacri del vostro sangue, generosi opliti, ora siete al cospetto del Signore, Re immortale, senza sosta pregando per noi.
Non rinnegaste Cristo, affrontando svariate torture col corpo raschiato e straziato ed esposti alle belve, o illustri opliti, martiri eccelsi.
Theotokìon. Sottomettendosi ai precetti del Sovrano incarnato dal tuo grembo, con il tuo aiuto, pura Vergine, salvezza delle nostre anime, i generosi atleti sconfissero gli iniqui
Irmòs. Tu che in principio stabilisti con sapienza i cieli e fondasti la terra sulle acque, o Cristo, sulla pietra dei tuoi precetti rafforzami, poiché non c’è santo all’infuori di te, o unico filantropo.
Kàthisma dei martiri. Tono 1. I soldati a guardia.
Sopportaste con coraggio insieme le dure pene delle torture, riceveste la vita senza affanni, Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte, perciò oggi esulta la Chiesa di Cristo, festeggiando la vostra santa memoria.
Gloria. E ora. Della festa.
Tu che lassù, come Dio, hai il cielo per trono e la terra per sgabello, Cristo Salvatore, ci hai indicato la croce come sgabello dei tuoi piedi; ad essa davidicamente tutti ci prostriamo; essa, come custode e soccorso richiediamo e con fede glorifichiamo.
Ode 4. Tu sei mia forza, Signore.
Splendidi di pazienza nei tormenti, foste sospesi al palo e dilaniati ai fianchi con uncini di ferro, o gloriosi martiri; spogliati dei vostri corpi, indossaste l’incorruttibile veste divina per stare presso il trono della Trinità santa.
Flagellato per Cristo, santo martire Trofimo, sopportavi le eccessive pene che su di te si infrangevano, considerando le ricompense celesti, le inesauribili delizie presso Dio: terminata la lotta, fosti degno delle delizie presso il Sovrano.
Sopportando con coraggio in letizia i tormenti, o Sabbazio, rimettesti la tua anima nelle mani di Dio e nella dimora celeste trovasti riposo sabbatico, sconfiggendo il miserabile che ti aveva condannato, ricevendo la ricompensa dei vincitori.
Theotokìon. Quale puro palazzo del loro Re, il trio dei martiri, invocando il tuo aiuto, pura Vergine, demolì i templi dei demòni, passando al tempio della gloria eccelsa con inni di lode sempre glorificandoti.
Ode 5. Perché mi hai abbandonato.
Lontani da ogni amicizia col corpo, per il numero e la lunghezza dei vostri tormenti diveniste, o illustri, familiari del Dio compassionevolissimo, che per misericordia vi amò e con la sua passione uccise le passioni.
I tuoi passi, martire Trofimo erano diretti verso le vie sapientissime del martirio, nelle quali eccellevi; inchiodato ai sandali ferrati, colpisti in fronte la testa di Beliar.
Esponendo i misteri divini, o Trofimo dalle molte lotte, svergognasti i tiranni e santificasti la terra camminando sul tuo sangue; camminando ora con gioia in paradiso, prega per la nostra salvezza.
Theotokìon. Invocando in aiuto la Purissima e santa Vergine, piena di grazia, i valorosi opliti attraversarono la moltitudine dei tormenti e la tempesta dei castighi, restando irremovibili nella loro mente.
Ode 6. Perdonami, Salvatore.
Attraversarono nella quiete, con la guida dello Spirito, il mare delle torture, gli illustri atleti e santamente attraccarono al porto salvifico e pacifico.
Vedendo le tue membra effondere sangue sulla terra, o Trofimo e ricevendo aceto nelle narici, in cambio ottieni i profumi dell’amore di Cristo.
Osservando volontariamente i precetti di Cristo, respingesti del tutto gli atei ostili e ti consegnasti ai supplizi, o martire Dorimedonte.
Theotokìon. Rinvigoriti dalla tua forza, o Cristo, gli atleti vittoriosi lottarono secondo le regole, inneggiando alla Madre pura che ti concepì ineffabilmente.
Irmòs. Perdonami, Salvatore, molte infatti sono le mie colpe e strappami, ti prego dall’abisso dei mali, poiché a te ho gridato e tu ascoltami, Dio della mia salvezza.
Kontàkion. Tono pl. 4. Come primizie.
La Chiesa onora e celebra il tuo luminoso agone, sostegno dei lottatori e baluardo della pietà: o beato ovunque celebrato, lottatore dal nobile sentire, glorioso Trofimo, con i tuoi compagni di lotta, chiedi per i tuoi cantori il perdono, tu che non sei stato vinto.
Ikos.
Stupirono le schiere dei cieli per le lotte dei santi martiri, perché con un corpo mortale, sbaragliarono i nemici incorporei, corroborati dalla forza della croce; sono perciò proclamati beati in eterno e chiedono per tutti noi il perdono delle colpe: sono infatti onorati perché non sono stati vinti.
Sinassario.
Il 19 di questo mese memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte.
Stichi. Trofimo e Dorimedonte, unica anima, subirono identica morte di spada. Dilaniato dal ferro, Sabbazio donò la sua vita, giungendo al riposo sabbatico. Trofimo il 19 con i suoi compagni termina la sua corsa atletica.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. La discesa di Dio.
Realmente divenuto splendente per la tua inclinazione verso Dio, stoicamente sopportasti di essere arso con i fianchi squarciati per un ingiusto castigo, o beato Dorimedonte.
Desiderando contemplare l’ineffabile gloria di Dio, fosti accecato con ferri incandescenti, ma tu, Trofimo, grato gridavi al Signore: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Infiammati tutti e tre dall’amore per la Trinità santa, affrontaste le lotte più dure e ora esultate con le miriadi celesti; con loro ricordatevi di noi, che chiediamo il perdono dei nostri peccati.
Theotokìon. Essendo più pura di ogni creatura, hai ricevuto, o Sovrana, il Verbo, da te nato ineffabilmente: desiderando lui, gli insigni martiri sopportarono le fiamme delle torture.
Ode 8. Sette volte di più.
Spogliandovi dei corpi per lottare fra i tormenti, riceveste la veste incorruttibile, coprendo l’eterno nemico di vergogna; e, incoronati, giungeste alla fine beata cantando: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.
Seguendo le orme della passione di Cristo, santi martiri, foste appesi al legno, sopportando prove con cuore nobile e annegaste nelle onde del sangue la maledetta stirpe dei demòni, cantando: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.
Acclamiamo Trofimo, glorifichiamo Sabbazio, magnifichiamo, oggi, Dorimedonte, colonne incrollabili, difesa dei fedeli, torce luminose della Chiesa, rischiarata dai raggi delle loro grandi lotte, cantando: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.
Theotokìon. Generasti, neonato, Cristo nostro Dio, che noi riconosciamo consustanziale al Padre e allo Spirito, o Vergine pura; confessando lui, i nobili martiri, hanno compiuto le loro sacre lotte: con loro, Purissima, noi, popoli, tribù e lingue tutte con fede ti diciamo beata per tutti i secoli.
Irmòs. Sette volte di più il tiranno dei caldei infiammò nel suo furore la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvi per una forza superiore, gridava al Creatore e Redentore: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.
Ode 9. Stupì di questo.
Per la potenza del Creatore di tutti, o martiri, fermaste gli assalti delle belve e siete rimasti illesi da loro, sorprendendo grandemente per il loro mutamento; riuniti ora alla folla dei martiri, pregate sempre per noi.
Come vittime per la mensa del Verbo, foste offerti gloriosamente, tagliati dalla spada: ora che state con gioia nel paradiso dei primogeniti, contemplate la gloria di Dio e ricevete i frutti delle vostre pene, la ricompensa delle lotte.
Raduniamoci concordi, venite ora, fedeli, glorifichiamo l’illustre Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte, i forti martiri della verità, tralci della mistica vite, che per grazia di Dio versano per noi il vino della vera letizia.
La memoria festiva degli atleti, sorgendo oggi, realmente illumina tutti gli uomini più chiaramente dei raggi del sole, dileguando le nubi dell’accidia e le tenebre delle passioni; o Verbo, per le loro preghiere, abbi pietà di tutti.
Theotokìon. Serbandoti Vergine colui che sorse dal tuo grembo come sole realmente senza sera, rischiarò, o Vergine, gli indomiti atleti; con loro supplicalo d’aver pietà di noi, che piamente ti diciamo beata.
Irmòs. Stupì di questo il cielo e i confini della terra sbalordirono: poiché Dio apparve agli uomini corporalmente e il tuo grembo divenne più grande dei cieli, perciò, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini ti magnificano.
Exapostilarion dei santi.
Tu che il cielo con le stelle.
Tu che il cielo con le stelle, come Dio adornasti e per mezzo dei tuoi santi tutta la terra illumini, o autore di tutte le cose, salva i tuoi cantori.
Della festa. Tono 2.
Croce, custode di tutta l’ecumène! Croce, splendore della Chiesa; croce, fortezza dei re; croce, saldezza dei fedeli; croce, gloria degli angeli e disfatta dei demòni.
Apòstica stichirà. Tono 2. Casa di Efrata.
L’albero della tua croce, mio Salvatore, venendo innalzato toglie la bruttura corruttrice del peccato e fa risplendere l’universo.
Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Liberazione dal male e acquisizione di beni, elargisce al genere umano la santa croce di Cristo nella sua esaltazione.
Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Quando Mosè metteva in rotta Amalek, preannunziando la passione di Cristo, tracciava in anticipo la figura della croce divina e tutta immacolata.
Gloria. E ora. Stessa melodia.
Venite, con gioia salutiamo tutti l’albero salvifico, su cui venne steso Cristo, la redenzione.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

