Passa al contenuto principale

23 Settembre

Memoria del concepimento del venerabile, glorioso profeta, precursore Giovanni Battista.

Al Mattutino.

Apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.

Rallegrati, sterile che prima non partorivi: ecco, infatti, veramente hai concepito la lucerna del Sole che illuminerà tutto l’universo, colpito da cecità; esulta, Zaccaria, acclamando liberamente: E’ il profeta dell’Altissimo colui che sta per nascere.

Theotokìon.

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Theotòkos, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi ha volontariamente accettato la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, ha salvato dalla morte le nostre anime.

Dopo la prima sticologìa, kàthisma.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Elisabetta fu liberata dalla sterilità e la Vergine restò vergine, quando alla voce di Gabriele concepì in seno; ma il precursore Giovanni esultò in grembo, riconoscendo in anticipo in seno verginale il Dio e Sovrano, incarnato per la nostra salvezza.

Gloria. Lo stesso tropario. E ora.

Theotokìon.

Salve, monte santo calcato da Dio; salve vivente roveto incombusto; salve, unico ponte che dal mondo conduce a Dio e fa passare i mortali alla vita eterna; salve, Vergine intatta, che ignara d’uomo generasti la salvezza delle nostre anime.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 4. Presto intervieni.

La tortora amica del deserto, il sacro battista, predicando penitenza e manifestando Cristo fatto uomo, soccorrendo in perpetuo quanti sono sbattuti dalla bufera, è divenuto difensore di tutti i peccatori. Per le sue preghiere, o Cristo, salva il tuo mondo.

Gloria. Lo stesso tropario. E ora.

Theotokìon.

Tu che sola concepisti il Creatore di tutto, tu che sola ornati l’umanità con il tuo parto, o pura, strappami ai lacci del fraudolento Beliar: stabiliscimi sulla roccia dei voleri di Cristo, implorando con fervore colui a cui desti un corpo.

Canoni: uno dall’Oktòichos e uno del santo. Poema di san Giovanni Damasceno. Dopo il canone si possono cantare le Katavasìe: Aprirò la mia bocca.

Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.

Arresta gli sterili pensieri della mia desolata anima, o germoglio di una sterile, affinché celebri il tuo santo concepimento in grembo materno.

Il sacro Zaccaria, entrato nel tempio, vide un angelo divino chiaramente rivelargli: Nella vecchiaia, o sacerdote, avrai il Precursore.

Il candelabro risplendente del sole della gloria, il grande Precursore, inizia a brillare nel grembo materno, spezzando l’oscurità delle passioni con la catena della sterilità.

Theotokìon. Vedendo il suo Sovrano portato nel tuo grembo, o purissima Theotòkos, Giovanni nel grembo di sua madre esultava manifestamente, essendo suo Precursore.

Ode 3. Non c’è santo.

Oggi la sterile, con la cognata, concepisce il sacro frutto, che nella grazia, interromperà tutta la sterilità spirituale.

Divenuto sordo dentro il tempio, il grande Zaccaria accoglie la voce del Verbo, tremendo annunzio e con gioia chiaramente magnifica il Signore compassionevole.

Colui che indica ai fedeli la via sicura della penitenza, il glorioso Precursore, alla voce dell’angelo, per volere divino, germoglia insperato in grembo materno.

Theotokìon. Riconoscendo Cristo portato in grembo vergine, il bimbo della sterile sussultò, rivelando in anticipo la gioia futura, venuta sulla terra a liberare gli uomini dalla maledizione.

Irmòs. Non c’è santo come te, Signore, mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Kàthisma. Tono 4. Stupì Giuseppe.

Al sacerdote Zaccaria, che incensava nel tempio, giunse dal cielo Gabriele dicendo: Nella tua vecchiaia avrai un frutto insigne e la predente sterilità e assenza di prole di Elisabetta sarà sciolta presto e concependo genererà l’araldo e Precursore di Gesù. Per le sue preghiere, Salvatore del mondo, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Stupì Giuseppe contemplando ciò che superava la natura e riandava con la mente alla pioggia sul vello per questo tuo concepimento senza seme, Theotòkos e al roveto ardente che non si consumava e alla verga fiorita di Aronne; testimoniando il tuo sposo e custode gridava ai sacerdoti: Vergine partorisce e vergine dopo il parto permane.

Ode 4. Cristo, mia forza.

O beatissimo Precursore, come angelo precedente la venuta di Cristo, la voce di un angelo annunziò al sacerdote che saresti nato santamente da grembo sterile.

O mirabilissima Elisabetta, sterile e senza frutto, esulta sempre, avendo generato gloriosamente il Battista e Precursore di Cristo.

O beatissimo Precursore, con la scure della tua preghiera, taglia i rovi delle mie passioni, l’ostacolo dei miei pensieri e fa’che il mio spirito produca le virtù come frutti.

Theotokìon. Il grembo della Vergine portava te, che reggi l’universo, quando il Battista, portato nel grembo, ti venerò, o Cristo, esultando di gioia.

Ode 5. Col tuo divino fulgore.

Al profeta venuto all’interno del tempio santo per offrire al Creatore il culto secondo la legge, apparve un angelo, che gli annunziava il concepimento del Precursore.

Come sarà possibile questo? Io sono vecchio, lo vedi e mia moglie è sterile, disse Zaccaria all’angelo; le parole che mi dici contraddicono la natura.

Considera Sara, la donna di Abramo: vedi come ella concepì nella sua vecchiaia Isacco; credi alle mie giuste parole, disse l’arcangelo divino all’anziano.

Theotokìon. Benedetta sei tu fra le donne, o piena di divina grazia! Così gridò a te Elisabetta riconoscendoti vergine prima e dopo il tuo concepimento.

Ode 6. Vedendo il mare.

Il dubbio ha preso il mio spirito, dubito delle tue parole, disse il sacerdote all’arcangelo; chiedevo la salvezza del popolo, non il frutto dei miei visceri.

Il liturgo rispose: Il Creatore della natura, il Re degli angeli ha deciso che genererai l’angelo della sua venuta, non dubitare delle mie parole.

Il tuo aspetto è di fuoco, la tua apparizione tremenda, il tuo discorso sbalorditivo, disse all’angelo Zaccaria, ma non credo a te, che dici parole strane oltre natura.

Theotokìon. Dall’oscura cavità in cui si trovava, il Candeliere, riconoscendo il Sole nascosto nella nube materna del grembo, con gioia lo venerò esultando.

Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Kontàkion. Tono 1. Il coro angelico.

Risplende di gioia il grande Zaccaria, con la sua famosissima compagna Elisabetta, che degnamente concepì Giovanni precursore; un arcangelo lo evangelizzò con gioia e noi uomini, come conviene, lo onoriamo, perché è l’iniziato della grazia.

Ikos.

Apriamo il sacro vangelo, che il sacro e mirabile Luca scrisse per noi e contempliamo il lieto e insigne concepimento del Precursore. È detto infatti: Come l’anziano e giusto Zaccaria entrò nel Santo dei santi per incensare secondo il turno della sua classe, si presentò a lui Gabriele evangelizzando e dicendo: Sacerdote, avrai un figlio nella tua vecchiaia, il profeta e Precursore, la voce e l’araldo, la lampada sempre luminosa, l’iniziato della grazia.

Sinassario.

Il 23 di questo mese concepimento del santo e glorioso profeta, Precursore e Battista Giovanni.

Stichi. Da un arcangelo al profeta viene annunziato un oracolo, la venuta di quel profeta che è più che un profeta, colui che il 23 precede il suo Sovrano, essendo concepito sei mesi prima della sua festa.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Andrea, Giovanni, Pietro e Antonio, che perirono in Africa.

Stichi. Per Cristo, un tempo trafitto da lancia, per una lancia Andrea muore. Giovanni detestando l’errore, scannato scanna il nemico con tutto il suo errore. Antonio e Pietro, sopportarono come salde rocce di esser tagliati a pezzi da mani mortali.

Lo stesso giorno memoria di santa Raìs, vergine e martire.

Stichi. Desiderando vedere il chiarore divino, Raìs offre il puro candore del suo corpo alla spada.

Lo stesso giorno memoria delle sante due sorelle di sangue Xantippe e Polìssena.

Stichi. Con sua sorella Polìssena, Xantippe partecipa agli ineffabili cori angelici.

Lo stesso giorno il santo neomartire Nicola il droghiere, martirizzato a Costantinopoli nel 1672.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Tutta rugiadosa.

Non avendo creduto alle mie parole, resterai muto: e quando verrà partorita la voce del Verbo, ritroverai la voce per gridare: Signore, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Come luna e sole splendenti Elisabetta e Zaccaria insieme produssero lo scintillante candeliere della Luce, apparso a noi, che giacevamo nell’oscurità delle passioni che ci avvolgevano.

Utilizzando i sussulti nel grembo come parole, il grande Precursore di Cristo, portato nel grembo di Elisabetta, ti adorò mentre stavi nel grembo della Vergine, o Gesù, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Come luna, Elisabetta, portando il Precursore quale divina stella, venerò te, Maria, nube luminosa recante Cristo, sole incarnato nel tuo grembo per salvare il genere umano.

Ode 8. Dalla fiamma hai fatto scaturire.

L’amico dello sposo, il grande soldato del Re dell’universo, si prepara e inizia, venendo concepito nel grembo di una sterile.

Gioite, popoli, è fiorito l’agricoltore per i cuori insteriliti, viene forgiata la scure delle passioni, viene nutrito di temperanza il vitello venerabile, il grande Precursore.

Come un tempo i legami della sterilità, o Battista, sciogli la durezza della mia mente e concedimi di germogliare frutti di penitenza, perché viva nei secoli.

Theotokìon. Quando Elisabetta vide te gravida, o Vergine, divinamente gioì, mentre il bimbo nel suo grembo sussultava, riconoscendo il suo Signore.

Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Impossibile agli uomini.

Aprendo oggi le porte della sterilità, il divino Precursore di Cristo, come nel palazzo reale alloggia nel grembo di sua madre, da cui come soldato uscirà per preparare le vie del Re dell’universo.

O profeta di Dio, anziano, esulta, avrai come figlio il maggiore tra i mortali, Giovanni precursore del Signore; esulta, Elisabetta, rallegrati terra tutta, offrendo la lode a Dio, Creatore dell’universo.

Ricordati sempre di noi, che con fede ti inneggiamo, o profeta del Signore, tu che liberi le anime dalle passioni e ci salvi dai pericoli, guidandoci sul sentiero celeste, o beatissimo.

Theotokìon. Sapientemente Elisabetta, sciolta dalla sterilità e liberata dalla pena, portando il Precursore di colui che abitava nel tuo grembo, Vergine purissima Maria, piena di divina grazia, ti riconobbe madre casta.

Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere celesti non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Exapostilarion. Con i discepoli.

Il glorioso concepimento del precursore preannuncia il Re che sarà partorito da una Vergine, così come costui lo è da Elisabetta, sterile e senza frutto e dal sacerdote Zaccaria, già molto anziano. Per le loro preghiere e per quelle della Theotòkos e di Giovanni battista, salva tutti, Signore, di tutti abbi compassione.

Theotokìon. Uguale.

Con gioia ti gridiamo grati, o purissima, il saluto dell’augusto arcangelo, noi riscattati dall’antica maledizione per il tuo divino parto: Salve, redenzione di Adamo, Vergine Madre di Dio; salve, venerabile, per la quale siamo stati liberati dalla morte; salve, tu per cui abbiamo ottenuto il regno dei cieli.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà prosòmia, ripetendo il primo.

Tono 1. Esultanza delle schiere.

Esulta il creato nel tuo concepimento, o precursore e profeta, Giovanni battista, poiché la tua divina nascita significa per noi la nascita del Sovrano e per questo noi della terra, degnamente, a una voce ti celebriamo (2).

L’angelo, trovando come meravigliosa testimonianza il concepimento della sterile, la presenta a Maria, adducendola come conferma: perciò anche noi celebriamo Elisabetta, un tempo sterile, Zaccaria suo consorte e Giovanni.

La lampada dell’eterna luce da Dio preparata, l’amico dello sposo, la grande stella mattutina del sole della gloria, la viva voce del Verbo di Dio, il precursore dell’avvento del Signore, alla parola dell’angelo è stato ora concepito.

Gloria. E ora. Tono pl. 4.

Elisabetta concepì il precursore della grazia, ma la Vergine, il Signore della gloria; si salutarono l’una l’altra le madri e il bambino sussultò nel grembo: poiché da lì il servo lodava il Sovrano. Stupita, la madre del precursore cominciò a gridare: Donde a me questo, che la madre del mio Signore venga a me? Perché colui che possiede la grande misericordia vuol salvare il popolo senza più speranza.

Grande dossologia, apolytìkion e congedo.

Alla Liturgia typikà e le odei 3 e 6 del canone del Precursore.

Kinonikòn. Il giusto sarà in memoria eterna. Alliluia.