25 SETTEMBRE
Memoria della santa madre nostra Eufrosina.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono pl. 4.
In te, madre si è conservata perfettamente la divina immagine: abbracciando infatti la croce hai seguito Cristo e nell’agire hai insegnato a disprezzare la carne corruttibile e ad occuparti dell’anima, creatura immortale. Perciò con gli angeli si rallegra, o beata Eufrosina, il tuo spirito.
La solita sticologia, un canone dall’Oktòichos e due della santa (questo non si trova nel manoscritto).
Ode 1. Tono pl. 4. Alla testa dei suoi carri.
Inneggiato con voci trisagie da tremende schiere, accettasti di esser glorificato anche da assemblee di mortali: anche ora per impedire un’illecita aggiunta al Trisagio, stabilisti il rapimento e la chiamata di un bambino.
Amasti Dio con tutta la tua anima e a lui ti fidanzasti, lasciando il fidanzato mondano, le passioni della carne, la ricchezza transitoria, la gloria e i piaceri, o illustre, per condurre vita ascetica.
Fosti una terra fertile, moltiplicando il tuo frutto, o veneratissima Eufrosina; e infatti accogliendo realmente nel tuo cuore il simbolo salvifico, alacremente ti sforzasti di metterlo in atto.
Theotokìon. Seguendo i detti dei profeti divini, i teofori martiri confessarono il Verbo di Dio che ha assunto la carne dalla casta Vergine, che con canti sempre come Theotòkos ti diciamo beata.
Un altro canone della beata. Acròstico: Un inno ti canto con ardore, Eufrosina. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 1. Cavallo e cavaliere.
Tu illustrissima, che porti il nome della divina letizia, con la luce delle tue preghiere illumina me, che oggi inneggio con lieti canti divini la tua santa e celebratissima memoria.
Desiderando solo la divina bellezza di Cristo e allietandoti solo delle sue immateriali bellezze, disprezzasti la bellezza della carne, o gloriosa, dedicandoti alle divine contemplazioni.
Sposa adorna dei fulgori delle virtù, ti fidanzasti con Cristo, vera bellezza, o Eufrosina, lasciando il fidanzato caduco e tutta la dolcezza della vita.
Theotokìon. Tutto desiderio, dolcezza e vita colui che per estrema bontà è sorto da te, Vergine purissima; supplicalo di salvare me, che senza sosta ti dico beata.
Ode 3. Tu che in principio.
Tu che hai nascosto i tuoi profondi misteri ai sapienti e agli increduli per svelarli prodigiosamente ai fanciulli, riveli ora sapientemente a un bimbo rapito tra le nubi il canto Trisagio.
Svestendo la vile tunica delle passioni, con sapienza indossasti la veste dell’impassibilità in Cristo e rifulgesti tra gli uomini, vivendo in ascesi, custodita dalla grazia.
Con il freno della continenza fermavi gli appetiti indocili della carne, o madre e mantenevi senza esitazioni il tuo cuore sulla buona via della sacra ascesi.
Theotokìon. Senza nozze, Madre di Dio, generasti il Verbo da te incarnato, il Dio che i martiri virilmente confessarono come suoi soldati, venendo incoronati.
Secondo canone. Tu che hai fissato.
Sopportando grandemente le lotte, abbattesti le macchinazioni del nemico e respingesti gli assalti dei demòni e meditando nel tuo corpo mortale l’immortalità, ti sei assimilata agli angeli o madre.
Essendo sostegno e pedagogo ai precetti salvifici, ai sentieri dell’incorruttela e al monte sublime del Creatore, o Eufrosina, la tua vita allieta i cuori dei monaci.
Rischiara divinamente le folle dei fedeli la tua memoria luminosa e degna di lode, addolcisce i cori dei beati, allieta le schiere degli angeli, con i quali stai come un angelo, avendone imitato la vita.
Theotokìon. La bufera terribile delle passioni mi turba, i venti ostili mi affondano nell’abisso e la tempesta del peccato sconvolge il mio cuore; o Genitrice di Dio, libera me, che schiettamente ti magnifico.
Irmòs. Tu che stabilisti col tuo precetto sul nulla la terra, sollevandola in alto senza appoggio con tutto il suo peso, conferma la tua Chiesa, o Cristo, sulla stabile roccia dei tuoi comandamenti, o solo filantropo.
Kàthisma. Tono pl. 1. Il Verbo coeterno.
Rinforzando la debolezza femminile con speranze celesti, con pensiero sicuro dimorasti tra uomini, o vergine, sottomettendo sotto i tuoi talloni l’ingannatore di Eva con fatiche e insonni meditazioni, perciò con fede ti diciamo beata.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Avendo trovato te, porto e muro, rifugio e speranza, difesa e fervida protezione, noi fedeli a te accorriamo e gridando di continuo acclamiamo con fede: Abbi pietà, Madre di Dio di quanti in te confidano e allontana le loro colpe.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendoti volontariamente appeso in croce tra due ladri, tua Madre, o Cristo, con i visceri maternamente dilaniati, diceva: Figlio senza peccato, come sei condannato ingiustamente alla croce come un criminale, volendo vivificare la stirpe degli uomini, come buono?
Ode 4. Signore, mia forza.
Provvedendo a tutto il necessario, Salvatore e guidando tutti alla correzione e al rifiuto di tutti i mali, anche ora col sisma hai scosso la terra, sconvolgendo i dogmi blasfemi degli eretici e insegnando a glorificarti come stabilito.
Ingaggiasti con gioia lotta ascetica, Eufrosina, dimorando fra uomini e uccidendo gli appetiti passionali della carne per amore del tuo Sovrano, perciò divenisti degna di ricevere la dimora e la corona di gloria.
Offrendo al tuo Sovrano come mirra gemiti e lacrime, o madre, ottenesti in ricompensa da lui il profumo dei carismi divini, con cui profumasti e soffiasti su tutti l’effluvio dei prodigi, o ispirata da Dio.
Theotokìon. Avendo come arma la Purissima che ti generò, o Cristo, i sapienti martiri respinsero le trame dell’errore e con sapienza sciolsero le lusinghe dei tiranni e ora mostrandosi incoronati gridano: Gloria alla tua potenza, o unico Filantropo.
Secondo canone. Intuito con profetico.
Volgendoti al Padre celeste, che fidanza le anime, né l’affetto per il padre, né per lo sposo caduco ti impedì di percorrere la via della salvezza.
Con senno divino hai fatto germogliare come palma la dolcezza della giustizia e come cedro sulla riva delle acque hai moltiplicato i frutti delle buone opere della continenza, o sapiente in Dio.
Con il fuoco della continenza inceneristi gli aridi piaceri e incendiata dal carbone dell’amore del Signore, balenasti fulgori di prodigi.
Theotokìon. Tu che sei compassionevole, abbi pietà della mia misera anima terribilmente ottenebrata dalle passioni dei peccati e gemente, o Genitrice di Dio purissima.
Ode 5. Perché mi hai abbandonato.
Prefigurando il tremendo incontro con i giusti sulle nubi alla tua seconda parusia, o Cristo, operasti ora lo straordinario rapimento del bimbo con cui ci hai insegnato il corretto canto Trisagio.
Con le tue opere divine mostrasti la verità del tuo nome: poiché apparisti come smeraldo preziosissimo, o gloriosa vergine, splendente fra uomini santi per il fulgore della purezza.
Rallegrandoti e deliziandoti sempre nei precetti del Signore, nei quali hai trascorso la tua beata e pura vita, avevi la letizia divina nel tuo cuore, o Eufrosina, sposa vergine di Dio.
Theotokìon. Riconoscendoti tutti vera Madre di Dio, i gloriosi martiri confessarono il Verbo divino da te generato, opponendosi valorosamente al peccato fino alla morte, o fanciulla inneggiatissima.
Secondo canone. Tu che ti rivesti.
Con splendore di divine opere, o gloriosa, apparisti come pietra di smeraldo in mezzo a uomini, dimostrando virili le tue lotte e allietando Dio.
Versando lacrime come profumi, ti riempisti di buona fragranza; e divenuta prezioso myron, ti offristi a Dio, vergine incorrotta.
Mettesti tutta la tua brama in Dio, desiderandolo, cercandolo e osservando la sua salvifica legge, o vergine.
Theotokìon. Concepisti, o purissima, piccolo bimbo, colui che prima dei secoli rifulse dal Padre senza principio; supplicalo per il mondo, o Sposa di Dio.
Ode 6. Perdonami, Signore.
Hai fatto tremare e sconvolto la terra con il tuo sguardo, hai scosso i cuori dei mortali che empiamente ti bestemmiano, ma nella tua grande compassione hai infine fermato la devastazione.
Ti rivelasti bella e abile sposa di Cristo, adornandoti con lo splendore delle virtù, venerabilissima Eufrosina, perciò fosti degna anche del palazzo celeste.
Sconfiggendo i terribili assalti della carne, accendesti in te più luminosamente la brama dell’amore di Cristo, illuminando i sensi della tua anima.
Theotokìon. Rinvigoriti dalle forze da te inviate, gli atleti, o Cristo, lottarono secondo le regole, confessando pura la Madre che ti concepì ineffabilmente.
Secondo canone. Placa, o Sovrano.
Pura, illibata, bella e adornata ti fidanzasti con il Verbo sposo, che ti mantiene incorrotta nei secoli.
Cercando il Creatore con gemiti e lacrime, o eletta da Dio, divenisti degna di contemplarlo con gli eletti, o illustre.
Ti mostrasti modello di continenza e icona animata della purezza a quanti lodano la tua sacra memoria, o Eufrosina.
Theotokìon. Ineffabilmente e incomprensibilmente generasti il Creatore senza tempo, che libera da ogni corruzione i tuoi cantori, o santissima Theotòkos.
Irmòs. Placa, Sovrano, il mare delle passioni, che infuria con i suoi marosi funesti all’anima e fammi risalire dalla corruzione, nel tuo compassionevole amore.
Kontàkion. Tono 2. Cercando le cose superne.
Desiderando raggiungere la vita di lassù, con impegno hai abbandonato le delizie di quaggiù; sei vissuta travestita in mezzo ai monaci, Eufrosina lodatissima; per amore di Cristo tuo Sposo, avevi infatti rinunciato a un fidanzato caduco.
Ikos.
Allietando le anime con gaudio e letizia, leviamoci subito per udire un discorso straordinario, poiché questo racconto supera e stupisce ogni mente: una donna che, dimorando in mezzo a uomini, vinse Beliar, calpestò il fuoco dei piaceri e in nessun modo ne fu riarsa, perché questa irreprensibile, desiderando Cristo, sdegnò un fidanzato caduco.
Sinassario.
Il 25 di questo mese memoria della nostra santa madre Eufrosina, figlia di Pafnuzio l’egiziano.
Stichi. Nascondi la tua natura femminile, o Eufrosina, come un uomo; e vedi il Sovrano, che vede le cose nascoste. Il venticinque Eufrosina si sottomise alla morte.
Al beato padre Pafnuzio, di lei padre.
Stichi. Chiudendo gli occhi del corpo, Pafnuzio, vivente nello spirito, vede grande luce.
Lo stesso giorno la memoria del santo martire Pafnuzio.
Stichi. Dagli amici del mondo fu crocifisso Pafnuzio, già crocifisso per il mondo.
Lo stesso giorno memoria del grande terremoto in cui fu rapito un bimbo al cielo.
Stichi. Il canto dal triplice inno solleva il bimbo in alto, annunziando anche in basso come lo cantano gli angeli.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Paolo e Tatta e dei loro figli Saveriano, Massimo, Rufo ed Eugenio
Stichi. Un padre, Paolo, affronta il martirio con tre figli: a loro, Tatta, ti sei unita saggiamente.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. La condiscendenza di Dio.
Con una voce di bimbo hai svergognato ora le vane menti dei nemici, che infantilmente ti irritavano e gravemente bestemmiavano con l’eretica aggiunta al Trisagio, confermando i fedeli con insoliti portenti.
Hai messo in Dio tutta la brama del tuo cuore, amandolo con fede, cercandolo e seguendo le tracce dei suoi salvifici comandamenti, per i quali hai trovato, o Eufrosina.
Alleggerendo la carne con digiuni, suppliche, asprezze e fatiche, o venerabile, innalzasti l’intelletto al tuo Creatore al quale ti fidanzasti, amandolo e ora ne gusti la bellezza.
Theotokìon. Essendo più pura di tutto il creato, o Sovrana, accogliesti il Verbo da te ineffabilmente generato; amando lui i martiri sopportarono il fuoco dei supplizi.
Secondo canone. Il Signore dei padri.
La sua luce e letizia sono sorte per te, gloriosa, poiché avevi opinione retta cantando: O Dio, tu sei benedetto.
Portando la croce come bastone per rinvigorirti, superasti tutti i pericoli dei demòni cantando, o beata: O Dio, tu sei benedetto.
O beata, rendesti il tuo cuore dimora del santo Spirito, che ti rinvigorì e ti rese più forte degli spiriti maligni.
Theotokìon. Partoristi Dio incorporeo nella carne, o Purissima, per salvare noi che cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.
Ode 8. Follemente il tiranno.
Un tempo nella torre di Babele, confondesti, Signore, le lingue accordatesi nel male; e ora svergognasti le chiacchiere degli empi che, unite illecitamente con la lingua sproloquiano bestemmie, servendoti di un bimbo in aria nello stupore dei testimoni.
Con lotte ascetiche hai calpestato il nemico e sei esultato nello spirito, perciò ti ha accolto la gioia eterna, o venerata fanciulla, che sei stata ricompensata per la tua vittoria e ora gridi con fede: Popolo, esalta il Signore per tutti i secoli.
Dimorasti in mezzo a uomini, custodendo perfettamente la purezza e illesa dalle trame del serpente, poiché Dio ti custodiva e proteggeva con la sua forza e a tutti mostrava lo splendore della tua anima e il tuo animo virile, o Eufrosina di senno divino.
Theotokìon. Come piccolo bimbo generasti colui che è conosciuto uguale al Padre e allo Spirito, o casta Vergine, Cristo nostro Dio, che i valorosi martiri confessarono santamente lottando; con loro, o santissima, ti dicono beata con fede popoli, tribù e lingue per tutti i secoli.
Secondo canone. Componendo nella fornace.
Ti liberasti, o fanciulla, dalla materia delle passioni, imitando la vita immateriale degli angeli coi quali canti: Inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ti concede vita il tesoro della vita, poiché seguisti le sue tracce e desiderasti la sua bellezza divina; con lui esulti nei secoli.
Ti sollevasti alle vere dimore dell’eterna vita: conseguisti la brama che desideravi, o vergine, deliziandoti del legno della vita ed esaltando Cristo nei secoli.
Theotokìon. Tutta speciale, tutta bella apparisti, Vergine amata ed eletta da Dio, sempre magnificata, perciò t’inneggiamo per tutti i secoli.
Irmòs. Componendo nella fornace per te, Creatore di tutto, un coro che raccoglie l’universo, i fanciulli intonavano: opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. Per questo sbigottisce.
Cielo e la terra stupirono per l’insolito e tremendo prodigio compiuto, poiché dal popolo di senno divino fu alzato in aria un bimbo per rivelargli il canto del Trisagio con cui si loda Dio immortale.
Strappandoti dal fango della vita il tuo Sposo, o venerata Eufrosina, ti pose sulla salda pietra dei suoi comandamenti e raddrizzò chiaramente i tuoi passi nella prassi di una condotta rispettabile e virtuosa e ti accolse nei palazzi divini.
Percorrendo la via dell’ascesi con la forza dello spirito e rendendo te stessa tempio divino, ottenesti la letizia incessante e pura, deliziandoti sempre della bellezza del tuo Sposo, o beatissima Eufrosina,
Theotokìon. Come sole la memoria degli atleti irraggia di prodigi i fedeli, poiché il Dio nato da te, Vergine pura, che essi predicarono, li illuminò chiaramente, glorificando quanti con fede onorano la sua parusia, come promesso.
Secondo canone. Danza, Isaia.
Una sacra festa la folla dei monaci celebra; la tua sacra memoria divinamente luminosa annunzia celebrando il coro dei monaci, poiché apparisti splendore di tutti, o venerata e insigne Eufrosina.
Sei divenuta come sacro ornamento del tempio celeste, come giglio sei fiorita nei giardini di Dio, come rosa profumata ti sei offerta al Re di tutti, come prezioso myron, o beatissima Eufrosina.
Illuminasti te stessa con l’ornamento splendido delle virtù e ti portasti pura nel talamo nuziale intelligibile e ora contempli la bellezza non contraffatta di Cristo e gusti perfettamente la divinizzazione.
La tua santa memoria santifica oggi i fedeli, sgorgando luce e santificazione; perciò ti supplichiamo: come sposa di Cristo, o Eufrosina, salva con le tue preghiere quanti ti onorano.
Theotokìon. Con la luce del tuo volto, illuminami di luce: giaccio nella tenebra delle passioni, o porta spirituale, non mi afferri la notte della morte, o casta e pura, non respingere le speranze della mia salvezza.
Irmòs. Danza, Isaia: la Vergine ha concepito un Figlio, l’Emmanuele, Dio e uomo: oriente è il suo nome; magnificando lui, diciamo beata la Vergine.
Exapostilarion. Nel sacro Spirito.
Sfuggisti al principe della vergogna e in abito da amante della sapienza lo dimostrasti stolto; tu, vergine nell’anima e nel corpo, divenisti uomo con prudenza e fede, o santa Eufrosina, bellezza delle vergini, splendore dei monaci.
Theotokìon.
Troni e dominazioni, potestà, potenze, arcangeli e angeli, o Vergine Madre, danno culto a tuo Figlio come Dio e Sovrano e a te di continuo inneggiano: e tu supplicalo sempre, o pura, perché io sia liberato dalla tremenda condanna.
Allo stico delle lodi, stichirà dall’oktòichos.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

