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PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Domenica al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Tu che vuoi, o Verbo, non la morte ma la conversione di tutti coloro che hanno peccato contro di te, o pietosissimo Cristo e Signore, tu che sempre usi misericordia con me tuo servo, abbi compassione di me che, convertendomi, oso chiedere perdono delle male azioni con cui ti ho provocato: tu mostrerai infatti in me l’abisso delle tue divine compassioni se, mentre ne sono indegno, mi salverai nella tua filantropia.

O unico filantropo, tu che vuoi che tutti siano salvati e che nella tua tenera compassione chiami a conversione quelli che ti hanno contristato, non ricordarti in alcun modo, ti supplico, Sovrano, della vergogna delle male azioni che ho commesso, ahimè, davanti ai tuoi occhi, senza tremare, me misero, al pensiero che inevitabilmente cadrò nelle tue mani. Perciò mi prostro a te nel gemito e nel lutto, afferrandomi spiritualmente ai tuoi piedi, per ottenere perdono.

Accogli la mia preghiera tu, che vuoi che tutti siano salvati e non abbandonare me, indegno, che ho peccato, più di tutta la natura umana; piegando dunque i miei ginocchi, mi prostro a te piangendo: sii compassionevole, abbi pietà, mostra in me le tue misericordie, o Signore della gloria, Padre della misericordia e delle compassioni, non allontanare me, miserabile che ti invoco.

Stichirà, degli incorporei, uguali.

I cori angelici, con bocche che mai tacciono, cantano in eterno per te con suoni di festa, o più che buono, vedendo chiaramente la tua splendente bellezza e saziandosi della tua luce; con lo sguardo sempre più fisso verso l’alto, a ciò che è loro innanzi, ricevendo con ardore quei felicissimi fulgori, con franchezza intercedono per le nostre anime.

Cingi il tuo gregge con le protezioni degli angeli tu, che con il verbo e la tua volontà hai posto le loro schiere, allontanando ogni tentazione e audacia dei barbari e delle eresie, poiché col tuo sangue lo hai realmente redento e hai cancellato la condanna della legge e del peccato, affinché liberato dalle tentazioni rattristanti che lo tormentano ora, con senno ortodosso glorifichi te, Salvatore.

I principati, le dominazioni e i serafini con i troni, i purissimi cherubini, gli angeli e gli arcangeli circondano con timore il tuo trono venerabile e santo e la tua divina gloria. Tutte le potenze e le potestà lodano la tua grande economia e l’ineffabile provvidenza, o Cristo e stupiscono per la tua sapienza riconoscibile nelle creature e con franchezza pregano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Caduto per la mia inclinazione e fatto schiavo del seduttore con l’inganno, o sposa di Dio, mi rifugio, io, l’infelice, nella tua mirabilissima compassione e nella tua fervida preghiera, o Vergine santissima: liberami dalla catena delle prove e delle tribolazioni e salvami, o purissima, dagli assalti del demonio, affinché ti dia gloria e con affetto ti veneri, ti canti e ti magnifichi, o Sovrana per sempre beata.

Apòsticha catanittici.

Non ho né pentimento né lacrime e per questo supplico te, o Salvatore, di convertirmi prima della fine e di darmi compunzione, perché io sia strappato al castigo.

Alla tua tremenda parusia, o Cristo, non ci accada di udire: Non vi conosco perché noi abbiamo riposto in te, Salvatore, la speranza: anche se per la nostra negligenza non eseguiamo i tuoi comandi, tu dunque risparmia, ti preghiamo, le nostre anime.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, non ti hanno rinnegato, dai tuoi comandamenti non si sono allontanati: per la loro intercessione, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come gli arcangeli, celebriamo, fedeli, il talamo celeste e la vera porta sigillata: Salve, tu da cui è germogliato per noi il Salvatore di tutti, Cristo, datore di vita e Dio; abbatti con la tua mano, o Sovrana, i tiranni atei, nostri nemici, o pura, speranza dei cristiani.