Periodo Del Tono Pl. 1
Sabato Sera Al Piccolo Vespro
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.
Gloria. E ora.
Theotokìon dogmatico. Tono pl. 1.
Veneriamo l’augusta Vergine degna del Signore e più venerabile dei cherubini, poiché il Creatore di tutti, volendo farsi uomo come noi, ineffabilmente dimorò in lei. Azione singolare, mistero inaudito! Chi non stupirebbe, apprendendo che Dio si è fatto uomo senza subire mutamento e che varcò le porte della verginità senza corromperle in nulla? Secondo le parole del profeta, nessuno passerà per esse, se non il Signore Dio d’Israele che possiede la grande misericordia.
Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Con voci di canto ti magnifichiamo, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.
Tono pl. 1. Salve, vanto degli asceti.
Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.
A te levo le mani, apro nella preghiera le mie labbra impure, piego le ginocchia del mio cuore; spiritualmente, o purissima, bacio i tuoi piedi immacolati e ti venero: sana i mali da cui sono oppresso e, per quanto essi siano tenaci, numerosi e senza rimedio, cura nella tua bontà le mie ferite; liberami, o Vergine, dai nemici invisibili e invisibili, alleggerisci il fardello delle mie passioni affinché canti e glorifichi te, per la quale il mondo trova salvezza.
Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.
Salve, santissima Vergine, che in modo inesplicabile concepisti il Figlio di Dio e dalle tue viscere lo generasti nella carne, trasmettendogli la natura umana e un’anima dotata di ragione e libertà; e lui, rivestito completamente il vecchio Adamo, restaurò l’uomo e lo guidò alla salvezza; poiché in due nature ci è rivelato il Cristo, di entrambe manifestando le energie; pregalo di concedere alle nostre anime la grande misericordia.
Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.
Salve, ornamento di Giacobbe che Dio scelse e amò, porta dei riscattati e pinza che tiene la brace ardente, liberatrice dalla maledizione, o beatissima, grembo che portò il nostro Dio, risollevando l’umanità decaduta, più santa dei cherubini e culmine del creato, visione insostenibile, notizia inaudita e nuovo linguaggio, carne del Verbo e nube da cui spuntò il sole che ci illuminò nelle tenebre, concedendoci la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Si sono compiute, Vergine pura, le profezie su di te: uno dei profeti ti prefigurò come la porta dell’Eden che guarda a oriente, per la quale nessuno passò fuorché il Creatore tuo e di tutto il mondo; un altro ti vide come roveto ardente, poiché in te dimorò il fuoco della divinità senza consumarti; un altro come il monte santo da cui fu tagliata, senza che mano d’uomo la toccasse, la pietra angolare che colpì la statua del tiranno spirituale; davvero grande e sublime il mistero che in te si cela, Madre di Dio; per questo ti glorifichiamo: per te le nostre anime vengono salvate.
Al Grande Vespro.
Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.
Tono pl. 1.
Con la tua croce preziosa, o Cristo, svergognasti il diavolo e con la tua risurrezione spuntasti il pungiglione del peccato e ci salvasti dalle porte della morte. Unigenito, noi ti glorifichiamo.
Tu che dai la risurrezione al genere umano, come pecora fosti condotto al macello: di fronte a questo inorridirono i principi dell’ade e furono sollevate le porte del dolore, perché è entrato Cristo, Re della gloria, per dire ai prigionieri: Uscite; e a quanti erano nella tenebra: Mostratevi.
Grande prodigio! Il Creatore degli esseri invisibili, dopo aver patito nella carne per amore dell’uomo, risorse immortale! Venite, adoriamolo, famiglie delle genti, perché, strappati all’errore dalla sua compassione, abbiamo imparato a cantare il Dio uno in tre ipòstasi.
Altri Stichirà, anatolikà.
Offriamo l’adorazione vespertina a te, luce senza tramonto, che alla fine dei secoli, mediante la carne, come in uno specchio, rifulgesti al mondo, discendesti all’ade, ne dileguasti la tenebra e mostrasti alle genti la luce della risurrezione. Signore datore di luce, gloria a te.
Glorifichiamo l’autore della nostra salvezza, Cristo: con la sua risurrezione dai morti il mondo è salvato dall’inganno, gioisce il coro degli angeli, fugge la seduzione dei demòni, Adamo caduto è risollevato, il diavolo annientato.
Le guardie ricevettero le istruzioni dagli iniqui: Nascondete la risurrezione del Cristo, prendete il denaro e dite: Mentre dormivamo, il morto fu rapito dal sepolcro. Chi mai vide, chi mai udì che un morto venga rubato? E un morto unto di mirra e nudo, che lascia nella tomba le sue bende funerarie? Non ingannatevi, giudei, imparate le parole dei profeti e sappiate che egli è veramente il Redentore del mondo e l’onnipotente.
Signore, che spogliasti l’ade e calpestasti la morte, Salvatore nostro, che illuminasti il mondo con la tua croce preziosa, abbi pietà di noi.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Nel Mar Rosso fu tracciata un tempo l’immagine della sposa ignara di nozze. Là, Mosè che divide le acque, qui Gabriele, ministro del prodigio: allora Israele attraversò l’abisso a piedi asciutti, ora la Vergine genera Cristo senza seme; il mare, dopo il passaggio d’Israele, rimase senza strada, l’irreprensibile, dopo il concepimento dell’Emmanuele, rimase incorrotta. O Dio che sei, che preesistevi e che sei apparso come uomo, abbi pietà di noi.
Allo stico, apòstica stichirà.
Anastàsimo. Tono pl. 1.
Con voci di canto ti magnifichiamo, Cristo Salvatore, incarnato senza lasciare i cieli: perché per la nostra stirpe accettasti croce e morte, quale Signore amico degli uomini; spogliate le porte dell’ade risorgesti il terzo giorno, per salvare le anime nostre.
Gli alfabetici.
Dal tuo fianco trafitto, o datore di vita, hai fatto scaturire per tutti torrenti di perdono, vita e salvezza; nella carne accettasti la morte, donandoci l’immortalità; abitando in una tomba, ci liberasti risuscitandoci con te gloriosamente, in quanto Dio. Noi, dunque, acclamiamo: Signore amico degli uomini, gloria a te.
Straordinaria è la tua crocifissione e la tua discesa all’ade, amico degli uomini! Spogliato l’ade e gloriosamente risuscitati con te i prigionieri di un tempo, in quanto Dio, apristi il paradiso e li rendesti degni di ottenerlo; anche a noi, che glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno, dona dunque il perdono dei peccati e rendici cittadini del paradiso, o solo misericordioso.
Tu che per noi accettasti nella carne la passione e il terzo giorno dai morti risorgesti, guarisci le passioni della nostra carne, facci risorgere dalle nostre gravi colpe, o amico degli uomini e salvaci.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Sei tempio e porta, reggia e trono del Re, Vergine venerabilissima: per te Cristo Signore, Redentore, sole di giustizia, apparve a quanti dormivano nella tenebra, volendo illuminare quelli che di propria mano aveva plasmato a sua immagine. Tu, dunque, o degna di ogni canto, che hai con lui famigliarità di madre, senza sosta prega per la salvezza delle anime nostre.
Tono pl. 1. Apolytìkion.
Il coeterno Verbo * al Padre e allo Spirito, * partorito dalla Vergine * a nostra salvezza, * cantiamo o fedeli – * e adoriamo; * poiché ha voluto nella carne * salire sulla croce * e sottoporsi alla morte * e risuscitare i defunti * nella gloriosa sua resurrezione.
Theotokíon.
Salve, invalicabile porta del Signore, salve, muro e protezione di quanti a te accorrono, salve, porto senza tempeste e ignara di nozze: tu che partoristi nella carne il tuo Creatore e Dio, non cessare di pregare per quanti celebrano e adorano tuo Figlio.

