Periodo Del Tono 4 LUNEDÌ Sera al Vespro
Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà catanittici.
Tono 4. Tu che sei stato chiamato.
Imitando la cananea, anima mia, aggrappati a Cristo e grida tante volte: Abbi pietà di me, o Sovrano; non ho una figlioletta indemoniata, ma una carne indisciplinata: scacciane, ti supplico, la febbre, placa i suoi sussulti sregolati e rendila morta con il tuo timore, per le suppliche di colei che in modo incontaminato ti concepì e partorì, o Cristo e per le suppliche di tutti i santi, o benefattore misericordiosissimo.
Ai niniviti d’un tempo che avevano peccato, mandasti Giona, o Cristo, a predicare; ed essi con il loro pentimento, mutarono lo sdegno in compassione, liberandosi dall’ira distruttrice. Anche a me indegno, filantropo, manda il tuo aiuto potente, perché mi converta dalle mie innumerevoli trasgressioni e sia condotto ai sentieri della penitenza e pianga, gemendo amaramente, per essere redento, per la tua misericordia, dalle mie molte colpe.
Tu che sei venuto nel mondo a salvare i peccatori, invitando al pentimento i mortali, Signore compassionevole, nella tua misericordia fammi grazia, nonostante più di tutti io ti abbia offeso; mostrami la via della penitenza e salvami per la tua bontà; dammi pensieri di compunzione, cuore umile, semplice, senza malizia e mite, o mio Salvatore per la tua grazia, come compassionevole.
Altri stichirà, del precursore. Hai dato come segno.
Illumina con la tua intercessione, beato Giovanni, la mia anima oscurata dalla malizia del serpente e conducila a camminare per i retti sentieri che conducono alla vita beata, ti scongiuro, perché, ottenuto ciò che chiedo, io, inutile tuo servo, ti glorifichi sempre con ardore, o mirabilissimo.
Tu che sei come il germoglio della sterile, venerato Precursore, con le tue preghiere rendi la mia anima, sterile di buone opere, fruttuosa davanti a Dio per la penitenza, affinché il tuo inutile servo, salvato, possa magnificarti per i tuoi prodigi e la tua fervida intercessione.
Giustissimo giudice filantropo, che scruti i cuori, Signore, che non ti ricordi dei nostri peccati, nell’ora del giudizio non svergognarmi, nonostante la mia iniquità, ma per le sante preghiere del Precursore, o Verbo di Dio, volgiti ora a me e salva me indegno, ti prego e supplico, o Gesù sommamente buono, Salvatore delle nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon uguale.
Sono divenuto un secondo Esaù, o purissima: più di tutti mi sono mostrato miserabile e passionale, io solo mi sono spogliato della virtù divina; chi non deplorerà la mia rovina, chi non piangerà la mia miseria? Perciò a te senza sosta grido: Ho peccato, Sovrana, ma tu salvami come un tempo tuo figlio salvò il dissoluto.
Apòsticha catanittici.
Vorrei cancellare con le lacrime il chirografo delle mie colpe, Signore e piacerti per il resto della mia vita con la penitenza; ma il nemico mi seduce e fa guerra alla mia anima: salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.
Chi accorrendo nella tempesta a questo porto non si salva? O chi, nel dolore, se trova questo luogo di cura non riceve assistenza? Creatore di tutti e medico dei malati, salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.
Martyrikòn. Tu che accettasti la pazienza dei santi martiri, accetta anche da noi il canto degli inni, o filantropo, donandoci per le loro preghiere la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.
Ti scongiuro, Vergine lodatissima, purissimo palazzo del Re: purifica il mio intelletto macchiato da tutte le colpe e rendilo gradita dimora della Trinità divinissima, affinchè io, tuo inutile servo, ottenendo salvezza, magnifichi il tuo potere e la tua immensa misericordia.

