26 Settembre
Transito del santo glorioso illustre apostolo e teologo Giovanni l’evangelista.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono 2.
Apostolo prediletto di Cristo, affrettati a liberare il popolo senza difesa; ti accoglie prostrato ai suoi piedi Colui che ti accolse quando ti appoggiavi al suo petto; supplicalo, o Teologo e disperdi l’insistente nube delle genti, chiedendo per noi la pace e la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tutti trascendono oltre il pensiero, tutti gloriosissimi i tuoi misteri, Theotòkos; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Fosti chiamato figlio del tuono divino, perché assordasti le orecchie degli empi e, più dolce di una tromba, sonoramente proclamasti ai cuori retti, o sapientissimo, l’incarnazione del Verbo; come amico sincero, ti appoggiasti al suo petto: attinta di lì la profondità della conoscenza, predicasti a tutti il coeterno al Padre. Apostolo Giovanni, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e reggesti tra le braccia colui che sostiene l’universo e tutti nutre, l’Artefice del creato; perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe per il giorno in cui dovrò presentarmi al mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o inneggiatissima.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma, uguale.
Lasciato l’abisso in cui pescavi, con la canna della croce sapientemente catturasti come pesci tutte le genti, o illustre: come infatti ti aveva detto Cristo, divenisti pescatore di uomini, che catturi per portarli alla pietà. Seminata dunque la conoscenza del Verbo Dio, hai ottenuto in frutto Patmos ed Efeso, con le tue parole. Apostolo teologo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon..
Penso al giudizio e temo, perché, nella mia miseria, ho fatto opere degne di vergogna e così ti prego, Madre di Dio inneggiatissima: Prima che mi colga la notte della morte, convertimi guidandomi sulla via della penitenza, affinché, venerandoti grato, io canti la tua smisurata potenza e il tuo divino soccorso, santissima sposa di Dio, che preghi Cristo Dio, domandando a lui di donarmi il perdono dei peccati e la grande misericordia.
Dopo il polyèleos, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Chinandoti sul petto di Gesù, con confidenza di discepolo chiedesti: Chi è il tuo traditore, Signore? E a te che eri l’amato, o glorioso, questi fu chiaramente mostrato tramite il pane. Perciò come iniziato ai misteri ineffabili, insegnasti ai confini l’incarnazione del Verbo. Apostolo teologo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Santissima Vergine, Madre di Dio, sana le furiose passioni dell’anima mia, ti prego e concedimi il perdono delle colpe che ho stoltamente commesso, contaminando, me misero, anima e corpo. Ahimè, che cosa farò nell’ora in cui gli angeli separeranno la mia anima dal mio povero corpo? Siimi allora aiuto e fervidissima avvocata, perché io, tuo servo, Sovrana, ho te come speranza, o pura.
Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.
Stico. I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
Ogni spirito. Vangelo secondo Giovanni (21, 15-25)
In quel tempo, risorto dai morti, Gesù si manifestò ai suoi discepoli e dice a Simon Pietro: Simone di Giona, mi ami più di costoro? Gli risponde: Sì, Signore, tu lo sai che ti sono amico. Gli dice: Pascola i miei agnelli. Gli dice di nuovo: Simone di Giona, mi ami? Gli risponde: Sì, Signore, tu lo sai che ti sono amico. Gli dice: Pascola le mie pecore. Gli dice per la terza volta: Simone di Giona, mi sei amico? Pietro rimase addolorato che alla terza volta gli dicesse: mi sei amico? e rispose: Signore, tu sai tutto; tu conosci che ti sono amico. Gli dice Gesù: Pascola le mie pecore. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane cingevi te stesso e camminavi dove volevi; quando invecchierai, tenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti porterà dove tu non vuoi. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo gli dice: Seguimi. Pietro, voltatosi, vede che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, che nella cena si era chinato sul suo petto e aveva detto: Signore, chi è che ti consegna? Pietro dunque, vedutolo, dice a Gesù: Signore e lui, allora? Gesù gli risponde: Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi. Si diffuse perciò tra i fratelli questa parola, che quel discepolo non muore. Gesù però non gli disse che non muore, ma: Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Questi è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e che ha scritto queste cose e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Ci sono anche molte altre cose compiute da Gesù, che se fossero scritte una per una, penso che neppure il mondo stesso conterrebbe i libri scritti. Amìn.
Salmo 50. Gloria. Per l’intercessione dell’apostolo. E ora. Per l’intercessione della Theotòkos. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.
Idiòmelon. Tono 2.
Teologo vergine, discepolo amato dal Salvatore, per le tue suppliche salvaci, ti preghiamo, da ogni specie di male perché noi siamo tuo gregge.
Un canone della Theotòkos e due dell’apostolo. Il canone della Theotòkos ha il seguente Acròstico: Alfabeto invertito. Di Teofane.
Ode 1. Tono 2. Irmòs.
L’immane potenza travolse un tempo tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato ha annientato il peccato nefando, lui, il Signore glorioso: perché si è grandemente glorificato.
Come bella, come graziosa, come tutta intatta fra le donne Dio ti elesse e abitò il tuo grembo incontaminato; supplicalo, o purissima, di liberare da ogni colpa i tuoi cantori.
Secondo il salmo, o pura, come Regina stai alla destra del Re, un tempo sorto dal tuo casto grembo: supplicalo di mostrarmi nel giorno del giudizio alla destra, o divina sposa.
Generando la pioggia celeste, rinnovasti tutta la natura dei mortali inaridita in ogni anomalia; ti supplico, dunque, rivela fruttuoso il solco insterilito della mia anima, o divina sposa.
Canone dell’apostolo. Acròstico: Per essere gradito a Cristo, io canto il figlio del tuono. Di Teofane.
Ode 1. Tono 2. L’immane potenza.
Avendo ricevuto il regno dei cieli che predicavi ed essendo divenuto confidente celeste del Verbo, con le tue preghiere proteggi quanti credono alla tua venerabile predicazione e teologia.
Dimostrando mente vigorosa, disprezzasti tutti i beni terreni e i vincoli della natura e stando secondo ragione e intelletto, o sapientissimo, presso il Verbo, liberasti dell’irrazionalità gli irrazionali.
Iniziato alla scienza dei cieli, come perfetto teologo, predicasti, o sapiente in Dio il Verbo Dio da Dio: In principio era presso il suo Genitore, predicato Dio e Verbo.
Theotokìon. Il coro delle divine giovanette, per divina ispirazione, ti canta bella fra le donne, Theotòkos Sovrana, abbellita di splendori divini: concepisti infatti oltre ragione il Dio Verbo, autore del bello.
Un altro canone dell’apostolo. Acròstico: All’iniziato da Dio offro il mio sesto canto. Giuseppe.
Tono pl. 2. Dopo che Israele.
Illuminando il pensiero nelle profondità dello Spirito, ci hai predicato chiaramente la tremenda generazione, o teologo, gridando: In principio era il Verbo di Dio.
Oppressi dalla moltitudine delle tentazioni, passioni e afflizioni e per gli assalti dei mali, con fede in te ci rifugiamo, o teologo: Sii aiuto dei tuoi servi.
Come eccelso medico che sana le crudeli passioni delle nostre anime, liberaci, per la tua mediazione, dalla dannazione e dal fuoco eterni.
Theotokìon. Tu che concepisti Dio divenuto uomo per noi, chiedigli, o pura, d’aver pietà nel giorno del giudizio di noi, che molto contro di lui peccammo.
Katavasìa. Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto le sue meraviglie.
Della Theotòkos. Ode 3. Irmòs.
Fiorì come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti, alla tua venuta, Signore: e per essa si è rafforzato il mio cuore.
Indossando la mia umanità provenne il Creatore dal tuo grembo, donando la veste d’incorruttela ai molti spogliati per le trasgressioni.
Concepisti, Sovrana, l’eccelso Dio Verbo: supplicalo con insistenza d’aver pietà della mia povera anima, addolorata dagli oltraggi dei piaceri.
Sana le ferite del mio cuore, o pura e sulla mia anima avvelenata dal morso venefico del serpente applica il tuo più efficace rimedio.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Con la tua lingua di teologo rivelasti chiaramente, o beato Giovanni, l’ineffabile mistero della Trinità; in essa il mio cuore si è consolidato.
La tua lingua divenne calamo di scriba del santissimo Spirito, redigendo divinamente il santo e divino Vangelo.
Dall’abisso della sapienza attingesti, o sapientissimo, appoggiandoti con divina confidenza alla fonte della sapienza e di essa divenisti divino araldo.
Theotokìon. Veneriamo te, unica Madre Vergine, divenuta per noi causa di salvezza, liberando con le tue preghiere il mondo, o purissima.
Un altro canone. Non c’è santo come te.
Conversasti con intelletto chiaro e puro col Verbo, o beatissimo teologo, sapientemente iniziato da lui ai misteri oltre ragione e illuminasti tutto il creato.
Dalle dure catene del peccato liberami, o beatissimo, legandomi all’amore del Sovrano e Dio, che ardentemente amasti, divenendo suo teologo.
Ci fosti donato come difensore, mediatore, liberatore, intercessore presso il Signore, autore di miracoli e fonte di guarigioni, o teologo, perciò ti celebriamo.
Theotokìon. Quando il Verbo da te incarnato ineffabilmente, o Theotòkos, fu innalzato sul legno della croce, ti affidò al discepolo vergine, come fanciulla vergine.
Katavasìa. Come fonte viva e copiosa, Theotòkos, rafforza i tuoi cantori che allestiscono per te una festa spirituale; e rendili degni di corone di gloria.
Kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Sul petto della sapienza chinandoti e apprendendo la scienza del Verbo, divinamente tuonasti: In principio era il Verbo, descrivendo per primo la generazione atemporale e annunziasti a tutti l’incarnazione del Verbo; perciò pescando con la lingua le genti, insegnavi ai confini la grazia dello Spirito. Apostolo teologo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tu che concepisti il Verbo misericordioso e compassionevole, o Sovrana dell’universo, abbi pietà di tutti quelli che in te si rifugiano e liberali da prove, malattie, afflizioni e dalla fiamma eterna, affinché grati glorifichiamo la ricchezza delle tue molte compassioni e la tua smisurata misericordia e gridiamo sempre: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti degnamente inneggiano al tuo parto, o pura.
Della Theotòkos. Ode 4. Irmòs.
Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo, per questo a te acclamo: Gloria alla tua potenza, Signore.
Piovi su me una goccia di compunzione, Sovrana, che tolga ogni arsura dal mio cuore e respinga le dannose inondazioni della mia disperazione.
Colpito dalla spada del piacere, giaccio ferito: non trascurare la ferita, o pura, ma sanala, ti prego, con la lancia e il sangue di tuo Figlio, nostro Dio crocifisso.
Arricchita dalla sovranità su tutto il creato, rendi degno della divina grazia me, malamente impoverito, affinché ti magnifichi come buona difesa, o inneggiatissima.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Degnamente il Verbo ti mostrò teologo, iniziandoti alla sua divinità, o eccelso e insegnandoti l’ineffabile economia come uomo.
Avendo intelletto divino e il corpo vergine, divenisti tempio vivente e animato, o glorioso e dimora dell’inneggiatissima Trinità, o sacratissimo.
Ricevesti l’onore, discepolo vergine, di essere adottato come figlio dalla Vergine purissima e ti rivelasti fratello di colui che ti elesse discepolo e teologo.
Theotokìon. Correggendo la trasgressione iniziale di Eva, Dio altissimo abitò in te purissima e santissima, riformando tutto me, l’uomo caduto.
Un altro canone. Cristo, mia forza.
Con le gocce del Verbo, o glorioso, irrigasti tutta la terra, inaridendo piamente le acque melmose; perciò ti celebriamo.
Cingi di forza e potere, ti prego, o sapientissimo, la mia anima oppressa da tutti gli assalti di nemici impuri, mentre si rifugia nella tua protezione.
Divenuto tempio del divino Spirito, con la tua mediazione, rendi templi di Dio i fedeli, che frequentano assiduamente il tuo divino tempio.
Theotokìon. Cantiamo il divino tempio di Dio e diciamo tutti chiaramente beata la santa Vergine, noi da lei divinizzati e liberati dai mali.
Katavasìa. L’ineffabile progetto divino della tua incarnazione verginale, Dio altissimo, il profeta Avvacùm lo conobbe e gridò: Gloria alla tua potenza Signore.
Della Theotòkos. Ode 5. Irmòs.
Tu sei mediatore tra Dio e gli uomini, o Cristo Dio: perché per mezzo tuo, o Sovrano, lasciata la notte dell’ignoranza, abbiamo avuto accesso al Padre tuo, fonte della luce.
O pura, che generasti la via della vita, guida sulla retta via me, precipitato stoltamente fuori strada e nei baratri di pericolosi incidenti.
Esiliando me stesso per pensiero stolto, Vergine di Dio, vivo da dissoluto, smarrito nel lontano paese delle passioni, ma tu convertimi e salvami con le tue preghiere.
Irrora con le tue onde vivificanti il tuo servo, che arde e brucia nella fiamma dei peccati per gli assalti dei demòni, o Madre Vergine casta.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Per grazia eri tempio celeste, o teologo, divenendo tutto luce per la vicinanza alla luce prima e, chinandoti intensamente su di lui, fosti divinizzato.
Con intelletto puro e sante lebbra, divinamente ispirato e con bocca purissima, predicavi il tuo Vangelo e offrivi la comune salvezza a tutti i fedeli.
Restando con Cristo da fanciullo, ti sottomettesti a lui come strumento della grazia, esercitandoti nella teologia e iniziandoti alla gloria della Trinità santa.
Theotokìon. Ricordando le tue parole, purissima, ora ti diciamo beata, noi che da te abbiamo ricevuto l’ineffabile beatitudine e davvero siamo stati arricchiti della vita eterna.
Un altro canone. Col tuo divino fulgore.
Come aurora splendevi per i terrestri, predicando, o apostolo, l’Oriente spirituale, che viene al mondo con un corpo e scioglie l’oscurità del politeismo.
Ogni anima fu irrigata dalla tua sacra teologia, o apostolo e divino predicatore; perciò a te grido: irriga tutto il mio cuore, inaridito dal peccato.
Sono ferito dai dardi del nemico: con la tua autorità, o sapiente, guariscimi tutto, ti prego e guida sulla via di Dio me, sempre smarrito fuori strada.
Theotokìon. Quando stavi col discepolo amato, presso la croce di tuo Figlio, purissima, gemevi piangendo e ti meravigliavi della sua grande compassione per l’uomo.
Katavasìa. Stupisce l’universo per la tua divina gloria: tu infatti, Vergine ignara di nozze, portasti in seno Dio che tutto domina e generasti il Figlio senza tempo che concede salvezza a tutti i tuoi cantori.
Della Theotòkos. Ode 6. Irmòs.
Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua amorosa compassione: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.
Non rivelarmi zimbello dei demòni nel giudizio imminente, o Sovrana, ma supplica il giudice, tuo Figlio, di volgersi benignamente verso di me.
Irritandoti con pensieri, Signore e con le mie opere fredde e malvagie, ti mando avanti a propiziazione tua Madre: abbi pietà, salvami.
Scampa, Sovrana, dalla dannazione me, autocondannato per le colpe, poiché concepisti il giudice e Dio di tutti, o inneggiatissima.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Gesù, mio Dio e Signore, gradendo la tua purezza e totale innocenza ti rese fratello, o teologo.
Coronando santamente la tua vita, ti poggiasti fiducioso sul petto della sapienza, o glorioso e di là attingesti la grazia.
I grandi e divini bagliori della tua teologia, illuminarono e rischiararono con la luce trisolare tutta l’ecumène, o glorioso.
Theotokìon. Colui che distese il cielo con un ordine, stese te come un altro cielo terrestre e apparve sorgendo da te, madre di Dio pura.
Un altro canone. Vedendo il mare.
La tua lingua teologa fu veramente come il calamo di un veloce scriba, che in bella grafia trascrive la vera sapienza e la nuovissima legge nelle tavole dei nostri cuori.
Inaridendo alla radice le piante dell’empietà, come eccelso giardiniere, radica nella mia anima il timore di Dio che produce abbondanza di virtù, o glorioso.
Ti chiamò apertamente figlio della Vergine colui che venne da lei, o Giovanni; con lei supplicalo di rendere figli di Dio, o illustrissimo, tutti coloro che fanno ciò gli è gradito.
Theotokìon. Con una carne uguale si fece conoscere ai mortali il Dio nato da te, purissima: supplicalo sempre di uccidere i nostri funesti pensieri carnali, o santissima.
Katavasìa. Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Madre di Dio, o voi che avete senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.
Kontàkion. Tono 2.
Chi potrà descrivere, o vergine, le meraviglie in te compiutesi? Operi infatti molti prodigi e procuri guarigioni e preghi per le nostre anime come teologo e amico di Cristo.
Ikos.
Indagare le altezze del cielo e scrutare le profondità del mare, è cosa temeraria e irraggiungibile; come dunque non si possono assolutamente contare le stelle e la sabbia del mare, così non siamo capaci di dire quanto riguarda il teologo. Di quali corone Cristo ha incoronato colui che ha amato! Sul suo petto egli riposò e con lui alla mistica cena partecipò come teologo e amico di Cristo.
Sinassario.
Il 26 settembre, transito del santo e glorioso apostolo ed evangelista, amico, vergine, amato Giovanni il teologo, che riposò sul petto del Signore.
Stichi. Eccoti nel cielo in presenza del Figlio amato dal Padre, tu maggiormente tra gli apostoli affezionato al Verbo. Giovanni, figlio del tuono, si addormentò il ventisei.
Per le sue sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Della Theotòkos. Ode 7. Irmòs.
L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli Cristo effuse la rugiada dello Spirito, lui che è benedetto e più che glorioso.
Essendo mia forza, inno e salvezza, sicuro riparo e muro invalicabile, Sovrana, sempre combatti i demòni che mi guerreggiano e cercano di uccidermi.
Dando corpo a Dio nel tuo sangue verginale, hai divinizzato l’umanità, o Vergine, perciò con le tue assidue preghiere scampa me, infangato dalle passioni e rovinato dal nemico.
La fornace prefigurò, o purissima, il tuo parto, poiché non bruciò i fanciulli come nemmeno il fuoco il tuo grembo, perciò ti prego, libera dal fuoco eterno il tuo servo.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Illuminato dall’illuminazione divina, chiaramente teologavi il santo Spirito procedente dal Padre senza principio e riposante nel Figlio senza procederne, come consustanziale.
In te, beato, stabilì la dimora il Sole di giustizia, che ti rese cielo sempre in movimento, il Cristo, annunziato dalla tua lingua teologa, o gloriosissimo prediletto.
La potenza e il divino suono delle tue parole, o beato, parlava degnamente e portò il tuo sovramondano Vangelo in tutta la terra con la magnificenza dei dogmi.
Theotokìon. Restando Vergine, tu sola hai mostrato un concepimento purissimo, una generazione incorrotta: hai infatti concepito il Dio divenuto uomo, o pura, per la salvezza e liberazione di tutti i fedeli.
Un altro canone. Tutta rugiadosa.
Inneggiamo al tuono echeggiato in tutti i confini, il teologo per cui davvero ogni udito fu sollevato da terra e viene magnificato Cristo, Creatore di tutto.
L’eminente splendore della tua casa fa risplendere ogni mente; radunati in essa, senza sosta inneggiamo divinamente al Creatore di tutti e con fede celebriamo te, che sei nostro protettore.
Conoscendoti luminoso come astro, o discepolo di Cristo, noi ti supplichiamo di illuminarci con i tuoi splendidi bagliori, liberi dalla tenebra delle passioni e da svariate tentazioni per la tua mediazione.
Theotokìon. Ti benediciamo, Vergine purissima che concepisti il Signore benedetto, che coronò con le sue divine benedizioni la natura maledetta dei mortali e rinnovò noi, invecchiati nella corruzione.
Katavasìa. I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura in luogo del Creatore, ma calpestata coraggiosamente la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: O celebratissimo, Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.
Della Theotòkos. Ode 8. Irmòs.
Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.
Ricerca i beni, anima mia, allontanandoti dai mali con l’armonia di opere divine, avendo protezione invincibile di tutti la Madre di Dio, che prega per te come compassionevole e benevola.
Liberasti il genere umano dall’antica catena della condanna, o Genitrice di Dio: perciò ti prego di liberare anche il mio cuore da ogni laccio che lo lega al male, legandomi all’amore del Creatore.
Generando il riflesso della gloria del Padre, illumina, o Theotòkos, il mio cuore infangato dall’infamia delle colpe e mostrami partecipe dell’eterna gloria, affinché con fede ti glorifichi.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Attraversando l’ecumène come un lampo di luce, o beato amato da Cristo Dio, hai rischiarato il mondo apparendo con lo splendore della purezza, con il fulgore della verginità e i dogmi della pietà.
Purificando corpo, anima e intelletto, predicavi il celeste Vangelo di Cristo e, divenuto compagno degli angeli, ora in cielo canti: Benedite, opere tutte, il Signore.
Divenisti chiara immagine e ornamento del tempio divino nei cieli, trono vivente e dimora della sapienza, strumento della teologia e ora canti: Opere tutte, esaltate il Signore.
Theotokìon. Per cancellare l’antica maledizione e la condanna a morte di colei che allora fu la prima a partorire, nascesti dalla Vergine Madre, Verbo di Dio, per donare a tutti l’immortalità vera.
Un altro canone. Dalla fiamma.
Avevi una lingua da oratore, o beato e vivificasti quanti, uccisi dalla malvagità, accolsero la tua sacra predicazione; perciò ti onoriamo come iniziato ai misteri ineffabili.
Come un altro paradiso la tua divina casa si rivela per i prodigi, che come fiori incantano le anime di tutti, o apostolo e scacciano il fetore delle passioni.
O Dio, Dio mio, volgiti e scampami da tutti quelli che mi assalgono e affliggono la mia povera anima, avendo il tuo divino discepolo che supplica.
Theotokìon. Tu che sei piena di grazia, chiedi a Gesù, Salvatore, al quale le tue caste viscere diedero corpo, d’aver pietà dei tuoi servi, liberandoli dal castigo eterno.
Katavasìa. Il parto della Theotòkos, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli purissimi; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Della Theotòkos. Ode 9. Irmòs.
Il Figlio del Padre senza principio, nostro Signore e Dio, incarnato dalla Vergine, ci apparve illuminando le tenebre e radunando ciò che era disperso: Madre di Dio lodatissima, noi ti magnifichiamo.
Gustando cibo non consentito Adamo mangiò amaramente la morte dall’albero, mentre tuo Figlio, steso sul legno, fece zampillare la dolcezza dell’immortalità, o pura, per questo ti celebriamo.
Apparisti Regina generando oltre ragione il re e Signore, che scioglie il regno dell’ade, o fanciulla: supplicalo con insistenza di render degni del regni superno chi ti onora.
Benefica, Sovrana, il mio povero cuore pervertito da inondazioni di piaceri, poiché generasti il buono ed essendo tutta buona, guida anche me alle buone porte della penitenza.
Dell’apostolo. Stesso tono.
Fosti degno di vedere, non più in enigma, ma faccia a faccia, il torrente di delizie, il fiume di pace, la fonte d’immortalità; irrigato da quella, gusti la divinizzazione.
Avevi chiesto a Cristo un seggio terrestre, ma egli ti donò il suo petto, per il quale fosti chiamato teologo e divenisti ricco della sicura e stabile sede del bene, o splendore degli apostoli.
Estinguesti l’ateismo della sapienza ellenica pronunziando, o sapiente, quella parola: In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e veramente il Verbo era Dio e per mezzo suo furono fatte tutte le cose, visibili e invisibili.
Theotokìon. Nella notte della vita ti si trova come aurora mattutina, rifulgente dei raggi della verginità, rivelandoci l’oriente del sole spirituale della giustizia, Genitrice di Dio beatissima.
Un altro canone. Impossibile per gli uomini.
Essendo Signore delle ore e dei tempi, il Redentore fu sospeso a metà del giorno sul legno e affidò a te, vergine beato, la sempre Vergine, dando onore inalienabile per magnificarti.
Ora che dimori con le potenze divine superne e con loro acclami la divina melodia, con la tua venerabile mediazione, o apostolo di Cristo, salva quanti nella tua santa casa salmeggiano e inneggiano il sommamente Buono.
Salva da ogni pericolo, o beato teologo, tutti noi fedeli, che ti invochiamo, dirigendo in spirito verso il Signore i nostri passi e guidaci nella via della pace dei precetti dell’Onnipotente.
Theotokìon. Offriamo pubblicamente un inno di gratitudine alla Madre di Dio e gridiamo: Salve, trono elevato di Dio, salve, nube di luce, salve, paradiso per cui siamo degni del paradiso di delizie.
Katavasìa. Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; sia in festa la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Theotòkos pura e sempre Vergine.
Exapostilarion. Udite, donne.
Divenuto figlio del tuono, per i mortali, o apostolo Giovanni, teologasti: In principio era il Verbo; appoggiandoti infatti con fede al petto del tuo Sovrano, di lì attingesti i torrenti della teologia con cui irrighi tutto il creato.
Stavrotheotokìon.
Stando presso la croce del tuo Signore, o purissima, con il vergine discepolo, udisti il Creatore dire: Donna, ecco tuo figlio e al discepolo: Ecco tua Madre. Con lui tutti ti inneggiamo, Vergine Genitrice di Dio.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 stichi e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono pl. 4. O straordinario prodigio!
Beato e sapientissimo Giovanni, per l’ardente eccesso del tuo amore per Cristo, più di tutti i discepoli fosti amato dal Verbo onniveggente, che giudica con giuste bilance tutta l’ecumène, tu che splendevi di purezza e fulgori di innocenza nel corpo e nella mente, beato in Dio.
Le onde della teologia, appoggiandoti sul petto, attingesti dalla sapienza e irrigasti il mondo, o ottimo Giovanni, disseccando con la conoscenza della Trinità il mare dell’ateismo, divenuto colonna e nube animata che ci guida all’eredità celeste.
Il fiore scelto della verginità, la dimora accogliente le sacre virtù, lo strumento della sapienza, il tempio dello Spirito, la luminosa bocca della grazia, il chiarissimo occhio della Chiesa, il venerabilissimo Giovanni inneggiamo ora con canti spirituali, come ministro di Cristo.
Meraviglioso evangelista, la fonte dei beni, il regno incrollabile, la vita eterna, la gioia indicibile, il gaudio della divina contemplazione, la ricca effusione dei carismi di Cristo, trascendenti l’intelletto e la mente dei mortali, o figlio del tuono, evangelizzando facesti splendere nel mondo.
Gloria. Tono pl. 4.
Evangelista Giovanni, vergine simile agli angeli, teologo ammaestrato da Dio: in modo ortodosso predicasti al mondo l’immacolato fianco che fa scaturire il sangue e l’acqua in cui troviamo la vita eterna per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Accogli, Sovrana, le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni angustia e tribolazione.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 dei canoni.
Kinonikòn. Per tutta la terra è uscita la loro voce e fino ai confini del mondo le loro parole. Alliluia.