1 Ottobre
Memoria del santo apostolo Anania, uno dei Settanta e del beato nostro padre Romano il melode.
Al Mattutino.
Apolytìkion dell’apostolo. Tono 3.
Santo apostolo Anania, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.
Del santo. Tono pl. 4.
In te, padre, fu perfettamente custodita l’immagine di Dio, perché tu, prendendo la croce, seguisti Cristo e coi fatti insegnasti a trascurare la carne perché passa e a darsi cura dell’anima, realtà immortale: perciò con gli angeli esulta il tuo spirito, o beato Romano.
Dopo la solita sticologìa, si leggono i canoni, uno dall’Oktòichos e questi due dei santi.
Il canone dell’apostolo. Acrostico senza Theotokìa: Sia glorificata la fama di Anania. Del monaco Giovanni.
Ode 1. Tono pl. 4. Attraversando l’umido.
Apriamo la bocca alla lode, rischiariamo la lingua, fedeli tutti, nella memoria del sommo pastore Anania e con lui cantiamo al nostro Dio.
A Cristo, sposo immacolato, Anania condusse la Chiesa, l’incontaminata sposa con cui al nostro Dio splendidamente cantiamo.
Essendo antico discepolo, il nuovo allievo guidasti al recupero della vista e canti: Al nostro Dio cantiamo.
Theotokìon. Le schiere di angeli e mortali ti lodano senza posa, Madre senza nozze, poiché portasti il loro Creatore come bimbo nelle tue braccia.
Canone del beato.
Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.
Mandaci dal cielo raggi luminosi con le tue preghiere, o sapiente divino Romano, affinché celebriamo con canti la tua sacra memoria.
Offrendoti dalla giovinezza tutto a Cristo, lo seguisti e il tuo intelletto fu illuminato dall’alto con fulgori luminosi, o Romano.
Adornato dalla bellezza del santo Spirito che tutto compie, come stella luminosa nel fulgore delle virtù, ti mostrasti ai confini del mondo, o sapiente Romano.
Theotokìon. Da te provenne ineffabilmente negli ultimi tempi il Verbo di Dio coeterno e rinnovò il primo uomo Adamo, caduto nella corruzione.
Dell’Apostolo. Ode 3. Tu sei sostegno.
Seguendo i precetti del tuo Maestro, divenisti fosti sommo sacerdote e vittima, o apostolo.
Con le tue intercessioni propiziatorie, rendi propizio il Salvatore ai tuoi cantori, Anania apostolo.
Tutta l’ira del diavolo per te legò il Dio, apparendo nella luce inaccessibile, oscurando il volto.
Theotokìon. Tutti noi cristiani abbiamo te rifugio e nostro muro, perciò ti glorifichiamo senza sosta, o lodatissima.
Del beato. Non c’è santo come te.
Il tuo intelletto, sapiente Romano, divenne dimora della Trinità santa, piamente colmato di vera conoscenza e sgorgante insegnamenti divini.
La tua preziosa lingua fece scaturire fonti fluenti, celebrando le cose divine e rivelandoci chiaramente la nascita ineffabile di Cristo dalla Vergine.
Ecco, con i tuoi sapienti discorsi e dolci melodie nutri copiosamente le nostre menti e le colmi di divina dolcezza, o Romano di senno divino.
Theotokìon. Superi tutti gli eserciti superni, o Vergine, poiché concepisti in grembo il loro Creatore, il Figlio di Dio e generando resti sempre vergine.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore, mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kathisma. Dell’apostolo.
Tono 1. I soldati a guardia.
Ti rivelasti partecipe della passione di Cristo, apostolo sapiente e veggente del Verbo; bevendo infatti il calice, hai concluso nel sangue. Ma essendo suo erede sullo stesso trono, supplicalo, come filantropo, per la pace del mondo.
Gloria. Del beato. Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.
Dogmatizzando nel mondo come consustanziale il Verbo coeterno al Padre e allo Spirito, illuminasti davvero i fedeli e abbattendo le grida beffarde delle eresie stai presso il Signore implorando per noi, tuoi cantori, o prodigioso Romano.
E ora. Theotokìon.
Il Dio e Signore da te incarnato per noi, corrotti nei peccati, implora on fervore d’aver pietà di noi e allontanare la sua ira e collera, o venerabile da quanti con fede onorano e celebrano senza sosta la tua autorità e potere.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo appeso volontariamente in croce tra due ladroni te, Cristo, la tua Madre, con le viscere maternamente dilaniate, diceva: Figlio senza peccato, come stai ingiustamente in croce come un criminale, volendo vivificare la stirpe degli uomini, come più che buono?
Dell’apostolo. Ode 4. Ho udito, Signore.
Educato da te, Cristo, l’illustre Anania da atleta vinse la morte e ottenne da te ricompensa.
Fosti discepolo del Verbo perseguitato, o illustre Anania e maestro di colui che perseguitava la fede divina.
A Saul accecato il Signore rivelò te, nascosto e ti mostrò strumento della sua guarigione, o Anania.
Theotokìon. Supplica il Dio che concepisti, o Vergine, di liberare da ogni difficoltà tutti i tuoi cantori.
Del beato. Cristo, mia forza.
Divenisti ricettacolo del divino Spirito e bocca rovente risuonante divine melodie e addolcisci le anime dei tuoi cantori, o Romano.
Eri come lira e cetra sovraceleste, attirando ogni mente con i tuoi racconti e dolci melodie.
La grazia dello Spirito che tutto compie ispirò e dimorò nella tua santa anima, o illustrissimo e ti rese ricettacolo divino e sapiente.
Theotokìon. Il serpente versò veleno nelle orecchie della progenitrice, ma la Pura lo rigettò alla voce dell’arcangelo, concependo e generando Cristo.
Dell’apostolo. Ode 5. Perché mi hai abbandonato.
Ti mostrò porto divino per quanti sono nella bufera la fonte inesauribile; la luce inaccessibile ti rese splendore per gli ottenebrati, beato Anania, come discepolo di colui che benevolmente in te riposa.
Colui che vede le cose nascoste e sa tutto prima della nascita mostrò a te, che ti nascondevi, il sole ignorato, un tempo persecutore, ma poco dopo difensore di quella verità da lui devastata.
Il fine del tuo avvento è la tua ineffabile economia, poiché con essa, o Redentore, la tremenda morte fu annientata. Perciò Anania, come vincitore e gerarca, per te viene sgozzato esultando.
Theotokìon. Tutte le generazioni degli uomini ti dicono beata, o Pura, poiché concepisti il Creatore di tutti e Signore e i capischiera intelligibili degli incorporei come Madre di Dio ti glorificano.
Del beato. Col tuo divino fulgore.
Avendoti trovato dimora splendidissima e scrigno purissimo del Paràclito, la grazia ti rese dimora sfolgorante di luce e dimorò in te, o sapiente Romano.
Colei che generò il Figlio di Dio incarnato, la sempre Vergine illuminò realmente la tua anima e riempì il tuo intelletto di divina conoscenza, visitandoti di notte.
Con le scritture dei tuoi sacri discorsi, o illustre, apparisti pane per tutti dolcissimo saziando tutti, illuminando l’intelletto di tutti e tutti istruendo nella scienza salvifica.
Theotokìon. Tu che generasti la luce, il Verbo del Padre eterno, o Pura, con le tue suppliche luminose illumina il mio pensiero e allontana la tenebra dalla mia anima, o purissima Sovrana.
Dell’apostolo. Ode 6. Perdonami, Signore.
Imparando ad adorare Dio vivente, o sacratissimo e sciogliendo l’articolata malizia degli insensati, insegnasti, o Anania, a venerare la Divinità trisipostatica.
Ricevendo nelle tue mani, o Anania, il timone della Chiesa, seguivi Cristo nocchiero, o apostolo e la guidasti nello Spirito come una nave divina.
Plasmando subito il vaso della tua giustissima elezione, o Sovrano, lo rivelasti al tuo glorioso discepolo mentre pregava, ordinandogli di indirizzarlo sulla retta via.
Theotokìon. Come arca animata contenesti il Legislatore, come santo tempio accogliesti il santo, divenuto uomo per il bene degli uomini, o Madre Vergine.
Del beato. Vedendo il mare della vita.
Riempito di illuminazione e sollevato all’altezza dei beni divini, disprezzasti tutte le cose terrene e divenisti colonna celeste e astro della pietà.
Facesti appassire gli appetiti della carne e adornasti la tua anima con raggi di luminosissima purezza e ti cingesti con bellezza di amabile ornamento di virtù.
Odiando la delizia temporanea, vana e corrotta che passa, permanendo senza sosta nella Chiesa della Purissima, santificasti il tuo intelletto, la tua anima e la tua carne, o ammirabile.
Theotokìon. Tutti i profeti prevedendo splendidamente la tua futura e finale castissima nascita sulla terra, o Cristo, chiaramente i divini veggenti la preannunziarono.
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontakion dell’apostolo.
Tono 2. Tomba e morte.
Tu, fervidissimo protettore con la tua intercessione, tu che sollecito esaudisci chi ti prega, accogli, Anania, la nostra supplica e implora perché abbia pietà di noi Cristo, il solo glorificato nel santuario.
Ikos.
Con lo splendore della tua illuminazione, purificami, mio Salvatore, dal buio e indurimento del mio cuore, dammi una parola per celebrare con coscienza pura le virtù divinamente splendenti dell’apostolo e le lotte del beato: poiché tu sei fonte di sapienza e donatore buono, o compassionevolissimo; rendi dunque chiara la mia lingua, accogli il mio inno di lode, tu che sei il solo glorificato nel santuario.
Sinassario.
Il primo di questo mese memoria del santo apostolo Anania.
Stichi. Gli empi scaraventano sulle pietre Anania, che non vuole assolutamente dare culto alle pietre. Fu lapidato Anania il primo giorno.
Lo stesso giorno, memoria del santo padre nostro Romano, compositore di kontàkia.
Stichi. Un tempo Romano cantava il Dio Verbo e ora con noi e con gli angeli lo inneggia.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Michele dal monastero Zovi e dei suoi compagni, trentasei santi monaci martirizzati nell’eparchia di Sebastopoli.
Stichi. Tagliato Michele con i tredici discepoli, si unirono al coro dei monaci martiri.
Lo stesso giorno memoria di sei santi monaci martiri che perirono di spada.
Stichi. Sei compagni martiri arrossarono i loro mandìas con i supplizi delle spade.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Domnino.
Stichi. Sopportando tremenda frantumazione di ossa, Domnino svergogna le astuzie di satana.
Il beato Giovanni Kukuzelis dal dolce canto, che fu asceta sui monti della Meghisti Lavra dell’Athos, termina in pace.
Il beato Gregorio il domestico, che fu asceta nella stessa Meghisti Lavra dell’Athos e ricevette dalla Madre di Dio una moneta d’oro, termina in pace.
Per le preghiere dei tuoi santi, Cristo Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Dell’apostolo. Ode 7. Un tempo a Babilonia.
Il gregge da Dio eletto suoni sapientemente con tromba armoniosa i supplizi del pastore Anania, cantando a Cristo, principe dei pastori: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
La venerabile Chiesa ti glorifichi, o Anania, discepolo di Dio e venerato gerarca martire della divina passione, esclamando a Cristo: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Nascosto non per paura della morte, ma per affetto del gregge, vedendo il lupo ammansito come agnello, acclamavi: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Incarnato da grembo verginale, ti mostrasti per la nostra salvezza, o Cristo, perciò conoscendo tua Madre come Genitrice di Dio, piamente acclamiamo: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Del beato. I fanciulli a Babilonia.
Avevi, o ispirato da Dio, la Madre di Dio Maria come maestra per istruirti, insegnarti ed esortarti a cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Il suono delle tue parole riempì l’ecumène e preparò gli uomini a cantare dolcemente a Cristo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Splendesti nel mondo come sole luminosissimo, o Romano e come torcia che illumina quanti acclamano con fede: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Ora ti dicono beata tutte le generazioni di uomini, madre di Dio pura, come predicesti e con fede ti magnificano: Benedetto, o purissima, il frutto del tuo grembo.
Dell’apostolo. Ode 8. Follemente il tiranno.
Insolito riteneva il glorioso Anania il potere che rapì il distruttore del tuo gregge, o Sovrano, il suo ineffabile passaggio al coro pastorale, perciò esultante acclamava: Benedite, fanciulli, sacerdoti, lodate, popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.
Si rallegri oggi la tua insigne e beatissima città ed esulti nello spirito, ottenendo a tua protezione, o glorioso; e ringraziando il Salvatore gridi: Benedite, fanciulli, sacerdoti, lodate, popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.
O Anania venerabile, predicasti a Saul con precetto vivificante, la potenza illuminante del Contemplato e guaristi la sua cecità imponendogli le tue mani guaritrici e gettando come scaglie le squame del serpente gridando: Esaltate Cristo nei secoli.
Theotokìon. Tu santissima Sovrana, che salvi dai pericoli e soccorri tutti gli afflitti, abbi pietà di me, che sono caduto e rialzami, aiutandomi prima della fine, affinché non mi avvolga la notte della morte nel sonno e così debitamente ti glorifichi nei secoli.
Del beato. Per obbedire.
Respingendo ogni dolcezza, delizia e gloria del mondo, elevasti l’anima ai cori superni e alle loro glorie e splendori, o sapiente, alle bellezze ineffabili, alle dimore di lassù, alla luce della tearchia acclamando: Ti esaltiamo, o Cristo, nei secoli.
Acceso da divina brama, stabilisti ascensioni nel tuo cuore e avevi la condotta degli incorporei in un corpo, imitando le schiere degli angeli, o sapiente, bramavi nel mondo le loro melodie con fede acclamando, o Romano: Ti esaltiamo, o Cristo, nei secoli.
Con l’elevatezza delle tue divine e dolcissime parole, beatissimo Romano, addolcisci e allieti le menti di tutti gli uomini come ricco dispensiere e illumini con purezza insegnando a gridare: Inneggiate al Signore, opere ed esaltate per tutti i secoli.
Theotokìon. Con l’uguaglianza con Dio ingannandomi il malignissimo serpente, assassino dei mortali, mi rapì come schiavo alla delizia del paradiso; ma incarnandosi dalla Vergine Maria, venne e mi levò in alto divinizzandomi il Sovrano per natura, il Figlio di Dio, che sovresaltiamolo per tutti i secoli.
Irmòs. Per obbedire alla legge dei loro padri, i nobili fanciulli affrontarono la morte e disprezzarono l’ordine insensato del re di Babilonia; insieme, nel fuoco che non poteva consumarli, cantarono degnamente la lode dell’Onnipotente: Opere tutte del Signore, cantate al Signore, esaltatelo in tutti i secoli.
Ode 9. A te, Madre di Dio.
Disperdesti la tenebra dell’ignoranza e facesti risplendere realmente la luce trisipostatica a Damasco, o illustre; come padre amoroso verso i figli e benevolo principe dei pastori custodiscila dunque nell’ortodossia.
Celebrando questa festa annuale, venite splendendo di fulgida dignità spirituale, cantiamo la virtù triluminosa dell’adorata Trinità e del predicatore Anania.
La tua dignità supera supera tutti gli uomini, beato Anania! Poiché come discepolo amavi, come pastore ti riposasti e come atleta con Cristo fosti glorificato, splendente delle corone del martirio.
Theotokìon. O Purissima incontaminata, scrigno di profumo, chiedi al Cristo che generasti di donare all’imperatore trofei e al tuo popolo liberazione dal giogo della schiavitù, poiché senza sosta ti magnifichiamo.
Del beato. Ogni lingua esita.
Ti unisti, o glorioso, ai cori superni degli incorporei, dov’è letizia ineffabile e delizia eterna, dov’è luce e gioia della tearchia e la gioia, dov’è ineffabile gloria, o beatissimo.
Dimorando con i giusti nella divina gloria di Dio, contempli la dolcezza ineffabile di quel luogo, contempli la delizia senza fine, contempli le bellezze realmente gradevoli dei cieli, o sapiente, contempli i cori dei patriarchi, o glorioso Romano.
Con le tue preghiere, o sapiente in Dio Romano, libera dai pericoli quanti celebrano con fede la tua luminosa memoria e da ogni danno e malvagità dello straniero e falli degni di ottenere la gloria celeste e il regno superno, o beatissimo.
Impreziosito e adorno dalla bellezza insuperabile della Trinità, divinamente ispirato, risplendi e stai con esultanza presso il tuo Creatore e Dio, dov’è la voce dei festanti, o glorioso Romano.
Theotokìon. Per l’antica caduta, Vergine Madre di Dio, la stirpe plasmata al principio divenne schiava e sottomessa alla passione del peccato; ma il buonissimo Dio nato da te la richiamò a sé per compassione.
Irmòs. Ogni lingua esita a pronunciare le tue lodi e lo spirito più celeste è preso dalla vertigine nel cantarti; ma tu, Madre di Dio, nella tua bontà accetta l’omaggio della nostra fede e lo slancio del nostro amore che sale a te; poiché tu sei la protettrice del popolo cristiano e noi ti magnifichiamo.
Exapostilarion dell’apostolo.
Con i discepoli conveniamo.
Tu che eri antico discepolo di Cristo, o Anania, al nuovo discepolo, il divino Paolo, rechi il decreto che gli ridona la vista: perciò con lui ti celebriamo come gerarca divinamente ispirato, come apostolo divino, come vero martire e predicatore divino e fervidissimo intercessore per tutta l’ecumène.
Del santo e Theotokìon, uguale.
Con canti divinamente ispirati illustravi, o beato, l’ineffabile economia divina del Cristo e di inni coronavi tutti i santi, o Romano; con loro splendidamente inneggiasti la pura Vergine, la vera Madre di Dio, padre sapientissimo: stando con lei presso la Trinità, ricordati di noi.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Dell’apostolo. Tono pl. 4. Di Anatolio.
Discepolo del Salvatore, glorioso sommo sacerdote, vanto dei martiri, Anania, astro splendidissimo, protettore della nostra città, supplica intensamente perché il tuo gregge sia liberato dai pericoli e siano salvate le nostre anime.
E ora. Theotokìon. O straordinario prodigio!
Respingi lontano dal mio povero cuore, o buona e purissima, le inclinazioni che mi allontanano dal tuo Figlio buono; e il perfido leone ruggente che cerca di divorarmi, il serpente ingannatore, il malvagio drago tortuoso, fallo a pezzi sotto i miei piedi con il tuo potere.
Oppure stavrotheotokìon. Autòmelo.
O straordinario prodigio! O nuovo mistero! O terribile impresa! Così diceva la Vergine vedendo pendere dalla croce, in mezzo a due ladroni, te che senza doglie partorì con tremendo parto; e piangeva esclamando: Ahimè, Figlio amatissimo, come dunque ti ha inchiodato alla croce il popolo duro e ingrato?
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

