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29 Settembre

Memoria del nostro venerabile padre Ciriaco l’anacoreta.

Al Mattutino.

Apolytìkion. Tono 1. Sigillata la pietra.

Cittadino del deserto, angelo in un corpo e taumaturgo ti sei rivelato, santo padre teoforo Ciriaco; con digiuno, veglia e preghiera hai ricevuto carismi celesti e guarisci i malati e le anime di quanti con fede a te accorrono. Gloria a Colui che ti ha dato forza; gloria a Colui che ti ha incoronato; gloria a Colui che per mezzo tuo opera guarigioni in tutti.

La solita sticologia, canoni dall’Oktòichos, poi quello del santo. Acròstico: Ciriaco, sii mio intercessore presso Dio. Senza Theotokìa. Opera di Stefano il Sabaita.

Ode 1. Tono. pl. 4. Cantiamo un inno.

Concedimi, o Cristo, la gloria della tua conoscenza e della tua grazia, per cantare degnamente il venerabile Ciriaco, che presso di te intercede, ineffabile economo dei sapienti insegnamenti.

Gustando l’inno che preparo per te, beato Ciriaco, supplica Cristo, perché io abbia parte al suo divino splendore e ottenga veramente la salvezza.

Munito della possente forza del Signore, prevalesti sui principi delle tenebre; seguendo le sue tracce, padre beato, ottenesti, o Ciriaco, il riposo celeste.

Hai rivaleggiato in terra con gli incorporei, sottomettendo ogni cura della carne al vivificante Spirito; e ora nei cieli, o teoforo, esulti con essi.

Theotokìon. Sei la mistica scala contemplata da Giacobbe, l’eletto del Signore Dio; ineffabilmente da essa scese l’Incorporeo per incarnarsi senza mutamento da te, Theotòkos.

Ode 3. Non c’è santo.

Risolutamente percorresti il sentiero della vita; poiché dall’infanzia, o beato, amavi il Creatore; assetato di lui, lo cercasti imitando la strada del cervo alle fonti d’acqua.

Ricevendo i viventi precetti di Cristo scolpiti sulla tavole del tuo cuore dal dito del santo Spirito, come libro animato, padre mirabile li custodivi attivamente.

Col digiuno, padre venerabile, dominasti, gli appetiti del ventre e, mortificando i piaceri dei sensi, conservasti la purezza per tutta la vita.

Con gioia rendesti te stesso tempio razionale della Trinità, purificando corpo e spirito, beatissimo padre e divenisti dimora della trifulgida luce.

Theotokìon. Vergine generasti senza nozze e vergine sei rimasta, Madre lodatissima, Genitrice di Dio Maria; supplica Cristo Dio di salvarci.

Irmòs. Non c’è santo come il Signore, non c’è giusto come il nostro Dio, tutto il creato lo inneggia; non c’è santo all’infuori di te, Signore.

Kàthisma.

Tono 4. Presto intervieni.

Desideroso della superna vita sovramondana, lasciasti come caduca la dolcezza del mondo, o beato, perciò abitando grotte e deserti, ti rivelasti cittadino della città celeste; di là ricordati di quanti celebrano la tua memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Rinnovasti, o pura, col tuo parto divino l’essenza mortale dei terrestri corrotta nelle passioni e portasti tutti dalla morte alla vita incorruttibile; perciò giustamente tutti ti diciamo beata, o Vergine glorificata, come profetasti.

Stavrotheotokìon

Vergine purissima, Madre di Cristo nostro Dio, una spada trapassò la tua anima quando vedesti sulla croce il tuo figlio e Dio: senza sosta intercedi presso di lui per il perdono dei nostri peccati.

Ode 4. Tu sei mia forza, Signore.

Stupì il sole della tua continenza e perseveranza, non potendo vederti per lunghi anni adirato o prender cibo di giorno, o beato, vigorosamente cantando in continue veglie: Gloria alla tua potenza, o solo filantropo.

Meditando, o sapiente, con coscienza le leggi del nuovo e antico testamento, raccogliesti ogni specie di virtù degli uomini santi, o beato, imitando l’ape e divenisti vaso d’elezione gridando: Alla tua potenza gloria, o filantropo.

O Cristo Dio, tu sei tesoro di delizia, vanto e onore dei santi, perciò amando te, Ciriaco disprezzò come scarti tutte le delizie del mondo; per questo con amore si deliziava in deserti inaccessibili della tua bellezza.

Sappiamo che un tempo il profeta addolcì le onde di Mara; e tu, Ciriaco, cambiando le cipolle amare in dolci, dimostrasti il credito che hanno i servi che egli glorifica con la sua divina potenza.

Discepolo e imitatore di Cristo Sovrano, con la preghiera guarisci per compassione il figlio lunatico di un supplicante, avendo ricevuto dal Signore la grazia di scacciare le malattie e respingere l’assalto dei demòni con il segno divino della croce.

Theotokìon. Sei la gloria dei fedeli, avvocato, rifugio, riparo e porto dei cristiani: porti le loro preghiere davanti al tuo Figlio e salvi da ogni pericolo i fedeli, che ti riconoscono Theotòkos.

Ode 5. Perché mi hai abbandonato?

Ricevuta da Cristo l’invincibile grazia dello Spirito, con forza rovesciasti i funesti prìncipi di questo mondo e, divenuto padrone delle passioni, hai cinto la corona dell’impassibilità, o Ciriaco.

Ti rivelasti forte nelle fatiche dell’ascesi, ti rafforzasti strenuamente, o beato, al punto di restare fino ad età avanzatissima nel deserto, dove sei vissuto come in talami regali con molta gioia.

Passando in veglie tutte le notti e stando senza sosta presso Dio, o beato, con la preghiera parlavi all’Intelletto immateriale e ricevesti splendori di luce increata, o Ciriaco, rischiarato nello spirito da raggi.

Ricolma di chiara e profetica ispirazione, la tua santa lingua preannunziò la completa e definitiva distruzione della pestilenza della dottrina origeniana corruttrice di menti e anime, un tempo tiranneggiante.

Theotokìon. Ai tuoi misteri fu iniziato nello Spirito il cuore dei profeti, poiché il Sovrano ti ha reso porta del cielo; e prendendo corpo da te, Vergine pura, è sorto il Sole di giustizia per quanti erano nella tenebra.

Ode 6. Siimi propizio, Salvatore.

Divinizzato da Cristo, Dio per natura, divenisti Dio per adozione; perciò raddrizzavi le dolorose malformazioni naturali, curando i malati e guarendo gli indemoniati, per la grazia di Dio.

Fuggisti l’importuna moltitudine che ti visitava e ne arrestasti i terribili flutti, scansando la falsa gloria dei vani elogi umani.

Considerando sogno la vanagloria di questo mondo corruttibile, del solo Dio vivente, o sapiente, desiderasti condividere la gloria, che degnamente ottenesti in sorte.

Theotokìon. Come arca vivente, Madre di Dio, hai ricevuto il Verbo eterno; come sacro tempio hai accolto il tuo Creatore e come trono di fuoco hai portato il Re di tutto il creato.

Irmòs. Siimi propizio, Salvatore, malgrado il numero dei miei peccati; dall’abisso del male strappami, ti supplico; poiché a te grido: Ascoltami, Signore, Dio della mia salvezza.

Kontàkion. Tono pl. 4. A te invincibile.

Come potente difensore e rifugio ti celebra sempre la grande Lavra festeggiando l’annuale memoria. Ma, come confidente del Signore, custodisci intervenendo contro i nemici perché possiamo gridare: Salve, beatissimo Padre!

Sinassario.

Il 29 di questo mese memoria del nostro venerabile padre Ciriaco, l’anacoreta.

Stichi. Con scille amare, o Ciriaco, correggi la dolcezza del frutto che i ribelli peccando presero, facendo chiudere i cieli. Ciriaco, carico di anni, il ventinove chiuse gli occhi.

Lo stesso giorno memoria dei santi centocinquanta martiri della Palestina e dei santi martiri Trifone, Trofimo e Dorimedonte e della santa martire Petronia.

Stichi. Chinando la testa alla spada, Petronia si riunisce a Cristo, pietra angolare.

Lo stesso giorno memoria della santa martire Gudelia.

Stichi. Chinando la sua testa sotto il ferro, Gudelia si lega a Cristo, capo della creazione.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Kasdo e Kasdoa.

Stichi. Kasdo e Kasdoa uniti nel martirio, per il ferro e il legno trovarono beni infiniti.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Dada, Gobdelaà, figlio di Shapur re dei persiani.

Stichi. Con il corpo tagliato a pezzi, o martire dell’Altissimo, salvasti il tuo spirito, Dada, figlio di Persia. Fosti trafitto da canne affilate, Gobdelaà, servo del Cristo, colpito da una canna.

La santa martire Petronia muore colpita da spada.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. I fanciulli ebrei.

Con la meditazione delle leggi e delle parole divinamente ispirate, più del miele il tuo fedelissimo servo addolcì la gola cantando: Benedetto sei tu, Signore, nei secoli.

Con le tue preghiere, o beato, purifica dal fango delle passioni i tuoi cantori e presentali a Dio perché a lui inneggino: Benedetto sei tu, Signore, nei secoli.

Avendo amato con tutta la sua anima la tua ineffabile luce, o Cristo, Ciriaco accolse tutta la grazia dello Spirito, a te cantando: O Dio, tu sei benedetto.

Per scampare la ferocia dei leoni Daniele fu glorificato, mentre Ciriaco con un ordine li rese suoi servitori, acclamando: O Dio, tu sei benedetto.

Avendo unito l’azione alla contemplazione, o Ciriaco divinamente ispirato, confessasti la Trinità consustanziale del Padre, del Figlio e dello Spirito, dicendo: O Dio, tu sei benedetto.

Theotokìon. Estingui la fiamma delle mie passioni, pacifica la tempesta delle eresie, Genitrice di Dio, poiché in te, noi cristiani, abbiamo la protettrice che ci difende e con fede ti inneggiamo.

Ode 8. Divenuti vincitori.

Con le onde delle tue lacrime irrigasti la tua anima nella compunzione e la rendesti fertile, o beato, salmeggiando: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo nei secoli.

Un tempo il tesbita inaridì le fonti del cielo, ma tu, o beato, al colmo dell’estate facesti piovere a dirotto, cantando: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo nei secoli.

Con nobili lotte rifiutasti l’errore dei settari eretici di Origene, narratore di favole, salmeggiando: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo nei secoli.

Insegnasti secondo la vera fede l’unità della Trinità consustanziale, unica luce trisolare, dicendo: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo nei secoli.

Theotokìon. Apparisti figlia dell’Adamo decaduto e Madre del Dio che rinnova la mia essenza e che come Signore, noi tutte sue opere inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Irmòs. Divenuti vincitori del tiranno e della fiamma per la tua grazia, i fanciulli così attaccati ai tuoi comandamenti gridarono: Opere tutte, benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.

Ode 9. Fremette ogni orecchio.

Una grotta accolse te, o sapiente, che avevi accolto la fonte donata da Dio, quando un tempo il divino padre Caritone fece un miracolo degno di Mosè e tu, Ciriaco, divenisti muro incrollabile e guardiano sicurissimo per il suo gregge.

Prendendo la croce sulle spalle per amore della vera vita, hai reso la tua vita una meditazione della morte, o Ciriaco; passato ora alle delizie incorruttibili senza fine, per sempre presso Dio esulti con i cori celesti nella luce.

Rifulgi arso dallo splendore dello Spirito e appari luminoso nei cori celesti; per le tue preghiere, o beato, rischiara anche il mio spirito alla triplice e mistica luce della Trinità; salvami, ti prego, da passioni e colpe.

Siete stati incoronati col diadema dei vincitori presso il Dio che siede nell’alto, o illustre Caritone e beato Ciriaco: come padri che liberano dai pericoli il loro gregge, vegliate su chi oggi festeggia la vostra memoria.

Theotokìon. Avanza, trionfa e regna, o Figlio della Madre di Dio e sottometti all’imperatore amico di Cristo il popolo di Ismaele che ci guerreggia, per le preghiere, ti supplichiamo, di colei che ti concepì senza uomo, come Dio e filantropo.

Irmòs. Fremette ogni orecchio per l’ineffabile discesa di Dio: poiché l’Altissimo volontariamente scese fino a un corpo, divenendo uomo da grembo verginale; per questo la purissima Madre di Dio, noi fedeli, magnifichiamo.

Exapostilarion. Udite, donne.

Stando nella gloria davanti a Dio onnipotente, ricordati sempre, o Ciriaco, araldo di Dio con il divino Caritone, di chi celebra, o santo, la tua luminosa memoria e con affetto ti onora, o padre, come ministro di Cristo.

Theotokìon.

Realmente Theotòkos ti confessiamo, o Sovrana, noi, per te salvati: hai ineffabilmente partorito il Dio, che con la croce ha sciolto la morte, attirando a sé folle di santi monaci: con loro, o Vergine, ti inneggiamo.

Allo stico delle lodi, stichirà dall’oktòichos.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.