Domenica dei Padri del 7 Concilio Ecumenico
(La Prima Domenica Tra 11 e 17 ottobre)
Al Mattutino.
Apolytìkion anastàsimo.
Gloria. Dei padri. Tono pl. 4.
Gloriosissimo sei tu, Cristo nostro Dio, che hai stabilito come astri sulla terra i nostri padri e per loro ci hai guidati tutti alla vera fede; misericordiosissimo, gloria a te.
E ora. Theotokìon. Tono pl. 4.
Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, la tua filantropia: accogli, mentre intercede per noi, la Madre di Dio che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.
La solita lettura del salterio, ma al posto dell’Amomos (salmo 118), recitiamo il Polyèleos, quindi i kathìsmata anastàsima e il resto come al solito.
Quindi recitiamo i canoni dell’oktòichos e quello dei santi padri, ripetendo in quest’ultimo i tropari per averne sei a ciascuna ode. Il canone dei santi, poema di Teofane, ha l’acrostico: Io canto il settimo concilio dei padri.
Ode 1. Tono pl. 4. La verga di Mosè.
Adesso che desidero celebrare il settimo concilio concedi, Signore, i sette doni del Paràclito, che insieme conferiranno la sapienza con lingue di fuoco per zittire le chiacchiere degli empi.
Dal principio si impose il numero sette: lo troviamo prefigurato nel riposo assoluto della divina creazione il settimo giorno e di tutte le eresie proprio il settimo concilio ha visto la fine.
Sconfiggendo già a Nicea una prima volta Ario, nemico di Dio, con la verga pastorale dei dogmi ortodossi, i padri guidarono la Chiesa e ora nella stessa città la loro alleanza ha svergognato gli iconoclasti.
Theotokìon. Come i padri piamente insegnarono, confessiamo con fede che il grembo della Vergine, senza doglie, partorì nella carne l’Incorporeo e veneriamo la sua immagine di cui riproduciamo i tratti, baciandola con rispetto.
Ode 3. Tu che in principio.
I divini pastori del gregge, ricevuta da Cristo la rivelazione che la sua Chiesa indivisa non verrà meno, cacciarono da essa, come settari dell’anticristo, quanti volevano farla vacillare.
Attingendo alla fonte della salvezza, l’assemblea dei padri ha ripulito i torrenti torbidi e fangosi; così il popolo di Cristo, assetato, può bere ai flutti dei loro puri insegnamenti.
Nell’illustre città di Nicea, contro i detestabili iconoclasti, si tenne il settimo Concilio degli amici di Cristo, dei quali gli imperatori Costantino e Irene si fecero difensori.
Theotokìon. Vadano al fuoco eterno gli empi che rifiutano di venerare la venerabile icona della Madre di Dio e riconoscere che essa umanamente e divinamente generò Cristo.
Kathisma. Tono 4. Presto intervieni.
Per il mondo, beati padri, diveniste chiaramente fiaccole risplendenti di verità, consumando le bestemmie dei loquaci eretici, estinguendo i turbinii fiammeggianti delle dottrine empie; perciò, o gerarchi di Cristo, pregate per la nostra salvezza.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Vieni presto in nostro aiuto,Vergine Madre pura, liberaci dai nemici che ti bestemmiano e non vogliono venerarti; interrompi lo sproloquio delle eresie, si sappia che l’unica Madre di Dio sei tu, che salvi tutti i veri fedeli con la tua divina intercessione.
Ode 4. Tu sei mio vigore.
I venerabili padri, possedendo come lancia e spada la parola di Dio, uccisero col segno della croce tutti gli empi nemici che rifiutavano di venerare le icone di Cristo, della Madre di Dio e di tutti i santi.
Come a Gerico le sette trombe fecero crollare le mura al settimo giro, così i concili in numero di sette precipitarono nelle tenebre dell’inferno tutta l’orda sollevata contro Dio, alla settima assemblea delle armoniose trombe dello Spirito.
Mostrando la resistenza dei fanciulli e come Elia ardenti di zelo per Dio, i padri radunati annientarono i sacerdoti dell’infamia, insegnando poi, in piena libertà, a venerare con affetto l’icona di Cristo.
Theotokìon. Tu sei mia speranza, o Purissima, mio canto, mio porto, mio timone; ignara d’uomo generasti Dio incarnato, Verbo del Padre; fortificato così dal tuo potere, senza nessuna esitazione venero la tua icona.
Ode 5. Perché mi hai respinto.
Nell’elevazione del loro pensiero, i venerabili padri, deliberando, anatemizzarono gli iconoclasti come pensatori estranei, poi decretarono necessario dare culto all’icona di Cristo.
Ecco il tempo della gioia, ecco il giorno della salvezza; rallegriamoci dunque e con gioia chiediamo a Cristo: per l’intercessione dei padri del settimo concilio donaci la pace, o filantropo.
Theotokìon. Dalla Vergine nasce il Figlio di Dio senza mutamento, assumendo, per le sue viscere misericordiose, come sua l’umanità; in questa forma si lascia vedere circoscritto l’incircoscritto per natura.
Ode 6. Siimi propizio, Salvatore.
Stillino i monti dolcezza e gioia, poiché è stata rifiutata la moltitudine degli eretici, che diffondeva l’amaro veleno, il rifiuto delle sante icone.
Festeggino concordi, cielo e terra, la magnificenza della figlia di Dio, poiché è cresciuta rovesciando coloro che volevano abbassarla.
Theotokìon. Il Figlio dal principio generato dal Padre senza madre, senza padre nacque divinamente da una Madre e mi ha rinnovato; perciò venero, raffigurandoli, la partoriente e il partorito.
Kontàkion. Tono pl. 2. Rifiutando di venerare.
Il Figlio che ineffabilmente rifulge dal Padre, è nato da donna, duplice nella natura: conoscendolo, non rifiutiamo l’effige della sua figura, ma piamente rappresentandola, la veneriamo con fede; la Chiesa dunque, attenendosi alla fede ortodossa, bacia l’icona dell’incarnazione di Cristo.
Ikos.
Dio misericordiosissimo, volendo sempre tener desto in noi il perfetto ricordo della sua incarnazione, lasciò questo modello agli uomini per rappresentare con la pittura delle icone l’immagine da venerare, affinché, avendola sotto gli occhi, crediamo ciò che appunto abbiamo sentito dai discorsi, conoscendo chiaramente l’opera e il nome, la figura e le lotte dei santi uomini e Cristo datore di corone, che consegna la corona ai santi lottatori e martiri; grazie ad essi la Chiesa, possedendo ora più chiaramente la vera fede, bacia l’icona dell’incarnazione di Cristo.
Sinassario.
In questo giorno celebriamo la memoria dei santi e celebrati padri riuniti a Nicea per la seconda volta, al tempo dei pii imperatori amici di Cristo Costantino e Irene, contro coloro che con empia ignoranza e sconsideratezza dicono che la Chiesa di Dio è idolatra e rifiutano le sacre e sante icone.
Stichi. I tuoi difensori, o Verbo, armati soltanto della loro predicazione, cacciano gli avversari delle sante icone.
Per le preghiere dei santi padri, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Il fuoco ebbe paura.
Gli eresiarchi furono vinti dai dogmi degli uomini di Dio, che rettamente accordarono la venerazione dei modelli agli archetipi, come disse Basilio il grande. Benedetto il Dio dei nostri padri.
Ecco che i templi splendono di bellezza, ornati di icone luminose; perciò nelle chiese tutto il mondo canta con coloro che salmeggiano al più bello tra i figli degli uomini, il benedetto Dio dei nostri padri.
La luce è sorta, via la tenebra, lontano gli empi; perciò l’universo, colmo di luce, canta a Cristo, fonte di luce e grida con gioia: benedetto il Dio dei nostri padri.
Theotokìon. La Sovrana purissima, la sola da cui ognuno spera salvezza, la tremenda Genitrice di Cristo, re dei re, portandolo come bimbo fra le braccia, anche in immagine è venerata, come dissero i padri.
Ode 8. Follemente il tiranno.
Ottimamente l’assemblea dei padri prescrive a quanti onorano Dio la tradizionale venerazione e raffigurazione della sacra icona di Cristo. E noi, come figli devoti, docilmente festeggiamo la memoria annuale e con affetto baciamo l’icona di Cristo.
Sette volte pensatori orgogliosi tentarono di piegare i piccoli e arrestare lo slancio degli amici della virtù con gli ostacoli che ponevano alle loro sante pratiche; ma i padri del settimo concilio, riuniti a Nicea, ridussero finalmente più di sette volte le loro presunzioni orgogliose.
Come frecce di bimbi, secondo il salmo, furono per coloro che conservavano l’antica fede, i colpi portati dagli spiriti puerili; e per divina potenza si estinsero le numerose voci di chi bestemmiava contro il cielo; tutto il mondo riconosce ormai che il Padre, il Figlio e lo Spirito sono uno, Dio e causa di tutto.
Theotokìon. Per misericordia il Creatore si degnò di prender forma nelle tue caste viscere come bambino; anche dopo il parto, o Vergine, serbò la tua perfetta purezza e purificò la sua immagine insozzata dal peccato; per questo le icone rappresentano con te il Dio per natura che assunse la natura dei mortali.
Ode 9. Per questo sbigottisce.
Re grande dell’universo, Sovrano onnipotente, che reggi il mondo con la tua forza e il tuo volere, inafferrabile unico Dio, fortifica la tua Chiesa e custodiscila nell’ortodossia, per l’intercessione degli illustri padri, che condannarono l’eresia.
In terra meritaste grandi onori, o padri dai celesti pensieri, voi che veneraste con affetto l’icona di Cristo; deponendo ora l’ombra e il velo della carne, gioite di grandi onori, vedendolo faccia a faccia.
Infrangi la forza e l’audacia delle falangi barbariche, che per nostro castigo, ci aizzasti contro; combatti con i fedeli, che in te sperano, per l’intercessione dei padri la cui memoria festeggiamo.
Theotokìon. Né il sublime spirito degli angeli, né quello dei mortali possono cogliere in nessun modo il mistero del tuo parto prodigioso, avendo concepito soprannaturalmente Dio nella carne: per questo, Madre di Dio, vedendoti con lui, raffigurandoti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Nel sacro Spirito.
Padri dalla mente celeste, riuniti nel settimo concilio, rivolgete alla Trinità una supplica intensa, perché siano liberati da ogni eresia e dalla condanna eterna e raggiungano il regno dei cieli, quanti festeggiano la vostra divina sinassi.
Theotokìon, stessa melodia.
Per intercessione della Madre tua e dei padri riuniti nei sette concili, o Signore più che buono, conferma la Chiesa, rafforza la fede e rendi tutti partecipi del regno dei cieli quando verrai sulla terra per giudicare tutto il creato.
Alle lodi cantiamo 4 stichirà anastàsima e 3 prosòmia dei padri, ripetendo il primo.
Tono pl. 2. Riposta nei cieli.
Esercitando insieme tutta la scienza dell’anima ed esaminato col divino Spirito il celeste e sacro simbolo, i venerabili padri lo stesero con divina scrittura; in esso insegnano con tutta chiarezza che il Verbo, come il Genitore, non ha principio ed è in tutta verità a lui consustanziale: e visibilmente seguono, questi uomini illustri, davvero felicissimi e di senno divino, le dottrine degli apostoli (2).
Stico. Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri e degno di lode e glorificato è il tuo nome nei secoli.
Accogliendo tutto lo splendore intelligibile del santo Spirito, gli araldi di Cristo espressero, per divina ispirazione, l’oracolo tutto soprannaturale, breve per parole, grande per intelligenza, difendendo, quei beati, le dottrine evangeliche; e abbracciando di nuovo le pie tradizioni, illuminàti, chiaramente esposero la rivelazione che ne deriva, la fede insegnata da Dio.
Stico. Riunite davanti a lui i suoi santi, che hanno stabilito l’alleanza con lui sui sacrifici.
Riunita insieme tutta l’esperienza pastorale e mossi a giustissimo sdegno, ben giustamente i divini pastori, come sincerissimi servi di Cristo e santissimi iniziati al divino annuncio, scacciarono i lupi feroci e distruttori, colpendo con la fionda dello Spirito quanti dalla pienezza della Chiesa erano caduti come nella morte, come malati di morbo inguaribile.
Gloria. Dei padri. Tono pl. 4.
Il coro dei santi padri, accorso dai confini dell’ecumène, proclamò l’unica essenza e natura del Padre, del Figlio e del santo Spirito e trasmise con chiarezza alla Chiesa il mistero della teologia. Celebrandoli con fede, proclamiamoli beati, dicendo: O divino accampamento, soldati ispirati dello schieramento del Signore; astri dalle molte luci del firmamento spirituale; torri indistruttibili della mistica Sion; olezzanti fiori del paradiso; bocche tutte d’oro del Verbo; vanto di Nicea; fregio di tutta la terra: pregate con fervore per le nostre anime.
E ora. Sei più che benedetta.
Grande dossologia e congedo.
Alla Liturgia i typikà, le beatitudini del tono e le odi 3 e 6 del canone dei padri.
Kinonikòn. Il giusto sarà ricordato in eterno. Alliluia.

