Passa al contenuto principale

Funzione: Mattutino

Plagale IV – Martedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PL. 4 Martedì Mattina al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata catanittici despotikà. Tono pl. 4.

Con occhio pietoso, Signore, guarda la mia umiliazione, perché a poco a poco la mia vita si consuma e non mi viene salvezza dalle opere; perciò supplico: Con occhio pietoso, Signore, guarda la mia umiliazione e salvami.

Come la prostituta mi getto ai tuoi piedi per ottenere la remissione delle colpe e al posto dell’unguento, ti offro lacrime dal fondo del cuore, o Cristo Dio, affinchè tu abbia compassione di me come di lei, o Salvatore e mi conceda il perdono dei peccati, perché anch’io come lei a te grido: Riscattami dal fango delle mie opere.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Magnifichiamo con inni, o fedeli, lo stabile sostegno della fede, l’augusto dono fatto alle nostre anime, la Madre di Dio: salve, tu che accogliesti nel tuo grembo la pietra della vita; salve, speranza dei confini della terra, soccorso dei tribolati; salve, sposa senza nozze.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata catanittici

Il Giudice è vicino, dattene pensiero, o anima e rifletti al momento di quel giorno tremendo: perché, il giudizio è senza misericordia per chi non avrà usato misericordia; grida dunque prima della fine: Risparmiami, Salvatore, perché tu solo sei filantropo.

Ineffabilmente concepita in grembo.

Osserva, o anima, la gioia delle vergini sagge e la durezza di cuore delle stolte; soccorri gli affamati e accogli gli stranieri, facendo risplendere la tua lampada, con l’olio della beneficenza e non coltivare vani sentimenti per piccole osservanze: perché il compassionevole Sovrano preferisce la misericordia al sacrificio e ricambia la bontà al centuplo, donando il divino talamo della sua gloria a tutti quelli che sulla terra distribuiscono bene le loro ricchezze.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Sei risorto dai morti.

Caduto nell’oceano pauroso dello scoraggiamento, per la moltitudine delle mie opere malvagie ed empie, sono ridotto allo smarrimento e ormai stretto dalla disperazione. Sovrana Madre di Dio, salvami tu con la tua amorosa compassione: perché dei peccatori tu sei l’aiuto e la purificazione salutare.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Sei risorto dai morti.

Anima mia, che consumi la vita nella negligenza, risollevati ormai, volgiti alla conversione, piangi amaramente dal profondo, perché tu non debba stoltamente gemere nell’aldilà; trema, pensando alla seconda venuta del Sovrano e prima del giudizio, giudica te stessa e sfuggirai al giusto giudizio.

Martyrikòn. Diveniste astri spirituali, o santi martiri; dileguaste infatti con la fede la caligine dell’inganno, illuminaste le lampade delle vostre anime ed entraste con gloria con lo sposo nel talamo celeste: supplicate ora, vi preghiamo, per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ineffabilmente concepita.

Come la vedova i due spiccioli ti offro, quale debitore, una lode grata, o Sovrana, per tutte le tue grazie: ti rivelasti, infatti, rifugio e aiuto insieme, liberandomi sempre da tentazioni e afflizioni; perciò, strappato a chi mi tribola, come dal mezzo di una fornace ardente, a te grido dal fondo del cuore: Aiutami, Madre di Dio, pregando tuo Figlio e Dio di donarmi remissione delle colpe, poiché del tuo servo tu sei la speranza.

Canone catanittico. Acròstico: La piena delle mie lacrime accetta, o Cristo. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

A colui che stritola le guerre col suo braccio e guidò Israele nel Mar Rosso cantiamo come Dio nostro liberatore, perché si è glorificato.

Colma il mio cuore di pentimento, o Cristo, affinché venga penitente alla tua dimora e ti offra una lode che mi liberi dai debiti.

Scioglimi da mali e pericoli senza numero, o Verbo, affinché nella penitenza percorra le tue giuste vie, che guidano al divino riposo delle delizie eterne.

Martyrikà. E’ giunta solennemente a grande altezza la magnificenza dei tuoi martiri, o Cristo: e infatti lottando per essa, furono magnificati con i tuoi carismi soprannaturali.

Con l’effusione del sangue dei santi atleti cessò il sangue vivo offerto al maligno e la terra fu santificata dalla grazia dello Spirito.

Theotokìon. Mostrami le vie della penitenza, o Vergine e fammi tornare dalla strada che porta al peccato, affinché inneggi a te, celebratissima e beatissima.

Canone del venerabile precursore. Colui che nel mare.

Oprecursore, predicatore della penitenza, supplica in ogni tempo il Sovrano e Signore di convertirmi nell’anima, illuminando il mio intelletto e il mio cuore, perché ti onoro con fede.

Come splendido germoglio del deserto, con la tua divina intercessione, o precursore e martire di Cristo, guida sulla via della salvezza me, che ora dimoro nel deserto delle passioni.

Con la tua mediazione, sapiente precursore, liberami, ti supplico, dalla tirannia del peccato e interrompi la bufera dei demòni contro di me sollevata.

Theotokìon. Salvami, pura Madre della verità, dalla tempesta delle passioni che mi assale pericolosamente e di continuo mi sommerge e dirigimi, o venerabile, verso il porto sereno della salvezza.

Ode 3. Irmòs.

Si è rafforzato nel Signore il mio cuore e la mia forza nel mio Dio, si è dilatata la mia bocca contro i miei nemici, ho esultato per la tua salvezza.

Allontanando la sozzura del male dal mio cuore, fammi degno di comparire puro al tuo cospetto nel giorno tremendo, o mio Cristo, sommamente buono.

Tentò con inganno di uccidermi Beliar col pungiglione del peccato, o Verbo, ma tu sanami con i vivificanti farmaci della penitenza, o Cristo.

Martyrikà. Resistiamo con valore, gridavano gli atleti lottando, nessuno diserti, il Sovrano è vicino e ci aiuta se lottiamo con intelletto generosissimo.

Le pietre preziosissime della Chiesa, le divine torri della religione, i distruttori dell’errore, i martiri con inni veneriamo, o fedeli tutti.

Theotokìon. Madre di Dio, che rialzi i caduti, traimi dal baratro dei miei mali e stabiliscimi sulla pietra dei precetti di Dio.

Canone del precursore. Rendi stabile.

Piovi anche su di me gocce di penitenza, tu che in un fiume battezzasti l’abisso di compassione, il Signore di tutti, o precursore, martire degnissimo.

Con l’intelletto sempre tribolato dalle agitazioni della vita, mi rifugio sotto la tua protezione, o precursore del Salvatore; affréttati ad aiutare il tuo servo.

Nelle preghiere notturne invoco te, splendore del mondo, o precursore divinamente beato: illumina i sensi del mio cuore.

Theotokìon. Pura Vergine, Madre di Dio, tu che generasti la luce dalla luce, illumina, la mia anima e mostrami partecipe della sorte dei salvati affinché inneggi te, o inneggiatissima.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, poiché per tuo volere ineffabile, tu che sei Dio eterno sei venuto incarnato da una Vergine. Gloria alla tua condiscendenza, o Cristo, gloria alla tua potenza.

Il nemico bugiardo mi sviò con il gusto del peccato e mi allontanò troppo da te, o Buono e mi rese cibo per i suoi denti; o unico Salvatore affréttati a liberarmi.

Le cose occulte e i miei segreti tu conosci, Signore: ho peccato molto, ma tu, unico Salvatore, come compassionevole, abbi misericordia per la tua grande misericordia e dammi tempo purificatore di penitenza.

Martyrikà. Avvolti dalle torture come onde, guidati da Cristo, o martiri, approdaste ai porti del regno dei cieli, insigniti realmente da lui delle corone di vittoria.

Rinnovando con la pietà la terra del cuore, o martiri, spargeste in essa il seme della confessione e del martirio e con sapienza raccoglieste il centuplo della spiga di Dio, o illustrissimi.

Theotokìon. Sovrana lodatissima, a gran voce a te grido: colma di ogni grazia la mia mente, concedendomi buon pentimento e possibilità di conversione e conoscenza salvifica.

Canone del precursore.

Ho udito, Signore.

Piango su me stesso, ho una vita incorreggibile; ti supplico, salvami, o santo, abbi compassione di me, perso nei peccati.

Fa’ che nelle preghiere e nelle supplichi trovi, o beato, soccorso e vigore per la mia anima, illuminando il mio pensiero.

Sono immerso nella bufera dei peccati e dei pericoli: battista di Cristo, guidami alla quiete della divina conoscenza.

Theotokìon. O purissima, che generasti colui che ha innalzato la natura umiliata, salva me, umiliato per i pensieri orgogliosi.

Ode 5. Irmòs.

Dilegua la tenebra della mia anima, Cristo Dio, datore di luce, tu che scacciasti il buio primordiale dell’abisso e donami la luce dei tuoi precetti, o Verbo, affinché vegliando ti glorifichi.

Tu che purificasti la prostituta, per tuo ordine, o Creatore, purifica la mia anima dal peccato ripugnante, tu che solo sei misericordioso e abbelliscila con splendide vesti, ti prego.

Liberandomi dai legami dei miei molti peccati, Cristo Dio, fa’ che possa percorrere senza intralci le tue vie, affinché sciolto dalla carne dimori nella tua pace santa glorificandoti.

Martyrikà. Avendo tessuto per se stessi con le pene una veste di gloria ed essendosi splendidamente, i martiri abitano con gioia il regno superno, insigniti di magnifiche corone di vittoria.

Cambiaste divinamente ciò che passa con ciò che resta, o illustrissimi: sopportando infatti l’afflizione di molte pene, giungeste alla vera libertà del regno celeste, o sapienti.

Theotokìon. Santa Madre di Dio, che generasti nella carne il Verbo santo, che solo riposa nel santuario, santifica il mio intelletto, sempre occupato in opere maligne.

Canone del precursore. Tu che illuminasti.

O glorioso precursore, lucerna del Sole di giustizia, rischiara me, smarrito nella notte della vita.

Stabilisci sulla pietra dei divini voleri me, tribolato e in pericolo per l’assalto dei demòni, o illustre.

Nell’imminente giudizio, mentre starò per esser giudicato, fa’ che trovi te come avvocato presso il Signore per liberarmi dal tremendo giudizio.

Theotokìon. Come superiore a tutte le creature, mostrami superiore alla trappole del nemico, Madre di Dio sempre Vergine.

Ode 6. Irmòs.

Come strappasti il profeta dall’abisso profondo, o Dio, strappa anche me dalle mie colpe, come filantropo e dirigi la mia vita, ti supplico.

Accoglimi penitente come un tempo i niniviti, obbedienti alla divina predicazione del tuo profeta, o Cristo e dirigi la mia vita, ti supplico.

Gemo come il pubblicano, piango come la prostituta, o Cristo e come Pietro grido, avvolto dal gorgo di molti peccati: tendimi la mano, soccorrimi e salvami.

Martyrikà. Come astri recentemente apparsi, con lo splendore delle vostre lotte avete illuminato tutta la terra e respinto il buio profondo dell’errore, o martiri.

Beatissima è la fine che avete trovato, beati martiri e senza sosta voi celebrate la beatitudine di Dio, rivestiti dei suoi raggi.

Theotokìon. Il vaso contenente la manna un tempo ti prefigurò, Madre di Dio: producesti infatti Cristo, manna spirituale, che fa piovere su quanti con affetto ti onorano.

Canone del precursore. Una tunica luminosa.

Trattenuto nel ventre del pesce delle tentazioni, grido a te, Precursore dal profondo del cuore: liberami da terribili dolori.

Con l’accetta della vera penitenza, purifica la materia del mio cuore, o sapiente, rendendolo fruttuoso con opere buone.

Péntiti con ardore, anima mia, il giudizio è arrivato, svegliati gridando: Gesù, Dio mio, abbi pietà di me.

Theotokìon. Supplichiamo te, l’unica che con un verbo concepisti nella carne il Verbo: scampa le nostre anime dalle insidie dei nemici.

Ode 7. Irmòs.

Tu che salvasti per mezzo di un angelo i fanciulli e mutasti in refrigerio la fornace ardente, sei benedetto, Signore Dio dei nostri padri.

Poiché sono stato concepito nei peccati e dopo esser nato ho peccato più di tutti gli uomini, abbi pietà e dammi tempo per tornare ed esser giustificato.

Stoltamente esaltandomi come un tempo il fariseo, sono caduto come un cadavere e l’avversario, vedendomi, si rallegra. Dio Verbo, non disprezzarmi.

Martyrikà. La folla dei venerati martiri, esercito invincibilissimo, santa assemblea, avendo eccelso sulla terra, fu iscritta nei cieli.

Per ottenere l’immortalità subiste una passione volontaria: fate scorrere onde di guarigioni per calmare le pene dei mortali.

Theotokìon. Generi oltre ogni causa la causa di tutto, divenuto per bontà esagerata mortale, perciò a una voce, o pura, ti diciamo beata.

Canone del precursore.

Tu che stabilisti la terra.

Tu che preparasti le vie del Signore, guida anche i miei sentieri a Dio, affinché gridi: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Araldo della luce, illumina la mia anima e libera dalla terribile tenebra e dalla geenna ardente me, che mi rifugio a te con anima che non dubita.

Sapiente Battista di Cristo, germoglio fertilissimo della sterile, con le tue preghiere rendi fertile la sterilità del mio cuore.

Theotokìon. Agnella eletta del Verbo, supplica il Dio incarnato da te di annoverarmi tra le pecore elette nell’ora tremenda.

Ode 8. Irmòs.

Tu che stabilisti sulle acque le tue dimore, o Cristo, tu che hai posto al mare sabbia come confine, tutto reggendo, a te inneggia il sole, la luna ti glorifica e tutto il creato a te offre l’inno come plasmatore e Creatore nei secoli.

Tutte le mani sporcasti nell’impurità, o anima e come le sollevi verso l’alto rivolgendoti a Dio? Insozzasti i piedi camminando su vie vergognose: affréttati a camminare su vie di salvezza mediante la penitenza.

Non sono mai rimasto nei tuoi precetti, nemmeno un giorno ho fatto la tua volontà, o Buono; con quali occhi allora ti guarderò giudicare e giustificare e mandare al castigo i responsabili?

Martyrikà. Per amore del Creatore spegneste col vostro sangue, ingiustamente versato come acqua, o sapienti atleti, le fornaci accese del politeismo che ardevano assai, perciò ereditaste il torrente delle delizie.

Superaste, o santi, l’umiltà del corpo terrestre subendo torture come fossero altri a soffrire; vi amputarono mani e piedi, perciò diveniste degni ora della vita superna nei secoli.

Theotokìon. Sballottato dalla tempesta del peccato, o pura, per la tua mediazione presso il Salvatore, guidami a porti sereni, a te grido, Sovrana, affinché veda la luce della salvezza, io che sono sempre ottenebrato dalla pigrizia.

Canone del precursore.

Il Re della gloria.

Supplica l’Agnello di Dio, che ha tolto i peccati del mondo e che hai mostrato a tutti, o Battista, di annientare le mie passioni e salvare la mia anima.

Ti allontanasti fuggendo, o profeta e dimorasti nel deserto inaccessibile, perciò ti supplico: rendi presto deserte le passioni della mia anima.

Allieva le catene della mia anima, contrasta quanti mi contrastano, o Battista del Signore e rendimi illeso dalla loro malvagia azione.

Theotokìon. O vite che generasti il grappolo maturo, fa’ cessare per me l’ebbrezza dei mali, dissetandomi ora con la bevanda dell’umiltà, o Vergine.

Ode 9. Irmòs.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha suscitato per noi una potenza di salvezza nella casa di Davide suo servo, grazie alle sue viscere di misericordia, per cui ci visitò il sole che sorge, l’Oriente dall’alto e ci ha diretti sulla via della pace.

Perché anch’io, ricevendo la salvezza, ti magnifichi grato, o Cristo, volgiti a me, che ho ricevuto sul dorso tante ferite e risanami, versando su di esse vino e olio, i segni, o Salvatore, della tua amorosa compassione.

Come liberasti dai delitti e da miriadi di mali il buon ladrone che ti aveva invocato, come hai avuto compassione della prostituta piangente, di Pietro, il grande discepolo, di Davide profeta, abbi misericordia anche di me, nella mia disperazione.

Martyrikà. Vi conformaste alla passione di colui che patì per noi, o vittoriosi e per questo con lui siete glorificati: divinizzati ora per la partecipazione alla vita divina, più risplendenti dei raggi del sole sensibile, voi illuminate i cuori di tutti.

E’ rifulsa la virtù dei santi atleti; ogni città si arricchisce, grazie alla fede, di questi tesori veramente inviolabili, che fanno straordinariamente splendere la grazia abbondante dei prodigi: e noi celebriamoli come comuni protettori.

Theotokìon. Con i raggi luminosi del Figlio e Dio, che dal tuo seno procede, o purissima, rischiara noi che ti cantiamo con fede e liberaci con la tua mediazione dalla tenebra sinistra e dall’eterno castigo.

Canone del precursore. Colui che al legislatore.

Quando starò presso il tuo tremendo trono, o Verbo e sarò condannato per le mie azioni, che giustificazione troverò io, miserabile? Signore Dio mio, abbi pietà di me allora.

O voce del Verbo, raddrizza la mia voce a Dio, o sapiente Battista e liberami dalla malvagità dei demòni e dei danni degli uomini, affinché degnamente ti dica beato.

Nutrimi col cibo immortale dei comandamenti di Cristo, abbeverami con bevanda vivificante, o Battista e profeta e metti salvo davanti al Signore me, che ricorro alla tua protezione.

Theotokìon. Sovrana Vergine pura e gloriosissima, supplica con il Precursore il tuo Figlio e Re di salvare da ogni sventura quanti con fede ti dicono beata.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Quando penso alla moltitudine dei mali commessi e vado col pensiero a quel tremendo esame, preso da tremore, mi rifugio in te, Dio filantropo. E tu non mi disdegnare, ti prego, o solo senza peccato: prima della morte, dona compunzione alla mia povera anima e salvami.

Dammi lacrime, o Dio, come un tempo alla peccatrice e rendimi degno di irrorarne i tuoi piedi, che mi hanno liberato dalla via dell’errore e di offrirti come unguento profumato, uria vita pura che mi sia edificata nel pentimento, perché oda anch’io la tua voce desiderata: La tua fede ti ha salvato, va’ in pace.

Martyrikòn. Avete grandemente lottato, o santi, sopportando generosamente i tormenti degli iniqui e confessando Cristo davanti ai re; e ancora una volta usciti da questa vita, compite opere di potenza nel mondo e risanate gli infermi dai loro mali, o santi; intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Io accorro sotto la tua protezione, Vergine santa, Madre di Dio: so che otterrò la salvezza, perché, o pura, tu puoi aiutarmi.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e facci tutti degni, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Cristo, oceano di misericordia, prosciuga l’oceano dei miei peccati e lavandomi con lacrime di umiltà, purificami del tutto, o misericordioso.

O divino Battista, che un tempo battezzasti Cristo in acqua, con le tue preghiere guida me, tormentato nelle onde delle mie passioni, al porto della penitenza.

Martyrikòn. Spegnendo il fuoco della follia degli idoli col vostro sangue, o santi atleti, fate scaturire sempre fiumi di guarigioni, sanando ogni sorta di passione.

Gloria.

Padre senza principio, Figlio e divino Spirito, per le preghiere del Battista, placa le passioni inveterate della mia anima, ti supplico e salva me, tuo servo.

E ora. Theotokìon.

Purissima Genitrice di Dio, con le tue preghiere libera dalle passioni vergognose e dalla terribile pena dell’ade noi, che piamente ti diciamo beata.

Continua a leggere

Plagale IV – Mercoledì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PL. 4

Mercoledì al Mattutino

Dopo la prima sticologia

Kathìsmata stavròsima. Tono pl. 4.

Vedendo pendere dalla croce l’autore della vita, il ladrone diceva: Se non fosse Dio incarnato costui che con noi è crocifisso, il sole non avrebbe nascosto i suoi raggi né la terra, scuotendosi, avrebbe sussultato. Tu dunque che tutto sopporti, ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

In mezzo a due ladroni, si rivelò bilancia di giustizia la tua croce: l’uno, dal peso della bestemmia, fu trascinato nell’ade l’altro fu invece sollevato dalle colpe e giunse alla scienza della teologia. O Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Ineffabilmente concepita.

Contemplando sulla croce l’agnello, il pastore, il Redentore, l’agnella piangendo alzava grida e amaramente esclamava: Esulta il mondo, perché riceve la redenzione, ma ardono le mie viscere vedendo la crocifissione, che tu subisci per le tue viscere di misericordia, o Dio sommamente buono, Signore paziente. E noi a lei gridiamo con fede: Muoviti a compassione di noi o Vergine e dona la remissione delle colpe a quanti venerano con fede la sua passione.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Risorgesti dai morti.

In mezzo all’Eden un albero fiorì la morte; in mezzo alla terra, un albero germogliò la vita; gustando del primo, da incorruttibili diventammo corruttibili ma, giunti in possesso del secondo, abbiamo goduto dell’incorruttela: con la croce infatti Cristo ha salvato la stirpe umana.

Conosciuto l’ordine.

Nel paradiso un tempo un albero mi spogliò, perché facendomene gustare il frutto, il nemico introdusse la morte; ma l’albero della croce, che porta agli uomini l’abito della vita, fu piantato sulla terra e tutto il mondo si riempì di ogni gioia; vedendolo innalzato, o popoli, con fede acclamiamo concordi a Dio: Piena di gloria è la tua casa.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Stando presso la croce in lacrime, con voce compassionevole la Madre di Dio gridava: Davvero incomprensibile, o Figlio, è la tua passione; non sostengo lo strazio delle mie viscere, non sopporto di vederti sulla croce; non disdegnare la tua serva: risorgi dai morti glorificando me che grido: O misericordiosissimo, gloria a te.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Conosciuto l’ordine.

Un albero nell’Eden produsse un tempo amarezza; ma l’albero della croce fece fiorire dolcezza di vita: poiché Adamo, mangiandone, cadde nella corruzione, ma noi, deliziandoci della carne di Cristo, siamo misticamente vivificati e divinizzati, ricevendo il regno eterno di Dio; perciò con fede acclamiamo: Gloria, o Verbo, alla tua passione.

Martyrikòn. I martiri di Cristo, incenerite con la continenza le forme e i moti brucianti delle passioni, ricevettero la grazia di allontanare le malattie dagli infermi e compiere prodigi sia in vita sia dopo la morte: poiché è straordinario prodigio che ossa spoglie facciano scaturire guarigioni! Gloria al solo Dio Creatore.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Risorgesti dai morti.

L’agnella senza macchia, vedendo l’agnello e pastore pendere dalla croce, gridava: Figlio mio, che cos’è dunque questo spettacolo strano, che va contro ogni speranza? Come, vita di tutti, sei condannato al pari dei mortali? Risorgi dunque dai morti il terzo giorno, come tu hai detto, o Verbo.

Canone stavròsimo. Acròstico senza stavrotheotokìa: A colui che è steso sul legno grazia. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

La verga di Mosè che operava prodigi, inabissò un tempo il faraone alla testa dei suoi carri, percuotendo il mare in forma di croce e dividendolo, mentre salvò Israele il fuggiasco che passava a piedi asciutti, intonando un canto a Dio.

Morto in croce, o Verbo, vivificasti e ornasti con gloria me morto: venero il tuo potere, canto la tua passione e la tua smisurata compassione.

Come fu piantata sul legno, la vite non coltivata zampillò per noi vino di grazia divina, allietando i cuori e dissolvendo del tutto l’ebbrezza dell’errore e annientando il peccato.

Martyrikà. Ornati di sacre ferite e abbelliti da pene atletiche, o martiri di Cristo, state presso lieti il Sovrano, che vi abbellisce magnificamente di gloria e apparite di aspetto divino.

Rafforzati visibilmente dalla forza divina, o santi martiri, virilmente abbatteste la funesta forza del potente e splendidamente incoronati con diademi di vittoria, con gioia state presso il Signore.

Stavrotheotokìon. Stando presso la tua croce, Signore e guardando le tue ferite, Sovrano, l’ignara di nozze amareggiata diceva: Ahimè, figlio, soffro crudelmente ora, io che ho sfuggito i dolori nel tuo parto!

Canone della Theotòkos. Acròstico: E’ un’ottava supplica alla Vergine. Giuseppe.

Lo stesso irmòs.

Cose gloriose si dicono di te, Vergine glorificata, gloria dei fedeli, unica ad ascoltare: perciò per le tue preghiere rendi partecipe della gloria futura me, che ti glorifico, o Sovrana casta e pura.

Benedetto il frutto del tuo grembo, o purissima: per esso tutti noi mortali siamo stati sciolti dalla maledizione, o pura benedetta, prodigio inspiegabile, visione incomprensibile, salvezza di tutti i mortali.

La moltitudine degli angeli, la folla dei discepoli, l’assemblea dei profeti, dei martiri e dei tuoi santi sempre ti supplica, Signore, di donare, come filantropo, perdono dei peccati per la Madre di Dio.

Con fede supplico te, che hai accolto nelle viscere, o pura, il fuoco inestinguibile: grazie alle tue suppliche accette scampami dalla geenna e liberami dal castigo preparato per la moltitudine delle colpe.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio hai stabilito i cieli con sapienza e disposto la terra sulle acque, rafforzami, o Cristo, sulla roccia dei tuoi comandamenti, poiché non c’è santo all’infuori di te, o unico filantropo.

Hai stabilito i cieli e fondato la terra e col tuo verbo hai incatenato il mare e per me sei stato legato e appeso alla croce per liberarmi dalle catene del peccato, o filantropo.

Gettandoti sul legno della croce il nemico morì con i suoi malvagi demòni e colui che era stato condannato per aver gustato la malizia, ottiene misericordia e il creato viene fondato sul fondamento della pietà.

Martyrikà. Consegnati a svariate torture, spade e belve, nudi, i valorosi atleti divini non si sottomisero al malvagio persecutore grazie a una forza superiore.

Mirando con pensiero e mente vigile a ciò che è eterno, i gloriosi martiri di Cristo disprezzarono del tutto ciò che passa, perciò sopportavano con gioia intollerabili pene.

Stavrotheotokìon. L’inneggiatissima agnella, contemplando l’Agnello giunto alla sua volontaria passione e crocifisso nella carne, parlava piangendo e glorificando inneggiava la sua longanimità.

Canone della Theotòkos.

O Signore, creatore.

Sono decaduto dalla cittadinanza sacra, o pura, assimilandomi alle bestie e dannandomi completamente; tu che generasti il Creatore, scampami da ogni condanna e salvami.

Concedimi profondi gemiti e lacrime dell’anima e durevole compunzione, o Fanciulla, affinché mi penta delle passioni cresciute in me per la mia negligenza, o piena di grazia divina.

Le schiere sovracelesti, gli spiriti liturgici, il popolo dei profeti, dei tuoi apostoli e dei tuoi martiri, con la tua Genitrice, ti supplicano, o compassionevole, di donare al tuo popolo remissione dei peccati.

Come compassionevole, o pura, supplica ora il compassionevolissimo, affinché mi renda degno di divina compassione; richiama ora alla penitenza me, spietato e privo di compassione.

Ode 4. Irmòs.

Tu sei mia forza, Signore, tu il mio vigore, tu il mio Dio, tu la mia esultanza, tu, che senza abbandonare il seno del Padre, hai visitato la nostra povertà; per questo, con il profeta Avvacùm, a te acclamo: Gloria alla tua potenza, o filantropo.

La stirpe dei mortali viene richiamata dalla caduta che subì un tempo il primo creato: infatti il Plasmatore di tutto è giunto sulla croce e con le dita insanguinate è inchiodato volontariamente con chiodi alle mani e trafitto al fianco da una lancia.

Fu innalzata la croce e ogni errore cadde, fu spogliato il Salvatore e l’avversario fu spogliato e Adamo si rivestì d’incorruttela, il creato illuminato e il sole oscurato per la tua crocifissione, o Cristo.

Martyrikà. Come vittime immolate negli ultimi tempi, vi immolaste al Verbo immolato, o martiri, inaridendo con i rivi del vostro sangue, per divina grazia, il mare dell’errore e in ogni tempo respingete il riversarsi delle passioni, con piogge di miracoli, o gloriosi.

Avete subito amputazioni di membra, estirpazione di tutti denti e delle unghie, o martiri, spietatamente vi furono tagliate le mani, la lingua e i piedi e le giunture del corpo; perciò siete degni di gloria infinita, stando presso il Dio di tutti.

Stavrotheotokìon. La vitella intatta, vedendo il suo vitellino steso sul legno, gridava gemendo: O Figlio, come un popolo di criminali non ha avuto la minima pietà per colui che ha avuto pietà, ma con pensiero malvagio, ha preferito ucciderti ingiustamente?

Canone della Theotòkos. Lo stesso irmòs.

Con la divina lancia, che trafisse il divino fianco, di colui che si fece uomo volontariamente da te, Vergine purissima, lacera il maligno chirografo dei miei peccati e supplicalo di scrivere salvo nel libro me, che stoltamente mio sono allontanato da Dio.

Affinché ti glorifichi con voci grate, affinché ti magnifichi con affetto divino per il tuo immenso parto, o purissima, che hai magnificato tutti gli umiliati, rendi degno del perdono me, che ho grandemente peccato e sono gravemente caduto, o fanciulla.

Le leggi di natura in te si rinnovano; oltre natura infatti concepisti il Verbo, perciò ti supplico con fede: per le tue preghiere, purissima, salva me, che ho molto peccato oltre la natura umana e mi sono allontanato da Dio.

Con le frecce del peccato il nemico ha ferito tutta la mia anima e con i piaceri ha sporcato il mio cuore e mi ha fatto deviare dalla retta via, o Vergine; perciò ti grido: Accoglimi pentito e salvami.

Ode 5. Irmòs.

Perché mi hai respinto dal tuo volto, luce senza tramonto e mi ha ricoperto, me infelice, la tenebra ostile? Convertimi, dunque, ti prego e dirigi le mie vie verso la luce dei tuoi comandamenti.

Per liberarmi dal gusto edonista hai gustato volontariamente il fiele, o magnanimo e per spogliarmi della mortalità, o Gesù, accettasti di esser steso sulla croce: canto a te, compassionevole.

Rinnovando la mia anima corrotta per le passioni, o Verbo, appeso al legno consegnasti l’anima al Padre e la terra inanimata, vedendo queste cose, non sopportava, ma con timore tremava inneggiandoti.

Martyrikà. Vi siete abbelliti ornandovi della divina passione, o martiri e avete seguito il Verbo unigenito del Padre senza principio, che a tutti dà l’impassibilità attraverso la passione, per questo con lui siete glorificati.

Estraniandovi dalle cose di quaggiù, avete ereditato i beni invisibili, dimorando nelle divine dimore sovraccelesti, divinizzati immaterialmente per divina partecipazione, o invitti martiri del Salvatore.

Stavrotheotokìon. Strano spettacolo vedo, gridavi, o inneggiatissima: Come colui che con lo sguardo scuote la terra tutta si addormenta innalzato sulla croce? Venero te, Figlio longanime, mentre stai per svegliare gli addormentati da secoli.

Canone della Theotòkos. Lo stesso irmòs.

Di generazione in generazione in ogni tempo sei detta beata e inneggiata dalle potenze superne come colei che ha unito la terra al cielo, unica benedetta tra tutte le donne, tu che hai rialzato l’umanità dalla caduta.

Rafforzami affinché rimanga salvo e non mi distolga dalla posizione migliore, ma anzi, dammi di camminare rettamente e di piacere a Dio per le mie azioni, scampandomi dall’irrazionalità, tu che generasti il Verbo buono.

O Verbo, che sulla croce hai effuso tutto il tuo sangue per la tua immensa compassione, prosciuga il mare delle mie passioni e per le preghiere della Theotòkos, rendimi degno di esserti gradito, o Dio.

Ode 6. Irmòs.

L’abisso dei peccati e il burrone delle colpe mi scuotono e con violenza mi spingono verso il baratro dell’ignoranza, ma tu, stendi la tua forte mano come a Pietro e salvami dalla corruzione.

Le potenze tutte dei cieli t’inneggiano vedendoti, o Verbo, sospeso sulla croce e Adamo ferito viene sanato, o Salvatore, per la tua croce e la maledizione è bandita.

Venne sciolta dai legami la stirpe umana, o magnanimo, quando fosti legato nella carne e fu legato il tiranno, calpestato come un passero da tutti i fedeli. Gloria, o Cristo, al tuo potere.

Martyrikà. Appariste divini, o atleti, incendiando per grazia come carboni ogni materia d’empietà, voi che, circondati di carboni e fuoco avete accolto il divino refrigerio.

Come agnelli del vero pastore in mezzo ai lupi, o atleti, siete rimasti illesi e terminando bene la via divina, avete preso dimora nel recinto celeste.

Stavrotheotokìon. La Vergine, che concepì il Signore della vita, splendido di bellezza più di tutti i figli degli uomini, gridava: Come muori adesso, o Figlio, senza bellezza nella crocifissione, tu che abbellisci tutto con un cenno?

Canone della Theotòkos. Perdonami, Signore.

Riceve misericordia grazie a te la natura umana: concepisti infatti il misericordioso Signore; perciò ti supplico, abbi misericordia, o purissima, abbi misericordia della mia anima.

Le schiere degli incorporei, dei martiri, dei profeti, e degli apostoli, attraverso la tua Genitrice ti supplicano, o Cristo: salva da ogni difficoltà il tuo popolo.

O terra non coltivata, che concepisti il coltivatore e Creatore di tutti, rendi fertile con la divina conoscenza la mia anima impazzita per le passioni.

Ho trasgredito i comandamenti che mi guidavano a Dio e volontariamente mi sono asservito a malvagie passioni, perciò ti imploro, liberami dal loro dominio, o sempre Vergine.

Ode 7. Irmòs.

Il fuoco ebbe paura un giorno a Babilonia davanti alla discesa di Dio; per questo i fanciulli nella fornace, con passo esultante, come danzando in un prato, salmeggiavano: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Hai steso le tue mani con cui compisti prodigi, o Cristo e ricevuto ferite sanando tutte le mie ferite; inneggio a te, Verbo, acclamando, o magnanimo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

I chiodi ti trafissero mani e piedi, o Cristo crocifisso e una lancia il fianco, facendo sgorgare flutti di remissione per tutti quelli che senza sosta cantano e dicono: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Martyrikà. Formiamo un coro inneggiando ai martiri di Dio, annoverati con i cori degli angeli, mentre rischiarano la terra e in ogni tempo cantano: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Avete preso dimora santificandovi nello splendore del santuario, inviando santificazione e redenzione a tutti quelli che vi celebrano e acclamano: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Stavrotheotokìon. Come il sole inaccessibile viene steso sul legno, o Verbo? Così gridava la Vergine, vedendo il sole sospendere la sua corsa incapace di apparire per la tua passione, o Sovrano. Inneggio e venero il tuo divino potere.

Canone della Theotòkos. Lo stesso irmòs.

Per il tuo indicibile concepimento, ci hai resi degni di cose tremende e indicibili, o Madre di Dio; scampami dunque dal castigo tremendo e fammi degno della grazia indicibile, affinché inneggi sempre a te, o inneggiatissima.

Pigramente ho sprecato la mia vita, sono rimasto senza frutto e temo il giudizio e l’inestinguibile fuoco della geenna; tu che generasti il fuoco inestinguibile, per la tua mediazione, liberami dal fuoco.

Ogni meraviglia è superata dal tuo meraviglioso concepimento; perciò grido a te, pura Vergine: o Genitrice di Dio, mostrami le meraviglie della tua misericordia e salvami dall’ira che mi attende.

Abbi compassione di me, vissuto nella negligenza, trasgredendo le tue sante leggi e i tuoi santi precetti, o Salvatore, come Dio benevolo e misericordiosissimo salvami per la tua Genitrice.

Ode 8. Irmòs.

Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Sei germogliato incarnato dalla radice di Iesse, o Cristo e, portando una corona di spine, recidi la spina della trasgressione prodotta da Adamo; steso sul legno risani la maledizione germogliata da un albero e salvi quanti cantano: popolo, esaltate Cristo nei secoli.

Per divinizzare l’uomo, o filantropo, divenisti mortale e affrontasti la croce col fianco trafitto e bevendo aceto; perciò, salvati dalla tua passione, o Verbo, gridiamo grati: Sacerdoti, benedite, popolo esaltate Cristo nei secoli.

Martyrikà. Con i piedi legati, senza pietà sacrificati nel fuoco come agnelli, consegnati alle belve, decapitati, voi, martiri, gioite di gioia indicibile gridando: Fanciulli benedite, sacerdoti, inneggiate, popolo, esalta Cristo nei secoli.

O martiri incoronati, compagni degli angeli, calpestando i crudeli nemici, pregate per noi il Signore affinché viviamo in amore e grande concordia gridando: Fanciulli benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Stavrotheotokìon. Soffrendo gemevi maternamente parlando e non sopportando la stretta ai visceri, guardando in croce il parto del tuo grembo gridavi: Che vedo? Come soffri tu, per natura impassibile? Tuttavia tu vuoi liberare dalla corruzione la stirpe degli uomini.

Canone della Theotòkos.

Lo stesso irmòs.

Vivifica, rialza e guarisci la mia anima mortificata, caduta e ferita, pacifica il mio intelletto, calma le onde delle tentazioni, o Vergine e salva me, che grido: Fanciulli benedite, sacerdoti, inneggiate, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Come il ladro a te grido: Ricordati di me, filantropo; piango come la prostituta e a te grido: Ho peccato; come un tempo il dissoluto; per la Madre di Dio, accoglimi penitente e disperato, affinché inneggi con zelo: Sacerdoti, inneggiate, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Supplicando grido a te, Madre di Dio lodatissima con le immateriali potenze incorporee, con i beati, i martiri, gli apostoli e i profeti; supplica per tutti coloro che con fede divinamente cantano: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Ode 9. Irmòs.

Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più ampio dei cieli: te dunque magnificano, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini.

Con le piaghe e il sangue delle tue mani, o Sovrano, curasti le mie piaghe e nella tua bontà, Signore, con la trafittura sulla croce dei tuoi piedi, che i progenitori videro un tempo camminare nel paradiso e si nascosero, guidasti il mio cammino nelle vie di salvezza.

Fu raddrizzato dalla sua grave caduta il primo plasmato quando tu fosti drizzato in croce, mentre tutta la forza del nemico fu fatta cadere; e tutta la terra si santificò per il sangue e l’acqua usciti dal tuo fianco: perciò, Signore di ogni pietà, senza sosta ti magnifichiamo.

Martyrikà. Tormentati, terminaste le vessazioni del maligno, o santi martiri e con le catene che subiste con costanza, legaste lui calpestandolo pieno di vergogna, reso dalla divina grazia oggetto di riso per chi lo vede.

La terra fu santificata con la deposizione delle sacre reliquie dei martiri: in esse possiede infatti una fonte che fa divinamente scaturire guarigioni d’ogni sorta, curando senza sosta le passioni dei corpi e delle anime e scaccia col divino Spirito l’onta dei demòni.

Stavrotheotokìon. Sfuggita alle doglie materne al tempo del parto, o longanime, poiché ora tu ti dai volontariamente alla passione e ti sottometti al dolore, io soffro nelle viscere e nell’anima e sono colma di pena; così esclamava la purissima e noi, com’è degno, la magnifichiamo.

Canone della Theotòkos. Freme ogni orecchio.

Odivina lettiga di Salomone, che ora circondano sessanta prodi, come dice la Scrittura e nella quale riposò il Verbo, con la tua potenza custodiscimi illeso, o pura sempre Vergine, tra le miriadi di demòni che di continuo mi incalzano.

Stillando divina dolcezza, tu che concepisti la dolcezza di tutti, addolcisci la mia anima avvelenata da quella del serpente, allontanandomi in ogni tempo dall’amaro peccato con la tua mediazione, o avvocata mai confusa dei fedeli.

Gesù, sole di gloria, illumina la mia anima infelice, per le suppliche della pura Vergine divina tua genitrice, per quelle dei liturghi incorporei, dei tuoi venerabili apostoli, dei gerarchi, dei profeti, dei martiri illustri e dei tuoi santi.

Tremo, o unico Re, di fronte alla tua seconda venuta e temo, perché, del tutto condannato, non so a chi rivolgermi. Signore; perciò grido a te prima della fine, con la mediazione della tua genitrice: Risparmiami e salvami, o misericordioso, buono e filantropo.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Il bastone di Mosè prefigurava la tua croce preziosa, o nostro Salvatore: con essa infatti tu salvi il tuo popolo come dall’abisso del mare, o filantropo.

II paradiso dell’Eden germogliò un tempo l’albero della conoscenza in mezzo alle piante; la tua Chiesa, o Cristo, ha fatto fiorire la tua croce, che fa sgorgare per il mondo la vita. Ma il primo albero diede la morte, con il suo frutto, ad Adamo che se ne cibò; l’altro invece ha dato la vita, per la fede, al ladrone salvato: rendici partecipi, o Cristo Dio, del perdono da lui ottenuto, tu che con la tua passione interrompesti la furia del nemico contro di noi e facci degni del tuo celeste regno.

Martyrikòn. Invitti martiri di Cristo, che avete vinto l’inganno con la potenza della croce, voi avete ricevuto la grazia della vita eterna. Non avete temuto le minacce dei tiranni, vi siete rallegrati nel subire tormenti e ora il vostro sangue è divenuto guarigione per le nostre anime: pregate per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon, uguale.

Vedendoti confitto al legno, Signore, l’agnella che ti partorì senza seme si lacerava il volto e gridava nel pianto: Figlio mio, come dunque sopporti questa ingiusta immolazione? Muori dunque come un uomo, o immortale? Dimmi una parola, luce dolcissima, guarda la Madre che ora ti piange e glorificala, o Verbo, con la tua risurrezione.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e facci tutti degni, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Col bastone Mosè raffigura la croce: taglia l’abisso, guidando il popolo israelita, mentre noi, tracciandone il segno, respingiamo i nemici spirituali.

Un tempo Giacobbe benedicendo i fanciulli incrociò le mani simboleggiando il segno della tua croce, col quale ci hai liberati tutti dalla maledizione, o Cristo Salvatore.

Martyrikòn. Imitando la passione di Cristo, o atleti, avete subito eroicamente amare torture e incoronati con corone di incorruttela, avete preso dimora nei cieli.

Gloria.

Gloria al Padre, all’unico immortale, gloria al Figlio, al vivente nei secoli, gloria insieme allo Spirito santissimo, che santifica tutto il creato.

E ora. Theotokìon.

Dal tuo grembo verginale è sorto il Creatore del sole e della luna; vedendolo crocifisso, Madre di Dio, tutto il creato si sollevava.

Continua a leggere

Plagale IV – Giovedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PL. 4 Giovedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia Kathìsmata apostolikà.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Come astri e guide del mondo celebriamo le primizie della nostra salvezza, i divini discepoli del nostro Dio, perché sono sorti come luce per noi, che eravamo nella tenebra e hanno fatto conoscere a tutti il sole della gloria; perciò annientarono l’inganno degli idoli, predicando la Trinità in un’unica Divinità. Per questo a loro gridiamo: Apostoli di Cristo Dio, chiedete la remissione delle colpe per quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

Percorrendo davvero tutti i confini, la vostra voce sapiente, illustri apostoli del Signore, chiaramente predicò a tutti la conoscenza di Dio e mutò in scienza l’ignoranza delle genti; perciò, fugata la caligine degli idoli, rifulse per quanti erano nelle tenebre la luce della conoscenza. Per questo supplichiamo: Pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Risorgesti dai morti.

Da ogni minaccia e malvagità degli uomini, salvaci, Vergine santissima, perché noi tutti abbiamo te come rifugio e fervida avvocata e confidando in te, sempre ci gettiamo ai piedi di colui che da te fu partorito: e tu supplicalo di liberarci da ogni angustia.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Conosciuto l’ordine.

Vi siete rivelati, o testimoni oculari di Cristo, astri splendenti che di continuo illuminano tutta la terra e scacciano la tenebra del politeismo col fulgore delle dottrine secondo pietà; con la luce della vostre divine preghiere, illuminate dunque me, che cammino impudentemente nella tenebra dei piaceri, o apostoli teòfori.

Ricevendo con fede nell’anima i precetti del Signore, come tesoro che arricchisce, gli apostoli si mostrarono benefattori per tutti, scacciando la povertà demoniaca e tutti arricchendo della ricchezza di Dio; ad essi tutti gridiamo: Vi preghiamo, arricchite anche noi, che siamo ora poveri di opere buone.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Ineffabilmente concepita.

Previeni, Madre di Dio, con la tua fervida intercessione, la mia povera anima, o Vergine: nella tempesta delle tentazioni della vita sta ora affondando come senza pilota, o purissima, visibilmente sovraccarica per il peso dei peccati e in rischio di cadere nelle profondità dell’ade; salvala, offrendole il porto tranquillo, perché con fede a te gridi: Prega Cristo Dio di donarmi la remissione delle colpe, perché per il tuo servo sei tu la speranza.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Ineffabilmente concepita

Con la rete delle parole divine, avete pescato come pesci gli esseri razionali e li offriste come primizie al nostro Dio; desiderando rivestire le stigmate di Cristo, vi siete mostrati imitatori della sua passione; perciò, insieme convenuti, onoriamo dovutamente, o apostoli gloriosi, la vostra solennità odierna e a una voce gridiamo: Pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

Martyrikòn, uguale. Vi rivelaste astri sempre luminosi dell’ecumène per la fede del martirio, ponendo tutta la speranza nel Signore e illuminaste le lampade delle vostre anime, con l’olio spirituale dello Spirito, o santi; perciò vi rivelaste calici spirituali, versando come torrenti guarigioni per gli uomini, o lodatissimi vincitori; pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Spirituale porta della vita, pura Madre di Dio, salva dai pericoli noi, che con fede accorriamo a te, affinchè glorifichiamo il tuo parto santissimo, per la salvezza delle nostre anime.

Canone dei santi apostoli. Acròstico: Mi salvi il coro degli apostoli. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

Attraverso l’umido elemento come terra asciutta, fuggendo all’oppressione egizia, l’israelita acclamava: Cantiamo al nostro redentore e Dio.

Luminoso coro degli apostoli, che stai presso la grande luce, rischiara il mio cuore ottenebrato e guidalo sui sentieri della salvezza.

O sinceri amici del Redentore, liberate dall’amore per le passioni me, sviato in molti inganni della vita e coperto dalla notte dell’ignoranza.

Voi che siete frecce del Potente, divini apostoli, sanate quanti, feriti dalla spada del maligno, con fede si rifugiano nella vostra protezione.

Theotokìon. Il Dio, che è la pienezza, si svuota e incarnato dal tuo grembo viene salvando per compassione, pura Madre, gli oppressi dalla malizia del serpente.

Canone di san Nicola. Acròstico: A te, Nicola si deve l’ottavo canto. Poema di Giuseppe.

Ode 1. La pietra tagliata.

Tu che stai con le schiere delle potenze superne presso il Re e Dio, o beato Nicola, salva da ogni terribile tentazione noi terrestri che ti invochiamo, chiedendo la remissione delle nostre colpe.

Avendo te, Nicola, come protettore, gridiamo con fede giorno e notte: intervieni ora per noi, minacciati dagli assalti malvagi dei demòni e degli uomini corruttori, affinché ottenendo tregua ti lodiamo.

Col vigore delle tue preghiere, o Nicola, fa’ strozzare del tutto quanti si affaticano a strozzarci e liberaci dal loro malvagio inganno, affinché gridiamo lodando: cantiamo al Signore, poiché con gloria si è glorificato.

Theotokìon. Superando le leggi naturali partoristi il Dio legislatore che si fece uomo; supplicalo come buono, o Purissima, di ignorare le empietà di quanti gridano sempre: cantiamo al Signore, poiché con gloria si è glorificato.

Ode 3. Irmòs.

Tu sei saldezza di quanti a te accorrono, Signore, sei luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.

Cingete di forza il mio cuore, indebolito da passioni e piaceri, o apostoli del Salvatore.

Annunziando l’unico splendore dal triplice fulgore di Dio, i discepoli dileguarono la tenebra del politeismo.

Come medici del Salvatore, o apostoli, fate scomparire, con la chirurgia divina, le pessime ferite del mio cuore.

Theotokìon. Salvami, o pura Sovrana, che oltre natura concepisti il Redentore e Sovrano di tutti, il Salvatore e Signore.

Canone di san Nicola. Stesso irmòs.

Stendici una mano in aiuto, o gerarca Nicola, affinché sempre ti lodiamo e onoriamo.

Ti supplichiamo, Nicola: con le tue insonni preghiere addormenta le tentazioni che ci assalgono.

Con la tua intercessione, o santo, libera me, circondato del tutto da passioni e dalle tentazioni degli uomini malvagi.

Theotokìon. O pura, prega il Buono di donarmi scioglimento dai peccati e dalle terribili tribolazioni della vita.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, le tue opere ho considerato e la tua divinità ho glorificato.

Foste ornati e abbelliti, o gloriosi, di divini raggi e illuminati da colui che vi mostrò luminari.

O divini apostoli, nocchieri di tutti, liberate da ogni tempesta chi è in pericolo in mare e scosso dalle sciagure della vita.

O cavalli divinamente eletti, che sconvolgeste i mari del politeismo, con le vostre preghiere curate l’abisso delle mie colpe.

Theotokìon. Il Verbo uguale al Padre incarnasti dai tuoi visceri, perciò apparisti superiore a tutte le creature, fanciulla Sovrana.

Canone di san Nicola. Stesso irmòs.

Per la moltitudine delle mie colpe sono caduto in una moltitudine di terribili afflizioni; affréttati ad aiutarmi, o santo, seguendo il Datore del bene.

Piango me stesso, poiché vivo e muoio nella negligenza; con le tue preghiere, Nicola, guidami alla penitenza.

O padre, tu che liberasti i tre fanciulli condannati a morte, libera anche me da ogni rimprovero e dalla condanna eterna.

Theotokìon. Rafforzami, o Pura, per coltivare pensieri celesti e guida i moti della mia anima alle soglie della vita.

Ode 5. Irmòs.

Vegliando a te gridiamo, Signore: Salvaci, poiché tu sei il nostro Dio, all’infuori di te altri non conosciamo.

Come nocchieri, o apostoli, guidate me, stretto da molte colpe, agli spazi aperti della salvezza.

Da ogni opera disonorevole, vi supplico, divini veggenti, liberate me, che onoro la vostra onorabilissima schiera.

O apostoli, imitatori della passione del Salvatore, scacciate dalla mia anima ogni lussuria.

Theotokìon. Cura la mia anima inferma, tu che generasti colui che cura i mali di tutti, purissima Sovrana.

Canone di san Nicola. Stesso irmòs.

Rafforzaci con le tue preghiere, o gerarca, affinché osserviamo i precetti di Cristo, unico nostro Dio.

O Nicola, tu che vivevi a Mira, riempi di profumo quanti piamente ti lodano.

Sii compassionevole con le tue preghiere per noi, o beato in Dio, supplicando il Dio della compassione, o Nicola.

Theotokìon. O Vergine piena dell’acqua vivificante, abbevera quanti con animo devoto ti inneggiano.

Ode 6. Irmòs.

Effondo la mia supplica al Signore e a lui espongo le mie tribolazioni perché è colma di mali l’anima mia e la mia vita è vicina agli inferi; come Giona prego: O Dio, fammi risalire dalla corruzione.

O iniziati di Cristo, che distruggeste i templi degli idoli scuotendoli con l’invocazione delle preghiere, con fede vi supplico, spezzate gli idoli della mia anima e mostrate tempio di Dio colui che è assoggettato da molti peccati.

Voi che sulla pietra incrollabile foste fondati come pietre preziose e scelte, divini veggenti, salvate il mio cuore stoltamente fondato sulla sabbia, poiché scorrono fiumi di tentazioni e malamente mi travolgono.

Liberatemi, o amici del Verbo, dal cattivo amore della carne e all’amore di colui che, per grande misericordia, ama i peccatori, incatenate me, che appaio odioso per la molta cattiveria.

Theotokìon. Come rosa, come purissimo giglio, come soave profumo, o fanciulla, il Creatore, scegliendoti fra le belle valli del mondo, abitò il tuo grembo e incarnato colmò di profumo il mondo.

Canone di san Nicola. Stesso irmòs.

Il tuo cuore si rivelò un paradiso, con in mezzo il Redentore, albero della vita; supplicalo senza sosta di rendere abitanti del paradiso tutti noi, che abbiamo te, Nicola, come fervente benefattore.

Terminando passionalmente la mia vita, pecco senza timore, me misero e pensando al giudizio inevitabile di quel luogo, sono preso dall’agonia; per le preghiere di Nicola abbi pietà di me, o Dio misericordioso.

Per la moltitudine delle mie colpe mi è arrivata all’improvviso una bufera di svariate tentazioni e grido a te, beato: non lasciarmi indifeso, abbi compassione, come misericordioso e stendi una mano in aiuto.

Theotokìon. Divenisti palazzo e trono igniforme dell’altissimo Re, o Vergine ineffabilmente più alta dei cherubini e serafini, perciò ogni spirito di glorifica come Madre del Creatore.

7. Irmòs.

Ifanciulli ebrei nella fornace coraggiosamente calpestarono la fiamma e mutarono il fuoco in rugiada gridando: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

La notte della negligenza mi stringe e mi copre la bruma del peccato; mostrandovi luce del mondo, o apostoli sapienti, affrettatevi ora a rischiarare il mio cuore rabbuiato.

Apparite secondo firmamento portandoci la gloria di Dio: liberate da passioni vergognose quanti con fede accorrono alla vostra salda protezione, o divini.

Apparendo carboni ardenti accesi dal fuoco del Paràclito, bruciate ogni nostra materia di malizia e liberate dal fuoco inestinguibile per i secoli.

Theotokìon. Daniele previde te monte non tagliato da mano umana da cui fu tagliata la pietra: compungi dunque la mia anima impietrita, indurita per l’amaro amore del piacere, o Sovrana.

Canone di san Nicola.

Stesso irmòs.

Facesti scaturire fiumi di insegnamenti prosciugando i rivi delle eresie e irrigando copiosamente le anime dei fedeli, o liturgo Nicola, perciò ti veneriamo.

Rafforzato dal potere della Trinità, sei riuscito ad annientare gli idoli della malvagità, perciò con fede ti supplico: annienta, o padre gli idoli passionali del mio intelletto.

Guidando piamente Mira, dopo la morte fai scaturire mirra divina, allontanando le fetide malattie di quanti con fede si avvicinano a te, o beatissimo Nicola.

Theotokìon. Fermasti l’assalto della morte partorendo il Dio immortale; supplicalo, o Purissima, di mortificare le passioni del mio umile corpo e di rendermi degno della vita.

Ode 8. Irmòs.

Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Rendete stabile la mia anima sballottata da passioni, o indistruttibili fondamenta della Chiesa, colonne salde, baluardi dei fedeli, che avete pescato dall’abisso della perdizione, porti sereni che sempre cantate: Popolo, esalta Cristo nei secoli.

Giaccio nella tomba dell’oscura ignoranza e nelle profondità dei piaceri: con le vostre invocazioni abbiate compassione, fatemi tornare facendomi sapientemente degno della ricca compassione del Maestro, o discepoli del salvatore, apostoli e divini veggenti per tutti i secoli.

Theotokìon. Siccome apparisti splendida di virtù, o purissima, ospitasti in grembo lo splendore magnificente del Creatore: supplicalo con insistenza per la mia anima trattenuta nei peccati dalle passioni, chiedendo anche, o pura, di rischiarare splendidamente l’antica bellezza nei secoli.

Canone di san Nicola.

I sapientissimi fanciulli.

Ogerarca di senno divino, folgorato dallo splendore della luce trisolare della Divinità gridavi: Benedite, opere del Signore, il Signore.

Tu che con la tua tremenda apparizione liberasti dalla morte i principi, o sacro iniziato Nicola, liberaci da ogni danno mortifero.

Con le tue suppliche rafforza noi, sconvolti dagli assalti dei demòni e degli uomini iniqui, custodendoci illesi con le tue preghiere, o santo.

Theotokìon. Porta al Signore una supplica, o santissima Vergine, affinché abbia pietà e salvi quanti con fede accorrono a te, soccorso degli uomini.

Ode 9. Irmòs.

Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più ampio dei cieli: te dunque magnificano, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini.

Voi che, con la forza di Dio, stritolaste le mascelle dei leoni uccisori d’anime, o apostoli, da Cristo, come dice il salmo, siete costituiti capi sulla terra, sottomettendola piamente allo Spirito. Sottomettete dunque alla legge divina i moti disordinati del mio cuore.

Predicando il Verbo di Dio, apparso nel mondo più bello più di tutti i figli dei mortali, i vostri piedi buoni si abbellirono, perché evangelizzavate pace e vita, o sapientissimi: pacificate dunque, con la vostra intercessione, la mia anima sconvolta dalle passioni.

Mortificate le membra che sono sulla terra, indossaste del tutto la vita, riproducendo con la vostra passione la venerabile passione; perciò, con i farmaci di una sincera penitenza, vivificate me, ucciso dal dardo della malvagità del maligno, o apostoli beatissimi in Dio.

Theotokìon. Tu che generasti Dio più che buono, sana, come compassionevole, la mia anima malata di tremenda passione e liberami, o pura, dai nemici che sempre mi schiaffeggiano e assalgono, affinché, salvo, magnifichi con ardore te, che magnificasti la nostra stirpe.

Canone di san Nicola. Irmòs.

Realmente Madre di Dio ti confessiamo, noi, grazie a te salvati, Vergine pura e con i cori degli incorporei ti magnifichiamo.

Come liberatore di quanti nella tribolazione ti invocano, liberami, o Nicola, da ogni malizia dei nemici visibili e invisibili, o beatissimo.

Stando ora tra i cori celesti, santissimo padre Nicola, supplica il buono di aver pietà di noi.

Il giudizio è alle porte: fai attenzione, anima mia e grida al Giudice e Dio: Per l’intercessione di Nicola, salvami, Signore.

Theotokìon. Tu che sei ricettacolo della luce, illumina, o Vergine, la mia anima oscurata dalle passioni, affinchè con fede e affetto sempre ti glorifichi.

Apòstica delle lodi, apostolikà.

Signore, anche comparendo.

Signore, amandoti sinceramente in terra, gli apostoli considerarono tutto spazzatura per guadagnare te solo e per te hanno dato i loro corpi ai tormenti; per questo glorificati, pregano per le nostre anime.

Signore, sulla terra esaltasti la memoria dei tuoi apostoli: convenuti infatti tutti insieme, in essa ti glorifichiamo, perché per loro tu concedi a noi le guarigioni e al mondo la pace, per le loro preghiere e la grande misericordia.

Martyrikòn. Indossando valorosamente la corazza della fede e armandovi del segno della croce, vi mostraste vigorosi guerrieri, resistendo con coraggio ai tiranni e calpestando al suolo l’inganno del diavolo; vincitori, otteneste le corone: pregate sempre per noi, a salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon

Accogli, Sovrana, le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni angustia e tribolazione.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e facci tutti degni, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Vi siete rivelati trombe di Cristo, o apostoli, poiché avete destato quanti giacevano nelle tombe dell’empietà e li avete resi partecipi della vita divina.

Seminando il verbo di Cristo, o ispirati da Dio, nei cuori sterili di tutte le genti, li rendeste fertili per la divina conoscenza, perciò degnamente vi diciamo beati.

Martyrikòn. Svestiti da ogni malizia, gli atleti affrontarono nobilmente le violenze e indossarono la tunica della salvezza dal cielo.

Gloria.

Augusta Trinità santissima, per le preghiere dei tuoi divini apostoli annienta le terribili passioni della mia miserabile anima, affinché salvato ti glorifichi.

E ora. Theotokìon.

Salve, molla del divino carbone, salve, sigillo dei profeti, eco degli apostoli, purissima Genitrice di Dio per te fummo liberati dalla corruzione.

Continua a leggere

Plagale IV – Venerdì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PL. 4 Venerdì Mattina al Mattutino

Dopo la prima sticologia

Kathìsmata stavròsima. Tono pl. 4.

Vedendo pendere dalla croce l’autore della vita, il ladrone diceva: Se non fosse Dio incarnato costui che con noi è crocifisso, il sole non avrebbe nascosto i suoi raggi, né la terra, scuotendosi, sarebbe sussultata. Tu dunque che tutto sopporti, ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

In mezzo a due ladroni, si rivelò bilancia di giustizia la tua croce: l’uno, dal peso della bestemmia, fu trascinato nell’ade l’altro fu invece sollevato dalle colpe e giunse alla scienza della teologia. O Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Conosciuto l’ordine.

Vedendo pendere dal legno fra due malfattori colui che dal tuo sangue puro ricevette un corpo e che oltre ogni pensiero, da te, o venerabile, fu partorito, soffrivi nelle tue viscere e maternamente gemendo gridavi: Ahimè, Figlio mio, che cos’è questa tua divina e ineffabile economia, con cui hai dato vita la tua creatura? Io celebro la tua compassione.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Ineffabilmente concepita.

Tu che come buono sopportasti la croce assumendo la povertà di Adamo, Signore senza peccato, solo più che buono, distruggesti il potere della morte e con la tua passione, Sovrano, salvasti il mondo; abbi dunque pietà, ti prego, o datore di vita, della mia anima caduta quando giudicherai le mie opere, giusto Giudice filantropo e donami remissione delle colpe nella tua amorosa compassione, tu che sei misericordiosissimo, o Dio: perché tu solo sei senza peccato.

Risorgesti dai morti.

In mezzo all’Eden un albero fece fiorire la morte; in mezzo alla terra, un albero fece germogliare la vita; per aver gustato del primo, da incorruttibili diventammo corruttibili ma, giunti in possesso del secondo, abbiamo goduto dell’incorruttela: con la croce infatti Cristo salvò la stirpe umana.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Conosciuto l’ordine.

Col mio sangue divenisti mortale, col tuo sangue divinizzasti i mortali; scendesti nella tua bontà immensa a cercare quanti si corruppero per un cibo; così gridava un tempo l’irreprensibile nel pianto, facendo lamento su Cristo che pendeva dalla croce e vedendolo morire, faceva scorrere torrenti di lacrime, lacerandosi il volto e magnificandolo.

Dopo la terza sticologia, altri kathìsmata.

Risorgesti dai morti.

Fallendo nella speranza della divinizzazione, il capostipite apparve causa di corruzione per tutti i discendenti. Tu, però, con la tua croce, fai scaturire vita, come più che buono: volontariamente infatti vi fosti confitto per sciogliere la maledizione precedente; perciò celebriamo, o Cristo, la tua volontaria passione.

Martyrikòn. Di luce celeste splende oggi questo tempio: in esso infatti esultano le schiere degli angeli e con loro si allietano i cori dei giusti, nella memoria dei vittoriosi. Per le loro suppliche, manda al tuo mondo la pace, o Cristo e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Risorgesti dai morti.

O prodigio nuovo, tremendo mistero! Gridava l’agnella, vedendo il Figlio confitto al legno della croce: Perché questo, Verbo di Dio immortale? Come dunque ti mostri morto e scuoti la terra nella tua onnipotenza? Ma io canto la tua tremenda e divina condiscendenza.

Canone stavròsimo. Acròstico: Pienezza di tutti i beni comprende la croce. Amìn. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

Tracciando una croce, Mosè, col bastone verticale, divise il Mar Rosso per Israele che lo passò a piedi asciutti, poi lo riunì su se stesso con frastuono volgendolo contro i carri di faraone, disegnando, orizzontalmente, l’arma invincibile. Cantiamo dunque al Cristo nostro Dio perché si è glorificato.

Stendendo le tue divine mani sulla croce, o Gesù, radunasti presso di te l’opera delle tue mani e liberasti tutti dalle mani del maligno e lo sottomettesti con mano fortissima, o Re di tutti, perciò noi fedeli cantiamo alla tua magnificenza poiché si è glorificata.

Funesto divenne nell’Eden il detestabile pasto dall’albero, che introdusse nel mondo la morte, ma Cristo ucciso sulla croce per tutti fece scaturire vita e uccise il serpente con potere divino, perciò cantiamo a lui, il nostro Dio, poiché si è glorificato.

Martyrikà. Dimostrò valore la moltitudine dei martiri sopportando per la tua croce e la tua passione, o Gesù, anche davanti ai nemici di proclamarti Dominatore del creato e di patire pene e pericoli infiniti; perciò ottennero tutti la tua gloria e la vita eterna.

Purificati dall’aspersione del tuo sangue, i tuoi martiri, Signore, avendo trovato redenzione, effusero il proprio sangue, ingiustamente costretti dai tiranni a offrire libagioni ai demòni distruttori di anime: perciò offrirono santi sacrifici a te, Re di tutti.

Stavrotheotokìon. Come vide crocifisso in croce te, che tutto vedi, la pura soffrendo disse: Che cos’è questo, Figlio mio, che cosa ti hanno dato in cambio quelli che avevano ricevuto da te molti doni? Come sopporterò la pena? Gloria alla tua tremenda provvidenza, o misericordioso e longanime!

Canone della Theotòkos. La verga di Mosè.

Proclamarti Madre di Dio allontana da noi tutte le eresie, poiché tu, Genitrice di Dio, concepisti colui che senza mutamento si fece carne, colui che domina tutto il creato come Verbo eterno di Dio.

Godendo della confidenza che come Madre di Dio, o purissima, possiedi presso la tua prole, l’unico Figlio, il Verbo coeterno al Padre e consustanziale al santo Spirito, senza sosta imploralo di salvare dai pericoli quanti ti glorificano come Madre di Dio.

Avendo te come protettrice, Madre di Dio, non temiamo affatto la torma dei nemici che osteggiano i fedeli, senza sosta glorificanti il Signore Dio di tutti da te incarnato: pregalo per noi.

Neanche un intelletto celeste può realmente capire il tuo mistero incomprensibile, Vergine lodatissima: nel tuo grembo infatti dimorò colui che siede col Padre nei cieli e che da te come bimbo neonato volle uscire in due nature.

Ode 3. Irmòs.

Una verga è assunta come figura del mistero perché, con la sua fioritura, essa designa il sacerdote: e per la Chiesa un tempo sterile, è fiorito ora l’albero della croce, come forza e sostegno.

Vedendoti ingiustamente crocifisso, il sole si coprì di nere vesti, le rocce si spezzarono e la terra sussultò di tremore, o solo Salvatore, redentore di tutti.

Stese le mani Mosè raffigurò la santa croce e noi stessi con sapienza tracciandola, mettiamo in fuga le genti straniere votate ai demòni, prigioniere di ogni male.

Martyrikà. In mezzo a molte pene i martiri dominavano i loro dolori imitando la passione di colui che volontariamente patendo uccise le nostre passioni e fece sorgere nel mondo la vita.

Seguendo senza deviare la via del martirio, gli atleti illustri superarono gli ostacoli dell’errore per arrivare con gioia al divino paradiso.

Stavrotheotokìon. Oltre le leggi umane ti ho concepito, Figlio mio: come dunque gli iniqui ti hanno innalzato in croce in mezzo a criminali, o solo legislatore? Così diceva piangendo la Madre di Dio.

Della Theotòkos. Tu che in principio.

Per la forza della vita sorta dal tuo grembo nel mondo, rialza la mia anima uccisa, cancella le cicatrici e i marchi del peccato, sola pura Genitrice di Dio.

Compisti gli oracoli dei profeti e le loro visioni concependo il Verbo, che per mezzo loro parlava e poi realizzò le profezie, unica Vergine pura e benedetta.

Concependo ineffabilmente in grembo e ignara d’uomo, o Vergine, colui che il Padre generò prima dei secoli, lo partoristi per noi Dio e uomo, perfetto in due nature e senza divisione.

Dimorando nel tuo grembo, Dio s’incarnò come lui solo sa, o Madre di Dio e con la sua vivificante passione salvò tutti, perciò ti riconosciamo come porta della salvezza, o Vergine.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, ho considerato le tue opere e ho dato gloria alla tua divinità.

Per la tua croce, Salvatore, il paradiso fu aperto, l’uomo condannato vi si insediò di nuovo magnificando la tua bontà suprema.

Come cedro recante la fede, come cipresso recante la speranza e come pino adoriamo l’albero della croce.

Morendo, o Salvatore, vivificasti gli uomini morti e uccidesti il serpente che aveva introdotto il peccato.

Martyrikà. I martiri di Dio, imitando la passione di Cristo, allo stesso modo parteciparono allo splendore della sua gloria nei cieli.

Unendovi al Verbo bello e buono, rifulgeste, o martiri, della sua bellezza e amando il sole della giustizia, irraggiavate il suo splendore.

Stavrotheotokìon. Generasti neonato colui che, perfetto, precede i secoli e sulla croce ha compiuto tutto per la sua bontà, o Vergine pura.

Della Theotòkos. Tu sei mia forza.

Dopo Dio sei tu nostra protezione, poiché sei la Madre di colui che ha assunto la nostra natura per salvarla dalla corruzione e dalla morte e insignirla della sua gloria nei cieli.

Essendo di stirpe reale, generasti per noi il Verbo che domina l’universo, incarnato senza mutamento; perciò degnamente come Madre di Dio realmente ti glorifichiamo, o Vergine santissima.

Implora Dio, incarnato dal tuo grembo restando ciò che era senza mutare, uguale al Padre come Dio, divenuto consustanziale a te che lo concepisti, di concedere il perdono dei peccati e la salvezza delle anime a chi t’inneggia con fede.

Abbassa, o Vergine, l’orgoglio di quanti negano la venerazione della tua sacra icona, di quella di tuo Figlio prodigiosamente incarnato per illuminare tutto il mondo e dell’icona di tutti i santi; illumina i fedeli che ti onorano, o unica lodatissima.

Ode 5. Irmòs.

O albero beatissimo su cui fu steso Cristo, Re e Signore! Per te cadde colui che con un albero aveva ingannato, fu adescato da Dio nella carne in te confitto, donando la pace alle nostre anime.

Volendo rivestire, noi che eravamo stati spogliati della tunica dell’immortalità, fosti a tua volta denudato e crocifisso, o Cristo, denudando, però, l’astuzia del nemico, perciò glorifichiamo la tua passione, o Signore.

Il sangue sgorgò saggiamente dal tuo salvifico fianco e il mondo fu purificato, interrompendo i sacrifici cruenti, rinnovò quanti si corruppero col frutto mangiato e fece sgorgare l’immortalità per le nostre anime.

Martyrikà. Splendidi di bellezza per le molte piaghe, i gloriosi martiri, segnati dal sangue divino, marciavano saggiamente verso la spada che un tempo sbarrava l’ingresso all’Eden e con gioia abitarono il paradiso.

Mirabile sei tu nei tuoi santi, che con fede ti amarono, o Cristo! Arricchiti grazie a te dei beni divini, fecero scorrere nel mondo rivi di guarigioni e prosciugarono lo straripamento delle nostre passioni.

Stavrotheotokìon. Risanasti noi, malati per i nostri peccati, pura Vergine, generando il Salvatore, medico universale, ferito sull’albero della croce per concedere l’immortalità alle nostre anime.

Della Theotòkos. Perché mi hai respinto.

Ignara d’uomo, o Vergine, concepisti per noi uomini il Verbo incarnato, che, illimitato come Dio, oltre le leggi di natura venne ineffabilmente formato nel tuo grembo vergine.

Risplendi di bellezza eccelsa per la tua verginità, o fanciulla e della prima Eva copri l’onta vergognosa concependo Cristo, che concede la veste immortale ai tuoi cantori.

Tutti noi, riconoscendoti davvero Madre di Dio, pura Vergine, con cognizione proclamiamo il nato da te Dio e Verbo in due nature, energie e volontà, ineffabilmente oltre le leggi di natura.

Noi che ti abbiamo come riparo e in te ci rifugiamo, per te glorificati ti diciamo beata: su noi infatti davvero fai splendere letizia e gioia, o santissima.

Ode 6. Irmòs.

Nelle viscere del mostro marino, Giona stendendo le palme a forma di croce, chiaramente prefigurava la salvifica passione: perciò uscendo il terzo giorno, rappresentò la risurrezione ultramondana del Cristo Dio crocifisso nella carne, che con la sua risurrezione il terzo giorno ha illuminato il mondo.

Sul luogo del Cranio, in mezzo alla terra fu piantata la croce e guarì la piaga provocata dall’albero proibito in mezzo al paradiso; tra due criminali infatti fu sospeso l’unico giusto, Gesù messia, esaltando con se stesso la stirpe umana e respingendo nell’abisso il demonio, precipitandolo in basso.

Tendendo come un arco la tua preziosa e divina croce, o Cristo, scagliasti contro il maligno come frecce i chiodi delle tue mani piantandoli nel suo cuore colmo di furore e delitti e senza esitare lo uccidesti, vivificando quanti aveva ucciso, come Dio compassionevole.

Martyrikà. I rivi di sangue sgorganti dai corpi dei martiri spensero con il soffio dello Spirito i roghi idolatrici, irrigando però i solchi della Chiesa e coltivando le spighe salvifiche della fede e della speranza che sfamano ogni anima con la grazia divina.

Con la loro fede gli atleti vittoriosi ingrandirono la fiamma della fede in Dio, quando per le sentenze di giudici scellerati furono gettati nel fuoco materiale; essi però restarono intatti per la potenza della grazia dello Spirito che li incoronò, avendo lottato secondo le regole.

Stavrotheotokìon. Una spada trapassò il tuo cuore, vedendo tuo Figlio, pura Vergine, volontariamente crocifisso, sopportare la passione e la lancia trafiggere il suo fianco, mentre sullo stesso legno il serpente veniva sgozzato; e tu maternamente piangendo lo magnificavi.

Della Theotòkos.

Siimi propizio, Salvatore.

Lo Spirito creatore su te si posò, il Verbo di Dio dimorò nel tuo grembo e inesplicabilmente s’incarnò, purissima Vergine, restando ciò che era senza mutare.

Come arca viva contenesti l’Autore della Legge e come tempio santo accogliesti il Dio santo, che si fece uomo per colmarci dei suoi beni, o purissima.

Sovrana e regina dell’universo, così vogliamo chiamarti, poiché ineffabilmente concepisti il Creatore, Dio eccelso che sostiene e regge l’universo.

Riconosciamo come Dio il frutto del tuo grembo, sposa divina: nella tua potenza imploralo di concedere il perdono dei peccati a noi, che con fede t’invochiamo, o purissima.

Ode 7. Irmòs.

Il folle editto di un tiranno empio sconvolse i popoli, spirando minaccia e bestemmia in odio a Dio: non spaventò però i tre fanciulli quel bestiale furore e quel fuoco crepitante; ma in mezzo al fuoco che strideva sotto il vento rugiadoso, essi salmeggiavano: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Quando fosti appeso al legno, o Verbo del Padre, come vigna zampillasti dolce nettare, interrompendo l’ebbrezza del peccato, allietando i cuori di quanti riconobbero Dio creatore te, che volontariamente pativi, salvando chi canta: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Soffristi l’infamia della croce, Gesù mio Cristo, per cancellare la vergogna dei mortali e i loro lamenti; gustando fiele togliesti tutta l’amarezza del male; fosti coperto di ferite, o Dio misericordioso, per sanare le piaghe delle nostre anime affinché cantassimo: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Martyrikà. Per le vostre pene, coraggiosi atleti, ereditaste la vita senza pena; perciò alleviate le nostre pene, avendo ricevuto dall’alto la grazia di sanare i dolori, scacciare gli spiriti, difendere i fedeli e salvare chi canta: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Comparendo in tribunale e confessando Cristo per noi incarnato senza corruzione, o martiri, diveniste imitatori della sua passione, sopportando il supplizio del fuoco e ogni altra pena, cantando lieti: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Stavrotheotokìon. Vedendoti ingiustamente patire sono colma di dolore, Figlio mio e la mia anima venne trafitta quando la lancia trapassò il tuo fianco: così gridava soffrendo e piangendo la Madre di Dio, l’unica Sovrana, che con fede diciamo giustamente beata, cantando: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Della Theotòkos. Il fuoco ebbe paura.

Si è compiuta ora la divina visione di Davide profeta: davvero infatti i ricchi di grazia implorano il tuo favore, pura Genitrice di Dio, benedicendo il Dio dei nostri padri.

L’universo è colmo ora di divina grazia per te, purissima: apparisti infatti come porta per cui Dio venne nel mondo, illuminando i fedeli che inneggiano: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Liberati per il divino parto della tua verginità dai legami della morte, o purissima e dalla maledizione del primo creato Adamo, riconoscendoti Madre di Dio acclamiamo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Tutti ti glorifichiamo come Sovrana e Madre di Dio: per te infatti il Creatore donò salvezza a tutta la stirpe umana; per questo concordi inneggiamo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Benedite, fanciulli, pari in numero alla Trinità, Dio Padre Creatore, inneggiate al Verbo che è disceso e ha mutato il fuoco in rugiada; e sovresaltate per i secoli lo Spirito santissimo, che elargisce vita a tutti.

Benedite l’albero per cui fu cancellata la funesta maledizione prodotta nell’Eden per il frutto mangiato sotto l’albero proibito: Cristo infatti volle esservi innalzato per misericordia e compassione.

L’illustre patriarca, incrociando un tempo le mani per benedire i suoi discendenti, tracciò l’immagine della santa croce con cui sono benedetti gli eredi della maledizione dell’albero proibito, che sprofondano nel gorgo del peccato.

Tutta l’umanità è raddrizzata per la tua elevazione sulla croce e la falange dei malvagi demòni è caduta e ciò che è disperso è unito insieme ed è sovresaltata la forza della tua sovranità e potenza nei secoli.

Martyrikà. Avete ereditato ora la dimora luminosa, la gloria beata, il cibo dell’eternità, divini atleti del Signore e abitate con le armate celesti, avendo ricevuto con gioia l’oggetto delle vostre splendide speranze.

Più del sole rifulse il vostro coraggio, o splendidi atleti di Cristo e con la potenza divina eclissaste l’errore del diavolo, illuminando, o martiri, i cuori dei fedeli per tutti i secoli.

Theotokìon. Nube luminosa, dimora di santità, trono e porta di Dio, lampada dello splendore, oriente del Verbo noi fedeli ti proclamiamo, purissima Vergine, Madre benedetta.

Della Theotòkos. Follemente il tiranno.

Eri dimora della luce senza tramonto, o santissima: brillavi infatti di chiarore verginale illuminando quanti con tutto il cuore ti riconoscono Madre di Dio gridando: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; esaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

L’eterno Verbo di Dio pronunziato dal Padre, colui che per volere paterno plasma l’universo dal nulla concepisti divinamente quando s’incarnò per noi uomini; perciò in modo ortodosso ti diciamo Madre di Dio, esaltando Cristo per tutti i secoli.

Apparisti più santa delle schiere degli angeli nei cieli, poiché tu, Madre di Dio purissima, ignara d’uomo, dal tuo grembo vergine concepisti senza mutamento, né confusione, unica ipòstasi in due nature il loro Creatore e Signore, Dio eccelso che assunse la nostra carne.

Rialza la mia anima, uccisa dal peccato, avvelenata dal morso del serpente, o Vergine senza nozze, che concepisti oltre la natura il Dio che vivifica l’universo, affinché inneggi: sacerdoti, benedite, popolo esaltate Cristo nei secoli.

Ode 9. Irmòs.

La morte, sopravvenuta alla nostra stirpe per il frutto dell’albero, è oggi distrutta dalla croce, perché la maledizione che nella progenitrice colpiva tutta la stirpe, è annullata grazie alla prole della pura Madre di Dio, che tutte le potenze dei cieli magnificano.

Esaltandoti in tutta santità, o compassionevole, veneriamo la tua lancia, la croce, la spugna e la canna e i santi chiodi confitti alle mani e ai piedi, o Sovrano: per queste cose trovammo perfetta remissione e siamo stati resi degni della vita in paradiso.

Come dunque fosti ingiustamente condannato a essere crocifisso al legno, o solo giustissimo Re di tutti, che vuoi giustificare tutti quelli che, con fede, senza sosta glorificano la tua economia e passione volontaria e sempre ti magnificano?

Martyrikà. Consegnando di buon animo il corpo ai tormenti, i celebratissimi martiri sopportarono torture, morte violenta, recisione delle membra, lacerazioni e ogni altro tormento, ardenti di amore per il Signore: per questo, col capo incoronato, sono cittadini dei cieli.

O dolcezza degli apostoli e dei martiri, per le loro preghiere, esaudisci, nella tua amorosa compassione, le preghiere di tutti noi, concedendo il perdono dei tanti peccati e l’umiltà che si appropria del tuo regno, o Cristo, Dio dell’universo, per noi apparso uomo.

Stavrotheotokìon. Apparisti, o Vergine, talamo luminoso di colui che abitò il tuo grembo incorrotto e volontariamente subì la beata passione e a tutti concesse l’impassibilità, per ineffabile misericordia: adorandolo con fede, piamente ti magnifichiamo.

Canone della Theotòkos. Irmòs.

Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio è apparso corporalmente agli uomini e il tuo grembo è divenuto più ampio dei cieli: te dunque magnificano, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini.

Rendi vigorosa vincitrice delle eresie la sacra Chiesa, che Cristo tuo Figlio, o piena di grazia, si acquistò col suo sangue prezioso, nella sua bontà e salvaci, o Sovrana, dai pericoli e dalla dominazione che ci opprime.

Strappati alla vita del cielo, caduti miseramente nella morte, di nuovo ci richiamasti, tu che fosti Madre del Redentore, o purissima e di nuovo ci hai fatti degni di correre verso l’antica patria: perciò, Madre di Dio, senza sosta ti magnifichiamo.

Concedimi, Madre di Dio, di attraversare agevolmente i flutti delle tentazioni della vita, sedando, nella tua bontà, l’insorgere delle passioni e dirigendomi verso il celeste cammino della virtù, affinchè, come benefattrice, senza sosta ti magnifichi.

Tu che generasti il Salvatore e Redentore, purissima Vergine, fammi degno di ottenere salvezza sciogliendo, con la tua intercessione, le catene delle mie colpe: tutto tu conduci a buon fine come vuoi, perché porti in grembo il Re dell’universo, incomparabile nella bontà.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Il bastone di Mosè prefigurava la tua croce preziosa, Salvatore nostro: con essa infatti tu salvi il tuo popolo come dall’abisso del mare, o filantropo.

II paradiso dell’Eden germogliò un tempo l’albero della conoscenza in mezzo alle piante; la tua Chiesa, o Cristo, fiorì la tua croce, che fa sgorgare per il mondo la vita. Ma il primo albero diede la morte, con il suo frutto, ad Adamo che se ne cibò; l’altro invece diede la vita, per la fede, al ladrone salvato: rendici partecipi, o Cristo Dio, del perdono da lui ottenuto, tu che con la tua passione terminasti la furia del nemico contro di noi e facci degni del tuo celeste regno.

Martyrikòn. Come vi chiameremo, santi? Cherubini, perché in voi riposò Cristo; serafini, perché senza sosta lo glorificate; angeli, perché abbandonaste il corpo; potenze, perché operate con i prodigi. Molti i vostri nomi e più ancora i vostri carismi. Pregate per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

O straordinario prodigio! O tremendo mistero! Come mai è appeso al legno l’immortale per natura? Come gusta ora la morte? Come è condannato l’innocente? Nascondi la tua luce e trema, o sole, vedendo tale ardire. Così diceva la Vergine tra i gemiti, vedendo crocifisso il Cristo, che aveva partorito.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e rendici degni tutti, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Stendesti le mani sul legno, o Cristo e i principi e le potenze maligne svergognasti salvando dalla loro malizia quanti piamente ti magnificano.

Trafitto dalla lancia, appeso al legno, zampillasti per noi rivi di immortalità su noi, uccisi follemente per la trasgressione, perciò con timore t’inneggiamo.

Mostrandosi estranei ai piaceri della terra, gli atleti si consegnarono a strani tormenti, ferendo Beliar con le loro sante ferite.

Gloria.

Un unico principio senza inizio del Padre, dello Spirito e del Verbo glorificando, venite, fedeli adoriamo chiedendo liberazione a lui, quale nostro Dio.

E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendo l’Emanuele, l’Agnello Dio e Verbo appeso nella carne al legno, l’unica Agnella incontaminata e Vergine fu presa da dolore piangendo.

.

Continua a leggere

Plagale IV – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono Pl. 4 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata martyrikà. Tono pl. 4.

Astri spirituali vi rivelaste, o santi martiri; infatti avete dissolto con la fede la tenebra dell’inganno, avete fatto risplendere le lampade delle vostre anime e siete entrati gloriosamente con lo sposo nel talamo celeste: implorate ora, vi supplichiamo, per la salvezza delle nostre anime.

Conosciuto l’ordine.

I martiri di Cristo, incenerite con la continenza le forme e i moti brucianti delle passioni, ricevettero la grazia di allontanare le malattie dagli infermi e di compiere prodigi sia in vita, sia dopo la morte: è straordinario prodigio, infatti, che ossa spoglie facciano scaturire guarigioni; gloria all’unico Dio Creatore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, tu che con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, la tua filantropia: accogli, mentre intercede per noi, la Theotòkos che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos

e gli evloghitària. Conosciuto l’ordine.

Profeti, martiri di Cristo e gerarchi, voi che con pio sentire avete compiuto secondo le regole la bella corsa e avete ricevuto da Dio le corone immarcescibili, supplicate senza sosta per noi la sua benevolenza, perché ci doni la remissione delle colpe, come Dio incline al perdono.

Altri, necròsima, uguali.

Annovera, Sovrano, con i giusti, nelle tende degli eletti, quanti piamente se ne andarono dalle cose temporali e da’ loro riposo nei luoghi di quanti festeggiano e gioiscono senza fine in paradiso, tu che sei buono, perdonando le loro colpe volontarie e involontarie, per la tua somma bontà, o filantropo.

Tu che, nella tua filantropia, tutto disponi con profonda sapienza, assegnando a ciascuno ciò che giova, o solo Creatore, da’ riposo, Signore, alle anime dei tuoi servi: poiché hanno riposto speranza in te, che ci hai creati, che ci hai plasmati, che sei il nostro Dio.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Baluardo e porto tu sei per noi e mediatrice accetta presso il Dio che hai partorito, o Theotòkos senza nozze, salvezza dei fedeli.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Fine divina del nuovo Oktòichos. Fatiche di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Cantiamo al Signore che guidò il suo popolo nel mar rosso poiché lui solo si è gloriosamente glorificato.

Siete apparsi come perle preziose, ornando la corona della Chiesa di Cristo, o valorosi atleti del Signore.

I sapienti gerarchi brillarono di splendore divino per i dogmi e le virtù, illuminando i cuori dei fedeli.

Ti supplichiamo, Verbo di Dio, mirabile nei tuoi santi profeti e monaci, per le loro preghiere salvaci.

Necròsimo. Quando verrai per il giusto giudizio, o giusto giudice e Verbo di Dio, risparmia la condanna ai tuoi fedeli trapassati.

Theotokìon. Il coro delle donne, sapendoti Genitrice del Signore, o Vergine, dietro di te lottando, a lui furono presentate.

Canone per i defunti. Acròstico: Un ottavo canto dedico ai fedeli defunti.

Ode 1. Attraverso l’umido elemento.

Imitando con la morte la morte di Cristo e la venerabile passione con la passione, tutti i martiri ottennero la vita divina e beata.

Trascurando le colpe di gioventù e oltrepassando i peccati dei tuoi servi defunti, Cristo Salvatore, annoverali fra i tuoi eletti.

Concedi ai tuoi servi che hai preso con te, misericordiosissimo, di partecipare copiosamente alla gloria e gioia ottenuta da quanti hanno raggiunto la vita beata.

Theotokìon. Colui che con divina potenza annientò l’ade, il Verbo dell’eterno Padre concepisti unito ipostaticamente alla carne da te ricevuta, purissima Vergine.

Ode 3. Irmòs.

Tu che hai stabilito nel Verbo i cieli e fondasti la terra su molte acque, stabiliscimi per l’inno della tua dossologia, Signore.

Respingendo con coscienza salda i sacrifici impuri, gli atleti divennero sacrificio purissimo al Verbo immolato.

Rinnovando con le vostre sacre parole quanti erano invecchiati per le passioni, vi siete mostrati divini discepoli del rinnovatore del mondo.

La grazia in principio donata chiaramente ai profeti del santissimo Spirito, infine colmò di divini carismi gli asceti.

Necròsimo. Unisci ai cori dei santi, o Dio, quanti con fede si sono separati dalla vita e, per ineffabile misericordia, falli cittadini del paradiso.

Theotokìon. Gesù incontenibile e Signore abitò comodamente il tuo grembo santificato, purissima Vergine.

Canone dei defunti. O Signore, creatore.

Purificati dalla caduta antica dei progenitori per il battesimo e per il rinnovamento con i rivi di sangue, da voi stessi sgorganti, con Cristo regnate, o beati.

Compiàciti di collocare nelle tende dei tuoi giusti quanti tra noi hai preso, o nostro Salvatore, morto e volontariamente deposto nel sepolcro, richiamando anche quanti giacevano nei sepolcri.

Mosso dalla divina compassione, Sovrano e dalla tua benevolenza naturalmente conosciuta, concedi riposo ai tuoi servi, Salvatore, dando loro remissione dei peccati.

Theotokìon. L’incarnato dal tuo grembo, divenuto uomo ed essendo soprattutto l’unico filantropo, salva l’uomo dalle porte della morte, o pura Madre di Dio, unica inneggiatissima.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, le tue opere ho considerato e la tua divinità ho glorificato.

Giunti allo stadio del martirio, o atleti divinamente beati, con spirito vivo bruciaste la selva dell’errore.

Glorificasti pubblicamente i tuoi beati e i gerarchi; per le loro suppliche divine, Signore, fammi partecipe della tua gloria.

Il divino soffio dello Spirito, che illumina i profeti, ha donato alle donne forza per distruggere l’insolenza del nemico.

Necròsimo. Rendi degni di misericordia, con tutti i santi, i tuoi servi che hai trasferito, o bontà somma, nelle tende dei santi, quando vieni supplicato.

Theotokìon. Generasti oltre le leggi di natura il legislatore della legge divina, che rinnova la natura decaduta dei mortali, o purissima.

Canone dei defunti.

Tu sei mia forza.

Per contemplare la tua gloria e ottenere chiaramente nei cieli il tuo fulgido splendore, i divini martiri, o Sovrano, lottando patirono ogni tipo di torture cantando a te, o Cristo: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Molte dimore sono presso di te, Salvatore, divise per merito secondo la misura della virtù: di essa dunque degnati di colmare, o compassionevole, i trapassati con fede, che a te piamente gridano: Gloria alla tua potenza, Signore.

Uomo uguale a noi apparisti, o purissimo, a tutti uguale, sopportasti la morte e indicasti le vie della vita: di essa rendi degni come filantropo i trapassati, concedendo perdono delle colpe e donando, come Sovrano, comunione con la luce.

Theotokìon. Tu sei il vanto dei fedeli, o inneggiatissima, tu sei protezione e rifugio dei cristiani, muro e porto: a tuo Figlio, infatti porti le suppliche, o purissima e salvi da pericoli quanti con fede e affetto ti riconoscono pura Madre di Dio.

Ode 5. Irmòs.

Illuminaci con i tuoi precetti, Signore e con il tuo braccio elevato, concedici la tua pace, filantropo.

Sopportarono ferite nella carne i divini martiri, perciò sempre sanano le nostre ferite, inferte dai demòni.

Santi gerarchi di Dio, con tutti i beati pregate Cristo di donarci remissione dei peccati.

Consumando la carne con l’ascesi e i tormenti, le donne beate e le martiri furono degne dei beni sperati.

Necròsimo. Distruggendo la morte con la morte, come filantropo, dà riposo, o Immortale, ai fedeli tuoi servi, morti nella speranza della vita.

Theotokìon. Hai interrotto, o pura, la condanna dei progenitori generando nella carne Cristo Gesù, unico Signore, che giustifica tutti.

Canone dei defunti. Perché mi hai respinto.

Rendi degni della tua ineffabile gloria e della tua beatitudine oltre ragione, nelle dimore dei santi, là dov’è la dolce voce dei festanti, i trapassati alla vita impassibile, unico filantropo compassionevole.

Là dove schiere di angeli e le folle dei giusti esultano, nel seno di Abramo, colloca i tuoi servi e compiàciti di farli stare con confidenza presso il tuo tremendo trono, o Salvatore.

Apparisti a noi perdono, giustizia e liberazione e sanasti con la tua ferita le nostre malattie: tu stesso, dunque, o compassionevole, come buono, colloca nella delizia del paradiso i trapassati.

Theotokìon. Per misericordia e compassione hai assunto l’umile condizione umana, tu che splendi di gloria negli eccelsi; prendendo carne animata e razionale dal grembo della Vergine, con essa distruggesti la morte.

Ode 6. Irmòs.

Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.

Per le vostre venerabili ferite, curate le malattie delle anime e sempre togliete le piaghe dei corpi, ferendo la moltitudine dei demòni malvagi, o santi martiri.

Il coro dei beati, l’assemblea dei gerarchi, l’adunanza delle sacre donne, lottando strenuamente ereditarono ristoro al di sopra dei cieli.

Uccidendo la carne, o asceti, trovaste vita, mentre voi, sapientissimi gerarchi, pascolando bene il gregge del Signore, dopo la fine foste degni di gloria immortale.

Necròsimo. O Verbo, che sei vita dei viventi e riposo dei morti, colloca nel seno del tuo servo Abramo i tuoi servi, che da noi, per tuo divino volere, hai trasferito.

Theotokìon. Dimorò in te lo splendore del Padre, o pura e con i bagliori fulgidi della sua divinità disperse il buio del politeismo e illuminò il mondo.

Canone dei defunti. Stesso irmòs.

I tuoi martiri, Signore, sopportarono molte torture; con l’anima ferita dal tuo amore, i santi desideravano la tua eterna gloria e la tua dolce comunione.

Squarciasti, o Salvatore, la pancia della morte ostile e, donando vita, rialzasti tutti coloro che erano legati in lei; di essa rendi degni i trapassati, o benefattore.

Da lacrime e gemiti che sono nell’ade, libera, o buono, come unico pietoso, i tuoi servi; togli ogni lacrima da ogni volto di quanti con fede ti riconoscono Dio.

Theotokìon. Il Creatore per natura viene creato nel tuo grembo, il ricco come Dio si svuota, o purissima, l’unico buono muore per la salvezza di tutti.

Ode 7. Irmòs.

I pii fanciulli a Babilonia non venerarono l’immagine d’oro, ma in mezzo alla fornace refrigerati dal fuoco, cantavano l’ode dicendo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Sciogliendo l’arroganza dell’empietà con i vostri sacri legami, o illustri, rovesciate i pesi delle nostre colpe e salvateci gridando, o martiri: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Con la pioggia del vostro sacro sangue spegneste il fuoco delle eresie e con la fiamma bruciaste, o sapienti gerarchi, la zizzania dell’empio errore e illuminaste le anime dei fedeli.

Uccidendo con la continenza la carne, gli asceti vivono dopo la morte. Il coro dei profeti, invece e l’adunanza delle donne, avendo lottato sono glorificati. Per le loro preghiere, o Cristo, liberaci dai pericoli.

Necròsimo. Dà riposo alle anime di tutti quelli che si addormentati nella speranza della vita, o Cristo, trascurando, per la tua grande compassione, le loro colpe in vita, o Salvatore, unico compassionevole Dio dei padri.

Theotokìon. Come tutta pura ricevesti in grembo il Verbo incarnato; pregalo dunque, o santissima, di purificare dai peccati dell’anima e del corpo me, che ricorro con fede a te, o pura.

Canone dei defunti.

I fanciulli degli ebrei.

Tutto l’affetto dei martiri è teso all’unico Sovrano, unito al suo amore per suo amore, mentre cantano: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

Concedi ai fedeli defunti lo splendore del tuo regno divino, rivestendoli d’immortalità, affinché cantino: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

Colma di gioia e letizia i tuoi servi defunti, o compassionevole, rendendoli degni di acclamarti e cantare: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

Theotokìon. Sciogliendo la maledizione di Eva, abitasti la Vergine purissima, offrendo una fonte di benedizione a quanti gridano: Benedetto, o purissima, il frutto del tuo grembo.

Ode 8. Irmòs.

I fanciulli divini nella fornace calpestavano con il fuoco l’errore cantando: Benedite, opere del Signore, il Signore.

Lottando distruggeste i templi degli idoli edificando voi stessi come templi divini della Trinità, compagni degli angeli, atleti del Signore.

I tuoi sacerdoti, o Cristo, rivestiti di giustizia, contemplando la tua chiarissima bellezza divina, con i santi ora esultano nei secoli.

Per le preghiere dei tuoi sacratissimi profeti, delle illustri donne e dei giusti di tutti i tempi, dona, o Verbo, le tue misericordie al tuo mondo.

Necròsimo. O giusto giudice, quando verrai a giudicare quanti da noi hai preso con te, salvali dalla condanna, trascurando le loro colpe, o Sovrano.

Theotokìon. Apparendo, o Vergine, con la tua luce disperdi le nubi oscure dalla mia anima, tu che generasti il sole di giustizia.

Canone dei defunti. Al suono degli strumenti.

Affrontando sulla terra le loro lotte, ottennero corone celesti i veri martiri, a te senza sosta gridando: Inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Sceso nella fossa profonda, rialzasti gli abitanti dei sepolcri con mano vivificante e concedesti il riposo ai tuoi servi con fede addormentati, o compassionevole.

Essendo fonte della vita eterna e torrente di delizia, rendi degni i tuoi servi, piamente a te trapassati, di inneggiarti e glorificarti per tutti i secoli.

Theotokìon. Madre di Dio, Vergine Maria, che generasti fisicamente per gli uomini il Salvatore, salva chi con fede inneggia al tuo parto e lo esalta per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Madre senza nozze di Dio altissimo, tu che con un verbo concepisti oltre l’intelletto il vero Dio, più elevata delle incontaminate potenze, con dossologie mai silenti ti magnifichiamo.

Stavano i martiri davanti ai tribunali iniqui, condannando ogni iniquità con la grazia di Cristo, confutando quelli su cui avevano riportato vittoria e ricevendo le corone della giustizia.

Dirigendo piamente tutta la nave della Chiesa al porto dei precetti di Dio, appariste come timoni, tutti voi, beati gerarchi e pastori: perciò come nocchieri vi onoriamo.

La folla dei profeti e dei santi ti supplica, l’assemblea dei giusti che splendidamente lottarono, Signore e che si distinsero nell’ascesi, ti scongiura, o filantropo, di donarci le tue compassioni.

Necròsimo. Dell’onore e della gloria eterna di cui sono si resero degni tutti i santi di Cristo, rendi degni quanti con fede se ne sono andati da questa vita vana, o misericordioso, per le preghiere dei tuoi santi.

Theotokìon. Tu che porti tra le braccia la pienezza di ogni bene, da’ compimento, o purissima, alle suppliche dei tuoi servi e dirigi il nostro cammino verso Dio, dandoci forza per una vita virtuosa.

Canone dei defunti.

Freme ogni orecchio.

Avendo la forza invincibile e invitta di Cristo, o martiri, sdegnaste l’ordine ateo dei tiranni e vi rendeste davvero degni del regno dei cieli, splendidi per i fulgori della Trinità, o ammirabili.

È stata sciolta l’amarezza dell’ade, perché tu lo hai dissolto, o filantropo e hai risuscitato i fedeli che da sempre dormivano: anche ora dunque, nella tua bontà, rendi degni della tua luce senza tramonto sono passati a te, misericordioso.

Sei tutto dolcezza, o Salvatore, sei tutto brama e desiderio veramente insaziabile, sei tutto bellezza irresistibile: concedi dunque a quanti sono a te trapassati di deliziarsi del tuo splendore e rendili degni della tua divina bellezza.

Theotokìon. Salvami, Madre di Dio, tu che generasti Cristo mio Salvatore, Dio e uomo, duplice nella natura, ma non nell’ipòstasi, unigenito dal Padre e da te primogenito di tutto il creato: nella sua duplice natura noi lo magnifichiamo.

Alle lodi stichirà martyrikà. Tono pl. 4.

Lottaste grandemente, o santi, sopportando generosamente i tormenti degli iniqui e confessando Cristo davanti ai re; e ancora, una volta usciti da questa vita, compite opere di potenza nel mondo e curate i deboli dalle loro passioni, o santi; intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Invitti martiri di Cristo, che sconfiggeste l’inganno con la potenza della croce, voi avete ricevuto la grazia della vita eterna; non temevate le minacce dei tiranni, vi rallegravate nel subire tormenti e ora il vostro sangue è divenuto guarigione per le nostre anime: intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Indossata valorosamente la corazza della fede e armandovi del segno della croce, vi rivelaste vigorosi guerrieri, coraggiosamente avete resistito ai tiranni e calpestato al suolo l’inganno del diavolo; vincitori, avete ottenuto le corone: intercedete sempre per noi, a salvezza delle nostre anime.

Necròsimo. Smisurato è il castigo per quanti vivono nella dissolutezza: stridore di denti e pianto sconsolato, geenna di fuoco e tenebra esteriore, verme che non dorme e lacrime impotenti e un giudice senza compassione; perciò gridiamo prima della fine: Cristo Sovrano, da’ riposo a quanti hai scelto con i tuoi eletti.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Accorro sotto la tua protezione, Vergine santa, Madre di Dio: so che otterrò la salvezza, perché, o pura, tu puoi aiutarmi.

Apòstica delle lodi, necròsima.

O straordinario prodigio!

Regalmente sottoscrivesti la mia libertà, facendo rosseggiare di sangue le tue dita, o Sovrano e imporporandole con esso; e ora t’imploriamo con fede: Annovera con i tuoi primogeniti i trapassati a te, misericordioso e fa’ che ottengano la gioia dei tuoi giusti.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, Signore.

Esercitando il sacerdozio come uomo, immolato come agnello, offristi te stesso in oblazione al Padre, per sottrarre l’uomo alla corruzione; nel tuo amore per gli uomini colloca dunque ora i defunti nella regione dei viventi, dove scorrono i torrenti di delizia, dove sgorgano le sorgenti dell’eternità.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Tu stabilisci i confini della vita nella profondità della tua ineffabile sapienza, prevedi la morte e trasferisci i tuoi servi nell’altra vita; colloca dunque quanti con te hai preso presso le acque del riposo, nello splendore dei santi, Signore, dov’è voce di esultanza e lode.

Stico. La loro memoria di generazione in generazione.

Tu che sei l’invisibile Verbo, connaturale al Padre, condividente con lo Spirito lo stesso trono, per me, uomo, apparisti nella carne; poiché dunque sei misericordioso e filantropo, illumina quanti lasciarono questa vita con le bellezze della tua magnificenza e del tuo splendore, o origine assoluta della vita.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Tu che concepisti il Verbo di Dio senza principio e Dio, con la tua materna confidenza imploralo con fervore di collocare i tuoi servi là dove è la danza sena fine dei festanti che ti cantano, là dove sono gli splendori eterni e il dolce suono di chi è in festa, o Genitrice di Dio.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e facci tutti degni, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Partecipando con vigore a ogni dolore, o atleti, con le vostre sacre piaghe avete ferito tutte le miriadi dei demòni col potere della grazia.

I divini e venerabili gerarchi di Cristo, l’assemblea dei profeti e di tutti i santi hanno ottenuto l’eredità celeste; proclamiamoli degnamente beati.

Necròsimo. Colloca, o Dio, nella parte dei giusti e rendi eredi del paradiso quanti sono trapassati nella fede e ti lodano divinamente.

Gloria.

Padre, Figlio e Spirito, natura unica, tu sei il Dio che creò tutto col verbo, tu sei adorato dagli uomini e gli angeli ti lodano senza fine.

E ora. Theotokìon.

Tu che hai generato il compimento di tutti i beni, compi, o Vergine, le nostre preghiere, chiedendo per noi la liberazione dei peccati, illuminazione e grande misericordia.

Continua a leggere

Plagale IV – Lunedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PL. 4 Lunedi Mattina al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata catanittici despotikà. Tono pl. 4.

Con occhio pietoso, Signore, guarda la mia umiliazione, perché a poco a poco la mia vita si consuma e non mi viene salvezza dalle opere; per questo prego: Con occhio pietoso, Signore, guarda la mia umiliazione e salvami.

Ineffabilmente concepita.

Pensando a quel giorno tremendo, anima mia, vigila con la lampada accesa risplendente d’olio, poiché non sai quando giungerà a te la voce che dice: Ecco lo Sposo. Bada, dunque, anima mia, non sonnecchiare per non rimanere fuori dalla porta in pianto come le cinque vergini; ma sii ferma e vigilante per andare incontro a Cristo Dio con olio abbondante e lui ti conceda il divino ingresso alla camera nuziale della sua gloria.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Il Sovrano e Creatore dell’universo, assunta la carne dal tuo grembo puro, ti rese avvocata degli uomini, o purissima: per questo tutti in te ci rifugiamo chiedendo la remissione delle colpe, o Sovrana e ti preghiamo di essere riscattati dall’eterno tormento e da ogni castigo nell’aldilà, affinchè con fede ti gridiamo: Prega Cristo Dio di donare remissione, o fanciulla, a quanti si rifugiano con fede nella tua protezione.

Dopo la seconda sticologia, Kathìsmata catanittici

Il Giudice è vicino, dattene pensiero, o anima e rifletti al momento di quel giorno tremendo: perché, il giudizio è senza misericordia per chi non avrà usato misericordia; grida dunque prima della fine: Risparmiami, Salvatore, perché tu solo sei filantropo.

Come la prostituta mi getto ai tuoi piedi per ottenere la remissione delle colpe e, al posto dell’unguento, ti offro lacrime dal fondo del cuore, o Cristo Dio, affinché tu abbia compassione di me come di lei, o Salvatore e mi conceda il perdono dei peccati, perché anch’io come lei a te grido: Riscattami dal fango delle mie opere.

Gloria. E ora. Theotokìon. Conosciuto l’ordine.

O benedetta e pura, piena di divina grazia, con le potenze del cielo, gli arcangeli e tutti gli incorporei, supplica senza sosta per noi colui che per le sue viscere di misericordia da te nacque, di darci prima della correzione, perdono dei peccati e raddrizzamento di vita affinché troviamo misericordia.

Dopo la terza sticologia, altri kathìsmata

Ineffabilmente concepita.

Fino a quando, anima mia, vivrai nella negligenza? Fino a quando passerai noncurante la vita? Déstati, miserabile, dal sonno della noncuranza e, ponendo mente alle tue opere, gemi e trema per la sentenza del giusto Giudice. Come ti difenderai in quell’ora e come sarai riscattata dal fuoco futuro se resti senza correzione? Grida al Giudice prima della fine: Rimetti le mi colpe, Salvatore, poiché solo tu sei longanime.

Martyrikòn. Di luce celeste splende oggi questo tempio: in esso infatti esultano le schiere degli angeli e con loro si allietano i cori dei giusti, nella memoria dei vittoriosi. Per le loro suppliche, manda al tuo mondo la pace, o Cristo e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Dell’incarico segretamente informato, l’incorporeo si recò subito alla tenda di Giuseppe dicendo alla ignara di nozze: Colui che nella sua discesa piega i cieli, immutato tutto in te si racchiude e contemplandolo nel tuo seno prender forma di servo, estatico a te esclamo: Salve, sposa non sposata.

Canone catanittico. Acròstico: Strappa, o Cristo mio, dal fuoco della geenna il tuo Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

Attraverso l’umido elemento come terra asciutta, fuggendo all’oppressione egizia, l’israelita acclamava: Cantiamo al nostro Redentore e Dio.

Liberami dalla geenna che merito per le mie immense colpe, o Redentore e accendi il beato fuoco del tuo amore nella mia mente.

Mi sono sottomesso ottenebrato alle passioni e mi sono rivelato irrazionale, privo di ragione; dona alla mia anima di rinsavire, Signore e salvami nei modi che tu sai.

Martyrikà. Con i corpi straziati dai tormenti, gli illustri martiri incoronati mostrarono la rettitudine e l’inflessibilità e l’amore per il Creatore.

I fiumi di sangue sgorganti dai corpi dei tuoi gloriosi atleti, o compassionevole, per la tua potenza inaridirono i rovi dell’idolatria.

Theotokìon. Risana me, gravemente ammalato di mortifera infermità carnale e passioni dell’anima, o pura, affinché con fede sempre ti proclami beata.

Canone degli incorporei. Acròstico alfabetico. Poema di Teofane.

Irmòs uguale.

Godendo, come principi dei santi angeli, della divina visione, implorate per noi il Salvatore, datore dei beni.

Trattenuti da violente tentazioni, noi fedeli ora accorriamo a voi come protettori; o angeli divini, con insistenza supplicate ora il Sovrano.

Theotokìon. Sii mio rifugio, o Vergine, porto, muro e protezione, o Madre di Dio, che generasti nella carne il Dio redentore e misericordiosissimo.

Ode 3. Irmòs.

O Signore, creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo filantropo.

Con quali occhi ti guarderò, Cristo Salvatore, non avendo osservato sulla terra nemmeno uno dei tuoi precetti? Come comparirò davanti al tuo trono a causa degli innumerevoli mali commessi?

Aprendo le braccia della tua compassione accoglimi come un tempo il dissoluto, asservito alle stesse infami passioni a da te allontanato, o Gesù filantropo e sommamente buono.

Martyrikà. Radicati sulla pietra della scienza di Dio, o martiri lottatori di Cristo, con la spada della fede tagliaste i rovi dell’ignoranza e coltivaste frutti di verità.

Le torri incrollabili della vera fede, l’orgoglioso vanto della Chiesa, gli splendidi agnelli immolati, i martiri di Cristo siano lodati.

Theotokìon. Sei mia custode nelle tentazioni, o santissima; ho te come vigile protezione dopo Dio; sii tu mia liberazione da ogni condanna nel giorno del giudizio.

Canone degli incorporei.

Irmòs uguale.

Mostrandovi comandanti dell’armata degli angeli, insigniti di multiformi doni, o archistratèghi, con la vostra protezione mantenete al sicuro la Chiesa di Cristo.

Incoronati ora con lo splendore dell’ortodossia, o divini arcangeli, come famosi protettori, con l’arma della benevolenza, salvate da ogni pericolo l’insieme dei fedeli.

Theotokìon. Della vita senza fine divenisti divina dimora, apparendo unica Vergine Madre casta nei secoli, perciò supplichiamo pure: Per le tue preghiere dall’ombra della morte guidami ora verso la vita.

Ode 4. Irmòs.

Dal monte ombroso, o Verbo, il profeta previde che stavi per incarnarti divinamente dall’unica Madre di Dio e con timore glorificava la tua potenza.

Grande la lotta dell’anima che si separa, timore tremendo quando si assiderà il giudice e gli uomini peccatori verranno giudicati. Ahimè, che cosa farò, una volta condannato?

Con il cuore colmo di impurità e portando lo scomodo fardello dei miei peccati, nella tua misericordia mi rifugio: non disprezzarmi, ma fammi grazia, ti prego.

Martyrikà. Preziosa davanti a Dio fu la vostra morte, valorosi atleti vittoriosi: poiché nelle pene e in svariati tormenti non lo rinnegaste affatto.

Il nemico soffriva mentre i martiri pativano, il suo orgoglio e la sua superbia furono abbattuti e colui che li incoronava fu magnificato e glorificato nelle sue divine membra.

Theotokìon. Supplico te, puro ricettacolo del Sovrano, purificami da ogni macchia, o Genitrice di Dio e mostrami dimora del divino e puro Spirito.

Canone degli incorporei.

Ho udito, Signore.

O coppia che presiedi l’assemblea degli arcangeli, salva ora da ogni pericolo quanti accorrono alla tua protezione.

Contemplando lo splendore tearchico fonte di beni, liberate ora il vostro gregge, o gloriosi archistratèghi.

Theotokìon. Santamente ti glorificano gli eserciti divini degli incorporei, o Genitrice di Dio veneratissima,: concepisti infatti il loro Creatore.

Ode 5. Irmòs.

Illuminaci con i tuoi precetti, Signore e col tuo braccio alzato donaci la tua pace, o filantropo.

Per la mia mente malvagia ti ho irritato, Signore, commettendo cose indegne, ma tu abbi pietà di me, che torno a te e salvami.

Ho la mente non distaccata dai mali, sono insensibile e folle: disperdi la mia nebbia, o Gesù e salvami.

Martyrikà. Vi ha posti il datore di luce come pietre preziose che brillano scienza divina e dissolvono la tenebra dell’errore, o divini martiri.

A leggi malvagie anteponeste leggi divine e predicando Dio vi preparaste a morire per lui.

Theotokìon. Uccidi, o pura, i moti delle mie passioni, tu che col tuo parto, o fanciulla, uccidesti il peccato del progenitore.

Canone degli incorporei. Irmòs uguale.

Stando attorno a Dio, o archistratèghi e illuminati dai raggi di là scaturenti, custodite il vostro gregge.

Come ministri della liberazione universale, implorate Dio, nostro Sovrano, di donarci liberazione.

Theotokìon. Ti chiamiamo misticamente myron, o purissima, poiché generasti nella carne il Dio che fa scorrere i carismi profumati.

Ode 6. Irmòs.

Tu che confortasti Giona tutto solo nel ventre del cetaceo, Signore, come lui salva me, stretto nel laccio del nemico.

Fa’ sorgere come sole la luce della penitenza su me, oscurato dai peccati, o Cristo, datore di luce, affinché inneggi alla tua benevolenza.

Temo il tuo terribile tribunale, ma non abbandono la consuetudine con il male: correggimi, o Cristo, affinché inneggi alla tua benevolenza.

Martyrikà. In coro i santi martiri lottarono respingendo la torma dei demòni, unendosi con gioia ai cori degli angeli: per le loro preghiere salvaci, Signore.

Con la tua potenza rafforzasti i martiri, Signore: essi spezzarono la forza dell’antico seduttore: per le loro preghiere salvaci, Signore.

Theotokìon. Affinché con voci grate sempre ti glorifichi, o purissima, scaccia il buio dalla mia anima e con la luce della penitenza dissolvi i miei tremendi delitti.

Canone degli incorporei. Irmòs uguale.

Stando ora degnamente ritti intorno al tremendo trono, divini veggenti, rivestiti dei raggi della Trinità santa, pregate affinché, ricorrendo a voi, siamo liberati da tentazioni e passioni, o arcangeli.

Supplicate affinché, quanti melodiosamente vi inneggiano, siano degni di ottenere ospitalità divina, divina gioia e splendore divino, o divini e gloriosi arcangeli Michele e Gabriele.

Theotokìon. Il talamo animato del Sovrano, illuminato dai raggi fulgidi della verginità, come giglio splendido nascosto fra le spine, la purissima e splendida Vergine Madre di Dio viene glorificata.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo a Babilonia i fanciulli, giunti dalla Giudea, per la fede nella Trinità, calpestarono la fiamma nella fornace salmeggiando: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Come un tempo al pubblicano, o Cristo, concedi anche a me il gemito e come alla prostituta donami di piangere per lavare le mie colpe e fammi grazia affinché canti: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Con l’olio di una pura conversione, o Salvatore, risana me, vittima dei briganti corruttori d’anime e ferito gravemente, mentre pentito canto: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Martyrikà. Morendo al mondo, non rinnegaste Cristo, divenuto morte vivificante, valorosi atleti, lottando e cantando: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Professando l’una natura della Trinità in tre caratteri, o sapienti atleti, disperdeste l’inganno politeista degli idoli cantando: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Il Verbo, Dio da Dio, dimorando nel tuo grembo, o piena di grazia, ti rivela protezione di tutti coloro che soffrono e gridano: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Canone degli incorporei. Irmòs uguale.

Multiforme grazia, divini archistratèghi, vi dona il Benefattore di tutti; salvate ora la sua Chiesa che canta: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Rafforzati dalla potenza di colui che tutto vede, sorvegliate i confini della terra e salvate tutti quelli che con fede cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Avendo te come porto di salvezza, Madre di Dio, fuggiamo i mali e i marosi della vita, acclamando a tuo Figlio: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Colui che sul monte santo si è glorificato e nel roveto mediante il fuoco rivelò a Mosè il mistero della Vergine, il Signore lodate ed esaltate per tutti i secoli.

Sottomesso ai piaceri della carne e allontanato stoltamente da te, Signore, sono divenuto simile alle bestie; o Salvatore, non disprezzarmi, ma prima della fine fammi tornare e salvami.

In nessun modo lascio i peccati, ma a te grido: Ho peccato, senza affatto convertirmi. Signore compassionevole, converti la mia anima ottenebrata.

Martyrikà. I valorosi e coraggiosi atleti del Signore, battezzati nei rivi del loro sangue, non conobbero più la sozzura del peccato; perciò, incoronati con gli angeli, esultano senza fine.

I coraggiosi martiri della fede sopportarono l’asprezza delle torture, rafforzarti dalla speranza dei beni futuri e, giunti alla fine, sempre stanno presso il trono del Signore.

Theotokìon. Tu sei fermo sostegno dei vacillanti e correzione dei caduti, o Vergine, perciò rialza me caduto affinché ti glorifichi, o piena di grazia, per tutti i secoli.

Canone degli incorporei. Celebrate e sovresaltate.

I ministri e cantori della tua ineffabile e indicibile gloria, accogli ora supplici, o Cristo, nei secoli.

O unico Buono, accogli l’armata degli angeli che supplica per noi, che t’inneggiamo, o Cristo, nei secoli.

Theotokìon. Con i tuoi chiarissimi raggi, Genitrice di Dio, illumina quanti con fede ti cantano e inneggiano per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Freme ogni orecchio all’annunzio dell’ineffabile abbassamento di Dio: come l’Altissimo volontariamente sia disceso sino a un corpo, divenendo uomo da grembo verginale. Per questo noi fedeli magnifichiamo la pura Madre di Dio.

Come un tempo purificasti la prostituta gettatasi ai tuoi piedi in pianto, o Cristo, come giustificasti il pubblicano, o Verbo, che soltanto gemeva, come hai accolto Manasse, come hai avuto pietà di Davide nel suo pentimento, così accogli anche me e salvami, o filantropo.

Gemi, versa lacrime, o anima: distogliti dalle colpe commesse, gettati apertamente ai piedi di colui che conosce i tuoi segreti e grida con fervore: Ho peccato contro di te, Signore, salvami, abbi compassione, tu che hai viscere di amorosa compassione, o misericordiosissimo.

Martyrikà. Con somma costanza i divini vittoriosi lottarono sulla terra e ora hanno ereditato il regno stabile e partecipano con al paradiso di delizie. Per le loro preghiere, o Cristo, rendici partecipi della tua gloria.

Vi rivelaste astri che illuminano l’oriente senza tramonto e avete dissolto, o sapienti, la sera dell’ateismo; con sacre fiaccole rischiarate tutti coloro che esaltano, o vittoriosi, la vostra festa luminosa.

Theotokìon. Illumina, ti prego, o porta della luce, gli occhi del mio cuore, oscurati dalla profondissima tenebra del peccato; fa’ scendere su di me, o Sovrana, il chiarore della penitenza e liberami per sempre dal fuoco eterno, con la tua mediazione.

Canone degli incorporei. Realmente Madre di Dio.

Manifesta ora la tua Chiesa imitatrice degli incorporei per le virtù, difendendo con gli angeli il tuo gregge, o Cristo.

Gloriosissimi angeli custodi, supplicando Dio, donate la salvezza delle anime a quanti accorrono alla vostra protezione.

Theotokìon. Come aurora agli erranti nel buio, o Vergine, hai fatto sorgere e tenuto fra le braccia il Cristo, sole di giustizia.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Quando pongo mente alla moltitudine dei mali commessi e vado col pensiero a quel tremendo esame, preso da tremore, mi rifugio in te, Dio filantropo. E tu non mi disdegnare, ti prego, o solo senza peccato: prima della morte, dona compunzione alla mia povera anima e salvami.

o.

Dammi lacrime, o Dio, come un tempo alla peccatrice e rendimi degno di irrorarne i tuoi piedi, che mi hanno liberato dalla via dell’errore e di offrirti come unguento profumato, una vita pura che mi sia edificata nel pentimento, perché oda anch’io la tua voce desiderata: La tua fede ti ha salvato, vai in pace.

Martyrikòn. Come vi chiameremo, santi? Cherubini, perché in voi ha riposato Cristo; serafini, perché senza sosta lo glorificate; angeli, perché avete abbandonato il corpo; potenze, perché operate con i prodigi. Molti sono i vostri nomi e più ancora i vostri carismi. Intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti cantano gli esseri celesti, Madre senza nozze, piena di grazia e noi glorifichiamo la tua imperscrutabile generazione. Madre di Dio, intercedi per la salvezza delle nostre anime.

Alla Liturgia

Beatitudini.

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e facci tutti degni, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Sana le passioni della mia anima e del mio corpo, o Cristo, unico medico e, come compassionevole, lavami con rivi di compunzione, purificandomi tutto.

Attorniando il trono della venerabile tearchia troni, cherubini, principati potenze e gli altri ordini di incorporei, santamente risplendono.

Martyrikòn. Infiammati dall’ardore dell’amore di Cristo, in mezzo al fuoco restavano illesi gli atleti, bruciando le spine dell’empietà per divina grazia.

Gloria.

O Trinità semplice, Monade principio assoluto, libera dal fuoco inestinguibile i tuoi servi per le suppliche dei tuoi divini incorporei e falli degni del regno.

E ora. Theotokìon.

Isaia ti previde un tempo nel volume che inesplicabilmente il dito del Verbo scrisse, o piena di grazia; scrivici nel libro della vita.

Continua a leggere

Grave – Venerdì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Venerdì Mattina

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata stavròsima. Tono grave.

Tu che per me accettasti di essere inchiodato alla croce, accogli la mia lode insonne, o Cristo Dio e salvami, nella tua filantropia.

Tu che governi le schiere incorporee e conosci l’indolenza della mia anima, salvami per la tua croce, o Cristo Dio, nella tua filantropia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Sempre Vergine Madre di Dio, vedendo tuo Figlio pendere dalla croce, facendo lamento come madre, magnificavi la sua tremenda condiscendenza, o Sovrana ignara di nozze.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Più luminoso del fuoco, più efficace della fiamma hai reso, o Cristo, l’albero della tua croce, che consuma i peccati degli infermi e illumina i cuori di quanti inneggiano la tua volontaria crocifissione: o Cristo Dio, gloria a te.

Tu che per noi accettasti la volontaria crocifissione, abbatti i nemici che non ti riconoscono come vero Dio e salvaci.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Quando per tuo volere fosti inchiodato e innalzato sulla tua croce, la Madre di Dio stando lì accanto diceva: Signore, Signore, a nessuna donna è sopraggiunto il mio dolore; ti so Dio per i tuoi prodigi ed ecco, ti vedo pendere morto da un legno. Ma tu, come hai detto, risorgi, affinchè piena di gioia io acclami: Gloria a te.

Dopo la terza sticologia,

altri Kathìsmata.

Tu che col legno della croce risanasti Adamo dalla condanna, risana le ferite dei nostri cuori e salvaci.

Martyrikòn. Intercedete, o santi, perché ci sia data la remissione delle nostre colpe e siamo liberati dai mali che temiamo e da una morte amara, vi preghiamo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Senza seme concepisti in seno, o Vergine Madre di Dio, colui che hai visto appeso in croce: imploralo dunque senza posa per le nostre anime.

Canone stavròsimo. Poema di Giuseppe. Acròstico: Cristo con un legno interruppe il danno del legno. Canto di Giuseppe.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

Al Dio che nel Mar Rosso annegò il faraone cantiamo un’ode di vittoria perché si è glorificato.

Cristo esaltato in croce attirò a sé tutti i fedeli e abbatté il nemico, che aveva fatto cadere tutti.

Un’onda di vita, o Gesù, hai fatto scaturire dal tuo vivificante fianco e, divenuto morto, uccidesti il nemico, o Sovrano.

Martyrikà. Una supplica continua presentate per noi a Cristo, affinché siamo scampati dal tremendo giudizio, o atleti.

Umiliandovi per Cristo, sapienti martiri, voi abbatteste l’insuperbito nemico con la divina grazia.

Stavrotheotokìon. Vedendo in croce lo splendido sole sorto da te per immensa compassione, gemevi glorificandolo, o Sovrana.

Un altro canone, della Theotòkos.

Colui che distrusse le guerre.

Come il più dolce dei canti a te, pura, offriamo una divina ode gradita di ringraziamento il salve, poiché ci hai salvato da gravi pericoli.

Liberati da svariate tentazioni e calamità per le tue materne preghiere, o inneggiatissima, con fervore salmeggiamo un canto di vittoria con voci grate.

Mostrandoti adorna come gioielli d’oro delle virtù e delle grazie dello Spirito e delle tue grazie, o purissima, ti rivelasti davvero sposa del Padre, o Madre di Dio.

Ode 3. Irmòs.

Si consolidò per la fede la Chiesa di Cristo e infatti senza sosta con inni grida cantando: santo sei tu, Signore e il mio spirito t’inneggia.

Impassibile per essenza, come hai subito passione? Tu che infondi la vita, come muori in croce? Grande la tua misericordia e la tua magnanimità!

In croce in mezzo a criminali, o Verbo, ingiustamente fosti innalzato e per fede giustificasti colui che riconobbe in te il Creatore dell’universo, che pativa volontariamente.

Martyrikà. Soffrendo mutilazioni fisiche, l’amputazione di mani, piedi e di tutte le membra, o atleti, otteneste gloria, intercedendo per noi.

Risplendendo per l’immensità delle torture, avete ora ereditato immensa gloria, o sapienti, sempre pregando per la salvezza delle nostre anime.

Stavrotheotokìon. Concedici remissione delle colpe per le tue materne preghiere, tu che concepisti il Dio Verbo divenuto uomo e sospeso in croce.

Canone della Theotòkos. Tu che col verbo.

Alla magnificenza della divina gioia, a colei che ci procura saggezza, con voci grate andiamo incontro piamente ringraziandola come nostra protezione.

Per te scampati dai pericoli e ottenendo per te la gioia, Madre senza sposo, come benefattrice buona e benevola protezione tutti glorifichiamo.

Arricchiti dalla tua divina intercessione, che ci riscatta da colpe e pericoli, o Madre di Cristo Dio, con fede ti inneggiamo con voci grate come causa dei beni.

O fonte di gioia immortale, tu fai scorrere i torrenti di gioia delle guarigioni per quanti sono in pericolo e salvi tutti come dispensatrice di Dio per noi inesauribile.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, ho compreso le tue opere e mi sono turbato.

Come bellissimo grappolo fosti innalzato in croce, stillando il succo della letizia, o Sovrano filantropo.

Interrompesti le vergognosissime passioni degli uomini, o Verbo Sovrano, accettando volontaria passione nella tua carne.

Martyrikà. Gli atleti subendo ferite ferirono il nemico e apparvero medici delle nostre passioni.

Gli atleti marciarono contro i tiranni e vincendo furono incoronati con diademi vittoriosi.

Stavrotheotokìon. Concepisti senza seme il Verbo che sulla croce annientò con la bontà la corruzione, o Vergine.

Canone della Theotòkos. Ha coperto i cieli.

Scampati dai pericoli per le tue preghiere, pura Vergine, con gioia ti rivolgiamo un’ode degna: Salve!

I peccati delle passioni ci espongono a molti pericoli, ma con la tua divina protezione scampaci, o pura.

Scampati da molte afflizioni, con le mani di cuore ti esprimiamo un’ode grata, o Vergine, esultando con inni divini.

Beati davvero quanti ti onorano, Theotòkos santissima, perché in te siamo scampati da peccati e afflizioni.

Ode 5. Irmòs.

Il mio spirito veglia davanti a te, o Dio, perché tu sei luce e i tuoi precetti sono guarigione per i tuoi servi, filantropo.

Esaltato in croce nella carne, Sovrano, hai attirato tutto il creato dai tremendi baratri dell’ignoranza alla tua conoscenza, filantropo.

Una popolo fuorilegge chiedeva che fosse crocifisso nel luogo del Cranio Gesù, colui che schiaccia la testa del serpente.

Martyrikà. Fermaste le onde dell’empietà, o martiri di Cristo, col vostro divino sangue, nel quale annegaste il faraone tiranno.

Straziati crudelmente con uncini, o atleti, dilaniaste i cuori empi dei vostri giudichi, riportando vittoria.

Stavrotheotokìon. Santificò il tuo grembo, o santa venerabile, il Dio che dimorò in te ed esaltato in croce risollevò il creato.

Canone della Theotòkos.

Dileguando la notte.

Generando, o Vergine, l’abrogazione del peccato, dei pericoli e delle pene dei fedeli, il cosmo fu salvato, perciò anche noi, scampati dall’afflizione a te gridiamo: Salve!

Presi da molteplici tentazioni, casta Sovrana, disperati, scoraggiati e afflitti da difficili situazioni, abbiamo te come letizia, speranza e ricchezza.

Come custode della salvezza dei fedeli e dei tuoi servi, o pura, allontani i pericoli e custodisci illesi, perciò quanti partecipiamo ai tuoi molti beni ti ringraziamo con canti.

Per te liberati da molti peccati, malattie, pene e gravi pericoli, Ringraziamo te, Sovrana pura, sicura speranza dei tuoi servi fedeli.

Ode 6. Irmòs.

Giona dal ventre dell’ade gridò: fa’ risalire dalla corruzione la mia vita e noi a te gridiamo: onnipotente Salvatore, abbi misericordia di noi.

Mostrandoti per la misericordia della pietà, con la croce e la tua passione hai guarito la natura umana che giaceva malata, o medico degli infermi.

Un tempo Adamo fu condannato per il legno e ora per il legno della croce è giustificato, ricevendo l’ingresso nel paradiso e la dolcezza della delizia.

Lodiamo te, che fosti elevato nella carne sulla croce, magnifichiamo te, che fosti incoronato con spine e incoronasti di gloria gli uomini, o Re più che buono.

Martirikòn. Per aver confutando il danno distruttivo della follia idolatrica, partecipando ai supplizi e morendo, ora gli atleti regnano con Cristo.

Né persecuzione, né fame, né nudità, né pericoli, né morte separarono i divini atleti dall’amore di Cristo.

Stavrotheotokìon. Inneggi l’incarnato da te e gemi vedendolo elevato sulla croce, o Madre Vergine pura e illibata.

Canone della Theotòkos.

Nell’abisso dei peccati.

Le potenze con lingue celesti non possono predicare le tue lodi, Purissima e noi ora ti offriamo come servi la parola di Gabriele: salve.

Caduti per i nostri peccati nell’abisso della tristezza e delle tribolazioni, grazie a te, Genitrice di Dio pura, siamo stati liberati dalla sventura dei pericoli.

Tutto il mondo, o purissima, è tenuto a ringraziarti e a lodare e glorificare piamente il tuo dono, perché per te veniamo liberati da pericoli e afflizioni.

Notte e giorno, apertamente e di nascosto, tutti bramiamo il tuo aiuto, o santissima Madre di Dio e con onore ti magnifichiamo.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo i fanciulli resero la fornace ardente fonte di rugiada, lodando l’unico Dio e dicendo: Inneggiatissimo e glorificato Dio dei padri.

Per alleggerire il fardello delle mie iniquità fosti appeso sulla croce in mezzo ai criminali, o Gesù più che buono, Dio dei padri sovresaltato e sommamente buono.

Trafitto da una lancia nel tuo divino fianco, allontani la deviazione del fianco, o Salvatore e ordini alla spada di fuoco di lasciarmi sempre entrare in paradiso.

Martirikòn. Divenuti astri nel firmamento della Chiesa, i santi illuminano il creato con il fulgore delle lotte e la gioia delle guarigioni.

Il libro dei viventi porta sempre scritti dentro i martiri del Signore che con tutto il cuore hanno osservato i decreti scritti di Dio e hanno patito molto.

Stavrotheotokìon. Vedendo il santissimo Verbo sorto da lei santificare i terrestri elevato sulla croce, la Santissima gemeva.

Canone della Theotòkos. Dei giovani dalla fornace.

Salve, ti diciamo grati, o Madre di Dio, poiché per te siamo stati liberati da tutto il peso e gridando a una voce con gioia ed esultanza ti magnifichiamo.

Abbiamo trascorso la sera nel pianto delle afflizioni per l’assalto dei mali, ma invocando la tua protezione divina, o Vergine, abbiamo trovato la gioia, poiché ci hai liberato da ogni tribolazione, o pura.

Avendo tutti come divino rifugio la tua protezione presso Dio nei pericoli, nelle persecuzioni e nei peccati a te ci prostriamo e per te otteniamo liberazione, o pura.

Proclamiamo sempre con la bocca e lo spirito la grazia della tua intercessione per cui siamo liberati dalle tentazioni, dalla tirannia, dalla pesante afflizione e dalle passioni.

Ode 8. Irmòs.

Il Re della gloria, uno senza principio che le potenze celesti benedicono e per cui tremano le schiere degli angeli, sacerdoti, lodate, popoli, sovresaltate per tutti i secoli.

L’albero della conoscenza mi uccise e tu, Cristo mio, morendo sul legno mi hai risuscitato e illuminato per cantarti: sacerdoti, lodate, popoli, sovresaltate per tutti i secoli.

Il popolo fuorilegge ti incoronò di spine, o Re che sradicasti la spina della trasgressione del precetto di Adamo primo plasmato e fosti elevato sulla croce, tirando fuori tutti dall’abisso dell’inganno.

Fosti steso sul legno dal popolo ingrato tu, Salvatore, che stendesti i cieli con sapienza e che con la tua passione guarisci i nostri peccati e hai calmato i nostri dolori con i dolori dai chiodi.

Martirikòn. Le reliquie dei martiri effondono buona fragranza di prodigi per quanti vi accorrono con cuore senza dubbi, allontanano sempre il miasma delle passioni e donano a tutti salute in Dio.

Stavrotheotokìon. I cori dei santi, o Vergine, pregano il Sovrano sorto dal tuo grembo: egli rivelò sulla croce la via dell’impassibilità, o Pura e noi con canti come regina di tutti ti magnifichiamo.

Canone della Theotòkos.

Il Dio glorificato.

Liberati dalla bufera del peccato, delle passioni e delle tentazioni con le tue preghiere, o Madre di Dio, gridiamo a te con voci grate: Salve, poiché grazie a te, o buona, siamo passati dall’amarezza alla gioia.

Abbiamo gridato a te, buona, nella pana dei pericoli e tu non ci hai trascurato, ma esaudendo la nostra povera preghiera ci hai liberato da grande afflizione, perciò con fede lodiamo la tua intercessione.

L’autore dei peccati e delle colpe ha sollevato contro di noi afflizioni di pericoli, passioni e tentazioni atroci dagli uomini, ma con le tue divine suppliche, o Madre di Dio, siamo stati prodigiosamente liberati dai nemici.

La tua compassione, o Cristo, datore dei beni, arriva realmente senza sosta a tutti per le preghiere di colei che ti generò, poiché grazie a lei noi cristiani otteniamo la tua misericordia, o Salvatore.

Ode 9. Irmòs.

O lodatissima, più alta dei cieli, che senza seme concepisti il Verbo senza principio e partoristi per gli uomini Dio incarnato, tutti noi fedeli con cantici ti magnifichiamo.

Vedendoti innalzato su un patibolo, o Re di tutti, il sole si spense e il velo del tempio si squarciò nel mezzo, o Gesù onnipotente.

Ti perforarono mani e piedi, gli empi, trafissero con la lancia il tuo fianco vivificante e ti abbeverarono di fiele e aceto, o nostro Dio misericordioso, dolcezza dell’universo.

Martyrikà. Spezzati da ogni forma di tormenti, spezzarono i lacci dell’autore del male e, incoronati per la vittoria, i generosi atleti sono proclamati beati.

Con le loro reliquie in essa deposte, i vittoriosi hanno santificato tutta la terra e interrotto i vapori delle carni offerte agli idoli, passando essi per il fuoco, in mistico olocausto.

Stavrotheotokìon. O amante del bene, più alta dei cherubini, che generasti nella carne il Verbo di Dio e Dio, volontariamente innalzato nella carne sulla croce, presso di lui ardentemente per tutti intercedi.

Canone della Theotòkos. Chi tra i mortali.

Con l’angelo Gabriele giustamente ora ti offriamo il saluto: Salve, tra le acclamazioni, o Vergine, perché siamo stati liberati da multiformi tentazioni, o Madre di Dio, per la tua intercessione.

Gioia, esultanza, letizia divina ci hanno colmati da parte di Dio, o Vergine ignara di nozze, perché ecco, eravamo in tanto lutto e ora per la tua intercessione esultiamo.

Ti offro un sacrificio di lode, cantandoti con ardore, con le parole e la voce, un cantico di ringraziamento, o Vergine, perché grazie a te sono stato liberato dalla tribolazione, nel giorno in cui ti ho invocato.

Ci rallegriamo piamente con te, pura, per il tuo parto divino: hai fatto scaturire per noi la gioia, liberandoci da tribolazione e tentazione e noi rendiamo a te il cantico di grazie.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Poiché tu sei Sovrano, o datore di vita amante degli uomini, hai riscattato con la tua croce tutta la terra; Signore, gloria a te.

È stata inchiodata alla croce la vite vera, le genti hanno vendemmiato il paradiso con il ladrone. Questa è la gloria della Chiesa, questa la ricchezza del regno: o tu che hai patito per noi, Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Festeggiando la memoria dei tuoi santi vittoriosi, te noi celebriamo, o Cristo, acclamando: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Oggi Giuda veglia.

Crocifissione e immolazione accettasti come un malfattore, o longanime, per risollevare, con l’albero della tua croce, noi che per un albero eravamo caduti. Ma la Vergine tua genitrice era sconvolta al vederti morto e nell’angustia gridava: O follia iniqua! Come dunque gli empi uccidono il giusto?

Alla Liturgia

Le Beatitudini (Makarismì).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Volendo guarire il dolore di Adamo che patì per il consiglio del nemico, o Re, ti innalzasti in croce e inchiodato sopportasti dolore nelle mani e nei piedi; perciò magnifichiamo la tua magnanimità, o Verbo.

Il consesso degli ebrei ti crocifisse in mezzo agli iniqui, o Cristo, vero datore della legge e Redentore che liberasti la stirpe umana da tutta l’iniquità, perciò ti lodiamo.

Martirikòn. Portando le piaghe di molti supplizi come belli ornamenti, i divini atleti furono riconosciuti come ornamenti luminosi della Chiesa supplicando sempre per le nostre anime.

Gloria.

O, Trinità santa, salva i tuoi servi che ti inneggiano, rafforzali con il potere delle croce e guidaci tutti a camminare verso la città superna dove trovare grande misericordia.

E ora.

Stavrotheotokìon. Vedendoti la purissima Vergine, o Cristo, innalzato nella carne sulla croce senza volto e bellezza, gridava con dolore: Ahimè, Figlio, come ti hanno fatto a pezzi gli iniqui!

Continua a leggere

Grave – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata martyrikà. Tono grave.

I tuoi martiri, Signore, hanno sbaragliato il nemico e umiliato l’inganno degli idoli, armati della potenza della croce; perciò, celebrandoti con gli angeli, cantano l’inno di vittoria, dando gloria a te, o Cristo. Per le loro suppliche, donaci la grande misericordia.

I tuoi santi, Signore, lottando sulla terra, hanno calpestato il nemico e annientato la seduzione degli idoli: perciò hanno ricevuto le corone da te, Sovrano filantropo e Dio misericordioso, che concedi al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei il tesoro da cui viene la nostra risurrezione, o lodatissima, risolleva dalla fossa e dall’abisso delle colpe quelli che in te confidano: perché hai salvato noi, soggetti al peccato, partorendo la salvezza, tu che sei vergine prima del parto, vergine nel parto e ancora vergine dopo il parto.

Intercedete, o santi, perché ci sia data la remissione delle nostre colpe e veniamo liberati dai mali che temiamo e da una morte amara, vi preghiamo.

Necròsimo. La tua morte, Signore, ha fatto fiorire per i morti la vita: tu hai infatti spogliato l’ade, richiamando quanti dormivano nella tenebra; perciò, o datore di vita, come Dio ti supplichiamo: Dona il riposo con i giusti a quanti tra di noi hai preso con te, perché trovino nel giudizio la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, tu che accogliesti in grembo colui che i cieli non possono contenere; salve, Vergine, annuncio dei profeti, tu da cui è rifulso l’Emmanuele; salve, Madre di Cristo Dio.

Canone di tutti i santi. Acròstico: Io, Giuseppe inneggio i cori dei pastori e dei martiri. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Cantiamo al Dio che aiutò Mosè in Egitto e liberò Israele, poiché si è glorificato.

Vincendo tutto l’inganno dell’avversario, i cori infallibili dei martiri danzano esultando presso il loro Creatore.

I gerarchi di Cristo e tutti i santi padri che hanno faticato, sono divenuti degni della letizia eterna per grazia.

Per le preghiere dei profeti, dei santi padri e delle sante donne, o Cristo, custodiscici da ogni ira e salva le nostre anime.

Necròsimo. O Verbo che mi hai plasmato dalla terra e ordinato di tornare di nuovo nella terra, da’ riposo a quanti nella fede hai trasferito.

Theotokìon. O Santissima che partoristi il Santissimo Verbo di Dio, santifica quanti ti glorificano con fede.

Canone per i defunti. Acròstico: Il settimo canone ha lo stesso proposito.

A un tuo cenno.

Rifulgendo con divini segni, o martiri, vi offriste a Cristo Dio come divino dono abbelliti con vari ornamenti di virtù splendide.

Rendi degni, i tuoi servi defunti, di ottenere il raggio della luce inaccessibile trisolare, da cui sono fuggiti dolore, affanno e lamento, o misericordiosissimo.

Rialzasti la natura condannata a morte, o vita ipostatica, Cristo datore di vita, perciò da’ riposo a quanti sono passati a te con fede, o solo compassionevole.

Theotokìon. Raddrizzasti la caduta della progenitrice, o Santissima, partorendo il Dio Verbo che la risuscitò e insufflò la vita ai morti dei sepolcri con potere divino.

Ode 3. Irmòs.

Vegliando per glorificarti e inneggiati, o Verbo, senza sosta inneggiamo il segno della tua croce, che ci hai dato come arma e soccorso.

Spezzati con pietre e gettati nelle fosse, o santi, spezzaste ogni potere dell’ingannatore mantenendo illeso l’intelletto.

Illuminando i fedeli col fulgore dei divini insegnamenti e i raggi delle opere buone, o sapienti gerarchi, dileguaste tutta la tenebra delle eresie.

Morti al mondo, i tuoi santi, o Verbo, hanno realmente ereditato la vita sovramondana; abbi dunque misericordia di noi, o Cristo.

Necròsimo. Supplichiamo il Sovrano buono di avere misericordia nell’ora del giudizio di quanti sono trapassati nella fede e nella speranza.

Theotokìon. Non lasciando il seno paterno, il Verbo senza principio ha avuto principio in te ed è apparso come bimbo nel tuo seno, o Purissima.

Canone per i defunti. Tu che in principio.

I cori dei martiri mostrarono valorosa e salda pazienza, poiché sopportarono l’assalto delle percosse e le ferite delle pene, o Salvatore, bramando la gloria e la tua bellezza incorruttibile.

Accogli, o Compassionevole le anime dei defunti nella speranza della vita eterna e annoverali nel seno desiderato e divino del divino Abramo per dimorare con Lazzaro e con i tuoi eletti.

O compassionevole Salvatore, disceso dal cielo per salvare il genere umano, per la tua misericordia rendi degni di deliziarsi della luce immateriale e della tua divina gloria e gioia quanti piamente sono trapassati.

Theotokìon. Furono sciolte in te le leggi naturali, o Pura che concepisti il Verbo inaccessibile all’intelletto e ci fu data nuova legge divina che per grazia e bontà divina dona remissione dei peccati a tutti i disperati.

Ode 4. Irmòs.

Persuaso dalla tua venuta della carne, o Cristo, il profeta Avvacùm gridava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Rinvigoriti dall’amore per il Signore, i martiri indebolirono il potere del nemico, perciò sono proclamati beati.

Come pecore e agnelli del Pastore e Agnello, o beati gerarchi, diveniste pastori del gregge razionale per divina grazia.

Con lo splendore delle buone opere guidaste come luminosissimi astri il plèroma dei fedeli, o nostri santi padri.

L’adunanza delle donne forti e l’assemblea dei santi profeti ottennero i beni celesti.

Theotokìon. Lodatissima, supplica il Dio che partoristi di liberare il tuo gregge da ogni sorta di tentazione e afflizione.

Canone per i defunti.

Tu che senza lasciare.

Sopportando con pazienza i dolori delle lotte, i martiri sono stati incoronati con le corone della tua giustizia, o Cristo e hanno glorificato il tuo potere.

Quando verrai nella tua gloria con i tuoi angeli, o Cristo, rendi degni della tua ineffabile gloria quanti sono piamente trapassati, o compassionevole e misericordiosissimo.

Rendi degni di deliziarsi del raggio trisolare e del fulgore della Divinità unica, o Buono quanti sono già defunti e ti glorificano, o filantropo.

Theotokìon. Cristo, che non lasciò il seno paterno, dimorò nel tuo seno verginale e liberò dalla morte quanti ti dicono beata, o Madre di Dio lodatissima.

Ode 5. Irmòs.

Il mio spirito veglia davanti a te, o Dio, perché tu sei luce e i tuoi precetti sono guarigione per i tuoi servi, o filantropo.

Disprezzaste le ferite della carne, o forti atleti e ora guarite le ferite e le passioni di quanti accorrono a voi.

Avete ricevuto il potere di sciogliere e legare sulla terra, o gerarchi di Cristo, perciò slegate sempre i pesi dei nostri mali.

Uniti a Dio con intelletto puro, i cori degli asceti, dei profeti, dei giusti e delle donne danzano una danza senza fine.

Necròsimo. O solo misericordiosissimo Cristo, rendi partecipi del paradiso quanti hanno lasciato questa vita, o filantropo.

Theotokìon. Santissima Vergine, che ti rivelasti dimora incorrotta di Dio, supplicalo di rendermi abitante della dimora nuziale spirituale.

Canone per i defunti. Signore, mio Dio.

Rivestiti luminosamente di morte vivificante intrecciata dalle pene, o lodatissimi martiri, chiedete divino riposo per le anime di quanti si sono già addormentati.

O Salvatore, che effondi misericordia da inesauribili tesori, concedi che le anime che hai trasferito dimorino con i tuoi primogeniti nelle tende senza corruzione.

Concedi, o Cristo che i tuoi servi, trasferiti alla vita superna lasciando il peso e ora sono liberati dai legami, si delizino dello splendore dei tuoi santi, o Salvatore.

Theotokìon. Sovrana Madre di Dio, prega che mi sia donato scioglimento dei peccati e remissione delle colpe, o Purissima che partoristi nel mondo la Vita enipostàtica.

Ode 6. Irmòs.

Giona dal ventre dell’ade gridò: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita; e noi a te gridiamo: Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Abbatteste la protervia del nemico elevandovi verso Dio con le pene, o gloriosissimi soldati e diveniste abitanti dei cieli.

Allontanando l’inverno delle eresie, i gerarchi di Cristo hanno trasferito la folla dei pii alla primavera della verità.

Col tuo potere, o Cristo, le folle dei santi padri, dei profeti e delle sante donne furono giustificate e ora si deliziano della tua luce senza tramonto.

Necròsimo. Hai trasferito i tuoi servi, o Compassionevole dalle realtà temporanee; rendili degni dunque della tua eterna gioia e della vera vita.

Theotokìon. Santifica i tuoi servi, o Santissima Vergine che partoristi nella carne il Santissimo Verbo lodato santamente da ogni spirito.

Canone per i defunti.

Navigando tra i flutti.

Sopportando con vigore pene tremende, difficilmente sopportabili, il coro dei martiri ereditò le delizie senza dolore e senza pene, ricevendo le corone di giustizia dalla destra vivificante.

O misericordioso, colloca i tuoi servi già addormentati con i giusti, là dove sono i cori degli angeli e gli splendori dei santi e la dolcezza della vita eterna, o Dio immortale.

Theotokìon. Colui che con divina volontà e col potere creatore stabilì tutto dal nulla, è sorto dal tuo grembo, o Pura e come Dio ha strappato dalla corruzione quanti erano nella tenebra della morte.

Ode 7. Irmòs.

ODio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto nei secoli.

Con lo scorrimento del sangue gli atleti spensero la fiamma dell’empietà.

Inneggiamo ai gerarchi, che divennero luminari del mondo.

Sia onorata con inni la santa assemblea dei profeti e dei santi padri.

Necròsimo. Libera dalla geenna, o Cristo compassionevole, i tuoi fedeli servi che hai preso.

Theotokìon. Inneggiamo alla Madre di Dio, più venerabile degli angeli.

Canone per i defunti.

Nella fornace ardente.

I cori dei martiri incoronati pubblicamente circondano spiritualmente Cristo Re, gridando con i cori degli angeli: Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

O compassionevole, tu che domini la morte e la vita, rendi degni della delizia divina i tuoi servi piamente già addormentati. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Tu che hai fatto splendere la luce nelle tende eterne fa’ dimorare rifulgenti di luce immateriale che hai trasferito. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Cristo, nato prima senza madre dal Padre e ora ineffabilmente nato senza padre da te, Vergine, si impoverì volontariamente per noi uomini. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Imitando i fanciulli nella fornace, che ricevettero la rugiada dello Spirito, con fede gridiamo: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Abbatteste i tempi degli idoli, o lodatissimi atleti ed edificaste voi stessi come templi dello Spirito, terminando con coraggio la corsa.

Vi rivelaste gigli profumatissimi, o gerarchi, rallegrando le anime dei fedeli con le conoscenze della pietà, perciò degnamente vi diciamo beati.

Pellegrinando in tutta la terra, o santi padri, diveniste come profeti di Dio, mirando l’eredità superna e la gloria perenne.

Necròsimo. O Verbo, Signore dei vivi e dei morti, annovera i tuoi servi addormentati nella fede con i cori dei salvati, o unico filantropo.

Theotokìon. L’assemblea di tutte le donne, che hanno cercato il Signore con fatiche e pene, sempre intercedono presso di te, o incorrotta.

Canone per i defunti. Il Re della gloria.

Cercando la gloria celeste, i martiri disprezzavano la gloria terrena come testimoni della venuta di Cristo, lodandolo piamente come Re in tutti i secoli.

Tu che hai disfatto la dimora terrena di quanti si sono trasferiti nella speranza della vita, dona loro la dimora celeste e il riposo nelle tende dei giusti per tutti i secoli.

Tu che come Dio doni riposo ai morti e possiedi la fonte della vita, irrigali, o solo buono col rivo della delizia per tutti i secoli.

Theotokìon. O Genitrice di Dio Vergine, accogliendo ineffabilmente nel tuo grembo la luce senza tramonto, illuminasti quanti erano nella tenebra del mondo per glorificare piamente Cristo sorto da te ineffabilmente.

Ode 9. Irmòs.

Colei che oltre natura è Madre e per natura è Vergine, la sola benedetta fra le donne, con mistici canti, o fedeli, magnifichiamo.

Per le suppliche dei sacratissimi martiri, profeti e giusti, che dall’antichità vissero santamente, o Cristo, abbi pietà delle nostre anime.

Noti come iniziatori ai sacri riti, siete stati uniti ai celesti liturghi come liturghi del Sovrano: con loro presentate suppliche per noi.

Con le donne che hanno felicemente compiuto la corsa, onoriamo i santi cori degli asceti, per ottenere l’intercessione della loro santità.

Necròsimo. Rendi degni i defunti che in modo ortodosso ti hanno reso culto, o Cristo, di partecipare alla gloria di cui sono stati fatti degni i cori di tutti i santi.

Theotokìon. Io che sono attaccato al peccato, tremo di fronte al tremendo tribunale di colui che da te è stato partorito, o pura: ma tu che sei buona, salvami dalla condanna davanti al tribunale.

Canone per i defunti.

Che tu sia Madre di Dio.

Splendidamente illuminano il mondo i martiri generosi, essi che sono le colonne della fede, le inespugnabili torri delle Chiese e le fortezze della pietà: e noi, com’è degno, piamente li magnifichiamo.

Strappa al fuoco della geenna, o Sovrano, quanti tra di noi se ne sono andati, lacerando con la lancia del tuo fianco e il documento scritto del loro peccato, o unico filantropo e falli degni dello splendore dei santi.

Tu che sei buono e per natura filantropo, tu che sei compassionevole e pietoso, tu che sei tesoro inesauribile di vita immortale, o Salvatore, rendi degni del tuo gaudio ineffabile quanti prima di noi si sono addormentati nella fede.

Theotokìon. Le ombre della Legge e gli enigmi di un tempo con il tuo parto sono passati, poiché Cristo è divenuto compimento della Legge e dei profeti: cantando lui nella sua duplice natura, noi diciamo beata te, la sempre Vergine pura.

Alle lodi, quando c’è l’Alliluia, stichirà martyrikà.

In mezzo allo stadio degli empi, esultanti, i vittoriosi acclamavano: Signore, gloria a te.

Sono divenuti astri dell’universo gli illustri vincitori, che a Cristo acclamano: Signore, gloria a te.

Con un unico sentire, mirando a un unico scopo, trovata un’unica via di vita, la morte per Cristo, i martiri vittoriosi, invidiando l’uno la morte dell’altro, cosa mirabile, precedendosi nel carpire i tormenti come tesori, si dicevano l’un l’altro: Se anche non morissimo ora, in ogni caso moriremmo e pagheremmo il nostro tributo alla natura: facciamo dunque della necessità un onore, appropriamoci della sorte comune, comprando con la morte la vita. Per le loro preghiere, o Dio, abbi pietà di noi.

Festeggiando la memoria dei tuoi santi vittoriosi, o Cristo, t’inneggiamo acclamando: Signore, gloria a te.

Gloria. Necròsimo.

Nella regione dei tuoi giusti, o misericordioso, colloca quanti credendo in te, se ne sono andati dalle cose temporali, o filantropo.

E ora. Theotokìon.

t

Supplica, o Vergine, con gli apostoli e i martiri, affinchè i defunti trovino in giudizio grande misericordia.

Apòsticha delle lodi, necròsima.

Poema di Teofane. Disprezzate tutte le cose.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso, Signore.

Sei apparso esanime sulla croce e deposto come un morto nella tomba, o solo immortale, per riscattare gli uomini dalla condizione mortale, dalla corruzione e dalla morte; poiché dunque sei oceano inesauribile di amorosa compassione e fonte di bontà, dona il riposo alle anime dei tuoi servi che tra di noi se ne sono andati.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Concedi, o buono, a quelli che a te sono passati, di essere illuminati dalla tua pura bellezza, dalla dolcezza del tuo splendore e dai raggi della tua luce divina, perché nell’immateriale effusione luminosa del manifestarsi della tua luce, danzino insieme agli angeli intorno a te, Sovrano Signore, Re della gloria.

Stico. La loro memoria viene glorificata nei secoli.

Tu che possiedi inesauribile magnificenza di doni, tu che sei tesoro inesausto di ricca bontà, fa’ dimorare quanti sono passati a te, che sei Dio, nella regione dei tuoi eletti, in luogo di riposo, nella casa della tua gloria, nel gaudio del paradiso, nel talamo dei vergini, per la tua amorosa compassione.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu partorisci il compimento della Legge, il Redentore fatto carne; poiché non c’è stata giustificazione nella Legge per quanti ci hanno preceduto, ma Cristo crocifisso ci ha ora giustificati. Tu che hai con lui famigliarità, o Vergine, implora il tuo Figlio compassionevole, ti preghiamo, perché dia riposo alle anime di quanti sono piamente defunti.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

O lodatissimi martiri, compiendo la buona lotta e custodendo la fede, avete ricevuto da Dio le corone dell’incorruttela e diveniste degni della sua gloria e coinquilini degli angeli.

La folla dei sacerdoti e dei santi padri e dei profeti e la sacra assemblea delle sante donne siano onorate, poiché ora vivono con gioia nelle tende dei primogeniti e dimorano con i cori degli incorporei.

Necròsimo. O Verbo di Dio, colloca nelle tende dei giusti quanti hai trasferito da noi, lasciando per la tua grande misericordia i peccati dell’anima commessi da loro consapevolmente e inconsapevolmente sulla terra.

Gloria.

O Trinità santa, i tuoi servi mortali accorrono a te, chiedendo di essere liberati dalla tremenda fiamma e di ottenere i beni della tua santa gloria nel giorno del giudizio.

E ora. Theotokìon.

Il raggio del Padre dimorò nel tuo grembo, o santissima e pura e rinnovò quanti erano abbattuti dal consiglio

Continua a leggere

Plagale IV – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Pl. 4

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono pl. 4.

Offriamo a te, o Cristo, l’inno vespertino e il culto razionale, perché ti sei compiaciuto di farci misericordia con la tua risurrezione.

Signore, Signore, non respingerci dal tuo volto, ma compiaciti di farci misericordia con la tua risurrezione.

Salve, santa Sion, madre delle Chiese, dimora di Dio: perché per prima tu hai ricevuto la remissione dei peccati, per la risurrezione.

Altri Stichirà, anatolikà.

Il Verbo di Dio Padre, generato prima dei secoli, negli ultimi tempi, incarnato dalla ignara di nozze, volontariamente si sottopose alla morte di croce e con la sua risurrezione salvò l’uomo, morto da tempo.

La tua risurrezione dai morti glorifichiamo, con la quale, o Cristo, liberasti la stirpe di Adamo dalla tirannia dell’ade e come Dio donasti al mondo la vita eterna e la grande misericordia.

Gloria a te, Cristo Salvatore, Figlio unigenito di Dio, confitto alla croce e risorto dalla tomba il terzo giorno.

Glorifichiamo te, Signore, che per noi volontariamente subisti la croce; adoriamo te, onnipotente Salvatore: non respingerci dal tuo volto, ma esaudiscici e salvaci per la tua risurrezione, o amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il Re dei cieli, nel suo amore per noi, apparve sulla terra e visse con gli uomini: l’unico Figlio, duplice nella natura, ma non nell’ipòstasi, assunse la carne da Vergine pura, da lei procedendo dopo averla assunta; proclamandolo dunque realmente Dio perfetto e uomo perfetto, noi confessiamo Cristo Dio nostro; e tu supplicalo, o Madre senza nozze, di aver misericordia elle anime nostre.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono pl. 4.

Sei salito sulla croce, o Gesù, disceso dai cieli; sei venuto alla morte, tu, vita immortale; a coloro che sono nelle tenebre, tu, luce vera; a coloro che sono caduti, tu, risurrezione di tutti. O luce e Salvatore nostro, gloria a te.

Gli alfabetici.

Glorifichiamo Cristo, il risorto dai morti; dopo aver assunto anima e corpo, infatti, con la passione li separò l’una dall’altro: mentre l’anima immacolata, discesa all’ade, lo depredò, il corpo santo del Redentore delle anime nostre nella tomba non vide la corruzione.

Con salmi e inni, glorifichiamo, o Cristo, la tua risurrezione dai morti, con la quale ci hai liberati dalla tirannia dell’ade e come Dio ci hai donato la vita eterna e la grande misericordia.

O Sovrano dell’universo, incomprensibile Creatore del cielo e della terra, patendo sulla croce, hai fatto scaturire per me l’impassibilità; accettata la sepoltura e risorto nella gloria con te, con mano onnipotente, hai risuscitato Adamo. Gloria alla tua risurrezione il terzo giorno, per la quale ci hai donato la vita eterna e il perdono dei peccati, tu che solo sei compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vergine senza nozze, che ineffabilmente concepisti Dio nella carne, Madre di Dio altissimo, ricevi le invocazioni dei tuoi servi, o purissima: tu che a tutti procuri la purificazione delle colpe, implora per la salvezza di noi tutti, accettando ora le nostre suppliche.

Apolytíkion anastàsimo.

Dall’alto scendesti, misericordioso, accettasti la sepoltura di tre giorni, per liberare noi dalle passioni: vita e risurrezione nostra, Signore, gloria a te.

Theotokíon.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, il tuo amore per gli uomini: accogli, mentre intercede per noi, la Madre di Dio che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatuta si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Triade monade, salva me il tuo servo. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono pl. 4. La verga di Mosè.

Il Re trisolare, sommo sovrano e governatore dell’universo, l’unico per natura buono e che ha l’unica gloria della Divinità, il Dio Monarca noi adoriamo, cantando l’unico trisagio.

Ammaestrati dalle divine parole e dagli antichi vaticini, noi glorifichiamo l’unica natura trisipostatica della Maestà divina, eterna, senza principio creatrice e onnipotente: Padre, Figlio e Spirito.

Abramo accolse con gioia in sacra figura il Creatore dell’universo, Dio e Signore trisipostatico, ma delle tre ipòstasi conobbe l’unica potenza.

Theotokìon. Verginalmente concepisti Cristo che per noi prese la nostra natura, o Purissima, rimanendo immutato in tutte e due; supplicalo senza sosta di concedermi la liberazione dai peccati e dalle tentazioni.

Ode 3. Tu che in principio.

Te inaccessibile Dio e Re della gloria, Isaia vide seduto su un alto trono e i Cherubini e i Serafini che con inni incessanti glorificavano l’unico in tre ipòstasi.

Avendo compreso con ragionevoli considerazioni e insegnamenti scritturali che il Verbo è l’unico generato dalla mente del Padre e che lo Spirito procede in modo ineffabile, noi adoriamo un unico trisolare Dio.

Il Padre non generato, ma che dalla propria sostanza generò il Figlio come proprio fulgore, luce da luce, emana da sé come suo connaturale lo Spirito che tutto opera e ha pari onore.

Theotokìon. Tempio puro sei apparsa, Vergine Maria, Madre di Cristo, che con onnipotenza e ogni sapienza ha stabilito tutte le cose, le ha ordinate e le sostiene; rendilo a me propizio con le tue materne preghiere.

Kathisma Triadico. Dell’incarico segretamente.

La potenza della trisolare e veneranda perfetta Maestà, noi fedeli ora benediciamo; perché con un solo cenno stabilì tutte insieme le cose: in alto i cori angelici, in basso le gerarchie delle Chiese, perché cantino: Santo, santo, santo sei, Dio supremamente buono; gloria e inno alla tua potenza.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che generasti l’immutabile Dio, rendi saldo il mio cuore sempre alterato dal peccato per le insidie dell’ingannatore e per sua accidia, o Buona, con la tua materna intercessione, affinché anch’io, grato, a te acclami: Genitrice di Dio, Maria, abbi pietà del tuo gregge, che hai acquistato, o Purissima.

Ode 4. Tu sei mia forza.

Quando la Divinità sorse su quelli che erano nelle tenebre, disperse tutta l’oscura notte delle passioni e fece sorgere il Sole di giustizia, semplice per natura, trifulgido nelle ipòstasi, che noi sempre inneggiamo e glorifichiamo.

Con le nostre labbra fangose glorifichiamo colui che viene celebrato dalla bocca dei Serafini, l’unico e triplice Signore della gloria per natura e ipòstasi, acclamando, o Sovrano dell’universo: concedi ai tuoi servi la remissione delle loro molteplici colpe.

Tu che tieni insieme tutti quanti gli esseri, Trinità veneranda e di divina Maestà, invisibile, misericordiosissima, compassionevole, amica dell’uomo, non dimenticare me, tuo servo e non disperdere il patto che facesti coi tuoi servi per la tua ineffabile misericordia.

Theotokìon. Avendo trovato te sola speciosa da tutti i secoli, o Purissima Fanciulla, bellezza di Giacobbe, il Verbo che era prima del principio, in te abitò per sua misericordia e plasmò la natura umana; e tu supplicalo sempre di liberarmi da ogni afflizione.

Ode 5. Perché mi hai respinto.

Tre coeterne ipòstasi noi veneriamo, ma un unico Signore, distinguendo, eppur tenendo unita la divina natura e con fede acclamiamo: Divina Maestà, Trinità santa, libera i tuoi servi dalla tribolazione.

Assai mi lamento per la debolezza della mia mente, come contro voglia subisco mutazione ripugnante; perciò grido: Trinità santa, principio della vita, stabiliscimi nei beni immutabili.

Di me aggravato dalla sonnolenza del peccato e spinto verso il sonno di morte, abbi pietà e destami, o Dio santo e trino, amico dell’uomo, ottimo e misericordiosissimo.

Theotokìon. O Vergine fanciulla, Madre castissima, purissima, prediletta di Dio, con le tue suppliche rendi a me propizio il Signore tuo Figlio e Dio: libera presto dalle passioni e dalle colpe il tuo servo.

Ode 6. Siimi propizio.

Imitando le schiere delle intelligenze celesti, Trinità sublime, Re dell’universo, con il canto del trisagio noi ti glorifichiamo con le nostre bocche fangose.

O Dio trisipostatico, a tua immagine plasmasti l’uomo e sapientemente dal nulla costruisti l’universo: io ti adoro e venero, ti inneggio e magnifico.

O Dio onnipotente e solo incircoscritto, abita in me per la tua ineffabile misericordia, o Sovrano trisolare e illuminami, rendendomi saggio per tua benevolenza.

Theotokìon. Sei apparsa tempio dell’immenso Dio, o Purissima: rendi pure me tempio della sua carità, o Sovrana santissima, con le tue suppliche e conservami senza colpa.

Kathisma Triadico. Dell’incarico segretamente.

Padre senza principio, Figlio coeterno e Spirito divino, o fedeli, senza confusione, senza mutazione e senza alterazione, Trinità semplice, santa, tutta unita, realmente noi confessiamo, acclamando con gli angeli: Santo sei, Padre, Figlio con lo Spirito santissimo e venerabile; abbi pietà di quelli che plasmasti a tua immagine, o Sovrano.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sempre ti ringraziamo, magnifichiamo, veneriamo e celebriamo il tuo nome, pura Madre di Dio, piena di grazia, acclamando senza sosta: Salvaci, Vergine misericordiosissima, tu che sei buona e strappaci dalla paurosa accusa dei demoni nell’ora del giudizio, perché non siamo confusi, noi tuoi servi.

Ode 7. Il fuoco ebbe paura.

Con la tua ineffabile sapienza e l’immensa tua misericordia, dona a me, tuo servo, la tua pietà, anche adesso come un tempo, o Dio uno e trino e liberami dal guasto delle colpe e dalle passioni (2).

O Mente, Padre ingenito, o Verbo da lui generato, o Spirito divino che inconcepibilmente ne procede, divina Maestà trisolare, io canto a te: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Sono morto, o purissima, bevendo il veleno del peccato e corro con fede a te, che hai dato alla luce l’Autore della vita; con la tua intercessione vivifica il tuo servo e liberami dalle tentazioni e dalle passioni, o unica pura.

Ode 8. Follemente il tiranno.

O luce inaccessibile, trifulgida e trisolare e sola dominatrice, unica sovrana, semplicissima, Dio incomprensibile e solo potente Signore, rischiara ora il mio cuore tenebroso e nebuloso e rendilo fulgido e luminoso per inneggiare e glorificare te per tutti i secoli.

Con le sacratissime ali i divinissimi serafini piamente si coprono il volto e i piedi, non sopportando la gloria della tua inesplicabile bellezza, divina Maestà, origine d’ogni bene, Trinità santissima, eppure noi osiamo inneggiare e glorificare te per tutti i secoli.

Sovranità eterna, potentissima, ottima, perfettissima, benefica, immensa, causa non causata, creatrice senza fine, che governi e salvi tutte le cose, Monade per essenza, Triade per le ipòstasi, io ti glorifico, Dio mio, con fede per i secoli.

Theotokìon. Sulla terra sorse il sole senza tramonto, generato da te, Vergine, Sovrana senza macchia, liberando i mortali dalle tenebre e dalla confusione idolatrica; perciò pure ora illuminami sempre più dei fulgori della sua Maestà divina e custodisci il tuo servo.

Ode 9. Per questo sbigottisce.

O Re onnipotente dell’universo, natura anteriore al principio e al tempo, principio della vita, misericordioso, filantropo, buono, Trinità origine di tutto, ora noi ti glorifichiamo, chiedendo la remissione dei peccati, la pace per il mondo e la concordia per le Chiese (2).

Unica trifulgida signoria, unica divina Maestà trisolare, accogli con ogni bontà i tuoi cantori e liberali dalle colpe, dalle tentazioni e dalle tribolazioni e presto benignamente concedi alle Chiese pace e unione.

Theotokìon. Abitando il grembo verginale, o Cristo mio Salvatore, apparisti al tuo mondo realmente Uomo-Dio, senza mutazione, senza confusione e promettesti di rimanere sempre con i tuoi servi; perciò, per l’intercessione di chi ti generò, concedi pace a tutto il tuo gregge.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kathismata anastàsima. Tono pl. 4.

Risorgesti dai morti, vita di tutti e un angelo di luce gridava alle donne: Smettete di piangere, portate la buona novella agli apostoli, proclamate inneggiando: È risorto Cristo Signore, colui che si compiacque di salvare, come Dio, la stirpe umana.

Gloria. Ineffabilmente concepita.

Risorto davvero dalla tomba, ordinasti alle sante donne di annunziare agli apostoli la risurrezione, come sta scritto; Pietro venne di corsa al sepolcro e, attonito per la luce nella tomba, poté per essa vedere lì per terra anche le bende, da sole, vuote del corpo divino e credette e gridò: Gloria a te, Cristo Dio, Salvatore nostro che salvi tutti; del Padre infatti tu sei irradiazione.

E ora. Theotokion, stessa melodia.

Cantiamo la porta del cielo, l’arca, il monte santissimo, la nube luminosa, la scala celeste, il paradiso razionale, il riscatto di Eva, il grande tesoro di tutta la terra: perché in lei si compì la salvezza del mondo e la remissione delle colpe antiche; per questo a lei gridiamo: prega tuo Figlio e Dio di donare remissione delle colpe a quanti con fede onorano il tuo parto immacolato.

Dopo la seconda sticologia,

altri kathìsmata. Tono pl. 4.

Degli uomini sigillarono il tuo sepolcro, o Salvatore e un angelo rotolò via la pietra dall’ingresso della tomba; delle donne ti videro risorto dai morti e sono loro che evangelizzarono i tuoi discepoli in Sion: poiché sei risorto, vita di tutti e sono stati sciolti i vincoli della morte. Signore, gloria a te.

Gloria.

Mentre recavano gli unguenti per la sepoltura, le donne udirono dalla tomba l’angelica voce: Fate cessare le lacrime e in luogo di tristezza, recate gioia: proclamate inneggiando che è risorto Cristo Signore, che si è compiaciuto di salvare, come Dio, la stirpe umana.

E ora. Theotokion.

In te si rallegra, o piena di grazia, tutto il creato, la schiera degli angeli e la stirpe degli uomini, tempio santificato, paradiso razionale, vanto verginale: da te si incarnò Dio, da te divenne bambino il nostro Dio, che è prima dei secoli, poiché il tuo seno egli fece suo trono e rese il tuo grembo più vasto dei cieli. In te si rallegra, o piena di grazia, tutto il creato: gloria a te.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Le mirofore, giunte al sepolcro del datore di vita, cercavano il Sovrano immortale tra i morti e ricevuto dall’angelo l’annuncio della gioia, dichiaravano agli apostoli: è risorto il Signore, per elargire al mondo la grande misericordia.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Dalla giovinezza mi tenta il nemico e con i piaceri mi brucia; confidando in te, Signore, lo allontano.

Quanti odiano Sion divengano come l’erba prima di essere strappata: Cristo infatti reciderà le loro cervìci col taglio dei tormenti.

Gloria. E ora.

È del santo Spirito dar vita a tutto: luce da luce, grande Dio; con il Padre e il Verbo noi lo cantiamo.

Antifona 2.

Il mio cuore, umiliandosi, sia custodito dal tuo timore: non accada che, innalzandosi, si allontani da te, Dio di ogni compassione.

Chi ha riposto la speranza nel Signore non temerà quando col fuoco giudicherà e castigherà l’universo.

Gloria. E ora.

Per lo Spirito santo ogni divinizzato vede, predice e opera eccelsi prodigi, cantando l’unico Dio tisipostatico: poiché pur nel triplice splendore, uno è il Divino.

Antifona 3.

A te ho gridato, Signore, ascoltami, porgi l’orecchio al mio grido e purificami, prima di togliermi da quaggiù.

Chiunque scende alla propria madre terra, tornerà di nuovo per ricevere o i tormenti o la ricompensa per ciò che ha compiuto in vita.

Gloria. E ora.

Nello Spirito santo Dio è conosciuto come Monade tre volte santa: Padre senza principio, dal quale senza tempo proviene il Figlio e Spirito coregnante e connaturale, che con il Figlio dal Padre risplende.

Antifona 4.

Ecco, che cosa è bello e soave se non l’abitare dei fratelli insieme? In questo il Signore ha promesso vita eterna.

Colui che col suo vestito adorna i gigli del campo, ci ingiunge di non aver sollecitudini.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito, causa unica, l’universo è governato nella pace: poiché egli è Dio, realmente consustanziale al Padre e al Figlio.

Prokìmenon.

Regnerà il Signore in eterno, il tuo Dio, Sion, di generazione in generazione.

Stico. Loda, anima mia, il Signore.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione di Cristo. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

La verga di Mosè che operava prodigi, inabissò un tempo il faraone alla testa dei suoi carri, percuotendo il mare in forma di croce e dividendolo, mentre salvò Israele il fuggiasco che passava a piedi asciutti, intonando un canto a Dio.

Come non ammireremo l’onnipotente divinità di Cristo? Dai patimenti fa scaturire per tutti i fedeli impassibilità e incorruttela, dal santo fianco fa stillare una sorgente immortale e dalla tomba la vita eterna.

Con quale magnificenza appare ora l’angelo alle donne! Recando i simboli splendidi della sua innata purezza immateriale e manifestando con il suo aspetto il fulgore della risurrezione, grida: È risorto il Signore!

Theotokìon. Cose gloriose furono dette di te di generazione in generazione: accogliesti in grembo il Dio Verbo e sei rimasta pura, Vergine Madre di Dio; per questo tutti ti onoriamo, nostra protezione dopo Dio.

Canone stavroanastàsimo. Attraverso l’umido.

Furono abbattute le porte del dolore e tremarono i portinai dell’ade, vedendo nel più profondo colui che per altezza è sopra la natura di tutti.

Stupirono le schiere angeliche, vedendo la natura umana decaduta, relegata nel più profondo della terra posta sul trono del Padre.

Theotokìon. Le schiere degli angeli e dei mortali, o Madre sempre vergine, ti benedicono senza sosta, poiché generasti il loro Creatore, nostro Dio, che fu bimbo nel tuo grembo.

Canone della Madre di Dio secondo l’alfabeto.

Cantiamo al Signore.

Pura Madre di Dio, che generasti l’eterno e divino Verbo incarnato, noi ti cantiamo.

La Vergine concepì te, Cristo, grappolo portatore di vita, da cui stilla la dolcezza della salvezza universale.

La stirpe di Adamo, per te riportata alla felicità incomprensibile, Madre di Dio, giustamente ti glorifica.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio rafforzasti i cieli con sapienza e disponesti la terra sulle acque, rafforzami, o Cristo, sulla roccia dei tuoi comandamenti, poiché non c’è santo all’infuori di te, o solo amico degli uomini.

La salvifica passione che hai subito nella carne ha giustificato, o Cristo, Adamo condannato per il frutto del peccato: poiché tu, o senza peccato, hai mostrato di non essere soggetto all’esperienza della morte.

Ha brillato, per quanti stavano nella tenebra e nell’ombra della morte, la luce della risurrezione, il mio Dio Gesù: legato con la sua divinità il forte, lo spogliò delle cose sue.

Theotokion. Sei divenuta più alta dei cherubini e dei serafini, o Madre di Dio: poiché tu sola, o incontaminata, hai accolto in grembo il Dio che nulla può contenere; per questo noi tutti fedeli, sempre, con inni, ti proclamiamo beata.

Canone stavroanastàsimo. O Signore, creatore.

Quando un tempo disubbidii al comando del Creatore, giustamente, Signore, mi esiliasti; ma presa la mia forma e insegnatami l’obbedienza, per la crocifissione con te mi facesti abitare.

Tu che con la tua sapienza prevedevi tutte le cose, Signore e con la tua intelligenza istruisti il mondo sotterraneo, non sdegnasti, o Verbo di Dio, di discendervi per risuscitare l’uomo fatto a tua immagine.

Theotokìon. Abitando corporalmente nella Vergine, Signore, ti mostrasti agli uomini quale conveniva tu fossi veduto; essa poi la mostrasti com’era veramente: Madre di Dio e aiuto dei fedeli, o solo amico degli uomini.

Canone della Madre di Dio. Tu sei la saldezza.

Soccorrici con le tue preghiere, o purissima e respingi da noi gli assalti delle gravi tribolazioni.

Tu sei la riparatrice della prima madre Eva, avendo concepito l’autore della vita del mondo, Madre di Dio.

Vivificami col tuo potere, o purissima, tu che generasti la potenza ipostatica incarnata del Padre.

Ode 4. Irmòs.

Tu sei mia forza, Signore, tu il mio vigore, tu il mio Dio, tu la mia esultanza, tu, che senza abbandonare il seno del Padre, hai visitato la nostra povertà; per questo, con il profeta Avvacùm, a te acclamo: Gloria alla tua potenza, o amico degli uomini.

Grandemente mi amasti quando ero nemico: con il tuo straordinario annientamento scendesti sulla terra senza sdegnare l’obbrobrio della mia bassezza, Salvatore compassionevole e restando nelle altezze della tua gloria ineffabile, glorificasti colui che era nel disonore.

Chi può ora non sbigottire, o Sovrano, vedendo la morte annientata dalla passione, la corruzione fuggire grazie alla croce e l’ade svuotato della sua ricchezza per mezzo della morte? O amico degli uomini, questa è l’opera straordinaria del tuo divino potere, o crocifisso.

Theotokion. Sei il vanto dei credenti, ignara di nozze, protettrice, rifugio dei cristiani, porto e baluardo: tu rechi infatti le suppliche al Figlio tuo, o purissima e salvi dai pericoli chi con fede e affetto ti riconosce pura Madre di Dio.

Canone stavroanastàsimo. Ho udito, Signore.

Alla croce t’inchiodarono i figli degli empi, o amico dell’uomo; così per la tua misericordia salvasti quanti glorificano la tua passione.

Risorto dal sepolcro, con te rialzasti tutti i morti nell’ade e illuminasti benevolo quanti glorificano la tua risurrezione.

Theotokìon. Supplica il Dio da te concepito, Maria pura, di donare ai tuoi servi la remissione delle colpe.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Qual campo non arato germogliasti la spiga vivificante che vivifica il mondo: salva, Madre di Dio, i tuoi cantori.

Noi tutti illuminati, o purissima, ti riconosciamo Madre di Dio perché concepisti il sole di giustizia, o sempre Vergine.

Concedi propiziazione per le nostre mancanze, o senza peccato e dà pace al tuo mondo, o Dio, per l’intercessione della tua Genitrice.

Ode 5. Irmòs.

Perché mi hai respinto dal tuo volto, luce senza tramonto e mi ha ricoperto, me infelice, la tenebra ostile? Convertimi, dunque, ti prego e dirigi le mie vie verso la luce dei tuoi comandamenti.

Accettasti di essere avvolto per scherno in un manto prima della tua passione, o Salvatore, per ricoprire la vergognosa nudità del primo uomo plasmato e di essere confitto nudo sulla croce per spogliarlo della tunica della mortalità, o Cristo.

Dalla polvere della morte, tu hai ricostruito, risorgendo, la mia natura caduta e le hai dato eterna giovinezza, rendendola di nuovo come icona regale, risplendente per la luce dell’incorruttela.

Theotokion. Tu che hai col Figlio tuo famigliarità di madre, purissima, non trascurare, ti preghiamo, quella sollecitudine per noi che ti è connaturale: perché te sola presentiamo al Sovrano, noi cristiani, come propiziazione accetta.

Canone stavroanastàsimo. Illuminaci con i tuoi.

Guidaci con la potenza della tua croce, o Cristo, poiché per essa noi a te ci presentiamo; concedici la tua pace, o amico degli uomini.

Guida le nostre vite, mentre ora cantiamo al tuo risveglio e concedici la pace, o nostro Dio filantropo.

Theotokìon. Supplica sempre tuo Figlio nostro Dio, Vergine Maria veneranda, perché faccia scendere su noi fedeli la grande misericordia.

Canone della Madre di Dio. Vegliando gridiamo.

Interrompi la violenta bufera delle mie passioni, tu che concepisti Dio, nocchiero e Signore.

Le schiere degli angeli e le classi dei mortali adorano il nato da te, pura Madre di Dio.

Vanifica le speranze dei nemici e allieta i tuoi cantori, Madre di Dio Maria sempre vergine.

Ode 6. Irmòs.

Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.

Mediante un albero, con forza mi abbatté l’autore del male, ma tu, o Cristo, confitto in croce, con essa lo gettasti a terra con forza superiore ed esponendo lui al ludibrio, hai fatto risorgere il caduto.

Tu hai avuto compassione di Sion, risorgendo dal sepolcro: da vecchia che era l’hai resa del tutto nuova col tuo sangue divino, nella tua amorosa compassione e ora, o Cristo, tu regni in essa per i secoli.

Theotokion. Per le tue suppliche, possiamo noi essere strappati alle funeste cadute, pura Genitrice di Dio e raggiungere la divina illuminazione del Figlio di Dio, da te ineffabilmente incarnato, o purissima.

Canone stavroanastàsimo. Effondo la mia supplica.

Stendesti sulla croce le tue mani per sanare la mano del progenitore stesa golosamente e al posto del legno amaro assaggiasti il fiele, o Cristo e con la tua potenza salvasti quanti glorificano la tua passione.

Gustò la morte il Redentore e distrusse l’antica ribellione e il dominio della corruzione e, recatosi ai reclusi nell’ade, li risuscitò e salvò nella sua potenza i cantori della sua risurrezione.

Theotokìon. Non smettere di pregare per noi, santissima vergine Madre di Dio, poiché tu sei la forza dei fedeli; in te sperando siamo rinvigoriti e piamente glorifichiamo te e l’incarnato da te ineffabilmente.

Canone della Madre di Dio. Una tunica luminosa.

Tempio e arca di Dio, talamo animato, porta del cielo ti proclamiamo noi fedeli, o Madre di Dio.

Il nato da te, distruttore degli idoli, o Maria, sposa di Dio, quale Dio è adorato col Padre e lo Spirito.

Il Verbo di Dio ti presentò ai mortali quale scala celeste, poiché per te scese fino a noi.

Kontàkion. Quali primizie.

Risorto dal sepolcro, risvegliasti i morti e risuscitasti Adamo; danza anche Eva per la tua risurrezione e i confini del mondo sono in festa perché ti sei destato dai morti, o misericordiosissimo.

Ikos.

Spogliati i regni dell’ade e risuscitati i morti, o longanime, andasti incontro alle mirofòre, recando gioia in luogo di tristezza; ai tuoi apostoli rivelasti i segni della vittoria, o mio Salvatore datore di vita e illuminasti il creato, o amico degli uomini: per questo il mondo gioisce con te che ti sei destato dai morti, o misericordiosissimo.

Ode 7. Irmòs.

Il fuoco ebbe paura un giorno a Babilonia davanti alla discesa di Dio; per questo i fanciulli nella fornace, con passo esultante, come danzando in un prato, salmeggiavano: Benedetto tu, o Dio, Dio dei nostri padri.

Il glorioso annientamento, la divina ricchezza della tua povertà, o Cristo, rende attòniti gli angeli che ti vedono inchiodato sulla croce per salvare chi con fede acclama: Benedetto tu, o Dio, Dio dei nostri padri.

Per la tua divina discesa, furono riempite di luce le regioni sotterranee e fu scacciata la tenebra che prima incalzava: per questo risuscitarono quanti erano prigionieri dall’inizio del mondo, gridando: Benedetto tu, o Dio, Dio dei nostri padri.

Triadikón. Riconosciamo la tua divinità proclamandoti in modo ortodosso Signore di tutti, Padre dell’unico e solo Figlio unigenito e riconoscendo un unico Spirito retto da te procedente, a te connaturale e coeterno.

Canone stavroanastàsimo. Un tempo a Babilonia.

Operasti la salvezza in mezzo alla terra, come disse il profeta, o Dio: innalzato, infatti, sul legno, chiamasti a te tutti quelli che con fede gridano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Risorto dalla tomba come dal sonno, o misericordioso, liberasti tutti dalla corruzione; il creato viene alla fede per opera degli apostoli che annunziarono la risurrezione: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Uguale al Genitore per opera, potenza ed eternità, il Verbo viene plasmato per beneplacito del Padre e dello Spirito nel grembo della Vergine. Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.

Incarnato dal seno della Vergine, apparisti per salvarci: perciò, sapendo che tua Madre è Genitrice di Dio, grati gridiamo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Sei la verga fiorita dalla radice di Iesse, che maturasti il frutto salutare per quanti, beatissima Vergine, a tuo Figlio gridano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Colma di sapienza ed energia divina, o sapienza ipostatica dell’Altissimo per mezzo della Madre di Dio, tutti quelli che con fede a te cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

La potenza più che divina della divinità di Gesù, come si addice a Dio, brillò tra quelli della nostra stirpe: egli infatti, gustata per ciascuno la morte di croce nella carne, annientò la forza dell’ade: senza sosta, fanciulli, beneditelo; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Il crocifisso risorse, il superbo cadde; l’uomo decaduto e abbattuto fu risollevato, la corruzione venne bandita e l’incorruttela fiorì, perché ciò che è mortale fu inghiottito dalla vita: beneditelo, fanciulli, celebratelo, sacerdoti, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Triadikón. Benedite, fanciulli, celebrate, sacerdoti, sovresalta, popolo, per tutti i secoli la Divinità dal triplice splendore, l’unico raggio rifulgente dall’unica natura trisipostatica, Padre senza principio, Verbo connaturale al Padre e Spirito consustanziale e coregnante.

Canone stavroanastàsimo. Vincitori del tiranno.

Il Signore, che sul legno stese la mano a me spogliato e mi chiamò a scaldarmi con la sua onestissima nudità, lodate, opere tutte ed esaltatelo nei secoli.

Il Signore che dal più profondo dell’ade sollevò me, caduto e mi onorò sul trono sublime e glorioso del suo Genitore, lodate, opere tutte ed esaltatelo nei secoli.

Theotokìon. Di Adamo caduto apparisti figlia, ma sei Madre del Dio che rinnovò la mia essenza e che noi, opere tutte, come Signore inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. Celebrate e sovresaltate.

Spegni, o pura, i dardi carezzevoli e ardenti contro di noi scagliati dai nemici, affinchè a te inneggiamo per tutti i secoli.

Soprannaturalmente generasti il Creatore e Salvatore, Dio Verbo, o Vergine: perciò a te inneggiamo per tutti i secoli.

In te dimorò la luce inaccessibile, o Vergine, rendendoti lampada luminosa e fulgida come oro per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più ampio dei cieli: te dunque magnificano, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini.

Semplice per la tua divina natura senza principio, hai subito composizione per l’assunzione della carne, che ti sei ipostaticamente unita, o Verbo di Dio; e dopo aver patito come uomo, sei rimasto estraneo ai patimenti come Dio: noi dunque ti magnifichiamo in due nature, senza divisione e confusione.

Colui che per la divina sostanza ti è Padre, lo chiamasti Dio, quando divenisti uomo per natura, o Altissimo, scendendo tra i servi; e risorto dalla tomba, rendesti per grazia Padre dei figli della terra colui che è per natura Dio e Sovrano: con lui tutti ti magnifichiamo.

Theotokion. Ti rivelasti Madre di Dio, o Vergine, perché partoristi corporalmente, oltre la natura, il Verbo buono, che il Padre, come buono, fece sgorgare dal suo cuore prima di tutti i secoli; e ora noi lo contempliamo trascendente i corpi, benché di un corpo sia rivestito.

Canone stavroanastàsimo. Fremette ogni orecchio.

Per natura Figlio di Dio, sappiamo che fosti concepito nel seno della Madre di Dio e divenisti uomo per noi e ti contempliamo sulla croce patire per la natura umana, ma restare impassibile come Dio.

Scompaiono le tristi tenebre, poiché è sorto dall’ade il sole di giustizia, Cristo che illumina tutti i confini della terra, splendendo per la luce della divinità, uomo celeste, Dio terrestre, che in due nature magnifichiamo.

Theotokìon. Avanza felicemente e regna, o Figlio della Madre di Dio, sottomettendo il popolo degli ismaeliti, che ci fanno guerra, concedendo all’imperatore amice della religione, tuo alleato, come arma invincibile la croce con la lancia.

Canone della Madre di Dio. Realmente Madre di Dio.

Di gioia e letizia è colma la tua memoria, fonte di guarigioni per i tuoi devoti, che piamente ti proclamano Madre di Dio.

Con salmi inneggiamo e te, piena di grazia e senza sosta ti salutiamo: Salve, tu che facesti sgorgare per tutti l’esultanza.

Splendido, o Madre di Dio, il tuo frutto, apportatore non di corruzione, ma di vita a quanti con fede ti magnificano.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono pl. 4.

Signore, anche comparendo al tribunale per esser giudicato da Pilato, non lasciasti il trono sul quale sei assiso con il Padre; e risuscitando dai morti, liberasti il mondo dalla schiavitù dello straniero, nella tua pietà e nel tuo amore per gli uomini.

Signore, benché i giudei ti abbiano deposto come mortale in un sepolcro, i soldati ti hanno custodito come re dormiente e come tesoro di vita ti hanno rinchiuso, ponendo i sigilli: ma tu sei risorto e hai donato incorruttela alle anime nostre.

Signore, ci hai dato la tua croce quale arma contro il diavolo: egli infatti freme e trema, non sopportando di vederne la potenza, poiché essa risuscita i morti e annienta la morte e noi per questo veneriamo la tua sepoltura e la tua risurrezione.

Il tuo angelo, Signore, annunziando la risurrezione, atterrì i custodi, ma si rivolse alle donne dicendo: Perché cercate il vivente tra i morti? È risorto, perché è Dio e ha donato vita a tutta la terra.

Altri Stichirà, anatolikà.

Hai patito sulla croce, tu che sei impassibile nella tua divinità; hai accettato i tre giorni nel sepolcro per liberare noi dalla schiavitù del nemico e donarci la vita, rendendoci immortali, o Cristo Dio, con la tua risurrezione, o amico degli uomini.

Adoro, glorifico e celebro, o Cristo, la tua risurrezione dalla tomba: per essa ci hai liberati dai vincoli indissolubili dell’ade e come Dio hai donato al mondo la vita eterna e la grande misericordia.

Per custodire la tua tomba che aveva accolto la vita, gli empi la sigillarono, ponendovi le guardie, ma tu, Dio immortale e onnipotente, risorgesti il terzo giorno.

Quando giungesti alle porte dell’ade e le spezzasti, Signore, il prigioniero così gridava: Chi è costui, che non è condannato alle regioni infernali, ma come una tenda ha disfatto la prigione della morte? L’ho accolto come un mortale e tremo davanti a Dio. Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Gloria e l’eothinòn idiòmelo della domenica pertinente. E ora. Theotokìon: Sei più che benedetta. Quindi la Grande Dossologia e il tropario anastasimo pertinente.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti ricordasti del ladrone sul legno e rendici degni tutti, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Ascolta, Adamo ed esulta con Eva, poiché colui che prima vi spogliò entrambi e con l’inganno vi fece prigionieri, è stato abbattuto dalla croce di Cristo.

Inchiodato al legno per tuo volere, Salvatore nostro, liberasti Adamo dalla maledizione del legno, rendendogli, misericordioso, l’immagine e l’abitazione del paradiso.

Oggi Cristo è risorto dalla tomba, offrendo a tutti i fedeli l’immortalità e rinnova la gioia alle mirofore dopo la passione e la resurrezione.

Salve, sapienti donne mirofore, che prime vedeste la risurrezione di Cristo e annunziaste ai suoi apostoli il richiamo di tutto il mondo.

O amici di Cristo, apparsi apostoli, che siederete con lui nella gloria, intercedete, perché possiamo con franchezza presentarci a lui come discepoli.

Gloria.

Trinità senza inizio, essenza indivisa, monade su unico trono, uguale nella gloria, la cui natura e regalità sono prima di ogni inizio, salva quanti con fede a te inneggiano.

E ora. Theotokìon.

Salve, ampio luogo di Dio, salve, arca della nuova alleanza; salve, vaso d’oro, da cui la manna celeste è stata data a tutti.

E quindi il resto della Divina Liturgia.

Continua a leggere

Grave – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Canto a Te unica natura sovrana. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono grave. A un tuo cenno.

Apri la bocca spirituale del mio cuore e le labbra materiali alla tua lode, triluminosa, unica Divinità dell’universo perché possa cantarti un cantico di ringraziamento, o fonte di luce.

Per mostrare l’eccesso della tua bontà, plasmasti l’uomo, unica immagine terrena del tuo sovrano dominio, o plasmatore, Trinità d’infinita potenza.

O mente senza principio, tu generasti il Verbo coeterno e lo Spirito, con te senza principio, brillando ci fece degni di adorare il Dio uno nella sostanza, uguale in tre ipòstasi.

Theotokìon. Apparisti nel roveto a Mosè, o Verbo di Dio, come fuoco purificatore, che non bruciava niente, prefigurando la tua incarnazione dalla Vergine, per cui riformasti i mortali.

Ode 3. Tu che in principio.

O unico, triluminoso e onnipotente Signore, noi ti inneggiamo, chiedendo la liberazione dai peccati e dalle tribolazioni, onnipotente Dio; non disprezzare quanti con fede glorificano la tua benevolenza.

Dalla radice dell’eterno Padre, apparisti come germoglio di uguale potenza con il connaturale e divino Spirito, o Dio Verbo; per questo anche noi fedeli glorifichiamo la Trinità delle ipòstasi, Monade Sovrana.

Tutti noi fedeli glorifichiamo te, trisipostatica natura, d’uguale gloria unanime, indivisa e inseparabile, unica signoria della Trinità e adorando chiediamo il perdono dei nostri peccati.

Theotokìon. Senza mutazione fatto uguale ai mortali in tutto, o Verbo di Dio, procedesti chiaramente da pura Fanciulla e mostrasti a tutti la divina trilucente Maestà, nell’unica essenza delle inseparabili ipòstasi.

Kathisma Triadico. Tu che per me accettasti.

Dei tuoi servi peccatori abbi pietà, Trinità santa e accoglili pentiti, facendoli degni di perdono, o amico degli uomini misericordioso.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Le nostre anime guastate dai peccati rendile sane, o purissima Madre di Dio e redimi dalle colpe quanti ti inneggiano, o Sposa di Dio.

Ode 4. Tu che senza lasciare.

Trilucente Monade, che contieni e divinamente reggi e salvi tutte le cose, custodisci ora i tuoi cantori e salvali da tribolazioni, passioni e da ogni disgrazia.

Incapaci di esprimere a parole la tua inconcepibile trifulgida Trinità, noi inneggiamo a te, Signore amico degli uomini e glorifichiamo la tua potenza.

Sulla terra come nei cieli con i cori degli incorporei, Monade Triade, senza divisione ti distinguiamo e con ardore ti glorifichiamo come sovrana dell’universo.

Theotokìon. Senza uscire dalla gloria paterna tu scendesti alla nostra infimità spontaneamente incarnandoti, o Sovrasostanziale e tutti sollevasti alla divina gloria come misericordioso.

Ode 5. Vegliando davanti a te.

Natura fonte di luce, Triade nelle ipòstasi, Monade nella volontà, nella gloria e nell’onore, fortificaci nel tuo amore (2).

Mente e Verbo e Spirito, unica divina maestà e natura trisolare glorificando, chiediamo d’essere liberati dai pericoli e da tutte le afflizioni.

Theotokìon. Verbo di Dio, presa la forma della natura umana dalla santa Vergine, c’insegnasti a celebrare la Triade nella Monade, unità di natura e gloria.

Ode 6. Navigando tra i flutti.

La divina sovrana maestà, con uguale gloria e potenza in tre ipòstasi inseparabili noi glorifichiamo, diverse solo per le proprietà personali (2).

Le schiere spirituali degli ordini angelici lodano te, trisolare Maestà; con essi anche noi con bocche terrene ti inneggiamo e con fede ti glorifichiamo come unica creatrice di tutte le cose.

Theotokìon. II Verbo con ineffabile parola generato dal sole, che è il Padre come altro sole prima dei secoli, finalmente sorse dalla Vergine e c’insegnò che c’è un unico Dio incomprensibile in tre ipòstasi.

Kathisma Triadico. Più luminoso del fuoco.

Trinità consustanziale, Monade trisipostatica immortale, abbi pietà di quanti plasmasti, bruciando le malvagità dei peccatori e illuminando i cuori dei tuoi cantori che celebrano la tua misericordia; o Dio nostro, gloria a te!

Gloria. E ora. Theotokìon.

Più ardente del fuoco, più fulgida della luce è la misericordia della tua carità, che brucia le colpe degli uomini e irrora di rugiada le menti di quanti inneggiano le tue magnificenze, Signora Madre di Dio purissima.

Ode 7. Nella fornace ardente.

Obbedienti alle parole dei profeti noi glorifichiamo te, unico Dio in tre ipòstasi, così acclamando: benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri (2).

Con labbra terrene, con le schiere immateriali, cantiamo te, Trinità santa, Monade peri natura, acclamando: Benedetto sei, Signore, Dio dei padri nostri.

Theotokìon. Chi aveva plasmato Adamo, per risparmiarlo, o Purissima, si fece uomo da te, divinizzando così gli uomini che acclamano: Benedetto, o Purissima, il frutto del tuo grembo.

Ode 8. Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco.

Tu domini l’universo, sovrana Maestà triplice e una, senza principio, governando cielo e terra; perciò custodisci me, preso dal tuo amore, per cantare a te: Opere tutte del Signore, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Rendi degni i cuori dei tuoi cantori di venir illuminati dai fulgidi raggi del sole trilucente; e ora concedi di vedere la tua bellezza, Triade Monade, per quanto possibile, a quanti con vera fede cantano la tua magnificenza per tutti i secoli.

Fammi tempio della tua luce trifulgida e del tuo consorzio e possesso, o benefattore, amico degli uomini; rendimi inaccessibile ai nemici invisibili e alle passioni della carne, dominatore, Sovrano, mio Dio, Signore della gloria, per inneggiare a te per tutti i secoli.

Theotokìon. L’eterna luce divina sorgendo dal tuo grembo, purissima Vergine Madre, illuminò tutto il mondo con la luce trisolare e rese la terra come un altro cielo, cantando: opere tutte del Signore, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Che tu sia Madre di Dio.

Di esultare e inneggiare degnamente te, che i serafini senza sosta inneggiano negli eccelsi, non siamo capaci noi, terrestri; ma coraggiosamente come Sovrano dell’universo, o Dio amico degli uomini, noi ti magnifichiamo.

Libera dalle sofferenze del corpo e dalle passioni dell’anima i tuoi fedeli cantori, o Triade Monadica indivisibile e degnati di custodirli sani e salvi da tutte le prove della vita.

O divina trifulgida Maestà di uguale potenza, che mostri la forza e l’incomparabile bellezza della bontà sostanziale, concedi ai tuoi servi la liberazione dalle colpe e il riscatto dalle tentazioni e dalle passioni.

Theotokìon. Mente, anima e organismo di carne, o Madre di Dio, nel tuo grembo castissimo realmente prese il Dio Verbo e si mostrò uomo, facendo davvero partecipe l’uomo della sostanza divina.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kathismata anastàsima. Tono grave.

La vita giaceva nella tomba e sulla pietra era posto il sigillo: come re addormentato i soldati custodivano Cristo; gli angeli lo glorificavano come Dio immortale e le donne gridavano: È risorto il Signore, concedendo al mondo la grande misericordia.

Gloria.

Con la tua sepoltura di tre giorni spogliasti la morte e con la tua vivificante risurrezione risuscitasti l’uomo corrotto, Cristo Dio, amico degli uomini: gloria a te.

E ora. Theotokìon.

Vergine Madre di Dio, senza sosta implora Cristo Dio, crocifisso per noi e risorto, distruttore del potere della morte, perché salvi le anime nostre.

Dopo la seconda sticologia, altri kathismata. Tono grave.

Col sepolcro sigillato, risorgesti dalla tomba e a porte chiuse ti presentasti ai discepoli, Cristo Dio, vita e risurrezione di tutti, rinnovando in noi, per mezzo loro, uno spirito retto, secondo la tua grande misericordia.

Gloria.

Corsero le donne alla tomba recando tra le lacrime gli aromi e mentre i soldati custodivano te, Re di tutti, si dicevano l’un l’altra: Chi ci rotolerà via la pietra? Ma udirono la voce degli incorporei che diceva: È risorto l’angelo del gran consiglio, calpestando la morte; onnipotente e inafferrabile Signore, gloria a te.

E ora. Theotokìon.

Salve, piena di grazia, Vergine Madre di Dio, porto e protezione della stirpe umana: da te infatti si incarnò il Redentore del mondo e tu sola sei madre e vergine, sempre benedetta e glorificata: prega Cristo Dio di donare pace a tutta la terra.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Tu che assumesti la nostra forma e ti sei sottoposto corporalmente alla croce, salvami per la tua risurrezione, o Cristo Dio, nel tuo amore per gli uomini.

Anavathmi. Antifona 1.

Riconducesti dall’errore la prigionia di Sion, vivifica anche me, Salvatore, sollevandomi dalla schiavitù delle passioni.

Chi nel meridione semina tribolazioni e digiuni con lacrime, mieterà i covoni di gioia del cibo eterno.

Gloria. E ora.

Del santo Spirito la fonte dei divini tesori, da lui sapienza, intelligenza, timore: a lui lode, gloria, onore e potere.

Antifona 2.

Se il Signore non costruisce la casa dell’anima, invano fatichiamo: poiché senza lui né opera, né parola si compiono.

Ricompensa del frutto del grembo, i santi, mossi dallo Spirito, fanno rinverdire i paterni decreti di adozione.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito tutto riceve l’essere: perché egli è Dio prima di tutto, ha la signoria sull’universo, è luce inaccessibile, vita di tutti.

Antifona 3.

Quanti temono il Signore, trovando le vie della vita, ora e sempre sono beatificati per la loro gloria immacolata.

Vedendo intorno alla tua tavola i tuoi figli come giovani piante, gioisci, rallegrati, offrendoli a Cristo, o principe dei pastori.

Gloria. E ora.

Del santo Spirito l’abisso dei carismi, la ricchezza della gloria, la grande profondità dei giudizi: poiché ha la stessa gloria del Padre e del Figlio.

Prokìmenon.

Sorgi, Signore, mio Dio, si innalzi la tua mano, non dimenticare i tuoi miseri sino alla fine.

Stico. Ti loderò, Signore, con tutto il mio cuore.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone anastàsimo.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

A un tuo cenno, la natura delle acque, fluida sino allora, si mutò in terra ferma, Signore: dopo avervi dunque camminato a piedi asciutti, Israele ti canta il canto di vittoria.

È stata condannata la tirannide della morte dal legno della croce, quando tu, Signore, fosti condannato a ingiusta morte: per questo il principe delle tenebre, che su di te non prevalse, giustamente è gettato fuori.

Quando l’ade si accostò a te, non riuscendo a stritolare con i suoi denti il tuo corpo, ne ebbe spezzate le mascelle: per questo, o Salvatore, sciolti i dolori della morte, risorgesti il terzo giorno.

Theotokìon. Sono sciolti i dolori della progenitrice Eva: tu infatti, partoristi ignara di nozze sfuggendo i dolori; per questo, o purissima, sapendoti veramente Madre di Dio, tutti ti glorifichiamo.

Canone stavroanastàsimo. Nel mar rosso.

Due fonti di vita sulla croce per noi fece sgorgare il Salvatore dal suo fianco ferito; cantiamo a lui perché è glorioso.

Dopo aver abitato nella tomba, risorse il terzo giorno Cristo, dando in cambio ai mortali l’incorruttela: cantiamo a lui perché è glorioso.

Theotokìon. Unica apparisti Vergine anche dopo il parto, partorendo l’incarnato Creatore del mondo; per questo tutti a te gridiamo: Salve.

Canone della Madre di Dio.

Acrostico alfabetico. A un tuo cenno.

Abisso di misericordia partoristi, o Vergine; purifica la mia anima con il tuo fulgido splendore, sicché degnamente io canti, o purissima, l’abisso dei tuoi prodigi.

Vedendoci feriti con il dardo del peccato, il Verbo per sua bontà ebbe pietà di noi; perciò ineffabilmente il sommo Dio si unì alla carne presa da te, o purissima.

Fu afferrata dalla morte la natura corruttibile e caduca degli uomini, o purissima: ma tu concependo la vita, la riportasti dalla corruzione alla vita.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio consolidasti i cieli con il tuo Verbo onnipotente, Signore Salvatore e tutte le loro schiere con lo Spirito divino creatore di tutto, consolida me sull’inconcussa roccia della tua confessione.

Salito sul legno della croce, volontariamente soffri per noi, Salvatore misericordioso e sopporti le piaghe che procurano ai credenti pace e salvezza: per esse, o misericordioso, tutti fummo riconciliati col Padre.

Mi purificasti dalla piaga, dopo che la mia anima era stata ferita dal morso del drago, o Cristo e rivelasti la luce a me, che un tempo abitavo le tenebre e la corruzione: per la tua croce, infatti, disceso nell’ade, con te mi rialzasti.

Theotokìon. Per le suppliche della Madre tua ignara d’uomo, concedi al mondo la pace, o Salvatore, dona all’imperatore la vittoria contro i barbari che ci osteggiano e rendi degni della tua indicibile gloria quanti ti glorificano.

Canone stavroanastàsimo. Tu che col verbo.

Tu che in croce sopportasti i dolori e al ladrone apristi il paradiso, benefico Dio, stabilisci la mia mente nel tuo volere, o unico amico degli uomini.

Sorto dalla tomba il terzo giorno, germogliasti la vita nel mondo, Dio datore di vita: stabilisci dunque la mia mente nel tuo volere, o unico amico degli uomini.

Thetotokìon. Tu che verginalmente concepisti Dio e liberasti Eva dalla maledizione, Vergine Madre Maria, supplica Dio da te incarnato di salvare il tuo gregge.

Canone della Madre di Dio. Tu che in principio.

Il serpente strisciante dall’Eden, ingannandomi con la brama di divinizzazione, mi scagliò a terra; ma il compassionevole e per natura misericordioso, ebbe pietà e mi divinizzò, dimorando nel tuo grembo e facendosi a me simile, Madre Vergine.

Benedetto il frutto del tuo seno, Vergine Madre di Dio, gioia di tutti: poiché partoristi a tutto il mondo la gioia e la felicità che davvero disperdono la tristezza del peccato, o sposa di Dio.

Vita eterna e luce, Vergine Genitrice di Dio, partoristi a noi e pace che fa cessare l’antica guerra degli uomini contro Dio Padre con la fede e la conoscenza della carità.

Ode 4. Irmòs.

Tu che senza lasciare il seno del Padre sei sceso sulla terra, Cristo Dio; io ho udito il mistero della tua economia e ti ho glorificato, o amico degli uomini.

Colui che, incarnato dalla Vergine, diede le sue spalle ai flagelli, è tormentato, padrone innocente di uno schiavo caduto, per sciogliere me dalle accuse.

Davanti a un tribunale di giudici iniqui, è chiamato in giudizio come un accusato ed è schiaffeggiato da una mano di fango, colui che come Dio plasmò l’uomo e giudica la terra con giustizia.

Theotokìon. Tu che veramente sei Madre di Dio, supplica il tuo Creatore e Figlio, o purissima, di guidarmi al porto salvifico della sua volontà gloriosa.

Canone stavroanastàsimo. Prevedendo il profeta.

Ignoravi il peccato e divenisti per questo ciò che ignoravi, Signore, mutando forma e prendendo l’altrui per salvare il mondo e uccidere con l’inganno il serpente.

Innalzato in croce e sciolta la colpa del progenitore, colmasti di gioia la progenitrice venendo a salvare i tuoi cristi, Signore.

Theotokìon. Nato da Vergine, vivifichi Adamo ingannato; la morte stupì infatti della tua forza, poiché sei venuto a salvare i perduti.

Canone della Madre di Dio. Tu che senza lasciare.

Tu che eletta e tutta bella apparisti a Dio prima della creazione, o degna d’ogni lode, col fulgore che effondesti rischiara i tuoi cantori.

Partoristi ai mortali Dio incarnatosi dal tuo sangue puro, liberando dalle molte colpe quanti con devozione ti onorano, o pura e inneggiano a te, Madre Vergine.

La natura razionale venera colui che spuntò da te, o degna d’ogni lode, avendo ora appreso il mistero inesplicabile del tuo concepimento, o beatissima.

Ode 5. Irmòs.

Notte tetra per gli increduli, Cristo, ma per i credenti luce nella delizia delle tue divine parole: per questo per te veglio all’alba e canto la tua divinità.

Per i tuoi servi, o Cristo, sei venduto e sopporti uno schiaffo apportatore di libertà a quanti cantano: Per te io veglio all’alba e canto la tua divinità.

Per la tua divina potenza, o Cristo, con la debolezza della carne abbattesti il forte e con la tua risurrezione, o Salvatore, mi hai reso vincitore della morte.

Theotokìon. O Madre pura, generasti Dio, da te incarnato in modo divino, o degna di ogni canto: poiché non hai conosciuto unione con uomo, ma concepisci dallo Spirito santo.

Canone stavroanastàsimo. Signore, mio Dio.

Quando, annoverato tra i criminali, fosti innalzato sul calvario, le luci si nascosero e la terra tremò, il velo del tempio si squarciò, manifestando il rigetto degli ebrei.

Portasti via al tiranno tutto il suo potere per virtù della divinità tua inconcepibile e risuscitasti i morti con la tua risurrezione: con i nostri inni ti glorifichiamo.

Theotokìon. Madre del Re e Dio, Genitrice di Dio degna d’ogni lode, a quanti con fede e devozione ti inneggiano con canti, ottieni sempre con le tue suppliche la remissione delle colpe.

Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.

Contemplando la scala che saliva in alto, Giacobbe apprese la figura della tua verginità: poiché per te Dio conversò con gli uomini, o santissima Signora.

Trovata per te la redenzione eterna, o Vergine, con ardore a te gridiamo: Salve, sposa divina; illuminati dalla tua luce, o lodatissima, con inni ti celebriamo.

Te sola lo sposo trovò, giglio tra le spine, o Vergine, splendente di puro fulgore e con la luce della verginità, o purissima, ti prese per sposa

Ode 6. Irmòs.

Navigando tra i flutti delle sollecitudini di questa vita, buttato a mare dai peccati, miei compagni nella traversata e gettato come Giona a un mostro che uccide le anime, o Cristo, a te grido: Risollevami dall’abisso mortale.

Si ricordavano di te le anime dei giusti rinchiuse nell’ade e là abbandonate e chiedevano a te salvezza: con la tua croce, o Cristo, la donasti a loro, scendendo nelle regioni inferiori, nella tua amorosa compassione.

Il coro degli apostoli non sperava più di vedere la tua vivente dimora non fatta da mano d’uomo, che la passione aveva distrutto: ma, adoratala contro ogni speranza, ne annunziarono ovunque la risurrezione.

Theotokìon. Chi tra gli uomini spiegherà il modo del tuo parto ineffabile, o purissima, avvenuto per noi, Vergine, sposa di Dio? Poiché il Dio Verbo, senza venir circoscritto, unendosi a te, da te si fece carne.

Canone stavroanastàsimo. Giona nel ventre.

Volontariamente innalzato sulla croce, Salvatore, facesti schiava la potenza del nemico, inchiodando su di essa il documento del peccato, o buono.

Risorto dai morti, o Salvatore, con la tua potenza, con te risuscitasti la stirpe umana donandoci vita e incorruttela come amico degli uomini.

Theotokìon. Il nostro Dio, che inespilcabilemte partoristi, Madre di Dio, non smettere di supplicare di liberare dai pericoli i tuoi cantori, pura sempre Vergine per tuo volere

Canone della Madre di Dio. Navigando tra i flutti.

Le figure della legge e le parole dei profeti chiaramente predicavano che avresti partorito il benefattore di tutto il creato, che più volte e in più modi fece del bene a quanti con fede, o pura, ti inneggiano.

Il primo plasmato Adamo, un tempo per insidia dell’omicida fu espulso dal gaudio divino del paradiso, ma tu, o inesperta di nozze, ve lo riconducesti generando colui che ci liberò dalla trasgressione.

Colui che con volere divino e potenza creatrice fece sussistere dal nulla il tutto, procedette dal tuo grembo, o pura e con i suoi divini fulgori illuminò quanti giacevano nell’ombra della morte.

Kondàkion. La spada di fuoco.

Il potere della morte non potrà più dominare i mortali, perché Cristo scese per spezzare e annientare le sue forze; l’ade è incatenato, esultano concordi i profeti, dicendo: È giunto il Salvatore per chi è nella fede; uscite, o credenti, verso la risurrezione.

Ikos.

Tremavano oggi laggiù le regioni sotterranee, l’ade e la morte, di fronte a uno della Trinità; la terra si scuoteva, i custodi dell’ade stupivano vedendoti, ma tutto il creato con i profeti, con gioia canta un inno di vittoria a te, nostro Redentore e Dio, che hai ora annientato la potenza della morte; acclamiamo dunque e gridiamo: Questo è l’albero che ha guidato Adamo e quelli che provengono da Adamo: uscite, o credenti, verso la risurrezione.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo i fanciulli fecero vedere che la fornace infuocata irrorava rugiada, mentre essi cantavano l’unico Dio, dicendo: O Dio dei nostri padri, sovresaltato e più che glorioso!

Per un albero Adamo è volontariamente morto, commettendo la disubbidienza, ma per l’ubbidienza di Cristo, è stato riplasmato: per me infatti fu crocifisso il Figlio di Dio più che glorioso.

Tutto il creato ti celebra risorto dalla tomba, o Cristo: perché per gli abitanti dell’ade tu hai fatto fiorire la vita, per i morti, la risurrezione, per quanti sono nelle tenebre, la luce, o più che glorioso.

Theotokìon. Salve, figlia dell’Adamo corrotto; salve, sola sposa di Dio; salve, tu per cui fu bandita la corruzione, o tu che generasti Dio: imploralo, o pura, perché tutti siamo salvati.

Canone stavroanastàsimo. Nella fornace di fuoco.

Tu che sul legno della croce ottundesti lo stimolo del peccato e stracciasti il documento della trasgressione di Adamo con la lancia confitta nel tuo fianco, sei benedetto, Signore Dio dei nostri padri.

Ferito al fianco, con il tuo sangue divino purificasti la terra insozzata dal sangue folle del culto idolatrico: Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Per te, Genitrice di Dio sorge Cristo, luce anteriore a quella del sole, liberandoci dalle tenebre e illuminando con la conosenza divina quanti acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Canone della Madre di Dio. Un tempo i fanciulli.

Ti amò, o Vergine, che hai ornamento svariato e aureo, il tuo Creatore e Signore, l’altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.

Fu purificato un tempo Isaia, o fanciulla, con un carbone ardente in cui contemplò simbolicamente il tuo parto, l’altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.

I simboli del tuo divino parto un tempo contemplando i divini profeti, lietamente cantavano inneggiando: O altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.

Ode 8. Irmòs.

Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco e non consunto fece conoscere Dio a Mosè, lento di lingua e dalla voce sgradevole; e lo zelo per Dio rese inattaccabili dal fuoco i tre fanciulli che cantavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

L’immacolato agnello razionale, immolato per il mondo, fece le offerte secondo la Legge, purificando, come Dio senza peccato, il mondo che sempre acclama: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

La nostra carne assunta dal Creatore, soggetta a corruzione prima della passione, fu resa inaccessibile alla corruzione dopo la passione e la risurrezione e rinnova i mortali che acclamano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. La tua purezza senza macchia, o Vergine, purificò la turpe sozzura di tutta la terra e divenisti per noi causa di riconciliazione con Dio, o purissima: per questo, o Vergine, tutti ti benediciamo e ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. L’unico Re senza principio.

Colui che volle subire la passione e si lasciò inchiodare in croce e disciolse le potenze dell’ade, inneggiate, sacerdoti, popolo esalta per tutti i secoli.

Colui che abbattè il dominio della morte e risorse dalla tomba e salvò con gloria la stirpe umana, inneggiate, sacerdoti, popolo esalta per tutti i secoli.

Theotokìon. Il solo misericordioso, il Verbo anteriore ai secoli, negli ultimi tempi partorito da una Vergine, sciogliendo l’antica maledizione, inneggiate, sacerdoti e popolo.

Canone della Madre di Dio. Sul Sinai il roveto.

Con lo splendore del tuo parto mirabilmente illuminasti la terra, o Genitrice di Dio; poiché con le tue braccia tu porti il vero Dio, che illumina i fedeli che senza sosta gridano: Opere tutte, benedite il Signore ed eesaltatelo per tutti i secoli.

Inneggiamo piamente al tuo grembo, che inesplicabilmente ospitò Dio incarnato, o pura, concedendo a tutti i fedeli la luce della conoscenza divina ed essi sempre gridano: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Con i fulgori della tua luce rendesti luminosi i tuoi cantori, o genitrice della luce, Madre di Dio pura, apparendo tempio della luce che rischiara quanti sempre gridano: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Senza sperimentare corruzione hai concepito e hai prestato la carne al Verbo, Artefice dell’universo, o Madre ignara d’uomo, Vergine Madre di Dio, ricettacolo di colui che non può esser contenuto, dimora del tuo immenso Creatore: noi ti magnifichiamo.

Voi che alla Divinità attribuite il patire, chiudete la bocca, voi tutti di sentimenti avversi: il Signore della gloria, crocifisso nella carne, ma non nella divina natura, uno in due nature magnifichiamo.

Voi che negate la risurrezione dei corpi, andate al sepolcro di Cristo e imparate: è morta, infatti e poi risorta la carne del datore di vita, a conferma della finale risurrezione, che noi speriamo.

Triadikón. Venerando non una Trinità di divinità, ma di ipòstasi, non una unicità di persone, ma di divinità, escludiamo quelli che la dividono e confondiamo quelli che osano confonderla: la Trinità che noi magnifichiamo.

Canone stavroanastàsimo. Che tu sia Madre di Dio.

Luce da luce, fulgore della gloria del Padre, che senza tempo brilla, Cristo fu luce delle tenebre per la vita dell’uomo ed eliminò il buio opprimente; noi fedeli senza sosta lo magnifichiamo.

Passione della carne e potenza della divinità in Cristo contemplando, si vergognino quanti pensano un’unica natura congiunta, poiché lo stesso come uomo muore e come Creatore di tutti risorge.

Theotokìon. Fuori di te altro Dio non conosco, grida a te la Chiesa e tu mi hai scelta fra le genti infedeli come tua sposa; dà quindi, o Verbo, salvezza ai fedeli per tua misericordia, per intercessione della tua Genitrice.

Canone della Madre di Dio. Lo stesso Irmòs.

Mediatrice di gioia e felicità eterna apparisti a noi, sempre vergine fanciulla, che concepisti il Redentore, che salva con verità e Spirito santo quanti lo venerano come Dio.

Davide tuo progenitore, o purissima, nei salmi ti chiama arca della santificazione divina, che soprannaturalmente contenesti il Dio dimorante nel seno del Padre: senza sosta lo magnifichiamo.

Davvero tu sei più eccelsa di tutto il creato, o fanciulla: corporalmente infatti generasti per noi il Creatore di tutto, per cui come Madre dell’unico Sovrano, contro tutti tu riporti piena vittoria.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono grave.

E’ risorto Cristo dai morti, sciogliendo i vincoli della morte: annuncia, o terra la grande gioia; lodate, o cieli, la gloria di Dio.

Contemplata la risurrezione di Cristo, adoriamo il Signore santo, Gesù, il solo senza peccato.

Senza sosta adoriamo la risurrezione di Cristo: ci ha salvati dalle nostre iniquità; Santo è il Signore Gesù, che ha manifestato la risurrezione.

Che cosa renderemo al Signore per tutto ciò che ci ha dato? Per noi, ecco Dio tra gli uomini; per la nostra natura corrotta, il Verbo si fece carne e dimorò fra noi; agli ingrati viene il benefattore; ai prigionieri, il liberatore; a quanti siedono nelle tenebre, il sole di giustizia; sulla croce, ecco l’impassibile; nell’ade, la luce; nella morte, la vita; per i caduti, ecco la risurrezione; a lui acclamiamo: O Dio nostro, gloria a te.

Altri stichirà, anatolikà.

Infrangesti le porte dell’ade, Signore e annientasti il dominio della morte con la tua grande potenza: con la tua divina e gloriosa risurrezione, risuscitasti con te i morti che dall’inizio del mondo dormivano nella tenebra, perché tu sei Re dell’universo e Dio onnipotente.

Venite, esultiamo per il Signore e rallegriamoci nella sua risurrezione: perché egli con sé risuscitò i morti dai vincoli indissolubili dell’ade e come Dio donò al mondo la vita eterna e la grande misericordia.

L’angelo sedeva splendente sulla pietra del sepolcro che aveva accolto la vita e dava alle mirofòre la buona novella: È risorto il Signore, come vi aveva predetto; annunziate ai suoi discepoli che vi precede in Galilea: al mondo egli dona la vita eterna e la grande misericordia.

Perché avete scartato la pietra angolare, o iniqui giudei? Questi è la pietra che Dio ha posto in Sion, colui che dalla roccia fece scaturire acqua nel deserto e che per noi fece zampillare l’immortalità dal suo fianco; questi è la pietra tagliata dal monte verginale non per volere d’uomo, è il Figlio dell’uomo che giunge sulle nubi del cielo sino all’Antico di giorni, come disse Daniele e il suo regno è eterno.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Bello a vedersi e buono da mangiare era il frutto che mi fece morire; Cristo è l’albero della vita di cui mangiando non muoio, anzi grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Innalzato sulla croce, o misericordioso, cancellasti il documento dell’antico peccato di Adamo e salvasti dall’inganno tutta la stirpe dei mortali; perciò inneggiamo a te, benefico Signore.

Inchiodasti sulla croce, o Cristo misericordioso, i nostri peccati e con la tua morte facesti morire la morte, destando i defunti dai morti; perciò veneriamo la tua adorabile risurrezione.

Un tempo il serpente svuotò il suo veleno nelle orecchie di Eva, ma Cristo, sul legno della croce, fece scaturire la dolcezza della vita nel mondo; ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Come morto fosti collocato nel sepolcro, o Cristo, vita di tutti e spezzasti le sbarre dell’Ade; e risorto in gloria il terzo giorno con la tua potenza, tutti illuminasti; adoriamo il tuo risveglio.

Il Signore è risorto dai morti il terzo giorno e donò la sua pace ai discepoli; poi li benedisse e li inviò dicendo: Conducete tutti nel mio regno.

Gloria.

Luce è il Padre, luce è il Figlio e Verbo, luce lo Spirito santo, ma una sola luce le tre; poiché vi è un Dio solo in tre persone, ma in unica natura e principio, indivisibile, inconfondibile, eterno.

E ora. Theotokìon.

Concepisti il Figlio e Verbo del Padre in carne sulla terra, il come lo sa solo lui, o Madre di Dio; perciò, Vergine madre, noi per te divinizzati, a te gridiamo: Salve, speranza dei cristiani!

E quindi il resto della Divina Liturgia.

Continua a leggere

Grave – Lunedì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Lunedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata catanittici. Tono grave.

Poiché possiedi, anima mia, il rimedio della penitenza, accòstati, gettandoti ai piedi del medico delle anime e dei corpi e grida con gemiti: Liberami dalle mie colpe, o filantropo, associami alla prostituta, al ladrone e al pubblicano, dammi, o Dio, il perdono delle mie iniquità e salvami.

Non ho emulato il pentimento del pubblicano e non ho le lacrime della prostituta, non sono capace, per il mio indurimento, di tali segni di correzione, ma nella tua compassione, Cristo Dio, salvami come filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Incontaminata Vergine Theotòkos, con le superne schiere supplica tuo Figlio, affinchè, prima della fine, doni il perdono delle colpe a noi che ti glorifichiamo con fede.

Dopo la seconda sticologìa, altri Kathìsmata.

Tu che, per le sue lacrime, purificasti Pietro dal rinnegamento e al pubblicano, per il suo gemito, perdonasti le colpe, Signore filantropo, abbi pietà di me.

Preparati, anima mia, in questa tua vita, per non aver turbamento nella futura; là, infatti, non vi è nessuno che aiuti, né ricchezza, né potenza, né amici, né principi, ma la prova che viene dalle opere e la filantropia divina.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sei più venerabile dei gloriosi cherubini, o Vergine santissima; quelli, infatti, non potendo fissare il divino fulgore, compiono la liturgia coprendosi il volto con le ali, ma tu porti il Verbo incarnato, guardandolo con i tuoi occhi. Supplicalo senza sosta per le nostre anime.

Dopo la terza sticologìa, altri Kathìsmata.

Tu che hai accettato le lacrime di Pietro e giustificato il pubblicano, che gemeva dal profondo, abbi compassione anche di me, che mi getto pentito ai tuoi piedi, o Salvatore e salvami.

Martyrikòn. Pregate, o santi, perché ci sia data la remissione delle nostre colpe e veniamo liberati dai mali che temiamo e da una morte amara: vi preghiamo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Theotokìon. Tu trascendi le schiere celesti, perché sei divenuta tempio divino, o benedetta Madre di Dio, avendo partorito Cristo, Salvatore delle nostre anime.

Canone catanittico. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

Al Dio che collaborò con Mosè in Egitto a sottrarre Israele dall’Egitto, a lui solo cantiamo, poiché si è glorificato.

Annegando nel mare dei mali a te grido: Stendimi la mano, o pietoso e salvami come Pietro, o filantropo.

Da molte colpe lava me, penitente, come la prostituta, o Cristo, con il traboccare della tua misericordia affinché con fede ti glorifichi.

Martyrikà. Tu che hai fatto brillare i tuoi santi nel crogiuolo di svariati tormenti, per le loro preghiere, scampami dall’oscuramento delle passioni.

Purificandosi con la pazienza nei tormenti, i santi martiri più del sole sono rifulsi e hanno oscurato l’errore.

Theotokìon. Vergine purissima, protezione dei fedeli, ritorno a Dio dei peccatori, con la tua preghiera salvami.

Canone degli incorporei. Acròstico: Reco agli incorporei una settima lode. Poema di Teofane.

Al Dio che nel Mar Rosso.

Cristo onnipotente, con la tua luce rischiara il mio intelletto, ispirami affinché t’inneggi con gli angeli, perché ti sei glorificato.

Avendo lo stabile splendore, proveniente dalla fonte tearchica, i cori celesti celebrano con canti Cristo.

Theotokìon. Sapendoti saggiamente abbellita dagli splendori divini, o pura, noi, fedeli tutti, ti acclamiamo: Salve.

Ode 3. Irmòs.

Tu che con il tuo verbo hai consolidato l’ecumène affinché non sia scossa, rendi stabile anche la nostra mente nel tuo timore, Signore.

Sono stato preso nella notte dei peccati, con la luce della penitenza rischiarami, ora, filantropo datore di luce , affinché con fede ti glorifichi.

Tutte le vie che ho percorso nella vita mi hanno fatto precipitare nei baratri dei piaceri; mostrami, Gesù, le vie divine della penitenza.

Martyrikà. Affrontando valorosamente l’agone, foste degni dei premi celesti, o illustrissimi martiri, pregando per tutti noi.

Subendo miriadi di pene, o atleti, foste degni di miriadi di beni, riunendovi a miriadi di potenze incorporee.

Theotokìon. Tu che sola generasti il Re celeste, o Vergine, rovescia il peccato che in me regna e avendo compassione, salvami.

Canone degli incorporei.

Si consolidò per la fede.

Voi che siete mediatori dei divini splendori, o cori degli angeli, tutti immaterialmente acclamate: Santo sei tu, Signore, unico onnipotente.

Trasmettendo per legge d’amore i bagliori divini, o arcangeli, a Cristo cantate: Santo sei tu, Signore, unico onnipotente.

Imitando il secondo splendore del primo raggio, i devoti a una voce cantano a Cristo: Santo sei tu, o Cristo, che salvi le nostre anime.

Theotokìon. Il Verbo filantropo, che dal nulla trae il tutto dal nulla, da te, Vergine, riceve la carne, divenendo uomo per compassione.

Ode 4. Irmòs.

Ha coperto i cieli, Cristo Dio, nella tua economia, la virtù della tua indicibile sapienza, o filantropo.

O misericordioso, che vuoi salvare tutti, salva me, trasgressore dei tuoi precetti, o Verbo e non annientarmi.

Mi sono sottomesso a passioni irrazionali e mi sono reso simile alle bestie, me misero; o compassionevole Verbo di Dio, abbi compassione.

Martyrikà. Torturati e arsi nel fuoco, bruciaste l’errore, accesi di zelo per la pietà, o martiri.

Vi rivelaste paradiso intellettuale, o beati, voi che avevate nel mezzo l’albero della vita, Cristo coltivatore dell’universo.

Theotokìon. Pura Vergine piena di grazia, facendomi grazia, libera del tutto il mio intelletto dalla tenebra del’ignoranza.

Canone degli incorporei. Ho udito il tuo annunzio.

Risanate i traumi della mia anima stando presso Cristo come liturghi eletti, o cori degli angeli, implorandolo.

Chiaramente attorniando piamente il tuo trono, Signore, gli eserciti degli incorporei sempre gridano: Gloria alla tua potenza, Signore.

Stupirono le schiere degli angeli, vedendoti, o Cristo, sulla terra incarnato, assimilato agli uomini mortali.

Theotokìon. Inneggiatissima e pura Genitrice di Dio, che generasti Dio inesplicabilmente incarnato, ti supplichiamo, prega perché siamo salvi.

Ode 5. Irmòs.

Vegliando, o Verbo, per glorificarti e lodarti, senza sosta inneggiamo il segno della tua croce, che ci hai dato come arma e aiuto.

Ho trascorso la vita in pigrizia e temo il tribunale infallibile in cui sto per essere giudicato, io, dissoluto; abbi compassione di me, Signore.

O Verbo, che hai illuminato gli occhi del con la luce dei tuoi precetti apri le pupille della mia anima, che ho malamente ottenebrato.

Martyrikà. Confessando Cristo con mente stabile, avete subito ogni pena delle torture, o valorosi atleti, perciò siete beatificati.

Navigando in ogni tempesta delle torture, avete attraccato al molo del regno superno, colmi di vera serenità, o martiri.

Theotokìon. Per te, santissima, il Dio oltre ragione da te incarnato, ha fatto meraviglie; pregalo dunque con insistenza per tutti noi.

Canone degli incorporei.

Davanti a te veglio.

Con bocche santissime e rumorosissime i serafini, ardenti di fulgori immateriali, cantano il principio sovradivino e sovraeterno.

Con sacratissime ali i cherubini, strumenti della sapienza sovradivina, coprono il viso e i piedi, non osando guardare il divino splendore.

Deliziandovi dei bellissimi raggi, con scienza divina e santissima, o gloriosi troni, vi siete rivelati sovramondani veggenti delle cose ineffabili.

Theotokìon. Il divino intelletto si mischia con quello umano nel tuo castissimo e purissimo grembo, o purissima, unito indicibilmente senza mutamento secondo ipòstasi.

Ode 6. Irmòs.

Giona dal ventre dell’ade gridò: fa’ risalire dalla corruzione la mia vita e noi a te gridiamo: onnipotente Salvatore, abbi misericordia di noi.

L’abisso delle colpe mi ha circondato, mi ha buttato nel baratro del peccato, ma, Verbo, fammi tornare come un tempo Giona dalla corruzione alla vita.

Mi flagella la tempesta dei pensieri, guidami al porto della vera penitenza, o compassionevole, sostenendo il mio cuore nella pace.

Martyrikà. I santi, difesi dallo scudo della verità, respinsero le false lusinghe dei tiranni e morendo, regnano con Cristo.

Innalzandosi verso Dio con amore, i martiri odiarono l’amore per il mondo e divennero amici del creatore di tutti.

Theotokìon. Inneggiamo te, fanciulla lodatissima, che concepisti il Verbo che tutte le potenze dei cieli inneggiano con voci mai silenti.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Perennemente risplendono dei raggi della Signoria le dominazioni e sempre con i loro inni celebrano la sua indicibile gloria.

Contemplando con amore la potenza del potere potentissimo, le divine potenze con forza vengono sapientemente potenziate.

Theotokìon. Tu che provieni da stirpe reale, concepisti il Re di tutti, o Vergine e oltre natura e ragione sei rimasta veramente vergine.

Ode 7. Irmòs.

Refrigerasti la fornace ardente, o Salvatore e salvasti i fanciulli che inneggiavano e dicevano: Benedetto sei tu nei secoli, Signore, Dio dei nostri padri.

Offri a Dio, o anima, un sacrificio di lode, affréttati a fare penitenza, finché dura la festa della vita, progredisci nei beni.

Si avvicina, o anima, la recisione della morte, fa’ frutti degni per non essere gettata come un albero sterile nel fuoco della geenna e piangere per sempre.

Martyrikà. Spegnendo con le gocce di sangue la fornace dell’errore, i santi gridavano come i fanciulli: Benedetto sei tu nei secoli, Signore, Dio dei nostri padri.

Diveniste figli della luce, attaccandovi alla luce sublime e illuminate tutti coloro che sono nella tenebra e scacciate la caligine dell’inganno.

Theotokìon. Il roveto prefigurò te, pura che non bruciasti: concepisti infatti il fuoco inestinguibile, o Vergine, perciò a te grido: Brucia le mia passioni materiali.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Senza deviare, Signore onnipotente, le gloriose e luminosissime potestà, stando presso il tuo trono, glorificano e acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Con totale impegno i principati, volgendosi all’unico principio immateriale, con dossologie incessanti acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Generasti senza seme, o Genitrice di Dio, l’unico Cristo filantropo, una ipòstasi, due essenze, che compie la tremenda economia, il Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Imitando i fanciulli, che nella fornace ricevettero il refrigerio dello Spirito, con fede acclamiamo: Benedite, opere del Signore il Signore.

Ho ricevuto il verbo come lucerna splendente, ma come insensato sono caduto in passioni irrazionali, me misero e cammino sempre nella tenebra del male.

Il Signore è vicino come crediamo, rammenta, anima mia e non cadere, veglia, grida vigile: O compassionevole filantropo, salvami.

Martyrikà. Gustando la dolcezza divina, sopportaste l’amarezza dei tormenti e siete riusciti a partecipare alla divinità del Verbo, o martiri.

Siete giunti al divino riposo, avete ottenuto in sorte i beni sperati, o illustri martiri, per questo degnamente vi diciamo beati.

Theotokìon. Per il tuo parto, Vergine, fu liberata la stirpe umana dalla maledizione, poiché concepisti il più che benedetto che orna tutto di benedizioni.

Canone degli incorporei. L’unico Re senza principio.

Trasferendo tutta la brama verso Dio e deliziandovi dei raggi di là provenienti, o arcangeli, chiedete con insistenza che ai vostri cantori sia donato perdono delle colpe in tutti i secoli.

Essendo intelletti purissimi, lontani da aspirazioni materiali, salvate tutti quelli che con affetto, con voi, o angeli, inneggiano a Cristo in tutti i secoli.

Theotokìon. Accogliendo ineffabilmente in grembo la luce inaccessibile, Vergine Theotòkos, hai illuminato quanti erano nel buio della vita perché glorifichino piamente il Cristo, che viene da te inesplicabilmente.

Ode 9. Irmòs.

Con mistici canti magnifichiamo, o fedeli, colei che oltre la natura è Madre e per natura è Vergine, la sola benedetta fra le donne.

Ecco, il giudizio si avvicina e con le mie opere degne di condanna dispero di me stesso. Cristo Dio, giusto Giudice, non mi condannare.

Come la cananea credente a te io grido: abbi di me; come la donna curva, raddrizzami, perché mi incammini rettamente per i tuoi sentieri, o filantropo.

Martyrikà. Con gli abiti vi siete spogliati di ogni malizia e con un manto di duri flagelli, vi siete procurati, o atleti, una veste di gloria.

La divina regione dei viventi, la celeste Sion, la città dei primogeniti, vi ha accolti tutti risplendenti per le belle lotte, o atleti.

Theotokìon. Con i luminosi splendori del Verbo che da te è sorto, o Vergine pura, rischiara me, ricoperto dalla tenebra di peccati e passioni.

Canone degli incorporei. O degna di tutti i canti.

Allietàti dagli splendori dell’effusione di luce tearchica, tutti i cori degli angeli senza fine inneggiano al Dio glorioso e magnificandolo, sempre lo glorificano.

Cherubini, serafini, potenze, potestà, angeli, arcangeli, principati e troni insieme, dominazioni, Implorate Cristo perché io sia strappato al dominio delle passioni.

Theotokìon. Tu che ora, come madre, usi famigliarità col Figlio tuo, o Madre di Dio, libera dalle colpe, dalle malattie e dai pericoli quelli che con amore ti cantano, affinchè tutti sempre ti magnifichiamo.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Non recidere me peccatore come il fico sterile, o Salvatore, ma per un lungo anno concedimi il perdono, irrigando la mia anima con le lacrime della conversione, affinchè anch’io possa offrirti il frutto della tua misericordia.

Poiché sei sole di giustizia, guida con la tua lucei cuori di coloro che a te acclamano:Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Festeggiando la memoria dei tuoi santi vittoriosi, te noi celebriamo, o Cristo, acclamando:Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

A te noi offriamo il saluto ‘Salve’, o Madre di Dio, perché sei divenuta superiore agli angeli, avendo partorito Dio.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Bello a vedersi e buono da mangiare era il frutto che mi fece morire; Cristo è l’albero della vita di cui mangiando non muoio, anzi grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Come la cananea credente grido con la pena del mio cuore: Pietà di me, Salvatore, come benevolo e infatti ho un’anima minacciata da tutte le macchinazioni del nemico e in grave pericolo.

I cherubini, i serafini, i troni, i principati e le potenze, arcangeli e schiere di angeli, di signorie e le moltitudini delle sapienti potestà ti glorificano, Signore benevolo.

Martyrikòn. Innalzati verso Dio, gli atleti sbaragliarono gli assalti maligni del nemico e apparendo vincitori con gioia nei cieli ora dimorano, rifulgendo di gloria.

Gloria.

Venero il Padre senza principio col Figlio e lo Spirito, essenza increata e connaturale che ha divinamente creato tutto dal nulla, cioè al Trinità conosciuta anche come Monade.

E ora. Theotokìon.

Sporcato nei piaceri della vita, mi sono rifugiato in te, incontaminata Vergine; scampa da ogni sporcizia e colpa al mia povera anima, affinché dica beata te, sempre beata.

Continua a leggere

Grave – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata catanittici.

Tono grave.

Poiché possiedi, anima mia, il rimedio della penitenza, accòstati, gettandoti ai piedi del medico delle anime e dei corpi e grida con gemiti: Liberami, o filantropo, dalle mie colpe; associami alla prostituta, al ladrone e al pubblicano, dammi, o Dio, il perdono delle mie iniquità e salvami.

L’oceano della vita infuria contro di me, Signore, i flutti delle mie iniquità mi sommergono, o Sovrano: ma tu stendi la tua mano e, come Pietro, salvami, o amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu sei fervida protettrice e soccorso dei cristiani, Madre di Dio ignara di nozze; con il precursore implora dunque tuo Figlio, perché troviamo misericordia.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Non ho emulato il pentimento del pubblicano e non ho le lacrime della prostituta; non sono capace, per il mio indurimento, di tali segni di correzione, ma nella tua compassione, Cristo Dio, salvami come filantropo.

Tu che, per le sue lacrime, purificasti Pietro dal rinnegamento e al pubblicano, per il suo gemito, perdonasti le colpe, Signore filantropo, abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Signore, siamo tuo popolo e pecore del tuo pascolo; smarriti, tu come pastore facci tornare; dispersi dalla corruzione, tu raccoglici; abbi pietà del tuo gregge, o filantropo, abbi compassione del tuo popolo, per le preghiere della Theotòkos, o unico senza peccato.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Lava, Signore, la sozzura dell’anima mia con l’issopo della tua misericordia, muovendoti a compassione, per la tua bontà, o Salvatore; purificandomi dalla bruttura del fango delle passioni, abbi pietà di me, Sovrano: salva la creatura da te plasmata, per le preghiere del tuo precursore, o unico misericordiosissimo.

Martyrikòn. I tuoi santi, Signore, lottando sulla terra, hanno calpestato il nemico e annientato la seduzione degli idoli: perciò hanno ricevuto le corone da te, Sovrano filantropo e Dio misericordioso, che concedi al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei pronta a compatire la nostra umiliazione e proteggi gli abitanti della terra, abbi pietà del popolo inerme, o benedetta Madre di Dio: continua a intercedere, perché non periamo crudelmente; tu che sei pura, supplica il Dio incline al perdono per la salvezza delle nostre anime, o Vergine santissima.

Canone catanittico.

Poema di Giuseppe.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

A colui che frantuma le guerre col suo braccio e sommerge cavalieri comandanti, a lui, come nostro Dio liberatore cantiamo poiché si è glorificato.

Ogni giorno pecco e non ti temo, o Cristo, che chiedi con magnanimità la mia penitenza, dammi un pensiero di conversione come benevolo e non disprezzarmi.

Sono completamente abbandonato nei peccati, o Cristo, me misero; o Salvatore, unico buono e senza peccato, sii compassionevole e abbi pietà di me.

Martyrikà. Valorosamente i nobili atleti gridavano: Ecco lo stadio pieno di lotte, corriamo, Cristo arbitro presiede incoronando i vincitori del nemico.

Vi siete spogliati del corpo attraverso multiformi tormenti e avete cinto una veste di incorruttela, o sapienti martiri e siete divenuti figli del Padre delle compassioni.

Theotokìon. Cura la mia anima ammalata per i molti peccati, o Genitrice di Dio Vergine, affinché con voci grate di continuo sempre ti glorifichi.

Canone del precursore. Acròstico: Anche questa melodia accetta, dunque, o glorioso. Giuseppe.

Irmòs. A un tuo cenno.

Ornamento splendido della Chiesa ti sei rivelato, o felice precursore; in ogni tempo con le tue preghiere salvala illesa da ogni persecuzione degli eretici.

Ti sei offerto come sacrificio senza macchia al creatore, immolato, o divino precursore, come agnello innocente: perciò ti supplico con fede di liberarmi da ogni cattiveria.

Guarisci i mali dei nostri corpi e delle nostre anime, illustre precursore, implorando ogni giorno il Verbo che toglie compassionevolmente i mali e le infermità di tutti.

Theotokìon. Generasti, o santissima, il Verbo illimitato, unito secondo ipòstasi alla carne; imploralo in ogni tempo di salvare quanti con fede sempre ti dicono beata.

Ode 3. Irmòs.

Tu che col verbo hai stabilito i cieli e hai fondato la terra su molte acque, rendi stabile il mio intelletto nella tua volontà, o unico filantropo.

Tu che per grande filantropia, o Cristo, perdoni i peccati degli uomini, non considerare la moltitudine dei mali, o unico Salvatore affinché ti glorifichi, o sommamente buono.

Per fare la volontà della carne ho trasgredito i tuoi comandamenti, pazzo che sono e temo la punizione della fiamma: liberami da essa, o Verbo.

Martyrikà. Consegnati alle pene, gli atleti, contemplavano la vita senza pena e senza dolore, che con gioia hanno avuto poi in sorte in cielo, attutendo le pene degli uomini.

Avete dissolto la notte del perfido errore con gli splendori delle lotte, o teofori e vi siete trasferiti alla luce senza sera, togliendo sempre la tenebra dei dolori.

Theotokìon. Il profeta ti previde come la porta attraverso cui Dio è passato come lui solo sa, o pura Vergine; perciò ti imploro, aprimi le porte della penitenza.

Canone del precursore. Tu che in principio.

Con raggi solari illumini tutto il creato: del sole spirituale, infatti, ti rivelasti stella luminosa, o precursore; supplicalo con insistenza di scacciare la tenebra delle passioni da tutti i nostri cuori dolorantissimi.

Stando in mezzo fra la Legge e la grazia, o divino profeta, a tutti chiaramente indichi la fine dell’una e lo splendore sopraggiunto puramente dell’altra, per rinnovare perfettamente quanti erano invecchiati nei peccati.

Dalle sciagure diaboliche, dagli scandali della vita, da ogni tribolazione liberaci, o Battista di Cristo, a te gridiamo, implorando il benevolo di liberarci dalle punizioni nel giorno del giudizio.

Theotokìon. O benedetta, che inesplicabilmente generasti Dio, col divino suo precursore, supplica senza sosta, o Sovrana pura, per tutti noi, che cadiamo nelle sciagure della vita e siamo trattenuti nel peccato.

Ode 4. Irmòs.

Credendo nella tua venuta nella carne, il profeta Avvacùm acclamava: gloria alla tua potenza.

Ho deviato dal cammino della vita e sono caduto nell’abisso del peccato; non disprezzarmi, o Salvatore.

Mandami piogge di lacrime, o Verbo di Dio per lavare il fango delle mie molte colpe, o Salvatore.

Martyrikà. Condotti come agnelli al macello, i martiri, degni di gloria, dilaniarono il nemico ostile.

I torrenti di sangue versato, o illustri, ha procurato a tutti il godimento di fiumi di delizia.

Theotokìon. Dal tuo sangue puro si incarna il Signore, che dona ai mortali la penitenza per la tua mediazione, o fanciulla.

Canone del precursore.

Tu che senza lasciare.

Tu che sbaragli la schiera dei nemici e riporti magnificamente vittoria su di loro, per le tue preghiere, ti supplico, o Battista, sconfiggi il peccato che mi domina.

Sei apparso ai mortali lucerna spirituale, o felice, indicando Gesù, grande sole di giustizia: imploralo di irraggiare i cuori di tutti.

Concepito e nato nelle iniquità, vivo con negligenza e temo i castighi dell’aldilà; strappami da essi, o Battista, rendendomi propizio Cristo.

Presenta una supplica a Dio per noi che ti onoriamo, affinché siamo scampati da ogni difficile situazione e pericolo dei demòni, o beatissimo.

Theotokìon. Le ombre della Legge in molti modi hanno mostrato che avresti generato Dio; imploralo, o purissima, di liberarmi da ogni iniquità e dalle passioni del corpo.

Ode 5. Irmòs.

Dileguando la notte delle passioni, fa’ risplendere per me luce intelligibile tu, che allontanasti la tenebra dell’abisso del principio e rifulgesti nel mondo la luce plasmata al principio, o Creatore di tutto.

Liberami dalla tua giusta ira quando giudicherai la terra, o Verbo e purificami dai miei molti peccati con penitenza, rendendomi dimora della tua bontà, solo Creatore di tutto.

Per la cupa tenebra delle passioni il mio intelletto si è accecato e il mio cuore si è ottenebrato e non so che cosa faccio; fammi tornare, o Cristo e donami penitenza purificatrice della corruzione.

Martyrikà. Accorrendo con coraggio allo stadio delle lotte, o atleti, raggiungeste il confine celeste e riceveste le ricompense per la vittoria dalla mano principio di vita, perciò ora esultate.

Con i tendini forti delle vostre sacre pene, o atleti, strozzaste realmente il serpente, principe della malvagità e foste resi degni della delizia del paradiso, perciò vi lodiamo.

Theotokìon. O nube luminosa del Sole, fa’ risplendere a me la luce intelligibile della vera metania e allontana la tenebra dei miei cattivi pensieri, affinché ti lodi con fede come salvatrice dei fedeli.

Canone del precursore. Signore, mio Dio.

Sorgesti, o sapientissimo come voce di colui che grida nel deserto delle anime senza conoscenza di Dio, perciò ti supplico, rinnova la mia anima resa deserta da ogni trasgressione della Legge.

Profeta di Dio, venerabile vaso del Sovrano, con le tue preghiere liberami dalle azioni vergognose e supplica il datore dei beni affinché io ottenga onore eterno.

Dall’ingresso della pigrizia mi sono arrivate le empietà; rendimi migliore con la condotta della penitenza, o beato Precursore, affinché io cammini con tutto il cuore sulle vie del Signore.

Theotokìon. Uccidi il pensiero terreno della mia carne, o Theotòkos, che concepisti la Vita, che con potere divino annientò la morte con la morte, o casta e pura.

Ode 6. Irmòs.

Cadendo nell’abisso dei peccati, come Giona grido a te, o Buono: strappa dalla corruzione la mia vita e salvami, o filantropo.

Mi sono rivelato un nuovo dissoluto, vivendo impuramente sulla terra e sottomettendomi agli impulsi dei piaceri; fammi tornare, o Cristo mio Dio e salvami come filantropo.

Gemi, anima mia per liberarti dai gemiti; piangi per non ricevere in quel luogo la sofferenza nel dolore e lacrime incessanti del tutto inutili.

Martyrikà. Vi siete rivelati perle preziose incastonate splendidamente nella corona della Chiesa di Cristo, o venerabili megalomartiri, divenendo lieto ornamento di essa.

Resi degni della fine conveniente a Dio, o sapienti, ereditate le ricompense senza fine, perciò supplicate affinché la nostra fine avvenga nella penitenza.

Theotokìon. Strappami dall’abisso della pigrizia delle innumerevoli passioni, o buona, che hai generato l’abisso della misericordia e donami fonte di molte lacrime.

Canone del precursore.

Giona dal ventre dell’ade.

Illuminando chiaramente coi raggi delle opere buone e rifulgendo con il luminoso martirio, o intimo amico dell’Oriente spirituale, illumini tutto il creato.

Germogliasti da vecchia sterile, o beato, perciò a te grido: con le tue preghiere rinnova me, invecchiato in molti peccati con le buone azioni della penitenza.

Divino profeta, lampada della luce senza tramonto, accendi la fiamma spenta del mio cuore con le tue preghiere e rendimi partecipe alla divina luce.

Theotokìon. Il Verbo scese come pioggia nel tuo grembo; supplicalo, o Santissima Vergine di prosciugare lo scorrimento dei miei innumerevoli mali, ti prego.

Ode 7. Irmòs.

I fanciulli nella fornace non furono bruciati, né danneggiati dal fuoco: allora i tre fanciulli a una voce lodavano e benedicevano dicendo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Sono caduto in passioni vergognose, o Salvatore, assimilandomi alle bestie e ottenebrato non riconosco, o Verbo, la tolleranza della tua magnanimità; dammi tempo per la conversione e salvami.

Ho sprecato pigramente la mia vita facendo cose indegne e ora ecco, mi avvicino già alle porte dell’ade senza accorgermi; non disprezzarmi, o Cristo, unico buono.

Martyrikà. Bramando la vita eterna, siete morti al mondo, o sapienti e uccidendo definitivamente il nemico, siete volati al cielo sempre pregando per noi, o atleti.

Sciolti dai bisogni del corpo, scioglieste i legami dell’inganno, o martiri e legaste le vostre anime all’amore del Cristo che, legato nella carne, sciolse la corruzione.

Theotokìon. Il profeta ti previde come nuovo libro in cui era scritto il Verbo del Padre, perciò ti supplico, o pura: prega affinché anch’io venga scritto nel libro dei vivi, rendendo propizio Gesù rinnovatore di tutti.

Canone del precursore. Un tempo i fanciulli.

Dammi piogge di lacrime con le tue preghiere, o Precursore, che lavasti nelle onde del fiume l’abisso della misericordia; purifica anche me da ogni macchia della carne e dell’anima.

O beato, reca una supplica al nostro Dio che tutto regge, affinché abbia pietà come misericordioso anche di me, che ho peccato molto e ora non ho coraggio.

Sterile anima, affrettati a pentirti per non essere sradicata dal divino giudizio come fico sterile e grida al Sovrano: O Dio, purificami e salvami.

Theotokìon. Con l’anima morta per le malvagie trasgressioni del comandamento prego te, Sovrana che uccidesti l’ade con il tuo parto: risvegliami con la condotta della penitenza.

Ode 8. Irmòs.

Il Dio glorificato senza sosta dagli angeli negli eccelsi, beneditelo con inni, voi cieli dei cieli, terra e monti, colli e abisso e tutta la stirpe umana come Creatore e Redentore.

Deliziandomi oltremisura nei piaceri dannosi io, insensato, ho superato follemente tutti i peccatori, ma tu, che hai molta compassione, purificami dai peccati.

Ora lo Sposo è alle porte, anima mia, acconcia la tua lampada, riforniscila dell’olio di tutte le opere buone e, prima che sia chiusa la porta, sforzati di entrare con Cristo nella gioia ineffabile.

Martyrikà. Non temendo le pene, i coraggiosi atleti gridavano: Ecco il tempo propizio, stiamo tutti con intelletto saldo per ottenere con piccole pene la vita senza pena e la delizia che non invecchia.

Irrigati sempre dalle divine acque, o atleti del Salvatore, irrigate tutta la terra con i risultati delle vostre lotte, rendendola fertile con le buone opere in Cristo nei secoli.

Theotokìon. Genitrice di Dio, benefattrice forte e speranza dei fedeli, nel giorno del giudizio soccorri me, che ho molto peccato e liberami dalla tremenda geenna, annoverandomi con le pecore del lato destro.

Canone del precursore. Il Re della gloria.

Non smettere di supplicare il Redentore che fu incatenato e ha donato liberazione agli incatenati di liberarmi dalle catene delle mie molte colpe affinché sempre ti lodi, o profeta.

Mi sono ferito con la spada dei piaceri e nella pena del cuore grido a te, Precursore: guarisci il dolore della mia anima, supplicando Cristo, unico medico delle anime e dei corpi.

Non smettere di supplicare sempre il Verbo che battezzasti con la tua mano, o Precursore, affinché liberi dalla mano del peccato me, che molto ho mancato e mi sono umiliato e condannato.

Siccome ho sepolto insensatamente nella terra il talento affidatomi da Dio, aspetto amare pene; con fede ti supplico, o Battista: liberami con le tue preghiere.

Theotokìon. Sei rimasta incombusta ricevendo in grembo il fuoco insoffribile, o Vergine, perciò strappami dal fuoco inestinguibile, rinfrescandomi ora con la bella condotta della vera penitenza.

Ode 9. Irmòs.

Chi tra i mortali spiegherà il concepimento per un parto senza seme? Chi non stupirà tra i figli della terra per una nascita da parto senza corruzione? Perciò, Madre di Dio, noi, tribù della terra, ti magnifichiamo.

Per ereditare i beni futuri, o fedeli, facciamo lutto, gemiamo, imploriamo Cristo, finché abbiamo tempo per la penitenza e la supplica.

Come la cananea a te grido: Pietà di me, o Cristo; come un tempo la donna curva, raddrizzami, Gesù e salvami, perché affondo per i molti peccati, o mio Salvatore.

Martyrikà. Dalla strettoia delle tribolazioni, delle prigioni e delle pene, i martiri vittoriosi sono passati all’ampiezza del refrigerio e riscattano noi dalla strettoia delle nostre colpe.

La terra ha ricoperto ora i vostri corpi, ma il cielo possiede per sempre, o santi, i vostri spiriti, che stanno davanti al trono della gloria ed esultano con gli angeli.

Theotokìon. Rivestitosi di me, il Signore è uscito da te, o pura: imploralo dunque perché mi adorni di una veste di luce, o Vergine e mi spogli del pesantissimo sacco delle passioni.

Canone del Precursore. Senza sperimentare.

Da sacratissima radice, o profeta, sei germogliato e tutte le radici del male hai divelto; visita me, soffocato e logorato, o beato e dammi di produrre frutti di divina penitenza.

La Chiesa ti riconosce bellissima tortora e usignolo, o sommo precursore, perché hai fatto risuonare la melodia della penitenza per le anime divenute deserto e rese dai vizi terra incolta: perciò con fede ti diciamo beato.

Tu hai indicato a tutti le vie che conducono alle porte della salvezza, o santo precursore: dammi di incamminarmi in esse, a me che erro per tutte le vie impervie della vita, per l’inganno dell’artefice del male.

Il giorno terribile è vicino, alle porte e io gemo per le mie opere degne di condanna: pietoso Signore, solo misericordioso, per le preghiere del precursore e di tutti i santi, dichiarami libero da condanna in quel giorno.

Theotokìon. Tu che hai partorito la luce divina, o favorita dalla grazia di Dio, illumina, ti prego, la mia anima, oscurata dalle trasgressioni e liberami dalla tenebra eterna, perché io ti magnifichi e ti glorifichi, o eternamente beata.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Non recidere me peccatore come il fico sterile, o Salvatore, ma per un lungo anno concedimi il perdono, irrigando la mia anima con le lacrime della penitenza, affinchè anch’io possa offrirti il frutto della tua misericordia.

Poiché sei sole di giustizia, guida con la tua luce i cuori di coloro che a te acclamano: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. In mezzo allo stadio degli empi, esultanti i vittoriosi acclamavano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon. Oggi Giuda veglia.

Ottenne di proclamare da grembo sterile la divinità del Dio Verbo che era nelle tue viscere, o Vergine, la voce del Verbo che al tuo saluto ne aveva ottenuto la grazia: perciò con la lingua della madre ti acclamava Madre di Dio, colmando per suo mezzo l’insufficienza naturale e la mancanza degli organi con cui si esprimono i pensieri.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Sana le ferite incurabili del mio cuore, Signore, medico delle anime e dei corpi e raddrizzami per camminare sempre rettamente sulle vie della salvezza.

O Battista di Cristo, tu che precedevi il Sole della giustizia, con le tue divine preghiere accendi la fiamma della mia anima spenta per molta malvagità, affinché salvato, io ti dica sempre beato.

Martyrikòn. Patendo e incoronati, o sapienti martiri, svergognaste il nemico e ora vivete dei cieli colmi della luce perenne e pregando per le nostre anime.

Gloria.

O Trinità divina, piamente glorificata in una sola Divinità, guarisci le passioni incurabili della mia anima e liberami dalla geenna e dalle tentazioni e donami il regno eterno.

E ora. Theotokìon.

Contenesti in grembo senza angustia l’incircoscritto; supplicalo sempre, Madre pura, di liberare da ogni tribolazione e assalto delle passioni i tuoi servi, che con affetto ti glorificano.

Continua a leggere

Grave – Mercoledì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Mercoledì mattina

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata stavròsima. Tono grave.

Tu che per me accettasti di essere inchiodato alla croce, accogli la mia lode insonne, Cristo Dio e salvami, come filantropo.

Tu che governi le schiere incorporee e conosci l’indolenza della mia anima, salvami per la tua croce, Cristo Dio, come filantropo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Sempre custoditi dalla croce di tuo Figlio, noi sfuggiamo agli assalti dei demòni, o Vergine, perciò, dovutamente celebrandoti ti glorifichiamo, o Madre di Dio lodatissima.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Più luminoso del fuoco, più efficace della fiamma hai reso, o Cristo, l’albero della tua croce, che consuma i peccati degli infermi e illumina i cuori di quanti inneggiano la tua volontaria crocifissione: o Cristo Dio, gloria a te.

Adorandoti nel cedro, nel pino e nel cipresso, la Chiesa grida a te, Cristo Dio: Dona vittoria ai nostri imperatori per la Madre di Dio e abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Anche se il creato ti riconobbe madre, tuttavia il Creatore ti rivelò vergine: generasti infatti nella carne Cristo Dio, Salvatore delle nostre anime.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che per noi accettasti ignominiosa crocifissione, accogli quanti inneggiano la tua passione, Cristo Dio e salvaci.

Martyrikòn. Esultate, giusti, si rallegrino i cieli, perché sulla terra i martiri, con la loro lotta, hanno calpestato il nemico e annientato la seduzione degli idoli: festeggiando queste vittorie, esulti la Chiesa per colui che presiede alle gare, l’unico che dona la vittoria, Cristo Dio, concedendo al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Senza sosta implora, Vergine Madre di Dio, Cristo Dio crocifisso per noi abbattendo il potere della morte, affinchè salvi le nostre anime.

Canone stavròsimo. Acròstico. La croce piantata sradicò l’errore. Giuseppe.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

A un tuo cenno, la natura delle acque, fluida sino allora, si mutò in terra ferma, Signore: dopo avervi dunque camminato a piedi asciutti, Israele ti canta il canto di vittoria.

Il Sovrano ingiuriato sopporta la crocifissione, cancellando come filantropo la vergogna dei mortali, con la lancia che trafisse il suo fianco, colpisce l’ostile nemico.

Tendendo come un arco la tua croce, o misericordioso, usando i chiodi come frecce, colpisti il nemico, o Salvatore e risanasti gli uomini un tempo da lui colpiti.

Martyrikà. Terminarono le infami libagioni di sangue offerte agli idoli con il sangue dei santi e tutta la terra fu santificata, sempre proclamandoli con lodi beati.

Le potenze dei cieli inneggiavano i terrestri vedendoli affrontare con il gli incorporei, perciò l’arbitro li incoronò con le corone di vittoria.

Stavrotheotokìon. Per la lancia che ti colpisce viene stracciato il contratto di Adamo, o mio Figlio e Signore. Così gridava la Sovrana purissima. Perciò inneggio la tua passione che fa sgorgare per tutti l’impassibilità, o Sovrano.

Canone della Theotòkos. Acròstico: La settima supplica accogli ora, o pura.

Lo stesso irmòs.

Superasti gli le schiere degli incorporei dando un corpo a Dio incorporeo, o Vergine, perciò ti imploro: uccidi tutte le passioni del mio corpo.

Vergine benedetta, piena di grazia, colma di grazia il mio intelletto e illumina la mia anima affinché sempre benedica te, che incoroni di benedizioni i mortali.

Con onde vivificanti irriga la mia anima consumata dall’arsura del peccato affinché germogli la spiga feconda della divina compunzione, o pura.

Avendo te come grande muro scavalcherò le mura di molte colpe, circondato dalla tua protezione, o unica salvezza dei mortali, unico richiamo di Adamo caduto.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio consolidasti i cieli con il tuo Verbo onnipotente, Signore Salvatore e tutte le loro schiere con lo Spirito divino creatore di tutto, consolida me sull’inconcussa roccia della tua confessione.

Tu che hai steso il cielo come una tenda, o pietoso, in croce hai steso le tue mani come compassionevole, guarendo il peccato della mano incontinente di Adamo e strappando tutti dalla mano del maligno nemico.

Un popolo fuori legge ti incoronò di spine, o Sovrano, che coroni di gloria la stirpe umana e tu tagliasti alla radice i virgulti prodotti dalla disobbedienza di Adamo per piantare, Signore, in tutti i cuori la conoscenza di Dio.

Martyrikà. Essendo mortali per natura, o sapienti, iniziaste a meditare l’immortalità in essa; perciò con gioia sopportavate pene, supplizi, afflizioni, mutilazioni e ogni sorta di torture.

Il nemico malvagio e superbo, che con pensiero superbo minacciava di distruggere tutto umiliaste, o atleti, umiliandovi in Cristo e innalzaste il potere divino contro di lui rafforzandovi.

Stavrotheotokìon. Vedendo l’agnello volontariamente venuto alla passione, versavi fonti di lacrime, dicendo o agnella Madre: O Figlio sacro, che cos’è questo? Come vieni ucciso che vivifichi tutti i mortali?

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Sono condotto, io peccatore, un tremendo e terribile tribunale in cui sto per essere tremendamente condannato, o Vergine pura, unica che generasti l’eterno Dio giudice; supplicalo dunque di scamparmi dalla dura condanna.

Glorificata per te, dice il profeta, è stata detta la città di Dio: chiedi dunque sempre a lui, come Signore della gloria, o unica buona, di fare partecipi della gloria noi tutti che con fede ti glorifichiamo.

Il profeta un tempo ti previde come libro scritto dal Verbo, dito del Padre, o Madre pura; supplicalo di scrivere anche me nel libro della vita e di strappare il cattivo registro dei miei peccati.

Ode 4. Irmòs.

Tu che senza lasciare il seno del Padre sei sceso sulla terra, Cristo Dio; io ho udito il mistero della tua economia e ti ho glorificato, o amico degli uomini.

Apparendo sulla terra come mortale, hai reso celesti i mortali: innalzato sul legno, Signore, innalzasti con te tutti quelli che inneggiano la tua passione.

Muori per i mortali, o vita, per gli iniqui tu, mio Gesù giusto, subisci una vergognosa passione; inneggiamo, o magnanimo, la tua infinita compassione.

Martyrikà. Subiste assalti di belve, bruciature di fuoco, amputazioni di mani e piedi e membra dilaniate e ogni altro genere di torture, che vi procurarono divina delizia, o martiri.

Dai confini dei vostri corpi a Cristo, Dio di tutti, gridando foste esauditi e infine vi innalzaste sulla pietra della divina perfezione.

Stavrotheotokìon. Supplica per noi, tuoi cantori, Madre di Dio affinché troviamo aiuto in tempo di difficoltà noi che glorifichiamo la passione di Cristo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Con la mirra che scorre da te, pura e casta, il plasmatore della creazione ha profumato l’universo con la divina conoscenza della sua gloriosa volontà.

Con divini raggi solari, colui che è sorto dal tuo grembo, o pura, illuminò l’universo; illumina dunque anche me, oscurato dalle passioni.

Le divine ombre della legge e dei profeti misticamente mostravano che il legislatore stava per nascere, perciò raddrizza colui che t’inneggia, o fanciulla Madre di Dio.

Per i tuoi profeti, o Verbo, per i tuoi divini e santi martiri e per i beati e i giusti e per colei che ti concepì, salva, o filantropo, il tuo popolo.

Ode 5. Irmòs.

Signore mio Dio, vegliando dalla notte ti supplico: concedimi remissione delle mie colpe e dirigi le mie vie verso la luce dei tuoi precetti, ti supplico.

Accettasti crocifissione per cancellare i mali, o Verbo di Dio, gustasti il fiele per correggere l’amarezza guasta del cibo piacevole: gloria alla tua compassione.

Nella tua esaltazione in croce abbracci tutta la terra con tuo divino potere e risani le sue fratture, Sovrano e sostieni con la tua conoscenza i cuori scossi.

Martyrikà. Ovunque Beliar scagliò i dardi della sua cattiveria, ma non sorprese i martiri di Cristo: prendendo infatti ali di fuoco, trovarono riposo nelle dimore divine.

Tendendo senza sosta verso Dio, o atleti divinizzati, non sentivate affatto i dolori delle pene, come fossero altri a patire, così restavate impassibili, o sapientissimi.

Stavrotheotokìon. Con quali occhi guarderò l’occhio che prosciuga tutti gli abissi, spegnersi alla tua crocifissione, Figlio mio? Così la pura Vergine gridava con gemiti lamentandosi.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Con piaghe maligne il diavolo mi ha ferito, coperto di lividi e lasciato mezzo morto sulla via, ma tu, Sovrana, risanami e fammi vivere con la tua chirurgia.

O Madre di Dio, correzione dei cuori affranti, rialzami da terra; con le tue materne preghiere vieni a salvare me smarrito, ti supplico e illumina il mio spirito.

Ai simboli del tuo parto l’assemblea dei profeti fu iniziato: il monte ombreggiato, infatti, la montagna non tagliata, il monte fertile in molti modi ti indicava.

Ode 6. Irmòs.

Navigando tra i flutti delle sollecitudini di questa vita, buttato a mare dai peccati, miei compagni nella traversata e gettato come Giona a un mostro che uccide le anime, o Cristo, a te grido: Risollevami dall’abisso mortale.

Come unico redentore versasti il prezzo del tuo sangue per salvarci e riscattarci dalla prigionia, o sommamente buono e ci conducesti al tuo Genitore, avendo ucciso il tiranno con la tua croce, o Cristo.

Per intemperanza un tempo conobbi tremenda caduta, ma cristo innalzato sul legno, stendendo le mani prese me caduto e volontariamente ferito e sanò sapientemente tutte le mie ferite.

Martyrikà. Per nulla sopraffatti dal sonno dell’errore, riceveste l’assalto dei tirannie e addormentati nel sonno dei giusti, dormendo beatamente siete divenuti insonni intercessori per tutti i fedeli.

Fondati sulla roccia dei divini voleri di Cristo, illustri martiri, restavate insensibili agli intrighi del nemico; legandolo scaltramente camminavate solennemente verso il cielo.

Stavrotheotokìon. Generi, nuovo bimbo, colui che senza tempo prima dei secoli è conosciuto col Padre, o Theotòkos e rinnova con la croce l’umanità invecchiata nei peccati per consiglio del principe del male, o purissima.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Giona gettato al mostro marino prefigurò straordinariamente, o Vergine, la sepoltura e il risveglio del nato da te, perciò ti supplico, o pura, strappami dal mostro dei piaceri mortiferi.

Per il torpore della cattiveria, o purissima, sono ora caduto nel sonno del peccato e giaccio nell’ignoranza, ma tu, con la tua insonne intercessione, illuminami e salvami, o pura.

Tremo e fremo quando penso a te che siedi sul trono della gloria, Signore: mi circonda infatti l’abisso dei peccati, ma tu che possiedi il mare della compassione, per colei che ti generò, anche di me abbi pietà.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo i fanciulli fecero vedere che la fornace infuocata irrorava rugiada, mentre essi cantavano l’unico Dio, dicendo: O Dio dei nostri padri, sovresaltato e più che glorioso!

Vita senza pena trovò il progenitore quando volontariamente soffrivi sulla croce e, ucciso, uccidevi i serpente, o Cristo Gesù misericordiosissimo.

Dalla maledizione della legge siamo tutti redenti, poiché il legislatore viene innalzato sulla croce, facendo scaturire benedizione eterna, grazia e misericordia e liberazione dalla corruzione.

Martyrikòn. Avanzando volontariamente con slancio verso le torture, i martiri raffiguravano colui che patì volontariamente, dal quale vengono incoronati danzando con gli angeli.

Consegnando il corpo a svariate torture, annegaste con ondate di sangue i nemici incorporei, illustrissimi martiri e fate scorrere fonti di guarigioni.

Stavrotheotokìon. Come non gemere, dolcissimi Figlio, vedendoti in croce? Come non lamentarmi per la tua iniqua passione, o Giudice giustissimo? Così esclamava la Madre Vergine.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Risana me, colpito dal gusto del legno, o Sovrano impassibile per la divinità, tu che accetti le piaghe sulla croce; perciò salva la mia povera anima per le preghiere della tua genitrice.

I tre giovani fanciulli in mezzo alla fornace prefigurano la tua nascita: il fuoco infatti non bruciò colei che ti concepì; brucia dunque le passioni materiali del mio cuore, o pura.

La divina rugiada da te scaturita refrigera, o purissima, gli spiriti consumati dall’arsura del peccato; perciò ti prego di effondere la rugiada sulla mia anima consumata.

Ode 8. Irmòs.

Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco e non consunto fece conoscere Dio a Mosè, lento di lingua e dalla voce sgradevole; e lo zelo per Dio rese inattaccabili dal fuoco i tre fanciulli che cantavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Acqua e sangue che scorrevano dal tuo fianco rinnovarono tutto il cosmo e lo colmarono di incorruttela, interrompendo sacrifici, impurità e libagioni di sangue offerto. Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Indossasti una corona di spine, Salvatore e gustasti fiele di aceto, colpito e frustato fosti innalzato in croce e accettasti i chiodi; da tutto ciò salvato a te acclamo: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Martyrikà. Manifestamente arricchiti dai tesori inesauribili della verità, o atleti, disprezzaste tutta la penuria degli idoli e vi rivelaste ricchezza dei poveri gridando: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Disprezzando ordini iniqui, come i fanciulli, o martiri, foste gettati nel fuoco ardente, in cui trovaste la rugiada di Dio che vi refrigerava, gridando: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Stavrotheotokìon. Un tempo l’arca della legge prefigurò te, o pura, che non portavi dentro tavole, ma il Cristo legislatore, che, inchiodato a una croce da un popolo fuorilegge, salvò noi che gridiamo: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Con un cenno divino il massimo tra i profeti previde te come porta per cui venne Dio lasciandola sigillata e aprendo la porta del cielo a quanti gridano: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Oltre ragione generi un Figlio santo che dona santificazione a quanti lo santificano, o pura; colma dunque di santificazione il mio pensiero e la mi anima che canta: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Spezza ora le catene dei miei mali con la tua lancia di tuo Figlio, che spezzò i legami dell’ade e fammi risplendere con le veste dell’impassibilità per gridare a te, piena di grazia: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Che tu sia Madre di Dio, che vergine tu abbia partorito e vergine sia rimasta, non è opera della natura, ma della condiscendenza di Dio: perciò, sola fatta degna dei divini prodigi, o pura, noi ti magnifichiamo.

La forza del nemico venne meno del tutto quando sulla croce, o potente, con forza gridasti al Padre tuo, anteriore ad ogni principio e richiamasti alla conoscenza le tue pecore disperse, o Cristo Sovrano.

Come agnello, o Sovrano, fosti volontariamente innalzato sulla croce, strappando al lupo le tue pecore razionali, o Salvatore e mettendole al sicuro, esse che a te inneggiano, nell’ovile dei tuoi comandamenti.

Martyrikà. Resi imitatori della tua passione, gli illustri vittoriosi sopportarono molteplici forme di tormenti, o filantropo; perciò ottennero corone di gloria e furono fatti degni, o Cristo, del tuo regno.

La solennità celebratissima dei venerabili vittoriosi splende di grazie solari, illuminando i fedeli: perciò noi, che sempre la celebriamo, siamo liberati dalla tenebra di terribili errori.

Stavrotheotokìon. Come luce intelligibile, o purissima, rifulse in croce tuo Figlio ed espose all’infamia i principi della tenebra, o castissima; oscurò anche lo splendore del sole e illuminò il popolo dei fedeli, o pura.

Canone della Theotòkos. Senza sperimentare.

Ho consumato tutta la mia vita nella negligenza, sono giunto infine senza frutti, io, il miserabile. Madre ignara d’uomo, ti prego, donami conversione e remissione delle colpe, per le tue preghiere al Sovrano.

Cori delle venerande schiere celesti, profeti iniziati alle cose sante, martiri gloriosi, apostoli divini, che vi state presso Dio con sua Madre, intercedete senza sosta perché siamo liberati da ogni male.

Tutto intero sono ormai proteso al male e senza darmi cura dell’anima, mi sono asservito alla carne. Ahimè, che sarà di me, come sfuggirò ai castighi, come otterrò salvezza? Vergine Madre di Dio, sii mio aiuto e salvami.

O sola in Dio beatissima, tu generasti un Figlio beato, che rende beati tutti quelli che ti glorificano, o Vergine: ti supplico dunque di farmi degno della parte dei beati.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Poiché tu sei Sovrano, o datore di vita amante degli uomini, hai riscattato con la tua croce tutta la terra: Signore, gloria a te.

Si oscurò il sole, o misericordioso, mentre eri volontariamente crocifisso per il mondo: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Sono divenuti astri dell’universo i vittoriosi illustrissimi, che a Cristo acclamano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendoti volontariamente confitto al legno, la Madre di Dio, tra i gemiti, cantava il tuo potere.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Bello a vedersi e buono da mangiare era il frutto che mi fece morire; Cristo è l’albero della vita di cui mangiando non muoio, anzi grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Stendesti le tue mani sulla croce per grande bontà, o compassionevole, correggendo la deviazione della mano di Adamo, stesa verso l’albero della conoscenza, perciò ti glorifichiamo, o Signore benefattore.

Sul Golgota il popolo degli ebrei crocifisse te, Cristo Re, che schiacciasti la testa del nemico distruttore malvagio e facesti scaturire per noi dal tuo fianco fiumi di perdono.

Martirikòn. Imitando la divina e salvifica passione di Cristo, o lodatissimi martiri, avete patito ogni sorta di supplizio e insieme foste trasferiti nell’immortalità, perciò vi diciamo beati.

Gloria.

Adoro la luce trisolare della Trinità intesa in tre ipòstasi, che riconosco unico Dio secondo l’essenza, poiché unica è la natura e unico il principio del Padre, del Figlio e dello Spirito, che tutto regge.

E ora.

Stavrotheotokìon. Vedendo crocifisso il nato da te, Maria, il tuo cuore fu turbato e gridavi: Come patisci questo volontariamente, o Figlio magnanimo, volendo liberare il mondo dalla corruzione!

Continua a leggere

Grave – Giovedì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Giovedì Mattina

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata. Tono grave.

Hai reso i tuoi apostoli, Signore, coltivatori del tuo campo, da cui estirpano gli idoli; essi dunque, predicandoti alle genti come Salvatore, piamente ti magnificarono.

Celebratissimi discepoli del Signore, che illuminaste come fiaccole ogni regione sotto il sole, intercedete perché sia illuminato anch’io, che sono nella tenebra di passioni e colpe.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il frutto del tuo grembo, o casta, è il compimento dei profeti e della Legge; perciò, glorificandoti con conoscenza come Madre di Dio, piamente ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata

Essendo astri del cosmo, o apostoli del Signore, sempre lampeggiate per i fedeli il verbo, fugando con forza l’oscurità dell’inganno; perciò illuminate le genti col battesimo, come araldi della Trinità, sempre venerati.

I profeti predicarono, gli apostoli insegnarono, i martiri confessarono e noi crediamo che sei tu, o Cristo, il Figlio di Dio, il Redentore del mondo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Cielo nuovo apparso sulla terra ti proclamarono, o Vergine, i testimoni oculari della grazia, perché portasti in grembo il Dio del cielo, che ha reso celeste ciò che ha assunto.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Sulla terra, o gloriosi, non avete amato la gloria della terra:annunciando agli uomini il Dio del cielo, a lui tutti avete condotto.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, hanno messo in rotta il nemico e svergognato l’inganno degli idoli, armati della potenza della croce; per questo, celebrandoti con gli angeli, cantano l’inno di vittoria, dando gloria a te, o Cristo; per le loro suppliche, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il frutto del tuo grembo, sposa di Dio, si è mostrato apportatore di salvezza per gli uomini: glorificandoti dunque con la mente e la lingua come Madre di Dio, noi fedeli ti magnifichiamo.

Canone dei santi apostoli.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

Per tuo volere, Signore, la natura molto fluida dell’acqua si indurì come terra, perciò Israele la attraversò a piedi asciutti cantandoti inno di vittoria.

Desiderando Dio e divenendo immagine di Dio, spezzaste gli idoli degli atei ed elevaste all’amore di Dio quanti hanno creduto in Dio, o illustrissimi.

Come sale di tutta la terra, o apostoli del Signore di senno divino, fatte cessare la corruzione del mio cuore sporco e guarìtelo.

Alla parusia, quando il giustissimo Giudice vorrà stare con voi, divini apostoli, salvateci da ogni condanna.

Theotokìon. Purissima Madre di Dio, prega con gli angeli incorporei, i profeti, i martiri e gli apostoli affinché riceviamo remissione delle colpe e ricca misericordia.

Canone di san Nicola. Acròstico: Ricevi, o Nicola, le settima preghiera. Giuseppe.

Ode 1. Al Dio che aiutò Mosè.

Per la tua condotta glorificata sulla terra, Nicola, rendi partecipi alla gloria di lassù quanti ti glorificano.

Nuotando nel mare della vita corruttibile siamo circondati dalle onde delle tentazioni mondane: salvaci da esse, o beatissimo.

Stendimi sempre una mano di aiuto, o padre Nicola, liberandomi dai nemici visibili e invisibili.

Theotokìon. Colui che creò i ministri immateriali nacque da te per ineffabile misericordia, o Madre di Dio e fu visto dagli uomini.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio rafforzasti i cieli con il tuo verbo onnipotente, o Signore Salvatore e il loro potere con il tuo spirito divino che opera tutto, rafforzami sulla roccia della tua confessione.

Come frecce appuntite di Cristo potente, o sapienti discepoli, liberatemi dalle frecce del maligno e sanate il mιo cuore gravemente ferito dalla spada del peccato.

O divini discepoli, come disse il profeta voi narrate come cieli la gloria del Signore, chiaramente mostrando la sua divina incarnazione e la passione per cui tutti fummo liberati da passioni, morte e corruzione.

O divini discepoli, presto, con gli ornamenti della luce illuminate me, gravemente ingannato e spogliato della divina veste, voi che con la fede avete spogliato tutta l’astuzia del nemico, rivestendolo di vergogna.

Theotokìon. Tu che col verbo creasti le potenze celesti e donasti la grazia ai profeti, ai discepoli e a tutti i martiri, per le loro preghiere e quelle di tua Madre, o Dio, salvaci tutti e abbi pietà, o misericordioso.

Canone di san Nicola. Tu che rafforzasti i cieli.

Supplicando per il mondo, o san Nicola, liberaci da ogni sventura e dalle innumerevoli afflizioni.

Come liberasti gli incatenati dalla prigione senza scampo, rompi anche le catene dei miei mali e con le tue suppliche pacificami con Dio, o san Nicola.

Ti chiamiamo notte e giorno benefattore: inoltra a Dio le nostre suppliche e custodiscici sempre, o san Nicola.

Theotokìon. O molla che ricevesti il divino carbone nel tuo divino grembo senza essere bruciata, brucia i nostri peccati, o Purissima.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito il mistero della tua economia, Cristo Dio, come non lasciasti il seno paterno e scendesti sulla terra e ti ho glorificato, o unico filantropo.

Il Figlio che siede sullo stesso trono col Padre, incarnandosi sulla terra come uomo, elesse voi come discepoli per predicare la sua divinità a tutte le genti.

Cadendo follemente con i fabbricatori di tutte le passioni, ho ferito, povero me, il mio cuore; perciò vi supplico: guaritemi, o apostoli, medici dei malati.

Liberateci, o gloriosi apostoli, da passioni, tremende sventure, afflizioni e ogni sorta di tribolazione.

Theotokìon. Insigne Madre di Dio, prega con i santi apostoli, i martiri e i profeti affinché io sia liberato dai pericoli, tribolazioni e peccati.

Canone di san Nicola. L’ineffabile bontà.

Con la tua sapienza oscurasti l’intelletto di Ario ottenebrato dall’eresia e salvasti quanti erano stati da lui sviati, o Nicola.

Guarisci le mie molte colpe e illumina il mio cuore con le tue gradite suppliche, o padre beato in Dio.

Uccidendo gli assalti delle passioni, o beatissimo, con le tue suppliche risuscita e rinnova anche me, ucciso da esse.

Theotokìon. Partoristi nella carne il senza tempo; supplicalo, o Purissima di liberare dalle passioni croniche noi tuoi cantori.

Ode 5. Irmòs.

Signore mio Dio, vegliando di notte ti prego: dammi remissione delle mie colpe e guida le mie vie alla luce dei tuoi comandamenti, ti supplico.

Signore mio Dio, che donasti un tempo la pace ai tuoi apostoli, per le loro preghiere dona a tutti pace e remissione dei peccati.

Signore mio Dio, che per bontà immensa salvasti il ladro e la prostituta che avevano peccato, abbi pietà anche di me e salvami per le preghiere dei tuoi santi apostoli.

Theotokìon. Signore mio Dio, nato dalla Vergine ignara di uomo, per le sue preghiere e quelle dei tuoi apostoli, purificami dai peccati e liberami dalla pena imminente.

Canone di san Nicola.

Sveglia il mio spirito.

Con le tue suppliche, o padre, rendi inefficaci i piani degli uomini iniqui contro di noi, o Nicola.

Rompi i legami dei nostri mali con le tue suppliche, tu che legasti la malvagità del drago distruttore di anime, o sacratissimo Nicola.

Noi che volontariamente sempre scivoliamo e siamo trattenuti da molti mali, abbiamo te, padre Nicola, come fervidissimo benefattore.

Theotokìon. Maria, Signora dell’universo, Madre di Dio, liberami dal nemico che senza vergogna tenta di dominare il mio umile cuore.

Ode 6. Irmòs.

Nuotando nelle onde degli affanni mondani e annegando nei peccati che nuotano con me e lanciandomi contro il mostro distruttore di anime, come Giona grido a te, Cristo: strappami dal baratro mortale.

Divenuti discepoli della Sapienza stessa, rivelaste folle la sapienza ellenica e abbatteste l’artefice della malvagità, illuminando con la luce della pietà quanti si smarrivano nell’ignoranza, o sapientissimi.

Tu che un tempo purificasti con lacrime la colpa di Pietro, per le sue preghiere purifica la mia anima dalle innumerevoli colpe per la tua grande misericordia e copiosa bontà, o Cristo.

Tu che un tempo avesti misericordia dei niniviti pentiti, con la tua consueta bontà abbi misericordia anche di me, o Redentore, per i tuoi apostoli, affinché non sia sottomesso a molte pene.

Theotokìon. Tu che partoristi la luce, illumina la mia anima oscurata da passioni e prega con gli apostoli, i profeti e i martiri affinché venga liberato da ogni danno e male.

Canone di san Nicola. Giona dal ventre dell’ade.

Cambiasti l’ingiusto decreto di morte e salvasti con la tua misericordia quanti stavano per morire, o padre, come difensore fervido dei quanti ti chiamano.

Fa’ cessare le malattie delle nostre anime e chiudi le bocche aperte invano contro coloro che ti amano, o sacratissimo pastore.

Con il tuo verbo terminasti il pascolo avvelenato dell’eresia di Ario, o sacratissimo mistico, diventando sostegno degli ortodossi.

Theotokìon. O Purissima, guarisci la mia misera anima che giace malata per l’inganno della vita e le tribolazioni di molti peccati.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo i fanciulli resero la fornace ardente fonte di rugiada inneggiando l’unico Dio e dicendo: Inneggiatissimo e glorificato Dio dei padri.

Un tempo spegneste la fornace dell’amaro ateismo con la rugiada della divina predicazione, o gloriosi, gridando: Inneggiatissimo Signore dei padri e Dio nostro, tu sei benedetto.

Strappami, o Cristo, dal peccato tremendo, dalla pena dell’ade e dal dolore della geenna e salvami, o Verbo, ti supplico, per le preghiere dei tuoi apostoli.

Voi che con la rete del Verbo avete pescato gli uomini dall’abisso dell’ignoranza, discepoli di Cristo, salvate me, turbato e sommerso da colpe smisurate.

Theotokìon. O purissima, con i martiri, gli angeli e gli apostoli prega tuo Figlio e Dio di salvare i tuoi servi da tentazioni, pericoli e tribolazioni.

Canone di san Nicola. La fornace ardente.

O sapiente, che sei divenuto ornamento della Chiesa, liberami da tutto l’orrore delle passioni vergognose, supplicando sempre il Benefattore di tutto il mondo, o gerarca.

Con le piogge delle tue preghiere, o sapiente Nicola, irriga i cuori di noi tutti, affinché portiamo frutti degni di penitenza.

Illumina con le tue preghiere le anime di quanti con fede vegliando glorifichiamo Dio e inneggiamo te, Nicola, autentico gerarca.

Theotokìon. Ogni lingua ti glorifica con fede, o Purissima, gloria e vanto della nostra stirpe e guida degli smarriti, o lodatissima Madre di Dio.

Ode 8. Irmòs.

Unendosi al fuoco nel Sinai, il roveto incombusto fece conoscere Dio a Mosè dalla lingua impacciata e balbettante e lo zelo di Dio rese cantori invitti dal fuoco i tre fanciulli. Opere tutte del Signore, lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Come carboni accesi dal fuoco spirituale, i discepoli di Cristo bruciarono come canne tutto l’inganno degli idoli e illuminarono le anime dei fedeli che gridano: opere tutte del Signore, lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Illuminate ora la mia anima spenta dal peccato e il mio cuore oscurato da passioni vergognose, o divini apostoli di Cristo, partecipi alla luce eterna, affinché gridi: lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Della mia anima ferita dal morso velenoso del seduttore risana le piaghe, tu che hai patito nella carne le piaghe della passione; per le preghiere dei tuoi divini discepoli salvami affinché inneggi: opere tutte del Signore, lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Partorendo il fuoco della divinità sei rimasta incorrotta, Vergine senza sposo; pregalo dunque con i cori degli incorporei e gli apostoli colui che concepisti di salvare quanti con fede salmeggiano: opere tutte del Signore, lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Canone di san Nicola. Nella fornace i fanciulli.

Il tuo corpo che si trova a Mira, o Nicola ed effonde buona fragranza, fa scorrere myron per quanti vi accorrono e pone fine alle malattie degli uomini.

Il Creatore del mondo e Dio ti mostrò difensore del mondo, perciò sei pronto liberatore di quanti ti invocano nelle sventure.

Non c’è nessuno che ti invochi nelle afflizioni e non ottenga presto sollievo, perciò ti supplichiamo, o beatissimo, allevia tutto il nostro dolore.

Theotokìon. Ogni lingua ti loda e magnifica, o Vergine, poiché partoristi l’inneggiatissimo Dio, o divina Sposa; supplicalo senza sosta di salvare le nostre anime.

Ode 9. Irmòs.

Senza sperimentare corruzione hai concepito e prestato la carne al Verbo, Artefice dell’universo, Madre ignara d’uomo, Vergine Madre di Dio, ricettacolo di colui che non può esser contenuto, dimora del tuo immenso Creatore: noi ti magnifichiamo.

È stata tolta ogni forza al dominatore di questo mondo, perché i beatissimi e divini apostoli, armati della forza del dominatore dell’universo, hanno abbattuto gli schieramenti e salvato dalla sua malizia tutti i confini.

Come fiumi della grazia che scaturisce dallo Spirito, straripanti per le acque dei divini dogmi, irrigaste, o apostoli, tutto il creato e con somma sapienza lo fertilizzaste; perciò in ogni tempo siete proclamati beati.

Con i venerabili apostoli celebriamo i sacri vittoriosi e gridiamo: Sovrano Signore, per le loro preghiere e quelle dei tuoi apostoli, dona al mondo la pace e liberaci da ogni specie di pericoli.

La terra è santificata nel divino Spirito dalle reliquie divine dei gloriosi apostoli, mentre la Chiesa dei primogeniti lassù è senza sosta rischiarata dai loro spiriti. Grazie a loro, o Salvatore, abbi di tutti compassione.

Theotokìon. Avendoti tra di loro come splendidissima lampada, che illustra la luce dei divini carismi, i cori dei martiri e degli apostoli, o pura, sono immaterialmente illuminati e illuminano tutti quelli che con fede ti magnificano.

Canone di san Nicola. Con mistici canti.

Per aver camminato, coi tuoi costumi, sulle orme dei sacri apostoli, hai avuto in sorte la loro autorità come venerabile gerarca, o ammirabile Nicola.

Il Creatore ti rese famoso in tutto il mondo, o beatissimo, come divino sostenitore e aiuto in ogni cosa per chi t’invoca con ardore.

Con cuore contrito a te gridiamo, o padre: Sii nostro conforto, dileguando di continuo, o Nicola, le tribolazioni dalle nostre anime.

Come scure all’albero incombe su di te, o anima, il taglio della morte: non persistere dunque nella negligenza, ma sii pronta a mostrare frutti di conversione.

Theotokìon. Tu porti tra le tue sante braccia colui che tutto porta: scongiuralo, o pura, di preservarci illesi dalla malizia dello straniero.

Apòstica delle lodi, apostolikà.

Apostoli di Cristo, operai del Salvatore, portando infatti sulle spalle come aratro la croce, purificando dall’inganno degli idoli la terra divenuta incolta e seminando il verbo della fede, giustamente siete onorati, o santi apostoli di Cristo.

Apostoli gloriosi, colonne delle Chiese, araldi della verità, lampade luminose, voi col fuoco dello Spirito consumaste tutto l’inganno e illuminaste la stirpe umana, supplicate dunque, vi preghiamo, il nostro Salvatore e Dio di dare al mondo pace e di salvare le nostre anime.

Martyrikòn. Con un unico sentire, mirando a un unico scopo, trovata un’unica via di vita, la morte per Cristo, i martiri vittoriosi, invidiando l’uno la morte dell’altro, cosa mirabile, precedendosi nel carpire i tormenti come tesori, si dicevano l’un l’altro: Se anche non morissimo ora, in ogni caso moriremmo e pagheremmo il nostro tributo alla natura: facciamo dunque della necessità un onore, appropriamoci della sorte comune, comprando con la morte la vita. Per la loro intercessione, o abbi pietà di noi.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Oggi Giuda veglia.

Nella mia estrema miseria, sono diventato, ahimè, albergo delle voluttà: sono dunque di continuo oggetto di riso per i miei nemici; mi getto perciò ai tuoi piedi, o santa Vergine: guarda la mia afflizione e porgimi aiuto, purificami con le lacrime, liberami, ti prego e siano confusi, o pura, quanti godono della mia perdizione.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Avete pescato dall’abisso dell’incredulità greggi di genti, o sapienti e li avete guidati alla fede divina e alla preziosa mensa spirituale, o gloriosi apostoli.

Con la luce della predicazione avete allontanato la tenebra del tremendo errore, o apostoli di Dio e avete illuminato chiaramente i cuori dei pii; perciò con inni divini vi diciamo beati.

Martyrikòn. Tagliati a pezzi con la spada, o divini atleti, non foste tagliati fuori dall’amore del Redentore, al quale accorrendo, ora con esultanza dimorate nei cieli, splendendo con gloria.

Gloria.

Il malvagio, rovina della stirpe umana, mi trattiene: per le preghiere dei tuoi araldi, Trinità onnipotente, strappami dalle sue fauci, affinché magnifichi la tua smisurata misericordia.

E ora. Theotokìon.

Vergine pura, dal tuo puro sangue partoristi nella carne mortale il Figlio che siede sullo stesso trono col Padre per rendere immortale la natura umana; perciò degnamente ti diciamo beata.

Continua a leggere

Plagale II – Martedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata catanittici.

Penso al giorno terribile e gemo sulle mie azioni turpi: quale difesa presenterò al Re immortale Con quale fiducia guarderò al Giudice, io, il dissoluto? Padre pietoso, Figlio unigenito, Spirito santo, abbi pietà di me.

Quando tu siederai, o misericordioso, per fare il giusto giudizio, nella valle del pianto, nel luogo che hai stabilito non pubblicare i miei mali nascosti e non svergognarmi davanti agli angeli, ma usami indulgenza, o Dio e abbi pietà di me.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Speranza buona del mondo.

Il Figlio e Verbo di Dio, generato dal Padre prima dei secoli, senza madre, negli ultimi tempi tu lo hai generato incarnato dal tuo sangue puro, o Madre di Dio, senza conoscer uomo: pregalo perché prima della fine ci doni la remissione dei peccati.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, perché noi peccatori privi di ogni scusa, rivolgiamo questa supplica a te come Sovrano: Abbi pietà di noi.

Signore, pietà di noi, perché in te abbiamo confidato non adirarti troppo con noi e non ricordarti delle nostre iniquità ma anche ora guarda a noi nella tua compassione e liberaci dai nostri nemici: perché tu sei il nostro Dio e noi siamo il tuo popolo, siamo tutti opera delle tue mani e il tuo nome abbiamo invocato.

Gloria. E ora. Theotokìon. Autòmelo.

Speranza buona del mondo, Madre di Dio Vergine, noi chiediamo la tua e sola temibile, protezione: lasciati impietosire dal popolo senza difesa, implora il Dio misericordioso perché siano strappate a ogni minaccia le nostre anime, o sola benedetta.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Speranza buona del mondo.

Come mostrasti le vie della vita ai popoli o Giovanni, gridando: Raddrizzate i vostri cuori per il Signore così salva la mia anima piena di peccati, compungi la mente indurita e strappami al futuro castigo con le tue preghiere, o precursore del Salvatore.

Martyrikòn. Le potenze angeliche.

Resistenze di atleti nell’arena, tormenti inflitti ai martiri dai tiranni, mentre i cori degli incorporei assistevano, tenendo i premi della vittoria; i sapienti hanno sbigottito tiranni e re e hanno abbattuto Beliar confessando Cristo: o tu che hai dato loro la forza, Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Grande è la moltitudine delle mie colpe, o Madre di Dio: in te mi rifugio, o pura, cercando salvezza. Visita la mia anima inferma e chiedi al Figlio tuo e Dio nostro che mi sia donata remissione per tutto ciò che ho fatto di male, o sola benedetta.

Canone catanittico. Acròstico: Redentore Cristo, sollevami dalle sventure. Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Aiuto e scudo egli è stato per me a salvezza: è il mio Dio, lo voglio glorificare, è il Dio di mio padre, lo voglio esaltare: perché si è reso grandemente glorioso.

Gesù, mio Redentore, come un tempo liberasti da molti peccati la prostituta pentita, ti supplico: libera anche me dai miei mali senza numero, o misericordioso.

Nuotando nel mare di questa vita con la vanità dell’intelletto molte volte sono annegato; o Gesù, scampami e salvami.

Martyrikà. Glorifichiamo con gioia i valorosi atleti distruttori dell’alieno, che hanno patito con pazienza e hanno ricevuto la corona di vittoria da Dio.

Proclamando con sapienza e franchezza il verbo di Dio, vinceste i terribili rètori e avendo sopportato ogni sorta di supplizio penoso, siete stati molto glorificati.

Theotokìon. Ti sei rivelata porta della vita dissolvendo col tuo parto le porte della morte, o pura: ti sei rivelata terra eletta per cui l’impasto umano è stato innalzato dalla terra ai cieli.

Canone del precursore. Acròstico alfabetico. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Il faraone visibile.

Il divino angelo preannunziò la tua nascita al tuo padre, o angelo di Dio; con lui ricordati di noi, o Precursore, affinché troviamo misericordia nel giorno de giudizio.

O Precursore di Cristo, bel germoglio del deserto, sradica la pigrizia che germoglia sempre in me e fammi portare frutti di penitenza.

Il grembo sterile generò gloriosamente te, che rendesti fertili i cuori prima sterili; con fede grido a te, o Battista: strappa i miei pensieri sterili.

Theotokìon. Il nemico maligno con astuzia mi da la caccia senza sosta; strappami dalle sue insidie, o Purissima e guidami a fare solo la volontà di Dio, o Theotòkos.

Ode 3. Irmòs.

Conferma, Signore, sulla roccia dei tuoi comandamenti il mio cuore scosso, perché solo tu sei santo e Signore.

Quando starò davanti a te e mi giudicherai, guardami col tuo occhio pietoso, o longanime Signore.

Accogli me, che gemo dal profondo dell’anima come il pubblicano, o Salvatore e donami penitenza, liberandomi da ogni peccato.

Martyrikà. Con l’effusione del vostro sangue, o santi, cessò il sangue impuro sacrificato un tempo sugli altari dei demòni.

Rafforzati dal santissimo Spirito, o santi, annientaste il culto della perdizione, rafforzando tutti nella fede.

Theotokìon. Concepisti colui che regge l’universo, o Purissima, perciò ti supplico: liberami da ogni pena che mi avvolge.

Canone del precursore. Fondando il pensiero.

O beato Precursore, fammi tornare ora dalla via sbagliata e stendi la mano a me, che nuoto sempre nel mare delle sventure.

Vivo con negligenza e si avvicina la recisione: déstami con le tue preghiere, o Precursore, affinché non venga inviato come sterile nel fuoco inestinguibile.

Il tremendo giorno è alle porte e sono appesantito da terribili pesi; alleviami con le tue preghiere, o Battista del Signore.

Theotokìon. Ti rivelasti il trono su cui si assise il Dio incarnato, rialzando dalla caduta antica gli uomini che ti lodano con voci grate, o Madre di Dio.

Ode 4. Irmòs.

Ha udito il profeta della tua venuta, o Signore ed ebbe timore, ha udito che nascerai dalla Vergine e ti mostrerai agli uomini e diceva: Ho udito il tuo annunzio e ho temuto; gloria alla tua potenza, Signore.

Compassionevole Signore, dammi fiumi di lacrime che prosciughino le fonti delle mie passioni, lavino tutto il fango del peccato e plachino la fiamma inestinguibile del fuoco dell’eterna geenna.

Non smetto di fomentare le ferite della mia anima con l’amore dei piaceri. Se io stesso, insensibile, non voglio controllare i sensi, che ne sarà di me e che cosa farò? O Cristo compassionevole, guariscimi e salvami.

Martyrikà. Navigando con la divina guida della fede nel mare instabile, nelle acque della perdizione e nelle ondate dei mali, o illustri martiri, raggiungeste il porto del regno celeste.

Rifulgendo per la pietà, splendenti per la verità, o martiri, con la luce delle lotte annientaste la tenebra penosissima dell’ateismo e con i raggi dei prodigi dileguaste la tenebra delle passioni.

Theotokìon. Il profeta ti previde un tempo, o purissima Vergine, come la lampada a sette fiamme recante il fuoco della conoscenza di Dio, che illumina quanti pericolano nella tenebra dell’ignoranza, perciò a te grido: illuminami, ti prego.

Canone del precursore. Ho udito, Signore.

Ti supplico, o Precursore, guarisci la mia anima ferita dagli assalti dei ladroni col farmaco efficace della tua divina preghiera.

Abbatti, o Precursore, il peccato che vive ancora nella mia anima e risveglia ora me, che scivolo nei piaceri.

Mostrati porto per noi, tribolati nel mare della vita, o beatissimo, convertendo ogni tempesta in quiete.

Theotokìon. Non giudicarmi secondo le mie azioni, Signore, ti prego, mostrati misericordioso con me; ti supplica con il Battista la tua genitrice.

Ode 5. Irmòs.

Quando ai primi albori a te mi volgo, o filantropo, illuminami, ti prego e guida anche me nei tuoi precetti: insegnami a fare la tua volontà, o Salvatore.

Ecco, o Cristo, io sono il tuo servo negligente che ho nascosto il tuo talento e mi sono dedicato alla cattiva pratica delle passioni, perciò non inviarmi nel fuoco.

Compassionevole Signore, io, tuo figlio secondo la grazia mi sono reso servo del nemico e vivendo in dissolutezza, mi sono allontanato da te, perciò fammi tornare e salvami.

Martyrikà. I martiri stavano in tribunale portando lo scudo della fede, perciò il terribile Beliar non ha potuto ferirli con le frecce dell’inganno.

Morti nel corpo, i martiri mortificarono tutte le insidie del nemico e si sono trasferiti con gioia alla vita eterna, prendendo la corona della gloria.

Theotokìon. Ti supplico, Pura, porta inviolata, aprimi le porte della vera penitenza e guidami sulla via della salvezza, o guida di tutti.

Canone del precursore. Veglio davanti a te.

Divenisti dimora della Trinità, o beato ed ecco, riunendoci nella tua casa ti preghiamo con fervida fede: liberaci da tentazioni e tribolazioni, o Precursore.

Avendo estraniato il mio intelletto da ogni buona azione, ora supplico te, beato, che camminasti su una via estranea nella vita: rendimi famigliare del Dio di tutti per diventare migliore con i migliori progressi.

O profeta, che immergesti nelle onde del Giordano l’abisso della misericordia, prosciuga le fonti dei miei mali con le tue preghiere, donandomi rivi di lacrime.

Theotokìon. Adorna di divini raggi, generasi colui che è adorno di bellezza, o Vergine; supplicalo sempre di salvare dalla corruzione quanti con fede e affetto ti magnificano.

Ode 6. Irmòs.

Ho gridato con tutto il cuore al Dio pietoso ed egli mi ha udito dal profondo dell’ade e ha tratto dalla corruzione la mia vita.

Non rendermi gioia dei demòni nel tremendo giorno, o Cristo, fa’ che non oda allora la voce che invia nel fuoco della geenna.

Il nemico dei giusti mi ha sprofondato nell’abisso delle colpe: accoro all’oceano delle tue compassioni, o Cristo, raddrizzami al porto della vita.

Martyrikà. Arando il campo delle vostre anime con l’aratro delle molte pene, o sapienti, col divino seme della fede lavoraste la spiga fertilissima del martirio.

Feriste con ferite colui che feriva voi, o pii soldati, perciò, trasferiti alla vita, ora guarite le passioni degli uomini.

Theotokìon. Ti rivelasti, o Purissima, tempio di Dio: dimorandovi santamente, egli divinizzò la natura dei mortali, mirabilmente rendendo i fedeli sue dimore.

Canone del precursore. Mi ha circondato l’abisso.

Virgulto germogliato da radice sterile, o profeta, rendesti i cuori sterili fertilissimi di tutta la conoscenza divina per la lode del Signore.

Frantuma presto, sotto i nostri piedi, il malvagio e raddrizza i nostri piedi spirituali sulla via della pace con le tue protezioni, o Precursore.

Circonda il tuo gregge, o profeta della giustizia, liberandoci da ogni insidia dei demòni e dalla condanna eterna.

Theotokìon. Ti offriamo, o Vergine, un canto di ringraziamento noi, per te salvati dall’antica maledizione, accogliendo tutta la benedizione, o Pura.

Ode 7. Irmòs.

Abbiamo peccato, abbiamo commesso iniquità e ingiustizia davanti a te; non abbiamo osservato i tuoi comandamenti, né agito secondo i tuoi comandi: ma tu non ci consegnare fino in fondo, o Dio dei padri.

Guardo alla tua misericordia oltre misura io, che ho peccato oltre misura; conosco la tua compassione, conosco la tua magnanimità e longanimità; donami, o Compassionevole, frutti di penitenza e salvami.

Guarisci, o Compassionevole le passioni incurabili del mio cuore, donami la remissione dei miei debiti, allevia il mio pesante fardello, affinché con umiltà ti glorifichi sempre, o Dio dei padri.

Martyrikà. Torturati, frantumati, bruciati dal fuoco materiale, gettati in pasto ai leoni e stesi sulla ruota, i divini e santi atleti non rinnegarono te, nostro Dio vivente.

Separandovi dal corpo, vi rivelaste inseparabili da Cristo, o martiri, grazie al divino legame con colui che si unì a noi senza corruzione; supplicatelo sempre di salvarci da ogni sventura.

Theotokìon. Germogliasti senza seme il nato dal Padre senza corruzione, rimanesti vergine dopo il parto come prima del parto, perciò sei proclamata beata e glorificata senza sosta, o Purissima Madre di Dio.

Canone del precursore. I fanciulli a Babilonia.

O Battista, voce del Verbo, accogli ora le nostre voci e libera il tuo popolo da passioni e pericoli, da sventure e dalla condanna eterna.

Indicasti con la mano l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, o profeta; supplicalo sempre di togliere le mie colpe terribili e inveterate e di rendermi degno della vita.

Affréttati, anima mia e lasciando la tenebra delle opere irrazionali, grida: Per le preghiere del Battista, abbi pietà di me, o Gesù e liberami dal fango delle mie azioni.

Theotokìon. Generasti unito per benevolenza agli uomini, o Pura, colui davanti al quale stanno le schiere celesti; supplicalo con fervore di avere pietà dei tuoi servi.

Ode 8. Irmòs.

Colui che gli eserciti dei cieli glorificano, di fronte al quale tremano i cherubini e i serafini, lo celebri ogni spirito e ogni creatura lo benedica e sovresalti per tutti i secoli.

Guardo alla grande misericordia delle tua compassioni come Davide e avendo peccato più di lui, grido con lui: o solo misericordioso, abbi presto pietà di me.

Prego per una buona fine, ma non mi affretto mai a i mettere fine alle mie cattive opere, poiché ho il cuore indurito; o Verbo di Dio, abbi pietà di me.

Martyrikà. Vi offriste come sacrifici preziosi e innocenti al Verbo Unigenito sacrificato volontariamente per voi, annientando tutti i sacrifici dei demòni, o atleti.

Sopportaste valorosamente la recisione dei tendini, lo sradicamento dei denti, l’amputazione delle mani, la frantumazione delle membra e tutti gli altri supplizi, o martiri, lodando Cristo arbitro.

Theotokìon. Partoristi per noi, come piccolo bimbo, l’Antico di anni, che mostrò nuove vie sulla terra e rinnovò la natura invecchiata, o benedetta Sposa ignara di nozze.

Canone del precursore. Per obbedire alla legge.

Vedesti sul Verbo che si battezzava lo Spirito Santo scendere come colomba, o beato e fosti reso degno di udire la voce del Padre: questo è mio Figlio coregnante al quale tutto il creato: Lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Brucia l’aridità delle passioni del mio pensiero col fuoco delle tue preghiere, o profeta e riaccendi la fiamma spenta del mio cuore, affinché comprendendo chiaramente la luce dei precetti del Creatore, io canti: lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Sono io misero il servo che nascose il talento preso da Dio per adoperarlo. Che cosa farò quando verrai al giudizio vagliando le opere di ciascuno? Previenimi, o profeta, perché a te grido con fede: Lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Theotokìon. Custodisci il mio pensiero nell’umiltà, o Vergine piena di grazia, che col tuo parto abbattesti la boria dei demòni, alzami dal letamaio delle passioni e sazia con la tua grazia me, affamato che canto: Lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Di un concepimento senza seme incomprensibile il parto, di una madre senza sposo senza corruzione la gravidanza: la nascita di Dio, infatti, rinnova le nature; perciò, da tutte le generazioni, come Madre sposa di Dio, in modo ortodosso ti magnifichiamo.

O Gesù filantropo, tu che solo conosci la nostra debolezza, perché tu stesso l’hai portata volendo misericordiosamente purificarla, purifica dunque le brutte macchie e le ferite delle mie passioni e salvami.

Come la prostituta ti offro le lacrime, o filantropo; come il pubblicano gemendo a te grido: Siimi propizio e salvami come la cananea, perché a te esclamo: pietà di me, dammi il perdono come a Pietro pentito.

Martyrikà. Scontrandovi nella vostra carne col dominatore del mondo privo di carne, lo avete abbattuto con i colpi delle vostre lotte e avete degnamente ricevuto la corona della vittoria: pregate dunque senza sosta per tutti quelli che con fede vi acclamano, o santi.

Hai santificato, Signore, la terra col santo sangue dei tuoi santi e congiunto, o santissimo, i loro spiriti agli spiriti delle sante potenze, di continuo santificando tramite loro quanti con fede verace ti proclamano santo.

Theotokìon. Ti presentiamo, o purissima benedetta, la parola dell’angelo: Salve, tu che hai accolto Dio incircoscrivibile; salve, liberazione dalla maledizione e ingresso della benedizione; salve, tu che sola hai aperto la porta del paradiso.

Canone del precursore. Venite, fedeli.

Risana il mio intelletto paurosamente ferito dai piaceri della vita, placa i marosi, che con violenza mi sconvolgono e mostrami le rette vie della penitenza, o precursore del Signore.

Ti sei mostrato in mezzo tra l’antico e il nuovo testamento, segnando la fine del primo, o profeta e manifestando la luce del secondo: a questa luce guidaci felicemente perché vi camminiamo con sacra consapevolezza e siamo così liberati dalla tenebra perpetua.

Sei stato congiunto alle schiere celesti, tu che hai divino sentire: con loro implora Cristo di salvare quanti sulla terra ti onorano in questa tua sacra casa, o battista Giovanni, precursore del Signore.

Giorno pieno di sdegno, giorno di tenebra, per quelli che hanno opere di tenebra, il tremendo giudizio. O battista e precursore di Cristo, con le tue preghiere libera in quell’ora da ogni condanna quanti ti onorano.

Theotokìon. Tu che sei apparsa più santa dei cherubini, o Vergine, perché hai partorito il Dio più che santo, santifica tutti noi, che con sante voci, con fede, giorno e notte ti proclamiamo santa.

Apòsticha delle lodi, catanittici

Le ferite che il mio cuore ha ricevuto da tanti peccati, curale tu, Salvatore, medico delle anime e dei corpi, che sempre doni il perdono delle colpe a chi lo chiede: concedimi lacrime di conversione, donandomi, Signore, la remissione dei miei debiti e abbi pietà di me.

Trovandomi spoglio di virtù, il nemico mi ha ferito con la freccia del peccato: ma tu, come medico delle anime e dei corpi, cura le ferite della mia anima, o Dio e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Signore, se non avessimo i tuoi santi come intercessori e la tua bontà che ci compatisce, come oseremmo cantarti, o Salvatore, te che gli angeli benedicono senza sosta? O conoscitore dei cuori, risparmia le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nessuno che accorra a te se ne va confuso, o pura Vergine, Madre di Dio, ma chiede la grazia e ottiene il dono, secondo ciò che conviene alla sua richiesta.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Tu, che accogliesti il pianto di Pietro, accogli anche la mia penitenza, o Cristo e collocami nella schiera dei salvati.

Battista e Precursore del Signore, che predicasti agli uomini la penitenza, prega affinché io mi penta dal profondo dell’anima.

Martyrikòn. Avendo sopportato l’ondata violenta degli supplizi, o atleti, ora guarite le malattie degli uomini, perciò vi diciamo beati.

Gloria.

Dio glorificato dai profeti nella Trinità semplice e senza fusione, per le preghiere del Precursore salvami.

E ora. Theotokìon.

Ti prego, protezione dei tribolati, soccorri me, preso dalle passioni della vita e salvami.

Continua a leggere

Plagale II – Mercoledì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Mercoledì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata stavròsima

Appena l’albero della tua croce fu piantato, o Cristo, si scossero le fondamenta della morte, o Signore: ciò che con brama aveva inghiottito, l’ade lo rese con tremore. Ci hai mostrato la tua salvezza, o santo e noi ti diamo gloria, o Figlio di Dio: abbi pietà di noi.

Signore, i giudei condannarono a morte te, vita di tutti; coloro che per la verga di Mosè avevano attraversato a piedi il Mar Rosso, inchiodarono te alla croce; coloro che avevano succhiato il miele dalla pietra, ti offrirono fiele; ma tutto hai volontariamente sopportato per liberarci dalla schiavitù del nemico. O Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La fanciulla sempre vergine che ti ha partorito, o Cristo, vedendoti innalzato per noi sulla croce, aveva l’anima trafitta dalla spada del dolore e piangeva, facendo materno lamento. Per le sue suppliche, abbi pietà di noi, Signore di misericordia.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata

Oggi si compie la parola profetica: perché, ecco, noi adoriamo il luogo dove si sono posati i tuoi piedi, Signore e avendo gustato dell’albero della salvezza, abbiamo ottenuto la liberazione dalle passioni del peccato, per l’intercessione della Theotòkos, o unico filantropo.

La tua croce, Signore, è piena di santità: in essa infatti trovano guarigione i malati per il peccato; per essa, a te ci prostriamo. Abbi pietà di noi.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Speranza buona del mondo.

La Vergine, vedendo pendere morto dal legno il Dio che aveva partorito nella carne, facendo lamento gridava: Stupisco, o Figlio, per la tua longanimità ineffabile; come hanno potuto gli empi inchiodare alla croce come un condannato te, giusto Giudice e unico Sovrano?

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Speranza buona del mondo.

Al capo della nostra stirpe, nell’Eden, l’albero portò corruzione ma l’albero della croce, nel luogo del cranio, ha fatto fiorire la vita: Adamo era stato calpestato per la malizia del nemico, ma ha ricevuto misericordia per la crocifissione di Cristo e ha trovato il paradiso e grida: O legno benedetto!

Martyrikòn. I santi, sopportando agone atletico e ricevendo da te i premi della vittoria, hanno vanificato i disegni degli iniqui e ricevuto le corone dell’incorruttela. Supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio Vergine, supplica il tuo Figlio, che fu volontariamente confitto in croce e liberò il mondo dall’inganno, Cristo Dio nostro, perché abbia pietà delle nostre anime.

Canone stavròsimo. Acròstico: O Salvatore, appeso al legno, tu salvi, me Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo il faraone inseguitore sommerso nel mare, gridava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Stendendo le mani sulla croce, abbracciasti i mortali lontani da te, Signore, riconducendoli al Padre come Figlio diletto e Verbo consustanziale.

Eri come un agnello innalzato sulla croce per cercare la tua pecora smarrita e avendola trovata, o Verbo, l’hai messa fra quelle che non avevano errato; o Gesù, gloria alla tua potenza.

Martyrikà. Desiderando la vita dell’aldilà, sulla terra vennero uccisi i nobili martiri, ammirabili e gloriosi; patirono numerosi supplizi e svariati tormenti.

Al tribunale degli empi siete comparsi, o martiri di Cristo, a causa del giusto e avete subito ogni iniquo tormento, per cui siete giustificati presso Dio.

Stavrotheotokìon. Piangendo la Madre di Dio gridava al Signore suo Figlio: Per procurare l’immortalità ad ogni carne sorta da Adamo, tu subisci la morta in croce; vedendo la terra si scuote.

Canone della santissima Madre di Dio. Acròstico: Un sesto canto offro alla Madre di Dio. Giuseppe.

Stesso irmòs.

Avendo seguito il consiglio del nemico, la prima madre trovò la morte, ma tu, pura Vergine, che hai concepito la nostra vita, hai vivificato noi che giacevamo nelle tombe.

Annientato dai miei pensieri, sporcato da impurità carnali, in te mi rifugio, Vergine pura e unica davvero casta; vieni in aiuto dei tuoi servi.

Risana, o Madre di Dio, le grevi passioni del mio cuore; con la tua divina intercessione pacifica l’uragano scatenato dei miei vergognosi pensieri.

Ode 3. Irmòs.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

La croce fu piantata nella terra e l’errore scomparve, il creato tremò di timore e i cori dei mortali ingannati dalla malizia del serpente hanno accolto la fede.

Un popolo iniquo e furioso condannò a morte te, Signore, unico giusto, che giustifichi i mortali e li strappi dalle mani dell’iniquo seduttore.

Martyrikà. L’ingannatore mette in atto ogni sua perfidia contrastando i santi, ma fu vinto vedendoli invincibili e partecipi dello splendore divino.

Mentre si alterava, per le tante ferite, la loro bellezza materiale, di più rifulgeva lo splendore spirituale dei vittoriosi atleti di Cristo per l’energia del divino Spirito.

Stavrotheotokìon. Sapevo generandoti che sei più bello di tutto gli uomini e come ora, che sei crocifisso, non hai bellezza, o Cristo? Così la Vergine diceva piangendo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Tu solo per natura compatisci le nostre pene, o Verbo e per me hai effuso il tuo sangue sulla croce; fammi grazia e salvami per la preghiere della tua genitrice.

Ero divenuto un tempio per divina adozione, ma sono caduto nelle più vili passioni per mio volere, perciò ti supplico, o Sovrana: vieni in mio aiuto, o tempio divino.

O talamo nuziale eletto dal Signore, rendimi partecipe delle nozze eterne dell’Agnello, affinché ogni giorno con affetto ti inneggi nel tuo santo tempio, protetto in esso.

Ode 4. Irmòs.

Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.

Il sole, vedendoti steso sulla croce, ebbe timore, ma quando il creato veniva spogliato delle sue tenebre, il nemico venne incatenato e l’errore annientato.

Un popolo iniquo legò le tue mani, Signore e i prigionieri furono liberati dai loro legami indissolubili; o Cristo, sole senza tramonto, tutto il creato ti glorifica.

Martyrikà. Nelle onde del vostro sangue, o martiri, avete sprofondato il faraone persecutore che senza misura e senza ragione si esaltava e con gioia avete marciato verso la terra degli eletti.

Superando le trame del nemico con le ali dello Spirito, i santi atleti con gioia sono saliti correndo là dove risiedono il Bene supremo, la vita e la luce senza fine.

Stavrotheotokìon. Fosti colpita, o Vergine, dalla spada delle pene di colui che s’incarnò dal tuo grembo quando lo vedesti crocifisso per noi e una lancia trafisse il suo fianco immacolato.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Con i rigagnoli che scorrono dal fianco di tuo Figlio, lava, o pura Vergine, la sozzura delle mie passioni, purifica le macchie del mio cuore e illumina con la tua luce i tuoi servi, o incontaminata.

Tu che hai concepito la nostra vita, sii tu nostro cammino e via che conduce ai sentieri salvifici, perché ogni giorno sbando nei vicoli del peccato.

Effondi nel mio cuore una pioggia di compunzione, tu che hai fatto scaturire la divina fonte della vita e allontana i flutti delle mie passioni.

O santa Sovrana, che hai concepito il Verbo santissimo, dona santificazione anche alla mia anima e libera la mia vita dalla bufera delle tentazioni.

Ode 5. Irmòs.

Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con amore vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.

Tu che rivesti il cielo di nubi, o Cristo, fosti volontariamente inchiodato nudo sulla croce per strapparmi alla nudità del peccato e ornarmi con la veste dell’incorruttela, o Sovrano.

Cristo, vera vigna, coltivatore e dolcezza delle nostre anime, fu inchiodato alla croce, stillando il nettare che interrompe l’ebbrezza dell’errore del nemico.

Martyrikà. Adorni delle sacre ferite di Cri e insigniti delle corone, gli atleti stanno presso il Dio che subì passione nella carne, chiedendo per noi scioglimento dai peccati.

Guardando alla gloria dell’aldilà, alla letizia e alla vita vera, o atleti, voi avete subito tutta la tempesta dei tormenti, rinvigoriti dalla passione del Sovrano.

Stavrotheotokìon. Contenendo in grembo Cristo, l’unico incontenibile, senza doglie ti ho generato e ora soffro per la tua crocifissione, Figlio mio. Così diceva la Theotòkos piangendo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Sono divenuto estraneo a Dio avendo ospitato il peccato, ma tu rendimi estraneo ad esso e familiare al compassionevole, con la tua mediazione, o Vergine.

Daniele profeta un tempo ti vide nel monte splendente di bagliore verginale, dal quale si staccò la pietra che per la forza divina spezzò gli idoli dell’errore, o Vergine.

La mia anima è ferita dall’assalto dei predoni, sono mezzo morto, in pericolo sulla strada della vita; o Verbo, vieni a visitarmi per l’intercessione di colei che ti ha generato.

Ode 6. Irmòs.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Sei stato incoronato di spine per strappare i rovi del peccato; la lancia trafisse il tuo fianco e tu, Signore, uccidesti il l’astutissimo serpente che ci aveva uccisi.

Fosti sospeso al patibolo abbattendo la potenza del nemico, o Sovrano, accettasti gli schiaffi liberando dall’amara schiavitù; io inneggio alla la tua magnanimità, o compassionevole.

Martyrikà. Protetti dalla croce, gli atleti abbatterono le maligne mura dell’errore e insigniti delle corone vittoriose sono giunti alla città superna, perciò sono beatificati.

Giungendo alla vetta gloriosa del martirio, avete abbattuto a terra le maligne esaltazioni del nemico e avete ricevuto corone dall’alto, o santi.

Stavrotheotokìon. Come vieni innalzato in croce, o riflesso del Padre divino, illuminando l’universo e respingendo il principe delle tenebre! Così esclamava la Sovrana maternamente gemendo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

O ramo benedetto che per noi ha germogliato il Signore, albero della vita, purifica con la croce di tuo Figlio la mia anima, che germoglia funesti pensieri.

Dal mostro del peccato come Giona dal ventre del pesce, strappa, o Verbo, per le implorazioni di colei che puramente ospitò in grembo te, per natura incontenibile, o misericordiosissimo.

Più della sabbia del mare si sono moltiplicate le mie malvagie colpe, o Sovrano, come mare di compassioni, fammi tornare, salvami per le preghiere, o Verbo della tua genitrice.

Ode 7. Irmòs.

Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Quando venivi flagellato tu flagellavi la velenosa malizia del serpente e venendo appeso al legno, o unico potente, illuminasti tutti perché gridassero: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Gustando dell’albero, il primo uomo Adamo trovò la morte, mentre Cristo, secondo Adamo, venendo ucciso su di esso, dona vita immortale, uccidendo il nemico astutissimo.

Martyrikà. Aspettando il Signore avete sopportato le pene dei supplizi, o martiri e vi siete stabiliti sulla pietra irremovibile della fede, respingendo per impulso divino tutta la malizia del serpente.

Per la vostra passione siete rifulsi più del sole e avete annientato tutte le potenze delle tenebre, o atleti, cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Stavrotheotokìon. Tu, immutabile per la divinità, appeso alla croce hai mutato tutto il creato. Così diceva la Vergine. Vedendo ciò gemo, sbalordita per la tua tremenda economia, o Figlio.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Tu che divinizzasti la natura di Adamo con il tuo parto oltre natura, con la tua materna mediazione riconciliami col Dio benevolo per natura, perché oltre natura ho peccato e l’ho amareggiato.

Tu che per i fedeli fai sgorgare acqua di salvezza, purifica il mio cuore che ogni giorno fa scaturire onde di peccati affinché canti melodiosamente: Benedetta sei tu, che hai concepito Dio nella carne.

Sei divenuta sulla terra il cielo del creatore di cielo e terra; imploralo di scamparmi dai mali della terra e di farmi degno di partecipare dei beni celesti, o Genitrice di Dio.

Ode 8. Irmòs.

Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Tu hai umiliato la superbia del serpente, salendo sulla croce con cuore umile, o Dio eccelso, esaltasti Adamo umiliato dalle passioni, o compassionevole.

Mutando l’amarezza dell’albero hai assaggiato il fiele sull’albero della croce, tu che sei dolcezza di tutti, o Sovrano, vita enipostàtica, luce e salvezza.

Martyrikà. Davanti agli idoli non avete piegato il ginocchio, ma foste immolati come agnelli senza macchia, o illustri e avete piegato la forza del maligno e ora esaltate Cristo nei secoli.

Come templi vivi dello Spirito siete apparsi, o martiri; avete distrutto i templi degli idoli e siete giunti al tempio celeste inneggiando a Cristo nei secoli.

Theotokìon. Giacobbe ti previde nella scala che porta alla vetta dei cieli noi che siamo stati inghiottiti nel baratro dei mali, perciò ti inneggiamo, o pura, nei secoli.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Anche se non voglio, me misero, faccio cose sbagliate, servendo di una abitudine a cui mi hanno asservito servi malvagi allontanatisi da Dio; Vergine Sovrana, rendimi libero.

Tu che hai partorito il grappolo non coltivato, che per tutti stilla il vino salvifico, rendi sobrio me, ottenebrato dall’ebbrezza dell’amaro peccato e salvami, Vergine Sovrana.

Nell’ora del giudizio, o Sovrano, non mettermi condannato fra i condannati, ma accogliendo il mio amaro gemito, salvami per le preghiere di tua Madre, o compassionevole.

Ode 9. Irmòs.

Impossibile per gli uomini vedere Dio che le schiere degli angeli non osano fissare: ma per te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Tu che sei Signore delle ore e dei tempi, in mezzo alla terra, a metà del giorno, o longanime, sei stato innalzato sul legno della croce, per emendare il frutto pernicioso di colui che, in mezzo al paradiso, era sottostato alla caduta.

La croce veniva piantata e il tiranno riceveva nell’anima il colpo mortale; i prigionieri venivano sciolti dalla corruzione, in tutti gli uomini veniva generata la conoscenza, il nemico veniva distrutto e tutto si riempiva di gioia.

Martyrikà. La terra è stata congiunta ai cieli, o martiri del Signore, da quando Cristo è stato immolato sulla croce e ha attirato la vostra moltitudine, che ha subito una moltitudine di tormenti e ora rifulge insieme alla moltitudine dei divini liturghi.

Rifulgendo di luce immateriale, voi siete chiamati dèi per adozione del Signore, o martiri, abitate le tende dei primogeniti e siete ricolmi dell’eterna gloria: per questo, com’è nostro dovere, noi fedeli vi onoriamo.

Stavrotheotokìon. Tremendo parto fu il mio, o Sovrano, quando tremendamente ho generato te, davanti al quale il creato freme, vedendoti ora volontariamente crocifisso: così, levando grida, piangeva un giorno come madre, l’irreprensibile che noi magnifichiamo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Io solo ho follemente calpestato la tua legge salutare, o Cristo e mi sono fatto schiavo di grave trasgressione: nella tua somma bontà, salvami, abbi compassione di me, già condannato, grazie alla pura che ti ha partorito.

Siimi porto, o Sovrana favorita dalla divina grazia, nella tempesta delle tentazioni per cui sono in pericolo; e placando il tumulto delle mie passioni, dissecca l’oceano dei miei peccati, affinchè come devo io canti te, Sdegna di ogni canto.

Mostrami la retta via per la quale io possa trovare la porta che conduce ai regni di lassù, o Vergine, alle divine tende del paradiso, all’eterna e vera beatitudine.

L’esercito dei martiri, l’assemblea dei santi, dei giusti pontefici, dei profeti e degli apostoli e le schiere degli angeli santi, insieme a colei che ti ha partorito ti implorano: salvaci, abbi pietà, o Cristo, nella tua grande misericordia.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

La mia speranza è nella croce, o Cristo e gloriandomi in essa, esclamo: O Signore filantropo, abbatti l’arroganza di chi non ti confessa come Dio e uomo.

Protetti dalla croce come da un muro, noi affrontiamo il nemico, senza temerne le arti e le insidie: perché il superbo è stato annientato e giace calpestato per la potenza del Cristo confitto alla croce.

Martyrikòn. La memoria dei martiri è esultanza per chi teme il Signore: poiché essi, dopo le lotte per Cristo, hanno ricevuto da lui le corone e ora intercedono con sicurezza per le nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Quando la purissima ti vide pendere dalla croce, come madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, dolcissimo Figlio mio, come dunque sopporti una ignominiosa passione?

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Volontariamente innalzato sulla croce, hai richiamato quanti si erano perduti nell’abisso dei mali, o unico misericordiosissimo.

La terra fu scossa e il sole si spense vedendoti patire volontariamente in croce, o Sole di giustizia.

Martyrikòn. Partecipando alla passione del Sovrano, o atleti, comunicate anche al divino splendore divinizzati per partecipazione.

Gloria.

Innalzami dal baratro del peccato, o Cristo mio, tu, uno della Trinità che ti sei degnato di patire la crocifissione.

E ora. Theotokìon.

Stando presso la croce e vedendo tuo Figlio patire volontariamente, lo magnificavi, o Vergine Madre.

Continua a leggere

Plagale II – Giovedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO

Giovedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata apostolikà. Tono pl. 2.

Come ti presentasti in mezzo ai tuoi discepoli, o Salvatore, donando loro la pace così vieni anche tra noi e salvaci.

Speranza buona del mondo.

Inviati come luce sulla terra, illuminaste tutti con i vostri sapienti insegnamenti, fugando con divini dogmi la tenebra del politeismo, facendo risplendere la luce della Trinità e salvando molti popoli dal cupo inganno, o apostoli del Salvatore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Aprici la porta della compassione, benedetta Madre di Dio, non permettere che restiamo delusi, noi che in te speriamo, possiamo, grazie a te, essere liberati dalle avversità, perché sei tu la salvezza del popolo cristiano.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

La memoria dei tuoi apostoli, Signore, si rivelò paradiso in Eden: in essa infatti esulta l’ecumène; dacci dunque per le loro suppliche la pace e la grande misericordia.

La dozzina degli apostoli, Signore, apparve sulla terra come sole dai dodici fuochi; con essa infatti consumasti il danno dell’errore; per essi rischiari le anime dei tuoi servi e con essi salva anche noi, o compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon. Speranza buona.

Santa e pura Sovrana, Madre del nostro Dio, tu che ineffabilmente generasti il Creatore di tutti, implora in ogni tempo la sua bontà, con i sacri apostoli, perché ci riscatti dalle passioni e ci doni remissione dei peccati.

Dopo la terza sticologìa, altri Kathìsmata.

Rovesciando le doppiezze con la rete della fede divina, i pescatori trassero tutti dall’abisso della vanità e li offrirono a Dio per onorarlo e magnificarlo sempre.

Martyrikòn. La memoria dei tuoi santi, Signore, è divenuta come il paradiso in Eden in essa infatti tutto il creato esulta; per le loro suppliche, concedici dunque la pace e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Stando nel tempio della tua gloria, ci sembra di stare in cielo; Madre di Dio, porta celeste, aprici la porta della tua misericordia.

Canone dei santi apostoli.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo sommerso nel mare il faraone inseguitore, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Essendo luce del mondo, o divini, ci illuminaste con splendidi bagliori e ci liberaste dalla notte di passioni e dalla nebbia di tentazioni, o beati in Dio.

Il santo Spirito vi stabilì principi sulla terra, o discepoli del Signore, perciò liberaste dai principi dell’aria i fedeli.

Come splendidi carboni accesi dal fuoco immateriale, bruciate, o sapienti, le mie passioni materiali, guidandomi alla luce dell’impassibilità e della vita.

Theotokìon. Per le preghiere degli apostoli, dei profeti e dei martiri, Signore Gesù, re di tutti e della pura che ti concepì, abbi compassione del popolo che contro di te ha peccato.

Canone di san Nicola. Acròstico: Un sesto canto accetta, o Nicola. Giuseppe.

Irmòs. Il faraone visibile.

Tu che abiti nei cieli con gioia, o padre sapiente, con la tua mediazione dilegua ogni pena maligna dai cuori di quanti a una voce sulla terra t’inneggiano.

Contro le vili passioni, contro i nemici invidiosi, contro ogni errore del male rafforza ora quanti con fede accorrono alla tua santa protezione, o padre Nicola.

Con la tua divina intercessione, o Nicola, vieni a guarire noi, colpiti da invisibili arcieri, affinché percorriamo le vie del Signore.

Theotokìon. Il Figlio consustanziale e coeterno al Padre ha voluto negli ultimi tempi abitare il tuo grembo per il rinnovamento di noi fedeli, o Madre di Dio, perciò t’inneggiamo.

Ode 3. Irmòs.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Il divino Spirito effuso dalle vostre lingue con la sua tremenda venuta, grazie a voi rinnova per la vita divina gli uomini decaduti, gloriosi apostoli.

Nel giorno del giudizio quale perdono avrò per le colpe commesse consapevolmente? Perciò a te grido: Per i tuoi discepoli, abbi pietà di me, autocondannato.

Imitando la passione salvifica di Cristo, o medici, sanate le pessime passioni croniche della mia anima, essendo gloriosi apostoli.

Theotokìon. Per gli apostoli e per colei che ti concepì, o Cristo, converti me peccatore: abbi pietà e liberami dal fuoco eterno, Salvatore.

Canone di san Nicola. Fondando il pensiero.

Sapientemente ottenesti la vittoria sulle passioni, rovina dell’anima, o beatissimo Nicola; per le tue preghiere libera in ogni tempo noi, malamente aggiogati da loro.

Avendo mortificato con la continenza le membra della carne, sei passato alla vita senza fine; fa’ in modo che per le tue preghiere la otteniamo anche noi, che con gioia ti celebriamo.

Sorvegliandoci dal cielo, o gerarca santo, non smettere di allontanare da noi ogni sventura della vita con le tue preghiere.

Theotokìon. Implora, o pura, il Redentore di donarci scioglimento dai peccati, dileguando sempre con le tue preghiere, o casta, la tenebra delle anime.

Ode 4. Irmòs.

Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.

Porti tranquilli e aperti, mettete in salvo verso l’approdo sereno della vera penitenza me, sballottato nella tempesta di pericolosi peccati.

Anima mia, anima mia, gemi e piangi; povero mio cuore, aderisci tutto al Benevolo, affinché ti liberi da fiamma e inferno.

Divenuti salvatori dei mortali, supplicate il Signore Salvatore di salvarci come amico degli uomini da gravi tentazioni, apostoli beatissimi.

Theotokìon. Vergine pura, Vergine senza macchia con gli apostoli supplica per noi affinché siamo liberati da difficili situazioni e tentazioni.

Canone di san Nicola.

Ho udito, Signore.

Con la tua intercessione presso il Dio benevolo, risana, o Nicola, il mio cuore irrimediabilmente vulnerato dal seduttore.

Frantumasti gli idoli della perdizione, o servo di Cristo, perciò ti imploro con fede di annientare i funestissimi idoli del mio intelletto.

Per le tue opere di giustizia, o sapiente in Dio, sei divenuto fonte di profumo e ornasti di mirra il seggio episcopale, o padre e gerarca Nicola.

Theotokìon. Benedetta madre del nostro Dio, libera da ogni vergogna i tuoi cantori, o Vergine senza coniugio, unico soccorso della stirpe umana.

Ode 5. Irmòs.

Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con amore vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.

Seguendo sapientemente la via che porta alla vita attraverso stretti passaggi, tentazioni e tribolazioni, discepoli del Verbo, appianate i sentieri della mia anima.

Lucerne del divino oriente, liberatemi dalla tenebra delle passioni, dalla caligine dei piaceri e dalla pioggia di tentazioni, difficoltà e pericoli, o apostoli di Cristo.

Tomi deiformi del Verbo, supplicate affinché io venga scritto nel libro della vita, cancellando il tremendo elenco dei miei peccati con le vostre preghiere, o apostoli.

Theotokìon. Speranza mai confusa di tutti, con le suppliche tue e dei divini discepoli al Sovrano, salva me, che in te spero, mia salvezza e speranza, unica lodatissima.

Canone di san Nicola.

Tu che invii la luce.

Con la tue sacre preghiere, o Nicola, trattienimi dal torpore della pigrizia, rendendomi pronto.

Implora Gesù Salvatore di scamparmi dal castigo eterno, o gerarca Nicola.

Con le tue preghiere, gerarca Nicola, salvami dagli scandali del mondo e dalla perfidia dei demòni.

Theotokìon. Colui che concede a noi l’esistenza abitò il tuo grembo, Madre di Dio; supplicalo di salvarci.

Ode 6. Irmòs.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Come tavole scritte da Dio, serbaste con sapienza senza errore nelle anime i decreti dello Spirito, con cui aboliste la legge della lettera, salvando il mondo, o gloriosi.

O anima peccatrice, asservita pazzamente da cattiva abitudine torna con la penitenza e grida a Dio pietoso: Per gli apostoli, o Verbo, salvami.

Uniscimi alle pecore alla tua destra alla tua terribile e tremenda venuta, per le preghiere delle tue pecore elette, i tuoi divini predicatori, tu che senza colpa t’immolasti per tutti.

Theotokìon. Il coro degli incorporei liturghi supplica te, Figlio di Dio preeterno, la folla dei discepoli t’implora: per la tua Genitrice, concedi le tue misericordie al tuo popolo.

Canone di san Nicola. Inghiottito dal mostro.

Tutto il creato, avendo te, Nicola, come torcia spirituale, si illumina coi raggi dei tuoi prodigi senza pari.

O Nicola, tu che vegli e difendi quanti a te accorrono, scampami dal pesante torpore in cui sono caduto per negligenza.

Un tempo hai salvato i condannati a un a morte ingiusta: salvami dunque dalle colpe che minacciano la mia anima, o gerarca sapiente.

Theotokìon. Unica Vergine pura e piena di grazia, vieni in mio aiuto, perché di continuo sono esposto alla tempesta e ai pericoli della vita.

Ode 7. Irmòs.

Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Con l’amo del Verbo pescando tutti dal baratro dell’errore, li guidaste al Verbo immolato per noi, o apostoli, a lui cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Conversando direttamente, o apostoli, con colui che apparve in corpo materiale, vi illuminaste dei suoi luminosi splendori; illuminate dunque me, che grido: Benedetto ei tu, Dio dei nostri padri.

Supplicate il buon pastore, discepoli divini, di cercare e salvare me, smarrito sui monti della trasgressione, gridando melodiosamente: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Coi profeti, gli apostoli e i martiri, implora, o Vergine, colui che concepisti di liberare dai mali tutti quelli che con timore a lui acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Canone di san Nicola.

Tu che ascoltasti l’inno.

Con la forza divina, o beatissimo, sgominasti lo schieramento degli eretici e salvasti il tuo gregge dal loro inganno.

Appari ai marinai e sfami la città in pericolo: con le tue preghiere, o padre santo, libera la mia anima dal pericolo che la minaccia.

Per le tue preghiere, padre santo, fortifica quanti ti chiamano in aiuto, calma la bufera scatenata dai demòni.

Theotokìon. Santissima Madre di Dio, Sovrana della stirpe umana, per le tue preghiere liberami del tutto dalla schiavitù delle passioni.

Ode 8. Irmòs.

Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Dissodaste i cuori incolti con l’aratro del Verbo seminando il venerabile dogma che centuplica la spiga, mietendo i salvati, o divini veggenti.

Con la falce delle preghiere mondate tutta la zizzania della mia mente, o apostoli, divini agricoltori del Salvatore, affinché produca la spiga di salvezza.

Addormentando la malizia del nemico, vi addormentaste fra i giusti, o discepoli del Verbo, divenendo per noi insonni intercessori per tutti i secoli.

Theotokìon. Dal fuoco inestinguibile scampami, Signore per le gradite preghiere dei profeti, dei martiri, dei tuoi apostoli e della fanciulla senza uomo, che ti ospitò ineffabilmente in grembo.

Canone di san Nicola.

I tuoi santi fanciulli.

Giungendo al vertice di una condotta splendida, famoso in tutta l’ecumène per molteplici prodigi, illumini, o teoforo Nicola, quanti sono nelle tenebre.

Riempi divinamente di grazia quanti ti onorano, o Nicola, seda la perfidia di uomini ostili che ci aggrediscono, o Nicola.

Tu che con la forza dello Spirito hai spezzato i legami dei demòni, con le tue preghiere liberami, governando la mia vita, o gerarca sapiente Nicola.

Theotokìon. Noi inneggiamo te, Madre di Dio, perché hai abolito la maledizione e introdotto la benedizione per quanti ti riconoscono come Madre senza uomo del nostro Dio.

Ode 9. Irmòs.

Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Annunciando a tutto il mondo Dio che conversò con gli uomini e che con un’incomparabile unione divinizzò ciò che è mortale, liberaste tutti dall’inganno ateo; perciò, o apostoli divini, sempre siete detti beati.

Voi che avete raffigurato la passione di Cristo attraverso svariate patimenti del corpo, o apostoli, mortificate le passioni della mia carne e vivificate la mia anima esausta, in pericolo, in uno stato mortale.

Sii per me via che mi conduce alla via sicura dei tuoi comandamenti, o filantropo, perché sono caduto nei baratri del peccato, vado errando e pericolosamente deviando verso vie cattive.

Theotokìon. I cori di angeli, arcangeli e potestà, le potenze, i principati e le dominazioni, i cherubini, i serafini e i troni, o Cristo e l’assemblea degli apostoli, ti implorano con colei che ti partorì, o solo Re: Salva i tuoi servi.

Canone di san Nicola.

Tu che hai accolto.

O bellezza dei sacerdoti, fonte di prodigi, scongiura il Dio filantropo perché possiamo trovare remissione per i nostri peccati.

Come liberasti un tempo i prigionieri dalla morte, cosi libera noi dalle prove della vita, o Nicola.

Sepolto in Mira di Licia, fai scaturire in ogni tempo unguenti profumati, o Nicola, che dileguano il fetore delle passioni.

L’avvento del Creatore è alle porte, non essere negligente, o anima, ma grida: Per le preghiere di Nicola, salvami, o Cristo.

Theotokìon. O tu che hai partorito la luce, illumina gli occhi senza vista del mio cuore, o lodatissima, affinché da te salvato, io t’inneggi.

Apòsticha delle lodi, apostolikà.

Un tempo i tuoi discepoli, o Cristo, sbattuti dalla tempesta sulla barca, gridavano: Maestro, salvaci, periamo! E ora noi gridiamo: Salvatore nostro amico degli uomini, liberaci dalle angustie, ti preghiamo.

I tuoi apostoli, Signore, raggiunsero ora il fondo del mare con le reti ora le altezze del regno con i dogmi; con la loro arte esplorarono l’insondabile abisso e con la fede raggiunsero il tuo seno immenso e predicarono al mondo tuo Figlio oltre il tempo. Per l’intercessione loro e di tutti i santi, abbi pietà di noi.

Martyrikòn. Ha reso mirabili il nostro Dio i santi e le sante: esultate e rallegratevi, voi tutti suoi servi, perché ha preparato per voi la sua corona e il suo regno; ma, vi preghiamo, non dimenticatevi di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon. Il terzo giorno.

Di grandi doni fosti degna, o Vergine pura, Madre di Dio venerabile, perché nella carne partoristi colui che è uno della Trinità, Cristo datore di vita, per la salvezza delle nostre anime.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Come nubi avete piovuto nel mondo l’acqua della conoscenza divina, o luminosissimi apostoli del Signore.

Avete percorso il mondo come mistici raggi, o gloriosi apostoli, illuminando la stirpe umana con la fede.

Martyrikòn. Fusi dal fuoco dei supplizi, o martiri, riceveste dal Signore divina rugiada che vi rinfrescò.

Gloria.

Adorando la santa e venerabile Trinità, o fedeli, ad una sola voce gridiamo: per le preghiere degli apostoli salva noi tutti.

E ora. Stavrotheotokìon.

O Madre di Dio, che con un verbo generasti oltre il verbo il coeterno al Padre senza principio, supplicalo di salvare le nostre anime.

Continua a leggere

Plagale II – Venerdì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Venerdì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata stavròsima.

Oggi si compie la parola profetica: perché, ecco, noi adoriamo il luogo dove si posarono i tuoi piedi, Signore e gustando dell’albero della salvezza, otteniamo la liberazione dalle passioni del peccato, per le preghiere della Madre di Dio, o solo filantropo.

Appena l’albero della tua croce fu piantato, o Cristo, si scossero le fondamenta della morte, o Signore: ciò che con brama aveva inghiottito, l’ade lo rese con tremore. Ci hai mostrato la tua salvezza, o santo e noi ti glorifichiamo, Figlio di Dio: abbi pietà di noi.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Speranza buona.

Sola agnella pura, Vergine Madre di Dio, vedendo pendere volontariamente dalla croce colui che dal tuo sangue puro si era incarnato, tu esclamavi, o Vergine, tra lacrime amare: Figlio mio paziente, io canto tutta la tua tremenda economia.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

La tua croce, Signore, è piena di santità: in essa infatti trovano guarigione i malati per il peccato; per essa, a te ci prostriamo. Abbi pietà di noi.

Signore, i giudei condannarono a morte te, vita di tutti; quanti per la verga di Mosè avevano attraversato a piedi il Mar Rosso, ti inchiodarono alla croce; quanti avevano succhiato il miele dalla pietra ti offrirono fiele: ma tutto volontariamente sopportasti per liberarci dalla schiavitù del nemico. O Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Speranza buona.

Stando presso la croce la Vergine Madre di colui che senza passione, oltre ogni comprensione, aveva partorito incarnato, gridava, lasciando scorrere lacrime materne: Non sopporto di vederti pendere morto, tu che dai il respiro a quanti vivono sulla terra, o mio Figlio e Dio.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Speranza buona del mondo.

Croce che scacci i demòni, curatrice degli infermi, forza e custode dei fedeli, vittoria dei re, vero vanto degli ortodossi, sostegno della Chiesa di Cristo: sii nostra sicurezza, baluardo e sentinella, o legno benedetto.

Martyrikòn. Luce perpetua per i giusti: poiché, resi luminosi in te, i santi risplendono sempre come astri, spegnendo la lampada degli empi; per le loro preghiere, Salvatore nostro, tu illuminerai la mia lampada, Signore e mi salverai.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Santissima Madre di Dio, non abbandonarmi nel tempo della mia vita: non affidarmi a una protezione umana, ma tu stessa soccorrimi e abbi pietà di me.

Canone stavròsimo. Acròstico: La venerabile passione del Sovrano canterò. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Colui che un tempo ha sepolto sotto i marosi il tiranno inseguitore, lo hanno sepolto sotto terra i figli dei salvati; ma noi come le fanciulle cantiamo al Signore. Gloriosamente infatti si è glorificato.

Con la tua venerabile passione onorasti l’umanità disonorata: perciò venerandoti con timore magnifichiamo e con fede glorifichiamo il tuo potere. Gloriosamente infatti si è glorificato.

Col tuo sangue, o Verbo, fermasti gli iniqui spargimenti di sangue e dalla sozzura della malizia purificasti la natura umana, o Onnipotente; perciò, noi salvati, glorifichiamo il tuo potere.

Stavrotheotokìon. La Vergine non sposata, vanto dei fedeli, vedendoti nella passione privo di bellezza, maternamente ti parlava e con affetto ti glorificava.

Canone della Theotòkos.

Acròstico alfabetico. Stesso irmòs.

Vergine incontaminata, gloriosa Maria piena di grazia, tu che procuri gioia, colma di divine grazie quanti divinamente t’inneggiano, affinché ti cantiamo un’ode grata.

Profondi i tuoi misteri, Madre di Dio! Poiché portando tra le braccia colui che le schiere di angeli non osano guardare, ti rivelasti Sovrana delle creature; perciò ti diciamo beata.

Tutta la stirpe dei mortali fu condannata alla corruzione della morte per l’assaggio dell’albero del progenitore; ma viene richiamata per te, Fanciulla, che generasti la vita incorruttibile.

Ode 3. Irmòs.

La creazione, vedendo appeso sul Calvario te, che senza appoggio hai sospeso tutta la terra sulle acque, si contraeva sbigottita e gridava: Non c’è santo all’infuori di te, Signore.

Vedendo crocifisso e col cuore trafitto te, che hai sospeso la terra sulle acque e riconoscendoti, luce di tutti, il sole si coprì di tenebra.

Il maligno che un tempo ferì Adamo in paradiso, Signore longanime, fu ferito inguaribilmente dai tuoi chiodi, mentre i fedeli venivano sanati dalle loro ferite.

Stavrotheotokìon. Vedendo colpito da lancia il frutto del tuo grembo, santissima Vergine, il tuo cuore fu trafitto e gemendo dicevi: E’ questa dunque la gratitudine di questo popolo, Figlio mio!

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Avendomi frodato con inganno un tempo col desiderio della divinizzazione, il nemico, o Madre di Dio, mi gettò sulla terra, ma Cristo ebbe compassione di me e mi riplasmò prendendo carne dal tuo grembo.

La sentenza della maledizione antica, per la tua mediazione, Madre di Dio, venne meno, poiché il Signore sommamente buono, apparso in te, purissima, fece scorrere la fonte copiosa della benedizione.

Ezechiele profeta ti previde come porta della vita che il solo Signore incarnato avrebbe oltrepassato lasciandola chiusa, o Vergine, dopo esser passato, come l’Altissimo stesso sa.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo, Avvacùm, il tuo divino annientamento sulla croce, sbigottito gridava: tu hai infranto la forza dei sovrani, o buono, unendoti agli abitanti dell’ade, nella tua onnipotenza.

Fermando lo slancio di una mano tesa verso l’albero e volendo salvare i morti, o Signore, con la tua immolazione sull’albero della croce hai fatto scorrere dal tuo seno per i malvagi la redenzione.

Hai subito la passione, Salvatore, per salvarci nella tua somma bontà dalle passioni irragionevoli; gusti il fiele tu, fonte di dolcezza divina e con la morte mi procuri la vita.

Stavrotheotokìon. Senza dolore ti ho partorito: come ora ti vedo avere a che fare col dolore? Come sopporti questo, Figlio eterno? Così gridava la Vergine: Glorifico la tua longanimità.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

O eletta tra tutte le generazioni, tu che sola superi ogni onore, splendente di virtù, Vergine pura, fa’ rifulgere del tuo chiarore i tuoi cantori.

Nel tuo casto grembo, Madre di Dio, verginalmente concepisti nella carne il Signore Dio e Salvatore, che da ogni male libera tutti i tuoi cantori, Vergine pura e piena di grazia.

Il coro degli angeli incorporei attornia il tuo divino Figlio in cielo e sulla terra la stirpe umana, o Madre di Dio, con affetto a te canta: rischiara i nostri cuori con i riflessi del tuo splendore.

Ode 5. Irmòs.

Veglio davanti a te, che per la tua compassione per il caduto senza mutare svuotasti te stesso e fino a subire passione, Dio Verbo impassibile. Concedimi la pace, o filantropo.

Sei apparso morto sul Cranio, tu che con la passione della tua carne uccidesti l’ade e sospeso alla croce non avevi più forma, né bellezza, o Cristo, volendo abbellire me come filantropo.

Per fermare le passioni del primo Adamo ti lasciasti inchiodare alla croce e con la lancia che trapassava il tuo fianco distogliesti, Signore, la spada infocata affinché i tuoi servi possano infine entrare.

Stavrotheotokìon. Germogliasti dalla radice di Iesse, o Fanciulla e come fiore porti l’agricoltore del mondo, che dissecca i germogli dell’errore con la pianta della croce, patendo nella sua carne per compassione.

Canone della Theotòkos. Vedendo Isaia.

La scala che saliva al cielo, apparsa in immagine a Giacobbe, è lo sbalorditivo prodigio del tuo concepimento, o sposa divina, per cui in effetti Dio dimorò fra noi per divina condiscendenza per ricondurci alla vita primitiva.

Liberati per te dal dolore materno, o Genitrice di Dio, siamo divenuti colmi di consolazione poiché tu hai concepito la gioia e la letizia di tutto il mondo; per le tue preghiere salva e serba da ogni pericolo, o Vergine benedetta, i tuoi cantori.

Iniziato ai tuoi misteri, in visione divina Mosé vide la tua immagine nel roveto incombusto nel fuoco poiché in te, divina sposa, che superi ogni creatura, dimorò senza bruciarti il Creatore.

Ode 6. Irmòs.

Fu preso Giona, ma non trattenuto nel ventre del mostro marino: poiché era figura di te, che hai patito e sei stato posto in una tomba, egli balzò fuori dal mostro come da un talamo e gridava alle guardie: Voi che custodite vanità e menzogne, avete abbandonato la misericordia che era per voi.

Incrociando le mani per benedire i suoi figli, Giacobbe prefigurò la tua santa croce: quando vi salisti, o altissimo Dio, liberasti la stirpe umana dall’antica maledizione e facesti splendere la benedizione su chi ti benedice, Creatore e Salvatore sommamente buono.

Prefigurando la tua passione, Mosé alzò un tempo il serpente di bronzo liberando quanti lo guardavano dal morso velenoso dei serpenti: per la tua crocifissione, infatti, o Verbo, tutti noi fedeli siamo liberati dalla malizia del serpente maledetto da Dio.

Stavrotheotokìon. Vedendo la crocifissione del pastore e Sovrano di tutti, l’agnella Madre gridava piangendo: Che cos’è, Figlio mio, questo mistero muovo, che cos’è questa morte che accetti di subire tu, per natura immortale, volendo però salvare dalla tomba i mortali?

Canone della Theotòkos.

Stesso irmòs.

Le figure della Legge, Vergine Madre di Dio e gli oracoli dei profeti palesemente mostrarono che avresti concepito il Salvatore di tutti e il benefattore di tutto il creato, che molte volte e in molti modi colmò di beni quanti con affetto e fede ti glorificano, o Sovrana pura.

Per l’inganno dell’omicida nemico di Dio i nostri progenitori furono allontanati dal paradiso, ma alle sue delizie tu, Madre di Dio, li riconduci generando il Salvatore e Signore, che, nella sua potenza divina, patì crocifissione e sepoltura.

Colui che dal non essere plasmò l’universo con la sua potenza creatrice e la sua volontà divina, uscì uomo e Dio dal tuo grembo, o pura Vergine, per rischiarare col suo divino splendore quanti un tempo stavano nelle tenebre dell’errore.

Ode 7. Irmòs.

Indicibile prodigio: colui che nella fornace ha liberato i santi fanciulli dal fuoco, è deposto in una tomba morto, senza respiro, per la salvezza di noi che cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Tremò di timore la terra, quando fosti condannato alla croce: il sole, vedendoti, sospese la sua luce; quanti erano nelle tenebre videro la luce della tua venuta cantando: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Colpito dalla canna e coronato di spine come un re, nella tua benevolenza hai patito oltraggi, o Salvatore, Cristo nostro Dio, al quale cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Stavrotheotokìon. Accetti la croce, diceva vedendoti la Madre di Dio, la mia anima è colma di dolore; tu muori, o eterno Figlio, donando la vita a quanti cantano: Dio redentore, tu sei benedetto.

Canone della Theotòkos.

Stesso irmòs.

Come regina vestita degli ornamenti dorati del tuo splendore, ti ha amato il tuo Figlio e Signore per salvare quanti a te inneggiano: Benedetto il frutto del tuo grembo, o pura.

Trovando una rosa pura tra le spine, o purissima, il Signore colmò di grazie profumate dello Spirito noi, che compunti inneggiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

I divini profeti, vedendo i segni del tuo concepimento divino, acclamavano con gioia, o purissima: Dio verrà dalla Vergine per liberare quanti a lui inneggiano: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Sbigottisci tremando, o cielo e si scuotano le fondamenta della terra: perché ecco, è annoverato tra i morti il Dio che è negli eccelsi ed è ospitato in una piccola tomba; fanciulli, beneditelo, sacerdoti, celebratelo, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Bevi il calice desiderato, o Cristo, per la passione della croce, versando dal tuo fianco vivifico per colui che morì per la costola, le fonti del perdono affinché a te inneggi: Sacerdoti, benedite, popolo esaltate per tutti i secoli.

Quando l’iniquo popolo ti condannò al supplizio della croce in mezzo ai criminali, tremò la terra e tutti con timore inneggiavano: Fanciulli, benedite, sacerdoti inneggiate, popolo esaltate per tutti i secoli.

Stavrotheotokìon. Dio eccelso e Figlio eterno, tu sopporti oltraggi, sputi e croce, colpito per scherno con la canna. Così gridava la Madre di Dio: Glorifico la tua magnanimità che i fanciulli benedicono, i sacerdoti inneggiano, i popoli esaltano per tutti i secoli.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

A Daniele, profeta divinamente ispirato, ti sei mostrato come monte non tagliato: poiché da te, fanciulla, senza mano d’uomo fu tagliata una pietra, Cristo, unico Dio, che i fanciulli benedicono, i sacerdoti inneggiano, i popoli esaltano per tutti i secoli.

Con inni gli strateghi di lassù sempre glorificano il tuo parto, o pura e a te, fanciulla sempre vergine, con gioia con noi inneggiano come Genitrice di Dio, che i fanciulli benedicono, i sacerdoti inneggiano, i popoli esaltano per tutti i secoli.

Coi raggi del tuo splendore, illumina ora quanti ti venerano come vera Madre di Dio, pura genitrice della luce, poiché apparisti dimora della luce, o Vergine a quanti con fede a te gridano: Salve, piena di grazia e glorificata per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Non piangere per me, Madre, vedendo nella tomba il Figlio che senza seme concepisti in grembo: perché io risorgerò e sarò glorificato e poiché sono Dio, senza sosta innalzerò nella gloria quanti con fede e affetto ti magnificano.

Per redimere dalla corruzione, nella tua bontà, colui che si era corrotto avendo mangiato il piacevole frutto dell’albero, o solo Salvatore, accettasti di essere crocifisso nella carne e messo a morte: e noi senza sosta cantiamo, o Gesù, la tua grande compassione e potenza.

O quali dolori sopportasti, disteso sulla croce, per sollevare me da terribili dolori, o Salvatore! E come, incoronato di spine hai strappato tutte le spine delle passioni! E come, abbeverato di aceto hai versato per noi un calice di letizia!

Stavrotheotokìon. Tu porti colui che tutto porta e tieni tra le mani come infante colui che ci strappò alla mano del nemico che ci osteggia, o Sovrana pura; e guardi, innalzato sul legno della croce, colui che ci strappò alla fossa del vizio.

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Tu sei soprannaturalmente divenuta, o Genitrice di Dio, colei che ci procura gioia eterna e vita, o pura, perché generasti il Salvatore di tutti, colui che veramente ha tolto ogni lacrima dalla faccia della terra e a tutti ha assegnato la gioia.

Davide tuo progenitore, salmeggiando, ti chiamò simbolicamente arca e Mosè, il veggente, urna d’oro della divina manna o pura, perché tu hai accolto in te, o Madre di Dio, colui che è sempre nel seno paterno: perciò con inni ti glorifichiamo.

Sei realmente più elevata di tutto il creato, poiché generasti nella carne il Dio delle creature: perciò ti abbiamo come protettrice, o Sovrana, come salda speranza e muro fortificato e speriamo di giungere, grazie a te, alla salvezza.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

La mia speranza è nella croce, o Cristo e gloriandomi in essa, esclamo: O Signore amico degli uomini, abbatti l’arroganza di chi non ti confessa come Dio e uomo.

Protetti dalla croce come da un muro, affrontiamo il nemico senza temerne le arti e le insidie: il superbo, infatti, è stato annientato e giace calpestato per la potenza di Cristo, confitto alla croce.

Martyrikòn. Signore, nella memoria dei tuoi santi, tutto il creato festeggia: esultano i cieli con gli angeli e la terra si allieta con gli uomini; per le loro suppliche, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sono stato confitto al legno come uomo e sono morto e nella tomba sono stato deposto come un mortale, ma come Dio, o Madre pura, o Vergine, di nuovo io risorgo nella gloria il terzo giorno.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Con le mani stese sul legno, abbracciasti tutte le genti che cantano la tua buona compassione, o Cristo nostro Dio.

Inchiodato volontariamente sul legno, o Cristo, col tuo potere spezzasti del tutto i pungiglioni del distruttore.

Martyrikòn. Deliziandovi dei supplizi, o atleti, diventaste degni della delizia del paradiso, pregando senza sosta per il mondo.

Gloria.

Signore, Padre e Figlio e Spirito coregnante, da tutte le pene strappaci.

E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendoti steso sulla croce, la Vergine gemeva piangendo; per le sue preghiere salvaci, Signore.

Continua a leggere

Plagale II – Sabato – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà

Resistenze di atleti nell’arena, tormenti inflitti ai martiri dai tiranni, mentre i cori degli incorporei assistevano, tenendo i premi della vittoria; i sapienti sbalordirono tiranni e re e abbatterono Beliar confessando Cristo: o tu che hai dato loro la forza, Signore, gloria a te.

I santi, sopportata una lotta da atleti e ricevuti da te i premi della vittoria, vanificarono i disegni degli iniqui e ottennero le corone dell’incorruttela; per la loro mediazione, o Dio, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che chiamasti Madre tua la benedetta, sei venuto alla passione di tuo libero volere, facendo luce sulla croce, perché volevi cercare Adamo e dicevi agli angeli: Rallegratevi con me, perché è stata ritrovata la dracma perduta. Tu che tutto disponi con sapienza, o Dio, gloria a te.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos

e i necròsima evloghitària.

La memoria dei tuoi santi, Signore, è divenuta paradiso in Eden: in essa infatti tutto il creato esulta; per le loro suppliche, concedici dunque la pace e la grande misericordia.

Necròsimo. Veramente vanità è il tutto e la vita è ombra e sogno: invano si agita ogni figlio della terra, come dice la Scrittura; quando avremo guadagnato il mondo, allora la nostra dimora sarà la tomba, dove si trovano insieme re e poveri. Da’ dunque riposo ai defunti, o Cristo Dio, nel tuo amore per gli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon. Speranza buona.

Potente protezione e rifugio dei figli della terra, Genitrice di Dio Maria, tu che partoristi nel tempo il Figlio e Verbo di Dio che è oltre il tempo, imploralo come Madre con fervore, con i profeti, i martiri e gli asceti divini, affinché salvi i defunti.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Con discorsi celebro gli operai del Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Il faraone visibile fu sprofondato con l’armata, mentre Israele attraversando il mare gridava: Cantiamo al Signore Dio poiché si è glorificato.

Svergognando con intelletto illuminato i tenebrosi tiranni che bestemmiavano la luce, i martiri, riportando vittoria, sapientemente si trasferirono presso la luce senza sera.

I gerarchi di Cristo, il coro dei beati, dei profeti e la moltitudine di tutti i giusti, irraggiati dalle forme delle virtù, giunsero alle dimore celesti.

Tutta la moltitudine delle donne si avvicinò a Dio, calpestando e uccidendo con virili pene il pessimo ingannatore di Eva e con cantici divini viene beatificata.

Necròsimo. O Cristo, che in principio plasmasti dalla terra l’uomo, ti preghiamo, dà riposo alle anime dei tuoi servi nelle tende dei giusti e in luoghi sereni, come sommamente buono.

Theotokìon. Più sacra dei cherubini e serafini, o pura, ti rivelasti generando il Creatore del creato: supplicalo senza sosta di aver compassione dei tuoi servi che ti glorificano.

Canone dei defunti. Acròstico: Un sesto canto rivolgo ai defunti. Poema di Teofane.

Ode 1. Dopo che Israele.

Nei talami celesti senza sosta i gloriosi martiri ti implorano, o Cristo; degnati di concedere i beni eterni ai fedeli che hai tolto dalla terra.

Ornando l’universo plasmasti me, l’uomo come essere intermedio tra la piccolezza e la grandezza: perciò dà riposo alle anime dei tuoi servi, o Salvatore.

Del paradiso cittadino e giardiniere in principio mi hai stabilito; dopo che trasgredii il tuo comando, mi hai cacciato; dà riposo, dunque, o Salvatore, alle anime dei tuoi servi.

Theotokìon. Colui che dal fianco plasmò un tempo la nostra progenitrice Eva, dal tuo grembo immacolato si riveste di carne e per essa, o pura, ha sciolto il potere della morte.

Ode 3. Irmòs.

Fondando il pensiero della mia anima, stabiliscila sulla pietra della tua fede, Signore, poiché ho te come rifugio e saldezza, o buono.

Soffrendo pene fisiche, gli atleti con gioia hanno scoperto le ricompense che ora mettono fine ai loro dolori e per grazia fanno smettere tutte le nostre pene.

Respingendo con mente risoluta le belve feroci, i divini gerarchi hanno scampato dalla loro malizia i greggi divini di Cristo.

Accettando volentieri il giogo di Cristo, il coro dei beati uccise il pensiero della carne e ottenne la vita eterna.

Necròsimo. Scampa dal fuoco eterno, o Cristo, quanti piamente hanno lasciato questa vita e dà loro remissione delle colpe e il gaudio eterno, o buono.

Theotokìon. Le donne che amarono Cristo, ora con pensiero gioioso danzando attorniano te, che ineffabilmente lo generasti, Sovrana purissima.

Canone dei defunti.

Non c’è santo come te.

Lealmente lottarono i tuoi martiri, o datore di vita e da te furono insigniti della corona di vittoria e intercedono affinché i fedeli trapassati ottengano la redenzione eterna.

Ammaestrasti me sviato prima per mezzo di molti prodigi e segni, infine hai svuotato te stesso e, come compassionevole, mi hai cercato, trovato e salvato.

A quanti a te affidarono la fragilità di questa vita, concedi, Signore, di abitare con gioia nelle dimore eterne, giustificandoli per la fede e per la grazia.

Theotokìon. Nulla è puro come te, purissima Madre di Dio: tu sola infatti dai secoli concepisti in grembo il Dio vero, che scioglie il potere della morte.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, ho compreso le tue opere e mi sono sbalordito; gloria alla tua potenza, Signore.

Vedendo calpestato sotto i loro piedi il superbo, gli atleti ritti in piedi grati glorificavano il Creatore di tutto.

Armati di splendide parole, i gerarchi salvarono gli uomini dalla tenebra dell’errore, guidandoli alla luce della conoscenza.

Apparvero come carboni per la fervente unione col divino e bruciando le passioni, i beati grandemente sono glorificati.

Necròsimo. O Signore, che hai potere sui vivi e sui morti, dà riposo ai defunti con tutti coloro che ti furono graditi, o Sovrano.

Theotokìon. Indossando ineffabilmente da te, purissima, una carne, il Signore gradì l’assemblea delle donne che virilmente lottarono.

Canone dei defunti. Cristo è mia forza.

Mostrando loro i segni d’una più alta Sapienza e della tua bontà generosissima, Signore, hai annoverato i santi martiri tra gli angeli del cielo.

Rendi degno colui che da qui è trapassato, o Cristo, di ottenere la tua gloria ineffabile, là dove è la voce dei festanti e la dimora della gioia pura.

Colui che inneggia il tuo dominio divino e che dalla terra hai preso, accoglilo rendendolo figlio della luce e purificandolo dalla macchia del peccato.

Theotokìon. Ciborio purissimo, tempio incontaminato, arca santissima, luogo verginale della santificazione, il Sovrano ha scelto te, gloria di Giacobbe.

Ode 5. Irmòs.

Tu che invii la luce nel mondo, o Cristo, illumina il mio cuore: dalla notte grido a te e tu salvami.

Indossando la veste tinta dalla grazia dall’alto, spogliaste il nemico, o atleti.

Con i santi profeti onoriamo i gerarchi di senno divino e i beati che furono graditi a Dio.

Dai confini dell’universo, o martiri, lottando gridavate e Cristo udì la vostra voce.

Necròsimo. Degnati, Signore, di collocare nelle tende dei giusti i tuoi servi fedeli, senza tener conto alcuno dei peccati commessi in vita.

Theotokìon. Mostrati nostra liberatrice dal danno del nemico, o Sovrana, supplicando Cristo, l’unico compassionevole.

Canone dei defunti.

Col tuo divino splendore.

Come sacri olocausti e primizie del genere umano i santi martiri furono immolati al Dio che li ha glorificati e sempre ci ottengono la salvezza.

Dell’abitazione celeste e dell’eredità dei tuoi doni rendi degni, o Sovrano, i tuoi servi già addormentati, concedendo la liberazione dalle colpe.

O unico che per natura doni la vita e che realmente sei insondabile oceano di bontà, rendi degni del tuo regno i defunti, tu che solo sei immortale, o compassionevole.

Theotokìon. Colui che è nato da te, o Sovrana, è divenuto forza e inno e salvezza dei perduti, strappando dalle porte degli inferi quanti ti beatificano con fede.

Ode 6. Irmòs.

Inghiottito dal mostro del peccato a te grido, o Cristo: Come il profeta liberami dalla corruzione.

Nelle onde divine del sangue sprofondaste i nemici spirituali, irrigando però i cuori dei fedeli, o atleti.

Crocifiggendovi al mondo con la passione, o santi sapienti con i gerarchi, diveniste degni della divina gloria.

Il coro dei profeti e il consesso delle venerabili donne che splendidamente lottarono, giustamente sono beatificati.

Necròsimo. Dà riposo, o Dio, con i tuoi eletti alle anime di chi già si è addormentato, trascurando le loro colpe.

Theotokìon. Generando nella carne Cristo, uccidi le passioni della mia carne e vivifica la mia anima con la tua mediazione, o Vergine.

Canone dei defunti. Vedendo l’oceano.

Alla croce inchiodato, o buono, a te associasti i cori dei martiri imitatori della tua passione: perciò ti imploriamo, dà riposo a quanti sono a te trapassati.

Quando verrai fra nubi, terribile nella tua tremenda gloria, a giudicare l’universo, compiàciti, o Redentore, d’incontrare nella luce i tuoi servi fedeli, che hai preso dalla terra.

Fonte di vita hai fatto uscire con la tua forza divina, i prigionieri, o Sovrano, tu che prendi i tuoi servi fedeli che con fede in te si rifugiano, falli dimorare nelle delizie del paradiso.

Theotokìon. Alla terra siamo tornati trasgredendo il divino comando di Dio: per te, però, o Vergine, dalla terra al cielo siamo stati innalzati, sconfiggendo la corruzione della morte.

Ode 7. Irmòs.

Tu che ascoltasti l’inno dei tuoi tre santi fanciulli e hai refrigerato la fornace, benedetto sei tu, Signore.

Onoriamo melodiosamente gli atleti di Cristo che hanno spento la fiamma del terribile ateismo con la pioggia del sangue.

I nobili gerarchi, dissolvendo l’inverno delle eresie, si sono trasferiti nella primavera divina.

Con molta pazienza vi arricchiste della grazia dello Spirito, o asceti e annientaste l’arroganza dei malvagi.

Necròsimo. Come filantropo, o compassionevole, rendi degni i trapassati da questa vita di ereditare per fede il porto delle delizie.

Theotokìon. Colui che ti mostrò vergine anche dopo il parto, o pura, ha voluto che fossi accompagnata dai cori delle sante donne.

Canone dei defunti. Rugiada nella fornace.

Liberati per il tuo sangue dal peccato originale i martiri, lavati nel proprio sangue raffigurano sapientemente la tua uccisione: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

L’insuperbita morte uccidesti, o Verbo principio assoluto di vita: accogli anche ora quanti si sono addormentati con fede cantando e dicendo, o Cristo: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

Tu che hai animato me, l’uomo, col soffio divino, tu che sei principio divino assoluto, del tuo regno rendi degni i defunti, o Sovrano, affinché a te Salvatore, cantino: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Più sublime di tutto il creato, o purissima, divenisti concependo il Dio che ha sfondato le porte della morte e ne ha spezzato le sbarre; perciò, o fanciulla, noi fedeli ti inneggiamo come Madre di Dio.

Ode 8. Irmòs.

I tuoi santi fanciulli nella fornace imitarono i cherubini gridando l’inno trisagio: Benedite, inneggiate ed esaltate il Signore.

Attraversando con coraggio la tempesta delle torture, i divini martiri guadagnarono profonda serenità nel regno superno.

Inneggiamo le donne amiche di Dio che servirono il Creatore nell’ascesi e nel martirio, divenendo intercessori presso il Signore e Sovrano di tutti.

Necròsimo. Inneggiamo i giusti da secoli, i divini profeti e gridiamo con compunzione: Per le loro preghiere, o Verbo, dà riposo a quanti trapassarono con fede.

Theotokìon. Il coro delle donne ti predilige; dietro di te fu condotto al Sovrano di tutti proclamandoti beata a una voce, o Vergine illibata, che stai presso Dio.

Canone dei defunti. Dalla fiamma.

Avendo fermamente lottato, foste insigniti della corona della vittoria, o martiri di Cristo, gridando, o atleti: Ti inneggiamo, o Cristo, nei secoli.

Ai fedeli che santamente lasciarono questa vita e presso di te, Sovrano, si trasferirono, degnati benevolmente di dar riposo, tu che sei compassionevole, mentre a te inneggiano, o Cristo per i secoli.

Compiàciti di accogliere ora, o Salvatore, nella terra dei giusti tutti quelli che si sono già addormentati, giustificando per la fede in te e per la grazia quanti ti inneggiano per tutti i secoli.

Theotokìon. Tutti ti diciamo beata, o beatissima, tu che generasti per noi nella carne il Verbo celeste e beato che noi inneggiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Tu che hai accolto il salve dell’angelo e hai partorito, o Vergine, il tuo Creatore, salva quelli che ti magnificano.

Sacrifici puri offerti al Sovrano, martiri vittoriosi, pregatelo di salvare le nostre anime.

Come pastori, o gerarchi, avete fatto pascolare i fedeli sull’erba verde dell’ortodossia e ora avete preso dimora nell’ovile divino.

Con i santi gerarchi, i profeti e il coro delle donne che hanno lottato, diciamo beati i cori dei monaci.

Necròsimo. Fa’ degni i defunti, o misericordiosissimo, di ottenere l’eterna letizia a cui hanno parte le folle dei santi.

Theotokìon. Tu che partoristi la luce, illumina, o Vergine, l’anima mia, fugando, o pura, la densissima tenebra del peccato.

Canone dei defunti. Impossibile per gli uomini.

La speranza fortificò i martiri e fervidamente li trasportò verso il tuo amore, prefigurando a costoro la futura tua pace realmente immutabile, della quale ti preghiamo di render degni, o buono, i defunti.

Compiàciti, o Cristo, di far trovare ai defunti con fede la tua luce splendida e il riposo nel seno di Abramo, tu che solo sei misericordioso e dona loro di esser degni della beatitudine eterna.

Tu che per essenza sei buono e compassionevole e vuoi misericordia, o abisso di compassione, quanti da questo luogo di cattiveria e dall’ombra della morte, o Salvatore, hai trasferito, collocali là dove risplende la tua luce.

Theotokìon. Tenda santa, arca pura e tavola della legge della grazia ti riconosciamo: per te infatti viene donata remissione a quanti sono stati giustificati dal sangue di colui che ha preso carne dal tuo grembo, o purissima.

Stichirà martyrikà delle lodi. Tono pl. 2.

Signore, nella memoria dei tuoi santi, tutto il creato festeggia, esultano i cieli con gli angeli e la terra si allieta con gli uomini; per le loro suppliche abbi pietà di noi.

Signore, se non avessimo i tuoi santi come intercessori e la tua bontà che ci compatisce, come oseremmo, Salvatore, cantare te, che gli angeli benedicono senza sosta? O conoscitore dei cuori, risparmia le nostre anime.

La memoria dei martiri è esultanza per chi teme il Signore: poiché essi, dopo le lotte per Cristo, ricevettero da lui le corone e ora intercedono con sicurezza per le nostre anime.

Ha reso mirabili il nostro Dio gli eletti e i santi: esultate e rallegratevi, voi tutti suoi servi, perché ha preparato per voi la sua corona e il suo regno; ma, vi preghiamo, non dimenticatevi di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu sei il nostro Dio, che con sapienza crei e colmi l’universo; inviasti i profeti, o Cristo, a profetizzare il tuo avvento e gli apostoli a predicare le tue meraviglie; e gli uni profetizzarono la tua venuta, gli altri, con il battesimo, illuminarono le genti e patendo da martiri raggiunsero ciò che desideravano; il coro degli uni e degli altri con la tua Genitrice ti prega: Dona il riposo, Signore, alle anime che hai preso con te e facci degni del tuo regno, tu che per me, il condannato, ti sei sottoposto alla croce, o mio Redentore e Dio.

Apòsticha delle lodi, necròsima.

Poema di Teofane. Riposta nei cieli.

Tu, la cui compassione per noi è incomprensibile e possiedi la fonte inesauribile della bontà divina, misericordiosissimo, fa’ abitare nella terra dei viventi, nelle tende amabili e desiderabili, quanti trapassarono, a te, Sovrano, donando loro il possesso che rimane in eterno: poiché tu per tutti hai versato il tuo sangue, o Cristo e riscattasti il mondo con un prezzo vivificante.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Volontariamente subisti una morte vivificante, facesti zampillare la vita e donasti ai fedeli il gaudio eterno: ivi colloca quanti si addormentarono nella speranza della risurrezione, perdonando con bontà tutte le loro colpe, perché tu solo sei senza peccato, tu solo buono e amico degli uomini, affinchè tramite tutti si inneggi al tuo nome, o Cristo e i salvati glorifichino la tua economia.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Riconoscendoti, o Cristo, signore dei vivi e sovrano dei morti per potestà tearchica, noi ti imploriamo: Ai tuoi servi fedeli passati a te, solo benefattore, da’ riposo con i tuoi eletti, o amico degli uomini, in luoghi di refrigerio, tra gli splendori dei santi: perché tu ami la misericordia e come Dio salvi quanti a tua immagine plasmasti, o misericordiosissimo.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Ti sei mostrata dimora degna di Dio, o santissima: accogliesti infatti Dio e generasti Cristo, o ignara di nozze, come mortale visibile in due nature, ma in una sola ipòstasi. Implora dunque l’unigenito e primogenito, che ti serbò vergine inviolata anche dopo il parto, di dare riposo nella luce, nella gioia pura e nella beatitudine, alle anime di quanti con fede si addormentarono.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Ricordati di me, o Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami come unico filantropo.

Tu che glorificasti i profeti, i beati e i giusti, per le loro preghiere, Signore filantropo, salvaci.

Non temevate, o atleti, fuoco, spada, tormenti, rendendovi degni della vita senza fine, o gloriosi.

Necròsimo. Con tutti i santi e i giusti colloca, o Verbo, i trapassati con fede dalle cose effimere affinché ti glorifichiamo.

Gloria.

Onnipotente Triade inneggiata nella Monade, colloca nel seno di Abramo quanti con fede hai trasferito dalla terra.

E ora. Theotokìon.

Apparisti beata in tutte le generazioni, poiché concepisti inesplicabilmente il Dio veramente beato, o pura.

Continua a leggere

Plagale I – Sabato – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata catanittici. Tono pl. 1.

Signore, i tuoi vittoriosi, agognando il calice della tua passione, abbandonarono le delizie della vita e divennero consorti degli angeli: per le loro suppliche, concedi alle nostre anime il perdono dei peccati e la grande misericordia.

Cantiamo, fedeli.

Grandemente stupirono le schiere dei cieli per le belle imprese dei santi martiri, poiché in un corpo mortale invisibilmente vinsero il nemico incorporeo, felicemente lottando per la potenza della croce e pregano il Signore di aver pietà delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, invalicabile porta del Signore, salve, muro e protezione di quanti a te accorrono, salve, porto senza tempeste e ignara di nozze: tu che partoristi nella carne il tuo Creatore e Dio, non cessare di pregare per quanti celebrano e adorano tuo Figlio.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos.

Martyrikòn. Tu che ci desti i prodigi dei tuoi santi martiri come inespugnabile baluardo, per le loro suppliche, Cristo Dio, disperdi i consigli delle genti e rafforza gli scettri del regno, come unico buono e filantropo.

Necròsimo. Da’ riposo ai tuoi servi con i giusti, o nostro Salvatore e falli dimorare nei tuoi atri, com’è scritto, senza tener conto, come buono, delle loro colpe volontarie e involontarie, o amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Vergine Theotòkos, Madre senza nozze, che concepisti e generasti il Salvatore del mondo in due perfette nature, supplicalo, con i sacri profeti, i martiri e i beati per la pace del mondo e la salvezza delle nostre anime.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Ai tuoi servi, Cristo, offro inni. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.

La terra su cui non splendeva il sole, l’abisso che mai vide nudo la volta celeste Israele attraversò, Signore e tu lo guidasti al monte della tua santificazione cantando e salmeggiando un canto di vittoria.

Consegnando i vostri corpi a giudici spietati, valorosi martiri, patiste torture insopportabili prima di conseguire le ricompense dall’alto e Cristo vi portò alle dimore eterne al suono di inni di gioia.

I santi, i giusti e i gloriosi gerarchi, adempiendo i divini precetti, guidarono i loro greggi alle acque della conoscenza e ora giustamente gustano le delizie dell’aldilà, facendo sgorgare di continuo torrenti di guarigioni.

Guidami al porto della vita, Signore, per le preghiere dei gloriosi profeti, dei gerarchi e delle sante donne, che splendidamente lottarono e con cuore virile umiliarono il nemico, cantando e salmeggiando un canto di vittoria.

Necròsimo. Ti preghiamo, o Dio che facilmente ti plachi, dà riposo nel seno di Abramo ai tuoi servi che con fede, o Cristo, hai trasferito da questa vita di affanno e falli degni della luce eterna, perdonando tutte le loro colpe come buono.

Theotokìon. Salve gridiamo a te, che concepisti la grazia, o lodatissima; illumina i nostri spiriti e le anime e guida tutti sui sentieri della conoscenza e chiedi a Dio, tuo Figlio, di donarci la remissione delle colpe, Sovrana pura.

Canone dei defunti. Acròstico: Il quinto canone di Teofane per i defunti.

Al Dio salvatore.

Per amore di Dio gli atleti di Cristo calpestarono l’arroganza dei tiranni e ora compassionevoli chiedono per i fedeli defunti remissione e risurrezione.

Nelle tende dei santi, nei tuoi atri fa dimorare i defunti, o Cristo Sovrano, avendo effuso per loro il tuo sangue preziosissimo.

Tu che porti tutto del Genitore, esatta immagine della sapienza di Dio, abbi pietà di quanti hai preso e dà loro riposo e beatitudine eterna.

Theotokìon. Apparisti, purissima, dimora luminosa, arca aurea, accogliendo Dio Verbo incarnato che per noi sciolse il potere della morte.

Ode 3. Irmòs.

Signore, rafforza il mio cuore sconvolto dalle onde della vita, guidandolo come Dio al porto sereno.

Come illustri opliti, o martiri, rinvigoriti dalla speranza delle delizie, non tenevate conto del corpo mentre vi frustavano.

Avete dato lustro alla veste sacerdotale con lo splendore delle lotte, pascendo il gregge di Cristo ai pascoli di vita.

Mortificando la carne con la continenza, i santi parteciparono alla vita divina; per le loro suppliche, o Cristo, scampaci dai pericoli.

Necròsimo. Concedi ai trapassati il riposo nell’aldilà, ignorando come Dio le colpe commesse in vita.

Theotokìon. Come ti vede, o benedetta Madre e Vergine, una moltitudine di donne lottò con coraggio e si offrì a tuo Figlio.

Canone dei defunti. Rafforzaci, o Dio.

Virilimente gli atleti affrontarono gli assalti dei tiranni lottando e ora pregano per i defunti, o Cristo.

O sommo bene, dà riposo ai defunti che hanno osservato le tue leggi, accogliendoli nelle tue luminose dimore.

O unico Dio misericordioso, rendi degni della luce dei santi quanti hai preso, condonando le loro colpe.

Theotokìon. Inneggiamo, o pura, il tuo parto, per cui siamo stati scampati dalla primitiva condanna e maledizione e ci ha liberati dalla morte.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito la tua voce, Signore e ho avuto timore; ho inteso la tua economia e ti ho glorificato, o unico filantropo.

Con il tuo potere, Signore, gli atleti calpestarono il potere del nemico e diventarono forza e grande sostegno per i fedeli.

Tutti santi esultano e i divini sacerdoti si vestono di giustizia come di un manto.

Lodiamo tutti i divini profeti teologi e onoriamo il coro delle donne che terminarono bene la corsa.

Necròsimo. Guidando al porto del tuo regno quanti hai tolto dal turbamento e dalla bufera di questa vita, da’ loro riposo.

Theotokìon. Il senza tempo entrò nel tempo da te, Vergine: supplicalo di sciogliere i peccati cronici della mia anima.

Canone dei defunti. Ho udito la tua voce.

Confessandoti piamente coeterno al Padre, o Cristo, i martiri furono uccisi gridando te: salva i tuoi servi, che hai preso a te.

O Cristo, che da morto eri libero fra i morti, dando vita eterna ai morti, dà ora riposo ai tuoi servi defunti.

O Cristo, tu che venisti a salvare chi si era smarrito, rendi i defunti degni di dimorare nel paradiso, guidandoli con la fede e la grazia.

Theotokìon. Il potere dell’Eccelso ti adombrò, o Vergine e ti rese paradiso della vita, avendo in mezzo come albero il Signore mediatore.

Ode 5. Irmòs.

Accogli e abbi pietà della mia povera anima che sta lottando con la notte della tenebra, o celeste Sole e fa’ risplendere in me i raggi luminosi del giorno che separino la notte dalla luce.

Dalle ossa dei martiri sgorgano guarigioni ai malati: non spezzate dalla malvagità, infatti, come polvere hanno disperso le ossa del paganesimo e raddrizzano la nostra natura.

Osservando le tue leggi, o compassionevole, i gerarchi guidarono le genti alla vita atemporale e i santi annientarono la tirannia delle passioni con intelletto perfetto.

Siano onorati i profeti e con loro tutti i giusti nella fede e siano lodate le divine donne che vissero piamente e rifulsero con supplizi sulla terra come serve di Cristo.

Necròsimo. Fa’ dimorare nei palazzi celesti i tuoi fedeli servi che hai preso dalla terra, senza far conto, per la ricchezza della tua bontà, delle loro colpe, tu che ti incarnasti per noi uomini.

Theotokìon. Lodiamo te, Vergine, da cui Dio si mostrò sulla terra fatto uomo e acclamiamo: Salve, campo fertile che generasti la mistica spiga che nutre ogni spirito.

Canone dei defunti. Dalla tenebra gridiamo.

Accogliendo, Signore, le preghiere dei martiri, annovera le anime defunte con i tuoi eletti.

Dicesti un tempo che non vedrà la morte chi crede in te: da’ dunque riposo ai defunti.

Signore, rendi i tuoi servi degni di conseguire la bellezza della tua casa e la dolcezza della tua comunione.

Theotokìon. Incarnandosi dalla Vergine, il Verbo coeterno al Padre annientò la morte con la morte.

Ode 6. Irmòs.

Come strappasti il profeta dal ventre del pesce del mare, o Signore, strappa anche me dall’abisso delle empie passioni, ti supplico, affinché possa guardare verso il tuo tempio santo.

Dando i loro corpi ai flagelli nelle mani dei tiranni, i martiri esultavano nell’anima, poiché vedevano realmente la divina delizia eterna e le divine ricompense.

O Cristo, tu sei la gloria dei sapienti gerarchi e dei santi; per le loro preghiere abbi pietà, come filantropo, del tuo popolo che riscattasti con il tuo sangue.

Con l’intelletto illuminato da te, Signore, i profeti rivelavano chiaramente da lontano ciò che avverrà e con il tuo potere le donne vinsero il dominio del nemico tramite continenza e passione.

Necròsimo. Signore, da’ riposo ai tuoi fedeli servi trasferiti di tra noi con i cori dei tuoi eletti, o Buono, senza far conto, per la tua bontà, di tutte le loro colpe.

Theotokìon. Signore, tu che al principio creasti Eva, entrando nel seno della Vergine vestito da servo, operasti il mio rinnovamento, o Sovrano di tutti.

Canone dei defunti.

L’abisso mi avvolse.

Imitando le potenze superne, gli eserciti dei tuoi martiri, o Cristo, ti supplicano di donare ai defunti la tua dolcezza, o Amico degli uomini.

Fa’ dimorare i tuoi servi che hai preso nei luoghi sereni, nei luoghi dello splendore dei santi, nei luoghi di riposo, come filantropo.

Purifica i tuoi servi e dona loro remissione delle colpe, ti supplichiamo e rendili degni della vita immortale e dell’eredità lieta.

Theotokìon. Chi può raccontare il prodigio del tuo concepimento senza seme, o purissima incontaminata? Poiché generasti Dio venuto a noi per misericordia.

Ode 7. Irmòs.

La preghiera dei fanciulli si rivelò in grado di estinguere il fuoco e annunziare il prodigio, rinfrescando la fornace, senza infiammare o bruciare quanti inneggiavano al Dio dei nostri padri.

Arsi dalla fiamma dei tremendi supplizi, manifestavate, o martiri, ancor più ardentemente amore per il Dio che vi rinfrescava con un pensiero pio.

Adorni della sapienza dello Spirito, o sapienti, guidavate i fedeli, servendo santamente il Vangelo della grazia, perciò vi lodiamo come ministri di Dio.

Mortificando la carne con molte pene, o santi, diventaste degni della vita futura, perciò supplicate affinché la otteniamo anche noi, sempre uccisi dagli impulsi delle passioni.

Lodiamo con fede voi, beatissimi cori dei profeti di Dio e cori delle donne che bene faticaste e abbatteste il nemico con la continenza e la passione.

Necròsimo. O Verbo, vita di tutti e annoverato fra i morti, guida al tuo porto divino quanti ora hanno lasciato il turbamento della vita, senza far conto dei loro peccati, o Buono.

Theotokìon. Quanti con fede ortodossa ti veneriamo, o Madre di Dio, siamo liberati con la tua intercessione, o Sovrana, dal fuoco e dalla tenebra eterna e dai nemici invisibili che ci fanno guerra.

Canone dei defunti. Tu, che nella fornace.

Salvatore, per le preghiere dei tuoi atleti rendi i defunti degni di riempirsi con la tua luce inaccessibile.

Accogli nella Chiesa dei primogeniti, o compassionevole Cristo, quanti morirono in fede ortodossa.

Adornandoli con la veste dell’incorruttela, da’ riposo ai tuoi servi che si sono trasferiti a te, Salvatore.

Theotokìon. Interrompesti la tendenza alla morte, o Purissima, concependo senza seme la vita consustanziale, o purissima.

Ode 8. Irmòs.

O schiera degli angeli, consesso degli uomini, il Re e Creatore di tutto, sacerdoti inneggiate, leviti, benedite, popolo, esaltate per tutti i secoli.

Nuotando nell’oceano dei supplizi, o atleti, con la guida del Verbo annegaste nelle onde del sangue tutte le falangi del maligno e ora vivete in eterno.

Divenuti sapienti, con fede, o sacerdoti, guidavate il gregge a voi affidato all’acqua dell’ortodossia e realmente vi allietaste della dolcezza del torrente di delizia nei secoli.

Vi mostraste astri dei fedeli, o santi, poiché compieste opere della luce e vi trasferiste alla divina luce; supplicate Cristo di liberarci dalla tenebra.

Salve, coro delle donne che compieste la lotta con ogni sorta di supplizi! Esulta anche tu, coro dei profeti e dei giusti graditi a Cristo nei secoli.

Necròsimo. Da’ ai tuoi servi defunti di superare incolumi la spada sguainata, facendoli dimorare nel paradiso, come compassionevole.

Theotokìon. Lodiamo la Vergine Maria piena di grazia come la porta che conduce al divino ingresso, come accessibile scala di Dio, come guida sicura di chi si salva.

Canone dei defunti. Il nato dal Padre.

Lodiamo e sovresaltiamo te, che accogliesti le lotte degli ieromartiri e per loro da’ riposo anche a chi con fede si è addormentato, o Salvatore.

Illumina con il fulgore della tua gloria sovramondana, come compassionevole, i defunti che ti inneggiano, o Salvatore e ti sovresaltano nei secoli.

Fa’ dimorare con i cori dei santi e annovera con Lazzaro nel seno di Abramo quanti hai trasferito e ti inneggiano, o Salvatore e ti sovresaltano nei secoli

Theotokìon. Madre Vergine adorna di bellezza e purezza, diventasti dimora benevola dello splendore, perciò ti inneggiamo e sovresaltiamo nei secoli.

Ode 9. Irmòs.

Poiché il potente ha fatto in te cose grandi, rivelandoti Vergine pura dopo il parto, perché tu sei colei che senza seme partorì il suo Creatore, perciò, Madre di Dio, ti magnifichiamo.

I pastori sacerdoti, il coro dei santi profeti, la folla senza numero dei giusti, l’assemblea dei martiri, con sacre melodie siano proclamati beati, essi che intercedono per la salvezza delle nostre anime.

Per la prodigiosa ascesi la sapiente folla dei santi ora è resa mirabile con la rivelazione di molti prodigi; per le loro suppliche, o mirabile Signore, rendi mirabili in tutti le tue misericordie.

Con gli ieromartiri, con fede sia proclamata beata la folla senza numero delle donne che terminarono bene la corsa, lottando e praticando ascesi con amore: poiché essa si trova unita ai cori degli angeli.

Necròsimo. La folla di tutti i santi ti implora, Verbo: Da’ riposo alla moltitudine di quanti nella fede furono tolti dalla terra, senza far conto, per la moltitudine delle tue misericordie, dei peccati che commisero in vita.

Theotokìon. Avendo follemente commesso molti peccati, aspetto l’inferno, o Vergine: da esso libera me, che con cuore che non dubita accorro alla tua divina protezione, unica difesa dei fedeli.

Dei defunti. Te noi fedeli.

I martiri che ricevettero i premi delle sacre lotte ti supplicano ora, o Salvatore, perché sia donato il sollievo a quanti se ne andarono nella fede.

Subisti la morte, o solo immortale, che nella tua tenera compassione concedi ai morti la risurrezione e lo splendore dell’immortalità.

Rialzasti noi, caduti nella morte e ci insegnasti a sperare la vita eterna: concedi dunque ai tuoi servi di ottenerla, o Salvatore.

Theotokìon. Passarono con il tuo parto le ombre della Legge; la verità è rifulsa, la grazia donata, Madre di Dio: perciò ti magnifichiamo.

Apòstica delle lodi, martyrikà.

I santi martiri sulla terra lottarono, esposti all’aria resistettero, al fuoco furono consegnati, li accolse l’acqua; per loro è la parola che dice: Siamo passati per il fuoco e l’acqua, poi ci hai tratti fuori al refrigerio; per le loro preghiere, o Dio, abbi pietà di noi.

I tuoi vittoriosi, Signore, imitando le gerarchie angeliche, resistettero ai tormenti come incorporei, avendo come incrollabile speranza il godimento dei beni promessi; per le loro preghiere, Cristo nostro Dio, dona al tuo mondo la pace e alle nostre anime, la grande misericordia.

Tra i tormenti, i santi esclamavano esultanti: Di questo facciamo commercio col Sovrano, perché in cambio delle lividure che si gonfiano sul nostro corpo, nella risurrezione apparirà su di noi una veste luminosa; al posto del disonore le corone; al posto di prigioni il paradiso; e al posto della condanna con i malfattori la vita con gli angeli. Perciò, per le loro preghiere, Signore, salva le nostre anime.

Necròsimo. Nulla di piacevole c’è nella vita che non passi: non la ricchezza, non il potere, non il fiore della giovinezza, perché tutto la morte ugualmente distrugge: ma a questo succede ciò che non vien scosso; si semina infatti nella corruzione e nell’incorruttela risorge; si semina nel disonore e risorge nella gloria. Tu dunque, o Cristo, ai tuoi servi che con te hai preso, da’ riposo con i giusti, come filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nella tua tenera compassione ci rifugiamo, Madre di Dio: nell’angustia non disprezzare le nostre suppliche, ma liberaci dai pericoli, sola pura, sola benedetta.

Quando c’è l’alliluia cantiamo i martyrikà sopra riportati alle lodi e agli apòsticha i seguenti prosòmia.

Salve, tu che veramente.

Colloca nello splendore del tuo volto, Cristo, come misericordioso, i trapassati, accogliendoli in luogo verdeggiante, presso le acque del tuo puro e divino godimento, nel seno desiderato del progenitore Abramo, là dove appare chiara la tua luce e si riversano le fonti della delizia; là dove, intorno alla tua bontà, si aggirano danzando in limpida esultanza le folle di tutti i giusti: annoverando tra di essi i tuoi servi, concedi la grande misericordia.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te

Consenti che con voce armoniosissima cantino e glorifichino il tuo potere, o misericordioso, i trapassati a te dalle realtà temporali, o Sovrano di tutti e filantropo, dando loro di rifulgere per lo splendore della tua bellezza e godere e deliziarsi in purezza della dolce e soave comunione con te, là dove intorno al tuo trono danzano in coro gli angeli e nel gaudio ti assistono le folle dei santi: con loro concedi ai tuoi servi il riposo e la grande misericordia.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Dove sono il coro dei profeti, le schiere degli apostoli e dei martiri e tutti quelli che dai tempi antichi furono giustificati dalla tua passione salvifica e dal sangue con cui riscattasti l’uomo prigioniero, là dona il riposo, come filantropo, agli addormentati nella fede, condonando tutti i loro peccati: perché tu solo sei vissuto sulla terra senza peccato, tu solo sei santo, tu solo sei libero tra i morti; concedi dunque ai tuoi servi il riposo e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Asserviti alla legge del peccato, tu ci liberasti, Sovrana, concependo in seno Cristo, Legislatore e Re, o sola Vergine Madre; per lui siamo giustificati gratuitamente e per grazia: imploralo dunque di scrivere nel libro dei viventi quanti ti riconoscono Madre di Dio, affinchè salvati per la tua mediazione, o purissima, otteniamo la desiderata redenzione di tuo Figlio e inneggiamo a lui, che dona al mondo la grande misericordia.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Il ladro, credendo sulla croce alla tua Divinità, o Cristo, ti confessò senza dubbio, con tutto il cuore gridando: Ricordati di me, o Dio, nel tuo regno.

Morendo, o martiri, annientaste il nemico principe della malvagità e ascendeste incoronati alle altezze e state davanti a Dio, Re di tutti.

Illuminati dalla luce del sacerdozio, i gerarchi furono glorificati e la folla dei santi conseguì la vita eterna, perciò li diciamo beati.

Necròsimo. Sovrano Salvatore, fa’ dimorare con i cori degli eletti in luogo di riposo quanti hai trasferito, senza far conto, o Verbo, dei peccati commessi in vita.

Gloria.

O Trinità, per le lotte dei gerarchi e dei gloriosi martiri sii compassionevole e a quanti con fede si sono addormentati, dona la salvezza dell’anima e grande misericordia.

E ora. Theotokìon.

Contenesti l’Incontenibile, o piena di grazia divina e lo generasti ineffabilmente; supplicalo di essere propizio verso tutti noi.

Continua a leggere