Passa al contenuto principale

PERIODO DEL TONO PL. 4 Lunedi Mattina al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata catanittici despotikà. Tono pl. 4.

Con occhio pietoso, Signore, guarda la mia umiliazione, perché a poco a poco la mia vita si consuma e non mi viene salvezza dalle opere; per questo prego: Con occhio pietoso, Signore, guarda la mia umiliazione e salvami.

Ineffabilmente concepita.

Pensando a quel giorno tremendo, anima mia, vigila con la lampada accesa risplendente d’olio, poiché non sai quando giungerà a te la voce che dice: Ecco lo Sposo. Bada, dunque, anima mia, non sonnecchiare per non rimanere fuori dalla porta in pianto come le cinque vergini; ma sii ferma e vigilante per andare incontro a Cristo Dio con olio abbondante e lui ti conceda il divino ingresso alla camera nuziale della sua gloria.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Il Sovrano e Creatore dell’universo, assunta la carne dal tuo grembo puro, ti rese avvocata degli uomini, o purissima: per questo tutti in te ci rifugiamo chiedendo la remissione delle colpe, o Sovrana e ti preghiamo di essere riscattati dall’eterno tormento e da ogni castigo nell’aldilà, affinchè con fede ti gridiamo: Prega Cristo Dio di donare remissione, o fanciulla, a quanti si rifugiano con fede nella tua protezione.

Dopo la seconda sticologia, Kathìsmata catanittici

Il Giudice è vicino, dattene pensiero, o anima e rifletti al momento di quel giorno tremendo: perché, il giudizio è senza misericordia per chi non avrà usato misericordia; grida dunque prima della fine: Risparmiami, Salvatore, perché tu solo sei filantropo.

Come la prostituta mi getto ai tuoi piedi per ottenere la remissione delle colpe e, al posto dell’unguento, ti offro lacrime dal fondo del cuore, o Cristo Dio, affinché tu abbia compassione di me come di lei, o Salvatore e mi conceda il perdono dei peccati, perché anch’io come lei a te grido: Riscattami dal fango delle mie opere.

Gloria. E ora. Theotokìon. Conosciuto l’ordine.

O benedetta e pura, piena di divina grazia, con le potenze del cielo, gli arcangeli e tutti gli incorporei, supplica senza sosta per noi colui che per le sue viscere di misericordia da te nacque, di darci prima della correzione, perdono dei peccati e raddrizzamento di vita affinché troviamo misericordia.

Dopo la terza sticologia, altri kathìsmata

Ineffabilmente concepita.

Fino a quando, anima mia, vivrai nella negligenza? Fino a quando passerai noncurante la vita? Déstati, miserabile, dal sonno della noncuranza e, ponendo mente alle tue opere, gemi e trema per la sentenza del giusto Giudice. Come ti difenderai in quell’ora e come sarai riscattata dal fuoco futuro se resti senza correzione? Grida al Giudice prima della fine: Rimetti le mi colpe, Salvatore, poiché solo tu sei longanime.

Martyrikòn. Di luce celeste splende oggi questo tempio: in esso infatti esultano le schiere degli angeli e con loro si allietano i cori dei giusti, nella memoria dei vittoriosi. Per le loro suppliche, manda al tuo mondo la pace, o Cristo e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Dell’incarico segretamente informato, l’incorporeo si recò subito alla tenda di Giuseppe dicendo alla ignara di nozze: Colui che nella sua discesa piega i cieli, immutato tutto in te si racchiude e contemplandolo nel tuo seno prender forma di servo, estatico a te esclamo: Salve, sposa non sposata.

Canone catanittico. Acròstico: Strappa, o Cristo mio, dal fuoco della geenna il tuo Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

Attraverso l’umido elemento come terra asciutta, fuggendo all’oppressione egizia, l’israelita acclamava: Cantiamo al nostro Redentore e Dio.

Liberami dalla geenna che merito per le mie immense colpe, o Redentore e accendi il beato fuoco del tuo amore nella mia mente.

Mi sono sottomesso ottenebrato alle passioni e mi sono rivelato irrazionale, privo di ragione; dona alla mia anima di rinsavire, Signore e salvami nei modi che tu sai.

Martyrikà. Con i corpi straziati dai tormenti, gli illustri martiri incoronati mostrarono la rettitudine e l’inflessibilità e l’amore per il Creatore.

I fiumi di sangue sgorganti dai corpi dei tuoi gloriosi atleti, o compassionevole, per la tua potenza inaridirono i rovi dell’idolatria.

Theotokìon. Risana me, gravemente ammalato di mortifera infermità carnale e passioni dell’anima, o pura, affinché con fede sempre ti proclami beata.

Canone degli incorporei. Acròstico alfabetico. Poema di Teofane.

Irmòs uguale.

Godendo, come principi dei santi angeli, della divina visione, implorate per noi il Salvatore, datore dei beni.

Trattenuti da violente tentazioni, noi fedeli ora accorriamo a voi come protettori; o angeli divini, con insistenza supplicate ora il Sovrano.

Theotokìon. Sii mio rifugio, o Vergine, porto, muro e protezione, o Madre di Dio, che generasti nella carne il Dio redentore e misericordiosissimo.

Ode 3. Irmòs.

O Signore, creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo filantropo.

Con quali occhi ti guarderò, Cristo Salvatore, non avendo osservato sulla terra nemmeno uno dei tuoi precetti? Come comparirò davanti al tuo trono a causa degli innumerevoli mali commessi?

Aprendo le braccia della tua compassione accoglimi come un tempo il dissoluto, asservito alle stesse infami passioni a da te allontanato, o Gesù filantropo e sommamente buono.

Martyrikà. Radicati sulla pietra della scienza di Dio, o martiri lottatori di Cristo, con la spada della fede tagliaste i rovi dell’ignoranza e coltivaste frutti di verità.

Le torri incrollabili della vera fede, l’orgoglioso vanto della Chiesa, gli splendidi agnelli immolati, i martiri di Cristo siano lodati.

Theotokìon. Sei mia custode nelle tentazioni, o santissima; ho te come vigile protezione dopo Dio; sii tu mia liberazione da ogni condanna nel giorno del giudizio.

Canone degli incorporei.

Irmòs uguale.

Mostrandovi comandanti dell’armata degli angeli, insigniti di multiformi doni, o archistratèghi, con la vostra protezione mantenete al sicuro la Chiesa di Cristo.

Incoronati ora con lo splendore dell’ortodossia, o divini arcangeli, come famosi protettori, con l’arma della benevolenza, salvate da ogni pericolo l’insieme dei fedeli.

Theotokìon. Della vita senza fine divenisti divina dimora, apparendo unica Vergine Madre casta nei secoli, perciò supplichiamo pure: Per le tue preghiere dall’ombra della morte guidami ora verso la vita.

Ode 4. Irmòs.

Dal monte ombroso, o Verbo, il profeta previde che stavi per incarnarti divinamente dall’unica Madre di Dio e con timore glorificava la tua potenza.

Grande la lotta dell’anima che si separa, timore tremendo quando si assiderà il giudice e gli uomini peccatori verranno giudicati. Ahimè, che cosa farò, una volta condannato?

Con il cuore colmo di impurità e portando lo scomodo fardello dei miei peccati, nella tua misericordia mi rifugio: non disprezzarmi, ma fammi grazia, ti prego.

Martyrikà. Preziosa davanti a Dio fu la vostra morte, valorosi atleti vittoriosi: poiché nelle pene e in svariati tormenti non lo rinnegaste affatto.

Il nemico soffriva mentre i martiri pativano, il suo orgoglio e la sua superbia furono abbattuti e colui che li incoronava fu magnificato e glorificato nelle sue divine membra.

Theotokìon. Supplico te, puro ricettacolo del Sovrano, purificami da ogni macchia, o Genitrice di Dio e mostrami dimora del divino e puro Spirito.

Canone degli incorporei.

Ho udito, Signore.

O coppia che presiedi l’assemblea degli arcangeli, salva ora da ogni pericolo quanti accorrono alla tua protezione.

Contemplando lo splendore tearchico fonte di beni, liberate ora il vostro gregge, o gloriosi archistratèghi.

Theotokìon. Santamente ti glorificano gli eserciti divini degli incorporei, o Genitrice di Dio veneratissima,: concepisti infatti il loro Creatore.

Ode 5. Irmòs.

Illuminaci con i tuoi precetti, Signore e col tuo braccio alzato donaci la tua pace, o filantropo.

Per la mia mente malvagia ti ho irritato, Signore, commettendo cose indegne, ma tu abbi pietà di me, che torno a te e salvami.

Ho la mente non distaccata dai mali, sono insensibile e folle: disperdi la mia nebbia, o Gesù e salvami.

Martyrikà. Vi ha posti il datore di luce come pietre preziose che brillano scienza divina e dissolvono la tenebra dell’errore, o divini martiri.

A leggi malvagie anteponeste leggi divine e predicando Dio vi preparaste a morire per lui.

Theotokìon. Uccidi, o pura, i moti delle mie passioni, tu che col tuo parto, o fanciulla, uccidesti il peccato del progenitore.

Canone degli incorporei. Irmòs uguale.

Stando attorno a Dio, o archistratèghi e illuminati dai raggi di là scaturenti, custodite il vostro gregge.

Come ministri della liberazione universale, implorate Dio, nostro Sovrano, di donarci liberazione.

Theotokìon. Ti chiamiamo misticamente myron, o purissima, poiché generasti nella carne il Dio che fa scorrere i carismi profumati.

Ode 6. Irmòs.

Tu che confortasti Giona tutto solo nel ventre del cetaceo, Signore, come lui salva me, stretto nel laccio del nemico.

Fa’ sorgere come sole la luce della penitenza su me, oscurato dai peccati, o Cristo, datore di luce, affinché inneggi alla tua benevolenza.

Temo il tuo terribile tribunale, ma non abbandono la consuetudine con il male: correggimi, o Cristo, affinché inneggi alla tua benevolenza.

Martyrikà. In coro i santi martiri lottarono respingendo la torma dei demòni, unendosi con gioia ai cori degli angeli: per le loro preghiere salvaci, Signore.

Con la tua potenza rafforzasti i martiri, Signore: essi spezzarono la forza dell’antico seduttore: per le loro preghiere salvaci, Signore.

Theotokìon. Affinché con voci grate sempre ti glorifichi, o purissima, scaccia il buio dalla mia anima e con la luce della penitenza dissolvi i miei tremendi delitti.

Canone degli incorporei. Irmòs uguale.

Stando ora degnamente ritti intorno al tremendo trono, divini veggenti, rivestiti dei raggi della Trinità santa, pregate affinché, ricorrendo a voi, siamo liberati da tentazioni e passioni, o arcangeli.

Supplicate affinché, quanti melodiosamente vi inneggiano, siano degni di ottenere ospitalità divina, divina gioia e splendore divino, o divini e gloriosi arcangeli Michele e Gabriele.

Theotokìon. Il talamo animato del Sovrano, illuminato dai raggi fulgidi della verginità, come giglio splendido nascosto fra le spine, la purissima e splendida Vergine Madre di Dio viene glorificata.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo a Babilonia i fanciulli, giunti dalla Giudea, per la fede nella Trinità, calpestarono la fiamma nella fornace salmeggiando: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Come un tempo al pubblicano, o Cristo, concedi anche a me il gemito e come alla prostituta donami di piangere per lavare le mie colpe e fammi grazia affinché canti: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Con l’olio di una pura conversione, o Salvatore, risana me, vittima dei briganti corruttori d’anime e ferito gravemente, mentre pentito canto: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Martyrikà. Morendo al mondo, non rinnegaste Cristo, divenuto morte vivificante, valorosi atleti, lottando e cantando: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Professando l’una natura della Trinità in tre caratteri, o sapienti atleti, disperdeste l’inganno politeista degli idoli cantando: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Il Verbo, Dio da Dio, dimorando nel tuo grembo, o piena di grazia, ti rivela protezione di tutti coloro che soffrono e gridano: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Canone degli incorporei. Irmòs uguale.

Multiforme grazia, divini archistratèghi, vi dona il Benefattore di tutti; salvate ora la sua Chiesa che canta: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Rafforzati dalla potenza di colui che tutto vede, sorvegliate i confini della terra e salvate tutti quelli che con fede cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Avendo te come porto di salvezza, Madre di Dio, fuggiamo i mali e i marosi della vita, acclamando a tuo Figlio: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Colui che sul monte santo si è glorificato e nel roveto mediante il fuoco rivelò a Mosè il mistero della Vergine, il Signore lodate ed esaltate per tutti i secoli.

Sottomesso ai piaceri della carne e allontanato stoltamente da te, Signore, sono divenuto simile alle bestie; o Salvatore, non disprezzarmi, ma prima della fine fammi tornare e salvami.

In nessun modo lascio i peccati, ma a te grido: Ho peccato, senza affatto convertirmi. Signore compassionevole, converti la mia anima ottenebrata.

Martyrikà. I valorosi e coraggiosi atleti del Signore, battezzati nei rivi del loro sangue, non conobbero più la sozzura del peccato; perciò, incoronati con gli angeli, esultano senza fine.

I coraggiosi martiri della fede sopportarono l’asprezza delle torture, rafforzarti dalla speranza dei beni futuri e, giunti alla fine, sempre stanno presso il trono del Signore.

Theotokìon. Tu sei fermo sostegno dei vacillanti e correzione dei caduti, o Vergine, perciò rialza me caduto affinché ti glorifichi, o piena di grazia, per tutti i secoli.

Canone degli incorporei. Celebrate e sovresaltate.

I ministri e cantori della tua ineffabile e indicibile gloria, accogli ora supplici, o Cristo, nei secoli.

O unico Buono, accogli l’armata degli angeli che supplica per noi, che t’inneggiamo, o Cristo, nei secoli.

Theotokìon. Con i tuoi chiarissimi raggi, Genitrice di Dio, illumina quanti con fede ti cantano e inneggiano per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Freme ogni orecchio all’annunzio dell’ineffabile abbassamento di Dio: come l’Altissimo volontariamente sia disceso sino a un corpo, divenendo uomo da grembo verginale. Per questo noi fedeli magnifichiamo la pura Madre di Dio.

Come un tempo purificasti la prostituta gettatasi ai tuoi piedi in pianto, o Cristo, come giustificasti il pubblicano, o Verbo, che soltanto gemeva, come hai accolto Manasse, come hai avuto pietà di Davide nel suo pentimento, così accogli anche me e salvami, o filantropo.

Gemi, versa lacrime, o anima: distogliti dalle colpe commesse, gettati apertamente ai piedi di colui che conosce i tuoi segreti e grida con fervore: Ho peccato contro di te, Signore, salvami, abbi compassione, tu che hai viscere di amorosa compassione, o misericordiosissimo.

Martyrikà. Con somma costanza i divini vittoriosi lottarono sulla terra e ora hanno ereditato il regno stabile e partecipano con al paradiso di delizie. Per le loro preghiere, o Cristo, rendici partecipi della tua gloria.

Vi rivelaste astri che illuminano l’oriente senza tramonto e avete dissolto, o sapienti, la sera dell’ateismo; con sacre fiaccole rischiarate tutti coloro che esaltano, o vittoriosi, la vostra festa luminosa.

Theotokìon. Illumina, ti prego, o porta della luce, gli occhi del mio cuore, oscurati dalla profondissima tenebra del peccato; fa’ scendere su di me, o Sovrana, il chiarore della penitenza e liberami per sempre dal fuoco eterno, con la tua mediazione.

Canone degli incorporei. Realmente Madre di Dio.

Manifesta ora la tua Chiesa imitatrice degli incorporei per le virtù, difendendo con gli angeli il tuo gregge, o Cristo.

Gloriosissimi angeli custodi, supplicando Dio, donate la salvezza delle anime a quanti accorrono alla vostra protezione.

Theotokìon. Come aurora agli erranti nel buio, o Vergine, hai fatto sorgere e tenuto fra le braccia il Cristo, sole di giustizia.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Quando pongo mente alla moltitudine dei mali commessi e vado col pensiero a quel tremendo esame, preso da tremore, mi rifugio in te, Dio filantropo. E tu non mi disdegnare, ti prego, o solo senza peccato: prima della morte, dona compunzione alla mia povera anima e salvami.

o.

Dammi lacrime, o Dio, come un tempo alla peccatrice e rendimi degno di irrorarne i tuoi piedi, che mi hanno liberato dalla via dell’errore e di offrirti come unguento profumato, una vita pura che mi sia edificata nel pentimento, perché oda anch’io la tua voce desiderata: La tua fede ti ha salvato, vai in pace.

Martyrikòn. Come vi chiameremo, santi? Cherubini, perché in voi ha riposato Cristo; serafini, perché senza sosta lo glorificate; angeli, perché avete abbandonato il corpo; potenze, perché operate con i prodigi. Molti sono i vostri nomi e più ancora i vostri carismi. Intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti cantano gli esseri celesti, Madre senza nozze, piena di grazia e noi glorifichiamo la tua imperscrutabile generazione. Madre di Dio, intercedi per la salvezza delle nostre anime.

Alla Liturgia

Beatitudini.

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e facci tutti degni, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Sana le passioni della mia anima e del mio corpo, o Cristo, unico medico e, come compassionevole, lavami con rivi di compunzione, purificandomi tutto.

Attorniando il trono della venerabile tearchia troni, cherubini, principati potenze e gli altri ordini di incorporei, santamente risplendono.

Martyrikòn. Infiammati dall’ardore dell’amore di Cristo, in mezzo al fuoco restavano illesi gli atleti, bruciando le spine dell’empietà per divina grazia.

Gloria.

O Trinità semplice, Monade principio assoluto, libera dal fuoco inestinguibile i tuoi servi per le suppliche dei tuoi divini incorporei e falli degni del regno.

E ora. Theotokìon.

Isaia ti previde un tempo nel volume che inesplicabilmente il dito del Verbo scrisse, o piena di grazia; scrivici nel libro della vita.