PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Sabato al Mattutino
Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà
Resistenze di atleti nell’arena, tormenti inflitti ai martiri dai tiranni, mentre i cori degli incorporei assistevano, tenendo i premi della vittoria; i sapienti sbalordirono tiranni e re e abbatterono Beliar confessando Cristo: o tu che hai dato loro la forza, Signore, gloria a te.
I santi, sopportata una lotta da atleti e ricevuti da te i premi della vittoria, vanificarono i disegni degli iniqui e ottennero le corone dell’incorruttela; per la loro mediazione, o Dio, donaci la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tu che chiamasti Madre tua la benedetta, sei venuto alla passione di tuo libero volere, facendo luce sulla croce, perché volevi cercare Adamo e dicevi agli angeli: Rallegratevi con me, perché è stata ritrovata la dracma perduta. Tu che tutto disponi con sapienza, o Dio, gloria a te.
Altri Kathìsmata dopo l’àmomos
e i necròsima evloghitària.
La memoria dei tuoi santi, Signore, è divenuta paradiso in Eden: in essa infatti tutto il creato esulta; per le loro suppliche, concedici dunque la pace e la grande misericordia.
Necròsimo. Veramente vanità è il tutto e la vita è ombra e sogno: invano si agita ogni figlio della terra, come dice la Scrittura; quando avremo guadagnato il mondo, allora la nostra dimora sarà la tomba, dove si trovano insieme re e poveri. Da’ dunque riposo ai defunti, o Cristo Dio, nel tuo amore per gli uomini.
Gloria. E ora. Theotokìon. Speranza buona.
Potente protezione e rifugio dei figli della terra, Genitrice di Dio Maria, tu che partoristi nel tempo il Figlio e Verbo di Dio che è oltre il tempo, imploralo come Madre con fervore, con i profeti, i martiri e gli asceti divini, affinché salvi i defunti.
Canone per tutti i santi. Acròstico: Con discorsi celebro gli operai del Verbo. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.
Il faraone visibile fu sprofondato con l’armata, mentre Israele attraversando il mare gridava: Cantiamo al Signore Dio poiché si è glorificato.
Svergognando con intelletto illuminato i tenebrosi tiranni che bestemmiavano la luce, i martiri, riportando vittoria, sapientemente si trasferirono presso la luce senza sera.
I gerarchi di Cristo, il coro dei beati, dei profeti e la moltitudine di tutti i giusti, irraggiati dalle forme delle virtù, giunsero alle dimore celesti.
Tutta la moltitudine delle donne si avvicinò a Dio, calpestando e uccidendo con virili pene il pessimo ingannatore di Eva e con cantici divini viene beatificata.
Necròsimo. O Cristo, che in principio plasmasti dalla terra l’uomo, ti preghiamo, dà riposo alle anime dei tuoi servi nelle tende dei giusti e in luoghi sereni, come sommamente buono.
Theotokìon. Più sacra dei cherubini e serafini, o pura, ti rivelasti generando il Creatore del creato: supplicalo senza sosta di aver compassione dei tuoi servi che ti glorificano.
Canone dei defunti. Acròstico: Un sesto canto rivolgo ai defunti. Poema di Teofane.
Ode 1. Dopo che Israele.
Nei talami celesti senza sosta i gloriosi martiri ti implorano, o Cristo; degnati di concedere i beni eterni ai fedeli che hai tolto dalla terra.
Ornando l’universo plasmasti me, l’uomo come essere intermedio tra la piccolezza e la grandezza: perciò dà riposo alle anime dei tuoi servi, o Salvatore.
Del paradiso cittadino e giardiniere in principio mi hai stabilito; dopo che trasgredii il tuo comando, mi hai cacciato; dà riposo, dunque, o Salvatore, alle anime dei tuoi servi.
Theotokìon. Colui che dal fianco plasmò un tempo la nostra progenitrice Eva, dal tuo grembo immacolato si riveste di carne e per essa, o pura, ha sciolto il potere della morte.
Ode 3. Irmòs.
Fondando il pensiero della mia anima, stabiliscila sulla pietra della tua fede, Signore, poiché ho te come rifugio e saldezza, o buono.
Soffrendo pene fisiche, gli atleti con gioia hanno scoperto le ricompense che ora mettono fine ai loro dolori e per grazia fanno smettere tutte le nostre pene.
Respingendo con mente risoluta le belve feroci, i divini gerarchi hanno scampato dalla loro malizia i greggi divini di Cristo.
Accettando volentieri il giogo di Cristo, il coro dei beati uccise il pensiero della carne e ottenne la vita eterna.
Necròsimo. Scampa dal fuoco eterno, o Cristo, quanti piamente hanno lasciato questa vita e dà loro remissione delle colpe e il gaudio eterno, o buono.
Theotokìon. Le donne che amarono Cristo, ora con pensiero gioioso danzando attorniano te, che ineffabilmente lo generasti, Sovrana purissima.
Canone dei defunti.
Non c’è santo come te.
Lealmente lottarono i tuoi martiri, o datore di vita e da te furono insigniti della corona di vittoria e intercedono affinché i fedeli trapassati ottengano la redenzione eterna.
Ammaestrasti me sviato prima per mezzo di molti prodigi e segni, infine hai svuotato te stesso e, come compassionevole, mi hai cercato, trovato e salvato.
A quanti a te affidarono la fragilità di questa vita, concedi, Signore, di abitare con gioia nelle dimore eterne, giustificandoli per la fede e per la grazia.
Theotokìon. Nulla è puro come te, purissima Madre di Dio: tu sola infatti dai secoli concepisti in grembo il Dio vero, che scioglie il potere della morte.
Ode 4. Irmòs.
Ho udito, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, ho compreso le tue opere e mi sono sbalordito; gloria alla tua potenza, Signore.
Vedendo calpestato sotto i loro piedi il superbo, gli atleti ritti in piedi grati glorificavano il Creatore di tutto.
Armati di splendide parole, i gerarchi salvarono gli uomini dalla tenebra dell’errore, guidandoli alla luce della conoscenza.
Apparvero come carboni per la fervente unione col divino e bruciando le passioni, i beati grandemente sono glorificati.
Necròsimo. O Signore, che hai potere sui vivi e sui morti, dà riposo ai defunti con tutti coloro che ti furono graditi, o Sovrano.
Theotokìon. Indossando ineffabilmente da te, purissima, una carne, il Signore gradì l’assemblea delle donne che virilmente lottarono.
Canone dei defunti. Cristo è mia forza.
Mostrando loro i segni d’una più alta Sapienza e della tua bontà generosissima, Signore, hai annoverato i santi martiri tra gli angeli del cielo.
Rendi degno colui che da qui è trapassato, o Cristo, di ottenere la tua gloria ineffabile, là dove è la voce dei festanti e la dimora della gioia pura.
Colui che inneggia il tuo dominio divino e che dalla terra hai preso, accoglilo rendendolo figlio della luce e purificandolo dalla macchia del peccato.
Theotokìon. Ciborio purissimo, tempio incontaminato, arca santissima, luogo verginale della santificazione, il Sovrano ha scelto te, gloria di Giacobbe.
Ode 5. Irmòs.
Tu che invii la luce nel mondo, o Cristo, illumina il mio cuore: dalla notte grido a te e tu salvami.
Indossando la veste tinta dalla grazia dall’alto, spogliaste il nemico, o atleti.
Con i santi profeti onoriamo i gerarchi di senno divino e i beati che furono graditi a Dio.
Dai confini dell’universo, o martiri, lottando gridavate e Cristo udì la vostra voce.
Necròsimo. Degnati, Signore, di collocare nelle tende dei giusti i tuoi servi fedeli, senza tener conto alcuno dei peccati commessi in vita.
Theotokìon. Mostrati nostra liberatrice dal danno del nemico, o Sovrana, supplicando Cristo, l’unico compassionevole.
Canone dei defunti.
Col tuo divino splendore.
Come sacri olocausti e primizie del genere umano i santi martiri furono immolati al Dio che li ha glorificati e sempre ci ottengono la salvezza.
Dell’abitazione celeste e dell’eredità dei tuoi doni rendi degni, o Sovrano, i tuoi servi già addormentati, concedendo la liberazione dalle colpe.
O unico che per natura doni la vita e che realmente sei insondabile oceano di bontà, rendi degni del tuo regno i defunti, tu che solo sei immortale, o compassionevole.
Theotokìon. Colui che è nato da te, o Sovrana, è divenuto forza e inno e salvezza dei perduti, strappando dalle porte degli inferi quanti ti beatificano con fede.
Ode 6. Irmòs.
Inghiottito dal mostro del peccato a te grido, o Cristo: Come il profeta liberami dalla corruzione.
Nelle onde divine del sangue sprofondaste i nemici spirituali, irrigando però i cuori dei fedeli, o atleti.
Crocifiggendovi al mondo con la passione, o santi sapienti con i gerarchi, diveniste degni della divina gloria.
Il coro dei profeti e il consesso delle venerabili donne che splendidamente lottarono, giustamente sono beatificati.
Necròsimo. Dà riposo, o Dio, con i tuoi eletti alle anime di chi già si è addormentato, trascurando le loro colpe.
Theotokìon. Generando nella carne Cristo, uccidi le passioni della mia carne e vivifica la mia anima con la tua mediazione, o Vergine.
Canone dei defunti. Vedendo l’oceano.
Alla croce inchiodato, o buono, a te associasti i cori dei martiri imitatori della tua passione: perciò ti imploriamo, dà riposo a quanti sono a te trapassati.
Quando verrai fra nubi, terribile nella tua tremenda gloria, a giudicare l’universo, compiàciti, o Redentore, d’incontrare nella luce i tuoi servi fedeli, che hai preso dalla terra.
Fonte di vita hai fatto uscire con la tua forza divina, i prigionieri, o Sovrano, tu che prendi i tuoi servi fedeli che con fede in te si rifugiano, falli dimorare nelle delizie del paradiso.
Theotokìon. Alla terra siamo tornati trasgredendo il divino comando di Dio: per te, però, o Vergine, dalla terra al cielo siamo stati innalzati, sconfiggendo la corruzione della morte.
Ode 7. Irmòs.
Tu che ascoltasti l’inno dei tuoi tre santi fanciulli e hai refrigerato la fornace, benedetto sei tu, Signore.
Onoriamo melodiosamente gli atleti di Cristo che hanno spento la fiamma del terribile ateismo con la pioggia del sangue.
I nobili gerarchi, dissolvendo l’inverno delle eresie, si sono trasferiti nella primavera divina.
Con molta pazienza vi arricchiste della grazia dello Spirito, o asceti e annientaste l’arroganza dei malvagi.
Necròsimo. Come filantropo, o compassionevole, rendi degni i trapassati da questa vita di ereditare per fede il porto delle delizie.
Theotokìon. Colui che ti mostrò vergine anche dopo il parto, o pura, ha voluto che fossi accompagnata dai cori delle sante donne.
Canone dei defunti. Rugiada nella fornace.
Liberati per il tuo sangue dal peccato originale i martiri, lavati nel proprio sangue raffigurano sapientemente la tua uccisione: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.
L’insuperbita morte uccidesti, o Verbo principio assoluto di vita: accogli anche ora quanti si sono addormentati con fede cantando e dicendo, o Cristo: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.
Tu che hai animato me, l’uomo, col soffio divino, tu che sei principio divino assoluto, del tuo regno rendi degni i defunti, o Sovrano, affinché a te Salvatore, cantino: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Più sublime di tutto il creato, o purissima, divenisti concependo il Dio che ha sfondato le porte della morte e ne ha spezzato le sbarre; perciò, o fanciulla, noi fedeli ti inneggiamo come Madre di Dio.
Ode 8. Irmòs.
I tuoi santi fanciulli nella fornace imitarono i cherubini gridando l’inno trisagio: Benedite, inneggiate ed esaltate il Signore.
Attraversando con coraggio la tempesta delle torture, i divini martiri guadagnarono profonda serenità nel regno superno.
Inneggiamo le donne amiche di Dio che servirono il Creatore nell’ascesi e nel martirio, divenendo intercessori presso il Signore e Sovrano di tutti.
Necròsimo. Inneggiamo i giusti da secoli, i divini profeti e gridiamo con compunzione: Per le loro preghiere, o Verbo, dà riposo a quanti trapassarono con fede.
Theotokìon. Il coro delle donne ti predilige; dietro di te fu condotto al Sovrano di tutti proclamandoti beata a una voce, o Vergine illibata, che stai presso Dio.
Canone dei defunti. Dalla fiamma.
Avendo fermamente lottato, foste insigniti della corona della vittoria, o martiri di Cristo, gridando, o atleti: Ti inneggiamo, o Cristo, nei secoli.
Ai fedeli che santamente lasciarono questa vita e presso di te, Sovrano, si trasferirono, degnati benevolmente di dar riposo, tu che sei compassionevole, mentre a te inneggiano, o Cristo per i secoli.
Compiàciti di accogliere ora, o Salvatore, nella terra dei giusti tutti quelli che si sono già addormentati, giustificando per la fede in te e per la grazia quanti ti inneggiano per tutti i secoli.
Theotokìon. Tutti ti diciamo beata, o beatissima, tu che generasti per noi nella carne il Verbo celeste e beato che noi inneggiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Tu che hai accolto il salve dell’angelo e hai partorito, o Vergine, il tuo Creatore, salva quelli che ti magnificano.
Sacrifici puri offerti al Sovrano, martiri vittoriosi, pregatelo di salvare le nostre anime.
Come pastori, o gerarchi, avete fatto pascolare i fedeli sull’erba verde dell’ortodossia e ora avete preso dimora nell’ovile divino.
Con i santi gerarchi, i profeti e il coro delle donne che hanno lottato, diciamo beati i cori dei monaci.
Necròsimo. Fa’ degni i defunti, o misericordiosissimo, di ottenere l’eterna letizia a cui hanno parte le folle dei santi.
Theotokìon. Tu che partoristi la luce, illumina, o Vergine, l’anima mia, fugando, o pura, la densissima tenebra del peccato.
Canone dei defunti. Impossibile per gli uomini.
La speranza fortificò i martiri e fervidamente li trasportò verso il tuo amore, prefigurando a costoro la futura tua pace realmente immutabile, della quale ti preghiamo di render degni, o buono, i defunti.
Compiàciti, o Cristo, di far trovare ai defunti con fede la tua luce splendida e il riposo nel seno di Abramo, tu che solo sei misericordioso e dona loro di esser degni della beatitudine eterna.
Tu che per essenza sei buono e compassionevole e vuoi misericordia, o abisso di compassione, quanti da questo luogo di cattiveria e dall’ombra della morte, o Salvatore, hai trasferito, collocali là dove risplende la tua luce.
Theotokìon. Tenda santa, arca pura e tavola della legge della grazia ti riconosciamo: per te infatti viene donata remissione a quanti sono stati giustificati dal sangue di colui che ha preso carne dal tuo grembo, o purissima.
Stichirà martyrikà delle lodi. Tono pl. 2.
Signore, nella memoria dei tuoi santi, tutto il creato festeggia, esultano i cieli con gli angeli e la terra si allieta con gli uomini; per le loro suppliche abbi pietà di noi.
Signore, se non avessimo i tuoi santi come intercessori e la tua bontà che ci compatisce, come oseremmo, Salvatore, cantare te, che gli angeli benedicono senza sosta? O conoscitore dei cuori, risparmia le nostre anime.
La memoria dei martiri è esultanza per chi teme il Signore: poiché essi, dopo le lotte per Cristo, ricevettero da lui le corone e ora intercedono con sicurezza per le nostre anime.
Ha reso mirabili il nostro Dio gli eletti e i santi: esultate e rallegratevi, voi tutti suoi servi, perché ha preparato per voi la sua corona e il suo regno; ma, vi preghiamo, non dimenticatevi di noi.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tu sei il nostro Dio, che con sapienza crei e colmi l’universo; inviasti i profeti, o Cristo, a profetizzare il tuo avvento e gli apostoli a predicare le tue meraviglie; e gli uni profetizzarono la tua venuta, gli altri, con il battesimo, illuminarono le genti e patendo da martiri raggiunsero ciò che desideravano; il coro degli uni e degli altri con la tua Genitrice ti prega: Dona il riposo, Signore, alle anime che hai preso con te e facci degni del tuo regno, tu che per me, il condannato, ti sei sottoposto alla croce, o mio Redentore e Dio.
Apòsticha delle lodi, necròsima.
Poema di Teofane. Riposta nei cieli.
Tu, la cui compassione per noi è incomprensibile e possiedi la fonte inesauribile della bontà divina, misericordiosissimo, fa’ abitare nella terra dei viventi, nelle tende amabili e desiderabili, quanti trapassarono, a te, Sovrano, donando loro il possesso che rimane in eterno: poiché tu per tutti hai versato il tuo sangue, o Cristo e riscattasti il mondo con un prezzo vivificante.
Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.
Volontariamente subisti una morte vivificante, facesti zampillare la vita e donasti ai fedeli il gaudio eterno: ivi colloca quanti si addormentarono nella speranza della risurrezione, perdonando con bontà tutte le loro colpe, perché tu solo sei senza peccato, tu solo buono e amico degli uomini, affinchè tramite tutti si inneggi al tuo nome, o Cristo e i salvati glorifichino la tua economia.
Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.
Riconoscendoti, o Cristo, signore dei vivi e sovrano dei morti per potestà tearchica, noi ti imploriamo: Ai tuoi servi fedeli passati a te, solo benefattore, da’ riposo con i tuoi eletti, o amico degli uomini, in luoghi di refrigerio, tra gli splendori dei santi: perché tu ami la misericordia e come Dio salvi quanti a tua immagine plasmasti, o misericordiosissimo.
Gloria. E ora. Theotokìon uguale.
Ti sei mostrata dimora degna di Dio, o santissima: accogliesti infatti Dio e generasti Cristo, o ignara di nozze, come mortale visibile in due nature, ma in una sola ipòstasi. Implora dunque l’unigenito e primogenito, che ti serbò vergine inviolata anche dopo il parto, di dare riposo nella luce, nella gioia pura e nella beatitudine, alle anime di quanti con fede si addormentarono.
Alla Liturgia
Makarismì (le Beatitudini).
Ricordati di me, o Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami come unico filantropo.
Tu che glorificasti i profeti, i beati e i giusti, per le loro preghiere, Signore filantropo, salvaci.
Non temevate, o atleti, fuoco, spada, tormenti, rendendovi degni della vita senza fine, o gloriosi.
Necròsimo. Con tutti i santi e i giusti colloca, o Verbo, i trapassati con fede dalle cose effimere affinché ti glorifichiamo.
Gloria.
Onnipotente Triade inneggiata nella Monade, colloca nel seno di Abramo quanti con fede hai trasferito dalla terra.
E ora. Theotokìon.
Apparisti beata in tutte le generazioni, poiché concepisti inesplicabilmente il Dio veramente beato, o pura.

