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PERIODO DEL TONO PLAGALE I Giovedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata apostolikà.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Con inni e cantici spirituali acclamiamo, o fedeli tutti, gli apostoli sapienti come testimoni oculari del Verbo e ministri di Cristo: poiché essi supplicano con fervore Cristo per noi, che celebriamo la loro sacra memoria e veneriamo le loro reliquie.

Acclamiamo concordi gli apostoli perché predicarono a tutti i credenti la dottrina verace e ortodossa del nostro Signore, fugarono tutta la caligine delle eresie e fecero risplendere nel mondo la grazia dei dogmi, che è illuminazione spirituale e supplicano per la nostra salvezza.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Sposa ignara di nozze e sempre Vergine, con i divini testimoni oculari, noi ti acclamiamo, perché in te il potente fece grandi cose: colui che è dal Padre prima dei secoli abitò il tuo seno e per noi si compiacque di nascere simile a noi, per salvare dall’inganno la nostra stirpe.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Cantiamo, fedeli.

Acclamiamo con inni gli apostoli come testimoni oculari del Verbo, araldi divini e veri pescatori spirituali delle genti: perché essi ci hanno introdotti alla conoscenza di Cristo, strappando all’errore la stirpe umana e ci hanno resi degni del regno.

Discepoli del Salvatore, apostoli divini, che seminaste il Verbo di salvezza ai confini della terra e illuminaste quanti sedevano nella tenebra e nell’ombra, illuminate con le vostre preghiere, o sapientissimi, la mia anima oscurata dal buio delle passioni.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Tu che sei la protezione di quanti con tutta l’anima ripongono in te le loro speranze, Vergine incontaminata, libera anche noi da tentazioni, avversità e gravi pericoli, o pura, intercedendo presso il Figlio tuo, con i suoi apostoli, per la salvezza di tutti i tuoi cantori.

Dopo la terza sticologia, altri kathìsmata.

Signore, predicando l’ineffabile mistero della tua incarnazione, gli indotti confusero i filosofi; dei pescatori chiusero la bocca ai retori e divennero sapienti maestri delle genti, illuminando i confini della terra con la luce della conoscenza divina: donaci, grazie a loro, la grande misericordia.

Martyrikòn. Signore, i tuoi vittoriosi, agognando il calice della tua passione, abbandonarono i godimenti della vita e divennero consorti degli angeli: per le loro suppliche, concedi alle nostre anime il perdono dei peccati e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Cantiamo, fedeli.

Mostra al tuo servo la tua sollecita protezione, l’aiuto e la misericordia che offri; placa, o pura, i marosi dei pensieri vani e risolleva la mia anima caduta, o Madre di Dio: perché lo so, o Vergine, lo so che tu puoi tutto quanto vuoi.

Canone dei santi apostoli.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

Cavallo e cavaliere nel mar rosso, colui che spezza le guerre con braccio elevato, il Cristo sprofondò, salvando però Israele, che canta un inno di vittoria.

Ricevendo per primi lo splendore datore di luce di colui che si degnò di conversare con gli uomini nella carne, liberate la mia anima da ogni tenebra, divini apostoli.

Tendendo il suo arco, il Signore vi mandò come frecce in tutto il mondo, gloriosi apostoli, per spezzare tutte le trame di Beliar e sanare le ferite dei fedeli.

Avendo come maestro la stessa sapienza, colmaste di sapienza il mondo; illuminate dunque il mio cuore respingendo ogni malvagità del nemico, o apostoli.

Theotokìon. Vergine benedetta, unica piena di grazia, che colmasti la stirpe umana di grazia e benedizione, con i suoi apostoli, prega Cristo d’aver pietà di noi, o purissima.

Canone di san Nicola. Acròstico: Offrirò e te, Nicola, un quinto canto. Giuseppe.

Stesso irmòs.

Divenuto familiare a Dio per fede e affetto, ne osservasi i precetti, per i quali, in ogni cosa agivi santamente, teoforo padre Nicola.

Stretti da pericoli e afflizioni, in te, beato, troviamo rifugio, o nostro avvocato presso Dio: stendi la tua mano e salvaci da ogni angoscia.

Cristo un tempo ti unse arcivescovo di Myra, facendo scorrere il profumo dei tuoi miracoli; per questo ti supplichiamo, o Nicola, liberaci dai miasmi del peccato.

Theotokìon. Un tempo il coro dei profeti ti chiamò monte divino e porta invalicabile, o Vergine: perciò ti preghiamo, Madre vergine, aprici le porte della metania.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio rafforzasti i cieli con sapienza e stabilisti la terra sulle acque, rafforzami, o Cristo, sulla roccia dei tuoi comandamenti, poiché non c’è santo all’infuori di te, o solo amico degli uomini.

Colui che per bontà eccessiva si impoverì incarnandosi, arricchì voi che vi impoveriste per lui, gloriosi apostoli, con tutti i carismi, per illuminare i confini con la divina e venerabile scienza.

Sono stato morso dal serpente velenoso e ho il cuore ferito: perciò grido a te, Cristo, per me ferito: ti prego, sanami e salvami per le suppliche dei tuoi apostoli.

Con la rete delle vostre preghiere, beatissimi, dall’abisso del male del nemico e dalle onde dei pensieri passionali, rovina dell’anima, riconducetemi salvo al Dio di tutti.

Theotokìon. Tu che ricevesti la pioggia celeste, implorala con gli apostoli, o Vergine, di fermare la pioggia delle passioni, prosciugare il mare del mio peccato e salvare me, che semplicemente ti glorifico.

Canone di san Nicola.

Stesso irmòs.

Le frecce del maligno spezzasti, o beato, con le tue divine fatiche, ma per le tue preghiere, o sapiente, preserva anche noi incolumi dalla sua malizia e dai suoi piani.

Sulla terra vivevi come un angelo, ora che stai sempre con gli apostoli presso il sacro trono della Trinità, chiedi per noi scioglimento da peccati e tentazioni, padre gerarca Nicola.

Scaccia dal mio intelletto tutte le mie tenebre con le tue luminose preghiere, o Nicola; spezza la follia delle passioni, guidami all’approdo dell’impassibilità, ti prego, Nicola, affinché con lodi ti glorifichi.

Theotokìon. Stando come regina alla destra di Cristo, rivestita di vesti d’oro, Vergine realmente piena di grazia divina, con la tua mediazione, per le tue preghiere ci procuri, o fanciulla, il regno dei cieli.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo il tuo divino abbassamento, o Cristo, Avvacùm con timore a te gridava: Sei venuto per la salvezza del tuo popolo a salvare i tuoi cristi.

La porta, Gesù nostro Dio, schiudendo ai suoi apostoli la conoscenza, aprì la porta a tutti i popoli con i loro insegnamenti.

O Figlio di Dio, rivelasti gli apostoli figli del Padre tuo celeste per partecipazione; per le loro suppliche, rendici tutti figli della luce.

Voi che sederete con gloria su dodici troni con il Re e giudice, liberatemi dal tremendo e terribile giudizio, o apostoli.

Theotokìon. O arca della santificazione divina, santifica anche la mia anima, illumina il pensiero, supplicando sempre con gli apostoli Cristo di salvarmi.

Canone di san Nicola.

Lo stesso irmòs.

Scambiasti i beni passeggeri con quelli futuri: con le tue preghiere fa’ che anche noi li ereditiamo, liberandoci dalle prove della vita, o beato Nicola.

Tu che presiedevi a Myra, o Nicola, versa myron su tutti i sensi del mio cuore, scacciando da esso, con le tue preghiere, ogni funesta passione, o santo.

Sventando i piani del nemico, o Nicola, fa’ del tutto scomparire i nostri nemici visibili e invisibili che ci osteggiano perfidamente.

Theotokìon. Santa Madre di Dio, aiuta me, sprofondato malamente nei piaceri del corpo e sempre piegato e gemente per l’indolenza.

Ode 5. Irmòs.

Tu che ti rivesti di luce come un manto, a te veglio e a te acclamo: Illumina la mia anima oscurata, tu che sei il solo compassionevole, o Cristo.

I predicatori spirituali, i sapienti apostoli, nella stanza superiore ricevettero lo Spirito sotto forma di fuoco, mentre scendeva su loro tremendamente.

Cristo vi mandò come frecce scelte, spezzando le frecce della malizia, perciò sanate me, ferito dalle frecce del nemico.

O apostoli, distruttori della terra dell’empietà, sanate la mia mente rovinata dalle colpe con la rugiada delle guarigioni.

Theotokìon. Non mi condannare, non scacciarmi dal tuo volto: ti implora colei che puramente ti generò e la folla degli apostoli, o misericordiosissimo.

Canone di san Nicola. Stesso irmòs.

Distruggesti le statue degli idoli, o santo, mostrando inutili i piani degli eretici e strappasti alla morte i condannati, o Nicola.

Vegliasti davanti al Signore dall’infanzia, o beato e tutto ti rischiarasti nei bagliori superni; per questo scacci le nubi della mia anima.

Ti imploriamo, padre Nicola, in quest’ora vieni in mezzo a tutti quelli che ti invocano, concedi a noi ciò che chiediamo per la salvezza.

Theotokìon. L’inconoscibile, o piena di grazia divina, fu visto incarnato da te, che liberasti i mortali dalle angosce dell’afflizione.

Ode 6. Irmòs.

Calma la furiosa tempesta delle passioni che corrompe l’anima e strappami al mare della corruzione, tu che sei misericordioso.

Col sale degli insegnamenti dei tuoi sacri apostoli fermasti la putrefazione del male delle genti, che annichiliva le anime, o filantropo.

Conosci l’abisso dei miei mali, o Cristo Sovrano: dammi una mano, salvami per le suppliche dei tuoi sacri apostoli, o amico degli uomini.

Dalla tremenda condanna nel giorno del giudizio salvami, o giusto giudice, per le preghiere dei tuoi insigni apostoli.

Theotokìon. Rendi degno della salvezza me, disperato per la moltitudine delle iniquità, per le preghiere, Signore, dei tuoi discepoli e di tua Madre.

Canone di san Nicola. Stesso irmòs.

Per le tue preghiere, o Nicola, rendi propizio a tutti quelli che ti onorano il Sovrano, affinché ci doni scioglimento dalle colpe.

Libera da malattie e scandali della vita, tentazioni e tribolazioni, o Nicola, quanti ti possiedono come intercessore presso il Signore.

Cristo Sovrano ti mostrò eccellente medico, perciò sana i mali di quanti a te piamente ricorrono, o Nicola.

Theotokìon. Senza uomo concepisti, pura Madre di Dio, per questo con fede ti imploriamo: scaccia la pigrizia dall’anima.

Ode 7. Irmòs.

Il celebratissimo Signore dei padri spense la fiamma e refrigerò i fanciulli che all’unisono cantavano: O Dio, tu sei benedetto.

Il celebratissimo Signore dei padri vi esaltò e annientò ogni potere del nemico, o discepoli di Cristo, divini veggenti.

La macchia della mia malizia con le onde del pentimento, per le vostre suppliche, lavate, o apostoli, insegnando ad acclamare: O Dio, tu sei benedetto.

Col fuoco del divino Spirito, bruciaste la materia di ogni vanità, perciò liberatemi dalla geenna di fuoco, o discepoli di Dio Verbo.

Theotokìon. Tu che correggesti la caduta di Adamo, per le preghiere tue e dei divini apostoli, o Vergine, rialza me, caduto nei baratri del male.

Canone di san Nicola. Stesso irmòs.

Tutto dedicato a Dio, o Nicola, salva tutto me, che ogni giorno cado nelle passioni della vita, o ispirato da Dio.

Luminare divinamente radioso, illumina il mio intelletto, sempre oscurato dal buio delle passioni e benevolmente dammi di progredire nella vita.

Con le tue preghiere, Nicola, chiudi la malignissima bocca sempre aperta contro di me e strappami da nemici visibili e invisibili.

Theotokìon. Da te per noi rifulse il sole senza sera, o nube luminosissima, Cristo nostro Dio, che illumina quanti sono nel buio dell’ignoranza, o Theotòkos.

Ode 8. Irmòs.

A te, Creatore di tutto, i fanciulli nella fornace unendo l’universo, cantavano in coro: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Tu hai disteso, o Verbo, le nubi spirituali degli apostoli, che effondono su noi le piogge di insegnamenti sapientissimi e divini e ci hai dissetati per tutti i secoli.

O ineguagliabili colonne della Chiesa, che la sorreggete salda coi dogmi della fede, sostenete la casa della mia anima con l’arte divina, o divini veggenti.

Gemi, anima ed effondi rivi di lacrime con tutto il cuore gridando: O unico compassionevole, salvami e perdonami per le gradite preghiere dei tuoi discepoli.

Theotokìon. Sion eletta, città del Re, rendimi cittadino della città superna, supplicando con i divini discepoli il tuo Figlio senza tempo, o Vergine pura.

Canone di san Nicola. Stesso irmòs.

Divenuto myron, o grande sommo sacerdote, fa’scorrere mirra sui sensi della mia anima, affinché allontani il miasma delle passioni e sia degno della grazia del Paràclito.

Fermasti, o sapiente, con le onde fluenti dalla tua santa lingua, le bestemmie di Ario, perciò a te grido: con le tue preghiere prosciuga il torrente delle mie passioni, beatissimo Nicola.

Liberaci con le tue preghiere da peccati, malizia dei demòni, assalti di genti, danno pericolosissimo da tutti gli uomini, perché ti celebriamo come nostro liberatore.

Trinitario. Quanti trinitariamente glorifichiamo senza sosta con fede la monarchia, gridiamo: Padre, Verbo e santissimo Spirito, a te inneggiamo per tutti i secoli.

Theotokìon. Il Dio che indossò la carne da te, purissima Vergine, ti rivela divina protezione di tutta la stirpe umana, perciò noi fedeli a gran voce ti inneggiamo.

Ode 9. Irmòs.

Danza, Isaia: la Vergine ha concepito e partorito un Figlio, l’Emmanuele, Dio e uomo: Oriente è il suo nome: magnificando lui, proclamiamo la Vergine beata.

Cieli stellati, per gli splendori di virtù divine, siete spiritualmente divenuti, con Cristo al centro come sole e avete rinnovato, o sapienti, tutto ciò che riempie la terra: per questo siete detti beati.

Portando nel vostro corpo divino le stigmate di Cristo come degnissimo ornamento, o sapienti, curate con la vostra mediazione presso il Signore la mia anima consunta per i dardi del demonio.

Giaccio nella fossa profonda del peccato, o Cristo, con l’anima appesantita dal sonno di funesta noncuranza: come risuscitasti Lazzaro, o Signore, salvami grazie ai tuoi discepoli, o Verbo.

Theotokìon. Dirigi il cammino dell’anima mia, o Verbo di Dio, nei sentieri dei tuoi infallibili precetti, perché implora per me la pura incontaminata che ti partorì e i tuoi sapientissimi apostoli, o misericordiosissimo.

Canone di san Nicola. Stesso Irmòs.

Gerarca divinamente ispirato, osservasti tutti i precetti di Cristo; divenisti così divino custode dei fedeli, proteggendoli, o padre Nicola, da ogni minaccia e oppressione.

Come un tempo, quale buon pastore, nutristi la tua città, che mancava di pane per la carestia, o santo, così nutri ora col pane spirituale, o padre Nicola, la mia anima, che ha felicemente ottenuto te come protettore.

Grande sole che sempre sta nelle altezze della Chiesa di Cristo, noi con fede ti imploriamo, o santo pastore: con fulgenti splendori di luce, dilegua dalle nostre anime la tenebra del peccato.

È vicino, come sta scritto, il giorno ben manifesto della parusia di Cristo: anima sterile, deponi la noncuranza e grida con ardore a Cristo: Salvami, Signore, per le suppliche di Nicola.

Theotokìon. Il profeta ti vide, o pura, come candelabro luminoso recante Cristo, lampada spirituale: per lui fummo illuminati noi, che giacevamo nelle tenebre del male e diciamo beata te, Theotòkos sempre Vergine.

Apòstica apostolikà.

Discepoli del Salvatore, divenuti testimoni oculari dei misteri, predicaste l’invisibile senza principio, dicendo: In principio era il Verbo, non fu creato prima degli angeli, né imparò dagli uomini, ma dalla sapienza dall’alto; poiché dunque gli siete famigliari, pregate per le nostre anime.

Celebriamo melodiosamente con inni gli apostoli del Signore: rivestita l’armatura della croce, annientarono l’inganno degli idoli e si mostrarono vincitori incoronati; per la loro intercessione, o Dio, abbi pietà di noi.

Martyrikòn. Tra i tormenti i santi esclamavano esultanti: Di questo noi facciamo commercio col Sovrano, perché in cambio delle lividure che si gonfiano sul nostro corpo, nella risurrezione apparirà su di noi una veste luminosa; al posto del disonore le corone; al posto di prigioni il paradiso; e al posto della condanna con i malfattori la vita con gli angeli; perciò, per le loro preghiere, Signore, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O eletta, ascolta la nostra voce e dona alle nostre anime ciò che chiediamo: liberaci, per la mediazione degli apostoli, dalle passioni e dai dolori, perché, come Madre di Dio, tutto puoi.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Il ladro, credendo sulla croce nella tua Divinità, o Cristo, ti confessò con tutto il cuore gridando: Ricordati di me, o Dio, nel tuo regno.

Come nubi luminose attraversavate la terra facendo scorrere l’acqua viva e irrigavate riccamente i cuori consumati nei peccati, o divini martiri.

Come i mistici raggi del sole sorto dalla Vergine pura, avete illuminato quanti giacevano nella tenebra dell’ignoranza, o divini martiri di Cristo nostro Dio.

Martirikòn. Patendo con animo pronto le ustioni dei malvagi, avete incendiato l’errore degli idoli e vi siete trasferiti al riposo divino, o martiri.

Gloria. Trinitario.

Per ritrovare la dracma perduta nell’abisso dei peccati e portarla al Padre, hai reso gli apostoli araldi perfetti con il divino Spirito, o Cristo.

E ora. Stavrotheotokìon.

Tu che sei ornamento degli apostoli, o piena di grazia, fa’ risplendere di raggi penitenza me, annerito dai piaceri affinché ti magnifichi.