Passa al contenuto principale

Periodo Del Tono Grave

Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata martyrikà. Tono grave.

I tuoi martiri, Signore, hanno sbaragliato il nemico e umiliato l’inganno degli idoli, armati della potenza della croce; perciò, celebrandoti con gli angeli, cantano l’inno di vittoria, dando gloria a te, o Cristo. Per le loro suppliche, donaci la grande misericordia.

I tuoi santi, Signore, lottando sulla terra, hanno calpestato il nemico e annientato la seduzione degli idoli: perciò hanno ricevuto le corone da te, Sovrano filantropo e Dio misericordioso, che concedi al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei il tesoro da cui viene la nostra risurrezione, o lodatissima, risolleva dalla fossa e dall’abisso delle colpe quelli che in te confidano: perché hai salvato noi, soggetti al peccato, partorendo la salvezza, tu che sei vergine prima del parto, vergine nel parto e ancora vergine dopo il parto.

Intercedete, o santi, perché ci sia data la remissione delle nostre colpe e veniamo liberati dai mali che temiamo e da una morte amara, vi preghiamo.

Necròsimo. La tua morte, Signore, ha fatto fiorire per i morti la vita: tu hai infatti spogliato l’ade, richiamando quanti dormivano nella tenebra; perciò, o datore di vita, come Dio ti supplichiamo: Dona il riposo con i giusti a quanti tra di noi hai preso con te, perché trovino nel giudizio la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, tu che accogliesti in grembo colui che i cieli non possono contenere; salve, Vergine, annuncio dei profeti, tu da cui è rifulso l’Emmanuele; salve, Madre di Cristo Dio.

Canone di tutti i santi. Acròstico: Io, Giuseppe inneggio i cori dei pastori e dei martiri. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Cantiamo al Dio che aiutò Mosè in Egitto e liberò Israele, poiché si è glorificato.

Vincendo tutto l’inganno dell’avversario, i cori infallibili dei martiri danzano esultando presso il loro Creatore.

I gerarchi di Cristo e tutti i santi padri che hanno faticato, sono divenuti degni della letizia eterna per grazia.

Per le preghiere dei profeti, dei santi padri e delle sante donne, o Cristo, custodiscici da ogni ira e salva le nostre anime.

Necròsimo. O Verbo che mi hai plasmato dalla terra e ordinato di tornare di nuovo nella terra, da’ riposo a quanti nella fede hai trasferito.

Theotokìon. O Santissima che partoristi il Santissimo Verbo di Dio, santifica quanti ti glorificano con fede.

Canone per i defunti. Acròstico: Il settimo canone ha lo stesso proposito.

A un tuo cenno.

Rifulgendo con divini segni, o martiri, vi offriste a Cristo Dio come divino dono abbelliti con vari ornamenti di virtù splendide.

Rendi degni, i tuoi servi defunti, di ottenere il raggio della luce inaccessibile trisolare, da cui sono fuggiti dolore, affanno e lamento, o misericordiosissimo.

Rialzasti la natura condannata a morte, o vita ipostatica, Cristo datore di vita, perciò da’ riposo a quanti sono passati a te con fede, o solo compassionevole.

Theotokìon. Raddrizzasti la caduta della progenitrice, o Santissima, partorendo il Dio Verbo che la risuscitò e insufflò la vita ai morti dei sepolcri con potere divino.

Ode 3. Irmòs.

Vegliando per glorificarti e inneggiati, o Verbo, senza sosta inneggiamo il segno della tua croce, che ci hai dato come arma e soccorso.

Spezzati con pietre e gettati nelle fosse, o santi, spezzaste ogni potere dell’ingannatore mantenendo illeso l’intelletto.

Illuminando i fedeli col fulgore dei divini insegnamenti e i raggi delle opere buone, o sapienti gerarchi, dileguaste tutta la tenebra delle eresie.

Morti al mondo, i tuoi santi, o Verbo, hanno realmente ereditato la vita sovramondana; abbi dunque misericordia di noi, o Cristo.

Necròsimo. Supplichiamo il Sovrano buono di avere misericordia nell’ora del giudizio di quanti sono trapassati nella fede e nella speranza.

Theotokìon. Non lasciando il seno paterno, il Verbo senza principio ha avuto principio in te ed è apparso come bimbo nel tuo seno, o Purissima.

Canone per i defunti. Tu che in principio.

I cori dei martiri mostrarono valorosa e salda pazienza, poiché sopportarono l’assalto delle percosse e le ferite delle pene, o Salvatore, bramando la gloria e la tua bellezza incorruttibile.

Accogli, o Compassionevole le anime dei defunti nella speranza della vita eterna e annoverali nel seno desiderato e divino del divino Abramo per dimorare con Lazzaro e con i tuoi eletti.

O compassionevole Salvatore, disceso dal cielo per salvare il genere umano, per la tua misericordia rendi degni di deliziarsi della luce immateriale e della tua divina gloria e gioia quanti piamente sono trapassati.

Theotokìon. Furono sciolte in te le leggi naturali, o Pura che concepisti il Verbo inaccessibile all’intelletto e ci fu data nuova legge divina che per grazia e bontà divina dona remissione dei peccati a tutti i disperati.

Ode 4. Irmòs.

Persuaso dalla tua venuta della carne, o Cristo, il profeta Avvacùm gridava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Rinvigoriti dall’amore per il Signore, i martiri indebolirono il potere del nemico, perciò sono proclamati beati.

Come pecore e agnelli del Pastore e Agnello, o beati gerarchi, diveniste pastori del gregge razionale per divina grazia.

Con lo splendore delle buone opere guidaste come luminosissimi astri il plèroma dei fedeli, o nostri santi padri.

L’adunanza delle donne forti e l’assemblea dei santi profeti ottennero i beni celesti.

Theotokìon. Lodatissima, supplica il Dio che partoristi di liberare il tuo gregge da ogni sorta di tentazione e afflizione.

Canone per i defunti.

Tu che senza lasciare.

Sopportando con pazienza i dolori delle lotte, i martiri sono stati incoronati con le corone della tua giustizia, o Cristo e hanno glorificato il tuo potere.

Quando verrai nella tua gloria con i tuoi angeli, o Cristo, rendi degni della tua ineffabile gloria quanti sono piamente trapassati, o compassionevole e misericordiosissimo.

Rendi degni di deliziarsi del raggio trisolare e del fulgore della Divinità unica, o Buono quanti sono già defunti e ti glorificano, o filantropo.

Theotokìon. Cristo, che non lasciò il seno paterno, dimorò nel tuo seno verginale e liberò dalla morte quanti ti dicono beata, o Madre di Dio lodatissima.

Ode 5. Irmòs.

Il mio spirito veglia davanti a te, o Dio, perché tu sei luce e i tuoi precetti sono guarigione per i tuoi servi, o filantropo.

Disprezzaste le ferite della carne, o forti atleti e ora guarite le ferite e le passioni di quanti accorrono a voi.

Avete ricevuto il potere di sciogliere e legare sulla terra, o gerarchi di Cristo, perciò slegate sempre i pesi dei nostri mali.

Uniti a Dio con intelletto puro, i cori degli asceti, dei profeti, dei giusti e delle donne danzano una danza senza fine.

Necròsimo. O solo misericordiosissimo Cristo, rendi partecipi del paradiso quanti hanno lasciato questa vita, o filantropo.

Theotokìon. Santissima Vergine, che ti rivelasti dimora incorrotta di Dio, supplicalo di rendermi abitante della dimora nuziale spirituale.

Canone per i defunti. Signore, mio Dio.

Rivestiti luminosamente di morte vivificante intrecciata dalle pene, o lodatissimi martiri, chiedete divino riposo per le anime di quanti si sono già addormentati.

O Salvatore, che effondi misericordia da inesauribili tesori, concedi che le anime che hai trasferito dimorino con i tuoi primogeniti nelle tende senza corruzione.

Concedi, o Cristo che i tuoi servi, trasferiti alla vita superna lasciando il peso e ora sono liberati dai legami, si delizino dello splendore dei tuoi santi, o Salvatore.

Theotokìon. Sovrana Madre di Dio, prega che mi sia donato scioglimento dei peccati e remissione delle colpe, o Purissima che partoristi nel mondo la Vita enipostàtica.

Ode 6. Irmòs.

Giona dal ventre dell’ade gridò: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita; e noi a te gridiamo: Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Abbatteste la protervia del nemico elevandovi verso Dio con le pene, o gloriosissimi soldati e diveniste abitanti dei cieli.

Allontanando l’inverno delle eresie, i gerarchi di Cristo hanno trasferito la folla dei pii alla primavera della verità.

Col tuo potere, o Cristo, le folle dei santi padri, dei profeti e delle sante donne furono giustificate e ora si deliziano della tua luce senza tramonto.

Necròsimo. Hai trasferito i tuoi servi, o Compassionevole dalle realtà temporanee; rendili degni dunque della tua eterna gioia e della vera vita.

Theotokìon. Santifica i tuoi servi, o Santissima Vergine che partoristi nella carne il Santissimo Verbo lodato santamente da ogni spirito.

Canone per i defunti.

Navigando tra i flutti.

Sopportando con vigore pene tremende, difficilmente sopportabili, il coro dei martiri ereditò le delizie senza dolore e senza pene, ricevendo le corone di giustizia dalla destra vivificante.

O misericordioso, colloca i tuoi servi già addormentati con i giusti, là dove sono i cori degli angeli e gli splendori dei santi e la dolcezza della vita eterna, o Dio immortale.

Theotokìon. Colui che con divina volontà e col potere creatore stabilì tutto dal nulla, è sorto dal tuo grembo, o Pura e come Dio ha strappato dalla corruzione quanti erano nella tenebra della morte.

Ode 7. Irmòs.

ODio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto nei secoli.

Con lo scorrimento del sangue gli atleti spensero la fiamma dell’empietà.

Inneggiamo ai gerarchi, che divennero luminari del mondo.

Sia onorata con inni la santa assemblea dei profeti e dei santi padri.

Necròsimo. Libera dalla geenna, o Cristo compassionevole, i tuoi fedeli servi che hai preso.

Theotokìon. Inneggiamo alla Madre di Dio, più venerabile degli angeli.

Canone per i defunti.

Nella fornace ardente.

I cori dei martiri incoronati pubblicamente circondano spiritualmente Cristo Re, gridando con i cori degli angeli: Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

O compassionevole, tu che domini la morte e la vita, rendi degni della delizia divina i tuoi servi piamente già addormentati. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Tu che hai fatto splendere la luce nelle tende eterne fa’ dimorare rifulgenti di luce immateriale che hai trasferito. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Cristo, nato prima senza madre dal Padre e ora ineffabilmente nato senza padre da te, Vergine, si impoverì volontariamente per noi uomini. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Imitando i fanciulli nella fornace, che ricevettero la rugiada dello Spirito, con fede gridiamo: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Abbatteste i tempi degli idoli, o lodatissimi atleti ed edificaste voi stessi come templi dello Spirito, terminando con coraggio la corsa.

Vi rivelaste gigli profumatissimi, o gerarchi, rallegrando le anime dei fedeli con le conoscenze della pietà, perciò degnamente vi diciamo beati.

Pellegrinando in tutta la terra, o santi padri, diveniste come profeti di Dio, mirando l’eredità superna e la gloria perenne.

Necròsimo. O Verbo, Signore dei vivi e dei morti, annovera i tuoi servi addormentati nella fede con i cori dei salvati, o unico filantropo.

Theotokìon. L’assemblea di tutte le donne, che hanno cercato il Signore con fatiche e pene, sempre intercedono presso di te, o incorrotta.

Canone per i defunti. Il Re della gloria.

Cercando la gloria celeste, i martiri disprezzavano la gloria terrena come testimoni della venuta di Cristo, lodandolo piamente come Re in tutti i secoli.

Tu che hai disfatto la dimora terrena di quanti si sono trasferiti nella speranza della vita, dona loro la dimora celeste e il riposo nelle tende dei giusti per tutti i secoli.

Tu che come Dio doni riposo ai morti e possiedi la fonte della vita, irrigali, o solo buono col rivo della delizia per tutti i secoli.

Theotokìon. O Genitrice di Dio Vergine, accogliendo ineffabilmente nel tuo grembo la luce senza tramonto, illuminasti quanti erano nella tenebra del mondo per glorificare piamente Cristo sorto da te ineffabilmente.

Ode 9. Irmòs.

Colei che oltre natura è Madre e per natura è Vergine, la sola benedetta fra le donne, con mistici canti, o fedeli, magnifichiamo.

Per le suppliche dei sacratissimi martiri, profeti e giusti, che dall’antichità vissero santamente, o Cristo, abbi pietà delle nostre anime.

Noti come iniziatori ai sacri riti, siete stati uniti ai celesti liturghi come liturghi del Sovrano: con loro presentate suppliche per noi.

Con le donne che hanno felicemente compiuto la corsa, onoriamo i santi cori degli asceti, per ottenere l’intercessione della loro santità.

Necròsimo. Rendi degni i defunti che in modo ortodosso ti hanno reso culto, o Cristo, di partecipare alla gloria di cui sono stati fatti degni i cori di tutti i santi.

Theotokìon. Io che sono attaccato al peccato, tremo di fronte al tremendo tribunale di colui che da te è stato partorito, o pura: ma tu che sei buona, salvami dalla condanna davanti al tribunale.

Canone per i defunti.

Che tu sia Madre di Dio.

Splendidamente illuminano il mondo i martiri generosi, essi che sono le colonne della fede, le inespugnabili torri delle Chiese e le fortezze della pietà: e noi, com’è degno, piamente li magnifichiamo.

Strappa al fuoco della geenna, o Sovrano, quanti tra di noi se ne sono andati, lacerando con la lancia del tuo fianco e il documento scritto del loro peccato, o unico filantropo e falli degni dello splendore dei santi.

Tu che sei buono e per natura filantropo, tu che sei compassionevole e pietoso, tu che sei tesoro inesauribile di vita immortale, o Salvatore, rendi degni del tuo gaudio ineffabile quanti prima di noi si sono addormentati nella fede.

Theotokìon. Le ombre della Legge e gli enigmi di un tempo con il tuo parto sono passati, poiché Cristo è divenuto compimento della Legge e dei profeti: cantando lui nella sua duplice natura, noi diciamo beata te, la sempre Vergine pura.

Alle lodi, quando c’è l’Alliluia, stichirà martyrikà.

In mezzo allo stadio degli empi, esultanti, i vittoriosi acclamavano: Signore, gloria a te.

Sono divenuti astri dell’universo gli illustri vincitori, che a Cristo acclamano: Signore, gloria a te.

Con un unico sentire, mirando a un unico scopo, trovata un’unica via di vita, la morte per Cristo, i martiri vittoriosi, invidiando l’uno la morte dell’altro, cosa mirabile, precedendosi nel carpire i tormenti come tesori, si dicevano l’un l’altro: Se anche non morissimo ora, in ogni caso moriremmo e pagheremmo il nostro tributo alla natura: facciamo dunque della necessità un onore, appropriamoci della sorte comune, comprando con la morte la vita. Per le loro preghiere, o Dio, abbi pietà di noi.

Festeggiando la memoria dei tuoi santi vittoriosi, o Cristo, t’inneggiamo acclamando: Signore, gloria a te.

Gloria. Necròsimo.

Nella regione dei tuoi giusti, o misericordioso, colloca quanti credendo in te, se ne sono andati dalle cose temporali, o filantropo.

E ora. Theotokìon.

t

Supplica, o Vergine, con gli apostoli e i martiri, affinchè i defunti trovino in giudizio grande misericordia.

Apòsticha delle lodi, necròsima.

Poema di Teofane. Disprezzate tutte le cose.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso, Signore.

Sei apparso esanime sulla croce e deposto come un morto nella tomba, o solo immortale, per riscattare gli uomini dalla condizione mortale, dalla corruzione e dalla morte; poiché dunque sei oceano inesauribile di amorosa compassione e fonte di bontà, dona il riposo alle anime dei tuoi servi che tra di noi se ne sono andati.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Concedi, o buono, a quelli che a te sono passati, di essere illuminati dalla tua pura bellezza, dalla dolcezza del tuo splendore e dai raggi della tua luce divina, perché nell’immateriale effusione luminosa del manifestarsi della tua luce, danzino insieme agli angeli intorno a te, Sovrano Signore, Re della gloria.

Stico. La loro memoria viene glorificata nei secoli.

Tu che possiedi inesauribile magnificenza di doni, tu che sei tesoro inesausto di ricca bontà, fa’ dimorare quanti sono passati a te, che sei Dio, nella regione dei tuoi eletti, in luogo di riposo, nella casa della tua gloria, nel gaudio del paradiso, nel talamo dei vergini, per la tua amorosa compassione.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu partorisci il compimento della Legge, il Redentore fatto carne; poiché non c’è stata giustificazione nella Legge per quanti ci hanno preceduto, ma Cristo crocifisso ci ha ora giustificati. Tu che hai con lui famigliarità, o Vergine, implora il tuo Figlio compassionevole, ti preghiamo, perché dia riposo alle anime di quanti sono piamente defunti.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

O lodatissimi martiri, compiendo la buona lotta e custodendo la fede, avete ricevuto da Dio le corone dell’incorruttela e diveniste degni della sua gloria e coinquilini degli angeli.

La folla dei sacerdoti e dei santi padri e dei profeti e la sacra assemblea delle sante donne siano onorate, poiché ora vivono con gioia nelle tende dei primogeniti e dimorano con i cori degli incorporei.

Necròsimo. O Verbo di Dio, colloca nelle tende dei giusti quanti hai trasferito da noi, lasciando per la tua grande misericordia i peccati dell’anima commessi da loro consapevolmente e inconsapevolmente sulla terra.

Gloria.

O Trinità santa, i tuoi servi mortali accorrono a te, chiedendo di essere liberati dalla tremenda fiamma e di ottenere i beni della tua santa gloria nel giorno del giudizio.

E ora. Theotokìon.

Il raggio del Padre dimorò nel tuo grembo, o santissima e pura e rinnovò quanti erano abbattuti dal consiglio