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Periodo Del Tono Pl. 4 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata martyrikà. Tono pl. 4.

Astri spirituali vi rivelaste, o santi martiri; infatti avete dissolto con la fede la tenebra dell’inganno, avete fatto risplendere le lampade delle vostre anime e siete entrati gloriosamente con lo sposo nel talamo celeste: implorate ora, vi supplichiamo, per la salvezza delle nostre anime.

Conosciuto l’ordine.

I martiri di Cristo, incenerite con la continenza le forme e i moti brucianti delle passioni, ricevettero la grazia di allontanare le malattie dagli infermi e di compiere prodigi sia in vita, sia dopo la morte: è straordinario prodigio, infatti, che ossa spoglie facciano scaturire guarigioni; gloria all’unico Dio Creatore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, tu che con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, la tua filantropia: accogli, mentre intercede per noi, la Theotòkos che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos

e gli evloghitària. Conosciuto l’ordine.

Profeti, martiri di Cristo e gerarchi, voi che con pio sentire avete compiuto secondo le regole la bella corsa e avete ricevuto da Dio le corone immarcescibili, supplicate senza sosta per noi la sua benevolenza, perché ci doni la remissione delle colpe, come Dio incline al perdono.

Altri, necròsima, uguali.

Annovera, Sovrano, con i giusti, nelle tende degli eletti, quanti piamente se ne andarono dalle cose temporali e da’ loro riposo nei luoghi di quanti festeggiano e gioiscono senza fine in paradiso, tu che sei buono, perdonando le loro colpe volontarie e involontarie, per la tua somma bontà, o filantropo.

Tu che, nella tua filantropia, tutto disponi con profonda sapienza, assegnando a ciascuno ciò che giova, o solo Creatore, da’ riposo, Signore, alle anime dei tuoi servi: poiché hanno riposto speranza in te, che ci hai creati, che ci hai plasmati, che sei il nostro Dio.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Baluardo e porto tu sei per noi e mediatrice accetta presso il Dio che hai partorito, o Theotòkos senza nozze, salvezza dei fedeli.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Fine divina del nuovo Oktòichos. Fatiche di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Cantiamo al Signore che guidò il suo popolo nel mar rosso poiché lui solo si è gloriosamente glorificato.

Siete apparsi come perle preziose, ornando la corona della Chiesa di Cristo, o valorosi atleti del Signore.

I sapienti gerarchi brillarono di splendore divino per i dogmi e le virtù, illuminando i cuori dei fedeli.

Ti supplichiamo, Verbo di Dio, mirabile nei tuoi santi profeti e monaci, per le loro preghiere salvaci.

Necròsimo. Quando verrai per il giusto giudizio, o giusto giudice e Verbo di Dio, risparmia la condanna ai tuoi fedeli trapassati.

Theotokìon. Il coro delle donne, sapendoti Genitrice del Signore, o Vergine, dietro di te lottando, a lui furono presentate.

Canone per i defunti. Acròstico: Un ottavo canto dedico ai fedeli defunti.

Ode 1. Attraverso l’umido elemento.

Imitando con la morte la morte di Cristo e la venerabile passione con la passione, tutti i martiri ottennero la vita divina e beata.

Trascurando le colpe di gioventù e oltrepassando i peccati dei tuoi servi defunti, Cristo Salvatore, annoverali fra i tuoi eletti.

Concedi ai tuoi servi che hai preso con te, misericordiosissimo, di partecipare copiosamente alla gloria e gioia ottenuta da quanti hanno raggiunto la vita beata.

Theotokìon. Colui che con divina potenza annientò l’ade, il Verbo dell’eterno Padre concepisti unito ipostaticamente alla carne da te ricevuta, purissima Vergine.

Ode 3. Irmòs.

Tu che hai stabilito nel Verbo i cieli e fondasti la terra su molte acque, stabiliscimi per l’inno della tua dossologia, Signore.

Respingendo con coscienza salda i sacrifici impuri, gli atleti divennero sacrificio purissimo al Verbo immolato.

Rinnovando con le vostre sacre parole quanti erano invecchiati per le passioni, vi siete mostrati divini discepoli del rinnovatore del mondo.

La grazia in principio donata chiaramente ai profeti del santissimo Spirito, infine colmò di divini carismi gli asceti.

Necròsimo. Unisci ai cori dei santi, o Dio, quanti con fede si sono separati dalla vita e, per ineffabile misericordia, falli cittadini del paradiso.

Theotokìon. Gesù incontenibile e Signore abitò comodamente il tuo grembo santificato, purissima Vergine.

Canone dei defunti. O Signore, creatore.

Purificati dalla caduta antica dei progenitori per il battesimo e per il rinnovamento con i rivi di sangue, da voi stessi sgorganti, con Cristo regnate, o beati.

Compiàciti di collocare nelle tende dei tuoi giusti quanti tra noi hai preso, o nostro Salvatore, morto e volontariamente deposto nel sepolcro, richiamando anche quanti giacevano nei sepolcri.

Mosso dalla divina compassione, Sovrano e dalla tua benevolenza naturalmente conosciuta, concedi riposo ai tuoi servi, Salvatore, dando loro remissione dei peccati.

Theotokìon. L’incarnato dal tuo grembo, divenuto uomo ed essendo soprattutto l’unico filantropo, salva l’uomo dalle porte della morte, o pura Madre di Dio, unica inneggiatissima.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, le tue opere ho considerato e la tua divinità ho glorificato.

Giunti allo stadio del martirio, o atleti divinamente beati, con spirito vivo bruciaste la selva dell’errore.

Glorificasti pubblicamente i tuoi beati e i gerarchi; per le loro suppliche divine, Signore, fammi partecipe della tua gloria.

Il divino soffio dello Spirito, che illumina i profeti, ha donato alle donne forza per distruggere l’insolenza del nemico.

Necròsimo. Rendi degni di misericordia, con tutti i santi, i tuoi servi che hai trasferito, o bontà somma, nelle tende dei santi, quando vieni supplicato.

Theotokìon. Generasti oltre le leggi di natura il legislatore della legge divina, che rinnova la natura decaduta dei mortali, o purissima.

Canone dei defunti.

Tu sei mia forza.

Per contemplare la tua gloria e ottenere chiaramente nei cieli il tuo fulgido splendore, i divini martiri, o Sovrano, lottando patirono ogni tipo di torture cantando a te, o Cristo: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Molte dimore sono presso di te, Salvatore, divise per merito secondo la misura della virtù: di essa dunque degnati di colmare, o compassionevole, i trapassati con fede, che a te piamente gridano: Gloria alla tua potenza, Signore.

Uomo uguale a noi apparisti, o purissimo, a tutti uguale, sopportasti la morte e indicasti le vie della vita: di essa rendi degni come filantropo i trapassati, concedendo perdono delle colpe e donando, come Sovrano, comunione con la luce.

Theotokìon. Tu sei il vanto dei fedeli, o inneggiatissima, tu sei protezione e rifugio dei cristiani, muro e porto: a tuo Figlio, infatti porti le suppliche, o purissima e salvi da pericoli quanti con fede e affetto ti riconoscono pura Madre di Dio.

Ode 5. Irmòs.

Illuminaci con i tuoi precetti, Signore e con il tuo braccio elevato, concedici la tua pace, filantropo.

Sopportarono ferite nella carne i divini martiri, perciò sempre sanano le nostre ferite, inferte dai demòni.

Santi gerarchi di Dio, con tutti i beati pregate Cristo di donarci remissione dei peccati.

Consumando la carne con l’ascesi e i tormenti, le donne beate e le martiri furono degne dei beni sperati.

Necròsimo. Distruggendo la morte con la morte, come filantropo, dà riposo, o Immortale, ai fedeli tuoi servi, morti nella speranza della vita.

Theotokìon. Hai interrotto, o pura, la condanna dei progenitori generando nella carne Cristo Gesù, unico Signore, che giustifica tutti.

Canone dei defunti. Perché mi hai respinto.

Rendi degni della tua ineffabile gloria e della tua beatitudine oltre ragione, nelle dimore dei santi, là dov’è la dolce voce dei festanti, i trapassati alla vita impassibile, unico filantropo compassionevole.

Là dove schiere di angeli e le folle dei giusti esultano, nel seno di Abramo, colloca i tuoi servi e compiàciti di farli stare con confidenza presso il tuo tremendo trono, o Salvatore.

Apparisti a noi perdono, giustizia e liberazione e sanasti con la tua ferita le nostre malattie: tu stesso, dunque, o compassionevole, come buono, colloca nella delizia del paradiso i trapassati.

Theotokìon. Per misericordia e compassione hai assunto l’umile condizione umana, tu che splendi di gloria negli eccelsi; prendendo carne animata e razionale dal grembo della Vergine, con essa distruggesti la morte.

Ode 6. Irmòs.

Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.

Per le vostre venerabili ferite, curate le malattie delle anime e sempre togliete le piaghe dei corpi, ferendo la moltitudine dei demòni malvagi, o santi martiri.

Il coro dei beati, l’assemblea dei gerarchi, l’adunanza delle sacre donne, lottando strenuamente ereditarono ristoro al di sopra dei cieli.

Uccidendo la carne, o asceti, trovaste vita, mentre voi, sapientissimi gerarchi, pascolando bene il gregge del Signore, dopo la fine foste degni di gloria immortale.

Necròsimo. O Verbo, che sei vita dei viventi e riposo dei morti, colloca nel seno del tuo servo Abramo i tuoi servi, che da noi, per tuo divino volere, hai trasferito.

Theotokìon. Dimorò in te lo splendore del Padre, o pura e con i bagliori fulgidi della sua divinità disperse il buio del politeismo e illuminò il mondo.

Canone dei defunti. Stesso irmòs.

I tuoi martiri, Signore, sopportarono molte torture; con l’anima ferita dal tuo amore, i santi desideravano la tua eterna gloria e la tua dolce comunione.

Squarciasti, o Salvatore, la pancia della morte ostile e, donando vita, rialzasti tutti coloro che erano legati in lei; di essa rendi degni i trapassati, o benefattore.

Da lacrime e gemiti che sono nell’ade, libera, o buono, come unico pietoso, i tuoi servi; togli ogni lacrima da ogni volto di quanti con fede ti riconoscono Dio.

Theotokìon. Il Creatore per natura viene creato nel tuo grembo, il ricco come Dio si svuota, o purissima, l’unico buono muore per la salvezza di tutti.

Ode 7. Irmòs.

I pii fanciulli a Babilonia non venerarono l’immagine d’oro, ma in mezzo alla fornace refrigerati dal fuoco, cantavano l’ode dicendo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Sciogliendo l’arroganza dell’empietà con i vostri sacri legami, o illustri, rovesciate i pesi delle nostre colpe e salvateci gridando, o martiri: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Con la pioggia del vostro sacro sangue spegneste il fuoco delle eresie e con la fiamma bruciaste, o sapienti gerarchi, la zizzania dell’empio errore e illuminaste le anime dei fedeli.

Uccidendo con la continenza la carne, gli asceti vivono dopo la morte. Il coro dei profeti, invece e l’adunanza delle donne, avendo lottato sono glorificati. Per le loro preghiere, o Cristo, liberaci dai pericoli.

Necròsimo. Dà riposo alle anime di tutti quelli che si addormentati nella speranza della vita, o Cristo, trascurando, per la tua grande compassione, le loro colpe in vita, o Salvatore, unico compassionevole Dio dei padri.

Theotokìon. Come tutta pura ricevesti in grembo il Verbo incarnato; pregalo dunque, o santissima, di purificare dai peccati dell’anima e del corpo me, che ricorro con fede a te, o pura.

Canone dei defunti.

I fanciulli degli ebrei.

Tutto l’affetto dei martiri è teso all’unico Sovrano, unito al suo amore per suo amore, mentre cantano: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

Concedi ai fedeli defunti lo splendore del tuo regno divino, rivestendoli d’immortalità, affinché cantino: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

Colma di gioia e letizia i tuoi servi defunti, o compassionevole, rendendoli degni di acclamarti e cantare: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

Theotokìon. Sciogliendo la maledizione di Eva, abitasti la Vergine purissima, offrendo una fonte di benedizione a quanti gridano: Benedetto, o purissima, il frutto del tuo grembo.

Ode 8. Irmòs.

I fanciulli divini nella fornace calpestavano con il fuoco l’errore cantando: Benedite, opere del Signore, il Signore.

Lottando distruggeste i templi degli idoli edificando voi stessi come templi divini della Trinità, compagni degli angeli, atleti del Signore.

I tuoi sacerdoti, o Cristo, rivestiti di giustizia, contemplando la tua chiarissima bellezza divina, con i santi ora esultano nei secoli.

Per le preghiere dei tuoi sacratissimi profeti, delle illustri donne e dei giusti di tutti i tempi, dona, o Verbo, le tue misericordie al tuo mondo.

Necròsimo. O giusto giudice, quando verrai a giudicare quanti da noi hai preso con te, salvali dalla condanna, trascurando le loro colpe, o Sovrano.

Theotokìon. Apparendo, o Vergine, con la tua luce disperdi le nubi oscure dalla mia anima, tu che generasti il sole di giustizia.

Canone dei defunti. Al suono degli strumenti.

Affrontando sulla terra le loro lotte, ottennero corone celesti i veri martiri, a te senza sosta gridando: Inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Sceso nella fossa profonda, rialzasti gli abitanti dei sepolcri con mano vivificante e concedesti il riposo ai tuoi servi con fede addormentati, o compassionevole.

Essendo fonte della vita eterna e torrente di delizia, rendi degni i tuoi servi, piamente a te trapassati, di inneggiarti e glorificarti per tutti i secoli.

Theotokìon. Madre di Dio, Vergine Maria, che generasti fisicamente per gli uomini il Salvatore, salva chi con fede inneggia al tuo parto e lo esalta per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Madre senza nozze di Dio altissimo, tu che con un verbo concepisti oltre l’intelletto il vero Dio, più elevata delle incontaminate potenze, con dossologie mai silenti ti magnifichiamo.

Stavano i martiri davanti ai tribunali iniqui, condannando ogni iniquità con la grazia di Cristo, confutando quelli su cui avevano riportato vittoria e ricevendo le corone della giustizia.

Dirigendo piamente tutta la nave della Chiesa al porto dei precetti di Dio, appariste come timoni, tutti voi, beati gerarchi e pastori: perciò come nocchieri vi onoriamo.

La folla dei profeti e dei santi ti supplica, l’assemblea dei giusti che splendidamente lottarono, Signore e che si distinsero nell’ascesi, ti scongiura, o filantropo, di donarci le tue compassioni.

Necròsimo. Dell’onore e della gloria eterna di cui sono si resero degni tutti i santi di Cristo, rendi degni quanti con fede se ne sono andati da questa vita vana, o misericordioso, per le preghiere dei tuoi santi.

Theotokìon. Tu che porti tra le braccia la pienezza di ogni bene, da’ compimento, o purissima, alle suppliche dei tuoi servi e dirigi il nostro cammino verso Dio, dandoci forza per una vita virtuosa.

Canone dei defunti.

Freme ogni orecchio.

Avendo la forza invincibile e invitta di Cristo, o martiri, sdegnaste l’ordine ateo dei tiranni e vi rendeste davvero degni del regno dei cieli, splendidi per i fulgori della Trinità, o ammirabili.

È stata sciolta l’amarezza dell’ade, perché tu lo hai dissolto, o filantropo e hai risuscitato i fedeli che da sempre dormivano: anche ora dunque, nella tua bontà, rendi degni della tua luce senza tramonto sono passati a te, misericordioso.

Sei tutto dolcezza, o Salvatore, sei tutto brama e desiderio veramente insaziabile, sei tutto bellezza irresistibile: concedi dunque a quanti sono a te trapassati di deliziarsi del tuo splendore e rendili degni della tua divina bellezza.

Theotokìon. Salvami, Madre di Dio, tu che generasti Cristo mio Salvatore, Dio e uomo, duplice nella natura, ma non nell’ipòstasi, unigenito dal Padre e da te primogenito di tutto il creato: nella sua duplice natura noi lo magnifichiamo.

Alle lodi stichirà martyrikà. Tono pl. 4.

Lottaste grandemente, o santi, sopportando generosamente i tormenti degli iniqui e confessando Cristo davanti ai re; e ancora, una volta usciti da questa vita, compite opere di potenza nel mondo e curate i deboli dalle loro passioni, o santi; intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Invitti martiri di Cristo, che sconfiggeste l’inganno con la potenza della croce, voi avete ricevuto la grazia della vita eterna; non temevate le minacce dei tiranni, vi rallegravate nel subire tormenti e ora il vostro sangue è divenuto guarigione per le nostre anime: intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Indossata valorosamente la corazza della fede e armandovi del segno della croce, vi rivelaste vigorosi guerrieri, coraggiosamente avete resistito ai tiranni e calpestato al suolo l’inganno del diavolo; vincitori, avete ottenuto le corone: intercedete sempre per noi, a salvezza delle nostre anime.

Necròsimo. Smisurato è il castigo per quanti vivono nella dissolutezza: stridore di denti e pianto sconsolato, geenna di fuoco e tenebra esteriore, verme che non dorme e lacrime impotenti e un giudice senza compassione; perciò gridiamo prima della fine: Cristo Sovrano, da’ riposo a quanti hai scelto con i tuoi eletti.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Accorro sotto la tua protezione, Vergine santa, Madre di Dio: so che otterrò la salvezza, perché, o pura, tu puoi aiutarmi.

Apòstica delle lodi, necròsima.

O straordinario prodigio!

Regalmente sottoscrivesti la mia libertà, facendo rosseggiare di sangue le tue dita, o Sovrano e imporporandole con esso; e ora t’imploriamo con fede: Annovera con i tuoi primogeniti i trapassati a te, misericordioso e fa’ che ottengano la gioia dei tuoi giusti.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, Signore.

Esercitando il sacerdozio come uomo, immolato come agnello, offristi te stesso in oblazione al Padre, per sottrarre l’uomo alla corruzione; nel tuo amore per gli uomini colloca dunque ora i defunti nella regione dei viventi, dove scorrono i torrenti di delizia, dove sgorgano le sorgenti dell’eternità.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Tu stabilisci i confini della vita nella profondità della tua ineffabile sapienza, prevedi la morte e trasferisci i tuoi servi nell’altra vita; colloca dunque quanti con te hai preso presso le acque del riposo, nello splendore dei santi, Signore, dov’è voce di esultanza e lode.

Stico. La loro memoria di generazione in generazione.

Tu che sei l’invisibile Verbo, connaturale al Padre, condividente con lo Spirito lo stesso trono, per me, uomo, apparisti nella carne; poiché dunque sei misericordioso e filantropo, illumina quanti lasciarono questa vita con le bellezze della tua magnificenza e del tuo splendore, o origine assoluta della vita.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Tu che concepisti il Verbo di Dio senza principio e Dio, con la tua materna confidenza imploralo con fervore di collocare i tuoi servi là dove è la danza sena fine dei festanti che ti cantano, là dove sono gli splendori eterni e il dolce suono di chi è in festa, o Genitrice di Dio.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e facci tutti degni, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Partecipando con vigore a ogni dolore, o atleti, con le vostre sacre piaghe avete ferito tutte le miriadi dei demòni col potere della grazia.

I divini e venerabili gerarchi di Cristo, l’assemblea dei profeti e di tutti i santi hanno ottenuto l’eredità celeste; proclamiamoli degnamente beati.

Necròsimo. Colloca, o Dio, nella parte dei giusti e rendi eredi del paradiso quanti sono trapassati nella fede e ti lodano divinamente.

Gloria.

Padre, Figlio e Spirito, natura unica, tu sei il Dio che creò tutto col verbo, tu sei adorato dagli uomini e gli angeli ti lodano senza fine.

E ora. Theotokìon.

Tu che hai generato il compimento di tutti i beni, compi, o Vergine, le nostre preghiere, chiedendo per noi la liberazione dei peccati, illuminazione e grande misericordia.