Modo III – Giovedì – Mattutino
Periodo Del Tono 3 Giovedi al Mattutino
Dopo la prima sticologia, Kathìsmata apostolikà.
Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.
Rendesti gioiosa, Signore, la memoria dei tuoi apostoli perché sei onnipotente: infatti li rafforzasti perché imitassero la tua passione; vinsero con forza la potenza di Beliar e perciò ottennero carismi di guarigioni; per le loro suppliche, o amico degli uomini, concedi pace al tuo popolo.
La confessione della fede.
Con i torrenti del Dio Verbo gli apostoli irrigarono tutta la terra; rifiorì la spiga della fede e ne furono colmati i confini del mondo, perché tagliarono tutta la zizzania e così offrirono tutti a Cristo Dio, battezzandoli nella Trinità increata.
Gloria. E ora.
Theotokìon. Attonito di fronte.
Richiamando alla mente la smisurata ricchezza della tua compassione e invincibile forza del tuo potere, sono accorso sotto la tua protezione: stretto dalla tribolazione, paurosamente smarrito, dal profondo del cuore esclamo tra le lacrime: Vergine Madre di Dio, a te grido: salvami, salva questo indegno.
Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.
La confessione della fede.
Venite tutti, celebriamo gli apostoli con canti divini, perché, sommergendo l’inganno degli idoli, ricondussero i mortali alla luce divina e insegnarono a credere nella Trinità: perciò oggi, onorandoli piamente, glorifichiamo Cristo Dio nostro.
Gli apostoli gloriosi che videro Dio, splendendo per l’ortodossia, spensero l’inganno dell’eterodossia; arricchendo il mondo con la pietà, splendidamente ornarono le Chiese, chiedendo a Cristo Dio di donare ai fedeli la pace e la grande misericordia
Gloria. E ora. Theotokìon.
Affondando nel mare delle passioni, mi rifugio nell’oceano delle tue compassioni: aiutami Theotòkos, porgi la destra, o pura, al tuo servo; salvami come un tempo tuo Figlio salvò Pietro; abbi pietà di un’anima naufraga nella burrasca di molte colpe.
Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata. Uguali.
Inneggiando celebriamo te, Nicola, araldo della verità e fulgidissimo luminare del mondo e gridiamo, pregando con fede: Come strappasti gli innocenti alla morte, così strappa anche noi, o santo, ai pericoli, alle tribolazioni e a ogni funesto malanno.
Martyrikòn. Per la fede splendete, o santi, come astri fulgidissimi, medici dei malati, celebratissimi vincitori; infatti, senza temere i tormenti dei tiranni, schiacciaste al suolo le ignominie degli idoli, tenendo come invitto trofeo la croce della verità.
Gloria. E ora. Theotokìon uguale.
Trono tutto d’oro del Re e paradiso fiorito divenisti, Madre di Dio purissima: perché avendo portato Dio nel tuo grembo, ci inondi del profumo di grazie divine; perciò tutti sempre ti proclamiamo vera Madre di Dio e ti magnifichiamo.
Canone dei santi apostoli.
Ode 1. Tono 3. Irmòs.
Colui che un tempo con cenno divino raccolse le acque in un’unica massa e per il popolo d’Israele divise il mare, il nostro Dio glorioso, lui solo cantiamo, perché si è glorificato.
Venite, diciamo beati i sacri apostoli, le torri della Chiesa di Cristo, piamente edificate sul fondamento della fede, che difendono tutti i fedeli, affinché per le loro suppliche veniamo salvati.
Con inganno il nemico m’ha fatto cadere e ora giaccio a terra, senza forze, in grave pericolo, ma voi, salde colonne della fede, raddrizzatemi perché ottenga il perdono delle mie colpe.
Prima della sentenza del tuo giusto giudizio sono io stesso a condannarmi con tremore: innumerevoli sono le mie opere perverse; per le preghiere dei tuoi divini apostoli, salva, Signore, la mia anima disperata.
Theotokìon. Con i profeti e gli apostoli di Cristo e i martiri supplica il Signore da te incarnato di uccidere le nostre passioni carnali e di donarci la vita eterna, o Vergine pura.
Canone del santo. Acròstico: Terza supplica offro a Nicola io, Giuseppe.
Irmòs. Cantiamo al Signore.
Lampada splendente, faro che veglia sulla terra e guida al porto divino, o Nicola, ti diciamo beato con affetto noi, che navighiamo nell’oceano di questa vita.
Fortificato dalla potenza divina, avevi zelo per la conoscenza della fede; perciò salvi gli innocenti dalla morte; ti imploriamo dunque: da ogni male ingiusto scampaci, Nicola.
Prega senza sosta il Signore, padre santo, perché ci liberi dal peccato, dal fuoco dell’eterno castigo, dalle prove e da ogni afflizione, lui che è l’unico buono.
Theotokìon. L’Arca di Dio purissima, la dimora del divino legislatore, il mare insondabile, che per divina compassione ha cancellato tutte le nostre iniquità, Maria, concordi diciamo beata.
Ode 3. Irmòs.
Tu che dal nulla traesti tutte le cose create nel Verbo e le perfezionasti nello Spirito, o Sovrano onnipotente, rendimi saldo nel tuo amore.
Voi che riempiste il mondo dei vostri divini insegnamenti, riempite la mia anima di pensieri e opere virtuose, o apostoli, veggenti di Cristo.
Discepoli di Cristo, liberateci dai tranelli innumerevoli del maligno, dall’angoscia, da ogni afflizione e pericolo che ci minaccia.
Sciagurata anima, troppo hai peccato, provocando l’ira divina! Se non desisti dal compiere il male, come dunque otterrai il perdono?
Theotokìon. Scala divina contemplata da Giacobbe, da cui discese Cristo, mentre ci innalzi, supplicalo senza sosta con gli apostoli di usarci misericordia.
Canone del santo. Anima sterile.
Spada affilata dallo Spirito ti rivelasti, sapiente Nicola; tu recidi la zizzania degli eretici, mentre apri e appiani per i fedeli il cammino della salvezza.
Supplici imploriamo te, che sei fonte di guarigione, o Nicola: per le tue preghiere lava il fango delle nostre passioni, strappaci con la tua grazia da ogni pericolo, liberandoci da tutte le angustie.
Con le tue fatiche e le tue lotte vittoriose ricacciasti il nemico: con le tue preghiere fortifica contro di lui la nostra mente indebolita dal traboccare delle passioni.
Theotokìon. Lo spirito umano non può concepire, Vergine Madre di Dio, il prodigio del tuo parto ineguagliabile; colma dunque di grazia il mio spirito perché possa glorificarti senza sosta.
Ode 4. Irmòs.
Ci hai mostrato amore forte, Signore, per noi consegnasti alla morte l’unigenito tuo Figlio e noi ringraziando acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.
Inviando in tutto il mondo come raggi sfolgoranti i tuoi apostoli divini, illuminasti tutti e disperdesti la tenebre dell’ignoranza, o Verbo, sole senza tramonto.
Naufrago nell’oceano del peccato, l’onda dei pensieri sommerge la mia anima; per le preghiere dei tuoi discepoli salvami, Signore, Verbo e divino nocchiero.
Tremo al pensiero della tua tremenda venuta, o Sovrano: anticipando il tuo tribunale la mia coscienza mi ha già condannato facendomi pregustare il castigo.
Theotokìon. Per le preghiere della Vergine che ti concepì e dei tuoi divini apostoli, Verbo di Dio Salvatore, liberaci da ogni pericolo, strappando da tutte le insidie i tuoi servi.
Canone del santo. Come monte adombrato.
Ogni fedele gioisce della tua intercessione presso Dio ogni giorno, o Nicola; perciò ti preghiamo di salvarci da ogni colpa e dai pericoli su noi incombenti.
Tu che possiedi nel cuore la grazia del Signore come acqua viva, effondi l’inesauribile rugiada, o beato, su quanti rischiano di perire per l’ardore del peccato e la calura degli affanni.
O beatissimo, che salvasti altre volte gli innocenti da una fine iniqua, salvami sempre dall’oppressione, dalla perversità, dalla menzogna dei demòni.
Theotokìon. Tu che inspiegabilmente concepisti il Verbo incarnato per un eccesso del suo amore, supplicalo, Vergine pura, di liberarci dalle passioni carnali e da tutte le miserie della vita.
Ode 5. Irmòs.
Anche invisibile, sei apparso sulla terra conversando liberamente con gli uomini; davanti a te vegliamo celebrandoti, o inconcepibile filantropo.
Sulla terra stabilisti i tuoi discepoli come cieli per annunziare, o Cristo, Verbo incarnato, la tua divina gloria: sempre, per le loro preghiere, abbi pietà di noi.
Tu accetti l’intercessione dei tuoi apostoli: per le loro preghiere, dunque, salva i tuoi servi; liberaci, o Verbo, da passioni, pericoli e mali su noi incombenti.
Come ti presenterai, povera anima mia, davanti al giudice tremendo? Non rimanere sterile, costringiti al ravvedimento, portando frutto di virtù.
Theotokìon. Colui che apparve sulla terra nella carne ineffabilmente ricevuta da te, Vergine pura, imploralo senza sosta di esserci propizio.
Canone del santo.
Con la tua luce.
Padre santo, che in cielo stai alla presenza della luce pura, risplendendo sempre dei suoi fulgidi raggi, chiedi per noi tutti luce e pace.
Con l’arroganza del mio spirito, Signore, più d’ogni altro ho provocato il tuo sdegno: per le fervide suppliche di Nicola fammi grazia.
Ho sprecato nell’indolenza tutta la mia vita: padre Nicola, ti prego, risveglia al pentimento la mia anima impantanata.
Theotokìon. Piena di grazia, gioia degli angeli nei cieli, colma di letizia il mio cuore, oscurato e sommerso dai piaceri.
Ode 6. Irmòs.
Mi ha circondato l’abisso senza fondo dei peccati e il mio spirito vien meno; ma tu, Sovrano, stendi il tuo braccio eccelso e come Pietro, salva anche me, o nocchiero.
Disseccando i ruscelli della sapienza di quaggiù i cori degli apostoli fecero sgorgare un abisso di sapienza spirituale e dissetarono folle di devoti.
Gemi o piangi, povera anima, gridando e dicendo al Signore: contro di te ho peccato, fammi grazia o Sovrano buono, per l’intercessione dei tuoi divini apostoli.
I torrenti impetuosi delle passioni hanno abbattuto la dimora del mio cuore; essendo fiumi dello Spirito, o apostoli, restaurate alla vita me frantumato.
Theotokìon. La folla degli apostoli, con la tua Genitrice t’implora, o Cristo: sui tuoi fedeli fa’ scendere propiziazione e pace, come Dio filantropo e benigno.
Canone del santo. Il gorgo delle passioni.
Mortificando con la continenza il corpo, ereditasti la vita eterna; per le tue preghiere, Nicola, concedici di evitare il male per rallegrarci con te.
Con la vela delle tue sante preghiere, salvaci dal mare delle tentazioni senza numero e dall’abisso del peccato guidaci al porto della vita, sapiente gerarca.
Mentre sedevi sul seggio di Myra di Licia eri l’ornamento dei gerarchi; con le tue preghiere proteggici dalle tentazioni, che quaggiù ci assediano.
Theotokìon. Per amore e divina compassione il Verbo, dimorando nel tuo grembo, Vergine pura, allontanò la corruzione che un tempo dimorava fra gli uomini per il peccato.
Ode 7. Irmòs.
Non vollero venerare l’immagine d’oro dei caldei i nobili fanciulli, ma nel mezzo delle fiamme inneggiavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Cristo, luce del mondo, vi rese, o luminosi apostoli, come torce per dissolvere le tenebre dell’errore e risplendere nelle coscienze dei credenti.
Avete spezzato il laccio che il nemico gettò su noi, o apostoli, spianando le vie che conducono a Dio a noi che ci rifugiamo in voi.
O apostoli, divini predicatori, voi che davvero siete il sale della terra per conservare e vivificare i fedeli, purificate la mia anima dalle passioni carnali.
Theotokìon. Vergine, bellezza di Giacobbe, fa’ splendere nella mia anima il gusto per il bene; intercedi, con i divini apostoli, supplicando per noi il frutto del tuo grembo incontaminato.
Canone del santo. Nella fornace.
Arrabbiandoti un tempo contro il folle Ario, gli scagliasti addosso le tue parole come frecce, come vero pastore, padre Nicola.
Vissuto santamente, ora dimori con gli apostoli, o Nicola, trasmettendo luce e santità ai fedeli che ti dicono beato.
Padre Nicola, fervido protettore e difesa sempre pronta, ti supplichiamo: liberaci dalle passioni carnali e dalle tentazioni che ci assalgono d’improvviso.
Theotokìon. Fa’ risplendere la tua luce sulla mia anima oscurata dall’accidia, o Vergine pura; accendi la torcia del mio cuore perché con zelo ti glorifichi.
Ode 8. Irmòs.
Gettati in un rogo insostenibile, i giovani paladini della pietà, senza ricevere alcun danno dalla fiamma, intonavano l’inno divino: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli
La spada delle passioni mi ha colpito, il mio cuore è ferito dall’artefice d’iniquità: sono allo stremo; illustri apostoli, medici delle anime e dei corpi, guaritemi!
Su tutta la terra si diffuse il messaggio divino degli araldi con il meraviglioso culto della Trinità, unica essenza e signoria, unico Sovrano per tutti i secoli.
Ho molto peccato vanificando per le mie colpe la tua magnanimità: riconducimi a te, o Sovrano, poiché tu conosci la mia singolare infermità, la mia pigrizia e la mia cattiva volontà, o Verbo.
Theotokìon. Sei la molla divina che ineffabilmente ricevette il carbone divino, Madre di Dio: con i gloriosi apostoli estingui il carbone ardente delle mie passioni con la rugiada della divina intercessione.
Canone del santo. Colui che gli angeli.
Con la tua mitezza ereditasti, o venerabile la terra che i miti possiedono; perciò ti prego con fiducia: placa il furore dei maligni contro di me scatenato.
Come liberasti gli stratilàti che stavano per morire ingiustamente, così liberaci dalla malizia dei malvagi e da ogni inganno dei demòni, pregando sempre per noi il Salvatore, o Nicola.
Indicasti agli uomini il retto cammino della salvezza, Nicola beato; guida anche noi su questa stessa via perché entriamo nella città della vita.
Theotokìon. Mia forza e mio inno è il nato da te, purissima: supplicalo con insistenza di rafforzare me, sottomesso alle passioni, per compiere i suoi salvifici precetti.
Ode 9. Irmòs.
Nell’ombra e nella lettera della Legge contempliamo, fedeli, la figura: ogni maschio che apre il seno materno è sacro a Dio; magnifichiamo dunque come primogenito il Verbo, Figlio del Padre che non ha principio, primo nato a una madre ignara d’uomo.
O Verbo del Padre senza principio, che con la parola dei tuoi discepoli consolidasti i confini, per le loro preghiere abbi pietà anche di me, scivolato contro ragione nelle passioni e sedotto dall’inganno dei demòni.
Anima mia, schiava degli impulsi passionali, offri preghiere a colui che per te soffrì, perché ti liberi dalle passioni e questo, certo, per le suppliche dei sacri discepoli che imitarono nella loro carne la sua passione.
O discepoli di Cristo, quando siederete con lui a giudicare i sottoposti al giudizio, custodite libera da condanna la mia anima macchiata da opere stolte, come miei difensori buoni, come soccorritori del mondo.
Theotokìon. Vergine casta, sposa di Dio, pura reggia di Cristo, Vergine santissima che, oltre ogni causa ragionevole, generasti Dio, il Santo dei santi, con i santi apostoli offri suppliche per tutti.
Canone del santo. Sul monte Sinai.
Il mondo terrestre ti possiede come divina fortificazione, sostegno e buon rifugio, o padre Nicola e per la tua mediazione viene sempre liberato da ogni stretta di tentazione: perciò, lodandoti, ti proclama con fede beato.
Stretto da tante difficoltà, mi rifugio nell’ampio spazio della tua fervida intercessione, o beatissimo e grido: Fa’ cessare l’affanno della mia anima, placa i flutti della disperazione e da’ pace alla mia mente sconvolta.
È imminente la venuta del Creatore per il giudizio di tutta la terra e poiché nella mia miseria sono impreparato, tremo tutto ripensando alla moltitudine dei miei mali: Signore longanime, abbi compassione e salvami, per le divine preghiere del tuo santo Nicola.
Theotokìon. Risplendi per me come illuminazione che salva, tu che generasti la luce e scaccia le molte e dense nubi dell’anima mia, affinchè per le tue preghiere diventi figlio del giorno compiendo ciò che è santo e sempre tra gli inni ti proclami beata
Apòstica delle lodi, apostolikà.
Per tutta la terra uscì la vostra voce apostoli santi; dissolveste l’inganno degli idoli, predicando la conoscenza di Dio: bella è questa vostra lotta, o beati e per questo celebriamo e glorifichiamo le vostre memorie.
Custodendo irreprensibilmente i comandi di Cristo, o santi apostoli, gratuitamente riceveste, gratuitamente date sanando le passioni delle nostre anime e dei nostri corpi; perciò avendo franchezza, supplicatelo d’aver pietà delle nostre anime.
Martyrikòn. Le schiere dei santi angeli ammirarono le lotte dei martiri: perché, rivestiti di corpo mortale, disprezzarono i tormenti, divenendo imitatori della passione del nostro Salvatore e intercedono per le nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
O venerabile, prima tra i santi, essendo lode delle schiere celesti, inno degli apostoli, argomento dei profeti, accogli anche le nostre preghiere, o Sovrana.
Alla Liturgia
Makarismì (Beatitudini)
Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.
O apostoli, che con la canna della croce riconduceste dal baratro dell’ignoranza i popoli, annientando l’errore degli elleni dalla terra, divenendo davvero salvatori inerranti dei fedeli, per questo siete beatificati.
Divenuti come mistici raggi e chiari bagliori del sole, o apostoli, annientaste il buio dell’empietà e alla luce della conoscenza divina guidaste tutti i popoli: per questo vi veneriamo.
Martirikòn. Subendo la fiamma dei tormenti, vi siete rivestiti di grazia dall’alto, o atleti e le passioni dei mortali, come sapienti servi di Cristo, curate sempre salubremente: perciò con fede, o santi, vi celebriamo.
Gloria.
Sacri predicatori della Trinità, Pietro, Paolo, Marco e Luca, Matteo, Simone, Giacomo, Andrea, Giovanni, Bartolomeo, Filippo, Tommaso, sempre supplicatela di liberarci da ogni difficoltà.
E ora. Stavrotheotokìon.
Ornamento degli apostoli e gioia degli atleti, Sovrana piena di grazia divina, implora per noi il Salvatore e Dio di tutto perché riceviamo remissione delle colpe e otteniamo tutti la vita eterna.

