Periodo Del Tono Grave
La Domenica Mattina
Al Mesonittico
Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Canto a Te unica natura sovrana. Poema di Mitrofane di Smirne.
Ode 1. Tono grave. A un tuo cenno.
Apri la bocca spirituale del mio cuore e le labbra materiali alla tua lode, triluminosa, unica Divinità dell’universo perché possa cantarti un cantico di ringraziamento, o fonte di luce.
Per mostrare l’eccesso della tua bontà, plasmasti l’uomo, unica immagine terrena del tuo sovrano dominio, o plasmatore, Trinità d’infinita potenza.
O mente senza principio, tu generasti il Verbo coeterno e lo Spirito, con te senza principio, brillando ci fece degni di adorare il Dio uno nella sostanza, uguale in tre ipòstasi.
Theotokìon. Apparisti nel roveto a Mosè, o Verbo di Dio, come fuoco purificatore, che non bruciava niente, prefigurando la tua incarnazione dalla Vergine, per cui riformasti i mortali.
Ode 3. Tu che in principio.
O unico, triluminoso e onnipotente Signore, noi ti inneggiamo, chiedendo la liberazione dai peccati e dalle tribolazioni, onnipotente Dio; non disprezzare quanti con fede glorificano la tua benevolenza.
Dalla radice dell’eterno Padre, apparisti come germoglio di uguale potenza con il connaturale e divino Spirito, o Dio Verbo; per questo anche noi fedeli glorifichiamo la Trinità delle ipòstasi, Monade Sovrana.
Tutti noi fedeli glorifichiamo te, trisipostatica natura, d’uguale gloria unanime, indivisa e inseparabile, unica signoria della Trinità e adorando chiediamo il perdono dei nostri peccati.
Theotokìon. Senza mutazione fatto uguale ai mortali in tutto, o Verbo di Dio, procedesti chiaramente da pura Fanciulla e mostrasti a tutti la divina trilucente Maestà, nell’unica essenza delle inseparabili ipòstasi.
Kathisma Triadico. Tu che per me accettasti.
Dei tuoi servi peccatori abbi pietà, Trinità santa e accoglili pentiti, facendoli degni di perdono, o amico degli uomini misericordioso.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Le nostre anime guastate dai peccati rendile sane, o purissima Madre di Dio e redimi dalle colpe quanti ti inneggiano, o Sposa di Dio.
Ode 4. Tu che senza lasciare.
Trilucente Monade, che contieni e divinamente reggi e salvi tutte le cose, custodisci ora i tuoi cantori e salvali da tribolazioni, passioni e da ogni disgrazia.
Incapaci di esprimere a parole la tua inconcepibile trifulgida Trinità, noi inneggiamo a te, Signore amico degli uomini e glorifichiamo la tua potenza.
Sulla terra come nei cieli con i cori degli incorporei, Monade Triade, senza divisione ti distinguiamo e con ardore ti glorifichiamo come sovrana dell’universo.
Theotokìon. Senza uscire dalla gloria paterna tu scendesti alla nostra infimità spontaneamente incarnandoti, o Sovrasostanziale e tutti sollevasti alla divina gloria come misericordioso.
Ode 5. Vegliando davanti a te.
Natura fonte di luce, Triade nelle ipòstasi, Monade nella volontà, nella gloria e nell’onore, fortificaci nel tuo amore (2).
Mente e Verbo e Spirito, unica divina maestà e natura trisolare glorificando, chiediamo d’essere liberati dai pericoli e da tutte le afflizioni.
Theotokìon. Verbo di Dio, presa la forma della natura umana dalla santa Vergine, c’insegnasti a celebrare la Triade nella Monade, unità di natura e gloria.
Ode 6. Navigando tra i flutti.
La divina sovrana maestà, con uguale gloria e potenza in tre ipòstasi inseparabili noi glorifichiamo, diverse solo per le proprietà personali (2).
Le schiere spirituali degli ordini angelici lodano te, trisolare Maestà; con essi anche noi con bocche terrene ti inneggiamo e con fede ti glorifichiamo come unica creatrice di tutte le cose.
Theotokìon. II Verbo con ineffabile parola generato dal sole, che è il Padre come altro sole prima dei secoli, finalmente sorse dalla Vergine e c’insegnò che c’è un unico Dio incomprensibile in tre ipòstasi.
Kathisma Triadico. Più luminoso del fuoco.
Trinità consustanziale, Monade trisipostatica immortale, abbi pietà di quanti plasmasti, bruciando le malvagità dei peccatori e illuminando i cuori dei tuoi cantori che celebrano la tua misericordia; o Dio nostro, gloria a te!
Gloria. E ora. Theotokìon.
Più ardente del fuoco, più fulgida della luce è la misericordia della tua carità, che brucia le colpe degli uomini e irrora di rugiada le menti di quanti inneggiano le tue magnificenze, Signora Madre di Dio purissima.
Ode 7. Nella fornace ardente.
Obbedienti alle parole dei profeti noi glorifichiamo te, unico Dio in tre ipòstasi, così acclamando: benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri (2).
Con labbra terrene, con le schiere immateriali, cantiamo te, Trinità santa, Monade peri natura, acclamando: Benedetto sei, Signore, Dio dei padri nostri.
Theotokìon. Chi aveva plasmato Adamo, per risparmiarlo, o Purissima, si fece uomo da te, divinizzando così gli uomini che acclamano: Benedetto, o Purissima, il frutto del tuo grembo.
Ode 8. Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco.
Tu domini l’universo, sovrana Maestà triplice e una, senza principio, governando cielo e terra; perciò custodisci me, preso dal tuo amore, per cantare a te: Opere tutte del Signore, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Rendi degni i cuori dei tuoi cantori di venir illuminati dai fulgidi raggi del sole trilucente; e ora concedi di vedere la tua bellezza, Triade Monade, per quanto possibile, a quanti con vera fede cantano la tua magnificenza per tutti i secoli.
Fammi tempio della tua luce trifulgida e del tuo consorzio e possesso, o benefattore, amico degli uomini; rendimi inaccessibile ai nemici invisibili e alle passioni della carne, dominatore, Sovrano, mio Dio, Signore della gloria, per inneggiare a te per tutti i secoli.
Theotokìon. L’eterna luce divina sorgendo dal tuo grembo, purissima Vergine Madre, illuminò tutto il mondo con la luce trisolare e rese la terra come un altro cielo, cantando: opere tutte del Signore, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. Che tu sia Madre di Dio.
Di esultare e inneggiare degnamente te, che i serafini senza sosta inneggiano negli eccelsi, non siamo capaci noi, terrestri; ma coraggiosamente come Sovrano dell’universo, o Dio amico degli uomini, noi ti magnifichiamo.
Libera dalle sofferenze del corpo e dalle passioni dell’anima i tuoi fedeli cantori, o Triade Monadica indivisibile e degnati di custodirli sani e salvi da tutte le prove della vita.
O divina trifulgida Maestà di uguale potenza, che mostri la forza e l’incomparabile bellezza della bontà sostanziale, concedi ai tuoi servi la liberazione dalle colpe e il riscatto dalle tentazioni e dalle passioni.
Theotokìon. Mente, anima e organismo di carne, o Madre di Dio, nel tuo grembo castissimo realmente prese il Dio Verbo e si mostrò uomo, facendo davvero partecipe l’uomo della sostanza divina.
Al Mattutino
La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.
Dopo la prima sticologia,
kathismata anastàsima. Tono grave.
La vita giaceva nella tomba e sulla pietra era posto il sigillo: come re addormentato i soldati custodivano Cristo; gli angeli lo glorificavano come Dio immortale e le donne gridavano: È risorto il Signore, concedendo al mondo la grande misericordia.
Gloria.
Con la tua sepoltura di tre giorni spogliasti la morte e con la tua vivificante risurrezione risuscitasti l’uomo corrotto, Cristo Dio, amico degli uomini: gloria a te.
E ora. Theotokìon.
Vergine Madre di Dio, senza sosta implora Cristo Dio, crocifisso per noi e risorto, distruttore del potere della morte, perché salvi le anime nostre.
Dopo la seconda sticologia, altri kathismata. Tono grave.
Col sepolcro sigillato, risorgesti dalla tomba e a porte chiuse ti presentasti ai discepoli, Cristo Dio, vita e risurrezione di tutti, rinnovando in noi, per mezzo loro, uno spirito retto, secondo la tua grande misericordia.
Gloria.
Corsero le donne alla tomba recando tra le lacrime gli aromi e mentre i soldati custodivano te, Re di tutti, si dicevano l’un l’altra: Chi ci rotolerà via la pietra? Ma udirono la voce degli incorporei che diceva: È risorto l’angelo del gran consiglio, calpestando la morte; onnipotente e inafferrabile Signore, gloria a te.
E ora. Theotokìon.
Salve, piena di grazia, Vergine Madre di Dio, porto e protezione della stirpe umana: da te infatti si incarnò il Redentore del mondo e tu sola sei madre e vergine, sempre benedetta e glorificata: prega Cristo Dio di donare pace a tutta la terra.
Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:
Ypakoí.
Tu che assumesti la nostra forma e ti sei sottoposto corporalmente alla croce, salvami per la tua risurrezione, o Cristo Dio, nel tuo amore per gli uomini.
Anavathmi. Antifona 1.
Riconducesti dall’errore la prigionia di Sion, vivifica anche me, Salvatore, sollevandomi dalla schiavitù delle passioni.
Chi nel meridione semina tribolazioni e digiuni con lacrime, mieterà i covoni di gioia del cibo eterno.
Gloria. E ora.
Del santo Spirito la fonte dei divini tesori, da lui sapienza, intelligenza, timore: a lui lode, gloria, onore e potere.
Antifona 2.
Se il Signore non costruisce la casa dell’anima, invano fatichiamo: poiché senza lui né opera, né parola si compiono.
Ricompensa del frutto del grembo, i santi, mossi dallo Spirito, fanno rinverdire i paterni decreti di adozione.
Gloria. E ora.
Per il santo Spirito tutto riceve l’essere: perché egli è Dio prima di tutto, ha la signoria sull’universo, è luce inaccessibile, vita di tutti.
Antifona 3.
Quanti temono il Signore, trovando le vie della vita, ora e sempre sono beatificati per la loro gloria immacolata.
Vedendo intorno alla tua tavola i tuoi figli come giovani piante, gioisci, rallegrati, offrendoli a Cristo, o principe dei pastori.
Gloria. E ora.
Del santo Spirito l’abisso dei carismi, la ricchezza della gloria, la grande profondità dei giudizi: poiché ha la stessa gloria del Padre e del Figlio.
Prokìmenon.
Sorgi, Signore, mio Dio, si innalzi la tua mano, non dimenticare i tuoi miseri sino alla fine.
Stico. Ti loderò, Signore, con tutto il mio cuore.
Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.
Canone anastàsimo.
Ode 1. Tono grave. Irmòs.
A un tuo cenno, la natura delle acque, fluida sino allora, si mutò in terra ferma, Signore: dopo avervi dunque camminato a piedi asciutti, Israele ti canta il canto di vittoria.
È stata condannata la tirannide della morte dal legno della croce, quando tu, Signore, fosti condannato a ingiusta morte: per questo il principe delle tenebre, che su di te non prevalse, giustamente è gettato fuori.
Quando l’ade si accostò a te, non riuscendo a stritolare con i suoi denti il tuo corpo, ne ebbe spezzate le mascelle: per questo, o Salvatore, sciolti i dolori della morte, risorgesti il terzo giorno.
Theotokìon. Sono sciolti i dolori della progenitrice Eva: tu infatti, partoristi ignara di nozze sfuggendo i dolori; per questo, o purissima, sapendoti veramente Madre di Dio, tutti ti glorifichiamo.
Canone stavroanastàsimo. Nel mar rosso.
Due fonti di vita sulla croce per noi fece sgorgare il Salvatore dal suo fianco ferito; cantiamo a lui perché è glorioso.
Dopo aver abitato nella tomba, risorse il terzo giorno Cristo, dando in cambio ai mortali l’incorruttela: cantiamo a lui perché è glorioso.
Theotokìon. Unica apparisti Vergine anche dopo il parto, partorendo l’incarnato Creatore del mondo; per questo tutti a te gridiamo: Salve.
Canone della Madre di Dio.
Acrostico alfabetico. A un tuo cenno.
Abisso di misericordia partoristi, o Vergine; purifica la mia anima con il tuo fulgido splendore, sicché degnamente io canti, o purissima, l’abisso dei tuoi prodigi.
Vedendoci feriti con il dardo del peccato, il Verbo per sua bontà ebbe pietà di noi; perciò ineffabilmente il sommo Dio si unì alla carne presa da te, o purissima.
Fu afferrata dalla morte la natura corruttibile e caduca degli uomini, o purissima: ma tu concependo la vita, la riportasti dalla corruzione alla vita.
Ode 3. Irmòs.
Tu che in principio consolidasti i cieli con il tuo Verbo onnipotente, Signore Salvatore e tutte le loro schiere con lo Spirito divino creatore di tutto, consolida me sull’inconcussa roccia della tua confessione.
Salito sul legno della croce, volontariamente soffri per noi, Salvatore misericordioso e sopporti le piaghe che procurano ai credenti pace e salvezza: per esse, o misericordioso, tutti fummo riconciliati col Padre.
Mi purificasti dalla piaga, dopo che la mia anima era stata ferita dal morso del drago, o Cristo e rivelasti la luce a me, che un tempo abitavo le tenebre e la corruzione: per la tua croce, infatti, disceso nell’ade, con te mi rialzasti.
Theotokìon. Per le suppliche della Madre tua ignara d’uomo, concedi al mondo la pace, o Salvatore, dona all’imperatore la vittoria contro i barbari che ci osteggiano e rendi degni della tua indicibile gloria quanti ti glorificano.
Canone stavroanastàsimo. Tu che col verbo.
Tu che in croce sopportasti i dolori e al ladrone apristi il paradiso, benefico Dio, stabilisci la mia mente nel tuo volere, o unico amico degli uomini.
Sorto dalla tomba il terzo giorno, germogliasti la vita nel mondo, Dio datore di vita: stabilisci dunque la mia mente nel tuo volere, o unico amico degli uomini.
Thetotokìon. Tu che verginalmente concepisti Dio e liberasti Eva dalla maledizione, Vergine Madre Maria, supplica Dio da te incarnato di salvare il tuo gregge.
Canone della Madre di Dio. Tu che in principio.
Il serpente strisciante dall’Eden, ingannandomi con la brama di divinizzazione, mi scagliò a terra; ma il compassionevole e per natura misericordioso, ebbe pietà e mi divinizzò, dimorando nel tuo grembo e facendosi a me simile, Madre Vergine.
Benedetto il frutto del tuo seno, Vergine Madre di Dio, gioia di tutti: poiché partoristi a tutto il mondo la gioia e la felicità che davvero disperdono la tristezza del peccato, o sposa di Dio.
Vita eterna e luce, Vergine Genitrice di Dio, partoristi a noi e pace che fa cessare l’antica guerra degli uomini contro Dio Padre con la fede e la conoscenza della carità.
Ode 4. Irmòs.
Tu che senza lasciare il seno del Padre sei sceso sulla terra, Cristo Dio; io ho udito il mistero della tua economia e ti ho glorificato, o amico degli uomini.
Colui che, incarnato dalla Vergine, diede le sue spalle ai flagelli, è tormentato, padrone innocente di uno schiavo caduto, per sciogliere me dalle accuse.
Davanti a un tribunale di giudici iniqui, è chiamato in giudizio come un accusato ed è schiaffeggiato da una mano di fango, colui che come Dio plasmò l’uomo e giudica la terra con giustizia.
Theotokìon. Tu che veramente sei Madre di Dio, supplica il tuo Creatore e Figlio, o purissima, di guidarmi al porto salvifico della sua volontà gloriosa.
Canone stavroanastàsimo. Prevedendo il profeta.
Ignoravi il peccato e divenisti per questo ciò che ignoravi, Signore, mutando forma e prendendo l’altrui per salvare il mondo e uccidere con l’inganno il serpente.
Innalzato in croce e sciolta la colpa del progenitore, colmasti di gioia la progenitrice venendo a salvare i tuoi cristi, Signore.
Theotokìon. Nato da Vergine, vivifichi Adamo ingannato; la morte stupì infatti della tua forza, poiché sei venuto a salvare i perduti.
Canone della Madre di Dio. Tu che senza lasciare.
Tu che eletta e tutta bella apparisti a Dio prima della creazione, o degna d’ogni lode, col fulgore che effondesti rischiara i tuoi cantori.
Partoristi ai mortali Dio incarnatosi dal tuo sangue puro, liberando dalle molte colpe quanti con devozione ti onorano, o pura e inneggiano a te, Madre Vergine.
La natura razionale venera colui che spuntò da te, o degna d’ogni lode, avendo ora appreso il mistero inesplicabile del tuo concepimento, o beatissima.
Ode 5. Irmòs.
Notte tetra per gli increduli, Cristo, ma per i credenti luce nella delizia delle tue divine parole: per questo per te veglio all’alba e canto la tua divinità.
Per i tuoi servi, o Cristo, sei venduto e sopporti uno schiaffo apportatore di libertà a quanti cantano: Per te io veglio all’alba e canto la tua divinità.
Per la tua divina potenza, o Cristo, con la debolezza della carne abbattesti il forte e con la tua risurrezione, o Salvatore, mi hai reso vincitore della morte.
Theotokìon. O Madre pura, generasti Dio, da te incarnato in modo divino, o degna di ogni canto: poiché non hai conosciuto unione con uomo, ma concepisci dallo Spirito santo.
Canone stavroanastàsimo. Signore, mio Dio.
Quando, annoverato tra i criminali, fosti innalzato sul calvario, le luci si nascosero e la terra tremò, il velo del tempio si squarciò, manifestando il rigetto degli ebrei.
Portasti via al tiranno tutto il suo potere per virtù della divinità tua inconcepibile e risuscitasti i morti con la tua risurrezione: con i nostri inni ti glorifichiamo.
Theotokìon. Madre del Re e Dio, Genitrice di Dio degna d’ogni lode, a quanti con fede e devozione ti inneggiano con canti, ottieni sempre con le tue suppliche la remissione delle colpe.
Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.
Contemplando la scala che saliva in alto, Giacobbe apprese la figura della tua verginità: poiché per te Dio conversò con gli uomini, o santissima Signora.
Trovata per te la redenzione eterna, o Vergine, con ardore a te gridiamo: Salve, sposa divina; illuminati dalla tua luce, o lodatissima, con inni ti celebriamo.
Te sola lo sposo trovò, giglio tra le spine, o Vergine, splendente di puro fulgore e con la luce della verginità, o purissima, ti prese per sposa
Ode 6. Irmòs.
Navigando tra i flutti delle sollecitudini di questa vita, buttato a mare dai peccati, miei compagni nella traversata e gettato come Giona a un mostro che uccide le anime, o Cristo, a te grido: Risollevami dall’abisso mortale.
Si ricordavano di te le anime dei giusti rinchiuse nell’ade e là abbandonate e chiedevano a te salvezza: con la tua croce, o Cristo, la donasti a loro, scendendo nelle regioni inferiori, nella tua amorosa compassione.
Il coro degli apostoli non sperava più di vedere la tua vivente dimora non fatta da mano d’uomo, che la passione aveva distrutto: ma, adoratala contro ogni speranza, ne annunziarono ovunque la risurrezione.
Theotokìon. Chi tra gli uomini spiegherà il modo del tuo parto ineffabile, o purissima, avvenuto per noi, Vergine, sposa di Dio? Poiché il Dio Verbo, senza venir circoscritto, unendosi a te, da te si fece carne.
Canone stavroanastàsimo. Giona nel ventre.
Volontariamente innalzato sulla croce, Salvatore, facesti schiava la potenza del nemico, inchiodando su di essa il documento del peccato, o buono.
Risorto dai morti, o Salvatore, con la tua potenza, con te risuscitasti la stirpe umana donandoci vita e incorruttela come amico degli uomini.
Theotokìon. Il nostro Dio, che inespilcabilemte partoristi, Madre di Dio, non smettere di supplicare di liberare dai pericoli i tuoi cantori, pura sempre Vergine per tuo volere
Canone della Madre di Dio. Navigando tra i flutti.
Le figure della legge e le parole dei profeti chiaramente predicavano che avresti partorito il benefattore di tutto il creato, che più volte e in più modi fece del bene a quanti con fede, o pura, ti inneggiano.
Il primo plasmato Adamo, un tempo per insidia dell’omicida fu espulso dal gaudio divino del paradiso, ma tu, o inesperta di nozze, ve lo riconducesti generando colui che ci liberò dalla trasgressione.
Colui che con volere divino e potenza creatrice fece sussistere dal nulla il tutto, procedette dal tuo grembo, o pura e con i suoi divini fulgori illuminò quanti giacevano nell’ombra della morte.
Kondàkion. La spada di fuoco.
Il potere della morte non potrà più dominare i mortali, perché Cristo scese per spezzare e annientare le sue forze; l’ade è incatenato, esultano concordi i profeti, dicendo: È giunto il Salvatore per chi è nella fede; uscite, o credenti, verso la risurrezione.
Ikos.
Tremavano oggi laggiù le regioni sotterranee, l’ade e la morte, di fronte a uno della Trinità; la terra si scuoteva, i custodi dell’ade stupivano vedendoti, ma tutto il creato con i profeti, con gioia canta un inno di vittoria a te, nostro Redentore e Dio, che hai ora annientato la potenza della morte; acclamiamo dunque e gridiamo: Questo è l’albero che ha guidato Adamo e quelli che provengono da Adamo: uscite, o credenti, verso la risurrezione.
Ode 7. Irmòs.
Un tempo i fanciulli fecero vedere che la fornace infuocata irrorava rugiada, mentre essi cantavano l’unico Dio, dicendo: O Dio dei nostri padri, sovresaltato e più che glorioso!
Per un albero Adamo è volontariamente morto, commettendo la disubbidienza, ma per l’ubbidienza di Cristo, è stato riplasmato: per me infatti fu crocifisso il Figlio di Dio più che glorioso.
Tutto il creato ti celebra risorto dalla tomba, o Cristo: perché per gli abitanti dell’ade tu hai fatto fiorire la vita, per i morti, la risurrezione, per quanti sono nelle tenebre, la luce, o più che glorioso.
Theotokìon. Salve, figlia dell’Adamo corrotto; salve, sola sposa di Dio; salve, tu per cui fu bandita la corruzione, o tu che generasti Dio: imploralo, o pura, perché tutti siamo salvati.
Canone stavroanastàsimo. Nella fornace di fuoco.
Tu che sul legno della croce ottundesti lo stimolo del peccato e stracciasti il documento della trasgressione di Adamo con la lancia confitta nel tuo fianco, sei benedetto, Signore Dio dei nostri padri.
Ferito al fianco, con il tuo sangue divino purificasti la terra insozzata dal sangue folle del culto idolatrico: Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Per te, Genitrice di Dio sorge Cristo, luce anteriore a quella del sole, liberandoci dalle tenebre e illuminando con la conosenza divina quanti acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Canone della Madre di Dio. Un tempo i fanciulli.
Ti amò, o Vergine, che hai ornamento svariato e aureo, il tuo Creatore e Signore, l’altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.
Fu purificato un tempo Isaia, o fanciulla, con un carbone ardente in cui contemplò simbolicamente il tuo parto, l’altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.
I simboli del tuo divino parto un tempo contemplando i divini profeti, lietamente cantavano inneggiando: O altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.
Ode 8. Irmòs.
Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco e non consunto fece conoscere Dio a Mosè, lento di lingua e dalla voce sgradevole; e lo zelo per Dio rese inattaccabili dal fuoco i tre fanciulli che cantavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
L’immacolato agnello razionale, immolato per il mondo, fece le offerte secondo la Legge, purificando, come Dio senza peccato, il mondo che sempre acclama: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
La nostra carne assunta dal Creatore, soggetta a corruzione prima della passione, fu resa inaccessibile alla corruzione dopo la passione e la risurrezione e rinnova i mortali che acclamano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Theotokìon. La tua purezza senza macchia, o Vergine, purificò la turpe sozzura di tutta la terra e divenisti per noi causa di riconciliazione con Dio, o purissima: per questo, o Vergine, tutti ti benediciamo e ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Canone stavroanastàsimo. L’unico Re senza principio.
Colui che volle subire la passione e si lasciò inchiodare in croce e disciolse le potenze dell’ade, inneggiate, sacerdoti, popolo esalta per tutti i secoli.
Colui che abbattè il dominio della morte e risorse dalla tomba e salvò con gloria la stirpe umana, inneggiate, sacerdoti, popolo esalta per tutti i secoli.
Theotokìon. Il solo misericordioso, il Verbo anteriore ai secoli, negli ultimi tempi partorito da una Vergine, sciogliendo l’antica maledizione, inneggiate, sacerdoti e popolo.
Canone della Madre di Dio. Sul Sinai il roveto.
Con lo splendore del tuo parto mirabilmente illuminasti la terra, o Genitrice di Dio; poiché con le tue braccia tu porti il vero Dio, che illumina i fedeli che senza sosta gridano: Opere tutte, benedite il Signore ed eesaltatelo per tutti i secoli.
Inneggiamo piamente al tuo grembo, che inesplicabilmente ospitò Dio incarnato, o pura, concedendo a tutti i fedeli la luce della conoscenza divina ed essi sempre gridano: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Con i fulgori della tua luce rendesti luminosi i tuoi cantori, o genitrice della luce, Madre di Dio pura, apparendo tempio della luce che rischiara quanti sempre gridano: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Senza sperimentare corruzione hai concepito e hai prestato la carne al Verbo, Artefice dell’universo, o Madre ignara d’uomo, Vergine Madre di Dio, ricettacolo di colui che non può esser contenuto, dimora del tuo immenso Creatore: noi ti magnifichiamo.
Voi che alla Divinità attribuite il patire, chiudete la bocca, voi tutti di sentimenti avversi: il Signore della gloria, crocifisso nella carne, ma non nella divina natura, uno in due nature magnifichiamo.
Voi che negate la risurrezione dei corpi, andate al sepolcro di Cristo e imparate: è morta, infatti e poi risorta la carne del datore di vita, a conferma della finale risurrezione, che noi speriamo.
Triadikón. Venerando non una Trinità di divinità, ma di ipòstasi, non una unicità di persone, ma di divinità, escludiamo quelli che la dividono e confondiamo quelli che osano confonderla: la Trinità che noi magnifichiamo.
Canone stavroanastàsimo. Che tu sia Madre di Dio.
Luce da luce, fulgore della gloria del Padre, che senza tempo brilla, Cristo fu luce delle tenebre per la vita dell’uomo ed eliminò il buio opprimente; noi fedeli senza sosta lo magnifichiamo.
Passione della carne e potenza della divinità in Cristo contemplando, si vergognino quanti pensano un’unica natura congiunta, poiché lo stesso come uomo muore e come Creatore di tutti risorge.
Theotokìon. Fuori di te altro Dio non conosco, grida a te la Chiesa e tu mi hai scelta fra le genti infedeli come tua sposa; dà quindi, o Verbo, salvezza ai fedeli per tua misericordia, per intercessione della tua Genitrice.
Canone della Madre di Dio. Lo stesso Irmòs.
Mediatrice di gioia e felicità eterna apparisti a noi, sempre vergine fanciulla, che concepisti il Redentore, che salva con verità e Spirito santo quanti lo venerano come Dio.
Davide tuo progenitore, o purissima, nei salmi ti chiama arca della santificazione divina, che soprannaturalmente contenesti il Dio dimorante nel seno del Padre: senza sosta lo magnifichiamo.
Davvero tu sei più eccelsa di tutto il creato, o fanciulla: corporalmente infatti generasti per noi il Creatore di tutto, per cui come Madre dell’unico Sovrano, contro tutti tu riporti piena vittoria.
Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.
Stichirà anastàsima. Tono grave.
E’ risorto Cristo dai morti, sciogliendo i vincoli della morte: annuncia, o terra la grande gioia; lodate, o cieli, la gloria di Dio.
Contemplata la risurrezione di Cristo, adoriamo il Signore santo, Gesù, il solo senza peccato.
Senza sosta adoriamo la risurrezione di Cristo: ci ha salvati dalle nostre iniquità; Santo è il Signore Gesù, che ha manifestato la risurrezione.
Che cosa renderemo al Signore per tutto ciò che ci ha dato? Per noi, ecco Dio tra gli uomini; per la nostra natura corrotta, il Verbo si fece carne e dimorò fra noi; agli ingrati viene il benefattore; ai prigionieri, il liberatore; a quanti siedono nelle tenebre, il sole di giustizia; sulla croce, ecco l’impassibile; nell’ade, la luce; nella morte, la vita; per i caduti, ecco la risurrezione; a lui acclamiamo: O Dio nostro, gloria a te.
Altri stichirà, anatolikà.
Infrangesti le porte dell’ade, Signore e annientasti il dominio della morte con la tua grande potenza: con la tua divina e gloriosa risurrezione, risuscitasti con te i morti che dall’inizio del mondo dormivano nella tenebra, perché tu sei Re dell’universo e Dio onnipotente.
Venite, esultiamo per il Signore e rallegriamoci nella sua risurrezione: perché egli con sé risuscitò i morti dai vincoli indissolubili dell’ade e come Dio donò al mondo la vita eterna e la grande misericordia.
L’angelo sedeva splendente sulla pietra del sepolcro che aveva accolto la vita e dava alle mirofòre la buona novella: È risorto il Signore, come vi aveva predetto; annunziate ai suoi discepoli che vi precede in Galilea: al mondo egli dona la vita eterna e la grande misericordia.
Perché avete scartato la pietra angolare, o iniqui giudei? Questi è la pietra che Dio ha posto in Sion, colui che dalla roccia fece scaturire acqua nel deserto e che per noi fece zampillare l’immortalità dal suo fianco; questi è la pietra tagliata dal monte verginale non per volere d’uomo, è il Figlio dell’uomo che giunge sulle nubi del cielo sino all’Antico di giorni, come disse Daniele e il suo regno è eterno.
Alla Liturgia
Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.
Bello a vedersi e buono da mangiare era il frutto che mi fece morire; Cristo è l’albero della vita di cui mangiando non muoio, anzi grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.
Innalzato sulla croce, o misericordioso, cancellasti il documento dell’antico peccato di Adamo e salvasti dall’inganno tutta la stirpe dei mortali; perciò inneggiamo a te, benefico Signore.
Inchiodasti sulla croce, o Cristo misericordioso, i nostri peccati e con la tua morte facesti morire la morte, destando i defunti dai morti; perciò veneriamo la tua adorabile risurrezione.
Un tempo il serpente svuotò il suo veleno nelle orecchie di Eva, ma Cristo, sul legno della croce, fece scaturire la dolcezza della vita nel mondo; ricordati di me, Signore, nel tuo regno.
Come morto fosti collocato nel sepolcro, o Cristo, vita di tutti e spezzasti le sbarre dell’Ade; e risorto in gloria il terzo giorno con la tua potenza, tutti illuminasti; adoriamo il tuo risveglio.
Il Signore è risorto dai morti il terzo giorno e donò la sua pace ai discepoli; poi li benedisse e li inviò dicendo: Conducete tutti nel mio regno.
Gloria.
Luce è il Padre, luce è il Figlio e Verbo, luce lo Spirito santo, ma una sola luce le tre; poiché vi è un Dio solo in tre persone, ma in unica natura e principio, indivisibile, inconfondibile, eterno.
E ora. Theotokìon.
Concepisti il Figlio e Verbo del Padre in carne sulla terra, il come lo sa solo lui, o Madre di Dio; perciò, Vergine madre, noi per te divinizzati, a te gridiamo: Salve, speranza dei cristiani!
E quindi il resto della Divina Liturgia.

