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Funzione: Mattutino

Plagale I – Venerdì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Venerdì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata stavròsima.

Tono pl. 1. Il singolare mistero.

L’albero della tua croce, o Salvatore nostro, divenne salvezza del mondo: poiché, volontariamente in esso inchiodato, liberasti i figli della terra dalla maledizione, o vita di tutti. Signore, gloria a te.

Cantiamo, fedeli.

Volontariamente subisti la croce, o misericordioso e annullasti, come Dio onnipotente, la maledizione un tempo venuta da un cibo: perciò cantiamo e adoriamo la tua divina e venerabile passione, Cristo Sovrano, glorificando senza sosta la tua economia trascendente l’intelletto.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Stando presso la croce del Signore, la Madre di Dio facendo lamento gridava: Ahimè, Figlio mio divino, mia dolcissima luce, come dunque sei steso sulla croce, tu che divinamente hai steso il cielo come una tenda e fai salire dal mare sorgenti d’acqua al tuo comando?

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Cantiamo, fedeli.

O Salvatore, che per tuo deliberato consiglio ti sottoponesti alla croce e liberasti gli uomini dalla corruzione, noi fedeli ti cantiamo e adoriamo perché ci illuminasti con la potenza della croce e con timore ti glorifichiamo, o amico degli uomini e compassionevole, come datore di vita e Signore.

Il luogo del cranio è divenuto un paradiso, perché appena l’albero della croce fu piantato, subito produsse a nostra letizia il grappolo della vita, te, Salvatore. Gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Cantiamo, fedeli.

La Madre tua, Cristo, vedendoti volontariamente pendere dalla croce in mezzo a due ladroni, percossa nelle sue viscere materne, diceva: Figlio senza peccato, come dunque, a guisa di un malfattore, sei ingiustamente confitto alla croce, tu che nella tua bontà somma vuoi dare la vita al genere umano?

Dopo la terza sticologia, altri. Cantiamo fedeli.

Dall’albero Adamo raccolse amarezza, cadendo nella corruzione per invidia del serpente, ma quando tu, Gesù, fosti confitto all’albero, raccolse vita e per l’albero della croce di nuovo ha dimora nei cieli: venne distrutto il serpente e ingoiata la corruzione e tutti a ti glorifichiamo.

Martyrikòn. Risplende oggi la memoria dei vittoriosi; anche dal cielo riceve splendore: il coro degli angeli celebra una festa solenne, la stirpe degli uomini festeggia con loro e i martiri intercedono presso il Signore perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Cantiamo, fedeli.

Gabriele mi recò un giorno il saluto: Salve, dicendomi che tu saresti stato con me, Signore, esclamava amaramente la Madre di Dio tra il pianto; come dunque la gioia è divenuta per me ora dolore, o Figlio? E come apparirò senza prole, io che ignara d’uomo ho partorito te, il Salvatore delle nostre anime?

Canone della stavròsimo. Acròstico: Dalle passioni mi salvi con la tua passione, Cristo mio. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.

Al Salvatore Dio che condusse nel mare il popolo a piedi asciutti e annegò il faraone con tutto il suo esercito, a lui uno cantiamo, poiché con gloria si è glorificato.

Sopportasti volontariamente passione che annienta passioni, o Cristo e annientasti colui che ci uccise un tempo nel paradiso, perciò glorifichiamo la tua bontà.

Fosti elevato sulla croce e il nemico fu ingoiato, o Cristo e noi caduti fummo innalzati e diventammo cittadini del paradiso; glorifichiamo il potere della tua compassione.

Martyrikà. Armati con lo scudo della croce, affrontaste ogni lotta contro il distruttore, o sapienti megalomartiri e trionfando vi siete glorificati.

Vi sacrificaste come preziosi agnelli per l’Agnello sgozzato per noi, o atleti, pubblicamente terminando i sacrifici impuri, perciò vi diciamo beati, o lodatissimi.

Stavrotheotokìon. Partoristi piccolo bimbo l’Antico, o purissima Vergine incontaminata, colui che con la sua divina passione rinnovò la natura umana invecchiata.

Canone della Theotòkos. Acròstico: Il quinto cantico alla Madre di Dio.

Ode 1. Cavallo e cavaliere.

Tu, porta della luce inaccessibile, tu, incontaminata, apri le porte della penitenza alla mia anima e falla entrare nella gioia e bellezza superna.

Avendo te, Madre di Dio, come protezione invitta, muro inespugnabile e protezione incorrotta, sono stato liberato dal drago maligno che cercava da tempo di ingoiarmi, o Purissima.

Non allontanarmi dalla tua divina protezione, non privarmi della tua grazia, non respingermi, o purissima Sovrana, con vergogna; dammi invece la tua misericordia.

Placa il dolore insopportabile del mio cuore misero e tristissimo, o Madre di Dio e donami, o Genitrice di Dio, lo splendore divino della salvezza.

Ode 3. Irmòs.

Con il potere della tua croce, o Cristo, fortifica il mio pensiero, affinché lodi e glorifichi ora la tua salvifica crocifissione.

Elevato sulla croce, o Redentore, seccasti il frutto della corruzione e facesti scaturire dal fianco fonti di incorruttela, o Sovrano.

Fosti sgozzato sulla croce come agnello, segnando le soglie delle nostre anime con il tuo divino sangue, o Sovrano, perciò con timore ti glorifichiamo.

Martirikòn. Benché foste frantumati, torturati in tanti modi e gettati alle belve, o atleti di Cristo, vi rivelaste irremovibili.

I martiri del nostro Signore fecero sgorgare il vino del martirio come grappoli della vigna della vita, rallegrando i cuori dei fedeli.

Stavrotheotokìon. Si rivelò principio di vita per noi , o Vergine, morendo sul legno, il Signore tuo Figlio, che glorificando i tuoi cantori.

Canone della Theotòkos. Tu, che col tuo precetto.

Tu sei il rifugio del mondo, Purissima e chiunque accorre a te con cuore ardente è liberato dalle sventure, perciò libera da ogni tristezza cattiva me, che accoro alla tua protezione.

Tu solo sostegno di tutti i terrestri, soccorrimi con la tua misericordia, buona Sovrana del mondo e custodiscimi con la visita divina del tuo potere, poiché hai potere invincibile.

Strappami dalla mano del nemico e dalla sua tirannia, buona Sovrana del mondo, affinché non mi prenda e non mi ingoi, portandomi alla perdizione della condanna eterna.

Prostrandomi con timore e tremore grido a te, Genitrice di Dio: siimi soccorso, buona Sovrana del mondo, nell’ora della morte, quando dovrò rispondere di ciò che ho fato nella vita.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito la voce del potere della tua croce che aprì il paradiso e ho acclamato: Gloria alla tua potenza, Signore.

Quando tramontasti sulla croce, o Cristo, sole di giustizia, facesti sorgere la luce senza tramonto per noi che lodiamo la tua tremenda condiscendenza, o Verbo.

Stando un tempo in tribunale, o Cristo giudice, condannasti il nemico iniquo e fosti crocifisso tra i condannati rialzandoci.

Martirikòn. Incoronati con corone di vittoria, gli atleti di Cristo svergognarono il nemico invisibile e gridarono: gloria a te, Signore.

Inneggiamo con canti, o fedeli, i fiori non appassiti del paradiso invisibile, i vasi preziosissimi di Cristo, gli atleti.

Stavrotheotokìon. Quando vedesti sulla croce il Cristo che generasti, Purissima, ti stupisti dalla sua ineffabile magnanimità, perciò con lui ti glorifichiamo.

Canone della Theotòkos. La tua divina conoscenza.

Tu che superi tutte le genti poiché portasti in grembo il Sovrano e Dio che supera tutti gli umani, abbi pietà di me che ho peccato.

Spegni i desideri sventati della mia carne con la pioggia delle tue preghiere, o purissima e accendi la fiamma spenta della mia anima con il fuoco dell’amore divino.

O purissima, forza degli inermi, speranza dei disperati e consolazione di quanti piangono, dammi un pianto generatore di gioia con cui cogliere perdono.

Avendo sempre te, Sovrana, come muro e sostegno, protezione vera, torre invincibile dei fedeli, spero grazie a te di ottenere salvezza.

Ode 5. Irmòs.

Vegliando all’alba, gridiamo a te, o Dio: salvaci, poiché tu sei nostro Dio, all’infuori di te non conosciamo altri.

Sentendoti elevato sul legno, o Cristo, le pietre si spezzarono e le fondamenta della terra tremarono.

Il sole rigettò la sua luce quando fosti elevato sul legno tu, sole di giustizia, magnanimo.

Martirikòn. Rifulgete con i raggi dei prodigi, o santi, allontanando con la grazia la tenebra delle malattie.

I corpi vi furono tagliati, o martiri, ma il vostro spirito era attaccato all’amore divino, o santi.

Stavrotheotokìon. Vedendo il Sovrano addormentato sul legno, piangendo gemevi, Vergine Madre incontaminata.

Canone della Theotòkos. Ti rivesti di luce.

Chi straccerà il chirografo dei miei numerosi sbagli e peccati, o pura, se non sarai tu prima a liberarmi?

Per molta ignoranza sono arrivato alla disperazione pensando alla moltitudine dei miei mali, o Vergine, perciò grido a te: abbi misericordia di me e liberami.

Madre incorrotta di Dio, genitrice del Dio che ha fatto tutto solo con un cenno, libera il tuo servo dalla condanna eterna.

Possedendo lo splendido gioiello della verginità, sei incomparabilmente inneggiata anche come Madre di Dio, o Purissima, perciò acclamiamo come Gabriele: salve!

Ode 6. Irmòs.

L’abisso mi cinse, il ventre del pesce diventò la mia tomba e gridai a te, o amico degli uomini e la tua destra mi liberò, o Dio.

La croce fu confitta nella terra e diventò caduta dei diavoli; il vigore della fede prese principio e la malvagità fu tolta di mezzo.

Il sole si spense quando tu, Signore accendesti il tuo corpo sul legno come fiamma e fu trovata la dracma sepolta nelle passioni ottenebrate.

Martirikòn. Cori di martiri seguirono le tue orme, o amico degli uomini innalzato in croce, bramando imitare la tua passione generatrice di impassibilità.

Prosciugaste i fiumi dell’inganno con i flutti del sangue e spegneste il fuoco nemico dei diavoli con la divina rugiada, o martiri incoronati.

Stavrotheotokìon. Una spada trapassò il tuo cuore, Vergine incontaminata, quando vedesti il Creatore crocifisso e trafitto con la lancia nel suo divino fianco.

Canone della Theotòkos. Calca Israele il flutto.

Hai concepito la vita, Sovrana pura: strappami dalla morte spirituale e fammi degno dell’eterna vita.

Sovrana sposa divina, che per bellezza realmente superi ogni creatura, ti supplico, liberami dalla terribile cattiveria.

Non ho altro sostegno nel mondo che te, o buona, perciò a te mi prostro e grido: non allontanarti dal tuo servo, o Purissima.

L’ingannevole artefice del male turba la mia mente con delizie; soccorrimi, Sovrana e strappami dalla sua malvagità.

Ode 7. Irmòs.

Tu che nella fornace salvasti i fanciulli inneggianti, benedetto sei, Dio dei nostri padri.

Per liberarci dal peccato del piacere, gustasti il fiele, o Cristo, dolcezza della vita.

Quando sulla croce, o Gesù, fosti trafitto, furono sanate le ferite croniche di Adamo.

Martirikòn. Venerando Cristo con la dolorosa umiliazione, conseguiste la più elevata venerazione, o atleti.

Camminando volontariamente verso la passione, gli atleti si mostrarono trionfatori.

Stavrotheotokìon. Dopo il parto rimanesti come prima del parto, o Purissima, poiché era Dio quello che nasceva per divinizzare gli uomini.

Canone della Theotòkos.

Il Signore dei padri.

Purissima Madre di Dio, divinamente beata, sana l’afflizione della mia anima e donale la tranquillità della salvezza e la gioia della vita.

Tu che sei porta inviolata, chiudimi le porte delle parole caduche con cui si insinuarono in me la morte e la rovina del peccato.

Il tuo nato fece scaturire i fiumi dell’incorruttela; con le tue preghiere fa’ scaturire anche a me la ricchezza incommensurabile della sua compassione.

Liberami, Purissima, da ogni danno, angustia della vita, tormento, afflizione, malattia, pericolo e dalla terribile maldicenza.

Ode 8. Irmòs.

Il nato dal Padre prima dei secoli, il Figlio e il Dio che negli ultimi tempi si incarnò dalla Vergine, lodatelo, sacerdoti, esaltatelo, popoli.

Salvatore, che col legno sanasti la maledizione dal legno e facesti scaturire benedizione agli uomini, o magnanimo, ti lodiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Umiliasti il serpente superbo con la tua croce e umiliandoti innalzasti l’uomo tremendamente caduto; ti lodiamo, Salvatore e sovresaltiamo per tutti i secoli.

Martirikòn. Onoriamo con inni, fedeli, i distruttori dell’inganno, i difensori della divina fede, le colonne della Chiesa, i diamanti realmente duri, gli atleti armati di Cristo.

Rifulgendo come il sole, i grandi atleti dispersero le nubi dei dolori con la grazia e con la fede nella Trinità allontanarono la tenebra dell’empietà.

Stavrotheotokìon. Inviato a te come paraninfo, Gabriele, o Vergine, gridava dicendo: salve, talamo ornatissimo di Cristo, Re di tutti, che in te dimorando divinizzerà tutti gli uomini.

Canone della Theotòkos. Componendo nella fornace.

Che io trovi in te, Purissima, sostegno nelle tentazioni, protezione nelle afflizioni, soccorso nelle sventure, riparo di salvezza nei pericoli e consolazione in ogni tribolazione.

Vedi la mia fede, insigne Vergine, vedi la mia brama per te, vedi l’amore divino della mia anima e dammi il tuo copioso dono.

Tu che concepisti in grembo la luce celeste, illumina gli occhi del mio cuore, disperdi la tenebra delle mie colpe e allontana l’oscurità delle mie passioni.

Tu che partoristi la salvezza ineffabile, colui che dona salvezza a tutti gli uomini, o Vergine, dammi divina salvezza, allontanandomi il danno dei peccati.

Ode 9. Irmòs.

Te noi fedeli magnifichiamo concordi, che oltre intelletto e ragione sei Madre di Dio e ineffabilmente generasti nel tempo colui che è fuori del tempo.

La forza e il potere del nemico furono annientati, o solo o Signore potente, quando fosti innalzato sulla croce, dove imporporasti di sangue le tue dita.

Gli empi, crocifiggendoti, perforarono, o Cristo, le tue mani e i tuoi piedi, contarono le tue ossa e di fiele e aceto ti abbeverarono.

Martyrikà. Con limpida bocca proclamaste davanti ai tiranni Dio fatto uomo, o vittoriosi ed ereditaste la gloria.

Furono i nemici a soffrire facendovi soffrire con flagelli e svariate pene, o venerabilissimi, medici delle nostre sofferenze, martiri divini.

Stavrotheotokìon. Luce è sorto da te per noi Gesù, o pura e, crocifisso, ha illuminato il creato e fugato la tenebra dei demoni.

Canone della Theotòkos. Danza, Isaia.

Circondato da molti dolori, piego le ginocchia a te, venerabile, mi getto col volto a terra nella mia sventura e tra le lacrime a te grido: Liberami da chi mi insegue, o buona e mostrati a me come aurora di gioia.

Si accresce in me la forza della disperazione: quale cantico salirà a te da sordide labbra? Quale accoglienza avrà la richiesta di un cuore contaminato? Ma tu, rendi mirabili per i miseri le tue misericordie.

Sono alterato dalle sofferenze, si è oscurato il mio intelletto e il mio occhio, aspri dolori avvolgono la mia vita e oltre a ciò mi consumano i terrori dell’aldilà, o venerabile: da essi salvami, mutando in gioia i dolori.

Il breve tempo della mia vita si è consumato fra i mali e in una moltitudine di tristezze e dolori: tu dunque, Madre di Dio, che generasti la gioia di tutti, alleggerisci le mie pene con la tua intercessione accetta.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Appena l’albero della tua croce fu piantato o Cristo, fu messo in fuga l’errore e fiorì la grazia: esso infatti non rappresenta più la pena di una condanna, ma ci è mostrato come trofeo di salvezza. O croce, nostro sostegno; croce, nostro vanto; croce, nostra esultanza.

La tua croce, o Cristo, annientò il dominio dell’ade e salvò il genere umano: liberando il mondo dalla corruzione, aprì al ladrone il paradiso; venerandola ti glorifichiamo, o Salvatore: pietà di noi.

Martyrikòn. Benedetto l’esercito del Re dei cieli: perché se anche i vittoriosi erano terrestri, cercavano tuttavia di raggiungere la dignità angelica, trascurando il corpo e facendosi degni, con la loro passione, dell’onore degli incorporei. Per le loro preghiere, Signore, manda su noi la tua grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Placa il dolore della mia anima colma di pene, gridava a Cristo l’irreprensibile addolorata; tu salvi i mortali con la tua passione, ma ferisci la mia anima, o Verbo; tu, mia dolcissima luce, tu, Figlio mio e mio Creatore: io inneggio alla tua longanimità.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Il ladro, credendo sulla croce alla tua Divinità, o Cristo, ti confessò con tutto il cuore gridando: ricordati di me, o Dio, nel tuo regno.

Ucciso sulla croce, risuscitasti noi, caduti per aver mangiato dall’albero proibito, o datore di vita compassionevole e ci rendesti di nuovo cittadini del paradiso, o buono.

Fosti inchiodato alla croce, o Cristo, vera vite e scaturisti bevanda di salvezza che rallegra i cuori di tutti i fedeli che ti inneggiano.

Martirikòn. Percossi e tagliati a pezzi, o sapienti, raffiguravate il supplizio del Sovrano, perciò sempre vi diciamo beati, o martiri di Cristo.

Gloria.

Sulla croce l’Inseparabile dal Padre e dal divino Spirito sopportò passione volontariamente, sciogliendo le nostre passioni generatrici di perdizione.

E ora. Stavrotheotokìon.

Ti tormentavi gemendo, Sovrana, vedendo la nostra Vita morire volontariamente sul legno della croce, perciò con voci divine tutti sempre ti diciamo beata.

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Plagale I – Sabato – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata catanittici. Tono pl. 1.

Signore, i tuoi vittoriosi, agognando il calice della tua passione, abbandonarono le delizie della vita e divennero consorti degli angeli: per le loro suppliche, concedi alle nostre anime il perdono dei peccati e la grande misericordia.

Cantiamo, fedeli.

Grandemente stupirono le schiere dei cieli per le belle imprese dei santi martiri, poiché in un corpo mortale invisibilmente vinsero il nemico incorporeo, felicemente lottando per la potenza della croce e pregano il Signore di aver pietà delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, invalicabile porta del Signore, salve, muro e protezione di quanti a te accorrono, salve, porto senza tempeste e ignara di nozze: tu che partoristi nella carne il tuo Creatore e Dio, non cessare di pregare per quanti celebrano e adorano tuo Figlio.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos.

Martyrikòn. Tu che ci desti i prodigi dei tuoi santi martiri come inespugnabile baluardo, per le loro suppliche, Cristo Dio, disperdi i consigli delle genti e rafforza gli scettri del regno, come unico buono e filantropo.

Necròsimo. Da’ riposo ai tuoi servi con i giusti, o nostro Salvatore e falli dimorare nei tuoi atri, com’è scritto, senza tener conto, come buono, delle loro colpe volontarie e involontarie, o amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Vergine Theotòkos, Madre senza nozze, che concepisti e generasti il Salvatore del mondo in due perfette nature, supplicalo, con i sacri profeti, i martiri e i beati per la pace del mondo e la salvezza delle nostre anime.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Ai tuoi servi, Cristo, offro inni. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.

La terra su cui non splendeva il sole, l’abisso che mai vide nudo la volta celeste Israele attraversò, Signore e tu lo guidasti al monte della tua santificazione cantando e salmeggiando un canto di vittoria.

Consegnando i vostri corpi a giudici spietati, valorosi martiri, patiste torture insopportabili prima di conseguire le ricompense dall’alto e Cristo vi portò alle dimore eterne al suono di inni di gioia.

I santi, i giusti e i gloriosi gerarchi, adempiendo i divini precetti, guidarono i loro greggi alle acque della conoscenza e ora giustamente gustano le delizie dell’aldilà, facendo sgorgare di continuo torrenti di guarigioni.

Guidami al porto della vita, Signore, per le preghiere dei gloriosi profeti, dei gerarchi e delle sante donne, che splendidamente lottarono e con cuore virile umiliarono il nemico, cantando e salmeggiando un canto di vittoria.

Necròsimo. Ti preghiamo, o Dio che facilmente ti plachi, dà riposo nel seno di Abramo ai tuoi servi che con fede, o Cristo, hai trasferito da questa vita di affanno e falli degni della luce eterna, perdonando tutte le loro colpe come buono.

Theotokìon. Salve gridiamo a te, che concepisti la grazia, o lodatissima; illumina i nostri spiriti e le anime e guida tutti sui sentieri della conoscenza e chiedi a Dio, tuo Figlio, di donarci la remissione delle colpe, Sovrana pura.

Canone dei defunti. Acròstico: Il quinto canone di Teofane per i defunti.

Al Dio salvatore.

Per amore di Dio gli atleti di Cristo calpestarono l’arroganza dei tiranni e ora compassionevoli chiedono per i fedeli defunti remissione e risurrezione.

Nelle tende dei santi, nei tuoi atri fa dimorare i defunti, o Cristo Sovrano, avendo effuso per loro il tuo sangue preziosissimo.

Tu che porti tutto del Genitore, esatta immagine della sapienza di Dio, abbi pietà di quanti hai preso e dà loro riposo e beatitudine eterna.

Theotokìon. Apparisti, purissima, dimora luminosa, arca aurea, accogliendo Dio Verbo incarnato che per noi sciolse il potere della morte.

Ode 3. Irmòs.

Signore, rafforza il mio cuore sconvolto dalle onde della vita, guidandolo come Dio al porto sereno.

Come illustri opliti, o martiri, rinvigoriti dalla speranza delle delizie, non tenevate conto del corpo mentre vi frustavano.

Avete dato lustro alla veste sacerdotale con lo splendore delle lotte, pascendo il gregge di Cristo ai pascoli di vita.

Mortificando la carne con la continenza, i santi parteciparono alla vita divina; per le loro suppliche, o Cristo, scampaci dai pericoli.

Necròsimo. Concedi ai trapassati il riposo nell’aldilà, ignorando come Dio le colpe commesse in vita.

Theotokìon. Come ti vede, o benedetta Madre e Vergine, una moltitudine di donne lottò con coraggio e si offrì a tuo Figlio.

Canone dei defunti. Rafforzaci, o Dio.

Virilimente gli atleti affrontarono gli assalti dei tiranni lottando e ora pregano per i defunti, o Cristo.

O sommo bene, dà riposo ai defunti che hanno osservato le tue leggi, accogliendoli nelle tue luminose dimore.

O unico Dio misericordioso, rendi degni della luce dei santi quanti hai preso, condonando le loro colpe.

Theotokìon. Inneggiamo, o pura, il tuo parto, per cui siamo stati scampati dalla primitiva condanna e maledizione e ci ha liberati dalla morte.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito la tua voce, Signore e ho avuto timore; ho inteso la tua economia e ti ho glorificato, o unico filantropo.

Con il tuo potere, Signore, gli atleti calpestarono il potere del nemico e diventarono forza e grande sostegno per i fedeli.

Tutti santi esultano e i divini sacerdoti si vestono di giustizia come di un manto.

Lodiamo tutti i divini profeti teologi e onoriamo il coro delle donne che terminarono bene la corsa.

Necròsimo. Guidando al porto del tuo regno quanti hai tolto dal turbamento e dalla bufera di questa vita, da’ loro riposo.

Theotokìon. Il senza tempo entrò nel tempo da te, Vergine: supplicalo di sciogliere i peccati cronici della mia anima.

Canone dei defunti. Ho udito la tua voce.

Confessandoti piamente coeterno al Padre, o Cristo, i martiri furono uccisi gridando te: salva i tuoi servi, che hai preso a te.

O Cristo, che da morto eri libero fra i morti, dando vita eterna ai morti, dà ora riposo ai tuoi servi defunti.

O Cristo, tu che venisti a salvare chi si era smarrito, rendi i defunti degni di dimorare nel paradiso, guidandoli con la fede e la grazia.

Theotokìon. Il potere dell’Eccelso ti adombrò, o Vergine e ti rese paradiso della vita, avendo in mezzo come albero il Signore mediatore.

Ode 5. Irmòs.

Accogli e abbi pietà della mia povera anima che sta lottando con la notte della tenebra, o celeste Sole e fa’ risplendere in me i raggi luminosi del giorno che separino la notte dalla luce.

Dalle ossa dei martiri sgorgano guarigioni ai malati: non spezzate dalla malvagità, infatti, come polvere hanno disperso le ossa del paganesimo e raddrizzano la nostra natura.

Osservando le tue leggi, o compassionevole, i gerarchi guidarono le genti alla vita atemporale e i santi annientarono la tirannia delle passioni con intelletto perfetto.

Siano onorati i profeti e con loro tutti i giusti nella fede e siano lodate le divine donne che vissero piamente e rifulsero con supplizi sulla terra come serve di Cristo.

Necròsimo. Fa’ dimorare nei palazzi celesti i tuoi fedeli servi che hai preso dalla terra, senza far conto, per la ricchezza della tua bontà, delle loro colpe, tu che ti incarnasti per noi uomini.

Theotokìon. Lodiamo te, Vergine, da cui Dio si mostrò sulla terra fatto uomo e acclamiamo: Salve, campo fertile che generasti la mistica spiga che nutre ogni spirito.

Canone dei defunti. Dalla tenebra gridiamo.

Accogliendo, Signore, le preghiere dei martiri, annovera le anime defunte con i tuoi eletti.

Dicesti un tempo che non vedrà la morte chi crede in te: da’ dunque riposo ai defunti.

Signore, rendi i tuoi servi degni di conseguire la bellezza della tua casa e la dolcezza della tua comunione.

Theotokìon. Incarnandosi dalla Vergine, il Verbo coeterno al Padre annientò la morte con la morte.

Ode 6. Irmòs.

Come strappasti il profeta dal ventre del pesce del mare, o Signore, strappa anche me dall’abisso delle empie passioni, ti supplico, affinché possa guardare verso il tuo tempio santo.

Dando i loro corpi ai flagelli nelle mani dei tiranni, i martiri esultavano nell’anima, poiché vedevano realmente la divina delizia eterna e le divine ricompense.

O Cristo, tu sei la gloria dei sapienti gerarchi e dei santi; per le loro preghiere abbi pietà, come filantropo, del tuo popolo che riscattasti con il tuo sangue.

Con l’intelletto illuminato da te, Signore, i profeti rivelavano chiaramente da lontano ciò che avverrà e con il tuo potere le donne vinsero il dominio del nemico tramite continenza e passione.

Necròsimo. Signore, da’ riposo ai tuoi fedeli servi trasferiti di tra noi con i cori dei tuoi eletti, o Buono, senza far conto, per la tua bontà, di tutte le loro colpe.

Theotokìon. Signore, tu che al principio creasti Eva, entrando nel seno della Vergine vestito da servo, operasti il mio rinnovamento, o Sovrano di tutti.

Canone dei defunti.

L’abisso mi avvolse.

Imitando le potenze superne, gli eserciti dei tuoi martiri, o Cristo, ti supplicano di donare ai defunti la tua dolcezza, o Amico degli uomini.

Fa’ dimorare i tuoi servi che hai preso nei luoghi sereni, nei luoghi dello splendore dei santi, nei luoghi di riposo, come filantropo.

Purifica i tuoi servi e dona loro remissione delle colpe, ti supplichiamo e rendili degni della vita immortale e dell’eredità lieta.

Theotokìon. Chi può raccontare il prodigio del tuo concepimento senza seme, o purissima incontaminata? Poiché generasti Dio venuto a noi per misericordia.

Ode 7. Irmòs.

La preghiera dei fanciulli si rivelò in grado di estinguere il fuoco e annunziare il prodigio, rinfrescando la fornace, senza infiammare o bruciare quanti inneggiavano al Dio dei nostri padri.

Arsi dalla fiamma dei tremendi supplizi, manifestavate, o martiri, ancor più ardentemente amore per il Dio che vi rinfrescava con un pensiero pio.

Adorni della sapienza dello Spirito, o sapienti, guidavate i fedeli, servendo santamente il Vangelo della grazia, perciò vi lodiamo come ministri di Dio.

Mortificando la carne con molte pene, o santi, diventaste degni della vita futura, perciò supplicate affinché la otteniamo anche noi, sempre uccisi dagli impulsi delle passioni.

Lodiamo con fede voi, beatissimi cori dei profeti di Dio e cori delle donne che bene faticaste e abbatteste il nemico con la continenza e la passione.

Necròsimo. O Verbo, vita di tutti e annoverato fra i morti, guida al tuo porto divino quanti ora hanno lasciato il turbamento della vita, senza far conto dei loro peccati, o Buono.

Theotokìon. Quanti con fede ortodossa ti veneriamo, o Madre di Dio, siamo liberati con la tua intercessione, o Sovrana, dal fuoco e dalla tenebra eterna e dai nemici invisibili che ci fanno guerra.

Canone dei defunti. Tu, che nella fornace.

Salvatore, per le preghiere dei tuoi atleti rendi i defunti degni di riempirsi con la tua luce inaccessibile.

Accogli nella Chiesa dei primogeniti, o compassionevole Cristo, quanti morirono in fede ortodossa.

Adornandoli con la veste dell’incorruttela, da’ riposo ai tuoi servi che si sono trasferiti a te, Salvatore.

Theotokìon. Interrompesti la tendenza alla morte, o Purissima, concependo senza seme la vita consustanziale, o purissima.

Ode 8. Irmòs.

O schiera degli angeli, consesso degli uomini, il Re e Creatore di tutto, sacerdoti inneggiate, leviti, benedite, popolo, esaltate per tutti i secoli.

Nuotando nell’oceano dei supplizi, o atleti, con la guida del Verbo annegaste nelle onde del sangue tutte le falangi del maligno e ora vivete in eterno.

Divenuti sapienti, con fede, o sacerdoti, guidavate il gregge a voi affidato all’acqua dell’ortodossia e realmente vi allietaste della dolcezza del torrente di delizia nei secoli.

Vi mostraste astri dei fedeli, o santi, poiché compieste opere della luce e vi trasferiste alla divina luce; supplicate Cristo di liberarci dalla tenebra.

Salve, coro delle donne che compieste la lotta con ogni sorta di supplizi! Esulta anche tu, coro dei profeti e dei giusti graditi a Cristo nei secoli.

Necròsimo. Da’ ai tuoi servi defunti di superare incolumi la spada sguainata, facendoli dimorare nel paradiso, come compassionevole.

Theotokìon. Lodiamo la Vergine Maria piena di grazia come la porta che conduce al divino ingresso, come accessibile scala di Dio, come guida sicura di chi si salva.

Canone dei defunti. Il nato dal Padre.

Lodiamo e sovresaltiamo te, che accogliesti le lotte degli ieromartiri e per loro da’ riposo anche a chi con fede si è addormentato, o Salvatore.

Illumina con il fulgore della tua gloria sovramondana, come compassionevole, i defunti che ti inneggiano, o Salvatore e ti sovresaltano nei secoli.

Fa’ dimorare con i cori dei santi e annovera con Lazzaro nel seno di Abramo quanti hai trasferito e ti inneggiano, o Salvatore e ti sovresaltano nei secoli

Theotokìon. Madre Vergine adorna di bellezza e purezza, diventasti dimora benevola dello splendore, perciò ti inneggiamo e sovresaltiamo nei secoli.

Ode 9. Irmòs.

Poiché il potente ha fatto in te cose grandi, rivelandoti Vergine pura dopo il parto, perché tu sei colei che senza seme partorì il suo Creatore, perciò, Madre di Dio, ti magnifichiamo.

I pastori sacerdoti, il coro dei santi profeti, la folla senza numero dei giusti, l’assemblea dei martiri, con sacre melodie siano proclamati beati, essi che intercedono per la salvezza delle nostre anime.

Per la prodigiosa ascesi la sapiente folla dei santi ora è resa mirabile con la rivelazione di molti prodigi; per le loro suppliche, o mirabile Signore, rendi mirabili in tutti le tue misericordie.

Con gli ieromartiri, con fede sia proclamata beata la folla senza numero delle donne che terminarono bene la corsa, lottando e praticando ascesi con amore: poiché essa si trova unita ai cori degli angeli.

Necròsimo. La folla di tutti i santi ti implora, Verbo: Da’ riposo alla moltitudine di quanti nella fede furono tolti dalla terra, senza far conto, per la moltitudine delle tue misericordie, dei peccati che commisero in vita.

Theotokìon. Avendo follemente commesso molti peccati, aspetto l’inferno, o Vergine: da esso libera me, che con cuore che non dubita accorro alla tua divina protezione, unica difesa dei fedeli.

Dei defunti. Te noi fedeli.

I martiri che ricevettero i premi delle sacre lotte ti supplicano ora, o Salvatore, perché sia donato il sollievo a quanti se ne andarono nella fede.

Subisti la morte, o solo immortale, che nella tua tenera compassione concedi ai morti la risurrezione e lo splendore dell’immortalità.

Rialzasti noi, caduti nella morte e ci insegnasti a sperare la vita eterna: concedi dunque ai tuoi servi di ottenerla, o Salvatore.

Theotokìon. Passarono con il tuo parto le ombre della Legge; la verità è rifulsa, la grazia donata, Madre di Dio: perciò ti magnifichiamo.

Apòstica delle lodi, martyrikà.

I santi martiri sulla terra lottarono, esposti all’aria resistettero, al fuoco furono consegnati, li accolse l’acqua; per loro è la parola che dice: Siamo passati per il fuoco e l’acqua, poi ci hai tratti fuori al refrigerio; per le loro preghiere, o Dio, abbi pietà di noi.

I tuoi vittoriosi, Signore, imitando le gerarchie angeliche, resistettero ai tormenti come incorporei, avendo come incrollabile speranza il godimento dei beni promessi; per le loro preghiere, Cristo nostro Dio, dona al tuo mondo la pace e alle nostre anime, la grande misericordia.

Tra i tormenti, i santi esclamavano esultanti: Di questo facciamo commercio col Sovrano, perché in cambio delle lividure che si gonfiano sul nostro corpo, nella risurrezione apparirà su di noi una veste luminosa; al posto del disonore le corone; al posto di prigioni il paradiso; e al posto della condanna con i malfattori la vita con gli angeli. Perciò, per le loro preghiere, Signore, salva le nostre anime.

Necròsimo. Nulla di piacevole c’è nella vita che non passi: non la ricchezza, non il potere, non il fiore della giovinezza, perché tutto la morte ugualmente distrugge: ma a questo succede ciò che non vien scosso; si semina infatti nella corruzione e nell’incorruttela risorge; si semina nel disonore e risorge nella gloria. Tu dunque, o Cristo, ai tuoi servi che con te hai preso, da’ riposo con i giusti, come filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nella tua tenera compassione ci rifugiamo, Madre di Dio: nell’angustia non disprezzare le nostre suppliche, ma liberaci dai pericoli, sola pura, sola benedetta.

Quando c’è l’alliluia cantiamo i martyrikà sopra riportati alle lodi e agli apòsticha i seguenti prosòmia.

Salve, tu che veramente.

Colloca nello splendore del tuo volto, Cristo, come misericordioso, i trapassati, accogliendoli in luogo verdeggiante, presso le acque del tuo puro e divino godimento, nel seno desiderato del progenitore Abramo, là dove appare chiara la tua luce e si riversano le fonti della delizia; là dove, intorno alla tua bontà, si aggirano danzando in limpida esultanza le folle di tutti i giusti: annoverando tra di essi i tuoi servi, concedi la grande misericordia.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te

Consenti che con voce armoniosissima cantino e glorifichino il tuo potere, o misericordioso, i trapassati a te dalle realtà temporali, o Sovrano di tutti e filantropo, dando loro di rifulgere per lo splendore della tua bellezza e godere e deliziarsi in purezza della dolce e soave comunione con te, là dove intorno al tuo trono danzano in coro gli angeli e nel gaudio ti assistono le folle dei santi: con loro concedi ai tuoi servi il riposo e la grande misericordia.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Dove sono il coro dei profeti, le schiere degli apostoli e dei martiri e tutti quelli che dai tempi antichi furono giustificati dalla tua passione salvifica e dal sangue con cui riscattasti l’uomo prigioniero, là dona il riposo, come filantropo, agli addormentati nella fede, condonando tutti i loro peccati: perché tu solo sei vissuto sulla terra senza peccato, tu solo sei santo, tu solo sei libero tra i morti; concedi dunque ai tuoi servi il riposo e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Asserviti alla legge del peccato, tu ci liberasti, Sovrana, concependo in seno Cristo, Legislatore e Re, o sola Vergine Madre; per lui siamo giustificati gratuitamente e per grazia: imploralo dunque di scrivere nel libro dei viventi quanti ti riconoscono Madre di Dio, affinchè salvati per la tua mediazione, o purissima, otteniamo la desiderata redenzione di tuo Figlio e inneggiamo a lui, che dona al mondo la grande misericordia.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Il ladro, credendo sulla croce alla tua Divinità, o Cristo, ti confessò senza dubbio, con tutto il cuore gridando: Ricordati di me, o Dio, nel tuo regno.

Morendo, o martiri, annientaste il nemico principe della malvagità e ascendeste incoronati alle altezze e state davanti a Dio, Re di tutti.

Illuminati dalla luce del sacerdozio, i gerarchi furono glorificati e la folla dei santi conseguì la vita eterna, perciò li diciamo beati.

Necròsimo. Sovrano Salvatore, fa’ dimorare con i cori degli eletti in luogo di riposo quanti hai trasferito, senza far conto, o Verbo, dei peccati commessi in vita.

Gloria.

O Trinità, per le lotte dei gerarchi e dei gloriosi martiri sii compassionevole e a quanti con fede si sono addormentati, dona la salvezza dell’anima e grande misericordia.

E ora. Theotokìon.

Contenesti l’Incontenibile, o piena di grazia divina e lo generasti ineffabilmente; supplicalo di essere propizio verso tutti noi.

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Plagale II – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Pl. 2

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Il sesto inno offro a Te, Divinità. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.

Tre ipòstasi di divina maestà, unica natura, forma immutabile, Dio buono amico degli uomini, che ci dona la propiziazione delle colpe, celebriamo.

O Signore, unico sovrasostanziale e rifulgente in tre caratteri, pur esistendo in unica divinità, rendici intelligenti e degni della tua illuminazione divina.

Paolo che rivestì dell’abito nuziale la Chiesa dei gentili, c’insegnò ad adorare te, unico Dio in tre ipòstasi, dal quale, per il quale e nel quale tutte le cose esistono.

Theotokìon. Dal tuo grembo provenne, Madre di Dio, il sole spirituale, illuminandoci con gli splendori della trilucente Divinità; e piamente inneggiando a lui, proclamiamo te beata.

Ode 3. Non c’è santo.

Dio trifulgido, adornando le schiere celesti, le disponesti perché ti cantassero con le parole del trisagio: con loro accogli pure noi, che alla tua bontà inneggiamo.

Inneggiando all’unica, sola, immutabile, triplice e uguale divina Maestà, con fervore ti supplichiamo di concederci ora la remissione dei molti peccati.

O Padre, mente senza principio, Verbo di Dio uguale a lui e Spirito divino, buono e benigno, custodisci nella tua pietà chi con fede inneggia alla tua potenza.

Theotokìon. Fece scomparire la piaga di corruzione il mio Dio fattosi vero uomo nel tuo grembo, o Pura ed egli solo liberò i progenitori dall’antica condanna.

Kathisma Triadico. Colei che per noi.

Signore Dio, guarda dal cielo, vedi la nostra miseria e commuoviti, tu che sei bontà somma, misericordioso amico degli uomini; da nessuna parte infatti speriamo di ottenere la remissione dei peccati commessi; perciò sii con noi e nessuno è contro di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Signora pura, guarda dal cielo, vedi i dolori delle nostre ferite e commuoviti, o Purissima e guarisci le scottature della nostra coscienza con la rugiada della tua compassione e dichiara ai tuoi servi: io sono con voi e nessuno è contro di voi.

Ode 4. Cristo, mia forza.

Innalza la mente, o Monade trifulgida e solleva presto anima e cuore di quanti a te inneggiano a rendili degni della tua luce e del tuo splendore.

Mutami e trasformami da ogni malvagità alla virtù, o Trinità, sola immutabile e inalterabile e rischiarami con i tuoi fulgori.

Dopo averle pensate sapientemente, costituisti le schiere degli angeli a servizio della tua bontà, o Monade in tre persone; con esse accogli la mia lode.

Theotokìon. Dio, increato per natura ed eterno, assunse la natura creata degli uomini e ne prese la forma nel tuo santo grembo, Madre di Dio sempre vergine.

Ode 5. Col tuo divino fulgore.

Noi pensando che la divina Maestà dall’eternità ha preveduto e mantenuto in esistenza tutte le cose ed è una e trisplendente, vegliamo chiedendo remissione delle colpe a te, Signore.

Padre senza principio e Dio, Figlio coeterno, Spirito santo, conforta o Trinità dell’unica maestà, quanti ti inneggiano e liberali da ogni assalto e tribolazione.

Dirigendomi con i tuoi potenti fulgori, guidami sempre al compimento del beneplacito della tua trisipostatica Divinità, o sole della gloria e fammi partecipe del tuo regno divino.

Theotokìon. Tu che tutte le cose porti e conservi con la tua mano onnipotente, custodisci e conserva quanti ti glorificano, per l’intercessione della tua genitrice, la Madre di Dio.

Ode 6. Vedendo il mare della vita.

Sapienza e intelligenza, o divina trifulgente Maestà dona ai tuoi che ti inneggiano e con i raggi della splendida bellezza della tua bontà, degnati di illuminarli tutti (2).

Luce indivisibile per essenza, trifulgente, onnipotente, inaccessibile, illumina i cuori di quanti con fede lodano la tua potenza e falli volare al divino amore.

Theotokìon. In te prese dimora, o sempre Vergine, il Signore che contiene l’universo e insegnò agli uomini ad adorare l’unica trifulgida natura della Divinità.

Kathisma Triadico. Colei che per noi.

Padre e Figlio con lo Spirito santo, misericordioso, guarda a noi fangosi, che con fede con gli esseri fiammeggianti ti adoriamo, poiché non conosciamo altri all’infuori di te; e proclama ai tuoi cantori: io sono con voi e nessuno sarà contro di voi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Guarda a noi, Madre di Dio, degna d’ogni lode, irradia la luce nei cuori tenebrosi e illumina il tuo gregge, o Pura; poiché ciò che vuoi lo puoi, come Madre del tuo Creatore; e proclama ai tuoi supplici: Io sono con voi e nessuno sarà contro di voi.

Ode 7. Tutta rugiadosa.

Dammi una mente salda, o Monade trifulgente nelle ipòstasi, per custodire e praticare i divini comandamenti e sempre cantare a te con fede: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Tu che sei celebrato per unicità di natura e ineffabilmente unico porti il numero della Trinità, conserva tutti noi dalle svariate prove e tribolazioni.

Coerente e coeterno noi glorifichiamo te, Dio uno per la sostanza, senza confusione delle proprietà personali, Trinità, che nell’immutabilità della forma metti in evidenza la diversità.

Theotokìon. II Dio sovrasostanziale, o Pura, assunse dal tuo casto grembo il nostro impasto per amore degli uomini e insegnò a tutti a proclamare: benedetta sei tu, che concepisti Dio in carne.

Ode 8. Dalla fiamma.

Concedimi presto propiziazione delle colpe e liberazione dalle molteplici passioni, o Triade conforme e Monade trisipostatica, affinché io ti glorifichi per tutti i secoli.

Si annunzia che tu ami far misericordia, o Dio misericordioso: abbi pietà, o Monade trifulgente e Triade consustanziale, di tutti quelli che glorificano la tua magnificenza.

Da luce eterna luce coeterna, Verbo generato dal Padre con lo Spirito, luce procedente, con fede ti glorifichiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Theotokìon. Un medico per gli uomini partoristi, o Pura, l’onnipotente Verbo, Cristo Signore, che guarisce dalla piaga dei progenitori quanti lo esaltano per i secoli.

Ode 9. Impossibile agli uomini.

Le schiere dei Cherubini, o Signore, incapaci di fissare la gloria della tua bellezza, coprendosi con le ali proclamano senza sosta l’inno trinitario e glorificano la potenza trisipostatica della tua unica maestà divina.

I tuoi fulgori, sole trisipostatico senza tramonto, concedi ai cuori dei tuoi servi e illumina le anime e libera dalle molte colpe, o unico misericordiosissimo e rendici degni della tua eterna vita.

Tu che sei luce di pari onore e trisolare, fulgente Divinità, risplendi su quanti con fede ti cantano e liberali da energie tenebrose e malvagie, rendendoli degni, per la tua grande bontà, delle tue fulgidissime dimore.

Theotokìon. Sapientemente un tempo il Figlio tuo, o Vergine, plasmò l’uomo e rovinato lo riplasmò per tuo mezzo, o degna d’ogni lode, colmando dello splendore senza tramonto della luce divina tutti quelli che con fede glorificano te, vera Madre di Dio.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kathismata anastàsima. Tono pl. 2.

La tomba aperta e l’ade gemente, Maria gridava agli apostoli nascosti: Uscite, operai della vigna, annunziate la risurrezione: È risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.

Gloria.

Signore, stava presso la tua tomba Maria Maddalena gridando nel pianto e credendoti il giardiniere diceva: Dove hai posto l’eterna vita? Dove hai nascosto colui che siede sul trono di cherubini? Infatti, quanti lo custodivano per il timore tramortirono; datemi il mio Signore, oppure con me acclamate: Tu che sei tra i morti e risuscitasti i morti, gloria a te.

E ora. Theotokion.

Gedeone preannuncia il tuo concepimento e Davide interpreta il tuo parto, casta e pura Madre di Dio: come pioggia sul vello scese infatti il Verbo nel tuo grembo e tu, terra santa, senza seme germogliasti la salvezza del mondo, Cristo Dio nostro, o piena di grazia.

Dopo la seconda sticologia, altri kathismata.

La vita giaceva nella tomba e sulla pietra era posto il sigillo: come re addormentato i soldati custodivano Cristo, ma colpiti di cecità i suoi nemici, è risorto il Signore.

Gloria.

Giona preannuncia la tua sepoltura e Simeone parla della tua divina risurrezione, o immortale Signore: scendesti infatti come morto nella tomba, tu che spezzasti le porte dell’ade, ma, come Sovrano, risorgesti libero da corruzione per la salvezza del mondo, o Cristo nostro Dio, illuminando quanti sono nelle tenebre.

E ora. Theotokion.

Madre di Dio Vergine, implora il Figlio tuo, volontariamente confìtto in croce e risorto dai morti, Cristo nostro Dio, di salvare le anime nostre.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Con la tua morte volontaria e vivificante, o Cristo, infrante, come Dio, le porte dell’ade, ci hai aperto il paradiso antico e risorgendo dai morti, hai liberato dalla corruzione la nostra vita.

Anavathmi. Antifona 1.

Sollevo i miei occhi al cielo, verso di te, o Verbo: abbi pietà di me, perché io viva per te.

Abbi pietà di noi disprezzàti e rendici utili vasi tuoi, o Verbo.

Gloria. E ora.

Il santo Spirito è principio universale di salvezza: se soffia su qualcuno, secondo la sua misura, ben presto lo strappa alle cose della terra, gli dà ali, lo fa crescere, lo pone in alto.

Antifona 2.

Se il Signore non fosse stato con noi, nessuno di noi avrebbe resistito alle astuzie del nemico: dopo questo infatti i vincitori vengono innalzati.

Non sia afferrata dai loro denti la mia anima, o Verbo, come un passerotto; ahimè, come sarò liberato dai nemici, io che amo il peccato?

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito è data a tutti divinizzazione, volontà buona, intelligenza, pace e benedizione: egli opera come il Padre e come il Verbo.

Antifona 3.

Quanti confidano nel Signore sono terribili per i nemici e per tutti ammirabili, perché in alto essi guardano.

L’eredità dei giusti non fa protendere loro le mani all’iniquità, perché hanno come protettore te, Salvatore.

Gloria. E ora.

Del santo Spirito è il dominio su ogni cosa: le schiere superne, con ogni spirito quaggiù, lo adorano.

Prokimenon.

Signore, desta la tua potenza e vieni a salvarci.

Stico. Tu che pasci Israele, volgiti.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Con le mani stese sulla croce colmasti l’universo del beneplacito del Padre, Gesù buono: per questo tutti a te cantiamo un inno di vittoria.

Con timore, come una serva, la morte al tuo comando si accosta a te, Sovrano della vita, che per mezzo suo a noi assegni in premio la vita senza fine e la risurrezione.

Theotokion. Accogliendo, come volle, il tuo Creatore, che, oltre ogni comprensione, dal tuo grembo senza seme si incarnava, o pura, realmente divenisti sovrana delle creature.

Canone stavroanastàsimo. Colui che un tempo.

Al tribunale di Pilato vuol presentarsi con ingiusto giudizio come reo, schiaffeggiato in volto da mano iniqua, Dio giudice, per il quale tremano terra e cieli.

Stendesti le tue divine palme sull’immacolata e vivifica croce e radunasti le genti alla tua conoscenza per adorare la tua gloriosa crocifissione, Sovrano Signore, Salvatore.

Stavrotheotokìon. Stava ritta presso la croce, mandando fonti di lacrime, la purissima, guardando le gocce del tuo sangue sgorganti dal tuo fianco, Cristo Salvatore e glorificando la tua incomprensibile compassione.

Canone della Madre di Dio. Acrostico: Madre di Dio, dammi la tua grazia copiosa.

Dopo che Israele.

Eva, partecipando del cibo dell’albero proibito provocò la maledizione, ma tu, pura, la dissolvesti concependo Cristo, primizia di benedizione.

Concepisti per divino fulgore Cristo, perla preziosa: disperdi, o pura, la nebbia delle mie passioni e il tumulto delle colpe con la luce del tuo splendore.

Giacobbe previde l’attteso delle genti, Dio misticamente incarnato da te, scorgendolo con occhi spirituali liberarci per tua intercessione.

Cessati i capi delle tribù di Giuda, o purissima, procedendo sovrano, Dio tuo Figlio, davvero ora regna fino ai confini della terra.

Ode 3. Irmòs.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Vedendo Dio crocifisso nella carne, il creato si disgregava per il timore, ma con forza veniva sorretto dalla mano che tutto sostiene del crocifisso per noi.

La morte, distrutta dalla morte, giace misera senza respiro: non sostenendo il divino assalto della vita, resta ucciso il forte e a tutti è donata la risurrezione.

Theotokion. Il prodigio del tuo parto divino, o pura, supera ogni ordine di natura: perché oltre natura concepisti in grembo Dio e generando resti sempre Vergine.

Canone stavroanastàsimo. La creazione vedendo.

Passati tre giorni nella tomba, con il tuo vivifico risveglio rialzasti i morti da tempo: sciolti dalla condanna lietamente esultavano gridando: Ecco, sei venuto, Signore redentore.

Gloria alla tua risurrezione, Salvatore nostro: nella tua onnipotenza infatti ci liberasti dalla corruzione dell’ade e dalla morte e cantando diciamo: non c’è santo all’infuori di te, amico degli uomini.

Stavrotheotokìon. Vedendo il nato da te trafitto dalla lancia, fosti trafitta nel cuore, Santissima purissima e stupita dicevi: Come ti ha ricambiato, o Figlio, un popolo iniquo?

Canone della Madre di Dio. Non c’è santo.

La mia caduca carne mortale, santissima Madre di Dio, dal tuo grembo in modo inesplicabile prese il Buono e, resala immortale, a sé la unì eternamente.

Contemplando Dio in te incarnato, Vergine, stupirono e temettero i cori degli angeli e come Madre di Dio ti cantano con inni incessanti.

Vedendo te, monte spirituale, Daniele profeta stupì: da te fu staccata una pietra senza che mano umana la toccasse e potentemente frantumò gli altari dei demòni, Madre di Dio.

Ode 4. Irmòs.

Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.

Fiorì, o Cristo, l’albero della vita vera: la croce infatti fu piantata e, irrorata dal sangue e dall’acqua del tuo fianco immacolato, germogliò per noi la vita.

Il serpente non mi propone più falsamente la divinizzazione, perché Cristo, divinizzando la natura umana, ha ora aperto per me senza inciampo la via della vita.

Theotokion. Davvero ineffabili e inafferrabili per gli abitanti della terra e del cielo sono i misteri della tua divina concezione, Madre di Dio sempre Vergine!

Canone stavroanastàsimo. Già vedendo Avvacùm.

La tua croce preziosa veneriamo e i chiodi, o Cristo e la santa lancia con la canna e la corona di spine per cui fummo sottratti alla corruzione dell’ade.

Un sepolcro accolse te, Salvatore, che volesti mostrarti morto a noi, ma non potè trattenerti, o Verbo: poiché come Dio risorgesti salvando la stirpe umana.

Stavrotheotokìon. Madre di Dio sempre vergine, che portasti ai mortali Cristo Salvatore, libera da pericoli e castighi noi che ci rifugiamo con fede nella tua divina protezione.

Canone della Madre di Dio. Cristo mia forza.

Inneggiamo a te, pura e castissima: da te salvati, piamente cantando gridiamo: Benedetta sei tu, che sempre vergine, concepisti Dio.

Generasti la luce che non tramonta, apparsa nella carne a quanti sono nelle tenebre della vita ed effondesti gioia a quanti a te inneggiano, beatissima Fanciulla sempre Vergine.

Fiorì la grazia, cessò la legge per opera tua, o Santissima, poiché tu, o pura, partoristi il Signore che ci concede la remissione, o sempre Vergine.

Morii gustando l’albero, ma il legno della vita apparso a te, Purissima, mi risuscitò e mi costituì erede della delizia del paradiso.

Ode 5. Irmòs.

Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con amore vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.

Si ritirano ora davanti a me i cherubini e la spada fiammeggiante si volge, o Sovrano, vedendo te, o Verbo di Dio, Dio vero, aprire al ladrone la strada del paradiso.

Non temo più, Cristo Sovrano, il ritorno alla terra: perché tu, nella tua grande compassione, mi hai tratto dalla terra dove giacevo dimenticato e mi hai sollevato alle altezze dell’incorruttela con la tua risurrezione.

Theotokion. Salva quanti con tutta l’anima ti confessano Madre di Dio, o Sovrana buona del mondo: perché noi abbiamo te, vera Genitrice di Dio, come invincibile protezione.

Canone stavroanastàsimo. Vedendo Isaia la luce.

Mangiando il frutto dell’albero dell’Eden, ingannato rovinò nella corruzione il capostipite, disobbedendo al tuo precetto, eccelso Signore: ma con la croce di nuovo lo risollevasti alla primitiva bellezza, o Salvatore, fatto ubbidiente al Padre.

Con la tua morte, o Buono, distruggesti il potere della morte e sgorgò per noi una fonte di vita e ci venne donata l’immortalità; per questo con fede veneriamo la tua tomba e la risurrezione per cui come Dio illuminasti il mondo.

Stavrothetokìon. Il Signore che abita i cieli e fece tutte le cose dimorò ineffabilmente nel tuo grembo, o purissima, glorificandoti sopra i cieli, più santa delle schiere incorporee; per questo ora sulla terra ti diciamo beata.

Canone della Madre di Dio. Col tuo divino fulgore.

Rifulgente per purezza, divenisti divino soggiorno del Signore, o inneggiatissima: poiché tu sola ti rivelasti vera Madre di Dio, portandolo bambino fra le tue braccia.

Ornata della bellezza spirituale della tua splendida anima, fosti eletta sposa di Dio con il sigillo della verginità, o venerabile, che rischiari il mondo con la luce della tua purezza.

Gema la schiera degli empi non proclamandoti pura Madre di Dio: poiché ti rivelasti a noi porta della luce divina, che disperde la nebbia delle colpe.

Ode 6. Irmòs.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Crocifisso, o Sovrano, schiodasti con i tuoi chiodi la maledizione contro di noi; trafitto al fianco dalla lancia, lacerando l’obbligazione del debito di Adamo, liberasti il mondo.

Adamo, sviato con l’inganno, fu trascinato sino al baratro dell’ade: ma tu, per natura Dio e compassionevole, scendesti a cercarlo e, portandolo sulle spalle, con te lo risuscitasti.

Theotokion. Sovrana purissima, che per i mortali partoristi il Signore nostro nocchiero, placa il pauroso e inquieto tumulto delle mie passioni e concedi al mio cuore la bonaccia.

Canone stavroanastàsimo. Fu preso Giona.

Uccisore di Cristo e dei profeti era il popolo degli ebrei, poiché come non temettero di uccidere un tempo i profeti, mistici raggi di verità, così ora spinti da invidia, uccisero Cristo, da quelli annunziato: ma per noi fu vita la loro morte.

Fosti accolto, ma non trattenuto, o Salvatore, nel sepolcro; poiché anche se spontaneamente volesti gustare la morte, o Verbo, nella tomba tuttavia risorgesti come Dio immortale, rialzando con te i prigionieri nell’ade e compassionevole mutasti in gioia alle donne la tristezza iniziale.

Stavrotheotokìon. Nell’ora della passione appare spregevole e vile l’aspetto della carne di te, che per natura divina apparisti di insigne bellezza a Davide: ma col tuo scettro regale frantumasti la potenza dei nemici, diceva la pura; o mio Figlio e Dio, risorgi dal sepolcro!

Canone della Madre di Dio. Vedendo il mare.

Mosè, il grande tra i profeti, ti descrisse simbolicamente come arca e mensa e candelabro e vaso per indicare che da te, Madre di Dio, si sarebbe incarnato l’Altissimo.

Venne uccisa la morte, cessò la corruzione con il frutto del tuo seno, che vinse la condanna di Adamo, o Sovrana: poiché tu generasti la vita che redime dalla corruzione quanti a te inneggiano.

La legge perdette forza e l’ombra passò quando la carità superiore a ogni intelletto apparve a me, mentre tu concepisti Dio Salvatore, Vergine lodatissima.

Kontakion. Compiuta l’economia.

Risuscitati con la sua mano vivificante tutti i morti dagli antri tenebrosi, il datore di vita, Cristo Dio, assegnò come premio della lotta la risurrezione all’argilla mortale: perché di tutti egli è Salvatore, risurrezione e vita e Dio dell’universo.

Ikos.

O datore di vita, noi fedeli celebriamo e adoriamo la tua croce e la tua sepoltura, perché tu, o immortale, come Dio onnipotente legasti l’ade, rialzasti con te i morti, infrangesti le porte dell’ade e abbattesti, come Dio, il dominio della morte; per questo noi, figli della terra, con amore glorifichiamo te, il risorto, che abbattesti il potere del nemico funesto, risuscitasti tutti i credenti in te, liberasti il mondo dai dardi del serpente e, come solo potente, ci liberasti dall’inganno del nemico: per questo noi piamente celebriamo la tua risurrezione, con cui ci salvasti come Dio dell’universo.

Ode 7. Irmòs.

Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Dolendosi per la tua passione, il sole si avvolse di tenebra in pieno giorno e su tutta la terra, o Sovrano, oscurò la sua luce, gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Per la tua discesa, o Cristo, si rivestirono di splendore le regioni sotterranee; lasciando vedere tutta la sua gioia, il progenitore danzando tripudiava e acclamava: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Grazie a te, Madre Vergine, la luce fulgida sorse per tutta la terra, perché partoristi Dio, Creatore dell’universo: chiedigli, o purissima, che su noi fedeli sia inviata la grande misericordia.

Canone stavroanastàsimo. Indicibile prodigio.

Cosa strana: Colui che aveva liberato Israele dalla schiavitù del faraone, da lui si lascia mettere in croce e scioglie i vincoli delle colpe; a lui con fede cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Gli empi figli dei fuorilegge crocifissero nel luogo del Cranio te, Salvatore, che spezzasti le porte e le sbarre di bronzo per la salvezza di noi, che cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Theotokìon. Concependo la libertà dell’antica Eva, sciogli Adamo dalla maledizione, Vergine pura, per questo con gli angeli a te e al Figlio tuo inneggiamo e gridiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Canone della Madre di Dio. Tutta rugiadosa.

Fu immagine del tuo concepimento il fuoco che non consumò nella fornace i tre giovani, poiché la fiamma divina, che dimorò nel tuo grembo, non ti bruciò, ma ci rischiarò per cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Illuminati dai raggi del tuo chiarore i confini del mondo ti dicono beta, Madre di Dio e per effetto della grazia a te gridano cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Il perfido serpente mi morse con i suoi denti funesti, Madre di Dio, ma tuo Figlio lo stritolò e mi donò la forza di cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

O sola Vergine beata in Dio, divenisti per la nostra natura il propiziatorio, avendo portato fra le tue braccia il Dio che siede sulle spalle dei cherubini cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

L’invidia ha reso ora decida il popolo dei giudei, un tempo uccisore dei profeti: ha infatti appeso alla croce te, Verbo di Dio, che noi sovresaltiamo per tutti i secoli.

Senza lasciare le volte celesti, giunto nell’ade rialzasti con te, tutto intero, l’uomo che giaceva nella putredine, o Cristo e che ti sovresalta per tutti i secoli.

Theotokìon. Dalla luce concepisti il Verbo datore di luce e ineffabilmente partorendolo, fosti glorificata: infatti abitò in te, Vergine, lo Spirito divino; per questo noi ti cantiamo per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. Sbigottisci tremando.

Ogni orecchio stupì quando l’Altissimo venne volontariamente sulla terra a distruggere il potere dell’ade con la croce e la morte, permettendoci di cantare: Fanciulli benedite, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Cessò la tirannia dell’ade, il suo regno fu annientato per sempre, poiché Dio trascendente l’universo, crocifisso sulla terra, distrusse il suo dominio: Fanciulli beneditelo, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Ineffabile il tuo amore, Cristo, indicibili i tuoi benefici: vedendomi annientato nelle fauci dell’ade, sopportasti la passione per salvarmi; per questo, Sovrano di tutti, noi ti benediciamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. Dalla fiamma.

Come regina in veste dorata, splendida del fulgore dello Spirito santo, o Vergine, ti mise alla sua destra tuo Figlio, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Plasmò la sua carne nel tuo gembo immacolato, volendo ricrearla dall’alto, Colui che fondò solo con la sua volontà il mondo, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Per lo splendore della tua verginità, o purissima, fosti la divina dimora in cui il Verbo si legò alla mia umanità, per questo a te inneggiamo per tutti i secoli.

Accogliesti il candeliere aureo, prefigurante la Luce inaccessibile che rischiara l’universo, o Vergine: per questo a te inneggiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Rimanesti immune dalle passioni, Verbo di Dio, pur venendo toccato dai patimenti nella carne; ma avendo compiuto la passione con i patimenti, liberi l’uomo dalle passioni, o nostro Salvatore: tu solo sei impassibile e onnipotente.

Accettata la corruzione della morte, preservasti il tuo corpo esente da putrefazione; e non fu abbandonata nell’ade, o Sovrano, la tua anima divina e vivificante, ma risorgendo come da un sonno, con te ci rialzasti.

Trinitario. Noi tutti mortali con labbra pure glorifichiamo Dio Padre e il Figlio a lui coeterno e veneriamo l’ineffabile e gloriosissima potenza dello Spirito santissimo: sola, tu sei Trinità onnipotente e indivisibile.

Canone stavroanastàsimo. Non piangere per me.

Giacendo nella tomba come un mortale, spezzasti la potenza dell’ade, risvegliando con te, fonte di vita, i morti che inghiottì e concedendo la risurrezione come Dio a ogni fedele che fervidamente ti magnifica.

Gioisce il creato fiorendo come giglio, poiché come Dio, Cristo è risorto dai morti; per questo gridiamo alla morte: Dov’è il tuo pungiglione? E all’ade: Dov’è la tua vittoria? Eccoti abbattuto da colui che per la sua compassione esalta la nostra fronte.

Stavrotheotokìon. Vergine pura, nostra Sovrana, tu portasti colui che porta l’universo, tieni fra le mani come neonato colui che ci libera dalle mani del nemico e contempli innalzato sull’albero della croce colui che libera dall’abisso del male.

Canone della Madre di Dio. Impossibile agli uomini.

Cristo, Dio Verbo incarnato, astro splendente della Divinità, sorse da Giacobbe per i prigionieri delle tenebre grazie a te, purissima; da lui illuminati con le schiere celesti ti diciamo beata.

Liberato dalla tua potenza e carità, con cuore devoto ti dedico questo canto: tu accoglilo, Vergine pura, dandomi in cambio la tua grazia luminosa dei tuoi inesauribili tesori, o benedetta da Dio.

Apparisti davvero il telaio della Divinità in cui il Verbo ha tessuto la veste del corpo divinizzando la mia natura, o Vergine: e rivestitala, salvò tutti quelli che con mente pura ti magnificano.

Ai morti ora è donata la risurrezione con il tuo ineffabile e inspiegabile concepimento, Madre di Dio purissima, poiché la vita, rivestita della tua carne, brillò per tutti e dissolse chiaramente l’inesorabile morte.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono pl. 2.

La tua croce, Signore, è per il tuo popolo vita e risurrezione: confidando in essa, noi cantiamo te, nostro Dio risorto. Abbi pietà di noi.

La tua sepoltura, o Sovrano, aprì alla stirpe umana il paradiso; riscattati dalla corruzione, noi cantiamo te, nostro Dio risorto. Abbi pietà di noi.

Con il Padre e lo Spirito celebriamo Cristo, risorto dai morti e a lui acclamiamo: Tu sei nostra vita e risurrezione, abbi pietà di noi.

Il terzo giorno risorgesti dalla tomba, o Cristo, come sta scritto, risuscitando con te il nostro progenitore: per questo, ti da gloria la stirpe umana e celebra la tua risurrezione.

Altri stichirà anastàsima, anatolikà.

Signore, grande e tremendo è il mistero della tua risurrezione: uscisti dalla tomba come sposo dal talamo, distruggendo la morte con la morte, per liberare Adamo; per questo nei cieli danzano in coro gli angeli e sulla terra gli uomini glorificano l’amorosa compassione che hai usato con noi, o amico degli uomini.

Dove sono, o iniqui giudei, i sigilli e il denaro dato ai soldati? Non fu rapito il tesoro, ma, come potente, risorse; e voi siate confusi, per aver rinnegato Cristo, Signore della gloria, che patì, fu sepolto e risorse dai morti: lui adoriamo!

Col sepolcro sigillato, come foste depredati, o giudei, dopo aver posto le guardie e messo i sigilli? A porte chiuse uscì il Re! Mostratelo dunque come morto, oppure adoratelo come Dio, cantando con noi: Gloria, Signore, alla tua croce e alla tua risurrezione.

Le donne mirofòre, Signore, giunsero tra i lamenti al tuo sepolcro che contenne la vita: portando unguenti profumati, cercavano di ungere il tuo corpo puro, ma trovarono un angelo luminoso, seduto sulla pietra, che parlò loro dicendo: Perché piangete per colui che dal suo fianco fece zampillare per il mondo la vita? Perché cercate l’immortale come un morto nella tomba? Correte invece ad annunziare ai suoi discepoli il gaudio universale della sua gloriosa risurrezione; e tu, Salvatore, che con essa illuminasti anche noi, donaci il perdono e la grande misericordia.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico amico degli uomini.

Per il legno Adamo fu ingannato, per il legno della croce tu salvasti nuovamente il ladrone mentre gridava: Ricordati di me, o Signore.

Spezzate le porte e le sbarre dell’ade, o Salvatore, datore di vita, risuscitasti tutti quelli che acclamavano: Gloria alla tua risurrezione.

Ricordati di me, tu che spogliasti la morte con la tua sepoltura e la tua risurrezione: di gioia colmasti tutte le cose come misericordioso.

Andando le mirofore al sepolcro, udirono un angelo gridare: Cristo è risorto, colmando tutto di luce.

Invochiamo tutti concordemente Cristo, inchiodato sul legno della croce, per liberare il mondo dall’errore.

Gloria.

Glorifichiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito santo dicendo: Trinità santa, salva le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Tu che ineffabilmente negli ultimi tempi concepisti e partoristi il tuo Creatore, o Vergine, salva quanti ti magnificano.

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Plagale II – Lunedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Lunedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata catanittici. Tono pl. 2.

Penso al giorno terribile e gemo sulle mie azioni turpi: quale difesa presenterò al Re immortale, con quale fiducia guarderò al Giudice, io, il dissoluto? Padre pietoso, Figlio unigenito, Spirito santo, abbi pietà di me.

Quando siederai, o misericordioso, per fare il giusto giudizio, nella valle del pianto, nel luogo che hai stabilito, non pubblicare i miei mali nascosti e non svergognarmi davanti agli angeli, ma usami indulgenza, o Dio e abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Speranza, riparo e porto di quelli che accorrono a te, Madre buona di Dio, protezione del mondo, intensamente implora, con gli incorporei, colui che hai partorito, il Dio tanto filantropo, perché le nostre anime siano liberate da ogni minaccia, o sola benedetta.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, perché noi peccatori, privi di ogni scusa, rivolgiamo questa supplica a te come Sovrano: Abbi pietà di noi.

Signore, pietà di noi, perché in te abbiamo confidato non adirarti troppo con noi e non ricordarti delle nostre iniquità ma anche ora guarda a noi nella tua compassione e liberaci dai nostri nemici: tu sei infatti il nostro Dio e noi siamo tuo popolo, siamo tutti opera delle tue mani e il tuo nome abbiamo invocato.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Principio di salvezza sono state le parole di Gabriele alla Vergine; udendo infatti: salve, non si è sottratta al saluto, non ha dubitato, come Sara nella tenda ma così ha parlato: Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Anima, passando nella noncuranza tutta la vita, tu non poni mente al tremendo giorno del giudizio: torna alla sobrietà ed eleggi la penitenza; convertiti e grida a Cristo: O misericordioso, non ricordarti dei nostri molti peccati nell’ora della sentenza.

Martyrikòn. Luce perpetua per i giusti: poiché, resi luminosi in te, i santi risplendono sempre come astri, spegnendo la lampada degli empi con le loro preghiere, o nostro Salvatore; tu illuminerai la mia lampada, Signore e mi salverai.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Col cuore e con la bocca senza sosta inneggiamo alla Madre di Dio più che gloriosa e più santa degli angeli santi e confessiamola Madre di Dio: lei che del Dio incarnato è vera genitrice e che senza sosta prega per le nostre anime.

Canone catanittico. Acròstico: Cristo, accogli il pianto dei miei occhi. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Il faraone visibile fu sprofondato con l’armata, mentre Israele, attraversando il mare, gridava: Cantiamo al Signore Dio poiché si è glorificato.

O Cristo, guarisci con l’olio della tua misericordia me, caduto nelle mani dei ladroni e reso morto dalle ferite dannose per l’anima e abbi pietà di me, affinché ti glorifichi.

Tu, nato nella grotta, dona piogge di lacrime a me, che ho peccato molto e sono divenuto una spelonca di ladri e purificami perché diventi tempio del tuo Santo Spirito.

Martyrikà. Abbattendo valorosamente il nemico, o atleti, siete stati adornati con corone intrecciate da Dio e riempiti realmente di gloria state ora negli eccelsi con gli angeli presso Dio.

O megalomartiri, che un tempo annegaste il faraone spirituale nella profondità del vostro sangue, avendo glorificato Cristo vi siete trasferiti nella terra della promessa celeste.

Theotokìon. O Pura, con i martiri, con i divini profeti, con tutti gli angeli prega il Creatore di tutti di salvare quanti con fede glorificano te, piena di grazia.

Canone degli incorporei. Acròstico: Il sesto canto è fatto per gli intelligibili.

Dopo che Israele.

Lodando la bella venerazione delle schiere celesti, o Cristo, grido supplicandoti: illuminami con i loro raggi folgoranti, o solo misericordiosissimo.

Adornando le schiere degli angeli con il tuo Verbo e il tuo Santissimo Spirito, le hai predisposte per la tua lode, o principio onnipotente di tutto.

Theotokìon. Accogliendo il tuo Creatore, volontariamente incarnato senza seme dal tuo seno, o Purissima, ti rivelasti ineffabilmente sovrana delle creature.

Ode 3. Irmòs.

Fondando il pensiero della mia anima, stabiliscila sulla pietra della tua fede, Signore, poiché ho te come rifugio e saldezza, o buono.

Ho promesso a Cristo di pentirmi e non ho abbandonato affatto i mali. Che cosa farò io, avvolto da molta cecità? O Figlio di Dio, abbi misericordia di me.

Pensando alla magnanimità di Dio spreco la mia vita con oziosità e temo sempre che mi venga incontro all’improvviso la recisione della morte.

Martyrikà. Desiderando come banchetti le persecuzioni, le pene, le sventure, i martiri esultavano guardando con gli occhi intellettivi l’eterna delizia.

Rinforzando il vostro pensiero con tutta la sapienza come roccia forte della pietà, o martiri, non foste sconvolti dai turbamenti dei molti supplizi.

Theotokìon. O pura, ti sei rivelata nuovo paradiso, che ha nel mezzo l’albero della vita: Adamo, mangiandone, fu liberato dalla morte maligna, o purissima.

Canone degli incorporei. Non c’è santo come te.

La Natura, che plasmò dal nulla tutta la natura razionale, è inneggiata con voci trisagie in tre ipòstasi e glorificata con fede.

Facendo sgorgare il bene, o Sovrano di tutti e riversandolo copiosamente per partecipazione, rivelasti il bene agli angeli incorporei, o filantropo.

Theotokìon. Fu donata a noi la liberazione grazie a te, Genitrice di Dio, poiché il Sovrano della legge, da te incarnato, ci riscattò sopportando passione per noi.

Ode 4. Irmòs.

La tua virtù ha ricoperto i cieli, o Cristo e tutto si è riempito della tua lode, Signore.

Non condannare noi, che abbiamo mancato molto davanti a te, Sovrano, ma per la tua consueta compassione abbi pietà di noi.

O Salvatore, via della vita, rendimi degno di allontanarmi sempre dai sentieri mortiferi del peccato.

Martyrikà. Subendo il fuoco ardente dei supplizi, o martiri, con la rugiada del divino Spirito rimaneste incombusti.

Vi deliziate luminosamente della fonte della divina delizia, o martiri, avendola ereditata con l’effusione del sangue.

Theotokìon. Spreco la mia vita nell’ozio, o Purissima: accorro al tuo sostegno, abbi pietà di me e salvami.

Canone degli incorporei.

Cristo, mia forza.

I tuoi divini spiriti con natura incorruttibile circondano il tuo venerabile trono ereditando te come Fonte dell’immortalità, o filantropo.

Le assemblee dei santi angeli, santificate dal santo Spirito, restano immutabili contro il male, divinizzate dall’ascesa al bene primo.

Theotokìon. Per te, Madre di Dio incontaminata, la maledizione della progenitrice fu sciolta, poiché partoristi per noi la fonte inesauribile della benedizione, o pura.

Ode 5. Irmòs.

Tu che invii la luce nel mondo, o Cristo, illumina il mio cuore: dalla notte grido a te e tu salvami.

O Cristo, germogliato dalla radice di Iesse, prosciuga i germogli delle mie passioni, radicando in me il tuo timore.

Otteniamo il gemito del pubblicano e allontaniamoci dai mali per scampare dal gemito eterno.

Martyrikà. Colpiti dalla tua divina brama, o Signore, i tuoi martiri esultavano colpiti dai supplizi.

Gridaste dai confini patendo nella carne, o martiri e Cristo esaudì la vostra voce.

Theotokìon. Lodiamo la porta celeste da cui passano tutti i peccatori verso l’atrio del perdono.

Canone degli incorporei. Col tuo divino fulgore.

Vedendoti seduto sul trono dei cherubini, o Creatore di tutto e Signore, il profeta apprese dai tratti la tua sovranità e dominazione.

Vedendoti simile agli uomini, o Sovrano, circondato da miriadi e migliaia di angeli, Daniele intese misticamente il potere della tua gloria.

Theotokìon. Tuo Figlio si mostrò adorno di bellezza più dei figli dei terrestri, o lodatissima Sovrana, poiché è il Verbo del Dio di tutto, anche se prese da te la natura umana.

Ode 6. Irmòs.

Inghiottito dal mostro del peccato a te grido, o Cristo: Come il profeta liberami dalla corruzione.

Tu, che hai dato occhi ai ciechi, apri gli occhi della mia anima per vedere la tua luce e liberarmi dalla tenebra delle passioni.

Riempi la mia anima con le acque vivificanti della metania, o Compassionevole, donandomi fiumi di lacrime.

Martyrikà. Le valli dei martiri fioriscono gigli di guarigioni e profumano di pietà i cuori di tutti.

Slegandovi dal corpo corruttibile con i supplizi, o santi, avete legato il cuore all’amore del Signore.

Theotokìon. O santa Madre di Dio, con la tua misericordia purifica il mio cuore macchiato dalle azioni impure.

Canone degli incorporei.

Vedendo il mare della vita.

Giacomo con intelletto purificato vedeva chiaramente i tuoi angeli scendere la scala, o Sovrano, preconoscendo la tua venuta nella carne.

Si rallegrava il tuo servo Israele, o Sovrano, intravedendo la divina e luminosa schiera degli angeli che esultano e circondano in ordine la tua ineffabile gloria.

Theotokìon. Realmente più alto dei monti celesti delle potenze angeliche si mostrò il tuo grembo, monte luminoso che contenne il raggio della Divinità, o Sovrana Vergine.

Ode 7. Irmòs.

Tu che hai ascoltato l’inno dei tuoi tre santi fanciulli e refrigerato la fornace, benedetto sei tu, Signore.

Il mio intelletto è stato oscurato da troppa malvagità e non ho visto la luce della metania; salvami, o Cristo mio Salvatore.

Cercando la tua misericordia, o Compassionevole, a te mi prostro, chiedendo lo scioglimento dei miei mali; non trascurarmi, o Sovrano.

Solo io mi sono privato dalle cose che raddrizzano, solo io ho commesso ogni azione empia; solo tu, Cristo abbi misericordia di me.

Martyrikà. Tu, che hai rivestito di gloria ineffabile i tuoi santi, che nel mondo hanno sofferto, per le loro preghiere salvami, o Cristo mio.

Respingeste le regole della legge ingiusta come difensori della giusta legge, patendo con fede secondo la legge.

Theotokìon. Hai generato il Sovrano rivestito da servo, o Vergine; supplicalo, o Pura, di liberarmi dalla servitù delle passioni.

Canone degli incorporei.

Tutta rugiadosa.

Avvicinandovi alla gloria ineffabile di Cristo, o santissimi angeli dell’Onnipotente, splendete di bellezza, sempre gridando con affetto: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Girando spiritualmente intorno a te, Sovrano, gli angeli ricevono il tuo fulgore sovraintellettuale lodandolo eternamente e cantando sempre: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Il Signore è con te, benedetta: così disse l’arcangelo incorporeo. Poiché volendo rinnovare la natura corrotta ha preso dimora nel tuo grembo, o Pura: Benedetta sei tu, che hai partorito Dio nella carne.

Ode 8. Irmòs.

I tuoi santi fanciulli nella fornace imitarono i cherubini gridando l’inno trisagio: Benedite, inneggiate ed esaltate il Signore.

Ho desiderato i vizi del ricco spietato e ho trascurato il mio povero intelletto ferito davanti alle porte della metania; non inviarmi, o Cristo, nel fuoco inestinguibile.

Non togliermi impreparato dalla vita nell’inverno e nel sabato dell’inoperosità delle virtù, o Misericordioso, tu che hai fermato l’inverno del peccato, ma donami il divino ritorno.

Martyrikà. Calpestando l’inganno con la fede ortodossa, i martiri sopportarono le onde dei supplizi benedicendo, lodando e sovresaltando il Signore.

I santi sopportarono la fiamma accesa dei supplizi con la rugiada della pazienza e bruciarono la materia dell’empietà, i nobili martiri vittoriosi, accesi dallo zelo dell’amore divino.

Theotokìon. O Genitrice di Dio più venerabile degli angeli, tu hai generato il Santo Dio, santificandoti oltre tutti, o Vergine, perciò santifica anche la mia anima.

Canone degli incorporei. Dalla fiamma.

Come un tempo circondasti di eserciti angelici il tuo servo Eliseo, o Cristo, così circonda ora la tua Chiesa che ti sovresalta per tutti i secoli.

O divini archistratèghi che state presso il tremendo trono, pregate affinché siano liberati dalle colpe quanti con affetto glorificano Cristo nei secoli.

Theotokìon. Gridiamo a te, Madre e Vergine con il divino Gabriele: Salve, beata di Dio, poiché partoristi nella carne per noi il Dio Verbo che sovresaltiamo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Tu che hai accolto il Salve dell’angelo e hai partorito, o Vergine, il tuo Creatore, salva quanti ti magnificano.

Per la sua castità, Giuseppe è stato famoso come fornitore di grano mentre io, per la mia dissolutezza, sono stretto dalla fame di azioni virtuose.

Come Pietro pentito verso lacrime, o Cristo, come il pubblicano gemo, come il figlio dissoluto dalle profondità grido: Ho peccato, perdonami.

Martyrikà. Abbattuta con l’alleanza di Dio la malizia dello spirito del male, o sapienti, dall’alto avete ricevuto le corone della vittoria.

La santa memoria dei sacri martiri santifica nel santo Spirito coloro che con retta fede la santificano.

Theotokìon. Illumina me, ottenebrato dal peccato, tu che hai generato la luce dell’impassibilità, affinchè io canti te, o pura sempre Vergine.

Canone degli incorporei.

Impossibile agli uomini.

Come per il tuo profeta Davide hai arrestato il tuo angelo che colpiva il tuo popolo di spada così, o pietoso, aggiudica a tutte le Chiese la pace, o Cristo, alleggerendo, nella tua grande misericordia, il peso della prova che le incalza.

Vedendo l’oppressione del tuo popolo, o Cristo, come medico delle anime e dei corpi curalo, per le suppliche dei tuoi liturghi, o Sovrano, che ora attorniano te, Re del mondo, glorificandoti come Dio con voci incessanti.

Theotokìon. Principati, arcangeli, dominazioni e serafini; potenze, potestà e angeli; troni, con i cherubini dai molti occhi, onorando ora il tuo Figlio glorioso, sempre piamente glorificano te, Vergine Madre.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Le ferite che il mio cuore ha ricevuto da tanti peccati, curale tu, Salvatore, medico delle anime e dei corpi, che sempre doni il perdono delle colpe a chi lo chiede: concedimi lacrime di conversione, donandomi, Signore, la remissione dei miei debiti e abbi pietà di me.

Trovandomi spoglio di virtù, il nemico mi ha ferito con la freccia del peccato: ma tu, come medico delle anime e dei corpi, cura le ferite della mia anima, o Dio e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Signore, nella memoria dei tuoi santi, tutto il creato festeggia: esultano i cieli con gli angeli e la terra si allieta con gli uomini. Per le loro suppliche, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Hai accolto la parola dell’arcangelo e sei divenuta trono di cherubini: hai portato tra le braccia, o Madre di Dio, la speranza delle nostre anime.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Tralascia le cose compiute da me con conoscenza e senza conoscenza, o Gesù filantropo e mettimi nella parte dei salvati.

O Cristo, tu che hai illuminato le schiere degli angeli, per le loro preghiere illumina l’occhio del mio cuore.

Martyrikòn. Avendo sopportato ogni tentazione dei supplizi, o atleti, guarite sempre i dolori e le ferite degli uomini.

Gloria.

Ci prostriamo alla Santa Trinità inneggiata dagli eserciti degli angeli, gridando: salva le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Scampami dal fuoco eterno e dalle pene preparate per me, o Genitrice di Dio, affinché io ti dica beata.

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Plagale I – Lunedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Lunedi Mattina al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata catanittici. Tono pl. 1.

Quando si assiderà il Giudice, gli angeli assisteranno, la tromba suonerà e la fiamma arderà che farai tu, anima mia, condotta al giudizio? Perché allora le tue cattive azioni saranno li davanti, le tue colpe nascoste saranno sotto accusa: perciò grida al Giudice prima della fine: Siimi propizio, o Dio e salvami.

O anima, le cose di quaggiù sono passeggere, quelle dell’aldilà, eterne; vedo il tribunale e il Giudice in trono e pavento la sentenza: convertiti dunque prontamente, perché il giudizio non perdona.

Gloria. E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Avvocata fervida e irresistibile, salda speranza che non resterà delusa, muro, protezione e porto di quanti corrono a rifugiarsi in te, o sempre Vergine pura, implora con gli angeli tuo Figlio e Dio di dare al mondo la pace, la salvezza e la grande misericordia.

Dopo la seconda sticologia, altri.

Vegliamo tutti e andiamo incontro a Cristo con olio abbondante e lampade risplendenti, per ottenere di entrare nel talamo; chi resta fuori della porta invano grida a Dio: Pietà di me.

Giacendo sul letto di molti peccati, sono privato della speranza della mia salvezza, perché il sonno della mia noncuranza procura il castigo all’anima mia; ma tu, o Dio, partorito dalla Vergine, destami per il canto dei tuoi inni, affinchè ti glorifichi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Più santa dei cherubini, più alta dei cieli, o celebratissima, noi peccatori, confessandoti in verità Madre di Dio, abbiamo una difesa e troviamo salvezza nelle prove: non cessare dunque di intercedere per noi, sostegno e rifugio delle nostre anime.

Dopo la terza sticologia, altri. Cantiamo, fedeli.

Pavento il temibilissimo tribunale e fremo per la giusta sentenza del Giudice, perché la coscienza sempre mi accusa e, vivendo nella negligenza, sono smarrito e impaurito; con la vostra santa intercessione, liberatemi dal fuoco, o arcangeli che custodite i fedeli.

Martyrikòn. Risplende oggi la memoria dei vittoriosi; anche dal cielo riceve splendore: il coro degli angeli celebra una festa solenne, la stirpe degli uomini fa festa con loro e i martiri intercedono presso il Signore perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Gabriele ha prodigiosamente recato a te sulla terra il saluto celeste: vedendo infatti il Creatore degli angeli in te incarnarsi, egli intona per te il canto della gioia, o venerabile, insegnando così ai mortali che tu sola sei apparsa come causa di gioia per tutti gli uomini.

Canone catanittico. Acròstico: Abbi compassione di colui che molto ha peccato contro di te. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.

Cantiamo un inno di vittoria al Signore, che fece prodigi spettacolari nel Mar Rosso, poiché si è glorificato.

O Cristo, converti me, insidiato dai molti inganni dello straniero e abbi pietà di me, o compassionevole.

O Cristo, che apristi le orecchie del sordo, ti supplico, apri anche le orecchie della mia anima assordata, affinché io oda le tue parole.

Martyrikà. O martiri, rivelandovi stelle dai nuovi fulgori del Sole di giustizia, disperdete le tenebra dai nostri cuori.

I martiri, rivelandosi frecce accese dai carboni divini del santo Spirito, spezzano tutte le frecce del serpente.

Theotokìon. Ti supplico, o porta della divina gloria, aprimi le porte della penitenza e fa’ risalire dalle porte dell’ade la mia anima umiliata.

Canone degli incorporei. Acròstico: Quinto cantico degli angeli.

Ode 1. Cavallo e cavaliere.

O intimi conoscenti del divino principio luminoso, i primi illuminati dai suoi raggi, pregate il Sovrano di illuminare la mia anima.

Avendo confidenza per stare presso il trono elevato, liberate da pericoli tutti noi, che piamente vi inneggiamo, o archistratèghi, condottieri della schiera celeste.

Theotokìon. Fu sciolta la maledizione, cessò la tristezza, poiché la benedetta piena di grazia fece sorgere gioia per i fedeli e benedizione a tutti i confini della terra facendo fiorire Cristo.

Ode 3. Irmòs.

Dio regna le genti; Dio siede sul suo santo trono; portiamo canti intelligibili a lui, Re e Dio.

Tu che non vuoi che nessuno si perda, Dio buono, abbi pietà di me perduto e salvami con la condiscendenza della tua misericordia, o compassionevolissimo.

Consapevolmente e inconsapevolmente ho mancato davanti a te, Cristo Dio, perciò mi prostro a te, che tutto sai: accoglimi come accogliesti il dissoluto.

Martyrikà. Per uccidere il peccato vivente e mostrare morto il nemico, o martiri, affrontaste la morte del corpo, o beati.

Arrossati dai supplizi e adornati con le tuniche cosparse di sangue, o martiri, ora state incoronati presso il Re di tutti.

Theotokìon. Vergine Madre che desti un corpo a Dio, accogli le voci di quanti gridano senza sosta a te e liberaci da ogni sorta di tribolazione.

Canone degli incorporei.

Tu, che col tuo precetto.

Tu che con il verbo sapientemente hai stabilito i cori delle potenze superne, manifestando la tua bontà e incommensurabile potenza, rafforza la tua Chiesa con la loro protezione, o unico buono e filantropo.

O Cristo, che abbellisti con luce ineffabile i tuoi angeli e per mezzo loro rafforzi la tua Chiesa, ti supplico, compassionevolissimo Sovrano, illumina la mia misera anima e non ricordare i miei innumerevoli peccati.

Theotokìon. Tu, purissima Vergine lodatissima, senza nozze fosti Madre del Dio che illumina le schiere incorporee perché inneggino senza sosta una tearchia in tre santità e dominazioni.

Ode 4. Irmòs.

Le opere della tua economia, Signore, sbigottirono il profeta Avvacùm, poiché uscisti per la salvezza dal tuo popolo, venendo a salvare i tuoi cristi.

Salvami dalle terribili e cattive opere commesse in vita, o Cristo Dio, donandomi la vera penitenza.

Ho disprezzato ogni precetto giusto, respingendo il tuo timore, o Cristo e temo il tuo giudizio incorruttibile; non condannarmi, o compassionevole.

Martyrikà. I tuoi martiri, o Verbo, stesi con funi da tutte le parti, affaticati da tremende percosse e straziati con uncini di ferro, per fede realmente esultavano.

Il maligno non riuscì affatto a sconvolgere la vostra saldezza divina, o atleti, perciò divinamente vi rivelaste sostegno per molti sconvolti, o valorosi.

Theotokìon. Dal tuo sangue, o lodatissima, si incarnò il Signore, donando, per la tua buona intercessione, come compassionevole e filantropo penitenza a quanti ti onorano.

Canone degli incorporei.

La tua divina condiscendenza.

Stabilendo i fulgori degli angeli con raggi teurgici, benevolmente li illumini come potente nella forza per compiere la tua parola, o filantropo.

Rigettiamo i pensieri terreni della carne, o fedeli, imitando la condotta delle schiere incorporee ed eleviamo in volo il nostro intelletto con lo spirito.

Theotokìon. Siimi difesa, rifugio e riparo, allontanando la tempesta delle passioni, o purissima, che hai superato le schiere degli angeli in bellezza.

Ode 5. Irmòs.

O Cristo Dio, luce vera, verso di te veglia dalla notte il mio spirito: mostrami il tuo volto.

Svegliati, anima mia, svegliati dal sono pesante del terribile peccato e illuminati con la luce della penitenza.

Rinnoviamo l’anima con lo zelo e irrighiamoci con piogge di umiltà per germogliare spighe di penitenza.

Martyrikà. Affilando con i carboni dell’amore spade lavorate in cielo, tagliaste le falangi dei nemici, o atleti.

Non sottomettendovi al nemico, lo rendeste schiavo, o vittoriosi e vi rivelaste veri amici di Cristo.

Theotokìon. Vergine benedetta tra le donne, dona le tue misericordie al tuo popolo, poiché ti rivelasti Madre del misericordioso.

Canone degli incorporei. Tu che ti avvolgi.

Girando i confini della terra, portate la benevolenza del Sovrano ai fedeli e li custodite, o gloriosissimi arcangeli.

Sottomettendosi al tuo verbo, o Verbo di Dio Padre, i gloriosi gioielli della gerarchia celeste sono illuminati con la luce del tuo splendore.

Theotokìon. Volgi ogni mio desiderio a te, purissima, che portasti la dolcezza del desiderio ineffabile a quanti ti riconoscono Madre di Dio.

Ode 6. Irmòs.

Salvasti il profeta dal ventre del pesce; strappa anche me dall’abisso dei peccati, o Signore e salvami.

Non c’è nella vita peccato che io misero non abbia commesso; o unico senza peccato, salvami.

Diamoci slancio con le vele dello zelo e della penitenza salvifica, affinché progredendo, tutti ci salviamo.

Martyrikà. E’ illuminato il creato dalle lotte di evangelisti, apostoli e martiri, con cui illumini anche noi, o filantropo.

Onoriamo tutti i martiri come scrigni che contennero lo splendore della divina e insigne fonte di luce.

Theotokìon. O Vergine, rifugio dei fedeli, prega il Signore di liberare i tuoi servi da ogni peccato.

Canone degli incorporei.

Placa, Cristo Sovrano.

Adorni di santità, o folle elette degli angeli, vi illuminate di fulgori luminosi, imitando le manifestazioni teurgiche.

Abbelliti con l’immagine divina dai raggi trisolari, o angeli e arcangeli, illuminate la mia misera anima con le vostre preghiere.

Theotokìon. Generasti, o purissima, il Creatore di tutto e Dio, che gli angeli contemplano esultando con timore piamente in sua presenza.

Ode 7. Irmòs.

Benedetto sei tu Dio, che scruti gli abissi e siedi sul trono della gloria, o celebratissimo e gloriosissimo.

Benedetto sei tu Dio, che accogli con compassione tutti i penitenti, o celebratissimo e gloriosissimo.

O compassionevole Salvatore, che conosci la mia infermità, guarisci le mie molte passioni, o celebratissimo e gloriosissimo.

Martyrikà. Rafforzato dal divino potere, il coro degli atleti vinse gli nemici acclamando: o celebratissimo e gloriosissimo.

O Verbo, che rafforzasti i sapienti atleti per sopportare molti supplizi, abbi pietà di tutti per le loro preghiere.

Theotokìon. Benedetto sei tu Dio, che dimorasti nel seno della Vergine e salvasti l’uomo, o celebratissimo e gloriosissimo.

Canone degli incorporei. Dio dei nostri padri.

Manifestando la sua potenza illimitata, Cristo creò voi, arcangeli, insegnandovi a cantare: O Dio, tu sei benedetto.

Tu, che adornasti di bontà la folla innumerevole delle schiere incorporee, rendi degne le folle dei credenti a cantarti: O Dio, tu sei benedetto.

Theotokìon. Rafforza ora me, sconvolto dalle passioni, o Vergine, che hai fatto scaturire impassibilità per tutti i fedeli che piamente cantano: O Dio, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Il Creatore del mondo, davanti al quale fremono gli angeli, lodate, popoli e sovresaltate per tutti i secoli.

Vivifica me, reso morto dalle trasgressioni, o Signore, affinché ti glorifichi per tutti i secoli.

Illuminandomi con la penitenza, liberami dalla tenebra dei peccati, o Signore, affinché ti glorifichi per tutti i secoli.

Martyrikà. I martiri vittoriosi calpestarono la fiamma dell’inganno, ricevendo prodigiosamente rugiada dal cielo.

O santi, moltiplicaste realmente come la terra fertile la spiga per Cristo, che ricompensa le lotte.

Theotokìon. Da te sorse Dio e illuminò gli ottenebrati con la divina conoscenza, o lodatissima Vergine.

Canone degli incorporei.

A te, Onnipotente.

L’aspirazione del cuore mi spinge ora a inneggiare le schiere degli angeli e cantare con loro: Inneggiate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

O iniziati alla semplice luce trisolare, pregate per la salvezza di quanti con fede cantano: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. O Madre Vergine pura, porta della luce, illumina con la tua luce quanti accorrono piamente a te, poiché tu sei loro speranza e rifugio, unica santissima, sempre benedetta.

Ode 9. Irmòs.

Noi dell’umana progenie magnifichiamo con inni te, beata tra le donne e da Dio benedetta.

Siimi propizio, Signore: stoltamente, senza misura, ho peccato e fammi degno, o Verbo, del tuo regno.

Come salvasti un tempo i niniviti pentiti, o solo Salvatore, salva, per misericordia, anche noi tuoi cantori.

Martyrikà. Per aver consegnato la carne a tutti i colpi, salvaste da ogni colpo l’anima, o vittoriosi del Signore, partecipi della divina gloria.

Siete divenuti, o vittoriosi, astri del Signore dell’universo, visibili di giorno sulla terra per illuminare le anime di tutti.

Theotokìon. Tu reggi, come trono di fuoco, colui che col suo cenno tutto regge e allatti, o Vergine, colui che nutre l’universo.

Canone degli incorporei. Isaia, danza.

Voi che siete capi delle angeliche schiere, o splendidissimo Michele e tu, o divino Gabriele, che sei stato veracissimo araldo della divina incarnazione, custodite, o gloriosi, tutti i vostri cantori.

O tu che riversi in ricchi doni il tuo tesoro, tu che hai creato le angeliche schiere, quando con esse verrai, Giudice di tutti e Dio, risparmiami, Sovrano, perché nella tua misericordia mi rifugio.

Theotokìon. Arcangeli, potestà, troni, cherubini, potenze e serafini, angeli risplendenti, principati e dominazioni, con tremore, o pura venerabile, danno culto spirituale a tuo Figlio, o beatissima Madre di Dio.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Guai a me! Perché sono divenuto simile al fico sterile e temo la maledizione e la recisione? Ma tu, celeste agricoltore, Cristo Dio, rendi fertile la terra incolta della mia anima, accoglimi come il figlio dissoluto e abbi pietà di me.

Non guardare alla moltitudine delle mie colpe, o Signore, partorito dalla Vergine e cancella tutte le mie iniquità, donandomi, ti prego, un pensiero di conversione, tu che solo sei filantropo e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Benedetto l’esercito del Re dei cieli: perché se anche i vittoriosi erano terrestri, cercavano tuttavia di raggiungere la dignità angelica, trascurando il corpo e rendendosi degni con la passione dell’onore degli incorporei. Per le loro preghiere, Signore, manda su di noi la tua grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Fa’ cessare l’affanno della mia anima tutta gemente, tu che cancellasti ogni lacrima dal volto della terra: poiché tu scacci il dolore dai mortali e liberi dall’abbattimento i peccatori; tutti abbiamo te come speranza e sostegno, Vergine Madre santissima.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Il ladro, credendo sulla croce che sei Dio, o Cristo, ti confessò con tutto il cuore gridando: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Inseguendomi sul cammino della vita, i ladri che uccidono l’anima mi ferirono; e ora, accorrendo alla tua bontà, o Cristo, ti supplico, guariscimi e salvami.

Le schiere celesti ti inneggiamo, o Dio dell’universo; per le loro sacre intercessioni, o Sovrano, ti supplico, ignora i miei molti mali e salvami.

Martirikòn. Annoverati tra le schiere degli angeli, o atleti di Cristo e riempiti dalla luce senza tramonto, accorciate le passioni odiose del mio cuore.

Gloria.

O Trinità inneggiata con gloria dalle voci degli angeli, ti supplico: con la tua misericordia risana del tutto la mia anima ferita dai demòni.

E ora. Theotokìon.

O pura, che per mezzo dell’angelo accogliesti in grembo la gioia, colma di gioia la mia anima amareggiata da opere malvagie guidandomi alla luce.

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Plagale I – Martedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata catanittici. Tono pl. 1.

Quando si assiderà il Giudice, gli angeli assisteranno, la tromba suonerà e la fiamma arderà, che farai tu, anima mia, condotta al giudizio? Perché allora le tue cattive azioni saranno lì davanti, le tue colpe nascoste saranno poste sotto accusa: grida dunque al Giudice, prima della fine: Siimi propizio, o Dio e salvami.

O anima, le cose di quaggiù sono passeggere, quelle dell’aldilà eterne; vedo il tribunale e il Giudice in trono e pavento la sentenza: convertiti dunque prontamente, perché il giudizio non perdona.

Gloria. E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Radice che hai prodotto il fiore divino, arca e candeliere, urna tutta d’oro, mensa santa che porti Cristo, pane di vita, con il santo precursore scongiuralo come tuo Figlio e Dio, di aver compassione di quanti ti confessano Madre di Dio e li salvi.

Dopo la seconda sticologia, Kathìsmata catanittici.

Gemi, anima mia, sulla tua noncuranza: prima della morte, cerca infine di convertirti; allontanati dalle agitazioni della vita, aderisci al Dio buono ed egli ti salverà, perché, lui solo è amico degli uomini.

Cantiamo, fedeli.

Ascoltiamo tutti, noi che abbiamo peccato, la voce del Signore, pastore supremo, perché per noi apparve sulla terra nella carne, per chiamare a penitenza i peccatori come me: Coraggio, non vi turbate, perché poca è la fatica, ma dolce la ricompensa.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Di te ci è noto, o pura sempre Vergine, lo straordinario prodigio del concepimento e il modo ineffabile del parto. Sbalordisce il mio intelletto e rende attonito il mio pensiero, o Madre di Dio, la tua gloria, che a salvezza delle nostre anime su tutti si dispiega.

Dopo la terza sticologia, Kathìsmata catanittici.

Cantiamo, fedeli.

Elisabetta fu liberata dalla sterilità e la Vergine restò vergine quando alla voce di Gabriele concepì in seno, ma il precursore Giovanni esultò in grembo, riconoscendo in anticipo nel seno verginale il Dio e Sovrano, che per la nostra salvezza si incarnava.

Martyrikòn. Furono grandemente stupite le schiere dei cieli per le belle imprese dei santi martiri, poiché con un corpo mortale invisibilmente vinsero il nemico incorporeo, felicemente lottando per la potenza della croce; e intercedono presso il Signore, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Santissima Madre di Dio, baluardo dei cristiani, affréttati a liberare il tuo popolo, che con confidente fervore a te grida: Respingi i nostri pensieri turpi e vanagloriosi, affinchè a te acclamiamo: Salve, o sempre Vergine.

Canone catanittico. Acròstico senza i theotokìa: O Cristo, dammi perdono delle colpe. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.

La terra su cui non splendeva il sole, l’abisso che mai vide nudo la volta celeste Israele attraversò, Signore e tu lo guidasti al monte della tua santificazione cantando e salmeggiando un canto di vittoria.

Donami, o Salvatore, espiazione dei miei atti e perdonami prima me ne vada; purificami dalla mia grande corruzione, o Signore, che purificasti i lebbrosi e rendi anche me degno di stare davanti a te, che stai per venire a giudicare vivi e morti.

Disperdi, Salvatore, la tenebra che ha oscurato gli occhi della mia anima, impedendomi di vedere i raggi che tu, Sole senza tramonto, irradiasti su di noi; e donami di contemplare la luce delle tue grazie, o Signore compassionevole.

Martyrikà. Divenuti insonni custodi dei precetti di Cristo, addormentate tutta la malvagità del nemico, o beati atleti, perciò vi supplico di svegliare me, appesantito dal sonno dei peccati, per la divina veglia della penitenza.

Incatenando il nemico lottatore con la vostra carne, o martiri, lo abbatteste con l’arma della croce e lo annegaste in flutti di sangue; e otteneste corone di vittoria da Dio, cantando e salmeggiando un inno di vittoria.

Theotokìon. Sovrana Vergine, liberami dalla cattiva abitudine, rafforza sulla pietra dei precetti me, abbattuto dall’astuzia dell’antico ingannatore, o Sovrana e rendimi gradito a Cristo, cantando salmeggiando a lui un inno di vittoria.

Canone del Precursore. Acròstico: Battista, accetta la supplica. Giuseppe.

Cavallo e cavaliere.

Trascorresti una vita senza macchia e un’esistenza incorporea in un corpo materiale, o profeta, perciò ti supplichiamo di render tuoi seguaci noi, che piamente ti diciamo beato.

Tu che immergesti nelle onde del fiume Cristo, l’abisso della compassione, pregalo, o Precursore, ti supplico, di prosciugare l’abisso del mio male e illuminare la mia mente.

O Precursore del Salvatore, ti prego, rendi propizio il Filantropo affinché mi dia occasioni di pentimento perché, reso umile, venga lavato dal fango del peccato.

Theotokìon. Lodatissima Sovrana, partoristi ineffabilmente senza dolore l’Unigenito, generato senza corruzione dal Padre prima dei secoli; supplicalo di salvare da tutti i pericoli quanti a te accorrono.

Ode 3. Irmòs.

Signore, rafforza il mio cuore sconvolto dalle onde della vita, guidandolo come Dio al porto sereno.

O Dio, ti prometto di pentirmi, ma peccando di nuovo che cosa farò? Come mi presenterò quando giudicherai il mondo?

Poiché consapevolmente e inconsapevolmente ho mancato davanti a te, che tutto sai, a te mi prostro: accoglimi come accogliesti il dissoluto.

Martyrikà. Con pensiero morto gli iniqui perseguitavano gli amanti della vita, i martiri vittoriosi, che confessavano Cristo.

Le schiere dei martiri sono state annoverate tra le schiere degli angeli intelligibili, diventando simili a loro con la grazia del divino Spirito.

Theotokìon. Vergine, porta della Luce, aprimi ora le porte della penitenza e chiudi gli ingressi delle passioni nella mia umile anima.

Canone del Precursore.

Tu che col tuo precetto.

Tu, che sempre fai scaturire guarigioni per quanti con fede si avvicinano alla tua casa, o meraviglioso profeta, ti prego, sana le passioni del mio cuore malamente cresciute con me per negligenza, o beatissimo.

Sempre gemo e mi lamento pensando al tuo incorruttibile giudizio, o giustissimo Giudice; difendimi dalla condanna per le preghiere del tuo Battista.

Divenisti mediatore tra antica e nuova alleanza per le tue divine intercessioni, glorioso precursore: a te grido: Rinnova con la penitenza anche me, invecchiato in molti peccati, affinché con lodi ti celebri.

Theotokìon. Santa Vergine Madre, unica lodatissima, ti supplichiamo: purificaci dalle macchie delle colpe, illumina il nostro pensiero, santifica il nostro cuore e liberaci tutti dalla condanna eterna.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito la tua voce, Signore e ho avuto timore; ho inteso la tua economia e ti ho glorificato, o unico amico degli uomini.

Trascurando i tuoi luminosi precetti, o Signore, ho commesso opere di tenebra e temo il tuo grande giudizio in quel luogo.

Diamo slancio alla nave dell’anima con le vele del timore di Dio e accostiamoci al porto della penitenza, fuggendo le onde della malizia.

Martyrikà. Vi rivelaste, o martiri, monti divini stillanti dolcezza e paradiso piantato da Dio, con il Signore come albero di vita.

Con le frecce della pazienza e del dolore, o santi, trafiggeste i demòni avversi, ottenendo corone di gloria.

Theotokìon. La purissima Sovrana, protettrice di quanti peccano, correzione dei caduti, è glorificata come Genitrice di Dio.

Canone del Precursore. La divina umiltà.

Dimorasti, o Precursore, nel regno superno come vero soldato di Cristo Re; supplicalo senza sosta di avere pietà di quanti ti onorano.

Dio ti santificò dal grembo di tua madre, prevedendo la bontà del tuo cuore, o insigne; ti preghiamo, supplicalo di santificarci tutti.

Annunziasti ai morti l’avvento di colui che morì per noi. Supplicalo, o Precursore, di far risorgere anche me, reso morto dai peccati e di salvarmi.

Prego te, beato, incatenato e incarcerato per Cristo: sciogli i legami del mio male e rafforzami per osservare i santi precetti.

Theotokìon. Unica lodatissima, che per grande bontà generasti ineffabilmente Dio compassionevole, abbi misericordia di me e liberami dalla condanna eterna.

Ode 5. Irmòs.

Accogli e abbi pietà della mia povera anima che sta lottando con la notte della tenebra, o celeste Sole e fa’ risplendere in me i raggi luminosi del giorno che separino la notte dalla luce.

Non c’è salvezza per me dalle mie opere, poiché molto ho peccato sulla terra io, misero e tremo pensando al tuo tremendo giudizio, quando giudicherai i trasgressori dei tuoi precetti, o Dio.

Come sono diventato folle, come mi sono ottenebrato con opere malvagie, come non ho inteso il tuo timore, o Cristo? Ho contemplato la terra, facendomi simile alle bestie mute; convertimi, o Dio dell’universo.

Martyrikà. La folla dei martiri ha disperso le nubi dei supplizi amari, ha fatto splendere il giorno della vera conoscenza, ha dileguato la tenebra dell’empietà e raggiunto la luce senza tramonto.

Ti supplico, Cristo: santifica la mia mente per le preghiere dei tuoi santi martiri e rendila piena di luce e partecipe della gloria eterna, affinché glorificandoti, ti lodi, o Salvatore.

Theotokìon. Madre Vergine, rifugio e riparo dei fedeli, generasti ineffabilmente Dio, che per la tua buona intercessione concede penitenza a tutti noi, che in molti modi manchiamo dinanzi a lui.

Canone del Precursore. Tu che ti avvolgi.

Un grembo sterile ti generò, o precursore e tu, con le tue feconde parole rendi fertili i cuori privi di bontà, perciò ti diciamo beato.

Fioristi nel deserto come giglio profumato, o indimenticabile, perciò grido a te, Precursore: allontana dalla mia anima tutta la corruzione del male.

Stavi in mezzo tra la legge e la grazia, o sapiente, perciò grido, o Precursore: pietà di me, che sono vinto dalla legge del peccato e mi trovo in pericolo per la mia miseria.

Theotokìon. O purissima, porta inviolata della gloria, aprimi le porte della penitenza, che mi mostrino le divine entrate e il riposo di lassù.

Ode 6. Irmòs.

Come strappasti il profeta dal ventre del pesce marino, o Signore, strappa anche me dall’abisso delle empie passioni, ti supplico, affinché possa guardare verso il tuo tempio santo.

Ecco il tempo propizio al pentimento, ma io giaccio ancora giù, sempre avvinto da grande stoltezza; disperdi la tenebra del mio cuore e abbi pietà di me, o Verbo.

Pietà di me, che gemo come un tempo il pubblicano e fammi degno, o Cristo, di versare lacrime con ardore come la peccatrice, affinché lavi anch’io il fango dei miei molti peccati.

Martyrikà. Ho peccato molto, o megalomartiri di Cristo: difendetemi dalla grande fiamma della geenna che mi aspetta in quel luogo, affinché anch’io glorifichi magnificamente la vostra memoria, o gloriosissimi.

Lottando bene, i tuoi atleti, o Dio e Signore, furono incoronati dalla tua destra vivificante; per le loro sante preghiere, salva tutto il tuo popolo.

Theotokìon. Tu che sei piena di grazia divina, dimora della santificazione, insigne arca, lampada della divina luce, mensa del pane della vita, palazzo animato del Verbo, rendimi dimora dello Spirito.

Canone del Precursore.

Placa, Cristo Sovrano.

Splendendo con raggi ineffabili, o Precursore di Cristo, illumina con la tua efficace preghiera i cuori di quanti piamente t’inneggiano.

Precursore di Cristo, con la grazia, illumina e rialza me, avvolto dal sonno dell’ozio, affinché compia con tutto il cuore i divini precetti.

Libera da tutte le afflizioni ostili noi, che abbiamo te come divino difensore e intercessore presso il sovrano, o beato.

Theotokìon. La bufera del peccato mi turbina, o purissima Vergine; affrettati a liberarmi e portami al riparo della penitenza, o incontaminata.

Ode 7. Irmòs.

La preghiera dei fanciulli si rivelò in grado di spegnere il fuoco e annunziare il prodigio, rinfrescando la fornace, senza infiammare o bruciare quanti inneggiavano al Dio dei nostri padri.

Rimettimi le colpe, le iniquità e i peccati senza numero e, per la moltitudine delle tue compassioni, difendimi dalla condanna imminente, o Cristo Salvatore.

Come il dissoluto ho sprecato i beni che ho ricevuto e ora sono affamato, privo del divino nutrimento; o Salvatore, accogli e salva me, penitente.

Martirikòn. Uccideste l’avverso nemico mortificando le vostre membra con tanti supplizi, o martiri di Dio degni di lode, perciò noi fedeli piamente vi lodiamo.

Colpiste le falangi dei demòni e tutta la folla dei tiranni, o martiri, con le frecce della pazienza e del coraggio e vi trasferiste alla vera vita.

Theotokìon. Ti rivelasti porto di salvezza per tutti, o Pura, calmando la bufera delle passioni e guidando alla quiete della penitenza tutti gli umiliati a terra, o insigne.

Canone del Precursore.

L’inneggiatissimo.

Con parole ti preghiamo, o Precursore del Verbo: come alla tua nascita slegasti la voce paterna, slega anche le catene delle nostre colpe.

O sole luminosissimo, fa’ splendere su me il fulgore salvifico della penitenza e liberami dalla tenebra delle passioni, che turbano il mio cuore oscurato.

Ho ottenuto un’anima infruttuosa e un cuore sterile; o divino frutto della sterile, Battista di Cristo, prega senza sosta affinché anch’io porti frutti di penitenza.

Trinitario. In uguale misura con Padre glorifichiamo il Figlio e il santo Spirito, Trinità indivisibile, divinamente cantando: O Dio, tu sei benedetto.

Theotokìon. Partoristi, o purissima, piccolo bimbo Cristo che compì il rinnovamento di noi tutti, invecchiati dall’antica trasgressione del precetto.

Ode 8. Irmòs.

O schiera degli angeli, consesso degli uomini, il Re e Creatore di tutto, sacerdoti inneggiate, leviti, benedite, popolo, esaltate per tutti i secoli.

Ecco, le ferite della mia anima sono imputridite e marcite, o Cristo e cadendo, mi sono del tutto curvato. Guariscimi, o Salvatore, con il farmaco della penitenza.

Depredato dal maligno serpente con inganno, mi sono riempito di male e grido gemendo: o Verbo, non rigettare me, umiliato e condannato.

Martirikòn. Non vi allontanaste dalla buona via, o illustrissimi e abbatteste i nemici della croce che, pensando di intralciarvi, furono vinti da voi, o sapienti.

Lodatissimi martiri di Dio, né fuoco, né spada, né belve, né fame, né ruota frantumante, né altri supplizi vi separarono dal Dio filantropo.

Theotokìon. Madre di Dio, vanto degli angeli e salvatrice degli uomini, intercedi per me, affinché torni e ottenga scioglimento dalle colpe un tempo commesse, consapevolmente e inconsapevolmente.

Canone del Precursore. A te, Onnipotente.

Una moltitudine di popoli lavi nel gorgo del Giordano, predicando la penitenza, o grandissimo Precursore. Grido dunque a te: fai seccare i rivi delle mie passioni, mandandomi fonti di lacrime.

Pensando al giudizio dell’Onnipotente, trema tutta, o anima e grida: O Misericordioso, per il tuo Battista, sii compassionevole, salvami e scampami dai supplizi.

Labbra impure e lingua macchiata porto a te in preghiera, o santo Precursore; affréttati subito a soccorrere me, sempre sconvolto.

Trinitario. Padre e Figlio e Spirito, Trinità co-nsustanziale, fa’ piovere su noi la remissione dei peccati, affinché conseguendo sicura salvezza, ti glorifichiamo nei secoli.

Theotokìon. Vergine piena di grazia divina, con il tuo sublime parto ci alzasti dal baratro della caduta: perciò con voci di ringraziamento e con fede ti lodiamo nei secoli.

Ode 9. Irmòs.

Poiché il potente ha fatto in te cose grandi, rivelandoti Vergine pura dopo il parto, perché tu sei colei che senza seme ha partorito il suo Creatore, per questo, o Madre di Dio, noi ti magnifichiamo.

Perché magnifichi la tua pazienza, o potente, sii ancora paziente con me, a te grido; non mi recidere come il fico sterile, o Verbo, affinchè ti porti frutti di penitenza.

Come sei temibile, o solo forte e potente! E chi resisterà, o Cristo, alla tua tremenda minaccia, quando tu stesso ti assiderai per il giudizio? Custodiscimi, allora, salvo da condanna.

Martyrikà. Voi togliete i dolori del corpo con i vostri divini dolori, o atleti del Signore: sanate dunque le aspre passioni della mia anima, come medici espertissimi.

L’urna delle vostre reliquie fa rifulgere più dei raggi del sole le luci della divina grazia, rende luminosi i cuori rischiara le anime di quanti vi onorano con fede, o vittoriosi.

Theotokìon. Divenisti vera nube luminosa che precede il popolo nuovo alla terra della promessa e porta che introduce alla vita, o favorita dalla divina grazia; perciò, Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Canone del precursore. Danza, Isaia.

Ecco, il decoro della tua casa lo riconosciamo come il cielo sulla terra, precursore di Cristo: giungendovi, tu fai risplendere di divini fulgori quanti in esso ogni giorno ti proclamano ora beato.

Poiché sei sincero amico del Sovrano, o battista, ferisci il mio cuore perché io lo ami senza vacillare, con animo retto, o beatissimo e abbia in orrore le perniciose passioni che mi spingono alla perdizione.

Tu non sei una canna scossa dai venti contrari, o sapiente, ma sei nostro divino sostegno e inconcussa colonna della Chiesa: con le tue preghiere, custodiscila libera da agitazioni, facendo cessare ogni scandalo.

L’avvento del Creatore è alle porte: perché dunque non gemi su te stessa, anima miserabile che vivi nella negligenza? Ritorna alla sobrietà, grida al Signore: Risparmiami, Salvatore, nella tua filantropia, per le suppliche del precursore.

Theotokìon. Sei veramente apparsa come luminoso cocchio del sole rifulso dal tuo seno, o pura senza macchia dileguando la cupa tenebra dell’inganno: noi dunque, debitamente, con fede ti magnifichiamo.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Guai a me: perché sono divenuto simile al fico sterile e temo la maledizione e la recisione? Ma tu, celeste agricoltore, Cristo Dio, rendi fertile l’incolta terra della mia anima, accoglimi come il figlio dissoluto e abbi pietà di me.

Non guardare alla moltitudine delle mie colpe, Signore partorito dalla Vergine e cancella tutte le mie iniquità, donandomi, ti prego, un pensiero di conversione e abbi pietà di me, o unico filantropo.

Martyrikòn. I santi martiri sulla terra lottarono, esposti all’aria resistevano, al fuoco furono dati, l’acqua li accolse; per loro è la parola che dice: Siamo passati per il fuoco e l’acqua, poi ci hai tratti fuori al refrigerio. Per la loro intercessione, o Dio, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Speranza di chi non spera più, vita dei disperati, soccorso di quanti a te accorrono, santa Sovrana, Vergine Madre di Dio, manda su di noi il tuo aiuto.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Il ladro, credendo sulla croce alla tua Divinità, o Cristo, ti confessò con tutto il cuore gridando: Ricordati di me, o Dio, nel tuo regno.

Come facesti tornare la peccatrice che piangeva con tutto il cuore, o Cristo, Sovrano buono, libera anche me, disperato, da ogni condanna.

A una sola voce diciamo beato Giovanni, precursore di Cristo, colui che preparò le buone vie, affinché siamo salvati dalle colpe per le sue divine preghiere.

Martirikòn. O martiri, che con tutto il cuore beveste il calice di Cristo, liberateci, o santi, dai peccati torbidi e dalle nostre infermità con le piogge delle vostre divine preghiere.

Gloria.

Dio incircoscrivibile, Triade e Monade onnipotente, per le preghiere del tuo Precursore salvami, liberandomi dalla tenebra e dalla fiamma che mi sta davanti.

E ora. Theotokìon.

Sempre insozzato da opere cattive, supplico te, Vergine Sovrana, Madre casta del Sovrano: purificami da ogni macchia.

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Plagale I – Mercoledì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Mercoledì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata stavròsima.

Il luogo del cranio è divenuto un paradiso, perché appena l’albero della croce fu piantato, subito produsse a nostra letizia il grappolo della vita, te, Salvatore. Gloria a te.

L’albero della tua croce, o Salvatore nostro, divenne salvezza del mondo: poiché, volontariamente in esso inchiodato, liberasti i figli della terra dalla maledizione, o vita di tutti. Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.Cantiamo, fedeli.

La Madre tua, Cristo, vedendoti volontariamente pendere dalla croce in mezzo a due ladroni, percossa nelle sue viscere materne, diceva: Figlio senza peccato, come dunque, a guisa di un malfattore, sei confitto alla croce ingiustamente, tu che nella tua bontà somma vuoi dare la vita al genere umano?

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Cantiamo, fedeli.

Celebriamo e adoriamo, fedeli, il nostro Salvatore e Redentore volontariamente crocifisso, come egli sa, secondo il suo beneplacito; egli inchiodò alla croce i peccati dei mortali, riscattando dall’inganno il genere umano e rendendolo degno del regno.

O Salvatore, che per tuo deliberato consiglio subisti la croce e liberasti gli uomini dalla corruzione, noi fedeli ti cantiamo e adoriamo perché ci illuminasti con la potenza della croce e con timore ti glorifichiamo come datore di vita e Signore, o filantropo e compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per la croce di tuo Figlio, o favorita dalla divina grazia, venne annientata tutta la seduzione degli idoli e fu calpestata la forza dei demòni: perciò noi fedeli, com’è nostro dovere, sempre ti celebriamo e benediciamo e confessandoti realmente Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Cantiamo, fedeli.

Ecco compiute le predizioni dei profeti: è giunto a termine il tuo antico consiglio, poiché tu, Re di tutti, volontariamente ti sei impoverito nella carne e hai accettato per noi di salire sulla croce e subire la morte, perciò glorifichiamo, o Verbo, la tua condiscendenza sovraintellettuale.

Martyrikòn. Donandoci i prodigi dei tuoi santi martiri come inespugnabile baluardo, Cristo Dio, per le loro suppliche disperdi i consigli delle genti e rafforza la signoria del regno, come unico buono e filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Vedendo i tuoi occhi chiusi, Figlio per tutti amabilissimo, la mia luce si spegne; neppure il sole voglio più vedere: vorrei, o Verbo, che mi si strappassero gli occhi. Oscurati, luce del sole, perché colui che con un verbo ti diede la luce, ha chiuso gli occhi sulla croce.

Canone della stavròsimo. Acròstico: Innalza il mondo, o Cristo innalzato sul legno. Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Cavallo e cavaliere gettò nel mar Rosso con braccio teso il Cristo, che spezza le guerre e ha salvato Israele che cantava l’epinicio.

Colui che è percepito incircoscrivibile si incarnò e si mostrò al mondo nella carne, per suo volere fu appeso un tempo sul legno dalla folla iniquissima degli ebrei.

Quando i giudei insensati innalzarono sul legno della croce te, Cristo Verbo, vite feconda, tu allora hai fatto scaturire vino di gioia, purificando l’ebbrezza del male.

Martyrikà. La vostra pazienza, o martiri, non si sottomette alla legge delle lusinghe, poiché avete sopportato pene che superano la natura umana e ora dimorate esultando nel riposo senza fatica.

Nuotando sulle onde dei supplizi sotto la guida del Verbo, o inneggiatissimi atleti di Cristo, raggiungeste il porto celeste, ottenendo la vera quiete divina.

Stavrotheotokìon. Quando vedesti il Signore generato dal tuo seno ingiustamente innalzato sul legno, o Vergine, piangevi e celebravi la sua condiscendenza davvero incommensurabile.

Canone della Theotòkos. Acròstico: Un quinto canto alla Vergine viene prodotto ora.

Lo stesso irmòs.

Tu, porta della divina gloria, hai aperto la porta del paradiso: ti prego, aprimi la porta della penitenza e illumina la mia mente perché t’inneggi, o piena di grazia divina.

Terminasti la sciagura della morte, o purissima, generando colui che domina vita e morte; supplicalo dunque di far cessare le colpe che uccidono la mia anima e salvarmi.

Tu sola, bellezza di Giacobbe, fosti scelta tra le genti dal Verbo, che con il Padre è senza principio e si è incarnato dal tuo sangue, o Sovrana, salvandomi per le tue preghiere.

Purissima, accogliesti il Celeste, che come pioggia sul vello scese su di te, perciò ti prego, inaridisci le piogge delle mie passioni, o Madre Vergine.

Ode 3. Irmòs.

Tu che hai stabilito col tuo precetto sul nulla la terra, sollevandola in alto senza appoggio con tutto il suo peso, conferma la tua Chiesa, o Cristo, sulla stabile roccia dei tuoi comandamenti, o solo filantropo.

Fosti crocifisso e si riaprì la porta del paradiso e il ladro esultando entrò prima di tutti. Fosti ucciso, o mio Gesù e il nemico ingannatore fu ucciso, mentre Adamo morto risorgeva. Gloria alla tua grande compassione!

Crocifisso sul legno per la tua bontà, o Gesù, spegnesti la fiamma del peccato; legato, slegasti l’inganno; svestito, vestisti l’uomo con la veste della gloria. Gloria alla tua grande compassione!

Martyrikà. O Cristo, tu che riveli i martiri stelle sempre splendenti, che dileguano la tenebra dell’ateismo, per le loro preghiere, scaccia la notte delle mie passioni e illumina la mia mente oscurata.

I gloriosi martiri agirono con coraggio secondo la legge, furono incoronati secondo la legge e con sapienza si allontanarono dai fuorilegge, ottenendo la divina delizia e la dimora nel paradiso.

Stavrotheotokìon. O inneggiatissima, le schiere degli angeli, che incomparabilmente superi, ti lodano poiché hai partorito nella carne il Dio, che annientò con il legno della croce la maledizione del legno dell’albero e fece scaturire per noi benedizione.

Canone della Theotòkos. Uguale.

Sana, o pura, con il tuo farmaco me, ferito dal dardo del peccato e liberami dal dolore che mi tiene, tu che con il tuo parto liberasti la stirpe umana dai dolori.

I nemici invisibili che turbano invano il mio povero cuore e tentano di uccidermi, colpiti dalla tua protezione, o Sovrana, rimangono impotenti, colmi di vergogna.

Riempimi d’acque vivificanti, o Sovrana, che hai fatto scaturire al mondo l’acqua divina; inaridisci i terribili torrenti delle mie colpe e calma i flutti del mio cuore con la tua quiete divina.

Sono superate le cose compiute sotto la legge poiché hai generato il legislatore, che ha promulgato per noi grazia, purificazione e illuminazione e ci hai liberati dalla maledizione, o purissima e lodatissima Vergine.

Ode 4. Irmòs.

Intuito con profetico sguardo il tuo divino annientamento, Avvacùm tremando, o Cristo, a te gridava: sei venuto per la salvezza del tuo popolo, per salvare i tuoi cristi.

Compiendo la totale redenzione delle anime, o Cristo, volontariamente appeso al legno, consegnasti la tua santissima anima nelle mani del Padre.

L’ingiusto giudice condannò te, Cristo, giusto Giudice, a morire appeso sulla croce per raddrizzare noi, sottomessi all’iniquo nemico.

Martyrikà. Affrontando visibilmente sulla terra moltissimi pericoli e straordinari supplizi, diveniste degni, o martiri, di vedere i beni eterni.

Avete valicato l’inverno delle prove e raggiunto la primavera delle ricompense celesti e siete annoverati con le schiere degli angeli, o gloriosi martiri.

Stavrotheotokìon. Benedetta Theotòkos, la spada trafisse la tua anima quando vedesti tuo Figlio crocifisso affidare la sua anima nelle mani paterne.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Dalle mie opere per me non c’è salvezza, perciò con speranza sono accorso sotto la tua protezione, o Sovrana inneggiatissima: con le tue preghiere libera me disperato.

Dimora pura della Luce, insigne portatrice del Sole, illumina il mio cuore terribilmente oscurato dalla tenebra del male, o Sovrana e liberami.

O Vergine, che dal tuo sangue verginale intrecciasti una veste a colui che veste il cielo di nubi, anche me, svestito dall’inganno, vesti con la veste dell’incorruttela.

Il Creatore, cogliendoti dai prati del mondo come giglio, ha diffuso da te nel mondo la buona fragranza spirituale, o santissima Vergine, divina Sposa.

Ode 5. Irmòs.

Ti rivesti di luce come d’un manto; per te io veglio all’alba e grido: illumina la mia anima ottenebrata, o Cristo, unico misericordioso.

Stavi in giudizio, o Cristo, giusto giudice e colpito con la canna, condannasti l’odio nella carne, firmando la mia totale remissione.

Quando il sole ti vide con il corpo crocifisso sul legno, o Cristo, mutò la sua luce in tenebra, la terra tremò e le pietre si spaccarono.

Martyrikà. Santificaste tutta la terra, o lodatissimi martiri, poiché ereditaste la santità lottando per osservare tutte le leggi divine.

Siano onorati i martiri resi da Dio bellissimi e splendentissimi, rivestiti di gloria divina, spogliati della malvagità del nemico.

Theotokìon. Ti diciamo beata, purissima Theotòkos, per te fu annientata la maledizione e furono date la redenzione e la benedizione.

Canone della Theotòkos.

Lo stesso irmòs.

Potente aiuto sii per me nell’ora del giudizio e della condanna, quando starò davanti al Giudice nato da te, o Vergine.

Converti me, vinto dalla legge del peccato, sviato senza sosta dall’inganno del nemico e caduto nell’abisso dei peccati, o pura.

Tu che generasti il carbone ardente previsto da Isaia, brucia la materia dei miei peccati, o Purissima e illuminami, ti supplico.

Tu che a Cristo hai prestato la carne dal tuo sangue, o Vergine, purifica le passioni della mia carne e mostrami la via dell’impassibilità.

Ode 6. Irmòs.

Placa, Sovrano, il mare delle passioni, che infuria con i suoi marosi funesti all’anima e fammi risalire dalla corruzione, nel tuo compassionevole amore.

Innalzato sul legno della croce, o Magnanimo, per la tua grande bontà abbattesti tutta la boria del nemico e salvasti i caduti.

Quando ti sentirono rendere la tua anima a Dio sul legno, o Sovrano, le anime degli antichi giusti furono sciolti dai legami eterni, o Verbo.

Martyrikà. Come resistenti diamanti sopportaste tutto l’ardore dei supplizi con anima paziente e umiliandovi, abbatteste il nemico.

Rendendovi seguaci della passione di Cristo, vinceste tutta la tirannia, o atleti di Dio, perciò diveniste degni delle bellezze celesti.

Stavrotheotokìon. Meraviglioso è il tuo parto che fa grandi prodigi ed è glorificato tra i santi, o Theotòkos, unica meravigliosa Sovrana.

Canone della Theotòkos.

Lo stesso irmòs.

O Sovrana, non mi divori l’abisso dell’ozio, né le onde dei peccati mi sommergano, ma fa’ che sia liberato per la tua sola preghiera.

Santissima Sovrana, amica del bene, che generasti il Creatore buono e filantropo, benefica la mia misera anima.

La lampada dell’antica legge prefigurava te, che generasti la Luce che tutto illumina, o Purissima, perciò a te grido: illumina me, ottenebrato.

Ode 7. Irmòs.

Il Signore dei padri sovresaltato estinse la fiamma e asperse di rugiada i fanciulli, che cantavano a una sola voce: Benedetto sei tu, o Dio.

La folla iniqua cinse di una corona di spine te, Re immortale, che tagliasti alla radice le spine dell’eresia; Benedetto sei tu, o Dio.

Per vestirmi della veste incorrotta volontariamente, o Verbo, ti spogliasti e subisti sputi, crocifissione e passione tu, impassibile per natura.

Martyrikà. Divenuti simili alla passione di colui che regna su tutti, siete giustamente figli ed eredi del Regno immutabile, o santi.

Non veneraste muti pezzi di legno, o martiri di Cristo, venerando colui che ha steso le mani sul legno come Re e Sovrano di tutti.

Stavrotheotokìon. Strano il tuo parto, o Purissima; generasti infatti il Dio che sul legno ha spento la fiamma della malvagità e illuminato l’universo.

Canone della Theotòkos.

Lo stesso irmòs.

Inneggio a te, purissima e santissima Vergine, poiché generasti senza seme l’inneggiatissimo Dio, che divinizza quanti cantano: O Dio, sei benedetto.

Annienta le mie passioni, tu che concepisti la Vita e rialza me, giacente nella tomba dell’insensibilità, affinché con affetto ti glorifichi, o divina Sposa.

Generasti, o purissima, il potentissimo che portò la nostra impotenza; supplicalo di guarire la mia anima terribilmente paralizzata.

Ode 8. Irmòs.

Componendo nella fornace per te, Creatore di tutto, un coro che raccoglie l’universo, i fanciulli intonavano: opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Tu, Dio altissimo, dolcezza della vita, fosti innalzato sulla croce e dissetato con fiele e trafitto con la lancia, sgozzando il serpente, che aveva abbattuto Adamo in paradiso.

Hai slegato me dai legami del peccato legandoti volontariamente, o Verbo e con legami eterni incateni il nemico Beliar, o Salvatore. Perciò glorifico la tua passione nei secoli.

Martyrikà. Appariste di luce, essendo luci seconde per partecipazione immateriale, togliendo la tenebra dell’eresia e illuminando divinamente i cuori di tutti i fedeli, o santi martiri.

Diventaste figli della libera Gerusalemme superna, illuminando la Chiesa dei primogeniti e sovresaltando Cristo nei secoli.

Stavrotheotokìon. Stavi presso la croce, o Sovrana fanciulla, vedendo soffocato il Cristo che generasti, perciò gridavi: Non lasciarmi senza Figlio, o Verbo senza principio del Padre senza principio.

Canone della Theotòkos.

Lo stesso irmòs.

O Vergine bellissima e divinamente risplendente, abbellisci e illumina anche me con belle visioni, affinché gridi: Inneggiate al Signore e sovresaltatelo nei secoli.

Aprimi la porta della penitenza sfolgorante di luce, o porta della Luce, mostrandomi la via buona della giustizia, che porta agli ingressi della volontà divina.

Generasti ineffabilmente il Verbo santo che santifica i fedeli, o Santissima; supplicalo, o pura, di santificare ora la mia povera anima macchiata dalla malizia.

Un fiume luminoso, fonte d’immortalità è scaturito da te, santa Sovrana, perciò grido a te, pura: Prosciuga le onde dei miei mali con le piogge delle tue preghiere.

Ode 9. Irmòs.

Danza, Isaia: la Vergine ha concepito e partorito un Figlio, Emmanuele, Dio e uomo: Oriente è il suo nome: magnificando lui, proclamiamo la Vergine beata.

Come agnello sei appeso al legno, Cristo Sovrano e stritoli le mascelle del lupo spirituale per strappargli dalla bocca le tue pecore razionali, o Sovrano e condurle al Padre.

Come Re dei re cingesti una corona di spine, o Cristo, tu che distruggi i regni del maligno e recidi alla radice, o buono, la spina dell’inganno: perciò con fede ti glorifichiamo.

Martyrikà. Brillò come sole la vostra salda resistenza e dileguò ogni tenebra avversa, o martiri invitti, che illuminate tutti i fedeli, o inconcusse torri della pietà, che giustamente ammiriamo.

Falange raccolta da Dio, esercito divino, popolo eletto, santo schieramento appariste, o martiri illustrissimi, che distruggete gli schieramenti del maligno, per la divina grazia del Salvatore.

Theotokìon. Generasti il Creatore, coltivatore della pietà, che pianta sulla terra la conoscenza vera e abolisce la maledizione prodotta da una pianta: e noi, magnificandolo, proclamiamo beata te, o Vergine.

Canone della Theotòkos.

Lo stesso irmòs.

Partoristi, o pura, l’irremovibile fondamento della nostra salvezza, che fondò la terra sulle acque con i suoi divini comandi: supplicalo perché siamo confermati in lui, noi che con sincerità ti proclamiamo beata.

Fammi camminare senza deviare nella via di pace degli infallibili precetti divini, o pura, respingendo il tumulto dei demòni e gli assalti delle passioni e rischiarando il mio intelletto.

Vedendomi dominato dal sopore della negligenza, il nemico spietatamente mi assale, sperando di depredarmi col sonno della voluttà: ma tu custodiscimi, o pura, con la tua mediazione insonne, o Vergine Madre.

Come chi è condannato da se stesso, considero la moltitudine dei miei peccati e il tremendo tribunale del Giudice, là dove sarò giudicato: ma tu che partoristi il Giudice Dio, preservami dalla condanna, in quell’ora, o Theotòkos.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Signore, al tempo del profeta Mosè, la figura della tua croce, solo mostrandosi, vinceva i tuoi nemici; e ora noi, che teniamo la tua croce stessa, chiediamo aiuto: Rafforza la tua Chiesa e, per l’abbondanza della tua misericordia, dona ai nostri imperatori, come a Costantino, il trofeo, o filantropo.

La tua croce, o Cristo, annientò il dominio dell’ade e salvò il genere umano: liberando il mondo dalla corruzione, aprì al ladrone il paradiso; venerandola ti glorifichiamo, o Salvatore: pietà di noi.

Martyrikòn. I tuoi vittoriosi, Signore, imitando le gerarchie angeliche, resistettero ai tormenti come incorporei, avendo come incrollata la speranza il godimento dei beni promessi; per le loro preghiere, Cristo nostro Dio, dona al tuo mondo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Noi fedeli ti proclamiamo beata.

Vedendoti, o Verbo, andartene come agnello al macello, l’agnella, la Vergine gridava: O straordinaria audacia! Come dunque immolano gli empi colui che vivifica gli uomini? Grande, Figlio mio, la tua misericordia!

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Il ladro, credendo sulla croce nella tua Divinità, o Cristo, ti confessò con tutto il cuore gridando: Ricordati di me, o Dio, nel tuo regno.

Innalzato sulla croce, scuotesti tutta l’orda dei demòni e abbattesti la sovranità malefica del nemico salvando l’umanità, o Cristo Sovrano.

Sei stato trafitto al fianco e hai fatto scaturire fonti di remissione per me; e le mani ti furono inchiodate sulla croce, inchiodando tutta la mente passionale degli uomini.

Martirikòn. Divenendo imitatori della passione di Cristo, sopportando ogni sorta di supplizi, o beati atleti di Dio, diveniste degni delle bellezze celesti.

Gloria. Trinitario.

Con fede ti veneriamo, Dio Uno in tre ipòstasi, natura indivisibile e ugualmente venerata, acclamando: gloria a te, Monade e Triade consustanziale.

E ora. Stavrotheotokìon.

Stando presso la croce, o piena di grazia divina e vedendo le ferite di tuo Figlio, con l’anima trafitta, celebravi la sua condiscendenza davvero grande.

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Modo IV – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata martyrikà.

Tono 4. Presto intervieni.

Armàti della croce, i tuoi vittoriosi vinsero le macchinazioni del nemico origine del male, o Cristo nostro Dio; rifulsero come astri, guidando i mortali e concedono guarigioni a quanti chiedono con fede; per le loro preghiere, o Cristo, salva le nostre anime.

Rivestita come di porpora e bisso del sangue dei tuoi martiri nel mondo intero, la tua Chiesa tramite loro a te grida, o Cristo Dio: Fa’ scendere sul tuo popolo le tue compassioni, concedi agli abitanti della tua città la pace e dona alle nostre anime la grande misericordia.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio: partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demoni; per le loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi volontariamente accettò la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, salvò dalla morte le nostre anime.

Dopo l’àmomos: Kàthisma martyrikòn.

Oggi gli eserciti degli angeli sono qui convenuti nella memoria dei vittoriosi, per illuminare le menti dei fedeli e rischiarare tutta la terra con la grazia: supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Altri necròsima. Presto intervieni.

E dona, Signore, il riposo alle anime che dalle realtà temporali hai trasferito a te, perché tu sei l’onnipotente e il solo immortale: perdona, condona, o compassionevole, il male da loro commesso; abbi misericordia, o misericordioso, delle opere delle tue mani, per intercessione della Madre di Dio, o solo filantropo.

Attraversato il breve tempo della vita, quanti vissero con fede sono passati a te, Signore misericordioso: collocali nel luogo del riposo, ponili alla tua destra nel giorno del giudizio, senza guardare ai loro peccati.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Fosti consacrata propiziatorio dei fedeli, comune rifugio e fervida mediazione, pura Vergine, sposa di Dio; anche per quanti nella fede transitarono a Dio, mostrati dunque ora mediatrice e porta di salvezza, introducendoli agli ampi spazi del paradiso.

Canone a tutti i santi. Acròstico: Radiosamente celebro i buoni amici di Dio. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Tu che, generato dalla Vergine, sommergesti gli ufficiali superiori, ti supplico, sommergi la trirema dell’anima nell’abisso dell’impassibilità, affinché nella mortificazione del corpo col timpano a te canti un inno di vittoria.

Risplende sempre la santa Chiesa per le splendide lotte dei fulgidi atleti del Signore e con gioia glorifica Cristo, vero sole sorto dalla Vergine per dileguare le tenebre dell’errore.

Cantiamo con fede i gerarchi di Cristo, che bene guidarono il popolo affidato e celebriamo pubblicamente tutti quelli che santamente vissero e mortificarono nello spirito i piaceri del corpo.

Forza da Dio fu data alle donne, che per grazia calpestarono con ascesi e strenua lotta il nemico. Per le preghiere loro, dei profeti e dei tuoi santi, Signore, fa’ scendere su tutti le tue misericordie.

Necròsimo. Giustifica, o Cristo, i tuoi servi, che nella tua giusta provvidenza trasferisti dalla condizione mortale all’immortalità, comunica loro la gioia degli eletti, dimenticando le loro colpe.

Theotokìon. Per riscattarci dall’antica maledizione il Figlio di Dio volle farsi tuo figlio: divenuti per lui figli adottivi, benediciamo il Padre celeste a te cantiamo.

Canone per i defunti. Acròstico: Quarto canone in memoria della morte.

Ode 1. Quando l’antico Israele.

Tenendo la destra dei tuoi servi, guidali per mano alla vita eterna, o Cristo, nella visione della tua bellezza, supplicato dai vittoriosi martiri della verità.

Ai fedeli trapassati, Signore, dà in eredità la gloria e gioia ineffabile presso di te e nonostante le loro colpe, giustificali per grazia con l’effusione del tuo sangue.

Uccidesti l’assassino con la tua vivifica morte e vivificasti i morti, Cristo Dio, fonte di vita; ai fedeli defunti concedi dunque il riposo.

Theotokìon. Bello per sublimi splendori come Figlio di Dio, incarnato da te, Vergine e sospeso al legno, ebbe una morte senza bellezza, immolandosi per tutti.

Ode 3. Irmòs.

L’arco dei forti si è indebolito e i deboli si sono cinti di forza, per questo il mio cuore si è rinsaldato nel Signore.

Come agnelli i vittoriosi martiri immolandosi e sacrificandosi, si offrirono al Verbo e Agnello di Dio, immolato per la redenzione di tutti.

Servendo la bocca di Dio, i divini iniziati resero degni gli indegni illuminandoli con sacre dottrine.

La folla dei beati, con la divina continenza, trovò la dolce grazia, deliziandosi di contemplazioni e divine elevazioni.

Necrosimo. Per le preghiere dei tuoi santi, dà riposo a tutti i fedeli defunti, senza considerare i peccati commessi in vita.

Theotokìon. Celebriamo Dio, che volle nascere da una Vergine e riunì ai cori degli angeli i cori delle vergini.

Canone dei defunti. Non è la scienza.

Avendo sconfitto l’errore degli idoli, i martiri ora supplicano il Signore e Dio di donare ai trapassati divino riposo.

Concedi, Sovrano, ai tuoi fedeli defunti di superare la spada fiammeggiante e di comunicare all’albero della vita.

Nelle dimore della delizia, fra canti festivi dal suono puro, colloca i tuoi servi, donando loro la remissione delle colpe.

Theotokìon. Accordasti la verginità al tuo divino parto, o purissima: inesplicabilmente, infatti, generasti il Creatore di tutto, dal cui volere tutto dipende.

Ode 4. Irmòs.

Colui che siede nella gloria sul trono della divinità, Gesù, Dio trascendente ogni pensiero è venuto su nube leggera, con la sua forza immacolata e ha salvato quanti acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Il sacratissimo consesso dei martiri si è glorificato santamente glorificando con inni adatti il Signore, glorificato dagli angeli e prega perché siamo liberati da ogni tribolazione.

Avendo intelletto immateriale, rischiarato da illuminazione, dileguaste la notte dell’ateismo, o divini gerarchi e con guida retta guidaste alla luce il gregge divinamente eletto di Cristo.

Rifulge la schiera innumerevole dei beati ed è magnificata la folla delle donne divine; viene onorata la turba dei profeti, gioendo con le folle degli angeli.

Necrosimo. Divenuti concittadini degli angeli, o martiri, per tutti i defunti chiedete riposo e dimora nel paradiso di Dio e liberazione da qualsiasi colpa.

Theotokìon. Colui che ti serbò vergine dopo il casto concepimento, glorificò tutte le vergini che ti circondano; con loro supplicalo senza sosta di salvare da ogni tribolazione e tentazione le nostre anime.

Canone dei defunti. Vedendo te.

Come stelle i martiri illuminano splendidamente la volta celeste e chiedono a Cristo Salvatore di donare il perdono ai defunti.

Avendo come scettro di potenza la tua croce, i tuoi fedeli servi oltrepassarono l’oceano della vita e tu, Signore, collocali sul monte della santità.

Nelle dimore realmente dilette, fa’ dimorare fra le anime dei giusti i tuoi servi, che hai scelto e preso con te, Signore misericordioso.

Theotokìon. Colui che ha potere su morti e vivi, incarnato come uomo da te, Vergine, subì morte nella carne sciogliendo come immortale la forza della morte.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Crocifissi e stesi su ruote, con le membra amputate, gli strenui atleti si rivelarono inseparabili da Dio.

Divenuti luminari dei fedeli, o gerarchi, guidaste al pastore e Agnello quanti santamente vi furono affidati da pascolare.

Separandosi dai rumori mondani, i beati pacificarono il cuore dalle passioni e divennero figli del Dio di tutti.

Necrosimo. L’assemblea dei divini profeti e delle donne, che servirono il Signore, chiede il riposo per i defunti.

Theotokìon. Dimorando in te, purissima Vergine, il Signore rese gli uomini famigliari della sua divina gloria.

Canone per i defunti. Stesso irmòs.

Tu, Signore della gloria, glorificasti i martiri con il tuo potere e per loro dà riposo ai trapassati a te, o compassionevole.

Concedi ai defunti, o misericordiosissimo, vita eterna, diletta beatitudine, letizia assoluta.

O unico buono e fonte di bontà, dà riposo a quanti con fede e conoscendoti, terminarono la vita.

Theotokìon. Inneggiamo a te, per cui sorse a quanti erano nelle tenebre il bene supremo e ineffabile, o Genitrice di Dio e con affetto ti diciamo beata.

Ode 6. Irmòs.

Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso il diluvio di molti peccati, ma tu, come Dio, trai dalla corruzione la mia vita, misericordiosissimo.

Come preziosissime pietre scagliate sulla terra, o santi martiri, avete fatto crollare le mura dell’iniquità, divenendo templi di Dio.

Dalla forte mano del tiranno salvaste molti servi, o padri e gerarchi venerabili, pascolando il gregge di Cristo; perciò vi diciamo beati.

Confermando le profezie, davvero molte donne con ascesi e lotta si sottomisero al Dio Verbo, nato a sua volta da una Vergine.

Necrosimo. O Cristo, vita di tutti i defunti, colloca nella luce del tuo volto quanti da noi con fede passarono a te, Creatore misericordiosissimo.

Theotokìon. Con bocca, lingua e cuore ti confesso Madre pura del nostro Dio, o fanciulla; ma tu con la tua mediazione, strappami dalla condanna eterna.

Canone per i defunti. A te offrirò sacrifici.

Vedendo il tuo fianco divino trapassato da una lancia, la spada fiammeggiante, Salvatore, si allontanò dai tuoi servi, per le preghiere dei tuoi martiri.

Sulla croce apristi il paradiso: pianta dunque nei suoi giardini, Dio compassionevole e Salvatore, i fedeli defunti, affinché ottengano la tua gloria.

Rendi degni di giungere ai giardini delle delizie quanti piamente morendo la morte furono piantati presso di te e collocali con i giusti che stanno presso di te da secoli.

Theotokìon. Il Verbo, pur essendo invisibile come Dio, fu visto incarnato dalla Vergine fanciulla senza nozze e con la sua morte sciolse la morte.

Ode 7. Irmòs.

I figli di Abramo un tempo a Babilonia calpestarono la fiamma della fornace, acclamando con inni: O Dio dei padri, tu sei benedetto.

Le armi santificate di Cristo Signore, i baluardi della Chiesa, i martiri del Signore, lieti d’animo a una voce cantiamo.

I gerarchi di Cristo e il divino coro di tutti i santi gioisce con le potenze superne. Per le loro preghiere, Salvatore, salva il tuo gregge.

Le donne che santamente e con valore esercitarono la buona pazienza, con l’obbedienza abbatterono colui che ingannò Eva.

Necrosimo. Tu che imprigionasti l’ade e calpestasti la morte con la tua morte, a quanti con fede hai trasferito dà riposo e falli degni del paradiso, o misericordioso.

Theotokìon. Vedendo un tempo una fiamma che non bruciava il roveto, il legislatore imparò il modello del tuo parto, o unica Genitrice di Dio, sempre benedetta.

Canone per i defunti.

Nella fornace persiana.

Gradendo la pazienza, la sopportazione e tutto il sangue versato dai martiri, Salvatore, dà riposo a quanti piamente sono trapassati, come misericordioso e clemente.

Coi giusti e i progenitori, Salvatore, annovera le anime dei tuoi servi defunti e dona loro di gioire senza fine della tua presenza, o Sovrano di tutti.

Compiàciti come Dio di accogliere sulle nubi celesti con gioia e splendore quanti per misericordia hai fatto salire a te, o Verbo.

Theotokìon. Benedetta Genitrice di Dio Vergine, salve: davvero per te infatti la rovina della morte e la vita eterna è donata a tutti i mortali.

Ode 8. Irmòs.

Redentore di tutti, Onnipotente, scendendo refrigerasti i pii in mezzo alla fiamma e insegnasti a cantare: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Gerarchi, profeti, martiri, terminata la lotta trovarono la santa compagnia degli angeli, coi quali implorano per tutti noi il perdono e la misericordia.

Splendenti nello spirito i venerabili padri scacciarono le tenebre dei demòni; con loro gerarchi, profeti, martiri esultano di gioia in cielo con i giusti di tutti i tempi.

Colui che un tempo nella sua follia si vantava di inghiottire terra e mare fu vinto con la costanza nell’ascesi e nelle lotte dalle sante donne, illuminate di raggi dello Spirito.

Necrosimo. Supplicato per tutti i fedeli con fede defunti, o Cristo, come misericordioso, annoverali nei cori dei salvati, che senza sosta acclamano: Benedite e inneggiate al Signore.

Theotokìon. Fammi degno della tua compassione, tu che concepisti il compassionevolissimo Verbo, o Genitrice di Dio purissima salva me, che grido: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Canone per i defunti. Stese le mani, Daniele.

Accogliendo le suppliche dei martiri e la compassione per il simile, dà riposo, Signore, alle anime che con fede in te si addormentarono, ignorando i peccati di quanti a te gridano: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Annoverato morto tra i criminali, per i morti hai fatto scaturire vita immortale; rendi dunque degni di ottenere il tuo regno quanti sperando nella risurrezione trapassarono a te, Sovrano Salvatore, gridando: Opere tutte, inneggiate al Signore.

O reale e inesauribile fonte immortale, accogli nelle dimore celesti i tuoi servi defunti che piamente lasciarono questa vita a te gridando, o Salvatore: Opere tutte, inneggiate al Signore.

Theotokìon. Tu sola apparisti incontaminata sulla terra e Madre incorrotta: ineffabilmente e inesplicabilmente infatti generasti Dio, o Sovrana e sgorgasti la vita eterna per i morti, perciò tutti ti benediciamo, o divina sposa Maria.

Ode 9. Irmòs.

Col morbo della disubbidienza Eva introdusse la maledizione, ma tu, Vergine Madre di Dio, col germoglio del tuo concepimento fioristi nel mondo la benedizione. Perciò tutti ti magnifichiamo.

Vedendo i doni divini e ricevendo le ricompense delle loro immense pene, i martiri esultano, magnificando Cristo, che davvero li magnificò rendendoli vincitori.

Avete presieduto divenendo sacre guide del popolo, o gerarchi e araldi divini; brillando più chiaramente del sole per l’ascesi, o santi, illuminaste i fedeli, rischiarandoli con l’esempio di opere grandi.

Con gli ieromartiri, i martiri e i profeti, diciamo beati tutti i monaci e i giusti e le donne, che luminosamente si distinsero e gridiamo: Per le loro preghiere, o Cristo, libera dalla geenna le nostre anime.

Necrosimo. Della gioia ottenuta dai santi, che ti servirono rettamente, rendi degni quanti morirono riponendo fede in te, Cristo, senza guardare ai loro peccati, per la tua ricca misericordia.

Theotokìon. Tu che ti rivelasti più elevata dei cherubini di lassù, o purissima, avendo portato colui che tutto contiene, fa’ che il mio intelletto si elevi al di sopra delle passioni della carne, dandomi la forza di compiere la volontà del Sovrano.

Canone per i defunti. Stesso irmòs.

Ai veri atleti e martiri concedesti sicurezza nel supplicarti; per mezzo loro dona dunque la divina redenzione a quanti si addormentarono nella fede, concedendo loro, Signore, di dimorare nel luogo della tua dimora santa.

Tu che con cenno creatore tutto operi utilmente, tu che hai potestà sui vivi e regni sui morti, con amorosa compassione, colloca presso le acque del riposo i tuoi servi defunti.

Tu che per natura sei buono, tu che sei ricco di misericordia e dolcezza, strappa dalle tenebre esteriori quanti invocarono il tuo nome, giustificandoli per la fede e rendendoli risplendenti per la grazia, nella tua filantropia.

Theotokìon. I profeti predissero, o purissima, i segni della tua generazione, straordinariamente adattando a te i titoli, chi da una parte chi da un’altra: generasti infatti per quanti sono nell’ade, la vita che annienta il potere della morte.

Apòsticha delle lodi, martyrikà. Tono 4.

Diveniste consorti degli angeli, santi martiri, predicando con coraggio Cristo nello stadio; abbandonaste infatti, come inconsistenti, tutte le cose piacevoli del mondo, tenendo salda come un’ancora, la fede: perciò, respinto l’inganno, fate sgorgare per i fedeli doni di guarigione. Pregate senza sosta per la salvezza delle nostre anime.

Come esprimere la nostra ammirazione per le vostre lotte, santi martiri? Poiché rivestiti di corpo mortale, sbaragliaste i nemici incorporei; non vi spaventarono le minacce dei tiranni, né vi atterrirono gli assalti dei tormenti, poiché ben degnamente foste glorificati da Cristo e chiedete per le nostre anime la grande misericordia.

Preziosa la morte dei tuoi santi, Signore: tormentati da spade, fuoco e gelo, versarono il loro sangue, riponendo in te la speranza di ricevere il compenso per la loro pena: sopportarono e ottennero da te, o Salvatore, la grande misericordia.

Necròsimo. Nella tua quiete, Signore, là dove riposano tutti i tuoi santi, dona riposo anche alle anime dei tuoi servi, tu che, solo, sei immortale.

Gloria. Necròsimo.

Dov’è l’attaccamento al mondo? Dov’è il fasto delle cose temporali? Dove sono l’oro e l’argento? Dov’è la ressa rumorosa dei famigliari? Tutto polvere, tutto cenere, tutto ombra. Venite, gridiamo piuttosto al Re immortale: Concedi, Signore, i tuoi beni eterni a quanti tra di noi se ne andarono e falli riposare nella beatitudine senza fine.

E ora. Theotokìon.

Sola Vergine pura e casta, che ineffabilmente generasti Dio, prega per la salvezza delle nostre anime.

Se cantiamo l’alliluia diciamo i martyrikà sopra riportati alle lodi, mentre i seguenti prosòmia, poema di Teofane, agli apòsticha

Tono 4. Hai dato come segno.

Veramente terribile il mistero della morte! Come dunque l’anima viene a forza dal corpo, come viene reciso per divino volere il legame perfettamente naturale dalla compagine e dall’innata coesione? Perciò ti supplichiamo: Dà riposo ai defunti nelle tende dei tuoi giusti, o filantropo datore di vita.

Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.

È ormai un sonno la morte dei fedeli, da che fosti deposto in una tomba tu, che domini su tutto, che sciogliesti il dominio della morte e annientasti il suo potere, che da tanto durava; perciò ti supplichiamo: Colloca i defunti nelle tende dei tuoi santi, nelle tue immacolate dimore.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Divenisti per noi giustizia, santificazione e redenzione delle anime, perché ci hai condotti al Padre giustificati e redenti, prendendo su di te la pena che ci era dovuta. Ed ora noi ti imploriamo: Dona il riposo ai defunti nella gioia e nella letizia, o benefattore e Salvatore nostro.

Stico. La loro memoria di generazione in generazione.

La stirpe umana fu richiamata dalla corruzione alla condizione imperitura dell’incorruttela, lavata, o Salvatore, nel sangue sgorgato dal tuo fianco, nel quale detergesti noi dalla trasgressione dei progenitori: perciò rendi degni dello splendore superno, o filantropo, anche i tuoi servi trapassati dalle cose effimere.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Seguendo le sentenze dei profeti ispirati, o purissima, ti riteniamo veramente Theotòkos: poiché in un modo incomprensibile generasti il Dio incarnato, che ci ha liberati dalle colpe di cui eravamo schiavi: imploralo dunque anche ora, o purissima, di illuminare con i suoi splendori i tuoi servi defunti.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Infiammati dall’amore di Cristo, o santi martiri, col refrigerio delle lotte spegneste la pira dell’empietà e vi rivelaste lucerne luminosissime della Chiesa, dileguando per grazia l’oscurità delle malattie e delle nostre anime afflitte, perciò com’è giusto tutti vi onoriamo.

I sacri gerarchi, l’assemblea dei divini profeti e i cori dei beati e la folla delle sante donne, servendo Dio con opere virtuose si sono glorificati. Noi li diciamo beati supplicando di ottenere per le loro preghiere gloria e splendore eterno.

Là dove brilla la tua luce, dove soggiornano i cori dei santi, dove non c’è infermità, tristezza, lamento, colloca i tuoi servi già trapassati lasciando questa vita dolorosissima affinché inneggino alla tua indicibile benevolenza, trascurando le colpe da loro commesse.

Gloria.

O Trinità indivisa, unita totalmente nel Padre, nel Figlio e nello Spirito e non separata negli idiomi, Monade trisipostatica, dà riposo negli atri dei tuoi santi martiri, dei beati e dei venerabili profeti a quanti si sono addormentati con fede concedendo loro perdono e remissione.

E ora. Theotokìon.

Hai concepito e partorito nella carne, divenuto uomo perfetto, conosciuto in due nature, energie e volontà, o pura, il Verbo che il Padre ha generato prima dell’aurora; imploralo dunque come creatore e Signore di aver compassione di noi, tuoi cantori, o divina sposa fanciulla.

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Plagale I – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Pl. 1 La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Quinto alla luce trisolare. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono pl. 1. Cavallo e cavaliere.

Celebrando la potenza dell’unica e trisolare natura, supplichiamo: illumina la nostra mente, o Dio onnipotente e sollèvala, o Signore, alla tua gloria inesplicabile.

In alto le schiere intellettuali degli angeli senza sosta t’inneggiano con l’inno trisagio, Monade triplice, Triade di pari natura, sovrasostanziale, onnipotente.

Concedi all’anima mia il nettare dolcissimo e luminoso della tua carità, Triade Monade fonte di luce e anche la divina compunzione che mi purifichi, o misericordioso Sovrano di tutto il creato.

Theotokìon. Come sul vello la rugiada divina discese tacita dal cielo, o Vergine, nel tuo grembo e salvò tutta la natura inaridita degli uomini, o Purissima.

Ode 3. Tu che col tuo comando.

Concepisti e stabilisti le sostanze spirituali inneggianti senza sosta la tua Divinità, Dio trifulgido e onnipotente; accogli anche la preghiera e la supplica dei nati dal fango della terra poiché sei misericordioso.

O tu per natura esente da ogni mutazione, a noi mutevoli che cantiamo l’inscrutabile sorgente della tua bontà, concedi il perdono delle colpe e la salvezza, poiché sei misericordioso.

Glorifichiamo te, Padre, Figlio e Spirito nell’immutabile natura della Divinità, te unico e triluminoso Signore dell’universo, poichè da te chiaramente furono ammaestrati i profeti e gli apostoli.

Theotokìon. Apparisti a Mosè nel roveto ardente come angelo del gran consiglio dell’Onnipotente, prefigurando la tua incarnazione dalla Vergine, o Verbo di Dio, per la quale ci trasformasti e facesti salire ai cieli.

Kathisma Triadico. Cantiamo, fedeli.

Sei misericordiosa, Trinità indivisa, poiché hai pietà di tutti come onnipotente e piena di commiserazione, compassionevole e misericordiosissima; perciò ci rifugiamo in te aggravati da tanti peccati e gridiamo: sii propizio ai tuoi servi e liberaci tutti da ogni castigo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Pietà di noi che con fede ci rifugiamo in te misericordiosa, Vergine santissima e chiediamo ora il tuo fervido soccorso; poiché sei tanto buona che puoi salvare tutti, essendo Madre di Dio altissimo e puoi sempre far uso della tua materna intercessione, o a Dio carissima.

Ode 4. Intuìto con profetico.

Viene iniziato al triplice splendore dell’unica Sovranità Daniele, contemplando Cristo giudice che si presentava al Padre e lo Spirito rivelante la visione (2).

Rendi degni della gloria degli angeli noi, che con bocche di terra, inneggiamo al Dio sovrasostanziale, trino nelle ipòstasi, unico nella natura.

Theotokìon. II monte coperto da fitta boscaglia, visto un tempo da Avvacùm, da cui uscì il santo, indicava il misterioso parto del tuo concepimento, o Vergine.

Ode 5. Tu che ti rivesti di luce.

Tu che per la tua bontà creasti l’uomo e lo facesti a tua immagine, dimora in me, o mio Dio trilucente, poiché sei buono e misericordioso.

Guidami tu, Monade trisolare, per i sentieri della tua divina salvezza e riempimi del tuo fulgore, tu che sei Dio per natura d’infinita potenza.

Luce indivisibile dell’unica natura, distinta nelle caratteristiche, trilucente, senza tramonto, illumina il mio cuore con i tuoi fulgori.

Theotokìon. Come un tempo ti vide il profeta, o purissima, porta rivolta alla luce che non tramonta, subito riconobbe che tu sei la dimora di Dio.

Ode 6. Placa, Cristo Sovrano.

Divina Monarchia che personalmente sei trilucente, sei unica per conformità e uguale attività e quanto a sostanza e volontà (2).

Abbastanza si spiegò il profeta cantando al Padre: Con la tua luce, cioè con lo Spirito, vedremo la luce, cioè il Figlio, unico Dio trisolare.

Theotokìon. Redenzione dalle colpe e dai pericoli, o Sovrano Dio, unico e trilucente manda ai tuoi cantori per l’intercessione della Madre di Dio.

Kathisma Triadico. Cantiamo, fedeli.

Glorifichiamo il trisolare fulgore e adoriamo ora la semplice Trinità; perché ci illuminò ed ebbe pietà di noi e liberò dalla corruzione tutta la stirpe dei mortali, riscattando dall’errore degli idoli tutto il mondo e ci concesse il regno.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Incerto in tutto mi rifugio in te, speranza di tutti e asilo dei peccatori e miserabili, gridando: Ho peccato, ma resto insensibile nel male, io sventurato; abbi pietà di me, convertimi prima della fine e libera me indegno da ogni castigo.

Ode 7. Il Signore dei padri.

Tu che possiedi l’abisso insondabile e l’oceano sconfinato della misericordia, Signore misericordioso, abbi pietà di chi ti inneggia, unico trilucente Dio dell’universo (2).

Noi che inneggiamo a te, incomprensibile, unico e trilucente Dio e Signore, ripetiamo a te: concedi ai tuoi servi propiziazione per i peccati.

Theotokìon. Germogliasti, O Vergine, un ramoscello senza principio come il Padre, fiore della Divinità, germe coeterno, che dona la vita a tutti gli uomini.

Ode 8. Componendo nella fornace.

Per rivelare un tempo chiaramente la triplice personalità della Divinità, tu apparisti, mio Dio, in figura di uomini ad Abramo che inneggiava alla tua unica signoria (2).

Rendimi degno di fissare i raggi della tua divina energia, luce inaccessibile, Padre misericordioso, Verbo e Spirito, perché piaccia a te, Signore dell’universo.

Theotokìon. Facesti rifulgere per noi uno della gloria trisolare, o degna d’ogni lode, Cristo Signore, che insegna a tutti a inneggiare l’unica Maestà divina in tre ipòstasi, per i secoli.

Ode 9. Danza, Isaia.

Le parole dei mortali non valgono a degnamente inneggiarti, Monade senza principio; però per fede osando di riuscirvi, o Trinità divina di pari dignità, offriamo gloria e lode alla tua potenza (2).

La stessa dossologia cherubini e serafini ti offrono unico Dio trisolare; concedici di poter unire anche le nostre voci al suono delle loro labbra, anche se siamo peccatori, per magnificare la tua maestà divina.

Theotokìon. Come pura, casta Vergine, partoristi il Figlio, Dio immutabile, che ci redime dalle tentazioni; supplicalo dunque anche ora di rimettere le nostre colpe.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia, kathismata anastàsima.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Celebriamo la croce del Signore, onoriamo con inni la sua santa sepoltura e glorifichiamo la sua risurrezione; perché egli, Dio, con sé risuscitò i morti dai sepolcri, spogliando il dominio della morte e la forza del diavolo e per gli abitanti dell’ade fece sorgere la luce.

Gloria.

Signore, fosti proclamato morto, tu che uccidesti la morte; fosti collocato in un sepolcro, tu che svuotasti i sepolcri; sopra i soldati custodivano la tomba, sotto tu risuscitavi i morti dei tempi antichi. Onnipotente e incomprensibile Signore, gloria a te.

E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Salve, monte santo calcato da Dio; salve vivente roveto incombusto; salve, unico ponte che dal mondo conduce a Dio e fa passare i mortali alla vita eterna; salve, Vergine intatta, che ignara d’uomo partoristi la salvezza delle anime nostre.

Dopo la seconda sticologia altri kathísmata

Signore, dopo la tua risurrezione il terzo giorno e l’adorazione degli apostoli, Pietro a te gridava: Le donne osarono e io temetti; il ladrone ti riconobbe Dio e io ti rinnegai: continuerai dunque a chiamarmi discepolo? O mi renderai di nuovo pescatore nel mare? Ma tu accoglimi penitente, o Dio e salvami.

Gloria.

Signore, in mezzo a dei condannati ti crocifissero gli iniqui e con la lancia trafissero il tuo fianco, o misericordioso; accettasti la sepoltura, tu che infrangesti le porte dell’ade e risorgesti il terzo giorno; accorsero le donne per vederti e annunziarono agli apostoli la risurrezione. O Salvatore sovresaltato, a cui inneggiano gli angeli, Signore benedetto, gloria a te.

E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Sposa ignara di nozze, Genitrice di Dio, tu mutasti in gioia la tristezza di Eva: noi fedeli ti cantiamo e veneriamo, perché ci risollevasti dalla maledizione antica: prega ora senza sosta per la nostra salvezza, o santissima, degna di ogni canto.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Con la mente tutta presa da stupore per l’angelica visione, con l’anima illuminata dalla divina risurrezione, le mirofore portavano agli apostoli la buona novella: Annunziate tra le genti la risurrezione del Signore, che coopera con i prodigi e a noi concede la grande misericordia.

Anavathmi (graduali). Antifona 1.

Nella mia tribolazione, canto a te come Davide, o mio Salvatore: libera l’anima mia dalla lingua ingannatrice.

Per quanti vivono nel deserto la vita è beata, perché per il divino amore mettono ali.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito sono governate tutte le cose, visibili e invisibili: sovranamente dominando, egli è realmente uno della Triade.

Antifona 2.

Solleviamoci verso i monti, o anima: andiamo là, donde viene l’aiuto.

Aleggiando anche su di me, o Cristo, la tua mano destra mi custodisca da ogni male.

Gloria. E ora.

Proclamando la divinità del santo Spirito, diciamo: Tu sei Dio, vita, amore, luce, intelletto; tu sei bontà, tu regni per i secoli.

Antifona 3.

Quando mi dissero: Entriamo negli atri del Signore, colmo di grande gioia, ho innalzato preghiere.

Sulla casa di Davide si compiono cose tremende: là infatti un fuoco consuma ogni intelletto turpe.

Gloria. E ora.

Nel santo Spirito, da cui ogni vivente è animato, è il principio della vita, come nel Padre e nel Verbo.

Prokimenon.

Sorgi, Signore Dio mio, perché tu regni nei secoli.

Stico. Ti confesserò, Signore, con tutto il mio cuore. Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.

Cavallo e cavaliere gettò nel Mar Rosso con braccio teso, il Cristo che spezza le guerre e salvò Israele, che cantava il canto di vittoria.

Ti incoronò con le sue spine, o Cristo, la sinagoga degli ebrei, dimentica, o benefattore, di ogni affetto materno verso di te, che liberi il capostipite della nostra stirpe dal castigo della spina.

Rialzasti me, caduto nell’abisso, chinandoti in esso senza cadervi, o benefattore; e sopportando senza sperimentarla la mia maleodorante corruzione, o Cristo, mi cospargesti col miron profumato dell’essenza divina.

Theotokìon. È abolita la maledizione, cessata la tristezza, perché la benedetta e piena di grazia ha fatto sorgere per i fedeli la gioia, facendo sbocciare il suo fiore, Cristo, benedizione per tutti i confini della terra.

Canone stavroanastàsimo. A Dio Salvatore.

A lui che volle essere inchiodato nella carne sulla croce e liberò dall’antica condanna colui che per l’albero era caduto, a lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

A Cristo, morto e risorto dalla tomba che con sé rialzò il caduto e gli diede l’onore di sedere sul trono del Padre, a lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

Theotokìon. Pura Madre di Dio, prega senza sosta l’incarnato da te senza lasciare il seno del Padre, di salvare da ogni pericolo quanti plasmò come Dio.

Canone della Madre di Dio. Acrostico: Tu che partoristio la luce, illuminami, o Vergine.

Cavallo e cavaliere.

Supplica, o purissima, Cristo, la luce che in te dimorò e illuminò il mondo coi raggi della Divinità, di illuminare tutti i tuoi cantori, Madre Vergine.

Adorna della bellezza delle virtù, o piena di grazia, rivestisti lo splendido decoro per il fulgore dello Spirito che abbellisce l’universo, o purissima.

Ti prefigurò un tempo il roveto che non bruciò nel Sinai, o Vergine, pure stando in mezzo al fuoco, poiché vergine partoristi e vergine rimanesti mirabilmente, o Madre vergine.

Ode 3. Irmòs.

Tu che, col tuo comando hai fissato sul nulla la terra, sollevandola in alto senza appoggio con tutto il suo peso, conferma la tua Chiesa, o Cristo, sulla stabile roccia dei tuoi comandamenti, o solo buono e amico degli uomini.

Coloro che avevano succhiato miele dalla pietra offrirono fiele a te, Cristo, che avevi compiuto prodigi nel deserto; aceto ti diedero gli ingrati figli d’Israele, in cambio della manna, così ricambiando il tuo beneficio.

Quanti un tempo erano stati adombrati dalla nube luminosa, deposero la vita, Cristo, in una tomba; ma egli, risorgendo per suo potere, concesse a tutti i fedeli la celeste illuminazione dello Spirito che misticamente li adombra dall’alto.

Theotokìon. Senza unione nuziale e senza doglie materne divenisti Madre del Dio rifulso dall’inalterato Padre; noi dunque in modo ortodosso ti proclamiamo Madre di Dio, perché, incarnato, generasti il Verbo.

Canone stavroanastàsimo.

Per la potenza della tua croce, Cristo.

Risorgesti dalla tomba, Cristo, liberando dalla corruzione di morte quanti inneggiano alla tua volontaria crocifissione, o datore di vita.

A profumare il tuo corpo, o Cristo, si affrettavano le mirofore e non avendolo trovato, tornarono inneggiando alla tua risurrezione.

Theotokìon. Supplica senza sosta, o pura, l’incarnato dal tuo grembo, di sottrarre all’errore del diavolo i tuoi cantori, o Vergine casta.

Canone della Madre di Dio.

Tu che fissasti sul nulla.

Scala per cui scese fino a noi l’Altissimo per raddrizzare la natura corrotta, sei apparsa ora manifestamente a tutti, poiché per te l’eccelso si compiacque di conversare col mondo.

Il mistero anticamente prestabilito, o Vergine e conosciuto da Dio onnisciente prima dei secoli, ora negli ultimi tempi dimorò nel tuo seno e si rivelò, o purissima.

Fu sciolta la condanna dell’antica maledizione per la tua mediazione, Vergine pura, poiché il Signore si fece vedere su di te e nella sua bontà fece sgorgare su tutti la benedizione, o unico ornamento dei mortali.

Ode 4. Irmòs.

Intuìto con profetico sguardo il tuo divino annientamento, Avvacùm tremando, a te, Cristo, gridava: Sei venuto per la salvezza del tuo popolo, per salvare i tuoi cristi.

Gli amarissimi flutti di Mara addolcisti con un legno, quasi già rappresentando in figura, o buono, la tua croce immacolata, che uccide il gusto del peccato.

Accogliesti la croce per l’albero della conoscenza, il fiele per quel dolce cibo, o mio Salvatore e per la corruzione della morte versasti il tuo sangue divino.

Theotokìon. Senza unione nuziale concepisti in seno, senza corruzione; prima delle doglie partoristi e dopo il parto fosti custodita vergine, partorendo Dio nella carne.

Canone stavroanastàsimo. Ho udito l’annunzio.

Quando in terra sul calvario fu piantata la croce, furono schiantate le porte e le sbarre eterne e gridarono: Gloria alla tua potenza, Signore.

Quando scese il Salvatore come mortale ai prigionieri, risorsero con lui i morti da secoli e gridarono: Gloria alla tua potenza, Signore.

Theotokìon. La Vergine partorì e non ebbe i dolori materni e restò vergine; con inni acclamiamo: Salve, Madre di Dio.

Canone della Madre di Dio.

Comprendendo il tuo divino.

Col cuore e la mente, l’anima, la bocca, con ogni pietà riconosco che sei vera Madre di Dio, o pura e mi salvo, o Vergine, per tua intercessione.

Chi dal nulla creò tutto, si degnò d’esser creato da te nella carne per beneficarci a salvezza di quanti con fede e devozione a te inneggiano, o purissima.

Inneggiano al tuo parto, o purissima, i cori celesti, lieti per la salvezza di quanti ti credono vera Madre di Dio, Vergine pura.

Isaia ti chiamò virgulto da cui germogliò per noi, splendido fiore, Cristo Dio per la salvezza di quanti con fede e devozione accorrono sotto la tua protezione.

Ode 5. Irmòs.

Tu che ti rivesti di luce come di un manto, per te io veglio all’alba e grido: Illumina la mia anima ottenebrata, o Cristo, unico misericordioso.

Il Signore della gloria, in forma ingloriosa disonorato, è volontariamente appeso al legno per provvedere ineffabilmente a me la gloria divina.

Rendesti incorruttibile la mia veste, o Cristo, gustando nella carne la corruzione della morte, senza esserne corrotto e risorgendo dalla tomba il terzo giorno.

Theotokìon. Partorendo per noi senza seme Cristo, giustizia e redenzione, liberasti dalla maledizione, o Madre di Dio, la natura del progenitore.

Canone stavroanastàsimo. Vegliando a te gridiamo.

Stendesti le mani sul legno, o nostro Salvatore, chiamando tutti a te, come amico degli uomini.

Spogliasti l’ade, mio Salvatore, con la tua sepoltura e con la tua risurrezione colmasti di gioia tutte le cose.

Theotokìon. Inneggiamo a te, Vergine dopo il parto, Madre di Dio: poiché tu concepisti in carne il Dio Verbo al mondo.

Canone della Madre di Dio. Tu che ti rivesti.

Tutti i profeti chiaramente preannunziarono che saresti divenuta Madre di Dio, veneranda Genitrice di Dio; poiché tu sola, o pura, fosti trovata perfettamente casta.

Riconosciamo che tu sei la nube luminosa dell’acqua viva, che piovesti la pioggia dell’immortalità, Cristo, per noi disperati, o venerabile.

Come a lui prossima, bellissima e pura, intatta Vergine, puramente ti amò in te dimorando, Dio l’unico misericordioso.

Ode 6. Irmòs.

Placa, Cristo Sovrano, il mare delle passioni, che infuria con i suoi marosi funesti all’anima e fammi risalire dalla corruzione, nel tuo compassionevole amore.

Il nostro capostipite, scivolato nella corruzione per aver gustato il cibo proibito di nuovo fu riportato alla vita per la tua passione, Cristo Sovrano.

Tu che sei la vita scendesti all’ade, Cristo Sovrano e divenuto corruzione del corruttore, attraverso la corruzione, hai fatto scaturire la risurrezione.

Theotokìon. La Vergine partorì e dopo il parto restò pura e, realmente Vergine Madre, portò tra le braccia colui che porta l’universo.

Canone stavroanastàsimo. Mi circondò l’abisso.

Stendesti le tue palme radunando le schiere dei gentili da te tanto lontane, Cristo nostro Dio, con la tua vivifica croce, quale amico degli uomini.

Spogliasti la morte e schiantasti le porte dell’ade; Adamo carcerato, ora sciolto, a te gridava: Mi ha salvato la tua destra, Signore.

Theotokìon. Roveto incombusto, monte, scala spirituale e porta del cielo degnamente ti glorifichiamo, Maria gloriosa, vanto degli ortodossi.

Canone della Madre di Dio. Quando soffia.

Colui che è causa di tutte le cose e che a tutti dona l’esistenza, fu causato da te incarnandosi per noi, Madre di Dio purissima.

Fonte di guarigioni spirituali, Signora, per chi con fede corre alla tua gloriosa protezione, noi ti riconosciamo, o purissima.

Kondàkion. Cantiamo, fedeli.

Scendesti nell’ade, o mio Salvatore e infrangendone come onnipotente le porte, come Creatore rialzasti con te i morti; spezzasti il pungiglione della morte e liberasti dalla maledizione Adamo, o amico degli uomini; noi tutti dunque a te gridiamo: Salvaci, Signore.

Ikos.

Udite le parole dell’angelo, lasciarono il lamento funebre le donne, colme di gioia e tremanti volgevano lo sguardo alla risurrezione, quand’ecco, Cristo si avvicinò a loro, dicendo: Salve! Coraggio, ho vinto il mondo e liberato i prigionieri; affrettatevi a proclamare ai discepoli che li precedo nella città di Galilea per evangelizzare; noi tutti dunque a te gridiamo: Salvaci, Signore.

Ode 7. Irmòs.

Il Signore dei padri sovresaltato spense la fiamma e asperse di rugiada i fanciulli, che cantavano a una sola voce: Benedetto sei tu, o Dio.

Cingendoti di carne, come esca sull’amo, con la tua divina potenza tirasti giù il serpente, facendo risalire quanti acclamano: Benedetto sei tu, o Dio.

Colui che diede esistenza all’enorme struttura terrestre, è celato secondo la carne in una tomba, lui, che niente può contenere e al quale tutti cantiamo: Benedetto sei tu, o Dio.

Theotokìon. Un’unica ipòstasi nelle due nature, o castissima, partoristi Dio che prese corpo, al quale tutti cantiamo: Benedetto sei tu, o Dio.

Canone stavroanastàsimo. Tu che nella fornace.

Tu che col legno della croce dissolvesti l’errore degli idoli, Dio dei nostri padri, sei benedetto.

Risorto dai morti, con te rialzasti quelli dell’ade: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Nato dalla Vergine, che rendesti Madre di Dio, tu sei benedetto, Dio dei nostri padri.

Canone della Madre di Dio. L’inneggiatissimo.

L’Immenso, rimasto immutabile, per sua pietà, si unì personalmente alla carne in te, santissima, il solo benedetto.

Purissima sposa, sovrana Madre di Dio, concordi glorifichiamo il trono del tuo Creatore, cui tutti cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.

Purificata dallo Spirito, o Vergine, divenisti Madre del Sovrano dell’universo, tuo Creatore, cui tutti cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.

Mi salvò il Signore, pura Madre di Dio, rivestito da te della tunica della carne, cui tutti cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Componendo nella fornace per te, Creatore di tutto, un coro che raccoglie l’universo, i fanciulli intonavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per i tutti i secoli.

Pregasti che si allontanasse il calice volontario della passione salvifica come fosse contro il tuo volere: perché, conforme alle due nature, due sono le tue volontà, o Cristo, per i secoli.

Alla tua discesa nell’ade, Cristo Creatore, esso, beffato, vomitò tutti quelli che un tempo con l’inganno aveva uccisi e che ti sovresaltano per tutti i secoli.

Theotokìon. O Vergine, che oltre ogni pensiero, partoristi per il verbo il Signore, Dio e uomo e vergine rimani, noi, opere tutte, ti benediciamo e ti sovresaltiamo, per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. Colui che dal Padre.

Colui che in croce volle stendere le palme e spezzò i legami della morte, Cristo Dio, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Colui che come sposo si alzò dalla tomba, Cristo Dio e apparso alle mirofore parlò loro di gioia, sacerdoti, inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Theotokìon. Più elevata dei cherubini ti rivelasti, Madre di Dio pura, portando in grembo colui che su di essi avanza e noi mortali con gli incorporei lo glorifichiamo per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. A te, Onnipotente.

E’ cessata l’afflizione dei progenitori, poiché tu, Madre di Dio, partoristi la gioia; perciò senza sosta a te inneggiamo, o Vergine e ti esaltiamo per tutti i secoli.

Canta con noi il popolo degli incorporei, o Vergine, il tuo parto incomprensibile, formando con noi un solo coro devoto ed esaltandolo per tutti i secoli.

Quale fulgido torrente d’immortalità, o Fanciulla, da te venne il Signore di tutti per lavare la sozzura di quanti a te inneggiano e ti esaltano per tutti i secoli.

Trono davvero divino e luminoso e mensa della carità confessiamo che tu sei, Vergine, che accogliesti il Verbo del Padre, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Danza, Isaia: la Vergine concepì e partorì un Figlio, l’Emmanuele, Dio e uomo: Oriente è il suo nome: magnificando lui, proclamiamo la Vergine beata.

Assumesti l’uomo caduto, Cristo Sovrano, unendoti tutto a lui, da seno verginale: tu che solo non hai parte col peccato, liberasti tutto l’uomo dalla corruzione, con la tua immacolata passione.

Per il sangue divino versato, che scorre dal tuo fianco immacolato e vivificante, o Cristo Sovrano, è cessato il sacrificio agli idoli e noi ti offriamo da tutta la terra il sacrificio della tua lode.

Theotokìon. Non Dio incorporeo e neppure un semplice uomo generò la Vergine pura e venerabile, ma un uomo perfetto e vero Dio perfetto: col Padre e lo Spirito lo magnifichiamo.

Canone stavroanastàsimo.

Superando il nostro spirito.

In croce accettasti di patire e con la morte stritolasti il potere dell’ade: noi fedeli rettamente ti magnifichiamo.

Risorgesti dalla tomba il terzo giorno, spogliando l’ade e illuminando il mondo: noi fedeli concordi ti magnifichiamo.

Theotokìon. Salve, Genitrice di Dio, Madre di Cristo Dio; prega colui che concepisti di dare remissione delle colpe a quanti con fede a te inneggiano.

Canone della Madre di Dio. Isaia danza.

Dal tuo puro sangue si formò in modo soprannaturale la carne per il Creatore di tutto, l’unigenito Figlio del Genitore: non da uomo, ma senza seme, con mente e anima, Madre di Dio sempre Vergine.

Interrompesti l’intollerabile assalto della morte generando nella carne la vera sublime vita eterna, contro cui l’ade si lanciò con bocca amara, ma ne fu vinto, santissima Madre Vergine.

Tuo Figlio seduto sul trono sovrano ti collocò alla sua destra splendente di aurei ornamenti e divine virtù, concedendoti onori degni di Madre, o purissima.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono pl. 1

Signore, con la tomba sigillata dagli empi, uscisti dal sepolcro, così come dalla Madre di Dio fosti partorito: non conobbero i tuoi angeli incorporei come ti incarnasti, né avvertirono i soldati che ti custodivano quando risorgesti; entrambi i prodigi sono sigillati per quanti vogliono scrutarli, ma si manifestano a quanti con fede adorano il mistero che festeggiano: concedici l’esultanza, ti preghiamo e la grande misericordia.

Signore, spezzate le sbarre eterne e infrante le catene, risorgesti dal sepolcro abbandonando le tue bende mortuarie, testimonianza della tua reale sepoltura di tre giorni: e precedesti i tuoi in Galilea, tu che eri custodito in una grotta. Grande è la tua misericordia, inafferrabile Salvatore! Abbi pietà di noi.

Signore, le donne accorsero al sepolcro per vedere te, il Cristo, che patì per noi; e accostatesi trovarono un angelo, seduto sulla pietra, rotolata via per il timore; egli gridò loro: È risorto il Signore; dite ai discepoli: È risorto dai morti colui che salva le anime vostre.

Signore, come uscisti dalla tomba sigillata, così entrasti a porte chiuse dai tuoi discepoli, per mostrare loro i segni dei patimenti del tuo corpo, accettati, o Salvatore, nella tua longanimità; come proveniente dal seme di Davide, subisti le piaghe, ma come Figlio di Dio, liberasti il mondo; grande è la tua misericordia, inafferrabile Salvatore! Abbi pietà di noi.

Altri stichirà, anatolikà.

Signore, Re dei secoli e Creatore di tutto, tu che per noi accettasti nella carne crocifissione e sepoltura, per liberarci tutti dall’ade, tu sei il nostro Dio: fuori di te non conosciamo altri.

Signore, chi narrerà i tuoi prodigi sfolgoranti? Chi annuncerà i tuoi tremendi misteri? Fatto uomo per noi, come hai voluto, manifestasti la forza della tua potenza: con la tua croce infatti apristi al ladrone il paradiso, con la tua sepoltura spezzasti le sbarre dell’ade e con la tua risurrezione arricchisti l’universo: o compassionevole, gloria a te.

Le donne mirofòre, giunte di buon mattino alla tua tomba, volevano ungere con profumi te, Verbo immortale e Dio; ma ammaestrate dalle parole dell’angelo, tornarono indietro nella gioia, per dichiarare apertamente agli apostoli che sei risorto, vita di tutti e concedi al mondo il perdono e la grande misericordia.

I custodi della tomba che accolse Dio, dicevano ai giudei: Ah, il vostro insipiente consiglio! Invano vi affaticaste, credendo di custodire l’incircoscrivibile: fu vera follia voler nascondere la risurrezione del crocifisso. Ah, il vostro insipiente sinedrio! E come vi consigliate di nuovo per nascondere ciò che non si nasconde? Ascoltate piuttosto noi e vogliate credere alla verità dei fatti: un angelo sfolgorante sceso dal cielo rotolò via la pietra e per il timore di lui ci colse torpore mortale; egli, rivolgendosi alle mirofòre dall’animo forte, diceva alle donne: Non vedete il torpore mortale dei custodi, i sigilli ormai sciolti, l’ade svuotato? Perché cercate come un morto colui che annullò la vittoria dell’ade e spezzò il pungiglione della morte? Presto, evangelizzate agli apostoli la risurrezione, gridando senza timore: È risorto davvero il Signore, lui che possiede la grande misericordia.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Il ladro sulla croce credette che tu sei Dio, o Cristo e confessò con cuore sincero, dicendo: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Inneggiamo concordi come Salvatore e Creatore, colui che fece fiorire la vita nel legno della croce al nostro genere e inaridì la maledizione provenuta dal legno.

Con la tua morte, o Cristo, dissolvesti la potenza della morte e svegliasti con te i morti da secoli, che inneggiano a te, vero Dio e nostro Salvatore.

Giunte le venerande donne al tuo sepolcro, o Cristo, volevano profumare te, datore di vita e apparve loro un angelo esclamando: Il Signore è risorto!

Mentre eri crocifisso, o Cristo, fra due ladri condannati, quello che bestemmiava fu giustamente suppliziato, ma l’altro che ti riconosceva Dio, andò in paradiso.

Le venerande donne, presentandosi al coro degli apostoli, esclamarono: Cristo è davvero risorto, adoriamolo come Sovrano e Creatore!

Gloria.

Trinità, indivisa monade, Onnipotente che tutto creasti, Padre, Figlio con il Santo Spirito, a te inneggiamo, vero Dio e nostro Salvatore.

E ora. Theotokìon.

Salve, spirituale animato di Dio, porta intransitabile! Salve, trono ardente e incombusto! Salve, Madre dell’Emmanuele, Cristo nostro Dio!

E quindi il resto della Divina Liturgia.

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Modo IV – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono 4 La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Quarto inno a Dio, di Metrofane.

Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele

Glorifichiamo la divina Maestà trina nelle ipòstasi, unica nella natura delle tre, coeterna, congloriosa e supplici diciamo: Salva quanti con fede ti glorificano.

Con olio divinamente efficace fu crismato il Figlio dal Padre con Spirito d’esultanza: incarnatosi, insegnò la triplice personalità dell’unica natura divina.

Non sostenendo la vista della bellezza della tua gloria inaccessibile, Monade trisolare, i serafini si nascondono con le ali e con il canto del trisagio senza sosta ti glorificano.

Theotokìon. Inesplicabilmente generasti il Creatore dell’universo, o Purissima, il quale scioglie i mortali dall’antica maledizione e dalla corruzione di morte e per tuo mezzo conoscemmo un Dio in tre ipostasi.

Ode 3. Non è la scienza.

Virtù dall’alto ai tuoi santi apostoli inviasti, o Cristo, quando da parte del Padre Paraclito, rivelasti l’unica natura trisolare.

Quando ti mostrasti al patriarca Abramo sotto figura umana, o triplice Monade, gli facesti vedere la tua incomparabile bontà e sovranità.

Ti professiamo unico Dio in tre caratteristiche, incircoscritto, incomprensibile a tutti: libera le nostre anime da ogni afflizione.

Theotokìon. Ammaestrati dalle sapienti spiegazioni del Figlio tuo, noi glorifichiamo l’unica e trifulgida divina Maestà e diciamo beata te, sempre Vergine.

Kathisma Triadico. Presto intervieni.

Trisolare, increata, consustanziale incomprensibile Monade trisipostatica, abbi pietà dei tuoi servi, salvaci dai pericoli, Dio misericordioso; poiché in te, Signore, possediamo l’unico Redentore e Sovrano, noi che acclamiamo: Sii a noi propizio!

Gloria. E ora. Theotokìon.

Circondati da molte avversità e sventure dai nemici, o Vergine e sempre per cadere in disperazione, abbiamo te unica salvezza e speranza e muro di difesa, Madre di Dio e necessariamente anche adesso con fede accorriamo a te: Salva i tuoi servi!

Ode 4. Colui che siede nella gloria.

Trinità sovrasostanziale nella Monade della Divinità, Re e Sovrano, con i serafini ti glorifichiamo come natura indivisibile, inconfondibile, uguale nella gloria, Dio incomprensibile.

Unica Divinità inesplicabilmente congiunta nelle ipòstasi, sempre la stessa nell’unica signoria, unica incircoscritta e illimitata, noi inneggiamo a te, Fattore di tutto il creato.

La mente senza principio in modo ineffabile generò il Verbo e ne procedette il divino Spirito ugualmente potente; per questo annunziamo la Trinità consustanziale, Dio Signore dell’universo.

Theotokìon. Apparendo anticamente il Verbo preannunziò, o Vergine, la sua incarnazione da te; ma poi mostrandosi in realtà agli uomini, manifestò l’unico dominio trisipostatico.

Ode 5. Stupì tutto il creato.

Comprendendo con fede l’unica inaccessibile sostanza della Divinità creatrice dell’universo, veneriamo Padre e Figlio e Spirito santo coesistenti in eterno, tre ipostasi autrici della vita, pienamente unite.

Unica trisolare Divinità, irraggia su di me il fulgore del tuo essenziale splendore, essenza increata e fonte di ogni luce e chiarezza, affinché io rispecchi la tua ineffabile bellezza.

Riconosciamo che sei l’unico vivificante Creatore dell’universo, che tutto contieni e governi con ogni sapienza e con fede t’invochiamo: Sovrano trisolare, proteggi i tuoi cantori.

Theotokìon. Volendo divinizzare l’uomo corrottosi, colui che per sua bontà lo plasmò, o Vergine, dandogli l’immagine della forma divina, divenne uomo da te e ci annunziò l’unica triplice maestà divina.

Ode 6. Gridò prefigurando.

Si rivelò il Padre proclamando suo Figlio e lo Spirito fu visto nel battesimo di Cristo, per questo glorifichiamo l’unica e triplice maestà divina.

Quando Isaia ti vide seduto su un trono altissimo, inneggiato dalle voci del trisagio, riconobbe la triplice sostanza dell’unica maestà divina.

Altissimo Re trisipostatico, rendi elevato pure il cuore di noi tuoi servi, affinché contempliamo chiaramente lo splendore della tua gloria.

Theotokìon. Si degnò di prendere da una Vergine la nostra forma sapientemente il Figlio di Dio come amico degli uomini e rese gli uomini partecipi della divina gloria.

Kathisma Triadico. Presto intervieni.

Meditando il Padre ingenito, il Figlio generato e lo Spirito Santo che procede dal Padre, noi annunziamo la regalità senza principio dell’unico Dio, che glorifichiamo con voci concordi: Trinità consustanziale, salvaci, o Dio!

Gloria. E ora. Theotokìon.

Colui che già era Dio prima di tempi e secoli, lo concepisti nella carne come Dio-Uomo, o pura; perciò in verità tutti ti riconosciamo Madre dì Dio e senza sosta diciamo: rendici tutti degni della gloria eterna.

Ode 7. Nella fornace persiana

Tutti noi terrestri, imitando chiaramente le schiere delle nature celesti e spirituali, glorifichiamo l’unica Divinità in tre ipostasi ugualmente attive (2).

I detti dei santi ispirati, un tempo, con simboli, annunziarono l’unico Creatore di tutti i secoli, inesplicabile, Dio e Signore, in tre ipòstasi divine.

Theotokìon. Il Verbo creatore dell’universo, invisibile per la sua sostanza, apparve agli uomini uomo nato dalla pura Madre di Dio, per richiamare l’uomo alla partecipazione della Divinità.

Ode 8. Distese le mani.

Luce unica trifulgida, sostanza senza princìpio, bellezza inesplicabile, o Sovrano, abita nel mio cuore e rendimi tempio luminoso e puro della tua Divinità, mentre grido: Opere tutte del Signore, benedite il Signore (2).

Da svariate passioni, Trinità indivisa, Monade inconfusa e dalla tempesta delle colpe liberami, illuminandomi con i tuoi raggi divini, sicché abbia una visione della tua gloria e inneggi a te, Signore della gloria.

Theotokìon. Intelletto è il Padre ingenito e il Verbo a lui conforme e lo Spirito sullo stesso trono, sostanza, potenza, esistenza, sovrasostanziale, inesplicabile, operatrice di grandi cose, Triade Monade, custodisci il tuo gregge per l’intercessione della Madre di Dio, poiché per natura ami gli uomini.

Ode 9. Daniele stese le mani.

Tutto il mio cuore ora dirigo a te, la mente e tutte le facoltà dell’anima e del corpo, o mio plasmatore e liberatore, Monarca trilucente, mentre a te grido: Salva me, tuo servo da ogni sorta di pericoli e afflizioni (2).

Innalza la mente e l’intelletto nostro a te, Altissimo, illuminaci con i tuoi purissimi fulgori, Padre, Verbo, Paràclito che abiti la luce inaccessibile della gloria, o sole dominatore della luce, perché sempre glorifichiamo te, Dio unico Sovrano trisipostatico.

Theotokìon. Salva quelli che in te credono, Signore, proclamando l’unica natura, senza principio ed eterna, in tre ipòstasi divine e uguali dominatrici e rendici degni della tua gloria divina per le suppliche della pura Madre di Dio.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia.

Kàthismata della risurrezione. Tono 4.

Levando lo sguardo all’ingresso della tomba e non sostenendo lo sfolgorio dell’angelo, le mirofòre tremanti sbigottirono e dicevano: Forse è stato rapito colui che al ladrone aprì il paradiso? O forse è risorto colui che prima della passione annunziò la sua risurrezione? Veramente è risorto Cristo Dio, per concedere agli abitanti dell’ade vita e risurrezione.

Gloria. Stupì Giuseppe.

Subisti la croce per tuo libero volere, o Salvatore e uomini mortali deposero in una tomba nuova colui che con la parola dispose i confini della terra; e così, messa in ceppi, la morte estranea veniva tremendamente spogliata e tutti gli abitanti dell’ade acclamavano alla tua vivificante risurrezione: Cristo, datore di vita, è risorto e rimane in eterno.

E ora. Theotokion. Aftómelon.

Stupì Giuseppe contemplando ciò che superava la natura e riandava con la mente alla pioggia sul vello, per questa tua concezione senza seme, o Madre di Dio e al roveto ardente che non si consumava e alla verga fiorita di Aronne; dando testimonianza il tuo sposo e custode gridava ai sacerdoti: Vergine partorisce e dopo il parto vergine permane.

Dopo la seconda sticologìa, altri kathismata.

Tono 4. Presto intervieni.

Risorgesti dall’ade come immortale, o Salvatore e con te rialzasti il tuo mondo con la tua risurrezione, Cristo nostro Dio; infrangesti con potenza il dominio della morte e a tutti, o misericordioso, rivelasti la risurrezione: noi dunque ti glorifichiamo, o solo amico degli uomini.

Gloria. Stupì Giuseppe.

Disceso Gabriele dalle superne altezze, si accostò alla pietra, dove stava la pietra della vita e in candide vesti gridava alle piangenti: Cessate le vostre grida di lamento, voi che siete sempre pronte a compatire; coraggio, è veramente risorto colui che cercate piangendo; agli apostoli, ecco, proclamate: È risorto il Signore!

E ora. Theotokion.

Stupirono, o pura, tutti i cori degli angeli, per il tremendo mistero del tuo concepimento: Dunque è sostenuto dalle tue braccia come un mortale, colui che col solo cenno sostiene l’universo? Come riceve un principio colui che è prima dei secoli? E come viene allattato colui che con bontà indicibile nutre ogni vivente? E acclamando ti glorificano come vera Madre di Dio.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Accorse per prime, la mirofore annunziavano agli apostoli gli eventi della tua meravigliosa risurrezione, o Cristo, perché come Dio risorgesti, per concedere al mondo la grande misericordia.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Fin dalla mia giovinezza molte passioni mi guerreggiano, ma tu soccorrimi e salvami, mio Salvatore.

O voi che odiate Sion, siate confusi dal Signore: come erba al fuoco infatti sarete riarsi.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito ogni anima è vivificata, con la purificazione è innalzata, in virtù della Monade trina è resa fulgente, in sacro mistero.

Antifona 2.

Ho gridato a te Signore, dal profondo dell’anima, con fervore: anche a me si facciano attente le tue orecchie divine.

Chi ripone la sua speranza nel Signore, è al di sopra di tutto ciò che affligge.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito scaturiscono i flutti della grazia, che irrigano tutto il creato e lo fecondano.

Antifona 3.

Il mio cuore si elevi a te, o Verbo e nulla mi alletterà dei piaceri mondani, sì che desideri le cose terrene.

Come ciascuno ha affetto per la madre, ancor più ardente amore dobbiamo al Signore.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito viene ricchezza di conoscenza di Dio, di contemplazione e sapienza, poiché in lui il Verbo rivela tutti i decreti del Padre.

Prokìmenon.

Sorgi, Signore, soccorrici e riscattaci per la gloria del tuo nome.

Stico. O Dio, con le nostre orecchie abbiamo udito.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek.

Fosti innalzato per risollevare noi dalla nostra caduta, riparando con l’albero immacolato della croce, l’immensa rovina venuta dall’albero, o Sovrano, nella tua bontà e onnipotenza.

Col corpo nella tomba, con l’anima nell’ade come Dio, col ladrone in paradiso e in trono tu eri, o Cristo, col Padre e con lo Spirito, tutto colmando, o incircoscrivibile.

Theotokìon. Senza seme, per volere del Padre concepisti dallo Spirito divino il Figlio di Dio e partoristi nella carne colui che è dal Padre senza madre e che per noi è da te senza padre.

Canone stavroanastàsimo. Acrostico con irmì della Madre di Dio: Giovanni canta la quarta lode dolce melliflua.

Aprirò la mia bocca.

Sanasti le piaghe dell’umanità, Signore, riparandole col tuo sangue divino e stritolasti con la tua forza quel potente che un tempo stritolò la creatura da te plasmata.

Con la tua morte divenisti risurrezione dei morti; poiché cessò il potere della morte quando trattò con Dio incarnato, dominatore dell’universo, vita eterna.

Theotokìon. Splendida, più alta delle potenze celesti fu la tua dimora spirituale, la Vergine che ti portò in grembo, il monte santo di te, nostro Dio.

Canone della Madre di Dio. Acrostico: Quarto inno alla fanciulla gloriosissima.

Come i cavalieri.

Tremarono i popoli, si turbarono le nazioni, regni potenti si piegarono, o pura, per il timore del tuo parto: venne infatti il mio re e abbattè il tiranno e liberò il mondo dalla perdizione.

Cristo che abita negli eccelsi, scendendo ai mortali santificò la tua dimora e la rese incrollabile; solo essa infatti dopo il parto conservò l’onore della verginità, avendo generato il Creatore.

Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

L’albero della vita, la vera vite spirituale è sospesa alla croce e per tutti fa scaturire ambrosia.

Grande, terribile, distruttore dell’orgoglio dell’ade e Dio incorruttibile, ora col corpo è risorto.

Theotokion. Tu sola, o Madre di Dio, divenisti per i terrestri la dispensatrice dei beni oltre natura: per questo noi ti offriamo il saluto: Salve.

Canone stavro-anastàsimo. Quale sorgente.

I suoi velenosi denti il serpente in me confisse, Salvatore, ma tu, Sovrano onnipotente, li spezzasti con i chiodi delle tue mani, perché non c’è santo dei santi all’infuori di te, amico degli uomini.

Ti mostrasti per tuo volere nella tomba morto e vivifico, amico degli uomini e spalancasti le porte dell’ade alle anime degli antichi, perché non c’è santo dei santio all’infuori di te, amico degli uomini.

Theotokìon. Campo non arato apparisti, germogliando la spiga che concede immortalità a quanti ne partecipano e che santamente riposa nel Santo dei santi.

Canone della Madre di Dio. Dall’alto sei sceso.

E’ purificata la natura dei mortali, che per te conversò con il fuoco irresistibile, purissima Vergine e come pane fu cotta da chi ti conservò illibata.

Chi è questa che è tanto vicina a Dio, trascendendo tutte le schiere degli angeli? E’ l’unica nello splendore della verginità, la splendente Madre dell’Onnipotente.

Ode 4. Irmòs.

Vedendo te, sole di giustizia, elevato sulla croce, la Chiesa stette al suo posto e a ragione acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Salisti sulla croce per sanare le mie passioni con la passione volontariamente subita della tua carne immacolata; per questo a te acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Gustato il tuo corpo vivificante e senza peccato, ben giustamente, o Sovrano, la morte morì; noi invece a te acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Theotokion. Concepisti ignara di nozze, o Vergine e resti vergine dopo il parto: perciò con voci che mai tacciono, con fede sicura, a te, Sovrana, gridiamo: Salve.

Canone stavro-anastàsimo. L’ineffabile divino.

Giudicando te, suo legislatore, Israele non conobbe Dio, ma lo inchiodò alla croce degli empi, rivelandosi indegno d’aver ricevuto la legge, o Cristo.

La tua anima divinizzata, Salvatore, depredò i tesori dell’ade e rialzò con sé le anime degli antichi: il tuo corpo datore di vita infuse immortalità in tutti.

Theotokìon. Te sempre vergine e Madre di Dio tutti glorifichiamo; ti prefigurò a Mosè, divino contemplante, il roveto illeso in mezzo al fuoco, o purissima.

Canone della Madre di Dio. Colui che siede.

Conversò con gli uomini l’invisibile divenuto visibile, lui che è forma della Divinità incomprensibile e, presa forma umana da te, fanciulla, salva quanti ti riconoscono pura Madre di Dio.

La Vergine accolse nella materia l’immateriale che si rivelò bimbo partecipando alla materia di lei, per cui in due sostanze si riconosce l’unico Dio inacarnato e mortale sovrasostanziale.

Dopo il parto ti serbò vergine il Dio Verbo, che in te dimorò e verginalmente fu partorito e nascendo ti serbò vergine come Sovrano e Creatore di tutto.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Tu, Signore, nella tua compassione sei sceso in terra, tu, sospeso all’albero della croce, hai innalzato la natura umana che era caduta.

Tu hai tolto di mezzo, o Cristo, l’accusa per le mie colpe; tu hai dissolto, o compassionevole, i dolori della morte con la tua divina risurrezione.

Theotokion. Noi ti mettiamo avanti contro i nemici come arma indistruttibile, noi abbiamo te, o sposa di Dio, come àncora e speranza della nostra salvezza.

Canone stavro-anastàsimo. Stupì l’universo.

T’ingoiò tutto intero lo stolto ade: vedendo attaccato a un legno, trapassato dalla lancia ed esanime te, Dio vivente, ti considerò semplice mortale; ma tormentato conobbe la potenza della tua divinità.

O amico egli uomini, la tomba e l’ade si spartirono il tempio disfatto del tuo corpo, ma entrambi dovettero sentirne le conseguenze, l’uno restituendo le anime, l’altro i corpi dei tuoi santi, o Immortale.

Theotokìon. Ecco, ora è compiuta la predizione del profeta: poiché tu, Vergine ignara di nozze, avesti in seno il Dio dell’universo e partoristi il Figlio senza tempo, che porta la pace a quanti a te inneggiano.

Canone della Madre di Dio. Ora sorgerò.

Dimora di gloria, monte santo di Dio, pura sposa, talamo di santificazione ti rese il Figlio di Dio, che abitò in te e paradiso di etena delizia per noi.

Da sangue vergine, o Cristo, prendesti carne, senza seme, senza macchia, personale, intellettuale, razionale, spirituale, attiva, volontaria, libera, autonoma.

Il grembo della Vergine svergognò la superbia tirannica, poiché un bimbo con la mano esplorò la tana mortifera degli aspidi, ne estrasse il superbo ribelle e lo pose sotto i piedi dei fedeli.

Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Salisti sulla croce cinto di potenza, ti scontrasti con il tiranno e, poiché sei Dio, lo precipitasti dall’alto, mentre con mano invincibile rialzasti Adamo.

Sfolgorante di bellezza risorgesti dalla tomba, o Cristo; disperdesti tutti i nemici con la tua potenza divina e colmasti di gioia l’universo, perché sei Dio.

Theotokion. Prodigio più nuovo di tutti i prodigi! Senza conoscer uomo, una vergine concepì colui che governa tutto l’universo e nel suo grembo non lo restrinse.

Canone stavro-anastàsimo. Sono giunto alle profondità.

Spalancò la gola e mi inghiottì e dilatò l’anima l’ade stolto: ma Cristo, sceso giù riportò su la mia vita come amico degli uomini.

La morte fu presa dalla morte, poiché il morto risorse dandomi incorruttela: apparso alle donne annunziò loro la gioia, immortale.

Theotokìon. Dimora dell’immensa Divinità appare il tuo grembo, Madre di Dio: le schiere celesti non posssono gurdarlo senza timore.

Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.

Un tempo il serpente ingannò e uccise me per mezzo della progenitrice Eva; ora, invece, per te, Pura, chi mi plasmò mi richiamò dalla corruzione.

L’abisso mostrò che tu, Fanciulla, fosti eletta ineffabilmente a essere abisso di misericordia: poiché da te brillò Cristo, perla della Divinità.

Kontàkion. Oggi sei apparso.

Il mio Salvatore e Redentore risuscitò dalla tomba, poiché è Dio, i figli della terra, liberi da catene, infranse le porte dell’ade e risorse, Sovrano, il terzo giorno.

Ikos.

Celebriamo, figli tutti della terra, il risorto dai morti, Cristo datore di vita risorto dalla tomba il terzo giorno, che oggi ha infranto con la sua potenza le porte della morte, ha ucciso l’ade, spezzato il pungiglione della morte e liberato Adamo ed Eva; senza sosta gridiamo grati la nostra lode, perché, unico Dio forte e risorse, Sovrano, il terzo giorno.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la pietà che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Fu richiamata all’incorruttela l’umana natura, lavata dal sangue divino di Cristo e grata intona il canto: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

La tua tomba, fonte della nostra risurrezione, o Cristo, si rivelò vivificante, più bella in verità del paradiso, più splendente di qualsiasi talamo regale.

Theotokion. Salve, dimora divina e santificata dell’Altissimo, perché per te, Madre di Dio, venne data la gioia a quanti acclamano: Benedetta tu fra le donne, o purissima.

Canone stavro-anastàsimo. I fanciulli di senno divino.

Innalzato sul legno, umiliasti l’occhio superbo e il ciglio altero abbattesti a terra, salvando l’uomo; o gloriosissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Con la tua potenza esalta il corno di potenza di noi che ti serviamo; risorto dai morti, che svuotasti l’ade dai molti uomini che deteneva, o Sovrano Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Trinitario. Seguendo le divine parole glorifichiamo l’unica divinità come in tre luci senza commistione, divisione, splendore senza tramonto illuminante tutto il creato inneggiante: O Dio, tu sei benedetto.

Canone della Madre di Dio. I tre giovani a Babilonia.

Mi attira all’innodia il fuoco che ho in cuore dell’affetto verginale a gridare alla Madre Vergine: Benedetta, con te è il Signore delle potenze.

Apparisti più eccelsa di tutte le creature, generando il Creatore e Signore, perciò grido a te, Madre di Dio: Benedetta, con te è il Signore delle potenze.

Trinitario. Inneggio a te, unica Sovranità, invisibile in tre santificazioni, natura trisipostàtica, acclamando: Benedetta tu, che reggi l’universo.

Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Stendendo le mani sulla croce radunasti tutte le genti e rivelasti, o Sovrano, un’unica Chiesa che ti celebra a quanti in terra e in cielo salmeggiano ad una sola voce: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

In bianche vesti l’angelo apparve alle donne, sfolgorante dell’inaccessibile luce della risurrezione e gridava: Perché cercate il vivente nella tomba come un morto? Cristo è veramente risorto e a lui acclamiamo: Opere tutte, cantate il Signore.

Theotokion. Tu sola in tutte le generazioni, Vergine pura, fosti resa Madre di Dio: della Divinità divenisti dimora, o purissima e non fosti arsa dal fuoco della luce inaccessibile; per questo tutti ti benediciamo, o Maria, sposa di Dio.

Canone stavro-anastàsimo. Il parto della Madre di Dio.

Vedendo la tua ingiusta uccisione, il creato contristato gemeva; la terra infatti tremava, il sole si vestiva di un nero manto di tenebra e noi senza sosta inneggiamo ed esaltiamo te, Cristo nei secoli.

Scendesti all’ade per me e a tutti apristi la via della risurrezione; di nuovo risalisti, portandomi sulle tue spalle e mi presentasti al Padre; per questo a te grido: Inneggiate al Signore, opere sue ed esaltatelo per tutti i secoli.

Trinitario. Glorifichiamo la prima mente, causa di tutte le cose, l’unico Padre non causato, il Verbo senza principio, lo Spirito Paràclito, unico Dio e Signore e creatore dell’universo, venerando la Trinità coertermna ed esaltandola per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. Redentore dell’universo.

Chi ti formò dal fianco di Adamo, dalla tua verginità prese carne, il Signore dell’universo che noi celebriamo dicendo: Opere tutte, benedite, inneggiate al Signore.

Nella tenda Abramo contemplò il mistero che è in te, Madre di Dio: accolse infatti il tuo Figlio non ancora incarnato cantando: Opere tutte, benedite, inneggiate al Signore.

Tre come la Trinità furono i salvati quale figura della tua verginità, poiché in corpi vergini disprezzarono la fiamma, o Fanciulla, cantando: Benedite, inneggiate al Signore.

Ode 9. Irmòs.

Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Tutto in tutto te stesso mi hai assunto in un’unione senza confusione, donando a tutto il mio essere, o mio Dio, la salvezza, con la passione che in croce hai subito nel corpo, per la tua grande e amorosa compassione.

Vedendo aperta la tua tomba e svuotati per la tua risurrezione i lini che avevano avvolto Dio, i tuoi discepoli con l’angelo dicevano: II Signore è veramente risorto.

Trinitario. Noi tutti fedeli adoriamo la Monade della divina essenza, ma Triade delle ipòstasi, uguale nella potenza e uguale nell’onore nelle ipòstasi non confuse: secondo pietà la magnifichiamo.

Canone stavro-anastàsimo. Ogni abitante.

Entrato con inganno nell’Eden, il serpente mi catturò; ma sulla salda pietra del calvario il Signore onnipotente lo calpestò come uno stolto: e subito mi si aprì l’ingresso alla felicità con il legno della croce.

Le potenti fortificazioni del nemico riducesti a un deserto: con la tua fortissima destra gli rapisti le sue ricchezze, dalle viscere dell’ade mi rialzasti con te, Cristo e lui che un tempo smisuratamente si vantava, mostrasti ridicolo e burlato.

Va’ a visitare la tribolazione del tuo povero popolo: con la tua mano compassionevole e potente rafforza il Sovrano portatore della croce contro i nemici bestemmiatori per liberare la tua ererdità preziosa, o Cristo, amico degli uomini.

Canone della Madre di Dio. Il mistero divino nascosto.

Ti contempliamo come giglio, o Pura, immerso nella porpora del divino Spirito, brillante fra le spine e che colma di profumo quanti degnamente ti magnificano.

Assumendo la caduca natura mortale dal tuo grembo, Purissima, l’Incorruttibile la rese in sé non più caduca con la sua pietà, perciò come Madre di Dio ti magnifichiamo.

O Sovrana di tutte le creature, dona al tuo popolo i trofei della vittoria, sottomettendo alla Chiesa il nemico, affinché, come Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono 4.

O Signore onnipotente, che ti sottoponesti alla croce e alla morte e risorgesti dai morti, noi glorifichiamo la tua risurrezione.

Con la tua croce, o Cristo, ci liberasti dalla maledizione antica, con la tua morte annientasti il diavolo che tiranneggiava la nostra natura e con la tua risurrezione colmasti di gioia l’universo; perciò a te acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Guidaci alla tua verità con la tua croce, Cristo Salvatore e liberaci dai lacci del nemico; tu che risorgesti dai morti, stendi la mano e, per intercessione dei tuoi santi, fa’ risorgere noi caduti per il peccato, o Signore amico degli uomini.

Senza separarti dal seno paterno, o Verbo Unigenito di Dio, venisti sulla terra, nel tuo amore per gli uomini, fatto uomo senza mutamento e ti sottoponesti nella carne alla croce e alla morte, tu che sei impassibile nella tua divinità; ma risorto dai morti concedesti immortalità alla stirpe umana, unico onnipotente.

Altri Stichirà, anatolikà.

Accettasti la morte nella carne, o Salvatore, guadagnando per noi l’immortalità e abitasti in una tomba per liberare noi dall’ade, risuscitandoci con te: perché come uomo soffristi, ma come Dio risorgesti; per questo acclamiamo: Signore, datore di vita, solo amico degli uomini, gloria a te.

Si spezzarono le pietre, o Salvatore, quando sul Calvario fu infissa la tua croce; inorridirono i custodi dell’ade quando nel sepolcro fosti deposto come un morto: poiché, annullata la forza della morte, hai elargito incorruttela a tutti i morti con la tua risurrezione, o Salvatore; Signore, datore di vita, gloria a te.

Desiderarono ardentemente le donne vedere la tua risurrezione, o Cristo Dio, giunse per prima Maria Maddalena, trovò la pietra ribaltata dal sepolcro e l’angelo seduto che diceva: Perché cercate il vivente tra i morti? Egli è Dio ed è risorto per salvare l’universo.

Dov’è Gesù che avevate creduto di custodire? Dite, giudei, dov’è colui che avevate posto nel sepolcro sigillando la pietra? Consegnate il morto, voi che rinnegaste la vita, consegnate il sepolto, oppure credete al risorto; ma anche se voi tacerete la risurrezione del Signore, grideranno le pietre e per prima quella che dal sepolcro è stata ribaltata. Grande è la tua misericordia, grande il mistero della tua economia! O Salvatore nostro, gloria a te.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Innalzato in croce, fiaccasti il potere della morte e come Dio cancellasti lo scritto della nostra condanna, o Signore: concedi anche a noi la conversione del ladrone, o unico amico degli uomini, poiché con fede ti veneriamo, o Cristo nostro Dio e a te diciamo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Sulla croce stracciasti con la lancia il decreto della nostra condanna e, annoverato fra i morti, legasti il tiranno di laggiù, liberando tutti dai lacci dell’ade con la tua risurrezione, per cui fummo illuminati, Signore, amico degli uomini e a te gridiamo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Tu che fosti crocifisso e risorgesti per la tua potenza dalla tomba al terzo giorno e rialzasti il primo uomo Adamo, o solo Immortale, degnati, Signore, di far tornare pure me a conversione, perché con tutto il mio cuore e con calda fede sempre io gridi a te: Ricordati di me, o Salvatore, nel tuo regno.

Per noi l’Impassibile divenne uomo passibile e venne messo nel sepolcro e risorto risuscitò con sé noi; per questo glorifichiamo con la croce la passione e la risurrezione, per le quali fummo plasmati, per le quali pure siamo salvati, gridando: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Il risorto dai morti, che spogliò l’Ade della sua potenza e apparve alle donne e salutò le mirofore, supplichiamo o fedeli, perché liberi dalla corruzione le nostre anime, ripetendogli sempre l’esclamazione del buon ladrone: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Gloria.

Tutti noi fedeli preghiamo di poter concordemente glorificare in modo degno il Padre, il Figlio e il santo Spirito, unità della Divinità che sussiste in tre ipòstasi, inconfusa, semplice, indivisa e inavvicinabile, per cui fummo redenti dal fuoco del castigo.

E ora. Theotokìon.

La Madre tua, Cristo, che nella carne verginalmente ti partorì e dopo il parto rimase davvero vergine incorrotta, la presentiamo a te per intercedere, o Sovrano di molta misericordia; perché tu ci conceda la remissione delle colpe continuamente ti gridiamo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E quindi il resto della Divina Liturgia.

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Modo IV – Lunedì – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Lunedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata catanittici. Tono 4.

Visita, Signore, la mia anima misera che ha consumato tutta la vita nei peccati: accogli e salva anche me come la prostituta.

Attraversando l’oceano della vita presente, considero l’abisso dei miei molti mali e non avendo la ragione che mi guida, grido con le parole di Pietro: Salvami, o Cristo Dio, salvami perché sei filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tremendo è il mistero e inaudito il prodigio: come ha potuto la Vergine portare te, Creatore dell’universo e come, dopo il parto, permane vergine ed integra? Tu, da lei partorito, conferma la fede, placa le nazioni, da’ pace al mondo, o Dio, perché sei filantropo.

Dopo la seconda sticologia,

altri Kathìsmata. Presto intervieni.

Solleciti entriamo insieme nel talamo di Cristo e ascoltiamo tutti la sua voce beata, la voce del nostro Dio: Venite, voi che amate la gloria celeste; fatti compagni delle vergini sagge, fate risplendere le vostre lampade con la fede.

Stupì Giuseppe.

Considera, o anima, come ci presenteremo al giudice: in quell’ora terribile verranno collocati tremendi troni e saranno poste sotto accusa le azioni degli uomini; ed ecco, allora, il giudice inesorabile: davanti al suo tribunale scorre fuoco, come selvaggio mare rintronante, per ricoprire chi avrà peccato. Considera tutto questo, anima mia e correggi le tue opere.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che propriamente e realmente sei Madre di Dio e che con famigliarità di madre intercedi presso il Figlio tuo e Dio nostro, custodisci con cura speciale il gregge che accorre sotto la tua protezione, che in te ha la sua forza, che corre a rifugiarsi in te, porto, baluardo, unica avvocata del genere umano.

Dopo la terza sticologia,

altri Kathìsmata. Presto intervieni

I cori degli incorporei, o Trinità più che divina, con bocche immateriali senza sosta ti cantano e con timore ti assistono, o trisipostatica natura, acclamando: Santo! Per le loro preghiere, abbi dunque pietà dell’opera delle tue mani, o solo filantropo.

Martyrikòn. Oggi gli eserciti degli angeli sono qui convenuti nella memoria dei vittoriosi, per illuminare le menti dei fedeli e rischiarare tutta la terra con la grazia: supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

A colei che era stata allevata nel tempio, nel santo dei santi, che era rivestita di fede e sapienza e verginità irreprensibile, il principe angelico Gabriele presentava dal cielo il saluto con l’invito ‘Salve’: Salve, benedetta, salve, piena di gloria, il Signore è con te.

Canone catanittico. Acròstico senza Theotokìa: Salvami, Salvatore, come un tempo il dissoluto. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Tu che, generato dalla Vergine, sommergesti gli ufficiali superiori, ti supplico, sommergi la trirema dell’anima nell’abisso dell’impassibilità, affinché nella mortificazione del corpo col timpano a te canti un inno di vittoria.

Gesù mio Salvatore, tu che un tempo hai salvato il dissoluto, accolto il pianto della prostituta e giustificato il pubblicano che sospirava, nonostante la moltitudine dei miei peccati, accoglimi convertito e salvami.

La fornace del male consuma la mia anima come uno sterpo facendo di me combustibile della fiamma eterna; Signore longanime, con la rugiada della tua compassione estìnguila donandomi lacrime di pentimento.

Martyrikà. In piena lucidità il coro degli atleti con sapienza vanificò i folli decreti e l’arroganza degli empi: perciò sono stati ricompensati nei cieli.

Disprezzando tutti i piaceri del mondo otteneste in cambio, o atleti, l’altra vita; da ogni insidia di quaggiù liberate noi, che puramente vi diciamo beati.

Theotokìon. Lampada luminosissima del sole di gloria, rianima la fiaccola della mia anima sempre soffocata dalla mia accidia; versa in me, o santissima, l’olio delle buone opere perché ti glorifichi con fede e affetto.

Canone degli incorporei. Acròstico: Quarta ode degli intelletti incorporei.

Stesso Irmòs.

Stando come intelletti puri alla presenza del primo e grande Intelletto e rifulgendo di divino splendore, con la vostra luce, gloriosissimi angeli, illuminate la mia anima che canta il Verbo causa di tutto.

Gloriosi arcangeli, che senza sosta venerate Dio riflettendo la sua bellezza, circondandolo concordi, inneggiate al Creatore con canti di vittoria.

Theotokìon. Tu che sola accogliesti in grembo il Verbo sempre glorificato dagli angeli in cielo, rischiara la mia anima, sciogliendo la fosca mentalità del peccato e illumina con la conoscenza dello Spirito.

Ode 3. Irmòs.

Dall’alto dei cieli discendesti sulla terra di tuo volere, tu che precedi ogni inizio e dalle profondità dell’ade rialzasti l’umile natura mortale poiché non c’è santo all’infuori di te, filantropo.

Le tenebre delle passioni mi circondano nella notte della vita; Cristo nostro Dio, luce senza tramonto, rischiarami con il chiarore della penitenza, filantropo e salvami perché possa celebrarti.

Mostrami partecipe degli eletti, Cristo Salvatore, allontanandomi da sorti avverse e purificandomi con lacrime e misericordia, affinché giustamente ti inneggi in ogni tempo.

Martyrikà. Realmente i vostri piedi s’imporporarono nel vostro sangue e vi condussero più rapidamente al cielo, lasciando la terra e i suoi peccati, o martiri, imitatori delle divine potenze.

I vostri corpi straziati si sciolsero per le torture, o atleti di Cristo, mentre il vigore dell’anima resisteva unito indissolubilmente con la volontà all’amore del Creatore di tutto.

Theotokìon. O Maria, tu che sei Sovrana dell’universo, avendo generato il Signore, libera e illumina il mio intelletto soggiogato da passioni e annerito da malizia.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

O inneggiato dai cori sovramondani, assimila divinamente le loro schiere e le classi dei fedeli, o Verbo: non c’è infatti santo all’infuori di te, filantropo.

O divini arcangeli, che vivete nella perfetta armonia dell’amore ardente con la prima fonte a cui servite, con le vostre voci mai silenti, cantate l’unica essenza della divinità senza principio.

Theotokìon. Di Eva un tempo sciogliesti con gloria sciogliesti la maledizione concependo, o Madre pura, il Cristo che incorona tutti di benedizioni: non c’è infatti aiuto all’infuori di te, purissima.

Ode 4. Irmòs.

Colui che siede nella gloria sul trono della divinità, Gesù, Dio trascendente ogni pensiero, venne su nube leggera con la sua forza immacolata e salvò quanti acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Come a giustissimo giudice ora mi getto davanti a te, Signore: pietà di me, giudicato e condannato e liberami dalla tua giusta sentenza e fammi degno di stare tra gli eletti.

Sana me, caduto e ferito da ladri feroci, o Cristo filantropo, versando olio e vino di penitenza e coprendomi con la veste salvifica.

Martyrikà. Indossaste la veste salvifica dall’alto, mentre i vostri corpi venivano spogliati, o illustrissimi martiri e spogliaste colui che un tempo spogliò i progenitori, lasciandolo cadavere esanime.

Davanti agli empi, o martiri, argomentavate il Verbo di Dio, adorni della scienza della pietà; svergognaste tutti i saggi e i retori iniqui e uccideste il nemico.

Theotokìon. Come pioggia scese su di te Gesù, abisso di sapienza, trovando pura solo te, Madre di Dio Vergine e inaridì i torrenti tremendi del peccato con la grazia divina.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Con forza inconcepibile, Verbo di Dio sovrasostanziale, hai tratto dal non essere gli intelletti celesti e con la tua ineffabile gloria abbellisti coloro che acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Guidate dallo Spirito, le potenze superne divinamente illuminate, ereditarono la condizione infallibile, venerando in tutto l’universale signoria dell’unico Dio.

Resi degni di contemplare la bellezza del tuo volto e ricevendo i bagliori di là provenienti, i tuoi luminosissimi ministri a te acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Theotokìon. Sta ora davanti al Re Figlio la Vergine regina, adorna di vesti d’oro, colei che è superiore agli angeli acclamanti: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Ode 5. Irmòs.

Ora sorgerò, disse profeticamente Dio, ora mi innalzerò, ora sarò glorificato, assumendo la natura caduta dalla Vergine ed elevandola alla luce prodigiosa della mia divinità.

Come comparirò davanti a te, giudice di tutti e Dio e sarò giudicato per tutte le mie colpe che stoltamente ho commesso volontariamente, corrompendo tutto me stesso?

Salvami, Signore, perché ho commesso molti mali; risana, Sovrano, i miei peccati e i miei errori volontari e non venire in giudizio contro di me, mio Gesù, perché contro di te ho molto peccato.

Martyrikà. Una fine beata trovarono sapientemente gli atleti: ottennero gloria glorificando Cristo nelle proprie membra, scegliendo di unirsi all’arbitro con torture e supplizi.

Gioia celeste, corona incorruttibile, luce senza sera e la dimora non manufatta che mai crollerà beatamente ereditaste, o divini atleti, illustri martiri di Cristo.

Theotokìon. Di te voci profetiche dissero meraviglie, chiamandoti monte e porta e lampada luminosa da cui lo splendore davvero meraviglioso rischiara tutto il mondo, o pura e incontaminata.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Con tremore glorificano i cherubini e i serafini, i troni, gli arcangeli e le signorie, le potenze e i principati e le dominazioni con gli angeli l’onore della divinità una e trina.

Si rivelarono luminosamente rifulgendo, o Cristo, gli angeli predicando la tua risurrezione alle beate donne e atterrendo l’intelletto dei tuoi nemici con i raggi della tua divinità.

Theotokìon. Custodisci ora con arcangeli custodi la tua Chiesa che ti glorifica con voci ortodosse, tu che sei nato ineffabilmente da una Vergine strappasti dalla corruzione i mortali.

Ode 6. Irmòs.

Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso il diluvio di molti peccati, ma tu, come Dio, trai dalla corruzione la mia vita, misericordiosissimo.

Giaccio morto senza conoscenza e privo di sensi con la coscienza sempre sporca; o Dio, mio creatore, non mandarmi in perdizione per sempre.

Le mie azioni sono vicine al tuo giudizio e come nemici mi accusano, o compassionevole: da esse presto liberami, o Cristo, guidandomi alla penitenza.

Martyrikà. La folla degli iniqui stritolò le ossa degli atleti, ma non spezzò la loro fede; per essa si rivelarono eredi di Dio, Salvatore delle nostre anime.

Come pietre preziose sulla pietra della speranza irremovibile si edificarono gli atleti e come templi dello Spirito santo dimorarono nel tempio di Dio.

Theotokìon. Il mio cuore annerito da oscure tentazioni di peccato, divina sposa, con la tua illuminazione rischiara, tu che concepisti il Sole.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Voi che attorniate il Sovrano e puramente gioite dello splendore della luce iniziale, o schiere angeliche, illuminate quanti con fede vi cantano.

Con la tua sapienza, come Sovrano, plasmasti cori angelici, signorie potenze e serafini e rivelasti eternamente quanti ti danno culto.

Theotokìon. O Cristo, che nella tua provvidenza riposi come Dio su troni elevati, sorvegliando tutto, come bimbo fosti portato in braccio da una Vergine.

Ode 7. Irmòs.

I tre giovani a Babilonia, considerando folle l’ordine del tiranno, gridavano in mezzo al fuoco: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

A chi ti paragonerò, misera anima? Ahimè, tu desideri il male e non cerchi il bene; prima della fine, dunque, affrettati a mostrare buona condotta.

Dammi piogge di lacrime, o Cristo, per piangere amaramente i miei mali e non permettere che mi perda, io che più d’ogni uomo contro di te ho peccato.

Martyrikà. Portando nella carne la morte del Verbo morto, uccideste l’errore, vivete morendo con gloria e curate gli uccisi dalle passioni, o atleti.

Quale luogo non vi ha, ora, o martiri come luminari e torri? Quale regione non è illuminata dalle vostre lotte e dalle guarigioni che donate, o gloriosi?

Theotokìon. Tu sola dopo il parto rimani splendida di bellezza verginale, o Sovrana, tu sola superi la maternità: generasti infatti Dio, redentore delle nostre anime.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Avendo come testimoni spirituali delle azioni gli angeli, viviamo con purezza gridando: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Purificato dal carbone, il divino profeta Isaia vede i serafini che stanno presso il tuo trono e grida: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Schiere di incorporei superasti sapientemente, o Vergine, generando il Creatore e Signore di tutti. Benedetto, o purissima, il frutto del tuo grembo.

Ode 8. Irmòs.

Redentore di tutti, Onnipotente, scendendo refrigerasti i pii in mezzo alla fiamma e insegnasti a cantare: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Mi sono rivelato uguale alle bestie, sottomettendomi alla passioni degli animali: o Verbo di Dio senza principio, converti e salva me, che grido: benedite e inneggiate al Signore.

Come vigna coltivata dalle passioni il malvagio vendemmiatore mi ha vendemmiato: degnati di salvarmi e rendi infine fertile di virtù la mia anima.

Martyrikà. Le vostre vesti si tinsero nel vostro sangue e ora, incoronati vincitori, state negli eccelsi presso il Re dei secoli, o martiri.

Il sacro corteo dei martiri annientò lo schieramento degli empi, poiché piuttosto che obbedire ai loro decreti lottarono e furono incoronati davanti al Re di tutti.

Theotokìon. Tutto il creato benedice tuo Figlio, che ci corona di benedizioni e ci libera dalla maledizione, Vergine benedetta e glorificata, colmando di grazie la stirpe umana.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Creando gli angeli, o vita immortale, li hai resi partecipi dell’immortalità, insegnando loro a cantare: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Con le loro voci incessanti gli arcangeli formano attorno a te un coro spirituale, celebrando divinamente il Creatore e gridando: Benedite e inneggiate al Signore.

Theotokìon. Le immagini della Legge prefiguravano te, che concepisti Dio unendo allo spessore della carne l’Immortale per natura; noi benediciamo, o Vergine, il tuo parto.

Ode 9. Irmòs.

Col morbo della disubbidienza, Eva introdusse la maledizione, ma tu, Vergine Madre di Dio, col germoglio della tua concezione hai fatto fiorire nel mondo la benedizione. Per questo noi tutti ti magnifichiamo.

Ecco il tempo della conversione: perché indugiamo? Perché sprofondiamo nel sonno? Distogliamoci dalla noncuranza, approntiamo le nostre lampade, come sta scritto, con l’olio delle opere buone: perché non ci accada di restare fuori della porta, tra i lamenti.

Poiché è tempo di far penitenza, convertiti, anima mia dal male, da quanto commesso coscientemente o inconsciamente e grida a colui che tutto sa: Ho peccato, perdonami, Sovrano, non avere orrore di me indegno.

Martyrikà. Di fronte a tutti Cristo ha raccolto i santi lottatori da ogni città e regione in luoghi gloriosi, in un augusto riposo ed ora allietano esultanti la Chiesa dei primogeniti.

L’urna sacratissima dei tuoi santi martiri, straordinariamente rischiarata dai bagliori del divino Spirito, sprigiona la gioia delle guarigioni e seppellisce il danno delle malattie, o Signore, unico misericordiosissimo.

Theotokìon. Illumina la mia anima, o sposa di Dio, con i fulgori della luce che è in te; sollevami dalla fossa della perdizione in cui giaccio, abbattendo i nemici che sempre mi opprimono il cuore e mi spingono alle passioni.

Canone degli incorporei. Il divino, immacolato.

O angeli, che cantate il Genitore come intelletto e come colui da cui procedono il Figlio e lo Spirito, affrettatevi ora a trasmetterci con ardore le elargizioni della bontà divina.

Splendidamente adorni del dono e della grazia dell’incorruttela, gli arcangeli divini, cantando a te, o Cristo, fonte perenne di incorruttela, come benefattore ti magnificano.

Theotokìon. Noi fedeli ti riconosciamo, o Madre di Dio, talamo dell’ineffabile incarnazione, vivente sala nuziale e arca della legge della grazia: per questo, senza sosta ti magnifichiamo.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Sono pecora del tuo gregge razionale e mi rifugio in te, che sei il buon pastore: cercami, perché mi sonno smarrito, o Dio e abbi pietà di me.

Lavami con le lacrime, Salvatore, perché sono insozzato da molti peccati; perciò mi getto ai tuoi piedi: Ho peccato, abbi pietà di me, o Dio.

Martyrikòn. Chi non stupisce, santi martiri, vedendo la buona battaglia che affrontaste? Pur essendo in un corpo, infatti, sbaragliaste il nemico incorporeo, confessando Cristo, armati della croce. Giustamente dunque siete stati resi capaci di mettere in fuga i demoni e respingere i barbari, mentre senza sosta intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Custodisci da ogni sorta di pericoli i tuoi servi, o benedetta Madre di Dio, affinchè ti glorifichiamo come speranza delle nostre anime.

ALLA LITURGIA

Beatitudini (Makarismì)

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Più di tutti i mortali sulla terra ho peccato e temo l’inflessibile tribunale dell’aldilà, ma tu, sommamente buono, liberami dalla condanna e come filantropo dammi penitenza per lavare ogni mia colpa.

Cherubini e serafini, potestà, troni, arcangeli, potenze, virtù, angeli, principati eccelsi, che state presso il Sovrano, chiedete remissione delle colpe e correzione della vita per quanti con fede gridano: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Martyrikòn. Stando nel fuoco bruciaste i rovi dell’errore, o atleti di Cristo e nelle onde del vostro sangue annegaste il drago infernale e riportando vittoria vi siete uniti alle schiere superne, pregando con insistenza per le nostre anime.

Gloria.

O trisolare raggio, che fai apparire la pienezza del mondo, scaccia dalla mia anima le terribili passioni e manda la tua vivifica luce e il perdono dei peccati affinché a te gridi: Eterno Padre, Figlio e Spirito coregnanti, Trinità onnipotente, salvami.

E ora. Theotokìon.

Abbi compassione di me, che sempre cado in peccato, o pura e sono preso del tutto dalla pigrizia: migliorami con la penitenza dando compunzione alla mia anima insensibile, o speranza mai delusa di quanti con affetto t’inneggiano e gridano a Cristo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

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Modo IV – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata catanittici. Tono 4.

Visita, Signore, la mia anima misera, che ha consumato tutta la vita nei peccati: accogli e salva anche me come la prostituta.

Attraversando l’oceano della vita presente, considero l’abisso dei miei molti mali e non avendo la ragione che mi guida, grido con le parole di Pietro: Salvami, Cristo Dio, salvami perché sei filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sappiamo che da te s’incarnò Cristo nostro Dio Verbo del Padre, Vergine Madre di Dio, sola pura, sola benedetta; perciò con inni senza sosta ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Considerando l’oceano delle mie molte colpe, non oso levare gli occhi a te e chiederne perdono: ma tu dammi compunzione perché io mi converta, Signore e salvami.

Stupì Giuseppe.

L’intelletto della mia anima infelice, oscurato dalla caligine di passioni e piaceri della vita, non perviene ad alcun pensiero di compunzione; ma tu, Salvatore, abbi pietà anche di me misero e dammi un pensiero di compunzione, perché prima della fine anch’io gridi, Signore, per la tua compassione: Cristo mio Salvatore, salva me indegno e disperato.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti magnifichiamo, Madre di Dio, acclamando: Salve nube della luce senza tramonto, tu che portasti in grembo il Signore stesso della gloria.

Dopo la terza sticologia,

altri Kathìsmata. Presto intervieni

La tortora amica del deserto, il sacro battista che predicò la penitenza e manifestò Cristo fatto uomo, è divenuto difensore di tutti i peccatori, soccorrendo in perpetuo quanti sono sbattuti dalla tempesta. Per le sue preghiere, o Cristo, salva il tuo mondo.

Martyrikòn. Armati della croce, i tuoi vittoriosi sconfissero le macchinazioni del nemico origine del male, o Cristo nostro Dio; rifulsero come astri guidando i mortali e concedono guarigioni a chi chiede con fede. Per le loro preghiere, o Cristo, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Tu che sola generasti il Creatore di tutto, tu che sola ornasti l’umanità con il tuo parto, o illibata, strappami ai lacci del fraudolento Beliar: stabiliscimi sulla roccia dei voleri di Cristo, implorando con fervore colui a cui desti un corpo.

Canone catanittico. Acròstico senza gli irmì: Lavami con lacrime purificanti, o Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Colui che calpestò l’Egitto e annegò il faraone tiranno nell’abisso, salvò dalla schiavitù il popolo, che come Mosè canta un inno di vittoria, poiché si è glorificato.

O Signore non rimproverarmi in pubblico per aver commesso atti malvagi in segreto, non espormi allo scherno dinanzi a tutti, ma fammi risplendere di pura penitenza, o Redentore e salvami.

Accumulo peccati su peccati da dissoluto, o Sovrano e non sento mai il tuo timore, Signore: ma tu prima della fine salvami e abbi misericordia.

Martyrikà. Protetti dallo scudo della pietà e impugnando l’arma della croce come spada, siete venuti a combattere il nemico, o gloriosi, gettandolo a terra.

I divini martiri non temevano leoni assetati di sangue, né spade taglienti, ne’ ribollire di fornaci, né stridore di artigli, né percosse, né dolorose torture.

Theotokìon. Con inni onoriamo la Vergine Maria, pura dimora, arca e mensa, monte da cui fu intagliata non da mano umana la pietra, il Signore di tutto.

Canone del precursore. Acròstico: Intono un’ode composta bene con affetto per te, beato. Giuseppe.

Irmòs. Colui che è nato dalla Vergine.

Come grande stella che precede il sole hai irradiato luce sul mondo coi tuoi raggi, o Battista; perciò ti supplico: illumina il mio cuore, accecato dal buio terribile di innumerevoli colpe.

Con la tua nascita, o beato, sciogliesti le catene della sterilità, perciò ti chiedo di rendere fruttuosa di virtù con le tue preghiere la mia anima, sterile per le passioni.

Con la potenza di Elia preparasti la strada al Redentore, o precursore; dirigi verso di lui i moti della mia anima, venerato Battista, rimuovendo con le tue preghiere ogni pietra e ostacolo di passione.

Theotokìon. Nube di luce, con i tuoi radiosi riflessi disperdi le tante nuvole dannose dalla mia anima, affinché veda i raggi di colui che spuntò da te e con la luce riceva infine la luce senza tramonto.

Ode 3 Irmòs.

O Signore che creasti tuono e vento, rinsaldami affinché canti sinceramente le tue lodi e compia il tuo volere, perché non c’è santo all’infuori di te, nostro Dio.

Hai ridato la vista ai ciechi: dà luce ai miei occhi, rabbuiati dai piaceri e preoccupazioni della vita, perché non incontrino in alcun modo il tuo giudizio.

Ravvediti, è tempo di tornare al tuo discernimento, anima mia, dopo le azioni malvagie che hai commesso e con timore implora il Sovrano Redentore: Aprimi le porte della penitenza, o Cristo.

Martyrikà. Beliar, che prima si gloriava, viene sconfitto dalle battaglie divine degli apostoli e calpestato dai loro piedi appare come un’inutile cadavere.

La schiera dei santi martiri con forza divina sconfisse e annientò del tutto miriadi di etiopi spirituali, ottenendo la gloria.

Theotokìon. Dissolvesti le afflizioni dei nostri progenitori, santissima Madre di Dio, generando la gioia, il vivificante Redentore; chiedigli con insistenza di salvare le nostre anime.

Canone del precursore. L’arco dei potenti.

Ogni virtù praticasti, ogni peccato odiasti di tutto cuore e mostravi agli uomini, beato precursore, la via della penitenza.

Ti rivelasti come il più grande, o precursore del Verbo incarnato, perciò ti supplico: liberami dalle passioni irrazionali guidandomi alla penitenza.

Mentre eri ancora nel corpo mostravi la vita delle potenze incorporee, o Precursore: con la tua preghiera rendi tuoi imitatori noi che ti preghiamo.

Theotokìon. Con la tua preghiera, Madre Vergine, il mondo, infruttuoso per la trasgressione, ha trovato misericordia; perciò con inni di lode ti proclama beata.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito il tuo annunzio, o Dio e ho avuto paura, ho compreso le tue opere, disse il profeta e ho glorificato il tuo potere.

Privo d’ogni virtù e rivestito di cattiveria, come vedi, sono pieno di vergogna; Gesù filantropo, rendimi radioso con vesti di divina modestia.

Navigando nel mare del mondo con indolenza, o Verbo, sono naufragato nei piaceri del corpo: dirigimi verso il porto della penitenza.

Martyrikà. I nobili martiri realmente purificarono la corruzione del peccato con il sale del coraggio divino e ottennero la salvezza per tutti.

Rotolando sulla terra come pietre, d’improvviso gli atleti si schiantarono contro le roccaforti dell’errore; per la loro intercessione, Signore, salvaci.

Theotokìon. In ogni tempo, in ogni luogo ti supplico, o mia salvezza: non disprezzarmi, o purissima Genitrice del Dio, mio Redentore e Salvatore.

Canone del precursore.

Per amore, o compassionevole.

Sapendo che sei come la tortora che annunzia al mondo la primavera della verità, con parole davvero sincere ti diciamo beato, onorato precursore.

Come mediatore tra vecchio e nuovo testamento, con la tua intercessione rinnovami tutto, perché sono schiacciato dalle astuzie dell’ingannatore, o Battista.

Nel deserto dimoravi irreprensibile: con la tua divina intercessione rinnova la mia mente, diventata un deserto per ogni tipo di trasgressione, o Battista.

Theotokìon. Tuo figlio si è fatto conoscere come nostro perdono e redenzione: imploralo di salvare quanti con compunzione dell’anima ti dicono beato.

Ode 5. Irmòs.

Fa’ sorgere per me, Signore, la luce dei tuoi precetti, poiché il mio spirito per te veglia all’alba e inneggia, o Cristo; sei tu infatti il mio Dio e mi sono rifugiato in te, Re della pace.

Mentre con indolenza termino il percorso della vita mortale e vengo oscurato ogni giorno dagli inganni dell’ingannatore, abbi pietà di me, Gesù e guidami alla luce della penitenza e della vita.

Il mio cuore, esaltato dagli inganni del serpente, ora precipita in un profondo baratro: o Gesù, riparo dei caduti, riportami indietro, salvami per tua grande misericordia.

Martyrikà. Con le gocce del tuo sangue hai spento la fornace dell’errore politeista, benedicendo gli atleti del Salvatore e con onde di guarigione hai messo fine al bruciare delle passioni.

Stando in tribunale foste condannati ai flagelli e alla decapitazione e pur subendo una moltitudine di aspre punizioni, siete rimasti indomiti grazie alla divina ispirazione.

Theotokìon. Rendi la scintilla della tua misericordia un’alba per me nel buio delle mie colpe, Sovrana Vergine e guidami alla luce della penitenza, o pura, perché con fede t’inneggi.

Canone del precursore. La tua illuminazione.

O amico del deserto, col conforto delle tue preghiere permettimi di bruciare con le braci del deserto, gli assalti delle passioni, al sicuro dai loro danni.

La divina mano destra del Padre viene battezzata dalla tua santa mano destra e ci salva per le tue intercessioni da ogni colpa.

Tutto il mondo possiede te, Precursore, come rifugio, sicura protezione e grande muraglia: liberaci con le tue intercessioni, da disastri spaventosi.

Theotokìon. Dio ti ha amato, Vergine pura, bellezza di Giacobbe, Dio che abbellisce grazie a te tutti quelli che furono ottenebrati dal peccato originale.

Ode 6. Irmòs.

Nel mare della vita sono disceso negli abissi per le mie azioni, ma come Giona dal ventre della balena, così a te grido: riconducimi, ti prego, dall’abisso dei mali, o Figlio e Verbo di Dio.

Me misero, ho avvilito la mia anima nel torpore dell’indifferenza e sono stato trascinato giù dal sonno del peccato: conducimi alla luce della penitenza, Signore e nella tua compassione salvami.

Come ho osato, povero me, allontanarmi dal Dio della benevolenza, come ho potuto ignorare il terribile giudizio universale, nel quale sarò giudicato? O mio Creatore, abbi pietà di me.

Martyrikà. Appariste realmente una lira che risuona un canto di salvezza e delizia i cuori dei fedeli e avete allontanato del tutto l’ebbrezza dell’errore, o atleti.

Superando i limiti dell’umano, martiri di Cristo, con il vostro impulso divino verso il Creatore, sopportavate con gioia le pene delle torture come in corpi estranei.

Theotokìon. Vergine santissima, protezione di tutti i fedeli, accori, scampami dalla minaccia e dalla tenebra del terribile giudizio nell’ora dell’esame, affinchè con fede sempre t’inneggi.

Canone del precursore. Sei giunto alle profondità.

Battezzasti nelle onde del Giordano il Sovrano, che ha tolto i peccati dell’umanità: non smettere di supplicarlo di aver pietà delle nostre anime, o Precursore.

Ti rivelasti araldo della penitenza, o Precursore; trattieni in essa la mia anima, rovinata dai danni del peccato e incapace di risorgere.

Preparasti in deserti inaccessibili la venuta del Verbo alle anime, o beato: perciò con voci mai silenti tutta la Chiesa ti proclama beato.

Theotokìon. Le immagini della Legge hanno chiarificato la tua tremenda gravidanza, divina sposa: contemplandone ora il compimento, o Sovrana, degnamente te ti glorifichiamo.

Ode 7. Irmòs.

I figli di Abramo, non venerando l’immagine d’oro furono provati come l’oro nel crogiuolo; nella fornace di fuoco, infatti, come in un talamo splendente danzavano gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Come compassionevole, o Cristo, apparisti infante appena nato per redimere il mondo dall’antica condanna; perciò ti invoco: rinnova me, invecchiato per molti peccati, o Salvatore e salvami mentre a te grido: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Salvasti un tempo Manasse pentito, hai avuto pietà della prostituta che piangeva, con una parola giustificasti il ladro: accetta anche me, che ho commesso molti gravi peccati, o Salvatore e salva me, che a te grido: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Martyrikà. Mentre il tremendo naufragio del politeismo tratteneva l’ecumène, gli atleti, avendo la nave della pietà, con la guida di Cristo approdarono al porto della vita, gridando: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Scintillando come l’oro nel crogiuolo, gli atleti furono provati da molte torture, mostrando gli illustri segni della passione di Cristo, perciò ora sono depositati come tesori nella dimora celeste del tutto incorruttibile.

Theotokìon. Purissima e incontaminata Sovrana, prega il Dio, Salvatore, Redentore e Sovrano, che generasti affinché otteniamo la liberazione dai pericoli e il perdono dei molti peccati e inneggiamo alla sua compassione oltre ogni comprensione.

Canone del Precursore. I figli di Abramo.

Apparisti come il maggiore tra tutti i nati da donna, profeta di Dio: con la tua grande intercessione libera me, che ho molto peccato, dalla grande fiamma affinchè ti proclami beato.

Sembro un fico sterile pronto al taglio; migliorami con la tua mediazione e rendimi fruttuoso affinchè ti proclami beato, o precursore del Salvatore.

Con la tua incessante preghiera, Giovanni precursore del Redentore di tutti, seda ogni pericolo del nemico, che aggredisce tutti quelli che ricorrono a te con fede.

Theotokìon. Custodisci dagli attacchi malvagi, da rapimento e schiavitù del seduttore, o Vergine, i tuoi servi che con l’anima e la bocca sempre di glorificano.

Ode 8. Irmòs.

Nella fiamma ardente ti stanno attorno cherubini e serafini, Signore e tutto il creato ti canta un dolce inno di lode: Inneggiate, benedite ed esaltate Cristo, unico demiurgo per tutti i secoli.

Non mi sono fermato per timor tuo, non ho ascoltato i tuoi precetti, non ho mai fatto la tua volontà, che ne sarà di me, sventurato? Ma tu sei filantropo: abbi compassione di me, unico Salvatore e non scacciarmi.

O coltivatore dei beni, con la falce del tuo timore, strappa alla radice tutti i pensieri spinosi dalla mia anima sciagurata e col seme della penitenza, o Cristo, concedi ai tuoi germogli spighe di salvezza.

Martyrikà. Costretti dalle molte torture gli atleti furono condotti agli spazi aperti dalla grazia e chiusero le vie piene di tranelli dell’ingannatore e ora ci guidano per le strade di Dio con fede e amore.

Il seduttore venne fatto cadere e precipitò nell’abisso del vostro coraggio e della vostra grande fatica e mentre gli stolti cadono a terra, derisi da tutti, voi, martiri, venite insigniti di corone di vittoria.

Theotokìon. Il tuo grembo senza macchia si mostrò al mondo come frumento ammassato, che produce grano di vita sfamando tutti; perciò noi fedeli t’inneggiamo armoniosamente come causa di ogni bene.

Canone del Precursore. Redentore di tutto

Per la tua intercessione luminosa destami perché sono soggiogato dal sonno dell’indolenza e ottenebrato dalla nebbia della cattiveria e fammi camminare rettamente nel giorno della virtù.

Una tempesta di tentazioni mi assale e una bufera di passioni mi scuote: dammi la mano, guida la barca della mia anima sulla rotta della penitenza per le tue preghiere.

Nelle acque del fiume battezzasti colui che rimette i peccati del mondo: inaridisci l’abisso della mia malvagità con le onde delle tue intercessioni, beato precursore Giovanni.

Hai visto il santo Spirito, udito testimoniare la voce del Genitore di Gesù, mentre era battezzato in modo ineffabile da te, Precursore; supplicalo di salvarci.

Theotokìon. Come nostra fonte di rinnovamento, rinnova me, annientato dagli assalti del serpente, affinchè con fede e affetto ti proclami beta, o tutta piena di grazia, Vergine Madre di Dio.

Ode 9. Irmòs.

Ha operato potenza col suo braccio, perché ha abbattuto i potenti dai troni e innalzato gli umili, il Dio di Israele; così ci ha visitati il sole che sorge, l’Oriente dall’alto e ci ha diretti sulla via della pace.

Ecco, è aperto il mistico talamo: i prudenti approntano le lampade con l’olio delle virtù ed entrano radiosi. Deponi il sonno della noncuranza, o anima, per entrare con Cristo portando la tua lampada.

Come la prostituta stringo con l’anima i tuoi piedi e li lavo con lacrime, o Verbo e tu lavami, o Salvatore, dal fango delle passioni, dicendo ora anche a me: La tua fede ti ha salvato, affinchè canti la tua immensa compassione.

Martyrikà. Con cuore esultante e animo lieto, i martiri dimorano lassù, portando sempre, le ferite di Cristo come nobile ornamento e per noi chiedono pace, liberazione dalle sciagure e assoluzione dalle colpe.

Ogni luogo è santificato, o divini atleti, quando nelle sventure possiede le vostre reliquie, come Israele l’arca; ma esulta il cielo, con gli incorporei, perché possiede le vostre anime, o beati.

Theotokìon. O Vergine amica del bene, che generasti il Dio amico del bene, a te grido: Rendi buona la mia misera anima, paurosamente guastata dalle passioni e delle malvagie insidie dell’ingannatore, affinchè con fede ti canti come speranza di tutti.

Canone del precursore.

Col morbo della disubbidienza.

Mia forza e mio canto è il Cristo Signore: imploralo, beato precursore, di rafforzarmi contro le passioni e ogni assalto dello spirito maligno, per fare la volontà di Dio, affinché ti canti in un prospero cammino.

Ti rivelasti tortora leggiadra e rondine dal dolce canto, o divino precursore, primavera che manifesta Cristo Dio; imploralo dunque, ti prego, perché sia strappato alla tempesta che uccide le anime e ai flutti del peccato.

Sussultando nel seno materno, indicasti colui che rifulgeva dalla Vergine: pregalo di mortificare i sussulti della carne che mi uccidono e di colmare di gioia il mio cuore perché ti canti, o precursore divino.

Il giudizio sarà senza misericordia per quanti non usano misericordia, o anima: bada, sii attenta, prendi l’olio che può mantenere insonne la tua lampada; lo Sposo si avvicina, vigila a che il tuo proposito non sia spento.

Theotokìon. Tu che partoristi il Dio amico del bene, Madre di Dio amica del bene, chiedigli che io sia scampato da tutti i mali e che sia ferito al cuore dal suo amore, nell’odio di ogni voluttà carnale, affinchè ti canti, o lodatissima.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Sono pecora del tuo gregge razionale e mi rifugio in te, che sei il buon pastore: cercami, perché mi sono smarrito e abbi pietà di me, o Dio.

Mi avvolge la tormenta dei peccati, o Salvatore e non sostenendo la burrasca, mi getto ai tuoi piedi, unico pilota: tendi a me, come a Pietro, la mano della tua filantropia e salvami.

Martyrikòn. Diveniste consorti degli angeli, o santi martiri, predicando con coraggio Cristo nello stadio; abbandonaste infatti come inconsistenti tutte le cose piacevoli del mondo, tenendo salda come un’ancora la fede: perciò, respingendo l’inganno, fate sgorgare per i fedeli doni di guarigione. Pregate senza sosta per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, regina dell’universo, vanto degli ortodossi, confondi l’arroganza e il volto degli eretici che non venerano la tua venerabile icona, o purissima e non la onorano.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì)

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Tu che accettasti il pianto di Pietro e le lacrime della prostituta e hai avuto pietà del pubblicano che sospirava da solo, come compassionevole anche a me che mi getto ai tuoi piedi supplice dona il perdono delle colpe, Signore e liberami dalla geenna dell’aldilà, come compassionevole.

O sublime precursore, tu che sciogliesti i legami della sterilità, sciogli la sterilità della mia povera anima e beneficala perché porti opere virtuose per la tua intercessione opere virtuose con cui ottenga la vita senza fine acclamando a Cristo: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

Martyrikà. Tormentati da pene, consegnati a belve feroci, crudelmente mutilati e gettati nell’abisso del mare, dati al fuoco e selvaggiamente dilaniati, non rinnegaste Dio: a lui senza sosta chiedete pace, illuminazione e grande misericordia.

Gloria.

Purificando l’intelletto alla Trinità tutti gridiamo: Padre, Figlio unigenito, Spirito santo e di uguale onore, custodisci i tuoi servi che con semplicità e affetto adorano il Regno in unica divinità e gloria acclamando: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E ora. Theotokìon.

Accogliesti in grembo il coeterno al Padre e coregnante col santo Spirito e oltre comprensione concepisti il Verbo divenuto uomo per beneficare l’umanità, Maria divina sposa, dimora spaziosa del nostro Dio; supplicalo con insistenza di salvare i tuoi servi.

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Modo IV – Mercoledì – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Mercoledì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata stavròsima. Tono 4.

Ci hai riscattati dalla maledizione della Legge col tuo sangue prezioso: inchiodato alla croce e trafitto dalla lancia hai fatto zampillare l’immortalità per gli uomini. Salvatore nostro, gloria a te.

Tu che volontariamente fosti innalzato sulla croce, Cristo Dio, abbi compassione del nuovo popolo chiamato col tuo nome; allieta nella tua potenza i nostri re fedeli, dando loro vittoria contro i nemici; trovino nella tua alleanza uno scudo di pace, un trofeo invincibile.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Stupì Giuseppe.

Stando presso la croce, l’agnella purissima, Madre dell’agnello e Redentore, faceva penosamente lamento e guardandolo diceva sbigottita: Che cos’è questo spettacolo nuovo e strano? Tu dunque, dolcissimo Figlio, sopporti volontariamente tutto questo? Subisci volontariamente la crocifissione e questa morte atroce? Glorifico, o Creatore, la tua condiscendenza oltre ragione.

Dopo la seconda sticologia, altri kathìsmata. Autòmelo.

Presto intervieni, prima che siam fatti schiavi dei nemici che bestemmiano te e minacciano noi, Cristo nostro Dio; annienta con la tua croce quanti ci fanno guerra: conoscano quanto può la fede ortodossa, per le preghiere della Madre di Dio, o unico filantropo.

Alla croce ti inchiodarono i giudei, o Salvatore; per essa ci hai chiamati di tra le genti un tempo, o Cristo nostro Dio; su di essa stendesti le palme secondo il tuo disegno e accettasti che il tuo fianco fosse trafitto dalla lancia per la tua grande compassione. O filantropo, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon uguale.

Quando la Madre tua senza sposo ti vide innalzato sulla croce, lamentandosi amaramente così parlava: Che cos’è questo spettacolo nuovo, strano e inaspettato? Come dunque un popolo iniquo configge alla croce te, unico datore di vita, mia dolcissima luce?

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che volontariamente.

Dopo la tremenda caduta nel paradiso per l’amaro consiglio dell’omicida, sul Calvario mi rialzasti, o Cristo, riparando con l’albero la maledizione dell’albero, uccidendo il serpente che con l’inganno mi aveva ucciso e mi donasti la vita divina. Gloria alla tua divina crocifissione, Signore.

Martyrikòn. Rivestita come di porpora e bisso del sangue dei tuoi martiri nel mondo intero, la tua Chiesa tramite loro a te grida, o Cristo Dio: Fa’ scendere sul tuo popolo le tue compassioni, concedi agli abitanti della tua città la pace e dona alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Tu che volontariamente.

Vedendoti appeso alla croce, o potente, l’agnella Vergine, gemendo diceva tra le lacrime: Quale ineffabile condiscendenza è la tua, o Verbo! Come dunque il popolo condannato ha ora condannato te, Dio che verrai per giudicare tutti? Inneggio alla tua inesprimibile misericordia.

Canone stavròsimo. Acròstico senza theotokìa: La tua croce è arma di salvezza. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek.

Tu che hai steso i cieli, Signore Gesù, chiaramente hai steso le mani sulla croce per abbracciare le genti da te lontane, come buono e compassionevole.

Con la tua croce proteggimi, o Cristo, perché non diventi preda del lupo che cerca di perdermi, o Verbo e ogni giorno mi prepara imboscate e agguati.

Martyrikà. Con i vostri dolori pene spezzaste la causa d’ogni male: ereditando la vita e la benevolenza, beatissimi martiri, lenite ogni pena fisica e spirituale.

Con catene infrangibili legaste l’industrioso diavolo, o sapienti: vi uniste a Cristo, che volentieri si lascia legare per dissolvere ogni errore, perciò vi diciamo beati.

Stavrotheotokìon. Dopo il concepimento, pura Vergine, conservasti la verginità, avendo concepito prodigiosamente colui che fu innalzato in croce: e noi fedeli a gran voce ti magnifichiamo.

Canone della santissima Theotòkos. Acròstico: Ode quarta alla fanciulla Theotòkos.

Stesso irmòs.

Tu che sei più pura di ogni creatura, o purissima, purifica con la tua pura preghiera, Genitrice di Dio, il mio cuore sporcato malamente da impure passioni.

Liberami da lacrime e gemiti che mi attendono nel giorno del giudizio, pura Vergine Madre, con le tue preghiere gradite a Dio, nostro Creatore.

Per il tuo ineffabile concepimento tu sola liberasti la stirpe umana dalla maledizione antica; per le tue preghiere, o Vergine, libera me, schiavo di passioni carnali.

Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Innalzato sulla croce, innalzasti i caduti nella corruzione e abbattesti il nemico, Cristo Sovrano, nostro Dio.

La spada del maligno fu spezzata quando fosti trafitto dalla lancia al fianco e il paradiso fu aperto per tutti, Verbo enipostàtico del Padre.

Martyrikà. Quali fiumi fiammeggianti, i martiri fermarono i fiumi dell’errore e spensero l’incendio del politeismo.

Crocifissi e colpiti sulla terra, o martiri di Cristo, uccideste con la spada della fermezza, il drago ostile.

Stavrotheotokìon. L’agnella pura, vedendoti crocifisso, amaramente piangeva celebrando la tua potenza, Sovrano.

Canone della Theotòkos. Non è la scienza.

Supplico te, Sovrana, superiore ai cherubini: dimostra superiore alle passioni del corpo il mio intelletto decaduto per la malizia del serpente.

Nel tremendo giorno del giudizio, quando il Signore verrà a giudicare i molti peccati che ho commesso, o Vergine, salvami dal castigo.

Per la tua compassione converti il mio comportamento spietato, o Cristo; per le suppliche di colei che ti concepì, salva me, spietato.

Ode 4. Irmòs.

Vedendo te, sole di giustizia, elevato sulla croce, la Chiesa stette al suo posto e a ragione acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Vedendoti volontariamente sospeso all’albero, sole di gloria, il sole si coprì di tenebra, le rocce si spezzarono e il velo si squarciò in due.

Alla tua crocifissione, Signore, mentre la lancia ti trafiggeva, per tuo ordine la spada sguainata fu distolta dal ladro alla tua destra inneggiante alla tua potenza.

Martyrikà. Protetti dall’arma della tua croce, i tuoi atleti, Signore, non furono colpiti dai dardi del malvagio, ma rovesciarono le mura instabili della mania idolatrica.

Come sacrifici puri e olocausti immolati, vi sacrificaste al Signore che per compassione s’impoverì, ricevendo ricompense per le vostre pene.

Stavrotheotokìon. Vedendo il tuo Signore sospeso all’albero della croce, il dolore lacerò l’anima di te, che nel tempo concepisti il senza tempo, che serbò inviolata la tua verginità.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Tu che sei divina dimora di colui che si svuotò per beneficare la propria creatura, o purissima, santifica la mia anima e illumina il mio pensiero.

Libera dal gorgo del male, con la tua intercessione rinsalda la mia anima trascinata nella bufera del male e nell’abisso delle passioni.

Palazzo animato del Re celeste, o Vergine, ora ti supplico, per le tue preghiere rivela dimora della Trinità me, divenuto spelonca di ladri.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Dal tuo fianco trafitto fai scorrere su me, Signore, i divini rigagnoli dell’immortalità per riparare la colpa commessa dal fianco del primo creato.

Trofeo contro i nemici è la tua croce, che donasti a noi, o Verbo, come salvezza delle anime per i tuoi cantori.

Martyrikà. Sebbene mortali, fulgidi martiri, raggiungeste gli angeli fiammeggianti subendo la fiamma dei tormenti.

Con i corpi spezzati da tanti supplizi, i martiri confermarono nelle loro anime l’incrollabile amore per il Creatore.

Stavrotheotokìon. L’unico buono incarnato in un grembo incorrotto, fu visto addirittura crocifisso per liberarci dalla corruzione.

Canone della Theotòkos.

Gli empi non vedranno.

Avendo concepito l’agnello di Dio, o agnella, vivifica la mia anima avvelenata dal morso del serpente e smarrita sul monte della trasgressione.

Per la tua fervida intercessione, Madre di Dio illustrissima, piamente smuovi al calore dell’amore di Dio la mia anima congelata dalla forza dei nemici.

Libera dalla vergogna delle passioni la mia povera anima e con la tua intercessione guida nella purezza la mia vita, o fanciulla, buona e pura fra le donne.

Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Tu che superi ogni onore, sopporti l’infamia per liberarmi dal disonore e salvarmi con la tua croce, Signore filantropo.

Quando sulla croce deponesti la tua vita, uccidesti l’autore della nostra morte, coprendolo di vergogna; gloria alla tua potenza, Signore.

Martyrikà. Il malvagissimo che vi feriva con supplizi letali fu ferito e calpestato dai vostri piedi apparendo a tutti come ridicolo, o martiri.

Dalle vostre reliquie, o martiri, scorrono guarigioni; le vostre ceneri conservate nelle tombe sciolgono i demòni come polvere e curano svariate malattie fisiche.

Stavrotheotokìon. La Vergine piangendo gridava: una folla iniqua ti trafisse di chiodi e il mio cuore è straziato dalla spada del dolore, o mio Creatore.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Il tuo parto divenne vincitore della morte, essendo vita e redenzione dei mortali, o Vergine; per questo ti supplico di rialzare la mia anima uccisa.

Affondo nell’oceano di questa vita, o filantropo; stendi la mano per salvarmi per le preghiere della Madre di Dio e delle innumerevoli potenze celesti.

O terra che producesti la spiga divina, non disprezzare la mia anima incolta, che si consuma nella fame delle cose divine, ma nutrimi con i divini carismi di tuo Figlio.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la pietà che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Ti lasciasti crocifiggere nudo, o unico immortale, che rivesti il cielo di nubi e rivesti di vergogna eterna colui che spogliò un tempo i progenitori.

Salisti sulla croce e Adamo caduto si rialzò: una lancia ti trafisse il fianco, o Sovrano e l’ostilissimo ricevette il colpo mortale. Benedetto il tuo potere, Signore.

Martyrikà. Splendidamente uniti allo splendido Verbo, legati e torturati, vi separaste da tutto il mondo, o atleti e legaste per sempre il nemico.

Le mura dell’errore con la leva divina della divina passione davvero abbatterono gli atleti e si rivelarono muro per i fedeli e difesa per i pii che li dicono beati.

Theotokìon. Cristo Dio, apparso come rugiada nella fornace, non bruciò affatto il tuo grembo, o fanciulla che contemplandolo appeso al legno, glorificavi la sua inesplicabile discesa.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

O monte divino da cui fu tagliata senza mano la pietra, che spezzò le stele diaboliche, scaccia, o fanciulla, dalla mia anima gli idoli e dal mio cuore la durezza pietrificante.

Non vacillasti accogliendo in grembo, o fanciulla, colui che, quando vuole, fa tremare la terra e tutto ciò che contiene; rafforza, dunque, il mio cuore, vacillante per gli assalti del nemico.

Il maligno mi ottenebra con l’onta dei piaceri; dissolvi, dunque, o Vergine, i miei pensieri carnali, ornandomi di virtù, o Madre di Dio, affinché diventi tutto spirituale.

Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Tu che stendesti le mani sulla croce, volendo sanare, o Sovrano Signore compassionevole, il peccato della mano avida, trafitto dai chiodi, allontani ogni pensiero del progenitore, che canta: opere tutte, benedite il Signore.

Fu stracciato il chirografo di Adamo, prima creatura, quando il tuo fianco fu trafitto; per lo scorrere del tuo sangue, Sovrano, l’universo è santificato, sempre acclamando con voci grate: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Martyrikà. Stando in mezzo al fuoco come refrigerati, non bruciavano gli illustrissimi martiri e cantavano in sinfonia mistica con i fanciulli l’ode realmente divina: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Portando sempre la fiamma del vostro amore, non cadeste nelle tenebre del castigo, ma per effetto della forza divina, o martiri, correvate alla luce senza tramonto, gridando senza sosta: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Stavrotheotokìon. Vedendo Cristo morto e ucciso il nemico che aveva ucciso i mortali, l’inneggiatissima Sovrana piangendo inneggiava al Sovrano e celebrando la sua magnanimità gridava: Opere tutte, inneggiate al Signore.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Concepisti lo splendido frutto, gustando il quale la morte rovinò, perciò a te grido, o Sovrana: Vivifica me, ucciso malamente dal frutto del peccato, cantando: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Seda i moti passionali della mia mente con la tua insonne preghiera, Sovrana purissima e rialzami dal sonno della pigrizia per cantare con anima vigile: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Anima misera, non avrai patrocinio dall’alto perché il gran numero delle opere cattive ti condanna; per questo convertiti e come collaboratore per il bene prendi la sola incontaminata, poiché è l’unico rifugio dei mortali.

Ode 9. Irmòs.

Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: perciò, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Ecco, la Vita appesa alla croce è apparsa a tutti: il sole, non potendolo sopportare, sospende i suoi raggi, la terra si scuote e i pensieri si fissano nella pietà e nell’austerità.

Come può il popolo iniquo, o mio Gesù, condannare a morte di croce te, il legislatore, che sei la vita di tutti e il Signore e che con la passione concedi l’impassibilità a tutti i mortali?

Martyrikà. Con le vostre bocche teologhe predicaste con tutta sapienza l’incarnazione del Verbo in mezzo a nemici che vi maltrattavano, o illustri; lottando santamente lottato, foste coronati con le corone della vittoria.

Splendendo in pieno giorno come stelle, diffondete bagliori in tutto il creato col fulgore delle sacre lotte e con i divini splendori delle guarigioni e dileguate la profonda notte delle passioni, o martiri divini.

Stavrotheotokìon. Illumina, o pura, la mia anima oscurata dal peccato; disperdi le nubi dei miei vizi, o nube luminosa, che un giorno vedesti il sole oscurarsi, quando veniva crocifisso l’immortale.

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Spezza i vincoli dei miei vizi con la divina lancia di tuo Figlio, libera la mia anima infelice, irretita e minacciata e legala all’amore del nostro Dio, o Vergine Madre.

Tu che sei più ampia dei cieli, conduci agli ampi spazi dell’impassibilità il mio cuore stretto da tanti assalti nemici, dandomi la forza di camminare sempre per la via stretta.

Perché io ti glorifichi, o Vergine veramente glorificata, liberami da ogni disonore del peccato e rendi partecipe della gloria celeste colui che si rifugia nella tua misericordia.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

La tua croce sia per noi baluardo, o Gesù, Salvatore nostro, perché noi credenti non abbiamo altra speranza che te, che su di essa fosti inchiodato nella carne e ci elargisci la grande misericordia.

Hai dato come segno per quanti ti temono, Signore, la tua croce preziosa, con cui sconfiggesti i principi e le potestà della tenebra e ci conducesti alla beatitudine antica: per questo glorifichiamo la tua economia d’amore per noi, Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Martyrikòn. Come possiamo dire la nostra ammirazione per le vostre lotte, santi martiri? Poiché rivestiti di corpo mortale respingeste i nemici incorporei; non vi spaventarono le minacce dei tiranni, non vi atterrirono gli assalti dei tormenti: ben degnamente, infatti, foste glorificati da Cristo e chiedete per le nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Come generoso.

Vedendoti steso sulla croce, confitto con i chiodi e col fianco trafitto dalla lancia, la Madre tua, facendo lamento diceva: Ahimè, Figlio amato! Come dunque il popolo iniquo ha messo a morte te, che dai la vita agli abitanti dell’ade? Ma tu affréttati a risorgere, per riempire di gioia quelli che hai amato.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Inchiodato alla croce per grande bontà, Cristo, fosti trafitto al fianco, facendo sgorgare due rivi di remissione; la terra non sopportando vedere l’ardire fu si scosse, le pietre si spezzarono si spense il sole tremarono i monti e i colli per timore della tua potenza.

Correggendo, Cristo, la trasgressione dell’avida mano del progenitore tesa un tempo verso l’albero della conoscenza, stendesti volontariamente le mani e furono inchiodate, o longanime; tu che plasmasti l’uomo con la tua mano per smisurata benevolenza. Gloria alla tua compassione oltre comprensione, o Verbo.

Martyrikà. Trasformando la terra in cielo con gli eccelsi splendori delle buone lotte, con essi dileguaste la tenebra della vanità e presso la luce inaccessibile vi accampaste, divinizzati per partecipazione, irraggiando con lo splendore della conoscenza tutti quelli che giustamente vi dicono beati.

Gloria.

Onore, gloria e lode alla Trinità, causa di tutto, rendiamo con voci trisagie offrendo l’inno degli angeli. Acclamiamo al Padre senza principio, al Figlio e allo Spirito, cantando la frase del buon ladrone: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendo, o pura, volontariamente crocifisso tuo Figlio e Dio, sconvolta piangevi dicendo: Dov’è la tua bellezza, Signore? Così ti ricambia dei beni un popolo ingrato? Gloria alla tua immensa benevolenza, o Verbo.

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Modo IV – Giovedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO 4 Giovedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata apostolikà. Tono 4.

Voi che tra gli apostoli occupate il primo trono, maestri di tutta la terra, intercedete presso il Sovrano dell’universo perché doni alla terra la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Presto intervieni.

Hai reso i tuoi discepoli come astri che risplendono ai confini, o Cristo, rischiarando le anime con la predicazione; per mezzo loro hai cancellato l’inganno degli idoli, illuminando il mondo con i dogmi della pietà. Per le loro preghiere, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Presto accogli, Sovrana, le nostre suppliche e presentale al tuo Figlio e Dio, o Signora purissima; sciogli le difficoltà di quanti a te accorrono, sventa le insidie e gli attacchi sfrontati, o Vergine, di quanti ora si armano contro i tuoi servi.

Dopo la seconda sticologia, altri. Presto intervieni.

La vostra voce attraversò tutta la terra e dimostrò stolta l’insipiente sapienza dell’errore, o apostoli gloriosi, trasse gli uomini dall’abisso dell’inganno e mostrò a tutti la via della salvezza: e ora noi, giustamente, vi diciamo beati.

Hai reso i tuoi discepoli araldi della fede per il mondo, Salvatore, guidando per loro le genti alla conoscenza di te; Coi raggi delle loro parole illuminarono tutti, seminando il seme della vita pia. Per le loro preghiere, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Esaudisci, Sovrana, il tuo servo che grida a te dal profondo dell’anima afflitta e concedimi la remissione dei miei molti peccati, perché ho te come mia avvocata giorno e notte: riscattami dal fuoco della geenna, Madre di Dio e collocami alla destra di tuo Figlio e Dio.

Dopo la terza sticologia, altri. Presto intervieni.

Presto intervieni, padre Nicola e salva i tuoi servi da pericoli e afflizioni incombenti; poiché hai famigliarità col Dio Creatore, affrettati a soccorrere quanti con fede t’invocano donando la tua assistenza e protezione.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; avendo la tua forza, infatti, hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni. Per le loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Poiché sei più alta di ogni creatura, non sapendo come cantarti degnamente, o Madre di Dio, ti chiediamo per grazia: Abbi pietà di noi.

Canone dei santi apostoli.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek.

I gloriosi apostoli di Cristo, divini strumenti del Paràclito, accompagnati dal suo divino soffio, realmente hanno suonato per noi la melodia della salvezza.

Giaccio nel giaciglio dell’indifferenza e la mia anima consumo l’anima nella malattia mortale del peccato: o gloriosi veggenti di Cristo, degnatevi di visitarmi.

Voi che col verbo dileguaste l’irrazionalità delle genti, illuminate, o apostoli, il mio cuore oscurato malamente da opere irrazionali con la grazia del Paràclito.

Theotokìon. Restando Vergine intatta dopo il parto concepisti colui che per noi oltre ragione apparve sulla terra: supplicalo con insistenza di illuminare le nostre anime.

Canone di san Nicola. Acròstico: Questo quarto è un elogio a Nicola. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Come i cavalieri.

Erede della vita senza afflizione, o beato e sempre colmo di letizia spirituale, allontana ogni afflizione della mia anima, ti supplico, affinché esultando ti glorifichi, o sacratissimo padre Nicola.

Sei stato messo come lampada delle virtù eccelse, illuminando come lucerna i cuori dei fedeli, o gerarca Nicola, perciò con fede ti supplico: con le tue luminose preghiere allontana la tenebra della mia anima.

Navigando ora il mare della vita corruttibile pieno di ogni sorta di tentazioni, o padre, grido rifugiandomi in te, o sapiente, affinché trovi in te una guida verso la quiete, cambiando la bufera con le tue divine preghiere.

Theotokìon. Con preghiera insonne, o purissima, seda con le tue sacre intercessioni le passioni delle nostre anime, donandoci divina e salvifica veglia per il compimento della volontà di Dio

Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Come fiumi spirituali i tuoi discepoli Signore, allietano con le loro onde la città di Dio santificandola.

Cittadini della patria celeste, concelebranti degli angeli del cielo, da ogni afflizione liberateci, gloriosi apostoli del Signore.

Tu che consolidi i tuoi cieli spirituali nel tuo amore, Cristo, per le loro preghiere stabiliscimi sulla roccia dei tuoi precetti.

Theotokìon. La pura Vergine che ti concepì, maternamente ti supplica con il coro dei discepoli: concedimi la tua misericordia, Signore.

Canone di san Nicola. Non nella sapienza.

Ti mostrasti spada che trafigge i nemici avversi, o Nicola; custodisci illesi dalla loro tentazione quanti compiono la volontà divina.

Sana l’abbattimento della mia anima, o gerarca, che abbattesti le astuzie e le minacce del nemico, affinché con fede ti celebri come mio benefattore.

Tu, che abbattesti gli idoli inanimati di Artemide, annienta le illusioni passionali del mio intelletto con le tue divine intercessioni, o padre Nicola.

Theotokìon. Santissima Vergine, nostra difesa, converti la nostra tristezza in gioia e liberaci dall’angustia mortificante.

Ode 4. Irmòs.

Vedendo te, sole di giustizia, elevato sulla croce, la Chiesa stette al suo posto e a ragione acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Guidasti verso il mare i tuoi cavalli scelti, filantropo per calpestare le acque dell’eresia e annunziare a tutti la tua vera conoscenza.

O gloriosi apostoli, stelle rischiaranti il firmamento spirituale con la pietà, liberatemi dalla notte dell’ignoranza e delle colpe.

Apparendo come frecce appuntite, spegnete ora le frecce infocate del nemico e dalla sua cattiveria e rendete stabile il mio pensiero.

Theotokìon. La mia anima avvelenata dal morso del serpente cura col farmaco efficace delle preghiere di colei che ti generò e dei tuoi sacri apostoli, o Cristo.

Canone di san Nicola.

Colui che siede.

La tua gloriosa vita ti ha reso ovunque glorioso con divini prodigi, o splendore dei gerarchi e vanto di quanti ti onorano con canti gioiosi.

Lodasti Dio dalla cattedra eccelsa, o beato, riverberando i divini splendori dell’umiltà di cui rendi partecipi anche noi con le tue preghiere gradite, o padre sapiente.

Liberasti quanti erano ingiustamente portati alla morte, o padre, santamente acceso da zelo divino, perciò gridiamo: libera così anche noi dalle tentazioni che terribilmente uccidono il nostro cuore.

Aggirandoti ne i cieli con gioia, o Nicola sei presso quanti ti chiamano, alleviando divinamente le malattie delle nostre anime e dandoci riposo.

Theotokìon. I condottieri degli angeli stupiscono inneggiando la magnificenza del tuo divino parto, o Purissima; prega con loro che siano salvati quanti con fede ti dicono beata.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

I gloriosi apostoli, germogliando come grappoli della vite della vita, tutti dissetarono col vino della letizia.

Alla luce dei precetti di Dio guidaste quanti si trovavano stoltamente nel buio della dissipazione, o apostoli.

Liberateci da colpe spirituali, dal giudizio imminente, da rovina e pericoli, apostoli beati.

Theotokìon. Salvami, o Dio, come filantropo, salvami per le suppliche di colei che ineffabilmente ti generò e di tutti i tuoi divini apostoli.

Canone di san Nicola. Gli empi non vedranno.

Morendo sei tramontato come sole, o padre sapiente e sei sorto in Cristo, illuminando con i fulgori dei tuoi prodigi tutto ciò che sta sotto sole, o Nicola.

O sacro Nicola, esaudiscici nel giorno dell’assalto delle tentazioni e delle afflizioni e placa tutto il peso con la grazia dello Spirito che in te dimora.

Frantumando la mia anima con le passioni della vita ti chiamo in aiuto, o sacro Nicola; affréttati e donami perfetta guarigione supplicando il più che buono.

Theotokìon. Vedendoti con gli occhi dell’intelletto, o Vergine, Isaia gridò: Ecco, dalla figlia vergine di Dio nascerà Gesù Signore per la rinascita degli uomini.

Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Le pecore elette del buon pastore, disperse nel mondo, mutarono con la fede tutti i lupi feroci in pecore miti.

O apostoli, alberi fruttuosi del divino paradiso, rendete la mia sterile e poverissima anima fertile in conoscenza di virtù.

Muoio colpito dalla spada del piacere, ma voi, che da Cristo avete ricevuto la grazia di risuscitare i morti, vivificate la mia povera anima, o gloriosi.

Theotokìon. Seda la tempesta selvaggia della mia anima, Dio di tutte le compassioni, per le suppliche della tua genitrice, dei venerabili apostoli e dei divini martiri.

Canone di san Nicola. Sono giunto nelle profondità.

Rafforzato dal potere del Salvatore, o sapiente in Dio, ti rinvigoristi e annientasti il nemico invisibile; liberaci dal suo terribile danno con le tue preghiere, o Nicola.

Liberaci con le tue sacre preghiere, o illustre Nicola, dalla pena della geenna e dal tormento dannosissimo degli uomini malvagi.

I principi che un tempo dovevano morire ingiustamente furono liberati con il tuo aiuto; strappa anche noi, come loro, da ogni sorta di danno, o ammirabile.

Theotokìon. O Madre di Dio, il tuo popolo e la città ti supplicano di strapparci da ogni sventura e dalla condanna eterna di quel luogo, o santissima Sovrana

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la pietà che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Per la forza della santa e divina predicazione, o apostoli infallibili di Cristo, scioglieste il ghiaccio dell’errore e illuminaste con la divina scienza le menti dei fedeli.

Facendo sempre scorrere mirra profumata, divini discepoli, riempite di mirra spirituale quanti a voi accorrono e dileguate le fetide passioni.

Sono corroso da passioni carnali: o discepoli gloriosi del Verbo incorrotto, salvate me, che canto: Benedetto sei tu nel tempio della tua gloria, Signore.

Theotokìon. I cori degli angeli, dei martiri e dei tuoi apostoli sempre supplicano la tua grande compassione, Verbo filantropo: come compassionevole, abbi pietà di tutti per la Madre di Dio.

Canone di san Nicola. I tre fanciulli a Babilonia.

O santo, supplica colui che riposa tra i santi, l’unico Creatore di tutti di santificarci e inviarci copiosamente le sue misericordie.

Venerabile, giusto e mite, continente e umile, o glorioso, fosti elevato alla gloriosa altezza del sacerdozio, compiendo miracoli e prodigi.

Custodendo le divine leggi, o venerabile, ti rivelasti dimora purissima di Dio, perciò a te gridiamo, o beatissimo: libera i tuoi servi da ogni iniquità.

Theotokìon. Seda gli assalti delle passioni della mia anima con la tua preghiera insonne, o Vergine, dammi veglia e allontana l’assopimento della pigrizia.

Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Bocche di Cristo spiranti fuoco, che sigillaste le bocche spalancate e la predicazione salvifica ovunque avete ora seminato, dalla bocca del lupo spirituale liberate quanti gridano: Opere tutte, celebrate il Signore.

O apostoli gloriosi, trombe di Cristo dal bel suono suonate intorno alla mia anima morta e rialzatela dalla tomba dell’ignoranza e della dura indifferenza per cantare: Opere tutte, celebrate il Signore.

Con intelletto contorto ho calpestato le tue leggi, o Cristo; sono caduto in basso e come il dissoluto sono schiavo di una cattiva abitudine: per le suppliche dei tuoi discepoli, o Cristo, non disprezzarmi.

Theotokìon. O Maria, signora di tutti, pecco sempre e il serpente mi tiranneggia: liberami per le tue preghiere e sottomettimi a Cristo con una condotta pura per cantare: Opere tutte, celebrate il Signore.

Canone di san Nicola.

Redentore onnipotente.

Predicando le realtà divine, o Nicola, chiudesti pubblicamente le bocche spalancate degli empi e dalla perdizione di Ario salvasti molti, che in modo ortodosso inneggiano al Signore.

O santo omonimo della vittoria, con le tue preghiere rendi noi, che ti supplichiamo con fede, vincitori delle passioni mortifere e della lingua ingannatrice degli uomini empi.

Abbi pietà, o taumaturgo Nicola, inviaci il tuo salvifico soccorso nel giorno della sventura, quando ne abbiamo bisogno e con fede te lo chiediamo.

Trinitario. Veneriamo con fede ortodossa, o fedeli, la Trinità santa, glorificando il Padre santissimo, il Figlio e lo Spirito, gridando: benedite e lodate il Signore.

Theotokìon. Rendimi degno della tua misericordia, o benedetta Purissima che partoristi il Verbo misericordiosissimo e vieni nell’ora del giudizio a liberarmi dalla condanna di quel luogo, o Pura

Ode 9. Irmòs.

Da te, Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo, che ha congiunto le nature distinte: perciò esultanti, Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Pietre scelte dalla pietra posta a capo d’angolo, voi edificaste i cuori di tutti i fedeli sulla roccia della fede, abbattendo, o apostoli, le costruzioni nemiche.

O apostoli, che avete ricevuto da Cristo potestà di sciogliere e legare, sciogliete il nodo dei miei vizi, legatemi all’amore di Cristo e rendetemi partecipe del regno di Dio.

Divine nubi del Sovrano, irrigate ora con piogge divine il mio cuore inaridito da ogni sorta di male azioni e rendetelo fecondo di frutti, o apostoli beatissimi in Dio.

Theotokìon. Con i santi angeli, i divini apostoli e i gloriosi martiri, prega il Signore, tuo Figlio, o purissima Genitrice di Dio, di liberare dai pericoli le nostre anime.

Canone di san Nicola. Col morbo.

Operando continue guarigioni, la tua tomba fa scaturire unguento profumato, o venerabile, per quanti si accostano con fede e affetto e seppellisce, o Nicola, il danno delle malattie; perciò tutti ti diciamo beato.

Come sole diffondi fulgori su tutta la terra, o Nicola beato in Dio, con i bagliori di prodigi divini, fugando con la tua sacra mediazione la tenebra delle funeste avversità, o decoro dei vescovi.

Usa, o Nicola, la tua consueta compassione con noi, ad ogni istante duramente sbattuti dalla tempesta per le difficoltà della vita, per le seduzioni dei demoni e le minacce di uomini malvagi: affinchè tutti ti diciamo beato.

Ricorda, anima mia, quel giorno e quell’ora tremenda, in cui il Sovrano ti condurrà al giudizio e giudicherà le tue opere segrete. Gridagli dunque: O Salvatore, salvami, per le suppliche di Nicola.

Theotokìon. Con gaudio ti offriamo le parole del divino Gabriele e acclamiamo: Salve, paradiso sempre recante al centro l’albero della vita, gloriosissima reggia del Verbo; salve, Vergine purissima.

Apòsticha delle lodi, apostolikà.

Illuminasti con il santo Spirito, o Cristo, il coro degli apostoli: lava grazie a loro anche la sozzura del nostro peccato e abbi pietà di noi, o Dio.

Lo Spirito santo rese maestri i discepoli illetterati, o Cristo Dio e con la polifonica armonia delle lingue annientò l’inganno, perché è onnipotente.

Martyrikòn. Preziosa la morte dei tuoi santi, Signore: tormentati da spade, fuoco e gelo, effusero il loro sangue, riponendo in te la speranza di ricevere il compenso per la loro pena: sopportarono e ricevettero da te, Salvatore, la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sola Vergine pura e casta, che ineffabilmente generati Dio, intercedi per la salvezza delle nostre anime.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Pecore razionali del Pastore e Agnello, foste inviati da lui come sapienti in mezzo ai lupi con divina predicazione, cambiando la loro efferatezza nella mitezza della fede, gridando con animo immutabile: Ricordati di noi, o Salvatore, nel tuo regno.

Percorrendo la plenitudine della terra, o discepoli del Signore, avvolgeste la tenebra dell’inganno come astri splendenti e folgoraste luce salvifica agli ottenebrati, perciò vi diciamo beati, o araldi di Cristo, supplicandovi di pregare Dio sempre per noi.

Martyrikòn. Uccisi e bruciati con fuoco materiale, o sapienti, bruciaste la materia amara del politeismo, o beati e ora fatte scaturire fonti di guarigioni a quanti vengono a voi con fede, gridando con fervore a Cristo e dicendo: Ricordati di noi nel tuo regno.

Gloria.

Contemplando con il pensiero e con intelletto assennato diciamo all’Altissimo che siede con il Padre e con lo Spirito: Trinità indivisibile che hai sostanziato tutto con il Verbo e illumini quanti gridano a te con fede, ricordati di noi nel tuo regno.

E ora. Theotokìon.

O purissima Vergine Genitrice di Dio, chiamata veramente gioia degli apostoli e corona immarcescibile degli atleti, chiedi con loro, o Sovrana, remissione delle colpe e correzione della vita per quanti con fede gridiamo a te: Salve, tesoro più che vero dei beni

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Modo IV – Venerdì – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Venerdì al Mattutino

Dopo la prima sticologia Kathìsmata stavròsima. Tono 4.

Ci hai riscattati dalla maledizione della Legge col tuo sangue prezioso: inchiodato alla croce e trafitto dalla lancia, hai fatto zampillare per gli uomini l’immortalità. Salvatore nostro, gloria a te.

Tu che volontariamente fosti innalzato sulla croce, Cristo Dio, abbi compassione del popolo nuovo chiamato col tuo nome: allieta nella tua potenza i nostri re fedeli, dando loro vittoria contro i nemici; trovino nella tua alleanza uno scudo di pace, un invincibile trofeo.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Contemplando l’immolazione volontaria del Sovrano, la pura, la Vergine, gemendo diceva tra le lacrime: Figlio amatissimo, come hai scelto di morire? E come tra due malfattori sei stato messo a morte, tu che se per natura il giusto Dio? Glorifico, o Figlio, la tua pazienza.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Presto intervieni, prima che siam fatti schiavi dei nemici che bestemmiano te e minacciano noi, Cristo nostro Dio. Annienta con la tua croce quanti ci guerreggiano: conoscano quanto può la fede degli ortodossa, per l’intercessione della Theotòkos, o unico filantropo.

Alla croce ti inchiodarono i giudei, o Salvatore; grazie ad essa ci hai chiamati di tra le genti un tempo, o Cristo nostro Dio; su di essa hai steso le palme secondo il tuo disegno e hai accettato che il tuo fianco fosse trafitto dalla lancia, nell’abbondanza delle tue compassioni, o unico filantropo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

O Vergine purissima, Madre di Cristo Dio, una spada trapassò la tua anima santissima quando vedesti il tuo Figlio e Dio volontariamente crocifisso: non smettere di supplicarlo, o benedetta, perché ci doni il perdono delle colpe.

Dopo la terza sticologia, altri. Presto intervieni.

Nella tua immensa misericordia, o buono, hai volontariamente subìto per noi croce e morte e il giudizio iniquo, per liberare dalla condanna e dalla maledizione antica tutti quelli che erano stati corrotti dall’inganno; perciò adoriamo, o Verbo, la tua crocifissione.

Martyrikòn. Oggi gli eserciti degli angeli sono qui convenuti nella memoria dei vittoriosi, per illuminare le menti dei fedeli e rischiarare rutta la terra con la grazia: supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Presto intervieni.

Come ti vide innalzato sulla croce, la tua pura Madre, o Verbo di Dio, maternamente gemendo diceva: Che cos’è, Figlio mio, questo spettacolo nuovo e strano? Come sei nella morte tu, vita dell’universo, volendo nella tua compassione vivificare i morti?

Canone stavròsimo. Acròstico: Cristo disteso sulla croce scioglie l’inganno. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto il suo ingresso nel tempio.

Sulla croce, o magnanimo, hai steso le tue divine mani e chiamato il mondo perduto alla conoscenza del tuo potere, o pietoso, perciò magnifichiamo la tua compassione.

Mosè innalzò il serpente che raffigurava la tua divina crocifissione, che ha fatto cadere il serpente velenoso, che causò la caduta di Adamo, o Verbo preeterno.

Martyrikà. Siete dunque divenuti degni di abitare nello splendore del santuario, o martiri, ottenendo sapientemente, come rivelò Paolo, il regno e siete divenuti partecipi di Cristo.

Le onde sollevate di pene insopportabili non sommersero il vostro scafo, o martiri; con la guida del Sovrano di tutti, infatti, siete giunti ai porti del riposo.

Stavrotheotokìon. La spada, come disse Simeone, trafisse il tuo cuore come vedesti l’unico Sovrano, Cristo crocifisso, trafitto da una lancia, perciò gemendo soffrivi le pene.

Canone della Theotòkos.

Poema di Teofane. Stesso irmòs.

L’increato per natura, coeterno al Padre, dominatore dei tempi e ad essi anteriore, diviene da te, Sovrana, creato e sottomesso al tempo come uomo, salvando l’uomo.

Colui che siede negli eccelsi, o divina sposa, hai portato fra le braccia divenuto carne; tu infatti sei divenuta da tutti i secoli, vaso degno dell’Onnipotente.

Venite, inneggiamo tutti alla casta Maria come l’unica ad aver concepito il Cristo Signore, che rinnova la natura umana, restando Vergine intatta.

Ode 3. Irmòs.

Come sorgente viva e copiosa, Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nella tua gloria, falli degni di corone di gloria.

Il popolo fuorilegge condusse come un agnello al macello te, o Cristo, che sei l’agnello di Dio e vuoi liberare dall’amaro lupo le pecore che hai filantropicamente amato.

Stavi davanti a un iniquo giudice tu, il giudice che giudica con giustizia tutta la terra e subisti schiaffi volendo liberare me, asservito al maligno principe di questo mondo, o Signore.

Martyrikà. Lottando secondo le regole, svergognaste gli iniqui nemici e uccisi con cognizione, per il risveglio di tutti, abbatteste il drago, che ha procurato la morte.

Alla terra della gloria, su cui già realmente camminavano, i martiri furono innalzati col martirio e anche se materiali, furono riuniti alle schiere immateriali, pieni di grazia indicibile.

Stavrotheotokìon. Da te apparve davvero, o Vergine, la restaurazione di Eva: Dio generato nella carne e innalzato sulla croce, abbattendo i demòni, o Sovrana piena di grazia.

Canone della Theotòkos. Non è la sapienza.

Colui che in principio dal fango plasmò me, l’uomo, viene plasmato per me dal tuo grembo, o purissima, correggendo l’antica caduta.

Concependo la vita, o Genitrice di Dio, rovesciasti il potere della morte, perciò veneriamo il tuo parto puro.

Abbiamo te come sicura protezione, o Genitrice di Dio, mettendo in te le speranze siamo salvi, in te rifugiandoci siamo custoditi.

Glorifichiamo te, Theotòkos genitrice di Dio, adeguando la definizione e il nome adatto al tuo parto, o purissima Sovrana.

Ode 4. Irmòs.

Contemplando l’imperscrutabile consiglio divino della tua incarnazione dalla Vergine, o Altissimo, il profeta Avvacùm esclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Per liberarmi dalle catene del peccato, o filantropo, hai voluto essere incatenato e morire in croce come un criminale; gloria alla tua potenza, Signore.

Hai subìto ferite e una morte atroce per rendere immortale l’essenza dei mortali, uccisa dalle passioni. Gloria alla tua potenza, Signore.

Martyrikà. Coloro che stavano per ereditare la letizia di Dio nello Spirito santissimo, con animo lieto sopportarono le torture la violentissima morte.

Con le mani e le teste mozzate, la lingua teologa tagliata, privati della luce, con le membra squartate, siete unito a Cristo, o martiri.

Stavrotheotokìon. Venne stracciato il chirografo di Adamo quando fosti trafitto da una lancia, o Sovrano; la Madre di Dio stando presso la croce gridava e penosamente gemeva.

Canone della Theotòkos.

Colui che siede.

Apparisti superiore allo splendore degli angeli avendo generato il loro Creatore e Signore, o fanciulla, incarnato dal tuo sangue puro, colui che libera tutti coloro che lo glorificano.

Rigettando tutta la sporcizia del primo cibo, mangiamo il pane della vita dal cielo, che è sorto dalla Vergine, celebrando lei come dispensatrice dei beni.

La santa Madre di Dio, dimora incontaminata, porta della luce, mensa e ciborio dorato, monte ombroso e non tagliato, avendo contenuto il plasmatore viene beatificata.

Le onde dei tuoi carismi e le fonti delle guarigioni e I tesori della divina ricchezza sono distribuiti dalla divina mano dell’Onnipotente, che dal tuo grembo è stato generato, o divina sposa.

Ode 5. Irmòs.

Sbigottisce l’universo per la tua gloria: poiché tu, Vergine ignara di nozze, concepisti in grembo il Dio di tutti e generando il Figlio senza tempo a tutti i tuoi cantori procuri salvezza.

Vedendoti innalzato sulla croce, o Sovrano, il sole sospese i raggi, non potendo apparire al tuo tramonto, o Salvatore, quando illuminasti quanti sedevano nella notte dell’errore affinché venerassero il tuo potere.

Sei crocifisso e salvi me per compassione, o Signore; accetti il gusto dell’aceto e del fiele, liberandoci dal gusto del piacere, per cui abbiamo patito e siamo caduti nella corruzione, o benevolo.

Martyrikà. Avete sciolto l’inverno dell’errore, o divini martiri, col calore dello Spirito e al primavera del riposo, con gioia siete giunti, proteggendo insieme tutti quelli che sono nelle afflizioni.

Con le piogge del divino sangue avete irrigato tutta la terra, prosciugando le piogge della’teismo, o santi martiri, perciò ora dimorate presso l’acqua della vita, intercedendo per tutti.

Stavrotheotokìon. Quando hai visto confitto al legno il Cristo, che avevi concepito, o piena di grazia, eri piena di gemiti e realmente stupita per la sua magnanimità; perciò magnificavi la sua condiscendenza.

Canone della Theotòkos.

Gli empi non vedranno.

Sorgendo da te, il sole intellettuale effonde su tutti gli splendori della sua divinità, o Sovrana Theotòkos; perciò tutti ti glorifichiamo.

Generando per noi nella carne il vero Dio, l’Unigenito del Padre, ti chiamiamo Madre di Dio purissima, adeguando al tuo parto la definizione adatta.

Essendo connaturale e della stessa forma del Padre, il Figlio unigenito, divenne volontariamente consanguineo degli uomini, l’Altissimo incarnatosi da te, o Madre Vergine.

Ode 6. Irmòs.

Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Madre di Dio, o voi di senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.

Per le pene che hai patito crocifisso hai lenito le pene dell’umanità e trasferisci tutti alla condizione senza pena, o Signore compassionevole.

Il chiarore del sole si nascose, lo splendore del tempio si lacerò, la terra tremò e si frantumarono le rocce per il timore, non sopportando di vedere il Creatore sulla croce.

Martyrikà. Il serpente divenne morto vedendo morti per le torture i divini martiri e realmente ereditare per divina grazia la vita eterna,

Molte torture avete patito e molti premi avete riportato, o moltitudini immortali di martiri, perciò diminuite le moltitudini dei miei mali.

Stavrotheotokìon. Sii mio porto nel mare delle sciagure, o purissima, che hai salvato col tuo parto tutta la natura naufragata, o fanciulla Genitrice di Dio.

Canone della Theotòkos. Giona profeta.

Avendo trovato te, pura abitazione della castità, nel tuo grembo puramente dimorò il Sovrano, volendo purificare l’impasto degli uomini.

Rendesti celeste la natura terrestre degli uomini, o purissima e la rinnovasti dopo che si era corrotta, perciò solo te con voci mai silenti celebriamo.

Concepisti il grembo il Dio Verbo senza tempo, che per noi uomini si è fatto conoscere in due nature senza mutamento, o Genitrice di Dio.

Ode 7. Irmòs.

I fanciulli di senno divino non adorarono la creatura in luogo del Creatore, ma calpestando con coraggio la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: O celebratissimo, Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Fu sbaragliato e respinto il nemico, cadavere esanime quando Cristo venne innalzato sul legno e fu salvato il condannato di un tempo, gridando a lui: O Dio dei padri, Signore e Dio, tu sei benedetto.

Divinizzasti me morto per un albero, morendo su un albero, o Cristo e con le divine tue ferite guarisci le ferite del mio cuore. O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Martyrikà. Sparirono i corpi martoriati da innumerevoli flagelli, ma realmente si mostrò bellissimo lo splendore delle vostre anime, o martiri di Cristo, sempre gridando: Signore Dio, tu sei benedetto.

Naufragando nel vostro sangue, il nemico perì con le sue miriadi, mentre con gioia, o illustri martiri, voi cantate: Signore Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Stavrotheotokìon. Sposa incontaminata, palazzo del Creatore, trono igniforme e terra non coltivata ti rivelasti, o purissima, perciò gridiamo a te: Salve, Sovrana, che hai divinizzato i mortali con un divino concepimento.

Canone della Theotòkos.

Tu che salvasti nel fuoco.

Richiamando noi prigionieri, il Verbo che è nel principio, o Vergine, si incarnò dimorando nel tuo grembo, il Signore filantropo, il Dio dei nostri padri benedetto.

Apparisti porta intellettuale dell’oriente dall’alto, apparso sulla terra agli uomini da te, sposa divina, oltre ragione e intelletto il Dio dei padri benedetto.

Adorna di virtù stai alla destra del Re universale incarnato dal tuo sangue, o ignara di nozze, che di continuo implori perché siamo liberati da ogni necessità.

Spezza, con la tua materna confidenza, le catene delle colpe di quanti con pietà e fede cantano, o Vergine, al tuo parto: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Il parto della Madre di Dio, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli innocenti; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Tu sciogli i miei antichi legami venendo nel tempo volontariamente legato, o senza tempo e vincolando con legami indissolubili il superbo, o Sovrano, mi salvi con la croce e la passione, perciò ti benedico, o Cristo, nei secoli.

Innalzato volontariamente sul legno e innalzando insieme tutto il creato, o Vergo inneggiatissimo, invisibile, senza principio, svergognasti con la tua passione i principi e le potestà delle tenebre, o Cristo, perciò t’inneggiamo in tutti i secoli.

Martyrikà. Sul vostro sangue come su un carro siete saliti, o martiri universali e siete giunti alle dimore sovramondane, ricevendo degne ricompense da Cristo e gridando: Inneggiate ed esaltate il Signore in tutti i secoli.

Salendo sul patibolo e venendo gettati nel baratro, dati alle belve, al fuoco e all’acqua, squartati, i martiri atleti con gioia cantavano: Opere, inneggiate ed esaltate il Signore in tutti i secoli.

Stavrotheotokìon. Vedendo addormentato sul legno colui che concede a tutti il risveglio divino e salvifico, la Madre purissima, gemeva in pianto e gridava: Che cos’è questa nuovo prodigio? Colui che vivifica tutto muore volontariamente.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Il Creatore, che è inaccessibile a tutte le schiere superne, abitò il tuo grembo, o fanciulla, serbandoti illesa anche dopo il parto; a lui ora acclamiamo: Opere, inneggiate ed esaltate il Signore incorrotto in tutti i secoli.

Pura da biasimo e macchia ed essendo tempio di ogni santità, hai concepito, o Vergine, il Verbo santissimo che tutti santifica ed è coeterno al Padre, perciò ti inneggiamo ed esaltiamo in tutti i secoli.

Ti considerando con convinzione e con bocca ti dichiariamo Theotòkos, o purissima: generasti infatti, o Vergine, limitato nella carne, Cristo Re, Signore e Creatore, perciò ti inneggiamo ed esaltiamo in tutti i secoli.

O Madre di Dio, arca santissima, adombrata dal divino Spirito, che generasti il Verbo preeterno e immateriale, divenuto uomo per indicibile compassione, noi ti inneggiamo ed esaltiamo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; festeggi la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando le sacre meraviglie della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Madre di Dio pura, sempre Vergine.

Ti sei presentato in giudizio, o filantropo, che verrai a giudicare l’universo; hai cinto volontariamente una corona di spine, o Salvatore, per svellere dalle radici, o Cristo, la spina della disubbidienza e innestare in tutti in suo luogo la conoscenza della tua compassione.

Come dunque il popolo ingiusto, ottenebrato dall’invidia, consegna alla croce te, datore di luce, che sei giusto e irreprensibile? II sole, vedendo la tua passione si oscura, lo splendido velo del tempio si squarcia e si scuotono le fondamenta della terra.

Martyrikà. Vi siete conformati alla passione di Cristo, o santi martiri e siete diventati coeredi del regno e dello splendore: illuminate dunque noi che vi cantiamo, liberandoci dalla caligine del peccato e dalle multiformi avversità, o sapienti.

Già voi avete preso dimora nei cieli stessi, o sapienti, perché avete ottenuto la gloria eterna e venite divinizzati per la partecipazione alla vita divina: ricordatevi di tutti noi che onoriamo con fede, o illustri, la vostra sacratissima e venerabile memoria.

Theotokìon. Illumina, o pura, quanti con affetto ti inneggiano e magnificano: dilegua la tenebra delle nostre passioni, o Vergine, placa la tempesta, togli di mezzo gli scandali del maligno; sottometti al pio imperatore, con la tua intercessione, i figli di Agar.

Canone della Theotòkos.

Col morbo della disubbidienza.

Tra le braccia, o Madre di Dio, tu porti il carbone ardente spirituale contemplato da Isaia, che si unisce alla nostra forma, o pura sposa divina e accende nel mondo la salvezza: perciò tutti ti magnifichiamo.

I profeti hanno annunciato, o purissima, i segni della tua generazione, indicandoli da lontano e proclamandoli con forte voce al mondo, per divina ispirazione dello Spirito: e noi ne ammiriamo ora il compimento.

Splendente di bellezza e luminoso più di tutti è il frutto del tuo grembo: hai generato, infatti, o Vergine Madre di Dio, Dio incarnato, apparso per salvare l’uomo; perciò tutti ti magnifichiamo.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

La tua croce sia per noi baluardo, o Gesù nostro Salvatore; perché noi fedeli non abbiamo altra speranza che te, che su di essa sei stato inchiodato nella carne e che ci concedi la grande misericordia.

Autòmelo. Hai dato come segno per quelli che ti temono, Signore, la tua croce preziosa, con cui hai trionfato dei principi della tenebra e delle potestà e ci hai condotto alla beatitudine antica: perciò glorifichiamo la tua economia d’amore per noi, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Martyrikòn. Chi non sbalordisce, o santi martiri, vedendo la buona battaglia che avete sostenuto? Poiché voi, pur essendo in un corpo, avete messo in rotta il nemico incorporeo, confessando Cristo, armati della croce! Giustamente dunque siete stati resi capaci di mettere in fuga i demoni e respingere i barbari, senza sosta intercedendo per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Come generoso.

Vedendoti pendere dalla croce, Signore, la Vergine tua Madre fissandoti costernata diceva: Figlio amatissimo, come sei stato appeso al legno della croce, o longanime? Come sei stato inchiodato mani e piedi da empi, o Verbo e hai versato il tuo sangue, o Sovrano?

Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Quando le potenze dei cieli ti videro confitto alla croce, o unico magnanimo, restarono stupite e interdette; la terra vacillò e lo splendore degli astri si spense. Adamo condannato fu giustificato inneggiando alla tua benevolenza quando fosti giudicato ingiustamente.

Quando fosti innalzato sul Cranio la testa del nemico venne fracassata, morendo sul legno vivificasti, Sovrano, quanti erano morti per il frutto del l’albero e rivelasti cittadini del paradiso quanti senza sosta ti inneggiano, o Cristo nostro Dio e gridano: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Martyrikòn. Prendendo come arma la croce, o santi martiri, con animo nobile siete usciti contro i nemici e annientandoli, avete indossato la corona dell’incorruttela e ottenuto in sorte gloria e divino splendore, o ammirabili, perciò tutti vi diciamo beati.

Gloria.

Per mostrarci chiaramente la tua compassione per noi fosti inchiodato alla croce, tu che sei unito al Padre e allo Spirito e subisti spugna, canna, oltraggi e flagelli, volendo liberare dal fuoco eterno quanti acclamano: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E ora. Theotokìon.

Colui che nulla può contenere abitò senza restringersi il tuo santo grembo, o Genitrice di Dio, pura Sovrana e morendo sul legno, fece scaturire la vita per il mondo. Imploralo dunque di uccidere il nostro pensiero della carne e di salvarci tutti come filantropo.

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Modo III – Lunedì – Mattutino

Periodo Del Tono 3 Lunedi Al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata catanittici. Tono 3.

Finché sei pellegrina sulla terra, pentiti, anima mia: la polvere nella tomba non inneggia non viene redenta dalle colpe; grida a Cristo Dio: O conoscitore dei cuori, ho peccato, prima di giudicarmi, risparmiami, o Dio e abbi pietà di me.

Fino a quando, anima mia, rimani nelle colpe? Fino a quando rimandi la penitenza? Considera il giudizio futuro e grida a Cristo Dio: Ho peccato, conoscitore dei cuori, Signore senza peccato, abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, Maria, Madre e Vergine, monte santo, giardino dell’Eden: da te venne partorito Cristo Dio, il solo nato senza seme, dal quale al mondo germogliò la vita.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Al tremendo giudizio, senza accusatori vengo accusato, senza testimoni, condannato: perché là vengono aperti i libri della coscienza e svelate le opere nascoste; prima dunque di quell’ora in cui, in quel pubblico teatro, scruterai ciò che ho fatto, siimi propizio, o Dio e salvami.

Un tremendo tribunale mi attende, Signore: perché se anche tacerò, grideranno le mie opere. Ma tu affrettati, o Cristo Dio, a cercare lo smarrito inducendomi alla conversione e salvami.

Gloria. E ora.

Theotokìon. La confessione della fede.

Divenisti divina tenda del Verbo, o sola Vergine Madre purissima, che in purezza superasti gli angeli; purifica dunque me, più di tutti contaminato dai peccati della carne, con i divini fluenti della tue preghiere, concedendomi, o venerabile, la grande misericordia.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Attonito di fronte alla bellezza.

Le cose celesti e le terrestri col verbo creasti, tu che sei onnipotente; i cori degli angeli assistendo con tremore senza sosta ti offrono la lode, o Sovrano, rischiarando con la tua luce tutti i confini; per mezzo loro anche noi gridiamo: Salvaci, per la tua amorosa compassione.

Martyrikòn. La vostra coraggiosa costanza vinse le macchinazioni del nemico origine del male, o celebratissimi vincitori, perciò otteneste la beatitudine eterna; pregate dunque il Signore di salvare il gregge del popolo amico di Cristo, o martiri della verità.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Attonito di fronte alla bellezza.

Gli esseri celesti esultavano con timore e quelli terrestri si rallegravano con tremore, quando giunse a te, o Madre di Dio, quella voce purissima; un’unica festiva letizia su tutti rifulse quando il Sovrano liberò il primo uomo creato; perciò con l’angelo ti acclamiamo: Salve, piena di grazia.

Canone catanittico. Acròstico: Scioglimi da tante colpe, o Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Sommergendo nell’abisso, Signore, i carri di faraone, fendesti il mare e salvasti il popolo d’Israele, che ti celebravi nei suoi canti.

Salvami dalle mie colpe senza numero, Signore senza peccato, concedendomi, come un tempo alla peccatrice la compunzione per piangere le mie mancanze.

Per i miei delitti sono divenuto come una caverna di briganti; rendimi tua dimora per le virtù, Signore, che hai voluto esser partorito in una grotta.

Martyrikà. Guidati dallo Spirito attraversaste la tempesta dei tormenti e raggiungeste il porto della pace, divini martiri.

Splendidi nella grazia dello Spirito sfuggirono con gioia alle profonde tenebre dell’idolatria, i nobili martiri.

Theotokìon. Ho peccato moltissime volte, ma tu, purissima, rifugio dei peccatori, per le tue preghiere, ottienimi la conversione.

Canone degli incorporei. Acròstico: Porto un terzo canto agli incorporei.

Cantiamo un cantico nuovo.

Luce senza inizio, Cristo nostro Dio, principe dello splendore eccelso, effondi sul mio spirito la tua luce per la protezione dei tuoi santi angeli, Signore.

Comunicando alla suprema bontà i cori degli angeli, nell’esultanza rifulgono di carismi divini emanati dalla tua gloria nascosta.

Come buono e vivificante, datore di beni, lo Spirito potentissimo del Padre, ha stabilito la potenza dei cieli con immutabili divini splendori.

Theotokìon. Divino comandante Gabriele, con i cori degli incorporei anche ora grida o beatissimo, alla piena di grazia la voce gioiosa: Salve, purissima!

Ode 3. Irmòs.

Rinsalda e illumina nella tua innodia i nostri cuori per glorificare te, Signore Salvatore, nei secoli.

Come salvasti Pietro che annegava, fammi uscire dall’abisso del peccato, o amico degli uomini.

Con le passioni il tentatore mi ha ucciso: vivificami con la penitenza, o fonte di vita.

Martyrikà. Ingiustamente arsi nel fuoco materiale, o martiri, ardevate d’amore immateriale per l’immateriale.

Intrappolati, i martiri annientarono le trappole del maligno e furono degni della corona di vittoria.

Theotokìon. O Maria, dal nome regale, per le tue preghiere liberami da molte passioni nocive all’anima che di dominano.

Degli incorporei. Con forza spezzasti l’arco.

Hai fatto sgorgare, o buono, gli angeli del cielo come fiumi e onde della tua bontà, facendoli splendere della luce del tuo mistero nascosto.

Per mostrare chiaramente i tesori della tua ricca potenza, Signore, creasti gli spiriti celesti rendendoli partecipi alla tua gloria.

Angeli fulgidissimi stanno davanti a te servendoti senza sosta con timore: essi cantano la tua potenza, Signore, celebrando il tuo eterno dominio.

Theotokìon. Il Sovrano, senza subire mutamento, ricevette nel tuo grembo tutta la mia umanità, Madre di Dio, rivelandoti fonte di grazia per noi.

Ode 4. Irmòs.

Forse contro i fiumi ti adirerai, Signore, forse contro i fiumi la tua rabbia o contro il mare la tua collera?

Sciogli, Signore, i legami delle mie passioni e, legandomi alla penitenza, fammi partecipe dei tuoi beni.

Rifulgi, illuminandomi con la penitenza, Cristo sole, allontanando da me la profonda notte dei mali.

Martyrikà. Sapienti atleti del Signore, vi rivelaste braci ardenti incenerendo gli idoli e facendo splendere la luce nelle tenebre.

Imitando la morte di Cristo, o martiri, ereditaste coi vostri innumerevoli supplizi la vita eterna.

Theotokìon. Purissima protettrice dei peccatori, calma la tempesta delle mie passioni e donami la vera penitenza.

Degli incorporei. Ho inteso, Signore.

Ricevendo la luce del triplice fulgore, avanzate per volere divino, schiere delle Trinità santa, agli ordini dello Spirito.

Gli angeli sfolgoranti per lo splendore della tua tearchia, o Cristo, rivelano il celatissimo mistero immateriale, gridando: Gloria alla tua potenza.

Nel mondo, a quanti stanno per credere in te, sono mandati, come custodi della salvezza dei pii, gli angeli che difendono i tuoi servi, o Salvatore.

Le schiere degli angeli, sono dichiarate lampade radunate, che chiaramente si arricchiscono dello splendore senza sera della Divinità sovradivina.

Theotokìon. Imploro la tua protezione, o purissima: liberami dal tumulto delle passioni, tu che partoristi il nostro Dio, pace delle nostre anime.

Ode 5. Irmòs.

Con la tua luce senza tramonto Cristo, illumina la mia anima e il mio cuore; guidami al tuo timore, Signore, poiché i tuoi precetti sono luce ai miei occhi.

Cristo, amico degli uomini, al tuo tribunale non rivelarmi spoglio di buone azioni; dammi pentimento e penitenza perché mi rivesta di opere sante.

La spada delle passioni mi ha trafitto e il gorgo del dubbio m’inghiotte: Sovrano, non disprezzare il tuo servo, guarisci la mia anima e riconducila a te.

Martyrikà. Straziati dalle unghie delle belve e trafitti dalla spada, presi a bastonate, mentre soccombevate, martiri, non piegaste il ginocchio agli idoli.

Con le vostre pene purificaste il mondo, con le vostre ferite l’ornaste di rubini, o martiri; con gli angeli scopriste una via che trascende le cose di quaggiù.

Theotokìon. Vergine santa, che sola sulla terra partoristi ineffabilmente il Verbo, liberami dalle opere irrazionali perché possa inneggiarti degnamente.

Degli incorporei. Anche se sei invisibile.

Illuminati dalla trifulgida luce, celebriamo, fedeli, l’unica divinità, Padre, Figlio e Spirito, inneggiamo con gli angeli nel cielo.

Illuminati dalla fiamma dello Spirito, i serafini ci insegnano l’adorazione dell’unico principio superiore a ogni potenza per cantare l’inno trisagio con gli angeli.

Theotokìon. Disceso dal cielo fino a te, Madre di Dio Vergine, l’arcangelo Gabriele ti annunciò con gioia che senza seme avresti partorito la fonte della vita.

Ode 6. Irmòs.

Quanti si accostano alla fine dei secoli e rischiano di perdersi nella tempesta delle tentazioni, non li disprezzare, Filantropo, poiché a te gridano: Salvaci, Salvatore, come salvasti il profeta dal mostro.

Compiacendomi di me stesso, come un tempo il fariseo, precipitai nel gorgo profondo: il tentatore gioisce di questo, ma tu che lo umiliasti con la tua croce, vedi la mia miseria e abbi pietà di me, o Cristo.

Amando il peccato ne divenni schiavo; spregevole come nessun altro dilapidai il tesoro della tua bontà e sono insensibile al tuo amore: convertimi, o compassionevole.

Martyrikà. Con ordini iniqui i lupi condannarono i martiri al rogo, ai supplizi della sega, del cavalletto, facendoli in realtà splendere più dell’oro e rendendoli eredi di Cristo.

Avendo subito nell’arena ogni sorta di prove e supplizi, santi atleti, con le vostre lotte inaudite abbatteste satana principe delle tenebre, ricevendo da Dio la corona di vittoria.

Theotokìon. Realmente come arca dell’alleanza e mensa santa, tempio animato del Signore, nostro propiziatorio, candelabro dorato, vera Madre del Creatore a te inneggiamo.

Degli incorporei. Giona divenendo un simbolo.

Angeli e arcangeli, con forza voi cantate la prima luce del principio Creatore, celebrandolo con le potenze le virtù, le dominazioni e i principati.

Tu che ordini il mondo spirituale secondo la tua perfetta armonia, o Invisibile, fa’ che la tua venerabile Chiesa imiti la perfezione.

Theotokìon. Il Verbo, dimorando nel tuo seno, ti rese fonte inesauribile delle guarigioni: risana, dunque, Vergine Madre di Dio, le ferite della mia anima e del mio cuore.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace i tre fanciulli, figura della santa Trinità, non temettero la minaccia del fuoco e cantavano: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Eccomi al termine del tempo concessomi: o anima, mostra i frutti del pentimento, prima che le porte siano sbarrate di’ a Cristo: Signore mio Dio, salvami.

Apriamo i nostri cuori con l’aratro della vera sapienza, seminiamo nei nostri solchi il seme del pentimento per raccogliere la spiga della giustizia con Cristo, giardiniere spirituale.

Martyrikà. Torce e campioni della fede, tesori degli indigenti, martiri del Signore, arricchite la mia povera anima spoglia di virtù.

Tu che salvasti il pubblicano che gemeva, accetta i miei poveri sospiri: per le preghiere dei tuoi martiri che ti glorificarono nei loro corpi, salvami, Signore.

Theotokìon. Fonte da cui scaturì il fiume del perdono, secca il torrente dei miei peccati, dando ai miei occhi una fonte di lacrime affinché ti inneggi, o Theotòkos.

Degli incorporei. Di un severo tiranno.

Contemplando lo splendore primo, voi, cori degli angeli, protesi con lo spirito al Signore diventate a vostra volta portatori di luce cantando: Benedetto Dio!

Contemplando la bellezza del Creatore, con fervore e adorazione voi, cori degli angeli, diventate a vostra volta fonti di luce cantando: Benedetto Dio!

Theotokìon. Nella carne generasti l’eterno Verbo, generato divinamente senza madre prima del tempo dal Padre celeste; benedetto il frutto del tuo grembo!

Ode 8. Irmòs.

Sacerdoti, benedite il Signore apparso scendendo nella fornace di fuoco al fianco dei fanciulli ebrei: esaltatelo per tutti i secoli.

Per aver deriso suo padre, Cam divenne schiavo; che farò io, schiavo delle passioni, impudente detrattore, senza rispetto per il mio Padre celeste?

Nel suo furore fratricida Caino si smarrì: come somigli a lui, misera anima suicida per i piaceri e le dissolutezze della vita!

Martyrikà. Onoriamo degnamente, fedeli, gli atleti di Cristo, perle preziose del Signore, vasi d’elezione, lampade luminose che riflettono luce divina.

Verbo, che come incenso accogliesti il sangue dei tuoi vittoriosi martiri, per le loro preghiere salva i fedeli contriti che adorano te, Dio compassionevole.

Theotokìon. Per eccesso di peccato sono ormai vicino all’ade: tu, Fanciulla, che hai eccesso di compassione, come colei che ha generato indicibilmente il Dio compassionevole, salvami e abbi misericordia.

Degli incorporei. Spegnendo le fiamme.

Gli angeli da te creati, ti fanno corona nel timore cantando: opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Partecipando come fiamme al fuoco divino, gli spiriti celesti gridano: opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Prima delle realtà visibili stabilisti gli angeli immateriali che ti acclamano: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Concepisti, Vergine Madre di Dio, il Verbo del Padre ineffabilmente incarnato, che noi, sue opere cantiamo come Signore, esaltandolo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Sul monte Sinai Mosè contemplò nel roveto te, che senza venirne consumata concepisti in grembo il fuoco della Divinità; Daniele ti vide come montagna non tagliata e Isaia ti acclamò come virgulto germogliato dalla radice di Davide.

Un tempo Giacobbe ottenne per la continenza la primogenitura ed Esaù consegnò il primato per non aver dominato il ventre: quanto è male l’intemperanza e grande la continenza! Non imitare quell’esempio e ama, o anima, lo sforzo per il bene.

Quante pene subì l’irreprensibile Giobbe prima d’esser coronato; i torrenti irruenti delle prove non scossero la torre del suo cuore; cerca sempre di imitarlo, o anima, restando invulnerabile alle insidie del nemico.

Martyrikà. Affilati dal fuoco divino dello Spirito, vi rivelaste spade che fanno a pezzi le falangi avverse, o vittoriosi di Cristo; resi sommamente celebri per le vostre vittorie, foste incoronati dalla mano onnipotente del Signore dell’universo.

Implorate il Sovrano e Dio, o folle di martiri irreprensibile, di cancellare la moltitudine dei miei mali senza misura: lui che accettò le vostre infinite fatiche e vi annoverò tra le schiere degli incorporei.

Theotokìon. Luminosa reggia del Sovrano rendimi dimora della luce; porta inaccessibile, dischiudimi le vie del pentimento; terra santa guidami alla terra dei miti o Sovrana; da ogni tirannia di passioni liberami.

Degli incorporei. Feriti dal dolce dardo.

O cori, che state ora presso la grande e prima luce, fatevi validissimi intercessori per tutti noi che, per quanto possibile, o divinissimi, quali angeli di Dio vi magnifichiamo.

Voi che foste degni di glorificare chiaramente la Trinità dall’unico potere, accesi per primi dai suoi splendori, rendete degni quanti piamente vi magnificano di risplendere, riflettendo dopo di voi la luce.

Theotokìon. Tutti ti conosciamo come fondamento della nostra salvezza perché il tuo Figlio immacolato, col suo sacro sangue salvò, o Madre di Dio, quanti con fede ti cantano e ti danno gloria.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Raccogli, Signore, la mia mente dispersa e purifica il mio cuore, divenuto terra incolta, dando anche a me, come a Pietro il pentimento, come al pubblicano il gemito, come alla prostituta le lacrime, affinchè a gran voce ti gridi: Salvami, o Dio, come solo compassionevole e filantropo.

Spesso, mentre elevavo inni, mi sono trovato a compiere peccato: con la lingua eseguivo canti e nell’anima rivolgevo sconvenienze; ma tu correggi con la penitenza anima e lingua, o Cristo Dio e salvami.

Martyrikòn. Venite, popoli tutti, onoriamo la memoria dei santi vittoriosi: perché, divenuti spettacolo agli angeli e agli uomini hanno ricevuto da Cristo la corona della vittoria e intercedono per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon. Grande è la potenza.

Tu che sei davvero più eccelsa degli angeli del cielo, offri, o santissima, al Sovrano dell’universo, la preghiera degli uomini in terra, per la salvezza di chi con fede ti dichiara vera Madre di Dio.

Alla Liturgia

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo Regno.

Trascurando la moltitudine dei miei peccati, secondo la pienezza della tua misericordia, salvami e nel giorno del giudizio strappami dalla condanna e dall’inferno eterno, perché inneggi alla tua bontà, Cristo Salvatore.

Cherubini, serafini, troni, arcangeli, potenze e principati, dominazioni, angeli e virtù tutte, supplicate il Creatore di condonare le mie colpe quando starà per giudicare la terra come amico degli uomini.

Martirikòn. Bagnando di sangue sacro la porpora, gli atleti di Cristo furono divinamente degni di regnare realmente col Re delle potenze e chiedono remissione dei peccati per noi, che degnamente sempre li inneggiamo.

Gloria.

Un’unica Divinità trisipostàtica, fedeli tutti, Padre, Verbo e Paràclito, piamente celebrando, con incessanti voci angeliche gridiamo: Santo, santo, santo sei tu, o Dio, salva le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Tu che concepisti la luce da luce, la nube luminosa, o pura, illumina con la penitenza me, oscurato da passioni e piaceri della vita e supplica che ottenga la gloria che spetta a quanti vissero bene.

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Modo III – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 3 Martedi al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata catanittici. Tono 3.

Finché sei pellegrina sulla terra, pentiti, anima mia: la polvere nella tomba non inneggia, non viene redenta dalle colpe; grida a Cristo Dio: O conoscitore dei cuori, ho peccato; prima di giudicarmi, risparmiami, o Dio e abbi pietà di me.

Fino a quando, anima mia, rimani nelle colpe? Fino a quando rimandi la penitenza? Considera il giudizio futuro e grida a Cristo Dio: Ho peccato, conoscitore dei cuori, Signore senza peccato abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, nostro rifugio e forza, aiuto potente del mondo, con la tua preghiera proteggi da ogni angustia i tuoi servi, o sola benedetta.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

L’abisso delle mie colpe tu conosci, Signore: porgimi la mano come a Pietro e salvami.

Quando verrà il giusto giudizio e il Giudice dell’universo siederà per giudicare, che giustificazione porterai, anima mia, a meno che prima della fine tu non gridi: Ho peccato, o Dio, abbi pietà di me?

Gloria. E ora.

Theotokìon. Attonito di fronte alla bellezza.

Madre senza nozze, in Dio beata, sana la mia anima inferma, perché io, il miserabile, sono gravemente stretto fra le colpe; per questo a te grido col gemito del cuore: Accogli, o purissima, colui che molto peccò, affinchè con fiducia a te acclami: Salve, piena di grazia.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

La confessione della fede divina.

Rifugiandoci sotto la tua protezione, gridiamo con fede dal fondo dell’anima: O profeta e precursore beatissimo in Dio, placa il tumulto delle tentazioni e dei pericoli e la tempesta dei flagelli e vanifica i disegni dei nemici malevoli, chiedendo per noi la grande misericordia

Martyrikòn. Attonito di fronte alla bellezza.

Nella tua onnipotenza, Signore, rendesti gioiosa la memoria dei tuoi vittoriosi: li rafforzasti perché imitassero la tua passione; infatti valorosamente vinsero la potenza di Beliar e per questo ottennero carismi di guarigioni; per le loro suppliche, o compassionevole, concedi pace al tuo popolo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ciascuno, dove trova salvezza, là a buon diritto accorre: e quale altro rifugio simile a te, o Madre di Dio, che proteggi le nostre anime?

Canone catanittico. Acròstico, senza Theotokìa: Sii attento ai miei gemiti, o Dio Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Tu sei il Dio sovresaltato che fece un tempo meraviglie trasformando in terra ferma l’abisso ed annegando i cavalieri per salvare il popolo che t’inneggia, o Redentore.

Prima della fine piangiamo con tutta l’anima su noi stessi, fedeli poiché lo sposo si avvicina: accendiamo le opere come lampade luminose per partecipare alle nozze dell’Agnello.

Pentendosi con tutta l’anima, Manasse fu salvato mentre, incatenato, invocava l’unico Signore: imitalo, anima mia e sarai salvata.

Martyrikà. Sopportarono l’accecamento, la perdita della lingua e delle mani, l’amputazione dei piedi, delle gambe, delle braccia, ma non smisero di ringraziare Cristo, i divini atleti.

Si rivelò farmaco, per tutti noi fedeli, l’urna delle reliquie, o martiri, da cui attingiamo forza fisica e spirituale, sempre a voi giustamente cantando.

Theotokìon. Vergine santa, vaso spirituale, portasti Cristo, manna di immortalità; liberami dall’amarezza delle funeste passioni perché t’inneggi con fede e pietà.

Canone del precursore. Colui che un tempo.

Tu che uscisti dal grembo sterile di Elisabetta, prega Dio di farmi germogliare frutti di virtù, togliendo da me l’onta della sterilità in buone azioni e dissolvendo l’oscurità della mia anima, o precursore del Signore.

Apparisti sulla terra come immensa stella che precede nella sua corsa il vero sole, la cui gloria rischiara il mondo; pregalo d’illuminare la mia anima oscurata da foschi pensieri, o precursore.

Profeta, che nello Spirito divino annunciasti l’avvicinarsi della vita, per le tue preghiere, vivifica la mia anima morta, rialzala dalla fossa del peccato, ti prego, glorioso precursore.

Theotokìon. Con gli angeli, gli arcangeli e tutti i santi, ti prego, Vergine, intercedi presso il Signore per te rivelatosi perché salvi da ogni pericolo i tuoi servi che ti riconoscono Madre di Dio.

Ode 3. Irmòs.

Anima sterile e senza prole, fa’ scorrere il frutto famoso, avendo bei figli grida: In Dio si rafforzò il mio cuore; non c’è santo, non c’è giusto all’infuori del Signore.

Che farò, io che ho disprezzato la legge divina, follemente meritando la condanna? Giusto giudice misericordioso, fammi grazia, salvami per la tua compassione.

O Filantropo, eccelso sole che sorge, rialzami dalla notte del peccato; supplico te, luce della giustizia, liberami dalla bruma delle passioni e dal castigo delle tenebre eterne.

Martyrikà. Cittadini della terra dei viventi, alberi fruttiferi del paradiso, fonti da cui scaturisce l’acqua viva di Dio, vi rivelaste come coppe da cui beviamo la santità, o martiri.

I martiri lottatori come un’anima sola in tanti corpi, misero in fuga le miriadi del nemico, il principe di questo mondo, proclamando la Trinità indivisibile.

Theotokìon. Vergine Madre, Regina dell’universo, considera i nostri cuori penitenti che si rifugiano in Cristo chiedendo il perdono dei peccati; ottienici il favore di tuo Figlio.

Del precursore. Tu che hai tratto.

Divenuto voce del Verbo, dirigi, o Giovanni, sempre a lui la voce di chi ti venera, concedendo il perdono delle colpe per la tua intercessione.

Contro te peccai e commisi iniquità, trasgredendo i tuoi precetti, Salvatore: pietà della mia anima macchiata, per amore del tuo Battista ti prego, Signore.

Smarrito nel deserto dei piaceri imploro te, figlio del deserto: guida del nuovo popolo e precursore, guidami verso il sentiero della penitenza.

Theotokìon. Vergine pura, con gli apostoli, i martiri, i profeti, i vescovi, le potenze superiori, prega il tuo Figlio e Signore perché sia propizio a chi ti canta.

Ode 4. Irmòs.

Come monte adombrato Avvacùm predisse il tuo grembo senza macchia Vergine, perciò noi cantiamo: Il Signore è venuto da Teman, il santo Dio dal monte adombrato.

Tu che un tempo facesti sgorgare acqua dalla roccia per un popolo indocile e senza fede, guarendo la sete, fa’ sgorgare dalla mia anima la compunzione, Cristo, perché lavi i miei peccati in un fiume di lacrime.

Medico buono dei malati, chìnati sulle passioni del mio cuore ordinandomi il rimedio della penitenza e restituendo la mia anima al suo vigore, perché con gioia ti glorifichi.

Martyrikà. Dimentichi di ogni sollecitudine e attaccamento al corpo, grazie ai carnefici ne siete stati sciolti, o atleti, per dimostrarvi puri amici del Creatore.

Soldati di Cristo, patendo ogni genere di male, provati da svariati supplizi, riceveste dallo Spirito la grazia di scacciare le pene provocateci dalle passioni.

Theotokìon. Salve, Vergine insignita di molti onori: per te fu concepito Dio Verbo per liberarci dalle nostre opere irrazionali; salve, nube luminosa, che allontani da noi le nubi della maledizione.

Del precursore. Ci desti una prova.

O voce del Verbo apparso nella carne, ti prego, precursore del Signore, liberami dalle opere irrazionali affinché usi l’intelletto per onorarti e dirti beato.

Gemi, misera anima mia dicendo al Creatore: ho peccato, fammi grazia, o Dio, liberami dal tremendo castigo, dai pericoli e ogni afflizione per le preghiere del tuo divino precursore.

Sommerso dalla tempesta delle passioni, sballottato nella bufera delle tentazioni, dal fuoco dell’abisso ti grido: salvami dai pericoli, Battista, guidami al porto di salvezza.

Theotokìon. Superi il carro dei serafini, Madre di Dio; coi tuoi servi incorporei, con il coro di tutti i santi, prega, Purissima, il Cristo che generasti di salvarmi dall’abisso della disperazione.

Ode 5. Irmòs.

Prima dell’aurora vegliamo inneggiandoti, Verbo e unico Figlio di Dio; donaci la pace, Signore e abbi pietà dei fedeli che ti cantano adorandoti.

Lavami coll’issopo della penitenza, purificami dalle passioni perché sia trovato puro ai tuoi occhi quando verrai a giudicare l’universo, giusto giudice.

Purulente sono le piaghe della mia anima, Signore, medico dei cuori morti, Verbo dispensatore d’ogni bene, misericordiosissimo: guariscimi e salvami.

Martyrikà. Come vaso d’argilla fu spezzato sulla terra l’involucro carnale dei martiri, ma le loro anime vinsero con vigore e forza, illuminate dalla potenza di Cristo.

Il sangue sparso dai martiri santifica l’universo: disseta le anime e secca i fiumi immondi dell’idolatria.

Theotokìon. Col tuo parto divino interrompesti la maledizione dei progenitori, facendo zampillare fiumi di benedizione, o Vergine, per noi tuoi fedeli, che ti cantiamo e glorifichiamo.

Del precursore. Anche se sei invisibile.

Come angelo in terra venisti nella carne, o beato; ti prego, dunque, libera la mia povera anima dal pensiero carnale.

La mia anima precipitata nel gorgo dei peccati, insudiciata coi piaceri, nel pericolo in te si rifugia: salvala, precursore del Signore.

Ti rivelasti il maggiore dei profeti avendo visto colui del quale annunziavi la venuta; pregalo sempre, o profeta di Cristo, di illuminare le nostre anime.

Theotokìon. Ti rivelasti davvero più ampia dei cieli, Madre di Dio, Vergine, piena di grazia divina: liberami dall’angoscia del peccato.

Ode 6. Irmòs.

Il gorgo delle passioni s’è aperto davanti a me nella tempesta delle correnti avverse: ti prego, salvami, Dio Salvatore, come un tempo liberasti il profeta del mostro marino.

Inghiottito dalle tenebre del peccato, giaccio esamine; tu che un tempo fosti trafitto da una lancia, o Cristo, fammi grazia della tua compassione.

Gemo e resto nei mali, piango e non temo il giudizio, malato di insensibilità: Verbo di Dio, abbi compassione e salvami con i tuoi giudizi benevoli.

Martyrikà. Come agnelli, muti, senza alzare la voce, o atleti, foste condotti all’immolazione e durante le torture inneggiavate a Cristo.

Foste divorati dalle belve, il mare vi ricevette nelle sue profondità, ma Cristo vi donò la corona di vittoria nella gioia delle vostre anime, o atleti.

Theotokìon. Ingresso per i fedeli riscattati, porta attraversata dal solo Signore incoronato, spalanca le porte della giustizia a noi tuoi fedeli che a te inneggiamo.

Del precursore. Circondato dall’abisso

Con la tua mano battezzasti in acqua il torrente di delizie inchinato; imploralo d’inviare a me, che ho molto peccato, un’acqua di compunzione, o sapiente.

In un fiume lavi l’abisso di misericordia, che stabilì il cielo sulle acque: prega, o profeta, Gesù filantropo di far piovere su di me le onde del perdono.

Il regno di Cristo è vicino, convertitevi! Gridavi, o precursore; a chi ti canta con affetto e ricorre alla tua santa protezione concedi di entrarvi.

Theotokìon. Tu che donasti una carne al Creatore, con le potenze eccelse, i profeti, gli apostoli, i martiri, pregalo, pura Vergine, di salvarmi.

Ode 7. Irmòs.

Tu che effondesti rugiada sulla fornace di fuoco e salvasti dalle fiamme i figli di Abramo, benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Spogliato della veste della vita ho ricevuto quella delle opere infami; perciò a te grido, Dio mio: nella tua compassione rivèstimi della tunica splendida della virtù.

Con occhi intemperanti mi sono macchiato, mi sono insozzato per contatto con la sporcizia e son divenuto un orrore ai tuoi occhi, ma come il dissoluto, accoglimi, Gesù e salvami.

Martyrikà. Amando la vita più sublime, sopportavate i supplizi, divini opliti di Cristo, perciò con fede siete beatificati.

Risplendendo del bagliore delle torture, rifulgete più del sole e scacciate tutta la tenebra dell’ateismo, santi martiri.

Theotokìon. Theotòkos sempre vergine, che generasti il Creatore che regge in mano l’universo, liberami dall’azione delle tenebre dell’ignoranza e del peccato.

Del precursore. Nella fornace.

Quale candelabro del vero sole, illumina la mia anima ottenebrata dall’accidia; guidami sulla via della penitenza, Battista e precursore del Signore.

Poiché l’ora del giudizio si avvicina, tremo pensando al gran numero dei miei peccati; Battista del Salvatore, strappami al fuoco che mi sta davanti.

Riparo e protezione della mia vita, precursore, difendimi, salvami dai nemici invisibili che vogliono impedirmi d’entrare nel regno dei cieli.

Theotokìon. Vergine Madre di Dio, prega tuo Figlio, con i profeti, gli apostoli e i martiri di salvare dalla maledizione futura i fedeli che sempre ti venerano.

Ode 8. Irmòs.

Colui che gli angeli nel cielo senza sosta glorificano come Dio, cieli dei cieli, monti, colli e oceani, tutti gli uomini, lodatelo con inni, benedite il vostro Creatore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Senza alcun timore tuo, ho commesso ogni sorta di colpa e peccato, suggeriti dalla follia della carne e ora tremo davanti alla tua giustizia, o mio Re: non disprezzare, ora, il mio pentimento.

Permettimi d’entrare nella terra santa, possesso dei miti; purificami con la penitenza, Signore, lavami dal fango del peccato, tu che sulla terra nascesti da Vergine purissima.

Martyrikà. Con i piedi imporporati dal vostro sangue, atterraste i nemici, santamente camminando verso il cielo, illustri atleti di Cristo, Dio di tutti.

Senza opporvi foste spogliati nell’arena per le lotte più grandi, domando e svergognando il nemico; perciò ora nei cieli esultate, illustri atleti di Cristo.

Theotokìon. Bellezza di Giacobbe, il Signore d’ogni bellezza fece del tuo grembo sua dimora per amore, pura Vergine santissima per adornare la natura umana con la grazia che supera l’intelletto.

Del precursore. Gettati nel fuoco ardente.

Tu che predicasti l’Agnello di Dio che toglie il peccato degli uomini, divino profeta Giovanni, pregalo di alleviare il peso delle colpe su me gravante, perché partecipi all’eredità degli eletti.

Liberami dalla fornace ardente del fuoco, dalle oscure tenebre esteriori, poiché sono trattenuto dalla notte delle mie empietà, ti prego, Verbo eterno di Dio, per le preghiere del glorioso Battista.

Tu che predicasti alle anime aride e infruttuose il frutto della penitenza, divino profeta del Signore, strappa dalla mia anima tutti i rovi delle passioni affinché produca la spiga delle buone opere.

Theotokìon. Come Theotòkos con gli angeli e i santi, i profeti, gli apostoli, i martiri, prega perché siano liberati da pericoli e afflizioni e castighi quanti ti riconoscono Genitrice di Dio.

Ode 9. Irmòs.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha suscitato per noi una potenza di salvezza, nella casa di Davide suo servo grazie alle sue viscere di misericordia, per cui ci ha visitati il sole che sorge, l’Oriente dall’alto e ci ha diretti sulla via della pace.

Ecco il tempo accetto e il giorno dell’espiazione, consenti ormai, anima mia, a convertirti, facendo frutti di conoscenza, perché non ti trovi infruttuosa la temibile scure della morte e recidendoti come un tempo il fico mandi anche te in quel fuoco.

Come il ricco di un tempo, godo tra le mollezze, senza compassione alcuna per il prossimo e temo il fuoco che non dorme; purifica dunque, o Sovrano, la mia anima di pietra, perché almeno alla fine io, l’ottenebrato, risplenda per la compassione.

Martyrikà. Segnati dal sangue, o divini martiri di Cristo, con segni, per la fede, sconfiggeste nemici infedeli, resistendo inflessibili e strappaste all’empio inganno molti popoli, resi da trasformazioni divine luminosi per la luce della conoscenza di Dio.

Vi rivelaste spade affilate che fanno a pezzi le schiere del nemico, o divini vittoriosi di Cristo, vasi recanti il fulgore della Trinità santa, lampade che fanno risplendere con fede la luce della pietà e veri soldati della gloria spirituale.

Theotokìon. Il profeta ti vide da lontano quale nube luminosa dalla quale il grande sole, Cristo Dio, rifulse per noi e illuminò ciò che era nelle tenebre; supplicalo dunque, o buona, perché fughi le nubi delle mie passioni e io sia reso splendente per la luce divina.

Del precursore. Nell’ombra e nella lettera.

Affacciandoti dall’ombra della Legge hai ampiamente contemplato, o sapiente, il chiarore della grazia divina che illumina tutto ciò che riempie la terra e fuga la tenebra dell’ignoranza, o profeta: perciò ti celebriamo.

Come martire di Cristo, come divino battista, come fiaccola di metania, come aurora di pietà che unisce l’antica alla nuova alleanza, illumina la mia povera anima invecchiata del male, rinnovandola con la conoscenza divina.

Nell’ora terribile, nell’ora tremenda, nell’ora del giudizio, o sapiente, scampa me condannato dalla minaccia che là mi attende, perché tu hai il Salvatore delle nostre anime che, proprio come sposo amato esaudisce le tue preghiere.

Theotokìon. Come Madre di Dio, come Madre del Verbo Dio da te partorito, imploralo sempre con gli incorporei, gli apostoli e i profeti, i gerarchi e i martiri, Vergine Madre santissima, perché dia pace al mondo.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Raccogli, Signore, la mia mente dispersa e purifica il mio cuore, divenuto terra incolta, dando anche a me, come a Pietro il pentimento, come al pubblicano il gemito, come alla prostituta le lacrime, affinchè a gran voce ti gridi: Salvami, o Dio, come solo compassionevole e filantropo.

Spesso, mentre elevavo inni, mi sono trovato a compiere peccato: con la lingua eseguivo canti e nell’anima rivolgevo sconvenienze; ma tu correggi con la penitenza anima e lingua, o Cristo Dio e salvami.

Martyrikòn. Re e tiranni rifiutarono di temere, i soldati di Cristo: intrepidi e forti lo confessarono Signore dell’universo, Dio e Re e pregano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Senza seme concepisti da Spirito santo e noi glorificandoti a te gridiamo: Salve, Vergine santissima.

Alla Liturgia

Makarismì (beatitudini)

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo Regno.

Con l’anima insozzata dai piaceri della vita, vengo alla tua compassione tutto svilito e sconfitto grido a te, Salvatore, che solo vedi i segreti: Purificami con la tua compassione, o Cristo.

Divenuto come mediatore tra antico e nuovo, divino Battista, rinnova la mia anima invecchiata nei peccati e dammi con le tue suppliche di salire con sicurezza i sentieri della penitenza, o illustre, guidandomi bene verso il regno di Cristo.

Martirikòn. Ingaggiando la buona lotta, valorosi atleti, subiste miriadi di dolori e per questo lenite di continuo ogni dolore e scacciate il disonore degli spiriti; per questo con fede o santi, vi glorifichiamo.

Gloria.

Davvero sei luce, vita e creatore di tutto, Monade trisipostàtica, Padre, Figlio e Spirito unico Sovrano e Signore, Dio riconosciuto uno e trino per le persone, che noi glorifichiamo.

E ora. Theotokìon.

Abbi misericordia di me, che sempre pecco e offende il buon Dio e siccome sei buona, o pura, migliorami con una vita penitente affinché eviti l’inferno imminente e sempre inneggi alla tua protezione, o Vergine.

 

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Modo III – Mercoledì – Mattutino

Periodo Del Tono 3 Mercoledi al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata stavròsima. Tono 3.

La croce fu infissa in terra e toccò i cieli: non perché l’albero raggiungesse quelle altezze, ma perché tu con esso riempi l’universo; Signore, gloria a te.

Col cipresso, il pino e il cedro fosti innalzato, o agnello di Dio, per salvare quanti adorano con fede la tua crocifissione volontaria; Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Poiché possediamo come scettro di potenza la croce di tuo Figlio, Madre di Dio, con essa abbattiamo l’arroganza dei nemici, noi che con affetto senza sosta ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che per la stirpe umana fosti schiaffeggiato e non ti adirasti, libera dalla corruzione la nostra vita, Signore e salvaci.

Attonito di fronte alla bellezza.

Le schiere degli angeli contemplavano estatiche l’immensità della tua potenza e la volontarietà della tua crocifissione: Come può l’invisibile subire flagelli nella carne? Volendo riscattare il genere umano dalla corruzione; per questo acclamiamo a te, datore di vita: Gloria, o Cristo, alla tua compassione.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La pura ignara di nozze, la Madre tua, o Cristo, vedendoti pendere morto dal legno, facendo materno lamento diceva: Che cosa ti ha reso il popolo ebreo iniquo e ingrato che ha goduto dei tuoi tanti e grandi doni, o Figlio mio? Io canto la tua divina condiscendenza.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Attonito di fronte alla bellezza.

Tu che sei oltre tutto il creato, o Sovrano, ti sottoponesti al disonore della croce per onorare me, un tempo caduto nel più abbietto disonore; hai avuto il fianco trafitto dalla lancia, o longanime, volendo liberare dalla corruzione me, da te plasmato; canto la tua grande compassione e bontà, o filantropo.

Martyrikòn. Coperti dall’armatura di Cristo e rivestiti delle armi della fede, abbatteste da lottatori gli schieramenti del nemico, perché sopportaste coraggiosamente per la speranza della vita, tutte le minacce e i flagelli dei tiranni: per questo otteneste le corone, o martiri di Cristo dall’animo forte.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Come ti vide appeso al legno, o Sovrano, la Vergine pura e castissima Madre tua ignara di nozze, a te gridava: Ahimè, dolcissimo Figlio mio, come il popolo iniquissimo ha condannato alla croce te, Creatore e Sovrano dell’universo? Io canto la tua bontà somma.

Canone stavròsimo. Acròstico: Con dolori calmasti i dolori dei mortali, Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Colui che un tempo con cenno divino raccolse le acque in un’unica massa e per il popolo d’Israele divise il mare, il nostro Dio glorioso, lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

Per la passione della tua carne immacolata, o Verbo, tu lenisci le nostre pene e passioni; hai salvato i mortali un tempo feriti dal nemico: sempre essi adorano con fede il mistero della tua economia.

Il tentatore un tempo, per la trasgressione del comandamento, poté in paradiso legare l’uomo: tu, però lo incatenasti volendo legarti alla nostra carne, Signore amico degli uomini, per liberarci dai peccati.

Martyrikà. Gli atleti, vedendo il creato naufragato sugli scogli dei demòni, si rivelarono porti di pace per i credenti, sommergendo le potenze avverse di satana con l’effusione del loro sangue.

Il coro dei martiri chiaramente si unì a quello delle Potenze superiori; per i raggi dell’increato, sempre risplendono per rischiarare a loro volta i fedeli che sulla terra glorificano le loro imprese.

Stavrotheotokìon. Più eccelsa degli angeli celesti, concepisti sulla terra, Vergine pura, il Dio Verbo che per amore ci condusse alla gloria celeste con la sua passione e la sua croce preziosa.

Canone della Theotòkos. Acròstico: Un terzo canto alla santissima Madre di Dio porto.

Ode 1. Come monte adombrato.

Al rigagnolo divino fluito un tempo dal fianco di tuo Figlio, lava le ferite del mio cuore, Vergine pura, perché degnamente ti magnifichi, beatissima e purissima.

Concepisti il Verbo dal Padre nato nei cieli, che divinizzò la natura dei mortali: per le tue preghiere ottienimi dalla sua bontà, pura Vergine, la divina consolazione dell’anima, minacciata dalle trame del nemico.

Ode 3. Irmòs.

Tu che dal nulla traesti tutte le cose create nel Verbo e le perfezionasti nello Spirito, o Sovrano onnipotente, rendimi saldo nel tuo amore.

Impassibile nella tua natura divina, per compassione divenisti passibile nella carne subendo la morte in croce, tu che ci doni l’immortalità.

Verbo che sospendesti la terra sulle acque, ti lasciasti inchiodare al legno per strapparmi all’abisso del male e condurmi nel più alto dei cieli.

Martyrikà. Ornati delle stimmate di Cristo, santi martiri, ora state alla presenza del Signore avendo largamente ricevuto dalla sua mano la ricompensa del regno celeste.

Con animo esultante i martiri andarono incontro ai supplizi causando l’amara angoscia del serpente e colmando di gioia i cori degli angeli.

Stavrotheotokìon. Vedendo Cristo innalzato sulla croce, Vergine Madre, gli dicevi con dolore: Sole di gloria, tu tramonti ai miei occhi per far risplendere nelle tenebre la tua luce.

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Il misericordiosissimo Verbo, la cui compassione è infinita, purissima, tesoro di bontà, convincilo a concederci la sua benevolenza nella nostra afflizione.

Dimora del Creatore di tutti, fa’ discendere sul mio capo il Paràclito, sebbene, Vergine pura, sia divenuto antro di briganti assassini.

Portasti fra le braccia, Madre di Dio, colui che divinamente regge l’universo: volgiti, dunque, a salvarmi dalle mie odiose inclinazioni per le passioni.

Ode 4. Irmòs.

Ci hai mostrato amore forte, Signore, per noi consegnasti alla morte l’unigenito tuo Figlio e noi ringraziando acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Sopportasti l’oltraggio dei violenti e i colpi di canna sul capo per rendermi l’onore perduto con la mia antica trasgressione, Cristo, Sovrano gloriosissimo, amico degli uomini.

Portasti la corona di spine, longanime, poiché sei davvero re; strappasti dalla radice i rovi prodotti dal peccato; o Salvatore, io canto i dolori della tua croce.

Martyrikà. Irremovibili davanti a pene e tormenti squassaste, o martiri, l’errore del nemico calpestando il superbo satana consumato dal suo smisurato orgoglio.

In corpi corruttibili ereditaste il carattere incorruttibile di Dio: con le vostre sofferenze imitaste nobilmente la passione dell’impassibile, illustri martiri, concittadini di tutti gli incorporei.

Stavrotheotokìon. Il profeta un tempo vide in te, Vergine, il libro in cui il dito del Padre scrisse il Verbo incarnato, che con un colpo di lancia lacerò sulla croce il chirografo della condanna di Adamo.

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Avendo di tuo volere patito nella tua compassione, o Cristo, le ferite e l’immolazione, risana per le preghiere di tua Madre la mia anima ferita dai violenti colpi dei demòni omicidi.

Sono opera e creatura delle tue mani, o Creatore, ma i piaceri della vita mi hanno frantumato per la malizia del serpente; restaurami, Cristo, per le preghiere della tua purissima Madre.

Concependo ineffabilmente il Verbo del Padre che libera i mortali dalla loro follia sei rimasta intatta, unica Vergine; pregalo sempre di liberarmi dalle folli passioni irrazionali.

Ogni giorno, divina sposa, tu fai scaturire per noi le onde della guarigione; sei dimora della santità splendente di divino fulgore che fa scorrere per noi myron profumato.

Ode 5. Irmòs.

Sei apparso sulla terra, o invisibile, conversando liberamente con gli uomini; davanti a te, o inconcepibile, vegliamo celebrandoti, o filantropo.

Come Agnello fosti messo sul legno, offerto in sacrificio al Padre tuo per noi, tu che sei bontà onnipotente, facendo cessare il culto idolatrico.

Col fianco trapassato dalla lancia, hai fatto sgorgare, fonte di vita, il duplice rigagnolo della salvezza per quelli che ti proclamano uno della Trinità con due volontà ed energie.

Martyrikà. I tuoi intrepidi atleti trovarono in te, Gesù, la base solida, la roccia incrollabile della fede: perciò divennero essi stessi pietre preziose per l’edificio della salvezza.

Rivestiti di potenza divina per la fede, travolgeste la forza del traditore e in cielo foste incoronati vincitori o vittoriosi martiri.

Stavrotheotokìon. Sovrana santissima, riparo per le nostre anime, generando Cristo restando vergine, restaurasti la nostra natura danneggiata dal peccato.

Canone della Theotòkos. Quando Isaia.

Lenisci, o Vergine, la pena della mia anima e del mio corpo, dissolvi, o nube luminosa, le nubi della mia tiepidezza, concedendomi sanità e liberazione da ogni male poiché con fede e affetto ti glorifichi.

Per le mie molte colpe t’invio come interceditrice e mediatrice presso tuo Figlio: Sii tu, Vergine, la mia garanzia e la riforma della mia vita, guidandomi sui sentieri della conoscenza di Dio.

Illumina la mia anima, santifica il mio spirito, fa’ che partecipi, o Vergine, alla gloria di Dio, poiché ho la coscienza macchiata e piena di mali avendo servito come schiavo ai piaceri.

Ode 6. Irmòs.

Mi ha circondato l’abisso senza fondo dei peccati e il mio spirito vien meno; ma tu, o Sovrano, stendi il tuo braccio eccelso e come Pietro, salva anche me, o nocchiero.

Facendomi ingoiare astutamente l’amo, il serpente mi trasse fuori dall’Eden; Cristo, però, lasciandosi crocifiggere, mi lasciò entrare di nuovo.

Venne ferito dalla tua piaga al fianco colui che ci ferì e ora il suo male è inguaribile, mentre noi fedeli siamo guariti per le ferite che ti uccisero, Signore.

Martyrikà. In mezzo al fuoco vi rivelaste, o sapienti opliti di Cristo, come agnelli sacrificali, offerti alla mensa di Dio ed eredi della sua letizia eterna.

Effondeste fiumi di guarigioni attingendo ai tesori inesauribili, o atleti: sanate i torrenti delle passioni e dissetate la moltitudine dei fedeli.

Stavrotheotokìon. Vedendo la morte del Verbo incarnato dal tuo sangue, o purissima, maternamente piangevi e magnificavi la fonte della vita, Sovrana Vergine e Madre.

Canone della Theotòkos. Quanti si accostano.

Ho superato il fariseo per arroganza, orgoglio e superbia di spirito; nel gorgo senza fondo del peccato son caduto prigioniero; Vergine pura, abbi pietà della mia anima umiliata.

Oltremodo prodigioso fu il tuo concepimento e poi il tuo parto; mostra ora i prodigi della tua misericordia poiché, concepito e partorito nel peccato, mi ritrovo miseramente schiavo dei piaceri.

Piango, gemo e mi lamento pensando al tremendo giudizio; malvagie sono state le mie azioni: Madre di Dio, Vergine non sposata, assistimi in quell’ora terribile.

Ode 7. Irmòs.

Non vollero venerare l’immagine d’oro dei caldei i nobili fanciulli, ma nel mezzo delle fiamme inneggiavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Con la tua passione calmasti le nostre passioni, o filantropo, guidando alla vita impassibile chi venera piamente la tua santa passione, Dio dell’universo.

Vedendoti crocifisso, o Cristo, il creato si turbò e fremette; tremò la terra, si spezzarono le rocce e il sole nascose i suoi raggi.

Martyrikà. Docili ai precetti di Cristo, i martiri respinsero le lusinghe degli empi; lottando lealmente nell’arena furono incoronati di gloria e di onore.

Bruciando d’un amore più ardente del fuoco, le fiamme non vi consumarono; ora, incoronati nei cieli da Cristo, o atleti, così cantate: O Dio, tu sei benedetto.

Stavrotheotokìon. Vedendo esaltato sulla croce Cristo da te generato, Vergine pura, gridavi: Non lasciar senza prole colei che conservasti Vergine anche dopo il parto.

Canone della Theotòkos. Nella fornace i tre.

Non sarò salvato per le mie opere perché ho accumulato solo peccati; santa Sovrana, volgi il tuo sguardo sui miei mali e sulla mia miseria; per le tue preghiere, fammi grazia e salvami.

Il giudice è alle porte, il tribunale è pronto; prepàrati, anima, gridando: Assolvimi nella tua giustizia, Verbo, per le preghiere della tua Madre purissima.

Colsi il frutto del peccato e perciò son ridotto in fin di vita ed è sterile la mia anima, ma a te grido: concedimi di portare frutto, o Vergine, il cui frutto annientò la corruzione.

Ode 8. Irmòs.

La fornace di Babilonia non bruciò affatto i fanciulli; nemmeno la Vergine non fu consumata dal fuoco divino; perciò con i fanciulli, o fedeli, gridiamo: Opere tutte, benedite il Signore.

Per la tua croce fu riaperto il paradiso e la spada contro di noi rivolta fu ritratta, misericordiosissimo Dio, per la lancia che trapassò il tuo fianco.

Dalla tua lancia il nemico fu colpito e cadde, mentre Adamo un tempo caduto fu recuperato gridando a te, Cristo, che volontariamente lo salvasti: Benedicendo glorifico te, Dio misericordiosissimo.

Martyrikà. Il mondo illuminato dalle vostre lotte, o atleti, scampato alle tenebre del male per le vostre imprese inaudite e prodigiose, canta con fede: Benedite opere del Signore il Signore.

Giace ai vostri piedi, martiri santi, colui che si vantava di distruggere la terra e il mare, mentre la mano di Cristo v’incorona di fama immortale.

Theotokìon. Generasti nel tempo, pura Vergine, colui che è senza tempo e che con i suoi lacci scioglie l’antica catena di Adamo per legarlo alla catena della sua dolce carità.

Canone della Theotòkos.

Gettati in un rogo.

Madre di Dio bellissima, che stai accanto al gran Re, riempimi di buone azioni, poiché ho trascorso tutta la vita nella dissolutezza e in opere malvagie sì che possa glorificarti nei secoli.

Come un tempo prodigiosamente liberasti il profeta dal pesce, salva anche la mia anima, Verbo di Dio, dal vortice della perdizione, poiché per me intercede la Vergine che senza macchia ti generò, Salvatore.

Della bella veste che indossavo, simbolo della mia filiazione divina, iniqui malvagi mi spogliarono; prega dunque per me, Madre di Dio e rivèstimi della tunica divina con la penitenza.

Ode 9. Irmòs.

Onorandoti con inni, noi magnifichiamo te, che Mosè il legislatore vide sul Sinai, prefigurata nel roveto e nel fuoco; te, che senza esserne consumata, concepisti in seno il fuoco divino; te, lampada inestinguibile e tutta luce; te, veramente Madre di Dio.

Per trovare la dracma perduta, o Cristo, accendesti sulla croce la tua carne, o buono e rendesti partecipi della gioia le schiere di lassù, o datore di vita: con esse, o benefattore, celebrandoti con inni, ti magnifichiamo.

Quando innalzasti le tue mani sulla croce, o Cristo, desti movimento con la tua potenza alle mie mani, prima infiacchite per le molte passioni e rafforzasti per la corsa divina le ginocchia realmente paralizzate: per questo ti magnifichiamo.

Martyrikà. Arsi dalla vampa di tormenti senza fine, i tuoi mirabili e saldi atleti trovarono te, Cristo, come rugiada refrigerante; per questo terminarono con gioia la corsa, protési verso i premi, senza sosta con inni magnificandoti.

La moltitudine degli atleti, il coro dei santi ti implora, o Cristo, per la folla del popolo tante volte ribelle; affinchè per la moltitudine delle tue misericordie, tu cancelli, o misericordioso, la moltitudine delle nostre iniquità, perché sei amico degli uomini.

Stavrotheotokìon. Partoristi in forma mortale, o Vergine, la luminosa irradiazione del Padre; il sole, non sopportando di vederlo innalzato sulla croce, si oscurava, mentre scemava il buio della follia idolatra; per questo con lui anche noi ti magnifichiamo.

Canone della Theotòkos.

Nell’ombra e nella lettera.

Corrotto nella mente, corrotto nell’anima e nella coscienza, contaminato dal male, spoglio di qualsiasi bene come mi presento, non mi disprezzare, o Vergine incorrotta e senza macchia, ma adornami con le opere della vita pia.

Sono colmo di mali, colmo di pensieri che mi estraniano da te, amico degli uomini, per questo gemo e grido: Accoglimi nel mio pentimento, per intercessione di colei che ti partorì e non mi respingere, o benefattore ricco di misericordia.

Per tua intercessione, o Vergine castissima, possa esser liberato da ogni ira, da passioni funeste, dall’orrenda geenna del fuoco, da uomini iniqui e nemici malvagi, perché mi rifugio sotto la tua protezione e ti invoco in mio aiuto.

Tu che sei Madre di Dio, implora il Signore, Dio e Re, da te partorito, perché io che ti supplico sia liberato da ogni minaccia e cattiva consuetudine, o pura, io che dal grembo di mia madre in te confido, o Sovrana.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Fui cacciato per invidia dal paradiso di delizie, dopo essere orrendamente precipitato, ma tu non mi disprezzasti, o Sovrano: assumendo per me ciò che ti rende simile a me, vieni crocifisso e mi salvi e introduci nella gloria: O mio redentore, gloria a te.

Sul monte Mosè stese le mani verso l’alto in forma di croce e mise così in rotta Amalek, ma tu, Salvatore, stendendo le palme sulla croce preziosa, mi prendesti tra le braccia, salvandomi dalla schiavitù del nemico e mi desti un segno di vita per sfuggire all’arco dei miei avversari: perciò adoro, o Verbo, la tua croce preziosa.

Martyrikòn. Come luminari nel mondo risplendete anche dopo la morte, santi martiri, per aver combattuto la buona lotta: con la franchezza che avete ottenuto, supplicate dunque Cristo d’aver misericordia delle nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendoti pendere dal legno, o mio Cristo più che buono, la castissima tra i suoi lamenti materni esclamava: Figlio mio carissimo a tutti, come ha potuto condannarti alla croce il popolo iniquo?

Alla Liturgia

Makarismì (Beatitudini).

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

Crocifisso e trafitto il fianco dalla lancia per me, Gesù mio, hai fatto scorrere su me due torrenti di salvezza; salvato dalla tua passione, inneggio alla tua misericordia, o Cristo, gridando: Ricordati di me, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

Annoverato fra i criminali, togliesti le iniquità di tutti, Gesù e coronato di spine, Re di tutti, strappasti dalla radice i rovi del peccato: per questo noi fedeli glorifichiamo la tua passione.

Martirikòn. Imitando la passione di Cristo, valorosi atleti, illustrissimi martiri e abbattendo l’errore del nemico con forza divina, otteneste la gloria celeste pregando, o santi, per tutti noi.

Gloria.

Monade trisipostatica e Trinità indivisibile, essenza onnipotente e unica forza, proteggi i tuoi cantori da ogni pericolo del nemico e rendili degni del tuo regno, che ottengono quanti vivono bene.

E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendo in croce colui al quale desti corpo dal tuo sangue puro, gemendo gridasti, Madre di Dio Vergine: Perché, Figlio, il popolo malvagio ti ricompensa così, uccidendo te, vita dei fedeli e risurrezione di tutti?

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Modo III – Giovedì – Mattutino

Periodo Del Tono 3 Giovedi al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata apostolikà.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Rendesti gioiosa, Signore, la memoria dei tuoi apostoli perché sei onnipotente: infatti li rafforzasti perché imitassero la tua passione; vinsero con forza la potenza di Beliar e perciò ottennero carismi di guarigioni; per le loro suppliche, o amico degli uomini, concedi pace al tuo popolo.

La confessione della fede.

Con i torrenti del Dio Verbo gli apostoli irrigarono tutta la terra; rifiorì la spiga della fede e ne furono colmati i confini del mondo, perché tagliarono tutta la zizzania e così offrirono tutti a Cristo Dio, battezzandoli nella Trinità increata.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Attonito di fronte.

Richiamando alla mente la smisurata ricchezza della tua compassione e invincibile forza del tuo potere, sono accorso sotto la tua protezione: stretto dalla tribolazione, paurosamente smarrito, dal profondo del cuore esclamo tra le lacrime: Vergine Madre di Dio, a te grido: salvami, salva questo indegno.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

La confessione della fede.

Venite tutti, celebriamo gli apostoli con canti divini, perché, sommergendo l’inganno degli idoli, ricondussero i mortali alla luce divina e insegnarono a credere nella Trinità: perciò oggi, onorandoli piamente, glorifichiamo Cristo Dio nostro.

Gli apostoli gloriosi che videro Dio, splendendo per l’ortodossia, spensero l’inganno dell’eterodossia; arricchendo il mondo con la pietà, splendidamente ornarono le Chiese, chiedendo a Cristo Dio di donare ai fedeli la pace e la grande misericordia

Gloria. E ora. Theotokìon.

Affondando nel mare delle passioni, mi rifugio nell’oceano delle tue compassioni: aiutami Theotòkos, porgi la destra, o pura, al tuo servo; salvami come un tempo tuo Figlio salvò Pietro; abbi pietà di un’anima naufraga nella burrasca di molte colpe.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata. Uguali.

Inneggiando celebriamo te, Nicola, araldo della verità e fulgidissimo luminare del mondo e gridiamo, pregando con fede: Come strappasti gli innocenti alla morte, così strappa anche noi, o santo, ai pericoli, alle tribolazioni e a ogni funesto malanno.

Martyrikòn. Per la fede splendete, o santi, come astri fulgidissimi, medici dei malati, celebratissimi vincitori; infatti, senza temere i tormenti dei tiranni, schiacciaste al suolo le ignominie degli idoli, tenendo come invitto trofeo la croce della verità.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Trono tutto d’oro del Re e paradiso fiorito divenisti, Madre di Dio purissima: perché avendo portato Dio nel tuo grembo, ci inondi del profumo di grazie divine; perciò tutti sempre ti proclamiamo vera Madre di Dio e ti magnifichiamo.

Canone dei santi apostoli.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Colui che un tempo con cenno divino raccolse le acque in un’unica massa e per il popolo d’Israele divise il mare, il nostro Dio glorioso, lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

Venite, diciamo beati i sacri apostoli, le torri della Chiesa di Cristo, piamente edificate sul fondamento della fede, che difendono tutti i fedeli, affinché per le loro suppliche veniamo salvati.

Con inganno il nemico m’ha fatto cadere e ora giaccio a terra, senza forze, in grave pericolo, ma voi, salde colonne della fede, raddrizzatemi perché ottenga il perdono delle mie colpe.

Prima della sentenza del tuo giusto giudizio sono io stesso a condannarmi con tremore: innumerevoli sono le mie opere perverse; per le preghiere dei tuoi divini apostoli, salva, Signore, la mia anima disperata.

Theotokìon. Con i profeti e gli apostoli di Cristo e i martiri supplica il Signore da te incarnato di uccidere le nostre passioni carnali e di donarci la vita eterna, o Vergine pura.

Canone del santo. Acròstico: Terza supplica offro a Nicola io, Giuseppe.

Irmòs. Cantiamo al Signore.

Lampada splendente, faro che veglia sulla terra e guida al porto divino, o Nicola, ti diciamo beato con affetto noi, che navighiamo nell’oceano di questa vita.

Fortificato dalla potenza divina, avevi zelo per la conoscenza della fede; perciò salvi gli innocenti dalla morte; ti imploriamo dunque: da ogni male ingiusto scampaci, Nicola.

Prega senza sosta il Signore, padre santo, perché ci liberi dal peccato, dal fuoco dell’eterno castigo, dalle prove e da ogni afflizione, lui che è l’unico buono.

Theotokìon. L’Arca di Dio purissima, la dimora del divino legislatore, il mare insondabile, che per divina compassione ha cancellato tutte le nostre iniquità, Maria, concordi diciamo beata.

Ode 3. Irmòs.

Tu che dal nulla traesti tutte le cose create nel Verbo e le perfezionasti nello Spirito, o Sovrano onnipotente, rendimi saldo nel tuo amore.

Voi che riempiste il mondo dei vostri divini insegnamenti, riempite la mia anima di pensieri e opere virtuose, o apostoli, veggenti di Cristo.

Discepoli di Cristo, liberateci dai tranelli innumerevoli del maligno, dall’angoscia, da ogni afflizione e pericolo che ci minaccia.

Sciagurata anima, troppo hai peccato, provocando l’ira divina! Se non desisti dal compiere il male, come dunque otterrai il perdono?

Theotokìon. Scala divina contemplata da Giacobbe, da cui discese Cristo, mentre ci innalzi, supplicalo senza sosta con gli apostoli di usarci misericordia.

Canone del santo. Anima sterile.

Spada affilata dallo Spirito ti rivelasti, sapiente Nicola; tu recidi la zizzania degli eretici, mentre apri e appiani per i fedeli il cammino della salvezza.

Supplici imploriamo te, che sei fonte di guarigione, o Nicola: per le tue preghiere lava il fango delle nostre passioni, strappaci con la tua grazia da ogni pericolo, liberandoci da tutte le angustie.

Con le tue fatiche e le tue lotte vittoriose ricacciasti il nemico: con le tue preghiere fortifica contro di lui la nostra mente indebolita dal traboccare delle passioni.

Theotokìon. Lo spirito umano non può concepire, Vergine Madre di Dio, il prodigio del tuo parto ineguagliabile; colma dunque di grazia il mio spirito perché possa glorificarti senza sosta.

Ode 4. Irmòs.

Ci hai mostrato amore forte, Signore, per noi consegnasti alla morte l’unigenito tuo Figlio e noi ringraziando acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Inviando in tutto il mondo come raggi sfolgoranti i tuoi apostoli divini, illuminasti tutti e disperdesti la tenebre dell’ignoranza, o Verbo, sole senza tramonto.

Naufrago nell’oceano del peccato, l’onda dei pensieri sommerge la mia anima; per le preghiere dei tuoi discepoli salvami, Signore, Verbo e divino nocchiero.

Tremo al pensiero della tua tremenda venuta, o Sovrano: anticipando il tuo tribunale la mia coscienza mi ha già condannato facendomi pregustare il castigo.

Theotokìon. Per le preghiere della Vergine che ti concepì e dei tuoi divini apostoli, Verbo di Dio Salvatore, liberaci da ogni pericolo, strappando da tutte le insidie i tuoi servi.

Canone del santo. Come monte adombrato.

Ogni fedele gioisce della tua intercessione presso Dio ogni giorno, o Nicola; perciò ti preghiamo di salvarci da ogni colpa e dai pericoli su noi incombenti.

Tu che possiedi nel cuore la grazia del Signore come acqua viva, effondi l’inesauribile rugiada, o beato, su quanti rischiano di perire per l’ardore del peccato e la calura degli affanni.

O beatissimo, che salvasti altre volte gli innocenti da una fine iniqua, salvami sempre dall’oppressione, dalla perversità, dalla menzogna dei demòni.

Theotokìon. Tu che inspiegabilmente concepisti il Verbo incarnato per un eccesso del suo amore, supplicalo, Vergine pura, di liberarci dalle passioni carnali e da tutte le miserie della vita.

Ode 5. Irmòs.

Anche invisibile, sei apparso sulla terra conversando liberamente con gli uomini; davanti a te vegliamo celebrandoti, o inconcepibile filantropo.

Sulla terra stabilisti i tuoi discepoli come cieli per annunziare, o Cristo, Verbo incarnato, la tua divina gloria: sempre, per le loro preghiere, abbi pietà di noi.

Tu accetti l’intercessione dei tuoi apostoli: per le loro preghiere, dunque, salva i tuoi servi; liberaci, o Verbo, da passioni, pericoli e mali su noi incombenti.

Come ti presenterai, povera anima mia, davanti al giudice tremendo? Non rimanere sterile, costringiti al ravvedimento, portando frutto di virtù.

Theotokìon. Colui che apparve sulla terra nella carne ineffabilmente ricevuta da te, Vergine pura, imploralo senza sosta di esserci propizio.

Canone del santo.

Con la tua luce.

Padre santo, che in cielo stai alla presenza della luce pura, risplendendo sempre dei suoi fulgidi raggi, chiedi per noi tutti luce e pace.

Con l’arroganza del mio spirito, Signore, più d’ogni altro ho provocato il tuo sdegno: per le fervide suppliche di Nicola fammi grazia.

Ho sprecato nell’indolenza tutta la mia vita: padre Nicola, ti prego, risveglia al pentimento la mia anima impantanata.

Theotokìon. Piena di grazia, gioia degli angeli nei cieli, colma di letizia il mio cuore, oscurato e sommerso dai piaceri.

Ode 6. Irmòs.

Mi ha circondato l’abisso senza fondo dei peccati e il mio spirito vien meno; ma tu, Sovrano, stendi il tuo braccio eccelso e come Pietro, salva anche me, o nocchiero.

Disseccando i ruscelli della sapienza di quaggiù i cori degli apostoli fecero sgorgare un abisso di sapienza spirituale e dissetarono folle di devoti.

Gemi o piangi, povera anima, gridando e dicendo al Signore: contro di te ho peccato, fammi grazia o Sovrano buono, per l’intercessione dei tuoi divini apostoli.

I torrenti impetuosi delle passioni hanno abbattuto la dimora del mio cuore; essendo fiumi dello Spirito, o apostoli, restaurate alla vita me frantumato.

Theotokìon. La folla degli apostoli, con la tua Genitrice t’implora, o Cristo: sui tuoi fedeli fa’ scendere propiziazione e pace, come Dio filantropo e benigno.

Canone del santo. Il gorgo delle passioni.

Mortificando con la continenza il corpo, ereditasti la vita eterna; per le tue preghiere, Nicola, concedici di evitare il male per rallegrarci con te.

Con la vela delle tue sante preghiere, salvaci dal mare delle tentazioni senza numero e dall’abisso del peccato guidaci al porto della vita, sapiente gerarca.

Mentre sedevi sul seggio di Myra di Licia eri l’ornamento dei gerarchi; con le tue preghiere proteggici dalle tentazioni, che quaggiù ci assediano.

Theotokìon. Per amore e divina compassione il Verbo, dimorando nel tuo grembo, Vergine pura, allontanò la corruzione che un tempo dimorava fra gli uomini per il peccato.

Ode 7. Irmòs.

Non vollero venerare l’immagine d’oro dei caldei i nobili fanciulli, ma nel mezzo delle fiamme inneggiavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Cristo, luce del mondo, vi rese, o luminosi apostoli, come torce per dissolvere le tenebre dell’errore e risplendere nelle coscienze dei credenti.

Avete spezzato il laccio che il nemico gettò su noi, o apostoli, spianando le vie che conducono a Dio a noi che ci rifugiamo in voi.

O apostoli, divini predicatori, voi che davvero siete il sale della terra per conservare e vivificare i fedeli, purificate la mia anima dalle passioni carnali.

Theotokìon. Vergine, bellezza di Giacobbe, fa’ splendere nella mia anima il gusto per il bene; intercedi, con i divini apostoli, supplicando per noi il frutto del tuo grembo incontaminato.

Canone del santo. Nella fornace.

Arrabbiandoti un tempo contro il folle Ario, gli scagliasti addosso le tue parole come frecce, come vero pastore, padre Nicola.

Vissuto santamente, ora dimori con gli apostoli, o Nicola, trasmettendo luce e santità ai fedeli che ti dicono beato.

Padre Nicola, fervido protettore e difesa sempre pronta, ti supplichiamo: liberaci dalle passioni carnali e dalle tentazioni che ci assalgono d’improvviso.

Theotokìon. Fa’ risplendere la tua luce sulla mia anima oscurata dall’accidia, o Vergine pura; accendi la torcia del mio cuore perché con zelo ti glorifichi.

Ode 8. Irmòs.

Gettati in un rogo insostenibile, i giovani paladini della pietà, senza ricevere alcun danno dalla fiamma, intonavano l’inno divino: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli

La spada delle passioni mi ha colpito, il mio cuore è ferito dall’artefice d’iniquità: sono allo stremo; illustri apostoli, medici delle anime e dei corpi, guaritemi!

Su tutta la terra si diffuse il messaggio divino degli araldi con il meraviglioso culto della Trinità, unica essenza e signoria, unico Sovrano per tutti i secoli.

Ho molto peccato vanificando per le mie colpe la tua magnanimità: riconducimi a te, o Sovrano, poiché tu conosci la mia singolare infermità, la mia pigrizia e la mia cattiva volontà, o Verbo.

Theotokìon. Sei la molla divina che ineffabilmente ricevette il carbone divino, Madre di Dio: con i gloriosi apostoli estingui il carbone ardente delle mie passioni con la rugiada della divina intercessione.

Canone del santo. Colui che gli angeli.

Con la tua mitezza ereditasti, o venerabile la terra che i miti possiedono; perciò ti prego con fiducia: placa il furore dei maligni contro di me scatenato.

Come liberasti gli stratilàti che stavano per morire ingiustamente, così liberaci dalla malizia dei malvagi e da ogni inganno dei demòni, pregando sempre per noi il Salvatore, o Nicola.

Indicasti agli uomini il retto cammino della salvezza, Nicola beato; guida anche noi su questa stessa via perché entriamo nella città della vita.

Theotokìon. Mia forza e mio inno è il nato da te, purissima: supplicalo con insistenza di rafforzare me, sottomesso alle passioni, per compiere i suoi salvifici precetti.

Ode 9. Irmòs.

Nell’ombra e nella lettera della Legge contempliamo, fedeli, la figura: ogni maschio che apre il seno materno è sacro a Dio; magnifichiamo dunque come primogenito il Verbo, Figlio del Padre che non ha principio, primo nato a una madre ignara d’uomo.

O Verbo del Padre senza principio, che con la parola dei tuoi discepoli consolidasti i confini, per le loro preghiere abbi pietà anche di me, scivolato contro ragione nelle passioni e sedotto dall’inganno dei demòni.

Anima mia, schiava degli impulsi passionali, offri preghiere a colui che per te soffrì, perché ti liberi dalle passioni e questo, certo, per le suppliche dei sacri discepoli che imitarono nella loro carne la sua passione.

O discepoli di Cristo, quando siederete con lui a giudicare i sottoposti al giudizio, custodite libera da condanna la mia anima macchiata da opere stolte, come miei difensori buoni, come soccorritori del mondo.

Theotokìon. Vergine casta, sposa di Dio, pura reggia di Cristo, Vergine santissima che, oltre ogni causa ragionevole, generasti Dio, il Santo dei santi, con i santi apostoli offri suppliche per tutti.

Canone del santo. Sul monte Sinai.

Il mondo terrestre ti possiede come divina fortificazione, sostegno e buon rifugio, o padre Nicola e per la tua mediazione viene sempre liberato da ogni stretta di tentazione: perciò, lodandoti, ti proclama con fede beato.

Stretto da tante difficoltà, mi rifugio nell’ampio spazio della tua fervida intercessione, o beatissimo e grido: Fa’ cessare l’affanno della mia anima, placa i flutti della disperazione e da’ pace alla mia mente sconvolta.

È imminente la venuta del Creatore per il giudizio di tutta la terra e poiché nella mia miseria sono impreparato, tremo tutto ripensando alla moltitudine dei miei mali: Signore longanime, abbi compassione e salvami, per le divine preghiere del tuo santo Nicola.

Theotokìon. Risplendi per me come illuminazione che salva, tu che generasti la luce e scaccia le molte e dense nubi dell’anima mia, affinchè per le tue preghiere diventi figlio del giorno compiendo ciò che è santo e sempre tra gli inni ti proclami beata

Apòstica delle lodi, apostolikà.

Per tutta la terra uscì la vostra voce apostoli santi; dissolveste l’inganno degli idoli, predicando la conoscenza di Dio: bella è questa vostra lotta, o beati e per questo celebriamo e glorifichiamo le vostre memorie.

Custodendo irreprensibilmente i comandi di Cristo, o santi apostoli, gratuitamente riceveste, gratuitamente date sanando le passioni delle nostre anime e dei nostri corpi; perciò avendo franchezza, supplicatelo d’aver pietà delle nostre anime.

Martyrikòn. Le schiere dei santi angeli ammirarono le lotte dei martiri: perché, rivestiti di corpo mortale, disprezzarono i tormenti, divenendo imitatori della passione del nostro Salvatore e intercedono per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O venerabile, prima tra i santi, essendo lode delle schiere celesti, inno degli apostoli, argomento dei profeti, accogli anche le nostre preghiere, o Sovrana.

Alla Liturgia

Makarismì (Beatitudini)

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

O apostoli, che con la canna della croce riconduceste dal baratro dell’ignoranza i popoli, annientando l’errore degli elleni dalla terra, divenendo davvero salvatori inerranti dei fedeli, per questo siete beatificati.

Divenuti come mistici raggi e chiari bagliori del sole, o apostoli, annientaste il buio dell’empietà e alla luce della conoscenza divina guidaste tutti i popoli: per questo vi veneriamo.

Martirikòn. Subendo la fiamma dei tormenti, vi siete rivestiti di grazia dall’alto, o atleti e le passioni dei mortali, come sapienti servi di Cristo, curate sempre salubremente: perciò con fede, o santi, vi celebriamo.

Gloria.

Sacri predicatori della Trinità, Pietro, Paolo, Marco e Luca, Matteo, Simone, Giacomo, Andrea, Giovanni, Bartolomeo, Filippo, Tommaso, sempre supplicatela di liberarci da ogni difficoltà.

E ora. Stavrotheotokìon.

Ornamento degli apostoli e gioia degli atleti, Sovrana piena di grazia divina, implora per noi il Salvatore e Dio di tutto perché riceviamo remissione delle colpe e otteniamo tutti la vita eterna.

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Modo III – Venerdì – Mattutino

PERIODO DEL TONO 3 Venerdi al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata stavròsima. Tono 3.

La croce fu infissa in terra e toccò i cieli: non perché l’albero raggiungesse quelle altezze, ma perché tu con esso riempi l’universo; Signore, gloria a te.

Col cipresso, il pino e il cedro fosti innalzato, o agnello di Dio, per salvare quanti adorano con fede la tua crocifissione volontaria; Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Attonito di fronte.

L’universo è colmo di gioia vedendo te, o longanime, innalzato sulla croce, esclamava la pura, integra e castissima; per te infatti, Figlio amatissimo, esso trovò redenzione, perché tu sanasti col legno la condanna venuta dal legno, ma le mie viscere sono ora sconvolte, poiché non resisto nel vederti ucciso.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Attonito di fronte alla bellezza.

Le schiere degli angeli contemplavano estatiche l’immensità della tua potenza e la volontarietà della tua crocifissione: Come l’invisibile subisce flagelli nella carne, volendo riscattare il genere umano dalla corruzione? Perciò acclamiamo a te, datore di vita: Gloria, o Cristo, alla tua compassione.

Avendo scelto di patire croce e morte, nel mezzo del creato le subisti quando fu tuo beneplacito, o Salvatore, di inchiodare il tuo corpo: allora il sole nascose i suoi raggi, allora il ladrone vedendoti in croce ti celebrò, gridandoti piamente: Ricordati di me e ottenne per la sua fede il paradiso.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La divina giovenca ignara di giogo, guardando il proprio vitello che volontariamente sopportava in croce la passione diceva: Ahimè, Figlio! Che cos’è questo mistero strano? Come dunque tu, l’immortale, hai accettato la morte? Io canto la tua longanimità, o Verbo e glorifico la tua immensa misericordia.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che per la stirpe umana fosti schiaffeggiato e non ti adirasti, libera dalla corruzione la nostra vita, Signore e salvaci.

Martyrikòn. La vostra coraggiosa costanza vinse le macchinazioni del nemico origine del male, o vittoriosi illustrissimi, per questo otteneste la beatitudine eterna; pregate dunque il Signore di salvare il gregge del popolo amico di Cristo, voi che siete martiri della verità.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Attonito di fronte.

Gli esseri celesti vedendo tremarono e i terrestri per il timore sussultarono, quando fosti volontariamente innalzato sulla croce tu che sei senza peccato: si eclissò il sole e si oscurò la luna; allora anche la Madre tua facendo lamento così diceva: Che cos’è questo spettacolo, o Figlio mio? Come dunque tu solo per tutti hai patito?

Canone stavròsimo. Acròstico: Gloria e vanto dei fedeli è la croce. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Un tempo il sole raggiunse la terra ferma partorita dal mare; l’acqua si divise in due parti per il popolo che marciava inneggiando a Dio: Cantiamo al Signore perché si è glorificato.

Con la verga fendesti gli abissi marini prefigurando la croce con cui avresti infranto le onde dell’errore e come allora guidasti il tuo popolo, conduci ora alla terra della tua scienza tutti i fedeli che cantano, Signore, alla tua potenza.

Con un tuo ordine creasti l’abisso, o Onnipotente, fissando le sue alte stanze e sospendendo la terra sulle acque; accettasti di essere appeso alla croce, o mio Dio, che con un cenno scuoti la terra: stabilisci le nostre anime sulla roccia del tuo nome.

Martyrikà. Per divina partecipazione siete figli di Dio, eredi e cittadini della Sion celeste, incoronati vincitori, in essa con gioia acclamate, santi martiri: cantiamo al Signore perché si è glorificato.

Con le mani e i piedi mozzati, venivate segati o gettati alle fiamme, o santi martiri, ma non rinnegaste Cristo, Dio di tutti; anzi, con ardore gridavate: cantiamo al Signore perché si è glorificato.

Stavrotheotokìon. Vedendo suo Figlio innalzato sul legno, la Vergine bellissima, gemendo gridò: come puoi patire così per amore, Re della gloria, Dio di tutti?

Canone della Theotòkos. Cantiamo al Signore

La nube spirituale dello splendore celeste, facendo rifulgere su noi i raggi del pentimento, dissolve le tenebre del peccato facendo brillare per tutti gli uomini la luce della sapienza, perché è la Madre di Dio che protegge le nostre anime.

O Theotòkos, in te troviamo forza, rifugio sempre pronto, riparo custodito da Dio, porto sicuro, salvezza dalle onde limacciose che ci minacciano nel mare dell’afflizione.

Seggio dell’ineffabile gloria, salve; dimora del sole spirituale, tesoro della verginità più pura, carro di fuoco del Verbo di Dio, sostegno di tutti i viventi, salve!

Ode 3. Irmòs.

Sostegno di quanti in te sperano, Signore, rafforza la tua Chiesa, che riscattasti col tuo sangue prezioso.

Essendo un’unica persona, o Verbo Dio, hai patito il disonore della croce, onore di chi onora il tuo nome.

Divenuto maledizione per i mortali, tu stesso, o Signore, hai fatto splendere la benedizione sulla croce.

Martyrikà. Stranieri sulla terra, diveniste cittadini del cielo e veri coeredi di Cristo, o santi martiri.

Con l’arma invincibile della croce per sempre i martiri annientarono la potenza del funesto nemico.

Theotokìon. E’ Vergine anche dopo il parto la purissima in cui si incarnò il Dio che volle essere inchiodato ad una croce.

Canone della Theotòkos. Il mio cuore è saldo.

Vergine Madre, agnella pura, che concepisti l’Agnello che toglie ogni male, custodisci il gregge del tuo ovile.

Tu che portasti la vite celeste e colmi di pentimento il calice, fa’ crescere il perdono dei peccati.

Navigando nel mare della vita, affondando nell’onda amara del peccato, ricorriamo al tuo dolce approdo.

Ode 4. Irmòs.

Della tua gloria colmasti i cieli, o Cristo; della tua lode si riempì il mondo, poiché sei venuto dalla Madre senza macchia come dall’arca della tua santità; e come un bimbo portato in braccio apparisti nel tempio della tua gloria.

Divenuto nuovo Adamo risollevasti, o Cristo, l’antico Adamo dalla sua caduta; con le mani inchiodate alla croce, accettasti la corona di spine, gustando fiele e aceto: gloria alla tua filantropia.

Come agnello da immolare ti vide il profeta, come agnello muto, Dio Verbo, poiché volontariamente hai patito per chi volontariamente ha peccato e hai voluto esser crocifisso per salvarlo e redimerlo nella tua grande filantropia.

Martyrikà. Aprendo le loro anime con l’aratro della fede, i lodatissimi martiri, per la loro pazienza nei tormenti, seminarono nei loro solchi il grano buono e per il loro martirio raccolsero la spiga ubertosa che nutre tutti i fedeli.

Fra atroci torture i martiri, sempre sperando i beni futuri, passarono dall’angoscia alla gioia conseguendo il regno celeste di Cristo; celebriamo dunque senza sosta le loro fatiche.

Stavrotheotokìon. Ricevesti, o Theotòkos, la brace divina senza venirne bruciata come le molle dell’altare; nel tuo grembo incontaminato la sua fiamma effuse fresca rugiada; vedendolo corporalmente crocifisso lo glorificavi con inni di lode.

Canone della Theotòkos.

Al suono della tua voce

Mostrami il tuo amore misericordioso, poiché tu sei la Madre del Signore compassionevole.

Illuminami, mentre sbando nella notte del peccato, Madre sempre vergine del fulgido sole.

Protezione del mondo, ottieni il favore del Sovrano di tutti per i tuoi servi.

Ode 5. Irmòs.

Quando Isaia ebbe la visione del trono innalzato su cui sedeva il Dio della gloria scortato dagli angeli, gridò: sono perduto perché ho visto Dio incarnato, luce senza tramonto e principe della pace.

Affaticato dal fardello dei miei peccati, mi hai fatto riposare mentre riposavi sulla croce, o Verbo; per gli oltraggi subiti mi hai salvato dal disonore, o Gesù: perciò celebro con inni la tua potenza e la tua passione.

Come una torcia accendesti la tua carne sulla croce, amico degli uomini, cercando la dracma perduta; avendola trovata invitasti le potenze amiche a celebrare la potenza del tuo regno.

Martyrikà. L’ingannatore, ingannato, apparve senza forza, né vita ai piedi degli inerranti atleti di Cristo, per sempre annoverati fra gli araldi della verità, colmi di gioia ineffabile.

Nel rigore dei tormenti e dell’afflizione, nel freddo dei patimenti, i martiri guadagnarono il calore del regno dei cieli, divenendo fervidi intercessori per i fedeli.

Stavrotheotokìon. Vedendo in croce, col fianco trafitto colui che un tempo plasmò Eva dal fianco di Adamo, così gridavi a tuo Figlio, o Vergine Madre: tu muori per la vita immortale!

Canone della Theotòkos.

Della tua pace.

Coprendoti con la sua ombra, Vergine pura, la potenza dell’Altissimo ti rese dimora del Dio incontenibile, o Madre della vita e della salvezza della stirpe umana.

Sei tu la fonte divina della mia salvezza; non m’inghiotta la tempesta, l’oceano dei peccati non mi sommerga, Regina santissima.

Terra non arata apparisti al mondo come maggese verginale da cui germogliò per l’ineffabile Verbo, il Creatore dell’universo e divino coltivatore.

Ode 6. Irmòs.

Il vegliardo contemplando coi suoi occhi la salvezza da te preparata per il suo popolo gridò: Sei tu, o Cristo, il mio Dio.

Come un agnello fosti immolato per ridare vita a colui che aveva gustato la morte per l’albero proibito.

Innalzato sull’albero della croce, fai precipitare il diavolo ingannatore, mentre s’innalza la moltitudine dei fedeli, che ti inneggia come fonte della vita.

Martyrikà. Indossando la ricca porpora, tinta dal loro sangue, i martiri incoronati attorniano sempre il Re dell’universo.

Le reliquie dei martiri fanno rifulgere le guarigioni come una fonte su tutti i malati, scacciando il tetro sciame delle malattie.

Stavrotheotokìon. Lo spirito umano, Vergine, non può concepire il tuo misterioso concepimento con cui sfidi le leggi della natura.

Canone della Theotòkos. Con gemiti incessanti.

Giustamente per le mie azioni merito il castigo, ma tu che fosti inchiodato sul legno della croce, concedimi il tesoro della tua giustizia.

Per le tue preghiere fu cancellata del tutto la macchia del peccato; Cristo, luce eterna da te uscito, dissolse l’oscurità dei miei peccati.

In te ho posto la mia speranza e da te, Vergine buona, attendo la grazia della riconciliazione col tuo Figlio: pietà di me, o santissima!

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace ricopristi di rugiada i nobili fanciulli che benedicevano il Signore e scegliesti come dimora la Vergine senza macchia; celebrandoti, o Verbo, ti cantiamo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Sul cedro, il pino ed il cipresso fosti innalzato, o Sovrano, tu che sei uno della Trinità e rialzasti gli uomini caduti nel baratro del piacere, benedetto Dio dei nostri padri.

A prezzo del tuo sangue, Signore, purificasti il creato dai cruenti sacrifici offerti ai demoni: immolandoti come agnello senza difetti, Verbo di Dio, interrompesti gli empi sacrifici: gloria alla tua potenza, Signore.

Martyrikòn. Inamovibili colonne, i martiri stando alla presenza dei tiranni, rovesciarono i falsi idoli confermando i cuori dei fedeli e cantando: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Stavrotheotokìon. Senza corruzione concepisti, o Vergine; unica senza seme generasti donando un corpo al Signore crocifisso, da noi senza sosta celebrato con inni: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Canone della Theotòkos. Nella fornace i tre.

Il fulgido sole da te sorto, Madre Vergine, illumina i nostri cuori e ci insegna a cantare e inneggiare: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Il creato gioisce per la tua verginale concezione magnificando la tua Prole; piamente glorificandola canta: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Dio eccelso, creatore e Signore di tutto, prendendo da te la sua somiglianza con noi, o Vergine, ci divinizza facendoci sedere in cielo col Padre e lo Spirito.

Ode 8. Irmòs.

Gettati in un rogo insostenibile, i giovani paladini della pietà, senza ricevere alcun danno dalla fiamma, intonavano l’inno divino: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli

Un popolo ribelle condanna a morte te, che hai voluto per obbedienza essere crocifisso, o Verbo, per ridar vita a quanti avevano colto la morte di loro volontà e che d’ora innanzi a t’inneggiano glorificandoti nei secoli.

Hai steso le mani sulla croce per guarire quelle stese verso l’albero proibito, avidamente, dal primo uomo; il sole, vedendoti, trattenne i suoi raggi, tutto il creato fu colto da timore.

Martyrikà. Con i flutti versati nelle loro sacre lotte, gli atleti vittoriosi hanno inaridito le impure libagioni idolatriche e come fonte hanno zampillato guarigioni per lavare la macchia dalle passioni e dissetare i cuori dei fedeli.

Imitatori della passione di Cristo, osservando i suoi divini precetti, santi martiri, concittadini degli incorporei, supplicate ora il Signore di scrivere nel libro della città celeste per tutti i secoli quanti vi onorano.

Stavrotheotokìon. Ciborio e candeliere tutto d’oro, santa mensa e ramo fiorito, divino monte e nube luminosa, trono igneo e palazzo del gran Re: così sei chiamata, o Madre di Dio, dai fedeli per esser rimasta Vergine anche dopo il parto.

Canone della Theotòkos. Il Signore apparso.

Tuo Figlio, o Vergine, compiendo sulla croce la nostra salvezza c’invita a cantare: benedite, sacerdoti, il Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Il nemico tenta d’inghiottirmi nel peccato, ma tu, santa Madre di Dio, salvami e liberami, dalla sua tirannia perché possa glorificarti per tutti i secoli.

Sprofondo nella buia notte del peccato, nella mia lampada manca l’olio delle buone opere per illuminare la mia anima, o Vergine: che io non resti perciò lontano dal banchetto celeste.

Ode 9. Irmòs.

Nell’ombra e nella lettera della Legge contempliamo, fedeli, la figura: ogni maschio che apre il seno materno è sacro a Dio; magnifichiamo dunque come primogenito il Verbo, Figlio del Padre che non ha principio, primo nato a una madre ignara d’uomo.

Confitto a un legno, o Gesù, tu che fissasti sul nulla tutta la terra, rialzasti me, confitto nel fango per la mala inclinazione del peccato, nella tua bontà e misericordia, o Cristo e con una morte disonorevole onorasti me, o misericordiosissimo.

Dio invisibile per natura, apparisti innalzato nella carne per strappare il mondo visibile ai nemici invisibili e rendere celesti le creature di quaggiù, o Cristo; e noi glorifichiamo la forza del tuo sommo potere.

Martyrikà. Vi rivelaste esercito di santi venerabili, accampamento santo, paradiso eletto che reca al centro l’albero della vita, Cristo, Chiesa a Dio gradita, augusta assemblea, o gloriosissimi vittoriosi del Salvatore.

Santi che ora state luminosi presso il trono del Sovrano e divinamente splendete dei copiosi bagliori di là provenienti, ricordatevi di noi, che vi ricordiamo sulla terra, perché troviamo remissione per i nostri debiti.

Stavrotheotokìon. Tramontarono gli astri, Figlio mio, vedendo la tua crocifissione; come dunque non si nascose anche il popolo ribelle degli ebrei che uccise te, l’autore della vita? Così esclamava la Madre di Dio e noi senza sosta la magnifichiamo.

Canone della Theotòkos. Roveto incombusto.

Stendendo volontariamente le mani sulla tua croce divina, sanasti la mano del progenitore che nell’Eden si era tesa all’albero, commettendo la trasgressione.

Ridona il vigore a me, che ho l’anima tutta ferita da orrendi peccati, a me malato di male incurabile, fasciandomi con la tua intercessione.

Salve, divina dimora vivente della gloria del Signore; salve, spirituale arma della penitenza; salve, porta, attraverso la quale noi peccatori troviamo salvezza.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Sul monte Mosè stese le mani in alto a forma di croce e mise così in rotta Amalek, ma tu, Salvatore, stendendo le palme sulla croce preziosa, mi prendesti tra le braccia, salvandomi dalla schiavitù del nemico e mi desti un segno di vita per sfuggire all’arco dei miei avversari: perciò adoro, o Verbo, la tua croce preziosa.

Sono stato cacciato per invidia dal paradiso di delizie orrendamente precipitando; ma tu non mi disprezzasti, o Sovrano: assumendo per me ciò che ti rende simile a me, vieni crocifisso e mi salvi e mi introduci nella gloria. O mio Redentore, gloria a te.

Martyrikòn. Venite popoli tutti, onoriamo la memoria dei santi vittoriosi: perché, divenuti spettacolo agli angeli e agli uomini hanno ricevuto da Cristo la corona della vittoria e pregano per le nostre anime.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Grande la potenza.

Versando rivi di lacrime, la castissima gemeva e faceva lamento, gridando dal profondo dell’anima: Come hai potuto tramontare, dolcissima luce, mio Gesù, tu che hai creato tutto con la tua parola, come dunque appari ora sulla croce morto, senza voce?

Alla Liturgia

Makarismì (Beatitudini)

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

Vedendoti in croce il sole, Signore, oscurò la luce, le pietre si spezzarono, tutta la terra si scosse, o Sovrano, mentre il velo del tempio si lacerò in due, contemplando te, incomprensibile Salvatore ingiustamente patire.

Accettasti la morte per tutti, Gesù, vita dei viventi per salvare con la tua divina passione quanti avevano gustato la morte per il legno, e mostrare come Dio il paradiso, o compassionevole; perciò magnifichiamo con fede la tua passione.

Martirikòn. Imitando colui che per noi patì e togliendo il disonore dei mortali, o martiri, attraverso numerosi tormenti vinceste il nemico e otteneste la gloria superna; perciò siete divinamente glorificati, o santi.

Gloria.

Inneggiamo, o fedeli, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, unico principio nell’inconfusa divinità, adorando divinamente e venerabilmente con fede ortodossa e gridando: Ricordati di noi nel tuo regno.

E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendo tuo Figlio in croce volontariamente sopportare nella carne la passione, o purissima, eri tutta sconvolta e gemendo gridasti: Ahimè, Figlio mio, come sei morto, Salvatore, che vuoi vivificare i morti?

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