Vespro del 28 Ottobre- Appendice
Appendice – 28 Ottobre
La santa Protezione della santissima Madre di Dio. Santi Terenzio e Neonilla, sua consorte e i loro sette figli Sarvilo, Nità, Falco, Teodulo, Fozio, Bili ed Eunice, martiri. Il beato nostro padre Stefano, sabaita. La festa della santa Protezione è stata trasferita dal primo al ventotto ottobre dall’anno 1952 per decisione del Sacro Sinodo della Chiesa di Grecia perché sia celebrata insieme con la festa nazionale delle Vittorie.
Al Vespro.
Dopo il salmo introduttivo, la prima stasi di Beato l’uomo (salmi 1-3). Al Signore a te ho gridato 6 stichi e i 6 seguenti stichirà prosòmia.
Tono 1. O prodigio straordinario.
O prodigio straordinario! Come nube di luce la pura Madre di Dio ogni giorno stende la sua protezione e con la sua materna sollecitudine e per grazia manifestamente protegge da ogni aggressione quanti a lei guardano piangendo: Salve, piena di grazia, protezione e aiuto del tuo popolo, che con fede, o Vergine, ti magnifica.
Grandi le tue meraviglie, o Pura! Tu infatti prodigiosamente stendesti il tuo manto e mirabilmente proteggesti la Città Imperiale; sempre e manifestamente per la grazia della tua protezione illumini e salvi da minaccia ostile il popolo che porta il nome di Cristo. Perciò, elevando, grati, canti di lode, esultiamo ricordando i tuoi prodigi.
Noi, figli dei greci, o Sovrana, proclamiamo la tua provvidenza verso di noi, inneggiando alla tua materna sollecitudine per noi. Dai tempi antichi nella tua compassione, ci hai posto sotto la tua protezione, indicandoci come tuo eletto ovile e pura nazione. Perciò gridiamo a te, piena di grazia: salve e magnifichiamo le grazie della tua divina protezione.
Altri prosòmia. Tono 4. Come generoso.
Celebrando la memoria della tua protezione, o pura, esaltiamo la tua amorevole compassione perché tu salvi il tuo popolo da ogni angustia e ogni giorno concedi grazia illimitata a quanti inneggiano le straordinarie magnificenze della tua gloria e la grandezza dei suoi prodigi.
Prodigiosamente un tempo spiegasti invisibilmente la tua protezione e proteggesti la città imperiale, ma anche ora con più forza, o pura, proteggi, custodisci e tieni al sicuro da ogni afflizione la tua nuova eredità; perciò inneggiamo i doni della tua protezione, o Vergine e il tuo costante aiuto.
In molti modi, o Vergine, abbiamo conosciuto e visto chiaramente la dimostrazione della tua sacra protezione, rifulsa a noi attraverso prove e prodigi e con fervide lacrime abbiamo glorificato la tua ricca bontà, perché ci salvi dai pericoli e concedi letizia ad afflitti e sofferenti.
Gloria. E ora. Tono pl. 2.
Oggi il tuo fedele popolo, che tu, Madre di Dio, hai dichiarato gente santa ed eredità speciale, celebra la grazia della tua protezione e canta inni grati. Soltanto tu infatti, hai fatto per noi prodigi e meraviglie nelle passate generazioni; ma anche ora solo tu ci proteggi e rafforzi, ci salvi da assalti di nemici e hai riempito le nostre anime di gioia. Quindi noi confessiamo la tua grazia e ci rifugiamo nella tua radiante protezione, gridando con fervore: O Regina dell’universo, proteggi sempre coloro che senza esitazione ti invocano.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dalla Genesi (28, 10-17).
Giacobbe partì dal pozzo del giuramento e si diresse verso Carran; si imbatté in un luogo e là si mise a dormire perché era tramontato il sole. Prese una delle pietre che erano lì, se la pose sotto il capo, si addormentò in quel luogo e sognò: ed ecco, una scala appoggiava sulla terra mentre la sua cima raggiungeva il cielo; gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa, mentre il Signore vi si appoggiava e gli disse: Io sono il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco, non temere: la terra su cui giaci, la darò a te e alla tua discendenza. E la tua discendenza sarà come la sabbia della terra e si estenderà verso il mare, verso mezzogiorno, verso settentrione e verso oriente e saranno benedette in te e nella tua discendenza tutte le tribù della terra. Ed ecco, io sono con te per custodirti in tutto il cammino che farai; e ti farò tornare in questa terra, perché non ti abbandonerò sinché io non abbia fatto tutto quello di cui ti ho parlato. Giacobbe si destò dal suo sonno e disse: Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo! Ebbe timore e disse: Quanto è tremendo questo luogo! Altro non è che la casa di Dio e questa è la porta del cielo.
Lettura dalla profezia di Ezechiele (43,27-44,4).
A partire dal giorno ottavo, i sacerdoti offriranno sull’altare i vostri olocausti e i vostri sacrifici pacifici e voi mi sarete accetti, dice il Signore. E mi fece volgere per la via della porta esterna del santuario che guarda ad oriente: essa era chiusa. E il Signore mi disse: Questa porta resterà chiusa, non verrà aperta e nessuno passerà per essa, perché per essa entrerà il Signore Dio d’Israele e rimarrà chiusa. Poiché il principe, lui siede in essa per prender cibo. Entrerà per la via del portico della porta e per la sua via uscirà. E mi introdusse per la via della porta che guarda a settentrione, di fronte al tempio: e vidi ed ecco, era piena di gloria la casa del Signore.
Lettura dai Proverbi (9,1-11).
La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e dirigere l’intelligenza con la conoscenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Dà un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e aumenterà la sua istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.
Alla Litì. Tono 1.
Esulta nel Signore, Grecia cristiana, custodita dalla protezione della Madre di Dio lodatissima: come nube luminosa, infatti, invisibilmente la Madre della luce inaccessibile si rivela avvolgendoti e proteggendoti da ogni parte e allontanando il potere dei nemici visibili e immateriali. Perciò con voce trionfante proclama la grazia che ti è stata data e a gran voce canta la Vergine che ti protegge, gridando forte: salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te concede la grazia al mondo!
Tone 2.
Come regina raggiante apparisti al venerabile Andrea: apparendo invisibilmente nella Chiesa delle Vlacherne, Madre di Dio, hai protetto la Città Imperiale stendendo la protezione, mentre ci riempivi di gioia con l’energia del tuo aiuto. Ma noi, o Vergine illustre, nostra protezione e aiuto, ti imploriamo di proteggere la nostra stirpe da ogni assalto.
Tone 3.
Come sempre la nuvola copriva la tenda della testimonianza prefigurando, o Vergine, il mistero da te compiuto. Ora, dunque, la tua protezione, formatasi fulmineamente, copre e protegge, come un uccello fa con la sua nidiata, il popolo che porta il nome di Cristo e che con fervore a te ricorre. E questo tu hai reso manifesto alla Città Imperiale, sebbene in una inesprimibile apparizione, manifestando la tua bontà verso di noi. Perciò, celebrando la memoria di questo avvenimento, noi proclamiamo i benefici apportati e la tua sollecitudine verso di noi, perché ci salvi in ogni momento dall’afflizione.
Tono 4.
La tua gloriosa, sbalorditiva, prodigiosa e salvifica protezione, Vergine Madre di Dio, splendendo più fulgidamente dei raggi del sole, opera per la nostra difesa. Un tempo, operando meraviglie oltre natura, salvò diverse volte la Città Imperiale da pericoli inaspettati e disastri. Anche ora, o purissima, la tua ricca bontà ci libera da ogni angustia ed effonde fresca rugiada e letizia al cuore afflitto. Acclamiamola come prodigio, portandole le nostre lodi festive, con tutta l’anima gridiamo: Non allontanare da noi la tua protezione, o Vergine, ma proteggi e custodisci noi, la tua eredità.
Gloria. E ora. Tono pl. 1.
Oggi, la Regina dell’universo, la Vergine Madre, irradiando la sua protezione fatta di luce, come una Madre protegge la nostra stirpe. Venite allora, Ortodossi, con mente pura contempliamo la Madre della ricca provvidenza di Dio per noi. Perché lei ci è vicina nei tempi di luce come in quelli oscuri delle afflizioni e ci guida in modo sicuro verso il proposito della nostra chiamata verso l’alto e, come Madre di Dio, ottiene per noi grazia e misericordia e salvezza eterna.
Allo stico, stichirà prosòmia.
Tono pl. 1. Salve, vanto degli asceti.
Salve, pura Madre di Dio, inesauribile fonte di bontà, protezione, fervida difesa degli Ortodossi e conforto nelle afflizioni. In te, purissima, ci rifugiamo e dalla tua grazia otteniamo salvezza, pace e redenzione. Perciò lodiamo le meraviglie della tua divina protezione ed esaltiamo, o Vergine, gli atti di compassione della tua provvidenza, con cui hai anche salvato da disastri di ogni tipo quanti in te hanno confidato.
Stico. L’Altissimo ha santificato la sua dimora.
In una chiara visione apparisti come sovrana sovramondana al divino Andrea nel tempio delle Vlacherne, proteggendo immaterialmente la tua eredità, perciò noi, tuo popolo, celebriamo l’annuale memoria di questo evento, lodiamo la grandezza della tua gloria e invochiamo: O purissima Vergine, difendi e custodisci con la tua protezione noi, che un tempo indicasti come tua porzione speciale, concedendo a tutti letizia, pace e grande misericordia.
Stico. I ricchi della terra imploreranno il tuo volto.
Fermamente fiducioso nella tua splendida protezione, o Vergine pura, confidando nella tua solida difesa, il popolo ortodosso si oppose all’arroganza del nemico. E così hanno innalzato inni di lode riconoscente e celebrano oggi la splendida festa della tua protezione e, con fervore cantiamo a te, pura Vergine: Tu sei la mia protezione, difesa, grande bastione e ci hai salvato con la tua grazia santa e io ti inneggio. Ma tu, Sovrana e Signora, salvami da future opprimenti sofferenze.
Gloria. E ora. Tono pl. 4.
Le molteplici dimostrazioni della tua protezione salvifica a favore del tuo popolo, o Castissima, stupiscono ogni orecchio. Un tempo, come ora, in ogni modo e in ogni ora tu vieni a liberarci da ogni angustia come sai, o amica del bene. Perciò, Sovrana lodatissima, non smettere di mostrarci sempre le tue antiche benedizioni, perchè siamo il tuo gregge.
Apolytìkion. Tono 1. Cittadino del deserto.
Inneggiamo, o Vergine, le grazie della tua protezione, che come nube luminosa in modo inconcepibile dispieghi e proteggi con sapienza il tuo popolo da ogni insidia del nemico. Avendo te come protezione, difesa e soccorso, a te gridiamo: gloria alle tue magnificenze, o pura, gloria alla tua santa protezione, gloria alla tua provvidenza verso di noi, o pura.
Un altro. Tono pl. 4.
Madre di Dio sempre Vergine, hai dato la tua santa protezione, con cui proteggi quanti in te sperano, come potente rifugio alla tua gente, poiché come un tempo anche ora ci hai prodigiosamente salvati, avvolgendo la tua gente come una nube spirituale. Perciò ti imploriamo di donare pace alla tua terra e alle nostre anime la grande misericordia.
Segue la conclusione.

