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16 Novembre

Memoria del santo glorioso apostolo ed evangelista Matteo.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 stichi e cantiamo tre stichirà prosòmia ripetendole due volte.

Tono 4. Tu che sei stato chiamato.

Vedendo, o apostolo, con divina prescienza il tuo animo ispirato da Dio, colui che penetra i cuori degli uomini ti liberò dal mondo dell’iniquità, rendendoti luce universale e comandandoti di illuminare e far risplendere i confini dell’ecumène; divenisti degno di redigere il suo divino vangelo: imploralo di salvare e illuminare le nostre anime.

Tu che dal banco della gabella fosti chiamato al discepolato, quando l’eterno Verbo ti rivolse la parola, inducendoti a seguirlo e promettendoti che avresti partecipato al regno, allora, lasciando tutto, o beatissimo e separandoti dalla confusione tumultuosa, con ardore lo seguisti; e ora, o veggente, chiaramente saziandoti dell’ineffabile contemplazione di lui, supplicalo di salvare e illuminare le nostre anime.

Un acuto sguardo profetico di certo contemplò te, un tempo, nella santa pietra che rotolava sulla terra, abbattendo le macchine da guerra dell’inganno; e il Verbo enipostatico, o sapientissimo, ti rese luce del mondo e araldo di giustizia e verità, risplendente per i bagliori della luce trisolare, o venerabilissimo: supplicalo di salvare e illuminare le nostre anime.

Gloria. Tono 4.

Prontamente seguisti Cristo che ti chiamava al celeste discepolato, o ispirato da Dio, respingendo da te in un sol colpo ogni occupazione nelle cure terrene; assumendo infatti docilmente un sentimento degno del regno superno, ti allontanasti dall’abbietta condotta e dalla gloria vana, divenendo da pubblicano evangelista, luce di quanti sono nelle tenebre e guida degli erranti alla salvezza: ed ora sei anche ferventissimo intercessore per tutto il mondo e custode che salva, o Matteo, quanti ti onorano.

E ora. Theotokìon. Tu che sei stato chiamato.

Portasti in grembo il Creatore di tutti, che ha assunto un corpo per riplasmare l’uomo, un tempo caduto per la trasgressione tramite il serpente, o beata in Dio. Ineffabilmente generasti il Dio Verbo, o pura e col tuo parto liberasti dalla corruzione tutto il creato invecchiato; celebriamo dunque e glorifichiamo, o Vergine senza nozze, la tua grazia con cui proteggi e salva quanti con fede ti glorificano.

Allo stico, stichirà prosòmia.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Con la tromba delle tue parole, chiamasti a raccolta gli uomini nella conoscenza di Dio, o tu che sei ovunque celebrato, scacciasti dalla terra le accolte dell’inganno e unisti i fedeli in unanimità perfetta; ora preghi perché siano liberati da corruzione e pericoli quanti festeggiano con fede la tua memoria sempre venerabile.

Stico. Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.

Colui che con una lingua di fuoco ti armò dello Spirito, ti rese forte guerriero contro l’inganno, o apostolo: Cristo nostro Dio, da cui ricevesti fulgidi i premi della grazia. Supplicalo di liberare da corruzione e pericoli quanti festeggiano con fede la tua memoria sempre venerabile.

Stico. I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.

Protendendo lo sguardo alle profondità dello Spirito, o apostolo, contemplasti l’inesauribile ricchezza: attingendo da essa la grazia generosa, evangelicamente la concedesti a tutti noi; e ora preghi perché siano liberati da corruzione e pericoli quanti festeggiano con fede la tua memoria sempre venerabile.

Gloria. Tono pl. 2.

Dalle profondità estreme del male, come aquila dall’alto volo prodigiosamente ascendesti alle eccelse vette della virtù, o illustre Matteo; seguisti infatti le orme del Cristo, che copre i cieli con la sua potenza e della sua intelligenza riempie tutta la terra e di lui ti rivelasti ardente discepolo in tutto, evangelizzando pace, vita e salvezza a quanti piamente ubbidiscono ai suoi divini precetti: in essi guida anche noi, perché siamo graditi al Creatore e proclamiamo te beato.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con gli apostoli e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Apolytìkion. Tono 3.

Santo apostolo ed evangelista Matteo, prega il Dio misericordioso perché conceda alle nostre anime la remissione delle colpe.

Segue la conclusione.