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24 NOVEMBRE

Memoria dei nostri santi padri e ieromartiri Clemente di Roma e Pietro di Alessandria.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia di san Clemente.

Tono 2. Quando dal legno.

Tralcio della vite della vita, sapientissimo padre e gerarca, in spirito portasti bei grappoli di dogmi, stillanti in ogni tempo il vino salutare della divina conoscenza e allietanti i cuori di tutti i fedeli, che sinceramente ti onorano, o beatissimo Clemente teòforo.

Discepolo di Pietro il corifèo, o padre, su questa pietra edificasti te stesso, come pietra preziosa, o illustre e abbattesti ogni costruzione politeista, rimuovendola con la leva delle tue parole; elevasti invece templi divini a onore della Trinità, o beato, per la quale lottasti e ricevesti la corona del martirio.

Come sole raggiante luce sorgesti dall’occidente, illuminando chiaramente la terra con il fulgore dei tuoi dogmi e le tue cicatrici, o padre; raggiundo, o beatissimo Clemente, le regioni dell’oriente, tramontasti nella morte e sorgesti per Cristo, senza sosta splendendo dei ricchi fulgori superni, per divina partecipazione.

Di san Pietro.

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Difendendo la consustanzialità della Trinità sovrasostanziale, come Monade increata, o beatissimo, abbattesti Ario, mostrandoci l’indivisibilità del Figlio, perché partecipe della stessa divinità col Padre e lo Spirito.

Si placò l’impeto omicida dei persecutori; lo spargimento di sangue si arrestò dileguandosi, perché a entrambi fu posto il sigillo, o Pietro sapiente, col tuo sacro martirio, come si arrestò un tempo il sangue che scorreva dal figlio di Mosè per la selce di Zippora.

Dopo esserti distinto come pastore, o ieromartire di Cristo, generosamente esibisti le lotte del martirio, per entrambe le cose ricevendo l’unica corona, di entrambe adornandoti, del sacerdozio e delle fatiche della lotta: prega dunque per la nostra salvezza.

Gloria. Di san Clemente. Tono pl. 2.

Distolto l’intelletto dalla molestia delle passioni, hai fatto sì che si dedicasse, o sacratissimo Clemente, alla conoscenza degli esseri; perciò colui che propriamente e primariamente è, ti attirò ad essa tramite Pietro, il primo tra gli apostoli, che ti iniziò alle cose divine e ti lasciò come suo degno successore; dopo di lui, o sapientissimo, ottimamente conducesti la Chiesa, andando poi a lui col martirio, per vivere puramente come dio unito a colui che è veramente Dio; implora senza sosta perché anche noi otteniamo ciò, o ieromartire apostolo.

E ora. Della festa. Tono pl. 4.

Dopo la tua nascita, Sovrana, sposa di Dio, giungesti nel tempio del Signore per essere allevata nel Santo dei santi, come creatura santificata; allora a te, purissima, fu anche inviato Gabriele, per portarti cibo; tutti gli esseri celesti stupirono vedendo lo Spirito santo in te dimorare. Tu dunque, senza macchia, né contaminazione, in cielo e in terra glorificata, Madre di Dio, salva la nostra stirpe.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 1. Esultanza delle schiere.

Venite voi tutti, amici della festa, onoriamo con inni la sola Madre di Dio, pura e vergine; lietamente, o vergini, con lampade luminose, elevate preghiere alla Vergine pura, introdotta nel tempio del Creatore.

Stico. Saranno condotte al re le vergini dietro a lei, a te saranno condotte le sue compagne.

Si aprano le porte: accogliete con fede, o vergini con le lampade in mano, la pura Madre del nostro Dio, la gioia di tutti giunta al tempio e acclamate: Tu sei benedetta fra le donne, Madre di Dio sempre Vergine.

Stico. Saranno condotte con gioia ed esultanza, al tempio del re saranno condotte.

La Madre di Dio si è realmente rivelata al mondo come frutto glorioso di santa promessa, poiché è elevata al di sopra di tutte le cose; piamente condotta nella casa di Dio, dà compimento alla preghiera dei genitori, custodita dal divino Spirito.

Gloria. Di san Pietro. Tono 4. Di Anatolio.

Consacrato sacerdote dalla mano di Dio, con lo stesso nome dell’apostolo e suo seguace nelle opere, pascolavi le pecore razionali nei pascoli evangelici, come sapiente e vero pastore; mostrandoti degno successore di Marco, terminasti la corsa della fede col sangue della lotta, sacrificato per il popolo e conformato a Cristo. Prega per le nostre anime.

E ora. Della festa. Tono pl. 4.

Davide cantò per te un preludio, o pura, prevedendo la tua consacrazione con l’ingresso nel tempio; per esso, festanti, ti glorificano oggi i confini, o lodatissima, poiché tu che sei vergine prima del parto e dopo il parto sei rimasta incorrotta, Madre del Verbo della vita, entri oggi nel tempio; Zaccaria ti accoglie lieto, o Sovrana e il santo dei santi esulta accogliendoti, nutrice della nostra vita, perciò anche noi a te gridiamo con canti: Supplica per noi tuo Figlio, nostro Dio, di donarci la grande misericordia.

Apolytìkion dei santi. Tono 4.

O Dio dei nostri padri, che sempre agisci con noi secondo la tua clemenza, non distogliere da noi la tua misericordia, ma per le loro preghiere dirigi la nostra vita nella pace.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Oggi è il preludio della benevolenza del Signore e il primo annunzio della salvezza degli uomini. Nel tempio di Dio pubblicamente la Vergine si mostra e Cristo è preannunziato a tutti. Anche noi a gran voce a lei gridiamo: Salve, compimento dell’economia del Creatore.