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23 NOVEMBRE

Memoria dei nostri santi padri Anfilochio, vescovo di Iconio e Gregorio di Agrigento.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia.

Di sant’Anfilochio. Tono 4. Hai dato come segno.

Ottenuta in sorte una volontà libera e un pensiero padrone delle passioni, sapientemente assegnasti al bene, o beatissimo, l’egemonia sul male, usando, o padre, un’esattissima bilancia: divenisti perciò atto alla divina visione e alla contemplazione di Dio, o gerarca divinamente ispirato.

Disperdesti i lacci e dissolvesti le insidie delle eresie, o santo, con rettitudine di dottrina e rigorosissima teologia, fuggendo le divisioni e le pessime fazioni, restando nei limiti della nostra pia fede e proclamando la Triade nella Monade della divinità, o padre.

Istruendo con arte colui che regnava sulla terra, oltrepassasti il figlio di costui senza prostrarti, insegnando sapientemente che se si trascura di adorare il Figlio, arderà di sdegno il Padre che lo generò prima dei secoli, trascendendo ogni intelligenza impassibile e incorporea, come egli sa, o santo.

Di san Gregorio.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

Sacro padre Gregorio, dalle fasce fosti consacrato a Dio, aderendo con stabile consenso a colui che creò tutto; da lui illuminato, attraversasti la notte delle passioni e balenasti il fulgore delle guarigioni e le grazie dei prodigi, scacciando malattie di vario genere e spiriti dell’errore.

Mirabile padre Gregorio, con l’intelletto puramente splendente di illuminazioni, placasti il mare burrascoso delle passioni e volando con le ali purissime dell’impassibilità, raggiungesti l’ineffabile e inconcepibile bellezza superne, sempre pregando per noi tuoi cantori.

Gregorio, padre dei padri, divenisti canone del sacerdozio, icona di temperanza, sostegno dei monaci, fondamento della Chiesa, lampada di carità, trono di percezione spirituale, fonte di prodigi, lingua di fuoco, bocca dal dolce parlare, strumento del divino Spirito e paradiso spirituale, o beato in Dio.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Venite, fedeli tutti, facciamo l’elogio della sola senza macchia, la predetta dai profeti e presentata al tempio, la Madre prestabilita prima dei secoli, divenuta alla fine dei tempi Madre di Dio; Signore, per la sua intercessione, concedi a noi la tua pace e la grande misericordia.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Dice Davide, padre di Dio: Saranno condotte al Re le vergini nel tempio del Signore, dietro di te, o Vergine, in danza con lampade risplendenti, per accompagnarti nel santuario, o pura, come santa arca di Dio.

Stico. Saranno condotte al re le vergini dietro a lei, a te saranno condotte le sue compagne.

Quasi raccogliendo qua e là fiori variopinti da prati spirituali, cioè dalle parole dello Spirito, intrecciamo gioiosamente per la Vergine corone di lodi e presentiamole a lei degnamente come dono vigilare.

Stico. Saranno condotte con gioia ed esultanza, al tempio del re saranno condotte.

Si apra la porta del divinissimo tempio e accolga nel suo interno la celeste porta; festeggi la stirpe dei mortali, esultino gli angeli, celebrando con gioia con noi l’ingresso al tempio della Madre di Dio.

Gloria. E ora. Tono pl. 1. Del Maestro Leone.

Brilla il giorno gaudioso e la venerabilissima festa: oggi infatti è condotta al tempio colei che prima del parto è vergine e dopo il parto vergine rimane; gioisce il vecchio Zaccaria, padre del precursore e lietamente acclama: È giunta la protezione dei tribolati nel tempio santo, come santa, per essere consacrata dimora del Re dell’universo; si allieti il progenitore Gioacchino e Anna esulti, presentando a Dio, come giovenca di tre anni, la purissima Sovrana; madri, danzate in coro, vergini tripudiate e voi sterili, unitevi al coro: perché la predestinata come regina dell’universo ha aperto per noi il regno dei cieli. Gioite, popoli ed esultate!

Apolytìkion dei santi. Tono 4.

O Dio dei nostri padri, che sempre agisci con noi secondo la tua clemenza, non distogliere da noi la tua misericordia, ma per le loro preghiere dirigi la nostra vita nella pace.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Oggi è il preludio della benevolenza del Signore e il primo annunzio della salvezza degli uomini. Nel tempio di Dio pubblicamente la Vergine si mostra e Cristo è preannunziato a tutti. Anche noi a gran voce a lei gridiamo: Salve, compimento dell’economia del Creatore.