Plagale I – Sabato – Mattutino
PERIODO DEL TONO PLAGALE I Sabato al Mattutino
Dopo la prima sticologia del salterio.
Kathìsmata catanittici. Tono pl. 1.
Signore, i tuoi vittoriosi, agognando il calice della tua passione, abbandonarono le delizie della vita e divennero consorti degli angeli: per le loro suppliche, concedi alle nostre anime il perdono dei peccati e la grande misericordia.
Cantiamo, fedeli.
Grandemente stupirono le schiere dei cieli per le belle imprese dei santi martiri, poiché in un corpo mortale invisibilmente vinsero il nemico incorporeo, felicemente lottando per la potenza della croce e pregano il Signore di aver pietà delle nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Salve, invalicabile porta del Signore, salve, muro e protezione di quanti a te accorrono, salve, porto senza tempeste e ignara di nozze: tu che partoristi nella carne il tuo Creatore e Dio, non cessare di pregare per quanti celebrano e adorano tuo Figlio.
Altri Kathìsmata dopo l’àmomos.
Martyrikòn. Tu che ci desti i prodigi dei tuoi santi martiri come inespugnabile baluardo, per le loro suppliche, Cristo Dio, disperdi i consigli delle genti e rafforza gli scettri del regno, come unico buono e filantropo.
Necròsimo. Da’ riposo ai tuoi servi con i giusti, o nostro Salvatore e falli dimorare nei tuoi atri, com’è scritto, senza tener conto, come buono, delle loro colpe volontarie e involontarie, o amico degli uomini.
Gloria. E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.
Vergine Theotòkos, Madre senza nozze, che concepisti e generasti il Salvatore del mondo in due perfette nature, supplicalo, con i sacri profeti, i martiri e i beati per la pace del mondo e la salvezza delle nostre anime.
Canone per tutti i santi. Acròstico: Ai tuoi servi, Cristo, offro inni. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.
La terra su cui non splendeva il sole, l’abisso che mai vide nudo la volta celeste Israele attraversò, Signore e tu lo guidasti al monte della tua santificazione cantando e salmeggiando un canto di vittoria.
Consegnando i vostri corpi a giudici spietati, valorosi martiri, patiste torture insopportabili prima di conseguire le ricompense dall’alto e Cristo vi portò alle dimore eterne al suono di inni di gioia.
I santi, i giusti e i gloriosi gerarchi, adempiendo i divini precetti, guidarono i loro greggi alle acque della conoscenza e ora giustamente gustano le delizie dell’aldilà, facendo sgorgare di continuo torrenti di guarigioni.
Guidami al porto della vita, Signore, per le preghiere dei gloriosi profeti, dei gerarchi e delle sante donne, che splendidamente lottarono e con cuore virile umiliarono il nemico, cantando e salmeggiando un canto di vittoria.
Necròsimo. Ti preghiamo, o Dio che facilmente ti plachi, dà riposo nel seno di Abramo ai tuoi servi che con fede, o Cristo, hai trasferito da questa vita di affanno e falli degni della luce eterna, perdonando tutte le loro colpe come buono.
Theotokìon. Salve gridiamo a te, che concepisti la grazia, o lodatissima; illumina i nostri spiriti e le anime e guida tutti sui sentieri della conoscenza e chiedi a Dio, tuo Figlio, di donarci la remissione delle colpe, Sovrana pura.
Canone dei defunti. Acròstico: Il quinto canone di Teofane per i defunti.
Al Dio salvatore.
Per amore di Dio gli atleti di Cristo calpestarono l’arroganza dei tiranni e ora compassionevoli chiedono per i fedeli defunti remissione e risurrezione.
Nelle tende dei santi, nei tuoi atri fa dimorare i defunti, o Cristo Sovrano, avendo effuso per loro il tuo sangue preziosissimo.
Tu che porti tutto del Genitore, esatta immagine della sapienza di Dio, abbi pietà di quanti hai preso e dà loro riposo e beatitudine eterna.
Theotokìon. Apparisti, purissima, dimora luminosa, arca aurea, accogliendo Dio Verbo incarnato che per noi sciolse il potere della morte.
Ode 3. Irmòs.
Signore, rafforza il mio cuore sconvolto dalle onde della vita, guidandolo come Dio al porto sereno.
Come illustri opliti, o martiri, rinvigoriti dalla speranza delle delizie, non tenevate conto del corpo mentre vi frustavano.
Avete dato lustro alla veste sacerdotale con lo splendore delle lotte, pascendo il gregge di Cristo ai pascoli di vita.
Mortificando la carne con la continenza, i santi parteciparono alla vita divina; per le loro suppliche, o Cristo, scampaci dai pericoli.
Necròsimo. Concedi ai trapassati il riposo nell’aldilà, ignorando come Dio le colpe commesse in vita.
Theotokìon. Come ti vede, o benedetta Madre e Vergine, una moltitudine di donne lottò con coraggio e si offrì a tuo Figlio.
Canone dei defunti. Rafforzaci, o Dio.
Virilimente gli atleti affrontarono gli assalti dei tiranni lottando e ora pregano per i defunti, o Cristo.
O sommo bene, dà riposo ai defunti che hanno osservato le tue leggi, accogliendoli nelle tue luminose dimore.
O unico Dio misericordioso, rendi degni della luce dei santi quanti hai preso, condonando le loro colpe.
Theotokìon. Inneggiamo, o pura, il tuo parto, per cui siamo stati scampati dalla primitiva condanna e maledizione e ci ha liberati dalla morte.
Ode 4. Irmòs.
Ho udito la tua voce, Signore e ho avuto timore; ho inteso la tua economia e ti ho glorificato, o unico filantropo.
Con il tuo potere, Signore, gli atleti calpestarono il potere del nemico e diventarono forza e grande sostegno per i fedeli.
Tutti santi esultano e i divini sacerdoti si vestono di giustizia come di un manto.
Lodiamo tutti i divini profeti teologi e onoriamo il coro delle donne che terminarono bene la corsa.
Necròsimo. Guidando al porto del tuo regno quanti hai tolto dal turbamento e dalla bufera di questa vita, da’ loro riposo.
Theotokìon. Il senza tempo entrò nel tempo da te, Vergine: supplicalo di sciogliere i peccati cronici della mia anima.
Canone dei defunti. Ho udito la tua voce.
Confessandoti piamente coeterno al Padre, o Cristo, i martiri furono uccisi gridando te: salva i tuoi servi, che hai preso a te.
O Cristo, che da morto eri libero fra i morti, dando vita eterna ai morti, dà ora riposo ai tuoi servi defunti.
O Cristo, tu che venisti a salvare chi si era smarrito, rendi i defunti degni di dimorare nel paradiso, guidandoli con la fede e la grazia.
Theotokìon. Il potere dell’Eccelso ti adombrò, o Vergine e ti rese paradiso della vita, avendo in mezzo come albero il Signore mediatore.
Ode 5. Irmòs.
Accogli e abbi pietà della mia povera anima che sta lottando con la notte della tenebra, o celeste Sole e fa’ risplendere in me i raggi luminosi del giorno che separino la notte dalla luce.
Dalle ossa dei martiri sgorgano guarigioni ai malati: non spezzate dalla malvagità, infatti, come polvere hanno disperso le ossa del paganesimo e raddrizzano la nostra natura.
Osservando le tue leggi, o compassionevole, i gerarchi guidarono le genti alla vita atemporale e i santi annientarono la tirannia delle passioni con intelletto perfetto.
Siano onorati i profeti e con loro tutti i giusti nella fede e siano lodate le divine donne che vissero piamente e rifulsero con supplizi sulla terra come serve di Cristo.
Necròsimo. Fa’ dimorare nei palazzi celesti i tuoi fedeli servi che hai preso dalla terra, senza far conto, per la ricchezza della tua bontà, delle loro colpe, tu che ti incarnasti per noi uomini.
Theotokìon. Lodiamo te, Vergine, da cui Dio si mostrò sulla terra fatto uomo e acclamiamo: Salve, campo fertile che generasti la mistica spiga che nutre ogni spirito.
Canone dei defunti. Dalla tenebra gridiamo.
Accogliendo, Signore, le preghiere dei martiri, annovera le anime defunte con i tuoi eletti.
Dicesti un tempo che non vedrà la morte chi crede in te: da’ dunque riposo ai defunti.
Signore, rendi i tuoi servi degni di conseguire la bellezza della tua casa e la dolcezza della tua comunione.
Theotokìon. Incarnandosi dalla Vergine, il Verbo coeterno al Padre annientò la morte con la morte.
Ode 6. Irmòs.
Come strappasti il profeta dal ventre del pesce del mare, o Signore, strappa anche me dall’abisso delle empie passioni, ti supplico, affinché possa guardare verso il tuo tempio santo.
Dando i loro corpi ai flagelli nelle mani dei tiranni, i martiri esultavano nell’anima, poiché vedevano realmente la divina delizia eterna e le divine ricompense.
O Cristo, tu sei la gloria dei sapienti gerarchi e dei santi; per le loro preghiere abbi pietà, come filantropo, del tuo popolo che riscattasti con il tuo sangue.
Con l’intelletto illuminato da te, Signore, i profeti rivelavano chiaramente da lontano ciò che avverrà e con il tuo potere le donne vinsero il dominio del nemico tramite continenza e passione.
Necròsimo. Signore, da’ riposo ai tuoi fedeli servi trasferiti di tra noi con i cori dei tuoi eletti, o Buono, senza far conto, per la tua bontà, di tutte le loro colpe.
Theotokìon. Signore, tu che al principio creasti Eva, entrando nel seno della Vergine vestito da servo, operasti il mio rinnovamento, o Sovrano di tutti.
Canone dei defunti.
L’abisso mi avvolse.
Imitando le potenze superne, gli eserciti dei tuoi martiri, o Cristo, ti supplicano di donare ai defunti la tua dolcezza, o Amico degli uomini.
Fa’ dimorare i tuoi servi che hai preso nei luoghi sereni, nei luoghi dello splendore dei santi, nei luoghi di riposo, come filantropo.
Purifica i tuoi servi e dona loro remissione delle colpe, ti supplichiamo e rendili degni della vita immortale e dell’eredità lieta.
Theotokìon. Chi può raccontare il prodigio del tuo concepimento senza seme, o purissima incontaminata? Poiché generasti Dio venuto a noi per misericordia.
Ode 7. Irmòs.
La preghiera dei fanciulli si rivelò in grado di estinguere il fuoco e annunziare il prodigio, rinfrescando la fornace, senza infiammare o bruciare quanti inneggiavano al Dio dei nostri padri.
Arsi dalla fiamma dei tremendi supplizi, manifestavate, o martiri, ancor più ardentemente amore per il Dio che vi rinfrescava con un pensiero pio.
Adorni della sapienza dello Spirito, o sapienti, guidavate i fedeli, servendo santamente il Vangelo della grazia, perciò vi lodiamo come ministri di Dio.
Mortificando la carne con molte pene, o santi, diventaste degni della vita futura, perciò supplicate affinché la otteniamo anche noi, sempre uccisi dagli impulsi delle passioni.
Lodiamo con fede voi, beatissimi cori dei profeti di Dio e cori delle donne che bene faticaste e abbatteste il nemico con la continenza e la passione.
Necròsimo. O Verbo, vita di tutti e annoverato fra i morti, guida al tuo porto divino quanti ora hanno lasciato il turbamento della vita, senza far conto dei loro peccati, o Buono.
Theotokìon. Quanti con fede ortodossa ti veneriamo, o Madre di Dio, siamo liberati con la tua intercessione, o Sovrana, dal fuoco e dalla tenebra eterna e dai nemici invisibili che ci fanno guerra.
Canone dei defunti. Tu, che nella fornace.
Salvatore, per le preghiere dei tuoi atleti rendi i defunti degni di riempirsi con la tua luce inaccessibile.
Accogli nella Chiesa dei primogeniti, o compassionevole Cristo, quanti morirono in fede ortodossa.
Adornandoli con la veste dell’incorruttela, da’ riposo ai tuoi servi che si sono trasferiti a te, Salvatore.
Theotokìon. Interrompesti la tendenza alla morte, o Purissima, concependo senza seme la vita consustanziale, o purissima.
Ode 8. Irmòs.
O schiera degli angeli, consesso degli uomini, il Re e Creatore di tutto, sacerdoti inneggiate, leviti, benedite, popolo, esaltate per tutti i secoli.
Nuotando nell’oceano dei supplizi, o atleti, con la guida del Verbo annegaste nelle onde del sangue tutte le falangi del maligno e ora vivete in eterno.
Divenuti sapienti, con fede, o sacerdoti, guidavate il gregge a voi affidato all’acqua dell’ortodossia e realmente vi allietaste della dolcezza del torrente di delizia nei secoli.
Vi mostraste astri dei fedeli, o santi, poiché compieste opere della luce e vi trasferiste alla divina luce; supplicate Cristo di liberarci dalla tenebra.
Salve, coro delle donne che compieste la lotta con ogni sorta di supplizi! Esulta anche tu, coro dei profeti e dei giusti graditi a Cristo nei secoli.
Necròsimo. Da’ ai tuoi servi defunti di superare incolumi la spada sguainata, facendoli dimorare nel paradiso, come compassionevole.
Theotokìon. Lodiamo la Vergine Maria piena di grazia come la porta che conduce al divino ingresso, come accessibile scala di Dio, come guida sicura di chi si salva.
Canone dei defunti. Il nato dal Padre.
Lodiamo e sovresaltiamo te, che accogliesti le lotte degli ieromartiri e per loro da’ riposo anche a chi con fede si è addormentato, o Salvatore.
Illumina con il fulgore della tua gloria sovramondana, come compassionevole, i defunti che ti inneggiano, o Salvatore e ti sovresaltano nei secoli.
Fa’ dimorare con i cori dei santi e annovera con Lazzaro nel seno di Abramo quanti hai trasferito e ti inneggiano, o Salvatore e ti sovresaltano nei secoli
Theotokìon. Madre Vergine adorna di bellezza e purezza, diventasti dimora benevola dello splendore, perciò ti inneggiamo e sovresaltiamo nei secoli.
Ode 9. Irmòs.
Poiché il potente ha fatto in te cose grandi, rivelandoti Vergine pura dopo il parto, perché tu sei colei che senza seme partorì il suo Creatore, perciò, Madre di Dio, ti magnifichiamo.
I pastori sacerdoti, il coro dei santi profeti, la folla senza numero dei giusti, l’assemblea dei martiri, con sacre melodie siano proclamati beati, essi che intercedono per la salvezza delle nostre anime.
Per la prodigiosa ascesi la sapiente folla dei santi ora è resa mirabile con la rivelazione di molti prodigi; per le loro suppliche, o mirabile Signore, rendi mirabili in tutti le tue misericordie.
Con gli ieromartiri, con fede sia proclamata beata la folla senza numero delle donne che terminarono bene la corsa, lottando e praticando ascesi con amore: poiché essa si trova unita ai cori degli angeli.
Necròsimo. La folla di tutti i santi ti implora, Verbo: Da’ riposo alla moltitudine di quanti nella fede furono tolti dalla terra, senza far conto, per la moltitudine delle tue misericordie, dei peccati che commisero in vita.
Theotokìon. Avendo follemente commesso molti peccati, aspetto l’inferno, o Vergine: da esso libera me, che con cuore che non dubita accorro alla tua divina protezione, unica difesa dei fedeli.
Dei defunti. Te noi fedeli.
I martiri che ricevettero i premi delle sacre lotte ti supplicano ora, o Salvatore, perché sia donato il sollievo a quanti se ne andarono nella fede.
Subisti la morte, o solo immortale, che nella tua tenera compassione concedi ai morti la risurrezione e lo splendore dell’immortalità.
Rialzasti noi, caduti nella morte e ci insegnasti a sperare la vita eterna: concedi dunque ai tuoi servi di ottenerla, o Salvatore.
Theotokìon. Passarono con il tuo parto le ombre della Legge; la verità è rifulsa, la grazia donata, Madre di Dio: perciò ti magnifichiamo.
Apòstica delle lodi, martyrikà.
I santi martiri sulla terra lottarono, esposti all’aria resistettero, al fuoco furono consegnati, li accolse l’acqua; per loro è la parola che dice: Siamo passati per il fuoco e l’acqua, poi ci hai tratti fuori al refrigerio; per le loro preghiere, o Dio, abbi pietà di noi.
I tuoi vittoriosi, Signore, imitando le gerarchie angeliche, resistettero ai tormenti come incorporei, avendo come incrollabile speranza il godimento dei beni promessi; per le loro preghiere, Cristo nostro Dio, dona al tuo mondo la pace e alle nostre anime, la grande misericordia.
Tra i tormenti, i santi esclamavano esultanti: Di questo facciamo commercio col Sovrano, perché in cambio delle lividure che si gonfiano sul nostro corpo, nella risurrezione apparirà su di noi una veste luminosa; al posto del disonore le corone; al posto di prigioni il paradiso; e al posto della condanna con i malfattori la vita con gli angeli. Perciò, per le loro preghiere, Signore, salva le nostre anime.
Necròsimo. Nulla di piacevole c’è nella vita che non passi: non la ricchezza, non il potere, non il fiore della giovinezza, perché tutto la morte ugualmente distrugge: ma a questo succede ciò che non vien scosso; si semina infatti nella corruzione e nell’incorruttela risorge; si semina nel disonore e risorge nella gloria. Tu dunque, o Cristo, ai tuoi servi che con te hai preso, da’ riposo con i giusti, come filantropo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Nella tua tenera compassione ci rifugiamo, Madre di Dio: nell’angustia non disprezzare le nostre suppliche, ma liberaci dai pericoli, sola pura, sola benedetta.
Quando c’è l’alliluia cantiamo i martyrikà sopra riportati alle lodi e agli apòsticha i seguenti prosòmia.
Salve, tu che veramente.
Colloca nello splendore del tuo volto, Cristo, come misericordioso, i trapassati, accogliendoli in luogo verdeggiante, presso le acque del tuo puro e divino godimento, nel seno desiderato del progenitore Abramo, là dove appare chiara la tua luce e si riversano le fonti della delizia; là dove, intorno alla tua bontà, si aggirano danzando in limpida esultanza le folle di tutti i giusti: annoverando tra di essi i tuoi servi, concedi la grande misericordia.
Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te
Consenti che con voce armoniosissima cantino e glorifichino il tuo potere, o misericordioso, i trapassati a te dalle realtà temporali, o Sovrano di tutti e filantropo, dando loro di rifulgere per lo splendore della tua bellezza e godere e deliziarsi in purezza della dolce e soave comunione con te, là dove intorno al tuo trono danzano in coro gli angeli e nel gaudio ti assistono le folle dei santi: con loro concedi ai tuoi servi il riposo e la grande misericordia.
Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.
Dove sono il coro dei profeti, le schiere degli apostoli e dei martiri e tutti quelli che dai tempi antichi furono giustificati dalla tua passione salvifica e dal sangue con cui riscattasti l’uomo prigioniero, là dona il riposo, come filantropo, agli addormentati nella fede, condonando tutti i loro peccati: perché tu solo sei vissuto sulla terra senza peccato, tu solo sei santo, tu solo sei libero tra i morti; concedi dunque ai tuoi servi il riposo e la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.
Asserviti alla legge del peccato, tu ci liberasti, Sovrana, concependo in seno Cristo, Legislatore e Re, o sola Vergine Madre; per lui siamo giustificati gratuitamente e per grazia: imploralo dunque di scrivere nel libro dei viventi quanti ti riconoscono Madre di Dio, affinchè salvati per la tua mediazione, o purissima, otteniamo la desiderata redenzione di tuo Figlio e inneggiamo a lui, che dona al mondo la grande misericordia.
Alla Liturgia
Beatitudini (Makarismì).
Il ladro, credendo sulla croce alla tua Divinità, o Cristo, ti confessò senza dubbio, con tutto il cuore gridando: Ricordati di me, o Dio, nel tuo regno.
Morendo, o martiri, annientaste il nemico principe della malvagità e ascendeste incoronati alle altezze e state davanti a Dio, Re di tutti.
Illuminati dalla luce del sacerdozio, i gerarchi furono glorificati e la folla dei santi conseguì la vita eterna, perciò li diciamo beati.
Necròsimo. Sovrano Salvatore, fa’ dimorare con i cori degli eletti in luogo di riposo quanti hai trasferito, senza far conto, o Verbo, dei peccati commessi in vita.
Gloria.
O Trinità, per le lotte dei gerarchi e dei gloriosi martiri sii compassionevole e a quanti con fede si sono addormentati, dona la salvezza dell’anima e grande misericordia.
E ora. Theotokìon.
Contenesti l’Incontenibile, o piena di grazia divina e lo generasti ineffabilmente; supplicalo di essere propizio verso tutti noi.

