Periodo Del Tono Pl. 1 La Domenica Mattina
Al Mesonittico
Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Quinto alla luce trisolare. Poema di Mitrofane di Smirne.
Ode 1. Tono pl. 1. Cavallo e cavaliere.
Celebrando la potenza dell’unica e trisolare natura, supplichiamo: illumina la nostra mente, o Dio onnipotente e sollèvala, o Signore, alla tua gloria inesplicabile.
In alto le schiere intellettuali degli angeli senza sosta t’inneggiano con l’inno trisagio, Monade triplice, Triade di pari natura, sovrasostanziale, onnipotente.
Concedi all’anima mia il nettare dolcissimo e luminoso della tua carità, Triade Monade fonte di luce e anche la divina compunzione che mi purifichi, o misericordioso Sovrano di tutto il creato.
Theotokìon. Come sul vello la rugiada divina discese tacita dal cielo, o Vergine, nel tuo grembo e salvò tutta la natura inaridita degli uomini, o Purissima.
Ode 3. Tu che col tuo comando.
Concepisti e stabilisti le sostanze spirituali inneggianti senza sosta la tua Divinità, Dio trifulgido e onnipotente; accogli anche la preghiera e la supplica dei nati dal fango della terra poiché sei misericordioso.
O tu per natura esente da ogni mutazione, a noi mutevoli che cantiamo l’inscrutabile sorgente della tua bontà, concedi il perdono delle colpe e la salvezza, poiché sei misericordioso.
Glorifichiamo te, Padre, Figlio e Spirito nell’immutabile natura della Divinità, te unico e triluminoso Signore dell’universo, poichè da te chiaramente furono ammaestrati i profeti e gli apostoli.
Theotokìon. Apparisti a Mosè nel roveto ardente come angelo del gran consiglio dell’Onnipotente, prefigurando la tua incarnazione dalla Vergine, o Verbo di Dio, per la quale ci trasformasti e facesti salire ai cieli.
Kathisma Triadico. Cantiamo, fedeli.
Sei misericordiosa, Trinità indivisa, poiché hai pietà di tutti come onnipotente e piena di commiserazione, compassionevole e misericordiosissima; perciò ci rifugiamo in te aggravati da tanti peccati e gridiamo: sii propizio ai tuoi servi e liberaci tutti da ogni castigo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Pietà di noi che con fede ci rifugiamo in te misericordiosa, Vergine santissima e chiediamo ora il tuo fervido soccorso; poiché sei tanto buona che puoi salvare tutti, essendo Madre di Dio altissimo e puoi sempre far uso della tua materna intercessione, o a Dio carissima.
Ode 4. Intuìto con profetico.
Viene iniziato al triplice splendore dell’unica Sovranità Daniele, contemplando Cristo giudice che si presentava al Padre e lo Spirito rivelante la visione (2).
Rendi degni della gloria degli angeli noi, che con bocche di terra, inneggiamo al Dio sovrasostanziale, trino nelle ipòstasi, unico nella natura.
Theotokìon. II monte coperto da fitta boscaglia, visto un tempo da Avvacùm, da cui uscì il santo, indicava il misterioso parto del tuo concepimento, o Vergine.
Ode 5. Tu che ti rivesti di luce.
Tu che per la tua bontà creasti l’uomo e lo facesti a tua immagine, dimora in me, o mio Dio trilucente, poiché sei buono e misericordioso.
Guidami tu, Monade trisolare, per i sentieri della tua divina salvezza e riempimi del tuo fulgore, tu che sei Dio per natura d’infinita potenza.
Luce indivisibile dell’unica natura, distinta nelle caratteristiche, trilucente, senza tramonto, illumina il mio cuore con i tuoi fulgori.
Theotokìon. Come un tempo ti vide il profeta, o purissima, porta rivolta alla luce che non tramonta, subito riconobbe che tu sei la dimora di Dio.
Ode 6. Placa, Cristo Sovrano.
Divina Monarchia che personalmente sei trilucente, sei unica per conformità e uguale attività e quanto a sostanza e volontà (2).
Abbastanza si spiegò il profeta cantando al Padre: Con la tua luce, cioè con lo Spirito, vedremo la luce, cioè il Figlio, unico Dio trisolare.
Theotokìon. Redenzione dalle colpe e dai pericoli, o Sovrano Dio, unico e trilucente manda ai tuoi cantori per l’intercessione della Madre di Dio.
Kathisma Triadico. Cantiamo, fedeli.
Glorifichiamo il trisolare fulgore e adoriamo ora la semplice Trinità; perché ci illuminò ed ebbe pietà di noi e liberò dalla corruzione tutta la stirpe dei mortali, riscattando dall’errore degli idoli tutto il mondo e ci concesse il regno.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Incerto in tutto mi rifugio in te, speranza di tutti e asilo dei peccatori e miserabili, gridando: Ho peccato, ma resto insensibile nel male, io sventurato; abbi pietà di me, convertimi prima della fine e libera me indegno da ogni castigo.
Ode 7. Il Signore dei padri.
Tu che possiedi l’abisso insondabile e l’oceano sconfinato della misericordia, Signore misericordioso, abbi pietà di chi ti inneggia, unico trilucente Dio dell’universo (2).
Noi che inneggiamo a te, incomprensibile, unico e trilucente Dio e Signore, ripetiamo a te: concedi ai tuoi servi propiziazione per i peccati.
Theotokìon. Germogliasti, O Vergine, un ramoscello senza principio come il Padre, fiore della Divinità, germe coeterno, che dona la vita a tutti gli uomini.
Ode 8. Componendo nella fornace.
Per rivelare un tempo chiaramente la triplice personalità della Divinità, tu apparisti, mio Dio, in figura di uomini ad Abramo che inneggiava alla tua unica signoria (2).
Rendimi degno di fissare i raggi della tua divina energia, luce inaccessibile, Padre misericordioso, Verbo e Spirito, perché piaccia a te, Signore dell’universo.
Theotokìon. Facesti rifulgere per noi uno della gloria trisolare, o degna d’ogni lode, Cristo Signore, che insegna a tutti a inneggiare l’unica Maestà divina in tre ipòstasi, per i secoli.
Ode 9. Danza, Isaia.
Le parole dei mortali non valgono a degnamente inneggiarti, Monade senza principio; però per fede osando di riuscirvi, o Trinità divina di pari dignità, offriamo gloria e lode alla tua potenza (2).
La stessa dossologia cherubini e serafini ti offrono unico Dio trisolare; concedici di poter unire anche le nostre voci al suono delle loro labbra, anche se siamo peccatori, per magnificare la tua maestà divina.
Theotokìon. Come pura, casta Vergine, partoristi il Figlio, Dio immutabile, che ci redime dalle tentazioni; supplicalo dunque anche ora di rimettere le nostre colpe.
Al Mattutino
La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.
Dopo la prima sticologia, kathismata anastàsima.
Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.
Celebriamo la croce del Signore, onoriamo con inni la sua santa sepoltura e glorifichiamo la sua risurrezione; perché egli, Dio, con sé risuscitò i morti dai sepolcri, spogliando il dominio della morte e la forza del diavolo e per gli abitanti dell’ade fece sorgere la luce.
Gloria.
Signore, fosti proclamato morto, tu che uccidesti la morte; fosti collocato in un sepolcro, tu che svuotasti i sepolcri; sopra i soldati custodivano la tomba, sotto tu risuscitavi i morti dei tempi antichi. Onnipotente e incomprensibile Signore, gloria a te.
E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.
Salve, monte santo calcato da Dio; salve vivente roveto incombusto; salve, unico ponte che dal mondo conduce a Dio e fa passare i mortali alla vita eterna; salve, Vergine intatta, che ignara d’uomo partoristi la salvezza delle anime nostre.
Dopo la seconda sticologia altri kathísmata
Signore, dopo la tua risurrezione il terzo giorno e l’adorazione degli apostoli, Pietro a te gridava: Le donne osarono e io temetti; il ladrone ti riconobbe Dio e io ti rinnegai: continuerai dunque a chiamarmi discepolo? O mi renderai di nuovo pescatore nel mare? Ma tu accoglimi penitente, o Dio e salvami.
Gloria.
Signore, in mezzo a dei condannati ti crocifissero gli iniqui e con la lancia trafissero il tuo fianco, o misericordioso; accettasti la sepoltura, tu che infrangesti le porte dell’ade e risorgesti il terzo giorno; accorsero le donne per vederti e annunziarono agli apostoli la risurrezione. O Salvatore sovresaltato, a cui inneggiano gli angeli, Signore benedetto, gloria a te.
E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.
Sposa ignara di nozze, Genitrice di Dio, tu mutasti in gioia la tristezza di Eva: noi fedeli ti cantiamo e veneriamo, perché ci risollevasti dalla maledizione antica: prega ora senza sosta per la nostra salvezza, o santissima, degna di ogni canto.
Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:
Ypakoí.
Con la mente tutta presa da stupore per l’angelica visione, con l’anima illuminata dalla divina risurrezione, le mirofore portavano agli apostoli la buona novella: Annunziate tra le genti la risurrezione del Signore, che coopera con i prodigi e a noi concede la grande misericordia.
Anavathmi (graduali). Antifona 1.
Nella mia tribolazione, canto a te come Davide, o mio Salvatore: libera l’anima mia dalla lingua ingannatrice.
Per quanti vivono nel deserto la vita è beata, perché per il divino amore mettono ali.
Gloria. E ora.
Dal santo Spirito sono governate tutte le cose, visibili e invisibili: sovranamente dominando, egli è realmente uno della Triade.
Antifona 2.
Solleviamoci verso i monti, o anima: andiamo là, donde viene l’aiuto.
Aleggiando anche su di me, o Cristo, la tua mano destra mi custodisca da ogni male.
Gloria. E ora.
Proclamando la divinità del santo Spirito, diciamo: Tu sei Dio, vita, amore, luce, intelletto; tu sei bontà, tu regni per i secoli.
Antifona 3.
Quando mi dissero: Entriamo negli atri del Signore, colmo di grande gioia, ho innalzato preghiere.
Sulla casa di Davide si compiono cose tremende: là infatti un fuoco consuma ogni intelletto turpe.
Gloria. E ora.
Nel santo Spirito, da cui ogni vivente è animato, è il principio della vita, come nel Padre e nel Verbo.
Prokimenon.
Sorgi, Signore Dio mio, perché tu regni nei secoli.
Stico. Ti confesserò, Signore, con tutto il mio cuore. Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.
Canone della risurrezione.
Poema di Giovanni Damasceno.
Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.
Cavallo e cavaliere gettò nel Mar Rosso con braccio teso, il Cristo che spezza le guerre e salvò Israele, che cantava il canto di vittoria.
Ti incoronò con le sue spine, o Cristo, la sinagoga degli ebrei, dimentica, o benefattore, di ogni affetto materno verso di te, che liberi il capostipite della nostra stirpe dal castigo della spina.
Rialzasti me, caduto nell’abisso, chinandoti in esso senza cadervi, o benefattore; e sopportando senza sperimentarla la mia maleodorante corruzione, o Cristo, mi cospargesti col miron profumato dell’essenza divina.
Theotokìon. È abolita la maledizione, cessata la tristezza, perché la benedetta e piena di grazia ha fatto sorgere per i fedeli la gioia, facendo sbocciare il suo fiore, Cristo, benedizione per tutti i confini della terra.
Canone stavroanastàsimo. A Dio Salvatore.
A lui che volle essere inchiodato nella carne sulla croce e liberò dall’antica condanna colui che per l’albero era caduto, a lui solo cantiamo, perché si è glorificato.
A Cristo, morto e risorto dalla tomba che con sé rialzò il caduto e gli diede l’onore di sedere sul trono del Padre, a lui solo cantiamo, perché si è glorificato.
Theotokìon. Pura Madre di Dio, prega senza sosta l’incarnato da te senza lasciare il seno del Padre, di salvare da ogni pericolo quanti plasmò come Dio.
Canone della Madre di Dio. Acrostico: Tu che partoristio la luce, illuminami, o Vergine.
Cavallo e cavaliere.
Supplica, o purissima, Cristo, la luce che in te dimorò e illuminò il mondo coi raggi della Divinità, di illuminare tutti i tuoi cantori, Madre Vergine.
Adorna della bellezza delle virtù, o piena di grazia, rivestisti lo splendido decoro per il fulgore dello Spirito che abbellisce l’universo, o purissima.
Ti prefigurò un tempo il roveto che non bruciò nel Sinai, o Vergine, pure stando in mezzo al fuoco, poiché vergine partoristi e vergine rimanesti mirabilmente, o Madre vergine.
Ode 3. Irmòs.
Tu che, col tuo comando hai fissato sul nulla la terra, sollevandola in alto senza appoggio con tutto il suo peso, conferma la tua Chiesa, o Cristo, sulla stabile roccia dei tuoi comandamenti, o solo buono e amico degli uomini.
Coloro che avevano succhiato miele dalla pietra offrirono fiele a te, Cristo, che avevi compiuto prodigi nel deserto; aceto ti diedero gli ingrati figli d’Israele, in cambio della manna, così ricambiando il tuo beneficio.
Quanti un tempo erano stati adombrati dalla nube luminosa, deposero la vita, Cristo, in una tomba; ma egli, risorgendo per suo potere, concesse a tutti i fedeli la celeste illuminazione dello Spirito che misticamente li adombra dall’alto.
Theotokìon. Senza unione nuziale e senza doglie materne divenisti Madre del Dio rifulso dall’inalterato Padre; noi dunque in modo ortodosso ti proclamiamo Madre di Dio, perché, incarnato, generasti il Verbo.
Canone stavroanastàsimo.
Per la potenza della tua croce, Cristo.
Risorgesti dalla tomba, Cristo, liberando dalla corruzione di morte quanti inneggiano alla tua volontaria crocifissione, o datore di vita.
A profumare il tuo corpo, o Cristo, si affrettavano le mirofore e non avendolo trovato, tornarono inneggiando alla tua risurrezione.
Theotokìon. Supplica senza sosta, o pura, l’incarnato dal tuo grembo, di sottrarre all’errore del diavolo i tuoi cantori, o Vergine casta.
Canone della Madre di Dio.
Tu che fissasti sul nulla.
Scala per cui scese fino a noi l’Altissimo per raddrizzare la natura corrotta, sei apparsa ora manifestamente a tutti, poiché per te l’eccelso si compiacque di conversare col mondo.
Il mistero anticamente prestabilito, o Vergine e conosciuto da Dio onnisciente prima dei secoli, ora negli ultimi tempi dimorò nel tuo seno e si rivelò, o purissima.
Fu sciolta la condanna dell’antica maledizione per la tua mediazione, Vergine pura, poiché il Signore si fece vedere su di te e nella sua bontà fece sgorgare su tutti la benedizione, o unico ornamento dei mortali.
Ode 4. Irmòs.
Intuìto con profetico sguardo il tuo divino annientamento, Avvacùm tremando, a te, Cristo, gridava: Sei venuto per la salvezza del tuo popolo, per salvare i tuoi cristi.
Gli amarissimi flutti di Mara addolcisti con un legno, quasi già rappresentando in figura, o buono, la tua croce immacolata, che uccide il gusto del peccato.
Accogliesti la croce per l’albero della conoscenza, il fiele per quel dolce cibo, o mio Salvatore e per la corruzione della morte versasti il tuo sangue divino.
Theotokìon. Senza unione nuziale concepisti in seno, senza corruzione; prima delle doglie partoristi e dopo il parto fosti custodita vergine, partorendo Dio nella carne.
Canone stavroanastàsimo. Ho udito l’annunzio.
Quando in terra sul calvario fu piantata la croce, furono schiantate le porte e le sbarre eterne e gridarono: Gloria alla tua potenza, Signore.
Quando scese il Salvatore come mortale ai prigionieri, risorsero con lui i morti da secoli e gridarono: Gloria alla tua potenza, Signore.
Theotokìon. La Vergine partorì e non ebbe i dolori materni e restò vergine; con inni acclamiamo: Salve, Madre di Dio.
Canone della Madre di Dio.
Comprendendo il tuo divino.
Col cuore e la mente, l’anima, la bocca, con ogni pietà riconosco che sei vera Madre di Dio, o pura e mi salvo, o Vergine, per tua intercessione.
Chi dal nulla creò tutto, si degnò d’esser creato da te nella carne per beneficarci a salvezza di quanti con fede e devozione a te inneggiano, o purissima.
Inneggiano al tuo parto, o purissima, i cori celesti, lieti per la salvezza di quanti ti credono vera Madre di Dio, Vergine pura.
Isaia ti chiamò virgulto da cui germogliò per noi, splendido fiore, Cristo Dio per la salvezza di quanti con fede e devozione accorrono sotto la tua protezione.
Ode 5. Irmòs.
Tu che ti rivesti di luce come di un manto, per te io veglio all’alba e grido: Illumina la mia anima ottenebrata, o Cristo, unico misericordioso.
Il Signore della gloria, in forma ingloriosa disonorato, è volontariamente appeso al legno per provvedere ineffabilmente a me la gloria divina.
Rendesti incorruttibile la mia veste, o Cristo, gustando nella carne la corruzione della morte, senza esserne corrotto e risorgendo dalla tomba il terzo giorno.
Theotokìon. Partorendo per noi senza seme Cristo, giustizia e redenzione, liberasti dalla maledizione, o Madre di Dio, la natura del progenitore.
Canone stavroanastàsimo. Vegliando a te gridiamo.
Stendesti le mani sul legno, o nostro Salvatore, chiamando tutti a te, come amico degli uomini.
Spogliasti l’ade, mio Salvatore, con la tua sepoltura e con la tua risurrezione colmasti di gioia tutte le cose.
Theotokìon. Inneggiamo a te, Vergine dopo il parto, Madre di Dio: poiché tu concepisti in carne il Dio Verbo al mondo.
Canone della Madre di Dio. Tu che ti rivesti.
Tutti i profeti chiaramente preannunziarono che saresti divenuta Madre di Dio, veneranda Genitrice di Dio; poiché tu sola, o pura, fosti trovata perfettamente casta.
Riconosciamo che tu sei la nube luminosa dell’acqua viva, che piovesti la pioggia dell’immortalità, Cristo, per noi disperati, o venerabile.
Come a lui prossima, bellissima e pura, intatta Vergine, puramente ti amò in te dimorando, Dio l’unico misericordioso.
Ode 6. Irmòs.
Placa, Cristo Sovrano, il mare delle passioni, che infuria con i suoi marosi funesti all’anima e fammi risalire dalla corruzione, nel tuo compassionevole amore.
Il nostro capostipite, scivolato nella corruzione per aver gustato il cibo proibito di nuovo fu riportato alla vita per la tua passione, Cristo Sovrano.
Tu che sei la vita scendesti all’ade, Cristo Sovrano e divenuto corruzione del corruttore, attraverso la corruzione, hai fatto scaturire la risurrezione.
Theotokìon. La Vergine partorì e dopo il parto restò pura e, realmente Vergine Madre, portò tra le braccia colui che porta l’universo.
Canone stavroanastàsimo. Mi circondò l’abisso.
Stendesti le tue palme radunando le schiere dei gentili da te tanto lontane, Cristo nostro Dio, con la tua vivifica croce, quale amico degli uomini.
Spogliasti la morte e schiantasti le porte dell’ade; Adamo carcerato, ora sciolto, a te gridava: Mi ha salvato la tua destra, Signore.
Theotokìon. Roveto incombusto, monte, scala spirituale e porta del cielo degnamente ti glorifichiamo, Maria gloriosa, vanto degli ortodossi.
Canone della Madre di Dio. Quando soffia.
Colui che è causa di tutte le cose e che a tutti dona l’esistenza, fu causato da te incarnandosi per noi, Madre di Dio purissima.
Fonte di guarigioni spirituali, Signora, per chi con fede corre alla tua gloriosa protezione, noi ti riconosciamo, o purissima.
Kondàkion. Cantiamo, fedeli.
Scendesti nell’ade, o mio Salvatore e infrangendone come onnipotente le porte, come Creatore rialzasti con te i morti; spezzasti il pungiglione della morte e liberasti dalla maledizione Adamo, o amico degli uomini; noi tutti dunque a te gridiamo: Salvaci, Signore.
Ikos.
Udite le parole dell’angelo, lasciarono il lamento funebre le donne, colme di gioia e tremanti volgevano lo sguardo alla risurrezione, quand’ecco, Cristo si avvicinò a loro, dicendo: Salve! Coraggio, ho vinto il mondo e liberato i prigionieri; affrettatevi a proclamare ai discepoli che li precedo nella città di Galilea per evangelizzare; noi tutti dunque a te gridiamo: Salvaci, Signore.
Ode 7. Irmòs.
Il Signore dei padri sovresaltato spense la fiamma e asperse di rugiada i fanciulli, che cantavano a una sola voce: Benedetto sei tu, o Dio.
Cingendoti di carne, come esca sull’amo, con la tua divina potenza tirasti giù il serpente, facendo risalire quanti acclamano: Benedetto sei tu, o Dio.
Colui che diede esistenza all’enorme struttura terrestre, è celato secondo la carne in una tomba, lui, che niente può contenere e al quale tutti cantiamo: Benedetto sei tu, o Dio.
Theotokìon. Un’unica ipòstasi nelle due nature, o castissima, partoristi Dio che prese corpo, al quale tutti cantiamo: Benedetto sei tu, o Dio.
Canone stavroanastàsimo. Tu che nella fornace.
Tu che col legno della croce dissolvesti l’errore degli idoli, Dio dei nostri padri, sei benedetto.
Risorto dai morti, con te rialzasti quelli dell’ade: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Nato dalla Vergine, che rendesti Madre di Dio, tu sei benedetto, Dio dei nostri padri.
Canone della Madre di Dio. L’inneggiatissimo.
L’Immenso, rimasto immutabile, per sua pietà, si unì personalmente alla carne in te, santissima, il solo benedetto.
Purissima sposa, sovrana Madre di Dio, concordi glorifichiamo il trono del tuo Creatore, cui tutti cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.
Purificata dallo Spirito, o Vergine, divenisti Madre del Sovrano dell’universo, tuo Creatore, cui tutti cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.
Mi salvò il Signore, pura Madre di Dio, rivestito da te della tunica della carne, cui tutti cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.
Ode 8. Irmòs.
Componendo nella fornace per te, Creatore di tutto, un coro che raccoglie l’universo, i fanciulli intonavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per i tutti i secoli.
Pregasti che si allontanasse il calice volontario della passione salvifica come fosse contro il tuo volere: perché, conforme alle due nature, due sono le tue volontà, o Cristo, per i secoli.
Alla tua discesa nell’ade, Cristo Creatore, esso, beffato, vomitò tutti quelli che un tempo con l’inganno aveva uccisi e che ti sovresaltano per tutti i secoli.
Theotokìon. O Vergine, che oltre ogni pensiero, partoristi per il verbo il Signore, Dio e uomo e vergine rimani, noi, opere tutte, ti benediciamo e ti sovresaltiamo, per tutti i secoli.
Canone stavroanastàsimo. Colui che dal Padre.
Colui che in croce volle stendere le palme e spezzò i legami della morte, Cristo Dio, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.
Colui che come sposo si alzò dalla tomba, Cristo Dio e apparso alle mirofore parlò loro di gioia, sacerdoti, inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.
Theotokìon. Più elevata dei cherubini ti rivelasti, Madre di Dio pura, portando in grembo colui che su di essi avanza e noi mortali con gli incorporei lo glorifichiamo per tutti i secoli.
Canone della Madre di Dio. A te, Onnipotente.
E’ cessata l’afflizione dei progenitori, poiché tu, Madre di Dio, partoristi la gioia; perciò senza sosta a te inneggiamo, o Vergine e ti esaltiamo per tutti i secoli.
Canta con noi il popolo degli incorporei, o Vergine, il tuo parto incomprensibile, formando con noi un solo coro devoto ed esaltandolo per tutti i secoli.
Quale fulgido torrente d’immortalità, o Fanciulla, da te venne il Signore di tutti per lavare la sozzura di quanti a te inneggiano e ti esaltano per tutti i secoli.
Trono davvero divino e luminoso e mensa della carità confessiamo che tu sei, Vergine, che accogliesti il Verbo del Padre, che noi esaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Danza, Isaia: la Vergine concepì e partorì un Figlio, l’Emmanuele, Dio e uomo: Oriente è il suo nome: magnificando lui, proclamiamo la Vergine beata.
Assumesti l’uomo caduto, Cristo Sovrano, unendoti tutto a lui, da seno verginale: tu che solo non hai parte col peccato, liberasti tutto l’uomo dalla corruzione, con la tua immacolata passione.
Per il sangue divino versato, che scorre dal tuo fianco immacolato e vivificante, o Cristo Sovrano, è cessato il sacrificio agli idoli e noi ti offriamo da tutta la terra il sacrificio della tua lode.
Theotokìon. Non Dio incorporeo e neppure un semplice uomo generò la Vergine pura e venerabile, ma un uomo perfetto e vero Dio perfetto: col Padre e lo Spirito lo magnifichiamo.
Canone stavroanastàsimo.
Superando il nostro spirito.
In croce accettasti di patire e con la morte stritolasti il potere dell’ade: noi fedeli rettamente ti magnifichiamo.
Risorgesti dalla tomba il terzo giorno, spogliando l’ade e illuminando il mondo: noi fedeli concordi ti magnifichiamo.
Theotokìon. Salve, Genitrice di Dio, Madre di Cristo Dio; prega colui che concepisti di dare remissione delle colpe a quanti con fede a te inneggiano.
Canone della Madre di Dio. Isaia danza.
Dal tuo puro sangue si formò in modo soprannaturale la carne per il Creatore di tutto, l’unigenito Figlio del Genitore: non da uomo, ma senza seme, con mente e anima, Madre di Dio sempre Vergine.
Interrompesti l’intollerabile assalto della morte generando nella carne la vera sublime vita eterna, contro cui l’ade si lanciò con bocca amara, ma ne fu vinto, santissima Madre Vergine.
Tuo Figlio seduto sul trono sovrano ti collocò alla sua destra splendente di aurei ornamenti e divine virtù, concedendoti onori degni di Madre, o purissima.
Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.
Stichirà anastàsima. Tono pl. 1
Signore, con la tomba sigillata dagli empi, uscisti dal sepolcro, così come dalla Madre di Dio fosti partorito: non conobbero i tuoi angeli incorporei come ti incarnasti, né avvertirono i soldati che ti custodivano quando risorgesti; entrambi i prodigi sono sigillati per quanti vogliono scrutarli, ma si manifestano a quanti con fede adorano il mistero che festeggiano: concedici l’esultanza, ti preghiamo e la grande misericordia.
Signore, spezzate le sbarre eterne e infrante le catene, risorgesti dal sepolcro abbandonando le tue bende mortuarie, testimonianza della tua reale sepoltura di tre giorni: e precedesti i tuoi in Galilea, tu che eri custodito in una grotta. Grande è la tua misericordia, inafferrabile Salvatore! Abbi pietà di noi.
Signore, le donne accorsero al sepolcro per vedere te, il Cristo, che patì per noi; e accostatesi trovarono un angelo, seduto sulla pietra, rotolata via per il timore; egli gridò loro: È risorto il Signore; dite ai discepoli: È risorto dai morti colui che salva le anime vostre.
Signore, come uscisti dalla tomba sigillata, così entrasti a porte chiuse dai tuoi discepoli, per mostrare loro i segni dei patimenti del tuo corpo, accettati, o Salvatore, nella tua longanimità; come proveniente dal seme di Davide, subisti le piaghe, ma come Figlio di Dio, liberasti il mondo; grande è la tua misericordia, inafferrabile Salvatore! Abbi pietà di noi.
Altri stichirà, anatolikà.
Signore, Re dei secoli e Creatore di tutto, tu che per noi accettasti nella carne crocifissione e sepoltura, per liberarci tutti dall’ade, tu sei il nostro Dio: fuori di te non conosciamo altri.
Signore, chi narrerà i tuoi prodigi sfolgoranti? Chi annuncerà i tuoi tremendi misteri? Fatto uomo per noi, come hai voluto, manifestasti la forza della tua potenza: con la tua croce infatti apristi al ladrone il paradiso, con la tua sepoltura spezzasti le sbarre dell’ade e con la tua risurrezione arricchisti l’universo: o compassionevole, gloria a te.
Le donne mirofòre, giunte di buon mattino alla tua tomba, volevano ungere con profumi te, Verbo immortale e Dio; ma ammaestrate dalle parole dell’angelo, tornarono indietro nella gioia, per dichiarare apertamente agli apostoli che sei risorto, vita di tutti e concedi al mondo il perdono e la grande misericordia.
I custodi della tomba che accolse Dio, dicevano ai giudei: Ah, il vostro insipiente consiglio! Invano vi affaticaste, credendo di custodire l’incircoscrivibile: fu vera follia voler nascondere la risurrezione del crocifisso. Ah, il vostro insipiente sinedrio! E come vi consigliate di nuovo per nascondere ciò che non si nasconde? Ascoltate piuttosto noi e vogliate credere alla verità dei fatti: un angelo sfolgorante sceso dal cielo rotolò via la pietra e per il timore di lui ci colse torpore mortale; egli, rivolgendosi alle mirofòre dall’animo forte, diceva alle donne: Non vedete il torpore mortale dei custodi, i sigilli ormai sciolti, l’ade svuotato? Perché cercate come un morto colui che annullò la vittoria dell’ade e spezzò il pungiglione della morte? Presto, evangelizzate agli apostoli la risurrezione, gridando senza timore: È risorto davvero il Signore, lui che possiede la grande misericordia.
Alla Liturgia
Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.
Il ladro sulla croce credette che tu sei Dio, o Cristo e confessò con cuore sincero, dicendo: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.
Inneggiamo concordi come Salvatore e Creatore, colui che fece fiorire la vita nel legno della croce al nostro genere e inaridì la maledizione provenuta dal legno.
Con la tua morte, o Cristo, dissolvesti la potenza della morte e svegliasti con te i morti da secoli, che inneggiano a te, vero Dio e nostro Salvatore.
Giunte le venerande donne al tuo sepolcro, o Cristo, volevano profumare te, datore di vita e apparve loro un angelo esclamando: Il Signore è risorto!
Mentre eri crocifisso, o Cristo, fra due ladri condannati, quello che bestemmiava fu giustamente suppliziato, ma l’altro che ti riconosceva Dio, andò in paradiso.
Le venerande donne, presentandosi al coro degli apostoli, esclamarono: Cristo è davvero risorto, adoriamolo come Sovrano e Creatore!
Gloria.
Trinità, indivisa monade, Onnipotente che tutto creasti, Padre, Figlio con il Santo Spirito, a te inneggiamo, vero Dio e nostro Salvatore.
E ora. Theotokìon.
Salve, spirituale animato di Dio, porta intransitabile! Salve, trono ardente e incombusto! Salve, Madre dell’Emmanuele, Cristo nostro Dio!
E quindi il resto della Divina Liturgia.

