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Giorno: Sabato

Plagale IV – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono Pl. 4

Venerdì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà martyrikà. Tono pl. 4.

Martiri del Signore, ogni luogo santificate e ogni male curate: intercedete ora, vi preghiamo, perché siano strappate le nostre anime ai lacci del nemico.

I tuoi martiri, Signore, dimentichi delle cose di questa vita, disprezzati anche i tormenti per amore della vita futura, di essa sono divenuti eredi: perciò esultano con gli angeli. Per le loro suppliche, dona al tuo popolo la grande misericordia.

Ogni virtù e ogni lode si deve ai santi, poiché chinarono il collo alle spade per te che chinasti i cieli e sei disceso, versarono il loro sangue per te, che svuotasti te stesso e prendesti forma di servo, si umiliarono fino alla morte imitando la tua povertà. Per le loro preghiere, secondo la tua grande compassione, o Dio, abbi pietà di noi.

Stichirà catanittici. O straordinario prodigio!

Sono simile a un albero sterile, porto il santo abito come vuoto fogliame e temo, Sovrano, che tu davvero mi recida e mi mandi al fuoco eterno e inestinguibile: concedimi dunque un’opportunità di conversione, affinchè io ti porti il buon frutto di azioni virtuose e sia fatto degno del tuo regno.

Signore, compassionevole Signore, non scacciare dal tuo volto me, tuo servo, che gravemente ogni giorno offendo la tua bontà, o filantropo e non castigarmi nella tua giusta ira; ho peccato, ho peccato contro di te come nessun altro, lo confesso; abbi compassione e salvami per le preghiere di tua Madre.

Quando sederai nella tua gloria come Re di tutti sul trono del giudizio, mentre i tuoi angeli staranno davanti a te con timore e starà davanti a te per il giudizio tutta la natura degli uomini, allora, o Cristo, per le suppliche di tua Madre, libera da tutti i castighi i trapassati con fede, o Signore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il Re dei cieli, nel suo amore per noi, apparve sulla terra e visse con gli uomini: l’unico Figlio, duplice nella natura, ma non nell’ipòstasi, assunse la carne da Vergine pura, da lei procedendo dopo averla assunta; proclamandolo dunque realmente Dio perfetto e uomo perfetto, noi confessiamo Cristo nostro Dio; e tu supplicalo, o Madre senza nozze, di aver misericordia alle nostre anime.

Apòstica. Martyrikòn.

Martiri del Signore, ogni luogo santificate e ogni male curate: intercedete ora, vi preghiamo, perché siano strappate le nostre anime ai lacci del nemico.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, Signore.

Necròsima. Gemo e mi lamento quando penso alla morte e vedo giacere nella tomba, informe, senza gloria, senza splendore, la bellezza a immagine di Dio plasmata per noi. O stupore! Perché questo mistero che ci riguarda? Come dunque siamo stati consegnati alla corruzione? Come siamo stati insieme aggiogati alla morte? Realmente, come sta scritto, per disposizione di Dio, che concede ai defunti il riposo.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

La tua morte, Signore, divenne per noi causa di immortalità: poiché se tu non fossi stato deposto in un sepolcro, il paradiso non si sarebbe aperto; dona dunque riposo ai defunti, nel tuo amore per gli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vergine pura, porta del Verbo, Madre del nostro Dio, supplica per la nostra salvezza.

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Plagale IV – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono Pl. 4 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata martyrikà. Tono pl. 4.

Astri spirituali vi rivelaste, o santi martiri; infatti avete dissolto con la fede la tenebra dell’inganno, avete fatto risplendere le lampade delle vostre anime e siete entrati gloriosamente con lo sposo nel talamo celeste: implorate ora, vi supplichiamo, per la salvezza delle nostre anime.

Conosciuto l’ordine.

I martiri di Cristo, incenerite con la continenza le forme e i moti brucianti delle passioni, ricevettero la grazia di allontanare le malattie dagli infermi e di compiere prodigi sia in vita, sia dopo la morte: è straordinario prodigio, infatti, che ossa spoglie facciano scaturire guarigioni; gloria all’unico Dio Creatore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, tu che con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, la tua filantropia: accogli, mentre intercede per noi, la Theotòkos che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos

e gli evloghitària. Conosciuto l’ordine.

Profeti, martiri di Cristo e gerarchi, voi che con pio sentire avete compiuto secondo le regole la bella corsa e avete ricevuto da Dio le corone immarcescibili, supplicate senza sosta per noi la sua benevolenza, perché ci doni la remissione delle colpe, come Dio incline al perdono.

Altri, necròsima, uguali.

Annovera, Sovrano, con i giusti, nelle tende degli eletti, quanti piamente se ne andarono dalle cose temporali e da’ loro riposo nei luoghi di quanti festeggiano e gioiscono senza fine in paradiso, tu che sei buono, perdonando le loro colpe volontarie e involontarie, per la tua somma bontà, o filantropo.

Tu che, nella tua filantropia, tutto disponi con profonda sapienza, assegnando a ciascuno ciò che giova, o solo Creatore, da’ riposo, Signore, alle anime dei tuoi servi: poiché hanno riposto speranza in te, che ci hai creati, che ci hai plasmati, che sei il nostro Dio.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Baluardo e porto tu sei per noi e mediatrice accetta presso il Dio che hai partorito, o Theotòkos senza nozze, salvezza dei fedeli.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Fine divina del nuovo Oktòichos. Fatiche di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Cantiamo al Signore che guidò il suo popolo nel mar rosso poiché lui solo si è gloriosamente glorificato.

Siete apparsi come perle preziose, ornando la corona della Chiesa di Cristo, o valorosi atleti del Signore.

I sapienti gerarchi brillarono di splendore divino per i dogmi e le virtù, illuminando i cuori dei fedeli.

Ti supplichiamo, Verbo di Dio, mirabile nei tuoi santi profeti e monaci, per le loro preghiere salvaci.

Necròsimo. Quando verrai per il giusto giudizio, o giusto giudice e Verbo di Dio, risparmia la condanna ai tuoi fedeli trapassati.

Theotokìon. Il coro delle donne, sapendoti Genitrice del Signore, o Vergine, dietro di te lottando, a lui furono presentate.

Canone per i defunti. Acròstico: Un ottavo canto dedico ai fedeli defunti.

Ode 1. Attraverso l’umido elemento.

Imitando con la morte la morte di Cristo e la venerabile passione con la passione, tutti i martiri ottennero la vita divina e beata.

Trascurando le colpe di gioventù e oltrepassando i peccati dei tuoi servi defunti, Cristo Salvatore, annoverali fra i tuoi eletti.

Concedi ai tuoi servi che hai preso con te, misericordiosissimo, di partecipare copiosamente alla gloria e gioia ottenuta da quanti hanno raggiunto la vita beata.

Theotokìon. Colui che con divina potenza annientò l’ade, il Verbo dell’eterno Padre concepisti unito ipostaticamente alla carne da te ricevuta, purissima Vergine.

Ode 3. Irmòs.

Tu che hai stabilito nel Verbo i cieli e fondasti la terra su molte acque, stabiliscimi per l’inno della tua dossologia, Signore.

Respingendo con coscienza salda i sacrifici impuri, gli atleti divennero sacrificio purissimo al Verbo immolato.

Rinnovando con le vostre sacre parole quanti erano invecchiati per le passioni, vi siete mostrati divini discepoli del rinnovatore del mondo.

La grazia in principio donata chiaramente ai profeti del santissimo Spirito, infine colmò di divini carismi gli asceti.

Necròsimo. Unisci ai cori dei santi, o Dio, quanti con fede si sono separati dalla vita e, per ineffabile misericordia, falli cittadini del paradiso.

Theotokìon. Gesù incontenibile e Signore abitò comodamente il tuo grembo santificato, purissima Vergine.

Canone dei defunti. O Signore, creatore.

Purificati dalla caduta antica dei progenitori per il battesimo e per il rinnovamento con i rivi di sangue, da voi stessi sgorganti, con Cristo regnate, o beati.

Compiàciti di collocare nelle tende dei tuoi giusti quanti tra noi hai preso, o nostro Salvatore, morto e volontariamente deposto nel sepolcro, richiamando anche quanti giacevano nei sepolcri.

Mosso dalla divina compassione, Sovrano e dalla tua benevolenza naturalmente conosciuta, concedi riposo ai tuoi servi, Salvatore, dando loro remissione dei peccati.

Theotokìon. L’incarnato dal tuo grembo, divenuto uomo ed essendo soprattutto l’unico filantropo, salva l’uomo dalle porte della morte, o pura Madre di Dio, unica inneggiatissima.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, le tue opere ho considerato e la tua divinità ho glorificato.

Giunti allo stadio del martirio, o atleti divinamente beati, con spirito vivo bruciaste la selva dell’errore.

Glorificasti pubblicamente i tuoi beati e i gerarchi; per le loro suppliche divine, Signore, fammi partecipe della tua gloria.

Il divino soffio dello Spirito, che illumina i profeti, ha donato alle donne forza per distruggere l’insolenza del nemico.

Necròsimo. Rendi degni di misericordia, con tutti i santi, i tuoi servi che hai trasferito, o bontà somma, nelle tende dei santi, quando vieni supplicato.

Theotokìon. Generasti oltre le leggi di natura il legislatore della legge divina, che rinnova la natura decaduta dei mortali, o purissima.

Canone dei defunti.

Tu sei mia forza.

Per contemplare la tua gloria e ottenere chiaramente nei cieli il tuo fulgido splendore, i divini martiri, o Sovrano, lottando patirono ogni tipo di torture cantando a te, o Cristo: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Molte dimore sono presso di te, Salvatore, divise per merito secondo la misura della virtù: di essa dunque degnati di colmare, o compassionevole, i trapassati con fede, che a te piamente gridano: Gloria alla tua potenza, Signore.

Uomo uguale a noi apparisti, o purissimo, a tutti uguale, sopportasti la morte e indicasti le vie della vita: di essa rendi degni come filantropo i trapassati, concedendo perdono delle colpe e donando, come Sovrano, comunione con la luce.

Theotokìon. Tu sei il vanto dei fedeli, o inneggiatissima, tu sei protezione e rifugio dei cristiani, muro e porto: a tuo Figlio, infatti porti le suppliche, o purissima e salvi da pericoli quanti con fede e affetto ti riconoscono pura Madre di Dio.

Ode 5. Irmòs.

Illuminaci con i tuoi precetti, Signore e con il tuo braccio elevato, concedici la tua pace, filantropo.

Sopportarono ferite nella carne i divini martiri, perciò sempre sanano le nostre ferite, inferte dai demòni.

Santi gerarchi di Dio, con tutti i beati pregate Cristo di donarci remissione dei peccati.

Consumando la carne con l’ascesi e i tormenti, le donne beate e le martiri furono degne dei beni sperati.

Necròsimo. Distruggendo la morte con la morte, come filantropo, dà riposo, o Immortale, ai fedeli tuoi servi, morti nella speranza della vita.

Theotokìon. Hai interrotto, o pura, la condanna dei progenitori generando nella carne Cristo Gesù, unico Signore, che giustifica tutti.

Canone dei defunti. Perché mi hai respinto.

Rendi degni della tua ineffabile gloria e della tua beatitudine oltre ragione, nelle dimore dei santi, là dov’è la dolce voce dei festanti, i trapassati alla vita impassibile, unico filantropo compassionevole.

Là dove schiere di angeli e le folle dei giusti esultano, nel seno di Abramo, colloca i tuoi servi e compiàciti di farli stare con confidenza presso il tuo tremendo trono, o Salvatore.

Apparisti a noi perdono, giustizia e liberazione e sanasti con la tua ferita le nostre malattie: tu stesso, dunque, o compassionevole, come buono, colloca nella delizia del paradiso i trapassati.

Theotokìon. Per misericordia e compassione hai assunto l’umile condizione umana, tu che splendi di gloria negli eccelsi; prendendo carne animata e razionale dal grembo della Vergine, con essa distruggesti la morte.

Ode 6. Irmòs.

Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.

Per le vostre venerabili ferite, curate le malattie delle anime e sempre togliete le piaghe dei corpi, ferendo la moltitudine dei demòni malvagi, o santi martiri.

Il coro dei beati, l’assemblea dei gerarchi, l’adunanza delle sacre donne, lottando strenuamente ereditarono ristoro al di sopra dei cieli.

Uccidendo la carne, o asceti, trovaste vita, mentre voi, sapientissimi gerarchi, pascolando bene il gregge del Signore, dopo la fine foste degni di gloria immortale.

Necròsimo. O Verbo, che sei vita dei viventi e riposo dei morti, colloca nel seno del tuo servo Abramo i tuoi servi, che da noi, per tuo divino volere, hai trasferito.

Theotokìon. Dimorò in te lo splendore del Padre, o pura e con i bagliori fulgidi della sua divinità disperse il buio del politeismo e illuminò il mondo.

Canone dei defunti. Stesso irmòs.

I tuoi martiri, Signore, sopportarono molte torture; con l’anima ferita dal tuo amore, i santi desideravano la tua eterna gloria e la tua dolce comunione.

Squarciasti, o Salvatore, la pancia della morte ostile e, donando vita, rialzasti tutti coloro che erano legati in lei; di essa rendi degni i trapassati, o benefattore.

Da lacrime e gemiti che sono nell’ade, libera, o buono, come unico pietoso, i tuoi servi; togli ogni lacrima da ogni volto di quanti con fede ti riconoscono Dio.

Theotokìon. Il Creatore per natura viene creato nel tuo grembo, il ricco come Dio si svuota, o purissima, l’unico buono muore per la salvezza di tutti.

Ode 7. Irmòs.

I pii fanciulli a Babilonia non venerarono l’immagine d’oro, ma in mezzo alla fornace refrigerati dal fuoco, cantavano l’ode dicendo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Sciogliendo l’arroganza dell’empietà con i vostri sacri legami, o illustri, rovesciate i pesi delle nostre colpe e salvateci gridando, o martiri: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Con la pioggia del vostro sacro sangue spegneste il fuoco delle eresie e con la fiamma bruciaste, o sapienti gerarchi, la zizzania dell’empio errore e illuminaste le anime dei fedeli.

Uccidendo con la continenza la carne, gli asceti vivono dopo la morte. Il coro dei profeti, invece e l’adunanza delle donne, avendo lottato sono glorificati. Per le loro preghiere, o Cristo, liberaci dai pericoli.

Necròsimo. Dà riposo alle anime di tutti quelli che si addormentati nella speranza della vita, o Cristo, trascurando, per la tua grande compassione, le loro colpe in vita, o Salvatore, unico compassionevole Dio dei padri.

Theotokìon. Come tutta pura ricevesti in grembo il Verbo incarnato; pregalo dunque, o santissima, di purificare dai peccati dell’anima e del corpo me, che ricorro con fede a te, o pura.

Canone dei defunti.

I fanciulli degli ebrei.

Tutto l’affetto dei martiri è teso all’unico Sovrano, unito al suo amore per suo amore, mentre cantano: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

Concedi ai fedeli defunti lo splendore del tuo regno divino, rivestendoli d’immortalità, affinché cantino: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

Colma di gioia e letizia i tuoi servi defunti, o compassionevole, rendendoli degni di acclamarti e cantare: Benedetto sei tu, Signore Dio, nei secoli.

Theotokìon. Sciogliendo la maledizione di Eva, abitasti la Vergine purissima, offrendo una fonte di benedizione a quanti gridano: Benedetto, o purissima, il frutto del tuo grembo.

Ode 8. Irmòs.

I fanciulli divini nella fornace calpestavano con il fuoco l’errore cantando: Benedite, opere del Signore, il Signore.

Lottando distruggeste i templi degli idoli edificando voi stessi come templi divini della Trinità, compagni degli angeli, atleti del Signore.

I tuoi sacerdoti, o Cristo, rivestiti di giustizia, contemplando la tua chiarissima bellezza divina, con i santi ora esultano nei secoli.

Per le preghiere dei tuoi sacratissimi profeti, delle illustri donne e dei giusti di tutti i tempi, dona, o Verbo, le tue misericordie al tuo mondo.

Necròsimo. O giusto giudice, quando verrai a giudicare quanti da noi hai preso con te, salvali dalla condanna, trascurando le loro colpe, o Sovrano.

Theotokìon. Apparendo, o Vergine, con la tua luce disperdi le nubi oscure dalla mia anima, tu che generasti il sole di giustizia.

Canone dei defunti. Al suono degli strumenti.

Affrontando sulla terra le loro lotte, ottennero corone celesti i veri martiri, a te senza sosta gridando: Inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Sceso nella fossa profonda, rialzasti gli abitanti dei sepolcri con mano vivificante e concedesti il riposo ai tuoi servi con fede addormentati, o compassionevole.

Essendo fonte della vita eterna e torrente di delizia, rendi degni i tuoi servi, piamente a te trapassati, di inneggiarti e glorificarti per tutti i secoli.

Theotokìon. Madre di Dio, Vergine Maria, che generasti fisicamente per gli uomini il Salvatore, salva chi con fede inneggia al tuo parto e lo esalta per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Madre senza nozze di Dio altissimo, tu che con un verbo concepisti oltre l’intelletto il vero Dio, più elevata delle incontaminate potenze, con dossologie mai silenti ti magnifichiamo.

Stavano i martiri davanti ai tribunali iniqui, condannando ogni iniquità con la grazia di Cristo, confutando quelli su cui avevano riportato vittoria e ricevendo le corone della giustizia.

Dirigendo piamente tutta la nave della Chiesa al porto dei precetti di Dio, appariste come timoni, tutti voi, beati gerarchi e pastori: perciò come nocchieri vi onoriamo.

La folla dei profeti e dei santi ti supplica, l’assemblea dei giusti che splendidamente lottarono, Signore e che si distinsero nell’ascesi, ti scongiura, o filantropo, di donarci le tue compassioni.

Necròsimo. Dell’onore e della gloria eterna di cui sono si resero degni tutti i santi di Cristo, rendi degni quanti con fede se ne sono andati da questa vita vana, o misericordioso, per le preghiere dei tuoi santi.

Theotokìon. Tu che porti tra le braccia la pienezza di ogni bene, da’ compimento, o purissima, alle suppliche dei tuoi servi e dirigi il nostro cammino verso Dio, dandoci forza per una vita virtuosa.

Canone dei defunti.

Freme ogni orecchio.

Avendo la forza invincibile e invitta di Cristo, o martiri, sdegnaste l’ordine ateo dei tiranni e vi rendeste davvero degni del regno dei cieli, splendidi per i fulgori della Trinità, o ammirabili.

È stata sciolta l’amarezza dell’ade, perché tu lo hai dissolto, o filantropo e hai risuscitato i fedeli che da sempre dormivano: anche ora dunque, nella tua bontà, rendi degni della tua luce senza tramonto sono passati a te, misericordioso.

Sei tutto dolcezza, o Salvatore, sei tutto brama e desiderio veramente insaziabile, sei tutto bellezza irresistibile: concedi dunque a quanti sono a te trapassati di deliziarsi del tuo splendore e rendili degni della tua divina bellezza.

Theotokìon. Salvami, Madre di Dio, tu che generasti Cristo mio Salvatore, Dio e uomo, duplice nella natura, ma non nell’ipòstasi, unigenito dal Padre e da te primogenito di tutto il creato: nella sua duplice natura noi lo magnifichiamo.

Alle lodi stichirà martyrikà. Tono pl. 4.

Lottaste grandemente, o santi, sopportando generosamente i tormenti degli iniqui e confessando Cristo davanti ai re; e ancora, una volta usciti da questa vita, compite opere di potenza nel mondo e curate i deboli dalle loro passioni, o santi; intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Invitti martiri di Cristo, che sconfiggeste l’inganno con la potenza della croce, voi avete ricevuto la grazia della vita eterna; non temevate le minacce dei tiranni, vi rallegravate nel subire tormenti e ora il vostro sangue è divenuto guarigione per le nostre anime: intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Indossata valorosamente la corazza della fede e armandovi del segno della croce, vi rivelaste vigorosi guerrieri, coraggiosamente avete resistito ai tiranni e calpestato al suolo l’inganno del diavolo; vincitori, avete ottenuto le corone: intercedete sempre per noi, a salvezza delle nostre anime.

Necròsimo. Smisurato è il castigo per quanti vivono nella dissolutezza: stridore di denti e pianto sconsolato, geenna di fuoco e tenebra esteriore, verme che non dorme e lacrime impotenti e un giudice senza compassione; perciò gridiamo prima della fine: Cristo Sovrano, da’ riposo a quanti hai scelto con i tuoi eletti.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Accorro sotto la tua protezione, Vergine santa, Madre di Dio: so che otterrò la salvezza, perché, o pura, tu puoi aiutarmi.

Apòstica delle lodi, necròsima.

O straordinario prodigio!

Regalmente sottoscrivesti la mia libertà, facendo rosseggiare di sangue le tue dita, o Sovrano e imporporandole con esso; e ora t’imploriamo con fede: Annovera con i tuoi primogeniti i trapassati a te, misericordioso e fa’ che ottengano la gioia dei tuoi giusti.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, Signore.

Esercitando il sacerdozio come uomo, immolato come agnello, offristi te stesso in oblazione al Padre, per sottrarre l’uomo alla corruzione; nel tuo amore per gli uomini colloca dunque ora i defunti nella regione dei viventi, dove scorrono i torrenti di delizia, dove sgorgano le sorgenti dell’eternità.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Tu stabilisci i confini della vita nella profondità della tua ineffabile sapienza, prevedi la morte e trasferisci i tuoi servi nell’altra vita; colloca dunque quanti con te hai preso presso le acque del riposo, nello splendore dei santi, Signore, dov’è voce di esultanza e lode.

Stico. La loro memoria di generazione in generazione.

Tu che sei l’invisibile Verbo, connaturale al Padre, condividente con lo Spirito lo stesso trono, per me, uomo, apparisti nella carne; poiché dunque sei misericordioso e filantropo, illumina quanti lasciarono questa vita con le bellezze della tua magnificenza e del tuo splendore, o origine assoluta della vita.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Tu che concepisti il Verbo di Dio senza principio e Dio, con la tua materna confidenza imploralo con fervore di collocare i tuoi servi là dove è la danza sena fine dei festanti che ti cantano, là dove sono gli splendori eterni e il dolce suono di chi è in festa, o Genitrice di Dio.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e facci tutti degni, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Partecipando con vigore a ogni dolore, o atleti, con le vostre sacre piaghe avete ferito tutte le miriadi dei demòni col potere della grazia.

I divini e venerabili gerarchi di Cristo, l’assemblea dei profeti e di tutti i santi hanno ottenuto l’eredità celeste; proclamiamoli degnamente beati.

Necròsimo. Colloca, o Dio, nella parte dei giusti e rendi eredi del paradiso quanti sono trapassati nella fede e ti lodano divinamente.

Gloria.

Padre, Figlio e Spirito, natura unica, tu sei il Dio che creò tutto col verbo, tu sei adorato dagli uomini e gli angeli ti lodano senza fine.

E ora. Theotokìon.

Tu che hai generato il compimento di tutti i beni, compi, o Vergine, le nostre preghiere, chiedendo per noi la liberazione dei peccati, illuminazione e grande misericordia.

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Grave – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Venerdì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà martyrikà.

Tonò grave.

Martiri santi, che valorosamente lottaste e foste incoronati, pregate il Signore perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Disprezzando tutte le cose della terra, o santi martiri e predicando con coraggio Cristo nello stadio, da lui avete ricevuto le ricompense dei tormenti: poiché dunque avete ottenuto franchezza, imploratelo come Dio onnipotente, vi supplichiamo, di salvare le nostre anime, poiché ricorriamo a voi.

O lodatissimi martiri, pecore spirituali, olocausti razionali, sacrificio gradito a Dio, voi non siete stati nascosti dalla terra, ma accolti dal cielo, divenendo compagni degli angeli; con loro pregate il Salvatore e nostro Dio, vi supplichiamo, di pacificare il mondo e salvare le nostre anime.

Stichirà despotikà. Non siamo più tenuti lontano.

Non mi svergognare, Salvatore, per aver fatto opere vergognose, quando verrai a giudicare tutto il mondo.

Ho peccato senza misura e aspetto pene senza misura, o mio Dio, abbi misericordia di me e salvami.

Da’ riposo nelle tue tende, o Sovrano, a quanti si sono addormentati nella fede e falli degni del tuo regno.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Fosti riconosciuta madre oltre natura, Theotòkos e sei rimasta vergine oltre ragione e pensiero: il prodigio del tuo parto nessuna lingua può spiegarlo, perché essendo straordinario il tuo concepimento, il modo del tuo partorire è inafferrabile: dove Dio vuole è vinto l’ordine della natura; riconoscendoti dunque tutti Madre di Dio, senza sosta ti preghiamo: Prega per la salvezza delle nostre anime.

Apòsticha. Despotikòn.

Gloria a te, Cristo Dio, vanto degli apostoli, esultanza dei martiri, che hanno annunciato la Trinità consustanziale.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Necròsima. Quando in principio plasmasti l’uomo a tua immagine e somiglianza, lo collocasti nel paradiso, perché dominasse sulle tue creature, ma sedotto per invidia del diavolo, mangiò di quel cibo, divenendo trasgressore dei tuoi comandamenti: perciò tu lo condannasti a ritornare alla terra da cui era stato tratto, Signore e a pregare per il riposo.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Dona il riposo, o Salvatore nostro, datore di vita, ai nostri fratelli che hai tolto dalle realtà temporali e che gridano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Daniele ti vide come divino monte santo e il sapiente Isaia ti proclamò Madre di Dio, o venerabile, perché hai accolto in te nella carne il Dio che ha plasmato Adamo; di fronte a lui i cherubini, vedendolo incarnato, tremarono, cantandolo e glorificandolo con la voce mai silenti del trisagio; e tu pregalo per la salvezza delle nostre anime.

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Grave – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata martyrikà. Tono grave.

I tuoi martiri, Signore, hanno sbaragliato il nemico e umiliato l’inganno degli idoli, armati della potenza della croce; perciò, celebrandoti con gli angeli, cantano l’inno di vittoria, dando gloria a te, o Cristo. Per le loro suppliche, donaci la grande misericordia.

I tuoi santi, Signore, lottando sulla terra, hanno calpestato il nemico e annientato la seduzione degli idoli: perciò hanno ricevuto le corone da te, Sovrano filantropo e Dio misericordioso, che concedi al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei il tesoro da cui viene la nostra risurrezione, o lodatissima, risolleva dalla fossa e dall’abisso delle colpe quelli che in te confidano: perché hai salvato noi, soggetti al peccato, partorendo la salvezza, tu che sei vergine prima del parto, vergine nel parto e ancora vergine dopo il parto.

Intercedete, o santi, perché ci sia data la remissione delle nostre colpe e veniamo liberati dai mali che temiamo e da una morte amara, vi preghiamo.

Necròsimo. La tua morte, Signore, ha fatto fiorire per i morti la vita: tu hai infatti spogliato l’ade, richiamando quanti dormivano nella tenebra; perciò, o datore di vita, come Dio ti supplichiamo: Dona il riposo con i giusti a quanti tra di noi hai preso con te, perché trovino nel giudizio la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, tu che accogliesti in grembo colui che i cieli non possono contenere; salve, Vergine, annuncio dei profeti, tu da cui è rifulso l’Emmanuele; salve, Madre di Cristo Dio.

Canone di tutti i santi. Acròstico: Io, Giuseppe inneggio i cori dei pastori e dei martiri. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Cantiamo al Dio che aiutò Mosè in Egitto e liberò Israele, poiché si è glorificato.

Vincendo tutto l’inganno dell’avversario, i cori infallibili dei martiri danzano esultando presso il loro Creatore.

I gerarchi di Cristo e tutti i santi padri che hanno faticato, sono divenuti degni della letizia eterna per grazia.

Per le preghiere dei profeti, dei santi padri e delle sante donne, o Cristo, custodiscici da ogni ira e salva le nostre anime.

Necròsimo. O Verbo che mi hai plasmato dalla terra e ordinato di tornare di nuovo nella terra, da’ riposo a quanti nella fede hai trasferito.

Theotokìon. O Santissima che partoristi il Santissimo Verbo di Dio, santifica quanti ti glorificano con fede.

Canone per i defunti. Acròstico: Il settimo canone ha lo stesso proposito.

A un tuo cenno.

Rifulgendo con divini segni, o martiri, vi offriste a Cristo Dio come divino dono abbelliti con vari ornamenti di virtù splendide.

Rendi degni, i tuoi servi defunti, di ottenere il raggio della luce inaccessibile trisolare, da cui sono fuggiti dolore, affanno e lamento, o misericordiosissimo.

Rialzasti la natura condannata a morte, o vita ipostatica, Cristo datore di vita, perciò da’ riposo a quanti sono passati a te con fede, o solo compassionevole.

Theotokìon. Raddrizzasti la caduta della progenitrice, o Santissima, partorendo il Dio Verbo che la risuscitò e insufflò la vita ai morti dei sepolcri con potere divino.

Ode 3. Irmòs.

Vegliando per glorificarti e inneggiati, o Verbo, senza sosta inneggiamo il segno della tua croce, che ci hai dato come arma e soccorso.

Spezzati con pietre e gettati nelle fosse, o santi, spezzaste ogni potere dell’ingannatore mantenendo illeso l’intelletto.

Illuminando i fedeli col fulgore dei divini insegnamenti e i raggi delle opere buone, o sapienti gerarchi, dileguaste tutta la tenebra delle eresie.

Morti al mondo, i tuoi santi, o Verbo, hanno realmente ereditato la vita sovramondana; abbi dunque misericordia di noi, o Cristo.

Necròsimo. Supplichiamo il Sovrano buono di avere misericordia nell’ora del giudizio di quanti sono trapassati nella fede e nella speranza.

Theotokìon. Non lasciando il seno paterno, il Verbo senza principio ha avuto principio in te ed è apparso come bimbo nel tuo seno, o Purissima.

Canone per i defunti. Tu che in principio.

I cori dei martiri mostrarono valorosa e salda pazienza, poiché sopportarono l’assalto delle percosse e le ferite delle pene, o Salvatore, bramando la gloria e la tua bellezza incorruttibile.

Accogli, o Compassionevole le anime dei defunti nella speranza della vita eterna e annoverali nel seno desiderato e divino del divino Abramo per dimorare con Lazzaro e con i tuoi eletti.

O compassionevole Salvatore, disceso dal cielo per salvare il genere umano, per la tua misericordia rendi degni di deliziarsi della luce immateriale e della tua divina gloria e gioia quanti piamente sono trapassati.

Theotokìon. Furono sciolte in te le leggi naturali, o Pura che concepisti il Verbo inaccessibile all’intelletto e ci fu data nuova legge divina che per grazia e bontà divina dona remissione dei peccati a tutti i disperati.

Ode 4. Irmòs.

Persuaso dalla tua venuta della carne, o Cristo, il profeta Avvacùm gridava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Rinvigoriti dall’amore per il Signore, i martiri indebolirono il potere del nemico, perciò sono proclamati beati.

Come pecore e agnelli del Pastore e Agnello, o beati gerarchi, diveniste pastori del gregge razionale per divina grazia.

Con lo splendore delle buone opere guidaste come luminosissimi astri il plèroma dei fedeli, o nostri santi padri.

L’adunanza delle donne forti e l’assemblea dei santi profeti ottennero i beni celesti.

Theotokìon. Lodatissima, supplica il Dio che partoristi di liberare il tuo gregge da ogni sorta di tentazione e afflizione.

Canone per i defunti.

Tu che senza lasciare.

Sopportando con pazienza i dolori delle lotte, i martiri sono stati incoronati con le corone della tua giustizia, o Cristo e hanno glorificato il tuo potere.

Quando verrai nella tua gloria con i tuoi angeli, o Cristo, rendi degni della tua ineffabile gloria quanti sono piamente trapassati, o compassionevole e misericordiosissimo.

Rendi degni di deliziarsi del raggio trisolare e del fulgore della Divinità unica, o Buono quanti sono già defunti e ti glorificano, o filantropo.

Theotokìon. Cristo, che non lasciò il seno paterno, dimorò nel tuo seno verginale e liberò dalla morte quanti ti dicono beata, o Madre di Dio lodatissima.

Ode 5. Irmòs.

Il mio spirito veglia davanti a te, o Dio, perché tu sei luce e i tuoi precetti sono guarigione per i tuoi servi, o filantropo.

Disprezzaste le ferite della carne, o forti atleti e ora guarite le ferite e le passioni di quanti accorrono a voi.

Avete ricevuto il potere di sciogliere e legare sulla terra, o gerarchi di Cristo, perciò slegate sempre i pesi dei nostri mali.

Uniti a Dio con intelletto puro, i cori degli asceti, dei profeti, dei giusti e delle donne danzano una danza senza fine.

Necròsimo. O solo misericordiosissimo Cristo, rendi partecipi del paradiso quanti hanno lasciato questa vita, o filantropo.

Theotokìon. Santissima Vergine, che ti rivelasti dimora incorrotta di Dio, supplicalo di rendermi abitante della dimora nuziale spirituale.

Canone per i defunti. Signore, mio Dio.

Rivestiti luminosamente di morte vivificante intrecciata dalle pene, o lodatissimi martiri, chiedete divino riposo per le anime di quanti si sono già addormentati.

O Salvatore, che effondi misericordia da inesauribili tesori, concedi che le anime che hai trasferito dimorino con i tuoi primogeniti nelle tende senza corruzione.

Concedi, o Cristo che i tuoi servi, trasferiti alla vita superna lasciando il peso e ora sono liberati dai legami, si delizino dello splendore dei tuoi santi, o Salvatore.

Theotokìon. Sovrana Madre di Dio, prega che mi sia donato scioglimento dei peccati e remissione delle colpe, o Purissima che partoristi nel mondo la Vita enipostàtica.

Ode 6. Irmòs.

Giona dal ventre dell’ade gridò: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita; e noi a te gridiamo: Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Abbatteste la protervia del nemico elevandovi verso Dio con le pene, o gloriosissimi soldati e diveniste abitanti dei cieli.

Allontanando l’inverno delle eresie, i gerarchi di Cristo hanno trasferito la folla dei pii alla primavera della verità.

Col tuo potere, o Cristo, le folle dei santi padri, dei profeti e delle sante donne furono giustificate e ora si deliziano della tua luce senza tramonto.

Necròsimo. Hai trasferito i tuoi servi, o Compassionevole dalle realtà temporanee; rendili degni dunque della tua eterna gioia e della vera vita.

Theotokìon. Santifica i tuoi servi, o Santissima Vergine che partoristi nella carne il Santissimo Verbo lodato santamente da ogni spirito.

Canone per i defunti.

Navigando tra i flutti.

Sopportando con vigore pene tremende, difficilmente sopportabili, il coro dei martiri ereditò le delizie senza dolore e senza pene, ricevendo le corone di giustizia dalla destra vivificante.

O misericordioso, colloca i tuoi servi già addormentati con i giusti, là dove sono i cori degli angeli e gli splendori dei santi e la dolcezza della vita eterna, o Dio immortale.

Theotokìon. Colui che con divina volontà e col potere creatore stabilì tutto dal nulla, è sorto dal tuo grembo, o Pura e come Dio ha strappato dalla corruzione quanti erano nella tenebra della morte.

Ode 7. Irmòs.

ODio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto nei secoli.

Con lo scorrimento del sangue gli atleti spensero la fiamma dell’empietà.

Inneggiamo ai gerarchi, che divennero luminari del mondo.

Sia onorata con inni la santa assemblea dei profeti e dei santi padri.

Necròsimo. Libera dalla geenna, o Cristo compassionevole, i tuoi fedeli servi che hai preso.

Theotokìon. Inneggiamo alla Madre di Dio, più venerabile degli angeli.

Canone per i defunti.

Nella fornace ardente.

I cori dei martiri incoronati pubblicamente circondano spiritualmente Cristo Re, gridando con i cori degli angeli: Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

O compassionevole, tu che domini la morte e la vita, rendi degni della delizia divina i tuoi servi piamente già addormentati. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Tu che hai fatto splendere la luce nelle tende eterne fa’ dimorare rifulgenti di luce immateriale che hai trasferito. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Cristo, nato prima senza madre dal Padre e ora ineffabilmente nato senza padre da te, Vergine, si impoverì volontariamente per noi uomini. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Imitando i fanciulli nella fornace, che ricevettero la rugiada dello Spirito, con fede gridiamo: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Abbatteste i tempi degli idoli, o lodatissimi atleti ed edificaste voi stessi come templi dello Spirito, terminando con coraggio la corsa.

Vi rivelaste gigli profumatissimi, o gerarchi, rallegrando le anime dei fedeli con le conoscenze della pietà, perciò degnamente vi diciamo beati.

Pellegrinando in tutta la terra, o santi padri, diveniste come profeti di Dio, mirando l’eredità superna e la gloria perenne.

Necròsimo. O Verbo, Signore dei vivi e dei morti, annovera i tuoi servi addormentati nella fede con i cori dei salvati, o unico filantropo.

Theotokìon. L’assemblea di tutte le donne, che hanno cercato il Signore con fatiche e pene, sempre intercedono presso di te, o incorrotta.

Canone per i defunti. Il Re della gloria.

Cercando la gloria celeste, i martiri disprezzavano la gloria terrena come testimoni della venuta di Cristo, lodandolo piamente come Re in tutti i secoli.

Tu che hai disfatto la dimora terrena di quanti si sono trasferiti nella speranza della vita, dona loro la dimora celeste e il riposo nelle tende dei giusti per tutti i secoli.

Tu che come Dio doni riposo ai morti e possiedi la fonte della vita, irrigali, o solo buono col rivo della delizia per tutti i secoli.

Theotokìon. O Genitrice di Dio Vergine, accogliendo ineffabilmente nel tuo grembo la luce senza tramonto, illuminasti quanti erano nella tenebra del mondo per glorificare piamente Cristo sorto da te ineffabilmente.

Ode 9. Irmòs.

Colei che oltre natura è Madre e per natura è Vergine, la sola benedetta fra le donne, con mistici canti, o fedeli, magnifichiamo.

Per le suppliche dei sacratissimi martiri, profeti e giusti, che dall’antichità vissero santamente, o Cristo, abbi pietà delle nostre anime.

Noti come iniziatori ai sacri riti, siete stati uniti ai celesti liturghi come liturghi del Sovrano: con loro presentate suppliche per noi.

Con le donne che hanno felicemente compiuto la corsa, onoriamo i santi cori degli asceti, per ottenere l’intercessione della loro santità.

Necròsimo. Rendi degni i defunti che in modo ortodosso ti hanno reso culto, o Cristo, di partecipare alla gloria di cui sono stati fatti degni i cori di tutti i santi.

Theotokìon. Io che sono attaccato al peccato, tremo di fronte al tremendo tribunale di colui che da te è stato partorito, o pura: ma tu che sei buona, salvami dalla condanna davanti al tribunale.

Canone per i defunti.

Che tu sia Madre di Dio.

Splendidamente illuminano il mondo i martiri generosi, essi che sono le colonne della fede, le inespugnabili torri delle Chiese e le fortezze della pietà: e noi, com’è degno, piamente li magnifichiamo.

Strappa al fuoco della geenna, o Sovrano, quanti tra di noi se ne sono andati, lacerando con la lancia del tuo fianco e il documento scritto del loro peccato, o unico filantropo e falli degni dello splendore dei santi.

Tu che sei buono e per natura filantropo, tu che sei compassionevole e pietoso, tu che sei tesoro inesauribile di vita immortale, o Salvatore, rendi degni del tuo gaudio ineffabile quanti prima di noi si sono addormentati nella fede.

Theotokìon. Le ombre della Legge e gli enigmi di un tempo con il tuo parto sono passati, poiché Cristo è divenuto compimento della Legge e dei profeti: cantando lui nella sua duplice natura, noi diciamo beata te, la sempre Vergine pura.

Alle lodi, quando c’è l’Alliluia, stichirà martyrikà.

In mezzo allo stadio degli empi, esultanti, i vittoriosi acclamavano: Signore, gloria a te.

Sono divenuti astri dell’universo gli illustri vincitori, che a Cristo acclamano: Signore, gloria a te.

Con un unico sentire, mirando a un unico scopo, trovata un’unica via di vita, la morte per Cristo, i martiri vittoriosi, invidiando l’uno la morte dell’altro, cosa mirabile, precedendosi nel carpire i tormenti come tesori, si dicevano l’un l’altro: Se anche non morissimo ora, in ogni caso moriremmo e pagheremmo il nostro tributo alla natura: facciamo dunque della necessità un onore, appropriamoci della sorte comune, comprando con la morte la vita. Per le loro preghiere, o Dio, abbi pietà di noi.

Festeggiando la memoria dei tuoi santi vittoriosi, o Cristo, t’inneggiamo acclamando: Signore, gloria a te.

Gloria. Necròsimo.

Nella regione dei tuoi giusti, o misericordioso, colloca quanti credendo in te, se ne sono andati dalle cose temporali, o filantropo.

E ora. Theotokìon.

t

Supplica, o Vergine, con gli apostoli e i martiri, affinchè i defunti trovino in giudizio grande misericordia.

Apòsticha delle lodi, necròsima.

Poema di Teofane. Disprezzate tutte le cose.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso, Signore.

Sei apparso esanime sulla croce e deposto come un morto nella tomba, o solo immortale, per riscattare gli uomini dalla condizione mortale, dalla corruzione e dalla morte; poiché dunque sei oceano inesauribile di amorosa compassione e fonte di bontà, dona il riposo alle anime dei tuoi servi che tra di noi se ne sono andati.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Concedi, o buono, a quelli che a te sono passati, di essere illuminati dalla tua pura bellezza, dalla dolcezza del tuo splendore e dai raggi della tua luce divina, perché nell’immateriale effusione luminosa del manifestarsi della tua luce, danzino insieme agli angeli intorno a te, Sovrano Signore, Re della gloria.

Stico. La loro memoria viene glorificata nei secoli.

Tu che possiedi inesauribile magnificenza di doni, tu che sei tesoro inesausto di ricca bontà, fa’ dimorare quanti sono passati a te, che sei Dio, nella regione dei tuoi eletti, in luogo di riposo, nella casa della tua gloria, nel gaudio del paradiso, nel talamo dei vergini, per la tua amorosa compassione.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu partorisci il compimento della Legge, il Redentore fatto carne; poiché non c’è stata giustificazione nella Legge per quanti ci hanno preceduto, ma Cristo crocifisso ci ha ora giustificati. Tu che hai con lui famigliarità, o Vergine, implora il tuo Figlio compassionevole, ti preghiamo, perché dia riposo alle anime di quanti sono piamente defunti.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

O lodatissimi martiri, compiendo la buona lotta e custodendo la fede, avete ricevuto da Dio le corone dell’incorruttela e diveniste degni della sua gloria e coinquilini degli angeli.

La folla dei sacerdoti e dei santi padri e dei profeti e la sacra assemblea delle sante donne siano onorate, poiché ora vivono con gioia nelle tende dei primogeniti e dimorano con i cori degli incorporei.

Necròsimo. O Verbo di Dio, colloca nelle tende dei giusti quanti hai trasferito da noi, lasciando per la tua grande misericordia i peccati dell’anima commessi da loro consapevolmente e inconsapevolmente sulla terra.

Gloria.

O Trinità santa, i tuoi servi mortali accorrono a te, chiedendo di essere liberati dalla tremenda fiamma e di ottenere i beni della tua santa gloria nel giorno del giudizio.

E ora. Theotokìon.

Il raggio del Padre dimorò nel tuo grembo, o santissima e pura e rinnovò quanti erano abbattuti dal consiglio

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Plagale II – Sabato – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Venerdì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 2. Degna di essere ignorata.

Strappa me, il condannato, alla geenna a me riservata, strappami al fuoco eterno, Giudice giustissimo; non permettere che sia travolto dalla tempesta che mi avversa, o Verbo; tremo, nella mia miseria, considerando la moltitudine delle mie colpe e mi getto davanti a te in lacrime e contrizione di cuore, o amico degli uomini, chiedendo la tua misericordia.

Chi non mi piangerà, trasgressore, per intemperanza, del comandamento del Sovrano? Io, venuto ad abitare l’ade, al posto del paradiso? Il cibo che mi era apparso dolce, si è mutato in fiele e mi sono reso estraneo alla gloria tua e degli angeli, o compassionevole: ma tu, come misericordioso Signore amico degli uomini, accoglimi pentito, per la tua grande misericordia.

Tutti gli addormentati con fede colloca, o datore di vita, nella terra dei viventi, nei luoghi sereni, nelle dimore eterne, dove la luce del tuo volto rifulge liberamente, dov’è delizia, gioia e pace, dimenticando le loro mancanze in opere, parole, pensieri nella tua grande bontà, o Sovrano.

Stichirà martyrikà autòmela.

Quanti per te subirono il martirio, o Cristo, sopportarono molti tormenti e nei cieli hanno ricevuto, integra, la corona, perché intercedano per le nostre anime.

I martiri atleti, opliti celesti, lottando sulla terra, sopportarono molte torture; per le loro preghiere e intercessioni, Signore, proteggici tutti.

La tua croce, Signore, era per i martiri arma invincibile: vedevano infatti la morte davanti e prevedendo la vita futura, sperando in te si rinvigorivano. Per le loro invocazioni abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi non ti dirà beata, Vergine santissima? Chi non inneggerà al tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, senza tempo rifulso dal Padre, egli stesso, ineffabilmente incarnato, uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, d’aver misericordia delle nostre anime.

Apòsticha. Martyrikòn.

I tuoi martiri, Signore, non ti rinnegarono, dai tuoi comandamenti non si allontanarono: per le loro preghiere, abbi pietà di noi.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Necròsima. Principio ed esistenza divenne per me il tuo comando creatore: volendo infatti formarmi essere vivente di natura visibile e invisibile, dalla terra plasmasti il mio corpo e mi desti un’anima col tuo divino soffio vivificante; perciò, o Salvatore, da’ riposo ai tuoi servi nella regione dei viventi, nelle tende dei giusti.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Divenne dolore per Adamo un tempo il frutto gustato dall’albero nell’Eden, quando il serpente vomitò il suo veleno: perché per lui entrò la morte che divora tutta la stirpe umana; ma il Salvatore con la sua venuta abbatté il drago e ci donò la risurrezione. Perciò a lui gridiamo: Sii indulgente, Salvatore, anche con quanti hai preso con te e da’ loro riposo con i giusti.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per l’intercessione di colei che ti partorì, o Cristo, dei tuoi martiri, dei tuoi apostoli, profeti, gerarchi, monaci e giusti e di tutti i tuoi santi, da’ riposo ai tuoi servi defunti.

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Plagale II – Sabato – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà

Resistenze di atleti nell’arena, tormenti inflitti ai martiri dai tiranni, mentre i cori degli incorporei assistevano, tenendo i premi della vittoria; i sapienti sbalordirono tiranni e re e abbatterono Beliar confessando Cristo: o tu che hai dato loro la forza, Signore, gloria a te.

I santi, sopportata una lotta da atleti e ricevuti da te i premi della vittoria, vanificarono i disegni degli iniqui e ottennero le corone dell’incorruttela; per la loro mediazione, o Dio, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che chiamasti Madre tua la benedetta, sei venuto alla passione di tuo libero volere, facendo luce sulla croce, perché volevi cercare Adamo e dicevi agli angeli: Rallegratevi con me, perché è stata ritrovata la dracma perduta. Tu che tutto disponi con sapienza, o Dio, gloria a te.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos

e i necròsima evloghitària.

La memoria dei tuoi santi, Signore, è divenuta paradiso in Eden: in essa infatti tutto il creato esulta; per le loro suppliche, concedici dunque la pace e la grande misericordia.

Necròsimo. Veramente vanità è il tutto e la vita è ombra e sogno: invano si agita ogni figlio della terra, come dice la Scrittura; quando avremo guadagnato il mondo, allora la nostra dimora sarà la tomba, dove si trovano insieme re e poveri. Da’ dunque riposo ai defunti, o Cristo Dio, nel tuo amore per gli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon. Speranza buona.

Potente protezione e rifugio dei figli della terra, Genitrice di Dio Maria, tu che partoristi nel tempo il Figlio e Verbo di Dio che è oltre il tempo, imploralo come Madre con fervore, con i profeti, i martiri e gli asceti divini, affinché salvi i defunti.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Con discorsi celebro gli operai del Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Il faraone visibile fu sprofondato con l’armata, mentre Israele attraversando il mare gridava: Cantiamo al Signore Dio poiché si è glorificato.

Svergognando con intelletto illuminato i tenebrosi tiranni che bestemmiavano la luce, i martiri, riportando vittoria, sapientemente si trasferirono presso la luce senza sera.

I gerarchi di Cristo, il coro dei beati, dei profeti e la moltitudine di tutti i giusti, irraggiati dalle forme delle virtù, giunsero alle dimore celesti.

Tutta la moltitudine delle donne si avvicinò a Dio, calpestando e uccidendo con virili pene il pessimo ingannatore di Eva e con cantici divini viene beatificata.

Necròsimo. O Cristo, che in principio plasmasti dalla terra l’uomo, ti preghiamo, dà riposo alle anime dei tuoi servi nelle tende dei giusti e in luoghi sereni, come sommamente buono.

Theotokìon. Più sacra dei cherubini e serafini, o pura, ti rivelasti generando il Creatore del creato: supplicalo senza sosta di aver compassione dei tuoi servi che ti glorificano.

Canone dei defunti. Acròstico: Un sesto canto rivolgo ai defunti. Poema di Teofane.

Ode 1. Dopo che Israele.

Nei talami celesti senza sosta i gloriosi martiri ti implorano, o Cristo; degnati di concedere i beni eterni ai fedeli che hai tolto dalla terra.

Ornando l’universo plasmasti me, l’uomo come essere intermedio tra la piccolezza e la grandezza: perciò dà riposo alle anime dei tuoi servi, o Salvatore.

Del paradiso cittadino e giardiniere in principio mi hai stabilito; dopo che trasgredii il tuo comando, mi hai cacciato; dà riposo, dunque, o Salvatore, alle anime dei tuoi servi.

Theotokìon. Colui che dal fianco plasmò un tempo la nostra progenitrice Eva, dal tuo grembo immacolato si riveste di carne e per essa, o pura, ha sciolto il potere della morte.

Ode 3. Irmòs.

Fondando il pensiero della mia anima, stabiliscila sulla pietra della tua fede, Signore, poiché ho te come rifugio e saldezza, o buono.

Soffrendo pene fisiche, gli atleti con gioia hanno scoperto le ricompense che ora mettono fine ai loro dolori e per grazia fanno smettere tutte le nostre pene.

Respingendo con mente risoluta le belve feroci, i divini gerarchi hanno scampato dalla loro malizia i greggi divini di Cristo.

Accettando volentieri il giogo di Cristo, il coro dei beati uccise il pensiero della carne e ottenne la vita eterna.

Necròsimo. Scampa dal fuoco eterno, o Cristo, quanti piamente hanno lasciato questa vita e dà loro remissione delle colpe e il gaudio eterno, o buono.

Theotokìon. Le donne che amarono Cristo, ora con pensiero gioioso danzando attorniano te, che ineffabilmente lo generasti, Sovrana purissima.

Canone dei defunti.

Non c’è santo come te.

Lealmente lottarono i tuoi martiri, o datore di vita e da te furono insigniti della corona di vittoria e intercedono affinché i fedeli trapassati ottengano la redenzione eterna.

Ammaestrasti me sviato prima per mezzo di molti prodigi e segni, infine hai svuotato te stesso e, come compassionevole, mi hai cercato, trovato e salvato.

A quanti a te affidarono la fragilità di questa vita, concedi, Signore, di abitare con gioia nelle dimore eterne, giustificandoli per la fede e per la grazia.

Theotokìon. Nulla è puro come te, purissima Madre di Dio: tu sola infatti dai secoli concepisti in grembo il Dio vero, che scioglie il potere della morte.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, ho compreso le tue opere e mi sono sbalordito; gloria alla tua potenza, Signore.

Vedendo calpestato sotto i loro piedi il superbo, gli atleti ritti in piedi grati glorificavano il Creatore di tutto.

Armati di splendide parole, i gerarchi salvarono gli uomini dalla tenebra dell’errore, guidandoli alla luce della conoscenza.

Apparvero come carboni per la fervente unione col divino e bruciando le passioni, i beati grandemente sono glorificati.

Necròsimo. O Signore, che hai potere sui vivi e sui morti, dà riposo ai defunti con tutti coloro che ti furono graditi, o Sovrano.

Theotokìon. Indossando ineffabilmente da te, purissima, una carne, il Signore gradì l’assemblea delle donne che virilmente lottarono.

Canone dei defunti. Cristo è mia forza.

Mostrando loro i segni d’una più alta Sapienza e della tua bontà generosissima, Signore, hai annoverato i santi martiri tra gli angeli del cielo.

Rendi degno colui che da qui è trapassato, o Cristo, di ottenere la tua gloria ineffabile, là dove è la voce dei festanti e la dimora della gioia pura.

Colui che inneggia il tuo dominio divino e che dalla terra hai preso, accoglilo rendendolo figlio della luce e purificandolo dalla macchia del peccato.

Theotokìon. Ciborio purissimo, tempio incontaminato, arca santissima, luogo verginale della santificazione, il Sovrano ha scelto te, gloria di Giacobbe.

Ode 5. Irmòs.

Tu che invii la luce nel mondo, o Cristo, illumina il mio cuore: dalla notte grido a te e tu salvami.

Indossando la veste tinta dalla grazia dall’alto, spogliaste il nemico, o atleti.

Con i santi profeti onoriamo i gerarchi di senno divino e i beati che furono graditi a Dio.

Dai confini dell’universo, o martiri, lottando gridavate e Cristo udì la vostra voce.

Necròsimo. Degnati, Signore, di collocare nelle tende dei giusti i tuoi servi fedeli, senza tener conto alcuno dei peccati commessi in vita.

Theotokìon. Mostrati nostra liberatrice dal danno del nemico, o Sovrana, supplicando Cristo, l’unico compassionevole.

Canone dei defunti.

Col tuo divino splendore.

Come sacri olocausti e primizie del genere umano i santi martiri furono immolati al Dio che li ha glorificati e sempre ci ottengono la salvezza.

Dell’abitazione celeste e dell’eredità dei tuoi doni rendi degni, o Sovrano, i tuoi servi già addormentati, concedendo la liberazione dalle colpe.

O unico che per natura doni la vita e che realmente sei insondabile oceano di bontà, rendi degni del tuo regno i defunti, tu che solo sei immortale, o compassionevole.

Theotokìon. Colui che è nato da te, o Sovrana, è divenuto forza e inno e salvezza dei perduti, strappando dalle porte degli inferi quanti ti beatificano con fede.

Ode 6. Irmòs.

Inghiottito dal mostro del peccato a te grido, o Cristo: Come il profeta liberami dalla corruzione.

Nelle onde divine del sangue sprofondaste i nemici spirituali, irrigando però i cuori dei fedeli, o atleti.

Crocifiggendovi al mondo con la passione, o santi sapienti con i gerarchi, diveniste degni della divina gloria.

Il coro dei profeti e il consesso delle venerabili donne che splendidamente lottarono, giustamente sono beatificati.

Necròsimo. Dà riposo, o Dio, con i tuoi eletti alle anime di chi già si è addormentato, trascurando le loro colpe.

Theotokìon. Generando nella carne Cristo, uccidi le passioni della mia carne e vivifica la mia anima con la tua mediazione, o Vergine.

Canone dei defunti. Vedendo l’oceano.

Alla croce inchiodato, o buono, a te associasti i cori dei martiri imitatori della tua passione: perciò ti imploriamo, dà riposo a quanti sono a te trapassati.

Quando verrai fra nubi, terribile nella tua tremenda gloria, a giudicare l’universo, compiàciti, o Redentore, d’incontrare nella luce i tuoi servi fedeli, che hai preso dalla terra.

Fonte di vita hai fatto uscire con la tua forza divina, i prigionieri, o Sovrano, tu che prendi i tuoi servi fedeli che con fede in te si rifugiano, falli dimorare nelle delizie del paradiso.

Theotokìon. Alla terra siamo tornati trasgredendo il divino comando di Dio: per te, però, o Vergine, dalla terra al cielo siamo stati innalzati, sconfiggendo la corruzione della morte.

Ode 7. Irmòs.

Tu che ascoltasti l’inno dei tuoi tre santi fanciulli e hai refrigerato la fornace, benedetto sei tu, Signore.

Onoriamo melodiosamente gli atleti di Cristo che hanno spento la fiamma del terribile ateismo con la pioggia del sangue.

I nobili gerarchi, dissolvendo l’inverno delle eresie, si sono trasferiti nella primavera divina.

Con molta pazienza vi arricchiste della grazia dello Spirito, o asceti e annientaste l’arroganza dei malvagi.

Necròsimo. Come filantropo, o compassionevole, rendi degni i trapassati da questa vita di ereditare per fede il porto delle delizie.

Theotokìon. Colui che ti mostrò vergine anche dopo il parto, o pura, ha voluto che fossi accompagnata dai cori delle sante donne.

Canone dei defunti. Rugiada nella fornace.

Liberati per il tuo sangue dal peccato originale i martiri, lavati nel proprio sangue raffigurano sapientemente la tua uccisione: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

L’insuperbita morte uccidesti, o Verbo principio assoluto di vita: accogli anche ora quanti si sono addormentati con fede cantando e dicendo, o Cristo: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

Tu che hai animato me, l’uomo, col soffio divino, tu che sei principio divino assoluto, del tuo regno rendi degni i defunti, o Sovrano, affinché a te Salvatore, cantino: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Più sublime di tutto il creato, o purissima, divenisti concependo il Dio che ha sfondato le porte della morte e ne ha spezzato le sbarre; perciò, o fanciulla, noi fedeli ti inneggiamo come Madre di Dio.

Ode 8. Irmòs.

I tuoi santi fanciulli nella fornace imitarono i cherubini gridando l’inno trisagio: Benedite, inneggiate ed esaltate il Signore.

Attraversando con coraggio la tempesta delle torture, i divini martiri guadagnarono profonda serenità nel regno superno.

Inneggiamo le donne amiche di Dio che servirono il Creatore nell’ascesi e nel martirio, divenendo intercessori presso il Signore e Sovrano di tutti.

Necròsimo. Inneggiamo i giusti da secoli, i divini profeti e gridiamo con compunzione: Per le loro preghiere, o Verbo, dà riposo a quanti trapassarono con fede.

Theotokìon. Il coro delle donne ti predilige; dietro di te fu condotto al Sovrano di tutti proclamandoti beata a una voce, o Vergine illibata, che stai presso Dio.

Canone dei defunti. Dalla fiamma.

Avendo fermamente lottato, foste insigniti della corona della vittoria, o martiri di Cristo, gridando, o atleti: Ti inneggiamo, o Cristo, nei secoli.

Ai fedeli che santamente lasciarono questa vita e presso di te, Sovrano, si trasferirono, degnati benevolmente di dar riposo, tu che sei compassionevole, mentre a te inneggiano, o Cristo per i secoli.

Compiàciti di accogliere ora, o Salvatore, nella terra dei giusti tutti quelli che si sono già addormentati, giustificando per la fede in te e per la grazia quanti ti inneggiano per tutti i secoli.

Theotokìon. Tutti ti diciamo beata, o beatissima, tu che generasti per noi nella carne il Verbo celeste e beato che noi inneggiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Tu che hai accolto il salve dell’angelo e hai partorito, o Vergine, il tuo Creatore, salva quelli che ti magnificano.

Sacrifici puri offerti al Sovrano, martiri vittoriosi, pregatelo di salvare le nostre anime.

Come pastori, o gerarchi, avete fatto pascolare i fedeli sull’erba verde dell’ortodossia e ora avete preso dimora nell’ovile divino.

Con i santi gerarchi, i profeti e il coro delle donne che hanno lottato, diciamo beati i cori dei monaci.

Necròsimo. Fa’ degni i defunti, o misericordiosissimo, di ottenere l’eterna letizia a cui hanno parte le folle dei santi.

Theotokìon. Tu che partoristi la luce, illumina, o Vergine, l’anima mia, fugando, o pura, la densissima tenebra del peccato.

Canone dei defunti. Impossibile per gli uomini.

La speranza fortificò i martiri e fervidamente li trasportò verso il tuo amore, prefigurando a costoro la futura tua pace realmente immutabile, della quale ti preghiamo di render degni, o buono, i defunti.

Compiàciti, o Cristo, di far trovare ai defunti con fede la tua luce splendida e il riposo nel seno di Abramo, tu che solo sei misericordioso e dona loro di esser degni della beatitudine eterna.

Tu che per essenza sei buono e compassionevole e vuoi misericordia, o abisso di compassione, quanti da questo luogo di cattiveria e dall’ombra della morte, o Salvatore, hai trasferito, collocali là dove risplende la tua luce.

Theotokìon. Tenda santa, arca pura e tavola della legge della grazia ti riconosciamo: per te infatti viene donata remissione a quanti sono stati giustificati dal sangue di colui che ha preso carne dal tuo grembo, o purissima.

Stichirà martyrikà delle lodi. Tono pl. 2.

Signore, nella memoria dei tuoi santi, tutto il creato festeggia, esultano i cieli con gli angeli e la terra si allieta con gli uomini; per le loro suppliche abbi pietà di noi.

Signore, se non avessimo i tuoi santi come intercessori e la tua bontà che ci compatisce, come oseremmo, Salvatore, cantare te, che gli angeli benedicono senza sosta? O conoscitore dei cuori, risparmia le nostre anime.

La memoria dei martiri è esultanza per chi teme il Signore: poiché essi, dopo le lotte per Cristo, ricevettero da lui le corone e ora intercedono con sicurezza per le nostre anime.

Ha reso mirabili il nostro Dio gli eletti e i santi: esultate e rallegratevi, voi tutti suoi servi, perché ha preparato per voi la sua corona e il suo regno; ma, vi preghiamo, non dimenticatevi di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu sei il nostro Dio, che con sapienza crei e colmi l’universo; inviasti i profeti, o Cristo, a profetizzare il tuo avvento e gli apostoli a predicare le tue meraviglie; e gli uni profetizzarono la tua venuta, gli altri, con il battesimo, illuminarono le genti e patendo da martiri raggiunsero ciò che desideravano; il coro degli uni e degli altri con la tua Genitrice ti prega: Dona il riposo, Signore, alle anime che hai preso con te e facci degni del tuo regno, tu che per me, il condannato, ti sei sottoposto alla croce, o mio Redentore e Dio.

Apòsticha delle lodi, necròsima.

Poema di Teofane. Riposta nei cieli.

Tu, la cui compassione per noi è incomprensibile e possiedi la fonte inesauribile della bontà divina, misericordiosissimo, fa’ abitare nella terra dei viventi, nelle tende amabili e desiderabili, quanti trapassarono, a te, Sovrano, donando loro il possesso che rimane in eterno: poiché tu per tutti hai versato il tuo sangue, o Cristo e riscattasti il mondo con un prezzo vivificante.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Volontariamente subisti una morte vivificante, facesti zampillare la vita e donasti ai fedeli il gaudio eterno: ivi colloca quanti si addormentarono nella speranza della risurrezione, perdonando con bontà tutte le loro colpe, perché tu solo sei senza peccato, tu solo buono e amico degli uomini, affinchè tramite tutti si inneggi al tuo nome, o Cristo e i salvati glorifichino la tua economia.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Riconoscendoti, o Cristo, signore dei vivi e sovrano dei morti per potestà tearchica, noi ti imploriamo: Ai tuoi servi fedeli passati a te, solo benefattore, da’ riposo con i tuoi eletti, o amico degli uomini, in luoghi di refrigerio, tra gli splendori dei santi: perché tu ami la misericordia e come Dio salvi quanti a tua immagine plasmasti, o misericordiosissimo.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Ti sei mostrata dimora degna di Dio, o santissima: accogliesti infatti Dio e generasti Cristo, o ignara di nozze, come mortale visibile in due nature, ma in una sola ipòstasi. Implora dunque l’unigenito e primogenito, che ti serbò vergine inviolata anche dopo il parto, di dare riposo nella luce, nella gioia pura e nella beatitudine, alle anime di quanti con fede si addormentarono.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Ricordati di me, o Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami come unico filantropo.

Tu che glorificasti i profeti, i beati e i giusti, per le loro preghiere, Signore filantropo, salvaci.

Non temevate, o atleti, fuoco, spada, tormenti, rendendovi degni della vita senza fine, o gloriosi.

Necròsimo. Con tutti i santi e i giusti colloca, o Verbo, i trapassati con fede dalle cose effimere affinché ti glorifichiamo.

Gloria.

Onnipotente Triade inneggiata nella Monade, colloca nel seno di Abramo quanti con fede hai trasferito dalla terra.

E ora. Theotokìon.

Apparisti beata in tutte le generazioni, poiché concepisti inesplicabilmente il Dio veramente beato, o pura.

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Plagale I – Sabato – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Venerdì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Risparmia il tuo servo, o Cristo, quando la mia ani- ma, al tuo comando, si separerà dal corpo, tu che unisti polvere e spirito con cenno divino; liberami dal malefico assalto dei nemici invisibili, che senza pietà mi tendono agguati per farmi a pezzi e divorarmi e rendimi degno di giungere al luogo del refrigerio, da cui sono fuggiti dolore e lamento, là dove è il torrente di delizia, voce di gente in festa ed esultanza.

Temendo l’ora della fine e il tremendo insorgere dei demòni, nella mia miseria, a te grido dal profondo della mia anima in pena: Spezza col tuo potere i loro lacci e inciampi, o Sovrano Signore e non permettere che di me tuo servo faccia scempio la loro stoltezza; guarda al mio abbattimento, volgiti alla mia tribolazione e libera dai dolori la mia anima infelice, o Dio pietosissimo, tu che doni al mondo la grande misericordia.

Come la cananea, Salvatore, anch’io a te grido: Cura la mia anima e scampami dalla minaccia dei demòni e dall’assalto dei nemici, che oltre natura mi disturbano e sempre rovinano la tua immagine in me, Signore e portano il giudizio del pensiero verso pensieri vani e falsi; cancellali dal mio cuore, ti supplico e radica in esso il tuo purissimo timore e dammi di terminare la mia vita in pace e umiltà d’anima.

Altri martyrikà. Autòmela.

Imbracciando lo scudo della fede ed ergendosi col segno della croce, con coraggio i tuoi santi si consegnarono ai tormenti, Signore e annientarono l’inganno e la sfrontatezza del diavolo. Per le loro suppliche, come Dio onnipotente, manda sul mondo la pace e sulle nostre anime la grande misericordia.

Pregate per noi, santi martiri affinché siamo liberati dalle nostre iniquità; a voi infatti è data grazia di pregare per noi.

Con disposizione d’animo irremovibile, non rinnegando Cristo, santi martiri, sopportando svariati supplizi, vinceste l’arroganza dei tiranni, custodendo retta e intatta la fede, foste trasferiti ai cieli; perciò ottenendo anche confidenza con lui, chiedete che ci sia donata la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nel Mar Rosso fu tracciata un tempo l’immagine della sposa ignara di nozze. Là, Mosè che divide le acque, qui Gabriele, ministro del prodigio: allora Israele attraversò l’abisso a piedi asciutti, ora la Vergine genera Cristo senza seme; il mare, dopo il passaggio d’Israele, rimase senza strada, l’irreprensibile, dopo il concepimento dell’Emmanuele, rimase incorrotta. O Dio che sei, preesistevi e sei apparso come uomo, abbi pietà di noi.

Apòstica martyrikà.

Disprezzando ogni cosa terrena e affrontando con coraggio i tormenti, non mancaste le beate speranze, ma diveniste eredi del regno dei cieli, o martiri illustri; poiché dunque avete confidenza col Dio amico degli uomini, chiedete per il mondo la pace e per le nostre anime la grande misericordia.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Mi sono ricordato del profeta che esclama: Io sono terra e cenere; ho poi considerato ciò che è nei sepolcri, ho visto le ossa nude e ho detto: Chi è dunque? Re o soldato? Ricco o povero? Giusto o peccatore? Ma tu, Signore, da’ riposo ai tuoi servi con i giusti.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Mi hai plasmato, Signore e su me hai posto la tua mano e mi hai comandato: Alla terra tornerai. Guidami sulla tua retta via, rimetti le mie colpe e perdonami, ti prego, come filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

T’imploriamo come Madre di Dio: Prega affinché siamo salvati.

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Plagale I – Sabato – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata catanittici. Tono pl. 1.

Signore, i tuoi vittoriosi, agognando il calice della tua passione, abbandonarono le delizie della vita e divennero consorti degli angeli: per le loro suppliche, concedi alle nostre anime il perdono dei peccati e la grande misericordia.

Cantiamo, fedeli.

Grandemente stupirono le schiere dei cieli per le belle imprese dei santi martiri, poiché in un corpo mortale invisibilmente vinsero il nemico incorporeo, felicemente lottando per la potenza della croce e pregano il Signore di aver pietà delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, invalicabile porta del Signore, salve, muro e protezione di quanti a te accorrono, salve, porto senza tempeste e ignara di nozze: tu che partoristi nella carne il tuo Creatore e Dio, non cessare di pregare per quanti celebrano e adorano tuo Figlio.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos.

Martyrikòn. Tu che ci desti i prodigi dei tuoi santi martiri come inespugnabile baluardo, per le loro suppliche, Cristo Dio, disperdi i consigli delle genti e rafforza gli scettri del regno, come unico buono e filantropo.

Necròsimo. Da’ riposo ai tuoi servi con i giusti, o nostro Salvatore e falli dimorare nei tuoi atri, com’è scritto, senza tener conto, come buono, delle loro colpe volontarie e involontarie, o amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Vergine Theotòkos, Madre senza nozze, che concepisti e generasti il Salvatore del mondo in due perfette nature, supplicalo, con i sacri profeti, i martiri e i beati per la pace del mondo e la salvezza delle nostre anime.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Ai tuoi servi, Cristo, offro inni. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.

La terra su cui non splendeva il sole, l’abisso che mai vide nudo la volta celeste Israele attraversò, Signore e tu lo guidasti al monte della tua santificazione cantando e salmeggiando un canto di vittoria.

Consegnando i vostri corpi a giudici spietati, valorosi martiri, patiste torture insopportabili prima di conseguire le ricompense dall’alto e Cristo vi portò alle dimore eterne al suono di inni di gioia.

I santi, i giusti e i gloriosi gerarchi, adempiendo i divini precetti, guidarono i loro greggi alle acque della conoscenza e ora giustamente gustano le delizie dell’aldilà, facendo sgorgare di continuo torrenti di guarigioni.

Guidami al porto della vita, Signore, per le preghiere dei gloriosi profeti, dei gerarchi e delle sante donne, che splendidamente lottarono e con cuore virile umiliarono il nemico, cantando e salmeggiando un canto di vittoria.

Necròsimo. Ti preghiamo, o Dio che facilmente ti plachi, dà riposo nel seno di Abramo ai tuoi servi che con fede, o Cristo, hai trasferito da questa vita di affanno e falli degni della luce eterna, perdonando tutte le loro colpe come buono.

Theotokìon. Salve gridiamo a te, che concepisti la grazia, o lodatissima; illumina i nostri spiriti e le anime e guida tutti sui sentieri della conoscenza e chiedi a Dio, tuo Figlio, di donarci la remissione delle colpe, Sovrana pura.

Canone dei defunti. Acròstico: Il quinto canone di Teofane per i defunti.

Al Dio salvatore.

Per amore di Dio gli atleti di Cristo calpestarono l’arroganza dei tiranni e ora compassionevoli chiedono per i fedeli defunti remissione e risurrezione.

Nelle tende dei santi, nei tuoi atri fa dimorare i defunti, o Cristo Sovrano, avendo effuso per loro il tuo sangue preziosissimo.

Tu che porti tutto del Genitore, esatta immagine della sapienza di Dio, abbi pietà di quanti hai preso e dà loro riposo e beatitudine eterna.

Theotokìon. Apparisti, purissima, dimora luminosa, arca aurea, accogliendo Dio Verbo incarnato che per noi sciolse il potere della morte.

Ode 3. Irmòs.

Signore, rafforza il mio cuore sconvolto dalle onde della vita, guidandolo come Dio al porto sereno.

Come illustri opliti, o martiri, rinvigoriti dalla speranza delle delizie, non tenevate conto del corpo mentre vi frustavano.

Avete dato lustro alla veste sacerdotale con lo splendore delle lotte, pascendo il gregge di Cristo ai pascoli di vita.

Mortificando la carne con la continenza, i santi parteciparono alla vita divina; per le loro suppliche, o Cristo, scampaci dai pericoli.

Necròsimo. Concedi ai trapassati il riposo nell’aldilà, ignorando come Dio le colpe commesse in vita.

Theotokìon. Come ti vede, o benedetta Madre e Vergine, una moltitudine di donne lottò con coraggio e si offrì a tuo Figlio.

Canone dei defunti. Rafforzaci, o Dio.

Virilimente gli atleti affrontarono gli assalti dei tiranni lottando e ora pregano per i defunti, o Cristo.

O sommo bene, dà riposo ai defunti che hanno osservato le tue leggi, accogliendoli nelle tue luminose dimore.

O unico Dio misericordioso, rendi degni della luce dei santi quanti hai preso, condonando le loro colpe.

Theotokìon. Inneggiamo, o pura, il tuo parto, per cui siamo stati scampati dalla primitiva condanna e maledizione e ci ha liberati dalla morte.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito la tua voce, Signore e ho avuto timore; ho inteso la tua economia e ti ho glorificato, o unico filantropo.

Con il tuo potere, Signore, gli atleti calpestarono il potere del nemico e diventarono forza e grande sostegno per i fedeli.

Tutti santi esultano e i divini sacerdoti si vestono di giustizia come di un manto.

Lodiamo tutti i divini profeti teologi e onoriamo il coro delle donne che terminarono bene la corsa.

Necròsimo. Guidando al porto del tuo regno quanti hai tolto dal turbamento e dalla bufera di questa vita, da’ loro riposo.

Theotokìon. Il senza tempo entrò nel tempo da te, Vergine: supplicalo di sciogliere i peccati cronici della mia anima.

Canone dei defunti. Ho udito la tua voce.

Confessandoti piamente coeterno al Padre, o Cristo, i martiri furono uccisi gridando te: salva i tuoi servi, che hai preso a te.

O Cristo, che da morto eri libero fra i morti, dando vita eterna ai morti, dà ora riposo ai tuoi servi defunti.

O Cristo, tu che venisti a salvare chi si era smarrito, rendi i defunti degni di dimorare nel paradiso, guidandoli con la fede e la grazia.

Theotokìon. Il potere dell’Eccelso ti adombrò, o Vergine e ti rese paradiso della vita, avendo in mezzo come albero il Signore mediatore.

Ode 5. Irmòs.

Accogli e abbi pietà della mia povera anima che sta lottando con la notte della tenebra, o celeste Sole e fa’ risplendere in me i raggi luminosi del giorno che separino la notte dalla luce.

Dalle ossa dei martiri sgorgano guarigioni ai malati: non spezzate dalla malvagità, infatti, come polvere hanno disperso le ossa del paganesimo e raddrizzano la nostra natura.

Osservando le tue leggi, o compassionevole, i gerarchi guidarono le genti alla vita atemporale e i santi annientarono la tirannia delle passioni con intelletto perfetto.

Siano onorati i profeti e con loro tutti i giusti nella fede e siano lodate le divine donne che vissero piamente e rifulsero con supplizi sulla terra come serve di Cristo.

Necròsimo. Fa’ dimorare nei palazzi celesti i tuoi fedeli servi che hai preso dalla terra, senza far conto, per la ricchezza della tua bontà, delle loro colpe, tu che ti incarnasti per noi uomini.

Theotokìon. Lodiamo te, Vergine, da cui Dio si mostrò sulla terra fatto uomo e acclamiamo: Salve, campo fertile che generasti la mistica spiga che nutre ogni spirito.

Canone dei defunti. Dalla tenebra gridiamo.

Accogliendo, Signore, le preghiere dei martiri, annovera le anime defunte con i tuoi eletti.

Dicesti un tempo che non vedrà la morte chi crede in te: da’ dunque riposo ai defunti.

Signore, rendi i tuoi servi degni di conseguire la bellezza della tua casa e la dolcezza della tua comunione.

Theotokìon. Incarnandosi dalla Vergine, il Verbo coeterno al Padre annientò la morte con la morte.

Ode 6. Irmòs.

Come strappasti il profeta dal ventre del pesce del mare, o Signore, strappa anche me dall’abisso delle empie passioni, ti supplico, affinché possa guardare verso il tuo tempio santo.

Dando i loro corpi ai flagelli nelle mani dei tiranni, i martiri esultavano nell’anima, poiché vedevano realmente la divina delizia eterna e le divine ricompense.

O Cristo, tu sei la gloria dei sapienti gerarchi e dei santi; per le loro preghiere abbi pietà, come filantropo, del tuo popolo che riscattasti con il tuo sangue.

Con l’intelletto illuminato da te, Signore, i profeti rivelavano chiaramente da lontano ciò che avverrà e con il tuo potere le donne vinsero il dominio del nemico tramite continenza e passione.

Necròsimo. Signore, da’ riposo ai tuoi fedeli servi trasferiti di tra noi con i cori dei tuoi eletti, o Buono, senza far conto, per la tua bontà, di tutte le loro colpe.

Theotokìon. Signore, tu che al principio creasti Eva, entrando nel seno della Vergine vestito da servo, operasti il mio rinnovamento, o Sovrano di tutti.

Canone dei defunti.

L’abisso mi avvolse.

Imitando le potenze superne, gli eserciti dei tuoi martiri, o Cristo, ti supplicano di donare ai defunti la tua dolcezza, o Amico degli uomini.

Fa’ dimorare i tuoi servi che hai preso nei luoghi sereni, nei luoghi dello splendore dei santi, nei luoghi di riposo, come filantropo.

Purifica i tuoi servi e dona loro remissione delle colpe, ti supplichiamo e rendili degni della vita immortale e dell’eredità lieta.

Theotokìon. Chi può raccontare il prodigio del tuo concepimento senza seme, o purissima incontaminata? Poiché generasti Dio venuto a noi per misericordia.

Ode 7. Irmòs.

La preghiera dei fanciulli si rivelò in grado di estinguere il fuoco e annunziare il prodigio, rinfrescando la fornace, senza infiammare o bruciare quanti inneggiavano al Dio dei nostri padri.

Arsi dalla fiamma dei tremendi supplizi, manifestavate, o martiri, ancor più ardentemente amore per il Dio che vi rinfrescava con un pensiero pio.

Adorni della sapienza dello Spirito, o sapienti, guidavate i fedeli, servendo santamente il Vangelo della grazia, perciò vi lodiamo come ministri di Dio.

Mortificando la carne con molte pene, o santi, diventaste degni della vita futura, perciò supplicate affinché la otteniamo anche noi, sempre uccisi dagli impulsi delle passioni.

Lodiamo con fede voi, beatissimi cori dei profeti di Dio e cori delle donne che bene faticaste e abbatteste il nemico con la continenza e la passione.

Necròsimo. O Verbo, vita di tutti e annoverato fra i morti, guida al tuo porto divino quanti ora hanno lasciato il turbamento della vita, senza far conto dei loro peccati, o Buono.

Theotokìon. Quanti con fede ortodossa ti veneriamo, o Madre di Dio, siamo liberati con la tua intercessione, o Sovrana, dal fuoco e dalla tenebra eterna e dai nemici invisibili che ci fanno guerra.

Canone dei defunti. Tu, che nella fornace.

Salvatore, per le preghiere dei tuoi atleti rendi i defunti degni di riempirsi con la tua luce inaccessibile.

Accogli nella Chiesa dei primogeniti, o compassionevole Cristo, quanti morirono in fede ortodossa.

Adornandoli con la veste dell’incorruttela, da’ riposo ai tuoi servi che si sono trasferiti a te, Salvatore.

Theotokìon. Interrompesti la tendenza alla morte, o Purissima, concependo senza seme la vita consustanziale, o purissima.

Ode 8. Irmòs.

O schiera degli angeli, consesso degli uomini, il Re e Creatore di tutto, sacerdoti inneggiate, leviti, benedite, popolo, esaltate per tutti i secoli.

Nuotando nell’oceano dei supplizi, o atleti, con la guida del Verbo annegaste nelle onde del sangue tutte le falangi del maligno e ora vivete in eterno.

Divenuti sapienti, con fede, o sacerdoti, guidavate il gregge a voi affidato all’acqua dell’ortodossia e realmente vi allietaste della dolcezza del torrente di delizia nei secoli.

Vi mostraste astri dei fedeli, o santi, poiché compieste opere della luce e vi trasferiste alla divina luce; supplicate Cristo di liberarci dalla tenebra.

Salve, coro delle donne che compieste la lotta con ogni sorta di supplizi! Esulta anche tu, coro dei profeti e dei giusti graditi a Cristo nei secoli.

Necròsimo. Da’ ai tuoi servi defunti di superare incolumi la spada sguainata, facendoli dimorare nel paradiso, come compassionevole.

Theotokìon. Lodiamo la Vergine Maria piena di grazia come la porta che conduce al divino ingresso, come accessibile scala di Dio, come guida sicura di chi si salva.

Canone dei defunti. Il nato dal Padre.

Lodiamo e sovresaltiamo te, che accogliesti le lotte degli ieromartiri e per loro da’ riposo anche a chi con fede si è addormentato, o Salvatore.

Illumina con il fulgore della tua gloria sovramondana, come compassionevole, i defunti che ti inneggiano, o Salvatore e ti sovresaltano nei secoli.

Fa’ dimorare con i cori dei santi e annovera con Lazzaro nel seno di Abramo quanti hai trasferito e ti inneggiano, o Salvatore e ti sovresaltano nei secoli

Theotokìon. Madre Vergine adorna di bellezza e purezza, diventasti dimora benevola dello splendore, perciò ti inneggiamo e sovresaltiamo nei secoli.

Ode 9. Irmòs.

Poiché il potente ha fatto in te cose grandi, rivelandoti Vergine pura dopo il parto, perché tu sei colei che senza seme partorì il suo Creatore, perciò, Madre di Dio, ti magnifichiamo.

I pastori sacerdoti, il coro dei santi profeti, la folla senza numero dei giusti, l’assemblea dei martiri, con sacre melodie siano proclamati beati, essi che intercedono per la salvezza delle nostre anime.

Per la prodigiosa ascesi la sapiente folla dei santi ora è resa mirabile con la rivelazione di molti prodigi; per le loro suppliche, o mirabile Signore, rendi mirabili in tutti le tue misericordie.

Con gli ieromartiri, con fede sia proclamata beata la folla senza numero delle donne che terminarono bene la corsa, lottando e praticando ascesi con amore: poiché essa si trova unita ai cori degli angeli.

Necròsimo. La folla di tutti i santi ti implora, Verbo: Da’ riposo alla moltitudine di quanti nella fede furono tolti dalla terra, senza far conto, per la moltitudine delle tue misericordie, dei peccati che commisero in vita.

Theotokìon. Avendo follemente commesso molti peccati, aspetto l’inferno, o Vergine: da esso libera me, che con cuore che non dubita accorro alla tua divina protezione, unica difesa dei fedeli.

Dei defunti. Te noi fedeli.

I martiri che ricevettero i premi delle sacre lotte ti supplicano ora, o Salvatore, perché sia donato il sollievo a quanti se ne andarono nella fede.

Subisti la morte, o solo immortale, che nella tua tenera compassione concedi ai morti la risurrezione e lo splendore dell’immortalità.

Rialzasti noi, caduti nella morte e ci insegnasti a sperare la vita eterna: concedi dunque ai tuoi servi di ottenerla, o Salvatore.

Theotokìon. Passarono con il tuo parto le ombre della Legge; la verità è rifulsa, la grazia donata, Madre di Dio: perciò ti magnifichiamo.

Apòstica delle lodi, martyrikà.

I santi martiri sulla terra lottarono, esposti all’aria resistettero, al fuoco furono consegnati, li accolse l’acqua; per loro è la parola che dice: Siamo passati per il fuoco e l’acqua, poi ci hai tratti fuori al refrigerio; per le loro preghiere, o Dio, abbi pietà di noi.

I tuoi vittoriosi, Signore, imitando le gerarchie angeliche, resistettero ai tormenti come incorporei, avendo come incrollabile speranza il godimento dei beni promessi; per le loro preghiere, Cristo nostro Dio, dona al tuo mondo la pace e alle nostre anime, la grande misericordia.

Tra i tormenti, i santi esclamavano esultanti: Di questo facciamo commercio col Sovrano, perché in cambio delle lividure che si gonfiano sul nostro corpo, nella risurrezione apparirà su di noi una veste luminosa; al posto del disonore le corone; al posto di prigioni il paradiso; e al posto della condanna con i malfattori la vita con gli angeli. Perciò, per le loro preghiere, Signore, salva le nostre anime.

Necròsimo. Nulla di piacevole c’è nella vita che non passi: non la ricchezza, non il potere, non il fiore della giovinezza, perché tutto la morte ugualmente distrugge: ma a questo succede ciò che non vien scosso; si semina infatti nella corruzione e nell’incorruttela risorge; si semina nel disonore e risorge nella gloria. Tu dunque, o Cristo, ai tuoi servi che con te hai preso, da’ riposo con i giusti, come filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nella tua tenera compassione ci rifugiamo, Madre di Dio: nell’angustia non disprezzare le nostre suppliche, ma liberaci dai pericoli, sola pura, sola benedetta.

Quando c’è l’alliluia cantiamo i martyrikà sopra riportati alle lodi e agli apòsticha i seguenti prosòmia.

Salve, tu che veramente.

Colloca nello splendore del tuo volto, Cristo, come misericordioso, i trapassati, accogliendoli in luogo verdeggiante, presso le acque del tuo puro e divino godimento, nel seno desiderato del progenitore Abramo, là dove appare chiara la tua luce e si riversano le fonti della delizia; là dove, intorno alla tua bontà, si aggirano danzando in limpida esultanza le folle di tutti i giusti: annoverando tra di essi i tuoi servi, concedi la grande misericordia.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te

Consenti che con voce armoniosissima cantino e glorifichino il tuo potere, o misericordioso, i trapassati a te dalle realtà temporali, o Sovrano di tutti e filantropo, dando loro di rifulgere per lo splendore della tua bellezza e godere e deliziarsi in purezza della dolce e soave comunione con te, là dove intorno al tuo trono danzano in coro gli angeli e nel gaudio ti assistono le folle dei santi: con loro concedi ai tuoi servi il riposo e la grande misericordia.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Dove sono il coro dei profeti, le schiere degli apostoli e dei martiri e tutti quelli che dai tempi antichi furono giustificati dalla tua passione salvifica e dal sangue con cui riscattasti l’uomo prigioniero, là dona il riposo, come filantropo, agli addormentati nella fede, condonando tutti i loro peccati: perché tu solo sei vissuto sulla terra senza peccato, tu solo sei santo, tu solo sei libero tra i morti; concedi dunque ai tuoi servi il riposo e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Asserviti alla legge del peccato, tu ci liberasti, Sovrana, concependo in seno Cristo, Legislatore e Re, o sola Vergine Madre; per lui siamo giustificati gratuitamente e per grazia: imploralo dunque di scrivere nel libro dei viventi quanti ti riconoscono Madre di Dio, affinchè salvati per la tua mediazione, o purissima, otteniamo la desiderata redenzione di tuo Figlio e inneggiamo a lui, che dona al mondo la grande misericordia.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Il ladro, credendo sulla croce alla tua Divinità, o Cristo, ti confessò senza dubbio, con tutto il cuore gridando: Ricordati di me, o Dio, nel tuo regno.

Morendo, o martiri, annientaste il nemico principe della malvagità e ascendeste incoronati alle altezze e state davanti a Dio, Re di tutti.

Illuminati dalla luce del sacerdozio, i gerarchi furono glorificati e la folla dei santi conseguì la vita eterna, perciò li diciamo beati.

Necròsimo. Sovrano Salvatore, fa’ dimorare con i cori degli eletti in luogo di riposo quanti hai trasferito, senza far conto, o Verbo, dei peccati commessi in vita.

Gloria.

O Trinità, per le lotte dei gerarchi e dei gloriosi martiri sii compassionevole e a quanti con fede si sono addormentati, dona la salvezza dell’anima e grande misericordia.

E ora. Theotokìon.

Contenesti l’Incontenibile, o piena di grazia divina e lo generasti ineffabilmente; supplicalo di essere propizio verso tutti noi.

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Modo IV – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono 4 Venerdì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 4. Vorrei cancellare con le lacrime.

Spezza, Signore, le mortifere passioni del mio cuore: poiché se tu distruggi la casa della carne e costruisci la casa dello spirito, invano sta a vegliare colui che fa guerra all’anima mia: prima che mi perda del tutto, salvami, Signore.

Mi hai dato il nemico come un dono e come un flagello che mi corregge per il mio bene, o compassionevole: perché il male che mi viene da lui coopera con me per il bene, pur non venendo da intenzione buona; eppure io non mi rifugio in te con una preghiera grata: prima che mi perda del tutto, salvami, Signore.

Subisti per me, Signore, le pene e la morte per liberarmi dalle passioni e dalla corruzione mortifera e riportarmi all’impassibilità, o fonte della vita: rialzami dalla tomba in cui il peccato mi ha seppellito e salvami, Salvatore, prima che mi perda del tutto.

Stichirà della Theotòkos.

Sovrana, Sovrana, liberami da desideri turpi e impure, poiché sporcano tutti i sensi della mia anima e del corpo; perciò ti supplico, o pure, gridando nella penitenza: O Sovrana, prima che mi perda del tutto, salvami.

Ahimè, che ne sarà di me, che farò, schiavo come sono delle passioni dalla giovinezza? Dunque dovrò riuscire a mostrare anche nella vecchiaia frutti di penitenza a Cristo? La sola abitudine infatti prima ancora dell’ingannatore mi inganna. O Sovrana, prima che mi perda del tutto, salvami.

Dammi lacrime, Madre di Dio e rendi contrito il mio cuore e concedi confessione delle mie colpe in vita affinché con il tuo aiuto trascorra in penitenza il tempo della mia vita e trovi indulgenza.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Davide profeta, per te progenitore di Dio, di te già melodiosamente cantò a colui che fece in te cose grandi: Sta la Regina alla tua destra; poiché ti rese Madre che dà la vita Cristo Dio, cui appartiene la grande e copiosa misericordiosa, che da te, senza padre, si compiacque incarnarsi per riplasmare la propria immagine corrotta dalle passioni e condurre al Padre, prendendola sulle spalle, la pecora smarrita ritrovata tra i monti, per unirla di suo volere alle schiere celesti e salvare il mondo, o Theotòkos.

Apòsticha martyrikà.

Tu che accettasti la pazienza dei santi martiri, accetta anche da noi il canto degli inni, o filantropo, donandoci per le loro preghiere la grande misericordia.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

Poiché avete famigliarità col Salvatore, o santi, pregate senza sosta per noi peccatori, chiedendo la remissione delle colpe e per le nostre anime la grande misericordia.

Stico. Per i santi che sono sulla sua terra, il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.

Sacrifici viventi, olocausti razionali, martiri del Signore, perfette vittime di Dio, pecore che conoscono Dio e sono da Dio conosciute, il cui ovile è inaccessibile ai lupi, pregate per noi, affinché siamo condotti con voi al pascolo presso l’acqua del riposo.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, Signore, dimoreranno nei tuoi atri.

Necròsimo. Con gli spiriti dei giusti resi perfetti, dà riposo, o Salvatore, alle anime dei tuoi servi, introducendoli nella vita beata che viene da te, o filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Avendo te, Madre di Dio, come speranza e protezione, non ci lasciamo atterrire dalle insidie dei nemici, perché tu salvi le nostre anime.

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Modo IV – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata martyrikà.

Tono 4. Presto intervieni.

Armàti della croce, i tuoi vittoriosi vinsero le macchinazioni del nemico origine del male, o Cristo nostro Dio; rifulsero come astri, guidando i mortali e concedono guarigioni a quanti chiedono con fede; per le loro preghiere, o Cristo, salva le nostre anime.

Rivestita come di porpora e bisso del sangue dei tuoi martiri nel mondo intero, la tua Chiesa tramite loro a te grida, o Cristo Dio: Fa’ scendere sul tuo popolo le tue compassioni, concedi agli abitanti della tua città la pace e dona alle nostre anime la grande misericordia.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio: partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demoni; per le loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi volontariamente accettò la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, salvò dalla morte le nostre anime.

Dopo l’àmomos: Kàthisma martyrikòn.

Oggi gli eserciti degli angeli sono qui convenuti nella memoria dei vittoriosi, per illuminare le menti dei fedeli e rischiarare tutta la terra con la grazia: supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Altri necròsima. Presto intervieni.

E dona, Signore, il riposo alle anime che dalle realtà temporali hai trasferito a te, perché tu sei l’onnipotente e il solo immortale: perdona, condona, o compassionevole, il male da loro commesso; abbi misericordia, o misericordioso, delle opere delle tue mani, per intercessione della Madre di Dio, o solo filantropo.

Attraversato il breve tempo della vita, quanti vissero con fede sono passati a te, Signore misericordioso: collocali nel luogo del riposo, ponili alla tua destra nel giorno del giudizio, senza guardare ai loro peccati.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Fosti consacrata propiziatorio dei fedeli, comune rifugio e fervida mediazione, pura Vergine, sposa di Dio; anche per quanti nella fede transitarono a Dio, mostrati dunque ora mediatrice e porta di salvezza, introducendoli agli ampi spazi del paradiso.

Canone a tutti i santi. Acròstico: Radiosamente celebro i buoni amici di Dio. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Tu che, generato dalla Vergine, sommergesti gli ufficiali superiori, ti supplico, sommergi la trirema dell’anima nell’abisso dell’impassibilità, affinché nella mortificazione del corpo col timpano a te canti un inno di vittoria.

Risplende sempre la santa Chiesa per le splendide lotte dei fulgidi atleti del Signore e con gioia glorifica Cristo, vero sole sorto dalla Vergine per dileguare le tenebre dell’errore.

Cantiamo con fede i gerarchi di Cristo, che bene guidarono il popolo affidato e celebriamo pubblicamente tutti quelli che santamente vissero e mortificarono nello spirito i piaceri del corpo.

Forza da Dio fu data alle donne, che per grazia calpestarono con ascesi e strenua lotta il nemico. Per le preghiere loro, dei profeti e dei tuoi santi, Signore, fa’ scendere su tutti le tue misericordie.

Necròsimo. Giustifica, o Cristo, i tuoi servi, che nella tua giusta provvidenza trasferisti dalla condizione mortale all’immortalità, comunica loro la gioia degli eletti, dimenticando le loro colpe.

Theotokìon. Per riscattarci dall’antica maledizione il Figlio di Dio volle farsi tuo figlio: divenuti per lui figli adottivi, benediciamo il Padre celeste a te cantiamo.

Canone per i defunti. Acròstico: Quarto canone in memoria della morte.

Ode 1. Quando l’antico Israele.

Tenendo la destra dei tuoi servi, guidali per mano alla vita eterna, o Cristo, nella visione della tua bellezza, supplicato dai vittoriosi martiri della verità.

Ai fedeli trapassati, Signore, dà in eredità la gloria e gioia ineffabile presso di te e nonostante le loro colpe, giustificali per grazia con l’effusione del tuo sangue.

Uccidesti l’assassino con la tua vivifica morte e vivificasti i morti, Cristo Dio, fonte di vita; ai fedeli defunti concedi dunque il riposo.

Theotokìon. Bello per sublimi splendori come Figlio di Dio, incarnato da te, Vergine e sospeso al legno, ebbe una morte senza bellezza, immolandosi per tutti.

Ode 3. Irmòs.

L’arco dei forti si è indebolito e i deboli si sono cinti di forza, per questo il mio cuore si è rinsaldato nel Signore.

Come agnelli i vittoriosi martiri immolandosi e sacrificandosi, si offrirono al Verbo e Agnello di Dio, immolato per la redenzione di tutti.

Servendo la bocca di Dio, i divini iniziati resero degni gli indegni illuminandoli con sacre dottrine.

La folla dei beati, con la divina continenza, trovò la dolce grazia, deliziandosi di contemplazioni e divine elevazioni.

Necrosimo. Per le preghiere dei tuoi santi, dà riposo a tutti i fedeli defunti, senza considerare i peccati commessi in vita.

Theotokìon. Celebriamo Dio, che volle nascere da una Vergine e riunì ai cori degli angeli i cori delle vergini.

Canone dei defunti. Non è la scienza.

Avendo sconfitto l’errore degli idoli, i martiri ora supplicano il Signore e Dio di donare ai trapassati divino riposo.

Concedi, Sovrano, ai tuoi fedeli defunti di superare la spada fiammeggiante e di comunicare all’albero della vita.

Nelle dimore della delizia, fra canti festivi dal suono puro, colloca i tuoi servi, donando loro la remissione delle colpe.

Theotokìon. Accordasti la verginità al tuo divino parto, o purissima: inesplicabilmente, infatti, generasti il Creatore di tutto, dal cui volere tutto dipende.

Ode 4. Irmòs.

Colui che siede nella gloria sul trono della divinità, Gesù, Dio trascendente ogni pensiero è venuto su nube leggera, con la sua forza immacolata e ha salvato quanti acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Il sacratissimo consesso dei martiri si è glorificato santamente glorificando con inni adatti il Signore, glorificato dagli angeli e prega perché siamo liberati da ogni tribolazione.

Avendo intelletto immateriale, rischiarato da illuminazione, dileguaste la notte dell’ateismo, o divini gerarchi e con guida retta guidaste alla luce il gregge divinamente eletto di Cristo.

Rifulge la schiera innumerevole dei beati ed è magnificata la folla delle donne divine; viene onorata la turba dei profeti, gioendo con le folle degli angeli.

Necrosimo. Divenuti concittadini degli angeli, o martiri, per tutti i defunti chiedete riposo e dimora nel paradiso di Dio e liberazione da qualsiasi colpa.

Theotokìon. Colui che ti serbò vergine dopo il casto concepimento, glorificò tutte le vergini che ti circondano; con loro supplicalo senza sosta di salvare da ogni tribolazione e tentazione le nostre anime.

Canone dei defunti. Vedendo te.

Come stelle i martiri illuminano splendidamente la volta celeste e chiedono a Cristo Salvatore di donare il perdono ai defunti.

Avendo come scettro di potenza la tua croce, i tuoi fedeli servi oltrepassarono l’oceano della vita e tu, Signore, collocali sul monte della santità.

Nelle dimore realmente dilette, fa’ dimorare fra le anime dei giusti i tuoi servi, che hai scelto e preso con te, Signore misericordioso.

Theotokìon. Colui che ha potere su morti e vivi, incarnato come uomo da te, Vergine, subì morte nella carne sciogliendo come immortale la forza della morte.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Crocifissi e stesi su ruote, con le membra amputate, gli strenui atleti si rivelarono inseparabili da Dio.

Divenuti luminari dei fedeli, o gerarchi, guidaste al pastore e Agnello quanti santamente vi furono affidati da pascolare.

Separandosi dai rumori mondani, i beati pacificarono il cuore dalle passioni e divennero figli del Dio di tutti.

Necrosimo. L’assemblea dei divini profeti e delle donne, che servirono il Signore, chiede il riposo per i defunti.

Theotokìon. Dimorando in te, purissima Vergine, il Signore rese gli uomini famigliari della sua divina gloria.

Canone per i defunti. Stesso irmòs.

Tu, Signore della gloria, glorificasti i martiri con il tuo potere e per loro dà riposo ai trapassati a te, o compassionevole.

Concedi ai defunti, o misericordiosissimo, vita eterna, diletta beatitudine, letizia assoluta.

O unico buono e fonte di bontà, dà riposo a quanti con fede e conoscendoti, terminarono la vita.

Theotokìon. Inneggiamo a te, per cui sorse a quanti erano nelle tenebre il bene supremo e ineffabile, o Genitrice di Dio e con affetto ti diciamo beata.

Ode 6. Irmòs.

Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso il diluvio di molti peccati, ma tu, come Dio, trai dalla corruzione la mia vita, misericordiosissimo.

Come preziosissime pietre scagliate sulla terra, o santi martiri, avete fatto crollare le mura dell’iniquità, divenendo templi di Dio.

Dalla forte mano del tiranno salvaste molti servi, o padri e gerarchi venerabili, pascolando il gregge di Cristo; perciò vi diciamo beati.

Confermando le profezie, davvero molte donne con ascesi e lotta si sottomisero al Dio Verbo, nato a sua volta da una Vergine.

Necrosimo. O Cristo, vita di tutti i defunti, colloca nella luce del tuo volto quanti da noi con fede passarono a te, Creatore misericordiosissimo.

Theotokìon. Con bocca, lingua e cuore ti confesso Madre pura del nostro Dio, o fanciulla; ma tu con la tua mediazione, strappami dalla condanna eterna.

Canone per i defunti. A te offrirò sacrifici.

Vedendo il tuo fianco divino trapassato da una lancia, la spada fiammeggiante, Salvatore, si allontanò dai tuoi servi, per le preghiere dei tuoi martiri.

Sulla croce apristi il paradiso: pianta dunque nei suoi giardini, Dio compassionevole e Salvatore, i fedeli defunti, affinché ottengano la tua gloria.

Rendi degni di giungere ai giardini delle delizie quanti piamente morendo la morte furono piantati presso di te e collocali con i giusti che stanno presso di te da secoli.

Theotokìon. Il Verbo, pur essendo invisibile come Dio, fu visto incarnato dalla Vergine fanciulla senza nozze e con la sua morte sciolse la morte.

Ode 7. Irmòs.

I figli di Abramo un tempo a Babilonia calpestarono la fiamma della fornace, acclamando con inni: O Dio dei padri, tu sei benedetto.

Le armi santificate di Cristo Signore, i baluardi della Chiesa, i martiri del Signore, lieti d’animo a una voce cantiamo.

I gerarchi di Cristo e il divino coro di tutti i santi gioisce con le potenze superne. Per le loro preghiere, Salvatore, salva il tuo gregge.

Le donne che santamente e con valore esercitarono la buona pazienza, con l’obbedienza abbatterono colui che ingannò Eva.

Necrosimo. Tu che imprigionasti l’ade e calpestasti la morte con la tua morte, a quanti con fede hai trasferito dà riposo e falli degni del paradiso, o misericordioso.

Theotokìon. Vedendo un tempo una fiamma che non bruciava il roveto, il legislatore imparò il modello del tuo parto, o unica Genitrice di Dio, sempre benedetta.

Canone per i defunti.

Nella fornace persiana.

Gradendo la pazienza, la sopportazione e tutto il sangue versato dai martiri, Salvatore, dà riposo a quanti piamente sono trapassati, come misericordioso e clemente.

Coi giusti e i progenitori, Salvatore, annovera le anime dei tuoi servi defunti e dona loro di gioire senza fine della tua presenza, o Sovrano di tutti.

Compiàciti come Dio di accogliere sulle nubi celesti con gioia e splendore quanti per misericordia hai fatto salire a te, o Verbo.

Theotokìon. Benedetta Genitrice di Dio Vergine, salve: davvero per te infatti la rovina della morte e la vita eterna è donata a tutti i mortali.

Ode 8. Irmòs.

Redentore di tutti, Onnipotente, scendendo refrigerasti i pii in mezzo alla fiamma e insegnasti a cantare: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Gerarchi, profeti, martiri, terminata la lotta trovarono la santa compagnia degli angeli, coi quali implorano per tutti noi il perdono e la misericordia.

Splendenti nello spirito i venerabili padri scacciarono le tenebre dei demòni; con loro gerarchi, profeti, martiri esultano di gioia in cielo con i giusti di tutti i tempi.

Colui che un tempo nella sua follia si vantava di inghiottire terra e mare fu vinto con la costanza nell’ascesi e nelle lotte dalle sante donne, illuminate di raggi dello Spirito.

Necrosimo. Supplicato per tutti i fedeli con fede defunti, o Cristo, come misericordioso, annoverali nei cori dei salvati, che senza sosta acclamano: Benedite e inneggiate al Signore.

Theotokìon. Fammi degno della tua compassione, tu che concepisti il compassionevolissimo Verbo, o Genitrice di Dio purissima salva me, che grido: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Canone per i defunti. Stese le mani, Daniele.

Accogliendo le suppliche dei martiri e la compassione per il simile, dà riposo, Signore, alle anime che con fede in te si addormentarono, ignorando i peccati di quanti a te gridano: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Annoverato morto tra i criminali, per i morti hai fatto scaturire vita immortale; rendi dunque degni di ottenere il tuo regno quanti sperando nella risurrezione trapassarono a te, Sovrano Salvatore, gridando: Opere tutte, inneggiate al Signore.

O reale e inesauribile fonte immortale, accogli nelle dimore celesti i tuoi servi defunti che piamente lasciarono questa vita a te gridando, o Salvatore: Opere tutte, inneggiate al Signore.

Theotokìon. Tu sola apparisti incontaminata sulla terra e Madre incorrotta: ineffabilmente e inesplicabilmente infatti generasti Dio, o Sovrana e sgorgasti la vita eterna per i morti, perciò tutti ti benediciamo, o divina sposa Maria.

Ode 9. Irmòs.

Col morbo della disubbidienza Eva introdusse la maledizione, ma tu, Vergine Madre di Dio, col germoglio del tuo concepimento fioristi nel mondo la benedizione. Perciò tutti ti magnifichiamo.

Vedendo i doni divini e ricevendo le ricompense delle loro immense pene, i martiri esultano, magnificando Cristo, che davvero li magnificò rendendoli vincitori.

Avete presieduto divenendo sacre guide del popolo, o gerarchi e araldi divini; brillando più chiaramente del sole per l’ascesi, o santi, illuminaste i fedeli, rischiarandoli con l’esempio di opere grandi.

Con gli ieromartiri, i martiri e i profeti, diciamo beati tutti i monaci e i giusti e le donne, che luminosamente si distinsero e gridiamo: Per le loro preghiere, o Cristo, libera dalla geenna le nostre anime.

Necrosimo. Della gioia ottenuta dai santi, che ti servirono rettamente, rendi degni quanti morirono riponendo fede in te, Cristo, senza guardare ai loro peccati, per la tua ricca misericordia.

Theotokìon. Tu che ti rivelasti più elevata dei cherubini di lassù, o purissima, avendo portato colui che tutto contiene, fa’ che il mio intelletto si elevi al di sopra delle passioni della carne, dandomi la forza di compiere la volontà del Sovrano.

Canone per i defunti. Stesso irmòs.

Ai veri atleti e martiri concedesti sicurezza nel supplicarti; per mezzo loro dona dunque la divina redenzione a quanti si addormentarono nella fede, concedendo loro, Signore, di dimorare nel luogo della tua dimora santa.

Tu che con cenno creatore tutto operi utilmente, tu che hai potestà sui vivi e regni sui morti, con amorosa compassione, colloca presso le acque del riposo i tuoi servi defunti.

Tu che per natura sei buono, tu che sei ricco di misericordia e dolcezza, strappa dalle tenebre esteriori quanti invocarono il tuo nome, giustificandoli per la fede e rendendoli risplendenti per la grazia, nella tua filantropia.

Theotokìon. I profeti predissero, o purissima, i segni della tua generazione, straordinariamente adattando a te i titoli, chi da una parte chi da un’altra: generasti infatti per quanti sono nell’ade, la vita che annienta il potere della morte.

Apòsticha delle lodi, martyrikà. Tono 4.

Diveniste consorti degli angeli, santi martiri, predicando con coraggio Cristo nello stadio; abbandonaste infatti, come inconsistenti, tutte le cose piacevoli del mondo, tenendo salda come un’ancora, la fede: perciò, respinto l’inganno, fate sgorgare per i fedeli doni di guarigione. Pregate senza sosta per la salvezza delle nostre anime.

Come esprimere la nostra ammirazione per le vostre lotte, santi martiri? Poiché rivestiti di corpo mortale, sbaragliaste i nemici incorporei; non vi spaventarono le minacce dei tiranni, né vi atterrirono gli assalti dei tormenti, poiché ben degnamente foste glorificati da Cristo e chiedete per le nostre anime la grande misericordia.

Preziosa la morte dei tuoi santi, Signore: tormentati da spade, fuoco e gelo, versarono il loro sangue, riponendo in te la speranza di ricevere il compenso per la loro pena: sopportarono e ottennero da te, o Salvatore, la grande misericordia.

Necròsimo. Nella tua quiete, Signore, là dove riposano tutti i tuoi santi, dona riposo anche alle anime dei tuoi servi, tu che, solo, sei immortale.

Gloria. Necròsimo.

Dov’è l’attaccamento al mondo? Dov’è il fasto delle cose temporali? Dove sono l’oro e l’argento? Dov’è la ressa rumorosa dei famigliari? Tutto polvere, tutto cenere, tutto ombra. Venite, gridiamo piuttosto al Re immortale: Concedi, Signore, i tuoi beni eterni a quanti tra di noi se ne andarono e falli riposare nella beatitudine senza fine.

E ora. Theotokìon.

Sola Vergine pura e casta, che ineffabilmente generasti Dio, prega per la salvezza delle nostre anime.

Se cantiamo l’alliluia diciamo i martyrikà sopra riportati alle lodi, mentre i seguenti prosòmia, poema di Teofane, agli apòsticha

Tono 4. Hai dato come segno.

Veramente terribile il mistero della morte! Come dunque l’anima viene a forza dal corpo, come viene reciso per divino volere il legame perfettamente naturale dalla compagine e dall’innata coesione? Perciò ti supplichiamo: Dà riposo ai defunti nelle tende dei tuoi giusti, o filantropo datore di vita.

Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.

È ormai un sonno la morte dei fedeli, da che fosti deposto in una tomba tu, che domini su tutto, che sciogliesti il dominio della morte e annientasti il suo potere, che da tanto durava; perciò ti supplichiamo: Colloca i defunti nelle tende dei tuoi santi, nelle tue immacolate dimore.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Divenisti per noi giustizia, santificazione e redenzione delle anime, perché ci hai condotti al Padre giustificati e redenti, prendendo su di te la pena che ci era dovuta. Ed ora noi ti imploriamo: Dona il riposo ai defunti nella gioia e nella letizia, o benefattore e Salvatore nostro.

Stico. La loro memoria di generazione in generazione.

La stirpe umana fu richiamata dalla corruzione alla condizione imperitura dell’incorruttela, lavata, o Salvatore, nel sangue sgorgato dal tuo fianco, nel quale detergesti noi dalla trasgressione dei progenitori: perciò rendi degni dello splendore superno, o filantropo, anche i tuoi servi trapassati dalle cose effimere.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Seguendo le sentenze dei profeti ispirati, o purissima, ti riteniamo veramente Theotòkos: poiché in un modo incomprensibile generasti il Dio incarnato, che ci ha liberati dalle colpe di cui eravamo schiavi: imploralo dunque anche ora, o purissima, di illuminare con i suoi splendori i tuoi servi defunti.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Infiammati dall’amore di Cristo, o santi martiri, col refrigerio delle lotte spegneste la pira dell’empietà e vi rivelaste lucerne luminosissime della Chiesa, dileguando per grazia l’oscurità delle malattie e delle nostre anime afflitte, perciò com’è giusto tutti vi onoriamo.

I sacri gerarchi, l’assemblea dei divini profeti e i cori dei beati e la folla delle sante donne, servendo Dio con opere virtuose si sono glorificati. Noi li diciamo beati supplicando di ottenere per le loro preghiere gloria e splendore eterno.

Là dove brilla la tua luce, dove soggiornano i cori dei santi, dove non c’è infermità, tristezza, lamento, colloca i tuoi servi già trapassati lasciando questa vita dolorosissima affinché inneggino alla tua indicibile benevolenza, trascurando le colpe da loro commesse.

Gloria.

O Trinità indivisa, unita totalmente nel Padre, nel Figlio e nello Spirito e non separata negli idiomi, Monade trisipostatica, dà riposo negli atri dei tuoi santi martiri, dei beati e dei venerabili profeti a quanti si sono addormentati con fede concedendo loro perdono e remissione.

E ora. Theotokìon.

Hai concepito e partorito nella carne, divenuto uomo perfetto, conosciuto in due nature, energie e volontà, o pura, il Verbo che il Padre ha generato prima dell’aurora; imploralo dunque come creatore e Signore di aver compassione di noi, tuoi cantori, o divina sposa fanciulla.

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Modo III – Sabato – Vespero

PERIODO DEL TERZO TONO Venerdi Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 3. Grande la potenza.

Rendimi tempio del tuo santo Spirito purificandomi dalle macchie delle colpe, o mio Cristo, mentre sono ora albergo di demòni: ma tu scacciali da me, come un tempo scacciasti chi contaminava il tuo tempio.

Tu che nella tua compassione, Signore, vuoi che tutti si salvino, peccatori e giusti e nessuno perisca, fai tu anche di me uno dei salvati, benché sia vissuto nella negligenza, trascurando i tuoi precetti, o Verbo.

Addormentato nella tomba, o Cristo, come uomo, con invitta potenza risorgesti rialzando quanti da secoli giacevano nei sepolcri; dà dunque riposo ai dormienti nelle dimore eterne.

Stichirà della Theotòkos, uguali.

Come una canna sono senza sosta sbattuto dai venti del nemico, o Vergine: abbi dunque pietà del tuo servo, non permettere che sino alla fine sia incalzato dai suoi turbini, ma rafforzami nella fede del Signore.

L’onda delle passioni di continuo mi percuote, stringendo e soffocando la mia povera anima e mi spinge nel baratro dell’ignoranza, ma tu, Vergine, muta questa tempesta in serenità profonda.

Supplica, o Vergine, il nato da te, di custodire incolume il tuo gregge da ogni danno del diavolo ostile e rafforza tutti perché compiano la volontà di Dio, o Fanciulla.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come non stupiremo, o venerabilissima, per il tuo parto teandrico? Senza esperienza d’uomo, o purissima partoristi senza padre, nella carne, il Figlio che prima dei secoli dal Padre fu generato senza madre: ed egli in nulla subì mutamento, confusione o divisione, ma di entrambe le essenze serbò integre le proprietà. Imploralo dunque, Vergine Madre, Sovrana, per la salvezza delle anime di quanti in modo ortodosso ti proclamano Madre di Dio.

Apòstica martyrikà.

Grande della tua croce.

Grande, o Cristo, la potenza dei tuoi martiri: giacciono nel sepolcro, eppure scacciano gli spiriti malvagi e hanno annientato il potere del nemico, lottando per la pietà, grazie alla fede della Triade.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

Profeti, apostoli di Cristo e martiri ci insegnarono a inneggiare alla Trinità consustanziale, illuminarono le genti che erravano smarrite e resero i figli degli uomini consorti degli angeli.

Stico. Per i suoi santi ha reso mirabili sulla terra tutti i suoi voleri.

I tuoi martiri, Signore, sostenuti dalla fede, rafforzati dalla speranza, uniti con tutta l’anima dall’amore per la tua croce, annientarono la tirannide del nemico; ottenute così le corone, pregano con gli incorporei per le nostre anime.

Stico. Beati quanti hai scelto e preso con te, Signore.

Necròsimo. Vanità, tutte le cose umane quanto dopo la morte più non sussiste; non resta la ricchezza, non ci accompagna la gloria: la morte sopraggiunge e tutto ciò svanisce. Gridiamo dunque a Cristo, Re immortale: a quanti ci hanno lasciati, dona il riposo là dove in te dimorano tutti quelli che sono nella gioia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, santa tra le donne, Madre senza nozze, prega il Re e Dio da te partorito, di salvarci come amico degli uomini.

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Modo III – Sabato – Mattutino

PERIODO DEL TERZO TONO Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Nella tua onnipotenza, Signore, colmasti di gioia la memoria dei tuoi vittoriosi: li rafforzasti perché imitassero la tua passione; valorosamente infatti vinsero la potenza di Beliar e perciò ottennero carismi di guarigioni; per le loro preghiere, o Cristo Dio, concedi pace al tuo popolo.

Coperti dall’armatura di Cristo e rivestiti delle armi della fede, abbatteste da lottatori gli schieramenti del nemico; coraggiosamente sopportaste per la speranza della vita tutte le minacce e i flagelli dei tiranni: per questo riceveste le corone, martiri di Cristo dall’animo forte.

Idiòmelon. Come astri fulgidissimi risplendete per la fede, o santi, medici dei malati, celebratissimi vincitori: voi infatti, senza temere i tormenti dei tiranni, avete schiacciato al suolo le ignominie degli idoli, tenendo come invitto trofeo la croce della verità.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Celebriamo in te colei che fu mediatrice per la salvezza della nostra stirpe, Vergine Madre di Dio: poiché con la carne da te assunta, tuo Figlio, nostro Dio, accettando di patire sulla croce, ci ha liberato dalla corruzione, lui che è amico degli uomini.

Altri Kathìsmata, dopo l’àmomos. Martyrikòn.

La vostra coraggiosa resistenza vinse le macchinazioni del nemico, principe del male, o illustri atleti, perciò site divenuti degni della felicità eterna; essendo martiri della verità, pregate dunque il Signore di salvare il gregge del popolo amico di Cristo,.

Necròsimo. Attonito di fronte.

Quando alla tua parola ci presenteremo al tuo imparziale tribunale, non confondere quanti in te credettero, o nostro Salvatore; tutti infatti peccammo, ma non ci distogliemmo da te; perciò ti supplichiamo: Da’ riposo nelle tende dei tuoi giusti o Cristo, a quanti con te hai preso, perché solo tu sei misericordiosissimo.

Gloria.

Per un albero siamo amaramente caduti nella morte e risorti di nuovo per un albero prezioso; perché con la tua croce, Salvatore, hai ucciso la morte e fatto sgorgare per tutti la vita senza fine: di essa rendi degni i tuoi servi fedeli passati a te, o misericordioso, donando loro il tuo regno.

E ora. Theotokìon, uguale.

Accogli, o purissima, i tuoi servi che al cenno divino attraversarono i tumultuosi flutti della vita e piamente trapassarono: presentali al nostro Giudice e Dio, implorandolo di concedere loro redenzione, perché come Madre del Creatore detieni il volere e il potere.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Ai confidenti di Dio offro un canto divino. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Tu sei il Dio esaltato che fece un tempo meraviglie trasformando in terra ferma l’abisso e annegando i cavalieri per salvare il popolo che a te canta, Redentore.

Foste annoverati tra i martiri, tutti voi atleti sapienti, che valorosamente subiste ogni sorta di tormenti per la verità; perciò noi fedeli senza sosta vi glorifichiamo.

Ai nostri occhi possedete l’eccelsa vita, profeti e gerarchi del Signore; quali pastori guidaste divinamente il gregge del Verbo che si abbassò per la nostra salvezza.

Crocifissi per il mondo, o beati, fuggiste tutti i piaceri della carne e, divenuti strumenti dello Spirito, con l’energia di Dio disperdeste gli spiriti dell’errore.

Necròsimo. Quanti per tuo ordine, Signore, dalla terra trapassarono nella fede e nella pietà, accoglili nel riposo della vita eterna e della luce senza tramonto, tu che sei Buono.

Theotokìon. Purissima, qual Madre di Dio senza sosta ti veneriamo piamente con tutte le sante donne che misero in fuga il nemico con l’ascesi.

Canone per i defunti. Acròstico: Questo terzo cantico ai morti dedico.

Ode 1. Attraverso il mare.

Nella tomba abbattesti la tetra morte annientando il potere dell’ade: perciò salisti al cielo come primizia innalzando con te la folla dei martiri; concedi, ora, o Cristo, il riposo a quanti lasciarono questa vita.

Rafforzasti i martiri e per essi allontanasti l’errore; per le loro preghiere concedi sempre, o Dio Salvatore, ai defunti di ottenere l’immortalità con te e l’eredità dei beati.

Hai versato, Signore, il tuo sangue per degli schiavi immolandoti per compassione, pagando per essi il riscatto, Cristo misericordioso; perciò t’imploriamo di dare riposo alle anime dei fedeli trapassati.

Theotokìon. Cantiamo la Madre purissima che generò il nostro Dio, perché con la sua morte per noi egli infranse i chiavistelli della morte facendo sorgere la beatitudine e l’immortalità in eterno.

Ode 3. Irmòs.

Anima sterile e senza prole, fa’ scorrere il frutto famoso, avendo bei figli grida: In Dio si è rafforzato il mio cuore; non c’è santo, non c’è giusto all’infuori del Signore.

Indossando come una corazza la forza divina, o martiri gloriosi e insigni, annientaste la potenza del demonio, distruggendo del tutto il potere del maligno e foste incoronati vincitori.

Cristo Signore, che santificasti i pastori del tuo gregge col crisma dell’unzione, per te i santi vinsero il nemico; per le loro preghiere illumina e santifica quanti senza fine t’inneggiano.

In coro con i profeti cantano le sante donne distintesi nella fede e nell’ascesi, risplendendo per il fulgore delle lotte calpestando l’astuzia del serpente.

Necròsimo. O Cristo annovera con i santi quanti il tuo volere divino ha fatto transitare da questo mondo verso di te; tu che sei Buono non considerare i loro peccati, ascolta invece la preghiera dei tuoi santi.

Theotokìon. Ottenuta la salvezza per il tuo santo parto, noi fedeli, Vergine pura, ti rivolgiamo il saluto di Gabriele e ti supplichiamo di ottenerci con le tue preghiere anche il perdono dei peccati.

Canone per i defunti.

Tu che hai tratto.

Dalla terra mi plasmasti e alla terra mi riconduci, riplasmandomi più nuovo e più bello di prima; per l’intercessione dei martiri, Signore, da’ riposo alle anime dei defunti.

Per i martiri vittoriosi che patirono percosse e ferite, tormenti e torture, fa’ riposare le anime dei fedeli defunti che in te sperarono, Creatore dell’universo.

Salva dalla geenna di fuoco, o amico degli uomini e dagli antri oscuri dell’ade, o Sovrano, i tuoi servi addormentati nella speranza e nella fede.

Theotokìon. Più sacra di ogni creatura apparisti, o Madre del Creatore: sei tu la Madre del Dio vincitore della morte, che ci donò l’immortalità.

Ode 4. Irmòs.

Come monte adombrato Avvacùm predisse il tuo grembo senza macchia, o Vergine; perciò cantiamo: il Signore venne da Teman, il Santo dal monte adombrato.

Come agnelli immolati, o martiri, foste sacrificati per fede all’Agnello, che sul legno della croce volle immolarsi per la salvezza della stirpe umana.

Tra i santi veneriamo i gerarchi famosi, divenuti torce della fede: dissolvendo le tenebre delle passioni e purificando dalle eresie la nostra fede marciarono verso la luce senza tramonto.

Per la bellezza dei loro oracoli, i profeti ispirati allietarono le anime dei fedeli: le donne teofore fecero rilucere l’aurora nei loro cuori per le loro lotte ed i fulgidi prodigi.

Necròsimo. A quanti lasciarono questa vita concedi nell’altra la tua gloria, Verbo di Dio, rimettendo i loro peccati, quanti ne commisero sulla terra consciamente o inconsciamente.

Theotokìon. Gloria dei vittoriosi martiri, ornamento dei sacri gerarchi, rivelazione dei profeti, vanto delle donne sante, Madre di Dio, noi ti inneggiamo.

Canone per i defunti.

Ci desti una prova

Signore, per amor nostro dimorasti in una tomba e svuotasti come Dio i sepolcri; incoronasti i martiri vittoriosi: dà riposo, dunque, ai tuoi servi defunti.

Gradisti, Signore, l’offerta dei martiri che ti confessarono nell’asprezza della lotta e i tormenti che per te subirono: risparmia, dunque, ai tuoi fedeli il castigo dopo la morte.

Tu che possiedi i tesori eterni, concedi gloria senza fine e immortalità a quanti presso di te hai chiamato, rimuovendo la barriera del peccato.

Theotokìon. Fosti davvero Vergine e Madre: tu sola, purissima, unisti verginità e maternità generando il Dio distruttore della potenza della morte.

Ode 5. Irmòs.

Con la tua luce senza tramonto illumina, o Cristo, la mia anima e il mio cuore; guidami nel tuo timore, Signore, perché i tuoi precetti sono luce ai miei occhi.

Sembravano senza rimedio e senza speranza le ferite e le piaghe infertevi dal nemico, o santi atleti, ma con esse sempre guarite le ferite dei fedeli.

Cantiamo la folla dei santi, esaltiamo i gerarchi di Cristo, veneriamo i profeti del Signore, che sempre pregano per noi.

Rapite dall’amore del Dio per noi divenuto uomo, le sante donne dalla fama immortale si applicarono all’ascesi e alle lotte meritando il regno celeste.

Necròsimo. Nelle dimore del paradiso, Cristo Signore, nella terra dei viventi, là dove brilla la luce, accogli i tuoi servi che a te da questo mondo chiamasti.

Theotokìon. Nel tuo grembo, o Vergine, s’incarnò Dio rivelandoti più elevata degli angeli; fra tutte le sue creature sei la più alta, perciò ti celebriamo con inni.

Canone per i defunti.

Davanti a te veglio.

Nella Chiesa dei primogeniti, per le preghiere degli atleti e venerabili martiri, degnati, o Buono, di annoverare con i giusti i nostri defunti.

Lavaggio di peccati il santissimo sangue dei tuoi martiri, o Cristo: accogli dunque nella quiete quanti si addormentarono piamente e da’ loro riposo.

Dirigi, o Verbo, le anime dei defunti verso il luogo delle tue delizie eterne e falli degni della gloria dei santi nella luce inconcepibile.

Theotokìon. Degnamente magnifichiamo te, Vergine, che generasti ineffabilmente il Verbo incircoscrivibile che dona ai defunti la vita.

Ode 6. Irmòs.

Il gorgo delle passioni si aprì davanti a me nella tempesta delle correnti avverse: ti prego, salvami, o Dio Salvatore, come un tempo liberasti il profeta dal mostro marino.

I candelabri della luce inaccessibile, le pecore dell’Agnello e Pastore, i soldati e illustri atleti di Cristo con inni santi onoriamo.

Esaltiamo la folla dei beati che il Signore esaltò per l’umiltà di cuore e glorifichiamo la moltitudine dei sacri gerarchi che con le opere glorificarono la Trinità santa.

Con prodigi strabilianti e dando prova di coraggio nell’agone le sante donne sconfissero il nemico e meritarono la ricompensa nei cieli.

Necròsimo. I fedeli che chiamasti a te, annoverali nella moltitudine dei tuoi santi e collocali nel seno del giusto Abramo perché inneggino al tuo amore per gli uomini, o Cristo Salvatore.

Theotokìon. Vergine pura, gloria dei martiri, dei profeti, dei santi e dei giusti di tutti i tempi, le nostre voci si uniscono santamente alle loro per inneggiarti per tutti i secoli.

Canone per i defunti. Come Giona a te grido.

Muta in gioia l’afflizione dei fedeli defunti, per le preghiere dei tuoi martiri vittoriosi, riempiendoli di gioia, o Buono e guidali rettamente verso la luce.

Nella moltitudine delle tue compassioni da’ riposo, o Cristo, nel seno dei patriarchi defunti, là dove splende la luminosa gioia della tua visione, ai defunti, non considerando, Signore tutti i loro peccati.

Manifesta a quanti raggiunsero l’altra vita, abbandonando le miserie di quest’altra, le meraviglie del tuo amore, o Cristo; colmali di gioia e letizia.

Theotokìon. Mi salvasti dal potere della tomba col tuo parto prodigioso, Madre di Dio: partoristi la fonte della nostra immortalità e rischiarasti tutto il mondo con la tua luce.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace i tre fanciulli, figura della Trinità santa, non temevano la minaccia del fuoco e cantavano: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Nel mezzo delle fiamme, martiri santi, riceveste dal cielo la rugiada divina; con i supplizi cui foste esposti uccideste il nemico ingegnoso.

Dirigendo come una nave la Chiesa di Dio, i santi gerarchi la preservarono dal naufragio evitando gli scogli dell’errore e la conducono intatta fra le onde.

Mortificando santamente la vostra carne, venerabili asceti, ereditaste per le vostre lotte la vita incorruttibile nell’aldilà con i profeti e le donne sante.

Necròsimo. Non accusare in giudizio i tuoi fedeli che con fede lasciarono questa vita; collocali, invece, o Buono, con noi nella luce dei tuoi santi, Verbo di Dio.

Theotokìon. Tu sei la vera gloria dei martiri, dei profeti, delle donne santificate, dei gerarchi che vissero santamente: con loro noi ti cantiamo, o pura.

Canone per i defunti. Effondesti rugiada.

Causa e principio d’ogni vita, Dio Verbo, potenza creatrice, concedi alle anime dei tuoi servi defunti le delizie promesse ai martiri, o Dio dei nostri padri.

Gli illustri martiri del Signore disprezzarono coraggiosamente come transitori i loro corpi e sempre con franchezza ti pregano: da’ riposo alle anime dei tuoi servi defunti, o Dio dei nostri padri.

La canna della croce fu il calamo con cui firmasti il perdono dei peccati per tutti i fedeli; possano profittarne anche le anime trapassate perché cantino con gioia in tuo onore, o Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Il Verbo del Padre, creando tutto per suo volere, trovando la natura mortale coperta dal fango delle passioni, la riplasmò come Dio; benedetto il frutto del tuo grembo, o purissima.

Ode 8. Irmòs.

Colui che gli angeli in cielo senza sosta glorificano come Dio, cieli dei cieli, terra, monti e colli, abisso e ogni stirpe di uomini, beneditelo con inni come Creatore e Redentore.

Colpiti da molteplici tormenti, esposti ai supplizi non rinnegaste la vita vera, santi atleti di Cristo, ma negaste agli idoli una funesta adorazione.

Lampade sul lampadario delle virtù, coi vostri raggi rischiarate tutta la terra dissolvendo tutta la tenebra dell’errore, vittoriosi atleti del Signore, concittadini degli spiriti celesti.

Siano inneggiati gli illustri profeti, la moltitudine dei beati, la folla delle donne che lottarono per la fede, perché tutti pregano per noi Cristo Salvatore.

Necròsimo. O Verbo, principio della vita, nella luce del tuo volto dà riposo con i santi ai fedeli trapassati, rimettendo loro le colpe nella tua grande misericordia, Signore.

Theotokìon. Vergine lodatissima, rivelazione dei profeti, ornamento di gerarchi e martiri, gioia delle vergini e dei beati, noi ti cantiamo per tutti i secoli.

Canone per i defunti. I nobili fanciulli.

Principio e tesoro della vita, promettesti ai mortali l’immortalità: la donasti ai tuoi martiri che piamente per te, Cristo, cantarono con fede: Opere tutte, benedite il Signore.

Gli atleti, sapienti nello Spirito, hanno sopportato i tormenti e ora chiedono perdono per le anime dei defunti, gridando a Cristo: Opere tutte, benedite il Signore.

O Signore, che per la lancia che trafisse il tuo fianco infrangesti la barriera del peccato, lacerando il debito dei fedeli trapassati, fa’ loro grazia perché cantino: Opere tutte, benedite il Signore.

Theotokìon. Nube spirituale che fa sgorgare l’acqua viva del perdono dissetante i fedeli trapassati, senza sosta procuri l’immortalità a tutti i mortali che ti acclamano: Vergine benedetta, benedetto il tuo parto.

Ode 9. Irmòs.

Sul monte Sinai Mosè nel roveto contemplò te, che senza venirne consumata concepisti in grembo il fuoco della Divinità; Daniele ti vide come montagna non tagliata e Isaia ti acclamò come virgulto germogliato dalla radice di Davide.

Offerti come vittime all’immolato per noi, colmaste di letizia i sacri templi degli angeli, o vittoriosi del Signore: con le vostre preghiere dunque, rafforzate tutti e liberateli dalla funesta seduzione del nemico.

Come astri portatori del Verbo di vita illuminaste le anime, o sacratissimi gerarchi di Cristo, partecipi della divina gloria; ricevuto, o venerabili, il fuoco dello Spirito, consumaste le passioni e spegneste il rogo dei demòni.

Con i santi profeti onoriamo la folla degli uomini pii che prima della Legge e sotto la Legge brillarono per vita pura; lodiamo anche i cori delle sante donne e gridiamo: Signore, per la loro intercessione, salvaci tutti.

Necròsimo. La tua tomba, o Cristo e la tua risurrezione divennero vita di tutti; perciò osiamo gridarti: Da’ riposo, con tutti gli eletti, ai tuoi servi, che nella fede hai preso con te, perdonando loro tutte le colpe, perché sei Dio e filantropo.

Theotokìon. Terribile è questo luogo, gridò un tempo Giacobbe, vedendo nella scala, o Madre di Dio, la figura di te, vera gloria dei martiri, vanto dei santi, splendore degli angeli, salvezza di tutti i profeti e credenti.

Canone per i defunti. Onorandoti con inni.

Tu che sei Dio buono e filantropo, per le preghiere dei martiri fa’ dimorare i defunti nella terra dei miti, concedendo loro remissione delle colpe, o misericordioso, nella tua grande e ricca misericordia.

Nelle tende dei tuoi santi, nel seno di Abramo, annovera con i tuoi giusti, quanti hai preso con te, Salvatore, là dove splende la luce divina e immacolata del tuo volto e resta per sempre l’esultanza davvero eterna.

Della tua vita beata, dei beni eterni, del gaudio senza fine, della letizia vera in luogo verdeggiante, presso acque di ristoro, rendi degni i servi che per tuo volere, o datore di vita, hai trasferito.

Theotokìon. Come arca santa e tenda della testimonianza, o purissima, accogliesti in grembo Dio datore di vita, tuo Creatore, che con la propria morte abolì la sentenza della maledizione antica e la legge della morte.

Apòsticha delle lodi, martyrikà. Tono 3.

Re e tiranni rifiutarono di temere, i soldati di Cristo: intrepidi e forti lo confessarono Dio, Re e Signore dell’universo e pregano per le nostre anime.

Stupirono le schiere dei santi angeli per le lotte dei martiri: perché, pur rivestiti di corpo mortale, disprezzarono i tormenti, divenuti imitatori della passione del nostro Salvatore: e pregano per le nostre anime.

Come luminari nel mondo splendete anche dopo la morte, santi martiri, avendo combattuto la buona battaglia: con la franchezza ottenuta, supplicate dunque Cristo, d’aver misericordia delle nostre anime.

Necròsimo. O uomini, perché ci agitiamo invano? Breve è la nostra corsa, la vita fumo, vapore, cenere, polvere che per un momento appare e ben presto a nulla vale. Gridiamo perciò a Cristo, Re immortale: A quanti tra di noi se andarono dona riposo, là dove in te dimorano tutti quelli che sono nella gioia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O venerabile, prima tra i santi, lode delle schiere celesti, inno degli apostoli, argomento dei profeti, accogli anche le nostre preghiere, o Sovrana.

Quando c’è l’alliluia cantiamo i Martyrikà riportati qua sopra alle lodi, mentre agli aposticha diciamo i seguenti necròsima.

Tono 3. Col segno della tua croce.

Glorifico la tua croce preziosa per cui fu donata vita e gaudio a quanti con fede e affetto t’inneggiano, o solo misericordiosissimo; perciò gridiamo a te, Cristo Dio: Ai trapassati fra noi da’ riposo là dove dimorano tutti quelli che in te gioiscono, perché glorifichino la tua divinità.

Stico. Beati quelli che hai scelto e chiamato, Signore.

Solo misericordioso e compassionevole, il cui oceano di bontà è incomprensibile, tu conosci la natura degli uomini da te creata; ti supplichiamo, Cristo Dio: Ai trapassati fra noi da’ riposo là dove dimorano tutti quelli che in te gioiscono, perché glorifichino la tua divinità.

Stico. Le loro anime dimoreranno fra i beni.

Dormisti nella tomba come uomo e per la tua potenza invincibile, come Dio, rialzasti i dormienti nelle tombe ed essi sempre a te inneggiano; perciò gridiamo a te, Cristo Dio: Ai trapassati fra noi da’ riposo, là dove dimorano tutti quelli che in te gioiscono, perché glorifichino la tua divinità.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutti riconosciamo in te, Madre di Dio, la lampada intelligibile recante lo splendore della divinità, comunicante con lo spessore della sostanza umana: prega dunque tuo Figlio e Dio di far dimorare i trapassati fra noi là dove è la dimora di tutti quelli che gioiscono, perché glorifichino te, Vergine purissima.

Alla Liturgia

Makarismì (Beatitudini).

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

Stando nella fornace dei tormenti, o atleti, trovaste la refrigerante rugiada celeste, che vi diede la forza di sopportare i supplizi inferti alle vostre carni; perciò lenite ogni pena delle nostre anime.

I sacri gerarchi, i profeti gloriosi, la folla dei beati, la torma delle donne divine, lottando con fede e abbattendo l’errore del nemico, ottennero la gloria celeste; per le loro preghiere abbi compassione dei tuoi servi, o Salvatore.

Dove splende la tua luce, nelle tende dei tuoi eletti, o Dio, dov’è il gaudio eterno, i trapassati con fede fra noi colloca, Gesù, dimenticando le loro colpe affinché sempre ti glorifichiamo, o Sovrano.

Gloria.

Adoriamo, fedeli, un’unica divina Monade senza principio in tre persone per esser degni di ottenere remissione dei peccati e ricevere il regno, inneggiando a lei, misericordia infinita.

E ora. Stavrotheotokìon.

Illuminazione e perdono, il liberatore di tutti, apparve da te, Sovrana piena di grazia; supplicalo sempre nell’imminente tremendo giudizio di liberare da ogni condanna, o purissima, quanti sempre con fede a te inneggiano.

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Modo II – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono 2

Venerdi Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 2. Quando dal legno.

Quando verrai nella tua gloria, o Cristo, con gli angeli santi, per giudicare l’universo, quando tutti si presenteranno a te nudi per render conto di ciò che avranno fatto, collocami allora con le tue pecore o Verbo, concedendomi così il perdono per tutte le colpe di cui mi sarò reso colpevole nella vita.

Strappa le catene delle mie passioni, dissecca la cancrena dell’anima, o unico filantropo; donami le lacrime della compunzione, illumina il mio cuore oscurato, liberami, ti prego, da difficoltà, calamità e avversità e dalle multiformi tentazioni del tremendo nemico, dominatore di questo mondo.

Considera spiritualmente, o anima, quell’ora temibilissima del giudizio, quando il tremore prenderà tutto il creato e l’Altissimo siederà sul trono elevato, chiedendo ragione delle nostre azioni: affréttati a riconciliarti col giudice di tutti, a lui gridando: Ho peccato contro te, Signore, ma tu salvami.

Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Dalla giovinezza tutto schiavo di passioni vergognose e di tanta dissolutezza, totalmente oscurai l’immagine di Dio in me e temo il futuro giudizio, o degna di ogni canto, quando mi presenterò al tuo Figlio e Dio: ora dunque, prima della fine, o pura, donami purificazione dalle passioni e redenzione dalle colpe.

Pavento il giudizio, o pura e il castigo del fuoco e la decisione realmente inesorabile, lo stridore di denti e anche il verme che non dorme, o castissima e la dannazione nella vergogna del cuore: ti imploro, o Vergine, liberami dal tremendo giudizio.

Quando la mia anima con forza starà per esser separata dal corpo, siimi allora vicina e sventa i piani dei nemici invisibili e spezza le macine di coloro che mi cercano per divorarmi spietatamente, affinché senza ostacoli oltrepassi i principi della tenebra che stanno nell’aria, o divina sposa.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine partoristi e vergine rimanesti; invece della colonna di fuoco sorse il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle nostre anime.

Apòsticha martyrikà.

Quando i santi martiri intercedono per noi e inneggiano a Cristo, ogni errore scompare e la stirpe umana viene custodita nella fede.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

I cori dei martiri resistettero ai tiranni dicendo: Militiamo per il Re delle schiere; potete darci al fuoco e ai tormenti, ma la potenza della Trinità non rinnegheremo.

Stico. Per i santi che sono sulla terra il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.

Grande è la gloria che con la fede, o santi, conquistaste: non solo vinceste il nemico col vostro patire, ma anche dopo la morte scacciate gli spiriti maligni e curate i malati, o medici delle anime e dei corpi; pregate il Signore di aver misericordia delle nostre anime.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Necrosimo. Come appassisce il fiore e passa il sogno, così si dissolve ogni uomo, ma di nuovo, quando echeggerà la tromba, i morti tutti, come in quel grande terremoto, risorgeranno incontro a te, Cristo Dio; allora, o Sovrano, quanti di noi avrai trasferiti, gli spiriti dei tuoi servi, o Cristo, collocali nelle tende dei tuoi santi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutta la mia speranza in te ripongo, Madre della luce: custodiscimi sotto la tua protezione.

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Modo II – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono 2 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà. Tono 2.

OCristo Dio, che come buono glorifichi i tuoi devoti e più dell’oro fai splendere i tuoi santi, per le loro implorazioni da’ pace alla nostra vita, o filantropo; dirigi a te come incenso la preghiera, tu che solo riposi tra i santi.

O vittoriosi del Signore, beata è la terra impinguata dal vostro sangue e sante le dimore che accolsero i vostri corpi, perché nello stadio vinceste il nemico e con franchezza annunziaste Cristo; vi preghiamo di implorare la sua bontà per la salvezza delle nostre anime.

Apostoli, martiri, profeti, gerarchi, monaci e giusti, con le sante donne, voi che ottimamente avete terminato la lotta e custodito la fede e perciò state di fronte al Salvatore con franchezza, supplicate per noi la sua bontà, affinchè siano salvate, vi preghiamo, le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, o Madre di Dio; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos e gli evloghitària.

Circondati in questo mondo da te, che cingi il cielo di nubi, i santi sopportarono i tormenti degli empi e annientarono la seduzione degli idoli; per le loro suppliche libera anche noi dall’invisibile nemico, o Salvatore e salvaci.

Necròsima. Tu che sei sorgente di pietà.

Tu che, come Dio hai potere su tutti i vivi e i morti, o datore di vita, porgi orecchio alle preghiere dei tuoi servi, mostra il tuo cuore, o filantropo e dona la remissione delle colpe alle anime che nella tua amorosa compassione hai trasferito e che speravano in te, più che buono.

Ricordati, Signore, dei tuoi servi nella tua bontà e perdona tutto ciò in cui nella loro vita hanno peccato. Nessuno è infatti senza peccato, all’infuori di te, che puoi donare anche ai defunti il riposo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre santa della luce ineffabile, onorandoti con angelici inni, piamente ti magnifichiamo.

Canone di tutti i santi. Acròstico: Ai puri servi di Dio reco una lode. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

Canta anima mia, il cantico di Mosè: il Signore è mio soccorso, mia protezione è lui che mi ha salvato; è il mio Dio e voglio lodarlo.

Sopportando pene, persecuzioni e roghi, o atleti, con coraggio scacciaste dai confini ogni errore con la potenza di Dio.

I gerarchi e ministri del Signore, per la luce spirituale di cui rifulgevano, sapientemente condussero tutti i fedeli allo splendore della fede.

Lo spirito superbo confondeste e umiliaste con la vostra modestia, santi padri; esaltati ora, da Dio, custodite sempre chi è umile.

Necròsimo. Concedi in eredità, Signore Dio, la luce fulgidissima e la gioia eterna ai servi fedeli, che hai fatto passare a te da questo mondo.

Theotokìon. Le sante donne che lottarono nell’ascesi, con cuore saldo, respinsero valorosamente il nemico ed ora esultano vicino a te, Theotòkos.

Canone per i defunti. Acròstico: Per i trapassati intono un secondo canto.

Ode 1. Irmòs. Al mare burrascoso.

Con la tua morte vincesti la morte, facendo sgorgare l’eternità in Dio: concedila, Signore, alle anime dei defunti, donando loro, per le preghiere dei martiri, la remissione delle colpe.

Ai tuoi fedeli, che ti accolsero nel tempio del loro cuore, concedi, Signore, una fonte inesauribile di pietà, il luogo del riposo nel tuo paradiso di santità, o Cristo, tesoro di bontà e filantropo.

Con la tua forza invincibile incatenasti la morte e ci liberasti: anche ora strappa dai suoi lacci le anime dei defunti, comunicando loro, o buono, la luce infinita.

Theotokìon. Rendendo stabile la mia mente ondeggiante, fissala sui divini precetti di colui che è nato dal tuo grembo santificato e ha distrutto l’oscuro regno dell’ade, o Sovrana Madre di Dio.

Ode 3. Irmòs.

Lo sterile deserto del mio spirito, Signore, rendi fertile e fecondo, tu che sorvegli la crescita d’ogni bene, nella tua bontà divina.

Accesi d’amore per Cristo, gli atleti spensero la pira dei tormenti con la rugiada effusa dallo Spirito Santo.

Gerarchi di Cristo santissimi e venerabili, con la moltitudine dei beati, pregate il Dio filantropo di salvare tutti.

Il santissimo cuore dei profeti ispirati fu degno d’essere magnificato e le sante donne che valorosamente lottarono, ottennero in premio la gloria celeste.

Necròsimo. Morendo in croce per i mortali, donasti loro l’immortalità: allo stesso modo donala ai defunti a te trapassati, o Cristo.

Theotokìon. Con l’assemblea dei profeti e delle sante donne, prega con fervore il Dio che concepisti d’aver pietà di me, o Vergine.

Canone per i defunti. Irmòs.

Sulla pietra della fede mi stabilisti, apristi la mia bocca contro i miei nemici, poiché il mio spirito esulta nel cantarti: Non c’è santo, come non c’è giusto all’infuori di te, Signore.

Coi raggi della tua suprema bontà illumina i fedeli trapassati, che con i martiri stanno alla tua presenza, o misericordiosissimo: tu sei nostro Dio e nessuno è giusto all’infuori di te, Signore.

Nel luogo del ristoro, nel seno di Abramo, tu che sei buono, o Dio, da’ riposo ai tuoi servi che cantano: Tu sei nostro Dio e nessuno è giusto all’infuori di te, Signore.

Concedi ai fedeli, che per tuo volere, transitarono da questo mondo perituro a te, amico degli uomini, di entrare e dimorare nel celeste talamo nuziale come le vergini sagge che conservarono le lampade illuminate.

Theotokìon. Ero morto e consegnato ormai alla terra, ma tu mi hai fatto rialzare generando la fonte della vita; dalle profondità dell’ade mi hai tratto e come Madre del mio Dio, Vergine lodatissima, ti glorifico.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo la tua generazione dalla Vergine il profeta proclamò a gran voce: Ho inteso, Signore, la tua voce e ho temuto poiché sei venuto da Teman, dal santo monte ombroso, o Cristo.

I famosi atleti, imitando la passione di Cristo, torturati dagli aguzzini, con gioia contemplavano i premi eterni: avendoli conseguiti vengono beatificati.

Osservando le leggi dello Spirito santo, o gerarchi, guidavate saggiamente le genti al porto divino come eccellenti nocchieri: e abbandonando le burrasche di quaggiù, raggiungeste la quiete della vita.

Beatissimi padri, sulla terra pellegrini, come sta scritto, il cielo fu la vostra patria; con la temperanza chetaste le passioni carnali, nella potenza di Cristo.

Avendo amato la divina ascesi che davvero procura la vita incorruttibile, per le vostre fatiche, lacrime, temperanza, o donne onorabili, siete ormai divenute degne di implorare Cristo per noi.

Necròsimo. L’innumerevole moltitudine dei defunti, che da questo mondo perituro transitarono a te, Signore, servendoti nella vera fede, unisci alla folla degli eletti, donando loro la vita eterna, o Verbo.

Theotokìon. Il profeta Avvacùm, Madre di Dio, ti vide come monte dalle virtù adombrato, su cui apparve il Signore Dio, coprendo i cieli con la sua incomparabile potenza e salvando dalla morte la stirpe umana.

Canone per i defunti. Irmòs.

A te inneggio: Ho udito la tua voce, Signore e sono sbalordito perché sei venuto fino a me, cercando me lo smarrito, perciò glorifico la tua grande bontà per me, misericordiosissimo.

Concedi ai tuoi servi, addormentati nella speranza, nell’amore e nella fede, la tua gloria inconcepibile, o Cristo, amico degli uomini, per le preghiere dei tuoi insigni martiri.

Signore, fiume eterno di misericordia, disseta i tuoi eletti e nella tua ineffabile compassione disseta alla fonte della redenzione le anime dei trapassati.

Sovrano e Signore dei vivi e dei morti, con la tua potenza risuscitasti quanti furono tratti dalla terra: quanti transitarono a te, Salvatore, degnati di collocarli nel tuo celeste paradiso.

Theotokìon. Interrompesti la maledizione e la rovina di Eva concependo il Creatore che rialza quanti cadono, Genitrice di Dio e unica Madre Vergine.

Ode 5. Irmòs.

La tenebra della mia anima, Salvatore, allontanasti con la luce dei tuoi comandamenti, rischiarami come unico Re della pace.

Dio longanime, per amor tuo i valorosi atleti, disprezzando i beni di quaggiù, sopportarono tutti i tormenti, rinunciando alla carne.

Gerarchi, profeti, venerabili teofori, che rischiarate tutto il creato con i raggi dello Spirito santo, dissolvete le tenebre delle passioni.

I profeti e i gerarchi santi, i venerabili padri, le donne illustri, trovarono grazia presso di te, Cristo, Sovrano di tutti.

Necròsimo. Ti imploriamo, Salvatore, colloca nel coro degli eletti quanti di tra noi hai preso, mostrandoli partecipi di una vita migliore.

Theotokìon. Vergine santissima, vanto dei martiri e dei beati e dei giusti, sottraici, ti supplichiamo, alla tirannia dei demòni.

Canone per i defunti. O datore di luce.

Morti e ormai detenuti in prigione ci rialzasti, strappandoci dai foschi antri dell’ade, mostrando un esercito di martiri, o buono.

Sei venuto per salvarci, Cristo; accogli ora, i defunti a te trapassati: concedi loro di dimorare con Lazzaro nel seno di Abramo.

Interrompesti la secolare inimicizia facendoti tu stesso, Signore, ambasciatore e mediatore di pace: abbi pietà dei nostri defunti e dona loro il riposo.

Theotokìon. Quanti in te confidano, vivono sotto la tua protezione, Madre di Dio, poiché generasti per noi la fonte della vita che, nella sua benevolenza, vivifica l’universo.

Ode 6. Irmòs.

Nell’abisso dei peccati sprofondo, o Cristo e affondo nell’oceano della vita, ma, come Giona dal pesce, riconduci anche me dal gorgo delle passioni e salvami Signore.

Lottando con ardore nell’arena contro il nemico, i martiri, lo catturarono nella rete e ricevettero la corona di vittoria: essi ora pregano per la nostra salvezza.

I gerarchi di Cristo veneriamo con fede e diciamo beati i suoi santi, venendo salvati per le loro suppliche da ogni minaccia, afflizione e malizia del nemico.

Il divino coro delle donne lottò per Dio e servì nell’ascesi il Signore dei cieli; per le loro preghiere salva, o Gesù unico, il tuo mondo.

Necròsimo. Tu che plasmasti l’uomo dalla terra, fonte di vita, dona riposo ai fedeli trapassati, concedendo loro la remissione dei mali, o Gesù compassionevole.

Theotokìon. Santa Theotòkos, santifica i nostri pensieri, stabilizza la mente e salva incolumi da inganni e dardi del maligno, noi che glorifichiamo la tua misericordia, o pura.

Canone per i defunti. Avvolto dall’abisso.

Dell’ineffabile e divino splendore nei cori dei martiri rendi degni quanti hai trasferito dalla terra per tuo volere onnipotente, o filantropo.

Rendi degni dell’illuminazione del tuo glorioso fulgore quanti lasciarono la vita per andare verso la tua luce ineffabile, Signore.

Theotokìon. Mostrati subito potente a favore di quanti t’invocano, purissima Vergine, che generasti Cristo, Signore della vita e della morte.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace i fanciulli imitando i cherubini, gridando cantavano: Benedetto sei tu, nostro Dio, che giudichi rettamente; è per le nostre colpe che ci tratti così; a te la lode e la gloria eterna.

Con la pazienza i santi vinsero Beliar, sopportando la prova tra crudeli torture, poiché amavano davvero il Dio che patì per i nostri peccati; per le loro preghiere, salvaci, o Verbo da tentazioni e pericoli.

Luminosi gerarchi, profeti ispirati, santa folla degli ieromartiri, beate donne, che per l’ascesi foste incoronati, senza sosta pregate perché Dio abbia pietà di noi.

Necròsimo. Là dove non c’è infermità, dolore e lamento, alla luce del tuo volto, Cristo, dove le folle dei santi ora esultano, colloca tutti i trapassati da noi, cancellando tutte le loro colpe, o unico misericordioso.

Theotokìon. Con i martiri, i beati padri e i profeti tutti e le donne sante, supplica l’unico che riposa nel santuario di santificare quanti con voci sante lo glorificano nei secoli, o Vergine pura.

Canone per i defunti. Per ordine empio.

Dio eccelso, discendesti per salvare la stirpe umana dal suo antico errore: per le preghiere incessanti dei martiri, concedi, Salvatore, il riposo nella terra dei viventi a chi è transitato a te da questo mondo.

Con la tua morte annientasti la morte, o unico Signore, unico libero tra i morti: libera ora i tuoi servi dalla morte che meritano per i loro peccati, donando loro l’eredità del regno dei cieli.

Ineffabile e grande la tua compassione, abisso incommensurabile la tua filantropia: concedi dunque ai trapassati la remissione dei peccati e per la tua grazia, o Cristo, mostrali purificati.

Theotokìon. Candelabro della gloria divina, Vergine piena di grazia, davvero portasti quel riflesso per lo Spirito rivelato a noi, dissolvendo le tenebre degli inferi con il fulgore della sua divina luce.

Ode 8. Irmòs.

A colui che sul Monte Sinai prefigurò a Mosè nel roveto ardente il prodigioso mistero della Vergine, cantate un inno di lode: a lui la gloria nei secoli.

Il sangue da voi versato, o atleti, santificò tutto il creato e disseccò sapientemente le fonti dell’errore e dissetò le anime dei fedeli.

Il coro degli asceti e il popolo dei sacerdoti e delle sante donne e dei gloriosi profeti, si dimostrò all’altezza degli angeli imitando nello Spirito, sulla terra, la loro condizione.

Necròsimo. Colloca quanti di tra noi con te hai preso, Signore, fra i tuoi eletti concedendo loro, misericordiosissimo Dio, la remissione delle colpe e il riposo nel seno d’Abramo.

Theotokìon. Vergine pura, che partoristi il nostro Dio, con i profeti, i giusti, i martiri, i beati, le sante donne, i gerarchi che ti confessarono fino alla morte, prega il Salvatore d’aver pietà di noi.

Canone per i defunti. Un tempo a Babilonia.

Tu che ci indicasti la uscite dalle tenebre della morte, facci anche conoscere, nella tua potenza, o Dio, gli atri della vita, che i tuoi martiri ottennero di attraversare.

Concedi ai tuoi fedeli trapassati il giorno santo della tua luce senza fine; Sovrano, amico degli uomini, cancella la macchia vergognosa dei loro peccati, o unico senza peccato.

Eravamo caduti in potere della morte, ma la tua morte, Cristo, ci rialzò donandoci gioia, delizia e la vita eterna; concedila anche ai tuoi fedeli trapassati.

Theotokìon. Tremendo e immenso è il mistero del tuo parto, Madre di Dio: generasti infatti il Signore che né morte, né tomba poterono trattenere; perciò noi, genti tutte, ti glorifichiamo.

Ode 9. Irmòs.

Con inni incessanti, magnifichiamo, o fedeli colei che oltre la natura, ha concepito in seno, secondo la carne, il Verbo che dal Padre eternamente rifulge.

Forti contro le passioni, potenti contro i nemici, o vittoriosi, vinceste lottando secondo le regole e ricevendo da Dio la corona.

Come sacerdoti di Dio, divenuti imitatori del buon pastore, avete santamente pascolato i suoi greggi, o gerarchi gloriosi.

Con i venerabili asceti e i sacri profeti, imitiamo le folle dei generosi lottatori e di quanti con l’ascesi abbatterono il nemico.

Necròsimo. La gloriosissima moltitudine dei tuoi beati, o Cristo, senza sosta t’implora: Quanti nella fede trasferisti, falli partecipi, Signore, della vita eterna.

Theotokìon. Tu che partoristi nella carne Dio misericordiosissimo, supplicalo sempre, con tutti i santi, di salvarci dai pericoli, o pura Vergine Madre.

Canone per i defunti. Benedetta, purissima.

Tu che su morti e viventi hai potere, o fonte di ogni vita, concedi l’eredità nei cieli e lo splendore dei santi e dei tuoi vittoriosi gloriosi, o Sovrano, a quanti da questa terra a te sono passati.

Tu, il Verbo che un giorno mi desti l’essere, o fonte di ogni vita e che ancora mi gratifichi dell’essere secondo il bene, concedi nella tua misericordia ai tuoi servi defunti, di dimorare nel desiderato seno del progenitore Abramo.

Tutto radiosa dolcezza, o mio Salvatore, ti si chiama: tutto tu sei insaziabile brama; disseta al torrente delle delizie e all’acqua della remissione i defunti che ti danno gloria senza sosta.

Theotokìon. Noi fedeli, com’è degno, ti diciamo ora beata, Madre di Dio, secondo le tue parole ispirate, perché tu sola generasti per gli abitanti della terra il Dio che annienta il potere della morte, o Vergine Madre.

Apòsticha delle lodi, martyrikà.

Ricevuta la croce di Cristo, arma invincibile, i santi martiri annientarono tutta la forza del diavolo e ottenuta la celeste corona, divennero per noi baluardo e per noi sempre intercedono.

Ti implorano, o Cristo, le folle dei tuoi santi: abbi pietà, o Salvatore, delle nostre anime.

Ogni città e paese onora le vostre reliquie, o martiri vittoriosi: lottaste secondo le regole, per questo otteneste la celeste corona e siete così vanto dei sacerdoti, vittoria degli imperatori, decoro delle Chiese.

Necròsimo. Quale lotta ha l’anima nel separarsi dal corpo! Come lacrima allora e non c’è chi ne abbia pietà! Volgendo lo sguardo agli angeli, supplica invano; tendendo agli uomini le mani, non ha chi l’aiuti. Perciò, miei amati fratelli, pensando al breve tempo della nostra vita, chiediamo a Cristo per i defunti il riposo e per le nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon. Quando dal legno.

Dopo aver consumato tutta la mia vita nel male, infelice che sono, ora mi trovo, o pura, privo di ogni opera buona. Vedendo avvicinarsi la morte, pavento, ahimè, il tribunale del tuo Figlio e Dio: da esso scampami, o Vergine e prima di quell’inevitabile momento, convertimi, o Sovrana e salvami.

Se c’è l’alliluia diciamo i martyrikà alle lodi. Agli apòsticha i seguenti.

Quando dal legno.

Con la tua vivificante morte, Sovrano, distruggesti l’assalto della morte e la corruzione, per tutti scaturisti la vita eterna e ai morti donasti la risurrezione, o Salvatore; perciò ti preghiamo: da’ anche ora riposo a quanti con fede trapassarono a te e rendili degni della tua gloria immortale, o filantropo.

Stico. Beati quanti hai scelto e preso con te, Signore.

Per render partecipi gli uomini del regno divino, sopportasti la croce accogliendo una morte volontaria; perciò ti preghiamo: nella tua amorosa compassione rendi partecipi del tuo regno quanti con fede trapassarono a te e falli degni, o filantropo, della tua dolcissima bellezza.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Volendo salvare la tua creatura ti compiacesti di compiere il mistero davvero profondo della tua economia, o più che buono e comprasti tutto il mondo col tuo prezioso sangue; perciò supplichiamo: rendi degni della liberazione con tutti i santi quanti con fede a te trapassarono.

Stico. E la loro memoria di generazione in generazione.

Stando con tremore, o Cristo, davanti al tuo tremendo e temibile trono, i morti da secoli attendono il tuo giusto verdetto, o Salvatore e aspettano il giusto giudizio di Dio: risparmia in quel giorno, o Sovrano e Salvatore, i servi che con fede a te trapassarono e rendili degni del tuo eterno gaudio e della tua beatitudine.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Venite, acclamando con inni incessanti, glorifichiamo tutti la Madre della luce, perché generò la nostra salvezza; offriamo il saluto: Salve, all’unica che partorì il Dio che è dal principio, anteriore a tutti i secoli. Salve, tu che partoristi colui che riplasmò Eva, salve, Vergine pura, ignara di nozze.

Alla Liturgia.

I Makarismì (Beatitudini).

La voce del ladro ti presentiamo gridando: ricordati di noi, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

Imitando la passione di Cristo, o martiri, sempre curate le moltitudini di dolori dei mortali.

Con i profeti e i beati, gli apostoli e i maestri furono ben graditi al Creatore di tutto.

Con tutti i tuoi santi concedi riposo, ti preghiamo, Signore, ai tuoi servi fedeli che hai preso

Gloria.

Trinità consustanziale, abbi compassione dei tuoi cantori sempre liberandoli dagli scandali del nemico.

E ora. Theotokìon.

Le suppliche dei tuoi servi non disprezzare, o purissima, salvandoci da molti peccati e tribolazioni.

FINE DEL SECONDO TONO

Anche se occupi solo il secondo posto,

Il primo piacere spetta a te per il flusso di miele.

La tua melodia, mielata e dolcissima,

Cura le ossa e delizia i cuori.

Le Sirene hanno certo cantato nel secondo tono.

Così scorre delicato il tuo canto con gocce mielate.

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Modo I – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono 1 Venerdi Sera ai Vespri

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

Sono morto tempo fa per il cibo di un albero, consigliato dal serpente, esiliato ormai dalla tua gloria, me infelice; perciò sono ora morto per il peccato, me miserabile; ma tu, filantropo, tu, unico che subito perdona, rendimi cittadino del paradiso.

Abbandonata ogni cosa, pensa, anima mia, alla tua ultima ora e bada a te stessa, preparandoti all’esodo, perché giungendo improvvisa la morte non ti colga impreparata; vegliando dunque sempre davanti al Signore, prega e piangi.

Uccidi il pensiero passionale che mi disturba e i miei moti disordinati, o Dio preeterno, con la tua divina potenza rasserena come compassionevole, concedendomi la remissione delle colpe, tu che facilmente ti riconcili, pietoso e amico degli uomini, per la ricchezza della tua benevolenza.

Della Theotòkos. Uguale.

Santa sposa di Dio, rendimi puro, dignitoso e temperante, mite, silenzioso e decoroso, retto, pio, sincero e forte, saggio e paziente, benevolo, sereno e misurato, senza difetto, senza macchia e irreprensibile e, oltre a ciò, partecipe del paradiso.

Per la mia spudorata dissolutezza sono divenuto esca per il fuoco, progettatore di trasgressioni, maestro di passioni, guida alla lussuria, intrattenitore di licenziosità, fautore d’intemperanza e anche solo pensandoci mi compiaccio, Vergine purissima; ma tu liberami da ogni rovina.

Terribilmente mi avvolgono tremendi torrenti di peccato, pene d’inferno mi circondano, il laccio spirituale della morte mi aspetta; a te, Sovrana misericordiosa, grido il dolore nel mio cuore: affrettati a strapparmi ora dalla disperazione della morte e dalla perdizione dell’ade.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Cantiamo la Vergine Maria, gloria di tutto il mondo, nata dagli uomini e Madre del Sovrano, porta del cielo, canto degli incorporei, decoro dei fedeli; essa divenne cielo e tempio della divinità. Abbattuta la barriera dell’inimicizia introdusse in suo luogo la pace e aprì il regno. Possedendo quest’àncora della fede abbiamo come difensore il Signore nato da lei. Coraggio dunque, coraggio, popolo di Dio: egli combatterà i nemici, egli, l’onnipotente.

Prokìmenon. Tono Grave.

Dio è mio liberatore; la tua misericordia mi accompagna.

Stico. Strappami dai miei nemici, o Dio e liberami dai miei avversari.

Apòstica martyrikà.

La vostra confessione nello stadio, o santi, sbalordì l’esercito dei demoni e liberò dall’inganno gli uomini; perciò, pur col capo reciso, gridavate: sia accetto davanti a te, Signore, il sacrificio delle nostre vite perché, amando te, filantropo, disprezzammo questa vita fugace.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

Oh, le vostre belle fatiche, o santi! Avete dato sangue ed ereditaste i cieli; per breve tempo provati, eternamente esultate: realmente bello il vostro commercio, poiché, lasciando le cose corruttibili riceveste le incorruttibili e nel coro degli angeli cantate senza fine la Trinità consustanziale.

Stico. Per i santi che sono sulla terra il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.

Autòmelo. Martiri degni d’ogni lode, non vi ricoprì la terra, ma vi accolse il cielo; a voi si sono aperte le porte del paradiso e là giunti gustate l’albero della vita pregando Cristo perché sia donata alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Necròsimo. Quale piacere della vita rimane privo di tristezza? Quale gloria è immutabile sulla terra? Tutto è più fragile dell’ombra, tutto più ingannevole dei sogni, un istante e a tutto ciò sottentra la morte; ma a coloro che chiamasti, Cristo, dà riposo nella luce del tuo volto e nella dolcezza del tuo splendore, amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Noi ti salutiamo: Salve, santa Vergine Theotòkos, sacro tesoro di tutta l’ecumène, inestinguibile lampada, contenitore dell’incontenibile, indistruttibile tempio, salve: da te è nato l’Agnello che toglie i peccati del mondo.

I martyrikà quando c’è Alliluia, si cantano al Signore a te ho gridato. Agli apòsticha poi diciamo il primo martyrikòn e due necròsima.

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Modo I – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono 1 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà.

Tono 1. Sigillata la pietra.

Come buoni soldati concordi nella fede, senza temere le minacce dei tiranni, o santi, prontamente andaste a Cristo portando la croce preziosa e, finita la corsa, dal cielo riceveste vittoria. Gloria a colui che vi ha rafforzato, gloria a colui che vi ha incoronato, gloria a colui che, per voi, risana tutti.

Martyrikòn. Lasciati commuovere, Signore, dalle sofferenze patite per te dai santi e sana, ti preghiamo, tutti i nostri dolori, o filantropo.

Supplichiamo tutti i martiri di Cristo: essi infatti implorano la nostra salvezza e con affetto accostiamoci a loro con fede; sono loro che concedono la guarigione e, come custodi della fede, sbaragliano falangi di demoni.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Gabriele ti recò il saluto: Salve, Vergine e a quella voce il Re dell’universo si incarnò in te, arca santa, come ti chiamò il giusto Davide. Sei divenuta più ampia dei cieli, portando il tuo Creatore. Gloria a colui che in te dimorò, gloria a colui che da te uscì, gloria a colui che ci liberò per il tuo parto.

Dopo la seconda sticologia, Kathìsmata. Martyrikòn.

Come ornamento per la loro lotta e onore di corone, i gloriosi vincitori si rivestirono di te, Signore, poiché con la costanza nei tormenti volsero in fuga gli empi e per la potenza divina ricevettero dal cielo la vittoria. Per le loro suppliche donaci, o Dio, la tua grande misericordia.

Altri kathìsmata, necròsima.

Annientasti, Cristo il potere della morte e facesti zampillare l’incorruttela per i mortali: quanti in te credono non muoiono, ma in te vivono. Dà dunque riposo, Signore, alle anime dei tuoi servi e collocali tra i tuoi santi, per intercessione della Madre di Dio, donando loro le tue misericordie.

I soldati a guardia.

In luogo luminoso, nel coro dei giusti, dà riposo, Salvatore, a quanti a ta trapassarono, perché in te, amico degli uomini, riposero la loro speranza; accogli la preghiera per i padri e per i figli e giustifica quanti ricordiamo, come colui che è misericordiosissimo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Prodigio dei prodigi, piena di grazia, il creato, contemplandoti, esulta: senza seme concepisti e ineffabilmente partoriti colui che le principesche schiere degli angeli non hanno la forza di guardare: imploralo per le nostre anime.

Canone per i profeti e i martiri.

Alla nona ode l’Acròstico è: Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

La tua destra vittoriosa, magnifica nella sua forza, si è glorificata, poiché per la tua potenza, Signore immortale, distrusse i nemici aprendo per Israele una via nuova nel profondo del mare.

Tu che tieni in mano i confini, d’una forza simile dotasti le mani dei tuoi profeti e per le loro suppliche, o Verbo, strappa il documento scritto dei nostri peccati e liberami dalle mani dei nemici.

Come profeti apriste il vostro spirito alla luce di Dio e riceveste lo splendore per annunziare l’oriente spirituale, gloriosi illuminatori delle nostre anime.

Martyrikà. Avendo inaridito l’abisso dell’idolatria col sangue versato nelle vostre lotte, seccate dunque il torrente delle nostre iniquità, beati martiri, con la rugiada delle vostre sante preghiere.

Nugolo splendido dei martiri, pregate il radioso Sole, sorto dalla Nube verginale di scacciare dai nostri cuori le nubi oscure e salvarci dalla geenna di fuoco.

Theotokìon. Sempre i pensieri mi fanno scivolare, sempre medito pensieri cattivi; pazzamente mi sono lasciato sedurre, divenendo tutto preda del nemico: non disprezzare, o Vergine, il tuo servo.

Canone necròsimo. Acròstico:

Offro il mio primo inno ai fedeli defunti.

Ode 1. Stesso irmòs.

Con la tua morte spezzasti le porte della morte e i suoi catenacci: ai fedeli defunti apri dunque le porte dell’immortalità che supera ogni mente, per le preghiere dei martiri, immortale Signore.

Per farci partecipare alla tua vita divina, fonte di vita, discendesti nella morte; spogliandola dei suoi tesori ci prelevasti di forza; concedi dunque ai defunti il riposo.

Assumendo il mio essere mortale e corruttibile l’hai rivestito di immortalità, facendolo entrare nella vita eterna, nella beatitudine infinita, là dove ti preghiamo di far riposare, misericordioso Dio, quanti a te trapassarono.

Theotokìon. Celebriamo, o fedeli, colei che concepì il Verbo Dio da Dio; per le anime defunte divenne cammino di vita e noi la glorifichiamo per aver generato e portato il nostro Dio.

Ode 3. Irmòs.

Tu che solo conosci la debolezza della natura dei mortali e per compassione te ne sei rivestito, circondami di potenza dall’alto, sicché a te gridi: Santo il tempio spirituale della tua gloria immacolata, o Filantropo.

Diveniste, sapienti profeti, strumenti dello Spirito, chiaramente rivelando la discesa del Verbo a noi; pregatelo di donare luce e misericordia a chi vi canta con fede.

Sulle tavole dei vostri cuori venne fedelmente trascritto il decalogo della salvezza: al mio cuore insozzato dalla legge del peccato, profeti da Dio ispirati, procurate la redenzione con le vostre sante preghiere.

Martyrikà. Valorosamente interrompeste le bestemmie dei tiranni, nella vostra elevazione verso Dio, o martiri, perciò a voi grido: con le vostre sante suppliche, distruggete il feroce dragone contro di me insorgente.

Partecipi della passione divina e dell’irraggiungibile regno futuro, gloriosi martiri, liberatemi dalle passioni carnali in questa vita, dalla geenna e dal giudizio nel secolo venturo, con le vostre preghiere al Creatore.

Theotokìon. Il tuo popolo, radunato in questo tempio per cantarti, rendi partecipe un giorno delle dimore immateriali, o dimora più vasta dei cieli, per il favore della materna intercessione presso Cristo Signore e Sovrano di tutti.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Tu che solo sei buono e misericordioso, dà riposo ai fedeli trapassati nel paradiso celeste, nel luogo dell’ineffabile gioia, dove l’esultanza fa risplendere la il nugolo dei martiri.

Tu solo apparisti sulla terra senza peccato, mio Salvatore, che per la tua misericordia togliesti il peccato; dà riposo alle anime trapassate nel tuo paradiso di santità, nelle delizie celesti, o amico degli uomini.

Abolendo il dominio della morte hai fatto scaturire la vita eterna per tutti i fedeli, che ti hanno raggiunto nella pietà, immortale Signore: concedila senza guardare le mancanze, ma perdona tutti i loro peccati.

Theotokìon. Senza seme, Vergine, concepisti il Verbo eterno, incarnatosi per vivere fra noi; distruggendo il potere della morte, fece scaturire la vita e donò ai mortali la risurrezione, lui che è misericordioso.

Ode 4. Irmòs.

Avvacum, contemplando con occhi profetici te, come monte ombreggiato dalla grazia divina, annunziò che da te sarebbe uscito il santo d’Israele, a salvezza e rinnovazione nostra.

Appariste lampade che nello Spirito manifestano il Verbo della vita e misticamente rischiarano tutta la terra, o profeti; perciò grido: con la vostra preghiera tenete accesa la lampada del mio cuore.

Come fiumi traboccanti dei flutti vivificanti dello Spirito, irrigando la terra con le vostre onde, gloriosi profeti ispirati, spandete, nella mia anima arida e logora il vostro refrigerio.

Martyrikà. Spegnendo con i rivi del vostro sangue, o illustri, i carboni ardenti dell’ateismo, refrigerate me, dardeggiato dal maligno, con la rugiada dello Spirito.

Tu che gradisci l’intercessione dei martiri, che per te lottarono e sconfissero il nemico, tu che sei buono, o Cristo, strappami dai nemici visibili e immateriali, che sempre cercano di uccidermi.

Theotokìon. Tempio della gloria sei tu, pura Vergine e noi, devotamente radunati nel tuo tempio santo, imploriamo il tuo soccorso e la tua venerabile protezione in cui troviamo salvezza.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Annoverato fra i morti tu, l’unico libero, uccidesti l’inferno con la tua invincibile forza, Cristo: per le preghiere dei tuoi santi martiri, libera da ogni condanna le anime dei fedeli.

Ti sei acquistato i figli di Adamo come prezzo della tua immolazione, o Sovrano, propiziazione universale; per questo chiediamo alla tua misericordia di donare il riposo ai defunti, perdonando le loro colpe.

Per noi hai sofferto d’esser seppellito per risuscitare i mortali, condannati a vivere nell’ombra della morte; o mio Salvatore, unico filantropo, concedi ai defunti la vita eterna.

Theotokìon. Per il tuo parto si salvò la stirpe umana: tu infatti concepisti per noi la vita enipostàtica, che libera dalla morte e ci conduce alla vita, purissima Sovrana, Genitrice di Dio.

Ode 5. Irmòs.

Tu che col fulgore della tua venuta, Cristo, ci illuminasti e con la tua croce facesti splendere i confini del mondo, con la luce della tua scienza divina, illumina i cuori di quanti in modo ortodosso ti inneggiano.

Brillando per la pietà all’ombra della Legge, rivelaste il vivo splendore della grazia di Dio: salvatemi dall’ombra del peccato mortale, gloriosi profeti del Signore.

Vegliando davanti a Dio tutta la notte, luminoso profeta Isaia, riflettevi la divina illuminazione; perciò ti supplico: al mio cuore ottenebrato porta la luce con le tue sante preghiere.

Martyrikà. I corpi tesi, tormentati dai supplizi, gloriosi atleti del Signore, Dio vi glorificò nelle vostre membra; con le vostre preghiere ottenetemi, o beati, la gloria degli eletti.

Verbo di Dio, tesoro di beni, fa’ che nella mia anima venga concepito il timore della tua maestà, generando lo spirito della tua salvezza, per le preghiere dei tuoi martiri, che all’infuori di te non amarono nessuno.

Theotokìon. In te riconosciamo la Madre di colui che di sua volontà creò il mondo; accorriamo al tuo tempio divino per domandarvi, o Vergine, la remissione dei peccati, grazie alla tua mediazione.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Prendendo su di te la morte e il suo veleno accettasti la condizione mortale e ottundesti il pungiglione della morte; dà riposo, dunque, o Cristo vivificante alle anime dei defunti, per le preghiere dei tuoi martiri.

Tu che liberasti l’umanità dalla tomba e dalla morte, dona ai tuoi fedeli defunti d’abitare nel tuo paradiso di santità, dove non c’è dolore, ma letizia e gioia fioriscono.

Come apristi il paradiso al crocifisso con te, accogli sempre Signore, le anime dei fedeli defunti e dona loro d’abitare nella Chiesa dei primogeniti.

Theotokìon. Salvezza di chi possiede in te l’àncora di speranza, conducili, Vergine benedetta e purissima, al porto della volontà divina, tu che sempre sei buona e maternamente intercedi.

Ode 6. Irmòs.

Ci ha circondato l’estremo abisso: non c’è chi ci liberi; siamo considerati pecore da sgozzare; salva il tuo popolo, o Dio nostro; poiché tu sei la forza e il restauro dei deboli.

In pericolo nell’oceano di questa vita e gettato alle fauci del mostro del peccato, come Giona, liberami dalla fossa della morte; Cristo, divino nocchiero, guidami ai porti tranquilli della vita.

Il coro dei santi profeti, che rifulsero sotto la legge, servendo Cristo prima della Legge, ti supplica: tu che riposi in essi, o Buono, concedici la remissione dei peccati.

Martyrikà. Provati da pene e tormenti; beati martiri, mai rinnegaste Cristo; con le vostre preghiere a Dio, liberate me, provato dagli assalti del nemico.

Ornati di atletica perfezione, soldati di Cristo, ora state presso colui che orna di bellezza il mondo; per questo vi supplico di correggere la viltà della mia anima, affinchè le vostre preghiere l’abbelliscano.

Theotokìon. Dimora casta e pura del Signore, purifica dalle passioni il mio cuore; o tempio del Verbo, rendimi limpido vaso dello Spirito divino, perché canti e magnifichi te, degna di ogni lode.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Misericordioso Dio, concedi ai defunti il perdono dei peccati e la gioia senza fine, là dove risplende il tuo volto, che illumina i tuoi santi martiri.

Per il sangue fluito dal tuo fianco liberasti il mondo, Dio Salvatore: libera, dunque, tutti i fedeli defunti per la forza della tua passione, perché tu stesso ti sei liberato in riscatto per il mondo.

Le tue mani mi plasmarono un tempo e ponesti in me il tuo Spirito e pure dopo la caduta hai voluto riplasmarmi più bello di prima; dà riposo, ora, alle anime dei fedeli defunti.

Concedi un posto al tuo banchetto, nella luminosa sala del festino, ai fedeli che in te riposano, senza guardare i loro peccati, Signore misericordioso e compassionevole, unico buono.

Theotokìon. T’inneggiamo, Vergine benedetta, per te è sorto per noi immersi nella tenebre e nell’ombra della morte l’intramontabile Sole di giustizia: divenisti infatti per noi mediatrice di salvezza.

Ode 7. Irmòs.

Noi fedeli, Madre di Dio, ti consideriamo spirituale fornace, poiché come quella salvò i tre fanciulli, così l’Altissimo nel tuo grembo riplasmò me tutto intero, il benedetto Dio dei padri, gloriosissimo.

I santi profeti in coro t’implorano, Signore: benedici con benedizioni spirituali coloro che ti glorificano e con canti d’esaltazione senza sosta gridano a te, Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Fanciulli, fedeli a Dio, per la rugiada celeste avete vinto la natura del fuoco: salvatemi dalla fiamma eterna perché possa salmodiare senza sosta e celebrare il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Martyrikà. Divenuti illustri per i trofei conquistati nello stadio, trovaste gloria in Dio: rendetemi degno, gloriosi martiri, dell’eterna gloria preparata per chi canta devotamente il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

O martiri, che domaste i leoni aizzati contro di voi, per il vostro slancio verso il Signore, calpestate il drago che sempre mi si avventa contro e salvate me che canto il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Theotokìon. Sii mia avvocata, Madre buona, presso il Dio che hai generato, perché si degni di salvarmi dalla geenna e mi accolga nel regno dei cieli, sì che possa cantare sempre il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Incorona con i raggi della tua immacolata gloria, o Cristo, tutti quelli che dall’oceano di questa vita son passati a te per cantare con i santi martiri il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Tu incarni il nuovo Adamo: modellasti l’antico e la maledizione gravante su di lui cancellasti da solo; perciò ti preghiamo, dà riposo ai fedeli defunti, nelle delizie del paradiso, o Cristo, unico compassionevole.

Tu solo sai la nostra fragilità: tu che sei buono e compassionevole, colloca i fedeli defunti là dove splende la luce senza fine della tua visione, Cristo Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Theotokìon. Le ombre della legge, i sogni d’un tempo svaniscono nel tuo concepimento: hai fatto sorgere su noi la fulgida grazia di Dio, per cui fummo salvati dall’antica condanna, o pura Madre di Dio, noi che celebriamo il Dio gloriosissimo.

Ode 8. Irmòs.

Nella fornace i figli d’Israele, come metallo in fusione, più che oro puro, brillarono per la bellezza della pietà, cantando: benedite, opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ingiustamente provati e perseguitati per Cristo da prove e tormenti, o profeti, liberate noi che cantiamo: benedite, opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Vasi in cui Dio mise i suoi doni, profeti ispirati, senza sosta pregate perché diventiamo dimore dello Spirito santo, noi che gridiamo: benedite, opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Martyrikòn. Incatenati spezzaste ogni astuzia del nemico: liberatemi dunque dalle catene del peccato, sapienti martiri, perché canti: benedite, opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Tu che concepisti la fonte della luce, o Vergine, rischiara gli occhi del mio cuore alla luce della sapienza divina per cantare: opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Dei defunti. Stesso irmòs.

Tu che per la fede giustifichi gli uomini, per le preghiere dei martiri, Dio Salvatore, colloca alla tua destra i fedeli defunti per cantare: opere tutte, lodate il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Dei tuoi servi defunti, Signore lava ogni colpa con la rugiada del tuo amore, perché cantino: opere tutte, lodate il Signore ed esaltatelo nei secoli.

Tu che hai piena potestà sulla vita e sulla morte, compiàciti di far trovare il tuo splendore a quanti con fede si sono addormentati acclamando: Opere tutte, lodate il Signore, ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Vergine pura, sei per noi mediatrice di salvezza nello splendore della vita eterna; noi tutte opere del Signore ti cantiamo, divina Madre e ti esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Il roveto ardente che non si consumava ci ha mostrò una figura del tuo parto puro; estingui, ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni che infuria contro di noi, affinchè, Madre di Dio, senza fine ti magnifichiamo.

Perché nelle sacre tende fosse rivelata in anticipo la tua benevolenza, facesti dei tuoi profeti strumenti eletti manifestando già per mezzo loro ciò che sarebbe stato; per loro t’imploriamo: donaci la tua compassione.

Ti sei rivelato ai profeti, Sovrano, nella misura in cui erano capaci di vedere il tuo splendore; rendici capaci, per le loro preghiere, delle luci pure che sono in te, purificando le nostre anime dalle passioni peccaminose.

Martyrikà. Consegnando il corpo ai flagelli, avete flagellato le torme dei demoni, custodendo il vostro intelletto salvo dai loro colpi, o martiri: sanate dunque, con le vostre preghiere, il mio cuore colpito dal dardo del maligno.

Era l’ostilità dei persecutori, che pativa quando infliggeva a voi i dolori dei colpi, venerabili martiri, difensori della fede: curate dunque gli atroci dolori della mia anima e le ferite del mio cuore.

Theotokìon. Fremono le schiere degli intelletti celesti vedendo il divino splendore del Padre inespli-cabilmente tenuto da te fra le braccia e divenuto a te somigliante, Vergine Madre purissima, per divinizzare i mortali.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Tu che sei Dio misericordioso e amico degli uomini, perdona alla creatura da te plasmata e dà riposo nelle tende dei tuoi santi, dove tutti i martiri esultano, a quanti con fede hanno lasciato questo mondo effimero, o misericordiosissimo.

E’ tuo l’abisso di misericordia che vince le colpe dei tuoi servi: accogli, dunque, coloro che hai scelto, dà loro riposo nel seno di Abramo, o amico degli uomini e falli dimorare con Lazzaro nella tua luce.

Divenuto con la crocifissione liberatore e Salvatore del genere umano, rendi degni del gaudio divino, della vita pura, della letizia e dello splendore quelli che tra di noi, nella tua benevolenza, hai ora trasferito.

Theotokìon. Trascendono l’intelletto le tue meraviglie: tu sola sotto il sole, purissima Vergine, hai dato a tutti di contemplare il nuovissimo prodigio del tuo parto incomprensibile: perciò tutti ti magnifichiamo.

Exapostilaria. Tono 3.

O Dio, che solo riposi nel santuario, salva quanti invocano il tuo nome, per le preghiere degli apostoli, dei martiri, dei profeti, dei gerarchi e di tutti i santi.

O Dio, Re dei morti e dei vivi, dà riposo ai tuoi servi nelle tende degli eletti e se anche peccarono, mai da te si allontanarono, Dio Salvatore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

In te ci rallegriamo, divina Madre, nostra protettrice presso Dio: stendi la tua mano invisibile e distruggi i nostri nemici, invia ai tuoi servi un soccorso dall’alto.

Stichirà delle Lodi. Martyrikà. Tono 1.

Venite, popoli tutti, con inni e cantici spirituali onoriamo i vittoriosi di Cristo, i luminari del mondo, gli araldi della fede, la fonte perenne dalla quale per i fedeli sgorgano guarigioni; per le loro suppliche, Cristo Dio nostro, concedi al tuo popolo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Ecco i soldati del gran Re: si opposero ai decreti dei tiranni e disprezzarono generosamente i tormenti; calpestata ogni seduzione e degnamente incoronati, chiedono al Salvatore pace e per le nostre anime la grande misericordia.

Non han potuto separarvi da Dio, lodatissimi martiri, né tribolazioni, né angoscia né fame, né persecuzione, né flagelli, né furore di belve, né spada o fuoco minaccioso; ma lottando per suo amore come in corpi estranei, dimenticaste la natura, disprezzando la morte e giustamente avete avuto ricompensa per le vostre pene: del regno di Dio siete divenuti eredi; pregate dunque senza sosta per le nostre anime.

Esultate, martiri, nel Signore; ingaggiano la buona battaglia, avete resistito ai re e vinto i tiranni; non temevate né fuoco, né ferro e mentre belve feroci vi divoravano il corpo, a Cristo, con gli angeli, inneggiavate, ottenendo così celesti corone; chiedete che sia donata al mondo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.

Necròsimo. Con le opere, mio Salvatore, mostri d’esser la risurrezione di tutti, risuscitando Lazzaro dai morti con la tua parola, o Verbo; allora furono infrante le sbarre dell’Ade e scardinate le sue porte; allora si rivelò un sonno la morte dell’uomo; tu dunque, che sei venuto non per giudicare, ma per salvare la creatura da te plasmata, dà riposo a quelli che hai chiamato, come filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, Madre di Dio Maria, poiché generasti il Re, il Salvatore e l’illuminatore di tutti i secoli.

Quando c’è l’alliluia cantiamo i martyrikà qua sopra alle lodi, mentre i seguenti prosòmia, composti da Teofane, li diciamo agli apòsticha. Tutti questi prosòmia hanno questo acròstico: O Cristo, scrivi i tuoi servi nel libro dei viventi.

Martiri degni di ogni lode.

Ti preghiamo, Salvatore, rendi degni i defunti della dolce comunione con te e falli abitare nelle tende dei giusti, nelle dimore dei tuoi santi, nelle dimore celesti senza far conto delle loro colpe, per la tua compassione e concedi loro il riposo.

Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.

Nessuno è senza peccato, se non tu, unico immortale: colloca dunque i tuoi servi nella luce, con i cori dei tuoi angeli, Dio misericordioso e non considerare i loro peccati, nella tua compassione e dona loro il perdono.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Le tue promesse, Salvatore, superano ogni realtà visibile: ciò che occhio non ha visto, né orecchio udito, ciò che a cuore d’uomo non è mai salito; fa’ dunque che le raggiungano, ti preghiamo, quelli che tra di noi a te sono passati e dona loro la vita eterna.

Stico. La loro memoria di generazione in generazione.

Allietandosi della tua croce, Salvatore, i tuoi servi passarono a te fiduciosi, o amico degli uomini; in riscatto delle loro colpe dona loro ora regalmente questa croce da cui effondesti il tuo vivificante e prezioso sangue e concedi loro di godere della gloria infinita.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Scongiura Cristo tuo Figlio, Vergine Madre, perché doni il perdono delle colpe ai tuoi servi che piamente ti hanno proclamato Madre di Dio e tale ti hanno definita con parola verace: conceda loro nel suo regno lo splendore dei santi e la letizia.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

La folla innumerevole degli atleti, dei sommi sacerdoti e delle donne sapienti e degli insigni profeti ti supplica, o Gesù Dio: concedi a tutti remissione delle colpe come unico filantropo.

Voi che avete compiuto la sacratissima corsa, o asceti di Cristo, con i sacri gerarchi e i profeti foste degni di abitare gioiosi la città celeste con gli angeli.

Colloca nella luce senza sera, o Cristo, quanti hai trasferito trascurando le loro trasgressioni, come Dio compassionevole Dio affinché glorifichiamo la tua ricca misericordia, o benefattore.

Gloria.

Con il Padre tuo preeterno e il santo Spirito, Cristo Dio, tutti glorifichiamo la tua filantropia acclamando: Ricordati dei tuoi servi nell’ora del giudizio, Signore.

E ora. Theotokìon.

Come palazzo, trono di gloria e nube di luce ti inneggiamo e supplichiamo, o pura: sciogli le nubi maligne e le passioni delle nostre anime, o fanciulla.

FINE DEL PRIMO TONO

Larte della musica abbellendo i tuoi suoni,

Ti dà il primo posto. Ah, quanto meritato!

Tu che sei chiamato primo tono dallarte della musica,

Prima di tutto lasciati elogiare da noi a parole.

O primo, la prima delle bellezze tu ottieni;

Primo premio che possiedi ovunque.

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