PERIODO DEL TERZO TONO Sabato al Mattutino
Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà.
Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.
Nella tua onnipotenza, Signore, colmasti di gioia la memoria dei tuoi vittoriosi: li rafforzasti perché imitassero la tua passione; valorosamente infatti vinsero la potenza di Beliar e perciò ottennero carismi di guarigioni; per le loro preghiere, o Cristo Dio, concedi pace al tuo popolo.
Coperti dall’armatura di Cristo e rivestiti delle armi della fede, abbatteste da lottatori gli schieramenti del nemico; coraggiosamente sopportaste per la speranza della vita tutte le minacce e i flagelli dei tiranni: per questo riceveste le corone, martiri di Cristo dall’animo forte.
Idiòmelon. Come astri fulgidissimi risplendete per la fede, o santi, medici dei malati, celebratissimi vincitori: voi infatti, senza temere i tormenti dei tiranni, avete schiacciato al suolo le ignominie degli idoli, tenendo come invitto trofeo la croce della verità.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Celebriamo in te colei che fu mediatrice per la salvezza della nostra stirpe, Vergine Madre di Dio: poiché con la carne da te assunta, tuo Figlio, nostro Dio, accettando di patire sulla croce, ci ha liberato dalla corruzione, lui che è amico degli uomini.
Altri Kathìsmata, dopo l’àmomos. Martyrikòn.
La vostra coraggiosa resistenza vinse le macchinazioni del nemico, principe del male, o illustri atleti, perciò site divenuti degni della felicità eterna; essendo martiri della verità, pregate dunque il Signore di salvare il gregge del popolo amico di Cristo,.
Necròsimo. Attonito di fronte.
Quando alla tua parola ci presenteremo al tuo imparziale tribunale, non confondere quanti in te credettero, o nostro Salvatore; tutti infatti peccammo, ma non ci distogliemmo da te; perciò ti supplichiamo: Da’ riposo nelle tende dei tuoi giusti o Cristo, a quanti con te hai preso, perché solo tu sei misericordiosissimo.
Gloria.
Per un albero siamo amaramente caduti nella morte e risorti di nuovo per un albero prezioso; perché con la tua croce, Salvatore, hai ucciso la morte e fatto sgorgare per tutti la vita senza fine: di essa rendi degni i tuoi servi fedeli passati a te, o misericordioso, donando loro il tuo regno.
E ora. Theotokìon, uguale.
Accogli, o purissima, i tuoi servi che al cenno divino attraversarono i tumultuosi flutti della vita e piamente trapassarono: presentali al nostro Giudice e Dio, implorandolo di concedere loro redenzione, perché come Madre del Creatore detieni il volere e il potere.
Canone per tutti i santi. Acròstico: Ai confidenti di Dio offro un canto divino. Giuseppe.
Ode 1. Tono 3. Irmòs.
Tu sei il Dio esaltato che fece un tempo meraviglie trasformando in terra ferma l’abisso e annegando i cavalieri per salvare il popolo che a te canta, Redentore.
Foste annoverati tra i martiri, tutti voi atleti sapienti, che valorosamente subiste ogni sorta di tormenti per la verità; perciò noi fedeli senza sosta vi glorifichiamo.
Ai nostri occhi possedete l’eccelsa vita, profeti e gerarchi del Signore; quali pastori guidaste divinamente il gregge del Verbo che si abbassò per la nostra salvezza.
Crocifissi per il mondo, o beati, fuggiste tutti i piaceri della carne e, divenuti strumenti dello Spirito, con l’energia di Dio disperdeste gli spiriti dell’errore.
Necròsimo. Quanti per tuo ordine, Signore, dalla terra trapassarono nella fede e nella pietà, accoglili nel riposo della vita eterna e della luce senza tramonto, tu che sei Buono.
Theotokìon. Purissima, qual Madre di Dio senza sosta ti veneriamo piamente con tutte le sante donne che misero in fuga il nemico con l’ascesi.
Canone per i defunti. Acròstico: Questo terzo cantico ai morti dedico.
Ode 1. Attraverso il mare.
Nella tomba abbattesti la tetra morte annientando il potere dell’ade: perciò salisti al cielo come primizia innalzando con te la folla dei martiri; concedi, ora, o Cristo, il riposo a quanti lasciarono questa vita.
Rafforzasti i martiri e per essi allontanasti l’errore; per le loro preghiere concedi sempre, o Dio Salvatore, ai defunti di ottenere l’immortalità con te e l’eredità dei beati.
Hai versato, Signore, il tuo sangue per degli schiavi immolandoti per compassione, pagando per essi il riscatto, Cristo misericordioso; perciò t’imploriamo di dare riposo alle anime dei fedeli trapassati.
Theotokìon. Cantiamo la Madre purissima che generò il nostro Dio, perché con la sua morte per noi egli infranse i chiavistelli della morte facendo sorgere la beatitudine e l’immortalità in eterno.
Ode 3. Irmòs.
Anima sterile e senza prole, fa’ scorrere il frutto famoso, avendo bei figli grida: In Dio si è rafforzato il mio cuore; non c’è santo, non c’è giusto all’infuori del Signore.
Indossando come una corazza la forza divina, o martiri gloriosi e insigni, annientaste la potenza del demonio, distruggendo del tutto il potere del maligno e foste incoronati vincitori.
Cristo Signore, che santificasti i pastori del tuo gregge col crisma dell’unzione, per te i santi vinsero il nemico; per le loro preghiere illumina e santifica quanti senza fine t’inneggiano.
In coro con i profeti cantano le sante donne distintesi nella fede e nell’ascesi, risplendendo per il fulgore delle lotte calpestando l’astuzia del serpente.
Necròsimo. O Cristo annovera con i santi quanti il tuo volere divino ha fatto transitare da questo mondo verso di te; tu che sei Buono non considerare i loro peccati, ascolta invece la preghiera dei tuoi santi.
Theotokìon. Ottenuta la salvezza per il tuo santo parto, noi fedeli, Vergine pura, ti rivolgiamo il saluto di Gabriele e ti supplichiamo di ottenerci con le tue preghiere anche il perdono dei peccati.
Canone per i defunti.
Tu che hai tratto.
Dalla terra mi plasmasti e alla terra mi riconduci, riplasmandomi più nuovo e più bello di prima; per l’intercessione dei martiri, Signore, da’ riposo alle anime dei defunti.
Per i martiri vittoriosi che patirono percosse e ferite, tormenti e torture, fa’ riposare le anime dei fedeli defunti che in te sperarono, Creatore dell’universo.
Salva dalla geenna di fuoco, o amico degli uomini e dagli antri oscuri dell’ade, o Sovrano, i tuoi servi addormentati nella speranza e nella fede.
Theotokìon. Più sacra di ogni creatura apparisti, o Madre del Creatore: sei tu la Madre del Dio vincitore della morte, che ci donò l’immortalità.
Ode 4. Irmòs.
Come monte adombrato Avvacùm predisse il tuo grembo senza macchia, o Vergine; perciò cantiamo: il Signore venne da Teman, il Santo dal monte adombrato.
Come agnelli immolati, o martiri, foste sacrificati per fede all’Agnello, che sul legno della croce volle immolarsi per la salvezza della stirpe umana.
Tra i santi veneriamo i gerarchi famosi, divenuti torce della fede: dissolvendo le tenebre delle passioni e purificando dalle eresie la nostra fede marciarono verso la luce senza tramonto.
Per la bellezza dei loro oracoli, i profeti ispirati allietarono le anime dei fedeli: le donne teofore fecero rilucere l’aurora nei loro cuori per le loro lotte ed i fulgidi prodigi.
Necròsimo. A quanti lasciarono questa vita concedi nell’altra la tua gloria, Verbo di Dio, rimettendo i loro peccati, quanti ne commisero sulla terra consciamente o inconsciamente.
Theotokìon. Gloria dei vittoriosi martiri, ornamento dei sacri gerarchi, rivelazione dei profeti, vanto delle donne sante, Madre di Dio, noi ti inneggiamo.
Canone per i defunti.
Ci desti una prova
Signore, per amor nostro dimorasti in una tomba e svuotasti come Dio i sepolcri; incoronasti i martiri vittoriosi: dà riposo, dunque, ai tuoi servi defunti.
Gradisti, Signore, l’offerta dei martiri che ti confessarono nell’asprezza della lotta e i tormenti che per te subirono: risparmia, dunque, ai tuoi fedeli il castigo dopo la morte.
Tu che possiedi i tesori eterni, concedi gloria senza fine e immortalità a quanti presso di te hai chiamato, rimuovendo la barriera del peccato.
Theotokìon. Fosti davvero Vergine e Madre: tu sola, purissima, unisti verginità e maternità generando il Dio distruttore della potenza della morte.
Ode 5. Irmòs.
Con la tua luce senza tramonto illumina, o Cristo, la mia anima e il mio cuore; guidami nel tuo timore, Signore, perché i tuoi precetti sono luce ai miei occhi.
Sembravano senza rimedio e senza speranza le ferite e le piaghe infertevi dal nemico, o santi atleti, ma con esse sempre guarite le ferite dei fedeli.
Cantiamo la folla dei santi, esaltiamo i gerarchi di Cristo, veneriamo i profeti del Signore, che sempre pregano per noi.
Rapite dall’amore del Dio per noi divenuto uomo, le sante donne dalla fama immortale si applicarono all’ascesi e alle lotte meritando il regno celeste.
Necròsimo. Nelle dimore del paradiso, Cristo Signore, nella terra dei viventi, là dove brilla la luce, accogli i tuoi servi che a te da questo mondo chiamasti.
Theotokìon. Nel tuo grembo, o Vergine, s’incarnò Dio rivelandoti più elevata degli angeli; fra tutte le sue creature sei la più alta, perciò ti celebriamo con inni.
Canone per i defunti.
Davanti a te veglio.
Nella Chiesa dei primogeniti, per le preghiere degli atleti e venerabili martiri, degnati, o Buono, di annoverare con i giusti i nostri defunti.
Lavaggio di peccati il santissimo sangue dei tuoi martiri, o Cristo: accogli dunque nella quiete quanti si addormentarono piamente e da’ loro riposo.
Dirigi, o Verbo, le anime dei defunti verso il luogo delle tue delizie eterne e falli degni della gloria dei santi nella luce inconcepibile.
Theotokìon. Degnamente magnifichiamo te, Vergine, che generasti ineffabilmente il Verbo incircoscrivibile che dona ai defunti la vita.
Ode 6. Irmòs.
Il gorgo delle passioni si aprì davanti a me nella tempesta delle correnti avverse: ti prego, salvami, o Dio Salvatore, come un tempo liberasti il profeta dal mostro marino.
I candelabri della luce inaccessibile, le pecore dell’Agnello e Pastore, i soldati e illustri atleti di Cristo con inni santi onoriamo.
Esaltiamo la folla dei beati che il Signore esaltò per l’umiltà di cuore e glorifichiamo la moltitudine dei sacri gerarchi che con le opere glorificarono la Trinità santa.
Con prodigi strabilianti e dando prova di coraggio nell’agone le sante donne sconfissero il nemico e meritarono la ricompensa nei cieli.
Necròsimo. I fedeli che chiamasti a te, annoverali nella moltitudine dei tuoi santi e collocali nel seno del giusto Abramo perché inneggino al tuo amore per gli uomini, o Cristo Salvatore.
Theotokìon. Vergine pura, gloria dei martiri, dei profeti, dei santi e dei giusti di tutti i tempi, le nostre voci si uniscono santamente alle loro per inneggiarti per tutti i secoli.
Canone per i defunti. Come Giona a te grido.
Muta in gioia l’afflizione dei fedeli defunti, per le preghiere dei tuoi martiri vittoriosi, riempiendoli di gioia, o Buono e guidali rettamente verso la luce.
Nella moltitudine delle tue compassioni da’ riposo, o Cristo, nel seno dei patriarchi defunti, là dove splende la luminosa gioia della tua visione, ai defunti, non considerando, Signore tutti i loro peccati.
Manifesta a quanti raggiunsero l’altra vita, abbandonando le miserie di quest’altra, le meraviglie del tuo amore, o Cristo; colmali di gioia e letizia.
Theotokìon. Mi salvasti dal potere della tomba col tuo parto prodigioso, Madre di Dio: partoristi la fonte della nostra immortalità e rischiarasti tutto il mondo con la tua luce.
Ode 7. Irmòs.
Nella fornace i tre fanciulli, figura della Trinità santa, non temevano la minaccia del fuoco e cantavano: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Nel mezzo delle fiamme, martiri santi, riceveste dal cielo la rugiada divina; con i supplizi cui foste esposti uccideste il nemico ingegnoso.
Dirigendo come una nave la Chiesa di Dio, i santi gerarchi la preservarono dal naufragio evitando gli scogli dell’errore e la conducono intatta fra le onde.
Mortificando santamente la vostra carne, venerabili asceti, ereditaste per le vostre lotte la vita incorruttibile nell’aldilà con i profeti e le donne sante.
Necròsimo. Non accusare in giudizio i tuoi fedeli che con fede lasciarono questa vita; collocali, invece, o Buono, con noi nella luce dei tuoi santi, Verbo di Dio.
Theotokìon. Tu sei la vera gloria dei martiri, dei profeti, delle donne santificate, dei gerarchi che vissero santamente: con loro noi ti cantiamo, o pura.
Canone per i defunti. Effondesti rugiada.
Causa e principio d’ogni vita, Dio Verbo, potenza creatrice, concedi alle anime dei tuoi servi defunti le delizie promesse ai martiri, o Dio dei nostri padri.
Gli illustri martiri del Signore disprezzarono coraggiosamente come transitori i loro corpi e sempre con franchezza ti pregano: da’ riposo alle anime dei tuoi servi defunti, o Dio dei nostri padri.
La canna della croce fu il calamo con cui firmasti il perdono dei peccati per tutti i fedeli; possano profittarne anche le anime trapassate perché cantino con gioia in tuo onore, o Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Il Verbo del Padre, creando tutto per suo volere, trovando la natura mortale coperta dal fango delle passioni, la riplasmò come Dio; benedetto il frutto del tuo grembo, o purissima.
Ode 8. Irmòs.
Colui che gli angeli in cielo senza sosta glorificano come Dio, cieli dei cieli, terra, monti e colli, abisso e ogni stirpe di uomini, beneditelo con inni come Creatore e Redentore.
Colpiti da molteplici tormenti, esposti ai supplizi non rinnegaste la vita vera, santi atleti di Cristo, ma negaste agli idoli una funesta adorazione.
Lampade sul lampadario delle virtù, coi vostri raggi rischiarate tutta la terra dissolvendo tutta la tenebra dell’errore, vittoriosi atleti del Signore, concittadini degli spiriti celesti.
Siano inneggiati gli illustri profeti, la moltitudine dei beati, la folla delle donne che lottarono per la fede, perché tutti pregano per noi Cristo Salvatore.
Necròsimo. O Verbo, principio della vita, nella luce del tuo volto dà riposo con i santi ai fedeli trapassati, rimettendo loro le colpe nella tua grande misericordia, Signore.
Theotokìon. Vergine lodatissima, rivelazione dei profeti, ornamento di gerarchi e martiri, gioia delle vergini e dei beati, noi ti cantiamo per tutti i secoli.
Canone per i defunti. I nobili fanciulli.
Principio e tesoro della vita, promettesti ai mortali l’immortalità: la donasti ai tuoi martiri che piamente per te, Cristo, cantarono con fede: Opere tutte, benedite il Signore.
Gli atleti, sapienti nello Spirito, hanno sopportato i tormenti e ora chiedono perdono per le anime dei defunti, gridando a Cristo: Opere tutte, benedite il Signore.
O Signore, che per la lancia che trafisse il tuo fianco infrangesti la barriera del peccato, lacerando il debito dei fedeli trapassati, fa’ loro grazia perché cantino: Opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. Nube spirituale che fa sgorgare l’acqua viva del perdono dissetante i fedeli trapassati, senza sosta procuri l’immortalità a tutti i mortali che ti acclamano: Vergine benedetta, benedetto il tuo parto.
Ode 9. Irmòs.
Sul monte Sinai Mosè nel roveto contemplò te, che senza venirne consumata concepisti in grembo il fuoco della Divinità; Daniele ti vide come montagna non tagliata e Isaia ti acclamò come virgulto germogliato dalla radice di Davide.
Offerti come vittime all’immolato per noi, colmaste di letizia i sacri templi degli angeli, o vittoriosi del Signore: con le vostre preghiere dunque, rafforzate tutti e liberateli dalla funesta seduzione del nemico.
Come astri portatori del Verbo di vita illuminaste le anime, o sacratissimi gerarchi di Cristo, partecipi della divina gloria; ricevuto, o venerabili, il fuoco dello Spirito, consumaste le passioni e spegneste il rogo dei demòni.
Con i santi profeti onoriamo la folla degli uomini pii che prima della Legge e sotto la Legge brillarono per vita pura; lodiamo anche i cori delle sante donne e gridiamo: Signore, per la loro intercessione, salvaci tutti.
Necròsimo. La tua tomba, o Cristo e la tua risurrezione divennero vita di tutti; perciò osiamo gridarti: Da’ riposo, con tutti gli eletti, ai tuoi servi, che nella fede hai preso con te, perdonando loro tutte le colpe, perché sei Dio e filantropo.
Theotokìon. Terribile è questo luogo, gridò un tempo Giacobbe, vedendo nella scala, o Madre di Dio, la figura di te, vera gloria dei martiri, vanto dei santi, splendore degli angeli, salvezza di tutti i profeti e credenti.
Canone per i defunti. Onorandoti con inni.
Tu che sei Dio buono e filantropo, per le preghiere dei martiri fa’ dimorare i defunti nella terra dei miti, concedendo loro remissione delle colpe, o misericordioso, nella tua grande e ricca misericordia.
Nelle tende dei tuoi santi, nel seno di Abramo, annovera con i tuoi giusti, quanti hai preso con te, Salvatore, là dove splende la luce divina e immacolata del tuo volto e resta per sempre l’esultanza davvero eterna.
Della tua vita beata, dei beni eterni, del gaudio senza fine, della letizia vera in luogo verdeggiante, presso acque di ristoro, rendi degni i servi che per tuo volere, o datore di vita, hai trasferito.
Theotokìon. Come arca santa e tenda della testimonianza, o purissima, accogliesti in grembo Dio datore di vita, tuo Creatore, che con la propria morte abolì la sentenza della maledizione antica e la legge della morte.
Apòsticha delle lodi, martyrikà. Tono 3.
Re e tiranni rifiutarono di temere, i soldati di Cristo: intrepidi e forti lo confessarono Dio, Re e Signore dell’universo e pregano per le nostre anime.
Stupirono le schiere dei santi angeli per le lotte dei martiri: perché, pur rivestiti di corpo mortale, disprezzarono i tormenti, divenuti imitatori della passione del nostro Salvatore: e pregano per le nostre anime.
Come luminari nel mondo splendete anche dopo la morte, santi martiri, avendo combattuto la buona battaglia: con la franchezza ottenuta, supplicate dunque Cristo, d’aver misericordia delle nostre anime.
Necròsimo. O uomini, perché ci agitiamo invano? Breve è la nostra corsa, la vita fumo, vapore, cenere, polvere che per un momento appare e ben presto a nulla vale. Gridiamo perciò a Cristo, Re immortale: A quanti tra di noi se andarono dona riposo, là dove in te dimorano tutti quelli che sono nella gioia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
O venerabile, prima tra i santi, lode delle schiere celesti, inno degli apostoli, argomento dei profeti, accogli anche le nostre preghiere, o Sovrana.
Quando c’è l’alliluia cantiamo i Martyrikà riportati qua sopra alle lodi, mentre agli aposticha diciamo i seguenti necròsima.
Tono 3. Col segno della tua croce.
Glorifico la tua croce preziosa per cui fu donata vita e gaudio a quanti con fede e affetto t’inneggiano, o solo misericordiosissimo; perciò gridiamo a te, Cristo Dio: Ai trapassati fra noi da’ riposo là dove dimorano tutti quelli che in te gioiscono, perché glorifichino la tua divinità.
Stico. Beati quelli che hai scelto e chiamato, Signore.
Solo misericordioso e compassionevole, il cui oceano di bontà è incomprensibile, tu conosci la natura degli uomini da te creata; ti supplichiamo, Cristo Dio: Ai trapassati fra noi da’ riposo là dove dimorano tutti quelli che in te gioiscono, perché glorifichino la tua divinità.
Stico. Le loro anime dimoreranno fra i beni.
Dormisti nella tomba come uomo e per la tua potenza invincibile, come Dio, rialzasti i dormienti nelle tombe ed essi sempre a te inneggiano; perciò gridiamo a te, Cristo Dio: Ai trapassati fra noi da’ riposo, là dove dimorano tutti quelli che in te gioiscono, perché glorifichino la tua divinità.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tutti riconosciamo in te, Madre di Dio, la lampada intelligibile recante lo splendore della divinità, comunicante con lo spessore della sostanza umana: prega dunque tuo Figlio e Dio di far dimorare i trapassati fra noi là dove è la dimora di tutti quelli che gioiscono, perché glorifichino te, Vergine purissima.
Alla Liturgia
Makarismì (Beatitudini).
Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.
Stando nella fornace dei tormenti, o atleti, trovaste la refrigerante rugiada celeste, che vi diede la forza di sopportare i supplizi inferti alle vostre carni; perciò lenite ogni pena delle nostre anime.
I sacri gerarchi, i profeti gloriosi, la folla dei beati, la torma delle donne divine, lottando con fede e abbattendo l’errore del nemico, ottennero la gloria celeste; per le loro preghiere abbi compassione dei tuoi servi, o Salvatore.
Dove splende la tua luce, nelle tende dei tuoi eletti, o Dio, dov’è il gaudio eterno, i trapassati con fede fra noi colloca, Gesù, dimenticando le loro colpe affinché sempre ti glorifichiamo, o Sovrano.
Gloria.
Adoriamo, fedeli, un’unica divina Monade senza principio in tre persone per esser degni di ottenere remissione dei peccati e ricevere il regno, inneggiando a lei, misericordia infinita.
E ora. Stavrotheotokìon.
Illuminazione e perdono, il liberatore di tutti, apparve da te, Sovrana piena di grazia; supplicalo sempre nell’imminente tremendo giudizio di liberare da ogni condanna, o purissima, quanti sempre con fede a te inneggiano.

