Periodo Del Tono 1 Venerdi Sera ai Vespri
Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.
Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.
Sono morto tempo fa per il cibo di un albero, consigliato dal serpente, esiliato ormai dalla tua gloria, me infelice; perciò sono ora morto per il peccato, me miserabile; ma tu, filantropo, tu, unico che subito perdona, rendimi cittadino del paradiso.
Abbandonata ogni cosa, pensa, anima mia, alla tua ultima ora e bada a te stessa, preparandoti all’esodo, perché giungendo improvvisa la morte non ti colga impreparata; vegliando dunque sempre davanti al Signore, prega e piangi.
Uccidi il pensiero passionale che mi disturba e i miei moti disordinati, o Dio preeterno, con la tua divina potenza rasserena come compassionevole, concedendomi la remissione delle colpe, tu che facilmente ti riconcili, pietoso e amico degli uomini, per la ricchezza della tua benevolenza.
Della Theotòkos. Uguale.
Santa sposa di Dio, rendimi puro, dignitoso e temperante, mite, silenzioso e decoroso, retto, pio, sincero e forte, saggio e paziente, benevolo, sereno e misurato, senza difetto, senza macchia e irreprensibile e, oltre a ciò, partecipe del paradiso.
Per la mia spudorata dissolutezza sono divenuto esca per il fuoco, progettatore di trasgressioni, maestro di passioni, guida alla lussuria, intrattenitore di licenziosità, fautore d’intemperanza e anche solo pensandoci mi compiaccio, Vergine purissima; ma tu liberami da ogni rovina.
Terribilmente mi avvolgono tremendi torrenti di peccato, pene d’inferno mi circondano, il laccio spirituale della morte mi aspetta; a te, Sovrana misericordiosa, grido il dolore nel mio cuore: affrettati a strapparmi ora dalla disperazione della morte e dalla perdizione dell’ade.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Cantiamo la Vergine Maria, gloria di tutto il mondo, nata dagli uomini e Madre del Sovrano, porta del cielo, canto degli incorporei, decoro dei fedeli; essa divenne cielo e tempio della divinità. Abbattuta la barriera dell’inimicizia introdusse in suo luogo la pace e aprì il regno. Possedendo quest’àncora della fede abbiamo come difensore il Signore nato da lei. Coraggio dunque, coraggio, popolo di Dio: egli combatterà i nemici, egli, l’onnipotente.
Prokìmenon. Tono Grave.
Dio è mio liberatore; la tua misericordia mi accompagna.
Stico. Strappami dai miei nemici, o Dio e liberami dai miei avversari.
Apòstica martyrikà.
La vostra confessione nello stadio, o santi, sbalordì l’esercito dei demoni e liberò dall’inganno gli uomini; perciò, pur col capo reciso, gridavate: sia accetto davanti a te, Signore, il sacrificio delle nostre vite perché, amando te, filantropo, disprezzammo questa vita fugace.
Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.
Oh, le vostre belle fatiche, o santi! Avete dato sangue ed ereditaste i cieli; per breve tempo provati, eternamente esultate: realmente bello il vostro commercio, poiché, lasciando le cose corruttibili riceveste le incorruttibili e nel coro degli angeli cantate senza fine la Trinità consustanziale.
Stico. Per i santi che sono sulla terra il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.
Autòmelo. Martiri degni d’ogni lode, non vi ricoprì la terra, ma vi accolse il cielo; a voi si sono aperte le porte del paradiso e là giunti gustate l’albero della vita pregando Cristo perché sia donata alle nostre anime la pace e la grande misericordia.
Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, dimoreranno nei tuoi atri, Signore.
Necròsimo. Quale piacere della vita rimane privo di tristezza? Quale gloria è immutabile sulla terra? Tutto è più fragile dell’ombra, tutto più ingannevole dei sogni, un istante e a tutto ciò sottentra la morte; ma a coloro che chiamasti, Cristo, dà riposo nella luce del tuo volto e nella dolcezza del tuo splendore, amico degli uomini.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Noi ti salutiamo: Salve, santa Vergine Theotòkos, sacro tesoro di tutta l’ecumène, inestinguibile lampada, contenitore dell’incontenibile, indistruttibile tempio, salve: da te è nato l’Agnello che toglie i peccati del mondo.
I martyrikà quando c’è Alliluia, si cantano al Signore a te ho gridato. Agli apòsticha poi diciamo il primo martyrikòn e due necròsima.

