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Periodo Del Tono 2 Venerdì al Mattutino

Dopo la prima sticologìa,

Kathìsmata stavròsima. Tono 2.

Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Cristo Dio. Hai disteso sulla croce le tue mani immacolate per radunare tutte le genti che acclamano: Signore, gloria a te.

La vivificante croce della tua bontà, che donasti a noi indegni, Signore, noi te la presentiamo a intercessione: salva i re e alla tua città da’ pace, grazie alla Madre di Dio, o solo filantropo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Tu che sei sorgente.

Vedendo messo a morte il Cristo, l’agnella Vergine, tra i lamenti gridava: O temeraria uccisione! Nascondi ora, o sole, il tuo splendore, perché colui che tutto creò per suo volere è messo a morte ed è guardato come un condannato l’unico Signore degli incorporei.

Dopo la seconda sticologia, altri stavròsima.

La tua immacolata icona veneriamo, o buono, chiedendo perdono per le nostre colpe, o Cristo Dio, perché volontariamente, nella tua benevolenza sei salito nella carne sulla croce per liberare dalla schiavitù del nemico coloro che avevi plasmato. Perciò ti gridiamo grati: Hai colmato di gioia l’universo, o Salvatore nostro, quando sei venuto a salvare il mondo.

Tu che con la croce illuminasti ogni realtà terrestre e chiamasti i peccatori a conversione, non separarmi dal tuo gregge, o buon pastore, ma cerca, o Sovrano, colui che vaga smarrito e annoverami nel tuo gregge santo, o solo buono e amico degli uomini.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Sei più che gloriosa, Vergine Theotòkos, a te noi cantiamo, perché per la croce di tuo Figlio l’ade fu precipitato, la morte morì e noi, morti, risorgemmo, resi degni della vita e ottenemmo il paradiso, la felicità antica. Perciò glorifichiamo grati Cristo nostro Dio, perché è forte, perché lui solo è misericordiosissimo.

Dopo la terza sticologia, altri stavròsima.

Come il ladro ti confesso e grido, o buono: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno e prendimi con lui, tu che volontariamente accettasti per noi la passione.

Martyrikòn. Circondati in questo mondo da te, che cingi il cielo di nubi, i santi sopportarono i tormenti degli empi e annientarono la seduzione degli idoli. Per le loro suppliche libera anche noi dall’invisibile nemico, o Salvatore e salvaci.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Stando presso la tua croce colei che senza seme ti partorì e non sopportando di vederti ingiustamente patire, si lamentava nel pianto e a te gridava: Come puoi patire, tu, impassibile per natura, dolcissimo Figlio? Io inneggio alla tua bontà somma.

Canone stavròsimo. Acròstico: La croce manifestata scaccia l’errore dei demoni. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

Percorrendo nel profondo del mare una via nuova, mai percorsa, all’asciutto Israele, popolo eletto, gridò: Cantiamo al Signore perché si è glorificato.

Accettasti, Verbo, la crocifissione e fosti trafitto dai chiodi sopportando il disonore per restituire l’onore perduto ai mortali celebranti la tua volontaria passione.

Sulla croce stendesti le mani, tu che tendi il firmamento come una pergamena; nelle tue braccia hai radunato i popoli e le genti che celebrano la tua volontaria passione.

Martyrikà. Portando sulle loro spalle la croce, gli atleti si affrettavano a seguire Cristo crocifisso per imitare la sua divina passione.

Inneggiavano le potenze angeliche, vedendo le vostre lotte, mentre la folla dei demòni gemeva, vittoriosi martiri, imitatori di Dio.

Stavrotheotokìon. L’oracolo del profeta si compì: una spada trafisse il tuo cuore, o Regina, quando vedesti sulla croce la lancia trapassare il cuore di tuo Figlio.

Canone della Theotòkos. Acròstico: Salva quanti a te accorrono, o Vergine.

Ode 1. Venite, popoli, cantiamo.

Giustamente, con la bocca e il cuore, devotamente ti proclamo purissima Madre di Dio; salvami dagli oscuri pericoli, da ogni insidia e colpa.

In te vediamo l’immenso oceano delle grazie da cui è fluì la nostra salvezza. Con tutto il cuore ci rifugiamo nella tua divina protezione, Madre di Dio.

Implora colui che s’incarnò dal tuo grembo immacolato, Vergine pura, affinché liberi dal peccato e dal peso delle tentazioni noi tuoi cantori.

In te noi fedeli, abbiamo comune vanto, soccorso e riparo, gioia e salvezza delle nostre anime, piena di grazia, speranza e protezione nostra.

Ode 3. Irmòs.

Sulla pietra della fede mi hai stabilito, hai dilatato la mia bocca contro i miei nemici; ha gioito infatti il mio spirito nel cantare: Non c’è santo come il nostro Dio e non c’è giusto all’infuori di te, Signore.

Come vite sospesa sull’albero della vita, Cristo, tu fai colare il nettare divino, il vino che allieta il cuore dell’uomo e calma per sempre l’ubriacatura delle passioni, Gesù redentore delle nostre anime.

Accettasti d’essere innalzato sulla croce, annientando la malvagità dei demoni; nella tua compassione, o Gesù, rialzasti, dopo la caduta, la stirpe umana che un consiglio malvagio aveva condotto alla perdizione.

Martyrikà. Infiammati di divino desiderio, i valorosi non temettero il fuoco, né la morte, prevedendo di ricevere il premio incorruttibile, gioia ineffabile e luce senza tramonto.

Con il loro sangue gli atleti si sono fatti una veste tinta di porpora e splendore e così rivestiti tengono in mano, come scettro di potenza la divina croce di Cristo, per regnare con lui in eterno.

Stavrotheotokìon. Ti cantano le schiere incorporee, poiché concepisti, incarnato, il Sovrano di tutti, che con la croce sciolse tutti i legami e unì i fedeli al suo amore, o fanciulla sposa di Dio.

Della Theotòkos.

Rafforzaci in te, Signore.

Prega il Dio che concepisti di diventare propizio a coloro che supplici ti invocano accorrendo alla tua protezione, o Vergine e adorano tuo Figlio.

Esaudisci, Vergine, le suppliche della mia anima tribolata da pericoli mortali, o Vergine lodatissima, donale pace e salvala.

Prendi le redini della mia vita, o Vergine, tu che sei la mia speranza e protezione; liberami da ogni pericolo e prova, santa sposa di Dio.

Tu che portavi fra le braccia la sapienza enipostatica di Dio, Madre di Dio, supplica affinché siamo ora liberati dall’errore e durezza.

Ode 4. Irmòs.

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo: per questo a te acclamo: Gloria alla tua potenza.

Fosti appeso al legno, o Onnipotente, che appendesti la terra sulle acque; trafitto al fianco da una lancia, uscirono acqua e sangue per la redenzione di tutti.

Per la ferita del tuo fianco sono stato risanato; come uno schiavo sei stato percosso e io venivo liberato; e quando hai gustato l’amaro fiele, io sono stato salvato dal cibo delle passioni, Cristo mio Dio.

Martyrikà. Ferendo con le vostre ferite il serpente maligno, sanate in ogni tempo le ferite dei nostri cuori, facendo sgorgare grazia dalle fonti del Salvatore, o divini martiri.

Ricopriste di piaghe il nemico ricoprendovi del vostro sangue per il supplizio della ruota, le bastonate e le percosse, atleti vittoriosi, gloriosissimi e venerabili.

Stavrotheotokìon. Si è incarnato dal tuo casto grembo l’Altissimo; vedendolo ingiustamente innalzato sul legno, o Vergine, piangevi gemendo e magnificavi la sua misericordia.

Della Theotòkos. Ho inteso la tua gloriosa

Concedimi liberazione dalle ferite dell’anima e del corpo, o Sovrana, che concepisti Dio.

Sconvolto da passioni e pensieri, nelle tempeste della vita, o Vergine, conferma la speranza e la fede.

Strappami alle insidie, o Madre di Dio, alle onde e ai pericoli, per le tue suppliche, o unica lodatissima.

Strappami ai vortici furiosi dell’oceano della vita; guidandomi al tuo porto, o Vergine.

Ode 5. Irmòs.

Il carbone profetizzato da Isaia, è sorto come sole da grembo verginale, donando la luce della conoscenza di Dio agli erranti nella tenebra.

Per compassione ti attaccasti alla croce, o Sovrano, rialzandomi dall’abisso dei mali e, volontariamente disprezzato, mi onorasti con il seggio paterno.

Incoronato di spine, Verbo di Dio, che coroni di fiori tutta la terra, estirpasti le radici delle mie passioni, radicando in me la conoscenza di Dio.

Martyrikà. Fortificati della potenza di colui che volle rivestirsi della nostra debolezza, o santi, annientaste per sempre il potere dei demòni.

Avendo ingaggiato in terra la gran lotta, trovaste maggiore gloria nei cieli; liberate dai pericoli noi, che celebriamo la vostra sacra memoria.

Stavrotheotokìon. Colui che nei cieli è divinamente portato dai cherubini, nelle tue braccia, Vergine santa, si fece portare e, crocifisso, ci salva tutti dalla morte.

Della Theotòkos.

O datore di luce.

Avendo un’arma invincibile contro molteplici tentazioni, siamo liberati sapientemente da ogni legame, noi che sempre ti proclamiamo Madre di Dio.

Concepisti il perfezionatore della Legge concepisti, l’unico Figlio di Dio da te incarnato; imploralo per i fedeli, tu che superiore ai cherubini.

Il Creatore di tutti, che porti fra le braccia, o pura, rendi ora propizio per le tue suppliche a quanti con il cuore in te si rifugiano.

Dall’angoscia e dalla tristezza del cuore mi rivolgo a te che, sola generasti il Verbo, o fonte di misericordia: pietà di me e salvami.

Ode 6. Irmòs.

Il suono delle parole di supplica da un’anima turbata ascoltando, o Sovrano, liberami dai mali: tu solo infatti sei causa della nostra salvezza.

Offrendo, Signore, la tua schiena ai colpi di frusta, il tuo volto agli oltraggi e agli sputi mi hai salvato; spesso, infatti avevo offeso la tua bontà per ignoranza.

Come un agnello condotto al macello, Cristo mio, sei venuto a riportare in vita le vittime del lupo spirituale; Signore crocifisso, gloria a te.

Martyrikà. Osservando i precetti del Signore, i martiri vanificarono i disegni iniqui degli empi e, con la morte, trovarono la via del secolo venturo.

Lottando entusiasti con le armi della fede in Dio contro le potenze avverse le metteste in rotta e avete ricevuto da Dio la corona di vittoria, o santi.

Stavrotheotokìon. Per divinizzare l’uomo, da te, Vergine, Dio è generato e crocifisso gusta anche la morte uccidendo colui un tempo che mi aveva ucciso.

Della Theotòkos.

Avvolto dall’abisso.

Conoscendoti come porto di salvezza, mentre navigo in questa vita piena di insidie, ti invoco, Sovrana: governa tu la mia vita.

Ho rivestito l’abito della follia per mia stoltezza: o Madre sempre vergine, che concepisti Dio, domani la tunica della gioia.

Sono stato bandito dalla città dei santi, me sventurato! Conducimi tu, Madre di Dio, sulle vie dei precetti di tuo Figlio.

Rendimi degno della divina compassione, tu che concepisti il Signore compassionevole il cui sangue ci liberò dalla morte.

Ode 7. Irmòs.

L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli effuse la rugiada dello Spirito il Cristo benedetto e più che glorioso.

Innalzato sulla croce, risurrezione di tutti, mi rialzasti dalla mia caduta; disarcionasti colui che ci aveva fatti cadere, abbattendo esamine il nemico: Gloria alla tua potenza, Signore!

Per i tuoi chiodi il peccato di Adamo fu strappato, la canna che ti colpì fu un calamo per firmare la liberazione dei mortali. Gloria, o Cristo, alla tua passione, che ci liberò dalla moltitudine delle passioni.

Martyrikà. Con i corpi lacerati dai carnefici, i vittoriosi megalomartiri di Cristo colpirono in pieno il nemico, trapassandolo con la spada della fermezza e rimasero inseparabilmente uniti allo Spirito Santo.

Rafforzata dall’invitta croce di Cristo, l’impassibile armata disperse le orde dei demoni, ricevendo come ricompensa, in cielo, la beatitudine e la vita immortale.

Theotokìon. Ti rivelasti, o Vergine palazzo animato del Re e trono igniforme: sedendo su esso egli rialzò tutti i mortali dalla primitiva caduta e li onorò del seggio del Padre.

Della Theotòkos. L’immagine d’oro venerata.

Crocifisso, colui che s’incarnò da te, o Genitrice di Dio, stracciò il chirografo di Adamo: supplicalo ora di liberare da ogni malizia quanti con fede acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Angosciato dalle tenebre che mi circondano sono del tutto privo di consolazione; dissolvi la spessa notte dei miei peccati, Vergine e fa’ splendere il tuo giorno su chi inneggia: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Stoltamente ho macchiato la splendida veste ricevuta al battesimo; ricorrendo a te, pura Vergine, ti imploro di poter ancora, grazie a te, rivestirmi della tunica della sapienza.

Adamo, decaduto un tempo dall’immortalità ritrovò la salvezza per il tuo parto; salva dunque me trattenuto da malattia cronica e fammi degni di cantare: Benedetta tu, che concepisti Dio nella carne.

Ode 8. Irmòs.

Disprezzando la statua d’oro, i beatissimi fanciulli, contemplando l’immagine vivente e immutabile di Dio in mezzo alle fiamme, cantavano: Ogni opera inneggi al Signore e tutto il creato lo esalti per tutti i secoli.

Una folla fuorilegge t’innalzò sulla croce in mezzo a dei malfattori, Dio compassionevole, longanime Signore, che ci giustificasti, glorificato e celebrato da tutto il creato.

Dalle tue mani inchiodate sulla croce hai fatto fluire il tuo sangue per arrestare il sangue un tempo offerto ai demòni per la rovina dei loro adoratori; Dio dell’universo, tutto il creato ti canta, longanime Signore.

Martyrikà. Con l’acqua viva i martiri inaridirono i torrenti dell’errore, versando fiumi di sangue e acclamando con inflessibile fede: Ogni opera inneggi al Signore e tutto il creato lo esalti per tutti i secoli.

L’onda immensa del vostro sangue, o santi, spense il fuoco dell’empietà e l’idolatria degli Elleni, illuminando i fedeli inneggianti: Ogni opera inneggi al Signore e tutto il creato lo esalti per tutti i secoli.

Stavrotheotokìon. L’agnella pura, splendore di profeti e martiri, vedendoti legato al legno come un agnello, piangeva amaramente e diceva: Ogni opera inneggi al Signore e tutto il creato lo esalti per tutti i secoli.

Della Theotòkos. Il Dio che scese.

Esausto è il mio spirito, ho toccato il fondo della disperazione; sono divenuto preda di tanti malvagi, ma tu, Vergine, guariscimi riaccostandomi alla luce di salvezza.

Tu sei torre di difesa e rifugio, solido bastione, sicurissima protezione Vergine e noi veniamo salvati, celebrando ed esaltando tuo Figlio nei secoli.

Sappiamo, Madre di Dio che tu sei per noi la fonte limpida dell’immortalità, poiché concepisti il Verbo del Padre celeste e immortale, che salvò dalla morte quanti lo esaltano per tutti i secoli.

Per noi fedeli fai sgorgare senza sosta il fiume delle guarigioni: attingendo alla fonte la grazia immortale, Vergine pura, inneggiamo a tuo Figlio e lo esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Nessuna lingua sa come degnamente esaltarti, è preso da vertigine, o Madre di Dio, anche l’intelletto ultramondano nel cantarti. Ma tu che sei buona, accetta la fede, ben conoscendo l’amore che Dio ci ispira per te: perché tu sei l’avvocata dei cristiani e noi ti magnifichiamo.

Per prefigurare un tempo la tua passione, o Verbo, Isacco viene legato; ma viene sciolto perché resta legata come figura una pecora, alla pianta del sabèk di redenzione; egli fu dunque liberato allora dal sacrificio reale non volontario, mentre per te, volontariamente sacrificato, noi siamo liberati da ogni male.

Splendente di bellezza al di sopra dei figli dell’uomo, o Cristo, nel tuo patire appeso all’albero della croce, non avevi più forma, né bellezza, tu che ridai bellezza a tutta la deformità della stirpe dei mortali. Gloria alla tua amorosa compassione, o solo compassionevole Signore.

Martyrikà. Della celeste Sion vi siete mostrati divini abitanti e degli angeli concittadini, perché degli angeli, o martiri, siete gli eguali; voi fate chiaramente risplendere la Chiesa dei primogeniti rifulgendo di luce divina, belli per la corona del martirio.

Amici diletti di colui che straordinariamente ci amò, strappatemi all’ingannevole amicizia della carne, o santi martiri del Signore e chiedete santità, illuminazione, remissione delle loro gravi colpe per tutti quelli che festeggiano la vostra memoria.

Stavrotheotokìon. Si eclissò lo splendore del regolare corso degli astri allorché ti vide, o sole di giustizia, per tuo volere innalzato sulla croce; e la Vergine, col vergine discepolo, alzava amare grida: Ahimè, che cos’è mai questo spettacolo strano?

Della Theotòkos. Con inni, o fedeli.

Vergine in Dio beatissima, con ardore ripongo in te tutta la mia speranza: salvami, Madre della vera vita e supplica, o pura, che sia colmato dell’eterna beatitudine chi con fede e amore ti magnifica con inni.

Al tuo apparire, o Vergine, rischiara il buio dell’anima mia con gli immateriali bagliori della tua luce, o porta della divina luce e ordina, o pura, che sia colmato dell’eterna beatitudine chi con fede e affetto con inni ti magnifica.

Vedendoci infermi d’anima e corpo e colpiti da orrende passioni, per la tua amorosa compassione, o Sovrana, curaci e liberaci dalle pene che ora ci tormentano, affinchè tutti, con inni, senza sosta ti magnifichiamo.

Il Figlio che prima dei secoli il Padre generò dal suo seno, venendo ad abitare nel tuo grembo divenne uomo perfetto e ti rese, Genitrice di Dio, fonte di carismi per noi, che adoriamo il tuo parto incomprensibile.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

Sia crocifisso: gridavano quanti sempre avevano sempre goduto dei tuoi doni e richiedevano un malfattore in luogo del benefattore, quegli uccisori di giusti. Ma tu, o Cristo, tacevi e sopportavi la loro temerarietà, volendo patire e salvarci, come filantropo.

Volontariamente fatto povero della povertà di Adamo, o Cristo Dio, sei venuto sulla terra, incarnato da una Vergine e hai accettato la croce per liberarci dalla schiavitù del nemico: o Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Avendo patito per Cristo fino alla morte, o martiri vittoriosi, ora le vostre anime sono nei cieli, nella mano di Dio, mentre per il mondo sono scortate le vostre reliquie: re e sacerdoti venerano e noi, popoli tutti, secondo il costume, esultanti acclamiamo: Sonno prezioso davanti al Signore la morte dei suoi santi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Quando dal legno.

L’agnella, vedendo sulla croce te, il suo agnello, trafitto dai chiodi, atrocemente sconvolta gemeva e tra le lacrime diceva: In quale modo muori, Figlio mio, per voler lacerare il documento scritto del debito del primo creato, Adamo e riscattare dalla morte tutta la stirpe umana! Gloria alla tua economia, o filantropo.

Alla Liturgia.

I Makarismì (Beatitudini).

La voce del ladro ti presentiamo gridando: ricordati di noi, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

Crocifisso, o senza peccato, nel luogo del Cranio, fracassasti la testa del malvagio nemico e salvasti il mondo.

Strappasti, Sovrano, la spina della malizia indossando volontariamente una corona di spine, o Magnanimo.

Martirikòn. Dilaniati, dilaniavate tutto l’errore del nemico, o martiri e foste degni della corona.

Gloria.

Illuminati per l’effusione del divino sangue, o fedeli, veneriamo una divinità in tre persone.

E ora. Theotokìon.

Contemplando il Cristo sospeso come un agnello sulla croce, piangendo, pura Vergine, lo magnificavi.