Periodo Del Tono 1
La Domenica Mattina
Al Mesonittico
Cantiamo alla Trinità origine di vita un canone. Acròstico: Canto te, l’unica natura trisolare. Poema di Mitrofane di Smirne.
Ode 1. Tono 1. La tua destra vittoriosa.
I serafini senza sosta glorificano l’unico Sovrano in tre ipòstasi, senza principio, eterno, creatore di tutti gli esseri, incomprensibile, che ogni lingua fedelmente celebra con i canti.
Per mostrare agli uomini la tua divinità unica in triplice luce, in principio plasmasti l’uomo, formandolo a tua immagine, dandogli intelligenza, ragione e spirito per tuo amore.
Mostrando dall’alto, o Padre, la tua unica potenza in tre divine ipòstasi, dicesti al Figlio, che pari a te opera e allo Spirito: venite, scendiamo e confondiamo le loro lingue.
Theotokìon. I sapienti figuratamente definiscono il Padre ingenerato intelletto, Verbo il Figlio con lui senza principio e santo lo Spirito, che operò l’incarnazione del Verbo nella Vergine.
Ode 3. Tu che solo conosci.
Anticamente fosti chiaramente veduto da Abramo in tre ipòstasi e in unica natura divina, mostrando in modo figurato la genuina natura della Divinità: e noi con fede inneggiamo a te, Dio in triplice fulgore.
Da te generato in modo divino e ineffabile, o Padre, è rifulso luce da luce il Figlio perfettamente uguale e procede lo Spirito luce divina; e noi con fede adoriamo e glorifichiamo il fulgore dell’unica natura divina.
L’ineffabile Monade Triade soprannaturale e indicibilmente oltre intelletto, è glorificata dalle essenze intellettuali, che con voci trisagie gridano lode senza tacere; con esse anche da noi a una voce è inneggiato il Signore trisipostàtico.
Theotokìon. Da te senza seme venne nel tempo colui che oltre il tempo, fatto simile a noi; colui che non ha figura ci insegnò pure l’unica natura del Padre, del Figlio e dello Spirito, o Madre di Dio, perciò ti glorifichiamo.
Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.
Veneriamo tutti Padre e Figlio e Spirito santo uguali in gloria, Trinità increata e Potenza divina; la glorificano le schiere degli incorporei e pure noi, nati dalla terra, oggi con fede e timore la benediciamo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Guidaci nella via della penitenza, perché sempre deviamo verso il male e provochiamo lo sdegno del troppo buono Signore, o ignara di nozze, benedetta Maria, rifugio degli uomini disperati, dimora di Dio.
Ode 4. Montagna adombrata.
Splendi a me, trisolare tearchia, con le luci dei tuoi divinizzanti fulgori, sicché con gli occhi del cuore immagini la bellezza del tuo splendore tearchico sovraintellettuale e della illuminante e dolce comunione.
All’inizio stabilisti i cieli, o Signore e tutta la loro potenza con il tuo Verbo onnipotente e il connaturale Spirito della tua bocca, con i quali governi l’universo nella triplice luminosa Monarchia della Divinità.
Come hai plasmato me a tua immagine e somiglianza, istruiscimi e illuminami, onnipotente tearchica Triade, Monade inconfusa, perché faccia la tua volontà santa, buona, potente e perfetta.
Theotokìon. Partoristi uno della Trinità, o purissima, il Figlio sovrano divino fattosi corpo per noi da te, rischiarando i terrigeni con la luce senza tramonto e con i fulgori della Divinità trisolare.
Ode 5. Tu che illuminasti.
Tu che il primo degli angeli immediatamente illuminasti con i raggi inaccessibili della tua bellezza e lo rendesti perfetto, Trinità unica sovrana, illumina con i tuoi raggi chi in modo ortodosso a te inneggia.
A te, unica trisolare tearchia, inneggia ora la natura, che tu creasti per tua bontà e che chiede la liberazione dai peccati, dai timori e dalle afflizioni.
Con fede glorifichiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, unica natura e Divinità, indivisa distinzione, unico Dio della creazione invisibile e visibile.
Theotokìon. Le parole dei profeti un tempo predissero il tuo parto ineffabile e inesplicabile, che noi abbiamo conosciuto, introducendoci nel mistero dell’unica e trisolare natura divina, o pura.
Ode 6. Ci ha circondato.
Hai uguale potenza, Trinità sovrasostanziale, Monade nell’identità di volontà, sei semplice e indivisibile; proteggici, avvolgendoci nella tua potenza (2).
Come benevolo per tuo volere tu hai stabilito tutti i secoli dal nulla, o Trinità inconcepibile, poi hai plasmato l’uomo: ma ora da ogni avversità scampami.
Theotokìon. Divenisti casa del sole senza tramonto, che creò e dispose con grande potenza i grandi astri, pura Vergine sposa divina; ma ora libera me dalla tempesta delle passioni.
Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.
Trinità veneranda, indivisa per natura, divisa senza divisione in tre persone, restando indivisa per essenza di divinità, noi terrestri con timore adoriamo e glorifichiamo come Creatore e Signore Dio più che buono.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Governa, o pura, la misera anima mia e abbi pietà di lei, che per la moltitudine delle colpe sta precipitando nell’abisso di perdizione, o Fanciulla e nell’ora paurosa della morte, strappala tu ai demoni che l’accusano e ad ogni punizione.
Ode 7. In te Madre di Dio.
Verbo di Dio, splendore connaturale di Dio onnipotente, come promettesti, nella tua benevolenza metti la tua dimora in me per divinizzarmi con il Padre tuo e lo Spirito Santo e rendimi vincitore dei demoni e delle passioni (2).
Per mostrare l’immensa tua compassione, Signore, mandasti tuo Figlio alla nostra miseria e ci riformasti all’antico splendore. Ma pure adesso istruiscimi con il tuo divino Spirito.
Theotokìon. Il Re dell’universo, portato sul trono dei cherubini, abitò nel tuo grembo verginale, o purissima, per liberare ogni uomo dalla corruzione; proteggimi anche ora con le tue intercessioni.
Ode 8. La fornace rugiadosa.
Col tuo cenno teurgico, Signore di tutti, trisipostàtico e onnipotente hai steso i cieli come una tenda, quindi hai anche tenuto librata la profondità della terra con la potenza della tua mano. Perciò sostieni anche i tuoi servi con amore e con la tua fede, o filantropo, sicché ti glorifichiamo con affetto nei secoli (2).
Illumina, o luce tearchica, quanti inneggiano la luce trisolare propria nelle persone, ma unica nell’essenza, per contemplare sempre i tuoi raggi luminosi; per essi verrò saziato della tua gloria dolce, illuminante e piena di beatitudine e ti esalterò con fede per i secoli.
Theotokìon. Innalzò ai cieli la natura umana, prendendola senza mutare il Figlio tuo, purissima Madre di Dio, per eccesso di bontà liberandola dall’antica corruzione. A lui con gratitudine cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.
Ode 9. Immagine del tuo concepimento.
O Salvatore del creato visibile e intelligibile, salva i tuoi servi dall’insidia e malvagità dei cattivi, custodisci il tuo gregge in tutto da ogni insidia, o Trinità santissima e consustanziale (2).
Per mostrare l’abisso sconfinato della tua essenziale bontà, o Dio trisolare e unico sovrano onnipotente, ci hai dato promesse salutari per i tuoi servi: degnati di farcele eseguire.
Theotokìon. Volgiti alle nostre suppliche, o Dio che crediamo uno solo vero in tre divine ipòstasi, concedendo ai tuoi servi la consolazione, per l’intercessione della purissima e lodatissima Madre di Dio.
Al Mattutino
Dopo l’esasalmo cantiamo Il Signore è Dio nel tono 1 e l’apolytìkion anastàsimo 2 volte e il theotokìon 1 volta. Poi la solita sticologia del salterio. Dopo la prima sticologia cantiamo i kathìsmata anastàsima.
Tono 1.
I soldati a guardia della tua tomba, Salvatore, furono tramortiti all’apparire sfolgorante dell’angelo che annunziava alle donne la risurrezione. Ti glorifichiamo, o distruttore della corruzione, ci prostriamo a te, risorto dalla tomba e unico nostro Dio.
Gloria.
Volontariamente inchiodato alla croce, misericordioso, deposto nel sepolcro come morto, o datore di vita, infrangesti con la tua morte, o potente, il potere della morte: per te tremarono i custodi dell’ade; con te rialzasti i morti da secoli, come solo filantropo.
E ora. Theotokìon.
Ti sappiamo Madre di Dio, Vergine veramente anche dopo il parto, noi tutti che pieni di amore nella tua bontà ci rifugiamo; perché ti abbiamo come avvocata, noi peccatori; abbiamo te, la sola purissima, come nostra salvezza nelle tentazioni.
Dopo la seconda sticologia,
altri kathìsmata. Sigillata la pietra.
Giunsero di buon mattino le donne al sepolcro e contemplando la visione angelica tremavano: la tomba aveva sfolgorato di vita, il prodigio le aveva colmate di stupore; per questo, venute ai discepoli annunziavano la risurrezione. Cristo ha spogliato l’ade perché solo è forte e potente e con sé ha risuscitato i credenti che erano nella corruzione, sciogliendo con la sua croce il timore della condanna.
Gloria.
Inchiodato alla croce, o vita di tutti e annoverato tra i morti, Signore immortale, risorgesti il terzo giorno, o Salvatore e risuscitasti dalla corruzione Adamo; per questo le schiere celesti gridavano a te, datore di vita: gloria alla tua passione, Cristo, gloria alla tua risurrezione, gloria alla tua condiscendenza, o solo filantropo.
E ora. Theotokìon. I soldati a guardia.
Maria, sacro ricettacolo del Sovrano, facci risorgere dal baratro di spaventosa disperazione, colpe e afflizioni in cui cademmo; perché dei peccatori tu sei salvezza, aiuto, protezione potente; tu salvi i tuoi servi.
Dopo la sticologia dell’àmomos (salmo 118) cantiamo gli evloghitaria, terminati i quali una piccola colletta e quindi
Ypacoì.
Il pentimento del ladrone ha rapito il paradiso, il lamento delle mirofore ha svelato la gioia: perché sei risorto, Cristo Dio, per donare al mondo la grande misericordia.
Anavathmì (graduali). Antifona 1.
Nella mia tribolazione la voce dei miei dolori ascolta, Signore, a te grido.
Per gli abitanti del deserto il divino desiderio diviene incessante, perché sono fuori del mondo vano.
Gloria. E ora.
Onore e gloria si deve al Santo Spirito, al Padre e al Figlio: cantiamo dunque la signoria della Monade Trina.
Antifona 2.
Sui monti delle tue leggi mi innalzasti: che io risplenda per le virtù, o Dio, per inneggiarti.
Con la tua destra mi afferrasti, o Verbo: custodiscimi, proteggimi, non mi bruci il fuoco del peccato.
Gloria. E ora.
Per il santo Spirito tutto il creato si rinnova, tornando al suo primo stato: perché egli è pari nel potere con il Padre e il Verbo.
Antifona 3.
Quando mi fu detto: andrò agli atri del Signore, si allietò il mio spirito, gioì il cuore.
Sulla casa di Davide gran timore: perché là sono posti i troni e saranno giudicate tutte le tribù e le lingue della terra.
Gloria. E ora.
Degno e dovuto offrire al santo Spirito onore, adorazione, gloria e forza, così come al Padre e al Figlio: perché una è la Trinità per natura, non per le ipòstasi.
Prokìmenon.
Ora risorgerò, dice il Signore, stabilirò nella salvezza, di essa parlerò apertamente.
Stico. Le parole del Signore parole pure.
Ogni spirito. Vangelo aurorale appropriato. Poi Contemplando la risurrezione di Cristo. E dopo il salmo 50, cantiamo sul tono 2.
Gloria.
Per le intercessioni degli apostoli, misericordioso, cancella la moltitudine delle nostre colpe.
E ora.
Per le intercessioni degli apostoli, misericordioso, cancella la moltitudine delle nostre colpe.
Quindi
Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia e secondo la moltitudine delle tue compassioni cancella il mio delitto.
Tono 2.
Risorto Gesù dalla tomba come aveva detto ci ha donato la vita eterna e la grande misericordia.
Dopo Salva, Signore il tuo popolo e l’esclamazione iniziamo i canoni. L’anastàsimo per 4 stichi, lo stavroanastàsimo per 3, quello della Theotòkos per 3 e quello del santo del giorno per 4. Se il santo è particolarmente festeggiato per 6 o per 8 stichi.
Canone della risurrezione.
Poema di Giovanni Damasceno.
Ode 1. Tono 1. Irmòs.
La tua destra che impugna trofei con forza divina si è glorificata: perché nella sua onnipotenza ha infranto i nemici, o immortale, inaugurando per gli israeliti una via attraverso l’abisso.
Tu che con mani immacolate dal fango teurgicamente in principio mi hai plasmato, hai steso sulla croce le mani, richiamando dalla terra il mio corpo corrotto, che avevi assunto dalla Vergine.
Per me subì la mortalità e rese l’anima alla morte colui che con soffio divino in me aveva immesso l’anima e sciogliendo le eterne catene, con sé anche mi ha risuscitato e glorificato con l’incorruttela.
Theotokìon. Salve, fonte della grazia, salve, scala e porta del cielo; salve, urna e candelabro aureo, monte non tagliato, che concepisti al mondo Cristo vivificante.
Canone stavroanastàsimo.
Poema di Cosma. Cristo nasce.
Cristo incarnato mi divinizza, Cristo umiliato mi innalza, Cristo mi rende impassibile, soffrendo nella sua natura di carne, lui, il datore di vita; perciò gli canto l’inno di ringraziamento, poiché si è glorificato.
Cristo crocifisso mi innalza, Cristo ucciso con sé mi risuscita, Cristo mi dona la vita; perciò con esultanza applaudendo, canto al Salvatore l’inno di vittoria, poiché si è glorificato.
Theotokìon. Concepisti Dio, o Vergine: partoristi verginalmente in te incarnato, o santissima, Cristo unigenito in un’unica ipostasi, riconosciuto Figlio in due nature, poiché si è glorificato.
Canone della santissima Madre di Dio.
Di Giovanni Damasceno. La tua destra.
Quale degna ode ti offrirà la nostra debolezza, se non quello soave che c’insegnò Gabriele? Salve, Theotòkos, Vergine Madre senza nozze.
Alla sempre Vergine e Madre del Re delle potenze celesti, con cuore puro, fedeli, spiritualmente gridiamo: salve, Genitrice di Dio, Vergine Madre senza nozze.
Immenso l’abisso del tuo inconcepibile concepimento, purissima, con salda fede dunque puramente ci rivolgiamo a te dicendo: salve Theotòkos Vergine, Madre senza nozze.
Ode 3. Irmòs.
Tu che solo conosci la fragile sostanza dei mortali e nella tua compassione ti sei ad essa conformato, cingimi di potenza dall’alto perché a te acclami: Santo il tempio vivente della tua gloria immacolata, o filantropo.
Tu che sei il mio Dio, o buono, hai avuto pietà di me caduto, a me ti sei compiaciuto discendere e con la tua crocifissione mi hai innalzato, affinché a te acclami: santo il Signore della gloria, incomparabile nella benevolenza.
Tu che sei vita enipostàtica e come Dio compassionevole , o Cristo, hai rivestito il mio essere corrotto, scendendo nella polvere della morte, o Sovrano, hai lacerato la mortalità e, risorgendo il terzo giorno, hai rivestito d’incorruttela i morti.
Theotokìon. Concepito in grembo Dio, o Vergine, per il santo Spirito, non fosti consumata: giacché il roveto ardente che non si consumava, apparso a Mosè legislatore, chiaramente preannunziava te, che accogliesti il fuoco insostenibile.
Canone stavroanastàsimo. Al Figlio che è prima.
A colui che sollevò sulle sue spalle la pecora smarrita e con il legno ne portò via il peccato, a Cristo Dio gridiamo: Risollevasti la nostra sorte, sei santo Signore.
A colui che ha ricondotto dall’ade il grande pastore Cristo e con la sua gerarchia per mezzo degli apostoli pasce con sapienza le genti, allo Spirito divino, o fedeli, in verità diamo culto.
Theotokìon. Al Figlio che volle senza seme incarnarsi dalla Vergine e che la sua Genitrice dopo il parto con divina potenza volle conservare vergine pura, al Dio uno, che tutto sovrasta, gridiamo: Santo sei tu, Signore.
Canone della Theotòkos. Tu che solo conosci.
Nube leggera, giustamente ti chiamiamo, o Vergine, usando le parole del profeta: su di te infatti venne il Signore ad abbattere gli idoli della superstizione egizia e illuminare i loro adoratori.
Giustamente il coro dei profeti ti chiama fonte sigillata e porta chiusa, descrivendoci così chiaramente i simboli della tua verginità, o gloriosa, che tu custodisci anche dopo il parto.
Gabriele, fatto degno di conoscere il pensiero divino, ti portò, o Vergine purissima, una voce gioiosa indicante chiaramente il concepimento del Verbo e annunziava l’ineffabile parto.
Ode 4. Irmòs.
Con occhi preveggenti Avvacùm ti contemplava come montagna adombrata dalla divina grazia e preannunziava che da te sarebbe uscito per salvarci e riplasmarci il Santo d’Israele.
Chi è questo salvatore che viene da Edom, coronato di una corona di spine, la veste tinta di rosso, costui che pende da un legno? E’ il Santo d’Israele, per salvarci e riplasmarci.
Badate, popolo di ribelli, vergognatevi: colui che follemente avete chiesto a Pilato che fosse appeso alla croce come malfattore, sciogliendo la potenza della morte, dal sepolcro è divinamente risorto.
Theotokìon. Ti riconosciamo quale albero della vita, o Vergine: da te non è germinato un frutto che gustato è letale ai mortali, ma gaudio di vita eterna per la salvezza di noi tuoi cantori.
Canone stavroanastàsimo. Virgulto dalla radice.
Chi è questo bello da Edom e il rosso delle sue vesti dalla vigna di Bosor? Bello come Dio, ma come mortale ha la veste purpurea per il sangue della sua carne; a lui cantiamo, o fedeli: Gloria alla tua potenza, Signore.
Cristo, apparendo sommo sacerdote dei beni futuri, ha distrutto il peccato e mostrandoci una nuova via con il proprio sangue, penetrò in una tenda migliore e più perfetta, nostro precursore nel santuario.
Theotokìon. Saldasti l’antico debito di Eva, o lodatissima, con il nuovo Adamo apparso per noi; egli infatti unì a se stesso una carne razionale animata, prodotto di puro concepimento e da te uscì Cristo Signore per tutti e due.
Canone della Theotòkos. Con occhi preveggenti.
Ascolta la meraviglia, o cielo, porgi l’orecchio, o terra, poiché una figlia dell’Adamo terrestre caduto fu eletta per portare in grembo Dio suo Creatore per salvarci e riplasmarci.
Inneggiamo al tuo grande e tremendo mistero, poiché senza dirlo alle schiere celesti Colui che è su te discese come rugiada sul vello di Gedeone, o lodatissima, per salvarci e riplasmarci.
Santa dei santi, lodatissima Madre di Dio, attesa delle genti pagane e salvezza dei fedeli, da te spuntò il Redentore, datore di vita e Signore e tu supplicalo di salvare le anime dei tuoi servi.
Ode 5. Irmòs.
Tu che illuminasti i confini del mondo col fulgore del tuo avvento, o Cristo e con la tua croce li rischiarasti, illumina con la luce della tua divina conoscenza i cuori di chi in modo ortodosso ti canta.
Col legno della croce i giudei uccisero il grande pastore delle pecore, il Signore, ma egli strappò al potere della morte, come pecore, i credenti sepolti nell’ade.
Con la tua croce evangelizzasti la pace e proclamasti ai prigionieri la liberazione, svergognando così il potente, o Cristo Salvatore e rendendolo nudo e sgomento con la tua divina risurrezione.
Theotokìon. Non disprezzare, o degna di ogni canto, le preghiere di chi prega con fede, ma accoglile, o pura e presentale al Figlio tuo, unico Dio benefattore, perché noi abbiamo te quale nostra avvocata.
Canone stavroanastàsimo. Dio della pace.
O ricchezza e profondità della sapienza di Dio! Il Signore, afferrando i sapienti ci liberò dalla loro scelleratezza: soffrendo, infatti volontariamente per l’infermità della carne, con la propria forza è risorto come morto vivificante.
Colui che è Dio, Cristo, si unisce per noi alla carne, viene crocifisso, muore, viene seppellito e di nuovo risorge e con la propria carne, sale con splendore al Padre e con essa verrà e salverà quanti piamente lo adorano.
Theotokìon. Santa dei santi, pura Vergine, tu partoristi il Santo dei santi, che tutti santifica, perciò ti proclamiamo regina e sovrana di tutti, come Madre del Creatore dell’universo.
Canone della Theotòkos. Tu che illuminasti.
Gioiscono vedendoti le potenze celesti, con esse esultano le schiere dei mortali, poiché sono unite per il tuo parto, che degnamente glorifichiamo, Madre di Dio Vergine.
Si muovono tutte le lingue dei mortali e le menti a lode della vera bellezza degli uomini: la Vergine è presente per glorificare sapientemente quanti con fede cantano i suoi prodigi.
E’ glorificato ogni inno dei sapienti e ogni encomio offerto alla Madre di Dio Vergine; poiché è tempio della gloria divina colei che noi degnamente glorifichiamo.
Ode 6. Irmòs.
Ci ha avvolti l’abisso più profondo e non c’è chi ci salvi: quali pecore da macello siamo stati considerati. Salva il tuo popolo, o nostro Dio, perché tu sei la forza dei deboli.
Per la caduta del primo plasmato fummo tremendamente colpiti, ma per le tue lividure, Signore, fummo sanati; per noi ricevesti quei colpi, o Cristo, perché tu sei la forza dei deboli, tu li risollevi.
Ci hai fatto risalire dall’ade, Signore onnipotente, soggiogando l’insaziabile mostro, abbattendo con la tua forza la sua potenza: perché tu sei vita, luce e risurrezione.
Theotokìon. Gioiscono in te, Vergine pura, i progenitori della nostra stirpe, perché per te riacquistano l’Eden perduto per la loro trasgressione: tu sei infatti pura prima del parto e dopo aver generato.
Canone stavroanastàsimo. Il mostro marino.
Cristo Dio, mente impassibile e immateriale si mescola alla mente umana, mediatrice tra la natura divina e la materialità della carne e senza mutarsi, si unisce tutto a me per dare, crocifisso, la salvezza a me, tutto quanto caduto.
Cade Adamo ingannato e va in rovina per la falsa speranza di diventare Dio, ma risorge divinizzato per l’unione col Verbo e con la di lui passione riceve l’impassibilità, è glorificato sul trono come Figlio, sedendo con il Padre e lo Spirito.
Theotokìon. Senza uscire dal seno del Genitore senza principio, dimora nel seno della pura Fanciulla Dio, re della giustizia, la cui tremenda generazione è senza genealogia e ineffabile.
Canone della Theotòkos. Ci ha avvolti.
Assistono riverenti al tuo parto le schiere celesti, giustamente stupite della tua maternità senza seme, o sempre Vergine; poiché tu sei pura prima del parto e dopo la nascita.
Prima senza carne, in te s’incarna, o purissima, il Verbo che col suo volere crea l’universo e chiama all’essere le schiere degli incorporei dal nulla, poiché può tutto.
Fu ucciso il nemico con il tuo frutto portatore di vita, o carissima a Dio e l’ade venne visibilmente calpestato e noi, gli incatenati, fummo liberati; perciò grido: Dissolvi le passioni del mio cuore!
Kontàkion.
Risorgesti con gloria come Dio dalla tomba e con te risuscitasti il mondo e la natura dei mortali ti cantò come Dio; la morte è annientata, Adamo danza ed Eva, ora liberata dalle catene, gioisce gridando, o Sovrano: Sei tu, o Cristo, colui che dona la risurrezione a tutti.
Ikos.
Inneggiamo come Dio onnipotente a colui che è risorto il terzo giorno e ha infranto le porte dell’ade, ha risuscitato dalla tomba quanti vi stavano da secoli, apparendo alle mirofòre come gli è piaciuto, dicendo a loro per prime: Salve! E agli apostoli ha rivelato la gioia come solo datore di vita. Perciò con fede le donne evangelizzano agli apostoli i simboli di vittoria e l’ade geme, la morte si addolora, il mondo esulta e tutti si rallegrano, perché sei tu, o Cristo, colui che dona la risurrezione a tutti.
Ode 7. Irmòs.
Noi fedeli contempliamo te, Theotòkos, come spirituale fornace: come essa salvò i tre fanciulli, così nel tuo grembo ha interamente riplasmato me, l’uomo, il sovresaltato Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.
Inorridì la terra, si ritirò il sole, si oscurò la luce, si lacerò il sacro velo del tempio e le pietre si squarciarono: perché fu innalzato con la croce il giusto, il Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.
Divenuto come un uomo senza aiuto, un ucciso tra i morti, simile a noi perché l’hai voluto, tu sovresaltato, hai liberato i fedeli, risuscitandoli con te con mano forte, o Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.
Theotokìon. Salve, fonte di onda sempre viva; salve, paradiso di delizia; salve, muro dei fedeli; salve, ignara di nozze; salve, gioia di tutto il mondo da cui è sorto per noi il Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.
Canone stavroanastàsimo. I fanciulli allevati.
Un tempo fu maledetta la terra imporporata dal sangue di Abele, ucciso da mano fraterna; ma espiata col tuo sangue divino versato, viene benedetta ed esultando esclama: Dio dei padri, tu sei benedetto.
Faccia lutto il popolo dei giudei ostile a Dio per aver osato uccidere Cristo: gioiscano invece le genti e applaudano gridando: Dio dei padri, tu sei benedetto.
Ecco, alle mirofore l’angelo sfolgorante gridava: Venite, vedete i segni della risurrezione di Cristo, le fasce e la tomba e acclamate: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Canone della Theotòkos.
Noi fedeli contempliamo.
Giacobbe ti contemplò profeticamente come scala, o Madre di Dio, poiché per te l’Altissimo fu visto sulla terra, conversò con gli uomini come a lui piacque, il benedetto e gloriosissimo Dio dei padri.
Salve, venerabile tunica di Adamo, da te uscì il pastore che realmente per sua smisurata bontà, si rivestì di tutta la mia umanità, l’Altissimo, benedetto e gloriosissimo Dio dei padri.
Dal tuo sangue puro, Dio eterno divenne realmente nuovo Adamo e tu, ora, supplicalo di rinnovare me invecchiato, che grido: Benedetto il gloriosissimo Dio dei padri.
Ode 8. Irmòs.
Nella fornace, come in un crogiuolo, i fanciulli d’Israele splendevano più tersi dell’oro per la bellezza della loro pietà e cantavano: Benedite, opere tutte il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.
Tu che col tuo volere tutto fai e trasformi, volgendo con la tua passione l’ombra della morte in vita eterna, noi tutte opere tue, Verbo di Dio, senza sosta come Signore ti inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.
Risorgendo il terzo giorno, o Cristo, abbattesti la rovina e la sciagura delle porte e delle fortezze dell’ade; senza sosta, come Signore, tutte le opere ti celebrano ed esaltano per tutti i secoli.
Theotokìon. Cantiamo colei che per la folgore divina, senza seme e oltre la natura partorì Cristo, perla preziosissima e diciamo: Benedite, opere tutte il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.
Canone stavroanastàsimo. La fornace che effondeva.
Venite, popoli, adoriamo il luogo dove stettero i piedi immacolati e il legno in cui le divine mani vivifiche si stesero a salvezza di tutti i mortali e circondando la tomba della vita, cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.
Si condanni l’iniqua accusa dei giudei deicidi: colui che essi dissero ingannatore è risorto potente, spregiando i sigilli degli iniqui; perciò lietamente cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.
I serafini senza macchia, proclamando con triplice santo la gloria dell’unica maestà, con timore degnamente glorificano la divinità trisipostàtica; con loro piamente cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.
Canone della Theotòkos. Nella fornace.
Il talamo luminoso da cui come sposo uscì Cristo, sovrano di tutti, inneggiamo acclamando tutti: opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Salve, trono glorioso di Dio; salve, baluardo dei fedeli, per cui spuntò Cristo, luce per quanti stando nelle tenebre, ti dicono beata e acclamano: opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Tu che partoristi il Signore, causa di salvezza per noi, prega per tutti quelli che sempre acclamano, o Vergine illustrissima: benedite, opere tutte il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Il roveto ardente che non si consumava ci mostrò una figura del tuo parto puro. Estingui ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni che infuria contro di noi, perché, o Madre di Dio, senza sosta ti magnifichiamo.
Oh, come quel popolo iniquo, ribelle e dai mali consigli giustificò l’iniquo e l’empio e condannò il Signore della gloria, che noi come conviene magnifichiamo!
Salvatore, agnello senza macchia, che hai tolto il peccato del mondo, noi glorifichiamo te, risorto il terzo giorno, con il Padre e il tuo divino Spirito e proclamandoti Dio, come Signore della gloria, ti magnifichiamo.
Theotokìon. Salva il tuo popolo, che ti sei acquistato col tuo sangue prezioso, Signore: dà forza all’imperatore contro i nemici e assicura alle tue Chiese la pace, o amico degli uomini, per l’intercessione della Madre di Dio.
Canone stavroanastàsimo. Vedo un mistero.
E’ glorificata per la tua misteriosa potenza la tua croce, Signore: poiché la tua debolezza si rivelò più che potente a tutti; per essa i potenti sono gettati a terra e i poveri sollevati al cielo.
E’ uccisa la nostra morte spietata: poiché tu apparendo ai fedeli nell’ade, donasti loro la risurrezione dai morti; perciò inneggiandoti come vita e risurrezione e luce ipostàtica, ti magnifichiamo.
La natura senza principio, né confini si fa conoscere in tre sole ipòstasi divine: unica divinità nel Padre, nel Figlio e nello Spirito; fidandosi di lei, il nostro pio imperatore si salva.
Canone della Theotòkos. Il roveto ardente.
Dalla radice di Davide, tuo nobile antenato, o Vergine, germogliasti un virgulto, ma in realtà sei tu che glorifichi David, partorendo il profetato Signore della gloria, che noi degnamente magnifichiamo.
Ogni maggior lode, o purissima, è vinta dalla grandezza della tua gloria, ma tu, Sovrana Madre di Dio, accogli con benevolenza l’inno offerto da supplici indegni, ma devoti.
Oh, come superano ogni intelletto i tuoi prodigi! Tu sola infatti, Vergine superiore al sole, desti da contemplare il nuovissimo prodigio della tua generazione incomprensibile, per questo tutti ti magnifichiamo.
Alle lodi, Stichirà anastàsima. Tono 1.
Celebriamo, o Cristo, la tua salvifica passione e glorifichiamo la tua risurrezione.
Tu che ti sottoponesti alla croce e distruggesti la morte e dai morti risorgesti, dona pace alla nostra vita, o Signore, come solo onnipotente.
Tu che con la tua risurrezione spogliasti l’ade e risuscitasti l’uomo, o Cristo, facci degni di celebrarti e glorificarti con cuore puro.
Glorificando la tua divina condiscendenza, ti inneggiamo, o Cristo: partorito da una Vergine, sei indivisibile dal Padre; come uomo hai patito e volontariamente subito la croce; sei risorto dalla tomba come procedendo dal talamo per salvare il mondo; Signore, gloria a te.
Altri stichirà, anatolikà.
Quando fosti inchiodato all’albero della croce, allora fu annientata la forza del nemico; il creato fu scosso dal tuo timore e l’ade fu spogliato dalla tua forza: rialzasti i fedeli dalla tomba, apristi al ladrone il paradiso: Cristo nostro Dio, gloria a te.
In fretta, piangendo, giunsero al tuo sepolcro le donne venerabili; trovando però la tomba aperta e appreso dall’angelo il nuovo, inaspettato prodigio, agli apostoli annunziarono il Signore risorto, donando al mondo la grande misericordia.
Adoriamo le divine piaghe della tua passione, o Cristo Dio e il sacrificio del Signore in Sion, compiuto alla fine dei tempi, manifestando Dio: poiché illuminasti quanti dormivano nella tenebra, o sole di giustizia, guidandoli per mano allo splendore senza tramonto. Signore, gloria a te.
Ascolta, tumultuosa stirpe dei giudei: dove sono quelli che andarono da Pilato? Parlino i soldati di guardia: dove sono i sigilli del sepolcro? Dov’è stato trasferito il sepolto? Come è stato venduto chi non può esser venduto? Com’è stato rapito il tesoro? Perché screditate, iniqui giudei, la risurrezione del crocifisso? E’ risorto colui che è libero tra i morti e dona al mondo la grande misericordia.
Gloria. L’idiòmelon eothinòn.
Vedi al fondo di questo libro.
E ora. E questo Theotokìon.
Sei più che benedetta, Vergine Madre di Dio, perché per colui che da te si è incarnato l’ade è stato fatto prigioniero, Adamo richiamato, la maledizione abolita, Eva liberata, la morte messa a morte e noi vivificati; perciò inneggiando acclamiamo: Benedetto sei tu, Cristo nostro Dio, perché così ti è piaciuto; gloria a te.
Quindi la dossologia e dopo di essa i tropari anastàsima: per i toni 1, 2, 3 e 4: Oggi è venuta la salvezza. Per i toni pl. 1, pl. 2, Grave, pl. 4: Risorgendo dal sepolcro. Vedi in fono a questo volume.
Alla Liturgia
Makarismì (le Beatitudini).
Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; Cristo però con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.
Venero la tua passione e glorifico la tua risurrezione; con Adamo e il ladrone grido a te con chiara voce: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo regno.
Fosti crocifisso e messo in una tomba di tuo volere, o senza peccato, ma risorgesti come Dio, rialzando con te Adamo, che esclamava: ricordati di me quando verrai nel tuo regno.
Rialzando dalla tomba il tempio del tuo corpo il terzo giorno, Cristo Dio, rialzasti con Adamo i suoi discendenti, che gridavano: ricordati di me quando verrai nel tuo regno.
Le mirofore vennero piangendo al tuo sepolcro, o Cristo Dio, di buon mattino e vi trovarono seduto un angelo in bianche vesti che esclamò: Che cosa cercate? Cristo è risorto, non piangete più!
I tuoi apostoli venuti al monte, come ordinasti loro, o Salvatore e Signore, ti videro e ti adorarono e tu li inviasti alle genti per istruirle e battezzarle.
Gloria.
Adoriamo il Padre, o fedeli, glorifichiamo il Figlio e inneggiamo tutti ugualmente al santissimo Spirito, esclamando e dicendo: Trinità santissima, salvaci.
E ora. Theotokìon.
Il tuo popolo, o Cristo, a intercedere ti presenta tua Madre; per le sue suppliche, o Buono, dacci le tue misericordie affinché glorifichiamo te, risorto per noi dal sepolcro.

