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Periodo Del Tono 1 Venerdi Mattina al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità, donando vittorie agli imperatori contro i barbari e proteggendo la tua città con la tua croce.

Con la tua crocifissione, Cristo, la tirannia fu distrutta, la potenza del nemico calpestata: non un angelo, infatti, non un uomo, ma tu stesso, il Signore, ci salvasti: gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon. I soldati a guardia.

Metti in fuga i nemici con la tua croce, Salvatore e dissolvi come polvere le loro eresie; solleva la potenza della tua sacra Chiesa, fa’ cessare, Signore, la tempesta che infuria contro di noi e dona pace ai popoli ortodossi, per le preghiere di colei che ti ha partorito.

Dopo la seconda sticologia del salterio.

Kathìsmata stavròsima. Sigillata la pietra.

Il legno della tua croce adoriamo, amico degli uomini, perché in esso venne inchiodata la vita di tutti; apristi il paradiso, Salvatore, al ladrone che con fede a te si rivolgeva e lo rendesti degno della beatitudine perché così ti confessava: Ricordati di me, Signore; come lui accogli anche noi che gridiamo: tutti peccammo, per la tua dolce misericordia non ci disprezzare!

I soldati a guardia.

L’arma della croce fu mostrata un tempo in battaglia al pio imperatore Costantino quale invitto trofeo contro i nemici in forza della fede. Davanti ad essa tremano le potenze avverse; dei fedeli essa è divenuta salvezza, di Paolo il vanto.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

Vedendoti morto e nudo sul legno sono atrocemente trafitta e le mie viscere sono sconvolte, Figlio mio più che buono e Dio onnipotente; così la purissima tra i gemiti gridava. E noi come Madre del Signore la inneggiamo e con fede glorifichiamo.

Dopo la terza sticologia.

Kathìsmata. I soldati a guardia.

Volontariamente inchiodato alla croce, compassio-nevole, divinizzasti la nostra sostanza corrotta e uccidesti il serpente distruttore dell’uomo; conferma dunque il popolo nell’ortodossia e abbatti l’orgoglioso insorgere degli eretici con la tua croce preziosa.

Martirikòn. Come vanto per la loro lotta e onore di corone, i gloriosi vincitori si rivestirono di te, Signore, poiché con la costanza nei tormenti misero in rotta gli empi e per la potenza divina ricevettero dal cielo la vittoria; per le loro suppliche donaci, o Dio, la tua grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

L’Agnella senza macchia, vedendo sulla croce l’Agnello e pastore come agnello immacolato, levando amare voci piangendo esclamava: Ah, l’ardire degli ebrei sanguinari e la tua longanimità divina, Figlio mio! Perché volontariamente hai patito.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Cantiamo un inno di vittoria al nostro Dio che venne in aiuto a Mosè contro gli egiziani; per lui fu inghiottita l’armata del Faraone, perché si è glorificato.

Verbo impassibile, soffristi passione per noi; crocifisso con i ladroni distruggesti il nemico, causa del male e salvasti i tuoi cantori.

Oriente degli orienti, Gesù venisti a riscattare la nostra natura decaduta e il sole, vedendoti crocifisso, ritirò la sua luce.

Martyrikà. Subendo le pene d’una morte che procura la vita eterna, foste degni del regno dei cieli, o atleti: perciò siete glorificati e beatificati.

Avendo imitato bene la passione di Cristo, sanate le malattie dei mortali con la mistica chirurgia e con la parola cacciate gli spiriti, o santi martiri.

Stavrotheotokìon. L’Agnella, vedendo l’Agnello innalzato sulla croce, fissando Cristo, gemeva dicendo: Dov’è scomparsa la tua bellezza, Figlio longanime e senza principio?

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Sballottato nell’oceano delle pene e nella tempesta delle passioni, ti prego, Vergine santa, calma i flutti e salvami, tu che sei porto dei fedeli.

Con l’anima purificata dalla luce dello Spirito, pura Vergine, accogliesti in grembo tutto il riflesso del Padre: caccia dunque l’oscurità delle mie passioni.

Ti magnifichiamo, arca santa, tenda celeste in cui Cristo dimorò per donarci la salvezza, rivelandoti propiziatorio per la nostra salvezza..

Del genere umano sei sicuro rifugio, muro, protezione e porto e difesa potente nelle miserie della vita, Genitrice di Dio lodatissima.

Ode 3. Irmòs.

Si rinsaldi nella tua volontà il mio cuore, Cristo nostro Dio, come tu stesso hai stabilito sulle acque il secondo cielo e l’universo sulle sue fondamenta, Signore onnipotente.

Hai steso le tue braccia sulla croce e insanguinato le tue dita divine per liberare da mani assassine Adamo, opera delle tue mani.

Una lancia trapassò il fianco correggendo, o Sovrano, la caduta del fianco; fosti innalzato sul legno reintroducendo in paradiso, col buon ladrone, colui che un tempo naufragò per il frutto dell’albero.

Martyrikà. Saldi sostegni della Chiesa, difensori della fede, martiri del Signore, vincitori del nemico, con tutte le forze vi celebriamo e con cuore puro v’inneggiamo.

Come divini tralci di mistica vigna i martiri chiaramente portarono frutto e per il loro coraggio versarono il vino che rallegra il cuore di tutti i fedeli.

Stavrotheotokìon. Benedetto il frutto del tuo grembo, Vergine degna d’ogni lode: per divina grazia hai fatto partecipi di incorruttela quanti il frutto dell’albero aveva reso mortali, mediante la sua croce.

Della Theotòkos. Conferma, Signore.

Nella luce di tuo Figlio, Sovrana, dilegua dal mio cuore la tenebra del peccato per le tue preghiere.

Abisso d’ineguagliabili meraviglie, fonte della guarigione, Purissima, cancella dal mio cuore le macchie del peccato.

Venerando il tuo ineffabile parto, ti chiamiamo, o benedetta, a intercedere: supplica, o pura, perché siano liberati da ogni necessità i tuoi cantori.

Madre del Verbo, pienezza delle speranze, divino sostegno, protezione e luce di salvezza, fa’ brillare su noi la luce della penitenza.

Ode 4. Irmòs.

Ho inteso la tua voce, disse il profeta e sono pieno di timore; riconosco la tua opera, Signore e glorifico la tua potenza.

Giusto Legislatore, sei stato messo fra gli iniqui e sospeso al legno tu, Signore benefico, che hai voluto giustificare tutti.

Le potenze angeliche stupirono al vederti elevato sulla croce, o sole che con la tua potenza hai vinto i principi delle tenebre.

Martyrikà. Attingendo ai doni dello Spirito, col carisma delle guarigioni, per grazia i santi martiri calmano le nostre funeste passioni.

Rigettando la pigrizia e il sonno, i martiri, col loro risveglio alla fede divina, addormentarono le belve che li assalivano e lottarono con gioia.

Stavrotheotokìon. Ahimè, Figlio, che cosa sarà di me? Come mai ti contemplo sospeso sulla croce, messo a morte ingiustamente, tu che sei datore di vita? Diceva piangendo la Vergine.

Della Theotòkos. Ho riconosciuto.

Nella tua intercessione, pura Vergine, noi, fedeli tutti, possediamo irreprensibile propiziazione.

Avendo concepito ineffabilmente nel tuo grembo il Verbo di Dio, generasti il Salvatore del genere umano.

Quale riparo invincibile, Vergine, possediamo la tua costante protezione e per questo siamo salvati dai nemici invisibili.

Rialza, Vergine benedetta, quanti son caduti nel peccato perché tu sei la speranza dei fedeli.

Ode 5. Irmòs.

Fà sorgere il giorno della tua luce senza fine su noi, che vegliamo meditando incessantemente i tuoi precetti e i tuoi giudizi, Sovrano misericordioso, Cristo nostro Dio.

Inchiodato nella carne sulla croce hai chiamato le genti, che non ti conoscevano, a riconoscerti giudice dell’universo, Cristo nostro Dio, unico misericordioso.

Stai presso l’iniquo tribunale, giusto Signore e Adamo, un tempo condannato, viene giustificato e acclama: Gloria alla tua crocifissione Signore paziente.

Martyrikà. Autentico paradiso piantato da Dio, santi martiri, per le vostre preziosissime pene produceste fragranti fiori, che profumano le anime dei fedeli.

O martiri, che strappate e radici dell’errore, alberi verdeggianti dai molti frutti, da cui raccogliamo la fede nella vita immortale, noi vi inneggiamo.

Stavrotheotokìon. La verga gloriosa, che germogliò l’immarcescibile fiore, vedendolo innalzato sul legno, esclamava: Signore, non privarmi del Figlio!

Della Theotòkos. Di notte vegliamo.

Essendo sempre Vergine, fa’ che nelle tentazioni, nelle afflizioni e nei peccati troviamo te come sicuro rifugio, buon aiuto.

Le schiere degli angeli sempre ti inneggiano come colei che inesprimibilmente generò il Creatore di tutti e dopo il parto restò Vergine.

Nella fonte delle tue guarigioni e nelle onde dei tuoi prodigi, cancella dal mio cuore, o Purissima, la sozzura del peccato.

Concependo in grembo, o pura, la propiziazione delle nostre anime, generasti la salvezza per quanti con fede ti glorificano, pura Madre di Dio.

Ode 6. Irmòs.

Dal cetaceo, amico degli uomini, salvasti il profeta: strappa anche me dall’abisso delle colpe, ti prego.

Tu, superiore a ogni onore, innalzato in croce, subisti disonore volendo onorare l’uomo.

Sottoscrivesti l’assoluzione per me, prigioniero del male, venendo colpito con la canna, Cristo nostro Dio.

Martyrikà. Attraverso le pene dell’agone, o santi, giungeste al luogo senza pena, degni dell’ineffabile gioia.

Infiammati dai carboni ardenti dell’amore di Cristo, senza danno subiste la fiamma divorante dei roghi.

Stavrotheotokìon. Rimanesti intatta dopo il parto come lo eri prima: partoristi il Dio, che salvò l’uomo mediante la croce.

Della Theotòkos. Con Giona a te gridiamo.

Le fratture delle mie dolorose passioni medica con la fasciatura delle tue preghiere, o Sovrana e donami vigore.

Ho subito molte amputazioni e ho dissipato l’intelletto in molti peccati, mi rifugio nella tua protezione, salvami.

Tutti con fede incrollabile ti supplichiamo, purissima Vergine, donaci remissione dai peccati, come Madre di Dio.

Carro mistico del Sole spirituale, invia su noi, o purissima, i raggi del tuo splendore, dissolvendo la notte dell’ignoranza che ci ricopre.

Ode 7. Irmòs.

La fornace, o Salvatore, stillò rugiada e il coro dei fanciulli cantò: benedetto il Dio dei nostri padri.

Crocifisso sconvolgesti il creato; morto, uccidesti il serpente, benedetto Dio dei nostri padri.

Fu dissetato col fiele il Dio paziente, facendo scorrere la dolcezza salutare per me, privo delle delizie del paradiso, dopo aver mangiato il frutto.

Martyrikà. Lacerati dagli artigli dei carnefici, i martiri deposero il peso della condizione mortale e ricevettero la veste divina nel cielo.

Santi imitatori della passione divina, vittoriosi martiri, lietamente sopportaste le pene inflittevi dal nemico.

Stavrotheotokìon. La Madre di Dio senza macchia, vedendo crocifisso il Signore diceva: Ahimè, Figlio mio, come mai muori, tu, vita e speranza dei fedeli?

Della Theotòkos. Nel roveto apparisti.

Nostra Regina santissima, soccorso e protezione nella tentazione e nel pericolo, con fede ti cantiamo: Benedetto il frutto del tuo grembo.

Generasti il Re della vita: rialzami perché il peccato mi ha ucciso; allora potrò cantare, o Madre: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Il Dio da te uscito liberò la natura umana dall’antica maledizione, guarendo, ogni pena, o Vergine santa: benedetto il frutto del tuo grembo.

Letizia dei credenti, salve; propiziatorio universale, fai cessare il lutto di chi canta con fede: Benedetta sei tu, Madre Vergine, lodatissima.

Ode 8. Irmòs.

Colui che nella fornace protesse i fanciulli e mutò l’ardente fiamma in fresca rugiada, il Cristo nostro Dio inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Quando fosti inchiodato alla croce, tremò l’universo, il sole trattenne i suoi raggi, le pietre si spaccarono e l’ade fu spogliato non sopportando la tua potenza.

Per il condannato fosti condannato, per chi subì spogliazione, fosti sospeso nudo all’albero, o pietoso; grande è la tua potenza e il tuo amore per gli uomini.

Martyrikà. I soldati di Cristo divennero compagni degli incorporei; per amore portarono la croce e aggredirono il nemico, abbattendolo e calpestandolo, marciando con passo sicuro verso il cielo.

Nell’agone i martiri lottarono e le lame dilanianti i loro corpi le trasformarono in leve per demolire i templi degli idoli e frantumare le stele dei demòni.

Stavrotheotokìon. Colei che è più sublime dei cieli, vedendo l’Altissimo elevato sulla croce per abbassare le insurrezioni del nemico, cantava Cristo a piena voce.

Della Theotòkos. La lode degli incorporei.

Madre di Dio, rendi a noi propizio il Dio Verbo compassionevole, perché sempre con fede gridiamo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Sprofondato nel gorgo del peccato, confidando nella tua preghiera, gridiamo, Madre di Dio: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

In te abbiamo sicuro riparo nelle difficoltà della vita, soccorso e protezione e ti cantiamo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Sballottato dalla tempesta dei mali accorro al porto della tua protezione e acclamo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Ode 9. Irmòs.

Mosè ti vide quale roveto incombusto e Giacobbe ti contemplò quale scala vivente e porta del cielo da cui Cristo nostro Dio è passato e noi, Madre pura, con inni ti magnifichiamo.

Come può un popolo ribelle consegnare alla croce il solo longanime, che volontariamente si fece povero, accettò la passione e offre impassibilità a tutti i discendenti di Adamo caduti?

Accettasti nella carne la crocifissione disonorevole perché volevi dare onore all’uomo disonorato da passioni irrazionali e privo della antica bellezza, o Cristo: gloria alla tua incomprensibile benevolenza.

Martyrikà. Cristo, sole senza tramonto, quanti, vegliando rivolti a te dall’alba, a un tuo cenno sfuggirono alla tenebra del castigo, tu li guidasti al chiarore della tua gloria e del tuo splendore ineffabili: illuminaci dunque per le loro preghiere.

La sacra falange dei martiri mise in rotta miriadi di nemici intelligibili, si unì alle miriadi di sante schiere e, con un cenno onnipotente, guarisce le miriadi di passioni delle nostre anime.

Stavrotheotokìon. Con lo splendore di colui che da te è sorto nella carne, Vergine, rischiara il mio intelletto e illumina il mio cuore fugando la tenebra del peccato e dissolvendo tutta la tenebra della mia indolenza.

Della Theotòkos. Tu che possiedi.

Ti glorifichiamo, o Santissima, perché concepisti in grembo il Verbo del Padre, oltre la natura lo generasti restando Vergine; grati a te gridiamo: salve, soccorso dei peccatori.

Tu sola sei guida sicura dei fedeli, sentiero di salvezza che conduce sulla retta via e introduce davvero nel regno celeste, o purissima, speranza delle nostre anime.

Coltivasti per noi la spiga celeste e nutri, o Purissima, tutti quelli che ti cantano; prega sempre per loro, salvandoli da tribolazioni e pericoli e procura loro la remissione dei peccati.

Exapostilaria, Tono 2.

Scettro regale di Cristo, santa croce, vittoria dei principi cristiani, gloria della venerabile fede, proteggi i tuoi adoratori perché siano sconfitte le eresie.

Croce, custode di tutto l’universo, croce, ornamento e bellezza della Chiesa, vero scettro regale che rafforza la nostra fede, croce, terrore delle legioni infernali, croce, gloria degli angeli celesti.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ritta ai piedi della croce, colei che verginalmente ti ha generato, ti gridava nei suoi lamenti: Ahimè, mio dolcissimo Figlio, come scomparirai dai miei occhi, come sarai preso per morto?

Apòstica delle lodi stavròsima. Tono 1.

Senza sosta ti cantiamo come Re e Salvatore: fosti confitto al legno e ci donasti la vita.

Per la tua croce, Cristo, angeli e uomini han formato un solo gregge e un’unica chiesa. Cielo e terra esultano: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Venite, popoli tutti, con inni e cantici spirituali veneriamo i vittoriosi di Cristo, i luminari del mondo, gli araldi della fede, la fonte perenne da cui per i fedeli sgorgano grazie di guarigione. Per le loro suppliche, Cristo nostro Dio, concedi al tuo popolo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Martiri degni di ogni lode.

Fosti innalzato sulla croce come agnello innocente, o compassionevole e volontariamente immolato, Figlio dolcissimo, esclamava piangendo l’Agnella pura vedendo il Signore sul legno; arde ferito il mio cuore e tuttavia canto la tua misericordia infinita.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

Crocifisso, o Cristo senza peccato, togliesti i peccati di tutti e col fianco trafitto da una lancia, hai fatto scorrere torrenti di salvezza, riplasmando con acqua e sangue quanti erano rovinati nella corruzione.

Inchiodato volontariamente al legno, o Gesù Dio, inchiodasti l’intelletto passionale di Adamo, con le tue venerabili ferite, feristi la moltitudine dei demòni.

Martyrikòn. Imitando la passione di colui che patì volontariamente nella carne, gloriosi martiri, sempre calmate le insanabili passioni e scacciate i mali degli uomini con la forza dello Spirito.

Gloria.

Ti definiamo uguale nella potenza e nella dignità, o Trinità, magnificando Dio Padre senza inizio, Figlio e santo Spirito, unica tearchia trisipostàtica.

E ora. Theotokìon.

Come ti vide inchiodato alla croce, Cristo Dio, colei che ti concepì nella carne gemendo esclamò: Così ti ha ricambiato, Figlio mio, un popolo ingrato?