Periodo Del Tono 1
Martedì Al Mattutino
Dopo la prima sticologia, kathìsmata catanittici.
Concepito nelle iniquità, io, il dissoluto, non oso fissare le altezze del cielo, ma rinfrancato dal tuo amore per gli uomini grido: siimi propizio, o Dio e salvami.
Se il giusto a stento si salva, dove mi presenterò io, il peccatore? Non ho portato il peso e il calore della giornata: annoverami tra quelli dell’undecima ora, o Dio e salvami.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Avendo la Theotòkos Maria come muro invalicabile, venite, fedeli, gettiamoci ai piedi suoi: poiché con colui che da lei è stato partorito ha familiarità per intercedere e salvare da ira e morte le nostre anime.
Dopo la seconda sticologia, altri kathìsmata.
Affrettati ad aprirmi le tue braccia paterne: da dissoluto ho sperperato tutti i miei beni, volgendo le spalle all’inesauribile ricchezza delle tue compassioni, Salvatore: non disprezzare, ora, un cuore impoverito. Compunto, a te grido, Signore: contro te ho peccato, salvami.
Tremendo è il tuo tribunale, giusto il tuo giudizio, malvagie le mie opere, ma tu, Misericordioso, previenimi con la tua salvezza e dal castigo riscattami. Toglimi, Sovrano, dalla parte dei capri e fammi degno di stare alla tua destra, giudice giustissimo.
Gloria. E ora Theotokìon.
Deponi, o anima, il sonno della noncuranza, accendi la fulgida lampada del pentimento ed esci quindi gioiosa dalle agitazioni della vita incontro allo Sposo immortale dicendo: Accoglimi, o Verbo, non mi respingere, per le suppliche di colei che ti ha partorito.
Dopo la terza sticologia, altri kathìsmata.
O Giovanni, che un tempo nei flutti del Giordano battezzasti la purificazione di tutto il mondo, traimi dall’abisso delle mie molte colpe e lavami da macchie d’ogni sorta, supplicando sempre l’amico degli uomini, come intercessore accetto.
Martyrikòn. Quali buoni soldati, concordi nella fede, senza temere le minacce dei tiranni, o santi, prontamente siete andati a Cristo portando la croce preziosa e, compiuta la corsa, dal cielo riceveste vittoria. Gloria a colui che vi ha rafforzato, gloria a colui che vi ha incoronato, gloria a colui che, per voi, guarisce tutti.
Gloria. E ora. Theotokìon
Sussultando Giovanni nel seno materno, riconobbe per divina grazia, o pura, Dio portato nel tuo grembo e lo adorò con fede. Ti prego, dunque, Vergine, implora, col Precursore, il Verbo cui donasti un corpo, affinchè il tuo servo sia salvato.
Canone catanittico. Acròstico senza i Theotokìa: Accetta, o Cristo, le mie parole. Giuseppe.
Ode 1. Tono 1. Irmòs.
Cantiamo tutti un inno di vittoria per i prodigi del nostro Dio che col suo braccio potente salvò Israele, poiché si è glorificato.
Schiavo delle passioni e del peccato Signore a te mi prostro per esserne liberato e glorificare senza sosta la tua benevolenza.
La spada del peccato mi ha ferito, il nemico esulta vedendo prossimo alla fine; o risorto dai morti, vivificami e salvami.
Martyrikà. Gloria eccelsa ai vittoriosi martiri, le cui membra glorificarono Cristo incarnato, che con la sua passione trionfò della corruzione.
Quali campioni della Chiesa i martiri, intrepidi, resistettero agli assalti del nemico: per le loro preghiere vivificaci, o Dio.
Theotokìon. Trono di fuoco, talamo nuziale, palazzo splendido per il Re, divenuto a noi simile senza mescolanza, né mutamento, tu porti il Creatore.
Un altro canone, in onore del Precursore. Acròstico: Esaudisci, o beato, la voce che ti invoca. Giuseppe.
Ode 1. Stesso Irmòs.
Divenisti voce del Verbo, o beato, per questo, o Precursore, accogli le voci che a te leviamo a te, liberandoci dai mali per la tue sante preghiere.
Sorgendo come aurora, come sole, illumini i confini e ottenebri i malvagissimi spiriti: scaccia dunque le tenebre dalla mia anima.
Ai morti predicasti la nostra vita sopraggiunta, o precursore: uccidi, dunque, le passioni mortifere, mostrandomi partecipe del divino chiarore, o beato.
Theotokìon. Tu che sola generasti nel tempo il Figlio di Dio divenuto carne, Sovrana santissima, sana la mia anima da troppo tempo sofferente.
Ode 3. Irmòs.
La pietra rigettata dai costruttori è divenuta pietra angolare; su questa pietra Cristo stabilì la sua Chiesa, radunandola da tutte le nazioni.
Considera la mia debolezza, o Cristo, tu che incarnandoti l’hai assunta; guarda la sventura della mia anima, sii attento alla mia voce e cambia la mia sporcizia nella tua bellezza, Dio Salvatore.
Salva me dissoluto, Gesù, poiché io solo trasgredii i tuoi divini precetti, commettendo l’iniquità, follemente schiavo dei miei pensieri, allontanandomi da te.
Martyrikà. O santi, le schiere degli incorporei davvero ammirarono il vostro valore, quando lottando nello stadio strenuamente e soccombendo fisicamente, sbaragliaste con forza divina tutti i nemici incorporei.
Ornati del vostro sangue, atleti vittoriosi, stillando la rugiada vermiglia, lietamente compariste davanti al Re, Signore immortale che vi assegnò la corona di vittoria.
Theotokìon. Senza conoscere uomo generasti colui che l’eterno Padre generò prima dei secoli e nutristi colui che nutre l’universo, strana meraviglia, nuovo mistero! Piena di grazia ogni fedele ti glorifica.
Del Precursore. Stesso Irmòs.
Santo germoglio di grembo sterile, Precursore, visibilmente producesti molto frutto con le tue molte fatiche; dal mio cuore sterile e infecondo fa uscire ricca messe perché sempre ti glorifichi.
Conforta col pane celeste, o beato, il mio povero cuore afflitto dalle tribolazioni della vita; donami lo zelo per compiere la volontà del Dio misericordioso perché sempre ti glorifichi.
Annunziasti l’Agnello di Dio, che prese su di sé il peccato del mondo, o profeta: alleggeriscimi del fardello che i miei peccati fanno gravare su me, donandomi la compunzione per purificarmi dalle mie passioni.
Theotokìon. Il Verbo uscito da te, Theotòkos, incarnandosi ha assunto tutta la mia umanità; supplica, dunque, perché mi salvi nelle tentazioni e mi risparmi dal fuoco eterno.
Ode 4. Irmòs.
Prevedendo spiritualmente, o profeta Avvacùm, l’incarnazione del Verbo onnipotente, dicesti: Quando s’avvicineranno gli anni sarai conosciuto; al tempo fissato ti rivelerai, gloria alla tua potenza, Signore!
Ho dilapidato nella dissolutezza il tesoro da te donatomi ed eccomi nudo, coperto d’azioni infami: rivèstimi del tuo splendore, concedendo la grazia al mio cuore.
Disperato, travolto dai mali, giaccio profondamente malato: o Cristo, risurrezione di tutti, rialzami, rinsalda il mio cuore sulla roccia della salvezza.
Martyrikà. Imitando la passione di Cristo, i martiri, flagellati, unanimi gioivano; coi rivi del loro sangue deviarono i fiumi del politeismo, divenendo fonti di guarigioni.
I divini atleti attraversarono incolumi la rabbia delle onde, salvati dal timone della speranza della salvezza, giungendo alle porte celesti splendidi di gioia e letizia.
Theotokìon. In cielo stupirono gli angeli vedendo l’invisibile manifestarsi visibilmente a noi simile, Vergine Madre, nel corpo da te ricevuto; supplicalo di rendere degni di te tutti i fedeli che ti glorificano.
Del Precursore. Stesso Irmòs.
Battista del Signore, che ti preparò la veste di salvezza nella nudità del tuo corpo, spoglio di buone opere, ti prego, ricoprimi di giustizia e gioia.
Nelle onde del Giordano hai battezzato la vivificante fonte della gioia: sulla mia anima inaridita dalla siccità dei piaceri, fa’ scendere l’acqua della salvezza perché sia degno di glorificarti, o Precursore.
Non un angelo, né un ambasciatore, ma il Signore ci salvò e tu raddrizzasti le sue vie, quando venne sulla terra; pregalo, o beato, di mostrarmi la via che conduce al suo regno.
Theotokìon. Sei il tempio santificato del Dio in te ospitato ineffabilmente, Madre Vergine; pregalo dunque di lavarci dalla sozzura del peccato perché diveniamo dimora dello Spirito.
Ode 5. Irmòs.
Figlio di Dio, dona la tua pace a noi, che non conosciamo altro Dio che te ed è col nome che siamo chiamati, tu sei il Dio dei vivi e dei morti.
Innumerevoli sono le mie colpe e i miei peccati: Sovrano clemente, abbi pietà di me; concedi grazia a me condannato, non allontanarmi dal tuo volto.
Giustificasti, il pubblicano che sospirava; il mio peccato sta sempre davanti a me e ti grido: fammi grazia, Signore compassionevole.
Martyrikà. I tuoi martiri, Signore, apparvero come astri non erranti: scacciarono la notte dell’errore e i loro miracoli rischiararono il mondo.
I tuoi martiri, Sovrano, quali pietre preziose, sopportarono d’essere levigati dai tormenti, distruggendo le fondamenta dell’errore.
Theotokìon. In due nature e volontà concepisti l’Uno della Trinità Santa, unica ipòstasi, Vergine senza macchia; pregalo di salvare le nostre anime.
Del Precursore. Stesso Irmòs.
Come un tempo Elia, Precursore, abitasti nel deserto: sul mio cuore inaridito dal peccato fa’ fiorire la grazia e l’amore di Dio.
Colonna inamovibile e saldo soccorso dei fedeli, sublime Precursore di Cristo, non permettere che il mio cuore vacillante per le macchinazioni del nemico sia traviato.
Dalla tua bocca, lieto araldo, i morti appresero che sulla terra brillava lo splendore della luce che rischiara le tenebre; al mio cuore sporco invia la tua luce.
Theotokìon. Vergine Regina, unica senza macchia, il Re Davide ti preannunciò; ti prego: rendimi partecipe del regno dei cieli per poterti magnificare.
Ode 6. Irmòs.
Imitando Giona, Sovrano, a te grido: Strappa dalla fossa la mia vita; Salvatore del mondo; salvami perché ti canti: Gloria a te.
La mia povera anima è sopraffatta come se avessi le ossa spezzate e gemo sotto il peso: Cristo, soccorrimi.
Naufragando nel mare dei mali scatenati dalle passioni, a te grido, Onnipotente: tendimi la mano, Cristo, salvami.
Martyrikà. L’innumerevole schiera dei martiri respinse lo sciame dei nemici invisibili per rallegrarsi nel cielo con miriadi di spiriti incorporei.
Avendo disseccato l’abisso dell’empietà, santi Atleti, conquistaste il fiore della benedizione nell’Eden: prosciugate le onde dei miei peccati.
Theotokìon. Vergine Maria, tu ci apparisti come dimora della santità: santifica il mio cuore macchiato dai piaceri, perché erediti la gloria di Dio.
Del Precursore. Stesso Irmòs.
Tu che annunziavi sulla terra la penitenza, indicami vie di penitenza guidandomi alla luce e scampami dal baratro dell’errore, o Battista.
Tu che facesti discendere nei flutti il Cristo, abisso di bontà, prosciuga in me, o Precursore, l’abisso delle passioni, apri la fontana delle mie lacrime.
Precursore di Cristo, liberami dalle infermità spirituali, dalle passioni carnali, dai mali della vita, dalle tentazioni e da ogni afflizione.
Theotokìon. Senza sosta ti supplico, tutta pura Madre di Dio: non disprezzare il tuo servo, concedimi la grazia e preservami da ogni male.
Ode 7. Irmòs.
Nella fornace i fanciulli non furono toccati dal fuoco; tutti e tre, unanimi, ti benedicevano, Signore, cantando: Dio dei nostri padri, sei benedetto.
La pazienza serbò Giobbe stabile, sotto i colpi della sorte: come una torre, un bastione: anima mia, a sua imitazione, non piegarti nella prova.
Assecondando il piacere fisico, la mia ragione è stata confinata nell’animalità, mentre la cortigiana fu salvata dal tuo verbo; salvami dunque, Verbo di Dio, perché ringrazi la tua benevolenza.
Martyrikà. Redenti dal sangue di Cristo, che nella sua carne patì per noi, sapienti martiri per lui versaste tutto il vostro sangue e nel cielo regnate con lui.
Nello stadio edificaste voi stessi come palazzo in cui riposa Cristo, unico Re e Signore, colui che vi guidò alle dimore celesti, o sapienti.
Theotokìon. Tra tutte le generazioni te sola Cristo scelse per esser sua pura dimora e da te nascendo, Vergine, come sole rischiarò il mondo.
Del Precursore. Stesso Irmòs.
Glorioso Battista, mediatore tra l’antico e il nuovo, sii anche mediatore per me, tutto invecchiato nel peccato, supplicando Gesù, rinnovatore del mondo.
Precursore di Cristo, fosti l’iniziatore della penitenza, di cui sulla terra, instaurasti il canone; che la tua preghiera ci ottenga, Giovanni Battista, la forza di attuarla per la redenzione dei nostri peccati.
Seguisti la via stretta in continua astinenza e divenisti tutto luminoso, dilatato per la contemplazione: concedi anche a noi, o Dio di gioirne.
Trinitario. Glorifichiamo, fedeli, la Trinità consustanziale, Padre, Figlio, Spirito divino, uguali in potestà e signoria e vita regale vivificante.
Theotokìon. Intercedi presso Dio, pura Vergine, perché dimentichi le nostre offese e peccati e si degni di liberarci dal fuoco eterno.
Ode 8. Irmòs.
Il Signore e Creatore, che gli angeli in cielo servono con timore e tremore, sacerdoti, inneggiate, fanciulli glorificate, popolo, benedite ed esaltate per tutti i secoli.
Con un subdolo consiglio mi spogliò d’ogni virtù il serpente maligno: o mio Salvatore, tu che spogliasti la sua malizia, fammi risplendere ora in vesti di virtù.
Giusto Giudice, quando verrai a giudicare tutti i mortali, anche se in quell’ora tremenda risulterò colpevole, non mandarmi nella geenna di fuoco, ma concedimi la grazia e salvami.
Martyrikà. Beati atleti del Signore, la prova, la spada, il fuoco, il pericolo non poterono separarvi dall’amore di Cristo, che nella sua bontà ci amò per primo.
Generosi atleti del Signore, combattendo nei vostri corpi i nemici corporali, li scaraventaste a terra e in cielo con gli angeli ora esultate, guarendo anime e corpi.
Theotokìon. Come giglio nella valle di questa vita fosti trovata dal celeste Giardiniere, che volle farti sua dimora, Madre di Dio, affinchè respirassimo il profumo della tua verginità.
Del Precursore. Irmòs.
Colui che salvò i fanciulli nella fornace, trasformando in fresca rugiada l’ardente fiamma che li minacciava, Cristo, nostro Dio, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.
Solo io ho superato tutti i mortali, divenendo l’unico trasgressore delle tue leggi, Signore, ma per le preghiere del Precursore, donami la salvezza.
Apparso angelo per i costumi, Battista Giovanni, predicavi al mondo l’Angelo del Gran Consiglio: perciò t’inneggiamo per tutti i secoli.
Ingiustamente fosti decapitato, o beato, che sommergesti la testa di Cristo nel Giordano; per le tue preghiere rafforzaci tutti per calpestare la testa davvero funesta del seduttore.
Mostraci la via del paradiso celeste, o beato, affinchè camminando su di essa, diventiamo partecipi, per le tue preghiere, al convito dell’Agnello.
Theotokìon: Scampami dal peccato, dalla geenna di fuoco, dalle tenebre del castigo, dal digrignamento di denti, dal verme che rode per sempre, o sola protettrice della stirpe umana.
Ode 9. Irmòs.
Magnifichiamo tutti come pura Madre del nostro Dio la nube luminosa in cui il Re dell’universo dal cielo discese come pioggia sul vello e s’incarnò per noi facendosi uomo, lui che è senza principio.
Ecco il tempo della penitenza e delle azioni pure; ecco il giorno della luce: datti da fare, fuggi la tenebra delle passioni, scaccia, anima mia, il sonno della tua pessima negligenza per partecipare al divino splendore.
Gemo come il pubblicano, piango come la prostituta, grido come il ladrone: ricordati di me, misericordioso; e come il figlio dissoluto esclamo: ho peccato e come la cananea mi getto i ai tuoi piedi; non mi disprezzare, Cristo misericordioso.
Martyrikà. Vi mostraste davvero medici dei mali fisici e delle pene dell’anima avendo consegnato, costanti, il vostro corpo a tormenti e morte violenta, lodatissimi atleti del Signore; perciò sempre vi si proclama beati.
Risplendendo più dei raggi del sole, la costanza dei sapienti vittoriosi di Cristo ha palesemente annientato, per grazia, il principe della tenebra, dissolvendo la notte dell’ateismo e illuminando i cuori dei fedeli.
Theotokìon. Coi luminosi splendori del Verbo, sorto dal tuo grembo santo, rischiarando i confini della terra, illumina, Madre di Dio Vergine, la mia anima oscurata dal buio dei piaceri, perché con fede t’inneggi.
Del Precursore. Stesso Irmòs.
Ecco la lampada risplendente per quanti sono nelle tenebre dell’esistenza, ecco la rondine della bella e chiara voce, ecco la primavera che rivela a tutti il Cristo: l’eccelso Precursore, mediatore tra antico e nuovo patto. Dalla sua intercessione siamo sempre custoditi.
Quale amico dello sposo ti metto avanti come intercessore perché sono una moltitudine i miei peccati e a te grido, Battista: Decreta per me, beatissimo, la remissione dei debiti, accendi la lampada della mia anima che la negligenza ha del tutto spento.
Con gli angeli incorporei, con gli apostoli venerabili, coi santi martiri vittoriosi, coi profeti, o profeta, supplica sempre il Dio più che buono perché possiamo giungere ai beni eterni, noi che già siamo ricchi della tua protezione buona.
Rondine leggiadra, prezioso usignolo, colomba bellissima, tortora solitaria, Battista del Signore, germoglio del deserto, rendi feconda di bene la mia anima, divenuta deserto per la sua sterilità.
Theotokìon. Quale trono di cherubini porti colui che tutto porta e nutri colui che ci nutre: imploralo senza sosta, o pura, prediletta della divina grazia, perché il tuo gregge sia sempre liberato dalla sciagura del terremoto, da conquista nemica e da ogni angustia.
Exapostilaria.
Tono 3. Tu che il cielo.
A Giovanni, precursore e battista del Salvatore, profeta tra i profeti, Figlio del deserto, prole di Elisabetta, eleviamo tutti l’acclamazione.
Theotokìon.
Prega per me il Dio filantropo, o Vergine: non rivelare al cospetto degli angeli le azioni che ho commesso, ma degnati, ti prego, di soccorrermi.
Apòstica catanittici delle lodi. Tono 1.
Un altro mondo ti attende, anima mia e il giudice che renderà noti tutti i tuoi mali segreti. Non arrestarti dunque alle cose di quaggiù, ma previeni il giudice gridandogli: siimi propizio e salvami, o Dio.
Non respingermi, mio Salvatore, prigioniero come sono della mollezza del peccato. Solleva il mio pensiero al pentimento e rendimi operaio provato nella tua vigna, concedendomi la ricompensa dell’undecima ora e la grande misericordia.
Martyrikòn. Ecco i soldati del gran Re: si opposero ai decreti dei tiranni e disprezzarono generosamente i tormenti: calpestata ogni seduzione e degnamente incoronati chiedono al Salvatore pace per il mondo e per le nostre anime la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon. Tono 1.
Vergine lodatissima, con occhi profetici Mosè vide il tuo mistero nel roveto ardente che non si consumava: il fuoco della divinità infatti non consumò il tuo grembo, o pura; ti chiediamo, dunque, quale Madre del nostro Dio, di donare al mondo la pace.
Alla Liturgia
Makarismì (le Beatitudini).
Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.
Ogni giorno pecco e trasgredisco i tuoi precetti: convertimi, o Dio e strappami dall’inferno affinché glorifichi la tua ineffabile compassione, o Filantropo.
Apparisti lucerna precedente, o divino precursore, la luce inaccessibile, sorta indicibilmente per noi dalla nube luminosa. Imploralo dunque di illuminare le anime di noi che ti onoriamo.
Martyrikòn. Sopportando complesse torture, illustri martiri, diveniste degni dei beni sovraccelesti negli eccelsi, perciò siete detti beati da tutti gli uomini ogni giorno.
Gloria.
Adoriamo il Padre, o fedeli, glorifichiamo il Figlio e inneggiamo tutti ugualmente al santissimo Spirito, esclamando e dicendo: Trinità santissima, salvaci.
E ora. Theotokìon.
Dopo il parto, ti conservasti sempre vergine come prima del parto, o pura, che generasti Dio nella carne: supplicalo, o casta, di liberarci dalle passioni carnali e spirituali, ti supplichiamo.

