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Periodo Del Tono 2 Giovedi al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata apostolikà. Tono 2. Autòmelo.

Tu che, nella tua indicibile filantropia, più dei retori rendesti sapienti i pescatori e li inviasti come araldi per tutta la terra, rafforza per mezzo loro la tua Chiesa, o Cristo Dio e manda sui fedeli la tua benedizione, o unico misericordioso e filantropo.

Pescando i pescatori le genti e insegnando ai confini a venerarti col Padre e lo Spirito, Cristo Dio, per mezzo loro conferma la fede divina e manda ora sui popoli le tue misericordie, tu che solo riposi tra i santi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Della divina natura per te, sempre Vergine, diventammo partecipi: infatti generasti per noi Dio incarnato; perciò giustamente piamente ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia,

altri Kathìsmata apostolikà. Tu che sei sorgente.

Il Dio impoverito per compassione vi inviò nel mondo per arricchirlo, manifestando ai confini, con la povertà della predicazione, la celeste ricchezza; grazie voi di fede divina, piamente celebriamo la vostra divina memoria, o apostoli.

Discepoli e testimoni oculari della sapienza di Dio, annichilirono l’insipiente sapienza dei sapienti e dei retori con la rozzezza della predicazione, gli apostoli divini, rendendo sapienti le genti, perché in modo ortodosso inneggino all’unico Signore Creatore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Aiuto dei tribolati tu sei, Genitrice di Dio e protezione per chi è nelle angustie; ai disperati offri speranza, degli incurabili sani i mali, Madre di Dio lodatissima: implora dunque per noi il Signore.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata, di san Nicola.

Con i raggi dei tuoi prodigi, o Nicola, fai risplendere ogni regione sotto il sole, dissolvi il buio delle tribolazioni e arresti l’irrompere dei pericoli, quale fervidissimo patrono.

Martyrikòn. Apostoli, martiri, profeti, gerarchi, monaci e giusti, con le sante donne: voi che ottimamente avete portato a termine la lotta e custodito la fede e perciò state di fronte al Salvatore con franchezza, supplicate per noi la sua bontà, affinchè siano salvate, vi preghiamo, le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O sola che senza seme generasti Dio e dopo il parto tremendo rimanesti pura, mi getto ai tuoi piedi, o castissima, gridando con fede e timore: Da passioni e malattie funeste custodiscimi indenne, come pure da ogni angustia.

Canone dei santi apostoli. Ode 1. Tono 2. Irmòs.

L’immane potenza travolse un tempo nell’abisso tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato annientò il peccato nefando, lui, il Signore glorioso: perché si è grandemente glorificato.

Voi, che per fede diveniste lampi di luce divina, fulgidi apostoli del Signore, illuminate il mio cuore oscurato dall’ombra dei piaceri perché ho trascorso tutta la mia vita nell’accidia.

O discepoli e amici di Cristo, io sono divenuto amico del maligno che abita in me: liberatemi e rendetemi amico del Dio buono e filantropo.

Misera anima, convertiti dunque prima della fine, piangi sulla tua morte e il Dio compassionevole, che rialzò al quarto giorno il suo amico Lazzaro, ti solleverà per intercessione degli apostoli.

Theotokìon. Concepisti il Dio misericordiosissimo, che beneficò quanti giacevano nella corruzione, o Santissima; pregalo, con i profeti, gli apostoli e i martiri, o purissima, di rimettere le nostre colpe.

Canone di san Nicola. Acròstico: Canto per te, Nicola questa ode divina. Giuseppe.

Ode 1. Stesso irmòs.

Stando incoronato presso il trono di Cristo con gli eserciti degli angeli, beatissimo gerarca Nicola, dona illuminazione rischiarando la tenebra della mia anima, perché celebri con gioia il tuo ricordo.

Il Signore che glorifica chi lo glorifica ti diede ai fedeli quale rifugio, tu che strappi dalle tentazioni quanti accorrono alla tua protezione e con fede e affetto ti invocano, o illustrissimo Nicola.

Theotokìon. Il serpente maligno m’ispirò brama di uguagliarmi al Plasmatore per farmi prigioniero; per te, Purissima, sono stato veramente divinizzato: tu infatti hai generato colui che mi divinizza.

Ode 3. Irmòs.

Fiorì come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti, alla tua venuta, Signore e per essa si è rafforzato il mio cuore.

Avendo come maestro lo Spirito Santo, sapienza del Padre, dimostraste follia la sapienza degli elleni, gloriosi divini veggenti.

Liberate la mia anima dalla sterilità, rendetela fertile d’opere virtuose, gloriosi apostoli, testimoni oculari del Verbo.

Sono stato morso dal serpente velenoso: per l’intercessione degli apostoli risanami, Benefattore di tutti, Re dell’universo compassionevole.

Theotokìon. Con gli apostoli implora la suprema bontà di tuo Figlio, Vergine purissima, perché salvi da ogni male e pericolo i tuoi cantori.

Di san Nicola. Stesso Irmòs.

Nicola, beatissimo discepolo del Signore, salva da pericoli, disgrazie e morte i fedeli a te accorrenti.

Dio compassionevole, nella tua bontà concedi ai tuoi fedeli la remissione dei peccati per intercessione del tuo servo Nicola.

Theotokìon. Pacifica, nostra Sovrana il tumulto delle mie passioni e dirigi la mia via, Vergine santa che concepisti Dio, roccia salda del mio cuore.

Ode 4. Irmòs.

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo: perciò ti acclamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Saziami col cibo della salvezza perché ogni giorno soffro la fame; per le preghiere degli apostoli santi, che in tutto il mondo ti evangelizzarono, salvami, Signore, unico immortale.

Come corrieri inviasti all’estremità del mondo i tuoi gloriosi apostoli perché agitassero le onde amare e salmastre della incredulità, o filantropo.

Faceste risplendere il Cristo, o apostoli, su quanti giacevano nelle tenebre del peccato, disperdendo i pensieri tenebrosi dal mio cuore.

Theotokìon. O lodatissima, che generasti il Dio celebratissimo, imploralo, con gli apostoli, di salvare da ogni colpa, delitto e castigo i tuoi cantori.

Di san Nicola. Stesso Irmòs.

Capace di accogliere con purezza i raggi dello Spirito Santo, divenisti astro luminoso rischiarante i confini della terra, santo gerarca di tutti e salvi quanti con fede ti inneggiano.

Tu che salvasti da morte i pii fanciulli, salva ora anche me da ogni prova e pericolo, beato e venerabile Nicola.

Splendendo del fulgore delle virtù, o beatissimo, imitasti fedelissimamente il Signore; degnati, dunque, di salvare me che con affetto e devozione t’inneggio.

Theotokìon. Il Re del creato venne a incarnarsi in te per salvare tutta l’umanità, lui che è buono; perciò noi fedeli, all’unisono quale Madre di Dio ti veneriamo.

Ode 5. Irmòs.

Tu sei mediatore tra Dio e gli uomini, o Cristo Dio, perché per mezzo tuo, o Sovrano, lasciata la notte dell’ignoranza, abbiamo avuto accesso al Padre tuo fonte della luce.

Il gran Pastore inviò come agnelli i suoi divini discepoli in mezzo ai lupi per trasfigurarli con la forza del battesimo e la bellezza del Verbo.

Divinamente illuminaste i cuori smarriti nel buio dell’errore, o apostoli, perciò vi supplico: illuminate la mia anima oscura per la foschia dei piaceri, o beati.

Povera anima mia, prima della fine convertiti e grida al Signore: contro te, Sovrano, ho peccato, perdonami a causa degli apostoli e salvami, o Buono.

Theotokìon. Con la tua luce illumina la mia tenebra, dimora del divino splendore; con i santi apostoli prega affinchè sia liberato da ogni male.

Di san Nicola.

Illuminazione per chi è nelle tenebre.

O Beatissimo, che per la tua condotta divina sei rifulso, libera assistendo i condannati a morte con decisione ingiusta, che gridano a Cristo Sovrano: Altro Dio all’infuori di te non conosciamo.

Ora che in cielo contempli la gloria eterna ed esulti nella luce più radiosa dell’ineffabile divinità, coprimi con la tua costante protezione, veneratissimo beato, ministro di Cristo.

Theotokìon. Per ricercare la tua immagine macchiata dalle passioni, ti spogliasti della divinità, o Cristo; incarnatoti dalla Vergine, ti rivelasti a quanti a te gridano: Altro Dio all’infuori di te non conosciamo.

Ode 6. Irmòs.

Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua compassione: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.

Voi che procurate l’acqua viva della salvezza, discepoli del Salvatore, vi prego, dissetatemi perché la mia povera anima è esposta all’arsura del peccato.

Come cieli, o apostoli divinamente illuminati, annunziate l’ineffabile gloria di Dio: rendetene partecipi anche noi con le vostre preghiere.

Travolto dalla tempesta dei pericoli, cerco di tornare a te, Nocchiero del mondo; guidami per i tuoi apostoli al porto della salvezza.

Theotokìon. Con i profeti, gli apostoli, i martiri e tutte le potenze superiori, ti presentiamo la Madre tua: ascoltala, abbi pietà e salvami.

Di san Nicola. Stesso Irmòs.

Il tuo capo fu degno, Nicola, di portare la corona di vittoria come un vincitore: salva quanti t’invocano.

Agonizzo per i miei peccati, naufrago nella bufera delle passioni: vieni a salvarmi e conducimi al porto del compiacimento divino, o beatissimo.

Theotokìon. Su te, Madre sempre Vergine, ho fondato la speranza della mia salvezza e ho scelto te come rifugio e difesa inespugnabile della mia vita.

Ode 7. Irmòs.

L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli effuse la rugiada dello Spirito il Cristo benedetto e più che glorioso.

Incendiati del fuoco del divino Spirito, o apostoli, spegneste i carboni dell’errore e accendeste nelle menti dei fedeli l’amore di Dio; perciò a gran voce vi celebriamo.

Disprezzando il mondo e le realtà terrene, amaste il Dio incarnato che conversò in questo mondo con gli uomini; o divini apostoli, pregatelo di liberarmi dai pericoli di questa vita.

Giusto giudice che scruti i nostri pensieri, tu che solo conosci i miei più segreti peccati, nel giorno del giudizio non condannarmi e per l’intercessione degli apostoli, non gettarmi nelle fiamme eterne.

Theotokìon. Il fuoco della divinità non ti bruciò, Vergine non sposata, quando ineffabilmente concepisti Cristo; con gli Apostoli pregalo di liberare dal fuoco eterno chi ti magnifica.

Di san Nicola. L’immagine d’oro venerata.

Caduto in grave tentazione miseramente mi sto avvicinando con disperazione alle porte dell’ade: salvami, per le tue preghiere, rialzami affinché canti: Ti proclamo sempre beato, sacro ministro di Cristo.

Coronato dai raggi immateriali della luce senza tramonto, libera chi sta nelle tenebre dell’afflizione e guida alla luce chi con fede canta: Ti proclamo sempre beato, tu che davvero sei ministro di Cristo.

Theotokìon. Prega Cristo tuo Figlio, nostro Dio, Madre Vergine di riscattare col suo sangue prezioso quanti sono schiavi delle tenebre del peccato e dei malefici del serpente perché a lui cantino: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

Lo Spirito Paràclito, riposando su voi, apparve sotto forma di fuoco, apostoli del Signore, incendiando come torce gli empi, ma illuminando quanti lo servono con devozione.

Risana, Dio compassionevole, ti prego, le passioni incurabili che s’impossessano della mia povera anima, guida il mio spirito incline al male per le preghiere dei tuoi discepoli, Signore.

Piangi, misera anima e gemi senza sosta, versa lacrime sulla tua sorte prima della fine di questa vita, prima di dover effondere il pianto inconsolabile e di’ al tuo Signore e Creatore: per le preghiere dei tuoi apostoli, abbi pietà di me.

Theotokìon. La fornace che un tempo lasciò incolumi i fanciulli prefigurava il tuo concepimento; perciò ti supplico d’intercedere con gli apostoli e i santi profeti, affinchè sia risparmiato dal fuoco della geenna.

Di san Nicola. Il Dio sceso nella fornace.

Nella tua benevolenza e compassione libera dai pericoli quanti sono circondati dall’oceano delle tentazioni per le tue preghiere a Cristo Salvatore, beato gerarca Nicola.

Mistagogo delle realtà sovra spirituali, liturgo dei misteri celesti e immateriali, divino sommo sacerdote pieno di fede, chiedi a Cristo Salvatore la remissione dei nostri peccati.

Theotokìon. Il mio spirito è esausto: ho toccato il fondo della disperazione, divenuto preda di una turba di malvagi, ma tu, Vergine, guariscimi, avvolgendomi con la luce dell’impassibilità.

Ode 9. Irmòs.

Il Figlio dell’eterno Genitore, il Dio e Signore, incarnato dalla Vergine apparve a noi per illuminare ogni tenebra e radunare ciò che è disperso. Perciò magnifichiamo la Theotòkon lodatissima.

Condannato, incorreggibile, spregiatore dei tuoi decreti, seguace folle delle seduzioni dei demòni, tale io sono: convertimi tu, Signore, per le preghiere dei tuoi apostoli.

Apostoli gloriosi, beati discepoli del Salvatore, annunziatori pieni di sapienza, liberatemi da ogni male, ira, peccato, avversità e dalle molte forme della trasgressione.

Ti presento un’anima incorreggibile, una coscienza sepolta nel fango delle colpe, un cuore contaminato, un pensiero tutto macchiato e grido a te, filantropo: Abbi compassione di me, per la tua misericordia.

Theotokìon. Gli apostoli, o purissima, annunziarono a tutto il mondo tuo Figlio, Dio e uomo: e tu dunque con loro supplica perché nel giorno tremendo del giudizio siano strappati al castigo quanti con fede ti magnificano.

Di san Nicola. Lo stesso irmòs.

Illuminato dai lumi della grazia, o uomo di mente divina, manifestamente divenuto astro della pietà, custodisci indenne chi è nelle prove, liberi chi è nell’abisso del mare, o beatissimo e prodigiosamente nutri gli affamati.

Tu che ora dimori nel paradiso di delizie e chiaramente contempli l’ineffabile gloria, volgiti dunque dalle volte celesti su quanti a te inneggiano, per liberarli dalle passioni, o teòforo venerabilissimo.

Theotokìon. Pura Genitrice di Dio, tu concepisti la sapienza e potenza il Verbo enipostàtico del Padre, che dal tuo sangue immacolato assunse il proprio tempio e ad esso si unì con inscindibile unione.

Apòsticha delle lodi, apostolikà.

Magnificasti su tutta la terra, Salvatore, i nomi dei corifei tra gli apostoli: dai cieli appresero le realtà ineffabili, sulla terra operarono guarigioni: le loro ombre bastavano per guarire malattie; l’uno, pescatore, operava prodigi; l’altro, giudeo, teologava sui dogmi della grazia. Donaci grazie a loro, o compassionevole, la tua grande misericordia.

Combattuti da ogni parte da inique trame, ci rifugiamo in te, che veramente sei Dio e a te presentiamo il grido dei tuoi discepoli: Salvaci, Maestro, periamo! Mostra anche ora ai nostri nemici, ti preghiamo, che tu proteggi il tuo popolo e per intercessione degli apostoli lo salvi dai pericoli, senza far conto dei peccati per la tua grande bontà: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Ogni città e paese onora le vostre reliquie, martiri vittoriosi: lottaste secondo le regole e per questo otteneste la celeste corona e diveniste così vanto dei sacerdoti, vittoria dei re, decoro delle Chiese.

Gloria. E ora. Theotokìon. Quando dal legno.

Tu sei la gioia di tutti gli oppressi, avvocata di chi subisce ingiustizia, cibo degli affamati, conforto degli stranieri, porto di chi è sbattuto dalla burrasca, visitatrice degli ammalati, rifugio e soccorso degli affaticati, bastone dei ciechi e aiuto degli orfani, Madre di Dio altissimo; perciò tutti a te ci prostriamo: da ogni avversità liberaci.

Alla Liturgia.

I Makarismì (Beatitudini).

La voce del ladro ti presentiamo gridando: ricordati di noi, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

Giungendo ai confini del mondo, o apostoli, dalle tenebre dell’errore liberaste i mortali, o sapientissimi.

Con la rete della grazia, dall’abisso della vanità sapientemente traeste gli uomini, o sapienti iniziati.

Martirikòn. Gli atleti di Cristo, che hanno terminato la corsa e custodito la fede, a una voce cantiamo.

Gloria.

Uguale al Padre, il Figlio con lo Spirito tutti noi fedeli con timore ora glorifichiamo.

E ora. Theotokìon.

Il vanto degli apostoli, l’ornamento degli atleti sei tu, Vergine pura e salvezza del mondo.