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Plagale II

Plagale II – Martedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata catanittici.

Penso al giorno terribile e gemo sulle mie azioni turpi: quale difesa presenterò al Re immortale Con quale fiducia guarderò al Giudice, io, il dissoluto? Padre pietoso, Figlio unigenito, Spirito santo, abbi pietà di me.

Quando tu siederai, o misericordioso, per fare il giusto giudizio, nella valle del pianto, nel luogo che hai stabilito non pubblicare i miei mali nascosti e non svergognarmi davanti agli angeli, ma usami indulgenza, o Dio e abbi pietà di me.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Speranza buona del mondo.

Il Figlio e Verbo di Dio, generato dal Padre prima dei secoli, senza madre, negli ultimi tempi tu lo hai generato incarnato dal tuo sangue puro, o Madre di Dio, senza conoscer uomo: pregalo perché prima della fine ci doni la remissione dei peccati.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, perché noi peccatori privi di ogni scusa, rivolgiamo questa supplica a te come Sovrano: Abbi pietà di noi.

Signore, pietà di noi, perché in te abbiamo confidato non adirarti troppo con noi e non ricordarti delle nostre iniquità ma anche ora guarda a noi nella tua compassione e liberaci dai nostri nemici: perché tu sei il nostro Dio e noi siamo il tuo popolo, siamo tutti opera delle tue mani e il tuo nome abbiamo invocato.

Gloria. E ora. Theotokìon. Autòmelo.

Speranza buona del mondo, Madre di Dio Vergine, noi chiediamo la tua e sola temibile, protezione: lasciati impietosire dal popolo senza difesa, implora il Dio misericordioso perché siano strappate a ogni minaccia le nostre anime, o sola benedetta.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Speranza buona del mondo.

Come mostrasti le vie della vita ai popoli o Giovanni, gridando: Raddrizzate i vostri cuori per il Signore così salva la mia anima piena di peccati, compungi la mente indurita e strappami al futuro castigo con le tue preghiere, o precursore del Salvatore.

Martyrikòn. Le potenze angeliche.

Resistenze di atleti nell’arena, tormenti inflitti ai martiri dai tiranni, mentre i cori degli incorporei assistevano, tenendo i premi della vittoria; i sapienti hanno sbigottito tiranni e re e hanno abbattuto Beliar confessando Cristo: o tu che hai dato loro la forza, Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Grande è la moltitudine delle mie colpe, o Madre di Dio: in te mi rifugio, o pura, cercando salvezza. Visita la mia anima inferma e chiedi al Figlio tuo e Dio nostro che mi sia donata remissione per tutto ciò che ho fatto di male, o sola benedetta.

Canone catanittico. Acròstico: Redentore Cristo, sollevami dalle sventure. Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Aiuto e scudo egli è stato per me a salvezza: è il mio Dio, lo voglio glorificare, è il Dio di mio padre, lo voglio esaltare: perché si è reso grandemente glorioso.

Gesù, mio Redentore, come un tempo liberasti da molti peccati la prostituta pentita, ti supplico: libera anche me dai miei mali senza numero, o misericordioso.

Nuotando nel mare di questa vita con la vanità dell’intelletto molte volte sono annegato; o Gesù, scampami e salvami.

Martyrikà. Glorifichiamo con gioia i valorosi atleti distruttori dell’alieno, che hanno patito con pazienza e hanno ricevuto la corona di vittoria da Dio.

Proclamando con sapienza e franchezza il verbo di Dio, vinceste i terribili rètori e avendo sopportato ogni sorta di supplizio penoso, siete stati molto glorificati.

Theotokìon. Ti sei rivelata porta della vita dissolvendo col tuo parto le porte della morte, o pura: ti sei rivelata terra eletta per cui l’impasto umano è stato innalzato dalla terra ai cieli.

Canone del precursore. Acròstico alfabetico. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Il faraone visibile.

Il divino angelo preannunziò la tua nascita al tuo padre, o angelo di Dio; con lui ricordati di noi, o Precursore, affinché troviamo misericordia nel giorno de giudizio.

O Precursore di Cristo, bel germoglio del deserto, sradica la pigrizia che germoglia sempre in me e fammi portare frutti di penitenza.

Il grembo sterile generò gloriosamente te, che rendesti fertili i cuori prima sterili; con fede grido a te, o Battista: strappa i miei pensieri sterili.

Theotokìon. Il nemico maligno con astuzia mi da la caccia senza sosta; strappami dalle sue insidie, o Purissima e guidami a fare solo la volontà di Dio, o Theotòkos.

Ode 3. Irmòs.

Conferma, Signore, sulla roccia dei tuoi comandamenti il mio cuore scosso, perché solo tu sei santo e Signore.

Quando starò davanti a te e mi giudicherai, guardami col tuo occhio pietoso, o longanime Signore.

Accogli me, che gemo dal profondo dell’anima come il pubblicano, o Salvatore e donami penitenza, liberandomi da ogni peccato.

Martyrikà. Con l’effusione del vostro sangue, o santi, cessò il sangue impuro sacrificato un tempo sugli altari dei demòni.

Rafforzati dal santissimo Spirito, o santi, annientaste il culto della perdizione, rafforzando tutti nella fede.

Theotokìon. Concepisti colui che regge l’universo, o Purissima, perciò ti supplico: liberami da ogni pena che mi avvolge.

Canone del precursore. Fondando il pensiero.

O beato Precursore, fammi tornare ora dalla via sbagliata e stendi la mano a me, che nuoto sempre nel mare delle sventure.

Vivo con negligenza e si avvicina la recisione: déstami con le tue preghiere, o Precursore, affinché non venga inviato come sterile nel fuoco inestinguibile.

Il tremendo giorno è alle porte e sono appesantito da terribili pesi; alleviami con le tue preghiere, o Battista del Signore.

Theotokìon. Ti rivelasti il trono su cui si assise il Dio incarnato, rialzando dalla caduta antica gli uomini che ti lodano con voci grate, o Madre di Dio.

Ode 4. Irmòs.

Ha udito il profeta della tua venuta, o Signore ed ebbe timore, ha udito che nascerai dalla Vergine e ti mostrerai agli uomini e diceva: Ho udito il tuo annunzio e ho temuto; gloria alla tua potenza, Signore.

Compassionevole Signore, dammi fiumi di lacrime che prosciughino le fonti delle mie passioni, lavino tutto il fango del peccato e plachino la fiamma inestinguibile del fuoco dell’eterna geenna.

Non smetto di fomentare le ferite della mia anima con l’amore dei piaceri. Se io stesso, insensibile, non voglio controllare i sensi, che ne sarà di me e che cosa farò? O Cristo compassionevole, guariscimi e salvami.

Martyrikà. Navigando con la divina guida della fede nel mare instabile, nelle acque della perdizione e nelle ondate dei mali, o illustri martiri, raggiungeste il porto del regno celeste.

Rifulgendo per la pietà, splendenti per la verità, o martiri, con la luce delle lotte annientaste la tenebra penosissima dell’ateismo e con i raggi dei prodigi dileguaste la tenebra delle passioni.

Theotokìon. Il profeta ti previde un tempo, o purissima Vergine, come la lampada a sette fiamme recante il fuoco della conoscenza di Dio, che illumina quanti pericolano nella tenebra dell’ignoranza, perciò a te grido: illuminami, ti prego.

Canone del precursore. Ho udito, Signore.

Ti supplico, o Precursore, guarisci la mia anima ferita dagli assalti dei ladroni col farmaco efficace della tua divina preghiera.

Abbatti, o Precursore, il peccato che vive ancora nella mia anima e risveglia ora me, che scivolo nei piaceri.

Mostrati porto per noi, tribolati nel mare della vita, o beatissimo, convertendo ogni tempesta in quiete.

Theotokìon. Non giudicarmi secondo le mie azioni, Signore, ti prego, mostrati misericordioso con me; ti supplica con il Battista la tua genitrice.

Ode 5. Irmòs.

Quando ai primi albori a te mi volgo, o filantropo, illuminami, ti prego e guida anche me nei tuoi precetti: insegnami a fare la tua volontà, o Salvatore.

Ecco, o Cristo, io sono il tuo servo negligente che ho nascosto il tuo talento e mi sono dedicato alla cattiva pratica delle passioni, perciò non inviarmi nel fuoco.

Compassionevole Signore, io, tuo figlio secondo la grazia mi sono reso servo del nemico e vivendo in dissolutezza, mi sono allontanato da te, perciò fammi tornare e salvami.

Martyrikà. I martiri stavano in tribunale portando lo scudo della fede, perciò il terribile Beliar non ha potuto ferirli con le frecce dell’inganno.

Morti nel corpo, i martiri mortificarono tutte le insidie del nemico e si sono trasferiti con gioia alla vita eterna, prendendo la corona della gloria.

Theotokìon. Ti supplico, Pura, porta inviolata, aprimi le porte della vera penitenza e guidami sulla via della salvezza, o guida di tutti.

Canone del precursore. Veglio davanti a te.

Divenisti dimora della Trinità, o beato ed ecco, riunendoci nella tua casa ti preghiamo con fervida fede: liberaci da tentazioni e tribolazioni, o Precursore.

Avendo estraniato il mio intelletto da ogni buona azione, ora supplico te, beato, che camminasti su una via estranea nella vita: rendimi famigliare del Dio di tutti per diventare migliore con i migliori progressi.

O profeta, che immergesti nelle onde del Giordano l’abisso della misericordia, prosciuga le fonti dei miei mali con le tue preghiere, donandomi rivi di lacrime.

Theotokìon. Adorna di divini raggi, generasi colui che è adorno di bellezza, o Vergine; supplicalo sempre di salvare dalla corruzione quanti con fede e affetto ti magnificano.

Ode 6. Irmòs.

Ho gridato con tutto il cuore al Dio pietoso ed egli mi ha udito dal profondo dell’ade e ha tratto dalla corruzione la mia vita.

Non rendermi gioia dei demòni nel tremendo giorno, o Cristo, fa’ che non oda allora la voce che invia nel fuoco della geenna.

Il nemico dei giusti mi ha sprofondato nell’abisso delle colpe: accoro all’oceano delle tue compassioni, o Cristo, raddrizzami al porto della vita.

Martyrikà. Arando il campo delle vostre anime con l’aratro delle molte pene, o sapienti, col divino seme della fede lavoraste la spiga fertilissima del martirio.

Feriste con ferite colui che feriva voi, o pii soldati, perciò, trasferiti alla vita, ora guarite le passioni degli uomini.

Theotokìon. Ti rivelasti, o Purissima, tempio di Dio: dimorandovi santamente, egli divinizzò la natura dei mortali, mirabilmente rendendo i fedeli sue dimore.

Canone del precursore. Mi ha circondato l’abisso.

Virgulto germogliato da radice sterile, o profeta, rendesti i cuori sterili fertilissimi di tutta la conoscenza divina per la lode del Signore.

Frantuma presto, sotto i nostri piedi, il malvagio e raddrizza i nostri piedi spirituali sulla via della pace con le tue protezioni, o Precursore.

Circonda il tuo gregge, o profeta della giustizia, liberandoci da ogni insidia dei demòni e dalla condanna eterna.

Theotokìon. Ti offriamo, o Vergine, un canto di ringraziamento noi, per te salvati dall’antica maledizione, accogliendo tutta la benedizione, o Pura.

Ode 7. Irmòs.

Abbiamo peccato, abbiamo commesso iniquità e ingiustizia davanti a te; non abbiamo osservato i tuoi comandamenti, né agito secondo i tuoi comandi: ma tu non ci consegnare fino in fondo, o Dio dei padri.

Guardo alla tua misericordia oltre misura io, che ho peccato oltre misura; conosco la tua compassione, conosco la tua magnanimità e longanimità; donami, o Compassionevole, frutti di penitenza e salvami.

Guarisci, o Compassionevole le passioni incurabili del mio cuore, donami la remissione dei miei debiti, allevia il mio pesante fardello, affinché con umiltà ti glorifichi sempre, o Dio dei padri.

Martyrikà. Torturati, frantumati, bruciati dal fuoco materiale, gettati in pasto ai leoni e stesi sulla ruota, i divini e santi atleti non rinnegarono te, nostro Dio vivente.

Separandovi dal corpo, vi rivelaste inseparabili da Cristo, o martiri, grazie al divino legame con colui che si unì a noi senza corruzione; supplicatelo sempre di salvarci da ogni sventura.

Theotokìon. Germogliasti senza seme il nato dal Padre senza corruzione, rimanesti vergine dopo il parto come prima del parto, perciò sei proclamata beata e glorificata senza sosta, o Purissima Madre di Dio.

Canone del precursore. I fanciulli a Babilonia.

O Battista, voce del Verbo, accogli ora le nostre voci e libera il tuo popolo da passioni e pericoli, da sventure e dalla condanna eterna.

Indicasti con la mano l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, o profeta; supplicalo sempre di togliere le mie colpe terribili e inveterate e di rendermi degno della vita.

Affréttati, anima mia e lasciando la tenebra delle opere irrazionali, grida: Per le preghiere del Battista, abbi pietà di me, o Gesù e liberami dal fango delle mie azioni.

Theotokìon. Generasti unito per benevolenza agli uomini, o Pura, colui davanti al quale stanno le schiere celesti; supplicalo con fervore di avere pietà dei tuoi servi.

Ode 8. Irmòs.

Colui che gli eserciti dei cieli glorificano, di fronte al quale tremano i cherubini e i serafini, lo celebri ogni spirito e ogni creatura lo benedica e sovresalti per tutti i secoli.

Guardo alla grande misericordia delle tua compassioni come Davide e avendo peccato più di lui, grido con lui: o solo misericordioso, abbi presto pietà di me.

Prego per una buona fine, ma non mi affretto mai a i mettere fine alle mie cattive opere, poiché ho il cuore indurito; o Verbo di Dio, abbi pietà di me.

Martyrikà. Vi offriste come sacrifici preziosi e innocenti al Verbo Unigenito sacrificato volontariamente per voi, annientando tutti i sacrifici dei demòni, o atleti.

Sopportaste valorosamente la recisione dei tendini, lo sradicamento dei denti, l’amputazione delle mani, la frantumazione delle membra e tutti gli altri supplizi, o martiri, lodando Cristo arbitro.

Theotokìon. Partoristi per noi, come piccolo bimbo, l’Antico di anni, che mostrò nuove vie sulla terra e rinnovò la natura invecchiata, o benedetta Sposa ignara di nozze.

Canone del precursore. Per obbedire alla legge.

Vedesti sul Verbo che si battezzava lo Spirito Santo scendere come colomba, o beato e fosti reso degno di udire la voce del Padre: questo è mio Figlio coregnante al quale tutto il creato: Lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Brucia l’aridità delle passioni del mio pensiero col fuoco delle tue preghiere, o profeta e riaccendi la fiamma spenta del mio cuore, affinché comprendendo chiaramente la luce dei precetti del Creatore, io canti: lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Sono io misero il servo che nascose il talento preso da Dio per adoperarlo. Che cosa farò quando verrai al giudizio vagliando le opere di ciascuno? Previenimi, o profeta, perché a te grido con fede: Lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Theotokìon. Custodisci il mio pensiero nell’umiltà, o Vergine piena di grazia, che col tuo parto abbattesti la boria dei demòni, alzami dal letamaio delle passioni e sazia con la tua grazia me, affamato che canto: Lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Di un concepimento senza seme incomprensibile il parto, di una madre senza sposo senza corruzione la gravidanza: la nascita di Dio, infatti, rinnova le nature; perciò, da tutte le generazioni, come Madre sposa di Dio, in modo ortodosso ti magnifichiamo.

O Gesù filantropo, tu che solo conosci la nostra debolezza, perché tu stesso l’hai portata volendo misericordiosamente purificarla, purifica dunque le brutte macchie e le ferite delle mie passioni e salvami.

Come la prostituta ti offro le lacrime, o filantropo; come il pubblicano gemendo a te grido: Siimi propizio e salvami come la cananea, perché a te esclamo: pietà di me, dammi il perdono come a Pietro pentito.

Martyrikà. Scontrandovi nella vostra carne col dominatore del mondo privo di carne, lo avete abbattuto con i colpi delle vostre lotte e avete degnamente ricevuto la corona della vittoria: pregate dunque senza sosta per tutti quelli che con fede vi acclamano, o santi.

Hai santificato, Signore, la terra col santo sangue dei tuoi santi e congiunto, o santissimo, i loro spiriti agli spiriti delle sante potenze, di continuo santificando tramite loro quanti con fede verace ti proclamano santo.

Theotokìon. Ti presentiamo, o purissima benedetta, la parola dell’angelo: Salve, tu che hai accolto Dio incircoscrivibile; salve, liberazione dalla maledizione e ingresso della benedizione; salve, tu che sola hai aperto la porta del paradiso.

Canone del precursore. Venite, fedeli.

Risana il mio intelletto paurosamente ferito dai piaceri della vita, placa i marosi, che con violenza mi sconvolgono e mostrami le rette vie della penitenza, o precursore del Signore.

Ti sei mostrato in mezzo tra l’antico e il nuovo testamento, segnando la fine del primo, o profeta e manifestando la luce del secondo: a questa luce guidaci felicemente perché vi camminiamo con sacra consapevolezza e siamo così liberati dalla tenebra perpetua.

Sei stato congiunto alle schiere celesti, tu che hai divino sentire: con loro implora Cristo di salvare quanti sulla terra ti onorano in questa tua sacra casa, o battista Giovanni, precursore del Signore.

Giorno pieno di sdegno, giorno di tenebra, per quelli che hanno opere di tenebra, il tremendo giudizio. O battista e precursore di Cristo, con le tue preghiere libera in quell’ora da ogni condanna quanti ti onorano.

Theotokìon. Tu che sei apparsa più santa dei cherubini, o Vergine, perché hai partorito il Dio più che santo, santifica tutti noi, che con sante voci, con fede, giorno e notte ti proclamiamo santa.

Apòsticha delle lodi, catanittici

Le ferite che il mio cuore ha ricevuto da tanti peccati, curale tu, Salvatore, medico delle anime e dei corpi, che sempre doni il perdono delle colpe a chi lo chiede: concedimi lacrime di conversione, donandomi, Signore, la remissione dei miei debiti e abbi pietà di me.

Trovandomi spoglio di virtù, il nemico mi ha ferito con la freccia del peccato: ma tu, come medico delle anime e dei corpi, cura le ferite della mia anima, o Dio e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Signore, se non avessimo i tuoi santi come intercessori e la tua bontà che ci compatisce, come oseremmo cantarti, o Salvatore, te che gli angeli benedicono senza sosta? O conoscitore dei cuori, risparmia le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nessuno che accorra a te se ne va confuso, o pura Vergine, Madre di Dio, ma chiede la grazia e ottiene il dono, secondo ciò che conviene alla sua richiesta.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Tu, che accogliesti il pianto di Pietro, accogli anche la mia penitenza, o Cristo e collocami nella schiera dei salvati.

Battista e Precursore del Signore, che predicasti agli uomini la penitenza, prega affinché io mi penta dal profondo dell’anima.

Martyrikòn. Avendo sopportato l’ondata violenta degli supplizi, o atleti, ora guarite le malattie degli uomini, perciò vi diciamo beati.

Gloria.

Dio glorificato dai profeti nella Trinità semplice e senza fusione, per le preghiere del Precursore salvami.

E ora. Theotokìon.

Ti prego, protezione dei tribolati, soccorri me, preso dalle passioni della vita e salvami.

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Plagale II – Mercoledì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Martedì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 2. Degna di essere ignorata.

O Dio, che vuoi che tutti si salvino, volgi su me lo sguardo, vedi la mia preghiera e non rifiutare le mie lacrime come vane; chi mai si è accostato a te, gettandosi ai tuoi piedi e non è stato subito salvato? E chi mai ha gridato a te con ardore e non è stato subito esaudito? Tu infatti, Sovrano, nella tua grande misericordia, ti lasci presto trovare a loro salvezza da tutti quelli che ti desiderano, o Signore.

Nella tua filantropia, o misericordioso, risolleva colui che è stato buttato a terra dai peccati e lacerato dai piaceri: non permettere che io diventi zimbello dei demòni, né che io sia indegno dei tremendi misteri, ma, prima del mio esodo, accetta nella tua misericordia i miei gemiti e le mie lacrime e affrancami dalle passioni.

Piangi, o anima, sul tuo esodo, pròstrati al Creatore nella penitenza, offri lacrime con tutto il cuore, grida a Cristo nella compunzione: Ho peccato contro di te, o Verbo, accoglimi nonostante i miei tanti peccati, non scacciarmi, non disprezzarmi, o giusto Giudice e non gettarmi nel fuoco, o longanime, per la tua grande misericordia.

Stichirà della Theotòkos. Riposta nei cieli.

Sono pronte le nozze dello sposo celeste, gridano gli araldi Perché indugi, anima nera per tuo volere? Si, veramente sordidi sono tutti i tuoi vestiti per le tue dissolutezze: e come potrai entrare, o infelice? Su dunque, prima della fine gettati ai piedi della sempre Vergine, gridando: Aspergimi con l’issopo della tua intercessione e purificami, o pura: rendimi degno del talamo, perché io ti magnifichi.

Isaia profeta con intelletto puro vide da lontano che tu avresti generato, o Vergine pura e santissima, il plasmatore del creato: tu infatti sei apparsa l’unica purissima dai secoli, perciò ti supplico: purifica il mio cuore sporcato e fammi partecipe del divino splendore del tuo Figlio, o fanciulla e della sessione alla sua destra quando si assiderà a giudicare tutto il mondo, come sta scritto.

La prostituta svuotando un tempo sui tuoi piedi il myron dal vaso d’alabastro, o Sovrano, fu liberata da tutto ciò che aveva fatto; il ladro che si appellò al tuo ricordo, tu lo hai condotto in paradiso, ma io sciagurato, che farò? Non ho myron, né compunzione, abbi pietà di me, sii compassionevole, o Verbo, te lo chiede la tua casta Madre, che hai donato al mondo come grande rifugio.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

I giudici d’Israele hanno deciso di condannare a morte te, o Figlio, facendoti comparire come un accusato in giudizio, o Salvatore, tu che giudichi vivi e morti; ti sottoposero al giudizio di Pilato gli empi, che però già ti avevano condannato; vedendo ciò sono ferita e con te condannata, o Signore, perciò preferisco morire al vivere in afflizione. Così gridava la Madre di Dio, o unico misericordiosissimo.

Apòsticha stavròsima.

La tua croce, Signore, è vita e soccorso del tuo popolo; confidando in essa, noi cantiamo te, nostro Dio crocifisso nella carne: abbi pietà di noi.

La tua croce, Signore, ha aperto il paradiso al genere umano e noi, redenti dalla corruzione, cantiamo te, nostro Dio crocifisso nella carne: abbi pietà di noi.

Martyrikòn. I martiri vittoriosi e cittadini del cielo hanno sopportato molti tormenti, lottando quaggiù sulla terra: per la loro intercessione, Signore e per le loro preghiere, custodiscici tutti.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendoti crocifisso, o Cristo, colei che ti ha partorito gridava: Quale mistero strano vedo, Figlio mio? Come dunque muori nella carne, pendendo dal legno, tu che dispensi la vita?

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Plagale II – Mercoledì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Mercoledì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata stavròsima

Appena l’albero della tua croce fu piantato, o Cristo, si scossero le fondamenta della morte, o Signore: ciò che con brama aveva inghiottito, l’ade lo rese con tremore. Ci hai mostrato la tua salvezza, o santo e noi ti diamo gloria, o Figlio di Dio: abbi pietà di noi.

Signore, i giudei condannarono a morte te, vita di tutti; coloro che per la verga di Mosè avevano attraversato a piedi il Mar Rosso, inchiodarono te alla croce; coloro che avevano succhiato il miele dalla pietra, ti offrirono fiele; ma tutto hai volontariamente sopportato per liberarci dalla schiavitù del nemico. O Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La fanciulla sempre vergine che ti ha partorito, o Cristo, vedendoti innalzato per noi sulla croce, aveva l’anima trafitta dalla spada del dolore e piangeva, facendo materno lamento. Per le sue suppliche, abbi pietà di noi, Signore di misericordia.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata

Oggi si compie la parola profetica: perché, ecco, noi adoriamo il luogo dove si sono posati i tuoi piedi, Signore e avendo gustato dell’albero della salvezza, abbiamo ottenuto la liberazione dalle passioni del peccato, per l’intercessione della Theotòkos, o unico filantropo.

La tua croce, Signore, è piena di santità: in essa infatti trovano guarigione i malati per il peccato; per essa, a te ci prostriamo. Abbi pietà di noi.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Speranza buona del mondo.

La Vergine, vedendo pendere morto dal legno il Dio che aveva partorito nella carne, facendo lamento gridava: Stupisco, o Figlio, per la tua longanimità ineffabile; come hanno potuto gli empi inchiodare alla croce come un condannato te, giusto Giudice e unico Sovrano?

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Speranza buona del mondo.

Al capo della nostra stirpe, nell’Eden, l’albero portò corruzione ma l’albero della croce, nel luogo del cranio, ha fatto fiorire la vita: Adamo era stato calpestato per la malizia del nemico, ma ha ricevuto misericordia per la crocifissione di Cristo e ha trovato il paradiso e grida: O legno benedetto!

Martyrikòn. I santi, sopportando agone atletico e ricevendo da te i premi della vittoria, hanno vanificato i disegni degli iniqui e ricevuto le corone dell’incorruttela. Supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio Vergine, supplica il tuo Figlio, che fu volontariamente confitto in croce e liberò il mondo dall’inganno, Cristo Dio nostro, perché abbia pietà delle nostre anime.

Canone stavròsimo. Acròstico: O Salvatore, appeso al legno, tu salvi, me Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo il faraone inseguitore sommerso nel mare, gridava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Stendendo le mani sulla croce, abbracciasti i mortali lontani da te, Signore, riconducendoli al Padre come Figlio diletto e Verbo consustanziale.

Eri come un agnello innalzato sulla croce per cercare la tua pecora smarrita e avendola trovata, o Verbo, l’hai messa fra quelle che non avevano errato; o Gesù, gloria alla tua potenza.

Martyrikà. Desiderando la vita dell’aldilà, sulla terra vennero uccisi i nobili martiri, ammirabili e gloriosi; patirono numerosi supplizi e svariati tormenti.

Al tribunale degli empi siete comparsi, o martiri di Cristo, a causa del giusto e avete subito ogni iniquo tormento, per cui siete giustificati presso Dio.

Stavrotheotokìon. Piangendo la Madre di Dio gridava al Signore suo Figlio: Per procurare l’immortalità ad ogni carne sorta da Adamo, tu subisci la morta in croce; vedendo la terra si scuote.

Canone della santissima Madre di Dio. Acròstico: Un sesto canto offro alla Madre di Dio. Giuseppe.

Stesso irmòs.

Avendo seguito il consiglio del nemico, la prima madre trovò la morte, ma tu, pura Vergine, che hai concepito la nostra vita, hai vivificato noi che giacevamo nelle tombe.

Annientato dai miei pensieri, sporcato da impurità carnali, in te mi rifugio, Vergine pura e unica davvero casta; vieni in aiuto dei tuoi servi.

Risana, o Madre di Dio, le grevi passioni del mio cuore; con la tua divina intercessione pacifica l’uragano scatenato dei miei vergognosi pensieri.

Ode 3. Irmòs.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

La croce fu piantata nella terra e l’errore scomparve, il creato tremò di timore e i cori dei mortali ingannati dalla malizia del serpente hanno accolto la fede.

Un popolo iniquo e furioso condannò a morte te, Signore, unico giusto, che giustifichi i mortali e li strappi dalle mani dell’iniquo seduttore.

Martyrikà. L’ingannatore mette in atto ogni sua perfidia contrastando i santi, ma fu vinto vedendoli invincibili e partecipi dello splendore divino.

Mentre si alterava, per le tante ferite, la loro bellezza materiale, di più rifulgeva lo splendore spirituale dei vittoriosi atleti di Cristo per l’energia del divino Spirito.

Stavrotheotokìon. Sapevo generandoti che sei più bello di tutto gli uomini e come ora, che sei crocifisso, non hai bellezza, o Cristo? Così la Vergine diceva piangendo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Tu solo per natura compatisci le nostre pene, o Verbo e per me hai effuso il tuo sangue sulla croce; fammi grazia e salvami per la preghiere della tua genitrice.

Ero divenuto un tempio per divina adozione, ma sono caduto nelle più vili passioni per mio volere, perciò ti supplico, o Sovrana: vieni in mio aiuto, o tempio divino.

O talamo nuziale eletto dal Signore, rendimi partecipe delle nozze eterne dell’Agnello, affinché ogni giorno con affetto ti inneggi nel tuo santo tempio, protetto in esso.

Ode 4. Irmòs.

Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.

Il sole, vedendoti steso sulla croce, ebbe timore, ma quando il creato veniva spogliato delle sue tenebre, il nemico venne incatenato e l’errore annientato.

Un popolo iniquo legò le tue mani, Signore e i prigionieri furono liberati dai loro legami indissolubili; o Cristo, sole senza tramonto, tutto il creato ti glorifica.

Martyrikà. Nelle onde del vostro sangue, o martiri, avete sprofondato il faraone persecutore che senza misura e senza ragione si esaltava e con gioia avete marciato verso la terra degli eletti.

Superando le trame del nemico con le ali dello Spirito, i santi atleti con gioia sono saliti correndo là dove risiedono il Bene supremo, la vita e la luce senza fine.

Stavrotheotokìon. Fosti colpita, o Vergine, dalla spada delle pene di colui che s’incarnò dal tuo grembo quando lo vedesti crocifisso per noi e una lancia trafisse il suo fianco immacolato.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Con i rigagnoli che scorrono dal fianco di tuo Figlio, lava, o pura Vergine, la sozzura delle mie passioni, purifica le macchie del mio cuore e illumina con la tua luce i tuoi servi, o incontaminata.

Tu che hai concepito la nostra vita, sii tu nostro cammino e via che conduce ai sentieri salvifici, perché ogni giorno sbando nei vicoli del peccato.

Effondi nel mio cuore una pioggia di compunzione, tu che hai fatto scaturire la divina fonte della vita e allontana i flutti delle mie passioni.

O santa Sovrana, che hai concepito il Verbo santissimo, dona santificazione anche alla mia anima e libera la mia vita dalla bufera delle tentazioni.

Ode 5. Irmòs.

Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con amore vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.

Tu che rivesti il cielo di nubi, o Cristo, fosti volontariamente inchiodato nudo sulla croce per strapparmi alla nudità del peccato e ornarmi con la veste dell’incorruttela, o Sovrano.

Cristo, vera vigna, coltivatore e dolcezza delle nostre anime, fu inchiodato alla croce, stillando il nettare che interrompe l’ebbrezza dell’errore del nemico.

Martyrikà. Adorni delle sacre ferite di Cri e insigniti delle corone, gli atleti stanno presso il Dio che subì passione nella carne, chiedendo per noi scioglimento dai peccati.

Guardando alla gloria dell’aldilà, alla letizia e alla vita vera, o atleti, voi avete subito tutta la tempesta dei tormenti, rinvigoriti dalla passione del Sovrano.

Stavrotheotokìon. Contenendo in grembo Cristo, l’unico incontenibile, senza doglie ti ho generato e ora soffro per la tua crocifissione, Figlio mio. Così diceva la Theotòkos piangendo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Sono divenuto estraneo a Dio avendo ospitato il peccato, ma tu rendimi estraneo ad esso e familiare al compassionevole, con la tua mediazione, o Vergine.

Daniele profeta un tempo ti vide nel monte splendente di bagliore verginale, dal quale si staccò la pietra che per la forza divina spezzò gli idoli dell’errore, o Vergine.

La mia anima è ferita dall’assalto dei predoni, sono mezzo morto, in pericolo sulla strada della vita; o Verbo, vieni a visitarmi per l’intercessione di colei che ti ha generato.

Ode 6. Irmòs.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Sei stato incoronato di spine per strappare i rovi del peccato; la lancia trafisse il tuo fianco e tu, Signore, uccidesti il l’astutissimo serpente che ci aveva uccisi.

Fosti sospeso al patibolo abbattendo la potenza del nemico, o Sovrano, accettasti gli schiaffi liberando dall’amara schiavitù; io inneggio alla la tua magnanimità, o compassionevole.

Martyrikà. Protetti dalla croce, gli atleti abbatterono le maligne mura dell’errore e insigniti delle corone vittoriose sono giunti alla città superna, perciò sono beatificati.

Giungendo alla vetta gloriosa del martirio, avete abbattuto a terra le maligne esaltazioni del nemico e avete ricevuto corone dall’alto, o santi.

Stavrotheotokìon. Come vieni innalzato in croce, o riflesso del Padre divino, illuminando l’universo e respingendo il principe delle tenebre! Così esclamava la Sovrana maternamente gemendo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

O ramo benedetto che per noi ha germogliato il Signore, albero della vita, purifica con la croce di tuo Figlio la mia anima, che germoglia funesti pensieri.

Dal mostro del peccato come Giona dal ventre del pesce, strappa, o Verbo, per le implorazioni di colei che puramente ospitò in grembo te, per natura incontenibile, o misericordiosissimo.

Più della sabbia del mare si sono moltiplicate le mie malvagie colpe, o Sovrano, come mare di compassioni, fammi tornare, salvami per le preghiere, o Verbo della tua genitrice.

Ode 7. Irmòs.

Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Quando venivi flagellato tu flagellavi la velenosa malizia del serpente e venendo appeso al legno, o unico potente, illuminasti tutti perché gridassero: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Gustando dell’albero, il primo uomo Adamo trovò la morte, mentre Cristo, secondo Adamo, venendo ucciso su di esso, dona vita immortale, uccidendo il nemico astutissimo.

Martyrikà. Aspettando il Signore avete sopportato le pene dei supplizi, o martiri e vi siete stabiliti sulla pietra irremovibile della fede, respingendo per impulso divino tutta la malizia del serpente.

Per la vostra passione siete rifulsi più del sole e avete annientato tutte le potenze delle tenebre, o atleti, cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Stavrotheotokìon. Tu, immutabile per la divinità, appeso alla croce hai mutato tutto il creato. Così diceva la Vergine. Vedendo ciò gemo, sbalordita per la tua tremenda economia, o Figlio.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Tu che divinizzasti la natura di Adamo con il tuo parto oltre natura, con la tua materna mediazione riconciliami col Dio benevolo per natura, perché oltre natura ho peccato e l’ho amareggiato.

Tu che per i fedeli fai sgorgare acqua di salvezza, purifica il mio cuore che ogni giorno fa scaturire onde di peccati affinché canti melodiosamente: Benedetta sei tu, che hai concepito Dio nella carne.

Sei divenuta sulla terra il cielo del creatore di cielo e terra; imploralo di scamparmi dai mali della terra e di farmi degno di partecipare dei beni celesti, o Genitrice di Dio.

Ode 8. Irmòs.

Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Tu hai umiliato la superbia del serpente, salendo sulla croce con cuore umile, o Dio eccelso, esaltasti Adamo umiliato dalle passioni, o compassionevole.

Mutando l’amarezza dell’albero hai assaggiato il fiele sull’albero della croce, tu che sei dolcezza di tutti, o Sovrano, vita enipostàtica, luce e salvezza.

Martyrikà. Davanti agli idoli non avete piegato il ginocchio, ma foste immolati come agnelli senza macchia, o illustri e avete piegato la forza del maligno e ora esaltate Cristo nei secoli.

Come templi vivi dello Spirito siete apparsi, o martiri; avete distrutto i templi degli idoli e siete giunti al tempio celeste inneggiando a Cristo nei secoli.

Theotokìon. Giacobbe ti previde nella scala che porta alla vetta dei cieli noi che siamo stati inghiottiti nel baratro dei mali, perciò ti inneggiamo, o pura, nei secoli.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Anche se non voglio, me misero, faccio cose sbagliate, servendo di una abitudine a cui mi hanno asservito servi malvagi allontanatisi da Dio; Vergine Sovrana, rendimi libero.

Tu che hai partorito il grappolo non coltivato, che per tutti stilla il vino salvifico, rendi sobrio me, ottenebrato dall’ebbrezza dell’amaro peccato e salvami, Vergine Sovrana.

Nell’ora del giudizio, o Sovrano, non mettermi condannato fra i condannati, ma accogliendo il mio amaro gemito, salvami per le preghiere di tua Madre, o compassionevole.

Ode 9. Irmòs.

Impossibile per gli uomini vedere Dio che le schiere degli angeli non osano fissare: ma per te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Tu che sei Signore delle ore e dei tempi, in mezzo alla terra, a metà del giorno, o longanime, sei stato innalzato sul legno della croce, per emendare il frutto pernicioso di colui che, in mezzo al paradiso, era sottostato alla caduta.

La croce veniva piantata e il tiranno riceveva nell’anima il colpo mortale; i prigionieri venivano sciolti dalla corruzione, in tutti gli uomini veniva generata la conoscenza, il nemico veniva distrutto e tutto si riempiva di gioia.

Martyrikà. La terra è stata congiunta ai cieli, o martiri del Signore, da quando Cristo è stato immolato sulla croce e ha attirato la vostra moltitudine, che ha subito una moltitudine di tormenti e ora rifulge insieme alla moltitudine dei divini liturghi.

Rifulgendo di luce immateriale, voi siete chiamati dèi per adozione del Signore, o martiri, abitate le tende dei primogeniti e siete ricolmi dell’eterna gloria: per questo, com’è nostro dovere, noi fedeli vi onoriamo.

Stavrotheotokìon. Tremendo parto fu il mio, o Sovrano, quando tremendamente ho generato te, davanti al quale il creato freme, vedendoti ora volontariamente crocifisso: così, levando grida, piangeva un giorno come madre, l’irreprensibile che noi magnifichiamo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Io solo ho follemente calpestato la tua legge salutare, o Cristo e mi sono fatto schiavo di grave trasgressione: nella tua somma bontà, salvami, abbi compassione di me, già condannato, grazie alla pura che ti ha partorito.

Siimi porto, o Sovrana favorita dalla divina grazia, nella tempesta delle tentazioni per cui sono in pericolo; e placando il tumulto delle mie passioni, dissecca l’oceano dei miei peccati, affinchè come devo io canti te, Sdegna di ogni canto.

Mostrami la retta via per la quale io possa trovare la porta che conduce ai regni di lassù, o Vergine, alle divine tende del paradiso, all’eterna e vera beatitudine.

L’esercito dei martiri, l’assemblea dei santi, dei giusti pontefici, dei profeti e degli apostoli e le schiere degli angeli santi, insieme a colei che ti ha partorito ti implorano: salvaci, abbi pietà, o Cristo, nella tua grande misericordia.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

La mia speranza è nella croce, o Cristo e gloriandomi in essa, esclamo: O Signore filantropo, abbatti l’arroganza di chi non ti confessa come Dio e uomo.

Protetti dalla croce come da un muro, noi affrontiamo il nemico, senza temerne le arti e le insidie: perché il superbo è stato annientato e giace calpestato per la potenza del Cristo confitto alla croce.

Martyrikòn. La memoria dei martiri è esultanza per chi teme il Signore: poiché essi, dopo le lotte per Cristo, hanno ricevuto da lui le corone e ora intercedono con sicurezza per le nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Quando la purissima ti vide pendere dalla croce, come madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, dolcissimo Figlio mio, come dunque sopporti una ignominiosa passione?

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Volontariamente innalzato sulla croce, hai richiamato quanti si erano perduti nell’abisso dei mali, o unico misericordiosissimo.

La terra fu scossa e il sole si spense vedendoti patire volontariamente in croce, o Sole di giustizia.

Martyrikòn. Partecipando alla passione del Sovrano, o atleti, comunicate anche al divino splendore divinizzati per partecipazione.

Gloria.

Innalzami dal baratro del peccato, o Cristo mio, tu, uno della Trinità che ti sei degnato di patire la crocifissione.

E ora. Theotokìon.

Stando presso la croce e vedendo tuo Figlio patire volontariamente, lo magnificavi, o Vergine Madre.

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Plagale II – Giovedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Mercoledì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia apostolikà.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Ricevuta la celeste potenza del Paràclito, gli apostoli di Cristo misero in rotta le falangi dei nemici: confutarono re e confusero sapienti, essi, incolti e illetterati, nudi e disarmati si misero in campo secondo il vangelo; con il verbo della grazia operarono prodigi e così, rese le genti obbedienti a Cristo, con sicurezza pregano per le nostre anime.

I martiri gloriosi, desiderando te e rinnegando se stessi, ti seguirono con ardore; prendendo la croce dietro di te, obbedienti al tuo comando, abbandonarono la terra ed ereditarono i cieli, convertendo le genti alla vera conoscenza di te; e ora, dopo essere stati sempre ubbidienti in tutto, pregano con sicurezza per le nostre anime.

Trascorrendo tutta la mia vita nella dissipazione, o Buonissimo, giungo al termine senza frutti, povero me, portando ora solo gli intollerabili pesi di azioni malvagie: disperdile col traboccare della tua misericordia e dammi pentimento e salvifica conversione per la gradite preghiere degli apostoli e di colei che ti concepì, che a te invio per la supplica, o Dio.

Altri di san Nicola. Risorgesti il terzo giorno.

O beato Nicola, abbi compassione, ti prego, di me che mi getto ai tuoi piedi e illumina, o sapiente, gli occhi della mia anima, perché io veda puramente il datore di luce, il compassionevole.

Liberami, o santo dai nemici che cercano di farmi del male, tu che come gerarca hai familiarità presso Dio e salvami dall’onta e scampami dagli uomini di sangue.

Ora abbiamo te, o gerarca, come porto quieto e muro invalicabile, torre sicura e porta di penitenza, guida fedele e difensore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il parto verginale della Vergine è divenuto sapientemente per tutti noi grande dono: Dio infatti rinnova ancora la natura corrotta e riplasma l’uomo.

Apòsticha apostolikà.

Un tempo i tuoi discepoli, o Cristo, sbattuti dalla tempesta sulla barca, gridavano: Maestro, salvaci, periamo! E ora noi gridiamo: Salvatore nostro amico degli uomini, liberaci dalle angustie, ti preghiamo.

I tuoi apostoli, Signore, raggiunsero ora il fondo del mare con le reti ora le altezze del regno con i dogmi; con la loro arte esplorarono l’insondabile abisso e con la fede raggiunsero il tuo seno immenso e predicarono al mondo tuo Figlio oltre il tempo. Per l’intercessione loro e di tutti i santi, abbi pietà di noi.

Martyrikòn. La tua croce, Signore, è divenuta per i tuoi martiri arma invincibile: essi infatti guardavano alla morte che stava loro innanzi, ma prevedendo la vita futura, trovavano forza per la speranza riposta in te. Per le loro suppliche, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con gli apostoli e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

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Plagale II – Giovedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO

Giovedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata apostolikà. Tono pl. 2.

Come ti presentasti in mezzo ai tuoi discepoli, o Salvatore, donando loro la pace così vieni anche tra noi e salvaci.

Speranza buona del mondo.

Inviati come luce sulla terra, illuminaste tutti con i vostri sapienti insegnamenti, fugando con divini dogmi la tenebra del politeismo, facendo risplendere la luce della Trinità e salvando molti popoli dal cupo inganno, o apostoli del Salvatore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Aprici la porta della compassione, benedetta Madre di Dio, non permettere che restiamo delusi, noi che in te speriamo, possiamo, grazie a te, essere liberati dalle avversità, perché sei tu la salvezza del popolo cristiano.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

La memoria dei tuoi apostoli, Signore, si rivelò paradiso in Eden: in essa infatti esulta l’ecumène; dacci dunque per le loro suppliche la pace e la grande misericordia.

La dozzina degli apostoli, Signore, apparve sulla terra come sole dai dodici fuochi; con essa infatti consumasti il danno dell’errore; per essi rischiari le anime dei tuoi servi e con essi salva anche noi, o compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon. Speranza buona.

Santa e pura Sovrana, Madre del nostro Dio, tu che ineffabilmente generasti il Creatore di tutti, implora in ogni tempo la sua bontà, con i sacri apostoli, perché ci riscatti dalle passioni e ci doni remissione dei peccati.

Dopo la terza sticologìa, altri Kathìsmata.

Rovesciando le doppiezze con la rete della fede divina, i pescatori trassero tutti dall’abisso della vanità e li offrirono a Dio per onorarlo e magnificarlo sempre.

Martyrikòn. La memoria dei tuoi santi, Signore, è divenuta come il paradiso in Eden in essa infatti tutto il creato esulta; per le loro suppliche, concedici dunque la pace e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Stando nel tempio della tua gloria, ci sembra di stare in cielo; Madre di Dio, porta celeste, aprici la porta della tua misericordia.

Canone dei santi apostoli.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo sommerso nel mare il faraone inseguitore, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Essendo luce del mondo, o divini, ci illuminaste con splendidi bagliori e ci liberaste dalla notte di passioni e dalla nebbia di tentazioni, o beati in Dio.

Il santo Spirito vi stabilì principi sulla terra, o discepoli del Signore, perciò liberaste dai principi dell’aria i fedeli.

Come splendidi carboni accesi dal fuoco immateriale, bruciate, o sapienti, le mie passioni materiali, guidandomi alla luce dell’impassibilità e della vita.

Theotokìon. Per le preghiere degli apostoli, dei profeti e dei martiri, Signore Gesù, re di tutti e della pura che ti concepì, abbi compassione del popolo che contro di te ha peccato.

Canone di san Nicola. Acròstico: Un sesto canto accetta, o Nicola. Giuseppe.

Irmòs. Il faraone visibile.

Tu che abiti nei cieli con gioia, o padre sapiente, con la tua mediazione dilegua ogni pena maligna dai cuori di quanti a una voce sulla terra t’inneggiano.

Contro le vili passioni, contro i nemici invidiosi, contro ogni errore del male rafforza ora quanti con fede accorrono alla tua santa protezione, o padre Nicola.

Con la tua divina intercessione, o Nicola, vieni a guarire noi, colpiti da invisibili arcieri, affinché percorriamo le vie del Signore.

Theotokìon. Il Figlio consustanziale e coeterno al Padre ha voluto negli ultimi tempi abitare il tuo grembo per il rinnovamento di noi fedeli, o Madre di Dio, perciò t’inneggiamo.

Ode 3. Irmòs.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Il divino Spirito effuso dalle vostre lingue con la sua tremenda venuta, grazie a voi rinnova per la vita divina gli uomini decaduti, gloriosi apostoli.

Nel giorno del giudizio quale perdono avrò per le colpe commesse consapevolmente? Perciò a te grido: Per i tuoi discepoli, abbi pietà di me, autocondannato.

Imitando la passione salvifica di Cristo, o medici, sanate le pessime passioni croniche della mia anima, essendo gloriosi apostoli.

Theotokìon. Per gli apostoli e per colei che ti concepì, o Cristo, converti me peccatore: abbi pietà e liberami dal fuoco eterno, Salvatore.

Canone di san Nicola. Fondando il pensiero.

Sapientemente ottenesti la vittoria sulle passioni, rovina dell’anima, o beatissimo Nicola; per le tue preghiere libera in ogni tempo noi, malamente aggiogati da loro.

Avendo mortificato con la continenza le membra della carne, sei passato alla vita senza fine; fa’ in modo che per le tue preghiere la otteniamo anche noi, che con gioia ti celebriamo.

Sorvegliandoci dal cielo, o gerarca santo, non smettere di allontanare da noi ogni sventura della vita con le tue preghiere.

Theotokìon. Implora, o pura, il Redentore di donarci scioglimento dai peccati, dileguando sempre con le tue preghiere, o casta, la tenebra delle anime.

Ode 4. Irmòs.

Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.

Porti tranquilli e aperti, mettete in salvo verso l’approdo sereno della vera penitenza me, sballottato nella tempesta di pericolosi peccati.

Anima mia, anima mia, gemi e piangi; povero mio cuore, aderisci tutto al Benevolo, affinché ti liberi da fiamma e inferno.

Divenuti salvatori dei mortali, supplicate il Signore Salvatore di salvarci come amico degli uomini da gravi tentazioni, apostoli beatissimi.

Theotokìon. Vergine pura, Vergine senza macchia con gli apostoli supplica per noi affinché siamo liberati da difficili situazioni e tentazioni.

Canone di san Nicola.

Ho udito, Signore.

Con la tua intercessione presso il Dio benevolo, risana, o Nicola, il mio cuore irrimediabilmente vulnerato dal seduttore.

Frantumasti gli idoli della perdizione, o servo di Cristo, perciò ti imploro con fede di annientare i funestissimi idoli del mio intelletto.

Per le tue opere di giustizia, o sapiente in Dio, sei divenuto fonte di profumo e ornasti di mirra il seggio episcopale, o padre e gerarca Nicola.

Theotokìon. Benedetta madre del nostro Dio, libera da ogni vergogna i tuoi cantori, o Vergine senza coniugio, unico soccorso della stirpe umana.

Ode 5. Irmòs.

Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con amore vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.

Seguendo sapientemente la via che porta alla vita attraverso stretti passaggi, tentazioni e tribolazioni, discepoli del Verbo, appianate i sentieri della mia anima.

Lucerne del divino oriente, liberatemi dalla tenebra delle passioni, dalla caligine dei piaceri e dalla pioggia di tentazioni, difficoltà e pericoli, o apostoli di Cristo.

Tomi deiformi del Verbo, supplicate affinché io venga scritto nel libro della vita, cancellando il tremendo elenco dei miei peccati con le vostre preghiere, o apostoli.

Theotokìon. Speranza mai confusa di tutti, con le suppliche tue e dei divini discepoli al Sovrano, salva me, che in te spero, mia salvezza e speranza, unica lodatissima.

Canone di san Nicola.

Tu che invii la luce.

Con la tue sacre preghiere, o Nicola, trattienimi dal torpore della pigrizia, rendendomi pronto.

Implora Gesù Salvatore di scamparmi dal castigo eterno, o gerarca Nicola.

Con le tue preghiere, gerarca Nicola, salvami dagli scandali del mondo e dalla perfidia dei demòni.

Theotokìon. Colui che concede a noi l’esistenza abitò il tuo grembo, Madre di Dio; supplicalo di salvarci.

Ode 6. Irmòs.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Come tavole scritte da Dio, serbaste con sapienza senza errore nelle anime i decreti dello Spirito, con cui aboliste la legge della lettera, salvando il mondo, o gloriosi.

O anima peccatrice, asservita pazzamente da cattiva abitudine torna con la penitenza e grida a Dio pietoso: Per gli apostoli, o Verbo, salvami.

Uniscimi alle pecore alla tua destra alla tua terribile e tremenda venuta, per le preghiere delle tue pecore elette, i tuoi divini predicatori, tu che senza colpa t’immolasti per tutti.

Theotokìon. Il coro degli incorporei liturghi supplica te, Figlio di Dio preeterno, la folla dei discepoli t’implora: per la tua Genitrice, concedi le tue misericordie al tuo popolo.

Canone di san Nicola. Inghiottito dal mostro.

Tutto il creato, avendo te, Nicola, come torcia spirituale, si illumina coi raggi dei tuoi prodigi senza pari.

O Nicola, tu che vegli e difendi quanti a te accorrono, scampami dal pesante torpore in cui sono caduto per negligenza.

Un tempo hai salvato i condannati a un a morte ingiusta: salvami dunque dalle colpe che minacciano la mia anima, o gerarca sapiente.

Theotokìon. Unica Vergine pura e piena di grazia, vieni in mio aiuto, perché di continuo sono esposto alla tempesta e ai pericoli della vita.

Ode 7. Irmòs.

Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Con l’amo del Verbo pescando tutti dal baratro dell’errore, li guidaste al Verbo immolato per noi, o apostoli, a lui cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Conversando direttamente, o apostoli, con colui che apparve in corpo materiale, vi illuminaste dei suoi luminosi splendori; illuminate dunque me, che grido: Benedetto ei tu, Dio dei nostri padri.

Supplicate il buon pastore, discepoli divini, di cercare e salvare me, smarrito sui monti della trasgressione, gridando melodiosamente: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Coi profeti, gli apostoli e i martiri, implora, o Vergine, colui che concepisti di liberare dai mali tutti quelli che con timore a lui acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Canone di san Nicola.

Tu che ascoltasti l’inno.

Con la forza divina, o beatissimo, sgominasti lo schieramento degli eretici e salvasti il tuo gregge dal loro inganno.

Appari ai marinai e sfami la città in pericolo: con le tue preghiere, o padre santo, libera la mia anima dal pericolo che la minaccia.

Per le tue preghiere, padre santo, fortifica quanti ti chiamano in aiuto, calma la bufera scatenata dai demòni.

Theotokìon. Santissima Madre di Dio, Sovrana della stirpe umana, per le tue preghiere liberami del tutto dalla schiavitù delle passioni.

Ode 8. Irmòs.

Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Dissodaste i cuori incolti con l’aratro del Verbo seminando il venerabile dogma che centuplica la spiga, mietendo i salvati, o divini veggenti.

Con la falce delle preghiere mondate tutta la zizzania della mia mente, o apostoli, divini agricoltori del Salvatore, affinché produca la spiga di salvezza.

Addormentando la malizia del nemico, vi addormentaste fra i giusti, o discepoli del Verbo, divenendo per noi insonni intercessori per tutti i secoli.

Theotokìon. Dal fuoco inestinguibile scampami, Signore per le gradite preghiere dei profeti, dei martiri, dei tuoi apostoli e della fanciulla senza uomo, che ti ospitò ineffabilmente in grembo.

Canone di san Nicola.

I tuoi santi fanciulli.

Giungendo al vertice di una condotta splendida, famoso in tutta l’ecumène per molteplici prodigi, illumini, o teoforo Nicola, quanti sono nelle tenebre.

Riempi divinamente di grazia quanti ti onorano, o Nicola, seda la perfidia di uomini ostili che ci aggrediscono, o Nicola.

Tu che con la forza dello Spirito hai spezzato i legami dei demòni, con le tue preghiere liberami, governando la mia vita, o gerarca sapiente Nicola.

Theotokìon. Noi inneggiamo te, Madre di Dio, perché hai abolito la maledizione e introdotto la benedizione per quanti ti riconoscono come Madre senza uomo del nostro Dio.

Ode 9. Irmòs.

Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Annunciando a tutto il mondo Dio che conversò con gli uomini e che con un’incomparabile unione divinizzò ciò che è mortale, liberaste tutti dall’inganno ateo; perciò, o apostoli divini, sempre siete detti beati.

Voi che avete raffigurato la passione di Cristo attraverso svariate patimenti del corpo, o apostoli, mortificate le passioni della mia carne e vivificate la mia anima esausta, in pericolo, in uno stato mortale.

Sii per me via che mi conduce alla via sicura dei tuoi comandamenti, o filantropo, perché sono caduto nei baratri del peccato, vado errando e pericolosamente deviando verso vie cattive.

Theotokìon. I cori di angeli, arcangeli e potestà, le potenze, i principati e le dominazioni, i cherubini, i serafini e i troni, o Cristo e l’assemblea degli apostoli, ti implorano con colei che ti partorì, o solo Re: Salva i tuoi servi.

Canone di san Nicola.

Tu che hai accolto.

O bellezza dei sacerdoti, fonte di prodigi, scongiura il Dio filantropo perché possiamo trovare remissione per i nostri peccati.

Come liberasti un tempo i prigionieri dalla morte, cosi libera noi dalle prove della vita, o Nicola.

Sepolto in Mira di Licia, fai scaturire in ogni tempo unguenti profumati, o Nicola, che dileguano il fetore delle passioni.

L’avvento del Creatore è alle porte, non essere negligente, o anima, ma grida: Per le preghiere di Nicola, salvami, o Cristo.

Theotokìon. O tu che hai partorito la luce, illumina gli occhi senza vista del mio cuore, o lodatissima, affinché da te salvato, io t’inneggi.

Apòsticha delle lodi, apostolikà.

Un tempo i tuoi discepoli, o Cristo, sbattuti dalla tempesta sulla barca, gridavano: Maestro, salvaci, periamo! E ora noi gridiamo: Salvatore nostro amico degli uomini, liberaci dalle angustie, ti preghiamo.

I tuoi apostoli, Signore, raggiunsero ora il fondo del mare con le reti ora le altezze del regno con i dogmi; con la loro arte esplorarono l’insondabile abisso e con la fede raggiunsero il tuo seno immenso e predicarono al mondo tuo Figlio oltre il tempo. Per l’intercessione loro e di tutti i santi, abbi pietà di noi.

Martyrikòn. Ha reso mirabili il nostro Dio i santi e le sante: esultate e rallegratevi, voi tutti suoi servi, perché ha preparato per voi la sua corona e il suo regno; ma, vi preghiamo, non dimenticatevi di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon. Il terzo giorno.

Di grandi doni fosti degna, o Vergine pura, Madre di Dio venerabile, perché nella carne partoristi colui che è uno della Trinità, Cristo datore di vita, per la salvezza delle nostre anime.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Come nubi avete piovuto nel mondo l’acqua della conoscenza divina, o luminosissimi apostoli del Signore.

Avete percorso il mondo come mistici raggi, o gloriosi apostoli, illuminando la stirpe umana con la fede.

Martyrikòn. Fusi dal fuoco dei supplizi, o martiri, riceveste dal Signore divina rugiada che vi rinfrescò.

Gloria.

Adorando la santa e venerabile Trinità, o fedeli, ad una sola voce gridiamo: per le preghiere degli apostoli salva noi tutti.

E ora. Stavrotheotokìon.

O Madre di Dio, che con un verbo generasti oltre il verbo il coeterno al Padre senza principio, supplicalo di salvare le nostre anime.

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Plagale II – Venerdì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Giovedì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono pl. 2. Il terzo giorno

O longanime filantropo, mio Dio misericordiosissimo e compassionevole, come hai subìto l’immolazione e la morte in croce per la stirpe umana? Glorifichiamo la tua amorosa compassione.

Subisti schiaffi, crocifissione e oltraggi o longanime, volendo liberare tutti dalla mano del seduttore, o solo datore di vita e tutto sopporti, o più che buono.

Il pastore salì in croce e stese le mani gridando: Venite a me e sarete illuminati, mortali ottenebrati dall’errore, poiché io sono luce. Gloria a te, unica fonte di luce.

Stichirà della Theotòkos.

Degna di essere ignorata.

La mia anima accasciata e incurvata sotto il peso oltremodo importabile delle colpe, raddrizzala tu, o Vergine perché a te è facile, con la tua famigliarità di madre, placare il Salvatore che rialza gli abbattuti e con la tua mediazione, strappa, ti supplico, l’obbligazione scritta del peccato per la tua grande misericordia.

Volgiti a me, umiliato per i peccati e disperato per le colpe, avendo disprezzato i precetti di Dio e non scacciarmi dal tuo volto; tu sei realmente mia speranza e protezione, Madre di Dio, perciò sii attenta alle mie preghiere, purificami da ogni macchia per la tua grande misericordia.

Aprimi la porta della penitenza, dammi una fonte di lacrime, concedimi pentimento e cuore sobrio, o santissima: te sola infatti dichiariamo sicura protezione, ogni mia aspettativa in te ripongo, non allontanarmi svergognato e salva, o Sovrana, per la tua grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Risorgesti il terzo giorno, o Cristo.

Vedendoti appeso al legno, la purissima gridava: O Figlio mio e Dio, che cos’è questo paradosso e strana notizia, che sopporti per grande compassione?

Apòsticha stavròsima.

La tua croce, Signore, è vita e soccorso del tuo popolo; confidando in essa, cantiamo te, nostro Dio crocifisso nella carne: abbi pietà di noi.

La tua croce, Signore, aprì il paradiso alla stirpe umana e noi, redenti dalla corruzione, cantiamo te, nostro Dio crocifisso nella carne: abbi pietà di noi.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, non ti rinnegarono, dai tuoi comandamenti non si allontanarono per la loro intercessione, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Il terzo giorno.

Stava un tempo presso l’albero della croce, al momento della crocifissione, la Vergine con il vergine discepolo e piangendo esclamava: Ahimè, come soffri, o Cristo, tu che sei l’impassibilità di tutti!

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Plagale II – Venerdì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Venerdì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata stavròsima.

Oggi si compie la parola profetica: perché, ecco, noi adoriamo il luogo dove si posarono i tuoi piedi, Signore e gustando dell’albero della salvezza, otteniamo la liberazione dalle passioni del peccato, per le preghiere della Madre di Dio, o solo filantropo.

Appena l’albero della tua croce fu piantato, o Cristo, si scossero le fondamenta della morte, o Signore: ciò che con brama aveva inghiottito, l’ade lo rese con tremore. Ci hai mostrato la tua salvezza, o santo e noi ti glorifichiamo, Figlio di Dio: abbi pietà di noi.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Speranza buona.

Sola agnella pura, Vergine Madre di Dio, vedendo pendere volontariamente dalla croce colui che dal tuo sangue puro si era incarnato, tu esclamavi, o Vergine, tra lacrime amare: Figlio mio paziente, io canto tutta la tua tremenda economia.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

La tua croce, Signore, è piena di santità: in essa infatti trovano guarigione i malati per il peccato; per essa, a te ci prostriamo. Abbi pietà di noi.

Signore, i giudei condannarono a morte te, vita di tutti; quanti per la verga di Mosè avevano attraversato a piedi il Mar Rosso, ti inchiodarono alla croce; quanti avevano succhiato il miele dalla pietra ti offrirono fiele: ma tutto volontariamente sopportasti per liberarci dalla schiavitù del nemico. O Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Speranza buona.

Stando presso la croce la Vergine Madre di colui che senza passione, oltre ogni comprensione, aveva partorito incarnato, gridava, lasciando scorrere lacrime materne: Non sopporto di vederti pendere morto, tu che dai il respiro a quanti vivono sulla terra, o mio Figlio e Dio.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Speranza buona del mondo.

Croce che scacci i demòni, curatrice degli infermi, forza e custode dei fedeli, vittoria dei re, vero vanto degli ortodossi, sostegno della Chiesa di Cristo: sii nostra sicurezza, baluardo e sentinella, o legno benedetto.

Martyrikòn. Luce perpetua per i giusti: poiché, resi luminosi in te, i santi risplendono sempre come astri, spegnendo la lampada degli empi; per le loro preghiere, Salvatore nostro, tu illuminerai la mia lampada, Signore e mi salverai.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Santissima Madre di Dio, non abbandonarmi nel tempo della mia vita: non affidarmi a una protezione umana, ma tu stessa soccorrimi e abbi pietà di me.

Canone stavròsimo. Acròstico: La venerabile passione del Sovrano canterò. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Colui che un tempo ha sepolto sotto i marosi il tiranno inseguitore, lo hanno sepolto sotto terra i figli dei salvati; ma noi come le fanciulle cantiamo al Signore. Gloriosamente infatti si è glorificato.

Con la tua venerabile passione onorasti l’umanità disonorata: perciò venerandoti con timore magnifichiamo e con fede glorifichiamo il tuo potere. Gloriosamente infatti si è glorificato.

Col tuo sangue, o Verbo, fermasti gli iniqui spargimenti di sangue e dalla sozzura della malizia purificasti la natura umana, o Onnipotente; perciò, noi salvati, glorifichiamo il tuo potere.

Stavrotheotokìon. La Vergine non sposata, vanto dei fedeli, vedendoti nella passione privo di bellezza, maternamente ti parlava e con affetto ti glorificava.

Canone della Theotòkos.

Acròstico alfabetico. Stesso irmòs.

Vergine incontaminata, gloriosa Maria piena di grazia, tu che procuri gioia, colma di divine grazie quanti divinamente t’inneggiano, affinché ti cantiamo un’ode grata.

Profondi i tuoi misteri, Madre di Dio! Poiché portando tra le braccia colui che le schiere di angeli non osano guardare, ti rivelasti Sovrana delle creature; perciò ti diciamo beata.

Tutta la stirpe dei mortali fu condannata alla corruzione della morte per l’assaggio dell’albero del progenitore; ma viene richiamata per te, Fanciulla, che generasti la vita incorruttibile.

Ode 3. Irmòs.

La creazione, vedendo appeso sul Calvario te, che senza appoggio hai sospeso tutta la terra sulle acque, si contraeva sbigottita e gridava: Non c’è santo all’infuori di te, Signore.

Vedendo crocifisso e col cuore trafitto te, che hai sospeso la terra sulle acque e riconoscendoti, luce di tutti, il sole si coprì di tenebra.

Il maligno che un tempo ferì Adamo in paradiso, Signore longanime, fu ferito inguaribilmente dai tuoi chiodi, mentre i fedeli venivano sanati dalle loro ferite.

Stavrotheotokìon. Vedendo colpito da lancia il frutto del tuo grembo, santissima Vergine, il tuo cuore fu trafitto e gemendo dicevi: E’ questa dunque la gratitudine di questo popolo, Figlio mio!

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Avendomi frodato con inganno un tempo col desiderio della divinizzazione, il nemico, o Madre di Dio, mi gettò sulla terra, ma Cristo ebbe compassione di me e mi riplasmò prendendo carne dal tuo grembo.

La sentenza della maledizione antica, per la tua mediazione, Madre di Dio, venne meno, poiché il Signore sommamente buono, apparso in te, purissima, fece scorrere la fonte copiosa della benedizione.

Ezechiele profeta ti previde come porta della vita che il solo Signore incarnato avrebbe oltrepassato lasciandola chiusa, o Vergine, dopo esser passato, come l’Altissimo stesso sa.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo, Avvacùm, il tuo divino annientamento sulla croce, sbigottito gridava: tu hai infranto la forza dei sovrani, o buono, unendoti agli abitanti dell’ade, nella tua onnipotenza.

Fermando lo slancio di una mano tesa verso l’albero e volendo salvare i morti, o Signore, con la tua immolazione sull’albero della croce hai fatto scorrere dal tuo seno per i malvagi la redenzione.

Hai subito la passione, Salvatore, per salvarci nella tua somma bontà dalle passioni irragionevoli; gusti il fiele tu, fonte di dolcezza divina e con la morte mi procuri la vita.

Stavrotheotokìon. Senza dolore ti ho partorito: come ora ti vedo avere a che fare col dolore? Come sopporti questo, Figlio eterno? Così gridava la Vergine: Glorifico la tua longanimità.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

O eletta tra tutte le generazioni, tu che sola superi ogni onore, splendente di virtù, Vergine pura, fa’ rifulgere del tuo chiarore i tuoi cantori.

Nel tuo casto grembo, Madre di Dio, verginalmente concepisti nella carne il Signore Dio e Salvatore, che da ogni male libera tutti i tuoi cantori, Vergine pura e piena di grazia.

Il coro degli angeli incorporei attornia il tuo divino Figlio in cielo e sulla terra la stirpe umana, o Madre di Dio, con affetto a te canta: rischiara i nostri cuori con i riflessi del tuo splendore.

Ode 5. Irmòs.

Veglio davanti a te, che per la tua compassione per il caduto senza mutare svuotasti te stesso e fino a subire passione, Dio Verbo impassibile. Concedimi la pace, o filantropo.

Sei apparso morto sul Cranio, tu che con la passione della tua carne uccidesti l’ade e sospeso alla croce non avevi più forma, né bellezza, o Cristo, volendo abbellire me come filantropo.

Per fermare le passioni del primo Adamo ti lasciasti inchiodare alla croce e con la lancia che trapassava il tuo fianco distogliesti, Signore, la spada infocata affinché i tuoi servi possano infine entrare.

Stavrotheotokìon. Germogliasti dalla radice di Iesse, o Fanciulla e come fiore porti l’agricoltore del mondo, che dissecca i germogli dell’errore con la pianta della croce, patendo nella sua carne per compassione.

Canone della Theotòkos. Vedendo Isaia.

La scala che saliva al cielo, apparsa in immagine a Giacobbe, è lo sbalorditivo prodigio del tuo concepimento, o sposa divina, per cui in effetti Dio dimorò fra noi per divina condiscendenza per ricondurci alla vita primitiva.

Liberati per te dal dolore materno, o Genitrice di Dio, siamo divenuti colmi di consolazione poiché tu hai concepito la gioia e la letizia di tutto il mondo; per le tue preghiere salva e serba da ogni pericolo, o Vergine benedetta, i tuoi cantori.

Iniziato ai tuoi misteri, in visione divina Mosé vide la tua immagine nel roveto incombusto nel fuoco poiché in te, divina sposa, che superi ogni creatura, dimorò senza bruciarti il Creatore.

Ode 6. Irmòs.

Fu preso Giona, ma non trattenuto nel ventre del mostro marino: poiché era figura di te, che hai patito e sei stato posto in una tomba, egli balzò fuori dal mostro come da un talamo e gridava alle guardie: Voi che custodite vanità e menzogne, avete abbandonato la misericordia che era per voi.

Incrociando le mani per benedire i suoi figli, Giacobbe prefigurò la tua santa croce: quando vi salisti, o altissimo Dio, liberasti la stirpe umana dall’antica maledizione e facesti splendere la benedizione su chi ti benedice, Creatore e Salvatore sommamente buono.

Prefigurando la tua passione, Mosé alzò un tempo il serpente di bronzo liberando quanti lo guardavano dal morso velenoso dei serpenti: per la tua crocifissione, infatti, o Verbo, tutti noi fedeli siamo liberati dalla malizia del serpente maledetto da Dio.

Stavrotheotokìon. Vedendo la crocifissione del pastore e Sovrano di tutti, l’agnella Madre gridava piangendo: Che cos’è, Figlio mio, questo mistero muovo, che cos’è questa morte che accetti di subire tu, per natura immortale, volendo però salvare dalla tomba i mortali?

Canone della Theotòkos.

Stesso irmòs.

Le figure della Legge, Vergine Madre di Dio e gli oracoli dei profeti palesemente mostrarono che avresti concepito il Salvatore di tutti e il benefattore di tutto il creato, che molte volte e in molti modi colmò di beni quanti con affetto e fede ti glorificano, o Sovrana pura.

Per l’inganno dell’omicida nemico di Dio i nostri progenitori furono allontanati dal paradiso, ma alle sue delizie tu, Madre di Dio, li riconduci generando il Salvatore e Signore, che, nella sua potenza divina, patì crocifissione e sepoltura.

Colui che dal non essere plasmò l’universo con la sua potenza creatrice e la sua volontà divina, uscì uomo e Dio dal tuo grembo, o pura Vergine, per rischiarare col suo divino splendore quanti un tempo stavano nelle tenebre dell’errore.

Ode 7. Irmòs.

Indicibile prodigio: colui che nella fornace ha liberato i santi fanciulli dal fuoco, è deposto in una tomba morto, senza respiro, per la salvezza di noi che cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Tremò di timore la terra, quando fosti condannato alla croce: il sole, vedendoti, sospese la sua luce; quanti erano nelle tenebre videro la luce della tua venuta cantando: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Colpito dalla canna e coronato di spine come un re, nella tua benevolenza hai patito oltraggi, o Salvatore, Cristo nostro Dio, al quale cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Stavrotheotokìon. Accetti la croce, diceva vedendoti la Madre di Dio, la mia anima è colma di dolore; tu muori, o eterno Figlio, donando la vita a quanti cantano: Dio redentore, tu sei benedetto.

Canone della Theotòkos.

Stesso irmòs.

Come regina vestita degli ornamenti dorati del tuo splendore, ti ha amato il tuo Figlio e Signore per salvare quanti a te inneggiano: Benedetto il frutto del tuo grembo, o pura.

Trovando una rosa pura tra le spine, o purissima, il Signore colmò di grazie profumate dello Spirito noi, che compunti inneggiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

I divini profeti, vedendo i segni del tuo concepimento divino, acclamavano con gioia, o purissima: Dio verrà dalla Vergine per liberare quanti a lui inneggiano: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Sbigottisci tremando, o cielo e si scuotano le fondamenta della terra: perché ecco, è annoverato tra i morti il Dio che è negli eccelsi ed è ospitato in una piccola tomba; fanciulli, beneditelo, sacerdoti, celebratelo, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Bevi il calice desiderato, o Cristo, per la passione della croce, versando dal tuo fianco vivifico per colui che morì per la costola, le fonti del perdono affinché a te inneggi: Sacerdoti, benedite, popolo esaltate per tutti i secoli.

Quando l’iniquo popolo ti condannò al supplizio della croce in mezzo ai criminali, tremò la terra e tutti con timore inneggiavano: Fanciulli, benedite, sacerdoti inneggiate, popolo esaltate per tutti i secoli.

Stavrotheotokìon. Dio eccelso e Figlio eterno, tu sopporti oltraggi, sputi e croce, colpito per scherno con la canna. Così gridava la Madre di Dio: Glorifico la tua magnanimità che i fanciulli benedicono, i sacerdoti inneggiano, i popoli esaltano per tutti i secoli.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

A Daniele, profeta divinamente ispirato, ti sei mostrato come monte non tagliato: poiché da te, fanciulla, senza mano d’uomo fu tagliata una pietra, Cristo, unico Dio, che i fanciulli benedicono, i sacerdoti inneggiano, i popoli esaltano per tutti i secoli.

Con inni gli strateghi di lassù sempre glorificano il tuo parto, o pura e a te, fanciulla sempre vergine, con gioia con noi inneggiano come Genitrice di Dio, che i fanciulli benedicono, i sacerdoti inneggiano, i popoli esaltano per tutti i secoli.

Coi raggi del tuo splendore, illumina ora quanti ti venerano come vera Madre di Dio, pura genitrice della luce, poiché apparisti dimora della luce, o Vergine a quanti con fede a te gridano: Salve, piena di grazia e glorificata per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Non piangere per me, Madre, vedendo nella tomba il Figlio che senza seme concepisti in grembo: perché io risorgerò e sarò glorificato e poiché sono Dio, senza sosta innalzerò nella gloria quanti con fede e affetto ti magnificano.

Per redimere dalla corruzione, nella tua bontà, colui che si era corrotto avendo mangiato il piacevole frutto dell’albero, o solo Salvatore, accettasti di essere crocifisso nella carne e messo a morte: e noi senza sosta cantiamo, o Gesù, la tua grande compassione e potenza.

O quali dolori sopportasti, disteso sulla croce, per sollevare me da terribili dolori, o Salvatore! E come, incoronato di spine hai strappato tutte le spine delle passioni! E come, abbeverato di aceto hai versato per noi un calice di letizia!

Stavrotheotokìon. Tu porti colui che tutto porta e tieni tra le mani come infante colui che ci strappò alla mano del nemico che ci osteggia, o Sovrana pura; e guardi, innalzato sul legno della croce, colui che ci strappò alla fossa del vizio.

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Tu sei soprannaturalmente divenuta, o Genitrice di Dio, colei che ci procura gioia eterna e vita, o pura, perché generasti il Salvatore di tutti, colui che veramente ha tolto ogni lacrima dalla faccia della terra e a tutti ha assegnato la gioia.

Davide tuo progenitore, salmeggiando, ti chiamò simbolicamente arca e Mosè, il veggente, urna d’oro della divina manna o pura, perché tu hai accolto in te, o Madre di Dio, colui che è sempre nel seno paterno: perciò con inni ti glorifichiamo.

Sei realmente più elevata di tutto il creato, poiché generasti nella carne il Dio delle creature: perciò ti abbiamo come protettrice, o Sovrana, come salda speranza e muro fortificato e speriamo di giungere, grazie a te, alla salvezza.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

La mia speranza è nella croce, o Cristo e gloriandomi in essa, esclamo: O Signore amico degli uomini, abbatti l’arroganza di chi non ti confessa come Dio e uomo.

Protetti dalla croce come da un muro, affrontiamo il nemico senza temerne le arti e le insidie: il superbo, infatti, è stato annientato e giace calpestato per la potenza di Cristo, confitto alla croce.

Martyrikòn. Signore, nella memoria dei tuoi santi, tutto il creato festeggia: esultano i cieli con gli angeli e la terra si allieta con gli uomini; per le loro suppliche, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sono stato confitto al legno come uomo e sono morto e nella tomba sono stato deposto come un mortale, ma come Dio, o Madre pura, o Vergine, di nuovo io risorgo nella gloria il terzo giorno.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Con le mani stese sul legno, abbracciasti tutte le genti che cantano la tua buona compassione, o Cristo nostro Dio.

Inchiodato volontariamente sul legno, o Cristo, col tuo potere spezzasti del tutto i pungiglioni del distruttore.

Martyrikòn. Deliziandovi dei supplizi, o atleti, diventaste degni della delizia del paradiso, pregando senza sosta per il mondo.

Gloria.

Signore, Padre e Figlio e Spirito coregnante, da tutte le pene strappaci.

E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendoti steso sulla croce, la Vergine gemeva piangendo; per le sue preghiere salvaci, Signore.

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Plagale II – Sabato – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Venerdì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 2. Degna di essere ignorata.

Strappa me, il condannato, alla geenna a me riservata, strappami al fuoco eterno, Giudice giustissimo; non permettere che sia travolto dalla tempesta che mi avversa, o Verbo; tremo, nella mia miseria, considerando la moltitudine delle mie colpe e mi getto davanti a te in lacrime e contrizione di cuore, o amico degli uomini, chiedendo la tua misericordia.

Chi non mi piangerà, trasgressore, per intemperanza, del comandamento del Sovrano? Io, venuto ad abitare l’ade, al posto del paradiso? Il cibo che mi era apparso dolce, si è mutato in fiele e mi sono reso estraneo alla gloria tua e degli angeli, o compassionevole: ma tu, come misericordioso Signore amico degli uomini, accoglimi pentito, per la tua grande misericordia.

Tutti gli addormentati con fede colloca, o datore di vita, nella terra dei viventi, nei luoghi sereni, nelle dimore eterne, dove la luce del tuo volto rifulge liberamente, dov’è delizia, gioia e pace, dimenticando le loro mancanze in opere, parole, pensieri nella tua grande bontà, o Sovrano.

Stichirà martyrikà autòmela.

Quanti per te subirono il martirio, o Cristo, sopportarono molti tormenti e nei cieli hanno ricevuto, integra, la corona, perché intercedano per le nostre anime.

I martiri atleti, opliti celesti, lottando sulla terra, sopportarono molte torture; per le loro preghiere e intercessioni, Signore, proteggici tutti.

La tua croce, Signore, era per i martiri arma invincibile: vedevano infatti la morte davanti e prevedendo la vita futura, sperando in te si rinvigorivano. Per le loro invocazioni abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi non ti dirà beata, Vergine santissima? Chi non inneggerà al tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, senza tempo rifulso dal Padre, egli stesso, ineffabilmente incarnato, uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, d’aver misericordia delle nostre anime.

Apòsticha. Martyrikòn.

I tuoi martiri, Signore, non ti rinnegarono, dai tuoi comandamenti non si allontanarono: per le loro preghiere, abbi pietà di noi.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Necròsima. Principio ed esistenza divenne per me il tuo comando creatore: volendo infatti formarmi essere vivente di natura visibile e invisibile, dalla terra plasmasti il mio corpo e mi desti un’anima col tuo divino soffio vivificante; perciò, o Salvatore, da’ riposo ai tuoi servi nella regione dei viventi, nelle tende dei giusti.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Divenne dolore per Adamo un tempo il frutto gustato dall’albero nell’Eden, quando il serpente vomitò il suo veleno: perché per lui entrò la morte che divora tutta la stirpe umana; ma il Salvatore con la sua venuta abbatté il drago e ci donò la risurrezione. Perciò a lui gridiamo: Sii indulgente, Salvatore, anche con quanti hai preso con te e da’ loro riposo con i giusti.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per l’intercessione di colei che ti partorì, o Cristo, dei tuoi martiri, dei tuoi apostoli, profeti, gerarchi, monaci e giusti e di tutti i tuoi santi, da’ riposo ai tuoi servi defunti.

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Plagale II – Sabato – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà

Resistenze di atleti nell’arena, tormenti inflitti ai martiri dai tiranni, mentre i cori degli incorporei assistevano, tenendo i premi della vittoria; i sapienti sbalordirono tiranni e re e abbatterono Beliar confessando Cristo: o tu che hai dato loro la forza, Signore, gloria a te.

I santi, sopportata una lotta da atleti e ricevuti da te i premi della vittoria, vanificarono i disegni degli iniqui e ottennero le corone dell’incorruttela; per la loro mediazione, o Dio, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che chiamasti Madre tua la benedetta, sei venuto alla passione di tuo libero volere, facendo luce sulla croce, perché volevi cercare Adamo e dicevi agli angeli: Rallegratevi con me, perché è stata ritrovata la dracma perduta. Tu che tutto disponi con sapienza, o Dio, gloria a te.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos

e i necròsima evloghitària.

La memoria dei tuoi santi, Signore, è divenuta paradiso in Eden: in essa infatti tutto il creato esulta; per le loro suppliche, concedici dunque la pace e la grande misericordia.

Necròsimo. Veramente vanità è il tutto e la vita è ombra e sogno: invano si agita ogni figlio della terra, come dice la Scrittura; quando avremo guadagnato il mondo, allora la nostra dimora sarà la tomba, dove si trovano insieme re e poveri. Da’ dunque riposo ai defunti, o Cristo Dio, nel tuo amore per gli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon. Speranza buona.

Potente protezione e rifugio dei figli della terra, Genitrice di Dio Maria, tu che partoristi nel tempo il Figlio e Verbo di Dio che è oltre il tempo, imploralo come Madre con fervore, con i profeti, i martiri e gli asceti divini, affinché salvi i defunti.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Con discorsi celebro gli operai del Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Il faraone visibile fu sprofondato con l’armata, mentre Israele attraversando il mare gridava: Cantiamo al Signore Dio poiché si è glorificato.

Svergognando con intelletto illuminato i tenebrosi tiranni che bestemmiavano la luce, i martiri, riportando vittoria, sapientemente si trasferirono presso la luce senza sera.

I gerarchi di Cristo, il coro dei beati, dei profeti e la moltitudine di tutti i giusti, irraggiati dalle forme delle virtù, giunsero alle dimore celesti.

Tutta la moltitudine delle donne si avvicinò a Dio, calpestando e uccidendo con virili pene il pessimo ingannatore di Eva e con cantici divini viene beatificata.

Necròsimo. O Cristo, che in principio plasmasti dalla terra l’uomo, ti preghiamo, dà riposo alle anime dei tuoi servi nelle tende dei giusti e in luoghi sereni, come sommamente buono.

Theotokìon. Più sacra dei cherubini e serafini, o pura, ti rivelasti generando il Creatore del creato: supplicalo senza sosta di aver compassione dei tuoi servi che ti glorificano.

Canone dei defunti. Acròstico: Un sesto canto rivolgo ai defunti. Poema di Teofane.

Ode 1. Dopo che Israele.

Nei talami celesti senza sosta i gloriosi martiri ti implorano, o Cristo; degnati di concedere i beni eterni ai fedeli che hai tolto dalla terra.

Ornando l’universo plasmasti me, l’uomo come essere intermedio tra la piccolezza e la grandezza: perciò dà riposo alle anime dei tuoi servi, o Salvatore.

Del paradiso cittadino e giardiniere in principio mi hai stabilito; dopo che trasgredii il tuo comando, mi hai cacciato; dà riposo, dunque, o Salvatore, alle anime dei tuoi servi.

Theotokìon. Colui che dal fianco plasmò un tempo la nostra progenitrice Eva, dal tuo grembo immacolato si riveste di carne e per essa, o pura, ha sciolto il potere della morte.

Ode 3. Irmòs.

Fondando il pensiero della mia anima, stabiliscila sulla pietra della tua fede, Signore, poiché ho te come rifugio e saldezza, o buono.

Soffrendo pene fisiche, gli atleti con gioia hanno scoperto le ricompense che ora mettono fine ai loro dolori e per grazia fanno smettere tutte le nostre pene.

Respingendo con mente risoluta le belve feroci, i divini gerarchi hanno scampato dalla loro malizia i greggi divini di Cristo.

Accettando volentieri il giogo di Cristo, il coro dei beati uccise il pensiero della carne e ottenne la vita eterna.

Necròsimo. Scampa dal fuoco eterno, o Cristo, quanti piamente hanno lasciato questa vita e dà loro remissione delle colpe e il gaudio eterno, o buono.

Theotokìon. Le donne che amarono Cristo, ora con pensiero gioioso danzando attorniano te, che ineffabilmente lo generasti, Sovrana purissima.

Canone dei defunti.

Non c’è santo come te.

Lealmente lottarono i tuoi martiri, o datore di vita e da te furono insigniti della corona di vittoria e intercedono affinché i fedeli trapassati ottengano la redenzione eterna.

Ammaestrasti me sviato prima per mezzo di molti prodigi e segni, infine hai svuotato te stesso e, come compassionevole, mi hai cercato, trovato e salvato.

A quanti a te affidarono la fragilità di questa vita, concedi, Signore, di abitare con gioia nelle dimore eterne, giustificandoli per la fede e per la grazia.

Theotokìon. Nulla è puro come te, purissima Madre di Dio: tu sola infatti dai secoli concepisti in grembo il Dio vero, che scioglie il potere della morte.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, ho compreso le tue opere e mi sono sbalordito; gloria alla tua potenza, Signore.

Vedendo calpestato sotto i loro piedi il superbo, gli atleti ritti in piedi grati glorificavano il Creatore di tutto.

Armati di splendide parole, i gerarchi salvarono gli uomini dalla tenebra dell’errore, guidandoli alla luce della conoscenza.

Apparvero come carboni per la fervente unione col divino e bruciando le passioni, i beati grandemente sono glorificati.

Necròsimo. O Signore, che hai potere sui vivi e sui morti, dà riposo ai defunti con tutti coloro che ti furono graditi, o Sovrano.

Theotokìon. Indossando ineffabilmente da te, purissima, una carne, il Signore gradì l’assemblea delle donne che virilmente lottarono.

Canone dei defunti. Cristo è mia forza.

Mostrando loro i segni d’una più alta Sapienza e della tua bontà generosissima, Signore, hai annoverato i santi martiri tra gli angeli del cielo.

Rendi degno colui che da qui è trapassato, o Cristo, di ottenere la tua gloria ineffabile, là dove è la voce dei festanti e la dimora della gioia pura.

Colui che inneggia il tuo dominio divino e che dalla terra hai preso, accoglilo rendendolo figlio della luce e purificandolo dalla macchia del peccato.

Theotokìon. Ciborio purissimo, tempio incontaminato, arca santissima, luogo verginale della santificazione, il Sovrano ha scelto te, gloria di Giacobbe.

Ode 5. Irmòs.

Tu che invii la luce nel mondo, o Cristo, illumina il mio cuore: dalla notte grido a te e tu salvami.

Indossando la veste tinta dalla grazia dall’alto, spogliaste il nemico, o atleti.

Con i santi profeti onoriamo i gerarchi di senno divino e i beati che furono graditi a Dio.

Dai confini dell’universo, o martiri, lottando gridavate e Cristo udì la vostra voce.

Necròsimo. Degnati, Signore, di collocare nelle tende dei giusti i tuoi servi fedeli, senza tener conto alcuno dei peccati commessi in vita.

Theotokìon. Mostrati nostra liberatrice dal danno del nemico, o Sovrana, supplicando Cristo, l’unico compassionevole.

Canone dei defunti.

Col tuo divino splendore.

Come sacri olocausti e primizie del genere umano i santi martiri furono immolati al Dio che li ha glorificati e sempre ci ottengono la salvezza.

Dell’abitazione celeste e dell’eredità dei tuoi doni rendi degni, o Sovrano, i tuoi servi già addormentati, concedendo la liberazione dalle colpe.

O unico che per natura doni la vita e che realmente sei insondabile oceano di bontà, rendi degni del tuo regno i defunti, tu che solo sei immortale, o compassionevole.

Theotokìon. Colui che è nato da te, o Sovrana, è divenuto forza e inno e salvezza dei perduti, strappando dalle porte degli inferi quanti ti beatificano con fede.

Ode 6. Irmòs.

Inghiottito dal mostro del peccato a te grido, o Cristo: Come il profeta liberami dalla corruzione.

Nelle onde divine del sangue sprofondaste i nemici spirituali, irrigando però i cuori dei fedeli, o atleti.

Crocifiggendovi al mondo con la passione, o santi sapienti con i gerarchi, diveniste degni della divina gloria.

Il coro dei profeti e il consesso delle venerabili donne che splendidamente lottarono, giustamente sono beatificati.

Necròsimo. Dà riposo, o Dio, con i tuoi eletti alle anime di chi già si è addormentato, trascurando le loro colpe.

Theotokìon. Generando nella carne Cristo, uccidi le passioni della mia carne e vivifica la mia anima con la tua mediazione, o Vergine.

Canone dei defunti. Vedendo l’oceano.

Alla croce inchiodato, o buono, a te associasti i cori dei martiri imitatori della tua passione: perciò ti imploriamo, dà riposo a quanti sono a te trapassati.

Quando verrai fra nubi, terribile nella tua tremenda gloria, a giudicare l’universo, compiàciti, o Redentore, d’incontrare nella luce i tuoi servi fedeli, che hai preso dalla terra.

Fonte di vita hai fatto uscire con la tua forza divina, i prigionieri, o Sovrano, tu che prendi i tuoi servi fedeli che con fede in te si rifugiano, falli dimorare nelle delizie del paradiso.

Theotokìon. Alla terra siamo tornati trasgredendo il divino comando di Dio: per te, però, o Vergine, dalla terra al cielo siamo stati innalzati, sconfiggendo la corruzione della morte.

Ode 7. Irmòs.

Tu che ascoltasti l’inno dei tuoi tre santi fanciulli e hai refrigerato la fornace, benedetto sei tu, Signore.

Onoriamo melodiosamente gli atleti di Cristo che hanno spento la fiamma del terribile ateismo con la pioggia del sangue.

I nobili gerarchi, dissolvendo l’inverno delle eresie, si sono trasferiti nella primavera divina.

Con molta pazienza vi arricchiste della grazia dello Spirito, o asceti e annientaste l’arroganza dei malvagi.

Necròsimo. Come filantropo, o compassionevole, rendi degni i trapassati da questa vita di ereditare per fede il porto delle delizie.

Theotokìon. Colui che ti mostrò vergine anche dopo il parto, o pura, ha voluto che fossi accompagnata dai cori delle sante donne.

Canone dei defunti. Rugiada nella fornace.

Liberati per il tuo sangue dal peccato originale i martiri, lavati nel proprio sangue raffigurano sapientemente la tua uccisione: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

L’insuperbita morte uccidesti, o Verbo principio assoluto di vita: accogli anche ora quanti si sono addormentati con fede cantando e dicendo, o Cristo: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

Tu che hai animato me, l’uomo, col soffio divino, tu che sei principio divino assoluto, del tuo regno rendi degni i defunti, o Sovrano, affinché a te Salvatore, cantino: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Più sublime di tutto il creato, o purissima, divenisti concependo il Dio che ha sfondato le porte della morte e ne ha spezzato le sbarre; perciò, o fanciulla, noi fedeli ti inneggiamo come Madre di Dio.

Ode 8. Irmòs.

I tuoi santi fanciulli nella fornace imitarono i cherubini gridando l’inno trisagio: Benedite, inneggiate ed esaltate il Signore.

Attraversando con coraggio la tempesta delle torture, i divini martiri guadagnarono profonda serenità nel regno superno.

Inneggiamo le donne amiche di Dio che servirono il Creatore nell’ascesi e nel martirio, divenendo intercessori presso il Signore e Sovrano di tutti.

Necròsimo. Inneggiamo i giusti da secoli, i divini profeti e gridiamo con compunzione: Per le loro preghiere, o Verbo, dà riposo a quanti trapassarono con fede.

Theotokìon. Il coro delle donne ti predilige; dietro di te fu condotto al Sovrano di tutti proclamandoti beata a una voce, o Vergine illibata, che stai presso Dio.

Canone dei defunti. Dalla fiamma.

Avendo fermamente lottato, foste insigniti della corona della vittoria, o martiri di Cristo, gridando, o atleti: Ti inneggiamo, o Cristo, nei secoli.

Ai fedeli che santamente lasciarono questa vita e presso di te, Sovrano, si trasferirono, degnati benevolmente di dar riposo, tu che sei compassionevole, mentre a te inneggiano, o Cristo per i secoli.

Compiàciti di accogliere ora, o Salvatore, nella terra dei giusti tutti quelli che si sono già addormentati, giustificando per la fede in te e per la grazia quanti ti inneggiano per tutti i secoli.

Theotokìon. Tutti ti diciamo beata, o beatissima, tu che generasti per noi nella carne il Verbo celeste e beato che noi inneggiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Tu che hai accolto il salve dell’angelo e hai partorito, o Vergine, il tuo Creatore, salva quelli che ti magnificano.

Sacrifici puri offerti al Sovrano, martiri vittoriosi, pregatelo di salvare le nostre anime.

Come pastori, o gerarchi, avete fatto pascolare i fedeli sull’erba verde dell’ortodossia e ora avete preso dimora nell’ovile divino.

Con i santi gerarchi, i profeti e il coro delle donne che hanno lottato, diciamo beati i cori dei monaci.

Necròsimo. Fa’ degni i defunti, o misericordiosissimo, di ottenere l’eterna letizia a cui hanno parte le folle dei santi.

Theotokìon. Tu che partoristi la luce, illumina, o Vergine, l’anima mia, fugando, o pura, la densissima tenebra del peccato.

Canone dei defunti. Impossibile per gli uomini.

La speranza fortificò i martiri e fervidamente li trasportò verso il tuo amore, prefigurando a costoro la futura tua pace realmente immutabile, della quale ti preghiamo di render degni, o buono, i defunti.

Compiàciti, o Cristo, di far trovare ai defunti con fede la tua luce splendida e il riposo nel seno di Abramo, tu che solo sei misericordioso e dona loro di esser degni della beatitudine eterna.

Tu che per essenza sei buono e compassionevole e vuoi misericordia, o abisso di compassione, quanti da questo luogo di cattiveria e dall’ombra della morte, o Salvatore, hai trasferito, collocali là dove risplende la tua luce.

Theotokìon. Tenda santa, arca pura e tavola della legge della grazia ti riconosciamo: per te infatti viene donata remissione a quanti sono stati giustificati dal sangue di colui che ha preso carne dal tuo grembo, o purissima.

Stichirà martyrikà delle lodi. Tono pl. 2.

Signore, nella memoria dei tuoi santi, tutto il creato festeggia, esultano i cieli con gli angeli e la terra si allieta con gli uomini; per le loro suppliche abbi pietà di noi.

Signore, se non avessimo i tuoi santi come intercessori e la tua bontà che ci compatisce, come oseremmo, Salvatore, cantare te, che gli angeli benedicono senza sosta? O conoscitore dei cuori, risparmia le nostre anime.

La memoria dei martiri è esultanza per chi teme il Signore: poiché essi, dopo le lotte per Cristo, ricevettero da lui le corone e ora intercedono con sicurezza per le nostre anime.

Ha reso mirabili il nostro Dio gli eletti e i santi: esultate e rallegratevi, voi tutti suoi servi, perché ha preparato per voi la sua corona e il suo regno; ma, vi preghiamo, non dimenticatevi di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu sei il nostro Dio, che con sapienza crei e colmi l’universo; inviasti i profeti, o Cristo, a profetizzare il tuo avvento e gli apostoli a predicare le tue meraviglie; e gli uni profetizzarono la tua venuta, gli altri, con il battesimo, illuminarono le genti e patendo da martiri raggiunsero ciò che desideravano; il coro degli uni e degli altri con la tua Genitrice ti prega: Dona il riposo, Signore, alle anime che hai preso con te e facci degni del tuo regno, tu che per me, il condannato, ti sei sottoposto alla croce, o mio Redentore e Dio.

Apòsticha delle lodi, necròsima.

Poema di Teofane. Riposta nei cieli.

Tu, la cui compassione per noi è incomprensibile e possiedi la fonte inesauribile della bontà divina, misericordiosissimo, fa’ abitare nella terra dei viventi, nelle tende amabili e desiderabili, quanti trapassarono, a te, Sovrano, donando loro il possesso che rimane in eterno: poiché tu per tutti hai versato il tuo sangue, o Cristo e riscattasti il mondo con un prezzo vivificante.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Volontariamente subisti una morte vivificante, facesti zampillare la vita e donasti ai fedeli il gaudio eterno: ivi colloca quanti si addormentarono nella speranza della risurrezione, perdonando con bontà tutte le loro colpe, perché tu solo sei senza peccato, tu solo buono e amico degli uomini, affinchè tramite tutti si inneggi al tuo nome, o Cristo e i salvati glorifichino la tua economia.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Riconoscendoti, o Cristo, signore dei vivi e sovrano dei morti per potestà tearchica, noi ti imploriamo: Ai tuoi servi fedeli passati a te, solo benefattore, da’ riposo con i tuoi eletti, o amico degli uomini, in luoghi di refrigerio, tra gli splendori dei santi: perché tu ami la misericordia e come Dio salvi quanti a tua immagine plasmasti, o misericordiosissimo.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Ti sei mostrata dimora degna di Dio, o santissima: accogliesti infatti Dio e generasti Cristo, o ignara di nozze, come mortale visibile in due nature, ma in una sola ipòstasi. Implora dunque l’unigenito e primogenito, che ti serbò vergine inviolata anche dopo il parto, di dare riposo nella luce, nella gioia pura e nella beatitudine, alle anime di quanti con fede si addormentarono.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Ricordati di me, o Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami come unico filantropo.

Tu che glorificasti i profeti, i beati e i giusti, per le loro preghiere, Signore filantropo, salvaci.

Non temevate, o atleti, fuoco, spada, tormenti, rendendovi degni della vita senza fine, o gloriosi.

Necròsimo. Con tutti i santi e i giusti colloca, o Verbo, i trapassati con fede dalle cose effimere affinché ti glorifichiamo.

Gloria.

Onnipotente Triade inneggiata nella Monade, colloca nel seno di Abramo quanti con fede hai trasferito dalla terra.

E ora. Theotokìon.

Apparisti beata in tutte le generazioni, poiché concepisti inesplicabilmente il Dio veramente beato, o pura.

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Plagale II – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Pl. 2

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono pl. 2.

È veramente degno benedirti, Madre di Dio, poiché nel grembo tuo purissimo scese colui che creò tutto; senza cambiare la propria natura, si fece carne, non simulando la sua opera di salvezza, ma alla carne dotata di anima e ragione, presa da te, e da lui sussistente, si unì ipostaticamente e noi fedeli distinguiamo le due nature manifestate; imploralo, o santissima venerabile, di inviarci la pace e la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Gli angeli nei cieli, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Ciò che un tempo con giuramento aveva promesso al tuo antenato, il Dio al di là di tutti i tempi ultimamente l’ha adempiuto uscendo dal tuo grembo incontaminato; davvero da te è sorto il Signore che tiene nella mano i confini dell’universo: fa’ che anche a me mostri il suo favore e che nell’ora del giudizio ottenga per mezzo dell’esaltazione delle virtù e della morte delle passioni il regno dei cieli, o Vergine Maria.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Isaia profeta vide da lontano, nella purezza del suo spirito, che tu dovevi partorire l’autore di tutto il creato, poiché tu sola, Vergine purissima, ti rivelasti impeccabile nei secoli; per questo ti prego di purificare il mio cuore da ogni sporcizia, di farmi partecipare allo splendore divino del tuo Figlio e di farmi stare alla sua destra quando siederà, com’è scritto, per giudicare tutto il mondo.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Col tuo parto, o Vergine, apparve la distruzione della morte, poiché divenisti dimora della vita immortale: per questo, ti prego, traimi dagli antri dell’ade, in cui mi hanno fatto scendere le passioni e con la tua mano guidami alla gioia della vita, verso la ricompensa dei beati e rendimi degno della felicità divina e imperitura, là dove sono le delizie eterne e la luce senza tramonto.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Venite, popoli tutti, con canti di gioia celebriamo la Vergine santissima, la Madre di Dio, crogiuolo della natura umana e dimora dove furono forgiate inaudite meraviglie, poiché in lei si realizzano cose nuove: l’atemporale inizia nel tempo, il Verbo divino prende lo spessore della carne, Dio stesso si fa uomo affinché l’uomo diventi Dio, senza modificare le nature, ma unendole nella sua ipostasi; poiché da due contrari deriva l’uno, facendosi conoscere in due nature perfette senza divisione, secondo ciascuna natura: nella sua volontà e nei suoi atti, noi lo crediamo, egli è in tutta verità, per l’economia divina della redenzione, il medesimo Cristo nostro Dio, che concede al mondo la pace, il perdono e la grande misericordia.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono pl. 2.

Possedendo, o Cristo, la vittoria sull’ade, salisti sulla croce per risuscitare con te quanti siedono nella tenebra della morte, o libero tra i morti, che dalla tua propria luce fai zampillare vita. Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Oggi Cristo, calpestata la morte, è risorto come ha detto e al mondo ha donato l’esultanza, affinché tutti acclamando così inneggiamo: Fonte della vita, luce inaccessibile, onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Dove, noi peccatori, fuggiremo da te, Signore, che sei in tutto il creato? In cielo? Là tu dimori. Nell’ade? Tu hai calpestato la morte. Nelle profondità del mare? Là è la tua mano, Sovrano; in te ci rifugiamo, ai tuoi piedi ci gettiamo, te supplichiamo: O risorto dai morti, abbi pietà di noi.

Altri Stichirà, anatolikà.

Nella tua croce, o Cristo, ci gloriamo e la tua risurrezione celebriamo e glorifichiamo: perché tu sei il nostro Dio, fuori di te altro dio non conosciamo.

Benedicendo in ogni tempo il Signore, celebriamo la sua risurrezione: perché egli si è sottoposto alla croce e con la morte ha distrutto la morte.

Gloria alla tua potenza, Signore, perché hai distrutto colui che ha il potere della morte e ci hai rinnovati con la tua croce, donandoci immortalità e vita.

La tua sepoltura, Signore, infranse, spezzandole, le catene dell’ade e la risurrezione dai morti illuminò il mondo. Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi non ti dirà beata, Vergine santissima? Chi non inneggerà al tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, senza tempo rifulso dal Padre, egli stesso, ineffabilmente incarnato, uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, d’aver misericordia delle nostre anime.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono pl. 2.

Gli angeli nei cieli cantano la tua risurrezione, Cristo Salvatore: rendi degni anche noi sulla terra di darti gloria in purezza di cuore.

Gli alfabetici.

Infrante le porte di bronzo e spezzate le sbarre dell’ade come Dio onnipotente, risollevasti la stirpe umana dalla caduta; per questo anche noi inneggiando acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Volendo Cristo risollevarci dalla corruzione antica, fu confitto alla croce e deposto in una tomba; le mirofore lo cercavano in lacrime e lamentandosi dicevano: Oh, Salvatore di tutti, come dunque accettasti di dimorare in una tomba? E come dalla tua volontaria dimora fosti rapito? Come fosti rimosso? Quale luogo ha nascosto il tuo corpo vivificante? Secondo la tua promessa, Sovrano, manifestati dunque a noi e fa’ cessare il gemito e le lacrime. Ma mentre si lamentavano, un angelo gridò loro: Cessate il lamento e dite agli apostoli che è risorto il Signore per donare al mondo il perdono e la grande misericordia.

Crocifisso perché lo hai voluto, o Cristo e depredata la morte con la tua sepoltura, sei risorto il terzo giorno come Dio, nella gloria donando al mondo la vita senza fine e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il mio Creatore e Redentore, Cristo Signore, procedendo dal tuo grembo, o purissima, rivestendosi di me, liberò Adamo dalla maledizione antica, per questo senza sosta a te, veramente Madre di Dio purissima e Vergine, gridiamo il saluto dell’angelo: Salve, Sovrana, avvocata, protezione e salvezza delle nostre anime.

Tono pl. 2. Apolytìkion.

Le angeliche potenze * erano vicino al tuo sepolcro * ed i custodi * divennero come morti * e stava Maria alla tomba * cercando il tuo corpo immacolato: * Hai spogliato l’ade, * senza esserne tentato, * sei andato incontro alla Vergine, * donando la vita. * O risorto dai morti, * Signore, gloria a te.

Theotokìon.

Tu che chiamasti benedetta la Madre tua, sei venuto alla passione di tuo libero volere facendo luce sulla croce, perché volevi cercare Adamo e dicevi agli angeli: Rallegratevi con me, perché è stata ritrovata la dracma perduta; tu che tutto disponi con sapienza o Dio, gloria a te.

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Plagale II – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Pl. 2

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Il sesto inno offro a Te, Divinità. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.

Tre ipòstasi di divina maestà, unica natura, forma immutabile, Dio buono amico degli uomini, che ci dona la propiziazione delle colpe, celebriamo.

O Signore, unico sovrasostanziale e rifulgente in tre caratteri, pur esistendo in unica divinità, rendici intelligenti e degni della tua illuminazione divina.

Paolo che rivestì dell’abito nuziale la Chiesa dei gentili, c’insegnò ad adorare te, unico Dio in tre ipòstasi, dal quale, per il quale e nel quale tutte le cose esistono.

Theotokìon. Dal tuo grembo provenne, Madre di Dio, il sole spirituale, illuminandoci con gli splendori della trilucente Divinità; e piamente inneggiando a lui, proclamiamo te beata.

Ode 3. Non c’è santo.

Dio trifulgido, adornando le schiere celesti, le disponesti perché ti cantassero con le parole del trisagio: con loro accogli pure noi, che alla tua bontà inneggiamo.

Inneggiando all’unica, sola, immutabile, triplice e uguale divina Maestà, con fervore ti supplichiamo di concederci ora la remissione dei molti peccati.

O Padre, mente senza principio, Verbo di Dio uguale a lui e Spirito divino, buono e benigno, custodisci nella tua pietà chi con fede inneggia alla tua potenza.

Theotokìon. Fece scomparire la piaga di corruzione il mio Dio fattosi vero uomo nel tuo grembo, o Pura ed egli solo liberò i progenitori dall’antica condanna.

Kathisma Triadico. Colei che per noi.

Signore Dio, guarda dal cielo, vedi la nostra miseria e commuoviti, tu che sei bontà somma, misericordioso amico degli uomini; da nessuna parte infatti speriamo di ottenere la remissione dei peccati commessi; perciò sii con noi e nessuno è contro di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Signora pura, guarda dal cielo, vedi i dolori delle nostre ferite e commuoviti, o Purissima e guarisci le scottature della nostra coscienza con la rugiada della tua compassione e dichiara ai tuoi servi: io sono con voi e nessuno è contro di voi.

Ode 4. Cristo, mia forza.

Innalza la mente, o Monade trifulgida e solleva presto anima e cuore di quanti a te inneggiano a rendili degni della tua luce e del tuo splendore.

Mutami e trasformami da ogni malvagità alla virtù, o Trinità, sola immutabile e inalterabile e rischiarami con i tuoi fulgori.

Dopo averle pensate sapientemente, costituisti le schiere degli angeli a servizio della tua bontà, o Monade in tre persone; con esse accogli la mia lode.

Theotokìon. Dio, increato per natura ed eterno, assunse la natura creata degli uomini e ne prese la forma nel tuo santo grembo, Madre di Dio sempre vergine.

Ode 5. Col tuo divino fulgore.

Noi pensando che la divina Maestà dall’eternità ha preveduto e mantenuto in esistenza tutte le cose ed è una e trisplendente, vegliamo chiedendo remissione delle colpe a te, Signore.

Padre senza principio e Dio, Figlio coeterno, Spirito santo, conforta o Trinità dell’unica maestà, quanti ti inneggiano e liberali da ogni assalto e tribolazione.

Dirigendomi con i tuoi potenti fulgori, guidami sempre al compimento del beneplacito della tua trisipostatica Divinità, o sole della gloria e fammi partecipe del tuo regno divino.

Theotokìon. Tu che tutte le cose porti e conservi con la tua mano onnipotente, custodisci e conserva quanti ti glorificano, per l’intercessione della tua genitrice, la Madre di Dio.

Ode 6. Vedendo il mare della vita.

Sapienza e intelligenza, o divina trifulgente Maestà dona ai tuoi che ti inneggiano e con i raggi della splendida bellezza della tua bontà, degnati di illuminarli tutti (2).

Luce indivisibile per essenza, trifulgente, onnipotente, inaccessibile, illumina i cuori di quanti con fede lodano la tua potenza e falli volare al divino amore.

Theotokìon. In te prese dimora, o sempre Vergine, il Signore che contiene l’universo e insegnò agli uomini ad adorare l’unica trifulgida natura della Divinità.

Kathisma Triadico. Colei che per noi.

Padre e Figlio con lo Spirito santo, misericordioso, guarda a noi fangosi, che con fede con gli esseri fiammeggianti ti adoriamo, poiché non conosciamo altri all’infuori di te; e proclama ai tuoi cantori: io sono con voi e nessuno sarà contro di voi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Guarda a noi, Madre di Dio, degna d’ogni lode, irradia la luce nei cuori tenebrosi e illumina il tuo gregge, o Pura; poiché ciò che vuoi lo puoi, come Madre del tuo Creatore; e proclama ai tuoi supplici: Io sono con voi e nessuno sarà contro di voi.

Ode 7. Tutta rugiadosa.

Dammi una mente salda, o Monade trifulgente nelle ipòstasi, per custodire e praticare i divini comandamenti e sempre cantare a te con fede: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Tu che sei celebrato per unicità di natura e ineffabilmente unico porti il numero della Trinità, conserva tutti noi dalle svariate prove e tribolazioni.

Coerente e coeterno noi glorifichiamo te, Dio uno per la sostanza, senza confusione delle proprietà personali, Trinità, che nell’immutabilità della forma metti in evidenza la diversità.

Theotokìon. II Dio sovrasostanziale, o Pura, assunse dal tuo casto grembo il nostro impasto per amore degli uomini e insegnò a tutti a proclamare: benedetta sei tu, che concepisti Dio in carne.

Ode 8. Dalla fiamma.

Concedimi presto propiziazione delle colpe e liberazione dalle molteplici passioni, o Triade conforme e Monade trisipostatica, affinché io ti glorifichi per tutti i secoli.

Si annunzia che tu ami far misericordia, o Dio misericordioso: abbi pietà, o Monade trifulgente e Triade consustanziale, di tutti quelli che glorificano la tua magnificenza.

Da luce eterna luce coeterna, Verbo generato dal Padre con lo Spirito, luce procedente, con fede ti glorifichiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Theotokìon. Un medico per gli uomini partoristi, o Pura, l’onnipotente Verbo, Cristo Signore, che guarisce dalla piaga dei progenitori quanti lo esaltano per i secoli.

Ode 9. Impossibile agli uomini.

Le schiere dei Cherubini, o Signore, incapaci di fissare la gloria della tua bellezza, coprendosi con le ali proclamano senza sosta l’inno trinitario e glorificano la potenza trisipostatica della tua unica maestà divina.

I tuoi fulgori, sole trisipostatico senza tramonto, concedi ai cuori dei tuoi servi e illumina le anime e libera dalle molte colpe, o unico misericordiosissimo e rendici degni della tua eterna vita.

Tu che sei luce di pari onore e trisolare, fulgente Divinità, risplendi su quanti con fede ti cantano e liberali da energie tenebrose e malvagie, rendendoli degni, per la tua grande bontà, delle tue fulgidissime dimore.

Theotokìon. Sapientemente un tempo il Figlio tuo, o Vergine, plasmò l’uomo e rovinato lo riplasmò per tuo mezzo, o degna d’ogni lode, colmando dello splendore senza tramonto della luce divina tutti quelli che con fede glorificano te, vera Madre di Dio.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kathismata anastàsima. Tono pl. 2.

La tomba aperta e l’ade gemente, Maria gridava agli apostoli nascosti: Uscite, operai della vigna, annunziate la risurrezione: È risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.

Gloria.

Signore, stava presso la tua tomba Maria Maddalena gridando nel pianto e credendoti il giardiniere diceva: Dove hai posto l’eterna vita? Dove hai nascosto colui che siede sul trono di cherubini? Infatti, quanti lo custodivano per il timore tramortirono; datemi il mio Signore, oppure con me acclamate: Tu che sei tra i morti e risuscitasti i morti, gloria a te.

E ora. Theotokion.

Gedeone preannuncia il tuo concepimento e Davide interpreta il tuo parto, casta e pura Madre di Dio: come pioggia sul vello scese infatti il Verbo nel tuo grembo e tu, terra santa, senza seme germogliasti la salvezza del mondo, Cristo Dio nostro, o piena di grazia.

Dopo la seconda sticologia, altri kathismata.

La vita giaceva nella tomba e sulla pietra era posto il sigillo: come re addormentato i soldati custodivano Cristo, ma colpiti di cecità i suoi nemici, è risorto il Signore.

Gloria.

Giona preannuncia la tua sepoltura e Simeone parla della tua divina risurrezione, o immortale Signore: scendesti infatti come morto nella tomba, tu che spezzasti le porte dell’ade, ma, come Sovrano, risorgesti libero da corruzione per la salvezza del mondo, o Cristo nostro Dio, illuminando quanti sono nelle tenebre.

E ora. Theotokion.

Madre di Dio Vergine, implora il Figlio tuo, volontariamente confìtto in croce e risorto dai morti, Cristo nostro Dio, di salvare le anime nostre.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Con la tua morte volontaria e vivificante, o Cristo, infrante, come Dio, le porte dell’ade, ci hai aperto il paradiso antico e risorgendo dai morti, hai liberato dalla corruzione la nostra vita.

Anavathmi. Antifona 1.

Sollevo i miei occhi al cielo, verso di te, o Verbo: abbi pietà di me, perché io viva per te.

Abbi pietà di noi disprezzàti e rendici utili vasi tuoi, o Verbo.

Gloria. E ora.

Il santo Spirito è principio universale di salvezza: se soffia su qualcuno, secondo la sua misura, ben presto lo strappa alle cose della terra, gli dà ali, lo fa crescere, lo pone in alto.

Antifona 2.

Se il Signore non fosse stato con noi, nessuno di noi avrebbe resistito alle astuzie del nemico: dopo questo infatti i vincitori vengono innalzati.

Non sia afferrata dai loro denti la mia anima, o Verbo, come un passerotto; ahimè, come sarò liberato dai nemici, io che amo il peccato?

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito è data a tutti divinizzazione, volontà buona, intelligenza, pace e benedizione: egli opera come il Padre e come il Verbo.

Antifona 3.

Quanti confidano nel Signore sono terribili per i nemici e per tutti ammirabili, perché in alto essi guardano.

L’eredità dei giusti non fa protendere loro le mani all’iniquità, perché hanno come protettore te, Salvatore.

Gloria. E ora.

Del santo Spirito è il dominio su ogni cosa: le schiere superne, con ogni spirito quaggiù, lo adorano.

Prokimenon.

Signore, desta la tua potenza e vieni a salvarci.

Stico. Tu che pasci Israele, volgiti.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Con le mani stese sulla croce colmasti l’universo del beneplacito del Padre, Gesù buono: per questo tutti a te cantiamo un inno di vittoria.

Con timore, come una serva, la morte al tuo comando si accosta a te, Sovrano della vita, che per mezzo suo a noi assegni in premio la vita senza fine e la risurrezione.

Theotokion. Accogliendo, come volle, il tuo Creatore, che, oltre ogni comprensione, dal tuo grembo senza seme si incarnava, o pura, realmente divenisti sovrana delle creature.

Canone stavroanastàsimo. Colui che un tempo.

Al tribunale di Pilato vuol presentarsi con ingiusto giudizio come reo, schiaffeggiato in volto da mano iniqua, Dio giudice, per il quale tremano terra e cieli.

Stendesti le tue divine palme sull’immacolata e vivifica croce e radunasti le genti alla tua conoscenza per adorare la tua gloriosa crocifissione, Sovrano Signore, Salvatore.

Stavrotheotokìon. Stava ritta presso la croce, mandando fonti di lacrime, la purissima, guardando le gocce del tuo sangue sgorganti dal tuo fianco, Cristo Salvatore e glorificando la tua incomprensibile compassione.

Canone della Madre di Dio. Acrostico: Madre di Dio, dammi la tua grazia copiosa.

Dopo che Israele.

Eva, partecipando del cibo dell’albero proibito provocò la maledizione, ma tu, pura, la dissolvesti concependo Cristo, primizia di benedizione.

Concepisti per divino fulgore Cristo, perla preziosa: disperdi, o pura, la nebbia delle mie passioni e il tumulto delle colpe con la luce del tuo splendore.

Giacobbe previde l’attteso delle genti, Dio misticamente incarnato da te, scorgendolo con occhi spirituali liberarci per tua intercessione.

Cessati i capi delle tribù di Giuda, o purissima, procedendo sovrano, Dio tuo Figlio, davvero ora regna fino ai confini della terra.

Ode 3. Irmòs.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Vedendo Dio crocifisso nella carne, il creato si disgregava per il timore, ma con forza veniva sorretto dalla mano che tutto sostiene del crocifisso per noi.

La morte, distrutta dalla morte, giace misera senza respiro: non sostenendo il divino assalto della vita, resta ucciso il forte e a tutti è donata la risurrezione.

Theotokion. Il prodigio del tuo parto divino, o pura, supera ogni ordine di natura: perché oltre natura concepisti in grembo Dio e generando resti sempre Vergine.

Canone stavroanastàsimo. La creazione vedendo.

Passati tre giorni nella tomba, con il tuo vivifico risveglio rialzasti i morti da tempo: sciolti dalla condanna lietamente esultavano gridando: Ecco, sei venuto, Signore redentore.

Gloria alla tua risurrezione, Salvatore nostro: nella tua onnipotenza infatti ci liberasti dalla corruzione dell’ade e dalla morte e cantando diciamo: non c’è santo all’infuori di te, amico degli uomini.

Stavrotheotokìon. Vedendo il nato da te trafitto dalla lancia, fosti trafitta nel cuore, Santissima purissima e stupita dicevi: Come ti ha ricambiato, o Figlio, un popolo iniquo?

Canone della Madre di Dio. Non c’è santo.

La mia caduca carne mortale, santissima Madre di Dio, dal tuo grembo in modo inesplicabile prese il Buono e, resala immortale, a sé la unì eternamente.

Contemplando Dio in te incarnato, Vergine, stupirono e temettero i cori degli angeli e come Madre di Dio ti cantano con inni incessanti.

Vedendo te, monte spirituale, Daniele profeta stupì: da te fu staccata una pietra senza che mano umana la toccasse e potentemente frantumò gli altari dei demòni, Madre di Dio.

Ode 4. Irmòs.

Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.

Fiorì, o Cristo, l’albero della vita vera: la croce infatti fu piantata e, irrorata dal sangue e dall’acqua del tuo fianco immacolato, germogliò per noi la vita.

Il serpente non mi propone più falsamente la divinizzazione, perché Cristo, divinizzando la natura umana, ha ora aperto per me senza inciampo la via della vita.

Theotokion. Davvero ineffabili e inafferrabili per gli abitanti della terra e del cielo sono i misteri della tua divina concezione, Madre di Dio sempre Vergine!

Canone stavroanastàsimo. Già vedendo Avvacùm.

La tua croce preziosa veneriamo e i chiodi, o Cristo e la santa lancia con la canna e la corona di spine per cui fummo sottratti alla corruzione dell’ade.

Un sepolcro accolse te, Salvatore, che volesti mostrarti morto a noi, ma non potè trattenerti, o Verbo: poiché come Dio risorgesti salvando la stirpe umana.

Stavrotheotokìon. Madre di Dio sempre vergine, che portasti ai mortali Cristo Salvatore, libera da pericoli e castighi noi che ci rifugiamo con fede nella tua divina protezione.

Canone della Madre di Dio. Cristo mia forza.

Inneggiamo a te, pura e castissima: da te salvati, piamente cantando gridiamo: Benedetta sei tu, che sempre vergine, concepisti Dio.

Generasti la luce che non tramonta, apparsa nella carne a quanti sono nelle tenebre della vita ed effondesti gioia a quanti a te inneggiano, beatissima Fanciulla sempre Vergine.

Fiorì la grazia, cessò la legge per opera tua, o Santissima, poiché tu, o pura, partoristi il Signore che ci concede la remissione, o sempre Vergine.

Morii gustando l’albero, ma il legno della vita apparso a te, Purissima, mi risuscitò e mi costituì erede della delizia del paradiso.

Ode 5. Irmòs.

Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con amore vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.

Si ritirano ora davanti a me i cherubini e la spada fiammeggiante si volge, o Sovrano, vedendo te, o Verbo di Dio, Dio vero, aprire al ladrone la strada del paradiso.

Non temo più, Cristo Sovrano, il ritorno alla terra: perché tu, nella tua grande compassione, mi hai tratto dalla terra dove giacevo dimenticato e mi hai sollevato alle altezze dell’incorruttela con la tua risurrezione.

Theotokion. Salva quanti con tutta l’anima ti confessano Madre di Dio, o Sovrana buona del mondo: perché noi abbiamo te, vera Genitrice di Dio, come invincibile protezione.

Canone stavroanastàsimo. Vedendo Isaia la luce.

Mangiando il frutto dell’albero dell’Eden, ingannato rovinò nella corruzione il capostipite, disobbedendo al tuo precetto, eccelso Signore: ma con la croce di nuovo lo risollevasti alla primitiva bellezza, o Salvatore, fatto ubbidiente al Padre.

Con la tua morte, o Buono, distruggesti il potere della morte e sgorgò per noi una fonte di vita e ci venne donata l’immortalità; per questo con fede veneriamo la tua tomba e la risurrezione per cui come Dio illuminasti il mondo.

Stavrothetokìon. Il Signore che abita i cieli e fece tutte le cose dimorò ineffabilmente nel tuo grembo, o purissima, glorificandoti sopra i cieli, più santa delle schiere incorporee; per questo ora sulla terra ti diciamo beata.

Canone della Madre di Dio. Col tuo divino fulgore.

Rifulgente per purezza, divenisti divino soggiorno del Signore, o inneggiatissima: poiché tu sola ti rivelasti vera Madre di Dio, portandolo bambino fra le tue braccia.

Ornata della bellezza spirituale della tua splendida anima, fosti eletta sposa di Dio con il sigillo della verginità, o venerabile, che rischiari il mondo con la luce della tua purezza.

Gema la schiera degli empi non proclamandoti pura Madre di Dio: poiché ti rivelasti a noi porta della luce divina, che disperde la nebbia delle colpe.

Ode 6. Irmòs.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Crocifisso, o Sovrano, schiodasti con i tuoi chiodi la maledizione contro di noi; trafitto al fianco dalla lancia, lacerando l’obbligazione del debito di Adamo, liberasti il mondo.

Adamo, sviato con l’inganno, fu trascinato sino al baratro dell’ade: ma tu, per natura Dio e compassionevole, scendesti a cercarlo e, portandolo sulle spalle, con te lo risuscitasti.

Theotokion. Sovrana purissima, che per i mortali partoristi il Signore nostro nocchiero, placa il pauroso e inquieto tumulto delle mie passioni e concedi al mio cuore la bonaccia.

Canone stavroanastàsimo. Fu preso Giona.

Uccisore di Cristo e dei profeti era il popolo degli ebrei, poiché come non temettero di uccidere un tempo i profeti, mistici raggi di verità, così ora spinti da invidia, uccisero Cristo, da quelli annunziato: ma per noi fu vita la loro morte.

Fosti accolto, ma non trattenuto, o Salvatore, nel sepolcro; poiché anche se spontaneamente volesti gustare la morte, o Verbo, nella tomba tuttavia risorgesti come Dio immortale, rialzando con te i prigionieri nell’ade e compassionevole mutasti in gioia alle donne la tristezza iniziale.

Stavrotheotokìon. Nell’ora della passione appare spregevole e vile l’aspetto della carne di te, che per natura divina apparisti di insigne bellezza a Davide: ma col tuo scettro regale frantumasti la potenza dei nemici, diceva la pura; o mio Figlio e Dio, risorgi dal sepolcro!

Canone della Madre di Dio. Vedendo il mare.

Mosè, il grande tra i profeti, ti descrisse simbolicamente come arca e mensa e candelabro e vaso per indicare che da te, Madre di Dio, si sarebbe incarnato l’Altissimo.

Venne uccisa la morte, cessò la corruzione con il frutto del tuo seno, che vinse la condanna di Adamo, o Sovrana: poiché tu generasti la vita che redime dalla corruzione quanti a te inneggiano.

La legge perdette forza e l’ombra passò quando la carità superiore a ogni intelletto apparve a me, mentre tu concepisti Dio Salvatore, Vergine lodatissima.

Kontakion. Compiuta l’economia.

Risuscitati con la sua mano vivificante tutti i morti dagli antri tenebrosi, il datore di vita, Cristo Dio, assegnò come premio della lotta la risurrezione all’argilla mortale: perché di tutti egli è Salvatore, risurrezione e vita e Dio dell’universo.

Ikos.

O datore di vita, noi fedeli celebriamo e adoriamo la tua croce e la tua sepoltura, perché tu, o immortale, come Dio onnipotente legasti l’ade, rialzasti con te i morti, infrangesti le porte dell’ade e abbattesti, come Dio, il dominio della morte; per questo noi, figli della terra, con amore glorifichiamo te, il risorto, che abbattesti il potere del nemico funesto, risuscitasti tutti i credenti in te, liberasti il mondo dai dardi del serpente e, come solo potente, ci liberasti dall’inganno del nemico: per questo noi piamente celebriamo la tua risurrezione, con cui ci salvasti come Dio dell’universo.

Ode 7. Irmòs.

Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Dolendosi per la tua passione, il sole si avvolse di tenebra in pieno giorno e su tutta la terra, o Sovrano, oscurò la sua luce, gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Per la tua discesa, o Cristo, si rivestirono di splendore le regioni sotterranee; lasciando vedere tutta la sua gioia, il progenitore danzando tripudiava e acclamava: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Grazie a te, Madre Vergine, la luce fulgida sorse per tutta la terra, perché partoristi Dio, Creatore dell’universo: chiedigli, o purissima, che su noi fedeli sia inviata la grande misericordia.

Canone stavroanastàsimo. Indicibile prodigio.

Cosa strana: Colui che aveva liberato Israele dalla schiavitù del faraone, da lui si lascia mettere in croce e scioglie i vincoli delle colpe; a lui con fede cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Gli empi figli dei fuorilegge crocifissero nel luogo del Cranio te, Salvatore, che spezzasti le porte e le sbarre di bronzo per la salvezza di noi, che cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Theotokìon. Concependo la libertà dell’antica Eva, sciogli Adamo dalla maledizione, Vergine pura, per questo con gli angeli a te e al Figlio tuo inneggiamo e gridiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Canone della Madre di Dio. Tutta rugiadosa.

Fu immagine del tuo concepimento il fuoco che non consumò nella fornace i tre giovani, poiché la fiamma divina, che dimorò nel tuo grembo, non ti bruciò, ma ci rischiarò per cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Illuminati dai raggi del tuo chiarore i confini del mondo ti dicono beta, Madre di Dio e per effetto della grazia a te gridano cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Il perfido serpente mi morse con i suoi denti funesti, Madre di Dio, ma tuo Figlio lo stritolò e mi donò la forza di cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

O sola Vergine beata in Dio, divenisti per la nostra natura il propiziatorio, avendo portato fra le tue braccia il Dio che siede sulle spalle dei cherubini cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

L’invidia ha reso ora decida il popolo dei giudei, un tempo uccisore dei profeti: ha infatti appeso alla croce te, Verbo di Dio, che noi sovresaltiamo per tutti i secoli.

Senza lasciare le volte celesti, giunto nell’ade rialzasti con te, tutto intero, l’uomo che giaceva nella putredine, o Cristo e che ti sovresalta per tutti i secoli.

Theotokìon. Dalla luce concepisti il Verbo datore di luce e ineffabilmente partorendolo, fosti glorificata: infatti abitò in te, Vergine, lo Spirito divino; per questo noi ti cantiamo per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. Sbigottisci tremando.

Ogni orecchio stupì quando l’Altissimo venne volontariamente sulla terra a distruggere il potere dell’ade con la croce e la morte, permettendoci di cantare: Fanciulli benedite, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Cessò la tirannia dell’ade, il suo regno fu annientato per sempre, poiché Dio trascendente l’universo, crocifisso sulla terra, distrusse il suo dominio: Fanciulli beneditelo, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Ineffabile il tuo amore, Cristo, indicibili i tuoi benefici: vedendomi annientato nelle fauci dell’ade, sopportasti la passione per salvarmi; per questo, Sovrano di tutti, noi ti benediciamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. Dalla fiamma.

Come regina in veste dorata, splendida del fulgore dello Spirito santo, o Vergine, ti mise alla sua destra tuo Figlio, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Plasmò la sua carne nel tuo gembo immacolato, volendo ricrearla dall’alto, Colui che fondò solo con la sua volontà il mondo, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Per lo splendore della tua verginità, o purissima, fosti la divina dimora in cui il Verbo si legò alla mia umanità, per questo a te inneggiamo per tutti i secoli.

Accogliesti il candeliere aureo, prefigurante la Luce inaccessibile che rischiara l’universo, o Vergine: per questo a te inneggiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Rimanesti immune dalle passioni, Verbo di Dio, pur venendo toccato dai patimenti nella carne; ma avendo compiuto la passione con i patimenti, liberi l’uomo dalle passioni, o nostro Salvatore: tu solo sei impassibile e onnipotente.

Accettata la corruzione della morte, preservasti il tuo corpo esente da putrefazione; e non fu abbandonata nell’ade, o Sovrano, la tua anima divina e vivificante, ma risorgendo come da un sonno, con te ci rialzasti.

Trinitario. Noi tutti mortali con labbra pure glorifichiamo Dio Padre e il Figlio a lui coeterno e veneriamo l’ineffabile e gloriosissima potenza dello Spirito santissimo: sola, tu sei Trinità onnipotente e indivisibile.

Canone stavroanastàsimo. Non piangere per me.

Giacendo nella tomba come un mortale, spezzasti la potenza dell’ade, risvegliando con te, fonte di vita, i morti che inghiottì e concedendo la risurrezione come Dio a ogni fedele che fervidamente ti magnifica.

Gioisce il creato fiorendo come giglio, poiché come Dio, Cristo è risorto dai morti; per questo gridiamo alla morte: Dov’è il tuo pungiglione? E all’ade: Dov’è la tua vittoria? Eccoti abbattuto da colui che per la sua compassione esalta la nostra fronte.

Stavrotheotokìon. Vergine pura, nostra Sovrana, tu portasti colui che porta l’universo, tieni fra le mani come neonato colui che ci libera dalle mani del nemico e contempli innalzato sull’albero della croce colui che libera dall’abisso del male.

Canone della Madre di Dio. Impossibile agli uomini.

Cristo, Dio Verbo incarnato, astro splendente della Divinità, sorse da Giacobbe per i prigionieri delle tenebre grazie a te, purissima; da lui illuminati con le schiere celesti ti diciamo beata.

Liberato dalla tua potenza e carità, con cuore devoto ti dedico questo canto: tu accoglilo, Vergine pura, dandomi in cambio la tua grazia luminosa dei tuoi inesauribili tesori, o benedetta da Dio.

Apparisti davvero il telaio della Divinità in cui il Verbo ha tessuto la veste del corpo divinizzando la mia natura, o Vergine: e rivestitala, salvò tutti quelli che con mente pura ti magnificano.

Ai morti ora è donata la risurrezione con il tuo ineffabile e inspiegabile concepimento, Madre di Dio purissima, poiché la vita, rivestita della tua carne, brillò per tutti e dissolse chiaramente l’inesorabile morte.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono pl. 2.

La tua croce, Signore, è per il tuo popolo vita e risurrezione: confidando in essa, noi cantiamo te, nostro Dio risorto. Abbi pietà di noi.

La tua sepoltura, o Sovrano, aprì alla stirpe umana il paradiso; riscattati dalla corruzione, noi cantiamo te, nostro Dio risorto. Abbi pietà di noi.

Con il Padre e lo Spirito celebriamo Cristo, risorto dai morti e a lui acclamiamo: Tu sei nostra vita e risurrezione, abbi pietà di noi.

Il terzo giorno risorgesti dalla tomba, o Cristo, come sta scritto, risuscitando con te il nostro progenitore: per questo, ti da gloria la stirpe umana e celebra la tua risurrezione.

Altri stichirà anastàsima, anatolikà.

Signore, grande e tremendo è il mistero della tua risurrezione: uscisti dalla tomba come sposo dal talamo, distruggendo la morte con la morte, per liberare Adamo; per questo nei cieli danzano in coro gli angeli e sulla terra gli uomini glorificano l’amorosa compassione che hai usato con noi, o amico degli uomini.

Dove sono, o iniqui giudei, i sigilli e il denaro dato ai soldati? Non fu rapito il tesoro, ma, come potente, risorse; e voi siate confusi, per aver rinnegato Cristo, Signore della gloria, che patì, fu sepolto e risorse dai morti: lui adoriamo!

Col sepolcro sigillato, come foste depredati, o giudei, dopo aver posto le guardie e messo i sigilli? A porte chiuse uscì il Re! Mostratelo dunque come morto, oppure adoratelo come Dio, cantando con noi: Gloria, Signore, alla tua croce e alla tua risurrezione.

Le donne mirofòre, Signore, giunsero tra i lamenti al tuo sepolcro che contenne la vita: portando unguenti profumati, cercavano di ungere il tuo corpo puro, ma trovarono un angelo luminoso, seduto sulla pietra, che parlò loro dicendo: Perché piangete per colui che dal suo fianco fece zampillare per il mondo la vita? Perché cercate l’immortale come un morto nella tomba? Correte invece ad annunziare ai suoi discepoli il gaudio universale della sua gloriosa risurrezione; e tu, Salvatore, che con essa illuminasti anche noi, donaci il perdono e la grande misericordia.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico amico degli uomini.

Per il legno Adamo fu ingannato, per il legno della croce tu salvasti nuovamente il ladrone mentre gridava: Ricordati di me, o Signore.

Spezzate le porte e le sbarre dell’ade, o Salvatore, datore di vita, risuscitasti tutti quelli che acclamavano: Gloria alla tua risurrezione.

Ricordati di me, tu che spogliasti la morte con la tua sepoltura e la tua risurrezione: di gioia colmasti tutte le cose come misericordioso.

Andando le mirofore al sepolcro, udirono un angelo gridare: Cristo è risorto, colmando tutto di luce.

Invochiamo tutti concordemente Cristo, inchiodato sul legno della croce, per liberare il mondo dall’errore.

Gloria.

Glorifichiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito santo dicendo: Trinità santa, salva le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Tu che ineffabilmente negli ultimi tempi concepisti e partoristi il tuo Creatore, o Vergine, salva quanti ti magnificano.

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Plagale II – Lunedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Domenica al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Tu che vuoi, o Verbo, non la morte ma la conversione di tutti coloro che hanno peccato contro di te, o pietosissimo Cristo e Signore, tu che sempre usi misericordia con me tuo servo, abbi compassione di me che, convertendomi, oso chiedere perdono delle male azioni con cui ti ho provocato: tu mostrerai infatti in me l’abisso delle tue divine compassioni se, mentre ne sono indegno, mi salverai nella tua filantropia.

O unico filantropo, tu che vuoi che tutti siano salvati e che nella tua tenera compassione chiami a conversione quelli che ti hanno contristato, non ricordarti in alcun modo, ti supplico, Sovrano, della vergogna delle male azioni che ho commesso, ahimè, davanti ai tuoi occhi, senza tremare, me misero, al pensiero che inevitabilmente cadrò nelle tue mani. Perciò mi prostro a te nel gemito e nel lutto, afferrandomi spiritualmente ai tuoi piedi, per ottenere perdono.

Accogli la mia preghiera tu, che vuoi che tutti siano salvati e non abbandonare me, indegno, che ho peccato, più di tutta la natura umana; piegando dunque i miei ginocchi, mi prostro a te piangendo: sii compassionevole, abbi pietà, mostra in me le tue misericordie, o Signore della gloria, Padre della misericordia e delle compassioni, non allontanare me, miserabile che ti invoco.

Stichirà, degli incorporei, uguali.

I cori angelici, con bocche che mai tacciono, cantano in eterno per te con suoni di festa, o più che buono, vedendo chiaramente la tua splendente bellezza e saziandosi della tua luce; con lo sguardo sempre più fisso verso l’alto, a ciò che è loro innanzi, ricevendo con ardore quei felicissimi fulgori, con franchezza intercedono per le nostre anime.

Cingi il tuo gregge con le protezioni degli angeli tu, che con il verbo e la tua volontà hai posto le loro schiere, allontanando ogni tentazione e audacia dei barbari e delle eresie, poiché col tuo sangue lo hai realmente redento e hai cancellato la condanna della legge e del peccato, affinché liberato dalle tentazioni rattristanti che lo tormentano ora, con senno ortodosso glorifichi te, Salvatore.

I principati, le dominazioni e i serafini con i troni, i purissimi cherubini, gli angeli e gli arcangeli circondano con timore il tuo trono venerabile e santo e la tua divina gloria. Tutte le potenze e le potestà lodano la tua grande economia e l’ineffabile provvidenza, o Cristo e stupiscono per la tua sapienza riconoscibile nelle creature e con franchezza pregano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Caduto per la mia inclinazione e fatto schiavo del seduttore con l’inganno, o sposa di Dio, mi rifugio, io, l’infelice, nella tua mirabilissima compassione e nella tua fervida preghiera, o Vergine santissima: liberami dalla catena delle prove e delle tribolazioni e salvami, o purissima, dagli assalti del demonio, affinché ti dia gloria e con affetto ti veneri, ti canti e ti magnifichi, o Sovrana per sempre beata.

Apòsticha catanittici.

Non ho né pentimento né lacrime e per questo supplico te, o Salvatore, di convertirmi prima della fine e di darmi compunzione, perché io sia strappato al castigo.

Alla tua tremenda parusia, o Cristo, non ci accada di udire: Non vi conosco perché noi abbiamo riposto in te, Salvatore, la speranza: anche se per la nostra negligenza non eseguiamo i tuoi comandi, tu dunque risparmia, ti preghiamo, le nostre anime.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, non ti hanno rinnegato, dai tuoi comandamenti non si sono allontanati: per la loro intercessione, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come gli arcangeli, celebriamo, fedeli, il talamo celeste e la vera porta sigillata: Salve, tu da cui è germogliato per noi il Salvatore di tutti, Cristo, datore di vita e Dio; abbatti con la tua mano, o Sovrana, i tiranni atei, nostri nemici, o pura, speranza dei cristiani.

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Plagale II – Lunedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Lunedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata catanittici. Tono pl. 2.

Penso al giorno terribile e gemo sulle mie azioni turpi: quale difesa presenterò al Re immortale, con quale fiducia guarderò al Giudice, io, il dissoluto? Padre pietoso, Figlio unigenito, Spirito santo, abbi pietà di me.

Quando siederai, o misericordioso, per fare il giusto giudizio, nella valle del pianto, nel luogo che hai stabilito, non pubblicare i miei mali nascosti e non svergognarmi davanti agli angeli, ma usami indulgenza, o Dio e abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Speranza, riparo e porto di quelli che accorrono a te, Madre buona di Dio, protezione del mondo, intensamente implora, con gli incorporei, colui che hai partorito, il Dio tanto filantropo, perché le nostre anime siano liberate da ogni minaccia, o sola benedetta.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, perché noi peccatori, privi di ogni scusa, rivolgiamo questa supplica a te come Sovrano: Abbi pietà di noi.

Signore, pietà di noi, perché in te abbiamo confidato non adirarti troppo con noi e non ricordarti delle nostre iniquità ma anche ora guarda a noi nella tua compassione e liberaci dai nostri nemici: tu sei infatti il nostro Dio e noi siamo tuo popolo, siamo tutti opera delle tue mani e il tuo nome abbiamo invocato.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Principio di salvezza sono state le parole di Gabriele alla Vergine; udendo infatti: salve, non si è sottratta al saluto, non ha dubitato, come Sara nella tenda ma così ha parlato: Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Anima, passando nella noncuranza tutta la vita, tu non poni mente al tremendo giorno del giudizio: torna alla sobrietà ed eleggi la penitenza; convertiti e grida a Cristo: O misericordioso, non ricordarti dei nostri molti peccati nell’ora della sentenza.

Martyrikòn. Luce perpetua per i giusti: poiché, resi luminosi in te, i santi risplendono sempre come astri, spegnendo la lampada degli empi con le loro preghiere, o nostro Salvatore; tu illuminerai la mia lampada, Signore e mi salverai.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Col cuore e con la bocca senza sosta inneggiamo alla Madre di Dio più che gloriosa e più santa degli angeli santi e confessiamola Madre di Dio: lei che del Dio incarnato è vera genitrice e che senza sosta prega per le nostre anime.

Canone catanittico. Acròstico: Cristo, accogli il pianto dei miei occhi. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Il faraone visibile fu sprofondato con l’armata, mentre Israele, attraversando il mare, gridava: Cantiamo al Signore Dio poiché si è glorificato.

O Cristo, guarisci con l’olio della tua misericordia me, caduto nelle mani dei ladroni e reso morto dalle ferite dannose per l’anima e abbi pietà di me, affinché ti glorifichi.

Tu, nato nella grotta, dona piogge di lacrime a me, che ho peccato molto e sono divenuto una spelonca di ladri e purificami perché diventi tempio del tuo Santo Spirito.

Martyrikà. Abbattendo valorosamente il nemico, o atleti, siete stati adornati con corone intrecciate da Dio e riempiti realmente di gloria state ora negli eccelsi con gli angeli presso Dio.

O megalomartiri, che un tempo annegaste il faraone spirituale nella profondità del vostro sangue, avendo glorificato Cristo vi siete trasferiti nella terra della promessa celeste.

Theotokìon. O Pura, con i martiri, con i divini profeti, con tutti gli angeli prega il Creatore di tutti di salvare quanti con fede glorificano te, piena di grazia.

Canone degli incorporei. Acròstico: Il sesto canto è fatto per gli intelligibili.

Dopo che Israele.

Lodando la bella venerazione delle schiere celesti, o Cristo, grido supplicandoti: illuminami con i loro raggi folgoranti, o solo misericordiosissimo.

Adornando le schiere degli angeli con il tuo Verbo e il tuo Santissimo Spirito, le hai predisposte per la tua lode, o principio onnipotente di tutto.

Theotokìon. Accogliendo il tuo Creatore, volontariamente incarnato senza seme dal tuo seno, o Purissima, ti rivelasti ineffabilmente sovrana delle creature.

Ode 3. Irmòs.

Fondando il pensiero della mia anima, stabiliscila sulla pietra della tua fede, Signore, poiché ho te come rifugio e saldezza, o buono.

Ho promesso a Cristo di pentirmi e non ho abbandonato affatto i mali. Che cosa farò io, avvolto da molta cecità? O Figlio di Dio, abbi misericordia di me.

Pensando alla magnanimità di Dio spreco la mia vita con oziosità e temo sempre che mi venga incontro all’improvviso la recisione della morte.

Martyrikà. Desiderando come banchetti le persecuzioni, le pene, le sventure, i martiri esultavano guardando con gli occhi intellettivi l’eterna delizia.

Rinforzando il vostro pensiero con tutta la sapienza come roccia forte della pietà, o martiri, non foste sconvolti dai turbamenti dei molti supplizi.

Theotokìon. O pura, ti sei rivelata nuovo paradiso, che ha nel mezzo l’albero della vita: Adamo, mangiandone, fu liberato dalla morte maligna, o purissima.

Canone degli incorporei. Non c’è santo come te.

La Natura, che plasmò dal nulla tutta la natura razionale, è inneggiata con voci trisagie in tre ipòstasi e glorificata con fede.

Facendo sgorgare il bene, o Sovrano di tutti e riversandolo copiosamente per partecipazione, rivelasti il bene agli angeli incorporei, o filantropo.

Theotokìon. Fu donata a noi la liberazione grazie a te, Genitrice di Dio, poiché il Sovrano della legge, da te incarnato, ci riscattò sopportando passione per noi.

Ode 4. Irmòs.

La tua virtù ha ricoperto i cieli, o Cristo e tutto si è riempito della tua lode, Signore.

Non condannare noi, che abbiamo mancato molto davanti a te, Sovrano, ma per la tua consueta compassione abbi pietà di noi.

O Salvatore, via della vita, rendimi degno di allontanarmi sempre dai sentieri mortiferi del peccato.

Martyrikà. Subendo il fuoco ardente dei supplizi, o martiri, con la rugiada del divino Spirito rimaneste incombusti.

Vi deliziate luminosamente della fonte della divina delizia, o martiri, avendola ereditata con l’effusione del sangue.

Theotokìon. Spreco la mia vita nell’ozio, o Purissima: accorro al tuo sostegno, abbi pietà di me e salvami.

Canone degli incorporei.

Cristo, mia forza.

I tuoi divini spiriti con natura incorruttibile circondano il tuo venerabile trono ereditando te come Fonte dell’immortalità, o filantropo.

Le assemblee dei santi angeli, santificate dal santo Spirito, restano immutabili contro il male, divinizzate dall’ascesa al bene primo.

Theotokìon. Per te, Madre di Dio incontaminata, la maledizione della progenitrice fu sciolta, poiché partoristi per noi la fonte inesauribile della benedizione, o pura.

Ode 5. Irmòs.

Tu che invii la luce nel mondo, o Cristo, illumina il mio cuore: dalla notte grido a te e tu salvami.

O Cristo, germogliato dalla radice di Iesse, prosciuga i germogli delle mie passioni, radicando in me il tuo timore.

Otteniamo il gemito del pubblicano e allontaniamoci dai mali per scampare dal gemito eterno.

Martyrikà. Colpiti dalla tua divina brama, o Signore, i tuoi martiri esultavano colpiti dai supplizi.

Gridaste dai confini patendo nella carne, o martiri e Cristo esaudì la vostra voce.

Theotokìon. Lodiamo la porta celeste da cui passano tutti i peccatori verso l’atrio del perdono.

Canone degli incorporei. Col tuo divino fulgore.

Vedendoti seduto sul trono dei cherubini, o Creatore di tutto e Signore, il profeta apprese dai tratti la tua sovranità e dominazione.

Vedendoti simile agli uomini, o Sovrano, circondato da miriadi e migliaia di angeli, Daniele intese misticamente il potere della tua gloria.

Theotokìon. Tuo Figlio si mostrò adorno di bellezza più dei figli dei terrestri, o lodatissima Sovrana, poiché è il Verbo del Dio di tutto, anche se prese da te la natura umana.

Ode 6. Irmòs.

Inghiottito dal mostro del peccato a te grido, o Cristo: Come il profeta liberami dalla corruzione.

Tu, che hai dato occhi ai ciechi, apri gli occhi della mia anima per vedere la tua luce e liberarmi dalla tenebra delle passioni.

Riempi la mia anima con le acque vivificanti della metania, o Compassionevole, donandomi fiumi di lacrime.

Martyrikà. Le valli dei martiri fioriscono gigli di guarigioni e profumano di pietà i cuori di tutti.

Slegandovi dal corpo corruttibile con i supplizi, o santi, avete legato il cuore all’amore del Signore.

Theotokìon. O santa Madre di Dio, con la tua misericordia purifica il mio cuore macchiato dalle azioni impure.

Canone degli incorporei.

Vedendo il mare della vita.

Giacomo con intelletto purificato vedeva chiaramente i tuoi angeli scendere la scala, o Sovrano, preconoscendo la tua venuta nella carne.

Si rallegrava il tuo servo Israele, o Sovrano, intravedendo la divina e luminosa schiera degli angeli che esultano e circondano in ordine la tua ineffabile gloria.

Theotokìon. Realmente più alto dei monti celesti delle potenze angeliche si mostrò il tuo grembo, monte luminoso che contenne il raggio della Divinità, o Sovrana Vergine.

Ode 7. Irmòs.

Tu che hai ascoltato l’inno dei tuoi tre santi fanciulli e refrigerato la fornace, benedetto sei tu, Signore.

Il mio intelletto è stato oscurato da troppa malvagità e non ho visto la luce della metania; salvami, o Cristo mio Salvatore.

Cercando la tua misericordia, o Compassionevole, a te mi prostro, chiedendo lo scioglimento dei miei mali; non trascurarmi, o Sovrano.

Solo io mi sono privato dalle cose che raddrizzano, solo io ho commesso ogni azione empia; solo tu, Cristo abbi misericordia di me.

Martyrikà. Tu, che hai rivestito di gloria ineffabile i tuoi santi, che nel mondo hanno sofferto, per le loro preghiere salvami, o Cristo mio.

Respingeste le regole della legge ingiusta come difensori della giusta legge, patendo con fede secondo la legge.

Theotokìon. Hai generato il Sovrano rivestito da servo, o Vergine; supplicalo, o Pura, di liberarmi dalla servitù delle passioni.

Canone degli incorporei.

Tutta rugiadosa.

Avvicinandovi alla gloria ineffabile di Cristo, o santissimi angeli dell’Onnipotente, splendete di bellezza, sempre gridando con affetto: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Girando spiritualmente intorno a te, Sovrano, gli angeli ricevono il tuo fulgore sovraintellettuale lodandolo eternamente e cantando sempre: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Il Signore è con te, benedetta: così disse l’arcangelo incorporeo. Poiché volendo rinnovare la natura corrotta ha preso dimora nel tuo grembo, o Pura: Benedetta sei tu, che hai partorito Dio nella carne.

Ode 8. Irmòs.

I tuoi santi fanciulli nella fornace imitarono i cherubini gridando l’inno trisagio: Benedite, inneggiate ed esaltate il Signore.

Ho desiderato i vizi del ricco spietato e ho trascurato il mio povero intelletto ferito davanti alle porte della metania; non inviarmi, o Cristo, nel fuoco inestinguibile.

Non togliermi impreparato dalla vita nell’inverno e nel sabato dell’inoperosità delle virtù, o Misericordioso, tu che hai fermato l’inverno del peccato, ma donami il divino ritorno.

Martyrikà. Calpestando l’inganno con la fede ortodossa, i martiri sopportarono le onde dei supplizi benedicendo, lodando e sovresaltando il Signore.

I santi sopportarono la fiamma accesa dei supplizi con la rugiada della pazienza e bruciarono la materia dell’empietà, i nobili martiri vittoriosi, accesi dallo zelo dell’amore divino.

Theotokìon. O Genitrice di Dio più venerabile degli angeli, tu hai generato il Santo Dio, santificandoti oltre tutti, o Vergine, perciò santifica anche la mia anima.

Canone degli incorporei. Dalla fiamma.

Come un tempo circondasti di eserciti angelici il tuo servo Eliseo, o Cristo, così circonda ora la tua Chiesa che ti sovresalta per tutti i secoli.

O divini archistratèghi che state presso il tremendo trono, pregate affinché siano liberati dalle colpe quanti con affetto glorificano Cristo nei secoli.

Theotokìon. Gridiamo a te, Madre e Vergine con il divino Gabriele: Salve, beata di Dio, poiché partoristi nella carne per noi il Dio Verbo che sovresaltiamo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Tu che hai accolto il Salve dell’angelo e hai partorito, o Vergine, il tuo Creatore, salva quanti ti magnificano.

Per la sua castità, Giuseppe è stato famoso come fornitore di grano mentre io, per la mia dissolutezza, sono stretto dalla fame di azioni virtuose.

Come Pietro pentito verso lacrime, o Cristo, come il pubblicano gemo, come il figlio dissoluto dalle profondità grido: Ho peccato, perdonami.

Martyrikà. Abbattuta con l’alleanza di Dio la malizia dello spirito del male, o sapienti, dall’alto avete ricevuto le corone della vittoria.

La santa memoria dei sacri martiri santifica nel santo Spirito coloro che con retta fede la santificano.

Theotokìon. Illumina me, ottenebrato dal peccato, tu che hai generato la luce dell’impassibilità, affinchè io canti te, o pura sempre Vergine.

Canone degli incorporei.

Impossibile agli uomini.

Come per il tuo profeta Davide hai arrestato il tuo angelo che colpiva il tuo popolo di spada così, o pietoso, aggiudica a tutte le Chiese la pace, o Cristo, alleggerendo, nella tua grande misericordia, il peso della prova che le incalza.

Vedendo l’oppressione del tuo popolo, o Cristo, come medico delle anime e dei corpi curalo, per le suppliche dei tuoi liturghi, o Sovrano, che ora attorniano te, Re del mondo, glorificandoti come Dio con voci incessanti.

Theotokìon. Principati, arcangeli, dominazioni e serafini; potenze, potestà e angeli; troni, con i cherubini dai molti occhi, onorando ora il tuo Figlio glorioso, sempre piamente glorificano te, Vergine Madre.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Le ferite che il mio cuore ha ricevuto da tanti peccati, curale tu, Salvatore, medico delle anime e dei corpi, che sempre doni il perdono delle colpe a chi lo chiede: concedimi lacrime di conversione, donandomi, Signore, la remissione dei miei debiti e abbi pietà di me.

Trovandomi spoglio di virtù, il nemico mi ha ferito con la freccia del peccato: ma tu, come medico delle anime e dei corpi, cura le ferite della mia anima, o Dio e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Signore, nella memoria dei tuoi santi, tutto il creato festeggia: esultano i cieli con gli angeli e la terra si allieta con gli uomini. Per le loro suppliche, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Hai accolto la parola dell’arcangelo e sei divenuta trono di cherubini: hai portato tra le braccia, o Madre di Dio, la speranza delle nostre anime.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Tralascia le cose compiute da me con conoscenza e senza conoscenza, o Gesù filantropo e mettimi nella parte dei salvati.

O Cristo, tu che hai illuminato le schiere degli angeli, per le loro preghiere illumina l’occhio del mio cuore.

Martyrikòn. Avendo sopportato ogni tentazione dei supplizi, o atleti, guarite sempre i dolori e le ferite degli uomini.

Gloria.

Ci prostriamo alla Santa Trinità inneggiata dagli eserciti degli angeli, gridando: salva le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Scampami dal fuoco eterno e dalle pene preparate per me, o Genitrice di Dio, affinché io ti dica beata.

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Plagale II – Martedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Lunedì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Fin dalla giovinezza mi sono reso del tutto schiavo dei piaceri, sono divenuto ricettacolo di passioni carnali e subisco la loro tirannia; senza far alcun conto della mia anima.

O Salvatore, ho disprezzato i tuoi comandamenti; ma tu che mi hai plasmato e conosci la nostra debolezza, tu, solo senza peccato, donami il perdono, o pietoso, per tutti i peccati commessi dalla giovinezza inconsciamente o consapevolmente, con i sensi o col pensiero, o tu che solo sai compatire.

Chi mi libererà dalla morte della mia misera carne e serberà incolume e libera da tentazioni la mia anima? Perché quando la mia carne sta bene, mi tiranneggia con violenza e si ribella all’anima e quando poi è debole, ahimè, mi tribola, me misero! Non so dunque affrontare la sua infermità, o Salvatore: ma tu, mio Creatore, non permettere che sia vinto dalla polvere lo spirito che tu hai infuso in me, come tu stesso ti sei compiaciuto.

Altri stichirà, del precursore.

Degna di essere ignorata.

Condannato per la mia dissolutezza, mi prostro a te, glorificato oltre ogni dire e prego dal profondo del cuore: Vedi la tribolazione della mia anima, tu che in anticipo hai fatto brillare la gioia; vedi le ferite del mio cuore, o araldo della conversione e donami la salvezza grazie alla tua divina intercessione, o precursore, per le tue suppliche al Signore.

Colpevole del tutto di malvagità, sprofondato completamente nella disperazione, sono troppo cattivo e ottenebrato, tutto ferito, tutto corrotto dai piaceri empi e tutto misero; mi prostro ai tuoi piedi, o beato: non rigettarmi, ma salvami, o Giovanni, amico e Precursore del Signore.

Scampa la mia anima dalla morte amara del peccato e delle colpe, o lodatissimo Precursore e risvegliami alle divine azioni dei comandamenti di Cristo col potere delle tue preghiere; ferma gli assalti invisibilmente scatenati contro di me, guidami alle vie rette del riposo eterno e salvifico con le tue preghiere a Dio.

Gloria. E ora.

Theotokìon, Riposta nei cieli.

Il segno della collera è il ricordo del male e l’ira è la manifestazione della collera con cui gli empi rimproveri escono senza vergogna dalla miserabile bocca, rendendo condannabile al fuoco della geenna colui che commette questo. Veglia dunque, o anima, fuggi dall’amara ira, da collera, invidia, ingiurie e da ogni impulso abietto e grida alla Theotòkos: Sovrana mia, salvami.

Apòsticha catanittici.

Non ho né pentimento, né lacrime e per questo supplico te, Salvatore, di convertirmi prima della fine e di darmi compunzione, per essere strappato al castigo.

Alla tua tremenda parusia, o Cristo, non ci accada di udire: Non vi conosco, perché noi abbiamo riposto in te, Salvatore, la speranza: anche se per la nostra negligenza non eseguiamo i tuo comandi, tu dunque risparmia, ti preghiamo, le nostre anime.

Martyrikòn. Quanti per te hanno subito il martirio, o Cristo, hanno sopportato molti tormenti e nei cieli hanno ricevuto, integra, la corona, perché intercedano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei sollievo dei tribolati, liberazione degli infermi, o Madre di Dio Vergine, salva città e popolo, tu, pace di chi è combattuto, bonaccia di chi è sbattuto dai marosi, sola protezione dei fedeli.

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