Passa al contenuto principale

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Lunedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata catanittici. Tono pl. 2.

Penso al giorno terribile e gemo sulle mie azioni turpi: quale difesa presenterò al Re immortale, con quale fiducia guarderò al Giudice, io, il dissoluto? Padre pietoso, Figlio unigenito, Spirito santo, abbi pietà di me.

Quando siederai, o misericordioso, per fare il giusto giudizio, nella valle del pianto, nel luogo che hai stabilito, non pubblicare i miei mali nascosti e non svergognarmi davanti agli angeli, ma usami indulgenza, o Dio e abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Speranza, riparo e porto di quelli che accorrono a te, Madre buona di Dio, protezione del mondo, intensamente implora, con gli incorporei, colui che hai partorito, il Dio tanto filantropo, perché le nostre anime siano liberate da ogni minaccia, o sola benedetta.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, perché noi peccatori, privi di ogni scusa, rivolgiamo questa supplica a te come Sovrano: Abbi pietà di noi.

Signore, pietà di noi, perché in te abbiamo confidato non adirarti troppo con noi e non ricordarti delle nostre iniquità ma anche ora guarda a noi nella tua compassione e liberaci dai nostri nemici: tu sei infatti il nostro Dio e noi siamo tuo popolo, siamo tutti opera delle tue mani e il tuo nome abbiamo invocato.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Principio di salvezza sono state le parole di Gabriele alla Vergine; udendo infatti: salve, non si è sottratta al saluto, non ha dubitato, come Sara nella tenda ma così ha parlato: Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Anima, passando nella noncuranza tutta la vita, tu non poni mente al tremendo giorno del giudizio: torna alla sobrietà ed eleggi la penitenza; convertiti e grida a Cristo: O misericordioso, non ricordarti dei nostri molti peccati nell’ora della sentenza.

Martyrikòn. Luce perpetua per i giusti: poiché, resi luminosi in te, i santi risplendono sempre come astri, spegnendo la lampada degli empi con le loro preghiere, o nostro Salvatore; tu illuminerai la mia lampada, Signore e mi salverai.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Col cuore e con la bocca senza sosta inneggiamo alla Madre di Dio più che gloriosa e più santa degli angeli santi e confessiamola Madre di Dio: lei che del Dio incarnato è vera genitrice e che senza sosta prega per le nostre anime.

Canone catanittico. Acròstico: Cristo, accogli il pianto dei miei occhi. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Il faraone visibile fu sprofondato con l’armata, mentre Israele, attraversando il mare, gridava: Cantiamo al Signore Dio poiché si è glorificato.

O Cristo, guarisci con l’olio della tua misericordia me, caduto nelle mani dei ladroni e reso morto dalle ferite dannose per l’anima e abbi pietà di me, affinché ti glorifichi.

Tu, nato nella grotta, dona piogge di lacrime a me, che ho peccato molto e sono divenuto una spelonca di ladri e purificami perché diventi tempio del tuo Santo Spirito.

Martyrikà. Abbattendo valorosamente il nemico, o atleti, siete stati adornati con corone intrecciate da Dio e riempiti realmente di gloria state ora negli eccelsi con gli angeli presso Dio.

O megalomartiri, che un tempo annegaste il faraone spirituale nella profondità del vostro sangue, avendo glorificato Cristo vi siete trasferiti nella terra della promessa celeste.

Theotokìon. O Pura, con i martiri, con i divini profeti, con tutti gli angeli prega il Creatore di tutti di salvare quanti con fede glorificano te, piena di grazia.

Canone degli incorporei. Acròstico: Il sesto canto è fatto per gli intelligibili.

Dopo che Israele.

Lodando la bella venerazione delle schiere celesti, o Cristo, grido supplicandoti: illuminami con i loro raggi folgoranti, o solo misericordiosissimo.

Adornando le schiere degli angeli con il tuo Verbo e il tuo Santissimo Spirito, le hai predisposte per la tua lode, o principio onnipotente di tutto.

Theotokìon. Accogliendo il tuo Creatore, volontariamente incarnato senza seme dal tuo seno, o Purissima, ti rivelasti ineffabilmente sovrana delle creature.

Ode 3. Irmòs.

Fondando il pensiero della mia anima, stabiliscila sulla pietra della tua fede, Signore, poiché ho te come rifugio e saldezza, o buono.

Ho promesso a Cristo di pentirmi e non ho abbandonato affatto i mali. Che cosa farò io, avvolto da molta cecità? O Figlio di Dio, abbi misericordia di me.

Pensando alla magnanimità di Dio spreco la mia vita con oziosità e temo sempre che mi venga incontro all’improvviso la recisione della morte.

Martyrikà. Desiderando come banchetti le persecuzioni, le pene, le sventure, i martiri esultavano guardando con gli occhi intellettivi l’eterna delizia.

Rinforzando il vostro pensiero con tutta la sapienza come roccia forte della pietà, o martiri, non foste sconvolti dai turbamenti dei molti supplizi.

Theotokìon. O pura, ti sei rivelata nuovo paradiso, che ha nel mezzo l’albero della vita: Adamo, mangiandone, fu liberato dalla morte maligna, o purissima.

Canone degli incorporei. Non c’è santo come te.

La Natura, che plasmò dal nulla tutta la natura razionale, è inneggiata con voci trisagie in tre ipòstasi e glorificata con fede.

Facendo sgorgare il bene, o Sovrano di tutti e riversandolo copiosamente per partecipazione, rivelasti il bene agli angeli incorporei, o filantropo.

Theotokìon. Fu donata a noi la liberazione grazie a te, Genitrice di Dio, poiché il Sovrano della legge, da te incarnato, ci riscattò sopportando passione per noi.

Ode 4. Irmòs.

La tua virtù ha ricoperto i cieli, o Cristo e tutto si è riempito della tua lode, Signore.

Non condannare noi, che abbiamo mancato molto davanti a te, Sovrano, ma per la tua consueta compassione abbi pietà di noi.

O Salvatore, via della vita, rendimi degno di allontanarmi sempre dai sentieri mortiferi del peccato.

Martyrikà. Subendo il fuoco ardente dei supplizi, o martiri, con la rugiada del divino Spirito rimaneste incombusti.

Vi deliziate luminosamente della fonte della divina delizia, o martiri, avendola ereditata con l’effusione del sangue.

Theotokìon. Spreco la mia vita nell’ozio, o Purissima: accorro al tuo sostegno, abbi pietà di me e salvami.

Canone degli incorporei.

Cristo, mia forza.

I tuoi divini spiriti con natura incorruttibile circondano il tuo venerabile trono ereditando te come Fonte dell’immortalità, o filantropo.

Le assemblee dei santi angeli, santificate dal santo Spirito, restano immutabili contro il male, divinizzate dall’ascesa al bene primo.

Theotokìon. Per te, Madre di Dio incontaminata, la maledizione della progenitrice fu sciolta, poiché partoristi per noi la fonte inesauribile della benedizione, o pura.

Ode 5. Irmòs.

Tu che invii la luce nel mondo, o Cristo, illumina il mio cuore: dalla notte grido a te e tu salvami.

O Cristo, germogliato dalla radice di Iesse, prosciuga i germogli delle mie passioni, radicando in me il tuo timore.

Otteniamo il gemito del pubblicano e allontaniamoci dai mali per scampare dal gemito eterno.

Martyrikà. Colpiti dalla tua divina brama, o Signore, i tuoi martiri esultavano colpiti dai supplizi.

Gridaste dai confini patendo nella carne, o martiri e Cristo esaudì la vostra voce.

Theotokìon. Lodiamo la porta celeste da cui passano tutti i peccatori verso l’atrio del perdono.

Canone degli incorporei. Col tuo divino fulgore.

Vedendoti seduto sul trono dei cherubini, o Creatore di tutto e Signore, il profeta apprese dai tratti la tua sovranità e dominazione.

Vedendoti simile agli uomini, o Sovrano, circondato da miriadi e migliaia di angeli, Daniele intese misticamente il potere della tua gloria.

Theotokìon. Tuo Figlio si mostrò adorno di bellezza più dei figli dei terrestri, o lodatissima Sovrana, poiché è il Verbo del Dio di tutto, anche se prese da te la natura umana.

Ode 6. Irmòs.

Inghiottito dal mostro del peccato a te grido, o Cristo: Come il profeta liberami dalla corruzione.

Tu, che hai dato occhi ai ciechi, apri gli occhi della mia anima per vedere la tua luce e liberarmi dalla tenebra delle passioni.

Riempi la mia anima con le acque vivificanti della metania, o Compassionevole, donandomi fiumi di lacrime.

Martyrikà. Le valli dei martiri fioriscono gigli di guarigioni e profumano di pietà i cuori di tutti.

Slegandovi dal corpo corruttibile con i supplizi, o santi, avete legato il cuore all’amore del Signore.

Theotokìon. O santa Madre di Dio, con la tua misericordia purifica il mio cuore macchiato dalle azioni impure.

Canone degli incorporei.

Vedendo il mare della vita.

Giacomo con intelletto purificato vedeva chiaramente i tuoi angeli scendere la scala, o Sovrano, preconoscendo la tua venuta nella carne.

Si rallegrava il tuo servo Israele, o Sovrano, intravedendo la divina e luminosa schiera degli angeli che esultano e circondano in ordine la tua ineffabile gloria.

Theotokìon. Realmente più alto dei monti celesti delle potenze angeliche si mostrò il tuo grembo, monte luminoso che contenne il raggio della Divinità, o Sovrana Vergine.

Ode 7. Irmòs.

Tu che hai ascoltato l’inno dei tuoi tre santi fanciulli e refrigerato la fornace, benedetto sei tu, Signore.

Il mio intelletto è stato oscurato da troppa malvagità e non ho visto la luce della metania; salvami, o Cristo mio Salvatore.

Cercando la tua misericordia, o Compassionevole, a te mi prostro, chiedendo lo scioglimento dei miei mali; non trascurarmi, o Sovrano.

Solo io mi sono privato dalle cose che raddrizzano, solo io ho commesso ogni azione empia; solo tu, Cristo abbi misericordia di me.

Martyrikà. Tu, che hai rivestito di gloria ineffabile i tuoi santi, che nel mondo hanno sofferto, per le loro preghiere salvami, o Cristo mio.

Respingeste le regole della legge ingiusta come difensori della giusta legge, patendo con fede secondo la legge.

Theotokìon. Hai generato il Sovrano rivestito da servo, o Vergine; supplicalo, o Pura, di liberarmi dalla servitù delle passioni.

Canone degli incorporei.

Tutta rugiadosa.

Avvicinandovi alla gloria ineffabile di Cristo, o santissimi angeli dell’Onnipotente, splendete di bellezza, sempre gridando con affetto: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Girando spiritualmente intorno a te, Sovrano, gli angeli ricevono il tuo fulgore sovraintellettuale lodandolo eternamente e cantando sempre: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Il Signore è con te, benedetta: così disse l’arcangelo incorporeo. Poiché volendo rinnovare la natura corrotta ha preso dimora nel tuo grembo, o Pura: Benedetta sei tu, che hai partorito Dio nella carne.

Ode 8. Irmòs.

I tuoi santi fanciulli nella fornace imitarono i cherubini gridando l’inno trisagio: Benedite, inneggiate ed esaltate il Signore.

Ho desiderato i vizi del ricco spietato e ho trascurato il mio povero intelletto ferito davanti alle porte della metania; non inviarmi, o Cristo, nel fuoco inestinguibile.

Non togliermi impreparato dalla vita nell’inverno e nel sabato dell’inoperosità delle virtù, o Misericordioso, tu che hai fermato l’inverno del peccato, ma donami il divino ritorno.

Martyrikà. Calpestando l’inganno con la fede ortodossa, i martiri sopportarono le onde dei supplizi benedicendo, lodando e sovresaltando il Signore.

I santi sopportarono la fiamma accesa dei supplizi con la rugiada della pazienza e bruciarono la materia dell’empietà, i nobili martiri vittoriosi, accesi dallo zelo dell’amore divino.

Theotokìon. O Genitrice di Dio più venerabile degli angeli, tu hai generato il Santo Dio, santificandoti oltre tutti, o Vergine, perciò santifica anche la mia anima.

Canone degli incorporei. Dalla fiamma.

Come un tempo circondasti di eserciti angelici il tuo servo Eliseo, o Cristo, così circonda ora la tua Chiesa che ti sovresalta per tutti i secoli.

O divini archistratèghi che state presso il tremendo trono, pregate affinché siano liberati dalle colpe quanti con affetto glorificano Cristo nei secoli.

Theotokìon. Gridiamo a te, Madre e Vergine con il divino Gabriele: Salve, beata di Dio, poiché partoristi nella carne per noi il Dio Verbo che sovresaltiamo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Tu che hai accolto il Salve dell’angelo e hai partorito, o Vergine, il tuo Creatore, salva quanti ti magnificano.

Per la sua castità, Giuseppe è stato famoso come fornitore di grano mentre io, per la mia dissolutezza, sono stretto dalla fame di azioni virtuose.

Come Pietro pentito verso lacrime, o Cristo, come il pubblicano gemo, come il figlio dissoluto dalle profondità grido: Ho peccato, perdonami.

Martyrikà. Abbattuta con l’alleanza di Dio la malizia dello spirito del male, o sapienti, dall’alto avete ricevuto le corone della vittoria.

La santa memoria dei sacri martiri santifica nel santo Spirito coloro che con retta fede la santificano.

Theotokìon. Illumina me, ottenebrato dal peccato, tu che hai generato la luce dell’impassibilità, affinchè io canti te, o pura sempre Vergine.

Canone degli incorporei.

Impossibile agli uomini.

Come per il tuo profeta Davide hai arrestato il tuo angelo che colpiva il tuo popolo di spada così, o pietoso, aggiudica a tutte le Chiese la pace, o Cristo, alleggerendo, nella tua grande misericordia, il peso della prova che le incalza.

Vedendo l’oppressione del tuo popolo, o Cristo, come medico delle anime e dei corpi curalo, per le suppliche dei tuoi liturghi, o Sovrano, che ora attorniano te, Re del mondo, glorificandoti come Dio con voci incessanti.

Theotokìon. Principati, arcangeli, dominazioni e serafini; potenze, potestà e angeli; troni, con i cherubini dai molti occhi, onorando ora il tuo Figlio glorioso, sempre piamente glorificano te, Vergine Madre.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Le ferite che il mio cuore ha ricevuto da tanti peccati, curale tu, Salvatore, medico delle anime e dei corpi, che sempre doni il perdono delle colpe a chi lo chiede: concedimi lacrime di conversione, donandomi, Signore, la remissione dei miei debiti e abbi pietà di me.

Trovandomi spoglio di virtù, il nemico mi ha ferito con la freccia del peccato: ma tu, come medico delle anime e dei corpi, cura le ferite della mia anima, o Dio e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Signore, nella memoria dei tuoi santi, tutto il creato festeggia: esultano i cieli con gli angeli e la terra si allieta con gli uomini. Per le loro suppliche, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Hai accolto la parola dell’arcangelo e sei divenuta trono di cherubini: hai portato tra le braccia, o Madre di Dio, la speranza delle nostre anime.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Tralascia le cose compiute da me con conoscenza e senza conoscenza, o Gesù filantropo e mettimi nella parte dei salvati.

O Cristo, tu che hai illuminato le schiere degli angeli, per le loro preghiere illumina l’occhio del mio cuore.

Martyrikòn. Avendo sopportato ogni tentazione dei supplizi, o atleti, guarite sempre i dolori e le ferite degli uomini.

Gloria.

Ci prostriamo alla Santa Trinità inneggiata dagli eserciti degli angeli, gridando: salva le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Scampami dal fuoco eterno e dalle pene preparate per me, o Genitrice di Dio, affinché io ti dica beata.