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Periodo Del Tono 1

Martedi Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

O Cristo, hai steso le tue mani sul legno e hai insanguinato le tue dita volendo liberare l’opera delle tue mani divine, prigioniera, o filantropo, del regno della morte per la trasgressione di Adamo e che con la tua forza onnipotente hai risuscitato.

Inchiodato sulla croce, Cristo Dio, come uomo divinizzasti la natura umana distruggendo il serpente, principio d’ogni male; come misericordioso divenisti maledizione per liberarci dalla maledizione dell’albero e sei venuto per dare al mondo la grande misericordia.

Il Sovrano più eccelso d’ogni onore accettò di essere disonorato sopportando sul legno una morte infamante, con la quale il genere umano ha potuto conseguire l’immortalità e ricevere la vita d’un tempo, grazie a te, morto nella carne, o Onnipotente.

Stichirà della Theotòkos. Uguali.

Liberami, o santissima, dal cocente dolore dei miei piedi, dalla paralisi delle ginocchia, da frattura di arti, da infiacchimento di spalle, mani e piedi e dai disturbi di reumatismi vari, custodendomi in tutto ciò senza macchia, nell’amore di Dio, mio Creatore.

Disgraziato che sono, sono oppresso da terribili passioni e ho commesso vergognose dissolutezze, le cui immagini impure ancora adesso mi colpiscono, mi confondono e mi accendono i sensi impuri nel cuore; ma tu, che sei Pura, salvami.

La mia vita è diventata piena di molte tentazioni, o Purissima, per i tanti mali commessi; ma tu riscattami da entrambi e dammi ora una mente e una vita senza peccato e un pensiero sobrio, affinchè con fede ti proclami beata e glorifichi il tuo nome divino.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

La Vergine, vedendo la tua ingiusta immolazione, o Cristo, ti diceva piangendo: Figlio dolcissimo, come soffri ingiustamente, come pendi dalla croce tu, che hai sospeso la terra sulle acque? Misericordioso benefattore, ti prego, non lasciar sola, me, tua madre e ancella.

Prokìmenon. Tono 1.

La tua misericordia, Signore, mi accompagni tutti i giorni della mia vita.

Stico. Il Signore mi pascola e niente mi mancherà: in un luogo verdeggiante mi ha fatto riposare.

Apòstica stavròsima. Tono 1.

La croce fu piantata sul Calvario e fiorì per noi l’immortalità dalla fonte perenne del fianco del Salvatore.

E’ per noi inespugnabile baluardo la croce preziosa del Salvatore: confidando in essa tutti veniamo salvati.

Martirikòn. Oh, le vostre belle fatiche o Santi! Avete dato sangue ed ereditate i cieli; per breve tempo provati, eternamente esultate. Sì, è bello il vostro commercio: abbandonando le cose corruttibili, avete ricevuto le incorruttibili e nel coro degli angeli cantate senza sosta la Trinità consustanziale.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La spada ha trapassato il mio cuore, o Figlio, diceva la Vergine, vedendo pendere dal legno te, o Cristo; sono dilaniata, Sovrano, come profetizzò un tempo Simeone. Ti prego dunque, ti prego, risorgi e con te glorifica, o immortale, la tua madre ancella.