Periodo Del Tono 2
DOMENICA SERA AL VESPRO
Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.
Tono 2. Quando dal legno.
Dammi un pensiero di penitenza e da’anche desiderio di compunzione alla mia misera anima; alzami dal sonno di tanto indurimento, scaccia la tenebra della noncuranza e dilegua il buio della disperazione, perché nella mia miseria io sollevi il capo, a te aderisca, o Verbo e cammini nei tuoi voleri.
O Cristo, che solo subito ti plachi, o Verbo, unico più che buono e tollerante, io mi getto ai tuoi piedi, o compassionevole; con fervore ti supplico, nella preghiera a te grido: Ho peccato, salvami; salva, nella tua amorosa compassione, il figlio dissoluto, perché con riconoscenza io gridi: Donami il perdono e io verrò alla tua bontà, Signore.
Ogni peccato contro te commesso, in parole, opere e pensieri, Dio mio, tutto ora ti dico, il giorno è passato, infatti e tutto il tempo e sono giunto alla notte pieno di mali: perciò a te mi prostro gridando: O mio Sovrano, Sovrano salvatore, ho peccato, perdonami e salvami.
Degli Incorporei. Uguali.
Venite, acclamiamo ai capi supremi degli angeli con cantici spirituali: principi di tutti i cori degli incorporei, entrambi hanno ricevuto il nome di strateghi e arcangeli; principe della grazia riconosciamo Gabriele mentre della Legge e di quanti vissero prima di Mosè, è riconosciuto capo il principe degli arcangeli Michele.
Affréttati, luce degli incorporei, affréttati, archistratega dei cori immateriali, primo degli angeli e iniziatore ai segreti di Dio, Michele beatissimo, contemplatore delle altezze. Ti supplichiamo di liberare da difficoltà e pericoli tutti quelli che a te accorrono, poiché tutti mandiamo te come benevolo protettore presso il Signore.
Salve, archistratega degli angeli e iniziato ai segreti, liturgo di Dio, principe e capo dei cori incorporei, gloriosissimo Gabriele; ti rivelasti infatti ministro dei tremendi misteri della volontà nascosta; giungesti tu infatti a preannunziarci la discesa di Dio verso gli uomini per la salvezza.
Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.
Vedendo l’ora dell’esame tremo conoscendo la moltitudine delle mie colpe: che cosa risponderò? Come sfuggirò l’imminente vergogna essendo vissuto da dissoluto? Perciò con calde lacrime a te grido, o Fanciulla: lava la macchia della mia anima, tu che concepisti Cristo, la perla pura e salvami.
Apòstica catanittici.
Contro di te, Salvatore, come il figlio dissoluto ho peccato. Accoglimi nel mio pentimento, o Padre e abbi pietà di me, o Dio.
A te grido, Cristo Salvatore, con le parole del pubblicano: Sii propizio anche a me, come a lui e abbi pietà di me, o Dio.
Martyrikòn. I martiri vittoriosi, che non ambirono godimento terreno, si resero degni dei beni celesti e divennero concittadini degli angeli. Per la loro intercessione, Signore, abbi pietà di noi e salvaci.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Porta invalicabile misticamente sigillata, benedetta Vergine Madre di Dio, ricevi le nostre suppliche e presentale al tuo Figlio e Dio, perché per te egli salvi le nostre anime.

