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Modo: Modo 1

Modo I

Modo I – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono 1 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà.

Tono 1. Sigillata la pietra.

Come buoni soldati concordi nella fede, senza temere le minacce dei tiranni, o santi, prontamente andaste a Cristo portando la croce preziosa e, finita la corsa, dal cielo riceveste vittoria. Gloria a colui che vi ha rafforzato, gloria a colui che vi ha incoronato, gloria a colui che, per voi, risana tutti.

Martyrikòn. Lasciati commuovere, Signore, dalle sofferenze patite per te dai santi e sana, ti preghiamo, tutti i nostri dolori, o filantropo.

Supplichiamo tutti i martiri di Cristo: essi infatti implorano la nostra salvezza e con affetto accostiamoci a loro con fede; sono loro che concedono la guarigione e, come custodi della fede, sbaragliano falangi di demoni.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Gabriele ti recò il saluto: Salve, Vergine e a quella voce il Re dell’universo si incarnò in te, arca santa, come ti chiamò il giusto Davide. Sei divenuta più ampia dei cieli, portando il tuo Creatore. Gloria a colui che in te dimorò, gloria a colui che da te uscì, gloria a colui che ci liberò per il tuo parto.

Dopo la seconda sticologia, Kathìsmata. Martyrikòn.

Come ornamento per la loro lotta e onore di corone, i gloriosi vincitori si rivestirono di te, Signore, poiché con la costanza nei tormenti volsero in fuga gli empi e per la potenza divina ricevettero dal cielo la vittoria. Per le loro suppliche donaci, o Dio, la tua grande misericordia.

Altri kathìsmata, necròsima.

Annientasti, Cristo il potere della morte e facesti zampillare l’incorruttela per i mortali: quanti in te credono non muoiono, ma in te vivono. Dà dunque riposo, Signore, alle anime dei tuoi servi e collocali tra i tuoi santi, per intercessione della Madre di Dio, donando loro le tue misericordie.

I soldati a guardia.

In luogo luminoso, nel coro dei giusti, dà riposo, Salvatore, a quanti a ta trapassarono, perché in te, amico degli uomini, riposero la loro speranza; accogli la preghiera per i padri e per i figli e giustifica quanti ricordiamo, come colui che è misericordiosissimo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Prodigio dei prodigi, piena di grazia, il creato, contemplandoti, esulta: senza seme concepisti e ineffabilmente partoriti colui che le principesche schiere degli angeli non hanno la forza di guardare: imploralo per le nostre anime.

Canone per i profeti e i martiri.

Alla nona ode l’Acròstico è: Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

La tua destra vittoriosa, magnifica nella sua forza, si è glorificata, poiché per la tua potenza, Signore immortale, distrusse i nemici aprendo per Israele una via nuova nel profondo del mare.

Tu che tieni in mano i confini, d’una forza simile dotasti le mani dei tuoi profeti e per le loro suppliche, o Verbo, strappa il documento scritto dei nostri peccati e liberami dalle mani dei nemici.

Come profeti apriste il vostro spirito alla luce di Dio e riceveste lo splendore per annunziare l’oriente spirituale, gloriosi illuminatori delle nostre anime.

Martyrikà. Avendo inaridito l’abisso dell’idolatria col sangue versato nelle vostre lotte, seccate dunque il torrente delle nostre iniquità, beati martiri, con la rugiada delle vostre sante preghiere.

Nugolo splendido dei martiri, pregate il radioso Sole, sorto dalla Nube verginale di scacciare dai nostri cuori le nubi oscure e salvarci dalla geenna di fuoco.

Theotokìon. Sempre i pensieri mi fanno scivolare, sempre medito pensieri cattivi; pazzamente mi sono lasciato sedurre, divenendo tutto preda del nemico: non disprezzare, o Vergine, il tuo servo.

Canone necròsimo. Acròstico:

Offro il mio primo inno ai fedeli defunti.

Ode 1. Stesso irmòs.

Con la tua morte spezzasti le porte della morte e i suoi catenacci: ai fedeli defunti apri dunque le porte dell’immortalità che supera ogni mente, per le preghiere dei martiri, immortale Signore.

Per farci partecipare alla tua vita divina, fonte di vita, discendesti nella morte; spogliandola dei suoi tesori ci prelevasti di forza; concedi dunque ai defunti il riposo.

Assumendo il mio essere mortale e corruttibile l’hai rivestito di immortalità, facendolo entrare nella vita eterna, nella beatitudine infinita, là dove ti preghiamo di far riposare, misericordioso Dio, quanti a te trapassarono.

Theotokìon. Celebriamo, o fedeli, colei che concepì il Verbo Dio da Dio; per le anime defunte divenne cammino di vita e noi la glorifichiamo per aver generato e portato il nostro Dio.

Ode 3. Irmòs.

Tu che solo conosci la debolezza della natura dei mortali e per compassione te ne sei rivestito, circondami di potenza dall’alto, sicché a te gridi: Santo il tempio spirituale della tua gloria immacolata, o Filantropo.

Diveniste, sapienti profeti, strumenti dello Spirito, chiaramente rivelando la discesa del Verbo a noi; pregatelo di donare luce e misericordia a chi vi canta con fede.

Sulle tavole dei vostri cuori venne fedelmente trascritto il decalogo della salvezza: al mio cuore insozzato dalla legge del peccato, profeti da Dio ispirati, procurate la redenzione con le vostre sante preghiere.

Martyrikà. Valorosamente interrompeste le bestemmie dei tiranni, nella vostra elevazione verso Dio, o martiri, perciò a voi grido: con le vostre sante suppliche, distruggete il feroce dragone contro di me insorgente.

Partecipi della passione divina e dell’irraggiungibile regno futuro, gloriosi martiri, liberatemi dalle passioni carnali in questa vita, dalla geenna e dal giudizio nel secolo venturo, con le vostre preghiere al Creatore.

Theotokìon. Il tuo popolo, radunato in questo tempio per cantarti, rendi partecipe un giorno delle dimore immateriali, o dimora più vasta dei cieli, per il favore della materna intercessione presso Cristo Signore e Sovrano di tutti.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Tu che solo sei buono e misericordioso, dà riposo ai fedeli trapassati nel paradiso celeste, nel luogo dell’ineffabile gioia, dove l’esultanza fa risplendere la il nugolo dei martiri.

Tu solo apparisti sulla terra senza peccato, mio Salvatore, che per la tua misericordia togliesti il peccato; dà riposo alle anime trapassate nel tuo paradiso di santità, nelle delizie celesti, o amico degli uomini.

Abolendo il dominio della morte hai fatto scaturire la vita eterna per tutti i fedeli, che ti hanno raggiunto nella pietà, immortale Signore: concedila senza guardare le mancanze, ma perdona tutti i loro peccati.

Theotokìon. Senza seme, Vergine, concepisti il Verbo eterno, incarnatosi per vivere fra noi; distruggendo il potere della morte, fece scaturire la vita e donò ai mortali la risurrezione, lui che è misericordioso.

Ode 4. Irmòs.

Avvacum, contemplando con occhi profetici te, come monte ombreggiato dalla grazia divina, annunziò che da te sarebbe uscito il santo d’Israele, a salvezza e rinnovazione nostra.

Appariste lampade che nello Spirito manifestano il Verbo della vita e misticamente rischiarano tutta la terra, o profeti; perciò grido: con la vostra preghiera tenete accesa la lampada del mio cuore.

Come fiumi traboccanti dei flutti vivificanti dello Spirito, irrigando la terra con le vostre onde, gloriosi profeti ispirati, spandete, nella mia anima arida e logora il vostro refrigerio.

Martyrikà. Spegnendo con i rivi del vostro sangue, o illustri, i carboni ardenti dell’ateismo, refrigerate me, dardeggiato dal maligno, con la rugiada dello Spirito.

Tu che gradisci l’intercessione dei martiri, che per te lottarono e sconfissero il nemico, tu che sei buono, o Cristo, strappami dai nemici visibili e immateriali, che sempre cercano di uccidermi.

Theotokìon. Tempio della gloria sei tu, pura Vergine e noi, devotamente radunati nel tuo tempio santo, imploriamo il tuo soccorso e la tua venerabile protezione in cui troviamo salvezza.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Annoverato fra i morti tu, l’unico libero, uccidesti l’inferno con la tua invincibile forza, Cristo: per le preghiere dei tuoi santi martiri, libera da ogni condanna le anime dei fedeli.

Ti sei acquistato i figli di Adamo come prezzo della tua immolazione, o Sovrano, propiziazione universale; per questo chiediamo alla tua misericordia di donare il riposo ai defunti, perdonando le loro colpe.

Per noi hai sofferto d’esser seppellito per risuscitare i mortali, condannati a vivere nell’ombra della morte; o mio Salvatore, unico filantropo, concedi ai defunti la vita eterna.

Theotokìon. Per il tuo parto si salvò la stirpe umana: tu infatti concepisti per noi la vita enipostàtica, che libera dalla morte e ci conduce alla vita, purissima Sovrana, Genitrice di Dio.

Ode 5. Irmòs.

Tu che col fulgore della tua venuta, Cristo, ci illuminasti e con la tua croce facesti splendere i confini del mondo, con la luce della tua scienza divina, illumina i cuori di quanti in modo ortodosso ti inneggiano.

Brillando per la pietà all’ombra della Legge, rivelaste il vivo splendore della grazia di Dio: salvatemi dall’ombra del peccato mortale, gloriosi profeti del Signore.

Vegliando davanti a Dio tutta la notte, luminoso profeta Isaia, riflettevi la divina illuminazione; perciò ti supplico: al mio cuore ottenebrato porta la luce con le tue sante preghiere.

Martyrikà. I corpi tesi, tormentati dai supplizi, gloriosi atleti del Signore, Dio vi glorificò nelle vostre membra; con le vostre preghiere ottenetemi, o beati, la gloria degli eletti.

Verbo di Dio, tesoro di beni, fa’ che nella mia anima venga concepito il timore della tua maestà, generando lo spirito della tua salvezza, per le preghiere dei tuoi martiri, che all’infuori di te non amarono nessuno.

Theotokìon. In te riconosciamo la Madre di colui che di sua volontà creò il mondo; accorriamo al tuo tempio divino per domandarvi, o Vergine, la remissione dei peccati, grazie alla tua mediazione.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Prendendo su di te la morte e il suo veleno accettasti la condizione mortale e ottundesti il pungiglione della morte; dà riposo, dunque, o Cristo vivificante alle anime dei defunti, per le preghiere dei tuoi martiri.

Tu che liberasti l’umanità dalla tomba e dalla morte, dona ai tuoi fedeli defunti d’abitare nel tuo paradiso di santità, dove non c’è dolore, ma letizia e gioia fioriscono.

Come apristi il paradiso al crocifisso con te, accogli sempre Signore, le anime dei fedeli defunti e dona loro d’abitare nella Chiesa dei primogeniti.

Theotokìon. Salvezza di chi possiede in te l’àncora di speranza, conducili, Vergine benedetta e purissima, al porto della volontà divina, tu che sempre sei buona e maternamente intercedi.

Ode 6. Irmòs.

Ci ha circondato l’estremo abisso: non c’è chi ci liberi; siamo considerati pecore da sgozzare; salva il tuo popolo, o Dio nostro; poiché tu sei la forza e il restauro dei deboli.

In pericolo nell’oceano di questa vita e gettato alle fauci del mostro del peccato, come Giona, liberami dalla fossa della morte; Cristo, divino nocchiero, guidami ai porti tranquilli della vita.

Il coro dei santi profeti, che rifulsero sotto la legge, servendo Cristo prima della Legge, ti supplica: tu che riposi in essi, o Buono, concedici la remissione dei peccati.

Martyrikà. Provati da pene e tormenti; beati martiri, mai rinnegaste Cristo; con le vostre preghiere a Dio, liberate me, provato dagli assalti del nemico.

Ornati di atletica perfezione, soldati di Cristo, ora state presso colui che orna di bellezza il mondo; per questo vi supplico di correggere la viltà della mia anima, affinchè le vostre preghiere l’abbelliscano.

Theotokìon. Dimora casta e pura del Signore, purifica dalle passioni il mio cuore; o tempio del Verbo, rendimi limpido vaso dello Spirito divino, perché canti e magnifichi te, degna di ogni lode.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Misericordioso Dio, concedi ai defunti il perdono dei peccati e la gioia senza fine, là dove risplende il tuo volto, che illumina i tuoi santi martiri.

Per il sangue fluito dal tuo fianco liberasti il mondo, Dio Salvatore: libera, dunque, tutti i fedeli defunti per la forza della tua passione, perché tu stesso ti sei liberato in riscatto per il mondo.

Le tue mani mi plasmarono un tempo e ponesti in me il tuo Spirito e pure dopo la caduta hai voluto riplasmarmi più bello di prima; dà riposo, ora, alle anime dei fedeli defunti.

Concedi un posto al tuo banchetto, nella luminosa sala del festino, ai fedeli che in te riposano, senza guardare i loro peccati, Signore misericordioso e compassionevole, unico buono.

Theotokìon. T’inneggiamo, Vergine benedetta, per te è sorto per noi immersi nella tenebre e nell’ombra della morte l’intramontabile Sole di giustizia: divenisti infatti per noi mediatrice di salvezza.

Ode 7. Irmòs.

Noi fedeli, Madre di Dio, ti consideriamo spirituale fornace, poiché come quella salvò i tre fanciulli, così l’Altissimo nel tuo grembo riplasmò me tutto intero, il benedetto Dio dei padri, gloriosissimo.

I santi profeti in coro t’implorano, Signore: benedici con benedizioni spirituali coloro che ti glorificano e con canti d’esaltazione senza sosta gridano a te, Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Fanciulli, fedeli a Dio, per la rugiada celeste avete vinto la natura del fuoco: salvatemi dalla fiamma eterna perché possa salmodiare senza sosta e celebrare il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Martyrikà. Divenuti illustri per i trofei conquistati nello stadio, trovaste gloria in Dio: rendetemi degno, gloriosi martiri, dell’eterna gloria preparata per chi canta devotamente il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

O martiri, che domaste i leoni aizzati contro di voi, per il vostro slancio verso il Signore, calpestate il drago che sempre mi si avventa contro e salvate me che canto il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Theotokìon. Sii mia avvocata, Madre buona, presso il Dio che hai generato, perché si degni di salvarmi dalla geenna e mi accolga nel regno dei cieli, sì che possa cantare sempre il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Incorona con i raggi della tua immacolata gloria, o Cristo, tutti quelli che dall’oceano di questa vita son passati a te per cantare con i santi martiri il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Tu incarni il nuovo Adamo: modellasti l’antico e la maledizione gravante su di lui cancellasti da solo; perciò ti preghiamo, dà riposo ai fedeli defunti, nelle delizie del paradiso, o Cristo, unico compassionevole.

Tu solo sai la nostra fragilità: tu che sei buono e compassionevole, colloca i fedeli defunti là dove splende la luce senza fine della tua visione, Cristo Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Theotokìon. Le ombre della legge, i sogni d’un tempo svaniscono nel tuo concepimento: hai fatto sorgere su noi la fulgida grazia di Dio, per cui fummo salvati dall’antica condanna, o pura Madre di Dio, noi che celebriamo il Dio gloriosissimo.

Ode 8. Irmòs.

Nella fornace i figli d’Israele, come metallo in fusione, più che oro puro, brillarono per la bellezza della pietà, cantando: benedite, opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ingiustamente provati e perseguitati per Cristo da prove e tormenti, o profeti, liberate noi che cantiamo: benedite, opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Vasi in cui Dio mise i suoi doni, profeti ispirati, senza sosta pregate perché diventiamo dimore dello Spirito santo, noi che gridiamo: benedite, opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Martyrikòn. Incatenati spezzaste ogni astuzia del nemico: liberatemi dunque dalle catene del peccato, sapienti martiri, perché canti: benedite, opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Tu che concepisti la fonte della luce, o Vergine, rischiara gli occhi del mio cuore alla luce della sapienza divina per cantare: opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Dei defunti. Stesso irmòs.

Tu che per la fede giustifichi gli uomini, per le preghiere dei martiri, Dio Salvatore, colloca alla tua destra i fedeli defunti per cantare: opere tutte, lodate il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Dei tuoi servi defunti, Signore lava ogni colpa con la rugiada del tuo amore, perché cantino: opere tutte, lodate il Signore ed esaltatelo nei secoli.

Tu che hai piena potestà sulla vita e sulla morte, compiàciti di far trovare il tuo splendore a quanti con fede si sono addormentati acclamando: Opere tutte, lodate il Signore, ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Vergine pura, sei per noi mediatrice di salvezza nello splendore della vita eterna; noi tutte opere del Signore ti cantiamo, divina Madre e ti esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Il roveto ardente che non si consumava ci ha mostrò una figura del tuo parto puro; estingui, ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni che infuria contro di noi, affinchè, Madre di Dio, senza fine ti magnifichiamo.

Perché nelle sacre tende fosse rivelata in anticipo la tua benevolenza, facesti dei tuoi profeti strumenti eletti manifestando già per mezzo loro ciò che sarebbe stato; per loro t’imploriamo: donaci la tua compassione.

Ti sei rivelato ai profeti, Sovrano, nella misura in cui erano capaci di vedere il tuo splendore; rendici capaci, per le loro preghiere, delle luci pure che sono in te, purificando le nostre anime dalle passioni peccaminose.

Martyrikà. Consegnando il corpo ai flagelli, avete flagellato le torme dei demoni, custodendo il vostro intelletto salvo dai loro colpi, o martiri: sanate dunque, con le vostre preghiere, il mio cuore colpito dal dardo del maligno.

Era l’ostilità dei persecutori, che pativa quando infliggeva a voi i dolori dei colpi, venerabili martiri, difensori della fede: curate dunque gli atroci dolori della mia anima e le ferite del mio cuore.

Theotokìon. Fremono le schiere degli intelletti celesti vedendo il divino splendore del Padre inespli-cabilmente tenuto da te fra le braccia e divenuto a te somigliante, Vergine Madre purissima, per divinizzare i mortali.

Dei defunti. Stesso Irmòs.

Tu che sei Dio misericordioso e amico degli uomini, perdona alla creatura da te plasmata e dà riposo nelle tende dei tuoi santi, dove tutti i martiri esultano, a quanti con fede hanno lasciato questo mondo effimero, o misericordiosissimo.

E’ tuo l’abisso di misericordia che vince le colpe dei tuoi servi: accogli, dunque, coloro che hai scelto, dà loro riposo nel seno di Abramo, o amico degli uomini e falli dimorare con Lazzaro nella tua luce.

Divenuto con la crocifissione liberatore e Salvatore del genere umano, rendi degni del gaudio divino, della vita pura, della letizia e dello splendore quelli che tra di noi, nella tua benevolenza, hai ora trasferito.

Theotokìon. Trascendono l’intelletto le tue meraviglie: tu sola sotto il sole, purissima Vergine, hai dato a tutti di contemplare il nuovissimo prodigio del tuo parto incomprensibile: perciò tutti ti magnifichiamo.

Exapostilaria. Tono 3.

O Dio, che solo riposi nel santuario, salva quanti invocano il tuo nome, per le preghiere degli apostoli, dei martiri, dei profeti, dei gerarchi e di tutti i santi.

O Dio, Re dei morti e dei vivi, dà riposo ai tuoi servi nelle tende degli eletti e se anche peccarono, mai da te si allontanarono, Dio Salvatore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

In te ci rallegriamo, divina Madre, nostra protettrice presso Dio: stendi la tua mano invisibile e distruggi i nostri nemici, invia ai tuoi servi un soccorso dall’alto.

Stichirà delle Lodi. Martyrikà. Tono 1.

Venite, popoli tutti, con inni e cantici spirituali onoriamo i vittoriosi di Cristo, i luminari del mondo, gli araldi della fede, la fonte perenne dalla quale per i fedeli sgorgano guarigioni; per le loro suppliche, Cristo Dio nostro, concedi al tuo popolo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Ecco i soldati del gran Re: si opposero ai decreti dei tiranni e disprezzarono generosamente i tormenti; calpestata ogni seduzione e degnamente incoronati, chiedono al Salvatore pace e per le nostre anime la grande misericordia.

Non han potuto separarvi da Dio, lodatissimi martiri, né tribolazioni, né angoscia né fame, né persecuzione, né flagelli, né furore di belve, né spada o fuoco minaccioso; ma lottando per suo amore come in corpi estranei, dimenticaste la natura, disprezzando la morte e giustamente avete avuto ricompensa per le vostre pene: del regno di Dio siete divenuti eredi; pregate dunque senza sosta per le nostre anime.

Esultate, martiri, nel Signore; ingaggiano la buona battaglia, avete resistito ai re e vinto i tiranni; non temevate né fuoco, né ferro e mentre belve feroci vi divoravano il corpo, a Cristo, con gli angeli, inneggiavate, ottenendo così celesti corone; chiedete che sia donata al mondo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.

Necròsimo. Con le opere, mio Salvatore, mostri d’esser la risurrezione di tutti, risuscitando Lazzaro dai morti con la tua parola, o Verbo; allora furono infrante le sbarre dell’Ade e scardinate le sue porte; allora si rivelò un sonno la morte dell’uomo; tu dunque, che sei venuto non per giudicare, ma per salvare la creatura da te plasmata, dà riposo a quelli che hai chiamato, come filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, Madre di Dio Maria, poiché generasti il Re, il Salvatore e l’illuminatore di tutti i secoli.

Quando c’è l’alliluia cantiamo i martyrikà qua sopra alle lodi, mentre i seguenti prosòmia, composti da Teofane, li diciamo agli apòsticha. Tutti questi prosòmia hanno questo acròstico: O Cristo, scrivi i tuoi servi nel libro dei viventi.

Martiri degni di ogni lode.

Ti preghiamo, Salvatore, rendi degni i defunti della dolce comunione con te e falli abitare nelle tende dei giusti, nelle dimore dei tuoi santi, nelle dimore celesti senza far conto delle loro colpe, per la tua compassione e concedi loro il riposo.

Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.

Nessuno è senza peccato, se non tu, unico immortale: colloca dunque i tuoi servi nella luce, con i cori dei tuoi angeli, Dio misericordioso e non considerare i loro peccati, nella tua compassione e dona loro il perdono.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Le tue promesse, Salvatore, superano ogni realtà visibile: ciò che occhio non ha visto, né orecchio udito, ciò che a cuore d’uomo non è mai salito; fa’ dunque che le raggiungano, ti preghiamo, quelli che tra di noi a te sono passati e dona loro la vita eterna.

Stico. La loro memoria di generazione in generazione.

Allietandosi della tua croce, Salvatore, i tuoi servi passarono a te fiduciosi, o amico degli uomini; in riscatto delle loro colpe dona loro ora regalmente questa croce da cui effondesti il tuo vivificante e prezioso sangue e concedi loro di godere della gloria infinita.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Scongiura Cristo tuo Figlio, Vergine Madre, perché doni il perdono delle colpe ai tuoi servi che piamente ti hanno proclamato Madre di Dio e tale ti hanno definita con parola verace: conceda loro nel suo regno lo splendore dei santi e la letizia.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

La folla innumerevole degli atleti, dei sommi sacerdoti e delle donne sapienti e degli insigni profeti ti supplica, o Gesù Dio: concedi a tutti remissione delle colpe come unico filantropo.

Voi che avete compiuto la sacratissima corsa, o asceti di Cristo, con i sacri gerarchi e i profeti foste degni di abitare gioiosi la città celeste con gli angeli.

Colloca nella luce senza sera, o Cristo, quanti hai trasferito trascurando le loro trasgressioni, come Dio compassionevole Dio affinché glorifichiamo la tua ricca misericordia, o benefattore.

Gloria.

Con il Padre tuo preeterno e il santo Spirito, Cristo Dio, tutti glorifichiamo la tua filantropia acclamando: Ricordati dei tuoi servi nell’ora del giudizio, Signore.

E ora. Theotokìon.

Come palazzo, trono di gloria e nube di luce ti inneggiamo e supplichiamo, o pura: sciogli le nubi maligne e le passioni delle nostre anime, o fanciulla.

FINE DEL PRIMO TONO

Larte della musica abbellendo i tuoi suoni,

Ti dà il primo posto. Ah, quanto meritato!

Tu che sei chiamato primo tono dallarte della musica,

Prima di tutto lasciati elogiare da noi a parole.

O primo, la prima delle bellezze tu ottieni;

Primo premio che possiedi ovunque.

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Modo I – Giovedì – Vespero

Periodo Del Tono 1

Mercoledi Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia degli apostoli.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

Apostoli gloriosi di Cristo, discepoli eletti, maestri dell’ecumène, trovando il Signore mediatore tra Dio e l’uomo, a lui divinamente aderiste e come Dio e come uomo perfetto lo predicaste sapientemente nel mondo.

Apostoli sapientissimi di Cristo, pregate perché sia scossa via l’ignoranza della mia anima essendo divenuti davvero iniziati e rivelatori della sapienza; accendendo la luce del Paràclito e bruciando le scorie della mia ignoranza, fatemi degno di dirvi beati.

O divini veggenti, o apostoli, illuminate la mia anima oscurata dalle passioni, voi che rischiaraste tutto il mondo terrestre con i vostri insegnamenti e dileguaste la tenebra degli idoli; e ora pregate affinché alle nostre anime siano donate la pace e la grande misericordia.

Per san Nicola. Esultanza delle schiere.

Volando intorno ai fiori della Chiesa come ape del celeste alveare degli angeli, beatissimo Nicola, tu gridi sempre a Dio per tutti noi, che siamo tra le angustie, i pericoli e le prove e ci riscatti con le tue preghiere.

Avvicinandoti alla bellezza delle cose invisibili, intuisti la tremenda gloria dei santi, perciò ci riveli le parole celesti di quelle sempre vive contemplazioni, o sacratissimo.

Per lo splendore delle virtù che praticasti, padre teoforo, facevi risplendere la bellezza dei tuoi sacri ornamenti, perciò celebri per noi le magnificenze di quelle illustri contemplazioni, liberandoci dai mali.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vergine che concepisti Dio, tu che negli ultimi tempi, ignara di nozze, generasti Dio, di nuovo dopo il parto ti rivelasti realmente pura Vergine, trono, porta, mensa mistica e lucerna luminosa.

Tono pl. 1.

O Dio, nel tuo nome salvami e nella tua potenza giudicami.

Stico. O Dio, ascolta la mia preghiera, intendi le parole della mia bocca.

Apòstica apostolikà. Tono 1.

L’armoniosissima lira degli apostoli, toccata dallo Spirito Santo, ha posto fine ai riti misterici dei demoni esecrabili, annunziando l’unico Signore e riscattato le genti dall’inganno degli idoli, insegnando ad adorare la Trinità consustanziale.

Esultanza delle schiere.

Pietro e Paolo concordemente celebriamo, Luca, Matteo e Marco, Giovanni, Andrea e Tommaso, Bartolomeo e Simone il cananeo, Giacomo e Filippo e tutta l’assemblea dei discepoli degnamente inneggiamo.

Martirikòn. Illustrissimi martiri, non vi ricoprì la terra, ma il cielo vi accolse: a voi si aprirono le porte del paradiso e là giunti gustate l’albero della vita, mentre pregate Cristo Dio di donare alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vergine lodatissima, con occhi profetici Mosé vide il tuo mistero nel roveto ardente che non si consumava: il fuoco della divinità, infatti, non consumò il tuo grembo, o pura; ti chiediamo, dunque, quale Madre del nostro Dio, di donare al mondo la pace.

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Modo I – Giovedì – Mattutino

Periodo Del Tono 1 Giovedì Al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata apostolikà. Tono 1.

Sapienti pescatori dell’ecumène, che riceveste da Dio la capacità di compatire, intercedete anche ora per noi che gridiamo: Signore, salva il tuo popolo e la tua città e libera le nostre anime, tramite gli apostoli, dai mali che le stringono.

Sigillata la pietra.

Con la rete del verbo e la canna della croce i pescatori sconvolsero le argomentazioni dei retori e piamente illuminarono le genti, perché glorifichino te, Dio vero; a te, che li rafforzasti, cantiamo dunque l’inno: Gloria al Padre e al Figlio, gloria allo Spirito consustanziale gloria a te, che per loro illuminasti il mondo.

Gloria E ora. Theotokìon.

Tu, che senza venir bruciata concepisti il fuoco della divinità e senza seme partoristi la fonte della vita, il Signore, salva quanti ti magnificano, Madre di Dio piena di grazia.

Dopo la seconda sticologia.

Altri kathìsmata apostolikà. I soldati a guardia.

Onoriamo con inni, fedeli, le sonore trombe di Cristo, i sapienti apostoli che sconvolsero il mare dell’ateismo e, come dall’abisso, trassero gli uomini al divino porto della salvezza per la grazia dello Spirito.

La luce da luce senza tempo rifulsa apparve nel tempo, nella carne ai mortali e per voi, beatissimi, rischiarò il mondo; perciò illuminati tutti dalle vostre divine dottrine, onoriamo, apostoli la vostra sacra memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutti abbiamo te avvocata presso Dio e accorriamo, o venerabile, al tuo santo tempio e ti chiediamo aiuto, o sempre Vergine: liberaci dalla malvagità dei demòni e strappa alla temibile condanna quanti ti dicono beata.

Dopo la terza sticologia.

Altri kathìsmata di S. Nicola. I soldati a guardia.

Risiedendo a Mira quanto ai sensi, o gerarca, apparisti intelligibilmente unto, padre Nicola, dall’unguento profumato dello Spirito e con gli unguenti dei tuoi prodigi profumasti, con effusione di unguento perenne, quanti vogliono profumare la tua memoria con inni profumati.

Martyrikòn. Supplichiamo tutti i martiri di Cristo perché essi chiedono la nostra salvezza e con affetto accostiamoci a loro con fede: essi infatti concedono grazie di guarigioni e quali custodi della fede, scacciano falangi di demoni.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Gli apostoli e discepoli divini, Vergine, con dottrine ispirate proclamarono a tutti il tuo parto ineffabile, Madre di Dio, insegnando a venerarti degnamente e noi dunque ti chiediamo: prega con loro per la salvezza di quanti con fede ti onorano.

Canone dei santi Apostoli.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

La tua destra vittoriosa, magnifica nella sua forza, s’è glorificata, poiché per la tua potenza, Signore immortale, distrusse i nemici aprendo per Israele una via nuova nel profondo del mare.

Rischiarati dai divini raggi della luce trisolare, siete divenuti come dèi, figli dell’Altissimo, assisi accanto a lui e degnamente vi celebriamo con fede.

Per bontà il Verbo apparve in terra nello spessore della carne e noi vi glorifichiamo, o apostoli, che foste suoi servi per eccellenza, esecutori dei suoi decreti.

Coi raggi sfavillanti dello Spirito, santi apostoli, rischiaratemi, perché sono del tutto immerso nella tenebra del peccato; guidatemi sapientemente verso la via della penitenza.

Theotokìon. Gioia dei gloriosi apostoli, Regina Madre, Genitrice di colui che per sua bontà divinamente fece udire la sua voce, con loro imploralo di salvarmi dalla geenna di fuoco.

Canone di san Nicola. Acròstico: A te, Nicola,

per primo offro un il canto, io, Giuseppe.

Ode 1. Irmòs. Cantiamo un inno.

Gerarca incoronato di giustizia, che stai presso il trono della grazia, per le tue preghiere, salva i fedeli che ti offrono una corona di canti.

Tu che ricevesti il dono di compiere guarigioni, sana le piaghe della mia anima e salvami dalle prove, per la tue preghiere e intercessioni, o Nicola.

Con la forza della tua intercessione, raddrizza la mia anima tutta curvata sotto il peso dei miei peccati e salvala dai mali di questa vita, o Nicola.

Theotokìon. La tenebra del mio cuore allontanala con il tuo splendore e salvami dalla tenebra eterna perché senza fine canti le tue meraviglie, o Santissima.

Ode 3. Irmòs.

Tu che solo conosci la debolezza della natura dei mortali e per compassione te ne sei rivestito, circondami di potenza dall’alto, sicché gridi a te: Santo il tempio spirituale della tua gloria purissima, amico degli uomini.

Il nostro unico e indivisibile Dio si lasciò vedere nella carne dai vostri occhi e per discepoli vi scelse, affidandovi il compito di evangelizzare in tutto il mondo il suo santo nome e la sua gloria che supera il creato, beatissimi apostoli di Dio.

Contro te solo ho sbagliato, contro te solo ho peccato, macchiando gravemente la mia anima, o Cristo; purificami, salvami, o Gesù, unico compassionevole, ascoltando le preghiere dei tuoi divini apostoli, o Buono.

Dall’amarezza delle passioni e dei pensieri, da ogni peccato liberatemi, o apostoli, nella vostra compassione; spandete sulla mia anima il refrigerio della penitenza, voi che portate nel cuore la divina dolcezza.

Theotokìon. Con gli incorporei e tutte le Potenze superiori, con i martiri e gli apostoli di Cristo, Vergine Madre non sposata, implora colui che prese carne dal tuo purissimo grembo perché salvi i tuoi servi.

Di san Nicola. Si rinsaldi.

Ornamento dei santi pastori,profumo sublime dello Spirito, per le tue soavi orazioni scaccia dal mio cuore la peste delle passioni, ti prego, san Nicola.

Nell’accidia ho passato tutta la vita, per questo temo il tuo terribile tribunale, o Cristo; in quel giorno non condannarmi, ma per le preghiere di Nicola, lasciati piegare, Dio mio.

Santo gerarca Nicola, rivestito dei divini ornamenti della grazia, salva da ogni pericolo me, che mi rifugio sotto il manto della tua benedetta protezione.

Theotokìon. Salvami da tentazioni e trappole del serpente, dal fuoco che brucia nell’aldilà e dalle tenebre, Vergine purissima, che per i mortali generasti la luce senza tramonto.

Ode 4. Irmòs.

Avvacùm, contemplandoti con occhi profetici quale monte ombreggiato dalla grazia divina, annunziò che da te sarebbe uscito il santo d’Israele, a salvezza e rinnovazione nostra.

Illustri apostoli, divinamente scelti per la cavalleria di Cristo, calpestando nel vostro cammino l’oceano dell’incredulità avete sommerso il nemico spirituale e gli uomini naufragati avete guidato alla salvezza.

Beati apostoli, vasi spirituali dei divini raggi dello Spirito Santo, sulla mia anima ottenebrata, divenuta ricettacolo di passioni, effondete la luce divina, lo splendore della penitenza.

Nubi in cui si raccolgono i torrenti della vita, fate discendere la pioggia divina sulla mia anima desolata per l’aridità delle passioni e fatela produrre, gloriosi apostoli, al centuplo il frumento della salvezza.

Theotokìon. Profeti, apostoli, gloriosi martiri, con la Madre di Dio, senza sosta pregatelo di risparmiarci da pericoli, prove, afflizioni e dalla pena eterna meritata per i nostri peccati.

Di san Nicola. Il profeta Avvacùm.

Avendo tu stesso seguito i divini comandamenti, precetti, per le tue preghiere, fa’ che osserviamo i precetti di salvezza e proteggici da ogni tentazione, padre e gerarca Nicola.

Terminata a buon fine la tua corsa in Cristo, preparaci le vie che conducono a lui, perché abbandoniamo i sentieri dell’errore, teoforo padre, guidandoci alla salvezza.

Sapiente Nicola, che per le tue veglie addormentasti tutti gli inganni del nostro nemico, donaci di essere vigilanti celebrando nei nostri inni il Dio vivo e gioendo della tua fervida mediazione, o padre.

Theotokìon. Il profeta per divina ispirazione, ti descrisse, Vergine pura, quale montagna ombreggiata, che rinfresca per la grazia della tua mediazione quanti sono bruciati dalla fiamma delle passioni.

Ode 5. Irmòs.

Tu che col fulgore della tua venuta, Cristo, ci illuminasti e con la tua croce rischiarasti i confini, con la luce della tua scienza divina, illumina i cuori di quanti in modo ortodosso t’inneggiano.

Siete voi, apostoli illustri, i monti stillanti dolcezza e gioia ineffabile, voi che cancellate l’amarezza dei demoni e deliziate i fedeli.

Riconosceste Cristo, venuto nel suo possesso come straniero e con tutto il cuore lo seguiste: liberatemi dal male causatomi dal nemico, divini apostoli del Verbo.

Della mia anima, Salvatore compassionevole, sana le piaghe segrete per le preghiere e l’intercessione di coloro che predicarono in questo mondo la tua venuta, la tua passione, la tua sepoltura e risurrezione.

Theotokìon. Con gli incorporei, Vergine Madre, prega tuo Figlio, Dio e Verbo che da te prese un corpo; supplicalo di liberare i tuoi servi dalle passioni irrazionali e dai piaceri mortiferi.

Di san Nicola. Fa’ sorgere il giorno.

Piantato nel giardino del nostro Dio, gerarca Nicola, quale olivo rigoglioso e verdeggiante, hai fatto brillare col tuo olio i volti dei fedeli.

Intercedi per i tuoi servi perché siano rimessi tutti i loro peccati e siamo salvati da ogni angoscia e oppressione, o padre.

Poiché sei fervido intercessore presso il Signore, ti preghiamo, santo gerarca, non abbandonarci, ma accompagnaci con la tua costante protezione.

Theotokìon. Piena di grazia, tempio luminoso di Cristo, per le tue preghiere, rendici degni di buone opere, sì che diveniamo dimora santificata del Padre, del Figlio e dello Spirito.

Ode 6. Irmòs.

Ci ha circondato l’estremo abisso: non c’è chi ci liberi; siamo considerati pecore da sgozzare; salva il tuo popolo, o Dio nostro, poiché tu sei la forza e il restauro dei deboli.

Con la rete del Verbo avete pescato tutte le nazioni, da voi condotte alla conoscenza di colui che rigenerò la stirpe umana; presso di lui, senza sosta pregate per il mondo, beati apostoli.

Povera e miserevole anima, dall’impenitenza passa alla penitenza, dicendo a Cristo: ho peccato, fammi grazia, o Buono, per le preghiere dei santi apostoli, misericordiosissimo.

Onnipotente, che un tempo per Israele hai fatto scaturire dalla roccia il rigagnolo di salvezza, fa’ sgorgare i torrenti delle mie lacrime, dissolvendo la mia durezza, per le preghiere dei santi apostoli, o Cristo misericordiosissimo.

Theotokìon. Supplica Dio Creatore, che nella sua compassione volle nascere bambino dal tuo grembo di salvare da prove e tentazioni quanti sempre in te sperano, Vergine santissima.

Di san Nicola. Imitando Giona.

Ocompassionevolissimo, lenisci i miei molti mali e reggi sapientemente il timone la mia vita, sempre sballottata dal fascino dei peccati.

Con forza, sapiente Nicola, sconfiggesti il nemico: tu che ci assicuri la protezione divina, donaci forza e vittoria.

La città di Myra fu il tuo seggio episcopale: che un profumo soave, degno di questo nome allontani dalle nostre anime il fetore delle passioni per refrigerare veramente i nostri sensi spirituali.

Theotokìon. Cristo, colmo di grazia, fece prodigi per te, Vergine: pregalo dunque perché accresca in me il tesoro del tuo amore.

Ode 7. Irmòs.

Noi fedeli, Madre di Dio, ti consideriamo spirituale fornace, poiché come quella salvò i tre fanciulli, così l’Altissimo nel tuo grembo riplasmò me tutto intero, il benedetto Dio dei padri, gloriosissimo.

Gesù Signore, fonte di vita, vi inviò, santi apostoli, come fiumi che irrigano il mondo coi flutti della sapienza divina, cantando a lui, Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Portando nei vostri cuori come fuoco spirituale la divina grazia di Cristo, avete bruciato la materia dell’ateismo, o discepoli: bruciate dunque anche le scorie delle mie passioni perché possa inneggiare il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Salvami dal castigo della geenna di fuoco, Dio mio, per le preghiere dei tuoi gloriosi discepoli, non allontanarmi dal tuo volto perché possa inneggiare te, Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Theotokìon. Strappami, Signore, dalla sozzura delle passioni, o unico senza peccato, nato senza corruzione dalla Madre di Dio e concedi l’immortalità a quanti cantano il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Di san Nicola. Nella fornace.

Sapiente padre, con la tua salda intercessione conferma solidamente le fondamenta del mio cuore sulla roccia dei luminosi precetti del Signore, custodendomi senza colpa, né caduta per le trame dei malvagi.

Concedici la remissione delle colpe, salvaci dai mali della vita e dalle prove che ci minacciano, o gerarca Nicola, modello dei vescovi e protettore dei fedeli.

Sono io il servo malvagio che ha nascosto sotto terra il talento che mi hai dato per farlo fruttare, perciò temo il tuo terribile tribunale; non condannarmi, Dio misericordioso.

Theotokìon. Vergine santissima e purissima, sempre, giorno e notte t’imploriamo con cuore sconvolto: procuraci, o Buona, la remissione dei peccati.

Ode 8. Irmòs.

Nella fornace i figli d’Israele, come metallo in fusione, più che oro puro brillarono per la bellezza della pietà cantando: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo nei secoli.

In tutta la terra il gran Sole vi inviò come suoi raggi, o apostoli, per illuminare tutti i fedeli che cantano: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo nei secoli.

Come pastori spirituali e agnelli del buon Pastore, apostoli dell’Agnello, martiri del nostro Dio e Redentore, scampatemi dal lupo rapace, risparmiandomi nell’aldilà la sorte dei malvagi.

Gemi, povera anima e dì al tuo Signore: Più d’ogni uomo ho peccato; sono stato iniquo, purificami, salvami come il pubblicano, la prostituta e il ladrone, per le preghiere dei tuoi apostoli.

Theotokìon. Con gli angeli, gli apostoli, i profeti e i martiri prega Cristo, o Madre di Dio, di salvare i fedeli che a lui gridano: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo nei secoli.

Di san Nicola. Il Signore e Creatore.

Stando sulla montagna delle virtù, i confini del mondo hanno conosciuto i tuoi miracoli strepitosi e ogni lingua ora ti celebra nei secoli, o gerarca Nicola.

Padre venerabile, gustata la bontà del nostro Dio, rigettasti l’amaro dei piaceri: liberaci dalle nostre passioni, pregando il Sovrano di allontanare i pericoli che incombono.

Colonna inamovibile della fede, saldezza dei fedeli, per le tue preghiere, beato padre, rinsalda il mio cuore sempre affascinato dalle seduzioni di demòni e le vanità della vita.

Theotokìon. Vergine che generasti il medico del mondo, sana il mio cuore dalle passioni e fa’ che, per le tue preghiere, Cristo mi conceda di ereditare la sorte dei giusti e il suo regno.

Ode 9. Irmòs.

Il roveto ardente che non si consumava ci mostrò una figura del tuo parto puro; estingui, ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni infuriante contro di noi, affinchè, Madre di Dio, senza fine ti magnifichiamo.

Resi divine e fulgide fiaccole del santo Spirito, illuminaste, o beati, tutta la terra coi fulgori del sacro e sapientissimo annunzio, dissolvendo così la tenebra degli idoli.

Divini tralci della vite intelligibile, maturaste grappoli divini, facendo sgorgare il vino salutare, o gloriosi apostoli: riscattatemi dunque dall’ebbrezza dei piaceri.

Tremo nella mia miseria pensando al tuo tremendo tribunale, Cristo mio: sono avvinto da turpi e sordide azioni e così già prima del giudizio sono condannato: abbi pietà di me per le preghiere dei tuoi apostoli.

Theotokìon. Sola divinizzasti i mortali, generando il Verbo incarnato: con gli apostoli e i martiri imploralo, Vergine santissima, sposa di Dio, per noi che con fede ti veneriamo e proclamiamo beata.

Di san Nicola. Magnifichiamo tutti.

Con sacre melodie ti celebriamo quale gerarca di Cristo, astro risplendente, operatore di prodigi, fonte di guarigioni, aiuto nelle pene, fervidissimo intercessore per chi t’invoca nelle angustie, o padre.

T’imploriamo con fervore come grande pastore in tutto imitatore di Cristo, sommo pastore; dalle sacre altezze del cielo pasci, o Nicola, i tuoi servi e sempre liberali da tutte le sventure della vita.

Già la fine si avvicina e tu vivi nella negligenza, anima mia. Come non ti studi di servire Dio, sì da essergli gradita? Affrettati, ritorna infine alla sobrietà e grida: Abbi pietà, amico degli uomini, per intercessione di Nicola e guida al bene l’anima mia.

Theotokìon. O purissima, che partoristi la luce divina, illumina me, oscurato da tutte le frodi del nemico: vivo nella noncuranza e provoco Dio; guidami alle opere buone, tu che sei origine di tutti i beni.

Exapostilaria. Tono 3.

Apostoli del Signore, che il Verbo trasse dal tetro baratro dell’errore per illuminare tutto l’universo, senza sosta pregate per noi.

O gloria degli apostoli, sacra dozzina, col santo di Mira, il gerarca Nicola, senza sosta pregate per noi il Salvatore.

Theotokìon. Vergine, rifugio dei cristiani, col vescovo glorioso prega tuo Figlio e supplicalo perché sia concessa l’eterna gloria a noi, tuoi indegni servi.

Apòstica apostolikà. Tono 1.

L’armoniosissima lira degli apostoli, toccata dallo Spirito Santo, interruppe i riti misterici dei demòni esecrabili e, annunziando l’unico Signore, riscattò le genti dall’inganno degli idoli e insegnò ad adorare la Trinità consustanziale.

Esultanza delle schiere celesti.

Pietro e Paolo concordi celebriamo, Luca, Matteo e Marco, Giovanni, Andrea e Tommaso, Bartolomeo e Simone il Cananeo, Giacomo e Filippo e tutta l’assemblea dei discepoli degnamente celebriamo.

Martirikòn. Esultate, martiri, nel Signore, perché avete combattuto la buona battaglia, avete tenuto testa ai re e avete vinto i tiranni; non avete temuto né fuoco, né ferro e mentre belve feroci vi divoravano il corpo, a Cristo, cogli angeli, innalzavate l’inno ottenendo così le celesti corone; chiedete che sia donata al mondo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon. Esultanza delle schiere.

Celebriamo coi profeti la Vergine come urna dorata della manna, come roveto che non si consuma, come mensa e trono, come candeliere d’oro che regge la lampada, come monte non tagliato, arca della santità e porta di Dio.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

Voi che illuminate i confini con i raggi divini dei vostri dogmi, avete dissolto l’oscuramento dell’empietà maligna e trasferendo alla luce inaccessibile, sempre siete detti beati.

Avendo la sapienza enipostàtica del Padre, che tutti vi rese sapienti, o discepoli di Cristo, con la stoltezza della predicazione illuminaste il mondo e lo portaste alla conoscenza divina.

Martyrikòn. Sopportando le torture come incorporei, o atleti di Cristo, vinceste per potenza tutti i nemici incorporei, perciò ogni volta siete detti beati da tutti gli uomini.

Gloria.

Veneriamo la Trinità, Padre, Figlio e Spirito vivente, Monade indivisa, inseparabile e coregnante, o fedeli e acclamiamo: Santo sei tu, Trisagio.

E ora. Theotokìon.

Ti diciamo beata, o purissima, come profetasti, o pura, poiché concepisti i Dio che il coro degli apostoli predicò; con loro chiedi per noi liberazione dalle colpe, o purissima.

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Modo I – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono 1

Giovedi Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà stavròsima del Signore

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Per un albero un tempo il progenitore gustò la morte, ma ora per un albero prezioso ogni fedele è liberato dalla condanna a morte; ogni spirito, tutti, glorifichiamo inneggiando colui che per noi volontariamente venne crocifisso e illuminò i confini.

Col cuore indurito e tutto disperato per i miei cattivi pensieri, già condannato, a te grido: O Verbo di Dio, metti fine alle mie opere segrete e ai moti disordinati dei pensieri, nella tua amorosa compassione.

Cristo compassionevole, della tua croce noi ci vantiamo: per essa venne sventato il piano del nemico e noi non cessiamo di celebrarti, perché, innalzato su di essa, operasti la nostra salvezza in mezzo alla terra.

Della Theotòkos. Uguale.

Ti proclamo sempre mia salvezza, in te ho fiducia di esser salvato, Vergine santissima: strappami da ogni danno, rovina, passione, da mali inattesi e soprattutto dallo spietato pensiero dell’avarizia.

Ancora una volta t’invoco, Vergine Sovrana, contro la passione dell’avidità: realmente temo i suoi attacchi più di quelli di una belva; per l’amore del denaro, infatti, anche nelle piccole cose, si viene giudicati.

Dammi forza ogni di vedere ogni giorno con disposizione serenissima e buona disposizione i poveri e gli stranieri e le folle degli indigenti e di abbracciare la povertà e di vivere con Dio, Madre di Dio.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

Quando la Vergine pura vide l’Agnello sospeso su una croce, gridò gemendo: Dolcissimo Figlio mio, che cos’è questo spettacolo nuovo e paradossale? Come può esser inchiodato nella carne sul legno, colui che tutto tiene nel cavo della mano?

Prokìmenon. Tono pl. 2.

Il mio aiuto dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra.

Stico. Ho alzato i miei occhi ai monti, donde mi verrà l’aiuto.

Apòstica della croce.

La croce fu piantata sul Calvario e fiorì per noi l’immortalità dalla fonte perenne del fianco del Salvatore.

E’ per noi inespugnabile baluardo la croce preziosa del Salvatore: confidando in essa tutti veniamo salvati.

Martirikòn. Per le preghiere, Signore, di tutti i santi e della Madre di Dio donaci la tua pace e abbi pietà di noi, tu che solo sei compassionevole.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Martiri degni d’ogni lode.

L’amarezza gustata un tempo da Adamo tu l’hai addolcita gustando aceto e fiele, dolcissimo Figlio, innalzato sul legno come un condannato, tu che sei il giusto; addolcisci anche me, amareggia dalla tua passione, o Sovrano, addolciscimi risorgendo, tu che sei onnipotente. Così la Vergine tra le lacrime diceva.

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Modo I – Venerdì – Mattutino

Periodo Del Tono 1 Venerdi Mattina al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità, donando vittorie agli imperatori contro i barbari e proteggendo la tua città con la tua croce.

Con la tua crocifissione, Cristo, la tirannia fu distrutta, la potenza del nemico calpestata: non un angelo, infatti, non un uomo, ma tu stesso, il Signore, ci salvasti: gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon. I soldati a guardia.

Metti in fuga i nemici con la tua croce, Salvatore e dissolvi come polvere le loro eresie; solleva la potenza della tua sacra Chiesa, fa’ cessare, Signore, la tempesta che infuria contro di noi e dona pace ai popoli ortodossi, per le preghiere di colei che ti ha partorito.

Dopo la seconda sticologia del salterio.

Kathìsmata stavròsima. Sigillata la pietra.

Il legno della tua croce adoriamo, amico degli uomini, perché in esso venne inchiodata la vita di tutti; apristi il paradiso, Salvatore, al ladrone che con fede a te si rivolgeva e lo rendesti degno della beatitudine perché così ti confessava: Ricordati di me, Signore; come lui accogli anche noi che gridiamo: tutti peccammo, per la tua dolce misericordia non ci disprezzare!

I soldati a guardia.

L’arma della croce fu mostrata un tempo in battaglia al pio imperatore Costantino quale invitto trofeo contro i nemici in forza della fede. Davanti ad essa tremano le potenze avverse; dei fedeli essa è divenuta salvezza, di Paolo il vanto.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

Vedendoti morto e nudo sul legno sono atrocemente trafitta e le mie viscere sono sconvolte, Figlio mio più che buono e Dio onnipotente; così la purissima tra i gemiti gridava. E noi come Madre del Signore la inneggiamo e con fede glorifichiamo.

Dopo la terza sticologia.

Kathìsmata. I soldati a guardia.

Volontariamente inchiodato alla croce, compassio-nevole, divinizzasti la nostra sostanza corrotta e uccidesti il serpente distruttore dell’uomo; conferma dunque il popolo nell’ortodossia e abbatti l’orgoglioso insorgere degli eretici con la tua croce preziosa.

Martirikòn. Come vanto per la loro lotta e onore di corone, i gloriosi vincitori si rivestirono di te, Signore, poiché con la costanza nei tormenti misero in rotta gli empi e per la potenza divina ricevettero dal cielo la vittoria; per le loro suppliche donaci, o Dio, la tua grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

L’Agnella senza macchia, vedendo sulla croce l’Agnello e pastore come agnello immacolato, levando amare voci piangendo esclamava: Ah, l’ardire degli ebrei sanguinari e la tua longanimità divina, Figlio mio! Perché volontariamente hai patito.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Cantiamo un inno di vittoria al nostro Dio che venne in aiuto a Mosè contro gli egiziani; per lui fu inghiottita l’armata del Faraone, perché si è glorificato.

Verbo impassibile, soffristi passione per noi; crocifisso con i ladroni distruggesti il nemico, causa del male e salvasti i tuoi cantori.

Oriente degli orienti, Gesù venisti a riscattare la nostra natura decaduta e il sole, vedendoti crocifisso, ritirò la sua luce.

Martyrikà. Subendo le pene d’una morte che procura la vita eterna, foste degni del regno dei cieli, o atleti: perciò siete glorificati e beatificati.

Avendo imitato bene la passione di Cristo, sanate le malattie dei mortali con la mistica chirurgia e con la parola cacciate gli spiriti, o santi martiri.

Stavrotheotokìon. L’Agnella, vedendo l’Agnello innalzato sulla croce, fissando Cristo, gemeva dicendo: Dov’è scomparsa la tua bellezza, Figlio longanime e senza principio?

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Sballottato nell’oceano delle pene e nella tempesta delle passioni, ti prego, Vergine santa, calma i flutti e salvami, tu che sei porto dei fedeli.

Con l’anima purificata dalla luce dello Spirito, pura Vergine, accogliesti in grembo tutto il riflesso del Padre: caccia dunque l’oscurità delle mie passioni.

Ti magnifichiamo, arca santa, tenda celeste in cui Cristo dimorò per donarci la salvezza, rivelandoti propiziatorio per la nostra salvezza..

Del genere umano sei sicuro rifugio, muro, protezione e porto e difesa potente nelle miserie della vita, Genitrice di Dio lodatissima.

Ode 3. Irmòs.

Si rinsaldi nella tua volontà il mio cuore, Cristo nostro Dio, come tu stesso hai stabilito sulle acque il secondo cielo e l’universo sulle sue fondamenta, Signore onnipotente.

Hai steso le tue braccia sulla croce e insanguinato le tue dita divine per liberare da mani assassine Adamo, opera delle tue mani.

Una lancia trapassò il fianco correggendo, o Sovrano, la caduta del fianco; fosti innalzato sul legno reintroducendo in paradiso, col buon ladrone, colui che un tempo naufragò per il frutto dell’albero.

Martyrikà. Saldi sostegni della Chiesa, difensori della fede, martiri del Signore, vincitori del nemico, con tutte le forze vi celebriamo e con cuore puro v’inneggiamo.

Come divini tralci di mistica vigna i martiri chiaramente portarono frutto e per il loro coraggio versarono il vino che rallegra il cuore di tutti i fedeli.

Stavrotheotokìon. Benedetto il frutto del tuo grembo, Vergine degna d’ogni lode: per divina grazia hai fatto partecipi di incorruttela quanti il frutto dell’albero aveva reso mortali, mediante la sua croce.

Della Theotòkos. Conferma, Signore.

Nella luce di tuo Figlio, Sovrana, dilegua dal mio cuore la tenebra del peccato per le tue preghiere.

Abisso d’ineguagliabili meraviglie, fonte della guarigione, Purissima, cancella dal mio cuore le macchie del peccato.

Venerando il tuo ineffabile parto, ti chiamiamo, o benedetta, a intercedere: supplica, o pura, perché siano liberati da ogni necessità i tuoi cantori.

Madre del Verbo, pienezza delle speranze, divino sostegno, protezione e luce di salvezza, fa’ brillare su noi la luce della penitenza.

Ode 4. Irmòs.

Ho inteso la tua voce, disse il profeta e sono pieno di timore; riconosco la tua opera, Signore e glorifico la tua potenza.

Giusto Legislatore, sei stato messo fra gli iniqui e sospeso al legno tu, Signore benefico, che hai voluto giustificare tutti.

Le potenze angeliche stupirono al vederti elevato sulla croce, o sole che con la tua potenza hai vinto i principi delle tenebre.

Martyrikà. Attingendo ai doni dello Spirito, col carisma delle guarigioni, per grazia i santi martiri calmano le nostre funeste passioni.

Rigettando la pigrizia e il sonno, i martiri, col loro risveglio alla fede divina, addormentarono le belve che li assalivano e lottarono con gioia.

Stavrotheotokìon. Ahimè, Figlio, che cosa sarà di me? Come mai ti contemplo sospeso sulla croce, messo a morte ingiustamente, tu che sei datore di vita? Diceva piangendo la Vergine.

Della Theotòkos. Ho riconosciuto.

Nella tua intercessione, pura Vergine, noi, fedeli tutti, possediamo irreprensibile propiziazione.

Avendo concepito ineffabilmente nel tuo grembo il Verbo di Dio, generasti il Salvatore del genere umano.

Quale riparo invincibile, Vergine, possediamo la tua costante protezione e per questo siamo salvati dai nemici invisibili.

Rialza, Vergine benedetta, quanti son caduti nel peccato perché tu sei la speranza dei fedeli.

Ode 5. Irmòs.

Fà sorgere il giorno della tua luce senza fine su noi, che vegliamo meditando incessantemente i tuoi precetti e i tuoi giudizi, Sovrano misericordioso, Cristo nostro Dio.

Inchiodato nella carne sulla croce hai chiamato le genti, che non ti conoscevano, a riconoscerti giudice dell’universo, Cristo nostro Dio, unico misericordioso.

Stai presso l’iniquo tribunale, giusto Signore e Adamo, un tempo condannato, viene giustificato e acclama: Gloria alla tua crocifissione Signore paziente.

Martyrikà. Autentico paradiso piantato da Dio, santi martiri, per le vostre preziosissime pene produceste fragranti fiori, che profumano le anime dei fedeli.

O martiri, che strappate e radici dell’errore, alberi verdeggianti dai molti frutti, da cui raccogliamo la fede nella vita immortale, noi vi inneggiamo.

Stavrotheotokìon. La verga gloriosa, che germogliò l’immarcescibile fiore, vedendolo innalzato sul legno, esclamava: Signore, non privarmi del Figlio!

Della Theotòkos. Di notte vegliamo.

Essendo sempre Vergine, fa’ che nelle tentazioni, nelle afflizioni e nei peccati troviamo te come sicuro rifugio, buon aiuto.

Le schiere degli angeli sempre ti inneggiano come colei che inesprimibilmente generò il Creatore di tutti e dopo il parto restò Vergine.

Nella fonte delle tue guarigioni e nelle onde dei tuoi prodigi, cancella dal mio cuore, o Purissima, la sozzura del peccato.

Concependo in grembo, o pura, la propiziazione delle nostre anime, generasti la salvezza per quanti con fede ti glorificano, pura Madre di Dio.

Ode 6. Irmòs.

Dal cetaceo, amico degli uomini, salvasti il profeta: strappa anche me dall’abisso delle colpe, ti prego.

Tu, superiore a ogni onore, innalzato in croce, subisti disonore volendo onorare l’uomo.

Sottoscrivesti l’assoluzione per me, prigioniero del male, venendo colpito con la canna, Cristo nostro Dio.

Martyrikà. Attraverso le pene dell’agone, o santi, giungeste al luogo senza pena, degni dell’ineffabile gioia.

Infiammati dai carboni ardenti dell’amore di Cristo, senza danno subiste la fiamma divorante dei roghi.

Stavrotheotokìon. Rimanesti intatta dopo il parto come lo eri prima: partoristi il Dio, che salvò l’uomo mediante la croce.

Della Theotòkos. Con Giona a te gridiamo.

Le fratture delle mie dolorose passioni medica con la fasciatura delle tue preghiere, o Sovrana e donami vigore.

Ho subito molte amputazioni e ho dissipato l’intelletto in molti peccati, mi rifugio nella tua protezione, salvami.

Tutti con fede incrollabile ti supplichiamo, purissima Vergine, donaci remissione dai peccati, come Madre di Dio.

Carro mistico del Sole spirituale, invia su noi, o purissima, i raggi del tuo splendore, dissolvendo la notte dell’ignoranza che ci ricopre.

Ode 7. Irmòs.

La fornace, o Salvatore, stillò rugiada e il coro dei fanciulli cantò: benedetto il Dio dei nostri padri.

Crocifisso sconvolgesti il creato; morto, uccidesti il serpente, benedetto Dio dei nostri padri.

Fu dissetato col fiele il Dio paziente, facendo scorrere la dolcezza salutare per me, privo delle delizie del paradiso, dopo aver mangiato il frutto.

Martyrikà. Lacerati dagli artigli dei carnefici, i martiri deposero il peso della condizione mortale e ricevettero la veste divina nel cielo.

Santi imitatori della passione divina, vittoriosi martiri, lietamente sopportaste le pene inflittevi dal nemico.

Stavrotheotokìon. La Madre di Dio senza macchia, vedendo crocifisso il Signore diceva: Ahimè, Figlio mio, come mai muori, tu, vita e speranza dei fedeli?

Della Theotòkos. Nel roveto apparisti.

Nostra Regina santissima, soccorso e protezione nella tentazione e nel pericolo, con fede ti cantiamo: Benedetto il frutto del tuo grembo.

Generasti il Re della vita: rialzami perché il peccato mi ha ucciso; allora potrò cantare, o Madre: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Il Dio da te uscito liberò la natura umana dall’antica maledizione, guarendo, ogni pena, o Vergine santa: benedetto il frutto del tuo grembo.

Letizia dei credenti, salve; propiziatorio universale, fai cessare il lutto di chi canta con fede: Benedetta sei tu, Madre Vergine, lodatissima.

Ode 8. Irmòs.

Colui che nella fornace protesse i fanciulli e mutò l’ardente fiamma in fresca rugiada, il Cristo nostro Dio inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Quando fosti inchiodato alla croce, tremò l’universo, il sole trattenne i suoi raggi, le pietre si spaccarono e l’ade fu spogliato non sopportando la tua potenza.

Per il condannato fosti condannato, per chi subì spogliazione, fosti sospeso nudo all’albero, o pietoso; grande è la tua potenza e il tuo amore per gli uomini.

Martyrikà. I soldati di Cristo divennero compagni degli incorporei; per amore portarono la croce e aggredirono il nemico, abbattendolo e calpestandolo, marciando con passo sicuro verso il cielo.

Nell’agone i martiri lottarono e le lame dilanianti i loro corpi le trasformarono in leve per demolire i templi degli idoli e frantumare le stele dei demòni.

Stavrotheotokìon. Colei che è più sublime dei cieli, vedendo l’Altissimo elevato sulla croce per abbassare le insurrezioni del nemico, cantava Cristo a piena voce.

Della Theotòkos. La lode degli incorporei.

Madre di Dio, rendi a noi propizio il Dio Verbo compassionevole, perché sempre con fede gridiamo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Sprofondato nel gorgo del peccato, confidando nella tua preghiera, gridiamo, Madre di Dio: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

In te abbiamo sicuro riparo nelle difficoltà della vita, soccorso e protezione e ti cantiamo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Sballottato dalla tempesta dei mali accorro al porto della tua protezione e acclamo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Ode 9. Irmòs.

Mosè ti vide quale roveto incombusto e Giacobbe ti contemplò quale scala vivente e porta del cielo da cui Cristo nostro Dio è passato e noi, Madre pura, con inni ti magnifichiamo.

Come può un popolo ribelle consegnare alla croce il solo longanime, che volontariamente si fece povero, accettò la passione e offre impassibilità a tutti i discendenti di Adamo caduti?

Accettasti nella carne la crocifissione disonorevole perché volevi dare onore all’uomo disonorato da passioni irrazionali e privo della antica bellezza, o Cristo: gloria alla tua incomprensibile benevolenza.

Martyrikà. Cristo, sole senza tramonto, quanti, vegliando rivolti a te dall’alba, a un tuo cenno sfuggirono alla tenebra del castigo, tu li guidasti al chiarore della tua gloria e del tuo splendore ineffabili: illuminaci dunque per le loro preghiere.

La sacra falange dei martiri mise in rotta miriadi di nemici intelligibili, si unì alle miriadi di sante schiere e, con un cenno onnipotente, guarisce le miriadi di passioni delle nostre anime.

Stavrotheotokìon. Con lo splendore di colui che da te è sorto nella carne, Vergine, rischiara il mio intelletto e illumina il mio cuore fugando la tenebra del peccato e dissolvendo tutta la tenebra della mia indolenza.

Della Theotòkos. Tu che possiedi.

Ti glorifichiamo, o Santissima, perché concepisti in grembo il Verbo del Padre, oltre la natura lo generasti restando Vergine; grati a te gridiamo: salve, soccorso dei peccatori.

Tu sola sei guida sicura dei fedeli, sentiero di salvezza che conduce sulla retta via e introduce davvero nel regno celeste, o purissima, speranza delle nostre anime.

Coltivasti per noi la spiga celeste e nutri, o Purissima, tutti quelli che ti cantano; prega sempre per loro, salvandoli da tribolazioni e pericoli e procura loro la remissione dei peccati.

Exapostilaria, Tono 2.

Scettro regale di Cristo, santa croce, vittoria dei principi cristiani, gloria della venerabile fede, proteggi i tuoi adoratori perché siano sconfitte le eresie.

Croce, custode di tutto l’universo, croce, ornamento e bellezza della Chiesa, vero scettro regale che rafforza la nostra fede, croce, terrore delle legioni infernali, croce, gloria degli angeli celesti.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ritta ai piedi della croce, colei che verginalmente ti ha generato, ti gridava nei suoi lamenti: Ahimè, mio dolcissimo Figlio, come scomparirai dai miei occhi, come sarai preso per morto?

Apòstica delle lodi stavròsima. Tono 1.

Senza sosta ti cantiamo come Re e Salvatore: fosti confitto al legno e ci donasti la vita.

Per la tua croce, Cristo, angeli e uomini han formato un solo gregge e un’unica chiesa. Cielo e terra esultano: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Venite, popoli tutti, con inni e cantici spirituali veneriamo i vittoriosi di Cristo, i luminari del mondo, gli araldi della fede, la fonte perenne da cui per i fedeli sgorgano grazie di guarigione. Per le loro suppliche, Cristo nostro Dio, concedi al tuo popolo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Martiri degni di ogni lode.

Fosti innalzato sulla croce come agnello innocente, o compassionevole e volontariamente immolato, Figlio dolcissimo, esclamava piangendo l’Agnella pura vedendo il Signore sul legno; arde ferito il mio cuore e tuttavia canto la tua misericordia infinita.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

Crocifisso, o Cristo senza peccato, togliesti i peccati di tutti e col fianco trafitto da una lancia, hai fatto scorrere torrenti di salvezza, riplasmando con acqua e sangue quanti erano rovinati nella corruzione.

Inchiodato volontariamente al legno, o Gesù Dio, inchiodasti l’intelletto passionale di Adamo, con le tue venerabili ferite, feristi la moltitudine dei demòni.

Martyrikòn. Imitando la passione di colui che patì volontariamente nella carne, gloriosi martiri, sempre calmate le insanabili passioni e scacciate i mali degli uomini con la forza dello Spirito.

Gloria.

Ti definiamo uguale nella potenza e nella dignità, o Trinità, magnificando Dio Padre senza inizio, Figlio e santo Spirito, unica tearchia trisipostàtica.

E ora. Theotokìon.

Come ti vide inchiodato alla croce, Cristo Dio, colei che ti concepì nella carne gemendo esclamò: Così ti ha ricambiato, Figlio mio, un popolo ingrato?

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Modo I – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono 1 Venerdi Sera ai Vespri

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

Sono morto tempo fa per il cibo di un albero, consigliato dal serpente, esiliato ormai dalla tua gloria, me infelice; perciò sono ora morto per il peccato, me miserabile; ma tu, filantropo, tu, unico che subito perdona, rendimi cittadino del paradiso.

Abbandonata ogni cosa, pensa, anima mia, alla tua ultima ora e bada a te stessa, preparandoti all’esodo, perché giungendo improvvisa la morte non ti colga impreparata; vegliando dunque sempre davanti al Signore, prega e piangi.

Uccidi il pensiero passionale che mi disturba e i miei moti disordinati, o Dio preeterno, con la tua divina potenza rasserena come compassionevole, concedendomi la remissione delle colpe, tu che facilmente ti riconcili, pietoso e amico degli uomini, per la ricchezza della tua benevolenza.

Della Theotòkos. Uguale.

Santa sposa di Dio, rendimi puro, dignitoso e temperante, mite, silenzioso e decoroso, retto, pio, sincero e forte, saggio e paziente, benevolo, sereno e misurato, senza difetto, senza macchia e irreprensibile e, oltre a ciò, partecipe del paradiso.

Per la mia spudorata dissolutezza sono divenuto esca per il fuoco, progettatore di trasgressioni, maestro di passioni, guida alla lussuria, intrattenitore di licenziosità, fautore d’intemperanza e anche solo pensandoci mi compiaccio, Vergine purissima; ma tu liberami da ogni rovina.

Terribilmente mi avvolgono tremendi torrenti di peccato, pene d’inferno mi circondano, il laccio spirituale della morte mi aspetta; a te, Sovrana misericordiosa, grido il dolore nel mio cuore: affrettati a strapparmi ora dalla disperazione della morte e dalla perdizione dell’ade.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Cantiamo la Vergine Maria, gloria di tutto il mondo, nata dagli uomini e Madre del Sovrano, porta del cielo, canto degli incorporei, decoro dei fedeli; essa divenne cielo e tempio della divinità. Abbattuta la barriera dell’inimicizia introdusse in suo luogo la pace e aprì il regno. Possedendo quest’àncora della fede abbiamo come difensore il Signore nato da lei. Coraggio dunque, coraggio, popolo di Dio: egli combatterà i nemici, egli, l’onnipotente.

Prokìmenon. Tono Grave.

Dio è mio liberatore; la tua misericordia mi accompagna.

Stico. Strappami dai miei nemici, o Dio e liberami dai miei avversari.

Apòstica martyrikà.

La vostra confessione nello stadio, o santi, sbalordì l’esercito dei demoni e liberò dall’inganno gli uomini; perciò, pur col capo reciso, gridavate: sia accetto davanti a te, Signore, il sacrificio delle nostre vite perché, amando te, filantropo, disprezzammo questa vita fugace.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

Oh, le vostre belle fatiche, o santi! Avete dato sangue ed ereditaste i cieli; per breve tempo provati, eternamente esultate: realmente bello il vostro commercio, poiché, lasciando le cose corruttibili riceveste le incorruttibili e nel coro degli angeli cantate senza fine la Trinità consustanziale.

Stico. Per i santi che sono sulla terra il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.

Autòmelo. Martiri degni d’ogni lode, non vi ricoprì la terra, ma vi accolse il cielo; a voi si sono aperte le porte del paradiso e là giunti gustate l’albero della vita pregando Cristo perché sia donata alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Necròsimo. Quale piacere della vita rimane privo di tristezza? Quale gloria è immutabile sulla terra? Tutto è più fragile dell’ombra, tutto più ingannevole dei sogni, un istante e a tutto ciò sottentra la morte; ma a coloro che chiamasti, Cristo, dà riposo nella luce del tuo volto e nella dolcezza del tuo splendore, amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Noi ti salutiamo: Salve, santa Vergine Theotòkos, sacro tesoro di tutta l’ecumène, inestinguibile lampada, contenitore dell’incontenibile, indistruttibile tempio, salve: da te è nato l’Agnello che toglie i peccati del mondo.

I martyrikà quando c’è Alliluia, si cantano al Signore a te ho gridato. Agli apòsticha poi diciamo il primo martyrikòn e due necròsima.

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Modo I – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 1

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo il primo. Gloria. E ora. Theotokìon dogmatico.

Tono 1.

Festa della Vergine, fratelli, oggi: esulti il creato e danzi l’umanità; ci ha convocati infatti la santa Madre di Dio, puro gioiello della verginità, paradiso spirituale del nuovo Adamo, dimora in cui l’unione delle due nature fu forgiata, sala festiva dell’alleanza salvatrice, camera nuziale in cui il Verbo sposò la carne, nube leggera in cui davvero colui che siede sui cherubini è portato corporalmente; per le sue preghiere, Cristo nostro Dio, salva le nostre anime.

Quindi Luce gioiosa e il prokìmenon: Il Signore ha instaurato il suo regno con i suoi stichi. Dopo Degnati, Signore cantiamo il primo apòstichon degli apòsticha e questi prosòmia della Theotòkos.

Esultanza delle schiere celesti. Tono 1.

Stico. Ricorderò il tuo nome.

Di generazione in generazione sei glorificata, Madre di Dio e Vergine Maria, protettrice dell’universo, che generasti nella carne il Figlio del Padre senza principio, coeterno allo Spirito: pregalo di salvarci.

Stico. Ascolta, figlia.

Oppressi da inaspettate tribolazioni, rassicurati solo dalla tua protezione, Vergine pura, rendendoti grazie gridiamo: Salvaci, santissima Sposa di Dio, tu sei rifugio di tutti e soccorso della stirpe umana.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Il mondo si rinnova nel tuo parto, Vergine Madre di Dio, salvezza dei credenti e vigile protezione di chi piamente ti invoca: prega senza sosta, o Vergine senza macchia, per tutti i tuoi cantori.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nube della luce senza tramonto è il nome che il profeta ti diede: in te il Verbo del Padre discese come rugiada sul vello; da te, o Vergine, sorse, luce per il mondo che salva dall’errore, Cristo nostro Dio, presso il quale ti preghiamo di intercedere senza sosta, o santissima, per quanti ti riconoscono Madre di Dio.

Ora lascia, trisagio, Apolytìkion anastàsimo e quindi la conclusione.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo introduttivo e il primo kàthisma del salterio al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 10 e cantiamo 7, 6 o 4 stichirà anastàsima e 3, 4 o 6 stichirà della festa o del santo del giorno, come indicato nel Typikòn.

Accogli, o santo Signore, le nostre preghiere vespertine e concedici la remissione dei peccati: perché sei il solo che ha manifestato la risurrezione al mondo.

Circondate, popoli Sion ed abbracciatela: glorificate in essa il risorto dai morti: egli è il nostro Dio, colui che ci ha liberati dalle nostre colpe.

Venite, popoli, celebriamo e adoriamo Cristo, glorificando la sua resurrezione dai morti: egli è il nostro Dio e ha liberato il mondo dalla frode del nemico.

Altri stichirà, anatolikà.

Rallegratevi, cieli, risonate, fondamenta della terra, gridate di gioia, monti, perché, ecco, l’Emanuele ha inchiodato alla croce i nostri peccati; il vivificante ha ucciso la morte risuscitando Adamo, come filantropo.

Colui che volontariamente patì per noi e fu sepolto e dai morti è risorto inneggiamo dicendo: conferma nell’ortodossia la tua Chiesa, o Cristo e dona pace alla nostra vita perché tu sei buono e filantropo.

Stando presso la tua tomba, ricettacolo di vita, noi indegni offriamo l’inno di lode alla tua ineffabile compassione, Cristo nostro Dio: accettasti croce e morte, o senza peccato, per donare al mondo la risurrezione come filantropo.

Il Verbo coeterno al Padre e con lui senza principio, che uscì ineffabilmente da grembo verginale e per noi volontariamente accettò croce e morte ed è risorto in gloria è risorto inneggiamo dicendo: Vivificante Signore, Salvatore delle nostre anime, gloria a te.

Gloria della festa o del santo festeggiato.

Altrimenti: Gloria. E ora. Theotokìon.

Cantiamo la Vergine Maria, gloria di tutto il mondo, nata dagli uomini e Madre del Sovrano, porta del cielo, canto degli incorporei, decoro dei fedeli; essa è divenuta cielo e tempio della divinità. Abbattendo la barriera dell’inimicizia ha introdotto in suo luogo la pace ed ha aperto il regno. Possedendo quest’àncora della fede abbiamo come difensore il Signore nato da lei; coraggio dunque, coraggio, popolo di Dio; egli combatterà i nemici, egli, l’onnipotente.

Dopo l’ingresso e Luce gioiosa il monaco incaricato fa una metania a colui che presiede e canta il prokìmenon del giorno sul tono pl. 2.

Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore.

Stico. Si è rivestito il Signore di potenza e se n’è cinto.

Stico. E infatti ha reso saldo il mondo perché non sia scosso.

La solita ectenia, Degnati, Signore e dopo l’esclamazione cantiamo lo stichiron del santo del monastero e andiamo in processione nel nartece. Dopo le solite preghiere entriamo nel tempio e cantiamo le stichirà anastàsima degli apòsticha.

Tono 1.

Per la tua passione, o Cristo, dalle passioni fummo liberati e per la tua risurrezione dalla corruzione riscattati: Signore, gloria a te.

Altri stichirà secondo l’alfabeto.

Esulti il creato, i cieli si rallegrino, le genti battano le mani con letizia: Cristo nostro Salvatore inchiodò alla croce i nostri peccati e, uccisa la morte, ci ha donato vita rialzando il progenitore Adamo caduto, come filantropo.

Essendo Re del cielo e della terra, o inafferrabile, per filantropia volontariamente fosti crocifisso; l’ade, incontrandoti laggiù, fu amareggiato, ma le anime dei giusti, accogliendoti esultarono; Adamo risorse vedendo te, il Creatore, negli inferi: O meraviglia: come gustò la morte colui che di tutti è la vita? Ma questo è stato il suo beneplacito per illuminare il mondo che grida: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Donne mirofòre recando unguenti raggiunsero sollecite e in pianto la tua tomba, ma non trovando il tuo corpo immacolato e appreso dall’angelo il prodigio nuovo e inaspettato dicevano agli apostoli: E’ risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.

Gloria. Doxastikòn del santo festeggiato.

Se non c’è: Gloria. E ora. Theotokìon.

Ecco compiuta la predizione di Isaia: vergine infatti generasti e dopo il parto sei rimasta come prima, perché era Dio il generato e perciò rinnovò le nature; non disprezzare, dunque, Madre di Dio, le suppliche dei tuoi servi, offerte a te nel tuo santuario; poiché porti tra le tue braccia il misericordioso, abbi misericordia dei tuoi servi: prega per la salvezza delle nostre anime.

Tono 1. Apolytìkion.

La pietra sigillata, * dai Giudei, * e i soldati a custodia * del tuo Corpo immacolato *, sei risorto il terzo giorno o Salvatore, * donando al mondo la vita. * Per questo le schiere dei cieli * esclamavano a te, Datore di Vita: * Gloria alla tua resurrezione o Cristo, * gloria al tuo regno, * gloria alla tua economia, * o solo Amico degli uomini.

Theotokìon.

Gabriele ti recò il saluto: Salve, Vergine e a quella voce il Re dell’universo si incarnò in te, arca santa, come ti chiamò il giusto Davide. Divenisti più ampia dei cieli, portando il tuo Creatore. Gloria a colui che in te ha dimorato, gloria a colui che da te è uscito, gloria a colui che ci liberati per il tuo parto.

Il resto dell’ufficiatura dell’agrypnìa.

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Modo I – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono 1

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Cantiamo alla Trinità origine di vita un canone. Acròstico: Canto te, l’unica natura trisolare. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono 1. La tua destra vittoriosa.

I serafini senza sosta glorificano l’unico Sovrano in tre ipòstasi, senza principio, eterno, creatore di tutti gli esseri, incomprensibile, che ogni lingua fedelmente celebra con i canti.

Per mostrare agli uomini la tua divinità unica in triplice luce, in principio plasmasti l’uomo, formandolo a tua immagine, dandogli intelligenza, ragione e spirito per tuo amore.

Mostrando dall’alto, o Padre, la tua unica potenza in tre divine ipòstasi, dicesti al Figlio, che pari a te opera e allo Spirito: venite, scendiamo e confondiamo le loro lingue.

Theotokìon. I sapienti figuratamente definiscono il Padre ingenerato intelletto, Verbo il Figlio con lui senza principio e santo lo Spirito, che operò l’incarnazione del Verbo nella Vergine.

Ode 3. Tu che solo conosci.

Anticamente fosti chiaramente veduto da Abramo in tre ipòstasi e in unica natura divina, mostrando in modo figurato la genuina natura della Divinità: e noi con fede inneggiamo a te, Dio in triplice fulgore.

Da te generato in modo divino e ineffabile, o Padre, è rifulso luce da luce il Figlio perfettamente uguale e procede lo Spirito luce divina; e noi con fede adoriamo e glorifichiamo il fulgore dell’unica natura divina.

L’ineffabile Monade Triade soprannaturale e indicibilmente oltre intelletto, è glorificata dalle essenze intellettuali, che con voci trisagie gridano lode senza tacere; con esse anche da noi a una voce è inneggiato il Signore trisipostàtico.

Theotokìon. Da te senza seme venne nel tempo colui che oltre il tempo, fatto simile a noi; colui che non ha figura ci insegnò pure l’unica natura del Padre, del Figlio e dello Spirito, o Madre di Dio, perciò ti glorifichiamo.

Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.

Veneriamo tutti Padre e Figlio e Spirito santo uguali in gloria, Trinità increata e Potenza divina; la glorificano le schiere degli incorporei e pure noi, nati dalla terra, oggi con fede e timore la benediciamo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Guidaci nella via della penitenza, perché sempre deviamo verso il male e provochiamo lo sdegno del troppo buono Signore, o ignara di nozze, benedetta Maria, rifugio degli uomini disperati, dimora di Dio.

Ode 4. Montagna adombrata.

Splendi a me, trisolare tearchia, con le luci dei tuoi divinizzanti fulgori, sicché con gli occhi del cuore immagini la bellezza del tuo splendore tearchico sovraintellettuale e della illuminante e dolce comunione.

All’inizio stabilisti i cieli, o Signore e tutta la loro potenza con il tuo Verbo onnipotente e il connaturale Spirito della tua bocca, con i quali governi l’universo nella triplice luminosa Monarchia della Divinità.

Come hai plasmato me a tua immagine e somiglianza, istruiscimi e illuminami, onnipotente tearchica Triade, Monade inconfusa, perché faccia la tua volontà santa, buona, potente e perfetta.

Theotokìon. Partoristi uno della Trinità, o purissima, il Figlio sovrano divino fattosi corpo per noi da te, rischiarando i terrigeni con la luce senza tramonto e con i fulgori della Divinità trisolare.

Ode 5. Tu che illuminasti.

Tu che il primo degli angeli immediatamente illuminasti con i raggi inaccessibili della tua bellezza e lo rendesti perfetto, Trinità unica sovrana, illumina con i tuoi raggi chi in modo ortodosso a te inneggia.

A te, unica trisolare tearchia, inneggia ora la natura, che tu creasti per tua bontà e che chiede la liberazione dai peccati, dai timori e dalle afflizioni.

Con fede glorifichiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, unica natura e Divinità, indivisa distinzione, unico Dio della creazione invisibile e visibile.

Theotokìon. Le parole dei profeti un tempo predissero il tuo parto ineffabile e inesplicabile, che noi abbiamo conosciuto, introducendoci nel mistero dell’unica e trisolare natura divina, o pura.

Ode 6. Ci ha circondato.

Hai uguale potenza, Trinità sovrasostanziale, Monade nell’identità di volontà, sei semplice e indivisibile; proteggici, avvolgendoci nella tua potenza (2).

Come benevolo per tuo volere tu hai stabilito tutti i secoli dal nulla, o Trinità inconcepibile, poi hai plasmato l’uomo: ma ora da ogni avversità scampami.

Theotokìon. Divenisti casa del sole senza tramonto, che creò e dispose con grande potenza i grandi astri, pura Vergine sposa divina; ma ora libera me dalla tempesta delle passioni.

Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.

Trinità veneranda, indivisa per natura, divisa senza divisione in tre persone, restando indivisa per essenza di divinità, noi terrestri con timore adoriamo e glorifichiamo come Creatore e Signore Dio più che buono.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Governa, o pura, la misera anima mia e abbi pietà di lei, che per la moltitudine delle colpe sta precipitando nell’abisso di perdizione, o Fanciulla e nell’ora paurosa della morte, strappala tu ai demoni che l’accusano e ad ogni punizione.

Ode 7. In te Madre di Dio.

Verbo di Dio, splendore connaturale di Dio onnipotente, come promettesti, nella tua benevolenza metti la tua dimora in me per divinizzarmi con il Padre tuo e lo Spirito Santo e rendimi vincitore dei demoni e delle passioni (2).

Per mostrare l’immensa tua compassione, Signore, mandasti tuo Figlio alla nostra miseria e ci riformasti all’antico splendore. Ma pure adesso istruiscimi con il tuo divino Spirito.

Theotokìon. Il Re dell’universo, portato sul trono dei cherubini, abitò nel tuo grembo verginale, o purissima, per liberare ogni uomo dalla corruzione; proteggimi anche ora con le tue intercessioni.

Ode 8. La fornace rugiadosa.

Col tuo cenno teurgico, Signore di tutti, trisipostàtico e onnipotente hai steso i cieli come una tenda, quindi hai anche tenuto librata la profondità della terra con la potenza della tua mano. Perciò sostieni anche i tuoi servi con amore e con la tua fede, o filantropo, sicché ti glorifichiamo con affetto nei secoli (2).

Illumina, o luce tearchica, quanti inneggiano la luce trisolare propria nelle persone, ma unica nell’essenza, per contemplare sempre i tuoi raggi luminosi; per essi verrò saziato della tua gloria dolce, illuminante e piena di beatitudine e ti esalterò con fede per i secoli.

Theotokìon. Innalzò ai cieli la natura umana, prendendola senza mutare il Figlio tuo, purissima Madre di Dio, per eccesso di bontà liberandola dall’antica corruzione. A lui con gratitudine cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.

Ode 9. Immagine del tuo concepimento.

O Salvatore del creato visibile e intelligibile, salva i tuoi servi dall’insidia e malvagità dei cattivi, custodisci il tuo gregge in tutto da ogni insidia, o Trinità santissima e consustanziale (2).

Per mostrare l’abisso sconfinato della tua essenziale bontà, o Dio trisolare e unico sovrano onnipotente, ci hai dato promesse salutari per i tuoi servi: degnati di farcele eseguire.

Theotokìon. Volgiti alle nostre suppliche, o Dio che crediamo uno solo vero in tre divine ipòstasi, concedendo ai tuoi servi la consolazione, per l’intercessione della purissima e lodatissima Madre di Dio.

Al Mattutino

Dopo l’esasalmo cantiamo Il Signore è Dio nel tono 1 e l’apolytìkion anastàsimo 2 volte e il theotokìon 1 volta. Poi la solita sticologia del salterio. Dopo la prima sticologia cantiamo i kathìsmata anastàsima.

Tono 1.

I soldati a guardia della tua tomba, Salvatore, furono tramortiti all’apparire sfolgorante dell’angelo che annunziava alle donne la risurrezione. Ti glorifichiamo, o distruttore della corruzione, ci prostriamo a te, risorto dalla tomba e unico nostro Dio.

Gloria.

Volontariamente inchiodato alla croce, misericordioso, deposto nel sepolcro come morto, o datore di vita, infrangesti con la tua morte, o potente, il potere della morte: per te tremarono i custodi dell’ade; con te rialzasti i morti da secoli, come solo filantropo.

E ora. Theotokìon.

Ti sappiamo Madre di Dio, Vergine veramente anche dopo il parto, noi tutti che pieni di amore nella tua bontà ci rifugiamo; perché ti abbiamo come avvocata, noi peccatori; abbiamo te, la sola purissima, come nostra salvezza nelle tentazioni.

Dopo la seconda sticologia,

altri kathìsmata. Sigillata la pietra.

Giunsero di buon mattino le donne al sepolcro e contemplando la visione angelica tremavano: la tomba aveva sfolgorato di vita, il prodigio le aveva colmate di stupore; per questo, venute ai discepoli annunziavano la risurrezione. Cristo ha spogliato l’ade perché solo è forte e potente e con sé ha risuscitato i credenti che erano nella corruzione, sciogliendo con la sua croce il timore della condanna.

Gloria.

Inchiodato alla croce, o vita di tutti e annoverato tra i morti, Signore immortale, risorgesti il terzo giorno, o Salvatore e risuscitasti dalla corruzione Adamo; per questo le schiere celesti gridavano a te, datore di vita: gloria alla tua passione, Cristo, gloria alla tua risurrezione, gloria alla tua condiscendenza, o solo filantropo.

E ora. Theotokìon. I soldati a guardia.

Maria, sacro ricettacolo del Sovrano, facci risorgere dal baratro di spaventosa disperazione, colpe e afflizioni in cui cademmo; perché dei peccatori tu sei salvezza, aiuto, protezione potente; tu salvi i tuoi servi.

Dopo la sticologia dell’àmomos (salmo 118) cantiamo gli evloghitaria, terminati i quali una piccola colletta e quindi

Ypacoì.

Il pentimento del ladrone ha rapito il paradiso, il lamento delle mirofore ha svelato la gioia: perché sei risorto, Cristo Dio, per donare al mondo la grande misericordia.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Nella mia tribolazione la voce dei miei dolori ascolta, Signore, a te grido.

Per gli abitanti del deserto il divino desiderio diviene incessante, perché sono fuori del mondo vano.

Gloria. E ora.

Onore e gloria si deve al Santo Spirito, al Padre e al Figlio: cantiamo dunque la signoria della Monade Trina.

Antifona 2.

Sui monti delle tue leggi mi innalzasti: che io risplenda per le virtù, o Dio, per inneggiarti.

Con la tua destra mi afferrasti, o Verbo: custodiscimi, proteggimi, non mi bruci il fuoco del peccato.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito tutto il creato si rinnova, tornando al suo primo stato: perché egli è pari nel potere con il Padre e il Verbo.

Antifona 3.

Quando mi fu detto: andrò agli atri del Signore, si allietò il mio spirito, gioì il cuore.

Sulla casa di Davide gran timore: perché là sono posti i troni e saranno giudicate tutte le tribù e le lingue della terra.

Gloria. E ora.

Degno e dovuto offrire al santo Spirito onore, adorazione, gloria e forza, così come al Padre e al Figlio: perché una è la Trinità per natura, non per le ipòstasi.

Prokìmenon.

Ora risorgerò, dice il Signore, stabilirò nella salvezza, di essa parlerò apertamente.

Stico. Le parole del Signore parole pure.

Ogni spirito. Vangelo aurorale appropriato. Poi Contemplando la risurrezione di Cristo. E dopo il salmo 50, cantiamo sul tono 2.

Gloria.

Per le intercessioni degli apostoli, misericordioso, cancella la moltitudine delle nostre colpe.

E ora.

Per le intercessioni degli apostoli, misericordioso, cancella la moltitudine delle nostre colpe.

Quindi

Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia e secondo la moltitudine delle tue compassioni cancella il mio delitto.

Tono 2.

Risorto Gesù dalla tomba come aveva detto ci ha donato la vita eterna e la grande misericordia.

Dopo Salva, Signore il tuo popolo e l’esclamazione iniziamo i canoni. L’anastàsimo per 4 stichi, lo stavroanastàsimo per 3, quello della Theotòkos per 3 e quello del santo del giorno per 4. Se il santo è particolarmente festeggiato per 6 o per 8 stichi.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

La tua destra che impugna trofei con forza divina si è glorificata: perché nella sua onnipotenza ha infranto i nemici, o immortale, inaugurando per gli israeliti una via attraverso l’abisso.

Tu che con mani immacolate dal fango teurgicamente in principio mi hai plasmato, hai steso sulla croce le mani, richiamando dalla terra il mio corpo corrotto, che avevi assunto dalla Vergine.

Per me subì la mortalità e rese l’anima alla morte colui che con soffio divino in me aveva immesso l’anima e sciogliendo le eterne catene, con sé anche mi ha risuscitato e glorificato con l’incorruttela.

Theotokìon. Salve, fonte della grazia, salve, scala e porta del cielo; salve, urna e candelabro aureo, monte non tagliato, che concepisti al mondo Cristo vivificante.

Canone stavroanastàsimo.

Poema di Cosma. Cristo nasce.

Cristo incarnato mi divinizza, Cristo umiliato mi innalza, Cristo mi rende impassibile, soffrendo nella sua natura di carne, lui, il datore di vita; perciò gli canto l’inno di ringraziamento, poiché si è glorificato.

Cristo crocifisso mi innalza, Cristo ucciso con sé mi risuscita, Cristo mi dona la vita; perciò con esultanza applaudendo, canto al Salvatore l’inno di vittoria, poiché si è glorificato.

Theotokìon. Concepisti Dio, o Vergine: partoristi verginalmente in te incarnato, o santissima, Cristo unigenito in un’unica ipostasi, riconosciuto Figlio in due nature, poiché si è glorificato.

Canone della santissima Madre di Dio.

Di Giovanni Damasceno. La tua destra.

Quale degna ode ti offrirà la nostra debolezza, se non quello soave che c’insegnò Gabriele? Salve, Theotòkos, Vergine Madre senza nozze.

Alla sempre Vergine e Madre del Re delle potenze celesti, con cuore puro, fedeli, spiritualmente gridiamo: salve, Genitrice di Dio, Vergine Madre senza nozze.

Immenso l’abisso del tuo inconcepibile concepimento, purissima, con salda fede dunque puramente ci rivolgiamo a te dicendo: salve Theotòkos Vergine, Madre senza nozze.

Ode 3. Irmòs.

Tu che solo conosci la fragile sostanza dei mortali e nella tua compassione ti sei ad essa conformato, cingimi di potenza dall’alto perché a te acclami: Santo il tempio vivente della tua gloria immacolata, o filantropo.

Tu che sei il mio Dio, o buono, hai avuto pietà di me caduto, a me ti sei compiaciuto discendere e con la tua crocifissione mi hai innalzato, affinché a te acclami: santo il Signore della gloria, incomparabile nella benevolenza.

Tu che sei vita enipostàtica e come Dio compassionevole , o Cristo, hai rivestito il mio essere corrotto, scendendo nella polvere della morte, o Sovrano, hai lacerato la mortalità e, risorgendo il terzo giorno, hai rivestito d’incorruttela i morti.

Theotokìon. Concepito in grembo Dio, o Vergine, per il santo Spirito, non fosti consumata: giacché il roveto ardente che non si consumava, apparso a Mosè legislatore, chiaramente preannunziava te, che accogliesti il fuoco insostenibile.

Canone stavroanastàsimo. Al Figlio che è prima.

A colui che sollevò sulle sue spalle la pecora smarrita e con il legno ne portò via il peccato, a Cristo Dio gridiamo: Risollevasti la nostra sorte, sei santo Signore.

A colui che ha ricondotto dall’ade il grande pastore Cristo e con la sua gerarchia per mezzo degli apostoli pasce con sapienza le genti, allo Spirito divino, o fedeli, in verità diamo culto.

Theotokìon. Al Figlio che volle senza seme incarnarsi dalla Vergine e che la sua Genitrice dopo il parto con divina potenza volle conservare vergine pura, al Dio uno, che tutto sovrasta, gridiamo: Santo sei tu, Signore.

Canone della Theotòkos. Tu che solo conosci.

Nube leggera, giustamente ti chiamiamo, o Vergine, usando le parole del profeta: su di te infatti venne il Signore ad abbattere gli idoli della superstizione egizia e illuminare i loro adoratori.

Giustamente il coro dei profeti ti chiama fonte sigillata e porta chiusa, descrivendoci così chiaramente i simboli della tua verginità, o gloriosa, che tu custodisci anche dopo il parto.

Gabriele, fatto degno di conoscere il pensiero divino, ti portò, o Vergine purissima, una voce gioiosa indicante chiaramente il concepimento del Verbo e annunziava l’ineffabile parto.

Ode 4. Irmòs.

Con occhi preveggenti Avvacùm ti contemplava come montagna adombrata dalla divina grazia e preannunziava che da te sarebbe uscito per salvarci e riplasmarci il Santo d’Israele.

Chi è questo salvatore che viene da Edom, coronato di una corona di spine, la veste tinta di rosso, costui che pende da un legno? E’ il Santo d’Israele, per salvarci e riplasmarci.

Badate, popolo di ribelli, vergognatevi: colui che follemente avete chiesto a Pilato che fosse appeso alla croce come malfattore, sciogliendo la potenza della morte, dal sepolcro è divinamente risorto.

Theotokìon. Ti riconosciamo quale albero della vita, o Vergine: da te non è germinato un frutto che gustato è letale ai mortali, ma gaudio di vita eterna per la salvezza di noi tuoi cantori.

Canone stavroanastàsimo. Virgulto dalla radice.

Chi è questo bello da Edom e il rosso delle sue vesti dalla vigna di Bosor? Bello come Dio, ma come mortale ha la veste purpurea per il sangue della sua carne; a lui cantiamo, o fedeli: Gloria alla tua potenza, Signore.

Cristo, apparendo sommo sacerdote dei beni futuri, ha distrutto il peccato e mostrandoci una nuova via con il proprio sangue, penetrò in una tenda migliore e più perfetta, nostro precursore nel santuario.

Theotokìon. Saldasti l’antico debito di Eva, o lodatissima, con il nuovo Adamo apparso per noi; egli infatti unì a se stesso una carne razionale animata, prodotto di puro concepimento e da te uscì Cristo Signore per tutti e due.

Canone della Theotòkos. Con occhi preveggenti.

Ascolta la meraviglia, o cielo, porgi l’orecchio, o terra, poiché una figlia dell’Adamo terrestre caduto fu eletta per portare in grembo Dio suo Creatore per salvarci e riplasmarci.

Inneggiamo al tuo grande e tremendo mistero, poiché senza dirlo alle schiere celesti Colui che è su te discese come rugiada sul vello di Gedeone, o lodatissima, per salvarci e riplasmarci.

Santa dei santi, lodatissima Madre di Dio, attesa delle genti pagane e salvezza dei fedeli, da te spuntò il Redentore, datore di vita e Signore e tu supplicalo di salvare le anime dei tuoi servi.

Ode 5. Irmòs.

Tu che illuminasti i confini del mondo col fulgore del tuo avvento, o Cristo e con la tua croce li rischiarasti, illumina con la luce della tua divina conoscenza i cuori di chi in modo ortodosso ti canta.

Col legno della croce i giudei uccisero il grande pastore delle pecore, il Signore, ma egli strappò al potere della morte, come pecore, i credenti sepolti nell’ade.

Con la tua croce evangelizzasti la pace e proclamasti ai prigionieri la liberazione, svergognando così il potente, o Cristo Salvatore e rendendolo nudo e sgomento con la tua divina risurrezione.

Theotokìon. Non disprezzare, o degna di ogni canto, le preghiere di chi prega con fede, ma accoglile, o pura e presentale al Figlio tuo, unico Dio benefattore, perché noi abbiamo te quale nostra avvocata.

Canone stavroanastàsimo. Dio della pace.

O ricchezza e profondità della sapienza di Dio! Il Signore, afferrando i sapienti ci liberò dalla loro scelleratezza: soffrendo, infatti volontariamente per l’infermità della carne, con la propria forza è risorto come morto vivificante.

Colui che è Dio, Cristo, si unisce per noi alla carne, viene crocifisso, muore, viene seppellito e di nuovo risorge e con la propria carne, sale con splendore al Padre e con essa verrà e salverà quanti piamente lo adorano.

Theotokìon. Santa dei santi, pura Vergine, tu partoristi il Santo dei santi, che tutti santifica, perciò ti proclamiamo regina e sovrana di tutti, come Madre del Creatore dell’universo.

Canone della Theotòkos. Tu che illuminasti.

Gioiscono vedendoti le potenze celesti, con esse esultano le schiere dei mortali, poiché sono unite per il tuo parto, che degnamente glorifichiamo, Madre di Dio Vergine.

Si muovono tutte le lingue dei mortali e le menti a lode della vera bellezza degli uomini: la Vergine è presente per glorificare sapientemente quanti con fede cantano i suoi prodigi.

E’ glorificato ogni inno dei sapienti e ogni encomio offerto alla Madre di Dio Vergine; poiché è tempio della gloria divina colei che noi degnamente glorifichiamo.

Ode 6. Irmòs.

Ci ha avvolti l’abisso più profondo e non c’è chi ci salvi: quali pecore da macello siamo stati considerati. Salva il tuo popolo, o nostro Dio, perché tu sei la forza dei deboli.

Per la caduta del primo plasmato fummo tremendamente colpiti, ma per le tue lividure, Signore, fummo sanati; per noi ricevesti quei colpi, o Cristo, perché tu sei la forza dei deboli, tu li risollevi.

Ci hai fatto risalire dall’ade, Signore onnipotente, soggiogando l’insaziabile mostro, abbattendo con la tua forza la sua potenza: perché tu sei vita, luce e risurrezione.

Theotokìon. Gioiscono in te, Vergine pura, i progenitori della nostra stirpe, perché per te riacquistano l’Eden perduto per la loro trasgressione: tu sei infatti pura prima del parto e dopo aver generato.

Canone stavroanastàsimo. Il mostro marino.

Cristo Dio, mente impassibile e immateriale si mescola alla mente umana, mediatrice tra la natura divina e la materialità della carne e senza mutarsi, si unisce tutto a me per dare, crocifisso, la salvezza a me, tutto quanto caduto.

Cade Adamo ingannato e va in rovina per la falsa speranza di diventare Dio, ma risorge divinizzato per l’unione col Verbo e con la di lui passione riceve l’impassibilità, è glorificato sul trono come Figlio, sedendo con il Padre e lo Spirito.

Theotokìon. Senza uscire dal seno del Genitore senza principio, dimora nel seno della pura Fanciulla Dio, re della giustizia, la cui tremenda generazione è senza genealogia e ineffabile.

Canone della Theotòkos. Ci ha avvolti.

Assistono riverenti al tuo parto le schiere celesti, giustamente stupite della tua maternità senza seme, o sempre Vergine; poiché tu sei pura prima del parto e dopo la nascita.

Prima senza carne, in te s’incarna, o purissima, il Verbo che col suo volere crea l’universo e chiama all’essere le schiere degli incorporei dal nulla, poiché può tutto.

Fu ucciso il nemico con il tuo frutto portatore di vita, o carissima a Dio e l’ade venne visibilmente calpestato e noi, gli incatenati, fummo liberati; perciò grido: Dissolvi le passioni del mio cuore!

Kontàkion.

Risorgesti con gloria come Dio dalla tomba e con te risuscitasti il mondo e la natura dei mortali ti cantò come Dio; la morte è annientata, Adamo danza ed Eva, ora liberata dalle catene, gioisce gridando, o Sovrano: Sei tu, o Cristo, colui che dona la risurrezione a tutti.

Ikos.

Inneggiamo come Dio onnipotente a colui che è risorto il terzo giorno e ha infranto le porte dell’ade, ha risuscitato dalla tomba quanti vi stavano da secoli, apparendo alle mirofòre come gli è piaciuto, dicendo a loro per prime: Salve! E agli apostoli ha rivelato la gioia come solo datore di vita. Perciò con fede le donne evangelizzano agli apostoli i simboli di vittoria e l’ade geme, la morte si addolora, il mondo esulta e tutti si rallegrano, perché sei tu, o Cristo, colui che dona la risurrezione a tutti.

Ode 7. Irmòs.

Noi fedeli contempliamo te, Theotòkos, come spirituale fornace: come essa salvò i tre fanciulli, così nel tuo grembo ha interamente riplasmato me, l’uomo, il sovresaltato Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Inorridì la terra, si ritirò il sole, si oscurò la luce, si lacerò il sacro velo del tempio e le pietre si squarciarono: perché fu innalzato con la croce il giusto, il Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Divenuto come un uomo senza aiuto, un ucciso tra i morti, simile a noi perché l’hai voluto, tu sovresaltato, hai liberato i fedeli, risuscitandoli con te con mano forte, o Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Theotokìon. Salve, fonte di onda sempre viva; salve, paradiso di delizia; salve, muro dei fedeli; salve, ignara di nozze; salve, gioia di tutto il mondo da cui è sorto per noi il Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Canone stavroanastàsimo. I fanciulli allevati.

Un tempo fu maledetta la terra imporporata dal sangue di Abele, ucciso da mano fraterna; ma espiata col tuo sangue divino versato, viene benedetta ed esultando esclama: Dio dei padri, tu sei benedetto.

Faccia lutto il popolo dei giudei ostile a Dio per aver osato uccidere Cristo: gioiscano invece le genti e applaudano gridando: Dio dei padri, tu sei benedetto.

Ecco, alle mirofore l’angelo sfolgorante gridava: Venite, vedete i segni della risurrezione di Cristo, le fasce e la tomba e acclamate: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Canone della Theotòkos.

Noi fedeli contempliamo.

Giacobbe ti contemplò profeticamente come scala, o Madre di Dio, poiché per te l’Altissimo fu visto sulla terra, conversò con gli uomini come a lui piacque, il benedetto e gloriosissimo Dio dei padri.

Salve, venerabile tunica di Adamo, da te uscì il pastore che realmente per sua smisurata bontà, si rivestì di tutta la mia umanità, l’Altissimo, benedetto e gloriosissimo Dio dei padri.

Dal tuo sangue puro, Dio eterno divenne realmente nuovo Adamo e tu, ora, supplicalo di rinnovare me invecchiato, che grido: Benedetto il gloriosissimo Dio dei padri.

Ode 8. Irmòs.

Nella fornace, come in un crogiuolo, i fanciulli d’Israele splendevano più tersi dell’oro per la bellezza della loro pietà e cantavano: Benedite, opere tutte il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Tu che col tuo volere tutto fai e trasformi, volgendo con la tua passione l’ombra della morte in vita eterna, noi tutte opere tue, Verbo di Dio, senza sosta come Signore ti inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Risorgendo il terzo giorno, o Cristo, abbattesti la rovina e la sciagura delle porte e delle fortezze dell’ade; senza sosta, come Signore, tutte le opere ti celebrano ed esaltano per tutti i secoli.

Theotokìon. Cantiamo colei che per la folgore divina, senza seme e oltre la natura partorì Cristo, perla preziosissima e diciamo: Benedite, opere tutte il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. La fornace che effondeva.

Venite, popoli, adoriamo il luogo dove stettero i piedi immacolati e il legno in cui le divine mani vivifiche si stesero a salvezza di tutti i mortali e circondando la tomba della vita, cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Si condanni l’iniqua accusa dei giudei deicidi: colui che essi dissero ingannatore è risorto potente, spregiando i sigilli degli iniqui; perciò lietamente cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

I serafini senza macchia, proclamando con triplice santo la gloria dell’unica maestà, con timore degnamente glorificano la divinità trisipostàtica; con loro piamente cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Canone della Theotòkos. Nella fornace.

Il talamo luminoso da cui come sposo uscì Cristo, sovrano di tutti, inneggiamo acclamando tutti: opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Salve, trono glorioso di Dio; salve, baluardo dei fedeli, per cui spuntò Cristo, luce per quanti stando nelle tenebre, ti dicono beata e acclamano: opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Tu che partoristi il Signore, causa di salvezza per noi, prega per tutti quelli che sempre acclamano, o Vergine illustrissima: benedite, opere tutte il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Il roveto ardente che non si consumava ci mostrò una figura del tuo parto puro. Estingui ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni che infuria contro di noi, perché, o Madre di Dio, senza sosta ti magnifichiamo.

Oh, come quel popolo iniquo, ribelle e dai mali consigli giustificò l’iniquo e l’empio e condannò il Signore della gloria, che noi come conviene magnifichiamo!

Salvatore, agnello senza macchia, che hai tolto il peccato del mondo, noi glorifichiamo te, risorto il terzo giorno, con il Padre e il tuo divino Spirito e proclamandoti Dio, come Signore della gloria, ti magnifichiamo.

Theotokìon. Salva il tuo popolo, che ti sei acquistato col tuo sangue prezioso, Signore: dà forza all’imperatore contro i nemici e assicura alle tue Chiese la pace, o amico degli uomini, per l’intercessione della Madre di Dio.

Canone stavroanastàsimo. Vedo un mistero.

E’ glorificata per la tua misteriosa potenza la tua croce, Signore: poiché la tua debolezza si rivelò più che potente a tutti; per essa i potenti sono gettati a terra e i poveri sollevati al cielo.

E’ uccisa la nostra morte spietata: poiché tu apparendo ai fedeli nell’ade, donasti loro la risurrezione dai morti; perciò inneggiandoti come vita e risurrezione e luce ipostàtica, ti magnifichiamo.

La natura senza principio, né confini si fa conoscere in tre sole ipòstasi divine: unica divinità nel Padre, nel Figlio e nello Spirito; fidandosi di lei, il nostro pio imperatore si salva.

Canone della Theotòkos. Il roveto ardente.

Dalla radice di Davide, tuo nobile antenato, o Vergine, germogliasti un virgulto, ma in realtà sei tu che glorifichi David, partorendo il profetato Signore della gloria, che noi degnamente magnifichiamo.

Ogni maggior lode, o purissima, è vinta dalla grandezza della tua gloria, ma tu, Sovrana Madre di Dio, accogli con benevolenza l’inno offerto da supplici indegni, ma devoti.

Oh, come superano ogni intelletto i tuoi prodigi! Tu sola infatti, Vergine superiore al sole, desti da contemplare il nuovissimo prodigio della tua generazione incomprensibile, per questo tutti ti magnifichiamo.

Alle lodi, Stichirà anastàsima. Tono 1.

Celebriamo, o Cristo, la tua salvifica passione e glorifichiamo la tua risurrezione.

Tu che ti sottoponesti alla croce e distruggesti la morte e dai morti risorgesti, dona pace alla nostra vita, o Signore, come solo onnipotente.

Tu che con la tua risurrezione spogliasti l’ade e risuscitasti l’uomo, o Cristo, facci degni di celebrarti e glorificarti con cuore puro.

Glorificando la tua divina condiscendenza, ti inneggiamo, o Cristo: partorito da una Vergine, sei indivisibile dal Padre; come uomo hai patito e volontariamente subito la croce; sei risorto dalla tomba come procedendo dal talamo per salvare il mondo; Signore, gloria a te.

Altri stichirà, anatolikà.

Quando fosti inchiodato all’albero della croce, allora fu annientata la forza del nemico; il creato fu scosso dal tuo timore e l’ade fu spogliato dalla tua forza: rialzasti i fedeli dalla tomba, apristi al ladrone il paradiso: Cristo nostro Dio, gloria a te.

In fretta, piangendo, giunsero al tuo sepolcro le donne venerabili; trovando però la tomba aperta e appreso dall’angelo il nuovo, inaspettato prodigio, agli apostoli annunziarono il Signore risorto, donando al mondo la grande misericordia.

Adoriamo le divine piaghe della tua passione, o Cristo Dio e il sacrificio del Signore in Sion, compiuto alla fine dei tempi, manifestando Dio: poiché illuminasti quanti dormivano nella tenebra, o sole di giustizia, guidandoli per mano allo splendore senza tramonto. Signore, gloria a te.

Ascolta, tumultuosa stirpe dei giudei: dove sono quelli che andarono da Pilato? Parlino i soldati di guardia: dove sono i sigilli del sepolcro? Dov’è stato trasferito il sepolto? Come è stato venduto chi non può esser venduto? Com’è stato rapito il tesoro? Perché screditate, iniqui giudei, la risurrezione del crocifisso? E’ risorto colui che è libero tra i morti e dona al mondo la grande misericordia.

Gloria. L’idiòmelon eothinòn.

Vedi al fondo di questo libro.

E ora. E questo Theotokìon.

Sei più che benedetta, Vergine Madre di Dio, perché per colui che da te si è incarnato l’ade è stato fatto prigioniero, Adamo richiamato, la maledizione abolita, Eva liberata, la morte messa a morte e noi vivificati; perciò inneggiando acclamiamo: Benedetto sei tu, Cristo nostro Dio, perché così ti è piaciuto; gloria a te.

Quindi la dossologia e dopo di essa i tropari anastàsima: per i toni 1, 2, 3 e 4: Oggi è venuta la salvezza. Per i toni pl. 1, pl. 2, Grave, pl. 4: Risorgendo dal sepolcro. Vedi in fono a questo volume.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; Cristo però con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

Venero la tua passione e glorifico la tua risurrezione; con Adamo e il ladrone grido a te con chiara voce: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo regno.

Fosti crocifisso e messo in una tomba di tuo volere, o senza peccato, ma risorgesti come Dio, rialzando con te Adamo, che esclamava: ricordati di me quando verrai nel tuo regno.

Rialzando dalla tomba il tempio del tuo corpo il terzo giorno, Cristo Dio, rialzasti con Adamo i suoi discendenti, che gridavano: ricordati di me quando verrai nel tuo regno.

Le mirofore vennero piangendo al tuo sepolcro, o Cristo Dio, di buon mattino e vi trovarono seduto un angelo in bianche vesti che esclamò: Che cosa cercate? Cristo è risorto, non piangete più!

I tuoi apostoli venuti al monte, come ordinasti loro, o Salvatore e Signore, ti videro e ti adorarono e tu li inviasti alle genti per istruirle e battezzarle.

Gloria.

Adoriamo il Padre, o fedeli, glorifichiamo il Figlio e inneggiamo tutti ugualmente al santissimo Spirito, esclamando e dicendo: Trinità santissima, salvaci.

E ora. Theotokìon.

Il tuo popolo, o Cristo, a intercedere ti presenta tua Madre; per le sue suppliche, o Buono, dacci le tue misericordie affinché glorifichiamo te, risorto per noi dal sepolcro.

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Modo I – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono 1 Domenica Sera Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà catanittici despotikà.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

Tutto per bontà creasti, Signore, con il tuo Verbo e con lo Spirito e hai fatto anche me vivente razionale perché glorifichi, o Onnipotente, il tuo santo nome, che io invece sempre disonoro con le mie turpi azioni; ma tu perdona, ti supplico.

Riconosci, anima infelice, la tua divina nobiltà e la tua patria incorruttibile e ad essa sempre protendi con le opere buone. Nulla di corruttibile t’inchiodi, la tua parte è lassù, mentre il corpo è terra e si corrompe: l’inferiore non vinca l’anima, che gli è superiore.

Ritorna, dunque, povera anima mia, con le lacrime al Dio infinitamente buono, confessando tutte le tue azioni prima del giudizio; renditi propizio il Creatore e chiedi perdono prima che il Signore ti chiuda la porta.

Degli Incorporei. Uguale.

Angeli incorporei, che circondate il trono di Dio, sfolgoranti per i bagliori che di là ricevete ed eternamente rifulgenti di luminosa effusione e che siete detti luci seconde: pregate Cristo di donare alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Angeli immortali, che veramente avete ricevuto da Dio la vita incorruttibile, siete i sublimi contemplatori, ricchi di gloria imperitura, della sapienza infinita e, luminosissimi, giustamente vi siete rivelati come lampade splendenti.

Angeli, arcangeli, principati, troni, dominazioni, serafini dalle sei ali, cherubini dagli innumerevoli occhi, strumenti della sapienza di Dio, potenze e virtù, intercedete presso Cristo perché sia donata alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Maria, incontaminato cocchio della purezza trascendente ogni intelletto, da molti peccati sono trattenuto nell’angustia: dirigimi tu verso gli spazi della penitenza con la tua fortissima protezione; lo puoi come Madre di colui che può tutto.

Prokìmenon. Tono pl. 4.

Ecco, dunque, benedite il Signore, voi tutti servi del Signore.

Stico. Voi che state nella casa del Signore.

Quindi Degnati, Signore e il resto.

Apòstica. Tono 1.

Vasto è l’oceano delle mie colpe, Salvatore e sono paurosamente immerso nei miei peccati: dammi la mano come a Pietro e salvami, o Dio e abbi misericordia di me.

Stico. A te ho levato i miei occhi.

I cattivi pensieri e le opere mi condannano, Salvatore; concedimi dunque un pensiero di conversione, o Dio, sicché ti gridi: Salvatore, benefattore buono, anche di me abbi misericordia.

Stico. Misericordia di noi, Signore.

Martirikòn. Per le preghiere, Signore, di tutti i santi e della Madre di Dio donaci la tua pace e abbi pietà di noi, come solo compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Esultanza delle schiere celesti, protezione potente degli uomini sulla terra, Vergine senza macchia, salva noi che in te ci rifugiamo, poiché dopo Dio in te, Madre di Dio, riponiamo le speranze.

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Modo I – Lunedì – Mattutino

Periodo Del Tono 1 Lunedi al Mattutino

Dopo l’esasalmo cantiamo Il Signore è Dio con i suoi stichi e il tropario del santo del giorno. Nelle sante Quaresime l’alliluia con i suoi stichi, quindi gli inni trinitari del tono 1. Vedi in fondo a questo volume. Dopo la prima sticologia del salterio cantiamo quanto segue

Kathìsmata catanittici. Tono 1.

Concepito nelle iniquità, io, il dissoluto, non oso fissare le altezze del cielo, ma rinfrancato dal tuo amore per gli uomini grido: O Dio, siimi propizio e salvami.

Se il giusto a stento si salva dove mi presenterò io peccatore? Non ho portato il peso e il calore del giorno: annoverami tra quelli dell’undecima ora, o Dio e salvami.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio purissima, nei cieli benedetta e glorificata in terra: salve, sposa senza nozze.

Dopo la seconda sticologia.

Altri Kathìsmata. I soldati a guardia.

Affréttati ad aprirmi le tue braccia paterne: da dissoluto ho consumato tutti i miei beni, volgendo le spalle all’inesauribile ricchezza delle tue compassioni, o Salvatore; non disprezzare, ora, un cuore impoverito. Compunto a te grido, Signore: contro di te ho peccato, salvami.

Tremendo è il tuo tribunale, giusto il tuo giudizio e malvagie le mie opere. Toglimi, Sovrano, dalla parte dei capri e fammi degno di stare alla tua destra, giudice giustissimo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Governa, o pura, la mia anima misera ed abbine misericordia perché per la moltitudine delle colpe scivola nell’abisso della perdizione, o castissima. E nell’ora tremenda dalla morte liberami dalla terribile sentenza quando i demoni mi accuseranno.

Dopo la terza sticologia.

Altri Kathìsmata. I soldati a guardia.

Scioccamente mi sono allontanato da te, compassionevolissimo consumando da dissoluto la mia vita, servendo ogni giorno alle passioni irrazionali; ma tu, per le preghiere degli angeli accoglimi, Padre misericordioso, come già il figlio dissoluto e salvami, ti prego.

Martirikòn. I gloriosi atleti si sono rivestiti di te, Signore, onore di lotta e dignità di corona, poiché con la costanza nei tormenti hanno messo in rotta gli empi e per la potenza divina hanno ricevuto dal cielo la vittoria. Per le loro implorazioni liberami dal nemico invisibile, o Salvatore e salvami.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che superi le schiere immateriali e sola oltrepassi le gerarchie dei cieli, da loro ricevi degna lode, o fanciulla purissima; ma con gli angeli prega tuo Figlio di scampare me, il solo condannato, dalla tirannia delle passioni.

E dopo il salmo 50 cantiamo il seguente canone catanittico, poema di Giuseppe con l’Acròstico: Lava la sozzura delle mie colpe, o Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

La tua destra vittoriosa, magnifica nella sua forza s’è coperta di gloria poiché per la tua potenza, Signore immortale, distrusse i nemici aprendo per Israele una via nuova nel profondo del mare.

Ti supplico, Cristo, nella moltitudine delle tue misericordie, cancella la moltitudine dei miei peccati e donami un pensiero di conversione, affinché glorifichi la tua inconcepibile benevolenza.

Sulla terra, nel tuo grande amore, apparisti, Gesù corporalmente come uomo; ho peccato più d’ogni altro uomo, ma ora, Verbo di Dio, vedendo la mia conversione accoglimi mentre a te mi prostro.

Martyrikà. Imitando Cristo, che liberamente patì anche la morte, o insigni, sopportaste ogni specie di tormento e la morte per cui riceveste la vita eterna, o martiri.

Recando nelle vostre anime soprattutto il fuoco del divino amore santi martiri, davanti al fuoco non esitaste, ma per la fervente offerta dei vostri tormenti, incendiaste la materia del politeismo.

Theotokìon. Con noi le schiere degli incorporei t’inneggiano, Vergine lodatissima; nel tuo grembo generasti incarnato l’incontenibile, divina Sposa, rimanendo vergine come prima del concepimento.

Canone degli Incorporei. Opera di Teofane, con Acròstico: Primo inno di Teofane agli angeli.

Stesso Irmòs.

Santissimi angeli, che state luminosi presso il trono del Signore, pregate il Padre coeterno e l’Angelo del gran consiglio d’ispirare la mia parola per inneggiarvi.

All’origine della creazione la divina intelligenza stabilì le gerarchie angeliche come altrettanti luminari per riflettere i raggi del suo triplice sole.

Theotokìon. Colui che come Dio stabilì le potenze superiori, dimorò nel tuo casto grembo, Vergine Madre e s’incarnò senza mutamento.

Ode 3. Irmòs.

Tu solo conosci la debolezza della natura dei mortali e per compassione te ne sei rivestito: circondami di potenza dall’alto, sicché a te gridi: santo il tempio spirituale della tua gloria immacolata, o Filantropo!

Povera anima mia, ritorna a ragione invocando il tuo Creatore che conosce tutti i tuoi segreti e mostra frutti di penitenza affinchè il compassionevole Signore abbia misericordia di te e ti liberi dal fuoco eterno.

Trascinando la moltitudine dei miei peccati, gemendo sotto il peso delle mie colpe, pieno di confusione, come l’umile pubblicano, piangendo a te grido: fammi grazia o Buono, fammi grazia e salvami, o Dio.

Martyrikà. Pieni di sapienza e vera scienza, i martiri dimostrarono stolta la sapienza ellenica e distrussero la cattiveria sofista e lottando strenuamente degnamente hanno ricevuto gioiosi le corone della vittoria.

Confessando una Mònade per natura, ma Triade per le persone, o atleti, con la fede divina annientaste l’errore politeista e vi rivelaste luminari, che con i raggi della grazia rischiarano i cuori di tutti.

Theotokìon. Santa sposa divina, santamente concepisti colui che riposa tra i santi, il Figlio e Verbo coeterno che condivide col Padre l’eternità e santifica nel Santo Spirito coloro che con fede lo glorificano.

Stesso Irmòs.

Alla luce teurgica i serafini avvicinandosi immediatamente e riflettendola sapientemente in molti modi con i bagliori primigeni, risplendono per primi e come luci seconde si divinizzano per vicinanza.

Desiderando inneggiare con zelo agli splendori degli angeli, chiediamo, fedeli, con spirito puro e labbra mondissime l’aiuto grazie a loro concesso da Dio e otterremo il loro splendore.

Theotokìon. Reso degno di vedere l’Intelletto sovraessenziale, Gabriele, Vergine pura, ti evangelizzò la gioia, rivelandoti chiaramente la generazione del Dio Verbo nel tuo prodigioso concepimento.

Ode 4. Irmòs.

Avvacùm, contemplando con occhi profetici te quale monte ombreggiato dalla grazia divina, annunciò che da te sarebbe uscito il santo d’Israele, a salvezza e rinnovazione nostra.

Povera anima, a chi paragonerò te, che perseveri nel male e mai compi il bene? Torna a Dio, grida a colui che volontariamente per te apparve: cardiognòsta, fammi grazia e salvami.

Hai stabilito penitenza per quanti si convertono, o Salvatore: concedimela, o buono prima della fine della vita, dandomi compunzione e afflizione come un tempo alla prostituta, che baciò i tuoi piedi immacolati.

Martyrikà. Pieni dei flutti dello Spirito, i martiri si rivelarono per volere divino fiumi dell’acqua viva e inaridirono i torrenti limacciosi dell’errore, o Cristo e nello Spirito, Cristo, hanno irrigato le menti dei fedeli.

Grandemente i divini martiri lottarono nello stadio: subirono infatti fuoco, spada e ogni supplizio; per le loro preghiere, Verbo di Dio, scampa dal maggiore ed eterno castigo quanti con fede ti inneggiano.

Theotokìon. Colui che il Padre ingenerato generò come Figlio nell’eternità, colui che trascende tempi e giorni, nascendo dal tuo grembo, venne nel mondo e nel tempo per annientare l’antica inimicizia dei mortali nella sua misericordia.

Stesso Irmòs.

I troni, i cherubini, i serafini, occupando il primo rango, brillano immediatamente dei raggi della divinità; con le altre potestà cantano melodiosamente: Gloria alla tua potenza, Signore.

Con santificazioni trinitarie, i serafini, con inesauste voci, inneggiano una triplice monade di divinità, celebrando il mistero della teologia e insegnano la fede ortodossa.

I cherubini, ricevendo l’effusione della sapienza e l’emanazione della scienza, imitando Dio, a loro volta piamente concedono questi doni della sapienza personificata, la divina illuminazione.

Theotokìon. Colui che è conosciuto come trascendente tutto il creato e operatore sulla terra di prodigi oltre comprensione, abitò il tuo grembo fulgente di verginali splendori, o pura.

Ode 5. Irmòs.

Tu che col fulgore della tua venuta, Cristo, ci illuminasti e con la tua croce illuminasti i confini del mondo, con la luce della tua scienza divina, illumina i cuori di quelli che in modo ortodosso t’inneggiano.

Le passioni mi trattengono sotto il loro giogo e temo il tuo giusto tribunale, mio giudice e mio Signore; donami la forza, ti prego, di compiere prima della fine buone opere per la mia giustificazione.

I profondi segreti del mio cuore, divino Re e Creatore, tu scruti e conosci; quando verrà l’ora in cui giudicherai il mondo, scampami alla tua condanna.

Martyrikà. I santi nel fuoco dimostrarono l’ardore del loro amore divino; perciò refrigerati dall’attesa dei beni futuri, i teofori esultavano.

Rafforzati dalla speranza dei beni futuri, i martiri sopportarono con grande risolutezza la tortura delle membra e strozzarono l’astutissimo con i nervi della loro infinita pazienza.

Theotokìon. La mia bocca senza sosta celebrerà il tuo concepimento, meraviglia incomparabile, poiché tu generi l’Infinito e reggi con le tue braccia colui che nella sua mano regge il mondo.

Stesso Irmòs.

Ardenti di affetto divino, i tre cori del secondo rango, Virtù, Potenze e Dominazioni, con bocche mai silenti inneggiano all’unica essenza e potenza tearchica.

Con l’immensa armata celeste dallo Spirito sono disposti i cori degli angeli, degli arcangeli, dei principati; per l’eccellenza essi sono formati per venerare l’essenza piena di luce dell’unico Dio trisipostàtico.

Theotokìon. D’ogni angelo, nel tuo splendore, superi la bellezza, tu che concepisti il loro Creatore e Signore, Vergine Madre, permettendogli di prender corpo nel tuo grembo prodigioso.

Ode 6. Irmòs.

Ci ha circondato l’estremo abisso: non c’è chi ci liberi; siamo considerati pecore da sgozzare; salva il tuo popolo, o nostro Dio; poiché tu sei la forza e il restauro dei deboli.

Essendo medico, Cristo, sana le passioni del mio cuore e lavami da ogni macchia nelle onde della compunzione, perché canti, o Gesù e magnifichi la tua compassione.

Nel cammino della perdizione, pecora smarrita, ho errato nel burrone del peccato; o Cristo, fammi tornare e guidami sulle vie infallibili dei tuoi comandamenti perché possa glorificarti.

Martyrikà. I gloriosi e incoronati martiri del Signore, pietre veramente preziose, lapidati con pietre non rinnegarono la pietra della vita, né sacrificarono alle statue di pietra.

Nell’arena i martiri, rinnovando le loro anime con l’aratro della fede, germogliarono nello Spirito la spiga che frutta il centuplo e per le loro pene furono degni delle delizie del paradiso.

Theotokìon. Concependo la fiamma dei liturghi fiammeggianti, ti rivelasti purissima e prima opera della creazione, Vergine purissima, benedetta fra le donne e piena di grazia divina.

Stesso Irmòs.

I cori degli angeli in cielo, stando presso il trono della tua gloria, Signore, cantano senza sosta con le loro angeliche voci: O Cristo, tu sei mia forza e mio canto.

Vedendo lo splendore non artefatto del tuo volto, gli angeli sono illuminati dal sovradivino splendore del tuo raggio divino; tu sei infatti loro luce e gioia.

Theotokìon. In te, Vergine, s’incarnò il Verbo senza carne, che per suo volere creò il mondo e dal non essere suscitò legioni d’Incorporei nella sua onnipotenza.

Ode 7. Irmòs.

Noi fedeli contempliamo te, Theotòkos, come spirituale fornace: come essa salvò i tre fanciulli, così nel tuo grembo ha interamente riplasmato me, l’uomo, il sovresaltato Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Essendo amico della virtù, Daniele un tempo domò i leoni e noi fedeli imitiamolo, restando sobri e vigilanti per rendere innocuo, con le nostre suppliche a Dio, il diavolo, che come leone ruggente cerca di divorarci.

Per eccesso di dissolutezza sporcai gravemente l’anima, ma tu, Cristo Signore, per eccesso di bontà, accoglimi come il dissoluto e abbi compassione di me, che canto: Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Martyrikà. Vigorosamente corroborati dalla legge di Cristo, nello stadio i martiri vanificarono valorosamente le trame degli iniqui, cantando morenti: Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Divinamente illuminati, i martiri del Signore, manifestamente incendiati dalla luce della Trinità, subirono i tormenti e superarono le tenebre cantando: Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Theotokìon. La natura e le sue leggi si rinnovano per te poiché nel tuo grembo Cristo stesso, il legislatore, oltre le leggi della carne si incarnò per radunare quanti cantano: Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Stesso Irmòs.

Tu, Sovrano sei la luce senza principio, rifulsa dalla luce del Padre: hai disposto le schiere degli angeli come specchi di luce che accolgono il tuo raggio inaccessibile o Dio dei nostri padri, lodato e gloriosissimo.

O Re di tutti, per salvare il genere umano hai fatto gli angeli come rinforzo, poiché tu li metti come custodi a ciascun credente che rettamente inneggia: Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Nessuna lingua può esprimere, o nostro Sovrano, lo splendore dei tuoi prodigi, poiché tu hai disposto la luminosa armata celeste, Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Theotokìon. Da te, santa, si è incarnato il Figlio che prima dal Padre è senza madre e poi divenendo come noi è senza padre; a lui ora danno culto le falangi degli incorporei come Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Ode 8. Irmòs.

Nella fornace i figli d’Israele, come metallo in fusione, più che oro puro brillarono per la bellezza della pietà cantando: benedite, opere tutte il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Cristo, mio redentore compassionevole, dalla caligine dei peccati che ora mi trattiene e da ogni tentazione libera me che grido: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Quando verrai con gloria a giudicare il mondo, o Cristo, tra gli eletti colloca anche me che grido e dico: benedite, opere tutte il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Martyrikà. Nella terra sacra, o martiri, siete giunti, avendo molto lottato sulla terra e ricevete la vita celeste cantando: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Svestendo il corpo corruttibile, come martiri vittoriosi avete rivestito in Cristo la veste d’immortalità, acclamando dall’alto: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Sacre voci preannunziarono un tempo che avresti concepito, Vergine pura, il Dio creatore di tutto al quale cantiamo: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Stesso Irmòs.

Imitando, o fedeli, le schiere degli angeli, luminose e splendenti per i raggi del bellissimo triplice sole, cantiamo: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Come fonte di tutti i beni l’eccelso Dio, con potenza divina, proietta le fonti seconde della luce che ricevono la sua luce primordiale gridando: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

L’intelletto primo e demiurgo ha sottomesso gli intelletti ipercosmici degli angeli, che a lui sapientemente si protendono e gridano: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Colui che il Padre ineffabilmente generò prima dei secoli nei cieli, sulla terra, Vergine pura, tu lo concepisti incarnato per noi, che a lui gridiamo: benedite, opere tutte, il Signore, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Il roveto ardente che non si consumava ci ha mostrato una figura del tuo parto puro. Spegni, ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni che infuria contro di me affinchè, Madre di Dio, senza sosta ti magnifichiamo.

Come la cananea ti grido: Pietà di me, Verbo, ho un’anima in pericolo per gli assalti demoniaci, commette da stolta ciò che è empio ed è insensibile al tuo divino timore, o Longanime.

Conferma sulla roccia dei tuoi precetti, Signore, i passi dell’anima mia, fa’ inciampare il serpente che spudoratamente vuol farmi inciampare e liberami della sua malizia, tu che sei buono e misericordiosissimo.

Martyrikà. Poiché avete già attraversato, o martiri, l’acqua travolgente delle tentazioni e i marosi di atroci tormenti, certo avete raggiunto il porto del regno superno e là godete della divina bonaccia.

Divenuti luminosi, o martiri, diventaste degni dello splendore senza tramonto, nella Chiesa dei primogeniti esultate e con i cori degli angeli vi rallegrate: con loro supplicate per noi il datore di vita.

Theotokìon. Porti colui che tutto porta e allatti colui che tutti nutre: arca della venerabile santità, Vergine Madre di Dio, grande e tremendo è il tuo mistero trascendente l’intelletto: perciò con fede ti diciamo beata.

Stesso Irmòs.

Hai stabilito gli intelletti incorporei, Salvatore, come iniziati della tua ineffabile gloria: per loro custodisci dunque il tuo popolo, che con fede e affetto in te si rifugia, perché senza sosta, Sovrano, ti magnifichiamo.

A presidio del tuo gregge, tu, Onnipotente, assegni l’angelo di pace: della pace e dell’amore, infatti, sei tu l’autore; ed egli custodisce la saggia fede e con la tua potenza dissolve tutte le eresie.

Tu che sei celebrato come piena dolcezza dei celesti, trapianta nelle tue chiese, Sovrano, quel dolce gaudio e dona quiete e buon ordine perché senza fine, Salvatore ti magnifichiamo.

Theotokìon. Miriadi di angeli, Purissima, celebrano ora senza mai tacere il tuo parto perché, contemplando colui che presiede alle loro schiere, sono ricolmi di gioia e senza sosta, Madre di Dio, ti magnificano.

Exapostilarion. Tono 2.

Angeli e arcangeli, principati, virtù, potenze, dominazioni, troni e cherubini dagli innumerevoli occhi, serafini dalle sei ali, pregate perché siamo liberati da ogni pericolo e possiamo scampare al fuoco eterno.

Theotokìon.

Vergine, tu sei la mia protezione, la difesa del mondo, suo riparo solidissimo; a te mi prostro dicendo: liberami da ogni pena e dal fuoco eterno poiché in te, o Vergine, ripongo la mia speranza.

Apòstica catanittici delle Lodi. Tono 1.

Un altro mondo ti attende, o anima e il giudice che sta per pubblicare i tuoi mali segreti; non fermarti, dunque, alle cose quaggiù, ma previeni il giudice gridando: Siimi propizio e salvami, o Dio.

Stico 1. Siamo stati saziati al mattino dalla misericordia

Non respingermi, mio Salvatore, prigioniero come sono della mollezza del peccato, solleva il mio pensiero al pentimento e rendimi operaio provato nella tua vigna, concedendomi la ricompensa dell’undecima ora e la grande misericordia.

Stico. E sia lo splendore del Signore nostro Dio.

Martirikòn. Venite, genti tutte, con inni e cantici spirituali onoriamo i vittoriosi di Cristo, i luminari del mondo, gli araldi della fede, la fonte perenne da cui per i fedeli sgorgano grazie di guarigione. Cristo nostro Dio, per le loro suppliche, concedi al tuo popolo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Esultanza delle schiere.

Più santa di tutte le sante schiere, più venerabile di ogni creatura, Madre di Dio, Regina del mondo, tu che portasti in grembo il Salvatore, salvaci con le tue preghiere da miriadi di colpe e pericoli, o buona.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

Donami una fonte di compunzione per la tua compassione, o Cristo Dio, scampami da ogni lordura e purificandomi da innumerevoli mali, fammi partecipe del tuo regno, o benefattore.

Le schiere dei tuoi angeli ti mandiamo come supplici, o Cristo; salvaci, abbi pietà per loro, come più che buono, perdonando tutte le colpe consapevole e inconsapevoli.

Martyrikòn. Con i rivi del vostro sangue, santi, sapientemente annegaste il faraone spirituale: fate ora scorrere torrenti di prodigi, prosciugando il mare delle colpe; così vi diremo beati.

Gloria.

Adoriamo il Padre, o fedeli, glorifichiamo il Figlio e inneggiamo tutti ugualmente al santissimo Spirito, esclamando e dicendo: Trinità santissima, salvaci.

E ora. Theotokìon.

Tu che generasti la luce senza tempo, illumina la mia anima sempre oscurata dagli assalti dei demòni, o purissima e dal fuoco futuro liberami con la tua divina mediazione.

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Modo I – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 1

Lunedi Sera Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà catanittici.

Tono 1. Esultanza delle schiere.

Sommerso dall’oceano dei peccati, tutto chiuso nell’abisso delle colpe, a te grido, Sovrano: tu che sei buono, liberami dalle tremende e multiformi prove della vita e dal fuoco inestinguibile.

Caduto nell’abisso della disperazione e pieno di avversi pensieri malvagi, in te, Verbo di Dio, ho riposto le mie speranze, io, l’infelice: liberami dall’assalto dei nemici visibili e invisibili.

Hai avuto pietà dell’opera delle tue mani, Dio creatore, ti sei fatto povero in modo incomprensibile per amor nostro, Verbo di Dio, unico buono; tu che hai preso su di te i peccati del mondo, solleva anche il mio fardello alleviando il giogo che mi affligge.

Stichirà prosòmia del Precursore. Tono 1.

Mirabile profeta, Battista e Precursore di Cristo, fa’ che il mio cuore inaridito dalle cattive azioni, versi in perpetuo fiumi di lacrime; imploro la tua intercessione affinché da te salvato, io, oppresso dai dolori, magnifichi colui che ti ha magnificato.

Beato profeta, a te innalzo l’anima mia e ogni mia attesa: supplica, ti prego, colui che battezzasti, Gesù Cristo, che si addossò i peccati del mondo, di purificare il mio cuore e salvarmi.

Benedetto dalla grazia di Cristo, predicasti a tutti la penitenza: fa’ che la mia povera anima perseveri nella penitenza, o divino Precursore e compia sempre la volontà del Signore, sì che con fede e affetto ti glorifichi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sola Vergine senza macchia divenisti la dimora dello splendore, che riflette l’eterno Padre, perciò a te grido: sulla mia anima oscurata dalle passioni, fa’ splendere la luce delle virtù affinché, nel giorno del giudizio, ottenga un posto nel tuo paradiso di luce.

Prokìmenon. Tono 4.

Il Signore mi ascolta quando grido a lui.

Stico. Quando t’invoco ascoltami, Dio della mia giustizia, nell’angustia mi hai fatto largo.

Apòstica. Tono 1.

Vasto è l’oceano delle mie colpe, Salvatore e sono paurosamente immerso nei miei peccati: dammi la mano come a Pietro e salvami, o Dio e abbi pietà di me.

Stico. A te ho levato i miei occhi.

Poiché per cattivi pensieri e opere sono condannato, Salvatore, donami un pensiero di conversione, o Dio, sicché gridi: Salvami, benefattore buono, anche di me abbi pietà.

Stico. Misericordia di noi, Signore.

Martirikòn. La vostra confessione nello stadio, o santi, confuse la forza dei demòni e liberò dall’errore gli uomini; perciò anche decapitati gridavate: gradisci, Signore, il sacrificio delle nostre vite, perché amando te, amico degli uomini, disprezzammo questa vita fugace.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che accogli le preghiere dei peccatori e non disprezzi il gemito degli afflitti, prega per la nostra salvezza colui che uscì dal tuo grembo puro, Vergine santissima.

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Modo I – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 1

Martedì Al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata catanittici.

Concepito nelle iniquità, io, il dissoluto, non oso fissare le altezze del cielo, ma rinfrancato dal tuo amore per gli uomini grido: siimi propizio, o Dio e salvami.

Se il giusto a stento si salva, dove mi presenterò io, il peccatore? Non ho portato il peso e il calore della giornata: annoverami tra quelli dell’undecima ora, o Dio e salvami.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Avendo la Theotòkos Maria come muro invalicabile, venite, fedeli, gettiamoci ai piedi suoi: poiché con colui che da lei è stato partorito ha familiarità per intercedere e salvare da ira e morte le nostre anime.

Dopo la seconda sticologia, altri kathìsmata.

Affrettati ad aprirmi le tue braccia paterne: da dissoluto ho sperperato tutti i miei beni, volgendo le spalle all’inesauribile ricchezza delle tue compassioni, Salvatore: non disprezzare, ora, un cuore impoverito. Compunto, a te grido, Signore: contro te ho peccato, salvami.

Tremendo è il tuo tribunale, giusto il tuo giudizio, malvagie le mie opere, ma tu, Misericordioso, previenimi con la tua salvezza e dal castigo riscattami. Toglimi, Sovrano, dalla parte dei capri e fammi degno di stare alla tua destra, giudice giustissimo.

Gloria. E ora Theotokìon.

Deponi, o anima, il sonno della noncuranza, accendi la fulgida lampada del pentimento ed esci quindi gioiosa dalle agitazioni della vita incontro allo Sposo immortale dicendo: Accoglimi, o Verbo, non mi respingere, per le suppliche di colei che ti ha partorito.

Dopo la terza sticologia, altri kathìsmata.

O Giovanni, che un tempo nei flutti del Giordano battezzasti la purificazione di tutto il mondo, traimi dall’abisso delle mie molte colpe e lavami da macchie d’ogni sorta, supplicando sempre l’amico degli uomini, come intercessore accetto.

Martyrikòn. Quali buoni soldati, concordi nella fede, senza temere le minacce dei tiranni, o santi, prontamente siete andati a Cristo portando la croce preziosa e, compiuta la corsa, dal cielo riceveste vittoria. Gloria a colui che vi ha rafforzato, gloria a colui che vi ha incoronato, gloria a colui che, per voi, guarisce tutti.

Gloria. E ora. Theotokìon

Sussultando Giovanni nel seno materno, riconobbe per divina grazia, o pura, Dio portato nel tuo grembo e lo adorò con fede. Ti prego, dunque, Vergine, implora, col Precursore, il Verbo cui donasti un corpo, affinchè il tuo servo sia salvato.

Canone catanittico. Acròstico senza i Theotokìa: Accetta, o Cristo, le mie parole. Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Cantiamo tutti un inno di vittoria per i prodigi del nostro Dio che col suo braccio potente salvò Israele, poiché si è glorificato.

Schiavo delle passioni e del peccato Signore a te mi prostro per esserne liberato e glorificare senza sosta la tua benevolenza.

La spada del peccato mi ha ferito, il nemico esulta vedendo prossimo alla fine; o risorto dai morti, vivificami e salvami.

Martyrikà. Gloria eccelsa ai vittoriosi martiri, le cui membra glorificarono Cristo incarnato, che con la sua passione trionfò della corruzione.

Quali campioni della Chiesa i martiri, intrepidi, resistettero agli assalti del nemico: per le loro preghiere vivificaci, o Dio.

Theotokìon. Trono di fuoco, talamo nuziale, palazzo splendido per il Re, divenuto a noi simile senza mescolanza, né mutamento, tu porti il Creatore.

Un altro canone, in onore del Precursore. Acròstico: Esaudisci, o beato, la voce che ti invoca. Giuseppe.

Ode 1. Stesso Irmòs.

Divenisti voce del Verbo, o beato, per questo, o Precursore, accogli le voci che a te leviamo a te, liberandoci dai mali per la tue sante preghiere.

Sorgendo come aurora, come sole, illumini i confini e ottenebri i malvagissimi spiriti: scaccia dunque le tenebre dalla mia anima.

Ai morti predicasti la nostra vita sopraggiunta, o precursore: uccidi, dunque, le passioni mortifere, mostrandomi partecipe del divino chiarore, o beato.

Theotokìon. Tu che sola generasti nel tempo il Figlio di Dio divenuto carne, Sovrana santissima, sana la mia anima da troppo tempo sofferente.

Ode 3. Irmòs.

La pietra rigettata dai costruttori è divenuta pietra angolare; su questa pietra Cristo stabilì la sua Chiesa, radunandola da tutte le nazioni.

Considera la mia debolezza, o Cristo, tu che incarnandoti l’hai assunta; guarda la sventura della mia anima, sii attento alla mia voce e cambia la mia sporcizia nella tua bellezza, Dio Salvatore.

Salva me dissoluto, Gesù, poiché io solo trasgredii i tuoi divini precetti, commettendo l’iniquità, follemente schiavo dei miei pensieri, allontanandomi da te.

Martyrikà. O santi, le schiere degli incorporei davvero ammirarono il vostro valore, quando lottando nello stadio strenuamente e soccombendo fisicamente, sbaragliaste con forza divina tutti i nemici incorporei.

Ornati del vostro sangue, atleti vittoriosi, stillando la rugiada vermiglia, lietamente compariste davanti al Re, Signore immortale che vi assegnò la corona di vittoria.

Theotokìon. Senza conoscere uomo generasti colui che l’eterno Padre generò prima dei secoli e nutristi colui che nutre l’universo, strana meraviglia, nuovo mistero! Piena di grazia ogni fedele ti glorifica.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Santo germoglio di grembo sterile, Precursore, visibilmente producesti molto frutto con le tue molte fatiche; dal mio cuore sterile e infecondo fa uscire ricca messe perché sempre ti glorifichi.

Conforta col pane celeste, o beato, il mio povero cuore afflitto dalle tribolazioni della vita; donami lo zelo per compiere la volontà del Dio misericordioso perché sempre ti glorifichi.

Annunziasti l’Agnello di Dio, che prese su di sé il peccato del mondo, o profeta: alleggeriscimi del fardello che i miei peccati fanno gravare su me, donandomi la compunzione per purificarmi dalle mie passioni.

Theotokìon. Il Verbo uscito da te, Theotòkos, incarnandosi ha assunto tutta la mia umanità; supplica, dunque, perché mi salvi nelle tentazioni e mi risparmi dal fuoco eterno.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo spiritualmente, o profeta Avvacùm, l’incarnazione del Verbo onnipotente, dicesti: Quando s’avvicineranno gli anni sarai conosciuto; al tempo fissato ti rivelerai, gloria alla tua potenza, Signore!

Ho dilapidato nella dissolutezza il tesoro da te donatomi ed eccomi nudo, coperto d’azioni infami: rivèstimi del tuo splendore, concedendo la grazia al mio cuore.

Disperato, travolto dai mali, giaccio profondamente malato: o Cristo, risurrezione di tutti, rialzami, rinsalda il mio cuore sulla roccia della salvezza.

Martyrikà. Imitando la passione di Cristo, i martiri, flagellati, unanimi gioivano; coi rivi del loro sangue deviarono i fiumi del politeismo, divenendo fonti di guarigioni.

I divini atleti attraversarono incolumi la rabbia delle onde, salvati dal timone della speranza della salvezza, giungendo alle porte celesti splendidi di gioia e letizia.

Theotokìon. In cielo stupirono gli angeli vedendo l’invisibile manifestarsi visibilmente a noi simile, Vergine Madre, nel corpo da te ricevuto; supplicalo di rendere degni di te tutti i fedeli che ti glorificano.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Battista del Signore, che ti preparò la veste di salvezza nella nudità del tuo corpo, spoglio di buone opere, ti prego, ricoprimi di giustizia e gioia.

Nelle onde del Giordano hai battezzato la vivificante fonte della gioia: sulla mia anima inaridita dalla siccità dei piaceri, fa’ scendere l’acqua della salvezza perché sia degno di glorificarti, o Precursore.

Non un angelo, né un ambasciatore, ma il Signore ci salvò e tu raddrizzasti le sue vie, quando venne sulla terra; pregalo, o beato, di mostrarmi la via che conduce al suo regno.

Theotokìon. Sei il tempio santificato del Dio in te ospitato ineffabilmente, Madre Vergine; pregalo dunque di lavarci dalla sozzura del peccato perché diveniamo dimora dello Spirito.

Ode 5. Irmòs.

Figlio di Dio, dona la tua pace a noi, che non conosciamo altro Dio che te ed è col nome che siamo chiamati, tu sei il Dio dei vivi e dei morti.

Innumerevoli sono le mie colpe e i miei peccati: Sovrano clemente, abbi pietà di me; concedi grazia a me condannato, non allontanarmi dal tuo volto.

Giustificasti, il pubblicano che sospirava; il mio peccato sta sempre davanti a me e ti grido: fammi grazia, Signore compassionevole.

Martyrikà. I tuoi martiri, Signore, apparvero come astri non erranti: scacciarono la notte dell’errore e i loro miracoli rischiararono il mondo.

I tuoi martiri, Sovrano, quali pietre preziose, sopportarono d’essere levigati dai tormenti, distruggendo le fondamenta dell’errore.

Theotokìon. In due nature e volontà concepisti l’Uno della Trinità Santa, unica ipòstasi, Vergine senza macchia; pregalo di salvare le nostre anime.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Come un tempo Elia, Precursore, abitasti nel deserto: sul mio cuore inaridito dal peccato fa’ fiorire la grazia e l’amore di Dio.

Colonna inamovibile e saldo soccorso dei fedeli, sublime Precursore di Cristo, non permettere che il mio cuore vacillante per le macchinazioni del nemico sia traviato.

Dalla tua bocca, lieto araldo, i morti appresero che sulla terra brillava lo splendore della luce che rischiara le tenebre; al mio cuore sporco invia la tua luce.

Theotokìon. Vergine Regina, unica senza macchia, il Re Davide ti preannunciò; ti prego: rendimi partecipe del regno dei cieli per poterti magnificare.

Ode 6. Irmòs.

Imitando Giona, Sovrano, a te grido: Strappa dalla fossa la mia vita; Salvatore del mondo; salvami perché ti canti: Gloria a te.

La mia povera anima è sopraffatta come se avessi le ossa spezzate e gemo sotto il peso: Cristo, soccorrimi.

Naufragando nel mare dei mali scatenati dalle passioni, a te grido, Onnipotente: tendimi la mano, Cristo, salvami.

Martyrikà. L’innumerevole schiera dei martiri respinse lo sciame dei nemici invisibili per rallegrarsi nel cielo con miriadi di spiriti incorporei.

Avendo disseccato l’abisso dell’empietà, santi Atleti, conquistaste il fiore della benedizione nell’Eden: prosciugate le onde dei miei peccati.

Theotokìon. Vergine Maria, tu ci apparisti come dimora della santità: santifica il mio cuore macchiato dai piaceri, perché erediti la gloria di Dio.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Tu che annunziavi sulla terra la penitenza, indicami vie di penitenza guidandomi alla luce e scampami dal baratro dell’errore, o Battista.

Tu che facesti discendere nei flutti il Cristo, abisso di bontà, prosciuga in me, o Precursore, l’abisso delle passioni, apri la fontana delle mie lacrime.

Precursore di Cristo, liberami dalle infermità spirituali, dalle passioni carnali, dai mali della vita, dalle tentazioni e da ogni afflizione.

Theotokìon. Senza sosta ti supplico, tutta pura Madre di Dio: non disprezzare il tuo servo, concedimi la grazia e preservami da ogni male.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace i fanciulli non furono toccati dal fuoco; tutti e tre, unanimi, ti benedicevano, Signore, cantando: Dio dei nostri padri, sei benedetto.

La pazienza serbò Giobbe stabile, sotto i colpi della sorte: come una torre, un bastione: anima mia, a sua imitazione, non piegarti nella prova.

Assecondando il piacere fisico, la mia ragione è stata confinata nell’animalità, mentre la cortigiana fu salvata dal tuo verbo; salvami dunque, Verbo di Dio, perché ringrazi la tua benevolenza.

Martyrikà. Redenti dal sangue di Cristo, che nella sua carne patì per noi, sapienti martiri per lui versaste tutto il vostro sangue e nel cielo regnate con lui.

Nello stadio edificaste voi stessi come palazzo in cui riposa Cristo, unico Re e Signore, colui che vi guidò alle dimore celesti, o sapienti.

Theotokìon. Tra tutte le generazioni te sola Cristo scelse per esser sua pura dimora e da te nascendo, Vergine, come sole rischiarò il mondo.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Glorioso Battista, mediatore tra l’antico e il nuovo, sii anche mediatore per me, tutto invecchiato nel peccato, supplicando Gesù, rinnovatore del mondo.

Precursore di Cristo, fosti l’iniziatore della penitenza, di cui sulla terra, instaurasti il canone; che la tua preghiera ci ottenga, Giovanni Battista, la forza di attuarla per la redenzione dei nostri peccati.

Seguisti la via stretta in continua astinenza e divenisti tutto luminoso, dilatato per la contemplazione: concedi anche a noi, o Dio di gioirne.

Trinitario. Glorifichiamo, fedeli, la Trinità consustanziale, Padre, Figlio, Spirito divino, uguali in potestà e signoria e vita regale vivificante.

Theotokìon. Intercedi presso Dio, pura Vergine, perché dimentichi le nostre offese e peccati e si degni di liberarci dal fuoco eterno.

Ode 8. Irmòs.

Il Signore e Creatore, che gli angeli in cielo servono con timore e tremore, sacerdoti, inneggiate, fanciulli glorificate, popolo, benedite ed esaltate per tutti i secoli.

Con un subdolo consiglio mi spogliò d’ogni virtù il serpente maligno: o mio Salvatore, tu che spogliasti la sua malizia, fammi risplendere ora in vesti di virtù.

Giusto Giudice, quando verrai a giudicare tutti i mortali, anche se in quell’ora tremenda risulterò colpevole, non mandarmi nella geenna di fuoco, ma concedimi la grazia e salvami.

Martyrikà. Beati atleti del Signore, la prova, la spada, il fuoco, il pericolo non poterono separarvi dall’amore di Cristo, che nella sua bontà ci amò per primo.

Generosi atleti del Signore, combattendo nei vostri corpi i nemici corporali, li scaraventaste a terra e in cielo con gli angeli ora esultate, guarendo anime e corpi.

Theotokìon. Come giglio nella valle di questa vita fosti trovata dal celeste Giardiniere, che volle farti sua dimora, Madre di Dio, affinchè respirassimo il profumo della tua verginità.

Del Precursore. Irmòs.

Colui che salvò i fanciulli nella fornace, trasformando in fresca rugiada l’ardente fiamma che li minacciava, Cristo, nostro Dio, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Solo io ho superato tutti i mortali, divenendo l’unico trasgressore delle tue leggi, Signore, ma per le preghiere del Precursore, donami la salvezza.

Apparso angelo per i costumi, Battista Giovanni, predicavi al mondo l’Angelo del Gran Consiglio: perciò t’inneggiamo per tutti i secoli.

Ingiustamente fosti decapitato, o beato, che sommergesti la testa di Cristo nel Giordano; per le tue preghiere rafforzaci tutti per calpestare la testa davvero funesta del seduttore.

Mostraci la via del paradiso celeste, o beato, affinchè camminando su di essa, diventiamo partecipi, per le tue preghiere, al convito dell’Agnello.

Theotokìon: Scampami dal peccato, dalla geenna di fuoco, dalle tenebre del castigo, dal digrignamento di denti, dal verme che rode per sempre, o sola protettrice della stirpe umana.

Ode 9. Irmòs.

Magnifichiamo tutti come pura Madre del nostro Dio la nube luminosa in cui il Re dell’universo dal cielo discese come pioggia sul vello e s’incarnò per noi facendosi uomo, lui che è senza principio.

Ecco il tempo della penitenza e delle azioni pure; ecco il giorno della luce: datti da fare, fuggi la tenebra delle passioni, scaccia, anima mia, il sonno della tua pessima negligenza per partecipare al divino splendore.

Gemo come il pubblicano, piango come la prostituta, grido come il ladrone: ricordati di me, misericordioso; e come il figlio dissoluto esclamo: ho peccato e come la cananea mi getto i ai tuoi piedi; non mi disprezzare, Cristo misericordioso.

Martyrikà. Vi mostraste davvero medici dei mali fisici e delle pene dell’anima avendo consegnato, costanti, il vostro corpo a tormenti e morte violenta, lodatissimi atleti del Signore; perciò sempre vi si proclama beati.

Risplendendo più dei raggi del sole, la costanza dei sapienti vittoriosi di Cristo ha palesemente annientato, per grazia, il principe della tenebra, dissolvendo la notte dell’ateismo e illuminando i cuori dei fedeli.

Theotokìon. Coi luminosi splendori del Verbo, sorto dal tuo grembo santo, rischiarando i confini della terra, illumina, Madre di Dio Vergine, la mia anima oscurata dal buio dei piaceri, perché con fede t’inneggi.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Ecco la lampada risplendente per quanti sono nelle tenebre dell’esistenza, ecco la rondine della bella e chiara voce, ecco la primavera che rivela a tutti il Cristo: l’eccelso Precursore, mediatore tra antico e nuovo patto. Dalla sua intercessione siamo sempre custoditi.

Quale amico dello sposo ti metto avanti come intercessore perché sono una moltitudine i miei peccati e a te grido, Battista: Decreta per me, beatissimo, la remissione dei debiti, accendi la lampada della mia anima che la negligenza ha del tutto spento.

Con gli angeli incorporei, con gli apostoli venerabili, coi santi martiri vittoriosi, coi profeti, o profeta, supplica sempre il Dio più che buono perché possiamo giungere ai beni eterni, noi che già siamo ricchi della tua protezione buona.

Rondine leggiadra, prezioso usignolo, colomba bellissima, tortora solitaria, Battista del Signore, germoglio del deserto, rendi feconda di bene la mia anima, divenuta deserto per la sua sterilità.

Theotokìon. Quale trono di cherubini porti colui che tutto porta e nutri colui che ci nutre: imploralo senza sosta, o pura, prediletta della divina grazia, perché il tuo gregge sia sempre liberato dalla sciagura del terremoto, da conquista nemica e da ogni angustia.

Exapostilaria.

Tono 3. Tu che il cielo.

A Giovanni, precursore e battista del Salvatore, profeta tra i profeti, Figlio del deserto, prole di Elisabetta, eleviamo tutti l’acclamazione.

Theotokìon.

Prega per me il Dio filantropo, o Vergine: non rivelare al cospetto degli angeli le azioni che ho commesso, ma degnati, ti prego, di soccorrermi.

Apòstica catanittici delle lodi. Tono 1.

Un altro mondo ti attende, anima mia e il giudice che renderà noti tutti i tuoi mali segreti. Non arrestarti dunque alle cose di quaggiù, ma previeni il giudice gridandogli: siimi propizio e salvami, o Dio.

Non respingermi, mio Salvatore, prigioniero come sono della mollezza del peccato. Solleva il mio pensiero al pentimento e rendimi operaio provato nella tua vigna, concedendomi la ricompensa dell’undecima ora e la grande misericordia.

Martyrikòn. Ecco i soldati del gran Re: si opposero ai decreti dei tiranni e disprezzarono generosamente i tormenti: calpestata ogni seduzione e degnamente incoronati chiedono al Salvatore pace per il mondo e per le nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon. Tono 1.

Vergine lodatissima, con occhi profetici Mosè vide il tuo mistero nel roveto ardente che non si consumava: il fuoco della divinità infatti non consumò il tuo grembo, o pura; ti chiediamo, dunque, quale Madre del nostro Dio, di donare al mondo la pace.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

Ogni giorno pecco e trasgredisco i tuoi precetti: convertimi, o Dio e strappami dall’inferno affinché glorifichi la tua ineffabile compassione, o Filantropo.

Apparisti lucerna precedente, o divino precursore, la luce inaccessibile, sorta indicibilmente per noi dalla nube luminosa. Imploralo dunque di illuminare le anime di noi che ti onoriamo.

Martyrikòn. Sopportando complesse torture, illustri martiri, diveniste degni dei beni sovraccelesti negli eccelsi, perciò siete detti beati da tutti gli uomini ogni giorno.

Gloria.

Adoriamo il Padre, o fedeli, glorifichiamo il Figlio e inneggiamo tutti ugualmente al santissimo Spirito, esclamando e dicendo: Trinità santissima, salvaci.

E ora. Theotokìon.

Dopo il parto, ti conservasti sempre vergine come prima del parto, o pura, che generasti Dio nella carne: supplicalo, o casta, di liberarci dalle passioni carnali e spirituali, ti supplichiamo.

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Modo I – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono 1

Martedi Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 1. Martiri degni d’ogni lode.

O Cristo, hai steso le tue mani sul legno e hai insanguinato le tue dita volendo liberare l’opera delle tue mani divine, prigioniera, o filantropo, del regno della morte per la trasgressione di Adamo e che con la tua forza onnipotente hai risuscitato.

Inchiodato sulla croce, Cristo Dio, come uomo divinizzasti la natura umana distruggendo il serpente, principio d’ogni male; come misericordioso divenisti maledizione per liberarci dalla maledizione dell’albero e sei venuto per dare al mondo la grande misericordia.

Il Sovrano più eccelso d’ogni onore accettò di essere disonorato sopportando sul legno una morte infamante, con la quale il genere umano ha potuto conseguire l’immortalità e ricevere la vita d’un tempo, grazie a te, morto nella carne, o Onnipotente.

Stichirà della Theotòkos. Uguali.

Liberami, o santissima, dal cocente dolore dei miei piedi, dalla paralisi delle ginocchia, da frattura di arti, da infiacchimento di spalle, mani e piedi e dai disturbi di reumatismi vari, custodendomi in tutto ciò senza macchia, nell’amore di Dio, mio Creatore.

Disgraziato che sono, sono oppresso da terribili passioni e ho commesso vergognose dissolutezze, le cui immagini impure ancora adesso mi colpiscono, mi confondono e mi accendono i sensi impuri nel cuore; ma tu, che sei Pura, salvami.

La mia vita è diventata piena di molte tentazioni, o Purissima, per i tanti mali commessi; ma tu riscattami da entrambi e dammi ora una mente e una vita senza peccato e un pensiero sobrio, affinchè con fede ti proclami beata e glorifichi il tuo nome divino.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

La Vergine, vedendo la tua ingiusta immolazione, o Cristo, ti diceva piangendo: Figlio dolcissimo, come soffri ingiustamente, come pendi dalla croce tu, che hai sospeso la terra sulle acque? Misericordioso benefattore, ti prego, non lasciar sola, me, tua madre e ancella.

Prokìmenon. Tono 1.

La tua misericordia, Signore, mi accompagni tutti i giorni della mia vita.

Stico. Il Signore mi pascola e niente mi mancherà: in un luogo verdeggiante mi ha fatto riposare.

Apòstica stavròsima. Tono 1.

La croce fu piantata sul Calvario e fiorì per noi l’immortalità dalla fonte perenne del fianco del Salvatore.

E’ per noi inespugnabile baluardo la croce preziosa del Salvatore: confidando in essa tutti veniamo salvati.

Martirikòn. Oh, le vostre belle fatiche o Santi! Avete dato sangue ed ereditate i cieli; per breve tempo provati, eternamente esultate. Sì, è bello il vostro commercio: abbandonando le cose corruttibili, avete ricevuto le incorruttibili e nel coro degli angeli cantate senza sosta la Trinità consustanziale.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La spada ha trapassato il mio cuore, o Figlio, diceva la Vergine, vedendo pendere dal legno te, o Cristo; sono dilaniata, Sovrano, come profetizzò un tempo Simeone. Ti prego dunque, ti prego, risorgi e con te glorifica, o immortale, la tua madre ancella.

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Modo I – Mercoledì – Mattutino

Periodo Del Tono 1

Mercoledi al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata stavròsima. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità, donando vittorie agli imperatori contro i barbari e proteggendo la tua città con la tua croce.

Con la tua crocifissione, Cristo, la tirannia fu distrutta, la potenza del nemico calpestata: non un angelo, infatti, non un uomo, ma tu stesso, il Signore, ci salvasti: gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Noi che abbiamo la tua protezione, o purissima e per le tue suppliche siamo liberati dalle sventure, noi che siamo in tutto custoditi dalla croce di tuo Figlio, tutti, degnamente, con fede ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia del salterio.

Kathìsmata stavròsima. Sigillata la pietra.

Il legno della tua croce adoriamo, amico degli uomini, perché in esso venne inchiodata la vita di tutti; apristi il paradiso, Salvatore, al ladrone che con fede a te si rivolgeva e lo rendesti degno della beatitudine perché così ti confessava: Ricordati di me, Signore; come lui accogli anche noi che gridiamo: tutti peccammo, per la tua dolce misericordia non ci disprezzare!

I soldati a guardia.

L’arma della croce fu mostrata un tempo in battaglia al pio imperatore Costantino quale invitto trofeo contro i nemici in forza della fede. Davanti ad essa tremano le potenze avverse; dei fedeli essa è divenuta salvezza, di Paolo il vanto.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon

Meraviglia nuova, tremendo mistero! Gridava l’Agnella Vergine pura vedendo il Salvatore disteso sul legno. Come può esser condannato alla croce, da iniqui giudici giudicato reo colui che tiene in pugno l’universo?

Dopo la terza sticologia del salterio.

Kathìsmata. I soldati a guardia.

Distese le braccia sulla croce, misericordioso, hai raccolto le genti a te lontane perché glorifichino la tua grande bontà. Guarda dunque alla tua eredità e abbatti con la tua croce preziosa chi ci fa guerra.

Martyrikòn. Lasciati commuovere, Signore, per le sofferenze patite per te dai santi e sana, ti preghiamo, tutti i nostri dolori, o amico degli uomini.

Gloria e ora. Stavrotheotokìon.

L’Agnella senza macchia, vedendo l’Agnello e pastore pendere morto dal legno fra lacrime gridava levando voci di materno dolore: Come celebrerò la tua condiscendenza sorpassante la ragione, Figlio mio e la tua volontaria passione, o Dio più che buono?

Canone Stavròsimo. Acròstico: Vengo salvato dalla croce del Sovrano che patì. Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Irmòs. Cristo nasce.

Salvato dall’amara schiavitù, Israele, come terra ferma attraversò il mare e vedendo sommerso il nemico, canta un inno a Dio benefattore, che fece meraviglie con braccio elevato, perché si è glorificato.

Innalzato sulla croce, Cristo, rialzasti l’uomo decaduto e annientasti tutta la potenza del nemico: perciò canto la tua passione, Verbo, che col tuo patire mi liberasti dalle passioni.

Tu sei il Signore della gloria e coronasti di gloria l’uomo: fosti coronato di spine perché la nostra natura spinosa portasse frutto d’opere divine, o coltivatore.

Martyrikà. La santissima folla dei santi, lottando lealmente, santificò tutto il creato coi rivi di un sangue purissimo e i sacrifici offerti un tempo ai demòni furono rimpiazzati dal culto di Dio Padre.

L’oscura tenebra dei tormenti, o martiri non nascose la saldezza delle vostre lotte; ma, più fulgidi del sole riflettevate, gloriosi, la splendida luce della salvezza.

Theotokìon. Una spada trafisse il tuo cuore, o santissima, per le sofferenze del tuo Figlio, quando lo vedesti trafitto da quella lancia che doveva annientare la spada di maledizione del paradiso, che impediva ai fedeli il divino ingresso.

Canone della Theotòkos. Acròstico alfabetico.

Ode 1. La tua destra vittoriosa.

Avendoti trovato come tempio santo, Dio Verbo, pura Vergine, dimorò nel tuo grembo santificando, illuminando e purificando dai peccati chi ti venera.

Tu che concepisti la vigna dalla vita, da cui scaturì il vino della salvezza, liberami, nella tua misericordia, dall’ebbrezza del peccato; risvegliami e guidami per i dritti sentieri della penitenza.

Sempre i pensieri mi fanno scivolare, sempre medito progetti perversi; follemente mi sono lasciato sedurre e sono divenuto tutto preda del nemico: non disprezzare, Vergine, il tuo servo!

Ode 3. Irmòs.

Al Figlio che prima dei secoli.

Non per la scienza, né per la ricchezza si esalti alcun mortale in sé stesso, ma per la fede del Signore, acclamando in modo ortodosso a Cristo Dio e cantando sempre: Sulla pietra dei tuoi precetti stabiliscimi, Sovrano.

Gli empi ti forarono mani e piedi, Cristo, che un tempo con le tue mani plasmasti l’uomo e che con la tua passione ci liberi dalle pene e dalla corruzione.

Si arrestino luna e sole, gridò Gesù di Nave, raffigurando l’oscurarsi degli astri alla passione nella carne del Signore sulla croce, per cui i principi della tenebre furono sconfitti.

Martyrikà. Sopportarono valorosamente i santi martiri le loro pene, ferendo con le loro ferite Beliar, antico serpente; perciò essi sanano sempre i dolori delle nostre anime con segni divini.

Distruggendo le stele dei demoni e i loro templi con la vostra fermezza e saldezza, o martiri, vi rivelaste meravigliosamente templi spaziosi del Padre, del Figlio e del santo Spirito.

Theotokìon. Vedendo il bellissimo divenuto senza bellezza nella passione, Vergine pura, esclamasti amaramente: Ahimè, come soffri passione, o Figlio, tu che vuoi liberare tutti dalle passioni?

Della Theotòkos. Tu che solo conosci.

Tu che generasti il Signore dell’universo, o Sovrana dell’universo, liberami ora, pura Vergine, dal dominio delle passioni perché per mia disgrazia le ho servite nella mollezza e coscienza pervertita.

O Buona, che sola concepisti il compassionevole Signore, o pura, non disprezzare me, tuo spregevole servo e le colpe del mio cuore, ma per le tue preghiere concedimi la penitenza.

I cattivi pensieri, i pericoli, le angosce, le tentazioni turbinano attorno a me: conducimi al porto, dona alla mia anima, ti prego, la calma dopo la tempesta, Vergine degna d’ogni lode.

Ode 4. Irmòs. Virgulto dalla radice.

Udì un tempo il meraviglioso profeta Avvacùm la tua voce, Cristo e con timore gridò: Signore, sei venuto da Teman, Dio santo dal monte ombroso, per salvare i tuoi cristi; gloria alla tua potenza, Signore.

Crocifisso subisti ferite e piaghe, guarendo quelle del mio cuore, o Cristo; gustando l’amaro fiele togliesti il gusto del nocivo piacere corruttore; inchiodato al legno, abolisti la maledizione dell’albero.

Elevato sulla croce, attirasti le genti da te lontane: ci riconciliasti col Padre, o molto paziente, ponendo te stesso come mediatore, che patì, in mezzo alla terra, ignominiosa passione.

Martyrikà. Nel mar rosso del vostro sangue, o beatissimi in Dio, annegò il Faraone spirituale, inghiottito nel mar rosso con tutte le sue armate; perciò salvati con gioia nella terra promessa, diveniste cittadini celesti.

Rafforzati dal vigore di Cristo, mostrarono con molte pene la beata passione nella venerabile carne; perciò ora calmano passioni del corpo e dell’anima di quanti li lodano e sempre li dicono beati.

Stavrotheotokìon. Vedendo l’ingiusta immolazione, la tua Genitrice, o Cristo, piangendo ti gridava: Figlio, giusto giudice, come mai sei stato ingiustamente condannato, tu che vuoi giustificare i condannati per l’antica trasgressione e sottomessi alla corruzione?

Della Theotòkos. Avvacùm contemplandoti.

Nube luminosa che concepisti Gesù Dio, sole di giustizia e fonte di luce, illumina con i tuoi raggi la mia anima oscurata nella notte del peccato e nell’accecamento dei piaceri.

Il diavolo mi assale, la morte è in agguato, cercando di prendermi perfidamente: Sovrana santissima, liberami da loro; dei cristiani sei pronto aiuto, degli afflitti consolatrice, Genitrice di Dio, purissima Sovrana.

Mia forza e mio canto è il Signore concepito nel tuo santo grembo: Vergine pura, supplicalo di conservare sempre nella purezza, senza sozzura e senza peccato, le anime e i corpi dei tuoi servi.

Ode 5. Irmòs. Dio della pace.

Fa’ risplendere, o Cristo, la luce senza tramonto sui cuori di chi ti canta con fede, concedendoci la tua pace che supera ogni mente, affinchè correndo dalla notte e dall’oscurità verso la luce dei tuoi precetti, amico degli uomini, noi ti glorifichiamo.

Il sole si oscurò vedendo sospeso nudo sul legno te, Salvatore, che hai sospeso la terra sulle acque; le pietre si spezzarono come se si sentissero sollevate sulla pietra per il timore e le fondamenta della terra vacillarono.

Innalzato sul legno, trafitto dai chiodi, le dita insanguinate, il costato trafitto dalla lancia, o grande Paziente, risanasti la ferita di Adamo, quella ricevuta ascoltando la sua costola e disobbedendo al Creatore.

Martyrikà. La folla dei martiri si raduna nel paradiso attorno a Cristo, albero della vita; per lui, per nobile motivo, patirono morte e infamia uccidendo colui che uccise la prima coppia per il frutto proibito.

Il flusso del vostro sangue, o atleti di Cristo, inaridì l’abisso dell’empietà e il getto dei vostri clamorosi miracoli seccò la fonte delle nostre passioni nelle anime e nei corpi; perciò vi diciamo beati.

Theotokìon. Stupì la Purissima vedendo Cristo volontariamente innalzato sul legno e piangendo diceva: Alla tua nascita evitai i dolori, ma ora soffro altre pene poiché tu sei ingiustamente crocifisso dagli empi, mio Figlio e Dio.

Della Theotòkos. Tu che col fulgore.

Fa’ crescere e fruttificare copia di virtù nella mia anima, Vergine santa, tagliando alla radice i miei sterili pensieri; sradica e recidi le spine del peccato che mi serrano fino a soffocarmi.

Alla voce dell’angelo, ineffabilmente ospitasti in grembo il Dio Verbo, Vergine Madre: supplicalo di liberare i tuoi servi dalle passioni irrazionali e dai piaceri mortiferi.

Più del fiore uscito dal tuo ramo sbocciò il maligno fiore dell’albero proibito, l’arroganza della mia carne; interrompi l’agitarsi delle mie passioni affinché t’inneggiamo, lodatissima.

Ode 6. Il mostro marino.

Sono del tutto preda delle mie passioni e il mostro iniquo mi ha inghiottito; fammi risalire dalla fossa, o Dio, come Giona un tempo e donami, nella fede, di essere liberato dalle mie passioni perché ti offra in spirito di verità un sacrificio di lode.

Quando Mosè sollevava le braccia prefigurava la tua passione, le tue braccia stese sull’albero e la distruzione del funesto impero del maligno. Riconoscendo che tu sei la liberazione e la salvezza, noi ti celebriamo, amico degli uomini.

O Cristo, soffrendo la morte sul legno, uccidesti il nostro assassino e ridesti vita all’opera delle tue mani: trafitto al fianco effondesti due fonti di remissione per quanti ti celebrano nelle tue due volontà.

Martyrikà. Preziosa, o santi, la vostra morte davanti al Signore, che glorifica gli uomini, ricompensando le loro sofferenze e svergogna Beliar, che s’ingegna di tormentarci con la moltitudine delle sue insidie.

Affrontando con tutta l’anima, o sapienti, ogni sorta di tormenti, nelle vostre lotte vi affiancava colui che ha assunto tutta la nostra umanità; per questo, sebbene mutilati o arsi dalle fiamme, esultavate di gioia.

Stavrotheotokìon. Vedendo la tua crocifissione, la Purissima esclamava: Figlio, che cos’è questa crudele visione? Come mai, o Cristo, subisci inaudita passione tu che risani quanti giacciono nelle passioni? Che cosa ti hanno dato i nemici in cambio dei benefici ricevuti, Benefattore?

Della Theotòkos. Ci ha circondato l’abisso.

Il nemico fu ucciso, o Piena di grazia, dal frutto nato dal tuo grembo per la nostra vita; l’inferno crollò e noi, prigionieri, liberati a te gridiamo: strappa le passioni dai nostri cuori!

A chi s’allontanò da Dio e per sua malizia dimora in esilio, sposa divina, accostati con la tua prodigiosa mediazione, affinché canti le meraviglie della tua potenza.

Il Figlio senza tempo da te fu partorito nel tempo: imploralo, Vergine santa, di risanare il mio cuore da mali e pene e di condurmi alla vita eterna.

Ode 7. I fanciulli allevati nella pietà.

Nella fornace ardente come ad una festa nuziale entrarono un tempo i fanciulli ebrei e nella loro pietà si rivelò la santità; all’unisono cantavano: Dio dei nostri padri, Signore, sei benedetto.

Accettando lo schiaffo del servo, mi liberasti dalla schiavitù del nemico, Gesù mio Re; inchiodato al legno, salvi me, che a te grido: Dio dei nostri padri, Signore, sei benedetto.

Tutto il creato fu scosso dalla tua crocifissione, o misericordioso Signore; mentre eri trafitto dalla lancia, il nemico veniva ferito in tutto il corpo, ma le piaghe di Adamo guarivano ed egli cantava: Dio dei nostri padri, Signore, sei benedetto.

Martyrikà. L’armata divina dei martiri, con l’armatura delle croce respinse, per grazia, gli assalti del nemico; e cantando l’epinicio furono incoronati. Dio dei nostri padri, Signore, sei benedetto.

Con la vostra volontà, più forte del fuoco, santi martiri, non vi siete bruciati, ma nelle fiamme avete consumato il legno secco dell’empietà inneggiando: Dio dei nostri padri, Signore, sei benedetto.

Theotokìon. Il nato da te, Vergine, rigenerò i secoli in modo glorioso: innalzato sulla croce risollevò i caduti e li rese cittadini del cielo: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.

Della Theotòkos. Fornace spirituale.

Porta della luce, ti prego, aprimi le porte della penitenza, condannando, con la tua intercessione, gli ingressi delle mie passioni e calmando tutti i miei cattivi desideri, affinché canti e glorifichi la tua invincibile potenza.

Nelle onde del tuo amore, lava, o Santissima, le macchie che per leggerezza ha contratto nella mia anima; purifica gli occhi della mia coscienza affinché, o purissima, con inni mai silenti canti le tue grandezze.

Tu che concepisti la fonte della vita, o purissima e casta, per le tue preghiere vivifica il tuo servo, strapazzato dalla legione dei neri demoni, ma che inneggia a tuo Figlio: Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.

Ode 8. Irmòs. Prodigio soprannaturale.

La fornace in cui il fuoco diventò rugiada, prefigurò un tempo un prodigio che soprannaturale, poiché il fuoco, non bruciando i fanciulli, rivelò che Cristo sarebbe nato senza seme, verginalmente; perciò inneggiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti nei secoli.

Volontariamente si distese sulla croce colui che con un gesto distese i cieli; trafitto dai chiodi, colui che desiderava schiodare le passioni di Adamo, prima creatura. A lui perciò cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti nei secoli.

Quando la masnada del cuore di sasso sollevò sulla roccia te, roccia di vita, i monti sussultarono, la terra vacillò e le anime tremanti si consolidarono nella vita divina, cantando senza fine: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti nei secoli.

Martyrikà. Hanno tessuto per le loro anime la tunica di salvezza, i martiri, lottando con tutto il cuore nella loro nudità corporale, quando su loro si abbattevano i colpi, gli oltraggi, le ingiurie; ma ora essi cantano: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti nei secoli.

Senza pietà i valorosi martiri furono torturati e seviziati: subirono mutilazioni e ogni genere di tormenti senza sacrificare agli idoli; divenuti per noi modelli di virtù, cantano: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti nei secoli.

Theotokìon. La Vergine un tempo diceva: La stolta assemblea si proponeva di toglierti dalla terra; sono privata del Figlio e turbata; come madre ho il cuore nel dolore vedendoti innalzato sulla croce. Con lei tutto il creato ti benedice, liberatore di tutti, Gesù, nei secoli.

Della Theotòkos. Nella fornace i figli d’Israele.

Passioni e diaboliche tentazioni mi tiranneggiano; ma ancor prima di ricorrere a te, vengo salvato; per questo, o Vergine, inneggio a tuo Figlio: opere tutte, lodate il Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Vergine santa, più sublime dei cieli, fa’ che il mio spirito trascenda in questa vita la condizione terrestre e materiale perché possa cantare: la creazione benedica il Signore e lo esalti nei secoli.

Tu che generasti la fonte della luce, rischiara i recessi del mio cuore alla luce della sapienza divina, o Vergine, perché possa inneggiare: opere tutte, lodate il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs. Vedo un mistero strano.

Ineffabile il mistero della Vergine: essa si è rivelata cielo, trono di Cherubini e luminoso talamo di Cristo, Dio onnipotente: come Madre di Dio piamente magnifichiamola.

Quando un tempo il buon ladrone vide pendere dal legno te, Salvatore, che sospendesti la terra sulle immense acque, con fede ti gridò: Ricordati! Con lui piamente glorifichiamo la tua passione.

Crocifisso, hai scosso le fondamenta della terra; trafitto dalla lancia fai sgorgare stille di immortalità: sangue e acqua, con le quali, o Gesù, purificasti l’umanità dalle passioni e noi degnamente ti magnifichiamo.

Martyrikà. I santi esultavano nei supplizi esortandosi da forti come a un godimento e gridavano: stiamo saldi, ecco, lo stadio è aperto e già Cristo porge ai suoi amici le corone.

Si allieta tutta l’assemblea dei fedeli, onorando gli agoni di tutti gli invitti martiri, le innumerevoli pene con cui ottennero la beatitudine più piena, la vita e il gaudio eterno.

Stavrotheotokìon. Ineffabilmente generasti il Verbo filantropo; vedendolo volontariamente patire per l’uomo esclamavi, o Vergine: Che cos’è questo? Dio impassibile si sottomette alla passione per liberare dalle passioni quanti lo adorano con fede.

Della Theotòkos. Il roveto ardente.

Salve, tu che sola generasti la gioia; salve, tu che sola dissolvesti la tristezza; salve, tu che fugasti le nubi dalle anime e rischiari di luce spirituale quelli che con fede e amore ti magnificano, Genitrice di Dio.

Dissecca del tutto, o pura, il traboccare delle mie passioni, prosciuga lo smisurato abisso dei miei peccati, tu che generasti la pioggia salutare, il fiume di pace e il grande oceano del tenero amore.

Apparisti come luogo gratuito di cura per tutti i feriti e i disperati, o purissima e porto di salvezza per quanti sono nell’oceano della vita; chiunque in esso si rifugia, salvato per la fede ti glorifica.

Exapostilaria. Tono 2.

Arma invincibile, sostegno della fede, croce divina, noi ti cantiamo, venerandoti con fede: sei il rifugio, la gloria dei cristiani; custode degli ortodossi e fortezza dei martiri, degnamente ti glorifichiamo.

Croce di Gesù, armatura dei cristiani, tu doni vittorie agli imperatori e respingi i demòni: concedi a quanti ti adorano protezione e salvezza.

Stavrotheotokìon.

Quanti con fervore piamente adorano la croce e la passione di tuo Figlio, rendili, Madre di Dio, cittadini del paradiso ed eredi della gloria celeste.

Apòstica delle Lodi, stavròsima. Tono 1.

Senza sosta ti cantiamo quale Re e Salvatore, tu che fosti confitto al legno ed elargisti a noi la vita.

Per la tua croce, o Cristo, angeli e uomini han formato un solo gregge e un’unica Chiesa; cielo e terra esultano, Signore, gloria a te.

Martirikòn. Illustrissimi martiri, non han potuto separarvi da Dio, né tribolazione, né angoscia, né fame, né persecuzione, né flagelli, né furore di belve, né spada o fuoco minaccioso; ma lottando per suo amore come in corpi estranei, avete dimenticato la natura, disprezzando la morte; giustamente ricevete la ricompensa per le vostre pene, ereditando il regno di Dio. Pregate dunque sempre per le nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La spada ha trapassato il mio cuore, o Figlio, diceva la Vergine, vedendo pendere dal legno te, o Cristo; sono dilaniata, Sovrano, come profetizzò un tempo Simeone. Ti prego dunque, ti prego, risorgi e con te glorifica, o immortale, la tua madre ancella.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

Vergognosissima passione sopportasti, o Cristo e togliesti tutte le nostre vergogne, o buono e mostrasti partecipi del tuo regno superno noi, che veneriamo la tua condiscendenza.

Per coprire la nudità di Adamo, fosti denudato e innalzato nella carne sulla croce per rialzarci dall’abisso del male; perciò, o Verbo, glorifichiamo la tua santa condiscendenza.

Martyrikòn. Ferendo con le vostre sante ferite la folla dei demòni, martiri illustri, sempre ogni giorno sanate per grazia le ferite e le piaghe di tutti gli uomini.

Gloria.

Adoriamo il Padre, o fedeli, glorifichiamo il Figlio e inneggiamo tutti ugualmente al santissimo Spirito, esclamando e dicendo: Trinità santissima, salvaci.

E ora. Theotokìon.

Stando presso la croce, o purissima e vedendo Cristo inchiodato nella carne, parlando gridavi: Dov’è ora la tua bellezza davvero indicibile, o ce la tua dolcezza, o misericordioso, ora la tua dolce bellezza realmente indicibile, o compassionevole?

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