Modo I – Sabato – Mattutino
Periodo Del Tono 1 Sabato al Mattutino
Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà.
Tono 1. Sigillata la pietra.
Come buoni soldati concordi nella fede, senza temere le minacce dei tiranni, o santi, prontamente andaste a Cristo portando la croce preziosa e, finita la corsa, dal cielo riceveste vittoria. Gloria a colui che vi ha rafforzato, gloria a colui che vi ha incoronato, gloria a colui che, per voi, risana tutti.
Martyrikòn. Lasciati commuovere, Signore, dalle sofferenze patite per te dai santi e sana, ti preghiamo, tutti i nostri dolori, o filantropo.
Supplichiamo tutti i martiri di Cristo: essi infatti implorano la nostra salvezza e con affetto accostiamoci a loro con fede; sono loro che concedono la guarigione e, come custodi della fede, sbaragliano falangi di demoni.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Gabriele ti recò il saluto: Salve, Vergine e a quella voce il Re dell’universo si incarnò in te, arca santa, come ti chiamò il giusto Davide. Sei divenuta più ampia dei cieli, portando il tuo Creatore. Gloria a colui che in te dimorò, gloria a colui che da te uscì, gloria a colui che ci liberò per il tuo parto.
Dopo la seconda sticologia, Kathìsmata. Martyrikòn.
Come ornamento per la loro lotta e onore di corone, i gloriosi vincitori si rivestirono di te, Signore, poiché con la costanza nei tormenti volsero in fuga gli empi e per la potenza divina ricevettero dal cielo la vittoria. Per le loro suppliche donaci, o Dio, la tua grande misericordia.
Altri kathìsmata, necròsima.
Annientasti, Cristo il potere della morte e facesti zampillare l’incorruttela per i mortali: quanti in te credono non muoiono, ma in te vivono. Dà dunque riposo, Signore, alle anime dei tuoi servi e collocali tra i tuoi santi, per intercessione della Madre di Dio, donando loro le tue misericordie.
I soldati a guardia.
In luogo luminoso, nel coro dei giusti, dà riposo, Salvatore, a quanti a ta trapassarono, perché in te, amico degli uomini, riposero la loro speranza; accogli la preghiera per i padri e per i figli e giustifica quanti ricordiamo, come colui che è misericordiosissimo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Prodigio dei prodigi, piena di grazia, il creato, contemplandoti, esulta: senza seme concepisti e ineffabilmente partoriti colui che le principesche schiere degli angeli non hanno la forza di guardare: imploralo per le nostre anime.
Canone per i profeti e i martiri.
Alla nona ode l’Acròstico è: Giuseppe.
Ode 1. Tono 1. Irmòs.
La tua destra vittoriosa, magnifica nella sua forza, si è glorificata, poiché per la tua potenza, Signore immortale, distrusse i nemici aprendo per Israele una via nuova nel profondo del mare.
Tu che tieni in mano i confini, d’una forza simile dotasti le mani dei tuoi profeti e per le loro suppliche, o Verbo, strappa il documento scritto dei nostri peccati e liberami dalle mani dei nemici.
Come profeti apriste il vostro spirito alla luce di Dio e riceveste lo splendore per annunziare l’oriente spirituale, gloriosi illuminatori delle nostre anime.
Martyrikà. Avendo inaridito l’abisso dell’idolatria col sangue versato nelle vostre lotte, seccate dunque il torrente delle nostre iniquità, beati martiri, con la rugiada delle vostre sante preghiere.
Nugolo splendido dei martiri, pregate il radioso Sole, sorto dalla Nube verginale di scacciare dai nostri cuori le nubi oscure e salvarci dalla geenna di fuoco.
Theotokìon. Sempre i pensieri mi fanno scivolare, sempre medito pensieri cattivi; pazzamente mi sono lasciato sedurre, divenendo tutto preda del nemico: non disprezzare, o Vergine, il tuo servo.
Canone necròsimo. Acròstico:
Offro il mio primo inno ai fedeli defunti.
Ode 1. Stesso irmòs.
Con la tua morte spezzasti le porte della morte e i suoi catenacci: ai fedeli defunti apri dunque le porte dell’immortalità che supera ogni mente, per le preghiere dei martiri, immortale Signore.
Per farci partecipare alla tua vita divina, fonte di vita, discendesti nella morte; spogliandola dei suoi tesori ci prelevasti di forza; concedi dunque ai defunti il riposo.
Assumendo il mio essere mortale e corruttibile l’hai rivestito di immortalità, facendolo entrare nella vita eterna, nella beatitudine infinita, là dove ti preghiamo di far riposare, misericordioso Dio, quanti a te trapassarono.
Theotokìon. Celebriamo, o fedeli, colei che concepì il Verbo Dio da Dio; per le anime defunte divenne cammino di vita e noi la glorifichiamo per aver generato e portato il nostro Dio.
Ode 3. Irmòs.
Tu che solo conosci la debolezza della natura dei mortali e per compassione te ne sei rivestito, circondami di potenza dall’alto, sicché a te gridi: Santo il tempio spirituale della tua gloria immacolata, o Filantropo.
Diveniste, sapienti profeti, strumenti dello Spirito, chiaramente rivelando la discesa del Verbo a noi; pregatelo di donare luce e misericordia a chi vi canta con fede.
Sulle tavole dei vostri cuori venne fedelmente trascritto il decalogo della salvezza: al mio cuore insozzato dalla legge del peccato, profeti da Dio ispirati, procurate la redenzione con le vostre sante preghiere.
Martyrikà. Valorosamente interrompeste le bestemmie dei tiranni, nella vostra elevazione verso Dio, o martiri, perciò a voi grido: con le vostre sante suppliche, distruggete il feroce dragone contro di me insorgente.
Partecipi della passione divina e dell’irraggiungibile regno futuro, gloriosi martiri, liberatemi dalle passioni carnali in questa vita, dalla geenna e dal giudizio nel secolo venturo, con le vostre preghiere al Creatore.
Theotokìon. Il tuo popolo, radunato in questo tempio per cantarti, rendi partecipe un giorno delle dimore immateriali, o dimora più vasta dei cieli, per il favore della materna intercessione presso Cristo Signore e Sovrano di tutti.
Dei defunti. Stesso Irmòs.
Tu che solo sei buono e misericordioso, dà riposo ai fedeli trapassati nel paradiso celeste, nel luogo dell’ineffabile gioia, dove l’esultanza fa risplendere la il nugolo dei martiri.
Tu solo apparisti sulla terra senza peccato, mio Salvatore, che per la tua misericordia togliesti il peccato; dà riposo alle anime trapassate nel tuo paradiso di santità, nelle delizie celesti, o amico degli uomini.
Abolendo il dominio della morte hai fatto scaturire la vita eterna per tutti i fedeli, che ti hanno raggiunto nella pietà, immortale Signore: concedila senza guardare le mancanze, ma perdona tutti i loro peccati.
Theotokìon. Senza seme, Vergine, concepisti il Verbo eterno, incarnatosi per vivere fra noi; distruggendo il potere della morte, fece scaturire la vita e donò ai mortali la risurrezione, lui che è misericordioso.
Ode 4. Irmòs.
Avvacum, contemplando con occhi profetici te, come monte ombreggiato dalla grazia divina, annunziò che da te sarebbe uscito il santo d’Israele, a salvezza e rinnovazione nostra.
Appariste lampade che nello Spirito manifestano il Verbo della vita e misticamente rischiarano tutta la terra, o profeti; perciò grido: con la vostra preghiera tenete accesa la lampada del mio cuore.
Come fiumi traboccanti dei flutti vivificanti dello Spirito, irrigando la terra con le vostre onde, gloriosi profeti ispirati, spandete, nella mia anima arida e logora il vostro refrigerio.
Martyrikà. Spegnendo con i rivi del vostro sangue, o illustri, i carboni ardenti dell’ateismo, refrigerate me, dardeggiato dal maligno, con la rugiada dello Spirito.
Tu che gradisci l’intercessione dei martiri, che per te lottarono e sconfissero il nemico, tu che sei buono, o Cristo, strappami dai nemici visibili e immateriali, che sempre cercano di uccidermi.
Theotokìon. Tempio della gloria sei tu, pura Vergine e noi, devotamente radunati nel tuo tempio santo, imploriamo il tuo soccorso e la tua venerabile protezione in cui troviamo salvezza.
Dei defunti. Stesso Irmòs.
Annoverato fra i morti tu, l’unico libero, uccidesti l’inferno con la tua invincibile forza, Cristo: per le preghiere dei tuoi santi martiri, libera da ogni condanna le anime dei fedeli.
Ti sei acquistato i figli di Adamo come prezzo della tua immolazione, o Sovrano, propiziazione universale; per questo chiediamo alla tua misericordia di donare il riposo ai defunti, perdonando le loro colpe.
Per noi hai sofferto d’esser seppellito per risuscitare i mortali, condannati a vivere nell’ombra della morte; o mio Salvatore, unico filantropo, concedi ai defunti la vita eterna.
Theotokìon. Per il tuo parto si salvò la stirpe umana: tu infatti concepisti per noi la vita enipostàtica, che libera dalla morte e ci conduce alla vita, purissima Sovrana, Genitrice di Dio.
Ode 5. Irmòs.
Tu che col fulgore della tua venuta, Cristo, ci illuminasti e con la tua croce facesti splendere i confini del mondo, con la luce della tua scienza divina, illumina i cuori di quanti in modo ortodosso ti inneggiano.
Brillando per la pietà all’ombra della Legge, rivelaste il vivo splendore della grazia di Dio: salvatemi dall’ombra del peccato mortale, gloriosi profeti del Signore.
Vegliando davanti a Dio tutta la notte, luminoso profeta Isaia, riflettevi la divina illuminazione; perciò ti supplico: al mio cuore ottenebrato porta la luce con le tue sante preghiere.
Martyrikà. I corpi tesi, tormentati dai supplizi, gloriosi atleti del Signore, Dio vi glorificò nelle vostre membra; con le vostre preghiere ottenetemi, o beati, la gloria degli eletti.
Verbo di Dio, tesoro di beni, fa’ che nella mia anima venga concepito il timore della tua maestà, generando lo spirito della tua salvezza, per le preghiere dei tuoi martiri, che all’infuori di te non amarono nessuno.
Theotokìon. In te riconosciamo la Madre di colui che di sua volontà creò il mondo; accorriamo al tuo tempio divino per domandarvi, o Vergine, la remissione dei peccati, grazie alla tua mediazione.
Dei defunti. Stesso Irmòs.
Prendendo su di te la morte e il suo veleno accettasti la condizione mortale e ottundesti il pungiglione della morte; dà riposo, dunque, o Cristo vivificante alle anime dei defunti, per le preghiere dei tuoi martiri.
Tu che liberasti l’umanità dalla tomba e dalla morte, dona ai tuoi fedeli defunti d’abitare nel tuo paradiso di santità, dove non c’è dolore, ma letizia e gioia fioriscono.
Come apristi il paradiso al crocifisso con te, accogli sempre Signore, le anime dei fedeli defunti e dona loro d’abitare nella Chiesa dei primogeniti.
Theotokìon. Salvezza di chi possiede in te l’àncora di speranza, conducili, Vergine benedetta e purissima, al porto della volontà divina, tu che sempre sei buona e maternamente intercedi.
Ode 6. Irmòs.
Ci ha circondato l’estremo abisso: non c’è chi ci liberi; siamo considerati pecore da sgozzare; salva il tuo popolo, o Dio nostro; poiché tu sei la forza e il restauro dei deboli.
In pericolo nell’oceano di questa vita e gettato alle fauci del mostro del peccato, come Giona, liberami dalla fossa della morte; Cristo, divino nocchiero, guidami ai porti tranquilli della vita.
Il coro dei santi profeti, che rifulsero sotto la legge, servendo Cristo prima della Legge, ti supplica: tu che riposi in essi, o Buono, concedici la remissione dei peccati.
Martyrikà. Provati da pene e tormenti; beati martiri, mai rinnegaste Cristo; con le vostre preghiere a Dio, liberate me, provato dagli assalti del nemico.
Ornati di atletica perfezione, soldati di Cristo, ora state presso colui che orna di bellezza il mondo; per questo vi supplico di correggere la viltà della mia anima, affinchè le vostre preghiere l’abbelliscano.
Theotokìon. Dimora casta e pura del Signore, purifica dalle passioni il mio cuore; o tempio del Verbo, rendimi limpido vaso dello Spirito divino, perché canti e magnifichi te, degna di ogni lode.
Dei defunti. Stesso Irmòs.
Misericordioso Dio, concedi ai defunti il perdono dei peccati e la gioia senza fine, là dove risplende il tuo volto, che illumina i tuoi santi martiri.
Per il sangue fluito dal tuo fianco liberasti il mondo, Dio Salvatore: libera, dunque, tutti i fedeli defunti per la forza della tua passione, perché tu stesso ti sei liberato in riscatto per il mondo.
Le tue mani mi plasmarono un tempo e ponesti in me il tuo Spirito e pure dopo la caduta hai voluto riplasmarmi più bello di prima; dà riposo, ora, alle anime dei fedeli defunti.
Concedi un posto al tuo banchetto, nella luminosa sala del festino, ai fedeli che in te riposano, senza guardare i loro peccati, Signore misericordioso e compassionevole, unico buono.
Theotokìon. T’inneggiamo, Vergine benedetta, per te è sorto per noi immersi nella tenebre e nell’ombra della morte l’intramontabile Sole di giustizia: divenisti infatti per noi mediatrice di salvezza.
Ode 7. Irmòs.
Noi fedeli, Madre di Dio, ti consideriamo spirituale fornace, poiché come quella salvò i tre fanciulli, così l’Altissimo nel tuo grembo riplasmò me tutto intero, il benedetto Dio dei padri, gloriosissimo.
I santi profeti in coro t’implorano, Signore: benedici con benedizioni spirituali coloro che ti glorificano e con canti d’esaltazione senza sosta gridano a te, Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.
Fanciulli, fedeli a Dio, per la rugiada celeste avete vinto la natura del fuoco: salvatemi dalla fiamma eterna perché possa salmodiare senza sosta e celebrare il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.
Martyrikà. Divenuti illustri per i trofei conquistati nello stadio, trovaste gloria in Dio: rendetemi degno, gloriosi martiri, dell’eterna gloria preparata per chi canta devotamente il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.
O martiri, che domaste i leoni aizzati contro di voi, per il vostro slancio verso il Signore, calpestate il drago che sempre mi si avventa contro e salvate me che canto il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.
Theotokìon. Sii mia avvocata, Madre buona, presso il Dio che hai generato, perché si degni di salvarmi dalla geenna e mi accolga nel regno dei cieli, sì che possa cantare sempre il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.
Dei defunti. Stesso Irmòs.
Incorona con i raggi della tua immacolata gloria, o Cristo, tutti quelli che dall’oceano di questa vita son passati a te per cantare con i santi martiri il Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.
Tu incarni il nuovo Adamo: modellasti l’antico e la maledizione gravante su di lui cancellasti da solo; perciò ti preghiamo, dà riposo ai fedeli defunti, nelle delizie del paradiso, o Cristo, unico compassionevole.
Tu solo sai la nostra fragilità: tu che sei buono e compassionevole, colloca i fedeli defunti là dove splende la luce senza fine della tua visione, Cristo Dio dei nostri padri, benedetto e gloriosissimo.
Theotokìon. Le ombre della legge, i sogni d’un tempo svaniscono nel tuo concepimento: hai fatto sorgere su noi la fulgida grazia di Dio, per cui fummo salvati dall’antica condanna, o pura Madre di Dio, noi che celebriamo il Dio gloriosissimo.
Ode 8. Irmòs.
Nella fornace i figli d’Israele, come metallo in fusione, più che oro puro, brillarono per la bellezza della pietà, cantando: benedite, opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ingiustamente provati e perseguitati per Cristo da prove e tormenti, o profeti, liberate noi che cantiamo: benedite, opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Vasi in cui Dio mise i suoi doni, profeti ispirati, senza sosta pregate perché diventiamo dimore dello Spirito santo, noi che gridiamo: benedite, opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Martyrikòn. Incatenati spezzaste ogni astuzia del nemico: liberatemi dunque dalle catene del peccato, sapienti martiri, perché canti: benedite, opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Theotokìon. Tu che concepisti la fonte della luce, o Vergine, rischiara gli occhi del mio cuore alla luce della sapienza divina per cantare: opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Dei defunti. Stesso irmòs.
Tu che per la fede giustifichi gli uomini, per le preghiere dei martiri, Dio Salvatore, colloca alla tua destra i fedeli defunti per cantare: opere tutte, lodate il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Dei tuoi servi defunti, Signore lava ogni colpa con la rugiada del tuo amore, perché cantino: opere tutte, lodate il Signore ed esaltatelo nei secoli.
Tu che hai piena potestà sulla vita e sulla morte, compiàciti di far trovare il tuo splendore a quanti con fede si sono addormentati acclamando: Opere tutte, lodate il Signore, ed esaltatelo per tutti i secoli.
Theotokìon. Vergine pura, sei per noi mediatrice di salvezza nello splendore della vita eterna; noi tutte opere del Signore ti cantiamo, divina Madre e ti esaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Il roveto ardente che non si consumava ci ha mostrò una figura del tuo parto puro; estingui, ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni che infuria contro di noi, affinchè, Madre di Dio, senza fine ti magnifichiamo.
Perché nelle sacre tende fosse rivelata in anticipo la tua benevolenza, facesti dei tuoi profeti strumenti eletti manifestando già per mezzo loro ciò che sarebbe stato; per loro t’imploriamo: donaci la tua compassione.
Ti sei rivelato ai profeti, Sovrano, nella misura in cui erano capaci di vedere il tuo splendore; rendici capaci, per le loro preghiere, delle luci pure che sono in te, purificando le nostre anime dalle passioni peccaminose.
Martyrikà. Consegnando il corpo ai flagelli, avete flagellato le torme dei demoni, custodendo il vostro intelletto salvo dai loro colpi, o martiri: sanate dunque, con le vostre preghiere, il mio cuore colpito dal dardo del maligno.
Era l’ostilità dei persecutori, che pativa quando infliggeva a voi i dolori dei colpi, venerabili martiri, difensori della fede: curate dunque gli atroci dolori della mia anima e le ferite del mio cuore.
Theotokìon. Fremono le schiere degli intelletti celesti vedendo il divino splendore del Padre inespli-cabilmente tenuto da te fra le braccia e divenuto a te somigliante, Vergine Madre purissima, per divinizzare i mortali.
Dei defunti. Stesso Irmòs.
Tu che sei Dio misericordioso e amico degli uomini, perdona alla creatura da te plasmata e dà riposo nelle tende dei tuoi santi, dove tutti i martiri esultano, a quanti con fede hanno lasciato questo mondo effimero, o misericordiosissimo.
E’ tuo l’abisso di misericordia che vince le colpe dei tuoi servi: accogli, dunque, coloro che hai scelto, dà loro riposo nel seno di Abramo, o amico degli uomini e falli dimorare con Lazzaro nella tua luce.
Divenuto con la crocifissione liberatore e Salvatore del genere umano, rendi degni del gaudio divino, della vita pura, della letizia e dello splendore quelli che tra di noi, nella tua benevolenza, hai ora trasferito.
Theotokìon. Trascendono l’intelletto le tue meraviglie: tu sola sotto il sole, purissima Vergine, hai dato a tutti di contemplare il nuovissimo prodigio del tuo parto incomprensibile: perciò tutti ti magnifichiamo.
Exapostilaria. Tono 3.
O Dio, che solo riposi nel santuario, salva quanti invocano il tuo nome, per le preghiere degli apostoli, dei martiri, dei profeti, dei gerarchi e di tutti i santi.
O Dio, Re dei morti e dei vivi, dà riposo ai tuoi servi nelle tende degli eletti e se anche peccarono, mai da te si allontanarono, Dio Salvatore.
Gloria. E ora. Theotokìon.
In te ci rallegriamo, divina Madre, nostra protettrice presso Dio: stendi la tua mano invisibile e distruggi i nostri nemici, invia ai tuoi servi un soccorso dall’alto.
Stichirà delle Lodi. Martyrikà. Tono 1.
Venite, popoli tutti, con inni e cantici spirituali onoriamo i vittoriosi di Cristo, i luminari del mondo, gli araldi della fede, la fonte perenne dalla quale per i fedeli sgorgano guarigioni; per le loro suppliche, Cristo Dio nostro, concedi al tuo popolo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.
Ecco i soldati del gran Re: si opposero ai decreti dei tiranni e disprezzarono generosamente i tormenti; calpestata ogni seduzione e degnamente incoronati, chiedono al Salvatore pace e per le nostre anime la grande misericordia.
Non han potuto separarvi da Dio, lodatissimi martiri, né tribolazioni, né angoscia né fame, né persecuzione, né flagelli, né furore di belve, né spada o fuoco minaccioso; ma lottando per suo amore come in corpi estranei, dimenticaste la natura, disprezzando la morte e giustamente avete avuto ricompensa per le vostre pene: del regno di Dio siete divenuti eredi; pregate dunque senza sosta per le nostre anime.
Esultate, martiri, nel Signore; ingaggiano la buona battaglia, avete resistito ai re e vinto i tiranni; non temevate né fuoco, né ferro e mentre belve feroci vi divoravano il corpo, a Cristo, con gli angeli, inneggiavate, ottenendo così celesti corone; chiedete che sia donata al mondo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.
Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.
Necròsimo. Con le opere, mio Salvatore, mostri d’esser la risurrezione di tutti, risuscitando Lazzaro dai morti con la tua parola, o Verbo; allora furono infrante le sbarre dell’Ade e scardinate le sue porte; allora si rivelò un sonno la morte dell’uomo; tu dunque, che sei venuto non per giudicare, ma per salvare la creatura da te plasmata, dà riposo a quelli che hai chiamato, come filantropo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Salve, Madre di Dio Maria, poiché generasti il Re, il Salvatore e l’illuminatore di tutti i secoli.
Quando c’è l’alliluia cantiamo i martyrikà qua sopra alle lodi, mentre i seguenti prosòmia, composti da Teofane, li diciamo agli apòsticha. Tutti questi prosòmia hanno questo acròstico: O Cristo, scrivi i tuoi servi nel libro dei viventi.
Martiri degni di ogni lode.
Ti preghiamo, Salvatore, rendi degni i defunti della dolce comunione con te e falli abitare nelle tende dei giusti, nelle dimore dei tuoi santi, nelle dimore celesti senza far conto delle loro colpe, per la tua compassione e concedi loro il riposo.
Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.
Nessuno è senza peccato, se non tu, unico immortale: colloca dunque i tuoi servi nella luce, con i cori dei tuoi angeli, Dio misericordioso e non considerare i loro peccati, nella tua compassione e dona loro il perdono.
Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.
Le tue promesse, Salvatore, superano ogni realtà visibile: ciò che occhio non ha visto, né orecchio udito, ciò che a cuore d’uomo non è mai salito; fa’ dunque che le raggiungano, ti preghiamo, quelli che tra di noi a te sono passati e dona loro la vita eterna.
Stico. La loro memoria di generazione in generazione.
Allietandosi della tua croce, Salvatore, i tuoi servi passarono a te fiduciosi, o amico degli uomini; in riscatto delle loro colpe dona loro ora regalmente questa croce da cui effondesti il tuo vivificante e prezioso sangue e concedi loro di godere della gloria infinita.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Scongiura Cristo tuo Figlio, Vergine Madre, perché doni il perdono delle colpe ai tuoi servi che piamente ti hanno proclamato Madre di Dio e tale ti hanno definita con parola verace: conceda loro nel suo regno lo splendore dei santi e la letizia.
Alla Liturgia
Makarismì (le Beatitudini).
Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.
La folla innumerevole degli atleti, dei sommi sacerdoti e delle donne sapienti e degli insigni profeti ti supplica, o Gesù Dio: concedi a tutti remissione delle colpe come unico filantropo.
Voi che avete compiuto la sacratissima corsa, o asceti di Cristo, con i sacri gerarchi e i profeti foste degni di abitare gioiosi la città celeste con gli angeli.
Colloca nella luce senza sera, o Cristo, quanti hai trasferito trascurando le loro trasgressioni, come Dio compassionevole Dio affinché glorifichiamo la tua ricca misericordia, o benefattore.
Gloria.
Con il Padre tuo preeterno e il santo Spirito, Cristo Dio, tutti glorifichiamo la tua filantropia acclamando: Ricordati dei tuoi servi nell’ora del giudizio, Signore.
E ora. Theotokìon.
Come palazzo, trono di gloria e nube di luce ti inneggiamo e supplichiamo, o pura: sciogli le nubi maligne e le passioni delle nostre anime, o fanciulla.
FINE DEL PRIMO TONO
L’arte della musica abbellendo i tuoi suoni,
Ti dà il primo posto. Ah, quanto meritato!
Tu che sei chiamato primo tono dall’arte della musica,
Prima di tutto lasciati elogiare da noi a parole.
O primo, la prima delle bellezze tu ottieni;
Primo premio che possiedi ovunque.

