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Giorno: Domenica

Plagale IV – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Pl. 4

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono pl. 4.

Come dirti beata, o Madre di Dio? Come cantare, Vergine benedetta, l’impenetrabile mistero del tuo parto? Poiché l’autore dei secoli, il Creatore della stirpe umana, per compassione verso la propria immagine, discese abbassandosi fino all’estremo; colui che è nel seno del Padre immateriale soggiornò nel tuo casto grembo e si fece cane da te, Vergine senza nozze, senza subire mutamento, restando Dio, qual era per natura: per questo lo veneriamo perfetto nella sua divinità e nella sua umanità; egli è lo stesso nell’una e nell’altra condizione: in lui, in verità, c’è a tutti gli effetti ognuna delle due nature e noi proclamiamo tutte le sue proprietà naturali in maniera duplice, poiché due sono le sue essenze; duplici sono anche gli atti e le volontà, poiché pur essendo consustanziale al Padre come Dio, in quanto uomo liberamente decide e agisce. Imploralo, Vergine beata, di salvare le nostre anime.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Per la tua passione, Cristo, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Salve, augusta Madre di Dio, fonte zampillante vita sui fedeli, Signora sovrana di tutto ilo creato; salve, Vergine senza difetto e benedetta, piena di gloria e senza macchia, salve, palazzo e tabernacolo divino, salve, Vergine pura e Madre, Salve, sposa di Dio.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Salve, pura Madre di Dio, speranza dei credenti, purificazione del mondo, salve. Da ogni afflizione liberi i tuoi servi: salve, consolazione della stirpe umana, salve, protettrice e portatrice della vita, baluardo di chi ti invoca, salve, dimora divina e monte santo.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Salve, Sovrana Madre di Dio, salve, tu che dei mortali sei la protettrice e l’unica speranza; salve, tu che ci offri un sicuro rifugio, candelabro di eterno splendore, salve, lampada lucente di puro fulgore; salve, dimora santificata, paradiso, divina dimora, salve, fonte da cui l’acqua viva zampilla su quanti a te accorrono.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Colui che il cielo stesso non contiene, Vergine Madre di Dio, dal tuo grembo fu contenuto senza restringersi; e tu sei rimasta pura in modo ineffabile, senza alcun danno per la tua verginità: tu sola tra le donne sei vergine e madre al tempo stesso; tu sola, Purissima, allattasti il Figlio fonte di vita e l’occhio che non dorme hai portato tra le braccia; dal seno paterno non si allontanò, lui che era prima dei secoli; pienamente Dio tra gli angeli nel cielo e pienamente tuo Figlio quaggiù tra gli uomini, egli è ovunque in modo inesplicabile: Signora santissima, supplicalo di salvare chi in modo ortodosso ti riconosce pura Madre di Dio.

Apolytikìon.

Dall’alto sei disceso, o clemente, * hai accettato la sepoltura di tre giorni * per liberare noi dalle passioni: * vita e resurrezione nostra, * Signore, gloria a te.

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Plagale IV – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Pl. 4

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono pl. 4.

Offriamo a te, o Cristo, l’inno vespertino e il culto razionale, perché ti sei compiaciuto di farci misericordia con la tua risurrezione.

Signore, Signore, non respingerci dal tuo volto, ma compiaciti di farci misericordia con la tua risurrezione.

Salve, santa Sion, madre delle Chiese, dimora di Dio: perché per prima tu hai ricevuto la remissione dei peccati, per la risurrezione.

Altri Stichirà, anatolikà.

Il Verbo di Dio Padre, generato prima dei secoli, negli ultimi tempi, incarnato dalla ignara di nozze, volontariamente si sottopose alla morte di croce e con la sua risurrezione salvò l’uomo, morto da tempo.

La tua risurrezione dai morti glorifichiamo, con la quale, o Cristo, liberasti la stirpe di Adamo dalla tirannia dell’ade e come Dio donasti al mondo la vita eterna e la grande misericordia.

Gloria a te, Cristo Salvatore, Figlio unigenito di Dio, confitto alla croce e risorto dalla tomba il terzo giorno.

Glorifichiamo te, Signore, che per noi volontariamente subisti la croce; adoriamo te, onnipotente Salvatore: non respingerci dal tuo volto, ma esaudiscici e salvaci per la tua risurrezione, o amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il Re dei cieli, nel suo amore per noi, apparve sulla terra e visse con gli uomini: l’unico Figlio, duplice nella natura, ma non nell’ipòstasi, assunse la carne da Vergine pura, da lei procedendo dopo averla assunta; proclamandolo dunque realmente Dio perfetto e uomo perfetto, noi confessiamo Cristo Dio nostro; e tu supplicalo, o Madre senza nozze, di aver misericordia elle anime nostre.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono pl. 4.

Sei salito sulla croce, o Gesù, disceso dai cieli; sei venuto alla morte, tu, vita immortale; a coloro che sono nelle tenebre, tu, luce vera; a coloro che sono caduti, tu, risurrezione di tutti. O luce e Salvatore nostro, gloria a te.

Gli alfabetici.

Glorifichiamo Cristo, il risorto dai morti; dopo aver assunto anima e corpo, infatti, con la passione li separò l’una dall’altro: mentre l’anima immacolata, discesa all’ade, lo depredò, il corpo santo del Redentore delle anime nostre nella tomba non vide la corruzione.

Con salmi e inni, glorifichiamo, o Cristo, la tua risurrezione dai morti, con la quale ci hai liberati dalla tirannia dell’ade e come Dio ci hai donato la vita eterna e la grande misericordia.

O Sovrano dell’universo, incomprensibile Creatore del cielo e della terra, patendo sulla croce, hai fatto scaturire per me l’impassibilità; accettata la sepoltura e risorto nella gloria con te, con mano onnipotente, hai risuscitato Adamo. Gloria alla tua risurrezione il terzo giorno, per la quale ci hai donato la vita eterna e il perdono dei peccati, tu che solo sei compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Vergine senza nozze, che ineffabilmente concepisti Dio nella carne, Madre di Dio altissimo, ricevi le invocazioni dei tuoi servi, o purissima: tu che a tutti procuri la purificazione delle colpe, implora per la salvezza di noi tutti, accettando ora le nostre suppliche.

Apolytíkion anastàsimo.

Dall’alto scendesti, misericordioso, accettasti la sepoltura di tre giorni, per liberare noi dalle passioni: vita e risurrezione nostra, Signore, gloria a te.

Theotokíon.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, il tuo amore per gli uomini: accogli, mentre intercede per noi, la Madre di Dio che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatuta si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Triade monade, salva me il tuo servo. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono pl. 4. La verga di Mosè.

Il Re trisolare, sommo sovrano e governatore dell’universo, l’unico per natura buono e che ha l’unica gloria della Divinità, il Dio Monarca noi adoriamo, cantando l’unico trisagio.

Ammaestrati dalle divine parole e dagli antichi vaticini, noi glorifichiamo l’unica natura trisipostatica della Maestà divina, eterna, senza principio creatrice e onnipotente: Padre, Figlio e Spirito.

Abramo accolse con gioia in sacra figura il Creatore dell’universo, Dio e Signore trisipostatico, ma delle tre ipòstasi conobbe l’unica potenza.

Theotokìon. Verginalmente concepisti Cristo che per noi prese la nostra natura, o Purissima, rimanendo immutato in tutte e due; supplicalo senza sosta di concedermi la liberazione dai peccati e dalle tentazioni.

Ode 3. Tu che in principio.

Te inaccessibile Dio e Re della gloria, Isaia vide seduto su un alto trono e i Cherubini e i Serafini che con inni incessanti glorificavano l’unico in tre ipòstasi.

Avendo compreso con ragionevoli considerazioni e insegnamenti scritturali che il Verbo è l’unico generato dalla mente del Padre e che lo Spirito procede in modo ineffabile, noi adoriamo un unico trisolare Dio.

Il Padre non generato, ma che dalla propria sostanza generò il Figlio come proprio fulgore, luce da luce, emana da sé come suo connaturale lo Spirito che tutto opera e ha pari onore.

Theotokìon. Tempio puro sei apparsa, Vergine Maria, Madre di Cristo, che con onnipotenza e ogni sapienza ha stabilito tutte le cose, le ha ordinate e le sostiene; rendilo a me propizio con le tue materne preghiere.

Kathisma Triadico. Dell’incarico segretamente.

La potenza della trisolare e veneranda perfetta Maestà, noi fedeli ora benediciamo; perché con un solo cenno stabilì tutte insieme le cose: in alto i cori angelici, in basso le gerarchie delle Chiese, perché cantino: Santo, santo, santo sei, Dio supremamente buono; gloria e inno alla tua potenza.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che generasti l’immutabile Dio, rendi saldo il mio cuore sempre alterato dal peccato per le insidie dell’ingannatore e per sua accidia, o Buona, con la tua materna intercessione, affinché anch’io, grato, a te acclami: Genitrice di Dio, Maria, abbi pietà del tuo gregge, che hai acquistato, o Purissima.

Ode 4. Tu sei mia forza.

Quando la Divinità sorse su quelli che erano nelle tenebre, disperse tutta l’oscura notte delle passioni e fece sorgere il Sole di giustizia, semplice per natura, trifulgido nelle ipòstasi, che noi sempre inneggiamo e glorifichiamo.

Con le nostre labbra fangose glorifichiamo colui che viene celebrato dalla bocca dei Serafini, l’unico e triplice Signore della gloria per natura e ipòstasi, acclamando, o Sovrano dell’universo: concedi ai tuoi servi la remissione delle loro molteplici colpe.

Tu che tieni insieme tutti quanti gli esseri, Trinità veneranda e di divina Maestà, invisibile, misericordiosissima, compassionevole, amica dell’uomo, non dimenticare me, tuo servo e non disperdere il patto che facesti coi tuoi servi per la tua ineffabile misericordia.

Theotokìon. Avendo trovato te sola speciosa da tutti i secoli, o Purissima Fanciulla, bellezza di Giacobbe, il Verbo che era prima del principio, in te abitò per sua misericordia e plasmò la natura umana; e tu supplicalo sempre di liberarmi da ogni afflizione.

Ode 5. Perché mi hai respinto.

Tre coeterne ipòstasi noi veneriamo, ma un unico Signore, distinguendo, eppur tenendo unita la divina natura e con fede acclamiamo: Divina Maestà, Trinità santa, libera i tuoi servi dalla tribolazione.

Assai mi lamento per la debolezza della mia mente, come contro voglia subisco mutazione ripugnante; perciò grido: Trinità santa, principio della vita, stabiliscimi nei beni immutabili.

Di me aggravato dalla sonnolenza del peccato e spinto verso il sonno di morte, abbi pietà e destami, o Dio santo e trino, amico dell’uomo, ottimo e misericordiosissimo.

Theotokìon. O Vergine fanciulla, Madre castissima, purissima, prediletta di Dio, con le tue suppliche rendi a me propizio il Signore tuo Figlio e Dio: libera presto dalle passioni e dalle colpe il tuo servo.

Ode 6. Siimi propizio.

Imitando le schiere delle intelligenze celesti, Trinità sublime, Re dell’universo, con il canto del trisagio noi ti glorifichiamo con le nostre bocche fangose.

O Dio trisipostatico, a tua immagine plasmasti l’uomo e sapientemente dal nulla costruisti l’universo: io ti adoro e venero, ti inneggio e magnifico.

O Dio onnipotente e solo incircoscritto, abita in me per la tua ineffabile misericordia, o Sovrano trisolare e illuminami, rendendomi saggio per tua benevolenza.

Theotokìon. Sei apparsa tempio dell’immenso Dio, o Purissima: rendi pure me tempio della sua carità, o Sovrana santissima, con le tue suppliche e conservami senza colpa.

Kathisma Triadico. Dell’incarico segretamente.

Padre senza principio, Figlio coeterno e Spirito divino, o fedeli, senza confusione, senza mutazione e senza alterazione, Trinità semplice, santa, tutta unita, realmente noi confessiamo, acclamando con gli angeli: Santo sei, Padre, Figlio con lo Spirito santissimo e venerabile; abbi pietà di quelli che plasmasti a tua immagine, o Sovrano.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sempre ti ringraziamo, magnifichiamo, veneriamo e celebriamo il tuo nome, pura Madre di Dio, piena di grazia, acclamando senza sosta: Salvaci, Vergine misericordiosissima, tu che sei buona e strappaci dalla paurosa accusa dei demoni nell’ora del giudizio, perché non siamo confusi, noi tuoi servi.

Ode 7. Il fuoco ebbe paura.

Con la tua ineffabile sapienza e l’immensa tua misericordia, dona a me, tuo servo, la tua pietà, anche adesso come un tempo, o Dio uno e trino e liberami dal guasto delle colpe e dalle passioni (2).

O Mente, Padre ingenito, o Verbo da lui generato, o Spirito divino che inconcepibilmente ne procede, divina Maestà trisolare, io canto a te: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Sono morto, o purissima, bevendo il veleno del peccato e corro con fede a te, che hai dato alla luce l’Autore della vita; con la tua intercessione vivifica il tuo servo e liberami dalle tentazioni e dalle passioni, o unica pura.

Ode 8. Follemente il tiranno.

O luce inaccessibile, trifulgida e trisolare e sola dominatrice, unica sovrana, semplicissima, Dio incomprensibile e solo potente Signore, rischiara ora il mio cuore tenebroso e nebuloso e rendilo fulgido e luminoso per inneggiare e glorificare te per tutti i secoli.

Con le sacratissime ali i divinissimi serafini piamente si coprono il volto e i piedi, non sopportando la gloria della tua inesplicabile bellezza, divina Maestà, origine d’ogni bene, Trinità santissima, eppure noi osiamo inneggiare e glorificare te per tutti i secoli.

Sovranità eterna, potentissima, ottima, perfettissima, benefica, immensa, causa non causata, creatrice senza fine, che governi e salvi tutte le cose, Monade per essenza, Triade per le ipòstasi, io ti glorifico, Dio mio, con fede per i secoli.

Theotokìon. Sulla terra sorse il sole senza tramonto, generato da te, Vergine, Sovrana senza macchia, liberando i mortali dalle tenebre e dalla confusione idolatrica; perciò pure ora illuminami sempre più dei fulgori della sua Maestà divina e custodisci il tuo servo.

Ode 9. Per questo sbigottisce.

O Re onnipotente dell’universo, natura anteriore al principio e al tempo, principio della vita, misericordioso, filantropo, buono, Trinità origine di tutto, ora noi ti glorifichiamo, chiedendo la remissione dei peccati, la pace per il mondo e la concordia per le Chiese (2).

Unica trifulgida signoria, unica divina Maestà trisolare, accogli con ogni bontà i tuoi cantori e liberali dalle colpe, dalle tentazioni e dalle tribolazioni e presto benignamente concedi alle Chiese pace e unione.

Theotokìon. Abitando il grembo verginale, o Cristo mio Salvatore, apparisti al tuo mondo realmente Uomo-Dio, senza mutazione, senza confusione e promettesti di rimanere sempre con i tuoi servi; perciò, per l’intercessione di chi ti generò, concedi pace a tutto il tuo gregge.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kathismata anastàsima. Tono pl. 4.

Risorgesti dai morti, vita di tutti e un angelo di luce gridava alle donne: Smettete di piangere, portate la buona novella agli apostoli, proclamate inneggiando: È risorto Cristo Signore, colui che si compiacque di salvare, come Dio, la stirpe umana.

Gloria. Ineffabilmente concepita.

Risorto davvero dalla tomba, ordinasti alle sante donne di annunziare agli apostoli la risurrezione, come sta scritto; Pietro venne di corsa al sepolcro e, attonito per la luce nella tomba, poté per essa vedere lì per terra anche le bende, da sole, vuote del corpo divino e credette e gridò: Gloria a te, Cristo Dio, Salvatore nostro che salvi tutti; del Padre infatti tu sei irradiazione.

E ora. Theotokion, stessa melodia.

Cantiamo la porta del cielo, l’arca, il monte santissimo, la nube luminosa, la scala celeste, il paradiso razionale, il riscatto di Eva, il grande tesoro di tutta la terra: perché in lei si compì la salvezza del mondo e la remissione delle colpe antiche; per questo a lei gridiamo: prega tuo Figlio e Dio di donare remissione delle colpe a quanti con fede onorano il tuo parto immacolato.

Dopo la seconda sticologia,

altri kathìsmata. Tono pl. 4.

Degli uomini sigillarono il tuo sepolcro, o Salvatore e un angelo rotolò via la pietra dall’ingresso della tomba; delle donne ti videro risorto dai morti e sono loro che evangelizzarono i tuoi discepoli in Sion: poiché sei risorto, vita di tutti e sono stati sciolti i vincoli della morte. Signore, gloria a te.

Gloria.

Mentre recavano gli unguenti per la sepoltura, le donne udirono dalla tomba l’angelica voce: Fate cessare le lacrime e in luogo di tristezza, recate gioia: proclamate inneggiando che è risorto Cristo Signore, che si è compiaciuto di salvare, come Dio, la stirpe umana.

E ora. Theotokion.

In te si rallegra, o piena di grazia, tutto il creato, la schiera degli angeli e la stirpe degli uomini, tempio santificato, paradiso razionale, vanto verginale: da te si incarnò Dio, da te divenne bambino il nostro Dio, che è prima dei secoli, poiché il tuo seno egli fece suo trono e rese il tuo grembo più vasto dei cieli. In te si rallegra, o piena di grazia, tutto il creato: gloria a te.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Le mirofore, giunte al sepolcro del datore di vita, cercavano il Sovrano immortale tra i morti e ricevuto dall’angelo l’annuncio della gioia, dichiaravano agli apostoli: è risorto il Signore, per elargire al mondo la grande misericordia.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Dalla giovinezza mi tenta il nemico e con i piaceri mi brucia; confidando in te, Signore, lo allontano.

Quanti odiano Sion divengano come l’erba prima di essere strappata: Cristo infatti reciderà le loro cervìci col taglio dei tormenti.

Gloria. E ora.

È del santo Spirito dar vita a tutto: luce da luce, grande Dio; con il Padre e il Verbo noi lo cantiamo.

Antifona 2.

Il mio cuore, umiliandosi, sia custodito dal tuo timore: non accada che, innalzandosi, si allontani da te, Dio di ogni compassione.

Chi ha riposto la speranza nel Signore non temerà quando col fuoco giudicherà e castigherà l’universo.

Gloria. E ora.

Per lo Spirito santo ogni divinizzato vede, predice e opera eccelsi prodigi, cantando l’unico Dio tisipostatico: poiché pur nel triplice splendore, uno è il Divino.

Antifona 3.

A te ho gridato, Signore, ascoltami, porgi l’orecchio al mio grido e purificami, prima di togliermi da quaggiù.

Chiunque scende alla propria madre terra, tornerà di nuovo per ricevere o i tormenti o la ricompensa per ciò che ha compiuto in vita.

Gloria. E ora.

Nello Spirito santo Dio è conosciuto come Monade tre volte santa: Padre senza principio, dal quale senza tempo proviene il Figlio e Spirito coregnante e connaturale, che con il Figlio dal Padre risplende.

Antifona 4.

Ecco, che cosa è bello e soave se non l’abitare dei fratelli insieme? In questo il Signore ha promesso vita eterna.

Colui che col suo vestito adorna i gigli del campo, ci ingiunge di non aver sollecitudini.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito, causa unica, l’universo è governato nella pace: poiché egli è Dio, realmente consustanziale al Padre e al Figlio.

Prokìmenon.

Regnerà il Signore in eterno, il tuo Dio, Sion, di generazione in generazione.

Stico. Loda, anima mia, il Signore.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione di Cristo. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

La verga di Mosè che operava prodigi, inabissò un tempo il faraone alla testa dei suoi carri, percuotendo il mare in forma di croce e dividendolo, mentre salvò Israele il fuggiasco che passava a piedi asciutti, intonando un canto a Dio.

Come non ammireremo l’onnipotente divinità di Cristo? Dai patimenti fa scaturire per tutti i fedeli impassibilità e incorruttela, dal santo fianco fa stillare una sorgente immortale e dalla tomba la vita eterna.

Con quale magnificenza appare ora l’angelo alle donne! Recando i simboli splendidi della sua innata purezza immateriale e manifestando con il suo aspetto il fulgore della risurrezione, grida: È risorto il Signore!

Theotokìon. Cose gloriose furono dette di te di generazione in generazione: accogliesti in grembo il Dio Verbo e sei rimasta pura, Vergine Madre di Dio; per questo tutti ti onoriamo, nostra protezione dopo Dio.

Canone stavroanastàsimo. Attraverso l’umido.

Furono abbattute le porte del dolore e tremarono i portinai dell’ade, vedendo nel più profondo colui che per altezza è sopra la natura di tutti.

Stupirono le schiere angeliche, vedendo la natura umana decaduta, relegata nel più profondo della terra posta sul trono del Padre.

Theotokìon. Le schiere degli angeli e dei mortali, o Madre sempre vergine, ti benedicono senza sosta, poiché generasti il loro Creatore, nostro Dio, che fu bimbo nel tuo grembo.

Canone della Madre di Dio secondo l’alfabeto.

Cantiamo al Signore.

Pura Madre di Dio, che generasti l’eterno e divino Verbo incarnato, noi ti cantiamo.

La Vergine concepì te, Cristo, grappolo portatore di vita, da cui stilla la dolcezza della salvezza universale.

La stirpe di Adamo, per te riportata alla felicità incomprensibile, Madre di Dio, giustamente ti glorifica.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio rafforzasti i cieli con sapienza e disponesti la terra sulle acque, rafforzami, o Cristo, sulla roccia dei tuoi comandamenti, poiché non c’è santo all’infuori di te, o solo amico degli uomini.

La salvifica passione che hai subito nella carne ha giustificato, o Cristo, Adamo condannato per il frutto del peccato: poiché tu, o senza peccato, hai mostrato di non essere soggetto all’esperienza della morte.

Ha brillato, per quanti stavano nella tenebra e nell’ombra della morte, la luce della risurrezione, il mio Dio Gesù: legato con la sua divinità il forte, lo spogliò delle cose sue.

Theotokion. Sei divenuta più alta dei cherubini e dei serafini, o Madre di Dio: poiché tu sola, o incontaminata, hai accolto in grembo il Dio che nulla può contenere; per questo noi tutti fedeli, sempre, con inni, ti proclamiamo beata.

Canone stavroanastàsimo. O Signore, creatore.

Quando un tempo disubbidii al comando del Creatore, giustamente, Signore, mi esiliasti; ma presa la mia forma e insegnatami l’obbedienza, per la crocifissione con te mi facesti abitare.

Tu che con la tua sapienza prevedevi tutte le cose, Signore e con la tua intelligenza istruisti il mondo sotterraneo, non sdegnasti, o Verbo di Dio, di discendervi per risuscitare l’uomo fatto a tua immagine.

Theotokìon. Abitando corporalmente nella Vergine, Signore, ti mostrasti agli uomini quale conveniva tu fossi veduto; essa poi la mostrasti com’era veramente: Madre di Dio e aiuto dei fedeli, o solo amico degli uomini.

Canone della Madre di Dio. Tu sei la saldezza.

Soccorrici con le tue preghiere, o purissima e respingi da noi gli assalti delle gravi tribolazioni.

Tu sei la riparatrice della prima madre Eva, avendo concepito l’autore della vita del mondo, Madre di Dio.

Vivificami col tuo potere, o purissima, tu che generasti la potenza ipostatica incarnata del Padre.

Ode 4. Irmòs.

Tu sei mia forza, Signore, tu il mio vigore, tu il mio Dio, tu la mia esultanza, tu, che senza abbandonare il seno del Padre, hai visitato la nostra povertà; per questo, con il profeta Avvacùm, a te acclamo: Gloria alla tua potenza, o amico degli uomini.

Grandemente mi amasti quando ero nemico: con il tuo straordinario annientamento scendesti sulla terra senza sdegnare l’obbrobrio della mia bassezza, Salvatore compassionevole e restando nelle altezze della tua gloria ineffabile, glorificasti colui che era nel disonore.

Chi può ora non sbigottire, o Sovrano, vedendo la morte annientata dalla passione, la corruzione fuggire grazie alla croce e l’ade svuotato della sua ricchezza per mezzo della morte? O amico degli uomini, questa è l’opera straordinaria del tuo divino potere, o crocifisso.

Theotokion. Sei il vanto dei credenti, ignara di nozze, protettrice, rifugio dei cristiani, porto e baluardo: tu rechi infatti le suppliche al Figlio tuo, o purissima e salvi dai pericoli chi con fede e affetto ti riconosce pura Madre di Dio.

Canone stavroanastàsimo. Ho udito, Signore.

Alla croce t’inchiodarono i figli degli empi, o amico dell’uomo; così per la tua misericordia salvasti quanti glorificano la tua passione.

Risorto dal sepolcro, con te rialzasti tutti i morti nell’ade e illuminasti benevolo quanti glorificano la tua risurrezione.

Theotokìon. Supplica il Dio da te concepito, Maria pura, di donare ai tuoi servi la remissione delle colpe.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Qual campo non arato germogliasti la spiga vivificante che vivifica il mondo: salva, Madre di Dio, i tuoi cantori.

Noi tutti illuminati, o purissima, ti riconosciamo Madre di Dio perché concepisti il sole di giustizia, o sempre Vergine.

Concedi propiziazione per le nostre mancanze, o senza peccato e dà pace al tuo mondo, o Dio, per l’intercessione della tua Genitrice.

Ode 5. Irmòs.

Perché mi hai respinto dal tuo volto, luce senza tramonto e mi ha ricoperto, me infelice, la tenebra ostile? Convertimi, dunque, ti prego e dirigi le mie vie verso la luce dei tuoi comandamenti.

Accettasti di essere avvolto per scherno in un manto prima della tua passione, o Salvatore, per ricoprire la vergognosa nudità del primo uomo plasmato e di essere confitto nudo sulla croce per spogliarlo della tunica della mortalità, o Cristo.

Dalla polvere della morte, tu hai ricostruito, risorgendo, la mia natura caduta e le hai dato eterna giovinezza, rendendola di nuovo come icona regale, risplendente per la luce dell’incorruttela.

Theotokion. Tu che hai col Figlio tuo famigliarità di madre, purissima, non trascurare, ti preghiamo, quella sollecitudine per noi che ti è connaturale: perché te sola presentiamo al Sovrano, noi cristiani, come propiziazione accetta.

Canone stavroanastàsimo. Illuminaci con i tuoi.

Guidaci con la potenza della tua croce, o Cristo, poiché per essa noi a te ci presentiamo; concedici la tua pace, o amico degli uomini.

Guida le nostre vite, mentre ora cantiamo al tuo risveglio e concedici la pace, o nostro Dio filantropo.

Theotokìon. Supplica sempre tuo Figlio nostro Dio, Vergine Maria veneranda, perché faccia scendere su noi fedeli la grande misericordia.

Canone della Madre di Dio. Vegliando gridiamo.

Interrompi la violenta bufera delle mie passioni, tu che concepisti Dio, nocchiero e Signore.

Le schiere degli angeli e le classi dei mortali adorano il nato da te, pura Madre di Dio.

Vanifica le speranze dei nemici e allieta i tuoi cantori, Madre di Dio Maria sempre vergine.

Ode 6. Irmòs.

Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.

Mediante un albero, con forza mi abbatté l’autore del male, ma tu, o Cristo, confitto in croce, con essa lo gettasti a terra con forza superiore ed esponendo lui al ludibrio, hai fatto risorgere il caduto.

Tu hai avuto compassione di Sion, risorgendo dal sepolcro: da vecchia che era l’hai resa del tutto nuova col tuo sangue divino, nella tua amorosa compassione e ora, o Cristo, tu regni in essa per i secoli.

Theotokion. Per le tue suppliche, possiamo noi essere strappati alle funeste cadute, pura Genitrice di Dio e raggiungere la divina illuminazione del Figlio di Dio, da te ineffabilmente incarnato, o purissima.

Canone stavroanastàsimo. Effondo la mia supplica.

Stendesti sulla croce le tue mani per sanare la mano del progenitore stesa golosamente e al posto del legno amaro assaggiasti il fiele, o Cristo e con la tua potenza salvasti quanti glorificano la tua passione.

Gustò la morte il Redentore e distrusse l’antica ribellione e il dominio della corruzione e, recatosi ai reclusi nell’ade, li risuscitò e salvò nella sua potenza i cantori della sua risurrezione.

Theotokìon. Non smettere di pregare per noi, santissima vergine Madre di Dio, poiché tu sei la forza dei fedeli; in te sperando siamo rinvigoriti e piamente glorifichiamo te e l’incarnato da te ineffabilmente.

Canone della Madre di Dio. Una tunica luminosa.

Tempio e arca di Dio, talamo animato, porta del cielo ti proclamiamo noi fedeli, o Madre di Dio.

Il nato da te, distruttore degli idoli, o Maria, sposa di Dio, quale Dio è adorato col Padre e lo Spirito.

Il Verbo di Dio ti presentò ai mortali quale scala celeste, poiché per te scese fino a noi.

Kontàkion. Quali primizie.

Risorto dal sepolcro, risvegliasti i morti e risuscitasti Adamo; danza anche Eva per la tua risurrezione e i confini del mondo sono in festa perché ti sei destato dai morti, o misericordiosissimo.

Ikos.

Spogliati i regni dell’ade e risuscitati i morti, o longanime, andasti incontro alle mirofòre, recando gioia in luogo di tristezza; ai tuoi apostoli rivelasti i segni della vittoria, o mio Salvatore datore di vita e illuminasti il creato, o amico degli uomini: per questo il mondo gioisce con te che ti sei destato dai morti, o misericordiosissimo.

Ode 7. Irmòs.

Il fuoco ebbe paura un giorno a Babilonia davanti alla discesa di Dio; per questo i fanciulli nella fornace, con passo esultante, come danzando in un prato, salmeggiavano: Benedetto tu, o Dio, Dio dei nostri padri.

Il glorioso annientamento, la divina ricchezza della tua povertà, o Cristo, rende attòniti gli angeli che ti vedono inchiodato sulla croce per salvare chi con fede acclama: Benedetto tu, o Dio, Dio dei nostri padri.

Per la tua divina discesa, furono riempite di luce le regioni sotterranee e fu scacciata la tenebra che prima incalzava: per questo risuscitarono quanti erano prigionieri dall’inizio del mondo, gridando: Benedetto tu, o Dio, Dio dei nostri padri.

Triadikón. Riconosciamo la tua divinità proclamandoti in modo ortodosso Signore di tutti, Padre dell’unico e solo Figlio unigenito e riconoscendo un unico Spirito retto da te procedente, a te connaturale e coeterno.

Canone stavroanastàsimo. Un tempo a Babilonia.

Operasti la salvezza in mezzo alla terra, come disse il profeta, o Dio: innalzato, infatti, sul legno, chiamasti a te tutti quelli che con fede gridano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Risorto dalla tomba come dal sonno, o misericordioso, liberasti tutti dalla corruzione; il creato viene alla fede per opera degli apostoli che annunziarono la risurrezione: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Uguale al Genitore per opera, potenza ed eternità, il Verbo viene plasmato per beneplacito del Padre e dello Spirito nel grembo della Vergine. Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.

Incarnato dal seno della Vergine, apparisti per salvarci: perciò, sapendo che tua Madre è Genitrice di Dio, grati gridiamo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Sei la verga fiorita dalla radice di Iesse, che maturasti il frutto salutare per quanti, beatissima Vergine, a tuo Figlio gridano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Colma di sapienza ed energia divina, o sapienza ipostatica dell’Altissimo per mezzo della Madre di Dio, tutti quelli che con fede a te cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

La potenza più che divina della divinità di Gesù, come si addice a Dio, brillò tra quelli della nostra stirpe: egli infatti, gustata per ciascuno la morte di croce nella carne, annientò la forza dell’ade: senza sosta, fanciulli, beneditelo; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Il crocifisso risorse, il superbo cadde; l’uomo decaduto e abbattuto fu risollevato, la corruzione venne bandita e l’incorruttela fiorì, perché ciò che è mortale fu inghiottito dalla vita: beneditelo, fanciulli, celebratelo, sacerdoti, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Triadikón. Benedite, fanciulli, celebrate, sacerdoti, sovresalta, popolo, per tutti i secoli la Divinità dal triplice splendore, l’unico raggio rifulgente dall’unica natura trisipostatica, Padre senza principio, Verbo connaturale al Padre e Spirito consustanziale e coregnante.

Canone stavroanastàsimo. Vincitori del tiranno.

Il Signore, che sul legno stese la mano a me spogliato e mi chiamò a scaldarmi con la sua onestissima nudità, lodate, opere tutte ed esaltatelo nei secoli.

Il Signore che dal più profondo dell’ade sollevò me, caduto e mi onorò sul trono sublime e glorioso del suo Genitore, lodate, opere tutte ed esaltatelo nei secoli.

Theotokìon. Di Adamo caduto apparisti figlia, ma sei Madre del Dio che rinnovò la mia essenza e che noi, opere tutte, come Signore inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. Celebrate e sovresaltate.

Spegni, o pura, i dardi carezzevoli e ardenti contro di noi scagliati dai nemici, affinchè a te inneggiamo per tutti i secoli.

Soprannaturalmente generasti il Creatore e Salvatore, Dio Verbo, o Vergine: perciò a te inneggiamo per tutti i secoli.

In te dimorò la luce inaccessibile, o Vergine, rendendoti lampada luminosa e fulgida come oro per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più ampio dei cieli: te dunque magnificano, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini.

Semplice per la tua divina natura senza principio, hai subito composizione per l’assunzione della carne, che ti sei ipostaticamente unita, o Verbo di Dio; e dopo aver patito come uomo, sei rimasto estraneo ai patimenti come Dio: noi dunque ti magnifichiamo in due nature, senza divisione e confusione.

Colui che per la divina sostanza ti è Padre, lo chiamasti Dio, quando divenisti uomo per natura, o Altissimo, scendendo tra i servi; e risorto dalla tomba, rendesti per grazia Padre dei figli della terra colui che è per natura Dio e Sovrano: con lui tutti ti magnifichiamo.

Theotokion. Ti rivelasti Madre di Dio, o Vergine, perché partoristi corporalmente, oltre la natura, il Verbo buono, che il Padre, come buono, fece sgorgare dal suo cuore prima di tutti i secoli; e ora noi lo contempliamo trascendente i corpi, benché di un corpo sia rivestito.

Canone stavroanastàsimo. Fremette ogni orecchio.

Per natura Figlio di Dio, sappiamo che fosti concepito nel seno della Madre di Dio e divenisti uomo per noi e ti contempliamo sulla croce patire per la natura umana, ma restare impassibile come Dio.

Scompaiono le tristi tenebre, poiché è sorto dall’ade il sole di giustizia, Cristo che illumina tutti i confini della terra, splendendo per la luce della divinità, uomo celeste, Dio terrestre, che in due nature magnifichiamo.

Theotokìon. Avanza felicemente e regna, o Figlio della Madre di Dio, sottomettendo il popolo degli ismaeliti, che ci fanno guerra, concedendo all’imperatore amice della religione, tuo alleato, come arma invincibile la croce con la lancia.

Canone della Madre di Dio. Realmente Madre di Dio.

Di gioia e letizia è colma la tua memoria, fonte di guarigioni per i tuoi devoti, che piamente ti proclamano Madre di Dio.

Con salmi inneggiamo e te, piena di grazia e senza sosta ti salutiamo: Salve, tu che facesti sgorgare per tutti l’esultanza.

Splendido, o Madre di Dio, il tuo frutto, apportatore non di corruzione, ma di vita a quanti con fede ti magnificano.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono pl. 4.

Signore, anche comparendo al tribunale per esser giudicato da Pilato, non lasciasti il trono sul quale sei assiso con il Padre; e risuscitando dai morti, liberasti il mondo dalla schiavitù dello straniero, nella tua pietà e nel tuo amore per gli uomini.

Signore, benché i giudei ti abbiano deposto come mortale in un sepolcro, i soldati ti hanno custodito come re dormiente e come tesoro di vita ti hanno rinchiuso, ponendo i sigilli: ma tu sei risorto e hai donato incorruttela alle anime nostre.

Signore, ci hai dato la tua croce quale arma contro il diavolo: egli infatti freme e trema, non sopportando di vederne la potenza, poiché essa risuscita i morti e annienta la morte e noi per questo veneriamo la tua sepoltura e la tua risurrezione.

Il tuo angelo, Signore, annunziando la risurrezione, atterrì i custodi, ma si rivolse alle donne dicendo: Perché cercate il vivente tra i morti? È risorto, perché è Dio e ha donato vita a tutta la terra.

Altri Stichirà, anatolikà.

Hai patito sulla croce, tu che sei impassibile nella tua divinità; hai accettato i tre giorni nel sepolcro per liberare noi dalla schiavitù del nemico e donarci la vita, rendendoci immortali, o Cristo Dio, con la tua risurrezione, o amico degli uomini.

Adoro, glorifico e celebro, o Cristo, la tua risurrezione dalla tomba: per essa ci hai liberati dai vincoli indissolubili dell’ade e come Dio hai donato al mondo la vita eterna e la grande misericordia.

Per custodire la tua tomba che aveva accolto la vita, gli empi la sigillarono, ponendovi le guardie, ma tu, Dio immortale e onnipotente, risorgesti il terzo giorno.

Quando giungesti alle porte dell’ade e le spezzasti, Signore, il prigioniero così gridava: Chi è costui, che non è condannato alle regioni infernali, ma come una tenda ha disfatto la prigione della morte? L’ho accolto come un mortale e tremo davanti a Dio. Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Gloria e l’eothinòn idiòmelo della domenica pertinente. E ora. Theotokìon: Sei più che benedetta. Quindi la Grande Dossologia e il tropario anastasimo pertinente.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti ricordasti del ladrone sul legno e rendici degni tutti, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Ascolta, Adamo ed esulta con Eva, poiché colui che prima vi spogliò entrambi e con l’inganno vi fece prigionieri, è stato abbattuto dalla croce di Cristo.

Inchiodato al legno per tuo volere, Salvatore nostro, liberasti Adamo dalla maledizione del legno, rendendogli, misericordioso, l’immagine e l’abitazione del paradiso.

Oggi Cristo è risorto dalla tomba, offrendo a tutti i fedeli l’immortalità e rinnova la gioia alle mirofore dopo la passione e la resurrezione.

Salve, sapienti donne mirofore, che prime vedeste la risurrezione di Cristo e annunziaste ai suoi apostoli il richiamo di tutto il mondo.

O amici di Cristo, apparsi apostoli, che siederete con lui nella gloria, intercedete, perché possiamo con franchezza presentarci a lui come discepoli.

Gloria.

Trinità senza inizio, essenza indivisa, monade su unico trono, uguale nella gloria, la cui natura e regalità sono prima di ogni inizio, salva quanti con fede a te inneggiano.

E ora. Theotokìon.

Salve, ampio luogo di Dio, salve, arca della nuova alleanza; salve, vaso d’oro, da cui la manna celeste è stata data a tutti.

E quindi il resto della Divina Liturgia.

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Grave – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Canto a Te unica natura sovrana. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono grave. A un tuo cenno.

Apri la bocca spirituale del mio cuore e le labbra materiali alla tua lode, triluminosa, unica Divinità dell’universo perché possa cantarti un cantico di ringraziamento, o fonte di luce.

Per mostrare l’eccesso della tua bontà, plasmasti l’uomo, unica immagine terrena del tuo sovrano dominio, o plasmatore, Trinità d’infinita potenza.

O mente senza principio, tu generasti il Verbo coeterno e lo Spirito, con te senza principio, brillando ci fece degni di adorare il Dio uno nella sostanza, uguale in tre ipòstasi.

Theotokìon. Apparisti nel roveto a Mosè, o Verbo di Dio, come fuoco purificatore, che non bruciava niente, prefigurando la tua incarnazione dalla Vergine, per cui riformasti i mortali.

Ode 3. Tu che in principio.

O unico, triluminoso e onnipotente Signore, noi ti inneggiamo, chiedendo la liberazione dai peccati e dalle tribolazioni, onnipotente Dio; non disprezzare quanti con fede glorificano la tua benevolenza.

Dalla radice dell’eterno Padre, apparisti come germoglio di uguale potenza con il connaturale e divino Spirito, o Dio Verbo; per questo anche noi fedeli glorifichiamo la Trinità delle ipòstasi, Monade Sovrana.

Tutti noi fedeli glorifichiamo te, trisipostatica natura, d’uguale gloria unanime, indivisa e inseparabile, unica signoria della Trinità e adorando chiediamo il perdono dei nostri peccati.

Theotokìon. Senza mutazione fatto uguale ai mortali in tutto, o Verbo di Dio, procedesti chiaramente da pura Fanciulla e mostrasti a tutti la divina trilucente Maestà, nell’unica essenza delle inseparabili ipòstasi.

Kathisma Triadico. Tu che per me accettasti.

Dei tuoi servi peccatori abbi pietà, Trinità santa e accoglili pentiti, facendoli degni di perdono, o amico degli uomini misericordioso.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Le nostre anime guastate dai peccati rendile sane, o purissima Madre di Dio e redimi dalle colpe quanti ti inneggiano, o Sposa di Dio.

Ode 4. Tu che senza lasciare.

Trilucente Monade, che contieni e divinamente reggi e salvi tutte le cose, custodisci ora i tuoi cantori e salvali da tribolazioni, passioni e da ogni disgrazia.

Incapaci di esprimere a parole la tua inconcepibile trifulgida Trinità, noi inneggiamo a te, Signore amico degli uomini e glorifichiamo la tua potenza.

Sulla terra come nei cieli con i cori degli incorporei, Monade Triade, senza divisione ti distinguiamo e con ardore ti glorifichiamo come sovrana dell’universo.

Theotokìon. Senza uscire dalla gloria paterna tu scendesti alla nostra infimità spontaneamente incarnandoti, o Sovrasostanziale e tutti sollevasti alla divina gloria come misericordioso.

Ode 5. Vegliando davanti a te.

Natura fonte di luce, Triade nelle ipòstasi, Monade nella volontà, nella gloria e nell’onore, fortificaci nel tuo amore (2).

Mente e Verbo e Spirito, unica divina maestà e natura trisolare glorificando, chiediamo d’essere liberati dai pericoli e da tutte le afflizioni.

Theotokìon. Verbo di Dio, presa la forma della natura umana dalla santa Vergine, c’insegnasti a celebrare la Triade nella Monade, unità di natura e gloria.

Ode 6. Navigando tra i flutti.

La divina sovrana maestà, con uguale gloria e potenza in tre ipòstasi inseparabili noi glorifichiamo, diverse solo per le proprietà personali (2).

Le schiere spirituali degli ordini angelici lodano te, trisolare Maestà; con essi anche noi con bocche terrene ti inneggiamo e con fede ti glorifichiamo come unica creatrice di tutte le cose.

Theotokìon. II Verbo con ineffabile parola generato dal sole, che è il Padre come altro sole prima dei secoli, finalmente sorse dalla Vergine e c’insegnò che c’è un unico Dio incomprensibile in tre ipòstasi.

Kathisma Triadico. Più luminoso del fuoco.

Trinità consustanziale, Monade trisipostatica immortale, abbi pietà di quanti plasmasti, bruciando le malvagità dei peccatori e illuminando i cuori dei tuoi cantori che celebrano la tua misericordia; o Dio nostro, gloria a te!

Gloria. E ora. Theotokìon.

Più ardente del fuoco, più fulgida della luce è la misericordia della tua carità, che brucia le colpe degli uomini e irrora di rugiada le menti di quanti inneggiano le tue magnificenze, Signora Madre di Dio purissima.

Ode 7. Nella fornace ardente.

Obbedienti alle parole dei profeti noi glorifichiamo te, unico Dio in tre ipòstasi, così acclamando: benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri (2).

Con labbra terrene, con le schiere immateriali, cantiamo te, Trinità santa, Monade peri natura, acclamando: Benedetto sei, Signore, Dio dei padri nostri.

Theotokìon. Chi aveva plasmato Adamo, per risparmiarlo, o Purissima, si fece uomo da te, divinizzando così gli uomini che acclamano: Benedetto, o Purissima, il frutto del tuo grembo.

Ode 8. Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco.

Tu domini l’universo, sovrana Maestà triplice e una, senza principio, governando cielo e terra; perciò custodisci me, preso dal tuo amore, per cantare a te: Opere tutte del Signore, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Rendi degni i cuori dei tuoi cantori di venir illuminati dai fulgidi raggi del sole trilucente; e ora concedi di vedere la tua bellezza, Triade Monade, per quanto possibile, a quanti con vera fede cantano la tua magnificenza per tutti i secoli.

Fammi tempio della tua luce trifulgida e del tuo consorzio e possesso, o benefattore, amico degli uomini; rendimi inaccessibile ai nemici invisibili e alle passioni della carne, dominatore, Sovrano, mio Dio, Signore della gloria, per inneggiare a te per tutti i secoli.

Theotokìon. L’eterna luce divina sorgendo dal tuo grembo, purissima Vergine Madre, illuminò tutto il mondo con la luce trisolare e rese la terra come un altro cielo, cantando: opere tutte del Signore, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Che tu sia Madre di Dio.

Di esultare e inneggiare degnamente te, che i serafini senza sosta inneggiano negli eccelsi, non siamo capaci noi, terrestri; ma coraggiosamente come Sovrano dell’universo, o Dio amico degli uomini, noi ti magnifichiamo.

Libera dalle sofferenze del corpo e dalle passioni dell’anima i tuoi fedeli cantori, o Triade Monadica indivisibile e degnati di custodirli sani e salvi da tutte le prove della vita.

O divina trifulgida Maestà di uguale potenza, che mostri la forza e l’incomparabile bellezza della bontà sostanziale, concedi ai tuoi servi la liberazione dalle colpe e il riscatto dalle tentazioni e dalle passioni.

Theotokìon. Mente, anima e organismo di carne, o Madre di Dio, nel tuo grembo castissimo realmente prese il Dio Verbo e si mostrò uomo, facendo davvero partecipe l’uomo della sostanza divina.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kathismata anastàsima. Tono grave.

La vita giaceva nella tomba e sulla pietra era posto il sigillo: come re addormentato i soldati custodivano Cristo; gli angeli lo glorificavano come Dio immortale e le donne gridavano: È risorto il Signore, concedendo al mondo la grande misericordia.

Gloria.

Con la tua sepoltura di tre giorni spogliasti la morte e con la tua vivificante risurrezione risuscitasti l’uomo corrotto, Cristo Dio, amico degli uomini: gloria a te.

E ora. Theotokìon.

Vergine Madre di Dio, senza sosta implora Cristo Dio, crocifisso per noi e risorto, distruttore del potere della morte, perché salvi le anime nostre.

Dopo la seconda sticologia, altri kathismata. Tono grave.

Col sepolcro sigillato, risorgesti dalla tomba e a porte chiuse ti presentasti ai discepoli, Cristo Dio, vita e risurrezione di tutti, rinnovando in noi, per mezzo loro, uno spirito retto, secondo la tua grande misericordia.

Gloria.

Corsero le donne alla tomba recando tra le lacrime gli aromi e mentre i soldati custodivano te, Re di tutti, si dicevano l’un l’altra: Chi ci rotolerà via la pietra? Ma udirono la voce degli incorporei che diceva: È risorto l’angelo del gran consiglio, calpestando la morte; onnipotente e inafferrabile Signore, gloria a te.

E ora. Theotokìon.

Salve, piena di grazia, Vergine Madre di Dio, porto e protezione della stirpe umana: da te infatti si incarnò il Redentore del mondo e tu sola sei madre e vergine, sempre benedetta e glorificata: prega Cristo Dio di donare pace a tutta la terra.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Tu che assumesti la nostra forma e ti sei sottoposto corporalmente alla croce, salvami per la tua risurrezione, o Cristo Dio, nel tuo amore per gli uomini.

Anavathmi. Antifona 1.

Riconducesti dall’errore la prigionia di Sion, vivifica anche me, Salvatore, sollevandomi dalla schiavitù delle passioni.

Chi nel meridione semina tribolazioni e digiuni con lacrime, mieterà i covoni di gioia del cibo eterno.

Gloria. E ora.

Del santo Spirito la fonte dei divini tesori, da lui sapienza, intelligenza, timore: a lui lode, gloria, onore e potere.

Antifona 2.

Se il Signore non costruisce la casa dell’anima, invano fatichiamo: poiché senza lui né opera, né parola si compiono.

Ricompensa del frutto del grembo, i santi, mossi dallo Spirito, fanno rinverdire i paterni decreti di adozione.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito tutto riceve l’essere: perché egli è Dio prima di tutto, ha la signoria sull’universo, è luce inaccessibile, vita di tutti.

Antifona 3.

Quanti temono il Signore, trovando le vie della vita, ora e sempre sono beatificati per la loro gloria immacolata.

Vedendo intorno alla tua tavola i tuoi figli come giovani piante, gioisci, rallegrati, offrendoli a Cristo, o principe dei pastori.

Gloria. E ora.

Del santo Spirito l’abisso dei carismi, la ricchezza della gloria, la grande profondità dei giudizi: poiché ha la stessa gloria del Padre e del Figlio.

Prokìmenon.

Sorgi, Signore, mio Dio, si innalzi la tua mano, non dimenticare i tuoi miseri sino alla fine.

Stico. Ti loderò, Signore, con tutto il mio cuore.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone anastàsimo.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

A un tuo cenno, la natura delle acque, fluida sino allora, si mutò in terra ferma, Signore: dopo avervi dunque camminato a piedi asciutti, Israele ti canta il canto di vittoria.

È stata condannata la tirannide della morte dal legno della croce, quando tu, Signore, fosti condannato a ingiusta morte: per questo il principe delle tenebre, che su di te non prevalse, giustamente è gettato fuori.

Quando l’ade si accostò a te, non riuscendo a stritolare con i suoi denti il tuo corpo, ne ebbe spezzate le mascelle: per questo, o Salvatore, sciolti i dolori della morte, risorgesti il terzo giorno.

Theotokìon. Sono sciolti i dolori della progenitrice Eva: tu infatti, partoristi ignara di nozze sfuggendo i dolori; per questo, o purissima, sapendoti veramente Madre di Dio, tutti ti glorifichiamo.

Canone stavroanastàsimo. Nel mar rosso.

Due fonti di vita sulla croce per noi fece sgorgare il Salvatore dal suo fianco ferito; cantiamo a lui perché è glorioso.

Dopo aver abitato nella tomba, risorse il terzo giorno Cristo, dando in cambio ai mortali l’incorruttela: cantiamo a lui perché è glorioso.

Theotokìon. Unica apparisti Vergine anche dopo il parto, partorendo l’incarnato Creatore del mondo; per questo tutti a te gridiamo: Salve.

Canone della Madre di Dio.

Acrostico alfabetico. A un tuo cenno.

Abisso di misericordia partoristi, o Vergine; purifica la mia anima con il tuo fulgido splendore, sicché degnamente io canti, o purissima, l’abisso dei tuoi prodigi.

Vedendoci feriti con il dardo del peccato, il Verbo per sua bontà ebbe pietà di noi; perciò ineffabilmente il sommo Dio si unì alla carne presa da te, o purissima.

Fu afferrata dalla morte la natura corruttibile e caduca degli uomini, o purissima: ma tu concependo la vita, la riportasti dalla corruzione alla vita.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio consolidasti i cieli con il tuo Verbo onnipotente, Signore Salvatore e tutte le loro schiere con lo Spirito divino creatore di tutto, consolida me sull’inconcussa roccia della tua confessione.

Salito sul legno della croce, volontariamente soffri per noi, Salvatore misericordioso e sopporti le piaghe che procurano ai credenti pace e salvezza: per esse, o misericordioso, tutti fummo riconciliati col Padre.

Mi purificasti dalla piaga, dopo che la mia anima era stata ferita dal morso del drago, o Cristo e rivelasti la luce a me, che un tempo abitavo le tenebre e la corruzione: per la tua croce, infatti, disceso nell’ade, con te mi rialzasti.

Theotokìon. Per le suppliche della Madre tua ignara d’uomo, concedi al mondo la pace, o Salvatore, dona all’imperatore la vittoria contro i barbari che ci osteggiano e rendi degni della tua indicibile gloria quanti ti glorificano.

Canone stavroanastàsimo. Tu che col verbo.

Tu che in croce sopportasti i dolori e al ladrone apristi il paradiso, benefico Dio, stabilisci la mia mente nel tuo volere, o unico amico degli uomini.

Sorto dalla tomba il terzo giorno, germogliasti la vita nel mondo, Dio datore di vita: stabilisci dunque la mia mente nel tuo volere, o unico amico degli uomini.

Thetotokìon. Tu che verginalmente concepisti Dio e liberasti Eva dalla maledizione, Vergine Madre Maria, supplica Dio da te incarnato di salvare il tuo gregge.

Canone della Madre di Dio. Tu che in principio.

Il serpente strisciante dall’Eden, ingannandomi con la brama di divinizzazione, mi scagliò a terra; ma il compassionevole e per natura misericordioso, ebbe pietà e mi divinizzò, dimorando nel tuo grembo e facendosi a me simile, Madre Vergine.

Benedetto il frutto del tuo seno, Vergine Madre di Dio, gioia di tutti: poiché partoristi a tutto il mondo la gioia e la felicità che davvero disperdono la tristezza del peccato, o sposa di Dio.

Vita eterna e luce, Vergine Genitrice di Dio, partoristi a noi e pace che fa cessare l’antica guerra degli uomini contro Dio Padre con la fede e la conoscenza della carità.

Ode 4. Irmòs.

Tu che senza lasciare il seno del Padre sei sceso sulla terra, Cristo Dio; io ho udito il mistero della tua economia e ti ho glorificato, o amico degli uomini.

Colui che, incarnato dalla Vergine, diede le sue spalle ai flagelli, è tormentato, padrone innocente di uno schiavo caduto, per sciogliere me dalle accuse.

Davanti a un tribunale di giudici iniqui, è chiamato in giudizio come un accusato ed è schiaffeggiato da una mano di fango, colui che come Dio plasmò l’uomo e giudica la terra con giustizia.

Theotokìon. Tu che veramente sei Madre di Dio, supplica il tuo Creatore e Figlio, o purissima, di guidarmi al porto salvifico della sua volontà gloriosa.

Canone stavroanastàsimo. Prevedendo il profeta.

Ignoravi il peccato e divenisti per questo ciò che ignoravi, Signore, mutando forma e prendendo l’altrui per salvare il mondo e uccidere con l’inganno il serpente.

Innalzato in croce e sciolta la colpa del progenitore, colmasti di gioia la progenitrice venendo a salvare i tuoi cristi, Signore.

Theotokìon. Nato da Vergine, vivifichi Adamo ingannato; la morte stupì infatti della tua forza, poiché sei venuto a salvare i perduti.

Canone della Madre di Dio. Tu che senza lasciare.

Tu che eletta e tutta bella apparisti a Dio prima della creazione, o degna d’ogni lode, col fulgore che effondesti rischiara i tuoi cantori.

Partoristi ai mortali Dio incarnatosi dal tuo sangue puro, liberando dalle molte colpe quanti con devozione ti onorano, o pura e inneggiano a te, Madre Vergine.

La natura razionale venera colui che spuntò da te, o degna d’ogni lode, avendo ora appreso il mistero inesplicabile del tuo concepimento, o beatissima.

Ode 5. Irmòs.

Notte tetra per gli increduli, Cristo, ma per i credenti luce nella delizia delle tue divine parole: per questo per te veglio all’alba e canto la tua divinità.

Per i tuoi servi, o Cristo, sei venduto e sopporti uno schiaffo apportatore di libertà a quanti cantano: Per te io veglio all’alba e canto la tua divinità.

Per la tua divina potenza, o Cristo, con la debolezza della carne abbattesti il forte e con la tua risurrezione, o Salvatore, mi hai reso vincitore della morte.

Theotokìon. O Madre pura, generasti Dio, da te incarnato in modo divino, o degna di ogni canto: poiché non hai conosciuto unione con uomo, ma concepisci dallo Spirito santo.

Canone stavroanastàsimo. Signore, mio Dio.

Quando, annoverato tra i criminali, fosti innalzato sul calvario, le luci si nascosero e la terra tremò, il velo del tempio si squarciò, manifestando il rigetto degli ebrei.

Portasti via al tiranno tutto il suo potere per virtù della divinità tua inconcepibile e risuscitasti i morti con la tua risurrezione: con i nostri inni ti glorifichiamo.

Theotokìon. Madre del Re e Dio, Genitrice di Dio degna d’ogni lode, a quanti con fede e devozione ti inneggiano con canti, ottieni sempre con le tue suppliche la remissione delle colpe.

Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.

Contemplando la scala che saliva in alto, Giacobbe apprese la figura della tua verginità: poiché per te Dio conversò con gli uomini, o santissima Signora.

Trovata per te la redenzione eterna, o Vergine, con ardore a te gridiamo: Salve, sposa divina; illuminati dalla tua luce, o lodatissima, con inni ti celebriamo.

Te sola lo sposo trovò, giglio tra le spine, o Vergine, splendente di puro fulgore e con la luce della verginità, o purissima, ti prese per sposa

Ode 6. Irmòs.

Navigando tra i flutti delle sollecitudini di questa vita, buttato a mare dai peccati, miei compagni nella traversata e gettato come Giona a un mostro che uccide le anime, o Cristo, a te grido: Risollevami dall’abisso mortale.

Si ricordavano di te le anime dei giusti rinchiuse nell’ade e là abbandonate e chiedevano a te salvezza: con la tua croce, o Cristo, la donasti a loro, scendendo nelle regioni inferiori, nella tua amorosa compassione.

Il coro degli apostoli non sperava più di vedere la tua vivente dimora non fatta da mano d’uomo, che la passione aveva distrutto: ma, adoratala contro ogni speranza, ne annunziarono ovunque la risurrezione.

Theotokìon. Chi tra gli uomini spiegherà il modo del tuo parto ineffabile, o purissima, avvenuto per noi, Vergine, sposa di Dio? Poiché il Dio Verbo, senza venir circoscritto, unendosi a te, da te si fece carne.

Canone stavroanastàsimo. Giona nel ventre.

Volontariamente innalzato sulla croce, Salvatore, facesti schiava la potenza del nemico, inchiodando su di essa il documento del peccato, o buono.

Risorto dai morti, o Salvatore, con la tua potenza, con te risuscitasti la stirpe umana donandoci vita e incorruttela come amico degli uomini.

Theotokìon. Il nostro Dio, che inespilcabilemte partoristi, Madre di Dio, non smettere di supplicare di liberare dai pericoli i tuoi cantori, pura sempre Vergine per tuo volere

Canone della Madre di Dio. Navigando tra i flutti.

Le figure della legge e le parole dei profeti chiaramente predicavano che avresti partorito il benefattore di tutto il creato, che più volte e in più modi fece del bene a quanti con fede, o pura, ti inneggiano.

Il primo plasmato Adamo, un tempo per insidia dell’omicida fu espulso dal gaudio divino del paradiso, ma tu, o inesperta di nozze, ve lo riconducesti generando colui che ci liberò dalla trasgressione.

Colui che con volere divino e potenza creatrice fece sussistere dal nulla il tutto, procedette dal tuo grembo, o pura e con i suoi divini fulgori illuminò quanti giacevano nell’ombra della morte.

Kondàkion. La spada di fuoco.

Il potere della morte non potrà più dominare i mortali, perché Cristo scese per spezzare e annientare le sue forze; l’ade è incatenato, esultano concordi i profeti, dicendo: È giunto il Salvatore per chi è nella fede; uscite, o credenti, verso la risurrezione.

Ikos.

Tremavano oggi laggiù le regioni sotterranee, l’ade e la morte, di fronte a uno della Trinità; la terra si scuoteva, i custodi dell’ade stupivano vedendoti, ma tutto il creato con i profeti, con gioia canta un inno di vittoria a te, nostro Redentore e Dio, che hai ora annientato la potenza della morte; acclamiamo dunque e gridiamo: Questo è l’albero che ha guidato Adamo e quelli che provengono da Adamo: uscite, o credenti, verso la risurrezione.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo i fanciulli fecero vedere che la fornace infuocata irrorava rugiada, mentre essi cantavano l’unico Dio, dicendo: O Dio dei nostri padri, sovresaltato e più che glorioso!

Per un albero Adamo è volontariamente morto, commettendo la disubbidienza, ma per l’ubbidienza di Cristo, è stato riplasmato: per me infatti fu crocifisso il Figlio di Dio più che glorioso.

Tutto il creato ti celebra risorto dalla tomba, o Cristo: perché per gli abitanti dell’ade tu hai fatto fiorire la vita, per i morti, la risurrezione, per quanti sono nelle tenebre, la luce, o più che glorioso.

Theotokìon. Salve, figlia dell’Adamo corrotto; salve, sola sposa di Dio; salve, tu per cui fu bandita la corruzione, o tu che generasti Dio: imploralo, o pura, perché tutti siamo salvati.

Canone stavroanastàsimo. Nella fornace di fuoco.

Tu che sul legno della croce ottundesti lo stimolo del peccato e stracciasti il documento della trasgressione di Adamo con la lancia confitta nel tuo fianco, sei benedetto, Signore Dio dei nostri padri.

Ferito al fianco, con il tuo sangue divino purificasti la terra insozzata dal sangue folle del culto idolatrico: Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Per te, Genitrice di Dio sorge Cristo, luce anteriore a quella del sole, liberandoci dalle tenebre e illuminando con la conosenza divina quanti acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Canone della Madre di Dio. Un tempo i fanciulli.

Ti amò, o Vergine, che hai ornamento svariato e aureo, il tuo Creatore e Signore, l’altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.

Fu purificato un tempo Isaia, o fanciulla, con un carbone ardente in cui contemplò simbolicamente il tuo parto, l’altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.

I simboli del tuo divino parto un tempo contemplando i divini profeti, lietamente cantavano inneggiando: O altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.

Ode 8. Irmòs.

Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco e non consunto fece conoscere Dio a Mosè, lento di lingua e dalla voce sgradevole; e lo zelo per Dio rese inattaccabili dal fuoco i tre fanciulli che cantavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

L’immacolato agnello razionale, immolato per il mondo, fece le offerte secondo la Legge, purificando, come Dio senza peccato, il mondo che sempre acclama: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

La nostra carne assunta dal Creatore, soggetta a corruzione prima della passione, fu resa inaccessibile alla corruzione dopo la passione e la risurrezione e rinnova i mortali che acclamano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. La tua purezza senza macchia, o Vergine, purificò la turpe sozzura di tutta la terra e divenisti per noi causa di riconciliazione con Dio, o purissima: per questo, o Vergine, tutti ti benediciamo e ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. L’unico Re senza principio.

Colui che volle subire la passione e si lasciò inchiodare in croce e disciolse le potenze dell’ade, inneggiate, sacerdoti, popolo esalta per tutti i secoli.

Colui che abbattè il dominio della morte e risorse dalla tomba e salvò con gloria la stirpe umana, inneggiate, sacerdoti, popolo esalta per tutti i secoli.

Theotokìon. Il solo misericordioso, il Verbo anteriore ai secoli, negli ultimi tempi partorito da una Vergine, sciogliendo l’antica maledizione, inneggiate, sacerdoti e popolo.

Canone della Madre di Dio. Sul Sinai il roveto.

Con lo splendore del tuo parto mirabilmente illuminasti la terra, o Genitrice di Dio; poiché con le tue braccia tu porti il vero Dio, che illumina i fedeli che senza sosta gridano: Opere tutte, benedite il Signore ed eesaltatelo per tutti i secoli.

Inneggiamo piamente al tuo grembo, che inesplicabilmente ospitò Dio incarnato, o pura, concedendo a tutti i fedeli la luce della conoscenza divina ed essi sempre gridano: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Con i fulgori della tua luce rendesti luminosi i tuoi cantori, o genitrice della luce, Madre di Dio pura, apparendo tempio della luce che rischiara quanti sempre gridano: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Senza sperimentare corruzione hai concepito e hai prestato la carne al Verbo, Artefice dell’universo, o Madre ignara d’uomo, Vergine Madre di Dio, ricettacolo di colui che non può esser contenuto, dimora del tuo immenso Creatore: noi ti magnifichiamo.

Voi che alla Divinità attribuite il patire, chiudete la bocca, voi tutti di sentimenti avversi: il Signore della gloria, crocifisso nella carne, ma non nella divina natura, uno in due nature magnifichiamo.

Voi che negate la risurrezione dei corpi, andate al sepolcro di Cristo e imparate: è morta, infatti e poi risorta la carne del datore di vita, a conferma della finale risurrezione, che noi speriamo.

Triadikón. Venerando non una Trinità di divinità, ma di ipòstasi, non una unicità di persone, ma di divinità, escludiamo quelli che la dividono e confondiamo quelli che osano confonderla: la Trinità che noi magnifichiamo.

Canone stavroanastàsimo. Che tu sia Madre di Dio.

Luce da luce, fulgore della gloria del Padre, che senza tempo brilla, Cristo fu luce delle tenebre per la vita dell’uomo ed eliminò il buio opprimente; noi fedeli senza sosta lo magnifichiamo.

Passione della carne e potenza della divinità in Cristo contemplando, si vergognino quanti pensano un’unica natura congiunta, poiché lo stesso come uomo muore e come Creatore di tutti risorge.

Theotokìon. Fuori di te altro Dio non conosco, grida a te la Chiesa e tu mi hai scelta fra le genti infedeli come tua sposa; dà quindi, o Verbo, salvezza ai fedeli per tua misericordia, per intercessione della tua Genitrice.

Canone della Madre di Dio. Lo stesso Irmòs.

Mediatrice di gioia e felicità eterna apparisti a noi, sempre vergine fanciulla, che concepisti il Redentore, che salva con verità e Spirito santo quanti lo venerano come Dio.

Davide tuo progenitore, o purissima, nei salmi ti chiama arca della santificazione divina, che soprannaturalmente contenesti il Dio dimorante nel seno del Padre: senza sosta lo magnifichiamo.

Davvero tu sei più eccelsa di tutto il creato, o fanciulla: corporalmente infatti generasti per noi il Creatore di tutto, per cui come Madre dell’unico Sovrano, contro tutti tu riporti piena vittoria.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono grave.

E’ risorto Cristo dai morti, sciogliendo i vincoli della morte: annuncia, o terra la grande gioia; lodate, o cieli, la gloria di Dio.

Contemplata la risurrezione di Cristo, adoriamo il Signore santo, Gesù, il solo senza peccato.

Senza sosta adoriamo la risurrezione di Cristo: ci ha salvati dalle nostre iniquità; Santo è il Signore Gesù, che ha manifestato la risurrezione.

Che cosa renderemo al Signore per tutto ciò che ci ha dato? Per noi, ecco Dio tra gli uomini; per la nostra natura corrotta, il Verbo si fece carne e dimorò fra noi; agli ingrati viene il benefattore; ai prigionieri, il liberatore; a quanti siedono nelle tenebre, il sole di giustizia; sulla croce, ecco l’impassibile; nell’ade, la luce; nella morte, la vita; per i caduti, ecco la risurrezione; a lui acclamiamo: O Dio nostro, gloria a te.

Altri stichirà, anatolikà.

Infrangesti le porte dell’ade, Signore e annientasti il dominio della morte con la tua grande potenza: con la tua divina e gloriosa risurrezione, risuscitasti con te i morti che dall’inizio del mondo dormivano nella tenebra, perché tu sei Re dell’universo e Dio onnipotente.

Venite, esultiamo per il Signore e rallegriamoci nella sua risurrezione: perché egli con sé risuscitò i morti dai vincoli indissolubili dell’ade e come Dio donò al mondo la vita eterna e la grande misericordia.

L’angelo sedeva splendente sulla pietra del sepolcro che aveva accolto la vita e dava alle mirofòre la buona novella: È risorto il Signore, come vi aveva predetto; annunziate ai suoi discepoli che vi precede in Galilea: al mondo egli dona la vita eterna e la grande misericordia.

Perché avete scartato la pietra angolare, o iniqui giudei? Questi è la pietra che Dio ha posto in Sion, colui che dalla roccia fece scaturire acqua nel deserto e che per noi fece zampillare l’immortalità dal suo fianco; questi è la pietra tagliata dal monte verginale non per volere d’uomo, è il Figlio dell’uomo che giunge sulle nubi del cielo sino all’Antico di giorni, come disse Daniele e il suo regno è eterno.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Bello a vedersi e buono da mangiare era il frutto che mi fece morire; Cristo è l’albero della vita di cui mangiando non muoio, anzi grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Innalzato sulla croce, o misericordioso, cancellasti il documento dell’antico peccato di Adamo e salvasti dall’inganno tutta la stirpe dei mortali; perciò inneggiamo a te, benefico Signore.

Inchiodasti sulla croce, o Cristo misericordioso, i nostri peccati e con la tua morte facesti morire la morte, destando i defunti dai morti; perciò veneriamo la tua adorabile risurrezione.

Un tempo il serpente svuotò il suo veleno nelle orecchie di Eva, ma Cristo, sul legno della croce, fece scaturire la dolcezza della vita nel mondo; ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Come morto fosti collocato nel sepolcro, o Cristo, vita di tutti e spezzasti le sbarre dell’Ade; e risorto in gloria il terzo giorno con la tua potenza, tutti illuminasti; adoriamo il tuo risveglio.

Il Signore è risorto dai morti il terzo giorno e donò la sua pace ai discepoli; poi li benedisse e li inviò dicendo: Conducete tutti nel mio regno.

Gloria.

Luce è il Padre, luce è il Figlio e Verbo, luce lo Spirito santo, ma una sola luce le tre; poiché vi è un Dio solo in tre persone, ma in unica natura e principio, indivisibile, inconfondibile, eterno.

E ora. Theotokìon.

Concepisti il Figlio e Verbo del Padre in carne sulla terra, il come lo sa solo lui, o Madre di Dio; perciò, Vergine madre, noi per te divinizzati, a te gridiamo: Salve, speranza dei cristiani!

E quindi il resto della Divina Liturgia.

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Grave – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono grave.

Davvero temibile e ineffabile è il mistero in te compiuto, Vergine senza macchia: il Verbo, causa suprema dell’universo, si incarna dallo Spirito Santo, al di là di ogni causa o ragione; da te prende la carne e tu lo partorisci, ma la sua natura resta immutata; una sola è l’ipostasi in cui si incontrano le due nature distinte che lo compongono; eccolo, completamente uomo e Dio e nell’una e nell’altra delle sue nature mostra tutta la loro potenza: se patì nella carne sulla croce, la sua divinità restò impassibile; subì la morte come mortale, ma essendo Dio tornò in vita il terzo giorno, distruggendo il potere della morte e traendo l’umanità dalla fossa; poiché è il Redentore e Salvatore della stirpe umana, chiedigli, santa Madre di Dio, di concederci la pace e la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Risorgesti dalla Tomba, Salvatore, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono grave. Disprezzate tutte le cose.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

O Vergine, tu sei l’oriente del sole spirituale giunto al tramonto della nostra natura; per la confidenza che hai con lui, imploralo, Madre inneggiatissima, di liberare le nostre anime dalle tante colpe.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Ramo della radice di Iesse, o Vergine celebratissima, tu fai davvero crescere colui che strappa alle radici i germogli della menzogna e dell’errore; per la confidenza che hai con lui, supplicalo senza sosta di sradicare le passioni del mio cuore e di piantare in esso il suo timore, così che possa essere salvato.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Vergine santissima e porta di Dio, strappami dalle porte dell’ade, mostrami la via del pentimento, in modo che trovi la porta che conduce alla vita; guida degli smarriti, sii la custode dell’umanità credente e salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Da te, Vergine Madre, nacque ineffabilmente Cristo nostro Dio, il Dio precedente i secoli, l’uomo dei tempi nuovi: del primo egli possiede l’eternità ed è divenuto l’altro per salvarci; di ciascuna natura ha in se stesso, a tutti gli effetti, le proprietà. La prima la mostra con i suoi miracoli, la seconda l’afferma con la sua passione; è lo stesso che muore in quanto uomo, lo stesso che risorge in quanto Dio: pregalo di salvare le nostre anime, o Vergine senza nozze.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono grave.

Venite, esultiamo per il Signore, che ha infranto il potere della morte e illuminato la stirpe umana e acclamiamo con gli incorporei: Creatore e Salvatore nostro, gloria a te.

Per noi, o Salvatore, ti sei sottoposto alla croce e alla sepoltura: ma con la morte, come Dio, hai ucciso la morte: adoriamo dunque la tua risurrezione il terzo giorno; Signore, gloria a te.

Vedendo gli apostoli la risurrezione del Creatore, stupiti gridavano la lode angelica: Questa è la gloria della Chiesa, questa è la ricchezza del regno! O tu che per noi hai patito, Signore, gloria a te.

Altri stichirà, anatolikà.

Anche catturato da uomini empi, o Cristo, tu sei il mio Dio e io non resto confuso; fosti flagellato alle spalle, non lo nego; fosti inchiodato alla croce, non lo nascondo; mi glorio della tua risurrezione, perché la tua morte è la mia vita; onnipotente Signore amico degli uomini, gloria a te.

Compiendo la profezia di Davide, Cristo rivelò ai discepoli la propria magnificenza in Sion, mostrando se stesso degno di lode e sempre glorificato con il Padre e lo Spirito santo: prima, Verbo senza carne e dopo, incarnato per noi, morto come uomo e risorto secondo la sua potenza come amico degli uomini.

Disceso nell’ade, o Cristo, secondo il tuo consiglio, spogliasti la morte come Dio e Sovrano e risorgesti il terzo giorno, risuscitando con te, dai vincoli dell’ade e dalla corruzione, Adamo che acclamava: Gloria alla tua risurrezione, o solo amico degli uomini.

Nella tomba fosti deposto come un dormiente, o Signore e risorgesti il terzo giorno come potente pieno di forza, risuscitando con te Adamo dalla corruzione della morte, come onnipotente.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Fosti riconosciuta madre oltre la natura, Madre di Dio e rimanesti vergine oltre ogni parola e pensiero: il prodigio del tuo parto nessuna lingua può spiegarlo, perché essendo straordinaria la tua concezione, inafferrabile è il modo del tuo partorire, o pura: dove Dio vuole, è vinto l’ordine della natura; riconoscendoti dunque tutti Madre di Dio, senza sosta ti preghiamo: Prega per la salvezza delle anime nostre.

Apósticha anastàsima.

Risorgesti dalla tomba, Salvatore del mondo e con la tua carne risuscitasti gli uomini: Signore, gloria a te.

Apósticha alfabetici.

Venite, adoriamo il risorto dai morti che illuminò ogni cosa: egli ci liberò dalla tirannide dell’ade con la sua risurrezione il terzo giorno, donandoci la vita e la grande misericordia.

Disceso nel fondo dell’ade, o Cristo, spogliasti la morte e, risorto il terzo giorno, rialzasti con te noi che glorifichiamo la tua onnipotente risurrezione, o Signore amico degli uomini.

Tremendo sei apparso, Signore, quando giacevi nella tomba come un dormiente: e risorto il terzo giorno nella tua potenza, hai risuscitato con te Adamo che acclama: Gloria alla tua risurrezione, solo amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Rifugiandoci sotto la tua protezione, o Sovrana, noi tutti figli della terra a te acclamiamo: Madre di Dio, speranza nostra, liberaci dalle nostre innumerevoli colpe e salva le anime nostre.

Apolytikion.

Distruggesti con la Croce tua la morte, * apristi al ladrone il Paradiso. * Alle mirofore il lamento hai trasformato * ed ai tuoi apostoli, * hai ordinato di proclamare, * che sei risorto Cristo Dio, * concedendo al mondo la grande misericordia.

Theotokìon.

Tu che sei il tesoro da cui viene la nostra risurrezione, o degna di ogni canto, rialza dalla fossa e dall’abisso delle colpe quanti in te confidano: perché hai salvato noi, soggetti al peccato, partorendo la salvezza, tu che sei vergine prima del parto, vergine nel parto e ancora vergine dopo il parto.

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Plagale II – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Pl. 2

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono pl. 2.

È veramente degno benedirti, Madre di Dio, poiché nel grembo tuo purissimo scese colui che creò tutto; senza cambiare la propria natura, si fece carne, non simulando la sua opera di salvezza, ma alla carne dotata di anima e ragione, presa da te, e da lui sussistente, si unì ipostaticamente e noi fedeli distinguiamo le due nature manifestate; imploralo, o santissima venerabile, di inviarci la pace e la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Gli angeli nei cieli, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Ciò che un tempo con giuramento aveva promesso al tuo antenato, il Dio al di là di tutti i tempi ultimamente l’ha adempiuto uscendo dal tuo grembo incontaminato; davvero da te è sorto il Signore che tiene nella mano i confini dell’universo: fa’ che anche a me mostri il suo favore e che nell’ora del giudizio ottenga per mezzo dell’esaltazione delle virtù e della morte delle passioni il regno dei cieli, o Vergine Maria.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Isaia profeta vide da lontano, nella purezza del suo spirito, che tu dovevi partorire l’autore di tutto il creato, poiché tu sola, Vergine purissima, ti rivelasti impeccabile nei secoli; per questo ti prego di purificare il mio cuore da ogni sporcizia, di farmi partecipare allo splendore divino del tuo Figlio e di farmi stare alla sua destra quando siederà, com’è scritto, per giudicare tutto il mondo.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Col tuo parto, o Vergine, apparve la distruzione della morte, poiché divenisti dimora della vita immortale: per questo, ti prego, traimi dagli antri dell’ade, in cui mi hanno fatto scendere le passioni e con la tua mano guidami alla gioia della vita, verso la ricompensa dei beati e rendimi degno della felicità divina e imperitura, là dove sono le delizie eterne e la luce senza tramonto.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Venite, popoli tutti, con canti di gioia celebriamo la Vergine santissima, la Madre di Dio, crogiuolo della natura umana e dimora dove furono forgiate inaudite meraviglie, poiché in lei si realizzano cose nuove: l’atemporale inizia nel tempo, il Verbo divino prende lo spessore della carne, Dio stesso si fa uomo affinché l’uomo diventi Dio, senza modificare le nature, ma unendole nella sua ipostasi; poiché da due contrari deriva l’uno, facendosi conoscere in due nature perfette senza divisione, secondo ciascuna natura: nella sua volontà e nei suoi atti, noi lo crediamo, egli è in tutta verità, per l’economia divina della redenzione, il medesimo Cristo nostro Dio, che concede al mondo la pace, il perdono e la grande misericordia.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono pl. 2.

Possedendo, o Cristo, la vittoria sull’ade, salisti sulla croce per risuscitare con te quanti siedono nella tenebra della morte, o libero tra i morti, che dalla tua propria luce fai zampillare vita. Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Oggi Cristo, calpestata la morte, è risorto come ha detto e al mondo ha donato l’esultanza, affinché tutti acclamando così inneggiamo: Fonte della vita, luce inaccessibile, onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Dove, noi peccatori, fuggiremo da te, Signore, che sei in tutto il creato? In cielo? Là tu dimori. Nell’ade? Tu hai calpestato la morte. Nelle profondità del mare? Là è la tua mano, Sovrano; in te ci rifugiamo, ai tuoi piedi ci gettiamo, te supplichiamo: O risorto dai morti, abbi pietà di noi.

Altri Stichirà, anatolikà.

Nella tua croce, o Cristo, ci gloriamo e la tua risurrezione celebriamo e glorifichiamo: perché tu sei il nostro Dio, fuori di te altro dio non conosciamo.

Benedicendo in ogni tempo il Signore, celebriamo la sua risurrezione: perché egli si è sottoposto alla croce e con la morte ha distrutto la morte.

Gloria alla tua potenza, Signore, perché hai distrutto colui che ha il potere della morte e ci hai rinnovati con la tua croce, donandoci immortalità e vita.

La tua sepoltura, Signore, infranse, spezzandole, le catene dell’ade e la risurrezione dai morti illuminò il mondo. Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi non ti dirà beata, Vergine santissima? Chi non inneggerà al tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, senza tempo rifulso dal Padre, egli stesso, ineffabilmente incarnato, uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, d’aver misericordia delle nostre anime.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono pl. 2.

Gli angeli nei cieli cantano la tua risurrezione, Cristo Salvatore: rendi degni anche noi sulla terra di darti gloria in purezza di cuore.

Gli alfabetici.

Infrante le porte di bronzo e spezzate le sbarre dell’ade come Dio onnipotente, risollevasti la stirpe umana dalla caduta; per questo anche noi inneggiando acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Volendo Cristo risollevarci dalla corruzione antica, fu confitto alla croce e deposto in una tomba; le mirofore lo cercavano in lacrime e lamentandosi dicevano: Oh, Salvatore di tutti, come dunque accettasti di dimorare in una tomba? E come dalla tua volontaria dimora fosti rapito? Come fosti rimosso? Quale luogo ha nascosto il tuo corpo vivificante? Secondo la tua promessa, Sovrano, manifestati dunque a noi e fa’ cessare il gemito e le lacrime. Ma mentre si lamentavano, un angelo gridò loro: Cessate il lamento e dite agli apostoli che è risorto il Signore per donare al mondo il perdono e la grande misericordia.

Crocifisso perché lo hai voluto, o Cristo e depredata la morte con la tua sepoltura, sei risorto il terzo giorno come Dio, nella gloria donando al mondo la vita senza fine e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il mio Creatore e Redentore, Cristo Signore, procedendo dal tuo grembo, o purissima, rivestendosi di me, liberò Adamo dalla maledizione antica, per questo senza sosta a te, veramente Madre di Dio purissima e Vergine, gridiamo il saluto dell’angelo: Salve, Sovrana, avvocata, protezione e salvezza delle nostre anime.

Tono pl. 2. Apolytìkion.

Le angeliche potenze * erano vicino al tuo sepolcro * ed i custodi * divennero come morti * e stava Maria alla tomba * cercando il tuo corpo immacolato: * Hai spogliato l’ade, * senza esserne tentato, * sei andato incontro alla Vergine, * donando la vita. * O risorto dai morti, * Signore, gloria a te.

Theotokìon.

Tu che chiamasti benedetta la Madre tua, sei venuto alla passione di tuo libero volere facendo luce sulla croce, perché volevi cercare Adamo e dicevi agli angeli: Rallegratevi con me, perché è stata ritrovata la dracma perduta; tu che tutto disponi con sapienza o Dio, gloria a te.

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Plagale II – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Pl. 2

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Il sesto inno offro a Te, Divinità. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.

Tre ipòstasi di divina maestà, unica natura, forma immutabile, Dio buono amico degli uomini, che ci dona la propiziazione delle colpe, celebriamo.

O Signore, unico sovrasostanziale e rifulgente in tre caratteri, pur esistendo in unica divinità, rendici intelligenti e degni della tua illuminazione divina.

Paolo che rivestì dell’abito nuziale la Chiesa dei gentili, c’insegnò ad adorare te, unico Dio in tre ipòstasi, dal quale, per il quale e nel quale tutte le cose esistono.

Theotokìon. Dal tuo grembo provenne, Madre di Dio, il sole spirituale, illuminandoci con gli splendori della trilucente Divinità; e piamente inneggiando a lui, proclamiamo te beata.

Ode 3. Non c’è santo.

Dio trifulgido, adornando le schiere celesti, le disponesti perché ti cantassero con le parole del trisagio: con loro accogli pure noi, che alla tua bontà inneggiamo.

Inneggiando all’unica, sola, immutabile, triplice e uguale divina Maestà, con fervore ti supplichiamo di concederci ora la remissione dei molti peccati.

O Padre, mente senza principio, Verbo di Dio uguale a lui e Spirito divino, buono e benigno, custodisci nella tua pietà chi con fede inneggia alla tua potenza.

Theotokìon. Fece scomparire la piaga di corruzione il mio Dio fattosi vero uomo nel tuo grembo, o Pura ed egli solo liberò i progenitori dall’antica condanna.

Kathisma Triadico. Colei che per noi.

Signore Dio, guarda dal cielo, vedi la nostra miseria e commuoviti, tu che sei bontà somma, misericordioso amico degli uomini; da nessuna parte infatti speriamo di ottenere la remissione dei peccati commessi; perciò sii con noi e nessuno è contro di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Signora pura, guarda dal cielo, vedi i dolori delle nostre ferite e commuoviti, o Purissima e guarisci le scottature della nostra coscienza con la rugiada della tua compassione e dichiara ai tuoi servi: io sono con voi e nessuno è contro di voi.

Ode 4. Cristo, mia forza.

Innalza la mente, o Monade trifulgida e solleva presto anima e cuore di quanti a te inneggiano a rendili degni della tua luce e del tuo splendore.

Mutami e trasformami da ogni malvagità alla virtù, o Trinità, sola immutabile e inalterabile e rischiarami con i tuoi fulgori.

Dopo averle pensate sapientemente, costituisti le schiere degli angeli a servizio della tua bontà, o Monade in tre persone; con esse accogli la mia lode.

Theotokìon. Dio, increato per natura ed eterno, assunse la natura creata degli uomini e ne prese la forma nel tuo santo grembo, Madre di Dio sempre vergine.

Ode 5. Col tuo divino fulgore.

Noi pensando che la divina Maestà dall’eternità ha preveduto e mantenuto in esistenza tutte le cose ed è una e trisplendente, vegliamo chiedendo remissione delle colpe a te, Signore.

Padre senza principio e Dio, Figlio coeterno, Spirito santo, conforta o Trinità dell’unica maestà, quanti ti inneggiano e liberali da ogni assalto e tribolazione.

Dirigendomi con i tuoi potenti fulgori, guidami sempre al compimento del beneplacito della tua trisipostatica Divinità, o sole della gloria e fammi partecipe del tuo regno divino.

Theotokìon. Tu che tutte le cose porti e conservi con la tua mano onnipotente, custodisci e conserva quanti ti glorificano, per l’intercessione della tua genitrice, la Madre di Dio.

Ode 6. Vedendo il mare della vita.

Sapienza e intelligenza, o divina trifulgente Maestà dona ai tuoi che ti inneggiano e con i raggi della splendida bellezza della tua bontà, degnati di illuminarli tutti (2).

Luce indivisibile per essenza, trifulgente, onnipotente, inaccessibile, illumina i cuori di quanti con fede lodano la tua potenza e falli volare al divino amore.

Theotokìon. In te prese dimora, o sempre Vergine, il Signore che contiene l’universo e insegnò agli uomini ad adorare l’unica trifulgida natura della Divinità.

Kathisma Triadico. Colei che per noi.

Padre e Figlio con lo Spirito santo, misericordioso, guarda a noi fangosi, che con fede con gli esseri fiammeggianti ti adoriamo, poiché non conosciamo altri all’infuori di te; e proclama ai tuoi cantori: io sono con voi e nessuno sarà contro di voi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Guarda a noi, Madre di Dio, degna d’ogni lode, irradia la luce nei cuori tenebrosi e illumina il tuo gregge, o Pura; poiché ciò che vuoi lo puoi, come Madre del tuo Creatore; e proclama ai tuoi supplici: Io sono con voi e nessuno sarà contro di voi.

Ode 7. Tutta rugiadosa.

Dammi una mente salda, o Monade trifulgente nelle ipòstasi, per custodire e praticare i divini comandamenti e sempre cantare a te con fede: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Tu che sei celebrato per unicità di natura e ineffabilmente unico porti il numero della Trinità, conserva tutti noi dalle svariate prove e tribolazioni.

Coerente e coeterno noi glorifichiamo te, Dio uno per la sostanza, senza confusione delle proprietà personali, Trinità, che nell’immutabilità della forma metti in evidenza la diversità.

Theotokìon. II Dio sovrasostanziale, o Pura, assunse dal tuo casto grembo il nostro impasto per amore degli uomini e insegnò a tutti a proclamare: benedetta sei tu, che concepisti Dio in carne.

Ode 8. Dalla fiamma.

Concedimi presto propiziazione delle colpe e liberazione dalle molteplici passioni, o Triade conforme e Monade trisipostatica, affinché io ti glorifichi per tutti i secoli.

Si annunzia che tu ami far misericordia, o Dio misericordioso: abbi pietà, o Monade trifulgente e Triade consustanziale, di tutti quelli che glorificano la tua magnificenza.

Da luce eterna luce coeterna, Verbo generato dal Padre con lo Spirito, luce procedente, con fede ti glorifichiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Theotokìon. Un medico per gli uomini partoristi, o Pura, l’onnipotente Verbo, Cristo Signore, che guarisce dalla piaga dei progenitori quanti lo esaltano per i secoli.

Ode 9. Impossibile agli uomini.

Le schiere dei Cherubini, o Signore, incapaci di fissare la gloria della tua bellezza, coprendosi con le ali proclamano senza sosta l’inno trinitario e glorificano la potenza trisipostatica della tua unica maestà divina.

I tuoi fulgori, sole trisipostatico senza tramonto, concedi ai cuori dei tuoi servi e illumina le anime e libera dalle molte colpe, o unico misericordiosissimo e rendici degni della tua eterna vita.

Tu che sei luce di pari onore e trisolare, fulgente Divinità, risplendi su quanti con fede ti cantano e liberali da energie tenebrose e malvagie, rendendoli degni, per la tua grande bontà, delle tue fulgidissime dimore.

Theotokìon. Sapientemente un tempo il Figlio tuo, o Vergine, plasmò l’uomo e rovinato lo riplasmò per tuo mezzo, o degna d’ogni lode, colmando dello splendore senza tramonto della luce divina tutti quelli che con fede glorificano te, vera Madre di Dio.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kathismata anastàsima. Tono pl. 2.

La tomba aperta e l’ade gemente, Maria gridava agli apostoli nascosti: Uscite, operai della vigna, annunziate la risurrezione: È risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.

Gloria.

Signore, stava presso la tua tomba Maria Maddalena gridando nel pianto e credendoti il giardiniere diceva: Dove hai posto l’eterna vita? Dove hai nascosto colui che siede sul trono di cherubini? Infatti, quanti lo custodivano per il timore tramortirono; datemi il mio Signore, oppure con me acclamate: Tu che sei tra i morti e risuscitasti i morti, gloria a te.

E ora. Theotokion.

Gedeone preannuncia il tuo concepimento e Davide interpreta il tuo parto, casta e pura Madre di Dio: come pioggia sul vello scese infatti il Verbo nel tuo grembo e tu, terra santa, senza seme germogliasti la salvezza del mondo, Cristo Dio nostro, o piena di grazia.

Dopo la seconda sticologia, altri kathismata.

La vita giaceva nella tomba e sulla pietra era posto il sigillo: come re addormentato i soldati custodivano Cristo, ma colpiti di cecità i suoi nemici, è risorto il Signore.

Gloria.

Giona preannuncia la tua sepoltura e Simeone parla della tua divina risurrezione, o immortale Signore: scendesti infatti come morto nella tomba, tu che spezzasti le porte dell’ade, ma, come Sovrano, risorgesti libero da corruzione per la salvezza del mondo, o Cristo nostro Dio, illuminando quanti sono nelle tenebre.

E ora. Theotokion.

Madre di Dio Vergine, implora il Figlio tuo, volontariamente confìtto in croce e risorto dai morti, Cristo nostro Dio, di salvare le anime nostre.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Con la tua morte volontaria e vivificante, o Cristo, infrante, come Dio, le porte dell’ade, ci hai aperto il paradiso antico e risorgendo dai morti, hai liberato dalla corruzione la nostra vita.

Anavathmi. Antifona 1.

Sollevo i miei occhi al cielo, verso di te, o Verbo: abbi pietà di me, perché io viva per te.

Abbi pietà di noi disprezzàti e rendici utili vasi tuoi, o Verbo.

Gloria. E ora.

Il santo Spirito è principio universale di salvezza: se soffia su qualcuno, secondo la sua misura, ben presto lo strappa alle cose della terra, gli dà ali, lo fa crescere, lo pone in alto.

Antifona 2.

Se il Signore non fosse stato con noi, nessuno di noi avrebbe resistito alle astuzie del nemico: dopo questo infatti i vincitori vengono innalzati.

Non sia afferrata dai loro denti la mia anima, o Verbo, come un passerotto; ahimè, come sarò liberato dai nemici, io che amo il peccato?

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito è data a tutti divinizzazione, volontà buona, intelligenza, pace e benedizione: egli opera come il Padre e come il Verbo.

Antifona 3.

Quanti confidano nel Signore sono terribili per i nemici e per tutti ammirabili, perché in alto essi guardano.

L’eredità dei giusti non fa protendere loro le mani all’iniquità, perché hanno come protettore te, Salvatore.

Gloria. E ora.

Del santo Spirito è il dominio su ogni cosa: le schiere superne, con ogni spirito quaggiù, lo adorano.

Prokimenon.

Signore, desta la tua potenza e vieni a salvarci.

Stico. Tu che pasci Israele, volgiti.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.

Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.

Con le mani stese sulla croce colmasti l’universo del beneplacito del Padre, Gesù buono: per questo tutti a te cantiamo un inno di vittoria.

Con timore, come una serva, la morte al tuo comando si accosta a te, Sovrano della vita, che per mezzo suo a noi assegni in premio la vita senza fine e la risurrezione.

Theotokion. Accogliendo, come volle, il tuo Creatore, che, oltre ogni comprensione, dal tuo grembo senza seme si incarnava, o pura, realmente divenisti sovrana delle creature.

Canone stavroanastàsimo. Colui che un tempo.

Al tribunale di Pilato vuol presentarsi con ingiusto giudizio come reo, schiaffeggiato in volto da mano iniqua, Dio giudice, per il quale tremano terra e cieli.

Stendesti le tue divine palme sull’immacolata e vivifica croce e radunasti le genti alla tua conoscenza per adorare la tua gloriosa crocifissione, Sovrano Signore, Salvatore.

Stavrotheotokìon. Stava ritta presso la croce, mandando fonti di lacrime, la purissima, guardando le gocce del tuo sangue sgorganti dal tuo fianco, Cristo Salvatore e glorificando la tua incomprensibile compassione.

Canone della Madre di Dio. Acrostico: Madre di Dio, dammi la tua grazia copiosa.

Dopo che Israele.

Eva, partecipando del cibo dell’albero proibito provocò la maledizione, ma tu, pura, la dissolvesti concependo Cristo, primizia di benedizione.

Concepisti per divino fulgore Cristo, perla preziosa: disperdi, o pura, la nebbia delle mie passioni e il tumulto delle colpe con la luce del tuo splendore.

Giacobbe previde l’attteso delle genti, Dio misticamente incarnato da te, scorgendolo con occhi spirituali liberarci per tua intercessione.

Cessati i capi delle tribù di Giuda, o purissima, procedendo sovrano, Dio tuo Figlio, davvero ora regna fino ai confini della terra.

Ode 3. Irmòs.

Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.

Vedendo Dio crocifisso nella carne, il creato si disgregava per il timore, ma con forza veniva sorretto dalla mano che tutto sostiene del crocifisso per noi.

La morte, distrutta dalla morte, giace misera senza respiro: non sostenendo il divino assalto della vita, resta ucciso il forte e a tutti è donata la risurrezione.

Theotokion. Il prodigio del tuo parto divino, o pura, supera ogni ordine di natura: perché oltre natura concepisti in grembo Dio e generando resti sempre Vergine.

Canone stavroanastàsimo. La creazione vedendo.

Passati tre giorni nella tomba, con il tuo vivifico risveglio rialzasti i morti da tempo: sciolti dalla condanna lietamente esultavano gridando: Ecco, sei venuto, Signore redentore.

Gloria alla tua risurrezione, Salvatore nostro: nella tua onnipotenza infatti ci liberasti dalla corruzione dell’ade e dalla morte e cantando diciamo: non c’è santo all’infuori di te, amico degli uomini.

Stavrotheotokìon. Vedendo il nato da te trafitto dalla lancia, fosti trafitta nel cuore, Santissima purissima e stupita dicevi: Come ti ha ricambiato, o Figlio, un popolo iniquo?

Canone della Madre di Dio. Non c’è santo.

La mia caduca carne mortale, santissima Madre di Dio, dal tuo grembo in modo inesplicabile prese il Buono e, resala immortale, a sé la unì eternamente.

Contemplando Dio in te incarnato, Vergine, stupirono e temettero i cori degli angeli e come Madre di Dio ti cantano con inni incessanti.

Vedendo te, monte spirituale, Daniele profeta stupì: da te fu staccata una pietra senza che mano umana la toccasse e potentemente frantumò gli altari dei demòni, Madre di Dio.

Ode 4. Irmòs.

Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.

Fiorì, o Cristo, l’albero della vita vera: la croce infatti fu piantata e, irrorata dal sangue e dall’acqua del tuo fianco immacolato, germogliò per noi la vita.

Il serpente non mi propone più falsamente la divinizzazione, perché Cristo, divinizzando la natura umana, ha ora aperto per me senza inciampo la via della vita.

Theotokion. Davvero ineffabili e inafferrabili per gli abitanti della terra e del cielo sono i misteri della tua divina concezione, Madre di Dio sempre Vergine!

Canone stavroanastàsimo. Già vedendo Avvacùm.

La tua croce preziosa veneriamo e i chiodi, o Cristo e la santa lancia con la canna e la corona di spine per cui fummo sottratti alla corruzione dell’ade.

Un sepolcro accolse te, Salvatore, che volesti mostrarti morto a noi, ma non potè trattenerti, o Verbo: poiché come Dio risorgesti salvando la stirpe umana.

Stavrotheotokìon. Madre di Dio sempre vergine, che portasti ai mortali Cristo Salvatore, libera da pericoli e castighi noi che ci rifugiamo con fede nella tua divina protezione.

Canone della Madre di Dio. Cristo mia forza.

Inneggiamo a te, pura e castissima: da te salvati, piamente cantando gridiamo: Benedetta sei tu, che sempre vergine, concepisti Dio.

Generasti la luce che non tramonta, apparsa nella carne a quanti sono nelle tenebre della vita ed effondesti gioia a quanti a te inneggiano, beatissima Fanciulla sempre Vergine.

Fiorì la grazia, cessò la legge per opera tua, o Santissima, poiché tu, o pura, partoristi il Signore che ci concede la remissione, o sempre Vergine.

Morii gustando l’albero, ma il legno della vita apparso a te, Purissima, mi risuscitò e mi costituì erede della delizia del paradiso.

Ode 5. Irmòs.

Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con amore vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.

Si ritirano ora davanti a me i cherubini e la spada fiammeggiante si volge, o Sovrano, vedendo te, o Verbo di Dio, Dio vero, aprire al ladrone la strada del paradiso.

Non temo più, Cristo Sovrano, il ritorno alla terra: perché tu, nella tua grande compassione, mi hai tratto dalla terra dove giacevo dimenticato e mi hai sollevato alle altezze dell’incorruttela con la tua risurrezione.

Theotokion. Salva quanti con tutta l’anima ti confessano Madre di Dio, o Sovrana buona del mondo: perché noi abbiamo te, vera Genitrice di Dio, come invincibile protezione.

Canone stavroanastàsimo. Vedendo Isaia la luce.

Mangiando il frutto dell’albero dell’Eden, ingannato rovinò nella corruzione il capostipite, disobbedendo al tuo precetto, eccelso Signore: ma con la croce di nuovo lo risollevasti alla primitiva bellezza, o Salvatore, fatto ubbidiente al Padre.

Con la tua morte, o Buono, distruggesti il potere della morte e sgorgò per noi una fonte di vita e ci venne donata l’immortalità; per questo con fede veneriamo la tua tomba e la risurrezione per cui come Dio illuminasti il mondo.

Stavrothetokìon. Il Signore che abita i cieli e fece tutte le cose dimorò ineffabilmente nel tuo grembo, o purissima, glorificandoti sopra i cieli, più santa delle schiere incorporee; per questo ora sulla terra ti diciamo beata.

Canone della Madre di Dio. Col tuo divino fulgore.

Rifulgente per purezza, divenisti divino soggiorno del Signore, o inneggiatissima: poiché tu sola ti rivelasti vera Madre di Dio, portandolo bambino fra le tue braccia.

Ornata della bellezza spirituale della tua splendida anima, fosti eletta sposa di Dio con il sigillo della verginità, o venerabile, che rischiari il mondo con la luce della tua purezza.

Gema la schiera degli empi non proclamandoti pura Madre di Dio: poiché ti rivelasti a noi porta della luce divina, che disperde la nebbia delle colpe.

Ode 6. Irmòs.

Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Crocifisso, o Sovrano, schiodasti con i tuoi chiodi la maledizione contro di noi; trafitto al fianco dalla lancia, lacerando l’obbligazione del debito di Adamo, liberasti il mondo.

Adamo, sviato con l’inganno, fu trascinato sino al baratro dell’ade: ma tu, per natura Dio e compassionevole, scendesti a cercarlo e, portandolo sulle spalle, con te lo risuscitasti.

Theotokion. Sovrana purissima, che per i mortali partoristi il Signore nostro nocchiero, placa il pauroso e inquieto tumulto delle mie passioni e concedi al mio cuore la bonaccia.

Canone stavroanastàsimo. Fu preso Giona.

Uccisore di Cristo e dei profeti era il popolo degli ebrei, poiché come non temettero di uccidere un tempo i profeti, mistici raggi di verità, così ora spinti da invidia, uccisero Cristo, da quelli annunziato: ma per noi fu vita la loro morte.

Fosti accolto, ma non trattenuto, o Salvatore, nel sepolcro; poiché anche se spontaneamente volesti gustare la morte, o Verbo, nella tomba tuttavia risorgesti come Dio immortale, rialzando con te i prigionieri nell’ade e compassionevole mutasti in gioia alle donne la tristezza iniziale.

Stavrotheotokìon. Nell’ora della passione appare spregevole e vile l’aspetto della carne di te, che per natura divina apparisti di insigne bellezza a Davide: ma col tuo scettro regale frantumasti la potenza dei nemici, diceva la pura; o mio Figlio e Dio, risorgi dal sepolcro!

Canone della Madre di Dio. Vedendo il mare.

Mosè, il grande tra i profeti, ti descrisse simbolicamente come arca e mensa e candelabro e vaso per indicare che da te, Madre di Dio, si sarebbe incarnato l’Altissimo.

Venne uccisa la morte, cessò la corruzione con il frutto del tuo seno, che vinse la condanna di Adamo, o Sovrana: poiché tu generasti la vita che redime dalla corruzione quanti a te inneggiano.

La legge perdette forza e l’ombra passò quando la carità superiore a ogni intelletto apparve a me, mentre tu concepisti Dio Salvatore, Vergine lodatissima.

Kontakion. Compiuta l’economia.

Risuscitati con la sua mano vivificante tutti i morti dagli antri tenebrosi, il datore di vita, Cristo Dio, assegnò come premio della lotta la risurrezione all’argilla mortale: perché di tutti egli è Salvatore, risurrezione e vita e Dio dell’universo.

Ikos.

O datore di vita, noi fedeli celebriamo e adoriamo la tua croce e la tua sepoltura, perché tu, o immortale, come Dio onnipotente legasti l’ade, rialzasti con te i morti, infrangesti le porte dell’ade e abbattesti, come Dio, il dominio della morte; per questo noi, figli della terra, con amore glorifichiamo te, il risorto, che abbattesti il potere del nemico funesto, risuscitasti tutti i credenti in te, liberasti il mondo dai dardi del serpente e, come solo potente, ci liberasti dall’inganno del nemico: per questo noi piamente celebriamo la tua risurrezione, con cui ci salvasti come Dio dell’universo.

Ode 7. Irmòs.

Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Dolendosi per la tua passione, il sole si avvolse di tenebra in pieno giorno e su tutta la terra, o Sovrano, oscurò la sua luce, gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Per la tua discesa, o Cristo, si rivestirono di splendore le regioni sotterranee; lasciando vedere tutta la sua gioia, il progenitore danzando tripudiava e acclamava: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Grazie a te, Madre Vergine, la luce fulgida sorse per tutta la terra, perché partoristi Dio, Creatore dell’universo: chiedigli, o purissima, che su noi fedeli sia inviata la grande misericordia.

Canone stavroanastàsimo. Indicibile prodigio.

Cosa strana: Colui che aveva liberato Israele dalla schiavitù del faraone, da lui si lascia mettere in croce e scioglie i vincoli delle colpe; a lui con fede cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Gli empi figli dei fuorilegge crocifissero nel luogo del Cranio te, Salvatore, che spezzasti le porte e le sbarre di bronzo per la salvezza di noi, che cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Theotokìon. Concependo la libertà dell’antica Eva, sciogli Adamo dalla maledizione, Vergine pura, per questo con gli angeli a te e al Figlio tuo inneggiamo e gridiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.

Canone della Madre di Dio. Tutta rugiadosa.

Fu immagine del tuo concepimento il fuoco che non consumò nella fornace i tre giovani, poiché la fiamma divina, che dimorò nel tuo grembo, non ti bruciò, ma ci rischiarò per cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Illuminati dai raggi del tuo chiarore i confini del mondo ti dicono beta, Madre di Dio e per effetto della grazia a te gridano cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Il perfido serpente mi morse con i suoi denti funesti, Madre di Dio, ma tuo Figlio lo stritolò e mi donò la forza di cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

O sola Vergine beata in Dio, divenisti per la nostra natura il propiziatorio, avendo portato fra le tue braccia il Dio che siede sulle spalle dei cherubini cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

L’invidia ha reso ora decida il popolo dei giudei, un tempo uccisore dei profeti: ha infatti appeso alla croce te, Verbo di Dio, che noi sovresaltiamo per tutti i secoli.

Senza lasciare le volte celesti, giunto nell’ade rialzasti con te, tutto intero, l’uomo che giaceva nella putredine, o Cristo e che ti sovresalta per tutti i secoli.

Theotokìon. Dalla luce concepisti il Verbo datore di luce e ineffabilmente partorendolo, fosti glorificata: infatti abitò in te, Vergine, lo Spirito divino; per questo noi ti cantiamo per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. Sbigottisci tremando.

Ogni orecchio stupì quando l’Altissimo venne volontariamente sulla terra a distruggere il potere dell’ade con la croce e la morte, permettendoci di cantare: Fanciulli benedite, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Cessò la tirannia dell’ade, il suo regno fu annientato per sempre, poiché Dio trascendente l’universo, crocifisso sulla terra, distrusse il suo dominio: Fanciulli beneditelo, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Ineffabile il tuo amore, Cristo, indicibili i tuoi benefici: vedendomi annientato nelle fauci dell’ade, sopportasti la passione per salvarmi; per questo, Sovrano di tutti, noi ti benediciamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. Dalla fiamma.

Come regina in veste dorata, splendida del fulgore dello Spirito santo, o Vergine, ti mise alla sua destra tuo Figlio, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Plasmò la sua carne nel tuo gembo immacolato, volendo ricrearla dall’alto, Colui che fondò solo con la sua volontà il mondo, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Per lo splendore della tua verginità, o purissima, fosti la divina dimora in cui il Verbo si legò alla mia umanità, per questo a te inneggiamo per tutti i secoli.

Accogliesti il candeliere aureo, prefigurante la Luce inaccessibile che rischiara l’universo, o Vergine: per questo a te inneggiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.

Rimanesti immune dalle passioni, Verbo di Dio, pur venendo toccato dai patimenti nella carne; ma avendo compiuto la passione con i patimenti, liberi l’uomo dalle passioni, o nostro Salvatore: tu solo sei impassibile e onnipotente.

Accettata la corruzione della morte, preservasti il tuo corpo esente da putrefazione; e non fu abbandonata nell’ade, o Sovrano, la tua anima divina e vivificante, ma risorgendo come da un sonno, con te ci rialzasti.

Trinitario. Noi tutti mortali con labbra pure glorifichiamo Dio Padre e il Figlio a lui coeterno e veneriamo l’ineffabile e gloriosissima potenza dello Spirito santissimo: sola, tu sei Trinità onnipotente e indivisibile.

Canone stavroanastàsimo. Non piangere per me.

Giacendo nella tomba come un mortale, spezzasti la potenza dell’ade, risvegliando con te, fonte di vita, i morti che inghiottì e concedendo la risurrezione come Dio a ogni fedele che fervidamente ti magnifica.

Gioisce il creato fiorendo come giglio, poiché come Dio, Cristo è risorto dai morti; per questo gridiamo alla morte: Dov’è il tuo pungiglione? E all’ade: Dov’è la tua vittoria? Eccoti abbattuto da colui che per la sua compassione esalta la nostra fronte.

Stavrotheotokìon. Vergine pura, nostra Sovrana, tu portasti colui che porta l’universo, tieni fra le mani come neonato colui che ci libera dalle mani del nemico e contempli innalzato sull’albero della croce colui che libera dall’abisso del male.

Canone della Madre di Dio. Impossibile agli uomini.

Cristo, Dio Verbo incarnato, astro splendente della Divinità, sorse da Giacobbe per i prigionieri delle tenebre grazie a te, purissima; da lui illuminati con le schiere celesti ti diciamo beata.

Liberato dalla tua potenza e carità, con cuore devoto ti dedico questo canto: tu accoglilo, Vergine pura, dandomi in cambio la tua grazia luminosa dei tuoi inesauribili tesori, o benedetta da Dio.

Apparisti davvero il telaio della Divinità in cui il Verbo ha tessuto la veste del corpo divinizzando la mia natura, o Vergine: e rivestitala, salvò tutti quelli che con mente pura ti magnificano.

Ai morti ora è donata la risurrezione con il tuo ineffabile e inspiegabile concepimento, Madre di Dio purissima, poiché la vita, rivestita della tua carne, brillò per tutti e dissolse chiaramente l’inesorabile morte.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono pl. 2.

La tua croce, Signore, è per il tuo popolo vita e risurrezione: confidando in essa, noi cantiamo te, nostro Dio risorto. Abbi pietà di noi.

La tua sepoltura, o Sovrano, aprì alla stirpe umana il paradiso; riscattati dalla corruzione, noi cantiamo te, nostro Dio risorto. Abbi pietà di noi.

Con il Padre e lo Spirito celebriamo Cristo, risorto dai morti e a lui acclamiamo: Tu sei nostra vita e risurrezione, abbi pietà di noi.

Il terzo giorno risorgesti dalla tomba, o Cristo, come sta scritto, risuscitando con te il nostro progenitore: per questo, ti da gloria la stirpe umana e celebra la tua risurrezione.

Altri stichirà anastàsima, anatolikà.

Signore, grande e tremendo è il mistero della tua risurrezione: uscisti dalla tomba come sposo dal talamo, distruggendo la morte con la morte, per liberare Adamo; per questo nei cieli danzano in coro gli angeli e sulla terra gli uomini glorificano l’amorosa compassione che hai usato con noi, o amico degli uomini.

Dove sono, o iniqui giudei, i sigilli e il denaro dato ai soldati? Non fu rapito il tesoro, ma, come potente, risorse; e voi siate confusi, per aver rinnegato Cristo, Signore della gloria, che patì, fu sepolto e risorse dai morti: lui adoriamo!

Col sepolcro sigillato, come foste depredati, o giudei, dopo aver posto le guardie e messo i sigilli? A porte chiuse uscì il Re! Mostratelo dunque come morto, oppure adoratelo come Dio, cantando con noi: Gloria, Signore, alla tua croce e alla tua risurrezione.

Le donne mirofòre, Signore, giunsero tra i lamenti al tuo sepolcro che contenne la vita: portando unguenti profumati, cercavano di ungere il tuo corpo puro, ma trovarono un angelo luminoso, seduto sulla pietra, che parlò loro dicendo: Perché piangete per colui che dal suo fianco fece zampillare per il mondo la vita? Perché cercate l’immortale come un morto nella tomba? Correte invece ad annunziare ai suoi discepoli il gaudio universale della sua gloriosa risurrezione; e tu, Salvatore, che con essa illuminasti anche noi, donaci il perdono e la grande misericordia.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico amico degli uomini.

Per il legno Adamo fu ingannato, per il legno della croce tu salvasti nuovamente il ladrone mentre gridava: Ricordati di me, o Signore.

Spezzate le porte e le sbarre dell’ade, o Salvatore, datore di vita, risuscitasti tutti quelli che acclamavano: Gloria alla tua risurrezione.

Ricordati di me, tu che spogliasti la morte con la tua sepoltura e la tua risurrezione: di gioia colmasti tutte le cose come misericordioso.

Andando le mirofore al sepolcro, udirono un angelo gridare: Cristo è risorto, colmando tutto di luce.

Invochiamo tutti concordemente Cristo, inchiodato sul legno della croce, per liberare il mondo dall’errore.

Gloria.

Glorifichiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito santo dicendo: Trinità santa, salva le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Tu che ineffabilmente negli ultimi tempi concepisti e partoristi il tuo Creatore, o Vergine, salva quanti ti magnificano.

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Plagale I – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Pl. 1

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono pl. 1.

Veneriamo l’augusta Vergine degna del Signore e più venerabile dei cherubini, poiché il Creatore di tutti, volendo farsi uomo come noi, ineffabilmente dimorò in lei. Azione singolare, mistero inaudito! Chi non stupirebbe, apprendendo che Dio si è fatto uomo senza subire mutamento e che varcò le porte della verginità senza corromperle in nulla? Secondo le parole del profeta, nessuno passerà per esse, se non il Signore Dio d’Israele che possiede la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Con voci di canto ti magnifichiamo, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono pl. 1. Salve, vanto degli asceti.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

A te levo le mani, apro nella preghiera le mie labbra impure, piego le ginocchia del mio cuore; spiritualmente, o purissima, bacio i tuoi piedi immacolati e ti venero: sana i mali da cui sono oppresso e, per quanto essi siano tenaci, numerosi e senza rimedio, cura nella tua bontà le mie ferite; liberami, o Vergine, dai nemici invisibili e invisibili, alleggerisci il fardello delle mie passioni affinché canti e glorifichi te, per la quale il mondo trova salvezza.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Salve, santissima Vergine, che in modo inesplicabile concepisti il Figlio di Dio e dalle tue viscere lo generasti nella carne, trasmettendogli la natura umana e un’anima dotata di ragione e libertà; e lui, rivestito completamente il vecchio Adamo, restaurò l’uomo e lo guidò alla salvezza; poiché in due nature ci è rivelato il Cristo, di entrambe manifestando le energie; pregalo di concedere alle nostre anime la grande misericordia.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Salve, ornamento di Giacobbe che Dio scelse e amò, porta dei riscattati e pinza che tiene la brace ardente, liberatrice dalla maledizione, o beatissima, grembo che portò il nostro Dio, risollevando l’umanità decaduta, più santa dei cherubini e culmine del creato, visione insostenibile, notizia inaudita e nuovo linguaggio, carne del Verbo e nube da cui spuntò il sole che ci illuminò nelle tenebre, concedendoci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Si sono compiute, Vergine pura, le profezie su di te: uno dei profeti ti prefigurò come la porta dell’Eden che guarda a oriente, per la quale nessuno passò fuorché il Creatore tuo e di tutto il mondo; un altro ti vide come roveto ardente, poiché in te dimorò il fuoco della divinità senza consumarti; un altro come il monte santo da cui fu tagliata, senza che mano d’uomo la toccasse, la pietra angolare che colpì la statua del tiranno spirituale; davvero grande e sublime il mistero che in te si cela, Madre di Dio; per questo ti glorifichiamo: per te le nostre anime vengono salvate.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono pl. 1.

Con la tua croce preziosa, o Cristo, svergognasti il diavolo e con la tua risurrezione spuntasti il pungiglione del peccato e ci salvasti dalle porte della morte. Unigenito, noi ti glorifichiamo.

Tu che dai la risurrezione al genere umano, come pecora fosti condotto al macello: di fronte a questo inorridirono i principi dell’ade e furono sollevate le porte del dolore, perché è entrato Cristo, Re della gloria, per dire ai prigionieri: Uscite; e a quanti erano nella tenebra: Mostratevi.

Grande prodigio! Il Creatore degli esseri invisibili, dopo aver patito nella carne per amore dell’uomo, risorse immortale! Venite, adoriamolo, famiglie delle genti, perché, strappati all’errore dalla sua compassione, abbiamo imparato a cantare il Dio uno in tre ipòstasi.

Altri Stichirà, anatolikà.

Offriamo l’adorazione vespertina a te, luce senza tramonto, che alla fine dei secoli, mediante la carne, come in uno specchio, rifulgesti al mondo, discendesti all’ade, ne dileguasti la tenebra e mostrasti alle genti la luce della risurrezione. Signore datore di luce, gloria a te.

Glorifichiamo l’autore della nostra salvezza, Cristo: con la sua risurrezione dai morti il mondo è salvato dall’inganno, gioisce il coro degli angeli, fugge la seduzione dei demòni, Adamo caduto è risollevato, il diavolo annientato.

Le guardie ricevettero le istruzioni dagli iniqui: Nascondete la risurrezione del Cristo, prendete il denaro e dite: Mentre dormivamo, il morto fu rapito dal sepolcro. Chi mai vide, chi mai udì che un morto venga rubato? E un morto unto di mirra e nudo, che lascia nella tomba le sue bende funerarie? Non ingannatevi, giudei, imparate le parole dei profeti e sappiate che egli è veramente il Redentore del mondo e l’onnipotente.

Signore, che spogliasti l’ade e calpestasti la morte, Salvatore nostro, che illuminasti il mondo con la tua croce preziosa, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nel Mar Rosso fu tracciata un tempo l’immagine della sposa ignara di nozze. Là, Mosè che divide le acque, qui Gabriele, ministro del prodigio: allora Israele attraversò l’abisso a piedi asciutti, ora la Vergine genera Cristo senza seme; il mare, dopo il passaggio d’Israele, rimase senza strada, l’irreprensibile, dopo il concepimento dell’Emmanuele, rimase incorrotta. O Dio che sei, che preesistevi e che sei apparso come uomo, abbi pietà di noi.

Allo stico, apòstica stichirà.

Anastàsimo. Tono pl. 1.

Con voci di canto ti magnifichiamo, Cristo Salvatore, incarnato senza lasciare i cieli: perché per la nostra stirpe accettasti croce e morte, quale Signore amico degli uomini; spogliate le porte dell’ade risorgesti il terzo giorno, per salvare le anime nostre.

Gli alfabetici.

Dal tuo fianco trafitto, o datore di vita, hai fatto scaturire per tutti torrenti di perdono, vita e salvezza; nella carne accettasti la morte, donandoci l’immortalità; abitando in una tomba, ci liberasti risuscitandoci con te gloriosamente, in quanto Dio. Noi, dunque, acclamiamo: Signore amico degli uomini, gloria a te.

Straordinaria è la tua crocifissione e la tua discesa all’ade, amico degli uomini! Spogliato l’ade e gloriosamente risuscitati con te i prigionieri di un tempo, in quanto Dio, apristi il paradiso e li rendesti degni di ottenerlo; anche a noi, che glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno, dona dunque il perdono dei peccati e rendici cittadini del paradiso, o solo misericordioso.

Tu che per noi accettasti nella carne la passione e il terzo giorno dai morti risorgesti, guarisci le passioni della nostra carne, facci risorgere dalle nostre gravi colpe, o amico degli uomini e salvaci.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sei tempio e porta, reggia e trono del Re, Vergine venerabilissima: per te Cristo Signore, Redentore, sole di giustizia, apparve a quanti dormivano nella tenebra, volendo illuminare quelli che di propria mano aveva plasmato a sua immagine. Tu, dunque, o degna di ogni canto, che hai con lui famigliarità di madre, senza sosta prega per la salvezza delle anime nostre.

Tono pl. 1. Apolytìkion.

Il coeterno Verbo * al Padre e allo Spirito, * partorito dalla Vergine * a nostra salvezza, * cantiamo o fedeli – * e adoriamo; * poiché ha voluto nella carne * salire sulla croce * e sottoporsi alla morte * e risuscitare i defunti * nella gloriosa sua resurrezione.

Theotokíon.

Salve, invalicabile porta del Signore, salve, muro e protezione di quanti a te accorrono, salve, porto senza tempeste e ignara di nozze: tu che partoristi nella carne il tuo Creatore e Dio, non cessare di pregare per quanti celebrano e adorano tuo Figlio.

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Plagale I – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Pl. 1 La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Quinto alla luce trisolare. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono pl. 1. Cavallo e cavaliere.

Celebrando la potenza dell’unica e trisolare natura, supplichiamo: illumina la nostra mente, o Dio onnipotente e sollèvala, o Signore, alla tua gloria inesplicabile.

In alto le schiere intellettuali degli angeli senza sosta t’inneggiano con l’inno trisagio, Monade triplice, Triade di pari natura, sovrasostanziale, onnipotente.

Concedi all’anima mia il nettare dolcissimo e luminoso della tua carità, Triade Monade fonte di luce e anche la divina compunzione che mi purifichi, o misericordioso Sovrano di tutto il creato.

Theotokìon. Come sul vello la rugiada divina discese tacita dal cielo, o Vergine, nel tuo grembo e salvò tutta la natura inaridita degli uomini, o Purissima.

Ode 3. Tu che col tuo comando.

Concepisti e stabilisti le sostanze spirituali inneggianti senza sosta la tua Divinità, Dio trifulgido e onnipotente; accogli anche la preghiera e la supplica dei nati dal fango della terra poiché sei misericordioso.

O tu per natura esente da ogni mutazione, a noi mutevoli che cantiamo l’inscrutabile sorgente della tua bontà, concedi il perdono delle colpe e la salvezza, poiché sei misericordioso.

Glorifichiamo te, Padre, Figlio e Spirito nell’immutabile natura della Divinità, te unico e triluminoso Signore dell’universo, poichè da te chiaramente furono ammaestrati i profeti e gli apostoli.

Theotokìon. Apparisti a Mosè nel roveto ardente come angelo del gran consiglio dell’Onnipotente, prefigurando la tua incarnazione dalla Vergine, o Verbo di Dio, per la quale ci trasformasti e facesti salire ai cieli.

Kathisma Triadico. Cantiamo, fedeli.

Sei misericordiosa, Trinità indivisa, poiché hai pietà di tutti come onnipotente e piena di commiserazione, compassionevole e misericordiosissima; perciò ci rifugiamo in te aggravati da tanti peccati e gridiamo: sii propizio ai tuoi servi e liberaci tutti da ogni castigo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Pietà di noi che con fede ci rifugiamo in te misericordiosa, Vergine santissima e chiediamo ora il tuo fervido soccorso; poiché sei tanto buona che puoi salvare tutti, essendo Madre di Dio altissimo e puoi sempre far uso della tua materna intercessione, o a Dio carissima.

Ode 4. Intuìto con profetico.

Viene iniziato al triplice splendore dell’unica Sovranità Daniele, contemplando Cristo giudice che si presentava al Padre e lo Spirito rivelante la visione (2).

Rendi degni della gloria degli angeli noi, che con bocche di terra, inneggiamo al Dio sovrasostanziale, trino nelle ipòstasi, unico nella natura.

Theotokìon. II monte coperto da fitta boscaglia, visto un tempo da Avvacùm, da cui uscì il santo, indicava il misterioso parto del tuo concepimento, o Vergine.

Ode 5. Tu che ti rivesti di luce.

Tu che per la tua bontà creasti l’uomo e lo facesti a tua immagine, dimora in me, o mio Dio trilucente, poiché sei buono e misericordioso.

Guidami tu, Monade trisolare, per i sentieri della tua divina salvezza e riempimi del tuo fulgore, tu che sei Dio per natura d’infinita potenza.

Luce indivisibile dell’unica natura, distinta nelle caratteristiche, trilucente, senza tramonto, illumina il mio cuore con i tuoi fulgori.

Theotokìon. Come un tempo ti vide il profeta, o purissima, porta rivolta alla luce che non tramonta, subito riconobbe che tu sei la dimora di Dio.

Ode 6. Placa, Cristo Sovrano.

Divina Monarchia che personalmente sei trilucente, sei unica per conformità e uguale attività e quanto a sostanza e volontà (2).

Abbastanza si spiegò il profeta cantando al Padre: Con la tua luce, cioè con lo Spirito, vedremo la luce, cioè il Figlio, unico Dio trisolare.

Theotokìon. Redenzione dalle colpe e dai pericoli, o Sovrano Dio, unico e trilucente manda ai tuoi cantori per l’intercessione della Madre di Dio.

Kathisma Triadico. Cantiamo, fedeli.

Glorifichiamo il trisolare fulgore e adoriamo ora la semplice Trinità; perché ci illuminò ed ebbe pietà di noi e liberò dalla corruzione tutta la stirpe dei mortali, riscattando dall’errore degli idoli tutto il mondo e ci concesse il regno.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Incerto in tutto mi rifugio in te, speranza di tutti e asilo dei peccatori e miserabili, gridando: Ho peccato, ma resto insensibile nel male, io sventurato; abbi pietà di me, convertimi prima della fine e libera me indegno da ogni castigo.

Ode 7. Il Signore dei padri.

Tu che possiedi l’abisso insondabile e l’oceano sconfinato della misericordia, Signore misericordioso, abbi pietà di chi ti inneggia, unico trilucente Dio dell’universo (2).

Noi che inneggiamo a te, incomprensibile, unico e trilucente Dio e Signore, ripetiamo a te: concedi ai tuoi servi propiziazione per i peccati.

Theotokìon. Germogliasti, O Vergine, un ramoscello senza principio come il Padre, fiore della Divinità, germe coeterno, che dona la vita a tutti gli uomini.

Ode 8. Componendo nella fornace.

Per rivelare un tempo chiaramente la triplice personalità della Divinità, tu apparisti, mio Dio, in figura di uomini ad Abramo che inneggiava alla tua unica signoria (2).

Rendimi degno di fissare i raggi della tua divina energia, luce inaccessibile, Padre misericordioso, Verbo e Spirito, perché piaccia a te, Signore dell’universo.

Theotokìon. Facesti rifulgere per noi uno della gloria trisolare, o degna d’ogni lode, Cristo Signore, che insegna a tutti a inneggiare l’unica Maestà divina in tre ipòstasi, per i secoli.

Ode 9. Danza, Isaia.

Le parole dei mortali non valgono a degnamente inneggiarti, Monade senza principio; però per fede osando di riuscirvi, o Trinità divina di pari dignità, offriamo gloria e lode alla tua potenza (2).

La stessa dossologia cherubini e serafini ti offrono unico Dio trisolare; concedici di poter unire anche le nostre voci al suono delle loro labbra, anche se siamo peccatori, per magnificare la tua maestà divina.

Theotokìon. Come pura, casta Vergine, partoristi il Figlio, Dio immutabile, che ci redime dalle tentazioni; supplicalo dunque anche ora di rimettere le nostre colpe.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia, kathismata anastàsima.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Celebriamo la croce del Signore, onoriamo con inni la sua santa sepoltura e glorifichiamo la sua risurrezione; perché egli, Dio, con sé risuscitò i morti dai sepolcri, spogliando il dominio della morte e la forza del diavolo e per gli abitanti dell’ade fece sorgere la luce.

Gloria.

Signore, fosti proclamato morto, tu che uccidesti la morte; fosti collocato in un sepolcro, tu che svuotasti i sepolcri; sopra i soldati custodivano la tomba, sotto tu risuscitavi i morti dei tempi antichi. Onnipotente e incomprensibile Signore, gloria a te.

E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Salve, monte santo calcato da Dio; salve vivente roveto incombusto; salve, unico ponte che dal mondo conduce a Dio e fa passare i mortali alla vita eterna; salve, Vergine intatta, che ignara d’uomo partoristi la salvezza delle anime nostre.

Dopo la seconda sticologia altri kathísmata

Signore, dopo la tua risurrezione il terzo giorno e l’adorazione degli apostoli, Pietro a te gridava: Le donne osarono e io temetti; il ladrone ti riconobbe Dio e io ti rinnegai: continuerai dunque a chiamarmi discepolo? O mi renderai di nuovo pescatore nel mare? Ma tu accoglimi penitente, o Dio e salvami.

Gloria.

Signore, in mezzo a dei condannati ti crocifissero gli iniqui e con la lancia trafissero il tuo fianco, o misericordioso; accettasti la sepoltura, tu che infrangesti le porte dell’ade e risorgesti il terzo giorno; accorsero le donne per vederti e annunziarono agli apostoli la risurrezione. O Salvatore sovresaltato, a cui inneggiano gli angeli, Signore benedetto, gloria a te.

E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Sposa ignara di nozze, Genitrice di Dio, tu mutasti in gioia la tristezza di Eva: noi fedeli ti cantiamo e veneriamo, perché ci risollevasti dalla maledizione antica: prega ora senza sosta per la nostra salvezza, o santissima, degna di ogni canto.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Con la mente tutta presa da stupore per l’angelica visione, con l’anima illuminata dalla divina risurrezione, le mirofore portavano agli apostoli la buona novella: Annunziate tra le genti la risurrezione del Signore, che coopera con i prodigi e a noi concede la grande misericordia.

Anavathmi (graduali). Antifona 1.

Nella mia tribolazione, canto a te come Davide, o mio Salvatore: libera l’anima mia dalla lingua ingannatrice.

Per quanti vivono nel deserto la vita è beata, perché per il divino amore mettono ali.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito sono governate tutte le cose, visibili e invisibili: sovranamente dominando, egli è realmente uno della Triade.

Antifona 2.

Solleviamoci verso i monti, o anima: andiamo là, donde viene l’aiuto.

Aleggiando anche su di me, o Cristo, la tua mano destra mi custodisca da ogni male.

Gloria. E ora.

Proclamando la divinità del santo Spirito, diciamo: Tu sei Dio, vita, amore, luce, intelletto; tu sei bontà, tu regni per i secoli.

Antifona 3.

Quando mi dissero: Entriamo negli atri del Signore, colmo di grande gioia, ho innalzato preghiere.

Sulla casa di Davide si compiono cose tremende: là infatti un fuoco consuma ogni intelletto turpe.

Gloria. E ora.

Nel santo Spirito, da cui ogni vivente è animato, è il principio della vita, come nel Padre e nel Verbo.

Prokimenon.

Sorgi, Signore Dio mio, perché tu regni nei secoli.

Stico. Ti confesserò, Signore, con tutto il mio cuore. Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.

Cavallo e cavaliere gettò nel Mar Rosso con braccio teso, il Cristo che spezza le guerre e salvò Israele, che cantava il canto di vittoria.

Ti incoronò con le sue spine, o Cristo, la sinagoga degli ebrei, dimentica, o benefattore, di ogni affetto materno verso di te, che liberi il capostipite della nostra stirpe dal castigo della spina.

Rialzasti me, caduto nell’abisso, chinandoti in esso senza cadervi, o benefattore; e sopportando senza sperimentarla la mia maleodorante corruzione, o Cristo, mi cospargesti col miron profumato dell’essenza divina.

Theotokìon. È abolita la maledizione, cessata la tristezza, perché la benedetta e piena di grazia ha fatto sorgere per i fedeli la gioia, facendo sbocciare il suo fiore, Cristo, benedizione per tutti i confini della terra.

Canone stavroanastàsimo. A Dio Salvatore.

A lui che volle essere inchiodato nella carne sulla croce e liberò dall’antica condanna colui che per l’albero era caduto, a lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

A Cristo, morto e risorto dalla tomba che con sé rialzò il caduto e gli diede l’onore di sedere sul trono del Padre, a lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

Theotokìon. Pura Madre di Dio, prega senza sosta l’incarnato da te senza lasciare il seno del Padre, di salvare da ogni pericolo quanti plasmò come Dio.

Canone della Madre di Dio. Acrostico: Tu che partoristio la luce, illuminami, o Vergine.

Cavallo e cavaliere.

Supplica, o purissima, Cristo, la luce che in te dimorò e illuminò il mondo coi raggi della Divinità, di illuminare tutti i tuoi cantori, Madre Vergine.

Adorna della bellezza delle virtù, o piena di grazia, rivestisti lo splendido decoro per il fulgore dello Spirito che abbellisce l’universo, o purissima.

Ti prefigurò un tempo il roveto che non bruciò nel Sinai, o Vergine, pure stando in mezzo al fuoco, poiché vergine partoristi e vergine rimanesti mirabilmente, o Madre vergine.

Ode 3. Irmòs.

Tu che, col tuo comando hai fissato sul nulla la terra, sollevandola in alto senza appoggio con tutto il suo peso, conferma la tua Chiesa, o Cristo, sulla stabile roccia dei tuoi comandamenti, o solo buono e amico degli uomini.

Coloro che avevano succhiato miele dalla pietra offrirono fiele a te, Cristo, che avevi compiuto prodigi nel deserto; aceto ti diedero gli ingrati figli d’Israele, in cambio della manna, così ricambiando il tuo beneficio.

Quanti un tempo erano stati adombrati dalla nube luminosa, deposero la vita, Cristo, in una tomba; ma egli, risorgendo per suo potere, concesse a tutti i fedeli la celeste illuminazione dello Spirito che misticamente li adombra dall’alto.

Theotokìon. Senza unione nuziale e senza doglie materne divenisti Madre del Dio rifulso dall’inalterato Padre; noi dunque in modo ortodosso ti proclamiamo Madre di Dio, perché, incarnato, generasti il Verbo.

Canone stavroanastàsimo.

Per la potenza della tua croce, Cristo.

Risorgesti dalla tomba, Cristo, liberando dalla corruzione di morte quanti inneggiano alla tua volontaria crocifissione, o datore di vita.

A profumare il tuo corpo, o Cristo, si affrettavano le mirofore e non avendolo trovato, tornarono inneggiando alla tua risurrezione.

Theotokìon. Supplica senza sosta, o pura, l’incarnato dal tuo grembo, di sottrarre all’errore del diavolo i tuoi cantori, o Vergine casta.

Canone della Madre di Dio.

Tu che fissasti sul nulla.

Scala per cui scese fino a noi l’Altissimo per raddrizzare la natura corrotta, sei apparsa ora manifestamente a tutti, poiché per te l’eccelso si compiacque di conversare col mondo.

Il mistero anticamente prestabilito, o Vergine e conosciuto da Dio onnisciente prima dei secoli, ora negli ultimi tempi dimorò nel tuo seno e si rivelò, o purissima.

Fu sciolta la condanna dell’antica maledizione per la tua mediazione, Vergine pura, poiché il Signore si fece vedere su di te e nella sua bontà fece sgorgare su tutti la benedizione, o unico ornamento dei mortali.

Ode 4. Irmòs.

Intuìto con profetico sguardo il tuo divino annientamento, Avvacùm tremando, a te, Cristo, gridava: Sei venuto per la salvezza del tuo popolo, per salvare i tuoi cristi.

Gli amarissimi flutti di Mara addolcisti con un legno, quasi già rappresentando in figura, o buono, la tua croce immacolata, che uccide il gusto del peccato.

Accogliesti la croce per l’albero della conoscenza, il fiele per quel dolce cibo, o mio Salvatore e per la corruzione della morte versasti il tuo sangue divino.

Theotokìon. Senza unione nuziale concepisti in seno, senza corruzione; prima delle doglie partoristi e dopo il parto fosti custodita vergine, partorendo Dio nella carne.

Canone stavroanastàsimo. Ho udito l’annunzio.

Quando in terra sul calvario fu piantata la croce, furono schiantate le porte e le sbarre eterne e gridarono: Gloria alla tua potenza, Signore.

Quando scese il Salvatore come mortale ai prigionieri, risorsero con lui i morti da secoli e gridarono: Gloria alla tua potenza, Signore.

Theotokìon. La Vergine partorì e non ebbe i dolori materni e restò vergine; con inni acclamiamo: Salve, Madre di Dio.

Canone della Madre di Dio.

Comprendendo il tuo divino.

Col cuore e la mente, l’anima, la bocca, con ogni pietà riconosco che sei vera Madre di Dio, o pura e mi salvo, o Vergine, per tua intercessione.

Chi dal nulla creò tutto, si degnò d’esser creato da te nella carne per beneficarci a salvezza di quanti con fede e devozione a te inneggiano, o purissima.

Inneggiano al tuo parto, o purissima, i cori celesti, lieti per la salvezza di quanti ti credono vera Madre di Dio, Vergine pura.

Isaia ti chiamò virgulto da cui germogliò per noi, splendido fiore, Cristo Dio per la salvezza di quanti con fede e devozione accorrono sotto la tua protezione.

Ode 5. Irmòs.

Tu che ti rivesti di luce come di un manto, per te io veglio all’alba e grido: Illumina la mia anima ottenebrata, o Cristo, unico misericordioso.

Il Signore della gloria, in forma ingloriosa disonorato, è volontariamente appeso al legno per provvedere ineffabilmente a me la gloria divina.

Rendesti incorruttibile la mia veste, o Cristo, gustando nella carne la corruzione della morte, senza esserne corrotto e risorgendo dalla tomba il terzo giorno.

Theotokìon. Partorendo per noi senza seme Cristo, giustizia e redenzione, liberasti dalla maledizione, o Madre di Dio, la natura del progenitore.

Canone stavroanastàsimo. Vegliando a te gridiamo.

Stendesti le mani sul legno, o nostro Salvatore, chiamando tutti a te, come amico degli uomini.

Spogliasti l’ade, mio Salvatore, con la tua sepoltura e con la tua risurrezione colmasti di gioia tutte le cose.

Theotokìon. Inneggiamo a te, Vergine dopo il parto, Madre di Dio: poiché tu concepisti in carne il Dio Verbo al mondo.

Canone della Madre di Dio. Tu che ti rivesti.

Tutti i profeti chiaramente preannunziarono che saresti divenuta Madre di Dio, veneranda Genitrice di Dio; poiché tu sola, o pura, fosti trovata perfettamente casta.

Riconosciamo che tu sei la nube luminosa dell’acqua viva, che piovesti la pioggia dell’immortalità, Cristo, per noi disperati, o venerabile.

Come a lui prossima, bellissima e pura, intatta Vergine, puramente ti amò in te dimorando, Dio l’unico misericordioso.

Ode 6. Irmòs.

Placa, Cristo Sovrano, il mare delle passioni, che infuria con i suoi marosi funesti all’anima e fammi risalire dalla corruzione, nel tuo compassionevole amore.

Il nostro capostipite, scivolato nella corruzione per aver gustato il cibo proibito di nuovo fu riportato alla vita per la tua passione, Cristo Sovrano.

Tu che sei la vita scendesti all’ade, Cristo Sovrano e divenuto corruzione del corruttore, attraverso la corruzione, hai fatto scaturire la risurrezione.

Theotokìon. La Vergine partorì e dopo il parto restò pura e, realmente Vergine Madre, portò tra le braccia colui che porta l’universo.

Canone stavroanastàsimo. Mi circondò l’abisso.

Stendesti le tue palme radunando le schiere dei gentili da te tanto lontane, Cristo nostro Dio, con la tua vivifica croce, quale amico degli uomini.

Spogliasti la morte e schiantasti le porte dell’ade; Adamo carcerato, ora sciolto, a te gridava: Mi ha salvato la tua destra, Signore.

Theotokìon. Roveto incombusto, monte, scala spirituale e porta del cielo degnamente ti glorifichiamo, Maria gloriosa, vanto degli ortodossi.

Canone della Madre di Dio. Quando soffia.

Colui che è causa di tutte le cose e che a tutti dona l’esistenza, fu causato da te incarnandosi per noi, Madre di Dio purissima.

Fonte di guarigioni spirituali, Signora, per chi con fede corre alla tua gloriosa protezione, noi ti riconosciamo, o purissima.

Kondàkion. Cantiamo, fedeli.

Scendesti nell’ade, o mio Salvatore e infrangendone come onnipotente le porte, come Creatore rialzasti con te i morti; spezzasti il pungiglione della morte e liberasti dalla maledizione Adamo, o amico degli uomini; noi tutti dunque a te gridiamo: Salvaci, Signore.

Ikos.

Udite le parole dell’angelo, lasciarono il lamento funebre le donne, colme di gioia e tremanti volgevano lo sguardo alla risurrezione, quand’ecco, Cristo si avvicinò a loro, dicendo: Salve! Coraggio, ho vinto il mondo e liberato i prigionieri; affrettatevi a proclamare ai discepoli che li precedo nella città di Galilea per evangelizzare; noi tutti dunque a te gridiamo: Salvaci, Signore.

Ode 7. Irmòs.

Il Signore dei padri sovresaltato spense la fiamma e asperse di rugiada i fanciulli, che cantavano a una sola voce: Benedetto sei tu, o Dio.

Cingendoti di carne, come esca sull’amo, con la tua divina potenza tirasti giù il serpente, facendo risalire quanti acclamano: Benedetto sei tu, o Dio.

Colui che diede esistenza all’enorme struttura terrestre, è celato secondo la carne in una tomba, lui, che niente può contenere e al quale tutti cantiamo: Benedetto sei tu, o Dio.

Theotokìon. Un’unica ipòstasi nelle due nature, o castissima, partoristi Dio che prese corpo, al quale tutti cantiamo: Benedetto sei tu, o Dio.

Canone stavroanastàsimo. Tu che nella fornace.

Tu che col legno della croce dissolvesti l’errore degli idoli, Dio dei nostri padri, sei benedetto.

Risorto dai morti, con te rialzasti quelli dell’ade: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Nato dalla Vergine, che rendesti Madre di Dio, tu sei benedetto, Dio dei nostri padri.

Canone della Madre di Dio. L’inneggiatissimo.

L’Immenso, rimasto immutabile, per sua pietà, si unì personalmente alla carne in te, santissima, il solo benedetto.

Purissima sposa, sovrana Madre di Dio, concordi glorifichiamo il trono del tuo Creatore, cui tutti cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.

Purificata dallo Spirito, o Vergine, divenisti Madre del Sovrano dell’universo, tuo Creatore, cui tutti cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.

Mi salvò il Signore, pura Madre di Dio, rivestito da te della tunica della carne, cui tutti cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Componendo nella fornace per te, Creatore di tutto, un coro che raccoglie l’universo, i fanciulli intonavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per i tutti i secoli.

Pregasti che si allontanasse il calice volontario della passione salvifica come fosse contro il tuo volere: perché, conforme alle due nature, due sono le tue volontà, o Cristo, per i secoli.

Alla tua discesa nell’ade, Cristo Creatore, esso, beffato, vomitò tutti quelli che un tempo con l’inganno aveva uccisi e che ti sovresaltano per tutti i secoli.

Theotokìon. O Vergine, che oltre ogni pensiero, partoristi per il verbo il Signore, Dio e uomo e vergine rimani, noi, opere tutte, ti benediciamo e ti sovresaltiamo, per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. Colui che dal Padre.

Colui che in croce volle stendere le palme e spezzò i legami della morte, Cristo Dio, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Colui che come sposo si alzò dalla tomba, Cristo Dio e apparso alle mirofore parlò loro di gioia, sacerdoti, inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.

Theotokìon. Più elevata dei cherubini ti rivelasti, Madre di Dio pura, portando in grembo colui che su di essi avanza e noi mortali con gli incorporei lo glorifichiamo per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. A te, Onnipotente.

E’ cessata l’afflizione dei progenitori, poiché tu, Madre di Dio, partoristi la gioia; perciò senza sosta a te inneggiamo, o Vergine e ti esaltiamo per tutti i secoli.

Canta con noi il popolo degli incorporei, o Vergine, il tuo parto incomprensibile, formando con noi un solo coro devoto ed esaltandolo per tutti i secoli.

Quale fulgido torrente d’immortalità, o Fanciulla, da te venne il Signore di tutti per lavare la sozzura di quanti a te inneggiano e ti esaltano per tutti i secoli.

Trono davvero divino e luminoso e mensa della carità confessiamo che tu sei, Vergine, che accogliesti il Verbo del Padre, che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Danza, Isaia: la Vergine concepì e partorì un Figlio, l’Emmanuele, Dio e uomo: Oriente è il suo nome: magnificando lui, proclamiamo la Vergine beata.

Assumesti l’uomo caduto, Cristo Sovrano, unendoti tutto a lui, da seno verginale: tu che solo non hai parte col peccato, liberasti tutto l’uomo dalla corruzione, con la tua immacolata passione.

Per il sangue divino versato, che scorre dal tuo fianco immacolato e vivificante, o Cristo Sovrano, è cessato il sacrificio agli idoli e noi ti offriamo da tutta la terra il sacrificio della tua lode.

Theotokìon. Non Dio incorporeo e neppure un semplice uomo generò la Vergine pura e venerabile, ma un uomo perfetto e vero Dio perfetto: col Padre e lo Spirito lo magnifichiamo.

Canone stavroanastàsimo.

Superando il nostro spirito.

In croce accettasti di patire e con la morte stritolasti il potere dell’ade: noi fedeli rettamente ti magnifichiamo.

Risorgesti dalla tomba il terzo giorno, spogliando l’ade e illuminando il mondo: noi fedeli concordi ti magnifichiamo.

Theotokìon. Salve, Genitrice di Dio, Madre di Cristo Dio; prega colui che concepisti di dare remissione delle colpe a quanti con fede a te inneggiano.

Canone della Madre di Dio. Isaia danza.

Dal tuo puro sangue si formò in modo soprannaturale la carne per il Creatore di tutto, l’unigenito Figlio del Genitore: non da uomo, ma senza seme, con mente e anima, Madre di Dio sempre Vergine.

Interrompesti l’intollerabile assalto della morte generando nella carne la vera sublime vita eterna, contro cui l’ade si lanciò con bocca amara, ma ne fu vinto, santissima Madre Vergine.

Tuo Figlio seduto sul trono sovrano ti collocò alla sua destra splendente di aurei ornamenti e divine virtù, concedendoti onori degni di Madre, o purissima.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono pl. 1

Signore, con la tomba sigillata dagli empi, uscisti dal sepolcro, così come dalla Madre di Dio fosti partorito: non conobbero i tuoi angeli incorporei come ti incarnasti, né avvertirono i soldati che ti custodivano quando risorgesti; entrambi i prodigi sono sigillati per quanti vogliono scrutarli, ma si manifestano a quanti con fede adorano il mistero che festeggiano: concedici l’esultanza, ti preghiamo e la grande misericordia.

Signore, spezzate le sbarre eterne e infrante le catene, risorgesti dal sepolcro abbandonando le tue bende mortuarie, testimonianza della tua reale sepoltura di tre giorni: e precedesti i tuoi in Galilea, tu che eri custodito in una grotta. Grande è la tua misericordia, inafferrabile Salvatore! Abbi pietà di noi.

Signore, le donne accorsero al sepolcro per vedere te, il Cristo, che patì per noi; e accostatesi trovarono un angelo, seduto sulla pietra, rotolata via per il timore; egli gridò loro: È risorto il Signore; dite ai discepoli: È risorto dai morti colui che salva le anime vostre.

Signore, come uscisti dalla tomba sigillata, così entrasti a porte chiuse dai tuoi discepoli, per mostrare loro i segni dei patimenti del tuo corpo, accettati, o Salvatore, nella tua longanimità; come proveniente dal seme di Davide, subisti le piaghe, ma come Figlio di Dio, liberasti il mondo; grande è la tua misericordia, inafferrabile Salvatore! Abbi pietà di noi.

Altri stichirà, anatolikà.

Signore, Re dei secoli e Creatore di tutto, tu che per noi accettasti nella carne crocifissione e sepoltura, per liberarci tutti dall’ade, tu sei il nostro Dio: fuori di te non conosciamo altri.

Signore, chi narrerà i tuoi prodigi sfolgoranti? Chi annuncerà i tuoi tremendi misteri? Fatto uomo per noi, come hai voluto, manifestasti la forza della tua potenza: con la tua croce infatti apristi al ladrone il paradiso, con la tua sepoltura spezzasti le sbarre dell’ade e con la tua risurrezione arricchisti l’universo: o compassionevole, gloria a te.

Le donne mirofòre, giunte di buon mattino alla tua tomba, volevano ungere con profumi te, Verbo immortale e Dio; ma ammaestrate dalle parole dell’angelo, tornarono indietro nella gioia, per dichiarare apertamente agli apostoli che sei risorto, vita di tutti e concedi al mondo il perdono e la grande misericordia.

I custodi della tomba che accolse Dio, dicevano ai giudei: Ah, il vostro insipiente consiglio! Invano vi affaticaste, credendo di custodire l’incircoscrivibile: fu vera follia voler nascondere la risurrezione del crocifisso. Ah, il vostro insipiente sinedrio! E come vi consigliate di nuovo per nascondere ciò che non si nasconde? Ascoltate piuttosto noi e vogliate credere alla verità dei fatti: un angelo sfolgorante sceso dal cielo rotolò via la pietra e per il timore di lui ci colse torpore mortale; egli, rivolgendosi alle mirofòre dall’animo forte, diceva alle donne: Non vedete il torpore mortale dei custodi, i sigilli ormai sciolti, l’ade svuotato? Perché cercate come un morto colui che annullò la vittoria dell’ade e spezzò il pungiglione della morte? Presto, evangelizzate agli apostoli la risurrezione, gridando senza timore: È risorto davvero il Signore, lui che possiede la grande misericordia.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Il ladro sulla croce credette che tu sei Dio, o Cristo e confessò con cuore sincero, dicendo: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Inneggiamo concordi come Salvatore e Creatore, colui che fece fiorire la vita nel legno della croce al nostro genere e inaridì la maledizione provenuta dal legno.

Con la tua morte, o Cristo, dissolvesti la potenza della morte e svegliasti con te i morti da secoli, che inneggiano a te, vero Dio e nostro Salvatore.

Giunte le venerande donne al tuo sepolcro, o Cristo, volevano profumare te, datore di vita e apparve loro un angelo esclamando: Il Signore è risorto!

Mentre eri crocifisso, o Cristo, fra due ladri condannati, quello che bestemmiava fu giustamente suppliziato, ma l’altro che ti riconosceva Dio, andò in paradiso.

Le venerande donne, presentandosi al coro degli apostoli, esclamarono: Cristo è davvero risorto, adoriamolo come Sovrano e Creatore!

Gloria.

Trinità, indivisa monade, Onnipotente che tutto creasti, Padre, Figlio con il Santo Spirito, a te inneggiamo, vero Dio e nostro Salvatore.

E ora. Theotokìon.

Salve, spirituale animato di Dio, porta intransitabile! Salve, trono ardente e incombusto! Salve, Madre dell’Emmanuele, Cristo nostro Dio!

E quindi il resto della Divina Liturgia.

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Modo IV – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 4

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono 4.

Senza seme concepisti, ineffabilmente partoristi colui che rovescia dai troni i potenti per esaltare gli umili e ridare coraggio ai credenti che glorificano la croce di Cristo, la sua deposizione nella tomba e la sua gloriosa risurrezione; per questo, Madre di Dio che ci procuri dei beni così grandi, ti diciamo beata e senza sosta ti cantiamo come colei che intercede per la salvezza delle nostre anime.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Signore, innalzato in croce, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono 4. Tu che sei stato chiamato.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Il Figlio atemporale, nato dal Padre eterno, per condiscendenza e salvezza dei mortali, da Dio che era si fece uomo per aprire di nuovo il paradiso al progenitore, liberando dall’inganno del serpente tutta la stirpe umana e salvando per compassione la sua immagine decaduta; per questo rese una vergine senza macchia la Madre che generò lo Sposo, ancora di salvezza per le nostre anime.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Corporalmente in te, beata, dimorò nel tuo grembo il Creatore dell’universo riplasmando l’uomo decaduto e fuorviato dal serpente; nella carne generasti ineffabilmente Dio per noi, liberando dalla tomba e rinnovando con il tuo parto la stirpe umana; per questo cantiamo e glorifichiamo la tua divina grazia, Vergine senza nozze e ti supplichiamo di salvarci con la tua mediazione da ogni castigo.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Per rivelare a tutti noi la ricchezza del tuo amore e l’oceano senza limiti della tua bontà, cancella tutti i peccati dei tuoi servi; tu che sei Madre di Dio, hai potere su ogni creatura, Vergine senza macchia e nella tua potenza governi ogni cosa come vuoi; poiché la grazia dello Spirito Santo che ti abita pienamente agisce con te in tutto eternamente, o beata.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il Figlio che i serafini glorificano nei cieli con il Padre e lo Spirito, desiderando riplasmare il primo uomo, si annientò ineffabilmente nel tuo seno, Madre di Dio inneggiatissima e da te sorgendo, come un sole illuminò con la sua divinità tutto il mondo, liberandolo dagli idoli; divinizzando in se stesso la stirpe umana, la guida ai cieli, Cristo Dio, nostro Salvatore.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono 4.

Adorando senza sosta la tua vivifica croce, Cristo Dio, glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno: per essa rinnovasti la natura umana corrotta, onnipotente e ci indicasti la via che conduce ai cieli, perché solo tu sei buono e amico degli uomini.

La pena venuta dall’albero della disubbidienza, annullasti, Salvatore, volontariamente inchiodato all’albero della croce; e disceso nell’ade, o potente, spezzasti come Dio i legami della morte; adoriamo dunque la tua risurrezione dai morti, gridando con esultanza: onnipotente Signore, gloria a te.

Infrangesti le porte dell’ade, Signore e con la tua morte distruggesti il regno della morte e liberasti la stirpe umana dalla corruzione, donando al mondo incorruttela e vita e la grande misericordia.

Altri Stichirà, anatolikà.

Venite, popoli, celebriamo la risurrezione del Salvatore il terzo giorno: per essa fummo liberati dai lacci indissolubili dell’ade e ricevemmo tutti incorruttela e vita noi che acclamiamo: O solo amico degli uomini, crocifisso, sepolto e risorto, salvaci per la tua risurrezione.

Angeli e uomini, o Salvatore, cantano la tua risurrezione il terzo giorno; per essa furono illuminati i confini della terra e fummo redenti dalla schiavitù del nemico tutti noi che acclamiamo: Onnipotente Salvatore, creatore della vita, salvaci per la tua risurrezione, o solo amico degli uomini.

Infrangesti le porte di bronzo, spezzasti le sbarre di ferro, o Cristo Dio e rialzasti la stirpe umana dalla sua caduta; perciò concordi acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Signore, intemporale ed eterna è la tua generazione dal Padre; indicibile e inesplicabile per gli uomini la tua incarnazione dalla Vergine; tremenda per il diavolo e i suoi angeli la tua discesa all’ade, perché, calpestata la morte, risorgesti il terzo giorno, concedendo agli uomini incorruttela e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Davide profeta, per te progenitore di Dio, di te già melodiosamente cantò a colui che fece in te cose grandi: Sta la regina alla tua destra; poiché ti rese Madre che da la vita il Cristo Dio cui appartiene la grande e copiosa misericordia, che da te, senza padre, si compiacque incarnarsi per riplasmare la propria immagine corrotta dalle passioni e per condurre al Padre, prendendola sulle spalle, la pecora smarrita ritrovata tra i monti, per unirla di suo volere alle schiere celesti e salvare il mondo, o Madre di Dio.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 4.

Signore, innalzato in croce, cancellasti la maledizione che veniva dai progenitori e sceso nell’ade, liberasti i prigionieri da secoli, donando l’incorruttela alla stirpe umana; per questo glorifichiamo con inni la tua risurrezione vivificante e salvifica.

Gli alfabetici.

Pendendo dal legno, o solo potente, hai scosso tutto il creato; deposto nella tomba, rialzasti gli abitanti delle tombe, donando alla stirpe umana incorruttela e vita; per questo glorifichiamo con inni la tua risurrezione il terzo giorno.

Un popolo iniquo, o Cristo, ti consegnò a Pilato e ti condannò alla croce, dimentico della riconoscenza per il suo benefattore; ma tu per tuo volere subisti la sepoltura e per tuo potere risorgesti il terzo giorno, donandoci, come Dio, la vita eterna e la grande misericordia.

Giunte con lacrime alla tomba, le donne ti cercavano; ma non trovandoti, nel pianto e tra i lamenti gridavano: Ahimé, Salvatore nostro, Re di tutti, come sei stato rapito? Quale luogo rinchiude il tuo corpo vivificante? E un angelo rispose loro: Non piangete, andate piuttosto ad annunziare che è risorto il Signore, concedendo a noi esultanza, quale solo compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Acconsenti alle invocazioni dei tuoi servi, o purissima, interrompendo l’insorgere delle nostre avversità, liberandoci da ogni tribolazione: perché tu sei la nostra sola àncora certa e sicura e noi godiamo della tua protezione. Non rimandarci confusi, o Sovrana, quando ti invochiamo; affrettati a supplicare per chi a te grida con fede: Salve, Sovrana, soccorso di tutti, gioia, protezione e salvezza delle anime nostre.

Tono 4. Apolytìkion.

Il radioso annuncio della resurrezione * hanno appreso dall’angelo * le discepole del Signore * e libere dalla sentenza dei progenitori, * agli apostoli fiere dicevano: * È stata spogliata la morte – * è risorto il Cristo Dio, * donando al mondo * la grande misericordia.

Theotokìon.

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi volontariamente accettò la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, salvò dalla morte le nostre anime.

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Modo IV – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono 4 La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Quarto inno a Dio, di Metrofane.

Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele

Glorifichiamo la divina Maestà trina nelle ipòstasi, unica nella natura delle tre, coeterna, congloriosa e supplici diciamo: Salva quanti con fede ti glorificano.

Con olio divinamente efficace fu crismato il Figlio dal Padre con Spirito d’esultanza: incarnatosi, insegnò la triplice personalità dell’unica natura divina.

Non sostenendo la vista della bellezza della tua gloria inaccessibile, Monade trisolare, i serafini si nascondono con le ali e con il canto del trisagio senza sosta ti glorificano.

Theotokìon. Inesplicabilmente generasti il Creatore dell’universo, o Purissima, il quale scioglie i mortali dall’antica maledizione e dalla corruzione di morte e per tuo mezzo conoscemmo un Dio in tre ipostasi.

Ode 3. Non è la scienza.

Virtù dall’alto ai tuoi santi apostoli inviasti, o Cristo, quando da parte del Padre Paraclito, rivelasti l’unica natura trisolare.

Quando ti mostrasti al patriarca Abramo sotto figura umana, o triplice Monade, gli facesti vedere la tua incomparabile bontà e sovranità.

Ti professiamo unico Dio in tre caratteristiche, incircoscritto, incomprensibile a tutti: libera le nostre anime da ogni afflizione.

Theotokìon. Ammaestrati dalle sapienti spiegazioni del Figlio tuo, noi glorifichiamo l’unica e trifulgida divina Maestà e diciamo beata te, sempre Vergine.

Kathisma Triadico. Presto intervieni.

Trisolare, increata, consustanziale incomprensibile Monade trisipostatica, abbi pietà dei tuoi servi, salvaci dai pericoli, Dio misericordioso; poiché in te, Signore, possediamo l’unico Redentore e Sovrano, noi che acclamiamo: Sii a noi propizio!

Gloria. E ora. Theotokìon.

Circondati da molte avversità e sventure dai nemici, o Vergine e sempre per cadere in disperazione, abbiamo te unica salvezza e speranza e muro di difesa, Madre di Dio e necessariamente anche adesso con fede accorriamo a te: Salva i tuoi servi!

Ode 4. Colui che siede nella gloria.

Trinità sovrasostanziale nella Monade della Divinità, Re e Sovrano, con i serafini ti glorifichiamo come natura indivisibile, inconfondibile, uguale nella gloria, Dio incomprensibile.

Unica Divinità inesplicabilmente congiunta nelle ipòstasi, sempre la stessa nell’unica signoria, unica incircoscritta e illimitata, noi inneggiamo a te, Fattore di tutto il creato.

La mente senza principio in modo ineffabile generò il Verbo e ne procedette il divino Spirito ugualmente potente; per questo annunziamo la Trinità consustanziale, Dio Signore dell’universo.

Theotokìon. Apparendo anticamente il Verbo preannunziò, o Vergine, la sua incarnazione da te; ma poi mostrandosi in realtà agli uomini, manifestò l’unico dominio trisipostatico.

Ode 5. Stupì tutto il creato.

Comprendendo con fede l’unica inaccessibile sostanza della Divinità creatrice dell’universo, veneriamo Padre e Figlio e Spirito santo coesistenti in eterno, tre ipostasi autrici della vita, pienamente unite.

Unica trisolare Divinità, irraggia su di me il fulgore del tuo essenziale splendore, essenza increata e fonte di ogni luce e chiarezza, affinché io rispecchi la tua ineffabile bellezza.

Riconosciamo che sei l’unico vivificante Creatore dell’universo, che tutto contieni e governi con ogni sapienza e con fede t’invochiamo: Sovrano trisolare, proteggi i tuoi cantori.

Theotokìon. Volendo divinizzare l’uomo corrottosi, colui che per sua bontà lo plasmò, o Vergine, dandogli l’immagine della forma divina, divenne uomo da te e ci annunziò l’unica triplice maestà divina.

Ode 6. Gridò prefigurando.

Si rivelò il Padre proclamando suo Figlio e lo Spirito fu visto nel battesimo di Cristo, per questo glorifichiamo l’unica e triplice maestà divina.

Quando Isaia ti vide seduto su un trono altissimo, inneggiato dalle voci del trisagio, riconobbe la triplice sostanza dell’unica maestà divina.

Altissimo Re trisipostatico, rendi elevato pure il cuore di noi tuoi servi, affinché contempliamo chiaramente lo splendore della tua gloria.

Theotokìon. Si degnò di prendere da una Vergine la nostra forma sapientemente il Figlio di Dio come amico degli uomini e rese gli uomini partecipi della divina gloria.

Kathisma Triadico. Presto intervieni.

Meditando il Padre ingenito, il Figlio generato e lo Spirito Santo che procede dal Padre, noi annunziamo la regalità senza principio dell’unico Dio, che glorifichiamo con voci concordi: Trinità consustanziale, salvaci, o Dio!

Gloria. E ora. Theotokìon.

Colui che già era Dio prima di tempi e secoli, lo concepisti nella carne come Dio-Uomo, o pura; perciò in verità tutti ti riconosciamo Madre dì Dio e senza sosta diciamo: rendici tutti degni della gloria eterna.

Ode 7. Nella fornace persiana

Tutti noi terrestri, imitando chiaramente le schiere delle nature celesti e spirituali, glorifichiamo l’unica Divinità in tre ipostasi ugualmente attive (2).

I detti dei santi ispirati, un tempo, con simboli, annunziarono l’unico Creatore di tutti i secoli, inesplicabile, Dio e Signore, in tre ipòstasi divine.

Theotokìon. Il Verbo creatore dell’universo, invisibile per la sua sostanza, apparve agli uomini uomo nato dalla pura Madre di Dio, per richiamare l’uomo alla partecipazione della Divinità.

Ode 8. Distese le mani.

Luce unica trifulgida, sostanza senza princìpio, bellezza inesplicabile, o Sovrano, abita nel mio cuore e rendimi tempio luminoso e puro della tua Divinità, mentre grido: Opere tutte del Signore, benedite il Signore (2).

Da svariate passioni, Trinità indivisa, Monade inconfusa e dalla tempesta delle colpe liberami, illuminandomi con i tuoi raggi divini, sicché abbia una visione della tua gloria e inneggi a te, Signore della gloria.

Theotokìon. Intelletto è il Padre ingenito e il Verbo a lui conforme e lo Spirito sullo stesso trono, sostanza, potenza, esistenza, sovrasostanziale, inesplicabile, operatrice di grandi cose, Triade Monade, custodisci il tuo gregge per l’intercessione della Madre di Dio, poiché per natura ami gli uomini.

Ode 9. Daniele stese le mani.

Tutto il mio cuore ora dirigo a te, la mente e tutte le facoltà dell’anima e del corpo, o mio plasmatore e liberatore, Monarca trilucente, mentre a te grido: Salva me, tuo servo da ogni sorta di pericoli e afflizioni (2).

Innalza la mente e l’intelletto nostro a te, Altissimo, illuminaci con i tuoi purissimi fulgori, Padre, Verbo, Paràclito che abiti la luce inaccessibile della gloria, o sole dominatore della luce, perché sempre glorifichiamo te, Dio unico Sovrano trisipostatico.

Theotokìon. Salva quelli che in te credono, Signore, proclamando l’unica natura, senza principio ed eterna, in tre ipòstasi divine e uguali dominatrici e rendici degni della tua gloria divina per le suppliche della pura Madre di Dio.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia.

Kàthismata della risurrezione. Tono 4.

Levando lo sguardo all’ingresso della tomba e non sostenendo lo sfolgorio dell’angelo, le mirofòre tremanti sbigottirono e dicevano: Forse è stato rapito colui che al ladrone aprì il paradiso? O forse è risorto colui che prima della passione annunziò la sua risurrezione? Veramente è risorto Cristo Dio, per concedere agli abitanti dell’ade vita e risurrezione.

Gloria. Stupì Giuseppe.

Subisti la croce per tuo libero volere, o Salvatore e uomini mortali deposero in una tomba nuova colui che con la parola dispose i confini della terra; e così, messa in ceppi, la morte estranea veniva tremendamente spogliata e tutti gli abitanti dell’ade acclamavano alla tua vivificante risurrezione: Cristo, datore di vita, è risorto e rimane in eterno.

E ora. Theotokion. Aftómelon.

Stupì Giuseppe contemplando ciò che superava la natura e riandava con la mente alla pioggia sul vello, per questa tua concezione senza seme, o Madre di Dio e al roveto ardente che non si consumava e alla verga fiorita di Aronne; dando testimonianza il tuo sposo e custode gridava ai sacerdoti: Vergine partorisce e dopo il parto vergine permane.

Dopo la seconda sticologìa, altri kathismata.

Tono 4. Presto intervieni.

Risorgesti dall’ade come immortale, o Salvatore e con te rialzasti il tuo mondo con la tua risurrezione, Cristo nostro Dio; infrangesti con potenza il dominio della morte e a tutti, o misericordioso, rivelasti la risurrezione: noi dunque ti glorifichiamo, o solo amico degli uomini.

Gloria. Stupì Giuseppe.

Disceso Gabriele dalle superne altezze, si accostò alla pietra, dove stava la pietra della vita e in candide vesti gridava alle piangenti: Cessate le vostre grida di lamento, voi che siete sempre pronte a compatire; coraggio, è veramente risorto colui che cercate piangendo; agli apostoli, ecco, proclamate: È risorto il Signore!

E ora. Theotokion.

Stupirono, o pura, tutti i cori degli angeli, per il tremendo mistero del tuo concepimento: Dunque è sostenuto dalle tue braccia come un mortale, colui che col solo cenno sostiene l’universo? Come riceve un principio colui che è prima dei secoli? E come viene allattato colui che con bontà indicibile nutre ogni vivente? E acclamando ti glorificano come vera Madre di Dio.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Accorse per prime, la mirofore annunziavano agli apostoli gli eventi della tua meravigliosa risurrezione, o Cristo, perché come Dio risorgesti, per concedere al mondo la grande misericordia.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Fin dalla mia giovinezza molte passioni mi guerreggiano, ma tu soccorrimi e salvami, mio Salvatore.

O voi che odiate Sion, siate confusi dal Signore: come erba al fuoco infatti sarete riarsi.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito ogni anima è vivificata, con la purificazione è innalzata, in virtù della Monade trina è resa fulgente, in sacro mistero.

Antifona 2.

Ho gridato a te Signore, dal profondo dell’anima, con fervore: anche a me si facciano attente le tue orecchie divine.

Chi ripone la sua speranza nel Signore, è al di sopra di tutto ciò che affligge.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito scaturiscono i flutti della grazia, che irrigano tutto il creato e lo fecondano.

Antifona 3.

Il mio cuore si elevi a te, o Verbo e nulla mi alletterà dei piaceri mondani, sì che desideri le cose terrene.

Come ciascuno ha affetto per la madre, ancor più ardente amore dobbiamo al Signore.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito viene ricchezza di conoscenza di Dio, di contemplazione e sapienza, poiché in lui il Verbo rivela tutti i decreti del Padre.

Prokìmenon.

Sorgi, Signore, soccorrici e riscattaci per la gloria del tuo nome.

Stico. O Dio, con le nostre orecchie abbiamo udito.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek.

Fosti innalzato per risollevare noi dalla nostra caduta, riparando con l’albero immacolato della croce, l’immensa rovina venuta dall’albero, o Sovrano, nella tua bontà e onnipotenza.

Col corpo nella tomba, con l’anima nell’ade come Dio, col ladrone in paradiso e in trono tu eri, o Cristo, col Padre e con lo Spirito, tutto colmando, o incircoscrivibile.

Theotokìon. Senza seme, per volere del Padre concepisti dallo Spirito divino il Figlio di Dio e partoristi nella carne colui che è dal Padre senza madre e che per noi è da te senza padre.

Canone stavroanastàsimo. Acrostico con irmì della Madre di Dio: Giovanni canta la quarta lode dolce melliflua.

Aprirò la mia bocca.

Sanasti le piaghe dell’umanità, Signore, riparandole col tuo sangue divino e stritolasti con la tua forza quel potente che un tempo stritolò la creatura da te plasmata.

Con la tua morte divenisti risurrezione dei morti; poiché cessò il potere della morte quando trattò con Dio incarnato, dominatore dell’universo, vita eterna.

Theotokìon. Splendida, più alta delle potenze celesti fu la tua dimora spirituale, la Vergine che ti portò in grembo, il monte santo di te, nostro Dio.

Canone della Madre di Dio. Acrostico: Quarto inno alla fanciulla gloriosissima.

Come i cavalieri.

Tremarono i popoli, si turbarono le nazioni, regni potenti si piegarono, o pura, per il timore del tuo parto: venne infatti il mio re e abbattè il tiranno e liberò il mondo dalla perdizione.

Cristo che abita negli eccelsi, scendendo ai mortali santificò la tua dimora e la rese incrollabile; solo essa infatti dopo il parto conservò l’onore della verginità, avendo generato il Creatore.

Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

L’albero della vita, la vera vite spirituale è sospesa alla croce e per tutti fa scaturire ambrosia.

Grande, terribile, distruttore dell’orgoglio dell’ade e Dio incorruttibile, ora col corpo è risorto.

Theotokion. Tu sola, o Madre di Dio, divenisti per i terrestri la dispensatrice dei beni oltre natura: per questo noi ti offriamo il saluto: Salve.

Canone stavro-anastàsimo. Quale sorgente.

I suoi velenosi denti il serpente in me confisse, Salvatore, ma tu, Sovrano onnipotente, li spezzasti con i chiodi delle tue mani, perché non c’è santo dei santi all’infuori di te, amico degli uomini.

Ti mostrasti per tuo volere nella tomba morto e vivifico, amico degli uomini e spalancasti le porte dell’ade alle anime degli antichi, perché non c’è santo dei santio all’infuori di te, amico degli uomini.

Theotokìon. Campo non arato apparisti, germogliando la spiga che concede immortalità a quanti ne partecipano e che santamente riposa nel Santo dei santi.

Canone della Madre di Dio. Dall’alto sei sceso.

E’ purificata la natura dei mortali, che per te conversò con il fuoco irresistibile, purissima Vergine e come pane fu cotta da chi ti conservò illibata.

Chi è questa che è tanto vicina a Dio, trascendendo tutte le schiere degli angeli? E’ l’unica nello splendore della verginità, la splendente Madre dell’Onnipotente.

Ode 4. Irmòs.

Vedendo te, sole di giustizia, elevato sulla croce, la Chiesa stette al suo posto e a ragione acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Salisti sulla croce per sanare le mie passioni con la passione volontariamente subita della tua carne immacolata; per questo a te acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Gustato il tuo corpo vivificante e senza peccato, ben giustamente, o Sovrano, la morte morì; noi invece a te acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Theotokion. Concepisti ignara di nozze, o Vergine e resti vergine dopo il parto: perciò con voci che mai tacciono, con fede sicura, a te, Sovrana, gridiamo: Salve.

Canone stavro-anastàsimo. L’ineffabile divino.

Giudicando te, suo legislatore, Israele non conobbe Dio, ma lo inchiodò alla croce degli empi, rivelandosi indegno d’aver ricevuto la legge, o Cristo.

La tua anima divinizzata, Salvatore, depredò i tesori dell’ade e rialzò con sé le anime degli antichi: il tuo corpo datore di vita infuse immortalità in tutti.

Theotokìon. Te sempre vergine e Madre di Dio tutti glorifichiamo; ti prefigurò a Mosè, divino contemplante, il roveto illeso in mezzo al fuoco, o purissima.

Canone della Madre di Dio. Colui che siede.

Conversò con gli uomini l’invisibile divenuto visibile, lui che è forma della Divinità incomprensibile e, presa forma umana da te, fanciulla, salva quanti ti riconoscono pura Madre di Dio.

La Vergine accolse nella materia l’immateriale che si rivelò bimbo partecipando alla materia di lei, per cui in due sostanze si riconosce l’unico Dio inacarnato e mortale sovrasostanziale.

Dopo il parto ti serbò vergine il Dio Verbo, che in te dimorò e verginalmente fu partorito e nascendo ti serbò vergine come Sovrano e Creatore di tutto.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Tu, Signore, nella tua compassione sei sceso in terra, tu, sospeso all’albero della croce, hai innalzato la natura umana che era caduta.

Tu hai tolto di mezzo, o Cristo, l’accusa per le mie colpe; tu hai dissolto, o compassionevole, i dolori della morte con la tua divina risurrezione.

Theotokion. Noi ti mettiamo avanti contro i nemici come arma indistruttibile, noi abbiamo te, o sposa di Dio, come àncora e speranza della nostra salvezza.

Canone stavro-anastàsimo. Stupì l’universo.

T’ingoiò tutto intero lo stolto ade: vedendo attaccato a un legno, trapassato dalla lancia ed esanime te, Dio vivente, ti considerò semplice mortale; ma tormentato conobbe la potenza della tua divinità.

O amico egli uomini, la tomba e l’ade si spartirono il tempio disfatto del tuo corpo, ma entrambi dovettero sentirne le conseguenze, l’uno restituendo le anime, l’altro i corpi dei tuoi santi, o Immortale.

Theotokìon. Ecco, ora è compiuta la predizione del profeta: poiché tu, Vergine ignara di nozze, avesti in seno il Dio dell’universo e partoristi il Figlio senza tempo, che porta la pace a quanti a te inneggiano.

Canone della Madre di Dio. Ora sorgerò.

Dimora di gloria, monte santo di Dio, pura sposa, talamo di santificazione ti rese il Figlio di Dio, che abitò in te e paradiso di etena delizia per noi.

Da sangue vergine, o Cristo, prendesti carne, senza seme, senza macchia, personale, intellettuale, razionale, spirituale, attiva, volontaria, libera, autonoma.

Il grembo della Vergine svergognò la superbia tirannica, poiché un bimbo con la mano esplorò la tana mortifera degli aspidi, ne estrasse il superbo ribelle e lo pose sotto i piedi dei fedeli.

Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Salisti sulla croce cinto di potenza, ti scontrasti con il tiranno e, poiché sei Dio, lo precipitasti dall’alto, mentre con mano invincibile rialzasti Adamo.

Sfolgorante di bellezza risorgesti dalla tomba, o Cristo; disperdesti tutti i nemici con la tua potenza divina e colmasti di gioia l’universo, perché sei Dio.

Theotokion. Prodigio più nuovo di tutti i prodigi! Senza conoscer uomo, una vergine concepì colui che governa tutto l’universo e nel suo grembo non lo restrinse.

Canone stavro-anastàsimo. Sono giunto alle profondità.

Spalancò la gola e mi inghiottì e dilatò l’anima l’ade stolto: ma Cristo, sceso giù riportò su la mia vita come amico degli uomini.

La morte fu presa dalla morte, poiché il morto risorse dandomi incorruttela: apparso alle donne annunziò loro la gioia, immortale.

Theotokìon. Dimora dell’immensa Divinità appare il tuo grembo, Madre di Dio: le schiere celesti non posssono gurdarlo senza timore.

Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.

Un tempo il serpente ingannò e uccise me per mezzo della progenitrice Eva; ora, invece, per te, Pura, chi mi plasmò mi richiamò dalla corruzione.

L’abisso mostrò che tu, Fanciulla, fosti eletta ineffabilmente a essere abisso di misericordia: poiché da te brillò Cristo, perla della Divinità.

Kontàkion. Oggi sei apparso.

Il mio Salvatore e Redentore risuscitò dalla tomba, poiché è Dio, i figli della terra, liberi da catene, infranse le porte dell’ade e risorse, Sovrano, il terzo giorno.

Ikos.

Celebriamo, figli tutti della terra, il risorto dai morti, Cristo datore di vita risorto dalla tomba il terzo giorno, che oggi ha infranto con la sua potenza le porte della morte, ha ucciso l’ade, spezzato il pungiglione della morte e liberato Adamo ed Eva; senza sosta gridiamo grati la nostra lode, perché, unico Dio forte e risorse, Sovrano, il terzo giorno.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la pietà che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Fu richiamata all’incorruttela l’umana natura, lavata dal sangue divino di Cristo e grata intona il canto: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

La tua tomba, fonte della nostra risurrezione, o Cristo, si rivelò vivificante, più bella in verità del paradiso, più splendente di qualsiasi talamo regale.

Theotokion. Salve, dimora divina e santificata dell’Altissimo, perché per te, Madre di Dio, venne data la gioia a quanti acclamano: Benedetta tu fra le donne, o purissima.

Canone stavro-anastàsimo. I fanciulli di senno divino.

Innalzato sul legno, umiliasti l’occhio superbo e il ciglio altero abbattesti a terra, salvando l’uomo; o gloriosissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Con la tua potenza esalta il corno di potenza di noi che ti serviamo; risorto dai morti, che svuotasti l’ade dai molti uomini che deteneva, o Sovrano Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Trinitario. Seguendo le divine parole glorifichiamo l’unica divinità come in tre luci senza commistione, divisione, splendore senza tramonto illuminante tutto il creato inneggiante: O Dio, tu sei benedetto.

Canone della Madre di Dio. I tre giovani a Babilonia.

Mi attira all’innodia il fuoco che ho in cuore dell’affetto verginale a gridare alla Madre Vergine: Benedetta, con te è il Signore delle potenze.

Apparisti più eccelsa di tutte le creature, generando il Creatore e Signore, perciò grido a te, Madre di Dio: Benedetta, con te è il Signore delle potenze.

Trinitario. Inneggio a te, unica Sovranità, invisibile in tre santificazioni, natura trisipostàtica, acclamando: Benedetta tu, che reggi l’universo.

Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Stendendo le mani sulla croce radunasti tutte le genti e rivelasti, o Sovrano, un’unica Chiesa che ti celebra a quanti in terra e in cielo salmeggiano ad una sola voce: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

In bianche vesti l’angelo apparve alle donne, sfolgorante dell’inaccessibile luce della risurrezione e gridava: Perché cercate il vivente nella tomba come un morto? Cristo è veramente risorto e a lui acclamiamo: Opere tutte, cantate il Signore.

Theotokion. Tu sola in tutte le generazioni, Vergine pura, fosti resa Madre di Dio: della Divinità divenisti dimora, o purissima e non fosti arsa dal fuoco della luce inaccessibile; per questo tutti ti benediciamo, o Maria, sposa di Dio.

Canone stavro-anastàsimo. Il parto della Madre di Dio.

Vedendo la tua ingiusta uccisione, il creato contristato gemeva; la terra infatti tremava, il sole si vestiva di un nero manto di tenebra e noi senza sosta inneggiamo ed esaltiamo te, Cristo nei secoli.

Scendesti all’ade per me e a tutti apristi la via della risurrezione; di nuovo risalisti, portandomi sulle tue spalle e mi presentasti al Padre; per questo a te grido: Inneggiate al Signore, opere sue ed esaltatelo per tutti i secoli.

Trinitario. Glorifichiamo la prima mente, causa di tutte le cose, l’unico Padre non causato, il Verbo senza principio, lo Spirito Paràclito, unico Dio e Signore e creatore dell’universo, venerando la Trinità coertermna ed esaltandola per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. Redentore dell’universo.

Chi ti formò dal fianco di Adamo, dalla tua verginità prese carne, il Signore dell’universo che noi celebriamo dicendo: Opere tutte, benedite, inneggiate al Signore.

Nella tenda Abramo contemplò il mistero che è in te, Madre di Dio: accolse infatti il tuo Figlio non ancora incarnato cantando: Opere tutte, benedite, inneggiate al Signore.

Tre come la Trinità furono i salvati quale figura della tua verginità, poiché in corpi vergini disprezzarono la fiamma, o Fanciulla, cantando: Benedite, inneggiate al Signore.

Ode 9. Irmòs.

Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Tutto in tutto te stesso mi hai assunto in un’unione senza confusione, donando a tutto il mio essere, o mio Dio, la salvezza, con la passione che in croce hai subito nel corpo, per la tua grande e amorosa compassione.

Vedendo aperta la tua tomba e svuotati per la tua risurrezione i lini che avevano avvolto Dio, i tuoi discepoli con l’angelo dicevano: II Signore è veramente risorto.

Trinitario. Noi tutti fedeli adoriamo la Monade della divina essenza, ma Triade delle ipòstasi, uguale nella potenza e uguale nell’onore nelle ipòstasi non confuse: secondo pietà la magnifichiamo.

Canone stavro-anastàsimo. Ogni abitante.

Entrato con inganno nell’Eden, il serpente mi catturò; ma sulla salda pietra del calvario il Signore onnipotente lo calpestò come uno stolto: e subito mi si aprì l’ingresso alla felicità con il legno della croce.

Le potenti fortificazioni del nemico riducesti a un deserto: con la tua fortissima destra gli rapisti le sue ricchezze, dalle viscere dell’ade mi rialzasti con te, Cristo e lui che un tempo smisuratamente si vantava, mostrasti ridicolo e burlato.

Va’ a visitare la tribolazione del tuo povero popolo: con la tua mano compassionevole e potente rafforza il Sovrano portatore della croce contro i nemici bestemmiatori per liberare la tua ererdità preziosa, o Cristo, amico degli uomini.

Canone della Madre di Dio. Il mistero divino nascosto.

Ti contempliamo come giglio, o Pura, immerso nella porpora del divino Spirito, brillante fra le spine e che colma di profumo quanti degnamente ti magnificano.

Assumendo la caduca natura mortale dal tuo grembo, Purissima, l’Incorruttibile la rese in sé non più caduca con la sua pietà, perciò come Madre di Dio ti magnifichiamo.

O Sovrana di tutte le creature, dona al tuo popolo i trofei della vittoria, sottomettendo alla Chiesa il nemico, affinché, come Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono 4.

O Signore onnipotente, che ti sottoponesti alla croce e alla morte e risorgesti dai morti, noi glorifichiamo la tua risurrezione.

Con la tua croce, o Cristo, ci liberasti dalla maledizione antica, con la tua morte annientasti il diavolo che tiranneggiava la nostra natura e con la tua risurrezione colmasti di gioia l’universo; perciò a te acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Guidaci alla tua verità con la tua croce, Cristo Salvatore e liberaci dai lacci del nemico; tu che risorgesti dai morti, stendi la mano e, per intercessione dei tuoi santi, fa’ risorgere noi caduti per il peccato, o Signore amico degli uomini.

Senza separarti dal seno paterno, o Verbo Unigenito di Dio, venisti sulla terra, nel tuo amore per gli uomini, fatto uomo senza mutamento e ti sottoponesti nella carne alla croce e alla morte, tu che sei impassibile nella tua divinità; ma risorto dai morti concedesti immortalità alla stirpe umana, unico onnipotente.

Altri Stichirà, anatolikà.

Accettasti la morte nella carne, o Salvatore, guadagnando per noi l’immortalità e abitasti in una tomba per liberare noi dall’ade, risuscitandoci con te: perché come uomo soffristi, ma come Dio risorgesti; per questo acclamiamo: Signore, datore di vita, solo amico degli uomini, gloria a te.

Si spezzarono le pietre, o Salvatore, quando sul Calvario fu infissa la tua croce; inorridirono i custodi dell’ade quando nel sepolcro fosti deposto come un morto: poiché, annullata la forza della morte, hai elargito incorruttela a tutti i morti con la tua risurrezione, o Salvatore; Signore, datore di vita, gloria a te.

Desiderarono ardentemente le donne vedere la tua risurrezione, o Cristo Dio, giunse per prima Maria Maddalena, trovò la pietra ribaltata dal sepolcro e l’angelo seduto che diceva: Perché cercate il vivente tra i morti? Egli è Dio ed è risorto per salvare l’universo.

Dov’è Gesù che avevate creduto di custodire? Dite, giudei, dov’è colui che avevate posto nel sepolcro sigillando la pietra? Consegnate il morto, voi che rinnegaste la vita, consegnate il sepolto, oppure credete al risorto; ma anche se voi tacerete la risurrezione del Signore, grideranno le pietre e per prima quella che dal sepolcro è stata ribaltata. Grande è la tua misericordia, grande il mistero della tua economia! O Salvatore nostro, gloria a te.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Innalzato in croce, fiaccasti il potere della morte e come Dio cancellasti lo scritto della nostra condanna, o Signore: concedi anche a noi la conversione del ladrone, o unico amico degli uomini, poiché con fede ti veneriamo, o Cristo nostro Dio e a te diciamo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Sulla croce stracciasti con la lancia il decreto della nostra condanna e, annoverato fra i morti, legasti il tiranno di laggiù, liberando tutti dai lacci dell’ade con la tua risurrezione, per cui fummo illuminati, Signore, amico degli uomini e a te gridiamo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Tu che fosti crocifisso e risorgesti per la tua potenza dalla tomba al terzo giorno e rialzasti il primo uomo Adamo, o solo Immortale, degnati, Signore, di far tornare pure me a conversione, perché con tutto il mio cuore e con calda fede sempre io gridi a te: Ricordati di me, o Salvatore, nel tuo regno.

Per noi l’Impassibile divenne uomo passibile e venne messo nel sepolcro e risorto risuscitò con sé noi; per questo glorifichiamo con la croce la passione e la risurrezione, per le quali fummo plasmati, per le quali pure siamo salvati, gridando: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Il risorto dai morti, che spogliò l’Ade della sua potenza e apparve alle donne e salutò le mirofore, supplichiamo o fedeli, perché liberi dalla corruzione le nostre anime, ripetendogli sempre l’esclamazione del buon ladrone: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Gloria.

Tutti noi fedeli preghiamo di poter concordemente glorificare in modo degno il Padre, il Figlio e il santo Spirito, unità della Divinità che sussiste in tre ipòstasi, inconfusa, semplice, indivisa e inavvicinabile, per cui fummo redenti dal fuoco del castigo.

E ora. Theotokìon.

La Madre tua, Cristo, che nella carne verginalmente ti partorì e dopo il parto rimase davvero vergine incorrotta, la presentiamo a te per intercedere, o Sovrano di molta misericordia; perché tu ci conceda la remissione delle colpe continuamente ti gridiamo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E quindi il resto della Divina Liturgia.

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Modo III – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 3

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Tre stichirà anastàsima ripetendo il primo.

Gloria. E ora. Theotokìon dogmatico. Tono 3.

O meraviglia: una vergine partorì concependo il Dio precedente tutti i secoli! Un parto rivelato in anticipo, ma che per compiersi ha oltrepassato la natura; o mistero tremendo: per chi lo percepisce in ispirito resta ineffabile e, seppure contemplato, non può essere compreso; beata sei tu, Vergine pura, figlia dell’Adamo terrestre; davvero tu sei la Madre del Dio altissimo: imploralo di salvare le nostre anime.

Agli apòsticha il primo anastàsimo, poi i seguenti prosòmia della Theotòkos.

Tono 3. La tua croce venero, Cristo.

Stico. Ricorderò il tuo nome.

Riconosciamo in te, Vergine, l’arca spirituale che contenne non le tavole scritte da Dio, ma l’Autore stesso della legge, il Creatore del cielo e della terra che promulgò i decreti della grazia: pregalo di salvare le nostre anime.

Stico. Ascolta, figlia, guarda.

Tu sei il cielo sulla terra: tale ti rivelò il Verbo nostro Dio dimorando nel tuo grembo e assumendo la carne, lui, l’invisibile per natura; e su tutti fai piovere la rugiada immortale, Vergine e Madre senza nozze.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Per le tue preghiere abbiamo la salvezza; per esse, o Vergine, evitiamo sempre la marea dei pericoli e la tempesta delle tentazioni; perciò ti preghiamo di non interrompere la tua preghiera per tutti noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per te, Vergine Maria, conosciamo il rinnovamento della natura umana, la seconda vita: l’Autore del creato, plasmato nel tuo grembo ci rialzò dall’ade e dalla morte per donarci la vita eterna e permetterci, sempre Vergine, di gridare a te: Salve, tu che riunisci gli esseri di quaggiù alle potenze celesti di lassù; salve, speranza della terra e dei suoi confini, baluardo e protezione di tutti gli esseri umani; salve, tu che fai risplendere l’universo con la risurrezione di tuo Figlio, concedendo la grande misericordia.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato stichirà anastàsima.

Tono 3.

Per la tua croce, Cristo Salvatore, è abolito il potere della morte, annientata la seduzione del diavolo e la stirpe umana, salvata per la fede a te ogni giorno offre l’inno.

Fu illuminato l’universo dalla tua risurrezione, Signore e il paradiso riaperto: e tutto il creato, acclamandoti, a te ogni giorno offre l’inno.

Glorifico la potenza del Padre e del Figlio e canto il potere dello Spirito santo, Divinità indivisibile, increata, Trinità consustanziale che regna in eterno.

Altri stichirà, anatolikà.

Veneriamo la tua croce preziosa, o Cristo, cantiamo e glorifichiamo la tua risurrezione, perché per le tue piaghe noi tutti fummo sanati.

Cantiamo il Salvatore, incarnato dalla Vergine: per noi fu crocifisso e risorse il terzo giorno per donarci la grande misericordia.

Disceso a chi dimorava nell’ade, Cristo evangelizzò: Coraggio, ora ho vinto, io sono la risurrezione, io vi faccio risalire, perché ho infranto le porte della morte.

Noi che stiamo indegnamente nella tua casa incontaminata intoniamo l’inno vespertino, gridando dal profondo: O Cristo Dio, che con la tua risurrezione il terzo giorno illuminasti il mondo, libera il tuo popolo dalla mano dei tuoi nemici, o filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come non stupiremo, o venerabilissima, per il tuo parto teandrico? Senza esperienza d’uomo, o purissima partoristi senza padre, nella carne, il Figlio prima dei secoli dal Padre generato senza madre: ed egli in nulla subì mutamento, confusione o divisione, ma di entrambe le essenze serbò integre le proprietà; imploralo dunque, Vergine Madre, Sovrana, per la salvezza delle anime di quanti in modo ortodosso ti proclamano Madre di Dio.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 3.

Tu che con la tua passione, o Cristo, hai oscurato il sole e con la luce della tua risurrezione hai rischiarato l’universo, accetta il nostro inno vespertino, o filantropo.

Gli alfabetici.

Il tuo vivificante risveglio, Signore, ha illuminato tutta l’ecumène e richiamato la tua creatura corrotta. Perciò, affrancàti dalla maledizione di Adamo, gridiamo: Onnipotente Signore, gloria a te.

Tu che sei Dio immutabile, hai subito mutamento, patendo nella carne: il creato non sopportava vederti crocifisso, per il timore si scuoteva con violenza e gemendo cantava la tua pazienza; ma, discendendo nell’ade, il terzo giorno risorgesti, donando al mondo la vita e la grande misericordia.

Per redimere la nostra stirpe dalla morte, o Cristo, ti sottoponesti alla morte e risorgendo dai morti il terzo giorno rialzasti con te quanti ti avevano riconosciuto come Dio e illuminasti il mondo: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Senza seme, dal divino Spirito, per volere del Padre, concepisti il Figlio di Dio, che è dal Padre prima dei secoli, senza madre e che per noi da te è nato, senza padre: lo generasti nella carne e come bambino lo allattasti; non cessare dunque di intercedere, perché siano liberate dai pericoli le nostre anime.

Tono 3. Apolytìkion.

Si rallegrino i cieli, * esulti la terra *, poiché ha operato potenza, * col suo proprio braccio, * il Signore, ha calpestato * con la morte la morte; * è divenuto primogenito dei morti, * dal ventre dell’ade, ci ha liberati * e ha concesso al mondo * la grande misericordia.

Theotokìon.

Celebriamo te, mediatrice per la salvezza della nostra stirpe, Vergine Theotòkos: poiché con la carne da te assunta, tuo Figlio, nostro Dio, accettando di patire sulla croce, ci ha liberato dalla corruzione, come filantropo.

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Modo III – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono 3

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Canone trinitario. Acròstico: Lodo la Trinità, l’unica divina maestà. Di Mitrofane.

Ode 1. Tono 3. Colui che un tempo.

Unica incomprensibile Sovranità, unica trina tearchia, fammi degno ora del tuo triplice fulgore, affinché sempre inneggi a te, inneggiata con il triplice trisagio dalle voci degli angeli.

Santamente tutte le schiere incorporee chiaramente cantano l’unica causa creatrice in triplice luce dominatrice; con loro cantiamo anche noi, turbe degli uomini e con fede la glorifichiamo con le nostre bocche fangose.

Mente e Verbo e Spirito i teologi giustamente e simbolicamente ti chiamano, Dio Re dell’universo, per indicare l’impassibile generazione del Figlio dal Padre non generato e la divina processione dello Spirito.

Theotokìon. Per natura filantropo, degli uomini assumesti la natura, o Verbo di Dio, lampeggiando la triplice e unica sovranità dell’unica Divinità, mostrando glorificata da tutti la Vergine pura, tua genitrice.

Ode 3. Tu che dal nulla.

Quando un tempo Elia comandò di dividere l’acqua in tre parti, con esse indicò in modo figurato la triplice sostanza dell’unica signoria di Dio.

La labile natura dei terrestri inneggia te, uno e triluminoso Creatore immutabile e a te grida, Signore: Da ogni pericolo liberami e salvami.

Servendoci delle parole dei profeti, degli illustri apostoli e araldi della fede, noi fedeli glorifichiamo te Trinità isoenergica, Dio dell’universo.

Theotokìon. Come filantropo Cristo scese dal trono dell’Altissimo per sollevare l’uomo per mezzo tuo, o purissima e su tutti rifulse la luce trisolare.

Kàthisma.

Tono 3. Attonito di fronte.

O sovraessenziale e unico Signore, o Cristo, splendore riflesso del Padre senza principio e divinissimo Spirito, abbi pietà dei tuoi servi, poiché tutti peccammo, ma non ti rinnegammo; perciò ti supplichiamo, Signore trisipostàtico: tu che ne hai il potere, salva la tua creatura da ogni pericolo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il sovraessenziale Dio e Signore s’incarnò per bontà da te, prendendo la nostra essenza e rimanendo ciò che era; perciò venerando lui, Dio-Uomo, o purissima, proclamiamo te, Madre di Dio mai coniugata, magnificando il gran prodigio del tuo concepimento verginale.

Ode 4. Ci hai mostrato.

Doppio ramo germogliò, come dalla radice del Padre, il Figlio e lo Spirito buono, rami divini di unica pianta e fiori coeterni come per essere tre luci della Divinità (2).

Turbe di sostanze intellettuali senza sosta inneggiano te, Dio incomprensibile; con loro anche noi glorifichiamo dicendo: Trinità sovrasostanziale, salva i tuoi servi, come filantropo.

Theotokìon. Col tuo amore ci attratti, misericordiosissimo Verbo di Dio, incarnato per noi senza mutazione, introducendoci al mistero della triplice luce dell’unica Divinità; perciò ti glorifichiamo.

Ode 5. Come vide Isaia.

L’unico trisipostàtico Signore Sovrano, che Isaia vide in figura, glorificato dalle immacolate voci dei serafini, fu subito inviato a proclamare la trilucente sostanza e la monade trisolare (2).

In principio costituisti dal nulla la natura di tutti gli esseri visibili e invisibili, monade trisolare: libera dunque da tutte le tentazioni quanti con fede benedicono te, unico Dio e falli degni della tua gloria.

Theotokìon. Con affetto inneggiamo a te, Vergine, che sei divenuta luminoso e puro talamo di Dio e ti diciamo beata, poiché da te fu partorito Cristo in due volontà e nature, lui, uno della Trinità e Signore della gloria.

Ode 6. Mi ha circondato l’abisso.

Abramo pellegrino fu fatto degno di accogliere in figura l’unico Signore in tre ipòstasi, sovrasostanziale, in forma umana (2).

Dirigi il cuore dei tuoi servi alla luce inaccessibile, trisolare Signore, concedi alle nostre anime un lampo della tua gloria per contemplare l’ineffabile tua bellezza.

Theotokìon. Fammi penetrare nella luce che concepisti nel tuo grembo, o pura, affinché io guardi il triplice raggio della Divinità e glorifichi te, Signora tutta luce.

Kàthisma. Tono 3. La confessione della fede.

Inneggiamo alla trisolare potenza della divina natura consustanziale e con voci trisagie acclamiamo: santo sei, Padre senza principio, santo sei, Figlio come lui non cominciato, santo sei, Spirito unico, nostro Dio indiviso, Creatore dell’universo e filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Straordinario prodigio: come mai l’infinito si restringe nel tuo grembo e incarnato apparve agli uomini, senza subire miscuglio o separazione della divina e immutabile Divinità, o Fanciulla purissima? Perciò con fede sempre ti proclamiamo Madre di Dio e ti glorifichiamo.

Ode 7. Come un tempo irrorasti.

O Signore, rendimi tempio luminoso della tua trisplendente Divinità, superiore alla terribile cecità del peccato e alle passioni, illuminandomi con i tuoi fulgori, o Dio dei nostri padri.

Proclamiamo l’unica forma della Divinità in tre proprietà personali distinte, Padre, Figlio e Spirito santo, acclamando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Apparve un tempo sotto la quercia di Mamre ad Abramo Dio trisipostàtico e in ricompensa dell’ospitalità, per misericordia, gli diede Isacco; e noi ora lo glorifichiamo come Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Dal tuo grembo verginale e intatto apparve sulla terra fatto uomo per sua bontà l’Onnipotente divinizzandoci, o benedetta purissima, Madre di Dio, senza macchia.

Ode 8. Del Padre senza principio.

Come dalla radice del Padre senza principio il Verbo e lo Spirito ugualmente eterni, come germogli della sovraessenziale tearchia, mostrarono la gloria della Trinità, unica e potente, che tutti noi fedeli inneggiamo per i secoli (2).

Con i tuoi fulgori dirigi le schiere celesti nel canto mai silente dei divini canti trisagi, o Padre, Verbo a lui conforme e Spirito, triluminosa potenza e pari dignità; perciò t’inneggiamo per tutti i secoli.

Theotokìon. Gli oracoli dei profeti vedendo da lontano tuo Figlio, Madre di Dio, lo benedissero perché nato senza seme e soprannaturale, o Signora; con loro anche noi lo inneggiamo come Signore e lo esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. O meraviglia nuova.

Le schiere degli incorporei, simili a Dio, si levano in alto sulle ali per la brama di vedere la gloria della triplice luce, ma le trattiene la profonda riverenza della luce inaccessibile e senza sosta cantano l’inno; con loro anche noi, Triade monadica, ti glorifichiamo (2).

Con insaziata brama pure noi, che in terra da te ricevemmo un’anima intellettuale e razionale, inneggiamo a te, Signore, Dio di tutti, unica vera natura trisipostàtica, con tutto il cuore; per questo, come compassionevole, misericordiosissimo, abbi pietà di noi.

Theotokìon. Fammi tempio della tua luminosa, trifulgente e monarchica tearchia, sicché con purezza dia culto al Creatore di tutti e rendimi contemplatore spirituale della gloria ineffabile, per intercessione dell’unica Theotòkos, che degnamente come gloriosissima magnifichiamo.

Al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata della risurrezione. Tono 3.

Cristo è risorto dai morti, primizia dei dormienti: il primogenito della creazione e Creatore di tutte le cose ha rinnovato in se stesso la natura corrotta della nostra stirpe; tu non hai più potere, o morte perché il Sovrano dell’universo ha abolito il tuo dominio.

Gloria.

Gustando la morte nella carne, o Signore, dissolvesti con la tua risurrezione l’amarezza della morte: contro di essa hai ora rafforzato l’uomo, revocando la maledizione antica cui egli soggiaceva; o difensore della nostra vita, Signore, gloria a te.

E ora. Theotokìon. Autòmelo.

Attonito di fronte alla bellezza della tua verginità e al vivido splendore della tua purezza, Gabriele a te gridava, Madre di Dio: Quale lode degna potrò offrirti? E quale nome potrò darti? Lo stupore mi lascia smarrito, perciò, come mi è stato comandato, a te io grido: Salve, piena di grazia

Dopo la seconda sticologìa, altri Kathìsmata.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Attonito di fronte alla immutabilità della tua natu-ra divina e alla volontarietà della tua passione, Signore, l’ade tra sé gemeva: Tremo di fronte all’ipòstasi incorrotta di quel corpo; vedo l’invisibile segretamente combattermi, per questo anche quanti detengo gridano: Gloria, o Cristo, alla tua risurrezione.

Gloria.

Noi fedeli proclamiamo la divinità del mistero ineffabile dell’incomprensibile crocifissione e dell’inesplicabile risurrezione: morte e ade sono oggi spogliati e si riveste di incorruttela la stirpe umana; per questo, grati, acclamiamo: Gloria, o Cristo, alla tua risurrezione.

E ora. Theotokìon.

L’inafferrabile e incircoscrivibile, il consustanziale al Padre e allo Spirito, misticamente contenesti nel tuo grembo, Genitrice di Dio; per il tuo Figlio imparammo che un’unica e inconfusa energia della Trinità risplende nel mondo; per questo, grati, a te acclamiamo: Salve, piena di grazia.

Dopo l’àmomos (salmo 118) Ypacoì.

Terribile nell’aspetto, stillando rugiada con le sue parole l’angelo sfolgorante diceva alle mirofòre: Perché cercate nel sepolcro il vivente ? È risorto svuotando i sepolcri! Riconoscete dunque l’immutabile in colui che muta la corruzione e dite a Dio: Come sono terribili le tue opere! Tu hai salvato il genere umano.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Liberasti da Babilonia i deportati di Sion: trai anche me, o Verbo, dalle passioni alla vita.

Quanti nel meridione seminano con lacrime divine, nella gioia dell’eternità mieteranno spighe.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito risplende ogni dono buono come per il Padre e il Figlio: in lui tutto vive e si muove.

Antifona 2.

Se il Signore non costruisce la casa delle virtù, fatichiamo invano; ma se egli sorveglia la nostra anima, nessuno di noi avrà la sua città saccheggiata.

I santi, grazie allo Spirito, per l’adozione a figli sono sempre tuoi, o Cristo, come per un padre: sono tua ricompensa, frutto del grembo.

Gloria. E ora.

Nel santo Spirito si contempla ogni santità e sapienza: egli dona l’essere a tutto il creato; a lui dunque, poiché è Dio, diamo culto, come al Padre e al Verbo.

Antifona 3.

Beati quanti temono il Signore, cammineranno per le vie dei tuoi precetti e mangeranno ogni sorta di frutti di vita.

Rallegrati, pastore supremo, vedendo intorno alla tua mensa i tuoi rampolli, che portano rami di opere buone.

Gloria. E ora.

Al santo Spirito ogni ricchezza di gloria, perché da lui vengono grazia e vita a tutto il creato: viene infatti celebrato con il Padre e il Verbo.

Prokìmenon.

Dite tra le genti: Il Signore ha instaurato il suo regno, ha raddrizzato il mondo, che non sarà scosso.

Stico. Cantate al Signore un canto nuovo.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione e il resto come la domenica del tono 1. Vedi pagg. 15 e 16.

Canone della risurrezione.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Colui che un tempo con cenno divino raccolse le acque in un’unica massa e per il popolo d’Israele divise il mare, il nostro Dio glorioso, lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

Condannò la terra a portare al trasgressore spine come frutto del suo sudore, il nostro Dio che prese corpo e accettò da empia mano una corona di spine abolendo così la maledizione, perché si è glorificato.

Colui che scese nella morte, si è rivelato vincitore trionfante della morte, ha assunto carne passibile e animata, si è scontrato col tiranno e con sé ha rialzato tutti, il nostro Dio, perché si è glorificato.

Theotokìon. Tutte le genti glorificano come vera Theotòkos te, che senza seme hai partorito: il nostro Dio, disceso nel tuo grembo santificato, ha assunto la nostra natura e da te fu generato Dio e uomo.

Canone stavroanastàsimo. Acròstico con irmì: Porto il terzo canto a te, Verbo di Dio.

Un canto nuovo.

Cristo riscattò con il suo sangue divino la stirpe dei mortali, asservita al tiranno peccatore e la rinnovò divinizzandola, perché si è glorificato.

Come mortale, Cristo tesoro della mia vita, volle assaggiare la morte; ma come immortale, con la sua natura vivificò i morti, perché si è glorificato.

Canone della Theotòkos. Acròstico con irmì: Porto il terzo canto a te, Madre di Dio.

Stesso Irmòs.

Tutta la natura dei celesti, o Vergine, piega il ginocchio all’incarnato da te e con i terrestri pure i sotterranei giustamente, perché è glorificato.

O quali scambi in te avvennero! Colui infatti che come Dio ha abbondanza di beni, diede a noi lo Spirito divino e da te prese la carne, o Fanciulla, perché si è glorificato.

Ode 3. Irmòs.

Tu che dal nulla traesti tutte le cose create nel Verbo e le perfezionasti nello Spirito, o Sovrano onnipotente, rendimi saldo nel tuo amore.

Per la tua croce venne svergognato l’empio: aveva scavato una fossa e vi cadde; mentre la fronte degli umili, o Cristo, per la tua risurrezione venne innalzata.

L’annunzio della vera fede coprì come acqua i mari delle genti, o filantropo: rivelasti infatti gli splendori della Trinità, risorgendo dalla tomba.

Theotokìon. Cose gloriose furono dette di te, città vivente di colui che regna per sempre: per te, o Sovrana, Dio visse con gli uomini sulla terra.

Canone stavroanastàsimo. Spezzasti l’arco.

Purificazione delle sozzure idolatriche ti rivelasti, croce senza macchia, perché il divino Gesù in te distese le mani.

Affinché tutti noi fedeli venerassimo te, tomba vivificante, in te fu deposto e risorse Cristo nostro vero Dio.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Virgulto della radice di Iesse, come disse il profeta, la Vergine germogliò te, Cristo fiore: santo sei tu, o Signore.

Per comunicare la Divinità ai terrestri, mendicasti dalla Vergine e prendesti la nostra carne; santo sei tu, o Signore.

Ode 4. Irmòs.

Hai mostrato amore forte per noi, Signore, consegnando alla morte l’unigenito tuo Figlio e noi ringraziando acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Nella tua compassione, o Cristo, subisti ferite e piaghe; tollerando l’oltraggio degli schiaffi e pazientemente sopportando gli sputi operasti così la mia salvezza: Gloria alla tua potenza, Signore

Con un corpo mortale, o vita, ti scontrasti con la morte per gli stenti dei poveri e il gemito dei tuoi miseri e distrutta la distruttrice, o glorioso, tutti con te rialzasti.

Theotokìon. Accogliendo le compassionevoli preghiere della tua Madre gloriosa, ricordati, o Cristo, del gregge che con la tua passione ti sei acquistato; tu che nel suo travaglio lo visitasti con la tua potenza, liberalo.

Canone stavroanastàsimo.

Il mistero ineffabile.

Salvasti l’uomo ucciso dal peccato per la sua trasgressione, tu che lo avevi plasmato, venendo crocifisso sul calvario, o amico degli uomini.

La morte restituì i morti che aveva assorbito e fu disfatto pure il regno rovinoso dell’ade, quanto risorgesti dal sepolcro, Signore.

Canone della Theotòkos.

Stesso irmòs.

Tu che stabilisti i monti con la bilancia della divina scienza, quale pietra fosti staccato dalla Vergine senza lavoro di mano, o Signore; gloria alla tua potenza, o filantropo.

Sanasti la nostra natura malata, Signore, unendole nella Vergine, la più efficace medicina, la tua purissima divinità, o Verbo.

Mia porzione e desideratissima sorte sei tu, Signore, che, nella Vergine, unisti me alla tua ipòstasi, dando la sostanza alla carne.

Ode 5. Irmòs.

A te dall’alba vigilo, artefice dell’universo, pace che trascende ogni intelletto; sono luce i tuoi precetti, guidami in essi.

Consegnato a un giudice iniquo dall’invidia degli ebrei tu, che su tutto vigili e che con giustizia tutta la terra giudichi, liberasti Adamo dalla condanna antica.

Concedi alle tue Chiese la tua pace, o Cristo, per l’invincibile potenza della tua croce, tu che sei risorto dai morti e salva le nostre anime.

Theotokìon. Tu sola, o sempre Vergine, divenisti tenda santa e più ampia dei cieli, perché accogliesti il Verbo di Dio, che tutto il creato non può contenere.

Canone stavroanastàsimo. Sulla terra.

Ferito al fianco dalla lancia, Cristo mio, liberasti dalla maledizione colei che fu creata dal fianco dell’uomo, divenuta autrice di rovina per tutti i mortali.

Tu, per natura uguale al Padre, erigesti dai morti la sacra dimora del tuo corpo purissimo e venerabilissimo, Cristo nostro salvatore.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Tuo Figlio, il Verbo di Dio, o Vergine, Creatore di Adamo primo plasmato, non è creatura anche se da te si formò una carne animata.

Il Signore Gesù, il Figlio della Vergine, Verbo di Dio uguale al Padre, è ipostasi perfetta in due nature, Dio perfetto e uomo.

Ode 6. Irmòs.

Mi ha circondato l’abisso senza fondo dei peccati e il mio spirito vien meno; ma tu, o Sovrano, stendi il tuo braccio eccelso e come Pietro, salva anche me, o nocchiero.

Mi ha circondato l’abisso della misericordia e della compassione con la tua amorosissima discesa tra noi: incarnandoti o Sovrano e assumendo la forma di servo, mi hai divinizzato e con te glorificato.

Subì la morte l’assassino, vedendo redivivo l’ucciso: questi sono i segni della tua risurrezione, o Cristo e questi sono i trofei della tua immacolata passione.

Theotokìon. O purissima che sola, oltre ogni comprensione, mediasti tra il Creatore e gli uomini, implora tuo Figlio tuo perché sia propizio ai tuoi servi caduti e li difenda.

Canone stavroanastàsimo. Giona dalla dimora.

Provato dalle lividure, patendo la croce, risuscitasti con te i feriti dell’ade, perciò a te grido: Trai dalla perdizione la mia vita, o amico degli uomini.

A te si aprono per timore le porte dell’ade, sono predati i vasi del nemico; perciò le donne ti incontrarono riportando gioia in cambio di tristezza.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Prende la nostra forma dalla fanciulla inviolata colui che non ha forma, mostrandosi uomo nella figura e nell’opera, immutato come Dio.

Dall’abisso dei peccati e dalla tempesta delle passioni liberami, o purissima, poiché tu sei porto e abisso di prodigi per quanti a te con fede accorrono.

Kontàkion.

Sei risorto oggi dalla tomba, o misericordioso e ci hai tratti dalle porte della morte; oggi Adamo danza ed Eva è nella gioia; con loro anche i profeti, con i patriarchi, senza sosta cantano la forza divina della tua potenza.

Ikos.

Danzino oggi il cielo e la terra e cantino concordi a Cristo Dio perché ha fatto risorgere i prigionieri dalle tombe; tutto il creato si congratula offrendo degni canti al Creatore dell’universo e nostro Redentore: oggi dall’ade ha tratto con sé i mortali e sino ai cieli con sé li innalza perché è lui il datore di vita; egli abbatte la boria del nemico e infrange le porte dell’ade con la forza divina della sua potenza.

Ode 7. Irmòs.

Come un tempo irrorasti di rugiada i tre pii fanciulli tra le fiamme dei caldei col fuoco illuminante della divinità, rischiara ora anche noi che acclamiamo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Si squarciò lo splendente velo del tempio davanti alla croce del Creatore, rivelando la verità nascosta nella lettera ai fedeli che acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Dal tuo fianco trafitto le gocce di fonte divina del tuo sangue vivificante, o Cristo, stillando a terra conforme all’economia, riplasmarono i nati dalla terra, che acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Trinitario. Glorifichiamo lo Spirito buono con il Padre e il Figlio unigenito, venerando nei tre, o fedeli, unico potere e unica divinità e acclamando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Canone stavroanastàsimo. Il severo tiranno.

Il sole si oscura vedendo appeso alla croce non un semplice uomo, ma Dio incarnato, al quale cantiamo: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

L’ade impaurito, ricevendo il potente per divinità, il datore dell’incorruttela, vomitò le anime dei giusti acclamanti: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Tesoro prezioso di benedizione, o purissima, sei divenuta per quanti con retto cuore ti proclamano Genitrice di Dio; poiché da te s’incarnò il Dio dei nostri padri.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

O Signore della gloria e dominatore delle potenze celesti, seduto in trono col Padre, portato da mani vergini, benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

L’arrogante morte, incontrando te, divina ipòstasi, ne fu annientata, quando diventasti carne della Vergine; Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Tutti sappiamo che sei Madre di Dio, avendo concepito Dio; poiché o pura, generasti uno della Trinità incarnato. Benedetto, o purissima, il frutto del tuo seno.

Ode 8. Irmòs.

Gettati in un rogo insostenibile, i giovani paladini della pietà, senza ricevere alcun danno dalla fiamma, intonavano l’inno divino: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli

Si squarciò lo splendido velo del tempio, quando la tua croce fu piantata sul luogo del cranio e si sconvolgeva per il timore tutto il creato, mentre intonava il canto: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Risorgesti, o Cristo, dalla tomba e con divina potenza rialzasti colui che per la seduzione dell’albero era caduto ed egli ora acclama e dice: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Ti rivelasti tempio di Dio e il tuo grembo arca spirituale: hai riconciliato infatti il Creatore con i mortali, o pura Genitrice di Dio e giustamente noi tutti, opere sue, ti cantiamo e sovresaltiamo, per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. Spegnendo la fiamma.

Dio Verbo impassibile, non potendo patire per la sua divinità, patisce nella carne e a lui cantiamo: Benedite opere tutte del Signore, il Signore ed esaltatelo per i secoli.

Addormentandoti come mortale, ti svegliasti immortale, o Salvatore e salvi dalla morte quanti cantano: benedite opere tutte del Signore, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Trinitario. Piamente diamo culto alla Divinità trisipostatica sempre perfettamente una e cantiamo: benedite, opere tutte del Signore, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Come Madre sovrasti le schiere intellettuali e stai accanto a Dio, Vergine benedetta; noi benediciamo il tuo parto e l’esaltiamo per tutti i secoli.

La bellezza fisica più bella mostrasti irradiando carne della Divinità; benediciamo, o Vergine benedetta, il tuo parto e l’esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

O meraviglia nuova e degna di Dio: davvero il Signore attraversò la porta chiusa della Vergine; spoglio nell’entrare e rivestito di carne al suo uscire, Dio apparve e la porta restò chiusa: perciò ineffabilmente come Madre di Dio la magnifichiamo.

È tremendo, o Verbo di Dio, vedere te, il Dio Creatore, che liberò i morti dall’ade, innalzato sul legno, patire nella carne per i servi, giacere senza respiro in un sepolcro; per questo, o Cristo, come onnipotente ti magnifichiamo.

Salvasti i progenitori dalla corruzione della morte, o Cristo, deposto morto nella tomba; facesti rifiorire la vita risuscitando i morti, conducendo per mano la natura umana alla luce e rivestendola di incorruttela divina; o fonte di luce sempre viva, noi ti magnifichiamo.

Theotokìon. Ti rivelasti tempio e trono di Dio in cui dimorò colui che è negli eccelsi, partorito senza esperienza d’uomo, o purissima, senza affatto aprire le porte della carne; tu dunque, o venerabile, con le tue suppliche incessanti, affrettati ormai a sottomettere le nazioni barbare al nostro imperatore.

Canone stavroanastàsimo. Quanti dalla dolcezza.

Onore a tutti i mortali facesti scaturire dalla tua disonorata morte, che tu gustasti con la crocifissione e a me, sostanza mortale, donasti l’immortalità, Cristo Salvatore, amico degli uomini.

Salvasti me sorgendo dal sepolcro, Cristo e mi elevasti e conducesti al Padre tuo genitore, facendomi sedere alla sua destra, per le viscere della tua misericordia, Signore.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Mai si saziano di inneggiarti i tuoi puri fedeli, anzi sempre più, o Vergine, cresce il loro divino desiderio spirituale e come Madre di Dio ti magnificano.

Ci hai costruita fidente avvocata la tua Genitrice, o Cristo; per la sua intercessione concedi benigno a noi lo Spirito con il suo dono di bontà, che attraverso di te procede dal Padre.

Alle lodi stichirà anastàsima. Tono 3.

Venite, genti tutte, comprendete il senso del temibile mistero: Cristo nostro Salvatore, il Verbo che era nel principio, per suo volere è stato per noi crocifisso ed è risorto dai morti per salvare l’universo: lui dunque adoriamo.

Narrarono tutti i prodigi i custodi posti a tua guardia Signore; ma il sinedrio della vanità colmò la loro destra di doni, credendo di tener nascosta la tua risurrezione, che il mondo glorifica: abbi pietà di noi.

L’universo fu colmo di gioia quando sperimentò la tua risurrezione; Maria Maddalena, infatti, venne alla tomba e trovò l’angelo seduto sulla pietra, fulgido nella sua veste, che così parlava: Perché cercate il vivente fra i morti? Non è qui, è risorto come disse e vi precede in Galilea.

Nella tua luce, Sovrano, vedremo la luce o filantropo, perché risorgesti dai morti donando alla stirpe umana la salvezza, affinchè tutto il creato glorifichi te, l’unico senza peccato: abbi pietà di noi.

Altri stichirà, anatolikà.

Come inno mattutino, le mirofòre ti offrivano lacrime, Signore; volendo ungere il tuo corpo immacolato con aromi profumati giunsero al tuo sepolcro, ma un angelo seduto sulla pietra le evangelizzò: Perché cercate il vivente fra i morti? Calpestando la morte, risorse come Dio per concedere a tutti la grande misericordia.

L’angelo che rifulgeva nel tuo sepolcro vivificante diceva alle mirofòre: Svuotò le tombe, spogliò l’ade e risorse il terzo giorno il Redentore, unico Dio onnipotente.

Venuta alla tua tomba il primo giorno della settimana, Maria Maddalena ti cercava; non trovandoti gemeva, esclamando nel pianto: O mio Salvatore, come ti hanno potuto rapire, o Re dell’universo? Ma una coppia di angeli portatori di vita gridava dall’interno della tomba: Donna, perché piangi? Piango, diceva, perché hanno tolto dalla tomba il mio Signore e non so dove lo hanno posto. Ma quando essa si voltò e ti vide, subito esclamò: Mio Signore e mio Dio gloria a te.

Gli ebrei rinchiusero nella tomba la vita, ma un ladrone con la lingua aprì il paradiso gridando: Colui che con me per me fu crocifisso, con me dal legno pendeva, ma mi appariva seduto in trono col Padre perché egli è il Cristo nostro Dio, colui che possiede la grande misericordia.

Alla Liturgia

Typikà e Beatitudini (Makarismì)

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, o Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniava sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo Regno.

O Datore di vita e Signore, per i nostri peccati ci condannasti alla maledizione della morte; patendo senza peccato nel tuo corpo, o Sovrano, desti la vita ai morti che gridano: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Risorgendo dai morti ci hai elevato dalle passioni con la tua risurrezione, Signore; distruggesti tutto il dominio della morte, perciò con fede a te acclamiamo, Salvatore: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Con la tua sepoltura di tre giorni, come Dio hai vivificato e risvegliato i morti nell’Ade e nella tua benevolenza hai donato l’incorruttela a tutti noi, che sempre acclamiamo con fede: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Alle mirofore per primo apparisti risorto dai morti, o Salvatore, dicendo: Salve! E per esse fai sapere agli amici la tua resurrezione, o Cristo, perciò con fede esclamiamo: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Sul monte Mosè stese le mani e sconfisse Amalek prefigurando la croce; prendendola con fede come arma potente contro i demòni, tutti noi acclamiamo: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Gloria.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito santo, inneggiamo, fedeli, un solo Dio, un solo Signore, come da un unico sole, poiché è trifulgida la Trinità e illumina tutti quelli che gridano: Ricordati anche di noi, nel tuo Regno.

E ora. Theotokìon.

Salve, porta di Dio, per cui passò il Creatore incarnato, conservandoti sigillata; salve, nube leggera, che porti Cristo, pioggia divina; salve scala e trono celeste, salve monte venerando, pingue e intatto.

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Modo II – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 2

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono 2.

O grande mistero! Vedendo i prodigi, proclamo la divinità, non nego l’umanità; l’Emmanuele infatti, come amico degli uomini, aprì le porte della natura; essendo Dio non spezzò i sigilli della verginità: ma uscì dal grembo materno così come, per l’annuncio, vi era entrato e come fu concepito, si incarnò: senza dolori entrò, ineffabilmente ne uscì, secondo l’oracolo del profeta che dice: Questa porta sarà chiusa, nessuno vi passerà, se non il Signore Dio d’Israele che possiede la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: La tua risurrezione, Cristo Salvatore, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono 2. Quando dal legno.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Tu sei la gioia di tutti gli oppressi, avvocata di chi subisce ingiustizia, cibo degli affamati, conforto degli stranieri, porto di chi è sbattuto dalla burrasca, visitatrice degli ammalati, rifugio e soccorso degli affaticati, bastone dei ciechi e aiuto degli orfani, Madre di Dio altissimo; affrettati, ti preghiamo, o pura, a salvare i tuoi servi.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Ho commesso ogni iniquità senza misura, ogni peccato senza limite, ormai degno di ogni condanna: o Vergine, concedimi l’occasione del pentimento, affinché nel mondo di là non sia condannato; come ambasciatrice ti conto, sei tu la mia avvocata, che non sia svergognato, divina sposa.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Altro rifugio presso il Creatore e Signore non abbiamo se non te, divina Sposa pura; non rifiutarci la tua fervente protezione, non disprezzare quanti con affetto accorrono sotto la tua protezione. O Madre del nostro Dio, affrettati a mostrare la ricchezza della tua misericordia e salvaci dall’ra su n oi incombente.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi sarà capace di lodarti degnamente e dirti beata, Vergine sposa di Dio, per il riscatto del mondo che si è compiuto grazie a te? Ringraziando dunque a te gridiamo dicendo: Salve, tu che divinizzi Adamo riunendo ciò che era separato. Salve, tu che illumini la stirpe umana con la luminosa risurrezione di tuo Figlio, nostro Dio; noi tutti cristiani senza sosta ti magnifichiamo.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono 2.

Il generato dal Padre prima dei secoli, il Dio Verbo, incarnato dalla Vergine Maria, venite, adoriamo. Si sottopose infatti alla croce e fu deposto nella tomba perché così volle e, risorto dai morti, salvò me, l’uomo smarrito.

Cristo nostro Salvatore annullò il chirografo contro di noi, inchiodandolo alla croce e annientò il potere della morte e noi adoriamo la sua risurrezione il terzo giorno.

Con gli arcangeli cantiamo la risurrezione di Cristo: egli infatti è Redentore e Salvatore delle anime nostre e con gloria tremenda e forte potere verrà di nuovo, per giudicare il mondo che ha creato.

Altri Stichirà, anatolikà.

Crocifisso e sepolto, un angelo ti proclamò sovrano e diceva alle donne: Venite, vedete dove giaceva il Signore; è risorto come disse, perché è onnipotente; perciò noi ti adoriamo, o solo immortale: Cristo, datore di vita, abbi pietà di noi.

Con la tua croce abolisti la maledizione dell’albero, con la tua sepoltura annientasti il potere della morte e con la tua risurrezione illuminasti la stirpe umana; per questo a te acclamiamo: Cristo benefattore, Dio nostro, gloria a te.

Con timore si aprirono per te, Signore, le porte della morte e i custodi dell’ade, vedendoti, sbigottirono perché infrangesti le porte di bronzo e spezzate le sbarre di ferro ci traesti dalle tenebre e dall’ombra di morte e spezzasti le nostre catene.

Elevando l’inno della salvezza, con la nostra bocca così cantiamo: Venite tutti, prostriamoci nella casa del Signore e diciamo: Tu, che fosti crocifisso sul legno e risorgesti dai morti e dimori nel seno del Padre, perdona i nostri peccati.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine partoristi e vergine rimanesti; invece della colonna di fuoco sorse il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle anime nostre.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 2.

La tua risurrezione, Cristo Salvatore, illuminò tutta la terra; tu richiamasti a te la creatura da te plasmata. Signore onnipotente, gloria a te.

Gli alfabetici.

Con un albero, Signore, abolisti la maledizione dell’albero, con la tua sepoltura annientasti il potere della morte; con la tua risurrezione illuminasti la nostra stirpe; per questo a te acclamiamo: Cristo datore di vita, Dio nostro, gloria a te.

Apparendo inchiodato alla croce, o Cristo, alterasti la bellezza delle creature e i soldati, rivelando il loro cuore disumano, ti trafissero il costato con la lancia, mentre gli ebrei chiedevano di sigillare la tomba, ignorando il tuo potere. Signore, che per la tua compassione accettasti la sepoltura e il terzo giorno risorgesti, gloria a te.

Cristo, datore di vita, subita volontariamente per i mortali la passione, discendendo nell’ade, liberasti con la tua potenza, come dalla mano del forte, quanti laggiù attendevano la tua venuta e in luogo dell’ade desti loro di abitare il paradiso. Anche a noi che glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno, concedi il perdono dei peccati e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O meraviglia nuova che supera tutte le meraviglie antiche: chi mai seppe di una madre che partorì senza conoscer uomo e che tiene tra le braccia colui che abbraccia tutto il creato? Volere di Dio è questo parto; non cessare di scongiurare per quanti ti onorano colui che, come bimbo con le tue braccia, portasti e che tratti con famigliarità di madre, o purissima, perchè abbia pietà delle anime nostre e le salvi.

Tono 2. Apolytìkion.

Quando discendesti verso la morte, * o vita immortale, * allora l’Ade mettesti a morte * con la folgore della Divinità. * e quando anche i defunti * da sottoterra resuscitasti, * tutte le schiere * delle regioni celesti gridavano: * Cristo Datore di vita, * Dio nostro, gloria a te.

Theotokìon.

Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, Madre di Dio; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle anime nostre.

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Modo II – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono 2

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Inneggio il triplice fulgore della divina Maestà. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono 2. L’immane potenza.

L’una e trina sovrana natura della Divinità inneggiamo con cantici dicendo: oceano inesauribile e sostanziale di misericordia, custodisci e salva i tuoi adoratori, come amico degli uomini.

O Padre, fonte e radice, autore della comune Divinità che è nel Figlio e nello Spirito santo, fa’ scaturire nel mio cuore il trisolare splendore e rischiarami con la partecipazione al fulgore divinamente efficace.

Monade di triplice luce divina sovrana, disperdi tutta la tenebra dei miei peccati e passioni con la partecipazione dolcissima ai tuoi raggi luminosi e rendimi tempio e dimora pura della tua inaccessibile gloria.

Theotokìon. La nostra natura era rimasta danneggiata dall’antica pianta vietata e andava in perdizione, o Pura; il Verbo Dio incarnato nel tuo grembo per amor nostro la ristabilì e ci iniziò al mistero della triplice luce della maestà divina.

Ode 3. Sulla pietra della fede.

Per l’unità di natura, o Maestà divina, glorifico te come di uguale onore nelle tre ipòstasi, poiché sei vita e donatrice di vita sovrabbondante, unico Dio nostro e non c’è santo all’infuori di te, Signore.

Le schiere immateriali e celesti tu le sottoponesti come specchio della tua bellezza, a inneggiare senza sosta a te, Trinità e unica Maestà indivisibile: accetta dunque anche ora la lode dalla nostra bocca fangosa.

Consolida sulla pietra della fede e dilata nell’oceano del tuo amore il cuore e la mente dei tuoi servi, Monade trisolare; poiché tu sei il nostro Dio, in cui speriamo e non saremo delusi.

Theotokìon. Colui che in principio diede tutta la sostanza al creato, nel tuo grembo ricevette sostanza, o Madre di Dio, per infinita bontà e fece sorgere per tutti la luce trisolare dell’unica Divinità e Sovranità.

Kathisma Triadico. Cercando le cose di lassù.

Quando in principio plasmasti Adamo, o Signore, allora al tuo Verbo consustanziale proclamasti, o benigno: facciamolo a nostra somiglianza; assisteva pure lo Spirito santo creatore; per questo noi acclamiamo: Dio nostro che ci hai fatti, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Quando Dio si degnò venire a noi, dimorò nel tuo purissimo grembo, o Santissima e per tuo mezzo salvò la stirpe umana, donando a tutti il regno dei cieli; perciò a te acclamiamo: Salve, Sovrana, pura Madre di Dio.

Ode 4. A te inneggio.

Neppure le schiere immateriali degli angeli sono in grado di capire te, Triade Monade senza principio: eppure noi con lingua di fango inneggiamo con fede e glorifichiamo la tua bontà essenziale.

Tu che sei plasmatore della natura degli uomini, Onnipotente, vedi e scruti la mia impotenza; perciò abbi pietà del tuo servo e riconducilo a vita perfetta.

Dell’eterna Monade inneggiamo le tre ipòstasi distinte, ognuna con il suo carattere personale, però unite e indivisibili nella Divinità, volontà e gloria.

Theotokìon. Tempio puro e senza macchia, o sempre vergine Madre di Dio, trovò te l’Onnipotente, unica certo da tutti i secoli; e in esso abitando prese la forma della natura umana, per amore degli uomini.

Ode 5. Illuminazione.

Tu che su tutti gli esseri stendi i raggi portatori di pace e salute della tua provvidenza, o Re della pace, custodiscimi in pace; poiché tu sei la vita e la pace dell’universo.

Apparso a Mosè nel roveto in forma ardente, fosti chiamato angelo, o Verbo del Padre, rivelando la tua futura venuta fra noi; con essa a tutti chiaramente annunziasti la potenza delle tre ipòstasi dell’unica maestà divina.

Tu che riveli l’eterna tua gloria, Trinità santa e unica Maestà, concedi che quelli che ti inneggiano con fede ortodossa vedano la tua gloria eterna e il tuo unico trisolare splendore.

Theotokìon. Dio Verbo, che contiene essenzialmente tutti i secoli, ineffabilmente fu contenuto nel tuo grembo, vergine Madre, richiamando gli uomini all’unione con l’unico Dio.

Ode 6. Circondato dall’abisso.

Tu che vuoi misericordia, abbi pietà di quelli che credono in te, o Dio trisolare e libera i tuoi servi dalle passioni e dai pericoli (2).

Nell’ineffabile oceano della tua bontà, concedimi il fulgore illuminante e inconcepibile della tua illuminazione, o Divinità risplendente.

Theotokìon. Ineffabilmente l’Altissimo divenne uomo da te, Vergine, rivestendo interamente l’umana natura, illuminandomi con la triplice luce.

Kathisma. Tono 2. Tu che sei sorgente.

Tu che stendi su noi l’oceano della tua misericordia, accoglici o misericordioso: guarda il popolo che ti glorifica, accogli i canti di quelli che ti pregano, Triade Monade senza principio; poiché speriamo in te, Dio dell’universo, affinché tu perdoni le nostre colpe.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che concepisti la fonte della compassione, pure tu sei compassionevole, o buona Madre di Dio, poiché tu sola sei la difesa dei fedeli, la consolazione degli afflitti; perciò ora tutti con fede ci prostriamo a te, per essere sciolti dai timori, noi che abbiamo unica ricchezza il tuo soccorso.

Ode 7. I fanciulli ebrei.

Stabilisti nell’immutabilità per i secoli le schiere degli angeli, o unico immutabile, Sovrano trisipostatico; fa’ quindi che anche il mio cuore resti sempre costante a lodare te con fervore e inneggiarti con fede (2).

I cori spirituali delle sostanze incorporee illuminati dai tuoi raggi, Dio unico Monarca trisolare, diventano altrettante luci; illumina anche me con il loro irradiamento e partecipazione, triplice luce sfolgorante.

Theotokìon. Non cessare di guidarci e di elevare al cielo quanti ti amano, tu che per ineffabile amor nostro diventasti uomo nel grembo della Vergine e divinizzasti gli uomini e sedesti col Padre sul trono della gloria.

Ode 8. Disprezzando il simulacro aureo.

Trinità inaccessibile, coeterna e senza principio, divina Maestà, senza diversità alcuna eccetto le luminose proprietà, abbatti ogni malvagia volontà dei nemici e assalto dei demoni, conservandomi sempre incolume, o Signore dell’universo (2).

Incircoscritta trisolare divina Maestà, che sapientemente e potentemente costituisci il mondo e lo conservi sempre in ordine perfetto, abita anche nel mio cuore, perché senza sosta ti inneggi e glorifichi con i cori degli angeli per tutti i secoli.

Sapienza del Padre, inconcepibile, inesprimibile Verbo dì Dio, che non cambiasti la tua immutabile natura e assumesti per compassione la natura umana, a tutti insegnasti a venerare l’unica Trinità, quale sovrana dominatrice di tutti i secoli.

Ode 9. Il luminare precedente il sole.

Dalla luce senza principio, il Figlio, pure lui senza principio, sorge luminoso e lo Spirito divino ineffabilmente procede come luce connaturale: per questo professiamo l’incessante generazione e l’inesplicabile processione.

Illumina, trisolare Divinità, con la tua triplice irradiazione, i cuori di quanti a te inneggiano e da’ loro intelligenza per penetrare tutte le cose e fare la tua volontà buona e perfetta, magnificandoti e glorificandoti.

Dio infinito per natura, che possiedi un infinito oceano di misericordia, nei tempi antichi fosti misericordioso: così anche adesso, o Trinità, abbi pietà dei tuoi servi, liberandoli da colpe, tentazioni e tribolazioni.

Theotokìon. Salvami, Dio mio, da ogni assalto e malizia, tu che in tre ipòstasi sei celebrato ineffabilmente unico Dio onnipotente, custodisci il tuo gregge per l’intercessione della Madre di Dio.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kàthisma della risurrezione. Tono 2. Autòmelo.

Il nobile Giuseppe, calato dal legno il tuo corpo immacolato, lo avvolse in una sindone pura con aromi, e prestandoti le ultime cure, lo depose in un sepolcro nuovo; ma tu il terzo giorno risorgesti, Signore per donare al mondo la grande misericordia.

Gloria. Stessa melodia.

Stando presso il sepolcro, l’angelo gridava alle donne mirofore: Gli unguenti profumati sono per i morti, ma il Cristo si è mostrato estraneo alla corruzione. E voi gridate dunque: È risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.

E ora. Stavrotheotokìon.

Sei più che gloriosa, Vergine Madre di Dio, a te noi cantiamo, perché per la croce del tuo Figlio l’ade precipitò, la morte giace uccisa e noi, morti, risorgemmo, resi degni della vita e abbiamo ottenuto il paradiso, la felicità antica. Per questo grati glorifichiamo Cristo nostro Dio, forte e misericordiosissimo.

Dopo la seconda sticologia, altri kathìsmata.

Tu non impedisti che fosse sigillata la pietra del sepolcro e così risorgendo offristi a tutti la roccia della fede; Signore, gloria a te.

Gloria. Il nobile Giuseppe.

Il coro dei tuoi discepoli, con le mirofòre, esulta concordemente: una festa comune celebriamo anche noi con loro a gloria e onore della tua risurrezione. E grazie a loro, o Signore amico degli uomini, concedi al tuo popolo la grande misericordia.

E ora. Theotokion. Sei più che gloriosa.

Sei più che benedetta, Vergine Madre di Dio, perché per colui che da te si incarnò l’ade fu imprigionato, Adamo richiamato, la maledizione abolita, Eva liberata, la morte uccisa e noi vivificati. Perciò inneggiando acclamiamo: Benedetto sei tu, Cristo Dio nostro, perché cosi ti è piaciuto, gloria a te.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Dopo la passione, recatesi le donne al sepolcro per ungere il tuo corpo, Cristo Dio, videro angeli nella tomba e sbalordirono udendoli dire: È risorto il Signore per donare al mondo la grande misericordia.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Levo gli occhi del mio cuore al cielo, a te, Salvatore: col tuo rifulgere, salvami Signore.

Pietà di noi, che in ogni ora, Cristo mio, contro te molto pecchiamo e prima della fine, convertici a te.

Gloria. E ora.

È del santo Spirito governare, santificare, muovere il creato: egli è Dio, consustanziale al Padre e al Verbo.

Antifona 2.

Se il Signore non fosse in noi, chi potrebbe custodirsi salvo dal nemico e dall’omicida?

Non consegnare ai loro denti il tuo servo, o Salvatore: come leoni i miei nemici contro di me muovono.

Gloria. E ora.

Al santo Spirito l’origine di ogni vita e la sovranità, perché come Dio rinvigorisce ogni creatura e nel Padre e nel Figlio le conserva.

Antifona 3.

Quanti confidano nel Signore somigliano al monte santo: mai vacilleranno per gli assalti di Beliar.

Alle iniquità non stendano le mani quanti vivono la vita divina, perché Cristo non lascia la sua eredità sotto la verga degli empi.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito scaturisce ogni sapienza: per lui agli apostoli è data grazia, per lui i martiri nelle loro lotte sono coronati, per lui vedono i profeti.

Prokìmenon.

Destati, Signore, Dio mio, secondo il precetto che hai dato e ti circonderà l’assemblea dei popoli.

Stico. Signore, Dio mio, in te ho sperato.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione di Cristo. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

L’immane potenza travolse un tempo nell’abisso tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato annientò il peccato nefando, lui, il Signore glorioso: perché si è grandemente glorificato.

II principe del mondo, dal quale eravamo accusati per non aver ubbidito al tuo comando, con la tua croce venne giudicato, o buono: su di te si era gettato come su un mortale, ma cadde per la forza del tuo potere e mostrò la sua debolezza.

Sei venuto nel mondo come Redentore della stirpe dei mortali e autore della vita incorruttibile: lacerasti le bende funebri con la tua risurrezione, che noi tutti glorifichiamo: perché si è grandemente glorificato.

Theotokion. Ti rivelasti, o pura, più alta di ogni creatura visibile e invisibile, o sempre Vergine, partorendo il Creatore, che si compiacque incarnarsi nel tuo seno: pregalo sicura di salvare le nostre anime.

Canone stavroanastàsimo. Acrostico senza irmì: Canto lode al Verbo vivificante. Poema del monaco Giovanni.

Percorrendo una via nuova.

Forza dei deboli, risollevamento dei caduti e immortalità per i morti fosti, o Cristo, con la passione della tua carne: perché ti sei glorificato.

Ebbe pietà della sua immagine caduta e, frantumata, la rialzò il Dio che la plasmò e restaurò: perché si è glorificato.

Canone della Madre di Dio. Acrostico senza irmì: Canto lode al Verbo vivificante. La prima ode è senza irmòs, mentre le successive hanno irmì. Poema del monaco Giovanni.

Stesso Irmòs.

Un tempo la scala immateriale, la via marittima stranamente asciutta raffigurarono la tua generazione, o pura: e tutti noi l’inneggiamo perché è glorificata.

La potenza dell’Altissimo, perfetta Ipòstasi, sapienza di Dio incarnata, o pura, in te conversò con i mortali, perché si è glorificata.

Passò per la porta ermeticamente chiusa del tuo grembo il sole di giustizia, o pura e brillò al mondo perché si è glorificato.

Ode 3. Irmòs.

Fiorì come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti, alla tua venuta, Signore e per essa si è rafforzato il mio cuore.

Nella tua passione il creato trasmutò, vedendo in vile aspetto, schernito da empi, colui che con cenno divino creò tutto.

Dalla polvere, a tua immagine, con la tua mano mi plasmasti e dopo che per il peccato di nuovo in polvere di morte ero stato ridotto, tu, o Cristo, scendendo nell’ade con te mi rialzasti.

Theotokion. Stupirono le schiere degli angeli, o purissima e fremettero i cuori degli uomini per il tuo parto: per questo, con fede, quale Madre di Dio ti veneriamo.

Canone stavroanastàsimo. L’arco dei potenti.

Cristo, superiore a tutte le cose, con la passione della sua carne per un poco fu inferiore alla natura degli angeli.

Ritenuto morto fra gli iniqui, splendente, o Cristo, apparisti alle donne coronato della gloria della risurrezione.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Colui che è fuori di ogni tempo come Creatore dei tempi, da te, Vergine, volle essere plasmato fanciullo.

Inneggiamo al grembo più vasto del cielo, per cui Adamo felice è divenuto cittadino del cielo.

Ode 4. Irmòs.

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo: per questo a te acclamo: Gloria alla tua potenza.

Ti presentasti come un accusato al tribunale di Caifa senza alzare la voce, o Sovrano, portando alle genti il giudizio che con la tua passione, o Cristo, hai fatto diventare salvezza per tutta la terra.

Per la tua passione vennero meno le spade del nemico, con la tua discesa all’ade furono rovesciate le città degli avversari e l’arroganza del tiranno venne abbattuta.

Theotokion. Tutti noi fedeli ti conosciamo come porto di salvezza e inconcusso baluardo, o Madre di Dio, Sovrana: con la tua intercessione infatti, tu liberi dai pericoli le anime nostre.

Canone stavroanastàsimo. Ho udito, Signore.

Quando ti vide confitto al legno, o Cristo, colei che ti aveva generato senza doglie, subì allora gli spasimi della maternità.

E’ vinta la morte, un morto depreda le porte dell’ade, poiché quando il vorace fu squarciato, mi furono donati tutti i beni soprannaturali.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Ecco, il monte divino della casa del Signore, la Madre di Dio è innalzata sopra le potestà con gloria grande.

Tu sola, o Vergine, generasti al di fuori delle leggi di natura il Re del creato, divenendo degna di vocazione divina.

Ode 5. Irmòs.

Tu sei mediatore tra Dio e gli uomini, o Cristo Dio, perché per mezzo tuo, o Sovrano, lasciata la notte dell’ignoranza, abbiamo avuto accesso al Padre tuo fonte della luce.

Come cedro, schiacciasti l’arroganza dei nemici, volontariamente innalzato nella carne, o Cristo Sovrano, col cipresso, il pino e il cedro, come ti è piaciuto.

Nella fossa profonda, o Cristo, ti deposero morto, esanime, ma per le tue piaghe, o Salvatore, con te rialzasti gli uccisi, che dormivano dimenticati nelle tombe.

Theotokion. Scongiura il tuo Figlio e Signore, o Vergine pura, di concedere pacifico riscatto ai prigionieri che di fronte alle vicende avverse in te confidano.

Canone stavroanastàsimo. Il carbone ardente.

Adamo non volle digiunare e gustò per primo il frutto dell’albero mortifero, ma il secondo, crocifisso, cancellò il suo peccato.

Assumesti una natura passibile e mortale, tu impassibile per immateriale divinità, ma reso incorruttibile, o Cristo, risuscitasti i morti dagli antri ell’ade.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Nubi, stillate sulla terra la dolcezza della gioia, perché ci è dato un bimbo che era prima dei secoli, il nostro Dio, incarnato dalla Vergine.

Alla mia vita e alla mia misera carne rifulse la luce e dissolse l’odiosità del peccato l’Altissimo quando finalmente, senza seme, prese dalla Vergine un corpo.

Ode 6. Irmòs.

Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua amorosa compassione: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.

Come un malfattore è condannato il giusto e con gli empi è inchiodato al legno per donare con il proprio sangue la remissione ai debitori.

Tramite un solo uomo, il primo Adamo, un tempo la morte entrò nel mondo; e tramite uno solo, il Figlio di Dio apparve la risurrezione.

Theotokion. Ignara d’uomo, o Vergine, concepisti e vergine rimani in eterno, recando così la prova della divinità vera del tuo Figlio e Dio.

Canone stavroanastàsimo. Ascolta la voce.

Per l’uomo caduto ponesti i cherubini a guardia dell’albero della vita, ma vedendoti aprirono le porte, poiché apparisti conducendo il ladro in paradiso.

Deserto impraticabile divenne l’ade per la morte di uno solo: della sua molta ricchezza accumulata lo svuotò per tutti noi Cristo da solo.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

La natura umana schiava del peccato, pura Signora, per te ottenne libertà: tuo Figlio infatti come agnello per tutti fu immolato.

Tutti proclamiamo te vera Madre di Dio: libera gli abitanti provocatori, poiché tu sola trovasti credito presso tuo Figlio.

Kontàkion.

Risorgesti dalla tomba, Salvatore onnipotente: l’ade sbigottiva vedendo il prodigio e i morti risuscitavano; il creato vedendo ciò, con te si rallegra, con lui esulta Adamo e il mondo, o mio Salvatore, a te per sempre inneggia.

Ikos.

Tu sei la luce di chi è ottenebrato, tu sei la risurrezione di tutti, la vita della stirpe umana: con te risuscitasti i credenti, spogliando il dominio della morte, o Verbo Salvatore e infrangendo le porte dell’ade e i mortali stupivano vedendo il prodigio: tutto il creato gioisce per la tua risurrezione, o amico degli uomini. Anche noi dunque glorifichiamo e celebriamo tutti la tua condiscendenza, mentre il mondo, o mio Salvatore, a te per sempre inneggia.

Ode 7. Irmòs.

L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli effuse la rugiada dello Spirito il Cristo benedetto e più che glorioso.

Nella tua amorosa compassione non sopportavi, o Sovrano, di veder l’uomo tiranneggiato dalla morte: ed ecco, sei venuto e, fatto uomo, col tuo proprio sangue lo salvasti, tu, che sei benedetto e più che glorioso.

Vedendoti rivestito della veste della vendetta sbigottirono i custodi dell’ade, o Cristo: sei venuto a sottomettere come servo l’arrogante tiranno, o Sovrano benedetto e più che glorioso.

Theotokion. Come Santa dei santi ti contempliamo, perché tu sola concepisti l’immutabile Dio, Vergine pura, Madre senza nozze: scaturisti l’incorruttela per tutti i fedeli con il tuo parto divino.

Canone stavroanastàsimo. I fanciulli si rivelarono.

Un tempo nell’Eden la disubbidienza condannò il progenitore, ma tu ti lasciasti condannare per liberare dalla colpa il trasgressore, Dio dei padri sublime e gloriosissimo.

Salvasti il ferito dalla lingua velenosa nell’Een, guarendo il volontario morso con spontaneo patire, Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Richiamasti alla luce me, che camminavo nell’ombra di morte, scagliando nel buio ade il fulgore della divinità, o Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Di notte Giacobbe vide come un enigma Dio incarnato: ma come in uno specchio lo videro provenire da te quanti inneggiano al Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Giacobbe lottò simbolicamente come profezia dell’amplesso ineffabile che in te ebbe luogo: così, o pura, volle unirsi agli uomini il Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Profano è chi non proclama te, Figlio della Vergine, uno della Trinità, gridando con salda fede e lingua: Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Ode 8. Irmòs.

Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

Vedendo la veste della tua carne imporporata dal tuo sangue, o Cristo, le schiere degli angeli, tremando, sbigottivano per la tua pazienza e acclamavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

O misericordioso, con la tua risurrezione hai rivestito di immortalità il mio corpo mortale: per questo il tuo popolo eletto, o Cristo, con grata esultanza a te canta gridando: è stata inghiottita la morte nella vittoria.

Theotokion. Senza seme concepisti e ineffabilmente partoristi colui che, inseparabile dal Padre, dimorò nel tuo grembo come Uomo-Dio, santissima Genitrice di Dio: ti riconosciamo dunque salvezza di noi tutti.

Canone stavroanastàsimo. Disprezzando la statua.

Apparisti inchiodato alla croce, o misericordiosissimo, ti lasciasti seppellire e al terzo giorno risorgesti e riscattasti tutti i mortali, che cantano con fede, o amico degli uomini: tutto il creato inneggi al Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Disceso negli inferi per liberare dalla corruzione coli che avevi plasmato, con la tua potenza divina, o mio Cristo, Dio Verbo e resolo incorruttibile, gli partecipasti la tua eterna gloria ed egli ora acclama: Inneggi tutto il creato ed esalti Cristo nei seoli.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Per opera tua fu visto sulla terra e conversò con gli uomini l’incomparabile per bontà e sapienza; a lui cantando noi, fedeli tutti, acclamiamo: Inneggi al Signore tutto il creato da lui chiamato all’essere e lo esalti per tutti i secoli.

Proclamandoti realmente pura, ti glorifichiamo, Madre di Dio, che concepisti incarnato uno della Trinità, al quale con il Padre e lo Spirito tutti cantiamo: Inneggi al Signore tutto il creato e lo esalti per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Il Figlio dell’eterno Genitore, Dio e Signore, incarnato dalla Vergine si manifestò a noi per illuminare ogni tenebra e radunare ciò che è disperso; per questo la lodatissima Madre di Dio noi magnifichiamo.

Piantato sul Calvario come nel paradiso, o Salvatore, l’albero beatissimo della tua croce immacolata, irrorato dal sangue e dall’acqua divini scaturiti dalla fonte del tuo divino costato o Cristo, fiorì per noi la vita.

Crocifisso, Onnipotente, abbattesti i potenti e sollevata la natura umana, giacente giù nel carcere dell’ade, l’hai fatta sedere sul trono del Padre; e noi adorandoti, magnifichiamo te, che verrai con questa natura.

Trinitario. Con inni, o fedeli, glorifichiamo in modo ortodosso la Monade trina, la Triade consustanziale, indivisibile natura più che divina, triplice nel suo fulgore, chiarore senza tramonto, sola senza commistioni, che irradia su di noi la sua luce.

Canone stavroanastàsimo. Il Verbo, Dio vero.

In mezzo ai condannati come agnello innalzato, sul Calvario in croce, col fianco trafitto dalla lancia, o Cristo buono, donasti la vita a noi terrestri, che con fede onoriamo la tua divina risurrezione.

Adoriamo Dio, che con la propria morte abbattè con forza il potere della morte, fedeli tutti, perché risuscitò con sé i fedeli antichi e offre a tutti vita e risurrezione.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Uno scettro di potenza ci è donato nel tuo grembo, il Verbo di Dio che rialzò la natura decaduta che scivolava nella tomba; per questo, Vergine pura, come Madre di Dio ti magnifichiamo.

O Sovrano compassionevole, ascolta colei che un tempo eleggesti: tua Madre sia nostra avvocata così che l’universo sia colmo dei tuoi benefici e tutti possiamo magnificarti.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono 2.

Ogni spirito e ogni creatura ti glorifica, Signore, perché con la tua croce distruggesti la morte per manifestare ai popoli la tua risurrezione dai morti, tu che, solo, sei amico degli uomini.

Lo dicano i giudei: come hanno perduto i soldati il Re che custodivano? Perché dunque il masso non trattenne la pietra della vita? Consegnino il sepolto, o adorino il risorto dicendo con noi: Gloria alla moltitudine delle tue compassioni; o Salvatore nostro, gloria a te.

Gioite, popoli ed esultate, un angelo sedette sulla pietra del sepolcro; egli ci evangelizzò dicendo: Cristo, Salvatore del mondo è risorto dai morti e ha colmato l’universo di profumo. Gioite, popoli ed esultate.

Prima del tuo concepimento, Signore, un angelo recò alla piena di grazia il saluto: Salve; alla tua risurrezione un angelo rotolò via la pietra dal tuo sepolcro glorioso: l’uno, al posto della tristezza, ci indicava i segni della gioia; l’altro, invece della morte, ci annunziava il Sovrano datore di vita; per questo a te acclamiamo: Benefattore di tutti, Signore, gloria a te.

Altri Stichirà, anatolikà.

Con gli aromi sparsero lacrime le donne al tuo sepolcro, ma la loro bocca si riempì di gioia quando dissero: È risorto il Signore.

Genti e popoli lodino Cristo nostro Dio, che per noi volontariamente si sottopose alla croce e dimorò tre giorni nell’ade: adorino la sua risurrezione dai morti per la quale tutti i confini del mondo furono illuminati.

Fosti crocifisso e sepolto, o Cristo, perché così hai voluto e depredasti la morte, come Dio e Sovrano, per donare al mondo la vita eterna e la grande misericordia.

Davvero, o iniqui, sigillando la pietra ci procuraste un maggior prodigio. Lo sanno i custodi che dicono: Oggi è uscito dalla tomba; a loro ingiungeste: Dite: Mentre dormivamo vennero i discepoli e lo sottrassero. E chi ruba un morto, per giunta tutto nudo? Ma egli, che è Dio, risorse per suo potere, lasciando nella tomba il lenzuolo funebre. Venite e vedete, giudei: non infranse i sigilli colui che calpestò la morte e dona alla stirpe umana la vita eterna e la grande misericordia.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

La voce del ladro ti presentiamo gridando: ricordati di noi, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

La croce che accettasti per noi, a perdono dei peccati ti presentiamo Signore amico degli uomini.

Veneriamo la tomba e la risurrezione con cui liberasti dalla corruzione il mondo, Sovrano filantropo.

Con la tua morte, Signore, la morte è stata assorbita, e con la tua risurrezione, Salvatore, salvasti il mondo.

Quanti dormivano nell’oscurità vedendo te, la luce, negli abissi dell’ade, o Cristo, risorsero.

Risorto dal sepolcro, andasti incontro alle Mirofore e comandasti di far sapere ai discepoli il tuo risveglio.

Gloria.

Glorifichiamo il Padre, adoriamo tutti il Figlio e il santo Spirito fedelmente inneggiamo.

E ora. Theotokìon.

Salve, trono fiammeggiante, salve sposa non sposata, salve tu che concepisti Dio per gli uomini.

E quindi il resto della Divina Liturgia.

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Modo I – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 1

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo il primo. Gloria. E ora. Theotokìon dogmatico.

Tono 1.

Festa della Vergine, fratelli, oggi: esulti il creato e danzi l’umanità; ci ha convocati infatti la santa Madre di Dio, puro gioiello della verginità, paradiso spirituale del nuovo Adamo, dimora in cui l’unione delle due nature fu forgiata, sala festiva dell’alleanza salvatrice, camera nuziale in cui il Verbo sposò la carne, nube leggera in cui davvero colui che siede sui cherubini è portato corporalmente; per le sue preghiere, Cristo nostro Dio, salva le nostre anime.

Quindi Luce gioiosa e il prokìmenon: Il Signore ha instaurato il suo regno con i suoi stichi. Dopo Degnati, Signore cantiamo il primo apòstichon degli apòsticha e questi prosòmia della Theotòkos.

Esultanza delle schiere celesti. Tono 1.

Stico. Ricorderò il tuo nome.

Di generazione in generazione sei glorificata, Madre di Dio e Vergine Maria, protettrice dell’universo, che generasti nella carne il Figlio del Padre senza principio, coeterno allo Spirito: pregalo di salvarci.

Stico. Ascolta, figlia.

Oppressi da inaspettate tribolazioni, rassicurati solo dalla tua protezione, Vergine pura, rendendoti grazie gridiamo: Salvaci, santissima Sposa di Dio, tu sei rifugio di tutti e soccorso della stirpe umana.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Il mondo si rinnova nel tuo parto, Vergine Madre di Dio, salvezza dei credenti e vigile protezione di chi piamente ti invoca: prega senza sosta, o Vergine senza macchia, per tutti i tuoi cantori.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nube della luce senza tramonto è il nome che il profeta ti diede: in te il Verbo del Padre discese come rugiada sul vello; da te, o Vergine, sorse, luce per il mondo che salva dall’errore, Cristo nostro Dio, presso il quale ti preghiamo di intercedere senza sosta, o santissima, per quanti ti riconoscono Madre di Dio.

Ora lascia, trisagio, Apolytìkion anastàsimo e quindi la conclusione.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo introduttivo e il primo kàthisma del salterio al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 10 e cantiamo 7, 6 o 4 stichirà anastàsima e 3, 4 o 6 stichirà della festa o del santo del giorno, come indicato nel Typikòn.

Accogli, o santo Signore, le nostre preghiere vespertine e concedici la remissione dei peccati: perché sei il solo che ha manifestato la risurrezione al mondo.

Circondate, popoli Sion ed abbracciatela: glorificate in essa il risorto dai morti: egli è il nostro Dio, colui che ci ha liberati dalle nostre colpe.

Venite, popoli, celebriamo e adoriamo Cristo, glorificando la sua resurrezione dai morti: egli è il nostro Dio e ha liberato il mondo dalla frode del nemico.

Altri stichirà, anatolikà.

Rallegratevi, cieli, risonate, fondamenta della terra, gridate di gioia, monti, perché, ecco, l’Emanuele ha inchiodato alla croce i nostri peccati; il vivificante ha ucciso la morte risuscitando Adamo, come filantropo.

Colui che volontariamente patì per noi e fu sepolto e dai morti è risorto inneggiamo dicendo: conferma nell’ortodossia la tua Chiesa, o Cristo e dona pace alla nostra vita perché tu sei buono e filantropo.

Stando presso la tua tomba, ricettacolo di vita, noi indegni offriamo l’inno di lode alla tua ineffabile compassione, Cristo nostro Dio: accettasti croce e morte, o senza peccato, per donare al mondo la risurrezione come filantropo.

Il Verbo coeterno al Padre e con lui senza principio, che uscì ineffabilmente da grembo verginale e per noi volontariamente accettò croce e morte ed è risorto in gloria è risorto inneggiamo dicendo: Vivificante Signore, Salvatore delle nostre anime, gloria a te.

Gloria della festa o del santo festeggiato.

Altrimenti: Gloria. E ora. Theotokìon.

Cantiamo la Vergine Maria, gloria di tutto il mondo, nata dagli uomini e Madre del Sovrano, porta del cielo, canto degli incorporei, decoro dei fedeli; essa è divenuta cielo e tempio della divinità. Abbattendo la barriera dell’inimicizia ha introdotto in suo luogo la pace ed ha aperto il regno. Possedendo quest’àncora della fede abbiamo come difensore il Signore nato da lei; coraggio dunque, coraggio, popolo di Dio; egli combatterà i nemici, egli, l’onnipotente.

Dopo l’ingresso e Luce gioiosa il monaco incaricato fa una metania a colui che presiede e canta il prokìmenon del giorno sul tono pl. 2.

Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore.

Stico. Si è rivestito il Signore di potenza e se n’è cinto.

Stico. E infatti ha reso saldo il mondo perché non sia scosso.

La solita ectenia, Degnati, Signore e dopo l’esclamazione cantiamo lo stichiron del santo del monastero e andiamo in processione nel nartece. Dopo le solite preghiere entriamo nel tempio e cantiamo le stichirà anastàsima degli apòsticha.

Tono 1.

Per la tua passione, o Cristo, dalle passioni fummo liberati e per la tua risurrezione dalla corruzione riscattati: Signore, gloria a te.

Altri stichirà secondo l’alfabeto.

Esulti il creato, i cieli si rallegrino, le genti battano le mani con letizia: Cristo nostro Salvatore inchiodò alla croce i nostri peccati e, uccisa la morte, ci ha donato vita rialzando il progenitore Adamo caduto, come filantropo.

Essendo Re del cielo e della terra, o inafferrabile, per filantropia volontariamente fosti crocifisso; l’ade, incontrandoti laggiù, fu amareggiato, ma le anime dei giusti, accogliendoti esultarono; Adamo risorse vedendo te, il Creatore, negli inferi: O meraviglia: come gustò la morte colui che di tutti è la vita? Ma questo è stato il suo beneplacito per illuminare il mondo che grida: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Donne mirofòre recando unguenti raggiunsero sollecite e in pianto la tua tomba, ma non trovando il tuo corpo immacolato e appreso dall’angelo il prodigio nuovo e inaspettato dicevano agli apostoli: E’ risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.

Gloria. Doxastikòn del santo festeggiato.

Se non c’è: Gloria. E ora. Theotokìon.

Ecco compiuta la predizione di Isaia: vergine infatti generasti e dopo il parto sei rimasta come prima, perché era Dio il generato e perciò rinnovò le nature; non disprezzare, dunque, Madre di Dio, le suppliche dei tuoi servi, offerte a te nel tuo santuario; poiché porti tra le tue braccia il misericordioso, abbi misericordia dei tuoi servi: prega per la salvezza delle nostre anime.

Tono 1. Apolytìkion.

La pietra sigillata, * dai Giudei, * e i soldati a custodia * del tuo Corpo immacolato *, sei risorto il terzo giorno o Salvatore, * donando al mondo la vita. * Per questo le schiere dei cieli * esclamavano a te, Datore di Vita: * Gloria alla tua resurrezione o Cristo, * gloria al tuo regno, * gloria alla tua economia, * o solo Amico degli uomini.

Theotokìon.

Gabriele ti recò il saluto: Salve, Vergine e a quella voce il Re dell’universo si incarnò in te, arca santa, come ti chiamò il giusto Davide. Divenisti più ampia dei cieli, portando il tuo Creatore. Gloria a colui che in te ha dimorato, gloria a colui che da te è uscito, gloria a colui che ci liberati per il tuo parto.

Il resto dell’ufficiatura dell’agrypnìa.

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Modo I – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono 1

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Cantiamo alla Trinità origine di vita un canone. Acròstico: Canto te, l’unica natura trisolare. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono 1. La tua destra vittoriosa.

I serafini senza sosta glorificano l’unico Sovrano in tre ipòstasi, senza principio, eterno, creatore di tutti gli esseri, incomprensibile, che ogni lingua fedelmente celebra con i canti.

Per mostrare agli uomini la tua divinità unica in triplice luce, in principio plasmasti l’uomo, formandolo a tua immagine, dandogli intelligenza, ragione e spirito per tuo amore.

Mostrando dall’alto, o Padre, la tua unica potenza in tre divine ipòstasi, dicesti al Figlio, che pari a te opera e allo Spirito: venite, scendiamo e confondiamo le loro lingue.

Theotokìon. I sapienti figuratamente definiscono il Padre ingenerato intelletto, Verbo il Figlio con lui senza principio e santo lo Spirito, che operò l’incarnazione del Verbo nella Vergine.

Ode 3. Tu che solo conosci.

Anticamente fosti chiaramente veduto da Abramo in tre ipòstasi e in unica natura divina, mostrando in modo figurato la genuina natura della Divinità: e noi con fede inneggiamo a te, Dio in triplice fulgore.

Da te generato in modo divino e ineffabile, o Padre, è rifulso luce da luce il Figlio perfettamente uguale e procede lo Spirito luce divina; e noi con fede adoriamo e glorifichiamo il fulgore dell’unica natura divina.

L’ineffabile Monade Triade soprannaturale e indicibilmente oltre intelletto, è glorificata dalle essenze intellettuali, che con voci trisagie gridano lode senza tacere; con esse anche da noi a una voce è inneggiato il Signore trisipostàtico.

Theotokìon. Da te senza seme venne nel tempo colui che oltre il tempo, fatto simile a noi; colui che non ha figura ci insegnò pure l’unica natura del Padre, del Figlio e dello Spirito, o Madre di Dio, perciò ti glorifichiamo.

Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.

Veneriamo tutti Padre e Figlio e Spirito santo uguali in gloria, Trinità increata e Potenza divina; la glorificano le schiere degli incorporei e pure noi, nati dalla terra, oggi con fede e timore la benediciamo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Guidaci nella via della penitenza, perché sempre deviamo verso il male e provochiamo lo sdegno del troppo buono Signore, o ignara di nozze, benedetta Maria, rifugio degli uomini disperati, dimora di Dio.

Ode 4. Montagna adombrata.

Splendi a me, trisolare tearchia, con le luci dei tuoi divinizzanti fulgori, sicché con gli occhi del cuore immagini la bellezza del tuo splendore tearchico sovraintellettuale e della illuminante e dolce comunione.

All’inizio stabilisti i cieli, o Signore e tutta la loro potenza con il tuo Verbo onnipotente e il connaturale Spirito della tua bocca, con i quali governi l’universo nella triplice luminosa Monarchia della Divinità.

Come hai plasmato me a tua immagine e somiglianza, istruiscimi e illuminami, onnipotente tearchica Triade, Monade inconfusa, perché faccia la tua volontà santa, buona, potente e perfetta.

Theotokìon. Partoristi uno della Trinità, o purissima, il Figlio sovrano divino fattosi corpo per noi da te, rischiarando i terrigeni con la luce senza tramonto e con i fulgori della Divinità trisolare.

Ode 5. Tu che illuminasti.

Tu che il primo degli angeli immediatamente illuminasti con i raggi inaccessibili della tua bellezza e lo rendesti perfetto, Trinità unica sovrana, illumina con i tuoi raggi chi in modo ortodosso a te inneggia.

A te, unica trisolare tearchia, inneggia ora la natura, che tu creasti per tua bontà e che chiede la liberazione dai peccati, dai timori e dalle afflizioni.

Con fede glorifichiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, unica natura e Divinità, indivisa distinzione, unico Dio della creazione invisibile e visibile.

Theotokìon. Le parole dei profeti un tempo predissero il tuo parto ineffabile e inesplicabile, che noi abbiamo conosciuto, introducendoci nel mistero dell’unica e trisolare natura divina, o pura.

Ode 6. Ci ha circondato.

Hai uguale potenza, Trinità sovrasostanziale, Monade nell’identità di volontà, sei semplice e indivisibile; proteggici, avvolgendoci nella tua potenza (2).

Come benevolo per tuo volere tu hai stabilito tutti i secoli dal nulla, o Trinità inconcepibile, poi hai plasmato l’uomo: ma ora da ogni avversità scampami.

Theotokìon. Divenisti casa del sole senza tramonto, che creò e dispose con grande potenza i grandi astri, pura Vergine sposa divina; ma ora libera me dalla tempesta delle passioni.

Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.

Trinità veneranda, indivisa per natura, divisa senza divisione in tre persone, restando indivisa per essenza di divinità, noi terrestri con timore adoriamo e glorifichiamo come Creatore e Signore Dio più che buono.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Governa, o pura, la misera anima mia e abbi pietà di lei, che per la moltitudine delle colpe sta precipitando nell’abisso di perdizione, o Fanciulla e nell’ora paurosa della morte, strappala tu ai demoni che l’accusano e ad ogni punizione.

Ode 7. In te Madre di Dio.

Verbo di Dio, splendore connaturale di Dio onnipotente, come promettesti, nella tua benevolenza metti la tua dimora in me per divinizzarmi con il Padre tuo e lo Spirito Santo e rendimi vincitore dei demoni e delle passioni (2).

Per mostrare l’immensa tua compassione, Signore, mandasti tuo Figlio alla nostra miseria e ci riformasti all’antico splendore. Ma pure adesso istruiscimi con il tuo divino Spirito.

Theotokìon. Il Re dell’universo, portato sul trono dei cherubini, abitò nel tuo grembo verginale, o purissima, per liberare ogni uomo dalla corruzione; proteggimi anche ora con le tue intercessioni.

Ode 8. La fornace rugiadosa.

Col tuo cenno teurgico, Signore di tutti, trisipostàtico e onnipotente hai steso i cieli come una tenda, quindi hai anche tenuto librata la profondità della terra con la potenza della tua mano. Perciò sostieni anche i tuoi servi con amore e con la tua fede, o filantropo, sicché ti glorifichiamo con affetto nei secoli (2).

Illumina, o luce tearchica, quanti inneggiano la luce trisolare propria nelle persone, ma unica nell’essenza, per contemplare sempre i tuoi raggi luminosi; per essi verrò saziato della tua gloria dolce, illuminante e piena di beatitudine e ti esalterò con fede per i secoli.

Theotokìon. Innalzò ai cieli la natura umana, prendendola senza mutare il Figlio tuo, purissima Madre di Dio, per eccesso di bontà liberandola dall’antica corruzione. A lui con gratitudine cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.

Ode 9. Immagine del tuo concepimento.

O Salvatore del creato visibile e intelligibile, salva i tuoi servi dall’insidia e malvagità dei cattivi, custodisci il tuo gregge in tutto da ogni insidia, o Trinità santissima e consustanziale (2).

Per mostrare l’abisso sconfinato della tua essenziale bontà, o Dio trisolare e unico sovrano onnipotente, ci hai dato promesse salutari per i tuoi servi: degnati di farcele eseguire.

Theotokìon. Volgiti alle nostre suppliche, o Dio che crediamo uno solo vero in tre divine ipòstasi, concedendo ai tuoi servi la consolazione, per l’intercessione della purissima e lodatissima Madre di Dio.

Al Mattutino

Dopo l’esasalmo cantiamo Il Signore è Dio nel tono 1 e l’apolytìkion anastàsimo 2 volte e il theotokìon 1 volta. Poi la solita sticologia del salterio. Dopo la prima sticologia cantiamo i kathìsmata anastàsima.

Tono 1.

I soldati a guardia della tua tomba, Salvatore, furono tramortiti all’apparire sfolgorante dell’angelo che annunziava alle donne la risurrezione. Ti glorifichiamo, o distruttore della corruzione, ci prostriamo a te, risorto dalla tomba e unico nostro Dio.

Gloria.

Volontariamente inchiodato alla croce, misericordioso, deposto nel sepolcro come morto, o datore di vita, infrangesti con la tua morte, o potente, il potere della morte: per te tremarono i custodi dell’ade; con te rialzasti i morti da secoli, come solo filantropo.

E ora. Theotokìon.

Ti sappiamo Madre di Dio, Vergine veramente anche dopo il parto, noi tutti che pieni di amore nella tua bontà ci rifugiamo; perché ti abbiamo come avvocata, noi peccatori; abbiamo te, la sola purissima, come nostra salvezza nelle tentazioni.

Dopo la seconda sticologia,

altri kathìsmata. Sigillata la pietra.

Giunsero di buon mattino le donne al sepolcro e contemplando la visione angelica tremavano: la tomba aveva sfolgorato di vita, il prodigio le aveva colmate di stupore; per questo, venute ai discepoli annunziavano la risurrezione. Cristo ha spogliato l’ade perché solo è forte e potente e con sé ha risuscitato i credenti che erano nella corruzione, sciogliendo con la sua croce il timore della condanna.

Gloria.

Inchiodato alla croce, o vita di tutti e annoverato tra i morti, Signore immortale, risorgesti il terzo giorno, o Salvatore e risuscitasti dalla corruzione Adamo; per questo le schiere celesti gridavano a te, datore di vita: gloria alla tua passione, Cristo, gloria alla tua risurrezione, gloria alla tua condiscendenza, o solo filantropo.

E ora. Theotokìon. I soldati a guardia.

Maria, sacro ricettacolo del Sovrano, facci risorgere dal baratro di spaventosa disperazione, colpe e afflizioni in cui cademmo; perché dei peccatori tu sei salvezza, aiuto, protezione potente; tu salvi i tuoi servi.

Dopo la sticologia dell’àmomos (salmo 118) cantiamo gli evloghitaria, terminati i quali una piccola colletta e quindi

Ypacoì.

Il pentimento del ladrone ha rapito il paradiso, il lamento delle mirofore ha svelato la gioia: perché sei risorto, Cristo Dio, per donare al mondo la grande misericordia.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Nella mia tribolazione la voce dei miei dolori ascolta, Signore, a te grido.

Per gli abitanti del deserto il divino desiderio diviene incessante, perché sono fuori del mondo vano.

Gloria. E ora.

Onore e gloria si deve al Santo Spirito, al Padre e al Figlio: cantiamo dunque la signoria della Monade Trina.

Antifona 2.

Sui monti delle tue leggi mi innalzasti: che io risplenda per le virtù, o Dio, per inneggiarti.

Con la tua destra mi afferrasti, o Verbo: custodiscimi, proteggimi, non mi bruci il fuoco del peccato.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito tutto il creato si rinnova, tornando al suo primo stato: perché egli è pari nel potere con il Padre e il Verbo.

Antifona 3.

Quando mi fu detto: andrò agli atri del Signore, si allietò il mio spirito, gioì il cuore.

Sulla casa di Davide gran timore: perché là sono posti i troni e saranno giudicate tutte le tribù e le lingue della terra.

Gloria. E ora.

Degno e dovuto offrire al santo Spirito onore, adorazione, gloria e forza, così come al Padre e al Figlio: perché una è la Trinità per natura, non per le ipòstasi.

Prokìmenon.

Ora risorgerò, dice il Signore, stabilirò nella salvezza, di essa parlerò apertamente.

Stico. Le parole del Signore parole pure.

Ogni spirito. Vangelo aurorale appropriato. Poi Contemplando la risurrezione di Cristo. E dopo il salmo 50, cantiamo sul tono 2.

Gloria.

Per le intercessioni degli apostoli, misericordioso, cancella la moltitudine delle nostre colpe.

E ora.

Per le intercessioni degli apostoli, misericordioso, cancella la moltitudine delle nostre colpe.

Quindi

Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia e secondo la moltitudine delle tue compassioni cancella il mio delitto.

Tono 2.

Risorto Gesù dalla tomba come aveva detto ci ha donato la vita eterna e la grande misericordia.

Dopo Salva, Signore il tuo popolo e l’esclamazione iniziamo i canoni. L’anastàsimo per 4 stichi, lo stavroanastàsimo per 3, quello della Theotòkos per 3 e quello del santo del giorno per 4. Se il santo è particolarmente festeggiato per 6 o per 8 stichi.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

La tua destra che impugna trofei con forza divina si è glorificata: perché nella sua onnipotenza ha infranto i nemici, o immortale, inaugurando per gli israeliti una via attraverso l’abisso.

Tu che con mani immacolate dal fango teurgicamente in principio mi hai plasmato, hai steso sulla croce le mani, richiamando dalla terra il mio corpo corrotto, che avevi assunto dalla Vergine.

Per me subì la mortalità e rese l’anima alla morte colui che con soffio divino in me aveva immesso l’anima e sciogliendo le eterne catene, con sé anche mi ha risuscitato e glorificato con l’incorruttela.

Theotokìon. Salve, fonte della grazia, salve, scala e porta del cielo; salve, urna e candelabro aureo, monte non tagliato, che concepisti al mondo Cristo vivificante.

Canone stavroanastàsimo.

Poema di Cosma. Cristo nasce.

Cristo incarnato mi divinizza, Cristo umiliato mi innalza, Cristo mi rende impassibile, soffrendo nella sua natura di carne, lui, il datore di vita; perciò gli canto l’inno di ringraziamento, poiché si è glorificato.

Cristo crocifisso mi innalza, Cristo ucciso con sé mi risuscita, Cristo mi dona la vita; perciò con esultanza applaudendo, canto al Salvatore l’inno di vittoria, poiché si è glorificato.

Theotokìon. Concepisti Dio, o Vergine: partoristi verginalmente in te incarnato, o santissima, Cristo unigenito in un’unica ipostasi, riconosciuto Figlio in due nature, poiché si è glorificato.

Canone della santissima Madre di Dio.

Di Giovanni Damasceno. La tua destra.

Quale degna ode ti offrirà la nostra debolezza, se non quello soave che c’insegnò Gabriele? Salve, Theotòkos, Vergine Madre senza nozze.

Alla sempre Vergine e Madre del Re delle potenze celesti, con cuore puro, fedeli, spiritualmente gridiamo: salve, Genitrice di Dio, Vergine Madre senza nozze.

Immenso l’abisso del tuo inconcepibile concepimento, purissima, con salda fede dunque puramente ci rivolgiamo a te dicendo: salve Theotòkos Vergine, Madre senza nozze.

Ode 3. Irmòs.

Tu che solo conosci la fragile sostanza dei mortali e nella tua compassione ti sei ad essa conformato, cingimi di potenza dall’alto perché a te acclami: Santo il tempio vivente della tua gloria immacolata, o filantropo.

Tu che sei il mio Dio, o buono, hai avuto pietà di me caduto, a me ti sei compiaciuto discendere e con la tua crocifissione mi hai innalzato, affinché a te acclami: santo il Signore della gloria, incomparabile nella benevolenza.

Tu che sei vita enipostàtica e come Dio compassionevole , o Cristo, hai rivestito il mio essere corrotto, scendendo nella polvere della morte, o Sovrano, hai lacerato la mortalità e, risorgendo il terzo giorno, hai rivestito d’incorruttela i morti.

Theotokìon. Concepito in grembo Dio, o Vergine, per il santo Spirito, non fosti consumata: giacché il roveto ardente che non si consumava, apparso a Mosè legislatore, chiaramente preannunziava te, che accogliesti il fuoco insostenibile.

Canone stavroanastàsimo. Al Figlio che è prima.

A colui che sollevò sulle sue spalle la pecora smarrita e con il legno ne portò via il peccato, a Cristo Dio gridiamo: Risollevasti la nostra sorte, sei santo Signore.

A colui che ha ricondotto dall’ade il grande pastore Cristo e con la sua gerarchia per mezzo degli apostoli pasce con sapienza le genti, allo Spirito divino, o fedeli, in verità diamo culto.

Theotokìon. Al Figlio che volle senza seme incarnarsi dalla Vergine e che la sua Genitrice dopo il parto con divina potenza volle conservare vergine pura, al Dio uno, che tutto sovrasta, gridiamo: Santo sei tu, Signore.

Canone della Theotòkos. Tu che solo conosci.

Nube leggera, giustamente ti chiamiamo, o Vergine, usando le parole del profeta: su di te infatti venne il Signore ad abbattere gli idoli della superstizione egizia e illuminare i loro adoratori.

Giustamente il coro dei profeti ti chiama fonte sigillata e porta chiusa, descrivendoci così chiaramente i simboli della tua verginità, o gloriosa, che tu custodisci anche dopo il parto.

Gabriele, fatto degno di conoscere il pensiero divino, ti portò, o Vergine purissima, una voce gioiosa indicante chiaramente il concepimento del Verbo e annunziava l’ineffabile parto.

Ode 4. Irmòs.

Con occhi preveggenti Avvacùm ti contemplava come montagna adombrata dalla divina grazia e preannunziava che da te sarebbe uscito per salvarci e riplasmarci il Santo d’Israele.

Chi è questo salvatore che viene da Edom, coronato di una corona di spine, la veste tinta di rosso, costui che pende da un legno? E’ il Santo d’Israele, per salvarci e riplasmarci.

Badate, popolo di ribelli, vergognatevi: colui che follemente avete chiesto a Pilato che fosse appeso alla croce come malfattore, sciogliendo la potenza della morte, dal sepolcro è divinamente risorto.

Theotokìon. Ti riconosciamo quale albero della vita, o Vergine: da te non è germinato un frutto che gustato è letale ai mortali, ma gaudio di vita eterna per la salvezza di noi tuoi cantori.

Canone stavroanastàsimo. Virgulto dalla radice.

Chi è questo bello da Edom e il rosso delle sue vesti dalla vigna di Bosor? Bello come Dio, ma come mortale ha la veste purpurea per il sangue della sua carne; a lui cantiamo, o fedeli: Gloria alla tua potenza, Signore.

Cristo, apparendo sommo sacerdote dei beni futuri, ha distrutto il peccato e mostrandoci una nuova via con il proprio sangue, penetrò in una tenda migliore e più perfetta, nostro precursore nel santuario.

Theotokìon. Saldasti l’antico debito di Eva, o lodatissima, con il nuovo Adamo apparso per noi; egli infatti unì a se stesso una carne razionale animata, prodotto di puro concepimento e da te uscì Cristo Signore per tutti e due.

Canone della Theotòkos. Con occhi preveggenti.

Ascolta la meraviglia, o cielo, porgi l’orecchio, o terra, poiché una figlia dell’Adamo terrestre caduto fu eletta per portare in grembo Dio suo Creatore per salvarci e riplasmarci.

Inneggiamo al tuo grande e tremendo mistero, poiché senza dirlo alle schiere celesti Colui che è su te discese come rugiada sul vello di Gedeone, o lodatissima, per salvarci e riplasmarci.

Santa dei santi, lodatissima Madre di Dio, attesa delle genti pagane e salvezza dei fedeli, da te spuntò il Redentore, datore di vita e Signore e tu supplicalo di salvare le anime dei tuoi servi.

Ode 5. Irmòs.

Tu che illuminasti i confini del mondo col fulgore del tuo avvento, o Cristo e con la tua croce li rischiarasti, illumina con la luce della tua divina conoscenza i cuori di chi in modo ortodosso ti canta.

Col legno della croce i giudei uccisero il grande pastore delle pecore, il Signore, ma egli strappò al potere della morte, come pecore, i credenti sepolti nell’ade.

Con la tua croce evangelizzasti la pace e proclamasti ai prigionieri la liberazione, svergognando così il potente, o Cristo Salvatore e rendendolo nudo e sgomento con la tua divina risurrezione.

Theotokìon. Non disprezzare, o degna di ogni canto, le preghiere di chi prega con fede, ma accoglile, o pura e presentale al Figlio tuo, unico Dio benefattore, perché noi abbiamo te quale nostra avvocata.

Canone stavroanastàsimo. Dio della pace.

O ricchezza e profondità della sapienza di Dio! Il Signore, afferrando i sapienti ci liberò dalla loro scelleratezza: soffrendo, infatti volontariamente per l’infermità della carne, con la propria forza è risorto come morto vivificante.

Colui che è Dio, Cristo, si unisce per noi alla carne, viene crocifisso, muore, viene seppellito e di nuovo risorge e con la propria carne, sale con splendore al Padre e con essa verrà e salverà quanti piamente lo adorano.

Theotokìon. Santa dei santi, pura Vergine, tu partoristi il Santo dei santi, che tutti santifica, perciò ti proclamiamo regina e sovrana di tutti, come Madre del Creatore dell’universo.

Canone della Theotòkos. Tu che illuminasti.

Gioiscono vedendoti le potenze celesti, con esse esultano le schiere dei mortali, poiché sono unite per il tuo parto, che degnamente glorifichiamo, Madre di Dio Vergine.

Si muovono tutte le lingue dei mortali e le menti a lode della vera bellezza degli uomini: la Vergine è presente per glorificare sapientemente quanti con fede cantano i suoi prodigi.

E’ glorificato ogni inno dei sapienti e ogni encomio offerto alla Madre di Dio Vergine; poiché è tempio della gloria divina colei che noi degnamente glorifichiamo.

Ode 6. Irmòs.

Ci ha avvolti l’abisso più profondo e non c’è chi ci salvi: quali pecore da macello siamo stati considerati. Salva il tuo popolo, o nostro Dio, perché tu sei la forza dei deboli.

Per la caduta del primo plasmato fummo tremendamente colpiti, ma per le tue lividure, Signore, fummo sanati; per noi ricevesti quei colpi, o Cristo, perché tu sei la forza dei deboli, tu li risollevi.

Ci hai fatto risalire dall’ade, Signore onnipotente, soggiogando l’insaziabile mostro, abbattendo con la tua forza la sua potenza: perché tu sei vita, luce e risurrezione.

Theotokìon. Gioiscono in te, Vergine pura, i progenitori della nostra stirpe, perché per te riacquistano l’Eden perduto per la loro trasgressione: tu sei infatti pura prima del parto e dopo aver generato.

Canone stavroanastàsimo. Il mostro marino.

Cristo Dio, mente impassibile e immateriale si mescola alla mente umana, mediatrice tra la natura divina e la materialità della carne e senza mutarsi, si unisce tutto a me per dare, crocifisso, la salvezza a me, tutto quanto caduto.

Cade Adamo ingannato e va in rovina per la falsa speranza di diventare Dio, ma risorge divinizzato per l’unione col Verbo e con la di lui passione riceve l’impassibilità, è glorificato sul trono come Figlio, sedendo con il Padre e lo Spirito.

Theotokìon. Senza uscire dal seno del Genitore senza principio, dimora nel seno della pura Fanciulla Dio, re della giustizia, la cui tremenda generazione è senza genealogia e ineffabile.

Canone della Theotòkos. Ci ha avvolti.

Assistono riverenti al tuo parto le schiere celesti, giustamente stupite della tua maternità senza seme, o sempre Vergine; poiché tu sei pura prima del parto e dopo la nascita.

Prima senza carne, in te s’incarna, o purissima, il Verbo che col suo volere crea l’universo e chiama all’essere le schiere degli incorporei dal nulla, poiché può tutto.

Fu ucciso il nemico con il tuo frutto portatore di vita, o carissima a Dio e l’ade venne visibilmente calpestato e noi, gli incatenati, fummo liberati; perciò grido: Dissolvi le passioni del mio cuore!

Kontàkion.

Risorgesti con gloria come Dio dalla tomba e con te risuscitasti il mondo e la natura dei mortali ti cantò come Dio; la morte è annientata, Adamo danza ed Eva, ora liberata dalle catene, gioisce gridando, o Sovrano: Sei tu, o Cristo, colui che dona la risurrezione a tutti.

Ikos.

Inneggiamo come Dio onnipotente a colui che è risorto il terzo giorno e ha infranto le porte dell’ade, ha risuscitato dalla tomba quanti vi stavano da secoli, apparendo alle mirofòre come gli è piaciuto, dicendo a loro per prime: Salve! E agli apostoli ha rivelato la gioia come solo datore di vita. Perciò con fede le donne evangelizzano agli apostoli i simboli di vittoria e l’ade geme, la morte si addolora, il mondo esulta e tutti si rallegrano, perché sei tu, o Cristo, colui che dona la risurrezione a tutti.

Ode 7. Irmòs.

Noi fedeli contempliamo te, Theotòkos, come spirituale fornace: come essa salvò i tre fanciulli, così nel tuo grembo ha interamente riplasmato me, l’uomo, il sovresaltato Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Inorridì la terra, si ritirò il sole, si oscurò la luce, si lacerò il sacro velo del tempio e le pietre si squarciarono: perché fu innalzato con la croce il giusto, il Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Divenuto come un uomo senza aiuto, un ucciso tra i morti, simile a noi perché l’hai voluto, tu sovresaltato, hai liberato i fedeli, risuscitandoli con te con mano forte, o Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Theotokìon. Salve, fonte di onda sempre viva; salve, paradiso di delizia; salve, muro dei fedeli; salve, ignara di nozze; salve, gioia di tutto il mondo da cui è sorto per noi il Dio dei padri, lodato e gloriosissimo.

Canone stavroanastàsimo. I fanciulli allevati.

Un tempo fu maledetta la terra imporporata dal sangue di Abele, ucciso da mano fraterna; ma espiata col tuo sangue divino versato, viene benedetta ed esultando esclama: Dio dei padri, tu sei benedetto.

Faccia lutto il popolo dei giudei ostile a Dio per aver osato uccidere Cristo: gioiscano invece le genti e applaudano gridando: Dio dei padri, tu sei benedetto.

Ecco, alle mirofore l’angelo sfolgorante gridava: Venite, vedete i segni della risurrezione di Cristo, le fasce e la tomba e acclamate: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Canone della Theotòkos.

Noi fedeli contempliamo.

Giacobbe ti contemplò profeticamente come scala, o Madre di Dio, poiché per te l’Altissimo fu visto sulla terra, conversò con gli uomini come a lui piacque, il benedetto e gloriosissimo Dio dei padri.

Salve, venerabile tunica di Adamo, da te uscì il pastore che realmente per sua smisurata bontà, si rivestì di tutta la mia umanità, l’Altissimo, benedetto e gloriosissimo Dio dei padri.

Dal tuo sangue puro, Dio eterno divenne realmente nuovo Adamo e tu, ora, supplicalo di rinnovare me invecchiato, che grido: Benedetto il gloriosissimo Dio dei padri.

Ode 8. Irmòs.

Nella fornace, come in un crogiuolo, i fanciulli d’Israele splendevano più tersi dell’oro per la bellezza della loro pietà e cantavano: Benedite, opere tutte il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Tu che col tuo volere tutto fai e trasformi, volgendo con la tua passione l’ombra della morte in vita eterna, noi tutte opere tue, Verbo di Dio, senza sosta come Signore ti inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.

Risorgendo il terzo giorno, o Cristo, abbattesti la rovina e la sciagura delle porte e delle fortezze dell’ade; senza sosta, come Signore, tutte le opere ti celebrano ed esaltano per tutti i secoli.

Theotokìon. Cantiamo colei che per la folgore divina, senza seme e oltre la natura partorì Cristo, perla preziosissima e diciamo: Benedite, opere tutte il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. La fornace che effondeva.

Venite, popoli, adoriamo il luogo dove stettero i piedi immacolati e il legno in cui le divine mani vivifiche si stesero a salvezza di tutti i mortali e circondando la tomba della vita, cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Si condanni l’iniqua accusa dei giudei deicidi: colui che essi dissero ingannatore è risorto potente, spregiando i sigilli degli iniqui; perciò lietamente cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

I serafini senza macchia, proclamando con triplice santo la gloria dell’unica maestà, con timore degnamente glorificano la divinità trisipostàtica; con loro piamente cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Canone della Theotòkos. Nella fornace.

Il talamo luminoso da cui come sposo uscì Cristo, sovrano di tutti, inneggiamo acclamando tutti: opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Salve, trono glorioso di Dio; salve, baluardo dei fedeli, per cui spuntò Cristo, luce per quanti stando nelle tenebre, ti dicono beata e acclamano: opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Tu che partoristi il Signore, causa di salvezza per noi, prega per tutti quelli che sempre acclamano, o Vergine illustrissima: benedite, opere tutte il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Il roveto ardente che non si consumava ci mostrò una figura del tuo parto puro. Estingui ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni che infuria contro di noi, perché, o Madre di Dio, senza sosta ti magnifichiamo.

Oh, come quel popolo iniquo, ribelle e dai mali consigli giustificò l’iniquo e l’empio e condannò il Signore della gloria, che noi come conviene magnifichiamo!

Salvatore, agnello senza macchia, che hai tolto il peccato del mondo, noi glorifichiamo te, risorto il terzo giorno, con il Padre e il tuo divino Spirito e proclamandoti Dio, come Signore della gloria, ti magnifichiamo.

Theotokìon. Salva il tuo popolo, che ti sei acquistato col tuo sangue prezioso, Signore: dà forza all’imperatore contro i nemici e assicura alle tue Chiese la pace, o amico degli uomini, per l’intercessione della Madre di Dio.

Canone stavroanastàsimo. Vedo un mistero.

E’ glorificata per la tua misteriosa potenza la tua croce, Signore: poiché la tua debolezza si rivelò più che potente a tutti; per essa i potenti sono gettati a terra e i poveri sollevati al cielo.

E’ uccisa la nostra morte spietata: poiché tu apparendo ai fedeli nell’ade, donasti loro la risurrezione dai morti; perciò inneggiandoti come vita e risurrezione e luce ipostàtica, ti magnifichiamo.

La natura senza principio, né confini si fa conoscere in tre sole ipòstasi divine: unica divinità nel Padre, nel Figlio e nello Spirito; fidandosi di lei, il nostro pio imperatore si salva.

Canone della Theotòkos. Il roveto ardente.

Dalla radice di Davide, tuo nobile antenato, o Vergine, germogliasti un virgulto, ma in realtà sei tu che glorifichi David, partorendo il profetato Signore della gloria, che noi degnamente magnifichiamo.

Ogni maggior lode, o purissima, è vinta dalla grandezza della tua gloria, ma tu, Sovrana Madre di Dio, accogli con benevolenza l’inno offerto da supplici indegni, ma devoti.

Oh, come superano ogni intelletto i tuoi prodigi! Tu sola infatti, Vergine superiore al sole, desti da contemplare il nuovissimo prodigio della tua generazione incomprensibile, per questo tutti ti magnifichiamo.

Alle lodi, Stichirà anastàsima. Tono 1.

Celebriamo, o Cristo, la tua salvifica passione e glorifichiamo la tua risurrezione.

Tu che ti sottoponesti alla croce e distruggesti la morte e dai morti risorgesti, dona pace alla nostra vita, o Signore, come solo onnipotente.

Tu che con la tua risurrezione spogliasti l’ade e risuscitasti l’uomo, o Cristo, facci degni di celebrarti e glorificarti con cuore puro.

Glorificando la tua divina condiscendenza, ti inneggiamo, o Cristo: partorito da una Vergine, sei indivisibile dal Padre; come uomo hai patito e volontariamente subito la croce; sei risorto dalla tomba come procedendo dal talamo per salvare il mondo; Signore, gloria a te.

Altri stichirà, anatolikà.

Quando fosti inchiodato all’albero della croce, allora fu annientata la forza del nemico; il creato fu scosso dal tuo timore e l’ade fu spogliato dalla tua forza: rialzasti i fedeli dalla tomba, apristi al ladrone il paradiso: Cristo nostro Dio, gloria a te.

In fretta, piangendo, giunsero al tuo sepolcro le donne venerabili; trovando però la tomba aperta e appreso dall’angelo il nuovo, inaspettato prodigio, agli apostoli annunziarono il Signore risorto, donando al mondo la grande misericordia.

Adoriamo le divine piaghe della tua passione, o Cristo Dio e il sacrificio del Signore in Sion, compiuto alla fine dei tempi, manifestando Dio: poiché illuminasti quanti dormivano nella tenebra, o sole di giustizia, guidandoli per mano allo splendore senza tramonto. Signore, gloria a te.

Ascolta, tumultuosa stirpe dei giudei: dove sono quelli che andarono da Pilato? Parlino i soldati di guardia: dove sono i sigilli del sepolcro? Dov’è stato trasferito il sepolto? Come è stato venduto chi non può esser venduto? Com’è stato rapito il tesoro? Perché screditate, iniqui giudei, la risurrezione del crocifisso? E’ risorto colui che è libero tra i morti e dona al mondo la grande misericordia.

Gloria. L’idiòmelon eothinòn.

Vedi al fondo di questo libro.

E ora. E questo Theotokìon.

Sei più che benedetta, Vergine Madre di Dio, perché per colui che da te si è incarnato l’ade è stato fatto prigioniero, Adamo richiamato, la maledizione abolita, Eva liberata, la morte messa a morte e noi vivificati; perciò inneggiando acclamiamo: Benedetto sei tu, Cristo nostro Dio, perché così ti è piaciuto; gloria a te.

Quindi la dossologia e dopo di essa i tropari anastàsima: per i toni 1, 2, 3 e 4: Oggi è venuta la salvezza. Per i toni pl. 1, pl. 2, Grave, pl. 4: Risorgendo dal sepolcro. Vedi in fono a questo volume.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; Cristo però con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

Venero la tua passione e glorifico la tua risurrezione; con Adamo e il ladrone grido a te con chiara voce: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo regno.

Fosti crocifisso e messo in una tomba di tuo volere, o senza peccato, ma risorgesti come Dio, rialzando con te Adamo, che esclamava: ricordati di me quando verrai nel tuo regno.

Rialzando dalla tomba il tempio del tuo corpo il terzo giorno, Cristo Dio, rialzasti con Adamo i suoi discendenti, che gridavano: ricordati di me quando verrai nel tuo regno.

Le mirofore vennero piangendo al tuo sepolcro, o Cristo Dio, di buon mattino e vi trovarono seduto un angelo in bianche vesti che esclamò: Che cosa cercate? Cristo è risorto, non piangete più!

I tuoi apostoli venuti al monte, come ordinasti loro, o Salvatore e Signore, ti videro e ti adorarono e tu li inviasti alle genti per istruirle e battezzarle.

Gloria.

Adoriamo il Padre, o fedeli, glorifichiamo il Figlio e inneggiamo tutti ugualmente al santissimo Spirito, esclamando e dicendo: Trinità santissima, salvaci.

E ora. Theotokìon.

Il tuo popolo, o Cristo, a intercedere ti presenta tua Madre; per le sue suppliche, o Buono, dacci le tue misericordie affinché glorifichiamo te, risorto per noi dal sepolcro.

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